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venerdì 6 settembre 2019
Malpensa: emerge problema sicurezza. Sbagliato trasferire anche i voli privati nello scalo della Brughiera
di Dario Balotta, Europa Verde
Il nuovo incidente a terra con un ferito e che ha provocato la momentanea chiusura dello di Malpensa pone il tema degli standard di sicurezza in questo scalo durante il periodo del “Bridge”. E’ stato un errore l’aver trasferito anche l’aviazione generale (traffico business) che doveva essere spostato nella più vicina Bergamo. Lì ci sono gli spazi (lato nord) per assistere 70-80 voli al giorno. Con ciò si evitava la congestione e quindi i pericoli d'incidente a malpensa che è costretta a gestire anche il traffico (privato) in promiscuità con i voli low cost, domestici, intenzionali in aggiunta un consistente traffico cargo.
Inoltre Bergamo sarebbe stato più vicino e comodo per servire il mercato del traffico aereo privato. La Sea con questo trasferimento dai tempi eccessivi (tre mesi), senza diversificare i voli su altri scali, senza tutele ambientali per il territorio con questo nuovo incidente rischia collassare e di fare la la stessa fine della rana che aveva bevuto troppo. Non si diventa un Hub grazie alla chiusura temporanea di Linate.
venerdì 21 giugno 2019
Linate chiusa e Malpensa intasata: un disagio lungo tre mesi
di Dario Balotta, Europa Verde
La lunga durata (dal 27 luglio al 27 ottobre 2019) dei lavori di rifacimento della pista di Linate con il conseguente trasferimento dei voli a Malpensa sta già portando le prime conseguenze negative. E’ di ieri la notizia che le tariffe dei taxi verranno aumentate di 5 euro. La Linate-Malpensa passerà a 110 euro, la Malpensa-Fiera a 70 euro e la Malpensa-Varese 70 euro. Utenti del trasporto aereo e soprattutto cittadini dell’intorno dell’aeroporto di Malpensa si troveranno le maggiori sorprese negative.
Per asfaltare la pista di Linate lunga 2.400 metri, rimodernare i cancelli delle partenze e sostituire l’impianto di smistamento dei bagagli, la Sea ha deciso di chiudere il Forlanini tre mesi in cui l'aeroporto di Malpensa verrà preso letteralmente d'assalto da aerei e passeggeri, passando da 550 movimenti giornalieri a 900 movimenti tra arrivi e partenze mentre i passeggeri passeranno da 80 a 120 mila.
Con la crescita dei voli il rumore andrà alle stelle. Il traffico sulle strade già congestionate di accesso alla Malpensa come la SS 336 andrà in tilt mentre si stanno realizzando nuovi parcheggi intorno allo scalo della brughiera con nuovo consumo di suolo. Le proteste dei sindaci lombardi e piemontesi, che avevano chiesto di distribuire i voli di Linate su più aeroporti non sono state ascoltate. Per asfaltare la pista di Linate occorreranno tre mesi quando per rifare la pista di Orio al Serio, lunga 2.700 metri (più 400), sono bastate tre settimane .
E’ molto grave la Sea e la Regione Lombardia non abbiano ritenuto necessaria una Valutazione d’impatto per adottare tutti gli accorgimenti necessari per ridurre l’impatto ambientale. Con strade congestionate e l’invito a presentarsi ai check-in in largo anticipo raggiungere Malpensa aumenteranno i tempi di percorrenza e i disagi non solo per i passeggeri del più vicino Linate. Trenord raddoppiarà le composizioni dei malpensa express sottraendo treni ai pendolari lombardi. Non solo i sindaci hanno protestato ma anche i comitati e le compagnie aeree che dovranno trasferire gli operativi dei voli.
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venerdì 10 maggio 2019
Linate chiude per tre mesi: rumore e traffico congestionato trasferito su Malpensa
L'aeroporto di Linate sta per essere chiuso per ben 12 settimane, tra il 27 luglio e il 27 ottobre, al fine di consentite di riasfaltare la pista di Linate lunga 2.400 metri, di rimodernare i cancelli delle partenze e sostituire l’impianto di smistamento dei bagagli. Spesa totale: 70 milioni di euro.
Il problema vero però, questa volta, non sono i soldi ma i tempi. Tre mesi in cui lo scalo di Malpensa verrà preso letteralmente d'assalto dagli aerei, passando da 550 a 900 movimenti giornalieri medi, tra arrivi e partenze, mentre i passeggeri, passeranno da 80mila a 120 mila.
Si è parlato delle pesanti conseguenze della prossima chiusura dello scalo cittadino di Linate nella conferenza stampa che si è svolta questa mattina al piano partenze del Terminal 1 di Malpensa, alla presenza di Elena Grandi, capolista di Europa Verde per il Nord Ovest alle elezioni europee del 26 maggio, di Dario Balotta, candidato nella stessa lista e di Monica Frassoni, co-portavoce dei Verdi europei.
“La crescita esponenziale dei voli su Malpensa farà sì che il rumore andrà alle stelle nell’area, il traffico automobilistico, su strade già congestionate, andrà in tilt, e i parcheggi provvisori intorno allo scalo comporteranno nuovo consumo di suolo” ha detto Dario Balotta, che si è chiesto “perché per rifare la pista di Linate occorrono tre mesi quando per rifare la pista, più lunga, di Orio al Serio (2.700 metri) sono bastate tre settimane e 50 milioni di euro?”.
Gli esponenti dei Verdi chiedono quindi alla regione e alla Sea di valutare la possibilità di dimezzare i tempi di trasferimento, da 90 a 45 giorni, e di attivare un tavolo con i Comuni per discutere come minimizzare l’impatto del trasferimento su popolazione e passeggeri. Chiedono poi l'attivazione di una navetta dai comuni di Somma Lombardo, Cardano al Campo e Gallarate verso Malpensa per ridurre l’uso dell’automobile da parte di dipendenti e passeggeri locali.
“Ci mobiliteremo a Bruxelles per risanare le ferite che il territorio ha subito, a partire dalla mancata riscossione delle tasse sul rumore che lo Stato si è trattenuto per gestire la mai finita crisi di Alitalia” ha detto Monica Frassoni.
Elena Grandi, portavoce nazionale dei Verdi e capolista per la circoscrizione del Nord Ovest ha poi ricordato l’aumento esponenziale dei voli in Europa (+80% tra il 1990 e il 2014) che si farà sentire ancora di più nei prossimi 20 anni, fatto che comporterà nel 2025 una produzione a livello mondiale tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di tonnellate di CO2. “E questo senza che nessuna compagnia europea se ne stia preoccupando” ha detto Grandi che ha aggiunto: “C’è bisogno di una correzione di rotta e che a partire dall’Europa si riducano le emissioni incentivando l’uso del treno, rendendolo attrattivo come l’aereo in termini di tempi di percorrenza e di costi di gestione”.
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