martedì 26 maggio 2026

Molteno: pesante consumo di suolo e costi triplicati per il bypass idraulico dei torrenti Bevera-Gandaloglio


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il progetto del bypass idraulico Bevera-Gandaloglio a Molteno triplica i costi e, insieme alla tangenzialina di Raviola, cementificherà quasi 1 ettaro di terreni agricoli.

Stiamo parlando di un bypass che - secondo gli ingegneri idraulici e il comune di Molteno - dovrebbe servire come 'compensazione' idraulica legata alla costruzione della nuova tangenzialina di Raviola, col paradosso - si scopre adesso - che il bypass costerebbe più della stessa tangenzialina. Infatti i costi della nuova strada potrebbero raggiungere quasi 2 milioni di euro, mentre i costi del bypass sono già lievitati a 2 milioni e 300 mila euro.



Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la nostra totale contrarietà alle due opere, sia per i danni ambientali sia per i costi pubblici.  

Si ricorda che, da progetto, la tangenzialina di Raviola dovrebbe correre in parallelo al corso del Bevera, rischiando così di ridurre la capacità di esondazione naturale del torrente in caso di forti piogge. La pessima soluzione trovata dal comune di Molteno e dai tecnici idraulici è quella del bypass Bevera-Gandaloglio, con la funzione proprio di compensare l'effetto di arginatura causato dalla nuova strada.
Nel frattempo la somma dei costi del bypass e della tangenzialina sta lievitando oltre i 4 milioni di euro. Questi costi, uniti ai circa 10 milioni per la vasca di laminazione sul Gandaloglio, determinano un dispendio incredibile per il nostro territorio. Ma quello che è peggio è che tutte queste opere - tangenzialina, bypass e vasca di laminazione - rischiano di danneggiare l'equilibrio ecologico dei torrenti Bevera e Gandaloglio. Oltretutto come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" nutriamo forti dubbi sull'effettivo funzionamento delle opere di regimazione: infatti secondo il progetto ipotizzato, le acque di piena del torrente Bevera dovrebbero deviare nel bypass, facendo una curva a 90 gradi. Però non è sicuro che il Bevera, essendo un torrente naturale e non un canale artificiale, in caso di forti piene riesca a deviare ad angolo retto, anziché esondare a monte o a valle del bypass stesso! Il rischio è quindi che, una volta danneggiato il territorio con la tangenzialina e col bypass, il sistema di deviazione delle acque di piena non funzioni a dovere.

Oltretutto il bypass, paradossalmente, rischia di consumare più suolo rispetto alla tangenzialina: infatti in base ai rispettivi progetti, la strada avrebbe una larghezza di circa 8 metri per una lunghezza di circa 350 metri, mentre il bypass - realizzato con argini in cemento - avrebbe una larghezza media di 16 metri (!) per una estensione di oltre 400 metri. In totale - tra tangenzialina e bypass - avremmo una cementificazione di quasi 10 mila metri quadri: circa 1 ettaro di terreni agricoli verrebbe impermeabilizzato, nel comune che già oggi è di gran lunga il più cementificato della provincia di Lecco.

Per tutti questi motivi - costi economici, dubbi sul funzionamento del sistema idraulico, consumo di suolo agricolo - chiediamo agli Enti interessati, in primis al Comune di Molteno e alla Regione Lombardia, di abbandonare i nefasti progetti della tangenzialina di Raviola e del bypass idraulico sui torrenti Bevera e Gandaloglio.

venerdì 22 maggio 2026

Seregno e Desio, sempre più cittadini ai presidi contro l’indifferenza


Continua a crescere in Brianza la partecipazione ai presidi silenziosi promossi per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione in Medio Oriente. Dopo il buon riscontro registrato la scorsa settimana a Desio, anche Seregno ha visto una significativa adesione: nella serata di giovedì 21 maggio, quasi quaranta persone si sono ritrovate in Piazza Concordia per un’ora di testimonianza civile, confermando una sensibilità diffusa sul territorio.


L’iniziativa, nata spontaneamente da un gruppo di cittadini tra Seregno e Desio, si propone di contrastare l’assuefazione e l’indifferenza verso il conflitto, mantenendo alta l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni civili di Gaza e del Libano. Un impegno che si traduce in una presenza discreta ma determinata: un presidio in piedi, in silenzio, con cartelli che chiedono il rispetto dei diritti umani e la cessazione delle ostilità.


Al centro della mobilitazione vi è la volontà di ricordare la realtà quotidiana di quei territori: i bombardamenti continui, la distruzione di abitazioni, scuole e ospedali, lo sfollamento forzato di intere famiglie private dei servizi essenziali, fino alla perdita di vite umane tra medici e soccorritori. Una situazione che, per molti partecipanti, non può essere ignorata né considerata distante.


L’esperienza si ispira al presidio quotidiano di Milano, in Piazza Duomo, e sta progressivamente radicandosi anche in Brianza. “La risposta registrata a Seregno e, prima ancora, a Desio dimostra che esiste una forte sensibilità sul territorio”, sottolineano i promotori. “Restare in piazza, in silenzio, è il nostro modo per dialogare con le città e ricordare che non possiamo restare spettatori passivi di questa tragedia”.


La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti aperti alla cittadinanza: giovedì 28 maggio a Desio, in Piazza Conciliazione; giovedì 4 giugno a Seregno, in Piazza Concordia; e giovedì 11 giugno ancora a Desio. L’invito è rivolto a tutti: singoli cittadini, associazioni e chiunque avverta il bisogno di reagire all’indifferenza.


Partecipare, spiegano gli organizzatori, è semplice: basta un cartello, la propria presenza o anche solo un’ora del proprio tempo. Un gesto essenziale ma significativo, per ribadire che Seregno, Desio e l’intera Brianza non intendono voltarsi dall’altra parte.

Legambiente Seregno: "Proteggere la biodiversità significa proteggere noi stessi"


Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, un’occasione per riflettere su quanto la ricchezza di specie, ecosistemi e patrimoni genetici sia fondamentale per la vita sulla Terra - e per il nostro stesso futuro.

In questa ricorrenza, Legambiente Seregno ha condiviso i primi due episodi del progetto Azioni per il Clima, una serie di podcast pensata per studenti e cittadini. L’obiettivo è chiaro: rendere accessibili temi complessi e stimolare una maggiore consapevolezza ambientale.

Come sottolineato nel messaggio diffuso dall’associazione: “Due podcast pensati per studenti e cittadini per capire meglio quanto la varietà della vita sia fondamentale per il nostro futuro… e quanto sia importante proteggerla.”

I due episodi affrontano il tema della biodiversità da prospettive complementari:
Il primo introduce il concetto generale, esplorando il ruolo degli ecosistemi, delle specie e delle interazioni naturali.
Il secondo si concentra sulla biodiversità vegetale, approfondendo l’importanza delle piante, delle sementi e delle cosiddette banche dei semi.

🎧 Episodio 1 – Biodiversità
Guarda il video

🎧 Episodio 2 – Biodiversità vegetale
Guarda il video

Il percorso proposto è un vero e proprio viaggio tra natura e scienza, che mette in luce un aspetto cruciale: la perdita di biodiversità è strettamente legata alla crisi climatica. Parlare di biodiversità non significa solo parlare di natura “lontana”, foreste tropicali o specie rare. Significa parlare del nostro cibo, dell’aria che respiriamo, della qualità della vita nei territori in cui viviamo — inclusa la Brianza. Come ricorda il messaggio: “Perché parlare di biodiversità significa parlare anche di noi.”

Erba, il Circolo Ambiente contro il ricorso del Comune sul vincolo di via Battisti


a cura del Circolo Ambiente


La Giunta comunale di Erba ha deciso di avviare un’azione legale contro il vincolo posto dalla Soprintendenza a tutela degli edifici storici nella parte sud della frazione di Villincino, incluso il giardino privato di via Battisti che il Comune vorrebbe asfaltare per costruirvi l’ennesimo parcheggio.

Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” riteniamo che l’impugnazione legale decisa dalla Giunta sia un’azione negativa, oltre che un vero paradosso: una parte dello Stato che si oppone a un’altra articolazione dello Stato, e contro la tutela dell’ambiente. A differenza della Giunta di Erba, noi siamo totalmente d’accordo con l’apposizione del vincolo ambientale e paesaggistico sulla frazione.

Per questo esprimiamo sconcerto per la decisione assunta dalla Giunta comunale, che ha scelto di impugnare legalmente il vincolo posto dalla Soprintendenza. Il ricorso appare ancora più paradossale se si considera che è finalizzato a “difendere” un progetto impattante: la realizzazione di un nuovo parcheggio in uno storico giardino privato in via Battisti.


Questo il commento di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”:
“Il Sindaco e la Giunta di Erba confermano ancora una volta di voler riempire di cemento e asfalto un territorio già fortemente urbanizzato, tra i più cementificati della provincia di Como. Ora l’Amministrazione arriva persino a opporsi al vincolo posto dalla Soprintendenza, e tutto questo per realizzare l’ennesimo parcheggio: una nuova distesa di asfalto che cancellerebbe un bellissimo giardino e orto storico in via Battisti.

Non ci sono parole per commentare ulteriormente queste scelte urbanistiche, che qualificano negativamente l’operato dell’Amministrazione comunale. Erba non ha bisogno di altro cemento, ma di una maggiore tutela delle aree verdi del centro urbano.

L’impugnazione legale per difendere il progetto di via Battisti arriva dopo la decisione, altrettanto discutibile, di autorizzare la costruzione di un parcheggio e di una palazzina nel parco privato di via Volta, dove nelle scorse settimane sono stati abbattuti numerosi alberi di alto fusto.

Non sazi, ora il Sindaco e la Giunta vorrebbero procedere con l’asfaltatura del giardino di via Battisti.

Noi sosteniamo il vincolo deciso dalla Soprintendenza, a salvaguardia degli edifici storici a sud del borgo di Villincino e del giardino di via Battisti”.

mercoledì 20 maggio 2026

Festa delle Api 2026: parole in volo fino a luglio, riapre il Premio “Emily Dickinson”

Prorogato al 1° luglio il termine per il concorso letterario "Emily Dickinson" legato alla 'Festa delle Api' 2026 di Ponte Lambro


C'è ancora tempo fino al 1° luglio per inviare gli elaborati per la seconda edizione del premio letterario "Emily Dickinson" di poesia e racconti brevi, legato alla 'Festa delle Api' di Ponte Lambro.
Per partecipare al concorso dal titolo "Basta un sogno", serve compilare il form all'indirizzo https://forms.gle/Uo32giAixkfXwMfq7, entro e non oltre il primo di luglio (non più giugno).

Ricordiamo che le categorie previste sono le seguenti:

  • Categoria 1 - Poesia under 10 (partecipanti che non abbiano compiuto il decimo anno d'età)
  • Categoria 2 - Poesia over 10 (partecipanti che non abbiano compiuto il diciottesimo anno d'età)
  • Categoria 3 - Poesia (partecipanti di tutte le età)
  • Categoria 4 - Racconti brevi (per tutte le età, lunghezza massima 5000 caratteri spazi inclusi)

Una giuria di qualità valuterà i testi e permetterà ad autrici e autori di esibirsi in uno slam di premiazione durante la 'Festa delle Api' (che avrà luogo il 26 e il 27 settembre a Ponte Lambro negli spazi di Villa Guaita). Autrici e autori dei primi 6 testi classificati di ogni categoria poetica, e dei primi 4 testi classificati nella categorie racconti brevi, si esibiranno davanti a un pubblico votante, che aggiungerà il proprio giudizio a quello della giuria di qualità per decretare la classifica di ogni categoria. Chi finisce sul podio, si aggiudica premi assortiti di beni di produzione artigianale legati all'apicoltura, ma anche buoni acquisto per libri e altro ancora.


Il Concorso letterario "Emily Dickinson" è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall'associazione Tic Tac, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ponte Lambro.

Galbiate: arriva “TRAME”, l’evento swap di WWF Lecco e Parco Monte Barro


A Villa Bertarelli si scambiano cultura e stile: arriva “TRAME”, l’evento swap di WWF Lecco e Parco Monte Barro.

Sabato 23 maggio un pomeriggio a Galbiate all'insegna della sostenibilità e della lettura: porta un libro o un abito e prendine un altro. Partecipazione gratuita.



Un armadio pieno di vestiti che non mettete più? Una libreria che straripa di volumi già letti? Sabato 23 maggio 2026, questi “tesori dimenticati” possono trovare nuova vita grazie a “TRAME Book & Look Swap”, l’innovativo evento gratuito organizzato da WWF Lecco e Parco Regionale Monte Barro.

Dalle 15:00 alle 18:00, presso Villa Bertarelli, si terrà infatti un pomeriggio dedicato all’economia circolare e alla condivisione.


Il meccanismo è semplice: ogni partecipante potrà portare libri (di ogni genere) e capi d’abbigliamento (in buono stato, con alcune limitazioni che potete trovare nel regolamento pubblicato al link https://wwf.lecco.it/news/swap-party-2026), per scambiarli liberamente con quelli portati da altri. Un modo intelligente e divertente per rinnovare il proprio guardaroba e la propria biblioteca a costo zero.

“L'obiettivo è duplice,” spiegano gli organizzatori, “da un lato, vogliamo promuovere un approccio al consumo più consapevole e sostenibile, dimostrando come il riuso possa essere una valida alternativa all’acquisto, con benefici tangibili per l’ambiente. Dall’altro, intendiamo incentivare la lettura e la circolazione della cultura, rendendo i libri accessibili a tutti in modo gratuito e informale”.


L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità e rappresenta una risposta concreta e partecipata alla cultura dello spreco.

L’invito è quindi esteso a tutta la cittadinanza lecchese e non solo. Un’occasione unica per socializzare, scoprire nuove storie da leggere e nuovi stili da indossare, contribuendo attivamente a un futuro più sostenibile.

L’appuntamento è per sabato 23 maggio 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, a Villa Bertarelli, Galbiate (LC). La partecipazione è libera e gratuita.

lunedì 18 maggio 2026

La strada più bella è un sentiero: il valore delle aree verdi del GruBrìa


“Il piacere di tornare a casa da scuola con sentiero direttissimo nel GruBrìa”.

Un’immagine semplice, quotidiana: una bambina che percorre un sentiero immerso nel verde del Parco GruBrìa, circondata dalla natura, silenzio, aria pulita. Non è solo una scena tenera: è la rappresentazione concreta di cosa significhi vivere in un territorio che ha saputo difendere, almeno in parte, i propri spazi naturali.

Le aree verdi protette non sono un lusso. Sono infrastrutture vitali, anche se non compaiono nei bilanci come strade o autostrade. Offrono salute, qualità della vita, equilibrio. Permettono ai più piccoli di crescere in un ambiente meno ostile, agli adulti di respirare, alle comunità di ritrovarsi. Sono luoghi dove il tempo rallenta e il territorio torna ad avere un senso.

Eppure, proprio questi spazi sono oggi sotto pressione. Anche realtà come il Parco GruBrìa non sono immuni da progetti che ne minacciano l’integrità, frammentando habitat, consumando suolo, erodendo lentamente quel patrimonio verde che ancora resiste nella Brianza.

Il rischio è che immagini come quella della bambina sul sentiero diventino sempre più rare, quasi eccezioni. Che il “sentiero direttissimo” venga sostituito da strade, cantieri, barriere. Che il ritorno a casa non passi più attraverso il verde, ma lungo margini sempre più artificiali e rumorosi.

Per questo la tutela delle aree verdi non può essere considerata un tema secondario o rinviabile. Difendere questi luoghi significa difendere un’idea di territorio vivibile, a misura di persona. Significa opporsi a una visione che sacrifica il lungo periodo per guadagni immediati, spesso irreversibili.

La sfida è tutta qui: fare in modo che quella scena resti normale. Che una bambina possa continuare a tornare a casa attraversando un parco, e non ricordarlo un giorno come qualcosa che c’era, prima.