domenica 18 aprile 2021

La Compostela in Lombardia: un Cammino lungo le Chiese lombarde dedicate a San Giacomo Apostolo


 

di Luca Boschini, Segreteria Cammino di Sant'Agostino

Come forse già saprete quest'anno si celebra l'anno giubilare Giacobeo e la nostra Associazione, per agevolare coloro che non potranno recarsi a Santiago, ha predisposto 12 camminate domenicali in Lombardia (più una in toscana, verso la cattedrale di Pistoia), toccando numerose chiese con dedicazione giacobea. In questa chiese verrà vidimata la credenziale del Cammino di Santiago (se il camminatore già ne disponesse) o una specifica credenziale predisposta ad hoc per l’occasione.

L’iniziativa “La Compostela in Lombardia” è certificata “Zero Emission Pilgrim”: tutte le emissioni di gas serra che saranno prodotte nelle camminate (sostanzialmente dovute agli spostamenti logistici con mezzi pubblici), saranno compensate per rendere queste camminate pienamente rispettose dell’ambiente. Al fine di sensibilizzare i camminanti in questo senso, l’Associazione del Cammino di Sant’Agostino ha predisposto uno specifico vademecum del “pellegrino sostenibile” e che invitiamo sin d’ora i partecipanti a seguire.

Nella giornata inaugurale - 2 maggio 2021 - verranno toccate ben tre chiese giacobee, la chiesa di San Giacomo in via Meda a Milano, la chiesa parrocchiale di Zibido san Giacomo e la chiesa parrocchiale di San Giacomo a Rognano.

Al fine di consentire a tutti di poter svolgere un cammino giacobeo, il percorso complessivo è stato suddiviso in tre tratti di lunghezza crescente, per consentire davvero a tutti di poter camminare, anche per soli pochi chilometri, nel nome di San Giacomo.

Iscrizione obbligatoria. 

Info: https://sites.google.com/view/camminodiagostino


Il Calendario 2021 delle camminate giacobee 

proposte dall'Associazione Cammino di Sant'Agostino

 


 

Le strade della Liberazione passano da Seregno

L'ANPI di Seregno, aderendo ad una iniziativa nazionale vi propone "STRADE DI LIBERAZIONE". Il percorso si snoderà per le vie della città intitolate a partigiani e antifascisti dove verranno deposti, in ricordo e omaggio, un fiore, una poesia, un pensiero.

Mariadele Frigerio, presidente dell'ANPI seregnese, ci ha detto: "Se il meteo ce lo permetterà lo percorreremo in bicicletta come facevano le staffette partigiane, ma ognuno può venire con il mezzo che preferisce"
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Partenza alle ore 14.30 da piazza Liberazione (quartiere Lazzaretto) e arrivo in piazza 25 Aprile (piazzale della stazione).

25 Aprile a Carate Brianza: nastrini colorati sul filo della Memoria

 


WWF Lecco: le doppiette non risolvono il problema cinghiali, anzi lo aumentano

Immagine tratta da resegoneonline.it

 
a cura dell'Associazione WWF Lecco


Rileviamo sulla stampa locale la dichiarazione del Presidente interprovinciale di Como e Lecco di Coldiretti, Fortunato Trezzi, circa le sue preoccupazioni per la presenza di cinghiali sui territori provinciali. 


Riteniamo certo veritiero affermare che questa specie selvatica abbia esteso l'areale della sua distribuzione anche nel nostro territorio, ciò è innegabile. Ma contestiamo radicalmente l'approccio che la sua Associazione propone come soluzione del problema. Il cinghiale è ormai specie radicata ed è entrato a far parte della nostra fauna anche grazie ad una politica di gestione delle popolazioni di tipo utilitaristico, che comparti quali quelli del mondo venatorio hanno attuato e stanno portando avanti da oltre un decennio, affiancati da decisioni politiche assai discutibili.

Quello che oggi viene definito uno squilibro ambientale è in realtà il risultato di ben precise scelte gestionali che hanno trasformato il cinghiale in una specie selvatica su cui assicurare ed impostare quella continuità di prelievo venatorio necessaria a ridare vigore a un comparto, quello appunto della caccia, che ha mostrato un drastico calo nel numero dei praticanti sin dai primi anni 2000. Gli stessi piani di prelievo approvati dagli uffici deputati alla gestione faunistica non hanno mai avuto come fine quello di portare alla estinzione locale del cinghiale ma, anzi, quello di rendere la sua presenza quanto più redditizia in termini di numero e di tipologia di capi prelevabili. In pratica è stata data una precisa risposta ad una domanda di mercato. Ne sono prova i dati statistici relativi alle classi di età degli esemplari, che ancora oggi vengono preferite dai cacciatori nella scelta del capo da abbattere. Se a questa esplicita strategia aggiungiamo le caratteristiche biologiche della specie in termini di frugalità e di strategia riproduttiva dell'animale, il risultato è quello che possiamo osservare oggi sotto i nostri occhi.

A riprova di questa distorsione nella gestione del cinghiale, in cui si predilige il mantenimento dello stock piuttosto che la sua eliminazione, va letta anche la notizia che una amministrazione comunale locale è dovuta arrivare ad elargire un incentivo economico ai cacciatori pur di condizionarli nelle loro scelte di abbattimento di cinghiali verso capi giovani e piccoli invece che adulti, per ottenere, alla fine, una riduzione più efficace della popolazione presente sul suo territorio.

Il prelievo ormai è diffusamente guidato più dalla ricerca del miglior trofeo o del capo più grosso, piuttosto che verso giovani riproduttori, con il risultato che la popolazione non decresce ma, anzi, si espande.

Sarebbe auspicabile che si cambiasse una volta per tutte la rotta nella gestione di questa specie attraverso serie campagne di contenimento,  basate su dati scientifici certi, là dove la presenza è veramente problematica, finendola di nascondersi dietro inefficaci azioni dettate solo da opportunismo. Ancora più significativo per dimostrare un cambiamento di mentalità e il conseguimento di maturità,  sarebbe poter vedere riconosciuto da categorie, come quelle degli agricoltori ed allevatori, il ruolo che il lupo, animale in grado di dominare anche in ambiti territoriali promiscui, possono avere per regolare la presenza del cinghiale in Italia, piuttosto che lanciare falsi allarmismi.

Riguardo infine al rischio sanitario che il cinghiale rappresenta quale vettore per la diffusione dei malattie infettive, ci preme ricordare che in Italia sono allevati in modo intensivo circa 9.500.000 maiali all'interno di allevamenti in cui il controllo sanitario è assicurato soltanto grazie ad un impiego, altrettanto intensivo, di antibiotici e farmaci ad uso veterinario. Lo abbiamo visto e compreso recentemente che sono proprio le condizioni di allevamento degli animali a costituire il vero problema su cui si incardina il rischio sanitario, e a seguire economico, per le relative categorie produttive.

Con gli attuali sistemi di allevamento sono a rischio la salute degli animali e dell'uomo, la resistenza degli ecosistemi, la capacità di recupero in caso di danni ambientali e, di conseguenza, derivano sempre maggiori ripercussione economiche in caso di epidemie.

Per ridimensionare efficacemente questo rischio, basterebbe ridurre il consumo di carne e tutti, sul nostro pianeta, saremmo molto più in salute.

mercoledì 14 aprile 2021

"Non abbandonate i rifiuti nell’ambiente!", la campagna social del Circolo Ambiente Ilaria Alpi



"Gettare i rifiuti nell'ambiente è da stupidi e da incivili!", "Non gettare i rifiuti nell'ambiente!", "Vivresti in una casa piena di rifiuti?"; e poi ancora: "Limita i prodotti usa-e-getta e scegli quelli pensati per durare a lungo", "Usa le borracce al posto delle bottiglie di plastica"

 



Sono alcuni degli slogan scelti dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” per la nuova campagna social contro l'abbandono dei rifiuti nell'ambiente. Infatti sempre più spesso si assiste ad un indiscriminato sorgere di nuove microdiscariche ai bordi delle strade, sui sentieri, nei boschi. Questo succede, incredibilmente, anche in questo periodo di limitazione degli spostamenti anti-Covid. Infatti prima il lockdown e poi le restrizioni agli spostamenti, non hanno ridotto l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente che, al contrario, sembrano in crescita! Fenomeno forse legato all’aumento dei rifiuti in circolazione, come ad esempio: i contenitori per l’asporto, le bottigliette monouso, i sovra-imballaggi degli acquisti online e dei cibi confezionati, ecc..

 



Fortunatamente ci sono associazioni, o gruppi spontanei di cittadini, che si auto-organizzano per raccogliere i rifiuti a bordo strada o nei boschi. Ma sembra un lavoro senza fine: pochi giorni dopo i rifiuti ricompaiono negli stessi luoghi!
Per questo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” pensa sia più utile ed efficace una campagna di sensibilizzazione, diremmo di educazione civica.
Ma in questo periodo, ovvero in considerazione delle limitazioni che impediscono di organizzare eventi pubblici in presenza, il Circolo ha pensato a spostare le iniziative sui social. Infatti la campagna è stata ideata a colpi di post sui principali social, per sensibilizzare la cittadinanza a ridurre i rifiuti e a smaltirli in modo corretto, evitando ovviamente di gettarli per strada o nell’ambiente. I messaggi sono pubblicati sulle pagine Instagram (https://www.instagram.com/circoloilariaalpi/ ) e Facebook (https://www.facebook.com/circoloambiente/ ) del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”; il progetto grafico è stato curato dalla volontaria Alessia Colombo.

 



Così la campagna social viene presentata da Roberto Fumagalli, presidente del Circolo: “L’iniziativa è pensata con un doppio taglio. Da una parte un appello, anche con toni forti, per richiamare i cittadini a comportamenti responsabili, che evitino appunto l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente. Dall’altra parte alcuni suggerimenti per gli acquisti responsabili, che prevengano la produzione di rifiuti, come ad esempio preferire l’uso della borraccia – riempita con acqua del rubinetto – anziché utilizzare le bottigliette in plastica”.  
 

A proposito della campagna social e dei relativi post grafici, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” vuole metterli a disposizione dei Comuni, che vorranno sensibilizzare la cittadinanza a comportamenti più rispettosi dell’ambiente. Oltretutto lo smaltimento dei rifiuti abbandonati incide sui costi a carico degli stessi Comuni. L’associazione vorrebbe coinvolgere anche la Provincia di Como, considerato che tra le aree maggiormente interessate dall’abbandono dei rifiuti vi sono proprio i cigli delle strade provinciali.

Il Circolo Ambiente è altresì referente del progetto ‘Brianza Senza Plastica’, che include proprio momenti di informazione e sensibilizzazione – allo scopo di ridurre la produzione dei rifiuti e della plastica monouso – in cui sono previsti anche interventi nelle scuole del territorio. Pure in tal caso l’associazione è disponibile ad estendere le iniziative e gli incontri di educazione ambientale nelle scuole, come previsto appunto dal progetto ‘Brianza Senza Plastica’. 


La custodia della memoria del Bosco delle Querce di Seveso e Meda deve trovare adeguata espressione nelle comunità locali

 
Riceviamo e pubblichiamo.
A cura di Sinistra e Ambiente di Meda e Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso
 
Pochi giorni fa, il sindaco di Seveso Allievi, con il dissenso esplicito di una parte della sua maggioranza, ha espresso alla stampa locale la sua intenzione di affidare l'intera gestione (e i fondi) del Bosco delle Querce di Seveso e Meda (già Parco Naturale Regionale) all'ente Parco Regionale delle Groane.
Il pronunciamento di Allievi arriva dopo il recente e infelice tentativo di passare il monitoraggio delle vasche della diossina alla Regione. Regione che però, nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico del Bosco delle Querce  (BdQ), chiede una verifica per probabile competenza della Provincia.
Prosegue quindi l'operazione di Allievi e della Lega per sganciarsi dalla responsabilità di conduzione di un'area verde che riveste aspetti di Memoria importantissimi essendo indissolubilmente legata al disastro diossina dell' ICMESA di Meda nel 1976.
Con la politica perseguita da Allievi si rischia la diluizione della memoria, la perdita dei presidi ambientali locali dedicati a un corretto esercizio di questo polmone verde.
Quello del sindaco di Seveso, con la complicità silente dell'amministrazione medese è un totale e colpevole disinteresse nel valorizzare e gestire questo luogo "simbolo",nel pianificare il corretto utilizzo dei fondi regionali stanziati, nel definire gli appropriati programmi di educazione ambientale. C'è un'unica volontà: quella di smantellare tutto per "cedere una Storia" ad altri. Non comprende o vuole ignorare il significato che ha il Bosco delle Querce.
È un'operazione miope e incondivisibile.
È invece importante che il governo del Bosco delle Querce e delle due vasche della diossina continui a rimanere in capo alle strutture locali, ripristinandone la loro efficienza.
Prima si torna a una corretta e efficace gestione, poi si dibatte con il territorio su prospettive future.
Dopo questa introduzione, curata da Sinistra e Ambiente per inquadrare l'argomento, pubblichiamo il comunicato elaborato congiuntamente da Sinistra e Ambiente di Meda e da Legambiente circolo "Laura Conti" di Seveso e dato alla stampa.

 
LA CUSTODIA DELLA MEMORIA DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA

Nel vuoto di gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce che è la diretta conseguenza delle scelte fatte dal sindaco Allievi in questi due anni con lo smantellamento dei presidi ambientali e operativi per la sua gestione (se ne è parlato poco più di 15 giorni fa a proposito delle vasche con i rifiuti tossici della diossina che si trovano all’interno dell’area verde) il Sindaco stesso ora comunica alla stampa l’ipotesi di passarne in toto la gestione al Parco delle Groane.
Una intervista alla stampa è ben diversa da una interlocuzione – che sarebbe dovuta – con le associazioni ambientaliste del territorio e con la cittadinanza: una discussione aperta, coerente con la storia di questo luogo nato anche per l’impegno civico di una cittadinanza sconvolta dal danno ambientale del 1976 e altresì attenta a guidare dal basso e attivamente le scelte istituzionali. 
Memori della forza della cittadinanza sevesina che chiese a gran voce di non realizzare il forno inceneritore in quest’area, spingendo verso la più adeguata scelta di una bonifica, le amministrazioni Cassetta e Galbiati mantennero viva questa interlocuzione chiamando le associazioni del territorio a discuterne il futuro quando essa diventò finalmente proprietà di Regione Lombardia succedendo alla Givaudan La Roche che ne era prima titolare.
Governare una Città significa anche correre il rischio di un confronto leale e aperto e quindi assumersi le responsabilità delle scelte senza nascondersi dietro il formale rispetto delle procedure o, peggio, delegando ai tecnici – nel caso specifico al dirigente dell'area territorio del Comune – decisioni che sono politiche e che permettono ai cittadini e alle cittadine di giudicare l'operato di chi amministra.

Prima di cercare soluzioni per "esternalizzare" quello che le precedenti amministrazioni – in dialogo con la città – hanno gestito con cura e sguardo rivolto alle nuove generazioni – sarebbe doveroso conservare le buone pratiche consolidate con tanta fatica. 
Quel lavoro ha prodotto memoria condivisa: percorsi di educazione ambientale, una narrazione collettiva fissata su pannelli accessibili a tutti, un’ampia fruizione del Bosco delle Querce.
Quel lavoro, attento alle scadenze amministrative, ha confermato la presenza costante di ERSAF facendo del Bosco un luogo di ricostruita naturalità in città e, al contempo, un luogo di sperimentazione scientifica di biodiversità e un luogo di memoria.
Quel lavoro, con una struttura tecnica adeguatamente dimensionata, ha tutelato la salute della cittadinanza con il monitoraggio costante delle vasche che contengono i rifiuti contaminati dalla diossina. Ha permesso l’apertura di un centro visite – oggi chiuso non solo per il Covid ma per una irresponsabile scelta amministrativa – e ha contribuito ad accogliere giornalisti e visitatori da tutto il mondo confermando che Seveso è non solo il luogo del danno ma anche il segno di una possibile rinascita.
Quel lavoro ha contribuito a tenere vivo il senso di appartenenza di una comunità locale che, insieme alle associazioni e ai gruppi ambientalisti, ha saputo esprimere la sua forza nel grande abbraccio al Bosco delle Querce che, il 10 luglio del 2012, ci vide in più di 1000 a contrastare lo scellerato progetto di una autostrada all’interno dell’area del Parco.
Questo compito di tutela, trasmissione e custodia della memoria è dunque proprio della comunità locale e deve trovare adeguata espressione nella amministrazione che la governa.
Invece, in poco più di quattro mesi l’amministrazione Allievi ha inanellato una infelice serie di azioni: smantellamento dell’Ufficio ecologia con la conseguente drastica riduzione dell’operatività sulle attività inerenti il Bosco; mancata nomina della figura del direttore del BDQ, vacante da febbraio 2020; chiusura del Centro Parco allo Chalet; tentativo di delegare alla Regione la cura delle due vasche; accettazione supina del trasferimento della Fondazione Lombardia per l'Ambiente da Seveso e Milano e, da ultimo, ora, l’intenzione espressa sulla stampa locale di passare l’intera gestione del Bosco delle Querce al Parco delle Groane.
A tutto questo, si aggiunge l'assordante silenzio del Comune di Meda, nei cui confini si trova una porzione del Bosco delle Querce e una delle vasche. Il Sindaco di Meda, che è anche Presidente della Provincia, cosa pensa di tutto questo?

Seveso/Meda 11 aprile 2021

Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso
Sinistra e Ambiente Meda

 


lunedì 12 aprile 2021

Le tante attività del WWF Lecco (nonostante il Covid)


 

Si è svolta, su piattaforma Google Meet, l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Associazione WWF Lecco, la prima dopo il rinnovo dello Statuto, registrato all’Agenzia delle Entrate di Lecco lo scorso luglio, per il necessario adeguamento alla nuova normativa prevista dalla Riforma del Terzo Settore. Un passaggio burocratico pesante, con tempistiche e modalità sconvolte dall'emergenza covid-19, portato avanti grazie al costante e prezioso contributo della Dott.sa Clara Corti, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti, che ha supportato "pro-bono" l’Associazione nel lungo percorso di adeguamento dello Statuto e nei passaggi successivi all'Agenzia delle Entrate, sui Registri Regionali e Provinciali del Volontariato.

La relazione sulle attività 2020

Primo punto all’ordine del giorno dell’Assemblea dei Soci la relazione sulle attività associative 2020, subito resa disponibile sul sito ufficiale dell’Associazione.

In un anno segnato dalla situazione sanitaria, difficile anche per l’associazionismo, WWF Lecco è riuscito comunque a concretizzare alcune attività divulgative di educazione ambientale, tra le quali spiccano l’organizzazione di un concorso di disegno online per i ragazzi delle scuole elementari e medie del territorio, le escursioni naturalistiche all’Orrido di Inverigo e sul Lago di Olginate (ovviamente limitate nel numero di partecipanti), la pubblicazione del libro “Gismund e gli altri”, iniziativa editoriale rivolta ai bambini, alla scoperta dei vari aspetti naturalistici del Parco.

Di fondamentale importanza l’attività di “vigilanza” sul territorio, con osservazioni ai PGT dei Comuni, segnalazioni, opposizioni e denunce su ogni tentativo di sfruttamento del patrimonio ambientale: tra i momenti più significativi il flashmob sul torrente Varrone nell’ambito dell’iniziativa nazionale “La protesta dei pesci di fiume”, vicenda che si è poi conclusa lo scorso novembre con il diniego formulato dalla Provincia di Lecco per la realizzazione dell’idroelettrico sul torrente Fraina (Premana), e l’impegno, con raccolta di oltre 1.700 firme, per contrastare l’abbattimento, purtroppo poi comunque realizzato, dei pini sul lungolago di Malgrate, vicenda che ha poi portato l’Associazione a presentare un esposto alla Corte dei Conti lombarda, corredata di dettagliata perizia agronomica, al fine di sollecitare un controllo sulla correttezza delle procedure seguite.

Riconfermato l’impegno scientifico e di ricerca, in particolare con il progetto BarroBugBox, per la tutela degli impollinatori selvatici, in corso con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Lecco, CCIAA ed ERSAF. L’Associazione sta lavorando in questo inizio anno per coinvolgere nei progetti di ricerca anche alcune Università italiane.

Intensificata infine la collaborazione con le altre realtà ambientaliste del territorio, Legambiente, CAI Lecco, Greenpeace, Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero… con la partecipazione anche a iniziative e manifestazioni congiunte: dalla “Econuotata per il lago e l’ambiente”, al “mese per la Custodia del Creato”, da “Puliamo il mondo” a “Urban Nature”…

Per il 2021, oltre alla normale amministrazione e ai “tradizionali” impegni nei confronti anche delle iniziative promosse dal WWF Italia, sono già identificati alcuni progetti in fase realizzativa. La gran parte delle attività “sul campo” restano purtroppo subordinate alle possibilità derivanti dalla regolamentazione delle normative di contenimento della pandemia covid-19: proprio in questi giorni, ad esempio, parte l’annuale campagna per la tutela delle migrazioni dei rospi del Moregallo, che quest’anno ha dovuto sottostare a una specifica approvazione della Prefettura di Lecco per quanto riguarda le modalità autorizzative di accesso dei Volontari ai siti migratori.

I bilanci

Sono stati presentati il bilancio consuntivo 2020 e quello previsionale 2021. Seppure limitata dalla forzata riduzione delle attività “sul campo”, l’Associazione, oltre ad autofinanziare le proprie attività, è riuscita a mantenere l’impegno di sostenere economicamente un progetto del WWF internazionale, con la donazione di 2.000,00€ al WWF Australia nell’ambito del “Bushfires Appeal”, una risposta all’emergenza incendi per salvare la fauna selvatica, ripristinare ciò che è andato perduto e proteggere la biodiversità del continente australiano, a conferma della mission che caratterizza il WWF lecchese, per un duplice impegno, sia sul territorio di competenza che nell’ambito del Fondo Mondiale per la Natura, per i fini istituzionali e la mission del WWF internazionale.

Anche nel bilancio preventivo 2021 è previsto un sostanzioso contributo per le attività istituzionali del WWF Italia e internazionale, in un’ottica di ambientalismo che sappia andare oltre i confini territoriali della provincia.

Di fondamentale importanza per il sostentamento dell’Associazione il contributo degli “Amici del WWF Lecco” (https://wwf.lecco.it/amici-del-wwf-lecco), realtà vicine allo spirito del WWF, che ne sostengono le iniziative e i progetti.

Il nuovo Consiglio Direttivo

L’Assemblea dei Soci ha infine provveduto al rinnovo del Consiglio Direttivo per il triennio 2021/2023.

La votazione si è svolta con il sistema di elezione della piattaforma "Election Buddy" in via anonima e segreta, e ha visto eletti membri del Consiglio Direttivo i Soci Benedetta Barzaghi, Lello Bonelli, Giovanna Corti, Raoul Manenti e Raffaella Mastalli.

Al termine dell’Assemblea dei Soci si è immediatamente riunito il nuovo Consiglio Direttivo per la nomina del Presidente e del Vicepresidente.

Alla guida del WWF Lecco è stato confermato Lello Bonelli, in carica dal 2011: “Ringrazio l’Assemblea e il Direttivo per la rinnovata fiducia. Ringrazio il Consiglio uscente nelle persone dei Soci Jessica Bellingardi, Stefania Berna e Antonio Rigamonti, per il grande lavoro di questi ultimi due anni e per l’impegno e la presenza che sono certo continueranno ad assicurare al WWF. Il nuovo Consiglio raccoglie un’eredità pesante, ma è una sfida che affrontiamo con rinnovato entusiasmo e il supporto fondamentale di tutti i nostri volontari”.

Vicepresidente dell’Associazione è stata nominata la giovane avvocatessa lecchese Giovanna Corti.