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giovedì 17 settembre 2026

Il sentiero Meda-Montorfano, un cammino tra natura e storia che guarda verso la Svizzera

A Mariano Comense una serata dedicata al percorso che collega Milano e Como attraverso boschi e aree naturali. L’appuntamento mercoledì 23 settembre 2026 in Sala Civica, in vista della camminata del 4 ottobre


Il sentiero Meda-Montorfano, storico percorso conosciuto come ME-MO, sarà al centro di una serata dedicata alla sua storia, al suo valore naturalistico e alle prospettive future. L’appuntamento è per mercoledì 23 settembre 2026, alle 21, nella Sala Civica di Mariano Comense, in piazza Roma 52, con partecipazione aperta a tutti fino a esaurimento dei posti.

La serata, dal titolo «Il sentiero Meda-Montorfano: tratto di un cammino importante che, attraverso boschi e aree naturali, collega Milano e Como fino ai Parchi della Svizzera», è organizzata dal Comitato Parco regionale Groane-Brughiera, insieme al Cai Meda, sezione Franco Fusetti, e alla S.E.M. Meda, con il patrocinio della Città di Mariano Comense e del nostro Parco regionale delle Groane e della Brughiera Briantea, con il Servizio di vigilanza ecologica.

L’incontro rappresenta anche un momento di preparazione alla camminata da Montorfano a Meda in programma domenica 4 ottobre, occasione per riscoprire sul campo un itinerario che attraversa boschi e aree naturali e che si inserisce in un cammino più ampio tra Milano, Como e i Parchi della Svizzera.

A intervenire saranno rappresentanti di enti e associazioni impegnati nella salvaguardia e nella promozione del sentiero. Tiziano Grassi, presidente del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera APS-ETS, presenterà i sentieri ME-MO e il progetto del cammino Milano-Como-Svizzera. A seguire, Giuseppe «Nuccio» Confalonieri del Cai Meda ripercorrerà la storia e l’evoluzione del sentiero Meda-Montorfano.

Un altro tema centrale sarà quello della Cascina Mordina, recentemente ristrutturata. Loredana Testini, assessore all’Ambiente del Comune di Mariano Comense, illustrerà il ruolo che la struttura potrà avere nel futuro del sentiero Meda-Montorfano.

L’appuntamento vuole così mettere insieme memoria, tutela del territorio e prospettive di valorizzazione di un percorso che rappresenta un collegamento importante tra i territori della Brianza e del Comasco, all’interno di una rete di itinerari che guarda anche oltre i confini regionali.

La partecipazione alla serata è libera e aperta a tutti, fino a esaurimento dei posti.

Per informazioni: Tiziano 331 227 1052, oppure informazioni@comitatoparcobrughiera.it

mercoledì 10 giugno 2026

Le Brianze raccontate e camminate: alla scoperta di San Pietro al Monte


Domenica 21 giugno 2026 torna un nuovo appuntamento con “Le Brianze raccontate e camminate”, l’iniziativa promossa da Arci Macherio che unisce escursionismo, cultura e scoperta del territorio. La proposta è una suggestiva attraversata da Civate a Suello, con salita allo straordinario complesso romanico di San Pietro al Monte, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della Brianza.

L’escursione, pur non presentando particolari difficoltà tecniche, è rivolta a partecipanti allenati e in buone condizioni fisiche. Il percorso prevede infatti un dislivello complessivo di circa 435 metri in salita e 450 metri in discesa, lungo sentieri di montagna semplici ma continui.

Il ritrovo è fissato alle ore 9:00 a Civate, da dove il gruppo partirà attraversando il suggestivo Orrido del Toscio, un angolo poco conosciuto ma di grande fascino naturalistico. Dopo il guado del torrente, il cammino proseguirà lungo gli antichi sentieri della verde Valle dell’Oro, fino a imboccare una facile strada di montagna che conduce al Dosso della Guardia e quindi al pianoro di San Pietro al Monte.

Qui, immersi in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, i partecipanti potranno sostare per il pranzo al sacco nei pressi dell’ex abbazia benedettina, approfittando anche della presenza di una sorgente di acqua potabile.

Nel primo pomeriggio, alle ore 14:00, è prevista la visita guidata alla basilica di San Pietro e all’oratorio di San Benedetto, a cura dei volontari dell’associazione Amici di San Pietro al Monte. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino uno dei più importanti complessi romanici della Lombardia, candidato a diventare patrimonio UNESCO.

Il rientro avverrà lungo lo stesso percorso fino alla località Oro, per poi proseguire su facili carrarecce a mezza costa, seguendo idealmente il tracciato dell’antica via romana che collegava Como ad Aquileia. Il cammino offrirà ampi scorci sui laghi e sui colli briantei, fino all’arrivo a Suello previsto intorno alle 17:45, dove ad attendere i partecipanti ci sarà un aperitivo conclusivo.

Durante tutta l’escursione, i partecipanti saranno accompagnati da esperti della sezione di Macherio del Club Alpino Italiano, che garantiranno supporto e sicurezza lungo il percorso.

L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati - 30 persone). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo di aperitivo finale.

  • Ritrovo ore 9.00 presso il parcheggio pubblico P3 di via Francesco Broggi, Civate.
  • Termine escursione ore 17.45 circa a Suello presso il parco giochi di via Don Mario Casati.

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Organizzazione: ARCI Macherio
In collaborazione con: CAI Sezione di Macherio

venerdì 12 dicembre 2025

Giornata della Montagna: il CAI Calco sceglie il San Primo, simbolo dell’ambiente da salvaguardare


In occasione della Giornata Internazionale della Montagna 2025, il CAI – Sezione di Calco ha scelto il Monte San Primo, vetta più alta del Triangolo Lariano con i suoi 1686 metri, per una camminata dal forte valore simbolico. L’iniziativa, svoltasi ieri 11 dicembre, è stata pensata come un momento di riflessione condivisa sulla crescente fragilità degli ecosistemi montani.


Il tema indicato dalla FAO per l’edizione di quest’anno, Glaciers matter for water, food and livelihoods in mountains and beyond, ha posto l’accento sul rapido arretramento dei ghiacciai e sulle ripercussioni della crisi climatica. Un contesto che, secondo il CAI Calco, richiede una frequentazione più consapevole delle montagne e politiche efficaci per la tutela degli ambienti d’alta quota.


Negli ultimi anni il Monte San Primo è finito al centro del dibattito pubblico per via di progetti turistici considerati poco sostenibili. Proprio per questo è diventato un simbolo della necessità di preservare l’autenticità dei territori alpini, riconoscendone il valore ambientale, paesaggistico e culturale.


L’escursione, guidata da un’operatrice TAM (Tutela Ambiente Montano) della Sezione, ha coinvolto soci e cittadini in un clima di partecipazione e responsabilità. Un gesto semplice ma significativo, volto a ricordare che la montagna è un patrimonio comune che richiede impegno e attenzione quotidiani. Come ribadiscono i promotori, proteggerla oggi è più urgente che mai.

sabato 8 novembre 2025

Un filo verde tra Meda e Montorfano: nasce il sentiero della Valle del Seveso


Sabato 22 novembre 2025, alle ore 10, presso la Sala Civica di Fino Mornasco – Cascina “Emanuela Loi”, si terrà un incontro “istituzionale” dedicato alla presentazione di una proposta che promette di dare nuova vita al territorio della Valle del Seveso. L’iniziativa, promossa dalla Società Escursionisti Medesi (SEM), dal CAI – Sezione di Meda e dal Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, intende istituire un nuovo sentiero escursionistico che collegherà Meda a Montorfano, attraversando un’area ricca di ambienti naturali, corsi d’acqua, luoghi storici e comunità locali.


Il tracciato proposto si snoda a ovest di Cantù, toccando diversi comuni delle province di Monza Brianza e Como, e rappresenta un vero e proprio itinerario di connessione tra paesaggi e culture locali. Negli ultimi anni, il gruppo promotore ha già condotto numerose escursioni lungo il percorso, raccogliendo osservazioni, suggerimenti e aggiornando la mappatura del sentiero.
Il progetto, che si può già esplorare tramite mappa interattiva e QR Code geo-referenziato, prevede anche la futura realizzazione di una mappa cartacea dedicata.


L’incontro di novembre è stato organizzato come un momento di confronto aperto e partecipato tra le associazioni ambientaliste, escursionistiche e sociali del territorio. Tra i soggetti invitati figurano realtà di rilievo come Legambiente, LIPU, WWF, FIAB Como BiciAmo, CAI Cantù, Green Station, Fridays For Future di Como e Cantù, oltre a numerosi circoli culturali e cooperative locali.
L’obiettivo è costruire un percorso condiviso che metta in dialogo le organizzazioni civiche con gli enti istituzionali e i comuni attraversati dal tracciato, favorendo così una pianificazione territoriale attenta all’ambiente e alla fruizione sostenibile.

La proposta del sentiero Meda–Montorfano non è un’iniziativa isolata, ma il frutto di anni di lavoro, cammini e ascolto delle comunità locali. Come sottolineato dagli organizzatori, si tratta di un progetto capace di valorizzare la biodiversità, i paesaggi rurali e i beni storico-culturali disseminati lungo la valle del Seveso, rafforzando allo stesso tempo il legame tra le persone e il territorio.

La giornata del 22 novembre sarà dunque un’occasione importante per discutere del futuro del sentiero e per avviare una collaborazione stabile tra tutti i soggetti interessati alla tutela e alla promozione del territorio.
Chi desidera saperne di più può consultare il sito ufficiale del progetto: sentieromedamontorfano.it o esplorare la mappa del tracciato su Google Maps

lunedì 13 ottobre 2025

Grande successo per la 37ª Camminata Meda–Montorfano: solidarietà e natura protagoniste


Nonostante le difficoltà causate dall’alluvione del 22 settembre, la 37ª edizione della tradizionale Camminata Meda–Montorfano (ME–MO) si è svolta con grande partecipazione e successo. Domenica 12 ottobre, circa 250 camminatori hanno preso parte alla manifestazione organizzata da CAI, SEM e Comitato Parco Brughiera, con il supporto del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea.



La maggior parte dei partecipanti è partita alle ore 8:00 da piazza Vittorio Veneto a Meda, mentre altri si sono uniti lungo il percorso, attraversando i comuni toccati dal sentiero ME–MO.
Quest’anno l’evento ha assunto un significato particolare: il nubifragio del 22 settembre ha colpito duramente le comunità di Meda, Cabiate, Mariano Comense, Carugo, Cantù e altri centri limitrofi, danneggiando anche i boschi e i 25 chilometri di sentiero. Grazie al lavoro intenso dei volontari e alla collaborazione con il Parco Regionale, il tracciato è stato messo in sicurezza in tempo per l’appuntamento.


Grande entusiasmo anche per la tradizionale “spaghettata” di benarrivato al Lago di Montorfano, dove si sono raccolte offerte record, superiori a quelle di qualsiasi altra edizione. L’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Besana, casa di cura per anziani di Meda gravemente colpita dall’alluvione.

Tiziano Grassi, presidente del Comitato per il Parco Groane–Brughiera, ha espresso profonda soddisfazione per la riuscita della manifestazione: “Nonostante le difficoltà, la risposta dei partecipanti e dei volontari è stata straordinaria. Questo evento dimostra la forza della comunità e l’amore per il nostro territorio”.


L’appuntamento è già fissato per la 38ª edizione, in programma ottobre 2026, che vedrà il percorso invertito: partenza da Montorfano e arrivo in piazza Vittorio Veneto a Meda.

venerdì 26 settembre 2025

37^ Camminata Meda–Montorfano: appuntamento spostato al 12 ottobre


‼️ ATTENZIONE ‼️

La camminata Meda–Montorfano è stata RINVIATA a domenica 12 ottobre 2025


A causa dei gravi eventi legati all’esondazione del torrente Terrò/Tarò/Certesa, che hanno colpito in particolare i Comuni di Meda e Cabiate, ma anche Mariano Comense, Carugo, Cantù e altre località del Comasco, e che hanno reso impraticabili i sentieri della Brughiera, gli organizzatori – CAI Meda, SEM Meda (Società Escursionisti Medesi) e Comitato Parco Regionale Groane–Brughiera – hanno deciso di posticipare l’iniziativa.

👉 È necessario iscriversi nuovamente alla camminata e, se interessati, prenotare anche il posto sul pullman gratuito per il rientro da Montorfano a Meda: nuova iscrizione Camminata Me-Mo 12/10/2025  

Chi aveva già prenotato per il 5 ottobre ha ricevuto una mail di annullamento. Per confermare la partecipazione alla nuova data è indispensabile rifare l’iscrizione tramite il nuovo link.

giovedì 18 settembre 2025

37° Camminata Meda-Montorfano: un appuntamento imperdibile con la natura

‼️ ATTENZIONE ‼️

La camminata Meda–Montorfano è stata RINVIATA a domenica 12 ottobre 2025

👉 È necessario iscriversi nuovamente alla camminata e, se interessati, prenotare anche il posto sul pullman gratuito per il rientro da Montorfano a Meda: nuova iscrizione Camminata Me-Mo 12/10/2025




Il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, insieme al CAI di Meda e alla SEM, annuncia il ritorno di uno degli appuntamenti più attesi dagli escursionisti lombardi: la Camminata Meda-Montorfano, in programma per domenica 5 12 ottobre 2025 (con eventuale recupero il 12 ottobre in caso di maltempo).

Si tratta di un evento che celebra il territorio della Brughiera e il suo prezioso corridoio verde, collegando la città di Meda al Lago di Montorfano con un percorso impegnativo ma affascinante.

Il ritrovo è fissato per le ore 7:30/7:45 in piazza Vittorio Veneto a Meda (MB). La partenza ufficiale della camminata avverrà alle ore 8:00. L’itinerario, lungo 25 km e accuratamente segnalato, si snoda attraverso sentieri naturalistici e richiede un buon livello di allenamento, essendo destinato a escursionisti esperti.

L’arrivo al Lido di Montorfano (CO) è previsto tra le ore 13:00 e le ore 14:00. Ad attendere i partecipanti, un pranzo conviviale a base di spaghetti all’amatriciana, preparati al momento dai volontari. Il ristoro sarà plastic-free, con stoviglie compostabili, e i partecipanti sono invitati a portare con sé borracce, piatti e posate riutilizzabili per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Il rientro potrà avvenire in autonomia, con mezzi pubblici o tramite i pullman messi a disposizione gratuitamente dal Comune di Meda, con partenze alle ore 14:30 e 15:30.

Iscrizioni e prenotazioni
La partecipazione è a numero chiuso e prevede l’obbligo di prenotazione online al link https://bit.ly/ME-MO-ottobre-2025 o tramite QRCode



Le iscrizioni apriranno sabato 20 settembre 2025 alle ore 00:00.

Con l’iscrizione è possibile prenotare:

  • la partecipazione alla camminata con pranzo incluso;
  • il servizio di rientro in pullman.

Poiché i posti sono limitati, gli organizzatori invitano a registrarsi il prima possibile.

Per tutta la durata dell’escursione, un’autovettura di supporto seguirà i camminatori, garantendo sicurezza negli attraversamenti stradali e assistenza in caso di emergenza.
In caso di necessità, sarà possibile contattare:

  • Nuccio (CAI Meda) – 328 984 5688
  • Tiziano (Comitato Parco Brughiera) – 331 227 1052

La Camminata Meda-Montorfano non è solo un evento sportivo, ma anche un’occasione per valorizzare il territorio e sensibilizzare al rispetto della natura. Gli organizzatori ricordano che il luogo di ritrovo è facilmente raggiungibile con i treni FNM della linea Milano-Seveso-Asso, favorendo così una mobilità più sostenibile.

Durante il pranzo sarà distribuita la nuova mappa del Sentiero ME-MO e la maglietta ufficiale dell’edizione 2025, con disegno originale di Luca Calissi e grafica di Renata Barzaghi, oltre ad altri materiali promozionali legati alla Brughiera.

L’iniziativa avrà anche una finalità solidale: le offerte libere raccolte durante la giornata saranno devolute all’Associazione medese L’Abbraccio ONLUS.

Grazie alla collaborazione della famiglia Barbavara - Merry Del Val, che ha concesso la splendida location del Lido di Montorfano, e alla disponibilità del gestore Alan, la giornata si preannuncia ricca di emozioni e condivisione.

Tutte le info sul Sentiero le trovate sul sito sentieromedamontorfano.it | Mail info@sentieromedamontorfano.it

lunedì 26 maggio 2025

A Magreglio si è ribadito il 'no' all'assurdo progetto del Monte San Primo!


Molto interesse all'incontro pubblico dal titolo "Quale futuro per il Monte San Primo?", tenutosi lo scorso venerdì 23 maggio presso la sala conferenze del Museo del ciclismo del Ghisallo di Magreglio.

L’evento, promosso e organizzato dal Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’, aveva lo scopo di promuovere il dibattito sulla realizzazione di nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale al San Primo e di incoraggiare l'apertura di un tavolo di confronto con le Istituzioni interessate, che è stato più volte sollecitato dal Coordinamento e che, finora, ha non ha avuto alcun riscontro.

Moderata dalla giornalista de "Linkiesta" Emma Besseghini, la serata ha visto i portavoce del Coordinamento presentare al pubblico gli ultimi aggiornamenti del progetto "OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor", finanziato con oltre 5 milioni di euro di soldi pubblici, ed illustrare le contro-proposte elaborate dal sodalizio.

Sono intervenuti a nome del Coordinamento:

Roberto Fumagalli (Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”) ha presentato il 'rinnovato' progetto - approvato lo scorso gennaio dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio - che prevede la sistemazione di 3 piste da sci con innevamento artificiale, 3 tapis roulant, un laghetto artificiale; tutte opere che avranno un forte impatto ambientale, incluso quello conseguente alla costruzione di nuovi parcheggi che determinerà consumo di suolo e il taglio di un bosco di pregio.

Nunzia Rondanini (architetto e membro attivo del Coordinamento) ha illustrato le contro-proposte elaborate dal sodalizio, tra cui: interventi di manutenzione dei boschi, dei pascoli e dei sentieri esistenti; indicazioni in materia di sviluppo economico e mobilità sostenibili.  

Massimo Lozzi (CAI Como) ha presentato una precisa analisi - utilizzando alcuni dati della vicina Svizzera - relativa all'andamento del clima e delle temperature negli ultimi decenni, dati che dimostrano l'assurdità di realizzare impianti sciistici a quote inferiori ai 2 mila metri di altitudine.

Roberto Cerati (Gruppo Naturalistico della Brianza) ha contestualizzato il concetto relativo all'andamento delle temperature nell'area del San Primo, sottolineando che il progetto è proprio carente di dati puntuali, visto che la stazione meteo - di proprietà della stessa Comunità Montana e ubicata presso l'Alpe Borgo -, è ferma da alcuni anni!

E' infine intervenuto Danilo Donadoni (CAI-Tam Bergamo), a nome del Comitato civico contrario al dissennato progetto del comprensorio sciistico “Colere-Lizzola”, un anacronistico piano di collegamento dei due comprensori, che mette in grave rischio la Val Sedornia e la Val Conchetta: due aree selvagge e non ancora antropizzate delle Orobie bergamasche.


Non sono poi mancati gli interventi da parte del pubblico, tesi a sottolineare l'assurdità del progetto e il fatto che il territorio del Monte San Primo avrebbe sicuramente bisogno di altri interventi, a salvaguardia della naturalità dei luoghi.

Una serata ricca di contenuti e di coinvolgimento, dunque, che ha lasciato il segno e che conferma l’importanza di continuare a portare avanti la vertenza contro il dissennato progetto del San Primo. Che non è soltanto un'iniziativa a difesa della montagna lariana, bensì rappresenta un’azione civica e politica (nel senso più alto del termine), che è emblematica per tutte le nostre montagne, sottoposte a progetti illogici e impattanti, siano essi turistici o meno.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web del Coordinamento alla pagina https://bellagiosanprimo.com/

martedì 20 maggio 2025

A Magreglio si discute il futuro del Monte San Primo: incontro pubblico il 23 maggio


Il futuro del Monte San Primo sarà al centro dell’incontro pubblico organizzato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", in programma venerdì 23 maggio alle ore 20:45 presso la sala conferenze del Museo del Ghisallo, via Gino Bartali 4, a Magreglio (CO). L’evento, aperto alla cittadinanza, nasce con l’intento di informare e coinvolgere il territorio sul controverso progetto di rilancio turistico dell’area montana situata nel comune di Bellagio.

Il progetto, denominato "OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor", è stato parzialmente rivisto nel gennaio scorso dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio. Nonostante le modifiche, rimane confermato l’investimento di circa 2 milioni di euro per interventi legati allo sci, su un totale di oltre 5 milioni di fondi pubblici. Tra le opere previste vi sono la sistemazione delle piste baby, l’installazione di tre tapis roulant, la realizzazione di un laghetto artificiale per l’innevamento e l’adeguamento dei parcheggi, con una spesa aggiuntiva di circa 300 mila euro.

Il Coordinamento, che raccoglie l’adesione di ben 37 associazioni locali e nazionali, esprime forti perplessità sul progetto, in particolare sulla parte riguardante l’innevamento artificiale. Secondo i promotori dell’incontro, l’intervento non tiene conto degli effetti della crisi climatica, che da anni causa un costante aumento delle temperature invernali e una progressiva diminuzione delle nevicate, rendendo sempre più incerto l’utilizzo turistico legato allo sci.

Durante la serata saranno inoltre presentate le contro-proposte del Coordinamento, che si basano su un approccio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente: interventi di manutenzione dei boschi, dei pascoli e della rete sentieristica esistente, oltre a proposte per uno sviluppo economico e una mobilità coerenti con i principi della sostenibilità.

A intervenire saranno Roberto Fumagalli (Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”), Roberto Cerati (Gruppo Naturalistico della Brianza), l’architetta Nunzia Rondanini, Massimo Lozzi (CAI Como) e Danilo Donadoni (CAI-Tam Bergamo). A moderare l’incontro sarà la giornalista Emma Besseghini, collaboratrice di Linkiesta e del collettivo FuoriFuoco.

Sono stati invitati a partecipare anche il presidente della Comunità Montana - nonché sindaco di Magreglio - e tutti i primi cittadini del Triangolo Lariano.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del Coordinamento all’indirizzo: https://bellagiosanprimo.com

lunedì 12 maggio 2025

Alla scoperta della "Tuetera" e dell’Orrido di Inverigo: un’escursione guidata tra natura e storia


Domenica 18 maggio, il Comune di Inverigo organizza un’escursione alla scoperta della "Tuetera" e dell’Orrido di Inverigo, un’area protetta riconosciuta come Geosito Lombardo. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Parco Regionale Valle del Lambro e in collaborazione con la sezione locale del Club Alpino Italiano (CAI).

L’evento è dedicato alla valorizzazione di un suggestivo ambiente naturale, celebre per le sue “sorgenti pietrificanti”, dove acque limpide depositano calcare formando travertino. A pochi passi dal sito, i partecipanti potranno ammirare anche l’Oratorio di Sant’Andrea al Navello, una chiesa rurale risalente al XVI secolo, ornata da affreschi dell’epoca.

Per partecipare è necessario essere muniti di scarpe adatte, poiché il percorso si snoda lungo sentieri interni. L’iscrizione è obbligatoria tramite la piattaforma EventBrite (comunediinverigo.eventbrite.com) e l’accesso è consentito fino a esaurimento posti nei seguenti orari: 9.00, 10.15 e 11.30.

La durata dei primi due turni è di 120 minuti, mentre il terzo turno, della durata di 90 minuti, non prevede il passaggio per l’Orrido. Il punto di ritrovo è all’ingresso dell’area, in via Monte Barro, presso la scuola media Filippo Meda.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 031.3594239 o scrivere all’indirizzo email biblioteca@comune.inverigo.co.it

venerdì 11 aprile 2025

Neve sempre più rara, ma si punta ancora sugli sci: il caso del Monte San Primo


Il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” ha recentemente inviato alla Regione Lombardia una serie di osservazioni critiche in merito alla proposta di istituire una nuova area sciabile sul Monte San Primo, in località San Primo, nel comune di Bellagio. Il progetto, promosso dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e dallo stesso Comune di Bellagio, prevede la realizzazione di nuovi impianti sciistici e l’utilizzo di innevamento artificiale, ma solleva non poche perplessità da parte delle associazioni ambientaliste.

Secondo quanto stabilito dalla normativa regionale, la nuova pista – per essere autorizzata – dovrà essere inserita nell’elenco ufficiale delle piste da sci alpino, previa valutazione da parte di un Comitato Tecnico e nel rispetto della pianificazione urbanistica e paesaggistica. Tuttavia, il Coordinamento sottolinea che l’area individuata si trova al di sotto dei 1.200 metri di altitudine, una quota che rende l’innevamento naturale sempre più incerto a causa del cambiamento climatico.

I precedenti impianti sul Monte San Primo, infatti, sono stati progressivamente abbandonati fin dagli inizi degli anni 2000 per mancanza di neve, fino alla loro chiusura definitiva nel 2018. Le ragioni principali? La scarsa convenienza economica dovuta alle poche precipitazioni nevose e l’innalzamento costante della linea della neve, un fenomeno ormai documentato anche nei documenti ufficiali della Regione Lombardia. Lo stesso “Documento di azione regionale per l’adattamento al cambiamento climatico” invita a valutare attentamente la sostenibilità economica delle aree sciistiche e a prestare attenzione all’affidabilità dell’innevamento.


Un elemento paradossale emerso nelle osservazioni è che gli stessi promotori del progetto, nella relazione aggiornata a gennaio 2025, ammettono il drastico calo delle precipitazioni nevose invernali negli ultimi decenni e dichiarano l’intenzione di puntare su una riqualificazione turistica a tutto tondo, includendo anche il periodo estivo.

Il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” ha inoltre segnalato che nella zona oggetto del progetto, negli ultimi anni, le nevicate si sono dimostrate saltuarie e di breve durata, con accumuli massimi di circa 20 cm che spesso si sono sciolti in pochi giorni a causa delle temperature elevate. In questo contesto, anche l’innevamento artificiale rischierebbe di risultare inefficace, non riuscendo a garantire l’apertura continuativa della pista per almeno 30 giorni durante la stagione sciistica.

Da qui la richiesta, inviata formalmente alla Regione Lombardia, di una dettagliata valutazione di sostenibilità economica del progetto sciistico, che – secondo il Coordinamento – non è mai stata effettuata dalle autorità promotrici.


Le osservazioni critiche sono state firmate da rappresentanti di importanti realtà ambientaliste regionali:

  • Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
  • Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza
  • Costanza Panella, della direzione di Legambiente Lombardia
  • Gianni Del Pero, presidente delegato WWF Lombardia
  • Emilio Aldeghi, presidente del CAI Lombardia

Per ulteriori informazioni o per aderire alle iniziative del Coordinamento, è possibile visitare il sito bellagiosanprimo.com o scrivere a info@bellagiosanprimo.com.

martedì 25 febbraio 2025

Presentazione della guida escursionistica “A piedi intorno al Lago di Como”


Si terrà sabato 1 marzo 2025 alle 17  presso la Biblioteca comunale di Erba, la presentazione della guida escursionistica “A piedi intorno al Lago di Como” (Iter Edizioni), alla presenza dell’autore Massimo Lozzi.

L’incontro è realizzato in collaborazione con alcuni sodalizi del territorio: Cai di Erba, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, associazione Testa di Rapa, associazione Territori – Natura Arte Cultura.

La guida raccoglie 45 passeggiate, escursioni e trekking alla scoperta della natura. Gli itinerari proposti si snodano lungo tutti i 180 km del perimetro del Lario: sponda Occidentale, Triangolo lariano, sponda orientale e le Grigne. Sono percorsi di diversa difficoltà e lunghezza, scelti per il loro interesse escursionistico e paesaggistico, verificati con attenzione, descritti con cura e precisione con riferimenti storici, naturalistici e paesaggistici.

Ma “a piedi” non si riferisce solo alla modalità con cui percorriamo i sentieri, ma anche alla possibilità di raggiungere i punti di partenza senza auto. Qui l’autore ha volutamente privilegiato percorsi con punti di partenza facilmente accessibili anche con i mezzi pubblici.

L’incontro del 1 marzo vuole anche essere un’occasione per riflettere sulle modalità di fruizione dell’ambiente montano per affermare un modello che privilegia e incentiva il turismo sostenibile, finalizzato prevalentemente alla «esplorazione» intesa come osservazione ed immersione nella natura in contatto con la cultura e le tradizioni locali.

Come detto, l’appuntamento è per sabato 1 marzo alle 17,00  presso la sala mostre della Biblioteca comunale di Erba in Via Joriati 6.

domenica 9 febbraio 2025

Proposte per la gestione del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone: l’appello di nove associazioni


Nove associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera ai Sindaci della Comunità del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone per esprimere preoccupazione riguardo alla possibile riduzione degli elementi di tutela del territorio e degli ecosistemi. Il documento, accompagnato dalla petizione popolare "Parco e nomine: dalla parte dell'Ambiente", propone una serie di misure per garantire la conservazione del Parco nel periodo 2024-2029.

Le associazioni firmatarie sottolineano la necessità di rafforzare la tutela del territorio protetto e propongono una serie di azioni concrete:

Territorio protetto

  • Evitare qualsiasi riduzione del perimetro del Parco e incrementare i livelli di tutela, contrastando il consumo di suolo e la perdita di aree verdi, specialmente nei territori di recente inserimento.
  • Impedire nuove edificazioni stabili legate alle attività agricole e ricettive che comportino occupazione di suolo verde.
  • Ridefinire le regole per l’installazione di impianti per energie rinnovabili sui tetti degli edifici, limitando i vincoli solo agli edifici di valore storico o monumentale.
  • Opporsi alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra e agri-voltaici all’interno delle aree protette.
  • Proteggere le aree boscate, consentendo interventi solo per miglioramento qualitativo, prevenzione incendi e contrasto alle specie invasive.
  • Limitare il traffico autoveicolare nella Valle del Curone, favorendo l’uso dei parcheggi ferroviari e definendo chiaramente le aree di sosta.
  • Regolamentare, e in alcuni casi vietare, il transito di biciclette ed e-bike sui sentieri di maggiore valore naturalistico, intensificando i controlli.
  • Collaborare con enti pubblici e privati per il recupero di aree dismesse nel Parco, come i siti RDB (Lomagna), Fornace (La Valletta Brianza) e Bomar (Olgiate Molgora).

Agricoltura

  • Sostenere lo sviluppo agricolo solo se basato su pratiche sostenibili.
  • Contrastare l’abuso delle serre per motivi ambientali, paesaggistici e idraulici.

Turismo

  • Favorire una distribuzione più equa dei visitatori per evitare sovraffollamento, promuovendo itinerari sostenibili accessibili senza mezzi motorizzati.
  • Limitare le grandi manifestazioni sportive e amatoriali, selezionando solo quelle compatibili con la tutela del Parco.

Educazione ambientale

  • Proseguire le attività educative per le scuole, incentivando progetti nel comune di appartenenza per rafforzare il legame con il territorio.
  • Potenziare i programmi di educazione ambientale per i cittadini.
  • Promuovere la fruizione inclusiva con iniziative a sostegno delle persone con disabilità.

Le associazioni chiedono che queste proposte vengano discusse e approvate dalla Comunità del Parco per assicurare la continuità nella protezione e nella gestione dell’area. L’iniziativa è sostenuta da numerosi cittadini che hanno già firmato la petizione online.

L’appello è stato sottoscritto da:
Associazione Monte di Brianza, CROS Varenna, AVAIB, Legambiente Lecco, CAI di Calco, Legambiente Meratese, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", WWF Lecco, LIPU Lecco

sabato 8 febbraio 2025

Monte San Primo: gli impatti ambientali del progetto turistico


Il progetto per il rilancio turistico della località San Primo, situata nel territorio di Bellagio, continua a suscitare forti preoccupazioni tra le associazioni ambientaliste. Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" ha approfondito gli impatti delle opere previste, evidenziando come alcune di esse potrebbero avere conseguenze significative sull'ecosistema montano. In particolare, gli interventi legati agli impianti sciistici, all'innevamento artificiale e alla creazione di nuovi parcheggi vengono ritenuti altamente dannosi per il territorio.

Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", sottolinea come le dichiarazioni delle istituzioni locali in merito all'assenza di consumo di suolo siano in contrasto con le evidenze emerse dall'analisi del progetto. Secondo le verifiche effettuate, gli sbancamenti necessari per le nuove piste da sci, la realizzazione di parcheggi e la costruzione di strutture di servizio comporteranno una significativa alterazione del territorio.


"Solo per la realizzazione del nuovo mega parcheggio da 100 posti auto, verrà deturpata una vasta area boschiva, con conseguente taglio di alberi e un consistente riporto di terra artificiale per livellare le forti pendenze. Il nuovo parcheggio coprirà un’area di oltre 2 mila metri quadri,"
afferma Fumagalli. A questo si aggiungono ulteriori 60 posti auto, con un ulteriore impatto su alberi di pregio come aceri-frassineto e faggete montane. Anche i pascoli centenari verrebbero compromessi dalla creazione delle nuove piste da sci, trasformando un ambiente naturale in un'area artificiale con sbancamenti, scavi e installazioni di macchinari.

Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza, evidenzia il problema della sostenibilità degli impianti sciistici, in un contesto di cambiamenti climatici che rendono sempre più difficile garantire un manto nevoso sufficiente nei mesi invernali.


"L’andamento degli ultimi inverni testimonia come, anche nei mesi in cui dovrebbe essere piena ‘stagione sciistica’ (gennaio-febbraio), non ci siano sempre condizioni di temperatura per mantenere il manto nevoso,"
afferma Cerati. La mancanza di una stazione meteorologica funzionante, di proprietà della Comunità Montana Triangolo Lariano ma fuori uso dal 2008, impedisce di raccogliere dati precisi sulle condizioni climatiche. Paradossalmente, mentre non si trovano i fondi per riparare la stazione meteorologica, oltre due milioni di euro sono stati stanziati per la sistemazione delle piste, l’innevamento artificiale, il tapis roulant e la creazione di un laghetto artificiale.


Veronica Vismara
, presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano – CAI Lombardia, richiama l'attenzione sugli impatti degli impianti sciistici sugli habitat e sulla fauna locale. Secondo numerosi studi scientifici, i comprensori sciistici hanno effetti negativi significativi a causa della frequentazione antropica, dell’alterazione delle caratteristiche del suolo e del consumo di risorse idriche per l’innevamento artificiale.

"Sul Monte San Primo troviamo il Complesso della Valle del Nose, boschi e pascoli, un’Oasi di Protezione, la presenza di caprioli, cervi, galli forcelli, e tanto altro," sottolinea Vismara, evidenziando l’importanza di politiche di valorizzazione ambientale piuttosto che di trasformazione artificiale del territorio.

Una strategia alternativa per il rilancio del Monte San Primo dovrebbe concentrarsi su modelli di turismo sostenibile, incentivando attività agro-silvo-pastorali rispettose dell’ambiente e promuovendo l’escursionismo, che garantisce una fruizione del territorio 365 giorni all’anno senza necessità di interventi infrastrutturali invasivi.


Alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" ribadisce la necessità di eliminare dal progetto tutte le opere legate agli impianti sciistici e ai nuovi parcheggi. La tutela del territorio montano e la promozione di un turismo sostenibile rappresentano la chiave per garantire uno sviluppo duraturo e rispettoso dell’ambiente.

Per maggiori informazioni: bellagiosanprimo.com - Email: info@bellagiosanprimo.com

sabato 23 novembre 2024

Clima, ghiacciai e montagne: la sfida del futuro al Monte San Primo


"Grotte glaciali e cambiamento climatico"
è il titolo della serata culturale promossa dal Coordinamento Salviamo il Monte San Primo in collaborazione con la Federazione Speleologica Lombarda.

L'evento si terrà giovedì 28 novembre alle ore 20:45 presso la Sala Convegni del Municipio di Canzo, in via Mazzini 28. Relatrice della serata sarà Paola Tognini, geologa e membro del Gruppo Grotte Milano della sezione CAI S.E.M.

L’incontro sarà dedicato agli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai, un fenomeno che sta trasformando non solo la loro superficie, ma anche il loro interno, con conseguenze spesso drammatiche documentate dalle esplorazioni speleologiche.


Il riscaldamento globale incide in modo significativo sui territori montani, accelerando lo scioglimento dei ghiacciai e riducendo drasticamente la nevosità. Questo ha un impatto diretto sul turismo e sull’economia delle aree montane: come sottolineano i climatologi, investire in nuovi impianti sciistici sotto i 2.000 metri di altitudine non è più sostenibile. Un tema particolarmente rilevante per il nostro territorio, dove è in corso un acceso dibattito sul progetto di "rilancio" turistico del Monte San Primo. Tale progetto prevede la realizzazione di nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale tra i 1.100 e i 1.300 metri di quota, una scelta definita insensata e controproducente.

Da oltre due anni, il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo si oppone a questo progetto, ritenendolo incompatibile con la tutela ambientale. Con l’iniziativa del 28 novembre, che si inserisce nel programma di sensibilizzazione condotto in collaborazione con 35 associazioni, il Coordinamento ribadisce il proprio impegno per la salvaguardia delle montagne del Triangolo Lariano.


La serata è a ingresso libero e gratuito. Per ulteriori informazioni: https://bellagiosanprimo.com/ oppure info@bellagiosanprimo.com.

martedì 15 ottobre 2024

Grande successo per l’escursione Montorfano-Meda del 6 ottobre 2024


La tradizionale escursione Montorfano-Meda, che si è svolta domenica 6 ottobre 2024, ha visto una partecipazione eccezionale, con oltre 330 escursionisti di ogni età, dai più giovani fino agli over settanta. L'evento, organizzato con la collaborazione di diverse associazioni locali, si conferma uno dei più apprezzati appuntamenti per gli amanti della natura e del trekking nel territorio brianzolo.


L'inizio della giornata è stato segnato dalla partenza di tre pullman da Meda, con 160 partecipanti, grazie al supporto del Comune di Meda. A Montorfano, il gruppo si è unito ad altri 120 escursionisti pronti a percorrere il sentiero. Dopo il saluto delle autorità locali, tra cui il consigliere comunale di Montorfano Angelo Meroni, il sindaco di Meda Luca Santambrogio e altri rappresentanti istituzionali, il gruppo è partito alle 8:10.


I volontari delle associazioni organizzatrici, il CAI, la SEM e il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, hanno garantito un percorso sicuro, dislocandosi lungo il tragitto per guidare i partecipanti e gestire i punti critici. Anche le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea hanno dato il loro contributo per garantire una camminata tranquilla e sicura.


Durante il percorso, è stato prezioso il supporto dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Cantù, che ha assistito l'attraversamento di strade provinciali pericolose. Nonostante l'organizzazione impeccabile, un piccolo incidente ha coinvolto un'escursionista che si è infortunata nei pressi di Olgelasca. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente, e la persona è stata trasportata in ospedale, dove è stata curata e successivamente dimessa con una gamba ingessata. Gli organizzatori le augurano una pronta guarigione.


Una volta arrivati a Meda, i partecipanti hanno potuto rilassarsi nella splendida cornice di Villa Antona Traversi, dove li attendeva un pranzo conviviale a base dei celebri "spaghetti alla Amatriciana della SEM", preparati dallo chef Nunzio. Oltre 400 piatti sono stati serviti, rispettando l'ambiente con l'uso di stoviglie compostabili e bottiglie d’acqua in vetro. Dopo il pasto, le guide volontarie dell’associazione Amici dell’Arte di Meda e della ProLoco hanno accompagnato i partecipanti in una visita alla piazza Vittorio Veneto, arricchendo la giornata con un’esperienza culturale.


Parallelamente, un gruppo di 25 persone, insieme ai ragazzi dell’associazione L'Abbraccio di Meda, ha partecipato alla Mini MO-ME, un percorso più breve da Cabiate a Meda. Anche in questo caso, il gruppo si è unito agli altri camminatori per concludere l'escursione con la spaghettata a Villa Antona Traverso.


Le offerte raccolte durante l'evento saranno in parte destinate a coprire le spese organizzative, ma soprattutto saranno devolute all’associazione L'Abbraccio di Meda. Il grande successo dell’iniziativa ha ribadito l’importanza di queste manifestazioni per la valorizzazione del territorio e la sensibilizzazione verso il rispetto degli ambienti naturali, con un cammino sempre rispettoso dell’ecosistema.


Gli organizzatori, tra cui il CAI, la SEM e il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, guardano già al futuro, annunciando i lavori di manutenzione e segnaletica sul percorso e un nuovo progetto: il sentiero ME MO OVEST, che attraverserà la valle del fiume Seveso, ampliando ulteriormente l’offerta escursionistica. La prossima edizione della ME-MO è prevista per ottobre 2025, con il percorso inverso da Meda a Montorfano.

giovedì 3 ottobre 2024

🌿 MINI MO-ME – Camminata inclusiva dalla Mordina (Cabiate) a Meda 🌿


🚶‍♀️ Domenica 6 ottobre 2024 si terrà la MINI MO-ME, un evento pensato per chi desidera partecipare a una camminata più breve rispetto ai 26 km del Sentiero #MEMO. Il nome MO-ME è un acronimo che fa riferimento alla camminata più lunga che parte da Montorfano e arriva a Meda. La MINI MO-ME, invece, prende spunto da questa iniziativa, ma con un percorso ridotto: partirà da Cabiate, passando dal laghetto della Mordina e si concluderà sempre a Meda.

Questa versione ridotta è stata ideata per essere inclusiva, permettendo anche a chi non può affrontare il percorso più impegnativo di partecipare e vivere l'esperienza di questa giornata di trekking e condivisione.

  • 🕙 Ritrovo: ore 10:15 in via Montegrappa (Sentiero dei Ponticelli) a Cabiate
  • 🚶‍♂️ Partenza: ore 10:30
  • 🏞 Tappa speciale al Laghetto della Mordina, dove ci sarà un incontro con i ragazzi dell'Associazione L'Abbraccio Onlus
  • 🍝 Arrivo: a Meda, presso Villa Antona Traversi, in tempo per una spaghettata conviviale.
  • 🔄 Rientro a Cabiate: autonomo


L'iniziativa è organizzata da:

  • SEM – Società Escursionisti Medesi
  • CAI – Club Alpino Italiano, sezione Meda
  • Comitato Parco Regionale Groane – Brughiera

Con il patrocinio dei Comuni di Meda e Cabiate.

Per ulteriori dettagli, contattare il numero indicato nella locandina.

venerdì 20 settembre 2024

In Brughiera per la 36° edizione della storica Meda-Montorfano "al contrario"


Dopo il successo dell’edizione “al contrario” del 2022, CAI Meda, S.E.M. Meda e il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera ripropongono l’immancabile camminata attraverso la brughiera con partenza da Montorfano e arrivo a Meda.

Una prospettiva del tutto nuova per vivere il sentiero che collega Milano all’area comasca e ai parchi della Svizzera.

SARANNO PRENOTABILI POSTI SU 3 PULLMAN CON PARTENZA DALLA PIAZZA DEL MERCATO DI MEDA (ore 07,00) E ARRIVO IN CENTRO A MONTORFANO, PER L'INIZIO DELLA CAMMINATA.

 

📣 PRENOTAZIONI APERTE per la 36^ edizione della storica camminata #MedaMontorfano il 6 ottobre, quest'anno "𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘪𝘰" con partenza alle 8:00 da #Montorfano (Piazza Roma) e arrivo a #Meda (Piazza V. Veneto) alle 14:00 per la mitica spaghettata nel Parco di Villa Antona Traversi. 🍃
 

🎫 https://bit.ly/prenotazioni-MEMO-6-ottobre 🎟 Affrettatevi a prenotare i servizi "a numero chiuso" (i pullman delle 7:00 da Meda per Montorfano e le visite guidate dalle 14:30 a Meda) perché i posti si esauriscono sempre in fretta!!!
L'iscrizione alla passeggiata è GRATUITA, ma tutte le offerte che verranno raccolte domenica e il ricavato delle magliette #MEMO in vendita saranno devoluti all’Associazione "L'abbraccio" ONLUS.
 

⚠️ In caso di annullamento, l’escursione sarà rimandata a domenica 13 ottobre.
 

ℹ️ Il Programma completo è nella locandina.
 


Organizzano: CAI Meda SEM Meda - Società Escursionisti Medesi e Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera.
Con il Patrocinio di: Parco delle Groane, GEV Lombardia, ERSAF, FNM Group, Associazione "Amici dell'Arte", Pro loco PRO MEDA e dei Comuni Comune di Meda Comune di Montorfano Comune di Brenna Comune di Cabiate Comune di Cantù Comune di Capiago-Intimiano Comune di Carugo Città di Mariano Comense

martedì 28 maggio 2024

Una storia di 40 anni di difesa del verde: la storia del Comitato Parco Groane-Brughiera


Abbiamo ricevuto dall'associazione Sinistra e Ambiente di Meda un interessante contributo che celebra il 40° anniversario del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera. Questa testimonianza ripercorre la storia e gli sforzi di un gruppo determinato a proteggere uno dei polmoni verdi più importanti della nostra regione, evidenziando le sfide affrontate e i successi ottenuti.

 

 
I 40 anni del Comitato Parco Groane-Brughiera: difendere un polmone verde dalla minaccia dell'asfalto e della perdita storica.
 
Giovedì 23 maggio 2024, presso la Sala Civica Radio di Meda, il Comitato Parco regionale Groane-Brughiera, ha ricordato e festeggiato i 40 anni di attività. Nato nei primi anni '80 grazie alla visione lungimirante di Giorgio Achermann, giornalista e naturalista svizzero, nonché presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza (GNB), il Comitato ha riunito figure del territorio determinate a proteggere l'area della Brughiera. Tra queste, è doveroso ricordare Piero Ronzoni di Cabiate.

Negli anni successivi, l'impegno per l'ambiente è stato costante, coinvolgendo nuovi gruppi, associazioni e individui attraverso raccolte firme, iniziative pubbliche, incontri e dialoghi continui con le amministrazioni comunali, le province di Como e Milano (e successivamente la neocostituita provincia di Monza e Brianza) e la Regione Lombardia.

Nonostante molte promesse e atti istituzionali disattesi, il Comitato ha lavorato instancabilmente, passando prima attraverso la costituzione di un Parco Locale Sovracomunale (PLIS) e arrivando infine, nel 2017, all'aggregazione delle aree della Brughiera con il già esistente Parco Regionale delle Groane assumendo la denominazione di Parco Regionale Groane-Brughiera. Tuttavia, questa aggregazione non è stata accettata da tutti i 24 comuni coinvolti.

La realtà sociale e politica di Meda ha partecipato attivamente alle attività del Comitato. Gli ambientalisti locali, tra cui il gruppo Lista Ambientalista Verde - Alternativa per Meda, poi confluito in Sinistra e Ambiente, hanno contribuito significativamente al Comitato, che oggi è parte integrante del Parco Regionale Groane-Brughiera.

 
Durante la serata commemorativa, numerosi interventi hanno ricostruito la storia del Comitato. Tra questi, spiccano quelli di Eugenio Secchi, primo presidente, Nuccio Confalonieri del CAI di Meda, Gianni Del Pero del WWF e Tiziano Grassi, attuale presidente del Comitato. Alberto Colombo ha raccontato il periodo dal 2008, segnato dalla ripresa delle attività dopo un periodo di scoramento dovuto alla mancata tutela regionale nei primi anni 2000. Ha sottolineato le azioni recenti e in corso per contrastare la cementificazione e la costruzione di nuove strade nella Brughiera, nonché la necessità di fermare il degrado delle cascine e degli edifici storici.


Intervento di Alberto Colombo all'iniziativa per i 40 anni del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera (ora Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera)

Quarant'anni fa si sognava e ci si attivava per la tutela di una vasta area verde e boscata: la Brughiera. Ho iniziato il mio percorso con il Comitato per il Parco Regionale nel 1989 come componente della Lista Verde Ambientalista Alternativa per Meda. Gli anni dal 2008 in poi sono stati caratterizzati da alti e bassi per il Comitato, soprattutto dopo che le iniziali richieste di istituzione di un Parco Regionale non si sono concretizzate (abbiamo dovuto attendere fino al 2017!).

Le attività iniziate con la creazione di un gruppo coordinato e organizzato per chiedere la tutela delle superfici della Brughiera sono proseguite con continuità nel corso degli anni e hanno ricevuto ulteriore linfa a partire dal 2008, anche grazie all'interessamento della Pro Loco di Meda. Con Pietro Ficarra e Maurizio Lanzani, la Pro Loco ha condiviso l'azione del Comitato rilanciandone una nuova fase costituente. Con l'adesione di nuovi gruppi, si decise di dare una veste ufficiale al Comitato per poter dialogare con gli enti preposti ed essere riconosciuti nuovamente come motore di una nuova richiesta di Parco Regionale.

In quegli anni abbiamo proseguito il lavoro di interlocuzione con le amministrazioni e gli enti provinciali e regionali. Si concretizzò una collaborazione attiva con alcune amministrazioni, come quelle di Lentate sul Seveso e Cantù, sensibili alla richiesta di adesione a un Parco Regionale della Brughiera. Il 9 dicembre 2009 fu protocollata in Regione Lombardia una petizione con più di 4000 firme che chiedeva il completamento dell'iter legislativo per istituire il Parco Regionale sulla Brughiera. Non ottenemmo però il risultato sperato, ma fu un altro passo, segno della nostra volontà e del desiderio di molti cittadini.

In questi anni abbiamo lavorato per far conoscere e vivere questo polmone verde affinché la gente apprezzi e rispetti questo bene comune, casa di esseri viventi e dispensatore di preziosi servizi ecosistemici. Si diede avvio a escursioni guidate in Brughiera (Le Stagioni del Parco) accompagnate da numerose iniziative pubbliche e da una presenza costante alla Fiera dell'economia solidale L'ISOLA CHE C'È. Serrata è stata anche la campagna di sensibilizzazione all'istanza di Parco Regionale esercitata con iniziative pubbliche verso i candidati in occasione delle scadenze elettorali territoriali e regionali (nel 2013 a Cantù).

Con il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, molti hanno sognato e si sono impegnati per conservare questo prezioso polmone verde della Brianza, la sua biodiversità e i suoi preziosi servizi ecosistemici. È di quel periodo (2013) il nostro impegno per opporci al progetto di autostrada Varese-Como-Lecco, un'infrastruttura ad alto impatto per la Brughiera, per fortuna rimasta senza fondi. Anche oggi consideriamo incompatibile con la conservazione dell'ambiente la realizzazione della Canturina Bis e della Tangenziale di Mariano, e per questo operiamo in coordinamento con altri gruppi per informare e contrastare una strada che, secondo la "Relazione Urbanistica Ambientale Paesaggistica delle alternative progettuali," interferirà con la Rete Ecologica Provinciale (REP), con le Aree Agricole Strategiche classificate nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), con le superfici boscate catalogate secondo il Piano di Indirizzo Forestale (PIF) e con i vincoli ambientali e paesaggistici. Una strada inutile che non risolverà i problemi viabilistici ma che andrà a compromettere aree del Parco definite nel Piano Territoriale di Coordinamento come zone di riqualificazione ambientale a indirizzo agricolo, zone di riqualificazione ambientale a indirizzo naturalistico e zone di tutela naturalistica.

Tutti questi anni di attivismo hanno rafforzato i punti fondanti che hanno mosso e muoveranno il nostro Comitato, proprio come furono le battaglie dei primi anni contro le lottizzazioni collinari a Meda che rischiavano di compromettere un pezzo di Brughiera. Ancora oggi noi non smettiamo di sognare e di essere attivi perché la tutela non è completa su tutta la Brughiera e perché molte criticità interessano gli elementi che ne compongono il mosaico. All'appello per un Parco Regionale mancano ancora dieci amministrazioni e noi non possiamo che continuare nella nostra azione di sensibilizzazione affinché anch'esse condividano l'adesione al Parco.

Mi sia consentito un breve salto temporale per recuperare la memoria dei luoghi. Dentro il perimetro del Parco, non è solo la naturalità a dover essere protetta e conservata ma anche gli edifici che testimoniano quella che fu l'attività di questi territori. Purtroppo, lentamente ma inesorabilmente, stiamo perdendo un patrimonio culturale, storico e anche architettonico fatto di antiche cascine. Si allunga l'elenco dei crolli: dopo quello di Santa Naga e dell'antica resinaia della Ca Noeva, ora tocca alla Cascina S. Giuliano a Cantù. Edifici, certo, di proprietà privata, che scontano anni di abbandono ma che erano testimonianza e bene comune. Proprio su questi preziosi beni comuni il Comitato cercherà, come già fatto in passato, di rapportarsi con le amministrazioni e con l'Ente Parco per stimolare azioni, atti e quanto altro serva per preservare questi importanti edifici storici che sono parte del Parco affinché non siano oggetto di interventi incompatibili o speculativi. Non possiamo rassegnarci alla tristezza per le bellezze che stiamo perdendo.

Grazie per l'attenzione e buona continuazione.

Meda, 23 maggio 2024

Il Parco, istituito nel 2017, rimane incompleto poiché 10 comuni non ne fanno ancora parte, ma il lavoro del Comitato continua instancabilmente per proteggere e valorizzare questo prezioso polmone verde.

 

Sotto, le slide sui 40 anni del Comitato proiettate durante gli interventi.