Visualizzazione post con etichetta Biodiversità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biodiversità. Mostra tutti i post

venerdì 22 maggio 2026

Legambiente Seregno: "Proteggere la biodiversità significa proteggere noi stessi"


Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, un’occasione per riflettere su quanto la ricchezza di specie, ecosistemi e patrimoni genetici sia fondamentale per la vita sulla Terra - e per il nostro stesso futuro.

In questa ricorrenza, Legambiente Seregno ha condiviso i primi due episodi del progetto Azioni per il Clima, una serie di podcast pensata per studenti e cittadini. L’obiettivo è chiaro: rendere accessibili temi complessi e stimolare una maggiore consapevolezza ambientale.

Come sottolineato nel messaggio diffuso dall’associazione: “Due podcast pensati per studenti e cittadini per capire meglio quanto la varietà della vita sia fondamentale per il nostro futuro… e quanto sia importante proteggerla.”

I due episodi affrontano il tema della biodiversità da prospettive complementari:
Il primo introduce il concetto generale, esplorando il ruolo degli ecosistemi, delle specie e delle interazioni naturali.
Il secondo si concentra sulla biodiversità vegetale, approfondendo l’importanza delle piante, delle sementi e delle cosiddette banche dei semi.

🎧 Episodio 1 – Biodiversità
Guarda il video

🎧 Episodio 2 – Biodiversità vegetale
Guarda il video

Il percorso proposto è un vero e proprio viaggio tra natura e scienza, che mette in luce un aspetto cruciale: la perdita di biodiversità è strettamente legata alla crisi climatica. Parlare di biodiversità non significa solo parlare di natura “lontana”, foreste tropicali o specie rare. Significa parlare del nostro cibo, dell’aria che respiriamo, della qualità della vita nei territori in cui viviamo — inclusa la Brianza. Come ricorda il messaggio: “Perché parlare di biodiversità significa parlare anche di noi.”

domenica 29 dicembre 2024

Una passeggiata al parco del Meredo: biodiversità a rischio tra lavori e progetti infrastrutturali


Durante una passeggiata odierna nel parco del Meredo a Seregno, ci siamo fermati ad osservare il recente taglio di alberi nel boschetto al confine con Meda. Taglio che ci risulta regolare e autorizzato. 

 


Alcuni degli alberi rimasti in piedi riportano sul tronco un bollo rosso, segno che non dovevano essere abbattuti. Abbiamo documentato con foto la situazione attuale, consapevoli che, con la futura realizzazione della tangenziale Meda-Seregno, anche questi alberi probabilmente non saranno risparmiati.


Avvicinandoci alla magnifica farnia monumentale, abbiamo notato con dispiacere che il cartello segnaletico che identificava questa pianta unica è scomparso. Non sappiamo se si tratti di un atto di vandalismo oppure se è prevista una nuova segnaletica per l’area.


Poco più a sud, i lavori procedono per la costruzione di una nuova strada ciclopedonale. Questa infrastruttura attraversa un filare di alberi, e non possiamo fare a meno di notare che la sua ampiezza appare eccessiva. Un sentiero pedonale più stretto sarebbe stato sufficiente e avrebbe preservato molte alberature. I lavori non sono ancora conclusi: ci auguriamo che vengano rimossi alcuni rifiuti che notiamo ai margini del percorso e che, a completamento, si provveda alla piantumazione di nuove piante autoctone.


Purtroppo, è evidente una crescente tendenza a considerare il Meredo non come un luogo in cui proteggere la biodiversità, ma come uno spazio da trasformare in un parco divertimenti o una palestra all'aperto. Questa visione rischia di compromettere irrimediabilmente il ruolo naturale del parco e il suo equilibrio ecologico. La necessità di nuove infrastrutture dovrebbe essere bilanciata con una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente e alla conservazione del patrimonio verde esistente.

Invitiamo tutti, dai cittadini alle associazioni ambientaliste, a riflettere su questa deriva e a unirsi nel richiedere interventi più rispettosi dell’ecosistema. Il parco del Meredo è un patrimonio da proteggere, non da sacrificare in nome di una visione che sembra trascurare l'importanza della biodiversità e del paesaggio naturale.


Concludiamo la nostra passeggiata con una speranza: che il Meredo torni ad essere valorizzato come spazio naturale e che ogni intervento futuro venga pianificato con una maggiore sensibilità ambientale.


Rassegna stampa

Il Giornale di Seregno, 7 gennaio 2025

giovedì 25 aprile 2024

Legambiente Seregno: "Vogliamo creare un giardino per farfalle e impollinatori"

Giardino delle farfalle in piazza "Donatori di sangue" a Seregno

Antonello Dell'Orto, storico ambientalista di Legambiente Seregno, ha recentemente lanciato un appello appassionato per realizzare un sogno verde: creare un giardino rigoglioso e sostenibile che funga da habitat ideale per farfalle e altri insetti impollinatori, essenziali per la salute del nostro pianeta. In questa intervista, ci parla dei dettagli del progetto e di come ognuno di noi possa contribuire.


Antonello, ci puoi dire dove nascerà questo giardino per farfalle?

Certamente! Il giardino sorgerà nel prato all'interno del Parco Papa Giovanni Paolo II in via Stoppani a Seregno.

E perché hai scelto di creare un giardino specificamente per farfalle?
Le farfalle, le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale nell'impollinazione dei fiori e delle piante, contribuendo così alla biodiversità e alla salute degli ecosistemi. Tuttavia, stanno affrontando numerose minacce, come la perdita dell'habitat e l'uso eccessivo di pesticidi. Creando un giardino dedicato a loro, possiamo offrire un rifugio sicuro e contribuire alla conservazione della natura.


Qual è il tuo obiettivo per questo giardino?

Il mio obiettivo è raccogliere fondi per realizzare un giardino composto da una varietà di fiori ed erbe aromatiche che possano attrarre, alimentare e ospitare un gran numero di impollinatori e farfalle. Vogliamo anche installare un Bee Hotel, una casa per insetti impollinatori, per favorire la creazione di colonie stanziali che possano essere facilmente studiate e ammirate. Vogliamo che questo giardino diventi non solo un luogo di bellezza, ma anche un punto di educazione ambientale, dove le persone possano imparare e riflettere sulla importanza della biodiversità.

Come possiamo aiutare?
Puoi contribuire donando fondi per il progetto o condividendo questa campagna con amici e familiari. Ogni piccolo gesto conta e può fare la differenza! Per donare, visita https://gofund.me/3bab41c0.


E per ringraziare chi contribuisce avete previsto qualcosa?

Sì, per ringraziare chi contribuisce, se lo desidera, scriveremo il nome e cognome dei sostenitori sul cartello che verrà apposto all'ingresso del giardino.

Infine, cosa farete con il sostegno ricevuto?
Con il vostro aiuto, pianteremo una varietà di fiori e piante che attraggono farfalle e impollinatori, creeremo strutture naturali per supportare il loro ciclo vitale e installeremo stazioni di alimentazione e acqua per gli insetti.


Grazie mille, Antonello, per averci parlato di questo progetto e per l'importante lavoro che stai facendo per la conservazione della natura.

Grazie a te per l'opportunità di condividere la nostra missione. Spero che molti si uniranno a noi in questa fantastica avventura verde!


Per donare, visita https://gofund.me/3bab41c0

 

sabato 30 marzo 2024

Tecnologia e natura unite per proteggere la biodiversità nel Parco delle Groane

Sensore bioacustico che agisce come un “orecchio elettronico”, rilevando la quantità e le tipologie di impollinatori presenti. Fonte immagine: Parco Groane

Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha avviato un progetto finanziato dal Pnrr per monitorare la biodiversità e gli insetti impollinatori. Un consorzio formato dal Parco, dall'Università degli Studi di Milano (UniMI), dalla società tecnologica 3Bee e dall'Università degli Studi di Torino (UniTO) ha vinto il bando con il progetto "BioGro". L'obiettivo è combinare tecnologie avanzate e monitoraggio sul campo per studiare e conservare la biodiversità nel Parco.

Obiettivi del Progetto:

  • Monitoraggio delle api: Gli alveari nel Parco saranno dotati di tecnologia 3Bee Hive-Tech per monitorare le api, importanti indicatori ambientali. I sensori IoT misureranno parametri come peso, temperatura e suono per valutare lo stato di salute delle colonie e l'ambiente circostante. Sarà monitorata anche la presenza di altri insetti impollinatori con la tecnologia Spectrum di 3Bee.
  • Monitoraggio dei lepidotteri diurni: Il campionamento avverrà due volte alla settimana da aprile a settembre. Verranno ampliati i transetti di monitoraggio già attivi nel Parco per valutare l'abbondanza e la diversità dei lepidotteri in diverse aree.
  • Mappatura satellitare: Utilizzando immagini satellitari, si valuterà il rapporto tra la presenza degli insetti impollinatori e i diversi habitat del Parco.

Saranno organizzati corsi di apicoltura sostenibile e di classificazione dei lepidotteri per coinvolgere la comunità. Verrà promossa la conservazione della biodiversità tramite una comunicazione multicanale, con una pagina web interattiva e percorsi didattici nel Parco.

giovedì 28 marzo 2024

Arese. Le biodiversità del territorio


Le biodiversità del territorio

Come tutelarle e perchè e necessario farlo
Domenica 7 aprile 2024, dalle 15.30 alle 19.00
Centro civico Agorà, Via Monviso 7, Arese


Programma

  • Ore 15.30 - Apertura mostra con esposizione attrezzi per apicoltura e trappole usate da bracconieri
  • Ore 16.00 - Proiezioni di immagini e filmati con relazione e dibattiti
  • Saluti istituzionali di Andrea Antolini, Assessore alla Sostenibilità ambientale, e apertura degli interventi.
  • Ore 16.15 - Apis mellifera e insetti pronubi
  • Interviene:
  • Mario Moro, Apicoltore
  • Ore 17.00 - Avifauna, anfibi e rettili
  • Intervengono:
  • Riccardo Trevisani, Fotografo naturalista esperto in avifauna
  • Marco Polonioli, Roberto Musumeci, Fotografi naturalisti esperti in avifauna
  • Riccardo Tucci, Dottore forestale e esperto anfibi
  • Ore 18.00 - Tutela della biodiversità: le guardie del WWF nella lotta al bracconaggio
  • Interviene: Giovanni Gottardi, Ornitologo e Guardia WWF

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

venerdì 10 novembre 2023

Salvataggio gamberi di fiume: WWF Lecco subito in azione

Una delle barriere installate dal WWF Lecco

Nella mattinata del 7 novembre, il Sindaco di Colle Brianza Tiziana Galbusera ha autorizzato con apposita ordinanza gli interventi di contenimento della diffusione della peste del gambero (causata dal patogeno Aphanomyces astaci) nel torrente Bevera di Brianza (leggi qui).

WWF Lecco è entrata immediatamente in azione per il salvataggio dei gamberi di fiume sopravvissuti nel tratto a monte del corso d’acqua, fornendo il materiale necessario a procedere all’installazione delle barriere.

In questo modo, già nella notte del 7 novembre stesso, il personale specializzato e autorizzato dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e dal Comune di Colle Brianza – con il coordinamento del referente designato per il progetto, PhD Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano e Consigliere dell'associazione WWF Lecco – ha potuto procedere ad effettuare una prima installazione.

La speciale barriera è stata posta a valle di un tratto di torrente, situato in una zona piuttosto impervia della Valle della Tajada, che ospita gamberi apparentemente ancora sani. Si tratta di una modesta barriera, addossata a un salto naturale formato da massi che circondano una piccola pozza già esistente. Realizzata in legno, la struttura è composta da una parte verticale (che abbraccia l’intero alveo di morbida), sulla quale poggia una parte orizzontale sporgente (su cui l’acqua lamina al livello naturale del salto esistente). La combinazione della parete verticale, della sporgenza orizzontale e della corrente presente dovrebbe impedire ai gamberi a valle, potenzialmente infetti, di risalire e diffondere a monte il patogeno.  La “barriera” è oggetto di costante monitoraggio; i primi esiti dei rilevamenti, che probabilmente comprenderanno anche la marcatura (in modo non invasivo) dei gamberi a valle dell’installazione, saranno tempestivamente trasmessi al Comune di Colle Brianza.

L’integrale progetto prevede l’installazione di due coppie di barriere, tutte realizzate sfruttando salti naturali già esistenti: la prima coppia nella zona della Valle della Tajada, la seconda coppia nella zona della Val Chignolo. Nei prossimi giorni, pertanto, verrà completata l’installazione nella Valle della Tajada con l’aggiunta della seconda barriera e, successivamente, verrà realizzata la seconda coppia in Val Chignolo.

Sarà inoltre testata l’efficacia di materiale atossico liscio ed ecocompatibile fornito volontariamente da una ditta di Olginate per implementare la funzionalità di barriera dei salti su cui posano (o poseranno) le installazioni.

I costi delle operazioni sono sostenuti integralmente da WWF Lecco, grazie ad una campagna di crowfunding che ha raccolto finora 935,00 €, donati sia da privati cittadini sia da associazioni del territorio, tra cui il Comitato per la difesa delle Bevere e del fiume Lambro, WWF Insubria e l’associazione Monte di Brianza.

«Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i donatori» ha dichiarato la Presidente di WWF Lecco, Giovanna Corti «è grazie a loro che abbiamo potuto fornire i materiali per la realizzazione delle barriere. La risposta della cittadinanza, così rapida e generosa, ci spinge a fare sempre di più per tutelare flora e fauna del nostro territorio. A tal proposito, abbiamo organizzato, in collaborazione con Parco Monte Barro, Comitato Bevere e Associazione Monte di Brianza, una serata divulgativa sul gambero di fiume per il prossimo 16 novembre, alle ore 21 presso Villa Bertarelli a Galbiate. Sarà un’ottima occasione per conoscere i primi risultati dell’azione svolta e instaurare un confronto su come migliorare l’efficacia delle risposte in situazioni di emergenza a livello faunistico».


Gli interventi proposti, svolti di concerto con enti locali e regionali, associazioni ambientaliste ed enti scientifici, se da un lato hanno carattere sperimentale, dall’altro rappresentano un passo fondamentale per la realizzazione di un protocollo d’azione in caso di emergenze legate alla diffusione della peste del gambero. L’esperienza locale, se avrà risultati positivi, potrebbe costituire un prezioso precedente per casi analoghi in tutto il territorio nazionale, al fine di velocizzare la capacità di intervento in favore di una specie così a rischio come il gambero di fiume italiano.

domenica 29 ottobre 2023

Continua la battaglia per salvare il gambero di fiume: WWF Lecco diffida il Comune di Colle Brianza

Moria di gamberi lungo la Bevera a Colle Brianza

Nonostante gli appelli da parte di cittadini e ambientalisti, la situazione del gambero di fiume lungo la Bevera di Brianza continua a rimanere critica. Il WWF Lecco ha deciso di intervenire e ha inviato una diffida al Comune di Colle Brianza, sollecitando una risposta immediata a questa emergenza ecologica.

La presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, esprime la sua crescente preoccupazione per il persistere del silenzio da parte delle autorità e per la mancanza di azioni concrete a difesa del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Questa specie autoctona è al centro di una situazione disperata lungo la Bevera di Brianza, ma sembra che la sua tutela non sia considerata una priorità dalla politica.

Il WWF sottolinea che la tutela dell'ambiente non è una semplice scelta, ma un dovere sancito dalla Costituzione. La recente riforma costituzionale ha incluso la protezione della fauna tra i compiti dello Stato a tutti i livelli amministrativi. Inoltre, il Codice dell'Ambiente stabilisce che la pubblica amministrazione debba promuovere lo sviluppo sostenibile e dare priorità alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale in scelte che coinvolgono interessi pubblici e privati.

Gambero di fiume. Foto WWF Lecco

Nel frattempo, la comunità locale ha dimostrato un notevole interesse e partecipazione all'iniziativa. Un video informativo sul gambero di fiume ha ricevuto migliaia di visualizzazioni su Instagram, e la raccolta fondi sta procedendo con successo. Sono stati raccolti circa cinquecento euro in soli due giorni, che saranno utilizzati per acquistare i materiali necessari per costruire una barriera di contenimento.

La Presidente Giovanna Corti esprime la sua gratitudine per il sostegno e la generosità dimostrati dalla cittadinanza. Questa dimostrazione di solidarietà rafforza la convinzione che, nonostante la politica sembri spesso indifferente alle questioni ambientali, i cittadini sono pronti a fare la differenza.

Questo il link per partecipare alla raccolta fondi (https://gofund.me/df8e87cc).

giovedì 15 giugno 2023

Aree a sfalcio ridotto: una buona pratica che vorremmo vedere anche in Brianza

Fonte immagine: Comune San Lazzaro di Savena

Sono sempre di più i comuni che stanno avviando buone pratiche per favorire la biodiversità floristica e faunistica nelle aree urbane. Una di queste pratiche consiste nella creazione di aree a sfalcio ridotto in aree verdi e parchi pubblici, ovvero zone a bassa manutenzione.

Una minore frequenza degli sfalci comporta anche una riduzione delle emissioni climalteranti e inquinanti in atmosfera, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria urbana. Secondo uno studio portato avanti dall’ Orto botanico del Comune di Bergamo in un prato di erba non sfalciata, rispetto al «green» di un campo da golf vengono percepiti almeno cinque gradi di calura in meno.

Fonte immagine: Comune San Lazzaro di Savena

In genere i comuni decidono di avviare la sperimentazione in aree marginali e a minor fruizione per poi coinvolgere l'intera area urbana. Nelle zone inviduate, appositamente delimitate e/o indicate da cartellonistica, l’erba viene sfalciata con una minore frequenza per lasciare spazio alla fioritura spontanea di un numero maggiore di piante. Questo permette di offrire uno spettacolo cromatico notevole per i cittadini ma soprattutto di fornire un maggiore sostentamento agli insetti impollinatori e di dare rifugio per la microfauna.

Gli interventi su queste aree vengono, di solito, anche arricchite da siepi, piantumazioni e/o rifugi per impollinatori (i cosiddetti “bee-hotel”) e per la fauna selvatica, rendendo queste aree delle vere e proprie oasi di biodiversità. Vengono poi creati appositi sentieri sfalciati per rendere fruibili le aree più grandi, favorendo il passaggio ai cittadini.

Fonte: Comune San Lazzaro di Savena

venerdì 19 maggio 2023

La ‘Festa delle Api’ ritorna a settembre a Ponte Lambro

L’annuncio del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”,  in coincidenza con la Giornata mondiale delle api che si celebra il 20 maggio.


La tradizionale ‘Festa delle Api’ ritorna a settembre a Ponte Lambro. L’annuncio viene dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, in coincidenza con la Giornata mondiale delle api che si celebra annualmente il 20 maggio.
La notizia riguarda proprio l'appuntamento di fine settembre dedicato al mondo delle api e dell’apicoltura che, dopo tre anni di interruzione a causa della pandemia, ritorna nel territorio erbese. Cambia però la location: da Erba - dove l’iniziativa si era tenuta nelle precedenti 11 edizioni, dal 2009 al 2019 - la ‘Festa delle Api’ si sposta a Ponte Lambro e per la precisione a Villa Guaita.


Dichiarano Moreno Casotto e Loris Galliani che, per conto del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, stanno seguendo l'organizzazione dell’evento, in collaborazione con un gruppo di apicoltori locali: “La ‘Festa delle Api’ si terrà il 23 e 24 settembre negli spazi di Villa Guaita di Ponte Lambro, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ponte Lambro a cui abbiamo chiesto il patrocinio. Si tratta di una due giorni di eventi dedicati al mondo delle api, dell’apicoltura e dell’agricoltura sostenibile. Ci saranno momenti di approfondimento sul mondo dell’apicoltura, le degustazioni dei mieli, le animazioni per bambini. Ovviamente non mancherà il mercato agricolo biologico: dal miele degli apicoltori locali, ai prodotti agricoli delle aziende biologiche del territorio”.
 

Le api, purtroppo, sono sempre più minacciate dall'inquinamento e dalla cementificazione. Per questo ogni anno, il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api, dedicata alla salvaguardia di questo importante insetto impollinatore che, come risaputo, è messo a rischio dall’uso dei pesticidi in agricoltura, dal riscaldamento globale, dalla siccità e dal consumo di suolo.

Per questo durante la ‘Festa delle Api’ di settembre si approfondiranno questi temi, oltre a costituire un momento di svago e di acquisto di prodotti biologici coltivati e trasformati nel pieno rispetto dell'ambiente. L'appuntamento con la rinnovata ‘Festa delle Api’ è quindi per l'ultimo weekend di settembre a Ponte Lambro.

venerdì 12 maggio 2023

Doppio appuntamento per conoscere ed apprezzare le aree verdi del Parco GruBrìa


Domenica 21 maggio 2023 si terranno due importanti appuntamenti rivolti a tutta la cittadinanza, per conoscere ed apprezzare le aree verdi del Parco GruBrìa.

Al mattino: Giornata del Verde Pulito, 4 diversi punti di ritrovo, un unico obiettivo: ripulire insieme il nostro parco.


Al pomeriggio: BioBlitz nell’area della Valera, per osservare e raccogliere insieme, accompaganti dagli educatori ambientali del Parco, foto e informazioni su animali e piante.

 


 

giovedì 11 maggio 2023

Api selvatiche e biodiversità: se ne parla all’Oasi Lipu di Cesano Maderno


Parola d’ordine biodiversità per la protezione della terra e del clima. Di questo tema, con un focus particolare sulle api selvatiche, che con la primavera tornano a svolazzare di fiore in fiore, ma anche ad essere messe in pericolo dai comportamenti dell’uomo (urbanizzazione e pesticidi), si parlerà nella prossima “Serata Naturalistica”. Le Gev (Guardie ecologiche volontarie) del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea hanno organizzato l’evento “La biodiversità delle api selvatiche” mercoledì 17 maggio dalle 21 all’Oasi Lipu di Cesano Maderno.

Relatrice d’eccezione sarà Daniela Lupi, agronoma e professore associato all’Università degli studi di Milano DeFENS (Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente). Dal campo alla tavola, ma anche oltre, il DeFENS si pone l’obiettivo di preservare e migliorare ambienti, sistemi, prodotti e di fornire un approccio olistico a queste problematiche con lo scopo ultimo di salvaguardare e migliorare la salute umana e la qualità della vita.

In Europa si contano quasi duemila specie di api selvatiche, nel mondo se ne stimano ventimila e permettono l’impollinazione della maggior parte delle piante e delle colture presenti sulla Terra. In pochi sanno anche in Italia sono stati anche avviati progetti di “Beewatching”. Il prossimo 20 maggio inoltre sarà la Giornata mondiale della api (o Bee Day). Le api “selvatiche” ricoprono un ruolo fondamentale a livello globale, salvo diventare essenziali in ambienti e situazioni particolarmente difficili. La serata sarà incentrata alla scoperta di questi attori fondamentali per i servizi ecosistemici.
L’evento si svolgerà all’Oasi Lipu di Cesano Maderno (Monza e Brianza) nel Centro di educazione e formazione ambientale “Alex Langer” (via don Luigi Orione, 43).

 


 

lunedì 23 gennaio 2023

Workshop su salvataggio anfibi in Lombardia

Fonte immagine: naturachevale.it

Martedì 31 gennaio 2023, dalle ore 14.30 alle 17.30
, si terrà al Belvedere “Enzo Janacci” del Palazzo Pirelli (via Fabio Filzi, 22), a Milano, un workshop dedicato al salvataggio degli anfibi in Lombardia.

A febbraio si apre la stagione di migrazione degli anfibi: rospi, rane, salamandre e tritoni, che lasciano le zone dove hanno trovato riparo durante la stagione invernale e si muovono verso le zone umide per il periodo di riproduzione. Purtroppo, molti esemplari incontrano sul loro cammino strade trafficate e sono investiti dalle auto.

Una parte importante delle attività di tutela degli anfibi in Lombardia è dedicata al salvataggio di queste specie presso le strade. Da anni sono attivi diversi gruppi di volontari -Guardie ecologiche volontarie (Gev), appassionati e cittadini- che nel periodo di migrazione degli anfibi sorvegliano le carreggiate per raccogliere gli anfibi in attraversamento e trasportarli dall’altro lato della strada affinché possano raggiungere sani e salvi gli specchi d’acqua dove si riprodurranno.

Per condividere i dati, le buone pratiche e le esperienze relative ai salvataggi e le proposte su come rendere più efficace l’azione di salvaguardia Regione Lombardia, in collaborazione con la Stazione Sperimentale per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia, attiva presso il Parco dei Colli di Bergamo, organizza questo momento di confronto.

Per partecipare occorre iscriversi, compilando questo modulo da inviare a info@stazioneanfibilombardia.it.

Programma

Ore 14:00 – Registrazione dei partecipanti

Ore 14:30

  • Saluti introduttivi – Alessandra Norcini, Dirigente della Struttura Natura e Biodiversità della DG Ambiente e Clima di Regione Lombardia
  • Le attività di conservazione degli anfibi in Regione Lombardia – Elisabetta Rossi, funzionaria della Struttura Natura e Biodiversità della DG Ambiente e Clima di Regione Lombardia
  • Le attività di conservazione degli anfibi del Parco Regionale dei Colli di Bergamo – Francesca Caironi, Direttore del Parco Regionale dei Colli di Bergamo e Alessandro Mazzoleni, funzionario del Parco Regionale dei Colli di Bergamo


Ore 15:00 – I salvataggi di anfibi in Lombardia

  • Aggiornamento stato delle conoscenze delle attività di salvataggio anfibi sulle strade lombarde e il ruolo della Stazione Sperimentale Regionale nella conservazione della batracofauna regionale – Maurizio Dino e Roberto Rota, membri del comitato scientifico della Stazione Sperimentale Regionale per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia


Ore 15.30 - 16:30 – Esperienze di salvataggio di anfibi a confronto

  • Il salvataggio anfibi presso il Lago d’Endine (BG) – Luca Valetti, Comunità Montana dei laghi bergamaschi
  • Il salvataggio anfibi in Valle Sabbia (BS) – Claudia Mora, GEV Comunità Montana Valle Sabbia
  • Il salvataggio anfibi sul Lario orientale – Aldo Rossi, GEV Provincia di Lecco
  • Il salvataggio anfibi al Parco delle Groane (MB) – Paolo Ventura, GEV Parco Regionale delle Groane
  • Il salvataggio anfibi al lago di Montorfano (CO) – Cristian Civati, Associazione l’Ontano di Montorfano
  • Il salvataggio anfibi a Sesto Calende (VA) – Francesco Lillo, Tutela Anfibi Basso Verbano


Ore 16:30 – 17:30

  • Tavola rotonda – confronto con i partecipanti rispetto a problematiche, esigenze e possibilità di rendere più efficace l’azione di salvaguardia


Ore 17.30 – Conclusione dei lavori


Qui puoi scaricare il programma in formato pdf

lunedì 16 gennaio 2023

Vita e morte nel legno: l'invisibile biodiversità degli insetti del bosco


Quando camminiamo in un bosco sentiamo il rumore delle foglie sotto i piedi e gli uccelli cinguettare, eppure non ci accorgiamo dell'incessante rosicchiare e scavare degli insetti che si nutrono del legno, come operai silenziosi all'interno di grotte di cellulosa. Durante questa serata Riccardo Poloni - entomologo e naturalista del Gruppo di Scienze Naturali Modenese e dottorando in ecologia evolutiva al CRNS di Montpellier - ci farà scoprire qualcosa di più sulla biodiversità di questi insetti, su come sono importanti per gli ecosistemi forestali e sul perché sia importante proteggerli. 

 

È consigliata la prenotazione qui: https://forms.gle/jLyAWuHCH635Ltvm9 o alla mail: seratebiodiversita@gmail.com

 

Programma del corso "La biodiversità e la sua tutela"

organizzato dall'associazione "Il Picchio Verde APS"


Con il patrocinio del Parco della Collina di San Colombano e del Parco regionale dell'Adda Sud. L'associazione ringrazia i cinque comuni del Parco della collina di San Colombano per aver concesso la disponibilità delle sale: Comune di San Colombano al Lambro, Comune di Miradolo Terme, Comune di Sant'Angelo Lodigiano, Comune di Graffignana, Comune di Inverno e Monteleone

giovedì 24 novembre 2022

Alla ricerca di Eleocharis carniolica nel Parco delle Groane-Brughiera


La settimana scorsa il personale tecnico-scientifico del Centro Flora Autoctona, aiutato dai tecnici del Parco delle Groane-Brughiera, ha prelevato campioni di terreno nei siti dove è presente Eleocharis carniolica (qui la scheda della pianta). Tale materiale sarà utilizzato per rinvasare le piante già germinate presso il CFA, per produrre nuove piantine a partire dai semi presenti nel suolo stesso e per ottimizzare il protocollo di coltivazione ex situ in parallelo con i ricercatori dell’Università degli Studi di Udine che si stanno occupando della stessa specie (progetto Life Seedforce).


Il terreno è stato campionato presso un piccolo stagno artificiale, in aree normalmente sommerse, e non ha pertanto intaccato la popolazione locale di Eleocharis carniolica.
Oltre alle piante più mature, sono state individuate numerose giovanissime plantule nate dopo la lunga siccità estiva, in seguito alle più recenti piogge autunnali.


Il progetto europeo guidato dal Muse di Trento coinvolge 15 partner italiani e stranieri, in 10 regioni italiane, in Francia, a Malta e in Slovenia

Quattro le specie sotto osservazioni: Eleocharis carniolica, Gladiolus palustris, Saxifraga tombeanensis e l’orchidea Liparis loeselii. I territori coinvolti spaziano dal Monte Barro, alla Palude di Brivio e al Sasso Malascarpa nel Lecchese, fino al Parco delle Groane in pianura e alle montagne calcaree della Valvestino nell’Alto Garda Bresciano. Il progetto, che è formalmente iniziato il primo ottobre e proseguirà fino alla fine del 2026.

“Per la prima volta un progetto Life che fa sistema a livello nazionale per salvare le piante a maggior rischio di estinzione – spiega Costantino Bonomi, Conservatore di Botanica del MUSE - Una vera e propria operazione di salvataggio in grande stile, compiuta su 29 specie, di cui 28 in Italia, particolarmente rare e minacciate presenti in 76 hot-spot di biodiversità, di cui 59 in Italia, dalle Alpi alle isole maggiori passando per la pianura padana e l’Appennino. Grazie a un approccio integrato, verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 139 siti di intervento, di cui 107 in Italia, dove verranno trasferiti oltre 25.000 individui di queste specie rare, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione”.

mercoledì 3 agosto 2022

La montagna non è un parco giochi!


Montagna: scrigno di biodiversità o parco disneyano?

a cura del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Non ci sono solo le Olimpiadi invernali a ‘minacciare’ la montagna. Sempre più spesso assistiamo allo ‘sfruttamento’ della montagna, anche da parte di chi vi abita.


Facciamo degli esempi. Il turismo mordi e fuggi con cui la montagna viene utilizzata come 'parco giochi': panchine giganti, ponti tibetani nelle valli, piattaforme artificiali di osservazione, piste da sci a quote basse e pertanto innevate artificialmente. Queste strutture richiamano flussi di visitatori che, muovendosi in giornata con le loro auto, vedono la montagna come un centro commerciale, utilizzando solo queste strutture fittizie piuttosto che godere della naturalità della montagna stessa.
Dicevamo che anche chi ci vive tende, in alcuni casi, a trarre dalla montagna solo una fonte di reddito personale o per propri scopi, come, ad esempio, la realizzazione di nuove strade agrosilvopastorali, a volte addirittura asfaltate e aperte anche alle auto private, per l'accesso a strutture di agriturismo, rifugi e baite, se non seconde case. L'accesso a questi edifici, fino a ieri raggiungibili solo a piedi, diventa il pretesto per aggredire ulteriormente la montagna e renderla appetibile a nuove orde di visitatori della domenica.


Altro esempio le moto da trial, i quod o, in inverno, le motoslitte, mezzi che vengono utilizzati con l'unico scopo del 'passatempo'. Insomma la montagna sta sempre più diventando un ‘divertimentificio’, piuttosto che essere preservata e tutelata per le sue valenze naturali e ambientali.
Pensiamo al tema del riscaldamento globale, laddove le montagne e i boschi possono rappresentare una delle soluzioni al problema, in quanto in grado di assorbire quote di CO2 e produrre ossigeno, condizioni fondamentali per la vita, che la città non può garantire.
In definitiva serve cambiare il modo di pensare e vedere la montagna, che deve invece continuare a rappresentare uno degli ambiti di conservazione della biodiversità e di garanzia per la vita sul Pianeta. Occorre pensare ad un turismo ecosostenibile che possa valorizzare le tradizioni locali senza snaturarle e senza la necessità di creare infrastrutture inutili, ma recuperando e ristrutturando quello che già esiste sul territorio.


Un appello quindi alle Istituzioni (ministeri, regione, parchi, comunità montane, comuni) che, anziché limitarsi a celebrare la giornata della montagna o, peggio, a finanziare altre devastanti opere (è di questi giorni l'apertura di un nuovo bando di Regione Lombardia a sostegno delle piste da sci innevate artificialmente!), devono investire sulla tutela e manutenzione delle montagne stesse.

domenica 21 marzo 2021

WWF Lombardia: La funzione principale dei Parchi Regionali dev'essere quella di favorire la biodiversità!


Il WWF Italia, che in Lombardia gestisce numerose aree protette fin dalla fine degli anni ’70, esprime tutte le sue perplessità e preoccupazioni di fronte alle proposte presentate dai Parchi regionali lombardi “come applicazione concreta della transizione ecologica” come affermato dall’Assessore regionale Rolfi.  
Queste proposte, al di là di alcune lodevoli eccezioni, mancano di ambizione, di coraggio e di visione: si tratta di una “lista della spesa” di progetti, che forse erano già nei cassetti dei Parchi Regionali che con l’arrivo dei Fondi Europei si vorrebbero realizzare.   
Dal loro esame non emerge nessuna attenta e accurata programmazione che consenta davvero di avviare, al di là di facili slogan, la transizione ecologica, ne sembrano coerenti con i piani di gestione, in particolare per le aree a Parco naturale sulla cui centralità  sembrano esserci poche idee progettuali.
 
Nel dicembre scorso Regione Lombardia aveva chiesto di segnalare progetti riguardo al ripristino degli ecosistemi e per favorire l’accessibilità e la fruizione sostenibile anche alle Riserve Naturali in riferimento agli investimenti per favorire la ripresa economica.
Dalla progettualità dei Parchi sono richiesti 109 milioni di Euro per 179 progetti, oltre il 50% è destinato alla fruizione (in particolare per piste ciclabili), circa il 25% alla ristrutturazione o realizzazioni di sedi e il restante 25% circa ad interventi di tipo naturalistico: quindi solo un quarto dei progetti è specificatamente rivolto alla conservazione  del  patrimonio naturale  nei Parchi.  
 
“Nessun pregiudizio sul potenziamento di piste ciclabili o centri visita nei Parchi regionali, ma sfugge il nesso di tali infrastrutture con la priorità di tutela di habitat e specie o di cambiamento dei  processi produttivi  dannosi all’ambiente” dichiara il Delegato WWF Italia per la Lombardia dott. Gianni Del Pero e aggiunge “ E’ proprio dalle aree protette che dovrebbe  venire tale impulso,  considerato che coloro che le frequentano lo fanno innanzitutto per il loro valore naturalistico”.
 
Fermo restando che tra gli obiettivi del Piano Europeo vi sono quelli della inversione della curva della perdita della biodiversità e che una quota del 37% dei fondi devono essere dedicate al clima, all’adattamento al cambiamento climatico e specificamente alla tutela dell’ambiente, si sottolinea che questi progetti devono comunque rispettare il principio di “non arrecare un danno significativo” per i sei obiettivi ambientali comunicati dalla Commissione Europea (2021/C 58/01). Ci si chiede: i progetti presentati dai Parchi sono coerenti con questo principio di valutazione?
Dagli Enti gestori dei Parchi lombardi ci saremmo aspettati, per esempio, progetti e proposte sul miglioramento della qualità dei corsi d’acqua in linea con quanto prevede la Direttiva Quadro 2000/60/CE (i principali fiumi lombardi sono tutti interessati dalla presenza di Parchi regionali), oppure progetti per la riduzione degli impatti dell’attività agricola intensiva e zootecnica tra le prime cause di  impatto sulla biodiversità  e il clima in Italia, o ancora la realizzazione di corridoi ecologici fra le aree protette anche attraverso una graduale quanto concreta conversione all’agricoltura biologica.
 
Il WWF Lombardia e i cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi ecosistemici  derivanti delle nostre aree protette chiedono all’Amministrazione regionale ed agli Enti Parco, di  riconsiderare  radicalmente i contenuti delle proposte presentate  affinchè la "transizione ecologica" sia effettivamente attuata nel rispetto degli Obiettivi del Piano di Finanziamento Europeo  e nel  principio di non arrecare danno all'ambiente.
 
E’ evidente che per garantire tale risultato occorre maggiore coinvolgimento nella governance e nelle scelte anche da parte delle Associazioni ambientaliste, che oggi in Lombardia, diversamente da quanto prevede la normativa regionale, sono esclusi da ogni partecipazione al procedimento decisionale: la normativa di Regione Lombardia prevede infatti, con una discriminazione inspiegabile, che i loro rappresentanti facciano parte delle Comunità dei  Parchi, ma con la sola facoltà di essere auditi, senza alcun peso nelle decisioni.  
 
La disponibilità a far parte di una cabina di regia regionale questa Associazione la assicura sin d’ora.

lunedì 23 marzo 2020

Mariano Comense sta prendendo la strada sbagliata


«La nostra visione di parco non è quella di una foresta inutilizzabile: riqualificheremo il verde dove andremo a passare con una strada che sarà fatta, non solo rispettando i criteri per un basso impatto ambientale, ma recuperando e restituendo tutta la zona ai cittadini».
Giovanni Alberti, Sindaco di Mariano Comense, da "La Provincia" del 23 marzo 2020

E' imbarazzante leggere parole come queste. E' ormai noto a tutti che, in una zona antropizzata come la nostra, le aree verdi hanno una funzione vitale per il nostro benessere e la difesa della biodiversità. Se veramente vuole riqualificare il parco il Sindaco sta prendendo la strada sbagliata.

Leggi anche:

domenica 16 luglio 2017

L’impegno del WWF Lecco per la microfauna


Biodiversità è sinonimo di ricchezza, di varietà e coesistenza di svariate forme di vita. Se è giusto tutelare le specie in via di estinzione, come la tartaruga marina, l’elefante, il gorilla… altrettanto importante è preservare le specie animali e vegetali meno appariscenti.

WWF Lecco da anni sostiene le campagne del WWF con la raccolta di fondi destinati ai grandi progetti internazionali: negli ultimi tre anni l’Associazione lecchese ha destinato oltre 5.000,00€ a progetti di conservazione degli habitat dell’orso polare e della tigre asiatica, perché è solo con adeguati finanziamenti che si possono sostenere campagne sulle quali, per un’associazione “territoriale” come WWF Lecco, non ci sarebbe una possibilità di impegno diretto.

Un impegno più concreto è invece quello sulla microfauna locale che nel territorio lecchese vede WWF particolarmente attivo per la tutela di insetti impollinatori, rospi, gamberi e salamandre.


Per gli insetti impollinatori, WWF Lecco da circa tre anni ha avviato il progetto “BarroBugBox” all’interno del Parco Monte Barro con il posizionamento, la manutenzione e il costante monitoraggio di nidi artificiali. L’iniziativa ha recentemente ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia e di ERSAF (Ente Regionale Agricoltura e Foreste) e si pone l’obiettivo di contribuire allo studio e alla salvaguardia degli insetti impollinatori (le cosiddette “api selvatiche”) e del loro habitat naturale.


Per il rospo (bufo bufo) WWF Lecco collabora con decine di volontari di altre associazioni all’annuale campagna di tutela delle migrazioni primaverili dei rospi che dal Monte Moregallo si recano sulle rive del Lario per la deposizione delle uova. Quest’anno i numeri non ancora definitivi indicano una migrazione in discesa di oltre 20.000 esemplari, accompagnati e “salvati” dai volontari nel percorso di attraversamento della Provinciale 583 Lecco Bellagio.

Per il gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes), sempre più minacciato da specie aliene, WWF Lecco è impegnato da anni con progetti di conservazione in ambito provinciale, sia in ambito operativo, con la tutela e la manutenzione naturalistica delle aree in cui ancora sopravvive la specie indigena, sia con attività scientifiche di supporto, come il recente studio pubblicato sull’ultimo numero (luglio 2017) di "eco.mont", una rivista scientifica particolarmente incentrata sulle aree protette della regione alpina e prealpina.


Nello specifico lo studio, che si inserisce nel contesto del “Progetto Gambero di fiume” del WWF Lecco, ha riguardato l’estinzione di una popolazione di gambero di fiume autoctono, avvenuta nel 2013 nel Parco Regionale del Monte Barro a seguito della scriteriata introduzione di una specie americana e della peste del gambero, di cui questa specie è portatrice. Circa una cinquantina di esemplari di un gambero originario del nord America sono stati immessi in un’area del Parco dove la specie nativa ancora prosperava, provocandone in brevissimo tempo l’estinzione.


Un ultimo importante progetto che vede l’impegno degli attivisti WWF Lecco riguarda la salamandra nera (Salamandra atra), una specie diversa e molto meno diffusa della più conosciuta salamandra pezzata (nera a macchie gialle), presente nelle Orobie bergamasche e sondriesi, ma non ancora rilevata nella nostra provincia.

Lo scorso weekend sette volontari del WWF Lecco hanno partecipato a una due giorni di studio e ricerca nell’area della Val Gerola in Comune di Tartano, con un’uscita notturna che ha permesso di censire e campionare oltre cinquanta esemplari di salamandra nera. L'area di ritrovamento degli esemplari censiti non è molto lontana dalla zona della Val Biandino, dove il WWF Lecco aveva già organizzato alcune uscite negli scorsi anni, purtroppo ad oggi ancora senza riscontri della presenza di questo anfibio dalla caratteristica livrea totalmente nera.

Sempre attivissima quindi la sezione lecchese del Panda che invita anche a visitare il sito WWF Lecco (wwf.lecco.it), dove sono disponibili molte più informazioni, news e gallerie fotografiche sui vari progetti relativi alla microfauna e più in generale sulle molteplici attività dell’associazione, che dà appuntamento a soci e simpatizzanti per domenica 23 luglio all’evento FestAmbiente 2017 presso l’Eremo del Monte Barro, dove WWF Lecco sarà presente con un proprio tavolo propagandistico e di raccolta di nuovi soci.

giovedì 18 maggio 2017

Sagraria 2017 presenta il progetto Fragenziane: insieme per la difesa della biodiversità


di Silvia Baldo, responsabile Oasi LIPU Cesano Maderno

Il 20 e il 21 Maggio presso l’I.I.S. “Luigi Castiglioni” di Limbiate, si terrà “Sagraria 2017” la tradizionale festa di fine anno scolastico.

Tra le molte attività proposte, si segnala in particolare il seminario che siterrà nella mattinata di Sabato 20 Maggio 2017 dal titolo “IL PROGETTO FRAGENZIANE: INSIEME PER LA DIFESA DELLA BIODIVERSITA’ ”.
Aprirà il seminario la dirigente scolastica Prof.ssa M. C. Scarpini.
Durante il convegno interverranno i rappresentanti dei partner coinvolti nel progetto per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori, iniziati nel 2015.

A conclusione della mattinata i partecipanti verranno accompagnati a visitare un’aiuola realizzata presso l’istituto stesso per il monitoraggio della Genziana e verrà offerto un rinfresco.

L’evento rientra in una delle azioni previste nel “Progetto FraGenziane Fragmented Gentiana pneumonanthe populations, habitats and associated fauna in local ecological network” iniziato nel 2015 i cui capofila sono il Parco Regionale del Monte Barro e il Centro Flora Autoctona della Regione Lombardia affiancati da Parco Regionale delle Groane, Consorzio Parco Brughiera Briantea, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano Bicocca, Università degli Studi di Pavia, Associazione LIPU onlus e Istituto di Istruzione Superiore Luigi Castiglioni oltre a degli Distretto Florovivaistico Alto-Lombardo WWF Lombardia.