venerdì 12 giugno 2026

La Fontana del Guercio raccontata dai suoi custodi: escursione speciale nel cuore verde della Brianza


Ci sono luoghi che raccontano molto più di ciò che mostrano. La Riserva Naturale della Fontana del Guercio, nel territorio di Carugo, è uno di questi. Un'area apparentemente silenziosa, fatta di boschi, sorgenti e sentieri, che custodisce invece una straordinaria storia di natura, lavoro umano e impegno civico.

Domenica 5 luglio 2026 sarà possibile partecipare a un'escursione guidata che permetterà di conoscere da vicino uno dei più importanti ambienti naturali della Brianza, oggi parte del sistema del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.

La Riserva è famosa soprattutto per i suoi fontanili, sorgenti che emergono spontaneamente dal terreno grazie alle particolari caratteristiche geologiche del sottosuolo. Qui si trova la celebre "Testa del Nan", una delle principali risorgive che alimentano la storica Roggia Borromeo. L'intera area rappresenta un raro esempio di ambiente umido dell'alta pianura lombarda, caratterizzato da elevata biodiversità e da un patrimonio idrogeologico di grande valore.

Ma la Fontana del Guercio non è soltanto un tesoro naturalistico. La sua storia recente è anche una delle più belle vicende di recupero ambientale della Brianza. Oltre cinquant'anni fa quest'area era fortemente degradata e utilizzata come discarica abusiva. Grazie all'impegno di volontari e associazioni locali, a partire dagli anni Settanta iniziò un lungo lavoro di pulizia e valorizzazione che ha portato alla nascita dell'attuale riserva naturale, oggi riconosciuta anche come Zona Speciale di Conservazione nell'ambito della rete europea Natura 2000.

L'escursione proposta dal Comitato Parco Regionale della Brughiera, dalla Pro Loco di Meda e dalle realtà del territorio sarà quindi un'occasione preziosa per osservare da vicino questi ambienti, comprenderne gli aspetti naturalistici e geologici e ripercorrere le vicende che hanno trasformato un luogo abbandonato in uno dei più significativi esempi di tutela ambientale della Brianza.

Il percorso condurrà i partecipanti fino ai Fontanili della Testa del Nan e proseguirà verso Cascina Sant'Ambrogio, dove gli Amici di Sant'Ambrogio accoglieranno il gruppo con un piccolo rinfresco. 

Informazioni pratiche e iscrizioni

  • 📅 Domenica 5 luglio 2026
  • 🕣 Ritrovo ore 8.45. Parcheggio delle scuole elementari
  • 📍 Via XXV Aprile, Carugo (CO)
  • È richiesta la prenotazione tramite QR Code presente sulla locandina oppure al seguente indirizzo: https://bit.ly/fontana-del-guercio-14-06-2026
  • Apertura prenotazioni: domenica 28 giugno dalle ore 10.

Contatti

Note organizzative

  • Assicurazione a carico dei partecipanti.
  • Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni durante l'escursione.
  • In caso di maltempo è consigliabile contattare gli organizzatori la mattina stessa per verificare l'eventuale annullamento dell'iniziativa.
  • Con il patrocinio del Parco delle Groane e Brughiera Briantea, della Provincia di Monza e della Brianza, della Città di Meda e del Comune di Carugo.

Alla Fontana del Guercio interventi contro il Poligono del Giappone: un passo importante per la biodiversità

Immagini tratte dal sito web del Parco (cliccare qui)

Il nostro blog è stato il primo a segnalare la presenza del Poligono del Giappone all’interno della riserva naturale Fontana del Guercio. Una segnalazione che oggi possiamo dire abbia innescato un percorso virtuoso: prima l’attenzione delle associazioni ambientaliste locali, poi l’intervento dell’amministrazione comunale e infine l’azione concreta dei tecnici del Parco.

Un risultato importante, che dimostra quanto la collaborazione tra cittadini, realtà ambientaliste e istituzioni possa fare la differenza nella tutela del territorio.


Proprio in questi giorni, infatti, il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha comunicato il proseguimento degli interventi di contenimento ed eradicazione della Reynoutria japonica, meglio conosciuta come Poligono del Giappone, una delle specie vegetali invasive più problematiche in Europa.

Le operazioni, coordinate dall’Area Tecnica del Parco sotto la direzione dell’architetto Mauro Botta, rappresentano un’azione concreta a difesa di uno degli ambienti naturali più preziosi della Brianza.

Originaria dell’Asia orientale, la Reynoutria japonica si è diffusa rapidamente anche in Italia, colonizzando corsi d’acqua, aree naturali e terreni disturbati. Dal luglio 2025, le specie del genere Reynoutria sono state ufficialmente inserite tra quelle esotiche invasive di rilevanza unionale, a conferma della loro pericolosità per gli ecosistemi europei.

Si tratta di una pianta estremamente aggressiva: può raggiungere i quattro metri di altezza e formare popolamenti fittissimi che soffocano la vegetazione autoctona. La sua capacità di diffusione è resa ancora più insidiosa dalla propagazione tramite rizomi sotterranei, che possono estendersi fino a 15-20 metri e rigenerarsi anche a partire da piccoli frammenti.

Per contrastare una specie così resistente, il Parco sta sperimentando diverse tecniche. Nei mesi scorsi si è intervenuti con un miniescavatore per rimuovere parte delle piante e del terreno contaminato dai rizomi. In altre zone si è optato per il semplice taglio, favorendo la ricrescita primaverile dei germogli più giovani.


Proprio su questi ricacci si concentra la nuova fase degli interventi, attualmente in corso: una tecnica innovativa di diserbo elettrico, che agisce attraverso l’elettrocuzione delle piante. L’obiettivo è indebolire progressivamente l’apparato radicale, limitando la capacità della specie di rigenerarsi e diffondersi.

L’intervento assume un significato ancora più rilevante perché interessa la Riserva naturale Fontana del Guercio, istituita nel 1986 e inserita nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione.

Questo ambiente rappresenta uno degli ecosistemi più importanti della Brianza: sorgenti, fontanili e aree umide alimentate dalla falda superficiale creano condizioni ideali per numerose specie animali e vegetali di pregio. Qui sopravvivono anche alcuni degli ultimi esempi di querceto di pianura lombardo, un habitat oggi sempre più raro.

La diffusione del Poligono del Giappone costituisce una minaccia concreta per questi equilibri delicati, riducendo la biodiversità e alterando profondamente gli habitat naturali.

Questa vicenda dimostra come l’attenzione e la partecipazione attiva dei cittadini possano contribuire in modo determinante alla tutela dell’ambiente. Dalla segnalazione iniziale agli interventi sul campo, si è sviluppato un processo virtuoso che oggi sta dando risultati concreti.

Continueremo a seguire da vicino l’evoluzione degli interventi, con l’auspicio che possano rappresentare un modello replicabile anche in altre aree del territorio, sempre più minacciate dalla diffusione di specie invasive.

mercoledì 10 giugno 2026

Le Brianze raccontate e camminate: alla scoperta di San Pietro al Monte


Domenica 21 giugno 2026 torna un nuovo appuntamento con “Le Brianze raccontate e camminate”, l’iniziativa promossa da Arci Macherio che unisce escursionismo, cultura e scoperta del territorio. La proposta è una suggestiva attraversata da Civate a Suello, con salita allo straordinario complesso romanico di San Pietro al Monte, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della Brianza.

L’escursione, pur non presentando particolari difficoltà tecniche, è rivolta a partecipanti allenati e in buone condizioni fisiche. Il percorso prevede infatti un dislivello complessivo di circa 435 metri in salita e 450 metri in discesa, lungo sentieri di montagna semplici ma continui.

Il ritrovo è fissato alle ore 9:00 a Civate, da dove il gruppo partirà attraversando il suggestivo Orrido del Toscio, un angolo poco conosciuto ma di grande fascino naturalistico. Dopo il guado del torrente, il cammino proseguirà lungo gli antichi sentieri della verde Valle dell’Oro, fino a imboccare una facile strada di montagna che conduce al Dosso della Guardia e quindi al pianoro di San Pietro al Monte.

Qui, immersi in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, i partecipanti potranno sostare per il pranzo al sacco nei pressi dell’ex abbazia benedettina, approfittando anche della presenza di una sorgente di acqua potabile.

Nel primo pomeriggio, alle ore 14:00, è prevista la visita guidata alla basilica di San Pietro e all’oratorio di San Benedetto, a cura dei volontari dell’associazione Amici di San Pietro al Monte. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino uno dei più importanti complessi romanici della Lombardia, candidato a diventare patrimonio UNESCO.

Il rientro avverrà lungo lo stesso percorso fino alla località Oro, per poi proseguire su facili carrarecce a mezza costa, seguendo idealmente il tracciato dell’antica via romana che collegava Como ad Aquileia. Il cammino offrirà ampi scorci sui laghi e sui colli briantei, fino all’arrivo a Suello previsto intorno alle 17:45, dove ad attendere i partecipanti ci sarà un aperitivo conclusivo.

Durante tutta l’escursione, i partecipanti saranno accompagnati da esperti della sezione di Macherio del Club Alpino Italiano, che garantiranno supporto e sicurezza lungo il percorso.

L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati - 30 persone). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo di aperitivo finale.

  • Ritrovo ore 9.00 presso il parcheggio pubblico P3 di via Francesco Broggi, Civate.
  • Termine escursione ore 17.45 circa a Suello presso il parco giochi di via Don Mario Casati.

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Organizzazione: ARCI Macherio
In collaborazione con: CAI Sezione di Macherio

lunedì 8 giugno 2026

Seveso 50 anni dopo: la lezione di “Sapere” tra memoria e controinformazione


A quasi cinquant’anni dal disastro del 10 luglio 1976, la città di Seveso si prepara a una serie di appuntamenti che intendono non solo commemorare, ma anche rileggere in chiave critica uno degli eventi più drammatici della storia industriale italiana. L’iniziativa è promossa da Seveso Memoria di parte insieme ai gruppi No Pedemontana, realtà da tempo impegnate nel mantenere viva una memoria attiva e consapevole del territorio.

Il primo incontro, in programma il 18 giugno 2026 in piazza Cardinal Confalonieri, apre ufficialmente il percorso verso questo importante anniversario.

La serata sarà dedicata alla rivista Sapere e al ruolo fondamentale che essa ebbe nel raccontare il disastro dell’Icmesa senza attenuarne la gravità. In un contesto in cui molte narrazioni tendevano a ridimensionare l’accaduto, Sapere si distinse per un approccio rigoroso e indipendente, offrendo un esempio di controinformazione scientifica che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento.

Al centro dell’incontro, la presentazione del volume “Una rivista che viene dal futuro. L’esperienza di ‘Sapere’ sotto la direzione di G.A. Maccacaro (1974-1977)”, edito da Mimesis nel 2026. Attraverso il contributo dei curatori, Vittorio Morfino e Gianluca Pozzoni, il pubblico potrà approfondire il contesto culturale e politico in cui la rivista operò, nonché il suo impegno nel ricostruire con precisione il processo produttivo dell’Icmesa e nell’individuare le responsabilità del disastro.

La rivista ebbe infatti un ruolo cruciale nel promuovere una consapevolezza critica, dimostrando come la scienza non sia mai neutrale, ma profondamente intrecciata con le dinamiche sociali, economiche e politiche. Una lezione che conserva tutta la sua attualità, soprattutto in un’epoca segnata da nuove sfide ambientali e industriali.

L’appuntamento del 18 giugno rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. Il calendario proseguirà l’8 luglio con un incontro che vedrà protagonisti gli ex lavoratori dell’Icmesa insieme alla storica Chiara Giorgi dell’Università La Sapienza di Roma, offrendo uno sguardo diretto e documentato sulle condizioni di lavoro e sulle conseguenze del disastro. Il 10 luglio, data simbolica dell’anniversario, sarà invece dedicato allo spettacolo teatrale “Sette domeniche”, che restituirà attraverso il linguaggio scenico la memoria di quei giorni.

giovedì 4 giugno 2026

Pedemontana, la Brianza dice no: appuntamento ad Agrate


Domenica 7 giugno 2026
il Comitato Ferma Ecomostro D Breve sarà presente ad Agrate con un gazebo informativo in occasione della Fest’Oasi. Un appuntamento importante per chi vuole capire meglio cosa si nasconde dietro il progetto della cosiddetta “tratta D breve di Pedemontana” e per chi desidera prendere posizione.  

Il presidio sarà attivo dalle 9:00 alle 17:00 e offrirà la possibilità sia di informarsi sia di firmare contro la tratta D breve. Ma soprattutto sarà un’occasione per fare rete tra cittadini e realtà locali che da anni si battono contro il consumo di suolo e per un modello di mobilità più sostenibile.

In un contesto in cui le grandi opere continuano a essere presentate come inevitabili, momenti come questo sono fondamentali per costruire consapevolezza e rafforzare un fronte comune. Partecipare significa contribuire a una mobilitazione che riguarda tutta la Brianza e il suo futuro.

Agliate nella stagione del restauro romanico in Lombardia


Il Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono, in collaborazione con la Comunità Pastorale Santo Spirito di Carate Brianza e Albiate, vi invita a un nuovo appuntamento del ciclo “Echi di Pietra”, dedicato alla Basilica di Agliate e al patrimonio storico e artistico della Brianza.

Sabato 13 giugno alle ore 21.00 la Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate ospiterà la conferenza:

Agliate nella stagione del restauro del romanico in Lombardia
Relatore: Prof. Gianfranco Pertot, Politecnico di Milano

A partire dal 1873 il complesso di Agliate è stato oggetto di grandi campagne di restauro, condotte inizialmente nel tentativo di ricostruire il primitivo assetto romanico della basilica, profondamente alterato nel corso dei secoli. Rimozioni, ripristini – che oggi appaiono al limite della falsificazione – e più recenti operazioni di de-restauro hanno lasciato il loro segno nell’edificio medievale, determinandone l’aspetto attuale. Quello di Agliate non è un caso isolato e si inserisce, anzi, nel quadro più ampio della stagione ottocentesca del restauro del romanico lombardo. A partire da questo punto di vista particolare, la conferenza ne ripercorrerà il fermento culturale, i protagonisti e le scelte, spesso controverse, che ne derivarono. Conoscere questa storia significa saper vedere la basilica con occhi nuovi, come un monumento stratificato che porta i segni di come ogni epoca l’ha riletto e tramandato. Uno spunto, forse, per interrogarsi anche su come noi oggi ci confrontiamo con il patrimonio culturale e il territorio.

Gianfranco Pertot è professore associato di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) ed è socio effettivo della Società Italiana di Restauro Architettonico (SIRA) dalla sua fondazione. Le sue ricerche sono rivolte principalmente alla storia del restauro e all’archeologia dell’architettura, con un focus sulla Lombardia e Venezia. Ha dedicato studi fondamentali al complesso basilicale di Agliate, che hanno avuto esito sia nell’agevole guida La basilica romanica di Agliate (Bellavite, Missaglia 2001, con L. Pozzi e A. Viganò), sia nella monografia “Tutto rifatto è … e del nuovo quasi non t’accorgi”. I restauri alla basilica e al battistero di Agliate (Edizioni del Museo Civico Carlo Verri, Biassono 2004) e nel più recente Il complesso di Agliate fra “silence de l’Histoire” e “storia tradita”: dagli studi di Dartein ai restauri (Como 2015).

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

giovedì 28 maggio 2026

Oggiono: cancellata un'area umida per far posto alla vasca del Gandaloglio

Gandaloglio (Oggiono): area umida Rettola a confine con Sirone

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

A Oggiono stanno cancellando l'area umida delle Rettola, a confine con Sirone, per far posto alla vasca di laminazione per il torrente Gandaloglio. E' quanto abbiamo purtroppo verificato come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" da alcuni giorni, da quando cioè le ruspe hanno iniziato a realizzare una delle piste di accesso legate alla realizzazione della vasca di laminazione, in località Rettola a confine tra Oggiono e Sirone (per la precisione dietro all'azienda Italforge). Quello che si sta verificando è un pesante danno ambientale, ovvero il riempimento con terra e ghiaia di quella che fino a poche settimane fa era una splendida area umida, che includeva un canneto. Nella stessa area, nei numerosi sopralluoghi da noi eseguiti - come volontari del Circolo Ambiente - avevamo avuto modo di vedere alcuni esemplari di aironi cenerini e guardabuoi. Ora quell'area è stata cancellata per far posto ad una parte della pista di accesso alla vasca di laminazione!

Il cantiere della pista per realizzare la vasca di laminazione del Gandaloglio al confine con Sirone

Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" avevamo già messo in guardia il Parco Valle Lambro - che ha commissionato i lavori per la vasca di laminazione - ed anche il Comune di Oggiono, onde evitare in tutti i modi la compromissione o addirittura la cancellazione di questa area umida a confine con Sirone. Il Parco non ci ha risposto nel merito alla nostra sollecitazione, ma si è limitato a trasmetterci alcuni contenuti dello Studio di Impatto Ambientale condotto dai tecnici incaricati, che - paradossalmente - sottolineava proprio l'importanza naturalistica delle aree umide e, pertanto, di porre in essere tutte le soluzioni per evitare la compromissione di tali zone.

Il progetto della pista per realizzare la vasca di laminazione

Nello Studio ambientale si attestava che l'area di cantiere vede "la presenza di ambienti umidi di elevato interesse naturalistico, con vegetazione acquatica e ripariale ben sviluppata condizioni idrologiche che favoriscono la formazione di habitat diversificati. Tali ambienti ... svolgono un ruolo fondamentale come area di rifugio, alimentazione e sosta per I'avifauna, in particolare per le specie migratrici. La presenza di canneti, superfici temporaneamente allagate ed ecotoni terra-acqua contribuisce a elevare la biodiversità complessiva dell'area, rendendola particolarmente sensibile a pressioni antropiche".
Lo Studio proseguiva confermando che "le componenti più vulnerabili rispetto alla realizzazione di opere risultano: vegetazione acquatica e palustre, che costituisce habitat prioritario e contribuisce alla qualità ecologica del sito; avifauna acquatica e migratoria, che utilizza l'area per nidificazione, sosta e alimentazione; assetto idrologico locale, determinante per il mantenimento degli habitat umidi, continuità ecologica, in relazione ai collegamenti con altri ambienti naturali circostanti".

Altra immagine del cantiere in corso

Nel medesimo Studio è stata eseguita anche un'analisi degli impatti del cantiere, attestando che "durante la fase di realizzazione delle opere, gli impatti principali sono riconducibili a: disturbo temporaneo all'avifauna, ..., con possibile allontanamento delle specie; alterazione localizzata della vegetazione e degli habitat, soprattutto nelle aree direttamente interessate dai lavori; incremento del disturbo antropico in un contesto ecologicamente sensibile".  
Il paradosso è che questo Studio ambientale - che, ricordiamo, è stato commissionato dal Parco Valle Lambro - è, di fatto, diventato carta straccia, poiché il Parco stesso non ne ha tenuto conto, tant'è che da alcuni giorni si sta appunto procedendo con la cancellazione di una porzione dell'area umida della Rettola, a confine tra Oggiono e Sirone. Il tutto per creare una pista in ghiaia, legata all'inutile e dannosa vasca di laminazione, opera la cui realizzazione sta causando gravi impatti ambientali sulle zone umide, che il Parco stesso avrebbe dovuto tutelare evitando la compromissione coi nuovi cantieri! 

Nelle foto: l'area umida della Rettola, prima dei lavori e durante il cantiere avviato nei giorni scorsi.