Una quarantina di persone si sono ritrovate nella serata di giovedì 2 luglio in piazza Concordia, a Seregno, per il consueto presidio silenzioso organizzato dal coordinamento che, da mesi, alterna gli appuntamenti del giovedì tra Seregno e Desio. Un'ora di presenza civile per richiamare l'attenzione sul conflitto in Medio Oriente e sulle conseguenze che, secondo i partecipanti, continuano a colpire soprattutto la popolazione civile.
L'iniziativa di questa settimana ha assunto un significato particolare. Gli organizzatori hanno voluto dedicarla al simbolico traguardo dei "1000 giorni", scegliendo come parola d'ordine "1000 giorni di genocidio – Fermatevi". Accanto al tradizionale silenzio, sono comparsi striscioni e cartelli per rendere ancora più visibile il messaggio rivolto ai cittadini.
Per i partecipanti, quei mille giorni rappresentano "mille giorni di vittime civili, di bombardamenti, di bambini uccisi o mutilati, di operatori sanitari, giornalisti e soccorritori che hanno perso la vita, di case distrutte e di popolazioni costrette a fuggire". Un elenco che, spiegano, vuole mantenere alta l'attenzione su una crisi che rischia di essere percepita come una drammatica normalità.
"Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: sensibilizzare la cittadinanza sulla tragedia che si sta consumando e chiedere un impegno concreto della comunità internazionale", ha raccontato uno dei presenti. "Anche il nostro silenzio vuole essere un dialogo con chi passa in piazza."
Secondo gli organizzatori, nonostante il continuo susseguirsi di annunci su possibili accordi di pace, il numero delle vittime continua ad aumentare. Per questo ritengono importante continuare a presidiare le piazze della Brianza con iniziative semplici ma costanti.
Durante il presidio è stato ricordato anche il recente intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che dopo la visita a Gaza del 22 e 23 giugno ha descritto le drammatiche condizioni di vita della popolazione. Tra le testimonianze citate dai partecipanti ha colpito in particolare una frase: "Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Soprattutto i bambini."
Gli organizzatori si sono detti soddisfatti della partecipazione registrata a Seregno, ma ritengono che sia necessario coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini. "Un'ora del proprio tempo può sembrare poco, ma è un segnale importante", ha spiegato una partecipante. "Vogliamo dimostrare che Seregno, Desio e tutta la Brianza non sono indifferenti davanti alla sofferenza delle popolazioni civili."
Il calendario delle iniziative proseguirà anche nelle prossime settimane con il tradizionale appuntamento del giovedì, dalle 18 alle 19:
- Giovedì 9 luglio – Piazza Conciliazione, Desio.
- Giovedì 16 luglio – Piazza Concordia, Seregno.
L'invito è aperto a tutti: cittadini, associazioni e realtà del territorio che desiderino testimoniare, anche solo per un'ora, la propria vicinanza alle vittime del conflitto e sostenere una richiesta di pace. In un momento in cui il rischio dell'assuefazione alle immagini di guerra è sempre più forte, iniziative come queste rappresentano un'occasione per mantenere vivo il dibattito pubblico e ricordare che l'indifferenza non può essere l'ultima parola.


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