giovedì 25 giugno 2026
Natura a portata di mano: escursione guidata alla scoperta dei tesori del Parco Monte Barro
Sabato 27 giugno, un evento gratuito organizzato da WWF Lecco, Ente Parco e Centro Flora Autoctona per conoscere da vicino la biodiversità del territorio
Un'opportunità imperdibile per tutti gli amanti della natura e per le famiglie desiderose di trascorrere una mattinata all'aria aperta, imparando a conoscere le meraviglie che ci circondano. Sabato 27 giugno 2026, il Parco Monte Barro diventerà un'aula a cielo aperto grazie alla "Passeggiata naturalistica alla scoperta di flora e fauna", un'escursione guidata gratuita nata dalla preziosa sinergia tra WWF Lecco, Ente Parco Monte Barro e Centro Flora Autoctona.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di avvicinare cittadini e visitatori alla straordinaria biodiversità di uno dei parchi più significativi della regione, uno scrigno di tesori naturali e paesaggistici. Dalle ore 9:00 alle 12:00, i partecipanti saranno condotti da attivisti WWF e naturalisti lungo un percorso suggestivo e ricco di interesse.
Il ritrovo è fissato presso il Parcheggio “Cappello degli Alpini”, da cui il gruppo si incamminerà lungo il “sentiero delle Torri”, un tracciato panoramico che offre scorci mozzafiato sui laghi briantei; la passeggiata includerà una sosta nella piana di “Prà Pozzetto”. Durante il percorso, gli esperti illustreranno le peculiarità della flora locale, con un focus sui progetti di conservazione portati avanti dal Centro Flora Autoctona.
«Vogliamo mostrare la bellezza e la fragilità di questo ecosistema», spiega un portavoce di WWF Lecco. «Il Monte Barro è un sito di importanza comunitaria, e conoscerlo è il primo passo per amarlo e proteggerlo. Questa passeggiata è pensata per essere accessibile a tutti, un'occasione per riconnettersi con l'ambiente in modo consapevole e divertente».
L'evento è rivolto ad un pubblico di adulti e ragazzi a partire dai 10 anni di età (accompagnati). La partecipazione è completamente gratuita, ma per garantire la migliore esperienza possibile e il pieno rispetto dei luoghi, la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.
Un'iniziativa che coniuga perfettamente educazione ambientale, attività fisica e valorizzazione del territorio, ideale per chiunque voglia riscoprire le ricchezze naturali a due passi da casa. Si consiglia di vestirsi in modo adeguato a un’escursione in ambiente montano (scarpe da trekking, vestiti comodi, cappello o bandana) e di portare con sé una borraccia d'acqua.
Per tutte le informazioni del caso, si prega di fare riferimento al sito ufficiale di WWF Lecco, al seguente link: https://wwf.lecco.it/news/passeggiata-naturalistica-nel-parco
Meda ricorda il 50° anniversario del disastro dell'ICMESA
In occasione del 50° anniversario del disastro della diossina dell’ICMESA, alcuni dei soggetti che già partecipano alle attività di “Insieme per il Bosco” – coordinate dall’associazione FARE e che negli anni hanno promosso numerose iniziative presso il Bosco delle Querce di Seveso e Meda e il suo Centro Visite – hanno deciso di proporre anche alla città di Meda un percorso di incontri e approfondimenti dedicati alla memoria di quanto accadde nel 1976.
L’Amministrazione comunale di Meda ha accolto con favore la proposta, concedendo il proprio patrocinio a un ciclo di appuntamenti pubblici che prenderà avvio il 4 luglio 2026 e proseguirà dopo la pausa estiva.
Di seguito il programma delle iniziative, precisando che alcune date sono ancora in fase di definizione e potrebbero subire variazioni.
50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DELL’ICMESA
Iniziative a Meda
Sapere operaio e nocività: il caso ICMESA
Incontro con l’ambientalista Alberto Colombo, che racconterà il disastro dell’ICMESA e le sue responsabilità, in dialogo con il giornalista Mattia Lento e con Amedeo Argiuolo, già delegato sindacale del Consiglio di Fabbrica dell’ICMESA.
Interverrà inoltre Marco Caldiroli di Medicina Democratica sul tema dei cicli produttivi e della nocività industriale. L’artista Manuel Perrone, autore del podcast Cristo si è fermato a Seveso, proporrà una riflessione sul tema “Che cosa fare della memoria”.
Sabato 4 luglio 2026, ore 21.00
Sala Civica Radio, Vicolo Comunale, Meda.
Il disastro della diossina del 1976: le ricerche e gli effetti sulla salute
Incontro di approfondimento dedicato alle ricerche epidemiologiche e agli effetti sanitari del disastro. Interverrà Dario Consonni, epidemiologo, in collaborazione con Medicina Democratica. Altri relatori sono in via di definizione.
Data prevista: giovedì 24 settembre 2026.
ICMESA di Meda ed ENICHEM di Manfredonia: le risposte dei territori al disastro ambientale
Un gemellaggio ideale tra Meda e Manfredonia, introdotto dalla ricostruzione storica di Bruno Ziglioli, in dialogo con la giovane storica Lorenza Moretti e con Rosa Porcu del Movimento Cittadino Donne di Manfredonia.
Nel settembre del 1976, l’incidente avvenuto presso l’ENICHEM di Manfredonia ricevette una limitata attenzione mediatica, anche a causa della rilevanza nazionale e internazionale assunta dal disastro dell’ICMESA. L’incontro metterà a confronto i due eventi, ricostruendone analogie e differenze, e offrirà l’occasione per raccontare una storia spesso dimenticata: quella del grande bacino dell’industria chimica nella Brianza di quegli anni.
Data prevista: giovedì 1° ottobre 2026.
Una parte delle iniziative qui presentate è già stata riconosciuta meritevole di patrocinio oneroso da parte della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, nell’ambito di un progetto promosso dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.
Le iniziative sono promosse dal gruppo di lavoro “Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce di Seveso e Meda”, ora anche con il patrocinio del Comune di Meda.
Diossina ICMESA, gli ambientalisti a Mattarella: «Il Bosco delle Querce non può essere sacrificato alla Pedemontana»
Riceviamo e pubblichiamo
a cura di Legambiente Seveso e Sinistra e Ambiente Meda
Per il 50° anniversario del disastro della diossina i gruppi ambientalisti di Seveso e Meda scrivono al Presidente Sergio Mattarella
Alle celebrazioni istituzionali per il 50° anniversario del disastro Diossina dell'ICMESA, fabbrica del gruppo multinazionale Givaudan-Hoffman-La Roche, sarà presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un evento che si terrà nel Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, polmone verde creato con un intervento di ingegneria ambientale dopo aver asportato il terreno dove si era depositata la diossina dell'ICMESA nella zona A, quella a maggior livello di contaminazione.
Il circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Sinistra e Ambiente di Meda, gruppi che da anni si occupano della tutela e della conservazione del territorio e che insieme ad altri soggetti locali hanno partecipato, organizzato e promosso attività per la Memoria storica e naturalistica del Bosco delle Querce, hanno scritto una lettera al Presidente Mattarella.
La lettera è frutto di riflessioni condivise con i soggetti del territorio che hanno animato il progetto Insieme per il Bosco a partire dal 2023 e con quei gruppi ambientalisti e quelle liste civiche che partecipano al Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana.
Illustra al Presidente il loro agire, la loro pratica politica e le condizioni di un territorio che continua a subire scelte che impattano e compromettono la residua naturalità rimasta nella Brianza nord/occidentale.
Proprio il Bosco delle Querce sarà oggetto di uno sbancamento di 2 ettari con l'abbattimento di 3200 alberi e con la riduzione delle superfici del suo potenziale ampliamento per consentire la realizzazione di un'inutile autostrada: la Pedemontana Lombarda.
Il 50° anniversario non può essere un momento puramente celebrativo ove la Storia, il Dolore e la Memoria di ciò che avvenne dal 10 luglio 1976 (da seguire con la dettagliata ricostruzione a puntate sul blog di Sinistra e Ambiente) vengano annacquati, rimossi o non considerati nel nome di un presente che la seppellisce.
È quello che sta succedendo nella narrativa promossa in particolare dall'amministrazione sevesina di Borroni e da Regione Lombardia che nelle iniziative ufficiali sorvolano sulla ricostruzione degli eventi e sulla definizione delle responsabilità del disastro del 1976 e ignorano l'alterazione e i danni che il Bosco delle Querce subirà per realizzare l'autostrada Pedemontana Lombarda.
Il 50° anniversario non può essere avulso dal presente che non è fatto solo da una narrazione di resilienza positiva poiché anche il presente continua ad essere caratterizzato da un modello di sviluppo ad ogni costo che va a farci perdere irreversibilmente Natura e preziosi servizi ecosistemici, peggiorando la qualità della vita.
È un presente che necessita di politiche ambientali decise che ancora non ci sono.
Il testo della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è stata sottoscritta anche da Seveso Futura e da singoli cittadini e cittadine.
Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella,
Le scriviamo da Seveso e Meda, dal territorio che presto Lei pregerà della Sua presenza rendendo tangibile l’attenzione dello Stato per questo lembo della Brianza tanto ferita dal danno ambientale e alla salute causato 50 anni fa dal disastro diossina dell’ICMESA.
Quella ferita oggi persiste ma è cambiata.
Attorno alle vasche che custodiscono i materiali contaminati, oggi cresce il Bosco delle Querce: un parco realizzato sopra il dolore, diventato nel tempo un luogo vivo, frequentato da famiglie, scuole, cittadini.
I suoi sentieri raccontano una storia che non può essere dimenticata e che è base delle attività che lì si svolgono fatte da cura, educazione ambientale, ricerca scientifica e partecipazione civica.
Il dramma ha generato Memoria collettiva, consapevolezza civile, responsabilità pubblica.
Questo cambiamento non è accaduto per caso.
La Memoria collettiva è conservata nel Bosco delle Querce dai Pannelli del Ponte della Memoria, un’opera di narrazione condivisa dalla comunità locale su come Seveso ha subito il danno e su come ha reagito.
Il percorso fu fortemente voluto al principio di questo millennio da una piccola ma significativa realtà del territorio: il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, costituitosi nei primi anni Novanta e attivo proprio qui, nel cuore del disastro.
La storia di questo processo di resistenza e di cura della memoria è narrata dalla sociologa Laura Centemeri nel libro Ritorno a Seveso (Mondadori, 2006).
In questi ultimi anni, i gruppi facenti parte di “Insieme per il Bosco”, hanno rilanciato nel tempo presente l’intento del Ponte della Memoria e il Bosco ha cominciato a ospitare attività dedicate alla biodiversità, giornate di cura del territorio, eventi culturali, laboratori artistici, gemellaggi tra le comunità che hanno subito disastri quali il Vajont, Bhopal, Stava, Casale Monferrato, iniziative per le famiglie, momenti di educazione e di sensibilizzazione ambientale, momenti di Memoria su quello che comportò la fuoriuscita della diossina dall’ICMESA.
Anche in questo caso è una sociologa, Emanuela Macelloni, a narrare nei suoi articoli apparsi su Secondo Welfare (https://www.secondowelfare.it/author/emanuela-macelloni/) il significato, i dettagli, il movente di questi percorsi.
Insieme per il Bosco è un progetto realizzato, su mandato e contributo di Regione Lombardia, in convenzione con il Comune di Seveso, facilitato dall’Associazione Fare di Meda e dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, che ha aggregato molte realtà: A.S.D. Dan Dien, Associazione Anziani di Seveso, Gruppo Cinofilo delle Groane, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà Meda, Legambiente Lombardia, A.S.D. Marathon Club Seveso, Musicamorfosi, NATUR&, Samadhi, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Teatro In-folio.
La cura della Memoria ha reso il Bosco delle Querce un Bene Comune da custodire e nel 2011 un coordinamento di associazioni e gruppi ambientalisti chiamato Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile guidò un percorso di resistenza al progetto scellerato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda che avrebbe eroso 12 dei 43 ettari complessivi del Bosco.
Le diverse azioni politiche intraprese convogliarono in un grande Abbraccio del Bosco delle Querce proprio nella data del 10 luglio nel quale confluirono più di 1000 donne e uomini.
Un anno dopo Regione Lombardia deliberò la modifica del tracciato dell’Autostrada portandola per la maggior parte – ma non del tutto purtroppo - al di fuori del confine del Bosco delle Querce.
Quest'anno il momento simbolico dell'anniversario del 10 luglio 2026 vedrà la Sua pregiata presenza e per questo ci permettiamo di scriverLe prima, affinché possa Lei stesso verificare quanto Le diciamo e ne possa tenere conto.
Il Bosco delle Querce, realizzato e cresciuto sulle aree più contaminate dalla diossina e successivamente bonificate, sarà presto violato dal passaggio dell’autostrada Pedemontana che lo priverà di 2 ettari di terreno, con l’eradicazione di circa 3200 alberi.
Questi 3200 alberi sono tanta vita in un momento in cui la salvezza del pianeta potrebbe essere legata alla sua riforestazione.
Anche le compensazioni ambientali, previste con l’ampliamento su superfici a oriente e a occidente del Bosco, saranno compromesse poiché una loro porzione significativa verrà occupata da opere complementari all’autostrada Pedemontana.
Queste compensazioni ambientali saranno comunque solo una goccia nel mare di asfalto e cemento che in questi anni ha letteralmente seppellito la Brianza, oggi prima tra le provincie italiane per consumo di suolo.
Per far passare l’autostrada è altresì in corso una bonifica dei terreni ancora contaminati dalla diossina TCDD del disastro del 1976 e questo è fonte di ulteriori preoccupazioni e attenzioni.
Il territorio dove viviamo è sventrato, i cantieri sono aperti da mesi, siamo impegnati in un percorso di monitoraggio intenso dei lavori in corso e siamo sempre più contrariati dagli accadimenti poiché ancora una volta le comunità subiranno una decisione non condivisa: quella di realizzare un’autostrada che impatterà pesantemente su ambiente e vivibilità.
Per questo il nostro agire continuerà ad essere quello di un fattivo lavoro di cultura, di riconversione, di custodia, di protezione dell’ambiente naturale che tante, troppe volte è stato e viene violato.
Ci appassiona la biodiversità, ci anima il gusto della storia, cerchiamo di coltivare visioni per il futuro a vantaggio delle generazioni che si affacciano oggi alla vita.
La Sua presenza oggi qui è un segno importante di attenzione e riconoscimento per una vicenda che ha segnato la storia del Paese che non può essere dimenticata poiché deve essere monito e riferimento per le politiche ambientali, così come è accaduto con l’emanazione europea della Direttiva Seveso, giunta alla sua terza edizione.
Nel rispetto di questa storia, auspichiamo che Lei voglia aiutarci a mettere le premesse perché proprio qui venga realizzato un progetto di riqualificazione ambientale del territorio e della natura, oggi sostenuto anche a livello internazionale dalla Nature Restoration Law.
È il progetto del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso che dovrebbe comprendere un Bosco delle Querce ampliato che abbraccia e si unisce con tutti quei lembi di territorio che sono sopravvissuti alla cementificazione, restituire a verde il greto dei corsi d’acqua che confluiscono verso l’area metropolitana, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità rimasta nella terra di Brianza.
Per i gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio:
Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Sinistra e Ambiente di Meda
Seveso e Meda 11 giugno 2026
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lunedì 22 giugno 2026
Monte San Primo: occorre stralciare gli impianti sciistici dal progetto!
a cura del Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’
https://bellagiosanprimo.com/
info@bellagiosanprimo.com
Il Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo' torna a ribadire con forza la richiesta di stralcio della parte sciistica dal progetto di rilancio turistico della località San Primo di Bellagio.
E lo ribadisce anche a seguito di quanto emerso nel corso dell'audizione dello scorso mercoledì 17 giugno dei promotori del progetto 'OltreLario' (Comunità Montana Triangolo Lariano e Comune di Bellagio), presso le Commissioni Ambiente e Territorio della Regione Lombardia. Nel corso dell'audizione sono state fornite indicazioni fuorvianti rispetto all'effettiva consistenza del progetto, in termini di dati e costi. Infatti, a fronte dei 5 milioni di euro dell'intero progetto, i costi effettivi della parte sciistica ammontano a oltre 2 milioni, includendo la sistemazione delle piste baby, l'installazione dei 3 tapis roulant (ciascuno con un costo da 150 mila euro!) e dei cannoni sparaneve, la realizzazione del laghetto artificiale. Quest’ultimo in particolare è indicato dai promotori per più usi: antincendio, abbeveramento bestiame e innevamento artificiale, dimenticando però di precisare che queste 3 funzioni sono totalmente incompatibili tra loro. Oltretutto l’utilizzo di acqua per la neve artificiale rappresenta uno spreco insostenibile della risorsa, in un compendio già ora in sofferenza per la carenza idrica.
Il nostro Coordinamento esprime rammarico per il sostegno al progetto da parte dei consiglieri di maggioranza (fatta eccezione per il consigliere Zamperini, oltre che per il consigliere Rosati della minoranza che ha chiesto una sostanziale revisione del progetto) e dell'assessore Fermi il quale, nelle proprie dichiarazioni, ha affermato che a guidare la scelta del ripristino degli impianti sciistici all'Alpe Borgo non sono stati i dati scientifici sull'andamento climatico, quanto una sorta di 'operazione nostalgia'.
Noi riteniamo che la base delle scelte politiche debba essere la scienza; chiediamo pertanto che il progetto per il ripristino dello sci al San Primo venga affiancato - cosa mai fatta finora dalle Istituzioni - da uno studio climatico che tenga conto degli scenari attuali e futuri connessi al riscaldamento globale. Ad oggi l'unico studio condotto sul tema è quello realizzato dal professor Mauro Guglielmin (UniInsubria) - su incarico del nostro Coordinamento - che ha evidenziato in maniera inequivocabile, con le misure disponibili sul posto, la scarsità dei giorni adatti per l’innevamento artificiale e quindi la non sostenibilità economica dell’impianto sciistico al San Primo.
A tale scopo sottolineiamo ancora una volta che l’intero intervento non definisce le ricadute sul piano economico: mancano una stima dei costi di gestione, una valutazione dei flussi e un vero business plan, soprattutto per la parte relativa allo ski park.
Paradossalmente nel corso dell'audizione i proponenti hanno inoltre affermato che il progetto comprenderebbe la 'sistemazione dei boschi', cosa invero non contemplata nel progetto 'OltreLario', se non per la parte di bosco che verrà tagliata per fare spazio ai nuovi parcheggi e in particolare di quello denominato 'Genzianella'. Il tutto, quindi, con un forte impatto ambientale.
In definitiva chiediamo che la Regione e le Istituzioni locali (Comunità Montana e Comune di Bellagio) ritornino sui loro passi e stralcino le opere più impattanti del progetto, ovvero: sistemazione piste baby, cannoni sparaneve, tapis roulant, laghetto artificiale, parcheggi. Per la parte sciistica - come detto più volte anche nella precedente audizione in Regione dello scorso 15 ottobre 2025 - il progetto non risulta economicamente sostenibile e non tiene conto in alcun modo della crisi climatica e, pertanto, non avrebbe alcun senso, sia in relazione alla situazione attuale sia, soprattutto, rispetto agli scenari futuri connessi alla crisi climatica.
giovedì 18 giugno 2026
Escursione e festa alla Cascina Mordina: torna “Due passi in Mordina” a Mariano Comense
Mariano Comense si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per gli amanti della natura e della vita all’aria aperta. Domenica 21 giugno 2026 torna infatti “Due passi in Mordina”, l’evento organizzato dalla Proloco Mariano in collaborazione con la Protezione Civile di Mariano Comense, che ogni anno richiama famiglie, escursionisti e curiosi nel cuore verde della Brianza.
La manifestazione si svolgerà nella suggestiva cornice della Cascina Mordina, all’interno del Parco Brughiera-Groane, offrendo una giornata ricca di attività pensate per tutte le età, tra natura, cultura e convivialità.
La giornata prenderà il via al mattino con un’escursione in Brughiera della durata di circa due ore e mezza, organizzata dal Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera. Il ritrovo è fissato alle ore 8:45 presso la stazione FNM di Mariano Comense, con partenza alle ore 9:00. Il percorso attraverserà alcuni dei luoghi più caratteristici del territorio, tra cui la ciclopedonale lungo la Roggia Vecchia, via Segantini, il depuratore “sorgente del Tarò/Terrò”, il roccolo di Cabiate e il sentiero Meda-Montorfano, con arrivo previsto alla Mordina intorno alle ore 11:30. Il rientro sarà libero oppure organizzato in gruppo.
A partire dalle ore 10:30, il “pratone” accanto alla cascina si animerà con bancarelle di hobbisti e artigianato, attività per grandi e piccoli e momenti di intrattenimento. Non mancheranno laboratori creativi come lo Z Painting, sessioni di yoga guidate da Matteo Galletti (alle 10:30 e alle 11:30), attività di orienteering a cura del CAI Mariano Comense.
Nel pomeriggio, spazio anche allo spettacolo con l’improvvisazione teatrale di Nemo Impro, in programma alle ore 15:00. Per tutta la durata dell’evento sarà attiva la cucina, aperta dalle 11:00 alle 16:30, per offrire ristoro ai partecipanti.
Il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera sarà presente con un gazebo informativo, dove sarà possibile scoprire materiali, mappe e progetti legati ai sentieri e ai parchi del territorio. Tra le proposte, atlanti naturalistici, cartografie dettagliate dei percorsi locali e iniziative dedicate anche ai più piccoli. Non mancheranno curiosità come un angolo dedicato all’allevamento dei bachi da seta e la presentazione dei segnavia in legno restaurati grazie al lavoro congiunto delle associazioni di volontariato e dei gruppi CAI e SEM. L’evento rappresenta anche un’occasione per sostenere le attività del Comitato attraverso il tesseramento annuale, contribuendo così alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico locale.
martedì 16 giugno 2026
Un “Giardino delle Api” presso la scuola di Ponte Lambro
Un “Giardino delle Api” è stato realizzato presso la scuola secondaria di Ponte Lambro. Ad organizzare lo spazio è il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, da anni impegnato nella tutela degli insetti impollinatori, anche tramite l’organizzazione dell’annuale manifestazione della “Festa delle Api”, che dal 2024 si tiene proprio a Ponte Lambro.
Le api sono insetti fondamentali per la vita delle piante e, di conseguenza, anche dell’uomo. L’associazione ambientalista vuole sensibilizzare le nuove generazioni seminando fiori particolarmente graditi alle api e agli altri insetti impollinatori.
A Ponte Lambro è stato quindi allestito un “Giardino delle Api” presso il giardino dell’Istituto Aldo Moro.
Soddisfazione per il lavoro svolto è stata espressa dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con Moreno Casotto e Loris Galliani che stanno coordinando l’iniziativa “Alla scoperta delle api” all’interno del progetto “Dai, vieni con noi” del Bando Sprint (nell’ambito del progetto di coesione cofinanziato dal Fondo sociale europeo 2021-2027). Il “Giardino delle Api” è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Ponte Lambro – Assessora all’Istruzione Francesca Borello – e con la Direzione didattica dell’Istituto Aldo Moro – Dirigente scolastica dott.ssa Maria Beatrice Frigerio.
Le proposte didattiche svolte con i ragazzi della scuola, iniziate lo scorso autunno e proseguite settimanalmente fino al mese di marzo, sono state finalizzate a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche ambientali, con particolare riferimento al mondo delle api.
Nello specifico, alcuni apicoltori del territorio – che collaborano con il Circolo Ambiente – hanno proposto nelle classi laboratori di analisi e degustazione del miele, di produzione di cera e costruzione di “bug hotel” (casette per impollinatori), di scrittura creativa in forma poetica e, in conclusione, uno spettacolo di animazione teatrale avente come tema centrale la natura e gli animali.
Successivamente, nel giardino dell’istituto sono state individuate diverse aree nelle quali sono stati piantumati cespugli di essenze floreali e seminati fiori melliferi, allo scopo di creare spazi di biodiversità. Quest’ultima attività coinvolgerà i ragazzi nella cura degli spazi e si protrarrà fino al prossimo autunno.
domenica 14 giugno 2026
🌳 Più natura, più salute: il nuovo Parco Regionale del Seveso prende forma
Durante l’evento di lancio di aGREENment è stata presentata anche la richiesta di istituzione del nuovo Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.
Un progetto ambizioso, già approvato da 11 Comuni senza voti contrari, che rappresenta un passo fondamentale per affrontare la sfida climatica e migliorare la qualità della vita.
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| Piana del Novale - Nova Milanese |
“Fare parco in questo territorio significa non solo salvaguardare la biodiversità, ma affrontare un problema di salute pubblica” ha dichiarato Arturo Lanzani, Presidente del PLIS GruBrìa.
Un percorso che il blog Brianza Centrale sostiene da sempre.
Fin dalla sua nascita nel 2009, il blog si è impegnato per la salvaguardia del territorio oggi al centro di questo progetto. Non è un caso che, ieri come oggi, rappresenti la voce del Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, oggi parte integrante del GruBrìa.
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| Paderno Dugnano - Oasi dei Gelsi |
Il nuovo Parco nasce con una visione chiara:
🌿 tutelare e ampliare le aree verdi
🌿 rafforzare la biodiversità
🌿 contribuire alla salute pubblica
🌿 aumentare le aree protette in linea con gli obiettivi europei
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| Parco agricolo del Meredo - Seregno |
Dopo oltre 20 anni, la Lombardia si prepara ad accogliere un nuovo Parco Regionale: una scelta strategica per un territorio più resiliente, sostenibile e vivibile.













