lunedì 28 settembre 2026

Successo per la "Festa delle Api" di Ponte Lambro


Successo per la "Festa delle Api" - organizzata come sempre dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - che si è tenuta nello scorso weekend del 26 e 27 settembre presso Villa Guaita di Ponte Lambro. Una edizione (la 17^) caratterizzata - grazie anche al sole splendente - da un'ottima presenza di visitatori e da un sicuro interesse per le iniziative rivolte ad adulti e bambini. A partire dalla scoperta del mondo delle api, attraverso le visite guidate agli alveari condotte dagli apicoltori. E poi le varie animazioni rivolte ai più piccoli, tra cui il 'Circo delle api' che ha catalizzato l'attenzione di numerosi bambini. Si sono poi susseguiti i vari laboratori e giochi a cura delle associazioni: Tic Tac, I Geppetti, Il Ticheco e Il Germoglio. 
Quindi le conferenze e i dibattiti sui temi riguardanti l'interazione tra le api, l'ambiente, il cibo e la salute.


Il pubblico ha potuto visitare e apprezzare i prodotti esposti negli stand degli apicoltori - miele, propoli, polline - degli agricoltori bio, degli artigiani; oltre che le bancarelle delle associazioni impegnate in vari settori del sociale e della solidarietà.
Nel corso della Festa si è tenuta anche la premiazione della concorso letterario 'Emily Dickinson'.
Non sono mancati i momenti di divertimento, dall'Alberitivo, ai concerti dei gruppi musicali, al pranzo con prodotti bio.


Molta soddisfazione da parte del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" che ha organizzato la "Festa delle Api" in collaborazione con gli apicoltori locali e con il Comune di Ponte Lambro. Come noto, la manifestazione ha l'obiettivo di far conoscere il lavoro degli apicoltori e dei produttori agricoli biologici. Ma vuole anche creare attenzione sull'importanza delle api e degli insetti impollinatori, la cui presenza è strettamente connessa alle condizioni ambientali e climatiche. Con la crisi climatica - causata dall'inquinamento di origine antropica - che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza degli stessi impollinatori e, di conseguenza, delle produzioni agricole. 
Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" vuole ringraziare gli apicoltori e tutti i volontari che hanno reso possibile la realizzazione della Festa, dando appuntamento all'edizione del prossimo anno.


Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook https://www.facebook.com/festadelleapi.it/  e la pagina Instagram https://www.instagram.com/festadelleapi/ .

La città è di tutti. E a Seregno?


Mercoledì 30 settembre alle 18, alla Fondazione Ambrosianeum di Milano, Elena Granata presenterà il suo nuovo libro La città è di tutti. Con lei dialogheranno Fabio Pizzul, presidente della Fondazione Ambrosianeum, e Alberto Rossi, sindaco di Seregno.

Ed è proprio quest'ultima presenza che ci sembra particolarmente interessante.

Non è infatti un incontro casuale. Elena Granata ha lavorato anche sul Piano Clima di Seregno, uno strumento che avrebbe dovuto tradurre in indirizzi e azioni concrete alcuni dei temi che ritroviamo al centro della sua riflessione: la qualità dello spazio urbano, il verde, il contrasto alle isole di calore, la mobilità, il consumo di suolo, la capacità della città di adattarsi ai cambiamenti climatici.

Il Piano Clima di Seregno ha ormai circa due anni. La domanda, a questo punto, non può essere soltanto quella relativa alla sua impostazione, ma deve riguardare la sua attuazione concreta. 
Quanto di quello che è stato scritto nel Piano è diventato realtà? Quali interventi sono stati effettivamente realizzati? Quali sono ancora da fare? E soprattutto: le trasformazioni che nel frattempo interessano la città sono coerenti con gli obiettivi indicati dal Piano? Sono domande tutt'altro che teoriche. Nel corso degli ultimi anni Brianza Centrale ha seguito e documentato diversi interventi sul territorio di Seregno, evidenziando in più occasioni come alcune scelte urbanistiche e alcune trasformazioni del territorio sembrino difficilmente conciliabili con gli obiettivi dichiarati in materia di adattamento climatico, tutela del verde e contrasto al consumo di suolo. 

È proprio qui che il titolo del libro di Elena Granata acquista, almeno per noi, un significato particolare. “La città è di tutti” non dovrebbe essere soltanto una bella affermazione di principio. Significa chiedersi chi decide come cambia una città, quali interessi vengono considerati, quanto spazio viene lasciato al verde e agli spazi pubblici e se le politiche dichiarate dalle amministrazioni trovano poi una corrispondenza nelle trasformazioni concrete.

Anche la recensione di Pier Carlo Palermo, pubblicata dalla Casa della Cultura, invita a non fermarsi alle affermazioni di principio. Palermo riconosce nel libro una forte spinta pedagogica e civile, ma sottolinea anche la necessità di confrontarsi con la complessità dei processi urbani, con i conflitti e con i rapporti di forza che determinano concretamente la trasformazione delle città. È una questione che riguarda Milano, ma riguarda ancora di più le città di provincia, dove le trasformazioni possono essere osservate quasi alla scala della strada, del quartiere, del parco che scompare o della nuova costruzione che prende il posto di uno spazio libero. Per questo la presenza del sindaco di Seregno rende l'appuntamento del 30 settembre particolarmente interessante anche per chi osserva le trasformazioni della nostra città.

Dal Piano Clima alla città reale: che cosa significa, concretamente, dire che la città è di tutti?
Sarà un'occasione per ascoltare Elena Granata, ma anche per riportare quella riflessione dentro la realtà quotidiana di Seregno.

  • 📅 Mercoledì 30 settembre 2026
  • 🕕 Ore 18.00
  • 📍 Fondazione Ambrosianeum – Sala Falck – Via delle Ore 3, Milano
  • 🎟️ Ingresso libero e gratuito.

La recensione di Pier Carlo Palermo sul libro di Elena Granata è disponibile sul sito della Casa della Cultura (cliccare qui). 

domenica 27 settembre 2026

Il cinema per rompere il silenzio: NAZA in programma a Seveso


Il 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00 al Cinema Politeama di Seveso arriva NAZA, il film che affronta la guerra a Gaza e, in particolare, i sistemi attraverso i quali viene condotta la guerra e colpita la popolazione civile palestinese.

La prima delle tre proiezioni in programma, lunedì 28, sarà preceduta da un breve intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura.

Girato prevalentemente di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA cerca di osservare dall'interno la realtà israeliana e di interrogarsi sui meccanismi che possono portare alla disumanizzazione di un'intera popolazione. I registi, israeliani, spiegano di aver realizzato il film sentendo il dovere di utilizzare la propria posizione per analizzare i sistemi alla base dell'uccisione di civili palestinesi. Il film nasce anche dalle domande che, secondo gli autori, attraversano la storia del Novecento: come può una società arrivare a permettere la completa disumanizzazione dell'altro? E come funziona, dall'interno, un sistema di questo tipo?

Molti degli elementi affrontati nel film erano già emersi nell'attività di giornalismo d'inchiesta condotta, tra gli altri, da The Guardian, +972 Magazine e Local Call. NAZA prova però a spingersi oltre la semplice ricostruzione dei fatti, concentrandosi anche su ciò che non viene detto: sulle omissioni, sui silenzi e sui meccanismi che rendono possibile ciò che accade.

È un film che non chiede soltanto di guardare, ma di interrogarsi. E, come scrivono i suoi autori, «spetta a tutti noi rompere quel silenzio».

📍 Cinema Politeama – Seveso
📅 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00
🎬 NAZA
🎙️ Prima della proiezione di lunedì 28 settembre: intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura

CH Meteo e la cultura del clima


Da tempo Brianza Centrale dedica attenzione ai cambiamenti climatici, al clima e alle sue ricadute sul territorio, al contrasto delle isole di calore, al consumo di suolo e agli strumenti urbanistici che possono contribuire a rendere più o meno vulnerabili le nostre città.

Da parecchi anni è attivo anche un canale meteo che non si limita a fornire le previsioni del tempo, ma cerca di raccontare e spiegare i fenomeni meteorologici, aiutando a leggere ciò che accade intorno a noi e a comprendere meglio il clima nel quale viviamo.

Per questo ci fa piacere segnalarlo: perché anche il meteo può diventare un’occasione di informazione e formazione sul clima.

👉 Segui il canale CH METEO su WhatsApp:
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venerdì 25 settembre 2026

Lissone, Pedemontana e nuovo PGT: quanto territorio ci resta da perdere?


Pedemontana e nuovo PGT. Due questioni diverse, ma con qualcosa di importante in comune: il futuro del territorio di Lissone. Nei giorni scorsi il tema di Pedemontana è tornato in Consiglio comunale con una mozione sottoscritta da Luca De Vincentis, capogruppo di Vivi Lissone, Elio Talarico, capogruppo del Partito Democratico, e Marino Nava, capogruppo de Il Listone. 

La mozione parte da una situazione che i cittadini di Santa Margherita conoscono bene: i lavori delle tratte B2 e C, affidati a Webuild in qualità di general contractor, stanno procedendo con ritardi rispetto alle previsioni formulate nel 2024, quando in una Commissione consiliare era stata indicata una durata complessiva dei lavori di circa 1.000 giorni. Ora si aggiungono le notizie sulle difficoltà finanziarie del general contractor. I firmatari della mozione ricordano le indiscrezioni di inizio settembre sulla richiesta di copertura di ingenti extra-costi da parte di Webuild, successivamente ridimensionate dalla stessa società, e richiamano anche il giudizio della Corte dei Conti sulla situazione economica di Pedemontana. Proprio la Corte dei Conti, nel giudizio di parifica sui bilanci regionali, aveva evidenziato che dai dati disponibili non emergeva la capacità della società di generare, almeno nel medio periodo, liquidità sufficiente a rimborsare i finanziamenti, remunerare i soci e sostenere i costi necessari al completamento dell'opera.

Per i tre capigruppo il quadro merita quindi chiarimenti immediati. La mozione chiede al sindaco e alla Giunta di rivolgersi a Regione Lombardia, socio di maggioranza di Pedemontana, per conoscere la situazione e di riferire poi al Consiglio comunale. Chiede inoltre che a Webuild venga richiesto un cronoprogramma dettagliato dei prossimi lavori. L'obiettivo dichiarato è evitare che i ritardi e le eventuali difficoltà finanziarie si traducano in nuovi disagi per il territorio e, soprattutto, nello spettro del «cantiere infinito».

Ed è proprio qui che la questione Pedemontana incrocia un'altra discussione che si è aperta a Lissone: quella sul nuovo Piano di Governo del Territorio. A raccontare dal punto di vista del Comitato per la difesa del territorio di Lissone quanto emerso nella presentazione del nuovo PGT è Luigi De Vincentis.

De Vincentis osserva che il termine consumo di suolo è stato molto presente nell'esposizione del Piano, anche in relazione ai tagli previsti dalla Regione su alcuni progetti già deliberati. Ma, secondo De Vincentis, questo non basta. Lissone parte infatti da una situazione particolarmente pesante: oltre il 71% del territorio risulta già consumato, un dato che colloca la città ai vertici regionali per urbanizzazione. Per questo, osserva De Vincentis, parlare di consumo di suolo come questione esclusivamente urbanistica rischia di non cogliere il problema più ampio. La sua critica riguarda soprattutto l'assenza, nella discussione sul PGT, di un riferimento sufficientemente forte al cambiamento climatico. Secondo il rappresentante del Comitato, le scelte urbanistiche dovrebbero partire proprio da questa consapevolezza: in una città già così densamente urbanizzata, continuare a impermeabilizzare il territorio significa anche ridurre la capacità di affrontare le temperature sempre più elevate e gli eventi meteorologici estremi.

La proposta che ne deriva è sintetizzata da De Vincentis in due parole: «DEPAVIMENTIAMO, PIANTUMIAMO».

Non è soltanto uno slogan ambientalista. È una diversa idea di pianificazione: recuperare ciò che è già urbanizzato, aumentare il verde, ridurre le superfici impermeabili e mettere la resilienza climatica tra i criteri fondamentali delle trasformazioni urbane.

Pedemontana e PGT non sono naturalmente la stessa cosa. La prima riguarda una grande infrastruttura viabilistica sovracomunale, i suoi cantieri, i suoi costi e le sue conseguenze sul territorio. Il secondo dovrebbe invece stabilire le regole con cui Lissone organizzerà il proprio sviluppo urbano nei prossimi anni. Ma entrambe le discussioni portano alla stessa domanda: come si governa un territorio che ha già consumato più del 71% del proprio suolo e che deve contemporaneamente affrontare gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico?

È una domanda che va oltre Pedemontana e oltre il singolo PGT. Perché continuare a parlare di nuove strade, nuove edificazioni e nuove trasformazioni senza considerare la quantità di territorio che abbiamo già perso rischia di farci guardare ogni intervento separatamente, senza vedere il quadro complessivo. E quel quadro, a Lissone, è quello di una città che ha ormai pochissimo suolo libero da perdere. Per questo la richiesta di non abbassare la guardia su Pedemontana, contenuta nella mozione dei tre gruppi consiliari, e quella di cambiare prospettiva nella pianificazione urbanistica, avanzata da Luigi De Vincentis e dal Comitato, possono essere lette insieme. Non perché dicano la stessa cosa. Ma perché entrambe ci ricordano che il territorio non è infinito e che le decisioni prese oggi avranno conseguenze molto oltre la durata di un cantiere o di un Piano urbanistico. E forse, prima di chiederci quanto altro possiamo ancora costruire, sarebbe il caso di domandarci quanto territorio siamo ancora in grado di proteggere.

mercoledì 23 settembre 2026

Sindaco Pilotto, anche noi vediamo ciò che vedono i cittadini


Il sindaco di Monza Paolo Pilotto, in un suo recente intervento, ha spiegato le ragioni delle scelte amministrative riguardo all'area del cosiddetto Polo istituzionale, dove è prevista anche la realizzazione del capolinea della M5.

Ha scritto, tra l'altro, che «chi amministra vede ciò che vedono i cittadini» e che anche chi governa può provare le loro stesse preoccupazioni.

A quanto pare, però, c'è qualcuno che non era ancora intervenuto nel dibattito: il bosco.

Gli alberi dell'area, che da circa trent'anni crescono in quello spazio e che sono destinati a essere abbattuti, hanno deciso di rispondere.

E noi, naturalmente, abbiamo voluto dare loro voce.

Questa è la loro lettera.

 

Caro Sindaco,

lei scrive che «chi amministra vede ciò che vedono i cittadini» e che può provare le loro stesse preoccupazioni. Bene. Allora ci permetta di intervenire anche noi. Siamo gli alberi dell'area del Polo istituzionale. Quelli che, tra qualche tempo, dovrebbero lasciare il posto al cemento, alle strade, al parcheggio e alle opere necessarie per la nuova stazione di M5.

Sappiamo che non abbiamo diritto di voto. Non abbiamo un comitato, non partecipiamo alle riunioni, non abbiamo tecnici che siedono ai tavoli di MM. E, soprattutto, non abbiamo mai firmato alcun accordo. Però siamo qui da circa trent'anni. Trent'anni sono tanti, anche per un albero. Nel frattempo siamo cresciuti, abbiamo fatto ombra, trattenuto polveri, assorbito anidride carbonica, restituito ossigeno, trattenuto acqua nel terreno. Intorno a noi sono arrivati uccelli, insetti, piccoli mammiferi, altre piante. Insomma, mentre gli uomini decidevano che cosa fare di quest'area, noi abbiamo fatto quello che fa la natura quando le viene lasciato un po' di spazio: abbiamo costruito un bosco.

Lei lo definisce «un'area cresciuta dopo la bonifica». È vero. Ma forse proprio questo è il punto. Trent'anni fa era un'area da bonificare. Oggi è un ecosistema. E il fatto che sia cresciuto spontaneamente non lo rende meno importante. Semmai dovrebbe renderlo più interessante: significa che la natura ha fatto gratuitamente qualcosa che oggi, nelle città, cercate faticosamente di ricostruire spendendo milioni. Ci dispiace che la nostra presenza possa essere considerata un problema. Soprattutto quando sentiamo parlare di «compensazioni». Perché un albero adulto non è un alberello appena piantato. Un bosco non è una somma di tronchi da sostituire uno a uno. E un ecosistema che si è formato in trent'anni non si trasferisce altrove con una delibera. Potete piantare cento alberi domani. Ma domani non avrete cento alberi come noi. Avrete cento alberi appena piantati. Noi, invece, siamo già grandi. Abbiamo radici, cavità, cortecce, foglie, funghi, insetti, nidi e vita intorno a noi. Abbiamo attraversato estati torride, temporali, siccità e inverni. Abbiamo fatto il nostro lavoro ogni giorno, senza chiedere nulla al Comune.

E non siamo nemmeno contro M5. Anzi, siamo abbastanza vecchi da aver capito che una città ha bisogno di trasporto pubblico, di servizi e di infrastrutture. La domanda è un'altra. Perché la necessità di M5 dovrebbe significare necessariamente la nostra distruzione? Lei ci dice che il progetto è stato approvato, finanziato, messo a gara. Che l'ubicazione del capolinea è nota da anni. Che modificarlo significherebbe rimettere in discussione un percorso lungo e complesso. Lo comprendiamo. Ma se una decisione presa ieri si dimostra oggi problematica, davvero l'unica possibilità è dire: «Ormai è troppo tardi»? Perché se fosse così, Sindaco, avremmo una strana idea della politica. La politica dovrebbe servire anche a correggere le proprie decisioni quando cambiano le conoscenze, le sensibilità e le condizioni. Altrimenti non sarebbe più scelta. Sarebbe soltanto inerzia amministrativa con un progetto già finanziato.

Lei parla giustamente delle molte opere pubbliche che Monza deve affrontare. Scuole, ospedale, servizi, aree dismesse, bonifiche. E proprio per questo ci permettiamo una domanda: non potrebbe essere questa l'occasione per dimostrare che una città può crescere senza considerare il verde come ciò che rimane dopo aver deciso tutto il resto?

Ci chiamate «compensazione». Noi preferiremmo essere chiamati conservazione. Ci dite che altrove si pianteranno nuovi alberi. Noi vi ricordiamo che, mentre cresceranno quelli nuovi, noi saremo già scomparsi. Ci dite che l'area è destinata da trent'anni a funzioni pubbliche. Noi vi facciamo notare una cosa curiosa: in questi trent'anni, mentre aspettavamo il futuro previsto dai documenti urbanistici, siamo diventati parte del presente della città. E forse questa è proprio la cosa che i progetti fanno più fatica a comprendere.

La natura non legge i cronoprogrammi. Cresce. Occupa gli spazi che trova. Si adatta. Crea vita. E qualche volta, dopo trent'anni, si accorge che gli uomini hanno finalmente deciso che quello spazio serve a qualcos'altro. 

Lei dice che ci sono momenti in cui le scelte devono essere affrontate. Siamo d'accordo. Ma esiste anche un'altra scelta: quella di fermarsi un momento davanti a ciò che si sta per perdere e chiedersi se non esista un modo diverso per raggiungere lo stesso obiettivo. Non chiediamo che Monza rinunci al futuro. Chiediamo che, nel progettare il futuro, non sia necessario distruggere ciò che il futuro stesso dovrebbe imparare a proteggere. Perché tra qualche anno qualcuno potrebbe anche inaugurare una nuova stazione, un parcheggio o un edificio pubblico. Ma nessuno inaugurerà il bosco che c'era prima. Noi non saremo più lì. E forse allora ci si accorgerà che non eravamo semplicemente «un'area verde». Eravamo già qualcosa. Eravamo un pezzo di città. Eravamo natura. Eravamo trent'anni di crescita. Eravamo casa per molti altri esseri viventi. 

E, soprattutto, eravamo una possibilità. La possibilità di lasciare in piedi ciò che non abbiamo creato noi e che non siamo più capaci di ricreare in tempi umani. Questa è la nostra risposta, Sindaco. Prima di abbatterci, almeno, ci guardi.

Noi, nel frattempo, continueremo a fare quello che facciamo da trent'anni. Crescere.

Miele, agricoltura bio e divertimento alla "Festa delle Api" di Ponte Lambro


Tutto pronto per la partenza della "Festa delle Api" che si terrà in questo weekend del 26 e 27 settembre presso Villa Guaita di Ponte Lambro (CO).
Molto intenso il programma della manifestazione dedicata al mondo delle api, dell'apicoltura e dell'agricoltura biologica, evento organizzato come sempre dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in sinergia con gli apicoltori del territorio e in collaborazione con il Comune di Ponte Lambro.
Gli orari della Festa sono: il sabato pomeriggio dalle ore 14:00 alle 21:00 e la domenica per tutta la giornata dalle ore 10 alle 19. 
In questi stessi orari si terrà il tradizionale mercato agricolo e artigiano a filiera corta, con la presenza dei produttori di miele,  degli agricoltori biologici e gli espositori dell'artigianato.
Sia sabato pomeriggio che per tutta la domenica, ci saranno giochi e laboratori per bambini a cura di varie associazioni: i Geppetti, il Tricheco, il Germoglio e Tic Tac.
Durante tutta la festa sarà possibile visitare gli alveari, con la guida degli apicoltori (sabato dalle ore 16 alle ore 18:30, mentre domenica dalle 11 alle 13 e poi dalle 14 alle 18). 


Numerosi i singoli eventi del sabato pomeriggio.  

  • Dopo l'inaugurazione della Festa (alle ore 15:00 presso il cortile di Villa Guaita), 
  • alle ore 16 si terrà una conferenza sull'importanza degli alberi, elementi essenziali del territorio e alleati della natura e della salute, a cura dell'agronomo Elia Galbusera;    
  • alle 17 un incontro dedicato all'idromele, la bevanda fermentata più antica del mondo, a cura di Cristian Missaglia.  
  • Sempre sabato, dalle ore 18:30 l'"Alberitivo", a cura dell'associazione Testa di rapa, con buon cibo biologico (pizza agricola e taglieri con prodotti locali) e musica dal vivo con i Rhythm and Sugar.

Altrettanto intenso il programma degli eventi della domenica.

  • Alle ore 10:30 una conferenza dal titolo "Cibo sano e cibo ultra processato, mangiamo consapevolmente e impariamo a leggere le etichette", a cura di Alessandra Borgo e Amalia Citterio.
  • Dalle ore 12 alle 15 sarà possibile pranzare con i prodotti dell'azienda agricola La Runa.
  • Nel pomeriggio alle 15 la conferenza dal titolo "Oltre l'alveare, alla scoperta del vero significato della parola 'ape'", a cura di Nicola Orempuller.
  • In contemporanea per i bambini alle ore 15 il laboratorio "Fantainsetti? No, api selvatiche", a cura di Mirabilia; 
  • sempre per i bambini alle ore 16 "Il Circo delle api, il mondo delle api tra narrazioni e altri circensi", con Sara Micol Natoli. 
  • Sempre alle 16 un workshop di costruzione dei 'Bee hotel'.
  • Alle 17, letture per bambini e adulti con il metodo kamishibai, a cura di Mirabilia.
  • In contemporanea, alle 17 la premiazione del concorso letterario 'Emily Dickinson'.
  • La Festa si concluderà all'insegna della buona musica: dalle 17 alle 19 il concerto di musica popolare dei Merendino's band.


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" invita tutti a partecipare a questa edizione (la 17^) della "Festa delle Api",  consigliando l'arrivo in treno alla stazione di Ponte Lambro, situata a poche decine di metri da Villa Guaita.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook https://www.facebook.com/festadelleapi.it/  e la pagina Instagram https://www.instagram.com/festadelleapi/ .