Le aree agricole non sono necessariamente spazi marginali dal punto di vista naturalistico. Campi coltivati, prati, filari alberati e piccole macchie di vegetazione possono costituire ambienti preziosi per la biodiversità, soprattutto quando si trovano in una posizione strategica tra aree naturali protette. È quanto emerge dalla ricerca sull'avifauna dell'area agricola compresa tra Solaro e Cesate, realizzata dal WWF Insubria e recentemente consegnata al Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. Un lavoro che documenta l'importanza di questo territorio per numerose specie di uccelli, sia durante le migrazioni sia nella fase riproduttiva.
Due anni di monitoraggio sul campo
L'indagine, curata da Edoardo Manfredini, vicepresidente del WWF OA Insubria e referente per l'area Groane, è stata condotta dal febbraio 2023 al febbraio 2025 ed è tuttora in corso. Si tratta del primo monitoraggio standardizzato dell'avifauna in quest'area. Le osservazioni sono state effettuate lungo percorsi prestabiliti e attraverso punti di ascolto, consentendo di raccogliere dati sulla presenza delle diverse specie e sulle loro modalità di utilizzo degli ambienti agricoli. Tra gli uccelli rilevati figurano diverse specie di interesse conservazionistico, tra cui l'averla piccola, l'allodola, il saltimpalo e la cutrettola. I dati confermano anche la presenza di specie nidificanti. L'averla piccola è stata rilevata con una coppia nell'area agricola e un'altra nella zona di pre-parco, mentre per l'allodola sono state stimate circa due coppie nidificanti. La cutrettola, invece, utilizza soprattutto questi ambienti durante la migrazione primaverile.
Un tassello della rete ecologica del Nord-Ovest
Il valore dell'area non dipende soltanto dalla presenza di specie rare o di particolare interesse. È soprattutto la varietà degli ambienti a renderla importante. Campi coltivati a mais, soia e frumento, prati da sfalcio, orti, filari e fasce alberate compongono un mosaico di habitat differenti, che offre possibilità di alimentazione, rifugio e riproduzione a numerose specie. L'area svolge inoltre una funzione di stop-over, ovvero di luogo di sosta durante le migrazioni. Gli uccelli possono fermarsi per alimentarsi e recuperare le energie necessarie a proseguire il viaggio. La sua collocazione è altrettanto significativa: inserita nella Cerniera verde del Nord-Ovest, contribuisce al collegamento ecologico tra la Pineta di Cesate e il PLIS del Lura. È un aspetto da non sottovalutare. La continuità degli spazi verdi e la presenza di ambienti diversificati rappresentano condizioni importanti per la conservazione della biodiversità, soprattutto in un territorio densamente urbanizzato e attraversato da infrastrutture.
La prima nidificazione accertata della cutrettola capocenerino
Alla ricerca sul monitoraggio si affianca un secondo contributo di Edoardo Manfredini, dedicato a un'osservazione di particolare interesse: la prima nidificazione accertata della cutrettola capocenerino (Motacilla flava cinereocapilla) nel Parco regionale delle Groane e della Brughiera Briantea. L'episodio risale al 5 e 6 giugno 2022, proprio nell'area agricola di Solaro. Durante il primo sopralluogo erano stati osservati due esemplari in atteggiamento territoriale. Il giorno successivo, un'osservazione più approfondita ha permesso di documentare comportamenti inequivocabili di cura della prole: un adulto richiamava l'attenzione, mentre l'altro trasportava cibo a un giovane nascosto nella vegetazione ai margini di un campo di mais.
La cutrettola capocenerino è un piccolo uccello migratore della famiglia dei Motacillidi, che in Lombardia frequenta soprattutto gli ambienti agricoli di pianura. Le sue popolazioni regionali registrano un moderato ma significativo declino. La documentazione di questa nidificazione assume quindi un valore particolare: non si tratta soltanto di una presenza occasionale durante il passaggio migratorio, ma della conferma che l'area offre condizioni adatte anche alla riproduzione.
Le pressioni e la necessità di tutelare questi ambienti
Il monitoraggio non si limita a registrare le presenze faunistiche, ma segnala anche alcune criticità. Tra queste, il WWF evidenzia la frequente presenza di cani lasciati liberi, soprattutto lungo alcuni percorsi. Un elemento che richiama l'attenzione sulla necessità di una fruizione compatibile con le esigenze della fauna selvatica, in particolare nei periodi della riproduzione. La conclusione della ricerca è chiara: le campagne tra Solaro e Cesate possiedono un valore ecologico significativo e meritano interventi di tutela e conservazione.
Mantenere la varietà degli ambienti agricoli e seminaturali, preservare i prati e le fasce alberate, evitare la frammentazione degli spazi aperti e garantire la continuità dei collegamenti ecologici sono condizioni essenziali per conservare questa ricchezza. La ricerca del WWF offre dunque un contributo conoscitivo importante per il Parco e per le amministrazioni locali. I dati raccolti dovrebbero diventare un riferimento nelle scelte di gestione del territorio: non soltanto per proteggere le singole specie, ma per riconoscere il valore complessivo di un paesaggio agricolo che svolge una funzione ecologica ben più ampia dei suoi confini. In un territorio dove la pressione urbanistica e infrastrutturale continua a ridurre e frammentare gli spazi aperti, anche le campagne coltivate possono rappresentare una risorsa da difendere. La biodiversità, infatti, non si conserva soltanto all'interno dei boschi e delle aree protette, ma anche attraverso la tutela delle connessioni e degli ambienti che le mettono in relazione.
Fonte immagini e informazioni: Parco regionale delle Groane e della Brughiera Briantea, comunicato sulla ricerca del WWF Insubria sull'avifauna dell'area agricola di Solaro e Cesate e sul contributo relativo alla prima nidificazione accertata della cutrettola capocenerino nel Parco. Studi a cura di Edoardo Manfredini, WWF OA Insubria.











