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| Una iniziativa in difesa dell'antico Oratorio, 2012 |
Nei giorni scorsi la comparsa di transenne di cantiere davanti all’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, ha suscitato preoccupazione tra molti abitanti della zona.
Il timore era comprensibile. L’area si trova infatti a poca distanza dal cantiere di Pedemontana e dalle zone interessate dai movimenti di terra, e la presenza di un nuovo spazio delimitato proprio di fronte alla chiesetta aveva fatto pensare ad un possibile deposito di terre di scavo.
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| Foto Andre, 2026 |
Alcune fotografie diffuse tra i residenti mostravano il retro della chiesa e le transenne nel terreno davanti all’ingresso, accompagnate da commenti preoccupati:
“Bareggia davanti alla chiesa delle Torrette. Speravo che quell’area potesse scamparla.”Le immagini hanno riportato l’attenzione anche sullo stato di conservazione dell’edificio, in particolare su una crepa ben visibile sulla facciata.
Un altro residente ha scritto:
“A seguito dell'apertura del nuovo cantiere davanti alla chiesetta alle Torrette di Bareggia, ho fatto qualche foto dello stato in cui è. Temo che con le vibrazioni e le sollecitazioni dei mezzi la situazione possa solo peggiorare.”Una foto scattata nel 2022 mostra che la crepa era già presente alcuni anni fa. Proprio per questo motivo la prospettiva di nuovi lavori e del passaggio di mezzi pesanti aveva aumentato l’apprensione.
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| La crepa nella facciata, in questi giorni a sx, e nel 2022 a dx. |
Nella giornata di oggi è arrivato però un primo chiarimento: l’area delimitata davanti all’oratorio non sarebbe destinata a deposito di terre, ma diventerebbe un parcheggio a servizio dei residenti di via XXV Aprile. Sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata stanziata una cifra significativa per mettere in sicurezza l’oratorio. Una notizia accolta con sollievo anche se resta un tema aperto: la mancanza di informazioni tempestive ai cittadini.
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| Foto Andre, 2026 |
Resta tuttavia una riflessione da fare. Se è positivo sapere che l’area non diventerà un deposito di terre di scavo, la realizzazione di un nuovo parcheggio comporta comunque ulteriore consumo di suolo, in un territorio come la Brianza dove gli spazi liberi sono ormai sempre più rari. L’area delle Torrette si trova in un contesto storico di valore, già fortemente segnato dai cantieri della Pedemontana. Per questo motivo sarebbe importante valutare con attenzione soluzioni che limitino l’impermeabilizzazione del suolo, salvaguardando il più possibile il contesto attorno all’antico oratorio e mantenendo viva l’attenzione su un patrimonio storico e ambientale fragile.
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| Una iniziativa a favore dell'Oratorio delle Torrette, 2012 |
La preoccupazione per la chiesetta non nasce oggi. Negli anni scorsi l'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio e il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale hanno promosso
diverse iniziative per difendere e valorizzare questo piccolo ma prezioso edificio storico. Tra le attività organizzate ricordiamo le visite guidate all’oratorio, quando le condizioni di sicurezza lo permettevano, e la partecipazione alla campagna “Luoghi del Cuore” del FAI.
Oggi resta fondamentale monitorare con attenzione l’impatto dei lavori e dei cantieri vicini, affinché questo piccolo gioiello storico non subisca ulteriori danni.
Scheda di approfondimento
L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette: un gioiello medievale della Brianza |
| L'interno dell'antico Oratorio come apppariva nel 2009. Foto Gianni Casiraghi |
L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, è considerato l’edificio religioso più antico del territorio. Secondo le ricostruzioni storiche, la sua origine risalirebbe alla metà del XIV secolo.
Per secoli la chiesetta è rimasta legata alla cascina delle Torrette, nata come luogo di culto per gli abitanti della cascina e delle campagne circostanti.
Secondo quanto riportato da monsignor Ennio Bernasconi nel volume Lissonum – Notizie di Lissone del 1926, l’oratorio era stato costruito:
“per commodo degli abitanti di quella cascina e vicine”. In origine vi si celebrava la festa patronale e occasionalmente alcune messe nei giorni feriali. Un documento del 1602 ricorda che Giovanni Maria Ortensio di Monza, proprietario della cascina, lasciò un lascito di 100 lire imperiali in perpetuo per la celebrazione della messa nel giorno di Santa Margherita.
Nel 1565 anche Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e grande riformatore della diocesi, si occupò dell’oratorio.
Durante la visita pastorale ordinò diversi interventi:
- la chiusura di una porta laterale che collegava la chiesa alla cascina
- la chiusura di un passaggio verso una cantina sotto l’altare, per evitare usi privati
- lo spostamento della campana dalle case alla chiesa
Secondo le cronache dell’epoca, però, queste disposizioni non vennero mai completamente attuate.
Nel XVIII secolo l’oratorio conservava numerose immagini sacre. Nel 1754 si ricordavano: una Madonna col Bambino, Santa Margherita, un Crocifisso con la Vergine e San Giovanni, altre figure di santi. Molte di queste opere scomparvero probabilmente durante il restauro del 1770, data che ancora oggi compare sopra il portale.
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| Foto Gianni Casiraghi, 2009 |
Secondo Bernasconi, nella chiesa erano comunque presenti affreschi della seconda metà del Settecento raffiguranti: Santa Monica e San Rocco, Santa Lucia e San Sebastiano, Cristo morto tra due sante sull’altare.
Nel 1988 il giornale locale
Il Paese riuscì a visitare l’oratorio insieme allo storico dell’arte Ermanno Arslan, allora direttore delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano. L’esperto rimase colpito dalla qualità dell’edificio e individuò tracce di decorazioni molto più antiche sotto l’intonaco. Secondo la sua ipotesi: sotto l’imbiancatura potrebbero esserci pitture del Quattrocento e alcune figure vicino all’altare sarebbero attribuibili a una scuola influenzata da Bernardino Luini, pittore lombardo dei primi anni del Cinquecento.
All’interno della chiesa furono trovate anche scritture lasciate dagli artigiani durante i lavori del 1905, con nomi e firme: Alessandro Casiraghi, capomastro, Carlo Cassanmagnago, falegname, i fratelli Recalcati, imbianchini, Ambrogio Rivolta, tornitore. Accanto a queste firme compariva anche una nota ironica lasciata da un sacrestano:
“Meregalli sacrista senza salari, ma con rimproveri sì”.
La cascina vicina all’oratorio ha cambiato nome più volte nei secoli. Tra le denominazioni storiche ricordate nei documenti: Cascina dei Pellizzoni (XVI secolo), Cascina degli Ortensi (XVII secolo), Cascina dei Marcellini, Cascina dei Lazzari (XVIII secolo).
Il nome “Torrette” è invece molto antico e deriva probabilmente da strutture difensive o torri presenti nell’area in epoca medievale.
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| La "Chiesetta del Cuore", 2012 |
Nonostante le sue dimensioni modeste, l’oratorio di Santa Margherita alle Torrette rappresenta un tassello prezioso della storia della Brianza. Proprio per questo negli anni cittadini, associazioni e comitati si sono mobilitati per far conoscere e salvaguardare questo luogo, organizzando visite, iniziative culturali e campagne di sensibilizzazione. Oggi la speranza è che la proprietà pubblica e gli annunciati interventi di messa in sicurezza possano finalmente avviare un vero percorso di tutela e recupero, restituendo alla comunità uno dei suoi monumenti più antichi.