martedì 3 novembre 2026

Una nuova stazione ferroviaria a Seregno, ma decidono a Lissone. E il consumo di suolo?

La linea ferroviaria (azzurro) insiste completamente sul territorio di Seregno. La linea verde indica il confine nord del quartiere santa Margherita di Lissone.

Una nuova fermata ferroviaria a Santa Margherita di Lissone, destinata a servire anche i quartieri Lazzaretto e San Salvatore di Seregno. Una buona notizia per la mobilità locale? Potenzialmente sì. Ma, prima di festeggiare, ci sarebbero alcune questioni da chiarire. A cominciare da una piuttosto curiosa: la nuova stazione dovrebbe sorgere sul territorio comunale di Seregno, ma a promuoverla e a portarla nelle sedi istituzionali è stato finora il Comune di Lissone.

La vicenda ha compiuto un passo avanti con l'approvazione, da parte del Consiglio regionale della Lombardia, di un emendamento al Programma della mobilità che prevede l'avvio di uno studio di fattibilità per una nuova fermata ferroviaria nella zona di Santa Margherita.

La nuova fermata ferroviaria in una immagine "illustrativa" postata, a suo tempo, sulla pagina Facebook della Lega di Lissone

L'iniziativa nasce da una mozione presentata dalla maggioranza in Consiglio comunale a Lissone e approvata all'unanimità. Un consenso trasversale che ha permesso di portare la proposta all'attenzione della Regione.

Fin qui tutto bene. Il problema, o meglio le curiosità, emergono guardando alla città che dovrebbe ospitare l'infrastruttura.

La nuova fermata, infatti, dovrebbe servire il quartiere lissonese di Santa Margherita ma sorgere sul territorio di Seregno. E a Seregno? Nessuna discussione in Consiglio comunale, nessuna iniziativa pubblica conosciuta, nessun confronto istituzionale che abbia coinvolto direttamente la città.

Insomma, a Lissone si presenta la mozione, a Lissone si discute, a Lissone si ottiene il voto unanime e a Lissone si festeggia il risultato regionale. Seregno, invece, sembra essere stata chiamata in causa soprattutto perché dovrebbe mettere a disposizione il territorio sul quale realizzare la stazione. Una sorta di collaborazione istituzionale a senso unico.

A dire il vero, Il Giornale di Seregno dello scorso 29 ottobre riferisce che la proposta sarebbe stata condivisa dal sindaco Alberto Rossi, con una precisa raccomandazione: prestare la massima attenzione affinché la nuova fermata non comporti la chiusura prolungata dei passaggi a livello nella zona del Lazzaretto.

Un'osservazione tutt'altro che secondaria. Una nuova infrastruttura ferroviaria può certamente migliorare i collegamenti, ma non dovrebbe finire per aggravare ulteriormente i problemi di circolazione di un quartiere che già deve fare i conti con i passaggi a livello e con le conseguenti interruzioni del traffico.

Ma c'è un altro aspetto, forse ancora più rilevante, che sembra essere rimasto sullo sfondo: il consumo di suolo.

Se la fermata dovesse essere realizzata in un'area attualmente libera, come appare probabile, si tratterebbe di un'ulteriore trasformazione del territorio di Seregno. E viene spontaneo chiedersi se l'intervento possa interessare aree comprese nel Parco GruBrìa, considerato che non è ancora stata resa pubblica una localizzazione precisa.

In verde le aree del parco GruBrìa tra Seregno, Desio e Lissone

Già, perché finora non sono state mostrate planimetrie né elaborati cartografici che consentano di capire esattamente dove dovrebbe sorgere la nuova stazione. La collocazione è stata indicata a parole, ma senza una documentazione che permetta ai cittadini di verificare quale area verrebbe interessata, quali trasformazioni sarebbero necessarie e quali conseguenze potrebbero esserci sul territorio.

Non è un dettaglio tecnico da rimandare a quando i giochi saranno fatti. La localizzazione è uno degli elementi fondamentali per valutare la proposta, soprattutto quando si parla di nuove infrastrutture, consumo di suolo e possibili interferenze con aree di valore ambientale.

C'è poi la questione della comunicazione politica. Sulla pagina Facebook della Lega di Lissone l'approvazione dell'emendamento è stata presentata con un entusiastico «Ci siamo! Via libera da Regione Lombardia per la nuova stazione di Lissone-Santa Margherita!».

Una formulazione decisamente ottimistica, tanto da suscitare le obiezioni di Luca De Vincentis, esponente di Vivi Lissone, che ha ricordato come l'approvazione riguardi in realtà soltanto l'avvio di uno studio di fattibilità. Non un progetto definitivo, non uno stanziamento per la realizzazione, tantomeno la certezza che la stazione si farà.

Una distinzione importante, perché tra uno studio di fattibilità e un'opera realizzata possono passare anni, possono emergere problemi tecnici ed economici e possono anche cambiare le priorità politiche.

La nuova fermata ferroviaria potrebbe rappresentare un'opportunità per entrambi i quartieri. Ma proprio per questo sarebbe auspicabile che anche Seregno si occupasse concretamente della questione, aprendo un confronto pubblico e istituzionale prima che la proposta venga ulteriormente sviluppata.

Servono innanzitutto una localizzazione precisa, planimetrie consultabili e una valutazione delle conseguenze sulla viabilità, sul consumo di suolo e sulle eventuali aree del Parco GruBrìa interessate. E sarebbe opportuno che i cittadini seregnesi fossero messi nelle condizioni di conoscere e discutere l'intervento.

Perché una stazione ferroviaria non è un'infrastruttura che si può pensare e progettare ignorando il Comune sul cui territorio dovrebbe sorgere. E neppure il miglioramento del trasporto pubblico può diventare un argomento sufficiente per considerare irrilevante il consumo di altro suolo libero.

Per ora, dunque, abbiamo una stazione annunciata a Lissone, da costruire a Seregno, una localizzazione che resta da chiarire e uno studio di fattibilità ancora da avviare.

A Lissone si festeggia. A Seregno, forse, sarebbe il caso di cominciare a chiedere dove intendono costruirla.

Il sentiero Franco: una passeggiata nella Valle del Lambro da Rancate a Macherio

Alcuni scorci della passeggiata. Le foto sono di G. Casiraghi.

Domenica 15 novembre 2026 l'ARCI Macherio, in collaborazione con l'associazione Amici del Paese di Macherio, il CAI – Sezione di Macherio e ANPI Albiate-Macherio-Sovico, organizza una passeggiata nella Valle del Lambro lungo il Sentiero Franco, dedicata alla memoria di Franco Verga.


Il percorso partirà dal Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Rancate, a Triuggio, dove sono previsti un'introduzione all'iniziativa e una visita al santuario, con una breve descrizione dei dipinti e degli affreschi.


La passeggiata attraverserà alcuni degli ambienti naturali più caratteristici della Valle del Lambro, tra boschi, pianalti e scorci sul fiume, seguendo anche tratti della ciclovia Monza-Erba. Lungo il cammino si incontreranno testimonianze della storia produttiva del territorio, come i resti della filatura Galeazzo Viganò, del Molino Bassi e di altre antiche attività legate all'acqua.


Una particolare attenzione sarà riservata alla memoria della deportazione e della persecuzione nazifascista. Sono previsti momenti di ricordo presso la pietra d'inciampo dedicata a Carlo Vismara, a Rancate, e presso il monumento a Valentino Rivolta, a Macherio, con un ricordo anche dell'internato militare Aldo Villa.

L'arrivo è previsto per le ore 12.50 alla Casa del Popolo, presso il Circolo ARCI Macherio “Nuova Resistenza”, dove si terranno un aperitivo e i saluti finali.

Programma

  • Ore 8.45: ritrovo presso il sagrato del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli a Rancate di Triuggio, sottoscrizione e tesseramento ARCI.
  • Ore 9.00: introduzione e ricordo di Franco Verga.
  • Ore 9.15: visita al Santuario.
  • Ore 9.30: ricordo di Carlo Vismara presso la pietra d'inciampo.
  • Ore 9.35: partenza della passeggiata.
  • Ore 12.50: arrivo alla Casa del Popolo di Macherio.

Informazioni utili

  • L'escursione è riservata ai soci ARCI. Il percorso è agevole, prevalentemente su fondo naturale, per una lunghezza complessiva di circa 8.300 metri. Sono indispensabili calzature da trekking con suole antiscivolo.
  • Iscrizioni: cultura@arcimacherio.it
  • Informazioni: Augusta, 335 632 8590; Gianni, 339 844 6553.

Bonifica da diossina e compensazioni: le richieste delle associazioni e le mancate risposte di Pedemontana

Due richieste di incontro per fare il punto sulla bonifica della tratta B2 e sulle compensazioni ambientali e viabilistiche delle tratte B2 e C. Pedemontana ha risposto con alcune informazioni, ma senza accogliere le richieste di confronto e lasciando aperte numerose questioni.

La mappa dei cantieri di Pedemontana. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Nell'ottobre 2026, Legambiente circolo “Laura Conti” di Seveso, Legambiente circolo Gaia di Usmate Velate, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago e Brianza Centrale hanno inviato ad Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) due richieste di incontro per ottenere chiarimenti e aggiornamenti su alcune questioni rilevanti legate alla realizzazione delle tratte B2 e C.

La prima nota, datata 5 ottobre e indirizzata, oltre che a Pedemontana, ad ARPA, al Dipartimento Ambiente di Regione Lombardia, a CAL, a Pedelombarda Nuova e ai sindaci dei Comuni interessati dalla tratta B2 (Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Barlassina e Lentate sul Seveso), chiedeva la convocazione del Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica.

L'ultimo incontro del Tavolo si era svolto il 6 maggio 2026, mentre il successivo aggiornamento scritto, del 22 luglio, era arrivato anch'esso su sollecitazione dei gruppi ambientalisti e civici. La richiesta mirava a mantenere un monitoraggio costante degli interventi, con particolare attenzione alle celle nelle quali non erano stati raggiunti gli obiettivi di bonifica, ai risultati delle analisi chimiche effettuate in contraddittorio con ARPA e alla caratterizzazione come rifiuti e alla destinazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari.

La seconda nota, del 10 ottobre e indirizzata alla sola Pedemontana, chiedeva invece un incontro per un aggiornamento sulle Compensazioni Ambientali delle tratte B2 e C, sugli interventi previsti dalla prescrizione 51 del CIPESS, sui depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, sugli extracosti, sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché sul cronoprogramma rivisto.

A entrambe le richieste Pedemontana ha risposto con due comunicazioni scritte del 20 ottobre 2026, senza tuttavia accogliere le proposte di incontro.

La bonifica da diossina: il 38% dei campioni non raggiunge gli obiettivi

Planimetria Piano Operativo Bonifica al 30/09/2026

Nella comunicazione relativa alla bonifica della tratta B2, Pedemontana fornisce alcuni dati sull'avanzamento degli scavi e sui risultati dei collaudi. Al 30 settembre 2026, gli scavi avevano raggiunto 32.913,89 metri cubi sui 35.441,68 previsti dopo le varianti, pari a circa il 93% del volume complessivo. È importante precisare che questo dato riguarda il volume degli scavi effettuati e non la percentuale di bonifica completata. Più significativo, per valutare l'efficacia degli interventi, è il dato relativo ai collaudi: secondo quanto comunicato dalla stessa società, il 62% dei campioni analizzati ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, mentre nel restante 38% tali obiettivi non sono stati conseguiti. Il dato evidenzia quindi la presenza di criticità ancora da affrontare. La stessa società conferma la necessità di ulteriori scavi di approfondimento e di successive verifiche nei punti in cui i risultati non sono stati soddisfacenti. Quanto alle analisi effettuate in contraddittorio con ARPA, APL dichiara che vi è piena corrispondenza tra i risultati del proprio laboratorio e quelli dei laboratori dell'Agenzia. Nella risposta, tuttavia, non vengono allegati i relativi valori analitici, né viene fornito un quadro organico dei risultati delle verifiche.

Bonifica ambientale. Lotto 2. Bosco delle Querce. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Non vengono inoltre forniti i risultati delle analisi di caratterizzazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari, né vengono chiarite le modalità della loro classificazione come rifiuti e la loro destinazione. Si tratta di informazioni espressamente richieste dai gruppi, necessarie per ricostruire anche la gestione dei materiali contaminati rimossi dalle celle che non avevano raggiunto gli obiettivi di bonifica. Per ulteriori aggiornamenti, Pedemontana rinvia alla sezione «Bonifica e collaudi» del proprio sito, dove sono pubblicate le informazioni relative alle diverse fasi dell'intervento. La consultazione richiede però un complesso lavoro di ricostruzione e confronto con i dati e gli aggiornamenti precedenti. Per quanto riguarda la convocazione del Tavolo di lavoro, la società dichiara di voler attendere «la fine dei lavori per il maggior numero possibile di lotti», in modo da poter tracciare un consuntivo complessivo della bonifica. Una scelta che rinvia il confronto a una fase successiva, proprio mentre restano da chiarire gli esiti delle verifiche e gli interventi ancora necessari.

Compensazioni ambientali: 30,5 milioni di euro e 15 interventi

La seconda risposta di Pedemontana contiene una scheda sullo stato delle Compensazioni Ambientali e degli interventi collegati alla prescrizione 51 del CIPESS. Per le Compensazioni Ambientali, la società indica 15 opere e misure per un valore complessivo di 30,5 milioni di euro. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato, con deliberazioni del 25 ottobre 2023 e del 17 giugno 2024, l'erogazione di 3,8 milioni di euro a favore dei Comuni interessati, come anticipazione per l'avvio della progettazione degli interventi compensativi. L'erogazione è però subordinata alla sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa: non si tratta, quindi, di somme che possono essere considerate già versate. Al 30 settembre 2026 risultavano sottoscritti protocolli con nove Comuni: Barlassina, Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Lissone, Meda, Seveso e Vimercate. La società segnala inoltre che sono stati approvati i progetti di fattibilità tecnico-economica di Biassono, Lissone e Vimercate. Per Cesano Maderno è stato invece rilasciato il nulla osta al progetto esecutivo del primo lotto di Piazza Verde, in via Molinello. Si tratta di informazioni utili, ma ancora insufficienti per ricostruire in modo completo lo stato di attuazione delle opere. Mancano un quadro aggiornato dei singoli interventi, le loro localizzazioni, i dettagli progettuali e soprattutto le tempistiche previste per la realizzazione. La stessa Pedemontana ricorda che i Comuni possono proporre progetti diversi da quelli previsti nel progetto definitivo del 2009, attribuendo quindi alle amministrazioni comunali la responsabilità della scelta degli interventi.

Prescrizione 51: le richieste dei Comuni e le informazioni mancanti

La prescrizione 51 riguarda interventi di compensazione viabilistica, qualità ambientale e mobilità. Le risorse complessivamente previste ammontano a 10 milioni di euro: 5,42 milioni destinati a Cesano Maderno e 4,58 milioni a Seveso. Pedemontana riferisce che la Provincia aveva predisposto nel 2016 un progetto preliminare per la tratta B2, approvato dai Comuni interessati. Al momento della risposta, tuttavia, soltanto Cesano Maderno aveva sottoscritto il protocollo d'intesa relativo a questa prescrizione. 
Per quanto riguarda Seveso, il Comune ha chiesto a Pedemontana di occuparsi della progettazione e della realizzazione di sei interventi:
  • via Garibaldi, con esclusione della rotatoria di via Cacciatori delle Alpi;
  • Ponte Verde e collegamento ciclabile con via delle Rogge, per l'ampliamento del Bosco delle Querce;
  • via delle Rogge;
  • l'intersezione tra via Roma, via Garibaldi e via Cacciatori delle Alpi;
  • via Vignazzola;
  • la rotatoria di via Capuana.
La risposta, dunque, contiene alcune informazioni sulle risorse disponibili e sugli interventi richiesti da Seveso, ma non chiarisce lo stato effettivo dei progetti, le eventuali modifiche rispetto alle previsioni iniziali e le tempistiche di attuazione. Nel quadro fornito da Pedemontana non trovano invece spazio le altre proposte di intervento avanzate dalle amministrazioni comunali. In particolare, Sinistra e Ambiente segnala che non vengono richiamate le richieste del Comune di Meda relative agli interventi di qualità ambientale, già oggetto di iniziative e deliberazioni dell'amministrazione. Anche questo aspetto contribuisce a evidenziare l'incompletezza delle informazioni fornite dalla società.

Depositi di terre, extracosti e prestiti: nessun aggiornamento

Sulle altre questioni sollevate dalle associazioni, la risposta di Pedemontana è molto più generica. Non vengono fornite informazioni sulle aree utilizzate come depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, né sul campo base. Nessun aggiornamento viene comunicato sugli extracosti, sulla situazione economica complessiva dell'opera e sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Non viene fornito neppure un aggiornamento sul cronoprogramma rivisto. Per questi argomenti la società richiama i rapporti con gli enti e le istituzioni competenti, invitando le associazioni a rivolgersi direttamente a tali soggetti, che avrebbero piena visibilità sulle attività in corso.

Il ruolo delle associazioni e il diritto di conoscere

Nelle due comunicazioni Pedemontana non si dichiara disponibile a organizzare gli incontri richiesti. Per le Compensazioni Ambientali suggerisce di rivolgersi ai rappresentanti dei singoli Comuni, precisando che un proprio responsabile parteciperebbe a eventuali incontri informativi qualora fossero le amministrazioni comunali a promuoverli.

Per gli altri argomenti rinvia invece direttamente agli enti competenti. Le amministrazioni comunali hanno certamente un ruolo fondamentale nella definizione degli interventi di compensazione e nei rapporti istituzionali con la società concessionaria. Questo, tuttavia, non esaurisce il diritto delle associazioni e dei gruppi civici a chiedere informazioni, approfondimenti e momenti di confronto. Le questioni sollevate non riguardano soltanto le scelte dei singoli Comuni: investono anche le responsabilità di Pedemontana, l'avanzamento dei lavori, la gestione dei materiali contaminati, il rispetto delle prescrizioni e l'attuazione degli interventi previsti. Il rinvio ai Comuni o agli enti competenti non può quindi diventare una risposta generalizzata a richieste che chiamano direttamente in causa la società.

Le risposte ricevute confermano quanto sia necessario mantenere alta l'attenzione su questi temi. Il dato del 38% dei campioni che non ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, la mancanza di informazioni analitiche dettagliate, le questioni ancora aperte sulle compensazioni e l'assenza di aggiornamenti su depositi di terre, extracosti e cronoprogramma sono elementi che richiedono ulteriori chiarimenti. Le associazioni non intendono sostituirsi alle amministrazioni comunali o agli enti preposti, ma rivendicano la possibilità di svolgere un ruolo autonomo di interlocuzione, controllo e informazione, anche attraverso la partecipazione ai tavoli di monitoraggio e un confronto periodico con i soggetti responsabili della realizzazione dell'opera. La trasparenza non può ridursi alla pubblicazione di documenti su un sito o al rinvio da un soggetto istituzionale all'altro. Occorre che le informazioni siano complete, comprensibili e aggiornate e che vi sia disponibilità a un confronto effettivo. È su questo terreno che le associazioni intendono continuare a esercitare la propria attività, mantenendo alta l'attenzione sull'impatto dell'infrastruttura e informando la cittadinanza su quanto sta avvenendo sul territorio.

lunedì 2 novembre 2026

San Martino 2026: visita alla chiesetta e castagnata in corte


Domenica 8 novembre torna l'appuntamento con San Martino, un pomeriggio dedicato alla riscoperta della chiesetta di San Martino, a Mariano Comense in via San Martino e alla tradizionale castagnata in corte.

A partire dalle ore 14:00 sarà possibile partecipare alla visita guidata della chiesetta, accompagnati dalla prof.ssa Franca Pirovano e dall'arch. Andrea Anzani, per conoscerne la storia e le caratteristiche artistiche e architettoniche.

A seguire, spazio alla convivialità con la castagnata in corte, organizzata con la partecipazione della Protezione Civile di Mariano Comense, della Croce Bianca di Mariano Comense e del Gruppo Alpini di Mariano Comense.

Le celebrazioni proseguiranno mercoledì 11 novembre, giorno di San Martino, con la Santa Messa presso la chiesetta alle ore 10:00.

Eventi patrocinati dalla Città di Mariano Comense.

Seregno, un incontro su pace, disarmo e difesa non violenta delle comunità


Martedì 10 novembre, alle ore 21, la Sala Monsignor Gandini di Seregno ospiterà l'incontro pubblico «Disarmare i conflitti: dalla corsa alle armi, alla protezione non violenta delle comunità».

La serata sarà dedicata ad alcuni temi di grande attualità: il commercio delle armi, la corsa al riarmo, l'economia di guerra, il concetto di sicurezza, la difesa e il disarmo.

L'iniziativa intende approfondire anche il significato del dovere costituzionale di difesa della Patria, interrogandosi sulla possibilità di assolverlo attraverso mezzi non armati e sul ruolo che possono svolgere le comunità nella protezione non violenta delle persone e dei territori.

Interverranno Gianni Alioti, dell'Osservatorio Weapon Watch Italia, e Martina Pignatti, della Fondazione Finanza Etica.

L'incontro è promosso dalle ACLI, in collaborazione con ANPI Seregno, Comitato 25 Aprile e Dare un'anima alla città, con il patrocinio del Comune di Seregno.

Donne, mafie e giustizia: due appuntamenti a Desio


Due appuntamenti tra teatro, musica e riflessione civile per affrontare temi fondamentali come il contrasto alle mafie, la difesa della giustizia e la salvaguardia dei valori democratici.

Nell'ambito della rassegna «Legalità, su il sipario», lo Spazio Stendhal - Villa Tittoni, via Lampugnani 62, Desio - ospiterà due eventi nel mese di novembre, entrambi pensati per stimolare la partecipazione e la riflessione attraverso il linguaggio dello spettacolo.

Sabato 7 novembre 2026 – DISONORATA. Le mafie non uccidono le donne

Una performance teatrale accompagnata da musiche che propone una riflessione sul rapporto tra donne e mafie, affrontando un tema spesso poco conosciuto e mettendo al centro il ruolo e le storie delle donne nei contesti segnati dalla criminalità organizzata.

Prenotazione obbligatoria: clicca qui per partecipare. 

Sabato 14 novembre 2026 – AMATE LA GIUSTIZIA

Un concerto multimediale dedicato all'importanza di salvaguardare i valori della democrazia e della libertà, richiamando l'insostituibilità della giustizia e della legalità come fondamenti della convivenza civile.

Prenotazione obbligatoria: clicca qui per partecipare. 

Due occasioni diverse, ma unite dalla convinzione che la cultura e lo spettacolo possano contribuire a mantenere viva l'attenzione sui temi della legalità e della responsabilità collettiva.

La partecipazione è un modo concreto per sostenere la cultura della legalità.

Passeggiata alla scoperta del Parco delle Groane con le Gev


I boschi e la loro gestione, le aree umide e il loro valore ambientale saranno al centro del secondo appuntamento di “Alla scoperta del Parco con le Gev”, il ciclo di tre escursioni autunnali organizzato dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.

L’appuntamento è per domenica 8 novembre, con ritrovo alle 8.45 davanti alla sede territoriale del Parco, alla Cascina Emanuela Loi, in via Molinetto 2 a Fino Mornasco. La partenza è prevista dopo l’accoglienza dei partecipanti, che sono invitati a presentarsi almeno 15 minuti prima dell’orario stabilito.

L’escursione, intitolata “I boschi e la loro gestione – Le aree umide, un patrimonio da scoprire e proteggere”, sarà un’occasione per conoscere più da vicino gli ambienti naturali del territorio e approfondire l’importanza della loro tutela. Ad accompagnare i partecipanti saranno le Guardie Ecologiche Volontarie (Gev) del Parco, affiancate da due esperti che illustreranno le caratteristiche dei boschi, le modalità della loro gestione e il ruolo fondamentale delle aree umide per la biodiversità. Parteciperanno anche rappresentanti di associazioni locali.

Il percorso di circa 8 km si svilupperà ad anello, con partenza e arrivo alla sede del Parco di Fino Mornasco. La camminata è aperta a tutti e permetterà di trascorrere una mattinata all’aria aperta, alternando l’attività fisica alla scoperta del patrimonio ambientale locale. Il tracciato presenta un dislivello di circa 80 metri e non è adatto ai passeggini.

L’iniziativa si inserisce in un programma di tre appuntamenti autunnali pensati per valorizzare il territorio del Parco, far conoscere sentieri e ambienti naturali e promuovere una frequentazione consapevole delle aree protette. Un obiettivo importante è anche quello di far conoscere l’attività delle Guardie Ecologiche Volontarie e informare i cittadini sul prossimo corso di formazione per diventare Gev (clicca qui per scoprire i dettagli e aderire al corso), contribuendo così alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturale. 

La partecipazione è gratuita. Per raggiungere il punto di ritrovo è possibile utilizzare il treno sulla linea Milano-Monza-Como, scendendo alla stazione di Cucciago, oppure arrivare in auto, con possibilità di parcheggio nelle aree dietro la stazione e nel piazzale della tintoria Iltep.

Si consiglia di indossare scarpe da trekking e abbigliamento a strati e di portare con sé una scorta d’acqua.