lunedì 23 marzo 2026

Sabato 28 marzo la “Serata sui rapaci notturni allo Zoc del Peric”


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"   


Si terrà sabato 28 marzo a Fabbrica Durini la “Serata sui rapaci notturni allo Zoc del Peric”. L’evento è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall’associazione Le Contrade, col patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza e di Lurago d'Erba.
L’appuntamento è alle ore 20,30 presso il Salone polifunzionale ex Asilo di Fabbrica Durini (Alzate Brianza), in via Parini 8.

La serata sarà l’occasione per presentare il libro "Vietato gufare - Gufi e civette" con la presenza degli autori Marco Mastrorilli e Stefania Montanino, a cui seguirà la visita guidata presso la zona umida dello ‘Zoc del Peric’ per l'ascolto dei rapaci.


Marco Mastrorilli è un autore e divulgatore scientifico che da oltre trent’anni svolge attività di ricerca, educazione ambientale e formazione sul campo, con particolare attenzione a etologia, bioacustica e conservazione. Il libro che presentano svela da cosa nascono le leggende e i modi di dire sui gufi. I rapaci, specialmente quelli notturni, sono stati a lungo vittime di un’immagine negativa, associati per secoli a sventura, mistero e oscurità. Queste convinzioni sono talmente profondamente radicate nella nostra cultura e nelle tradizioni locali che ancora oggi in alcune regioni al canto di una civetta si associa la morte e alla sfortuna si aggrega l’immagine di un gufo.
Gli autori, dopo aver conversato con i presenti, accompagneranno i presenti ad un’uscita presso la zona umida dello ‘Zoc del Peric’, che è la perla del parco omonimo.
Qui i visitatori, oltre a godere di una serata in mezzo alla natura, potranno sentire i rapaci rispondere ai richiami specifici lanciati dagli autori. In ogni caso sarà un’esperienza affascinante.

Si precisa che l'incontro al chiuso si terrà con qualsiasi condizione meteo, mentre in caso di maltempo la successiva camminata allo Zoc del Peric sarà cancellata.
Le prenotazioni per la sola camminata vanno inviate via email a: info@circoloambiente.org.

domenica 22 marzo 2026

Montorfano: il monte, il lago e le storie di ghiaccio – una giornata tra natura e memoria


Domenica 29 marzo 2026 torna l’appuntamento con Le Brianze raccontate e camminate, e questa volta la meta è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia del territorio: Montorfano. Un’escursione ad anello che unisce paesaggio, cultura e convivialità, perfetta per chi desidera scoprire – o riscoprire – uno degli angoli più suggestivi della Brianza.

Il ritrovo è fissato per le ore 10:00 presso il parcheggio della RSA Residenza I Laghi. Da qui prenderà il via una giornata che promette scorci incantevoli e racconti sorprendenti.


Durante il percorso si passerà dalla Fabbrica del Ghiaccio (nella foto sopra), una testimonianza di archeologia industriale legata al lago di Montorfano.


Dal centro del paese, passando da piazza Roma e via Mandelli, inizierà la salita verso il Monte Orfano. Un percorso accessibile ma appagante, immerso nel verde, che conduce ai ruderi dell’antico castello medievale. Qui, tra storia e panorama, è prevista una sosta con visita guidata.


Una volta raggiunta la cima, sarà il momento del pranzo al sacco: un’occasione per rilassarsi, godere della vista sul lago e condividere il piacere della camminata in compagnia.


Nel pomeriggio si scenderà lungo via Crotto Urago per tornare verso il lago. Il percorso proseguirà poi con un suggestivo giro del Lago di Montorfano, passando dalla località Sant’Andrea, tra rive tranquille e riflessi d’acqua.

Il rientro è previsto intorno alle 15:30 presso il punto di partenza, dove ad attendere i partecipanti ci sarà una piccola merenda conclusiva: il modo migliore per chiudere una giornata all’aria aperta.

Informazioni utili

L’escursione si sviluppa su un percorso ad anello di circa 6,3 km con un dislivello di circa 210 metri. È consigliato un abbigliamento adeguato e l’uso di bastoncini da escursionismo.


L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo della merenda finale.

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Fontana del Guerc: piccoli gesti, grandi conseguenze


Negli ultimi giorni, presso la Fontana del Guerc, si è ripresentata una situazione già vista e purtroppo ben nota a chi frequenta e tutela quest’area: interventi non autorizzati che alterano un equilibrio naturale estremamente delicato.

Le Guardie Ecologiche Volontarie sono state costrette più volte a ripristinare uno sbarramento realizzato con tronchi e sassi all’emissario della fontana. Questo intervento non è casuale: serve a mantenere un livello d’acqua adeguato e, soprattutto, a impedire che girini e altre forme di vita acquatica vengano trascinate fuori dalla pozza.


Eppure, qualcuno continua a rimuovere questi elementi. Forse per leggerezza, forse per scarsa consapevolezza, ma le conseguenze sono tutt’altro che banali. Già lo scorso anno, comportamenti simili hanno portato alla perdita di parte dei girini presenti, compromettendo l’equilibrio dell’ecosistema locale. A questo si è aggiunta la presenza di pesci, che in questi ambienti non dovrebbero esserci: predano infatti girini e larve di salamandra, mettendo ulteriormente a rischio la fauna autoctona.


È importante chiarire un punto fondamentale: i fontanili e la roggia devono rimanere privi di pesci, proprio per garantire la sopravvivenza delle specie anfibie che la abitano. Si tratta di un habitat fragile, dove ogni modifica può avere effetti a catena.

Per questo motivo, il Parco sta predisponendo una segnaletica specifica che vieti manomissioni e interventi impropri. Ma i cartelli, da soli, non bastano senza la collaborazione di tutti.

Un appello ai visitatori

Frequentare la natura è un privilegio, ma comporta anche una responsabilità. Anche azioni apparentemente innocue – spostare una pietra, togliere un ramo, “liberare” un passaggio d’acqua – possono causare danni significativi.

Invitiamo quindi tutti a:

  • non alterare lo stato dei luoghi
  • non rimuovere pietre, rami o paratie da fontanili e rogge
  • non introdurre specie animali (come pesci) in ambienti che non li prevedono
  • rispettare le indicazioni del Parco e del personale preposto

Queste attività devono essere svolte esclusivamente da personale competente e autorizzato, che opera con conoscenza e attenzione agli equilibri ecologici.

Siamo in un’area delicata. La tutela di questi ambienti passa anche dai comportamenti quotidiani di chi li vive. Massimo rispetto per la natura significa, a volte, fare la cosa più semplice: osservare senza intervenire.

venerdì 20 marzo 2026

Cinisello Balsamo. Dove c’era cemento, nasce comunità: storie dal Parco Grugnotorto


Nel cuore di Cinisello Balsamo prende vita un progetto che intreccia memoria collettiva, partecipazione civica e tutela del territorio. Dal 21 al 29 marzo 2026, il Centro Culturale “Il Pertini” ospita la mostra e la presentazione del libro legati a “Fare Comunità: coltivare memoria per raccogliere futuro”, un’iniziativa promossa da Legambiente Cinisello Balsamo insieme all’Associazione Le Ghirlande e al Tavolo di Sant’Eusebio, in collaborazione con il Comune.

Cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano, il progetto nasce con l’obiettivo di costruire una memoria condivisa del quartiere Sant’Eusebio e dell’area del Parco Grugnotorto Villoresi, oggi parte del sistema del Parco Nord Milano. Attraverso fotografie, interviste, articoli di giornale e documenti d’archivio – tra cui quelli dell’Archivio Storico comunale – emerge un racconto corale che attraversa decenni di trasformazioni urbane e sociali.

Il percorso restituisce i bisogni e le aspirazioni di una comunità cresciuta in un contesto fortemente urbanizzato, ma capace di mobilitarsi per ottenere spazi verdi. La nascita del Parco Grugnotorto, poi evoluto nel più ampio sistema del Parco Nord, rappresenta infatti un esempio concreto di cittadinanza attiva e di costruzione dal basso del bene comune.

La mostra, allestita nel foyer al piano -1 del Centro Culturale “Il Pertini” (piazza Confalonieri 3), è aperta a tutta la cittadinanza e si propone non solo come momento espositivo, ma come occasione di incontro e riflessione sul futuro del territorio.


Il programma si articola in diversi appuntamenti significativi:

  • sabato 21 marzo alle ore 11 l’inaugurazione della mostra, seguita da una visita guidata
  • venerdì 27 marzo dalle 18 alle 19 un incontro pubblico dedicato al passato, presente e futuro del parco e del quartiere Sant’Eusebio
  • sabato 28 marzo visite guidate nel pomeriggio e, a seguire, un reading poetico sul legame tra parole e luoghi

Più che una semplice operazione di recupero storico, “Fare Comunità” si configura come un invito a leggere il passato per orientare le scelte future. In un territorio come quello della Brianza centrale, dove la pressione urbanistica continua a confrontarsi con il bisogno di natura e qualità della vita, esperienze come questa mostrano come la memoria possa diventare uno strumento attivo di trasformazione.

Parte il Concorso letterario legato alla "Festa delle Api" 2026 di Ponte Lambro


a cura del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Anche quest’anno la "Festa delle Api" è lieta di ospitare il Concorso letterario "Emily Dickinson" di poesia e racconti brevi.
Come per la prima edizione dello scorso anno - che ha riscosso molto successo -, l’obiettivo è avvicinare le giovani generazioni alla poesia e al mondo delle api. Infatti due delle quattro categorie in cui è suddiviso il concorso sono dedicate a ragazze e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, distinte in due fasce d’età differenti (under 10 - e tra 10 e 17 anni). Vi sono poi altre due categorie aperte a scrittrici e scrittori di qualsiasi età. 
Il tema scelto per quest'anno è "Basta un sogno". 

Dal 21 marzo all’1 giugno, sarà possibile inviare gratuitamente un proprio elaborato tramite un formulario pubblicato sul sito web www.festadelleapi.it . Chi vorrà partecipare dovrà specificare a che categoria appartiene, così che la giuria di qualità possa comparare i testi e votarli di conseguenza, per stilare la graduatoria e determinare chi proseguirà alla fase finale del concorso. Per ogni eventuale informazione è possibile scrivere via email a premioemilydickinson@gmail.com .

A inizio settembre verranno annunciati i nomi di chi sarà chiamato a esibirsi durante la "Festa delle Api" del 26 e 27 settembre a Ponte Lambro, in uno 'slam' in cui sarà il pubblico a votare il testo migliore.

Il Concorso letterario "Emily Dickinson" è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall'associazione Tic Tac, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ponte Lambro.

Si ricorda che la 17^ edizione della "Festa delle Api" si terrà il 26 e 27 settembre 2026 presso il parco di Villa Guaita a Ponte Lambro.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito: www.festadelleapi.it.

Circolo Ambiente: "Che fine ha fatto la Commissione antimafia di Lecco?"

Pagina web del Comune di Lecco

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Che
 fine ha fatto la Commissione antimafia del Comune di Lecco?

È la domanda che - come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - ci poniamo alla vigilia della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", che si celebra ogni anno il 21 di marzo. 

Dalla data dell'ultima convocazione della Commissione antimafia - avvenuta il 9 marzo del 2023 - non sembra esserci traccia della Commissione, che anche sul sito web Comune risulta ferma al 2023. Ci risulta quindi che siano ormai esattamente 3 anni che la Commissione antimafia non viene convocata! Eppure a Lecco non mancano di certo i segnali del radicamento della criminalità organizzata e in particolare della 'ndrangheta, che nel territorio lecchese è riconducibile in particolare alla famiglia Coco Trovato. Lecco è, purtroppo, più volte salita alle cronache per la presenza della criminalità organizzata. Ricordiamo in particolare l'inchiesta 'Metastasi' che aveva coinvolto direttamente alcuni membri del Consiglio comunale di Lecco.  


Nel 2022 a Lecco, dopo la specifica richiesta di un gruppo di associazioni - incluso il nostro Circolo - finalmente era stata istituita la Commissione antimafia. Però da allora si annoverano solo due convocazioni, nel 2022 e nel 2023, delle quali si ricorda, sventuratamente, la polemica con cui quasi tutti i commissari - di maggioranza e minoranza - avevano stigmatizzato le parole dell'ex perfetto Castrese De Rosa, che si era 'permesso', secondo loro, di definire Lecco come una delle realtà più infiltrate dalle mafie. Fatto invece incontrovertibile, come dimostrano anche le numerose interdittive antimafia emanate proprio dalla Prefettura lecchese. Dal 2023, come detto, nessun segnale di esistenza della Commissione antimafia del capoluogo, che evidentemente - ci viene da pensare - era stata costituita solo come proforma. Allo stesso tempo, riteniamo che non sia sufficiente, per un'Istituzione, occuparsi di legalità solo in maniera spot, in occasione delle ricorrenze o celebrazioni. Quello per la legalità e per la lotta alle mafie deve essere un impegno continuo, fuori e dentro le stesse Istituzioni. 

Il nostro auspicio è che, nell'attuale dibattito politico e in vista delle prossime elezioni comunali, sul tema dell'antimafia si costruisca un percorso politico che si occupi e preoccupi concretamente del tema della legalità e della lotta contro la presenza delle mafie - e della 'ndrangheta in particolare - nel territorio del Comune di Lecco. 

giovedì 19 marzo 2026

Seregno. Nuovo ospedale al Dosso: una scelta sbagliata, ora lo conferma anche il Parco

L'area del Parco dove è stato proposto di costruire il nuovo ospedale.

Il dibattito sulla possibile realizzazione del nuovo presidio ospedaliero nell’area del Dosso a Seregno sta facendo emergere un elemento sempre più evidente: la crescente convergenza tra analisi e posizioni che, da tempo, mettono in guardia da una scelta ritenuta sbagliata sotto molteplici punti di vista.

Nel nostro precedente post "Nuovo ospedale di Seregno: una scelta già scritta dentro il Parco GruBrìa?" pubblicato lo scorso 20 febbraio sottolineavamo come l’ipotesi di edificare al Dosso rappresenti un consumo di suolo ingiustificato, in contrasto con i principi di rigenerazione urbana e con la necessità, ormai ampiamente riconosciuta, di preservare gli ultimi spazi aperti.

Il Giornale di Seregno. Richiamo in prima pagina. 17/03/2026

Le recenti dichiarazioni di Arturo Lanzani, presidente del PLIS Grubria, pubblicate sul Giornale di Seregno di martedì 17 marzo scorso (leggi qui), vanno esattamente nella stessa direzione, rafforzando e legittimando ulteriormente queste preoccupazioni. Non si tratta di una semplice coincidenza, ma del segnale di una valutazione condivisa che attraversa competenze e ruoli diversi.

Lanzani parla apertamente di “gravissimo attentato alla salute pubblica”, introducendo un elemento fondamentale: la salute non può essere ridotta alla sola presenza di strutture sanitarie, ma comprende anche la qualità dell’ambiente, la vivibilità urbana e l’equilibrio del territorio. È esattamente il quadro in cui si inseriva anche la nostra analisi: costruire un ospedale sacrificando suolo agricolo e spazi aperti significa indebolire, e non rafforzare, il benessere complessivo della comunità.

Un primo punto di convergenza riguarda il consumo di suolo. L’area del Dosso rappresenta uno degli ultimi ambiti liberi e permeabili, già sottoposto a forti pressioni. La sua trasformazione appare in netta contraddizione con gli obiettivi di contenimento dell’espansione urbana. È lo stesso tema già evidenziato: continuare a costruire su aree libere, anziché intervenire sul patrimonio esistente, significa perpetuare un modello superato.

Un secondo elemento condiviso è quello dell’accessibilità. Lanzani evidenzia come un presidio sanitario debba essere integrato nel tessuto urbano e ben servito dal trasporto pubblico. La localizzazione al Dosso, invece, rischia di accentuare la dipendenza dall’auto privata. Anche in questo caso, la coincidenza con quanto già espresso è evidente: un ospedale deve essere facilmente raggiungibile da tutti, non solo da chi dispone di un mezzo proprio.

Altro punto centrale è la presenza di alternative. Lanzani richiama studi di fattibilità che individuano soluzioni meno impattanti, interne al tessuto urbano. Si tratta di un passaggio decisivo, perché dimostra che la contrarietà all’ipotesi del Dosso non è una posizione “contro”, ma una posizione “per”: per scelte più razionali, più sostenibili e più coerenti con una visione contemporanea della pianificazione.

Questa convergenza tra quanto già emerso nel dibattito pubblico e le parole del presidente del Parco assume oggi un valore particolare. Non siamo di fronte a opinioni isolate, ma a un quadro sempre più solido di valutazioni tecniche e culturali che indicano la stessa direzione.

Per questo, la tutela dell’area del Dosso non può essere liquidata come resistenza al cambiamento. Al contrario, rappresenta una richiesta chiara: orientare le scelte pubbliche verso soluzioni che tengano insieme salute, ambiente e qualità urbana.

In un momento in cui le decisioni sul futuro della sanità territoriale sono cruciali, ignorare questa convergenza sarebbe un errore. Ascoltarla, invece, significa costruire politiche più lungimiranti e realmente orientate all’interesse della collettività.