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domenica 13 luglio 2025

Seveso, diossina e tabelle: quando la chiarezza vale più dell’ironia


di Domenico Corrusco


Nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook di Insieme in Rete, Gianni Del Pero - Presidente Delegato del WWF Lombardia, geologo, e anche Supervisore delle operazioni di bonifica per Pedemontana - ha pubblicato un post con i risultati delle analisi sulla diossina nella zona di Seveso.

Al post ha allegato una tabella che riporta un valore di tossicità equivalente per la diossina pari a 18,6 ng/kg. Fin qui, nulla di strano: la trasparenza sui dati ambientali è sempre una buona notizia.

Il problema però sta in come questi dati vengono presentati e in ciò che viene detto - e non detto - a corredo.

Del Pero, infatti, nel suo post utilizza un tono fortemente ironico e a tratti sprezzante verso chi, a suo dire, diffonde “allarmismo ingiustificato” o non sarebbe in grado di capire la materia.

Parla genericamente di “NoCarote - Nobonifica” o di chi sarebbe contrario alla bonifica “perché poi potrebbero farci sopra un’autostrada”, ma non chiarisce mai esattamente a chi si riferisca. È una critica vaga, rivolta a un indistinto “qualcuno” che resta sempre senza nome.

E va detto chiaramente: non è il pubblico o i comitati locali ad alimentare le polemiche, ma è lo stesso Del Pero che le innesca, con i suoi toni sarcastici e provocatori.

Il nodo tecnico è semplice:

  • Del Pero afferma che, con un valore di 18,6 ng/kg, il sito non sarebbe contaminato e quindi “la bonifica non si deve fare”, perché il limite di legge sarebbe 100 ng/kg.

Ma questa affermazione è solo parzialmente corretta. In realtà:

  • ✅ Il limite di 100 ng/kg vale per suoli destinati ad uso industriale o commerciale.
  • ❌ Per aree residenziali, scuole, parchi, orti, giardini, il limite è invece 10 ng/kg.

Dunque, se il terreno in questione si trovasse in un’area destinata a verde pubblico o residenziale, il valore di 18,6 ng/kg supererebbe il limite e richiederebbe un intervento di bonifica.

Il vero punto debole del post è però un altro: Del Pero non dice dove si trova esattamente il terreno analizzato. Manca qualsiasi informazione fondamentale, come:

  • la zona o il lotto specifico da cui è stato prelevato il campione;
  • la destinazione urbanistica dell’area (residenziale, verde pubblico, industriale);
  • la profondità a cui è stato eseguito il prelievo;
  • la data dell’analisi.

Senza questi dati, la tabella non basta a stabilire se la bonifica sia davvero necessaria o no. I numeri, da soli, non raccontano tutta la storia.

C’è poi un’altra evidente contraddizione nel discorso di Del Pero:

  • da una parte, sostiene che “la bonifica non si deve fare” perché il valore risulta sotto soglia (secondo il limite industriale);
  • dall’altra, attacca con grande veemenza chi, sempre secondo lui, sarebbe contrario alla bonifica o la ostacolerebbe.

Se davvero “la bonifica non si deve fare” perché non necessaria, perché allora prendersela così tanto con chi dice - magari con motivazioni diverse - che la bonifica non vada fatta?

Non si può sostenere nello stesso discorso che la bonifica non serva e contemporaneamente polemizzare con chi dice che non va fatta. È una posizione che finisce per smentirsi da sola.

Un ultimo punto riguarda la forma. Quando si ricoprono ruoli ufficiali e si trattano dati così delicati, la chiarezza e il rispetto diventano un dovere, non una scelta.

La vicenda di Seveso non è solo una questione tecnica: è memoria, salute pubblica, paure radicate. Merita risposte precise, documentate e, soprattutto, espresse senza sarcasmo né battute sprezzanti.

I numeri servono. Ma servono anche i dettagli su dove si trovano quei numeri, e a cosa servono. E se vogliamo davvero evitare allarmismi, la miglior medicina è sempre la trasparenza. Non il sarcasmo.

Per chiarezza e trasparenza, riportiamo qui sotto integralmente il testo del post originale di Gianni Del Pero, così come pubblicato su Facebook, e la tabella allegata. Ognuno potrà leggerli direttamente e farsi la propria opinione.

Post originale

    Gianni Del Pero
    [12 luglio 2025]

    I dati delle analisi di Diossine e Furani effettuate sui terreni prelevati dalla Terra della #Diossina detta di #Seveso non sono dati pubblici, per evitare ingiustificato allarmismo con panico indotto da commenti incompetenti dettati da evidenti altre finalità. E dopo 11 anni, ottenuta la caratterizzazione e la conseguente bonifica, sono arrivati i primi risultati delle analisi di collaudo delle bonifiche effettuate. Inutile cercare di spiegarlo ai neonegazionisti dei NoCarote - Nobonifica perché inquina (!), No bonifica perché poi dopo potrebbero farci sopra una Autostrada (meglio continuare a mangiare uova, pomodori e zucchine alla Diossina!), No bonifica "non so neanche perché" o perché "lo dico io"... Nel referto analitico allegato, incomprensibile a chi non vuole comprenderlo, il valore di tossicità equivalente di "Diossina" è 18,6 ng/kg (il limite di legge è 100). Il SITO NON E' Contaminato la BONIFICA NON SI DEVE FARE! Oggi il rischio di esposizione alla Diossina detta di #Seveso prodotta dalla #Icmesa di #Meda e' di molto diminuito solo grazie alla coerente determinazione delle Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete

Tabella (immagine allegata al post originale)

 



01/08/2025 - Aggiornamento importante

In relazione ad alcune interpretazioni emerse nei commenti e a quanto riportato nel post, riteniamo opportuno fornire, anche a seguito di una mail ricevuta da Gianni Del Pero, un chiarimento ufficiale circa il suo ruolo nel contesto delle attività di bonifica della cosiddetta “Terra della Diossina”.

Con una lettera datata 29 luglio 2025, il Direttore Generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, Ing. Sabato Fusco, ha chiarito in modo inequivocabile la posizione di Del Pero, sottolineando che:

    “Il dottor Del Pero non ha oggi e non ha avuto in passato alcun incarico professionale o istituzionale da Autostrada Pedemontana Lombarda o connesso con essa.”

    “Non ha mai avuto autorizzazione per accedere alle aree di cantiere di bonifica, non è mai stato registrato il suo accesso.”

    “Non gli abbiamo fornito dati diversi da quelli pubblici o condivisi col Tavolo permanente.”


Per chiarezza e trasparenza, si precisa pertanto che Gianni Del Pero non ha avuto alcun ruolo formale o privilegiato nei lavori di bonifica, né ha avuto accesso riservato alle informazioni o ai cantieri.

Riteniamo importante fornire questa precisazione per evitare confusioni e fraintendimenti nel dibattito pubblico, mantenendo alta l’attenzione sulla correttezza e trasparenza delle informazioni riguardanti la bonifica.
(blog Brianza Centrale) 

martedì 25 febbraio 2025

Pedemontana: il progresso che avanza… polvere, traffico, rumore e vibrazioni! 🚜


Riceviamo e pubblichiamo


Cara Brianza Centrale, 

ormai i cantieri della Pedemontana sono partiti e con loro anche una serie di effetti collaterali che, a quanto pare, nessuno poteva prevedere… tranne chiunque abbia mai visto un cantiere in vita sua.

🎺 Il concerto dei camion: il dolce suono dei motori rimbomba nelle nostre orecchie dalle prime luci dell’alba, mentre il traffico si trasforma in un perfetto esempio di caos permanente.

💨 La nebbia padana? No, polvere!: grazie ai mezzi di cantiere, abbiamo una nuova atmosfera da respirare, con quel sottile strato di terra che si deposita su ogni superficie, comprese le nostre vie respiratorie.

🚜 Strade o campi arati?: le gomme sporche dei camion disseminano terra ovunque, trasformando le strade in un percorso di cross gratuito.

📢 Le vibrazioni del progresso: le case tremano, i vetri tintinnano, e qualcuno ha pure controllato se fosse in atto un microsisma. Ma no, sono solo i lavori che procedono a pieno regime!

Ora, possiamo anche capire che i cittadini, le associazioni e i comitati, non essendo del mestiere, non abbiano previsto tutto questo. Ma chi gestisce i cantieri? Chi amministra il territorio, spesso affiancato da fior di tecnici e consulenti? Possibile che nessuno abbia considerato questi “dettagli”?

🔴 È ora che Comuni e Regione intervengano per regolamentare e controllare i lavori, cercando di ridurre al minimo i disagi. Altrimenti ci troveremo a dover convivere con un’infrastruttura che, prima ancora di essere completata, ha già lasciato un bel segno sulla nostra qualità della vita.

Nel frattempo, armatevi di pazienza… e magari anche di una mascherina antipolvere. 😷

Salute! da Domenico Corrusco

venerdì 29 novembre 2024

Pedemontana: il futuro della mobilità è qui... ed è tutto a pagamento!

Immagine tratta dal web

di Domenico Corrusco


Benvenuti nel paradiso della mobilità lombarda: dove paghi per guidare, ma i mezzi pubblici sono roba da film di fantascienza

Signore e signori, aprite bene gli occhi e preparate i portafogli: la Lombardia sta per regalarvi il futuro della mobilità! O meglio, vi fa pagare anche il presente. La tratta B2 della Milano-Meda? A tariffa. Il trasporto pubblico? Beh, avete presente i draghi? Ecco, stessa cosa: si dice che esistano, ma non li ha mai visti nessuno.

Avete sempre sognato di sborsare denaro per percorrere una superstrada che prima era gratuita? Tranquilli, il vostro desiderio si avvererà! La Milano-Meda, arteria fondamentale che collega Milano alla Brianza, verrà messa a pedaggio. Una scelta pensata per "ottimizzare la mobilità", che tradotto significa: "spremiamo i pendolari come limoni".

Il pedaggio, ovviamente, è una forma di incentivo. Ma incentivo a cosa? A usare i mezzi pubblici, dicono. Ah, che risate!

I trasporti pubblici in questa regione sono un mito degno di un documentario su Discovery Channel. Gli autobus sono così puntuali che li vedi solo a Natale, come le lucine. I treni? Diciamo che preferiresti camminare: lenti e talmente sovraffollati che devi chiedere il permesso anche per respirare.

E quando finalmente trovi una stazione? Ecco l’ostacolo finale: i parcheggi. Molti comuni, con una mossa da veri strateghi, hanno deciso di vietare la sosta o di imporre tariffe da gioielleria proprio accanto alle stazioni. Vuoi lasciare l’auto per prendere il treno? Ottima idea! Ma prima ipoteca casa tua per pagare il parcheggio.

Con la Milano-Meda a pagamento, tutto il traffico verrà deviato sulle strade locali. Immaginate file interminabili sulla Comasina e sulla Valassina. Sarà come una festa… ma senza musica, senza divertimento e con molto clacson.

Il bello? La Regione e Pedemontana sostengono che tutto questo è "per il bene della mobilità". Certo, come dire che mettere un ostacolo in mezzo alla pista migliora la corsa: geniale!

Per firmare la petizione contro il pedaggio cliccare qui

Non tutto è perduto, però. I Circoli del PD della Valle del Seveso hanno deciso di farsi sentire, raccogliendo, ad oggi, quasi 2600 firme per chiedere che il pedaggio venga eliminato dalla Milano-Meda. Le motivazioni? Semplici: vogliamo respirare, muoverci, e non vogliamo essere dissanguati ogni volta che dobbiamo andare a lavorare. Se vuoi firmare la petizione clicca qui.

Cari brianzoli, non lamentatevi troppo: state vivendo un esperimento sociale unico. Stanno cercando di capire quanto si può peggiorare la vita quotidiana di un pendolare prima che scappi urlando verso un eremo.

Nel frattempo, mettetevi comodi (non in macchina, però, che costa troppo) e preparatevi a ridere per non piangere. Il futuro della mobilità è qui... ed è tutto a pagamento!

domenica 24 novembre 2024

C’era una volta la tratta D


di Domenico Corrusco


Ah, le grandi opere italiane! Fatte per collegare, unire, risolvere. O almeno così ci raccontano. Poi arriva il caso della Pedemontana e della famigerata Tratta D e ci si ritrova a domandarsi: ma questa è ingegneria o una puntata di una soap opera? Perché, diciamocelo, l’intera faccenda sa tanto di telenovela ambientata tra svincoli e rotonde.

La trama è semplice: c’era una volta la Tratta D, progettata per spingersi eroicamente fino a Dalmine, completando un percorso degno di questo nome. Ma ecco che, nel pieno dello sviluppo narrativo, salta fuori una cugina un po’ più piccola e meno ambiziosa: la Tratta D Breve. Un “pezzo mancante” che collega giusto giusto Pedemontana, TEEM e BreBeMi. Semplice, meno costoso, più veloce. Una sorta di spin-off del progetto principale.

Ora, da spettatori curiosi ci chiediamo: questa nuova Tratta è una scelta pragmatica, un vero colpo di genio ingegneristico... oppure qualcuno ha deciso di “accorciare” il percorso perché temeva che il traffico dirottato verso Dalmine lasciasse TEEM e BreBeMi a contare i pedaggi su una mano?


E come ogni buona soap che si rispetti, non poteva mancare il mistero. Entra in scena la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), chiamata a finanziare le tratte B2 e C. Tutti si aspettavano un assegno bello corposo, ma... ecco il colpo di scena: la BEI non ha ancora ricevuto nulla di ufficiale sulla Tratta D Breve. “Fase di valutazione VIA”, dicono gli esperti. “Calma, niente CIPESS approvato”, aggiungono i tecnici.

Nel frattempo, la BEI se ne sta lì, a braccia conserte, aspettando che il progetto si presenti in tutta la sua “sostenibilità economica”. Perché una cosa è certa: a Bruxelles non amano le sorprese. Vogliono un piano completo, sensato, che non rischi di trasformare Pedemontana in una cattedrale nel deserto, con poche auto e tanti debiti.

Torniamo al punto. Perché accorciare? Perché scegliere un collegamento “Breve” che sembra la versione beta di un progetto ben più ambizioso? E qui il sospetto sorge spontaneo: sarà mica che qualcuno teme che il traffico verso Dalmine avrebbe svuotato le casse di TEEM e BreBeMi? Perché sì, caro lettore, meno traffico significa meno pedaggi, e meno pedaggi significano meno champagne nelle sedi delle concessionarie.

E allora via, ecco la Tratta D Breve, una sorta di compromesso perfetto: si risparmia sui costi, si evita di infastidire gli amici TEEM e BreBeMi e si tira su un’infrastruttura che, almeno sulla carta, dovrebbe “chiudere il cerchio”. E se nel frattempo qualcuno si lamenta del traffico che resta intrappolato tra svincoli e tangenziali? Beh, poco male, tanto quello c’era già.

E la Tratta D originale? Quel glorioso progetto che avrebbe portato Pedemontana fino a Bergamo? Magari arriverà. Forse un giorno, quando il traffico sarà esploso e qualcuno griderà allo scandalo. Ma nel frattempo, Pedemontana “gioca sul sicuro”: meno rischi, meno costi e, soprattutto, più pedaggi.

Per ora, il nostro melodramma autostradale si conclude qui. Resta solo da capire chi scriverà la prossima puntata. Speriamo, almeno, che ci sia il lieto fine. O perlomeno un casello gratuito per chi sopporta tutto questo.

martedì 12 novembre 2024

Pedemontana, bonifiche e tutela ambientale: Gianni Del Pero chiarisce la posizione del WWF


Dopo la pubblicazione di un articolo su "Il Post" riguardante le bonifiche per la Pedemontana (leggi qui) e del successivo commento critico di Domenico Corrusco (leggi qui), Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, ci ha scritto per precisare la posizione dell'associazione. Del Pero evidenzia alcune contraddizioni nelle osservazioni di Corrusco: in particolare, respinge l’interpretazione secondo cui il WWF avrebbe un atteggiamento di collaborazione nei confronti del progetto Pedemontana e chiarisce che la richiesta di bonifica del WWF è stata una costante sin dal 2009, senza alcun sostegno implicito all’autostrada. Inoltre, Del Pero smentisce l’affermazione secondo cui le bonifiche sarebbero limitate esclusivamente alle aree attraversate dal tracciato autostradale, ribadendo invece che si stanno effettuando interventi anche al di fuori del sedime dell'autostrada Pedemontana. Nella nota riportata qui sotto Gianni Del Pero risponde puntualmente ai punti di critica.

 

Pedemontana e bonifiche:
il WWF risponde alle critiche

di Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia


I tentativi di trovare presunti conflitti di interesse o incoerenze nell’attività del presidente della prima associazione ambientalista della Lombardia stanno perdendo vigore. Insistere nel confondere la costante richiesta ambientalista (avanzata fin dal 2009 da tutte le associazioni ambientaliste allora attive) di una bonifica dei terreni con un presunto sostegno al progetto Pedemontana è una vera e propria “panzana” o “fake”, come ormai riconosciuto da quasi tutti. Si tratta infatti di un’affermazione infondata, poiché la richiesta di bonifica è sempre stata nettamente separata dal giudizio, negativo, sull’infrastruttura autostradale.

Inoltre, l’affermazione secondo cui la bonifica riguarderebbe esclusivamente le aree attraversate dal tracciato autostradale, lasciando altre zone storicamente inquinate senza prospettive di risanamento, è altrettanto errata. Infatti, bonifiche e analisi di rischio sono in corso nei diversi comuni coinvolti e stanno procedendo anche al di fuori del sedime della Pedemontana. In tal senso, è importante essere informati correttamente.

Negli ultimi giorni, due procedimenti di bonifica sono stati completati. Anche la frase “una ferita riaperta [...] riportare alla superficie quella che era sepolta aggrava il rischio” per sottintendere incoerenza sembra ignorare (forse volutamente) i risultati ottenuti da associazioni ambientaliste che collaborano da anni su questi temi. Già nel 2016, su diverse reti televisive italiane e svizzere, il geologo aveva commentato i progetti di bonifica che prevedevano una movimentazione di circa 1 milione di metri cubi di “terreni contaminati da diossina,” presentando queste argomentazioni poi discusse in conferenza dei servizi per modificare il progetto autostradale e quello di bonifica.

Attualmente si prevede la bonifica fisica di circa 44.000 metri cubi di terreno, da trattare secondo norme di massima sicurezza, come stabilito dalle prescrizioni della conferenza dei servizi. Su Radio Popolare è ancora disponibile un’intervista del 2016 che riprende questi argomenti (cliccare qui).

“L’allarme era stato lanciato da tempo, poi è arrivata la certificazione dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Ora i dati sono stati consegnati da Pedemontana ai sindaci dei comuni interessati, e confermano l’inquinamento da diossina. Il 40% dei prelievi effettuati nel tratto tra Lentate e Cesano Maderno ha registrato valori oltre i limiti di legge, una percentuale che sale al 56% per i terreni superficiali, quelli più esposti al rischio di contaminazione in caso di movimentazione. ARPA ha effettuato oltre 600 prelievi.
Il dato è preoccupante, e la bonifica risulta costosa. Gli ambientalisti chiedono nuovamente che il tracciato si fermi a Lentate, limitando l’intervento alla sistemazione della viabilità sulla Milano-Meda. La Pedemontana è progettata per collegare la provincia di Varese con quella di Bergamo, passando dal Comasco e dalla Brianza, per un totale di 157 km e un costo stimato di 4,1 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi pubblici e oltre 400 milioni in sgravi fiscali.

L’area inquinata è quella limitrofa a Seveso, colpita dal disastro dell’Icmesa nel luglio 1976. Si tratta del tratto classificato come B2, ma tracce di diossina sono state riscontrate anche a Cesano, nel tratto C in direzione Vimercate.

La società Pedemontana ha ora trenta giorni per presentare un piano di bonifica preliminare e sei mesi per completare quello definitivo.

'Le analisi confermano la contaminazione diffusa che temevamo,' dice Gianni Del Pero, geologo incaricato dai comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio e Seveso di monitorare i campionamenti.

Il destino dell’opera è incerto, e la bonifica molto onerosa. La diossina è uno degli inquinanti più pericolosi, per cui serve la massima cautela. Riguardo ai costi, avevo stimato, in base ai progetti preliminari, una spesa minima di 40 milioni di euro.” Pedemontana aveva invece previsto 4 milioni di euro per la bonifica. Chi coprirà la differenza? I precedenti proprietari dei terreni? I responsabili dell’inquinamento? La società Pedemontana? La Regione Lombardia? Nei prossimi trenta giorni si attendono risposte anche su queste questioni.”


Per ascoltare l’intervista rilasciata a Radio Popolare da Gianni Del Pero cliccare qui.

domenica 3 novembre 2024

Pedemontana: bonifiche in corso e dubbi "pragmatici"

Le dichiarazioni di Del Pero a "il Post", 3 novembre 2024


di Domenico Corrusco

Il Post di domenica 3 novembre 2024 riporta che le bonifiche dei terreni per il progetto Pedemontana - la nuova autostrada che attraverserà la Brianza - procedono con il benestare pragmatico del WWF. Un’associazione ambientalista che collabora con chi sta realizzando una controversa infrastruttura? Un ossimoro che merita qualche approfondimento.

Del Pero, presidente delegato del WWF Lombardia, sottolinea che la posizione dell'associazione è “pragmatica.” In qualità di supervisore dei cantieri di bonifica, spiega che senza l’intervento del WWF l’autostrada sarebbe già stata completata, ma senza le bonifiche: “Senza il nostro intervento l’autostrada sarebbe già stata fatta senza bonifiche.” È dunque grazie alla presenza dell’associazione che l’infrastruttura è stata fermata e “corretta” per consentire un intervento di messa in sicurezza.

Tuttavia, questa posizione attuale sembra contrastare con le dichiarazioni passate dello stesso Del Pero. Nel 2016, infatti, il geologo aveva dichiarato alla televisione svizzera RSI che la costruzione della Pedemontana avrebbe rischiato di “riaprire una ferita dolorosa” per il territorio di Seveso, sottolineando che riportare alla superficie il suolo contaminato avrebbe aggravato i rischi di esposizione alla diossina: “Una ferita riaperta [...] riportare alla superficie quella che era sepolta aggrava il rischio.” Parole nette, che oggi sembrano lasciare spazio a nuove priorità.

A conferma di questo cambiamento di approccio, Del Pero ha commentato l’articolo del Post affermando: “Nella Terra della #Diossina detta di Seveso si discute ancora della #Bonifica ma dopo 48 anni, finalmente, si interviene nelle aree non bonificate negli anni settanta e ottanta.”

Viene però da chiedersi se questo “intervento” sia davvero così ampio come Del Pero lascia intendere. La bonifica, infatti, riguarda esclusivamente le aree attraversate dal tracciato dell’autostrada, mentre altre zone storicamente inquinate restano intatte e senza prospettive di risanamento. Risulta quindi curioso come il progetto di bonifica, invece di risolvere il problema su vasta scala, si concentri soltanto dove passa la Pedemontana, ignorando altre aree che da quasi cinquant’anni convivono con i residui di diossina.

 

Scheda / Trascrizione dell'intervista alla RSI, 10 luglio 2016
Link al video: cliccare qui

Intervistatore: "Quarant’anni fa la nube tossica, quarant’anni dopo una sorta di ferita che viene magari riaperta grazie all’autostrada?"
Gianni Del Pero: "Assolutamente una ferita riaperta. Per chi era già residente, due volte aperta: già abbiamo subito le conseguenze dell’esposizione alla diossina nel 1976, riportare alla superficie quella che era sepolta aggrava il rischio e richiama a quello che abbiamo subito tanti anni fa."



venerdì 1 novembre 2024

Pagherete caro, pagherete tutto: benvenuti nella Pedemontana Free Flow


di
Domenico Corrusco

Da qualche parte, tra realtà e fantasia, si è creata la Pedemontana dei sogni, un’autostrada tanto ambiziosa quanto sorprendente, dove l’idea di libertà si paga caro. Non solo: si paga proprio tutto, fino all'ultimo respiro di asfalto.

Chi guida qui non è semplicemente un automobilista, ma un investitore, un sostenitore del futuro finanziario delle autostrade lombarde. Grazie al sistema Free Flow, il pedaggio è un’esperienza sensoriale, un flusso che scorre rapido come il traffico nei giorni di pioggia. Non serve più fermarsi al casello, no, questa è roba del passato.

La scena è magica: ecco il direttore Sabato Fusco, che dal pulpito del Cittadino (leggi qui) ricorda al popolo che “Abbiamo impiegato risorse e sottoscritto dei prestiti sul presupposto che fosse garantito un ritorno in termini di traffico e pedaggio. Su questo non possiamo retrocedere”. Quasi un’ode a un’epoca dove il concetto di strada libera è diventato “caro, carissimo, o persino carissimo plus!”

Le tariffe? Spettacolari. Lungo la tratta B2, ogni metro quadrato sembra chiedere al cittadino: “Quanto mi vuoi bene, automobilista? Quanto sei disposto a pagare per me?”. E mentre qualcuno sospira pensando alla Milano-Meda ormai inglobata, Sabato Fusco tiene il punto: la scelta non è solo di Pedemontana, è condivisa, è ponderata, e si potrebbe anche dire “calda di sentimento” per chi ama l’arte del sacrificio economico su quattro ruote.

Il motto “Pagherete caro, pagherete tutto” riecheggia forte, ma in questa dimensione alternativa diventa un mantra nuovo: “Guiderete l’autostrada dei sogni, pagherete ogni singolo istante, e sarete grati di farlo!”.

lunedì 21 ottobre 2024

Progetto Valle dei Mulini a Meda: piantare alberi, non bandierine


di Domenico Corrusco

In relazione al mio precedente intervento e alle precisazioni di Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, vorrei cercare di chiarire alcune questioni riguardo alle compensazioni ambientali di Pedemontana e alla relazione con gli interventi attuati dall'associazione ambientalista.

Il progetto per il recupero della Valle dei Mulini ha radici lontane, e il suo sviluppo si è intrecciato con diverse proposte e delibere, a partire dalla Deliberazione n. 155 del 30/08/2021 del Comune di Meda. In questa delibera, si fa riferimento al progetto proposto dal WWF Insubria e WWF Lombardia nel quadro del Bilancio Partecipato 2022, che prevedeva diverse azioni, tra cui la riforestazione urbana, la creazione di un frutteto didattico e degli orti sociali, oltre a un collegamento ciclopedonale tra il Parco della Brughiera e il Bosco delle Querce. Questo progetto prendeva ispirazione dal piano di compensazione di Pedemontana, ma si trattava di un'iniziativa autonoma e distinta, finanziata dal Comune di Meda con 85.000 euro.

PL 15 - In rosso gli interventi già realizzati, verde l'area di forestazione progetto WWF, in azzurro l'area di intervento Brianzacque

Il costo del progetto di 85.000 euro è stato calcolato includendo le voci di spesa relative alla preparazione dei terreni e alla posa di elementi necessari per la riforestazione e la realizzazione dei percorsi ciclopedonali. Ad esempio, si sono considerati:

  • La fornitura e posa di terra stabilizzata per percorsi ciclopedonali larghi 3 metri.
  • La formazione di una nuova sede stradale in calcestre, comprensiva di scavi e materiali necessari per l'esecuzione.
  • La messa a dimora di alberi di prima e seconda grandezza.
  • La posa di prato e altre opere di riqualificazione del verde.
  • Costi tecnici come la progettazione esecutiva e la direzione lavori.

Questi interventi sono stati pensati per riqualificare aree marginali e favorire la connessione tra spazi verdi della città, con un focus anche sulla fruizione didattica in prossimità delle Scuole A. Frank e Diaz.

La presentazione del progetto sul sito del Comune di Meda conferma questo legame tra l’idea del WWF e i progetti di compensazione ambientale per Pedemontana. Tuttavia, durante il Consiglio Comunale del 9/11/2023, il sindaco Santambrogio ha precisato che il progetto del WWF Insubria non coinvolge direttamente le aree incluse nel PL15. Secondo il sindaco, l'unica area coinvolta da PL15 è quella legata al progetto di drenaggio urbano di Brianzacque nei pressi delle Scuole Diaz. Questo lascia intendere che, pur ispirandosi al progetto di Pedemontana, il lavoro del WWF si è sviluppato su aree diverse rispetto a quelle direttamente interessate dal PL15.


Per quanto riguarda l'area della Valle dei Mulini, il progetto del WWF si concentra autonomamente sulla connessione tra le aree verdi e la riforestazione. Tuttavia, la precisazione del sindaco solleva il dubbio se si possa parlare di interventi direttamente riconducibili alle compensazioni di Pedemontana, o se sia più corretto considerarli come azioni parallele e complementari.

In sintesi, il dubbio che avevo sollevato riguardava proprio l’enfasi data nel comunicato, che lasciava intendere una connessione più stretta con le compensazioni di Pedemontana. Tuttavia, accogliendo le precisazioni di Gianni Del Pero, credo che si tratti di due percorsi complementari, e che il lavoro del WWF sia encomiabile di per sé, senza bisogno di essere accostato alle compensazioni obbligatorie previste per Pedemontana.

Infine, come sottolineato da molti, è importante concentrarci sul risultato: il miglioramento del nostro territorio. In questo senso, piantare alberi, ripristinare sentieri e riqualificare spazi verdi sono tutte azioni che ci avvicinano a questo obiettivo comune.

sabato 19 ottobre 2024

Iniziative verdi a Meda: bene il WWF, ma non sono le compensazioni di Pedemontana


di Domenico Corrusco

 

Una recente comunicazione del WWF Insubria sul Parco della Valle dei Mulini a Meda (vedi il box sotto) mette in evidenza un intervento molto positivo per il territorio. Con la piantumazione di oltre 2000 alberi e la distribuzione di 110 piantine di brugo nelle scuole, questo progetto rappresenta un importante passo avanti verso la sostenibilità. Grazie all’impegno di volontari, scuole locali e varie organizzazioni, il paesaggio si è arricchito e la biodiversità locale ne ha beneficiato. Tuttavia, il comunicato collega queste realizzazioni al tema delle compensazioni di Pedemontana.

Pur trattandosi di un'iniziativa encomiabile, è fondamentale distinguere questi interventi dalle compensazioni ambientali previste per la tratta B2 di Pedemontana, che sono di una scala completamente diversa. Le compensazioni legate a Pedemontana riguardano fondi vincolati a opere di mitigazione per i danni causati dalla costruzione dell'autostrada. Si tratta di interventi molto più estesi, destinati a ridurre l’impatto negativo su ambiente e territorio a seguito della realizzazione dell'infrastruttura.

Azioni volontarie, per quanto lodevoli, non possono essere considerate una risposta sufficiente ai danni ambientali di un’opera così impattante. Pedemontana ha infatti generato una serie di criticità che richiedono risposte strutturali e coordinate, con risorse economiche significative ancora da destinare.

In particolare, il comune di Meda sta ancora discutendo come utilizzare i 6 milioni di euro destinati alle compensazioni, denaro che non ha ancora trovato un’allocazione precisa (leggi qui). È essenziale che queste risorse vengano utilizzate in modo strategico e lungimirante, per affrontare in modo serio i danni causati da Pedemontana.

Il comunicato diffuso via social dal WWF Insubria


Sempre più verde la Valle dei Mulini in Comune di Meda. Senza aspettare Godot o i paperdollari di #Pedemontana, regalando centinaia di nuovi 🌳Alberi e Arbusti 🌿ci siamo regalati un Futuro Sostenibile. E siamo tutti più ricchi...🙂
 
Il Parco della Valle dei Mulini nasce da un'idea del 2009 trasformata in Progetto di Compensazione Ambientale che avrebbe dovuto accompagnare #Pedemontana, ma da questa mai attuato, che prevedeva di realizzare nei pressi delle Scuole Diaz e A. Frank e del Vecchio Mulino un primo tratto di connessione ecologica tra il Parco della #Brughiera e il Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Il Comune di Meda ha stanziato fondi per ulteriori interventi che si aggiungono a quelli già realizzati negli ultimi anni con la partecipazione economica di una storica azienda medese in collaborazione con una società farmaceutica e del WWF Insubria che ha investito gli 85.000 € assegnati dal Bilancio Partecipato del Comune di Meda al Progetto di Riforestazione urbana, bosco e frutteto didattico con collegamento Parco Brughiera-Bosco delle Querce a servizio Scuole Diaz e A. Frank.
 
La Valle dei Mulini era attraversata dalla Roggia Desio, canale artificiale realizzato nel XIV° Secolo che si origina dall'Oasi WWF del Bassone di Albate-Como, che fino al 1950 scorreva ancora tra Lentate e Meda con il nome di Sevesetto e poi Roggia Traversi sino a Desio.

Negli ultimi due anni oltre 2000 Alberi sono stati messi a dimora nella valle dei Mulini da Via degli Angeli Custodi al Sentiero della Vigna del Vecchio Mulino attraverso i Giardini della scuola Diaz. I Volontari del WWF Insubria in collaborazione con Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera, Cooperativa sociale La Brughiera Onlus, Circolo XX Settembre e con l'aiuto dei ragazzi delle Scuole di Meda nelle scorse settimane hanno distribuito in tutte le Scuole, grazie ad un contributo straordinario del Comune di Meda, 110 piantine di Brugo, l'Erica che ha dato il nome alla nostra Brughiera. Altre 100 piantine sono state messe a dimora nel Giardino delle Scuole Diaz a fare compagnia alle 100 farnie, ai 70 Arbusti ed ai 6 Castagni piantumati nella Festa dell'Albero di Novembre 2023, in attesa dei 100 Carpini, 50 Aceri e dei 40 Alberi da Frutto che saranno piantumati nelle prossime settimane.

giovedì 17 ottobre 2024

Meda e i milioni di Pedemontana: un'occasione per la città o un piano improvvisato?

Stralcio del progetto di riqualificazione di piazza della Stazione

di Domenico Corrusco


Durante una riunione tenutasi a Meda lo scorso giovedì 10 ottobre, le Commissioni consiliari "Bilancio e Società Partecipate" e "Territorio e Ambiente" si sono incontrate per discutere un tema cruciale: come spendere gli 11 milioni di euro che Pedemontana deve versare al Comune di Meda come compensazione ambientale per la costruzione dell'autostrada. Tuttavia, dopo aver presentato progetti per poco più di 5 milioni di euro, restano ancora 6 milioni senza una destinazione precisa. Il Sindaco ha chiesto consigli ai partecipanti, principalmente all’opposizione, per decidere come utilizzare questa somma. Una richiesta che, a prima vista, appare paradossale.

Corrado Marelli, nel suo articolo pubblicato su Medinforma, descrive una situazione quasi surreale: "E’ da anni che si sa dell’impegno di Pedemontana a destinare a Meda 11 milioni di euro per compensazioni ambientali." In effetti, si sarebbe potuto pianificare con maggiore anticipo, visto il lungo preavviso. Questo ha portato qualcuno a osservare che la richiesta di consigli arrivi tardivamente, quando i progetti avrebbero potuto essere già delineati dall'assessorato competente.

I progetti finora presentati si concentrano sulla riqualificazione di strade e piazze cittadine, tra cui via Indipendenza, viale Francia e piazza del Lavoratore. Tuttavia, come sottolinea Marelli, non mancano i dubbi, in particolare riguardo alla riduzione degli stalli per parcheggi, già insufficienti in queste zone.

La situazione solleva interrogativi più ampi: da un lato si tenta di riqualificare il territorio con interventi necessari, dall'altro si trascura un confronto più inclusivo, che potrebbe portare a soluzioni più lungimiranti. Sarebbe opportuno aprire il dibattito a tutti i cittadini, coinvolgere esperti e università per evitare che investimenti così rilevanti si riducano a interventi isolati.

Un tema urgente riguarda la tangenziale Meda-Seregno, che rischia di diventare una barriera tra il quartiere Polo e il parco Grubria. Questo evidenzia la necessità di una pianificazione attenta per evitare che le infrastrutture diventino elementi divisori, invece di connettere e valorizzare il territorio.

Come affermato nell'articolo, le Commissioni si sono date tempo per riesaminare le proposte. La speranza è che, nel frattempo si apra un vero confronto che consenta a Meda di sfruttare al meglio questa opportunità economica, senza dimenticare le esigenze dei cittadini e dell’ambiente.

martedì 13 agosto 2024

Pedemontana, bonifica e dissonanze: tra rassicurazioni e ruoli confusi

Pagina milanese de La Repubblica, 12 agosto 2024

di Domenico Corrusco

Lunedì 12 agosto 2024, sull’inserto milanese del quotidiano La Repubblica, è apparso un servizio che illustra l’avvio delle operazioni di bonifica lungo la tratta B2 della Pedemontana, che attraverserà i luoghi dell’inquinamento da diossina causato dall’esplosione del 1976 dell'Icmesa. Un racconto rassicurante, condito da garanzie tecniche e da qualche scivolone narrativo.

Sabatino Fusco, direttore generale di Pedemontana, ha cercato di tranquillizzare tutti dichiarando che «non c’è nulla da temere». Gli enti coinvolti assicurano che le misure di sicurezza impediranno qualsiasi esposizione alla diossina per gli abitanti e i lavoratori dei cantieri, con 80.000 tonnellate di terra da smaltire in un’operazione che si preannuncia tanto imponente quanto, a quanto pare, sicurissima.

Gianni Del Pero, descritto con una triplice identità: geologo, docente della Bicocca e presidente del WWF Lombardia, rilascia un'intervista che solleva più di qualche dubbio. In quale veste parla? E soprattutto, quale ruolo non sta confliggendo con gli altri?


Nella prima parte dell’intervista, Del Pero ci rassicura che non c’è «nessun pericolo» durante la bonifica. A seguire, ci offre una lezione sui livelli di contaminazione, ricordandoci che la diossina è coperta da «almeno 30-40 centimetri di terra». Afferma anche «che è la prima volta che si effettua una bonifica di questo genere su un’area così vasta per un contaminante così pericoloso. L’approccio è scientifico, ma le modalità di intervento sperimentali». Nonostante ciò, il messaggio resta rassicurante. Alla fine riappare come presidente del WWF Lombardia e la musica cambia un po’: «Come associazioni ambientaliste siamo sempre stati contrari all’opera. Ma non abbiamo il potere di bloccarla, per cui che si faccia riducendo il più possibile l’impatto». E quindi, qual è il messaggio? Siamo contrari, ma già che ci siamo, facciamola al meglio.

Nel frattempo, i comitati locali come il Coordinamento NO Pedemontana e Legambiente Seveso non abboccano. Davide Biggi del Coordinamento NO Pedemontana teme le dispersioni di polveri durante i lavori, e Gemma Beretta di Legambiente Seveso ribadisce che, sebbene siano favorevoli alla bonifica, questa «non dovrebbe essere fatta per farci passare un’autostrada».

Il dissenso si estende anche sui social, con il Coordinamento NO Pedemontana che rilancia l'articolo sulla propria pagina Facebook, accompagnandolo con un commento carico di scetticismo: «Venite a dirlo ai cittadini che non c'è pericolo. Vogliamo sapere cosa vogliono fare sul nostro territorio e con la nostra salute. Delle rassicurazioni a mezzo stampa e dei conclave non ci interessa. Non saremo cavie passive delle vostre 'modalità di intervento sperimentali'».

E così, mentre Pedemontana e i suoi sostenitori tentano di presentare la bonifica come un modello di sicurezza, i cittadini continuano a chiedere risposte chiare e a dubitare delle rassicurazioni ufficiali. In questo clima di dissonanza, la fiducia verso le istituzioni sembra sepolta – forse assieme alla diossina.

sabato 3 agosto 2024

Pedemontana Tratta B2: un’opera inutile e dannosa mascherata da progresso

Pedemontana. Rendering tratta B2

di Domenico Corrusco

La recente comunicazione della Regione Lombardia sulla Tratta B2 dell'Autostrada Pedemontana Lombarda si presenta come un tentativo di rassicurazione che nasconde, in realtà, una serie di gravi criticità e contraddizioni. Definire questa infrastruttura come "indispensabile" e "fondamentale" per il futuro dei territori lombardi non solo è una forzatura retorica, ma ignora palesemente i problemi che la sua realizzazione comporterà, sia in termini ambientali sia per le comunità locali.

L’aggettivo "indispensabile" viene utilizzato a cuor leggero per giustificare un progetto che, in realtà, si sarebbe dovuto mettere seriamente in discussione. La Pedemontana non è l’unica soluzione possibile per migliorare la mobilità in Lombardia, né è chiaro che rappresenti la scelta migliore. Esistono alternative più sostenibili e meno invasive, come il potenziamento del trasporto pubblico, l'incentivazione della mobilità sostenibile, o la riqualificazione di infrastrutture esistenti. Etichettare la Pedemontana come "indispensabile" appare più come una strategia per mettere a tacere le voci critiche, piuttosto che un’affermazione basata su un’analisi oggettiva e ponderata.

Una delle questioni più gravi e sottovalutate riguarda la gestione dei cantieri e le opere provvisorie di viabilità durante i lavori. In un territorio già compromesso dalla presenza di terreni contaminati da diossina, la movimentazione di queste terre rappresenta un rischio altissimo. L'idea che il traffico possa scorrere senza problemi mentre si trasportano sostanze pericolose è una pia illusione. Il rischio di incidenti, contaminazioni, e l’aggravamento del traffico durante la movimentazione di tali materiali non può essere ignorato o sottostimato. Tuttavia, la discussione su queste problematiche emerge solo ora, alla vigilia dell'apertura dei cantieri, a dimostrazione di una mancanza di pianificazione e trasparenza nella gestione del progetto.

C’è poi un paradosso che merita di essere evidenziato: per compensare i danni provocati dalla costruzione di una nuova autostrada, si propongono altre strade. La logica dietro questo tipo di compensazioni è difficile da comprendere. Si tratta, in sostanza, di risolvere un problema creato da una strada costruendone un’altra. Le cosiddette “opere compensative”, per quanto utili possano essere in altri contesti, in questo caso sembrano solo peggiorare la situazione. Questo approccio dimostra come il progetto manchi di una visione veramente sostenibile, e come la logica del “fare a tutti i costi” prevalga su quella della tutela del territorio e della salute pubblica.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è la frammentazione del fronte ambientalista. Di fronte a un'opera così controversa, ci si sarebbe aspettati un'opposizione unitaria e compatta. Invece, il movimento ambientalista si presenta diviso tra coloro che, in nome di un presunto "realismo", accettano l’opera con qualche compromesso, e coloro che, con coerenza e determinazione, continuano a contrastarla. Questa divisione non fa che indebolire la possibilità di opporsi efficacemente a un progetto che, a detta di molti esperti, dovrebbe essere abbandonato.

La Tratta B2 della Pedemontana Lombarda non è un'opera indispensabile, ma piuttosto un progetto che rischia di fare più danni che benefici.

domenica 28 luglio 2024

Pedemontana e diossina: bonifichiamo anche il conflitto di interessi?


Recentemente abbiamo ospitato un vivace dibattito sulla bonifica da diossina dell'autostrada Pedemontana, in particolare sulla supervisione affidata a Gianni Del Pero, geologo e presidente del WWF Lombardia e all'uso strumentale del nome "Insieme in Rete", coordinamento di associazioni ambientaliste ora non più esistente.

Gianni Del Pero intervistato dal TGR in occasione della presentazione del progetto dell'autostrada Pedemontana

Gianni Del Pero ha risposto alle critiche, sottolineando che le attività di supervisione da lui svolte sono state comunicate pubblicamente sin dall'inizio. Ha affermato che il WWF ha partecipato alla Conferenza dei Servizi, presentando osservazioni e prescrizioni tecniche che Pedemontana ha dovuto recepire. Del Pero ha evidenziato che tutte le informazioni relative alla bonifica sono pubbliche e accessibili, riportando dettagli anche sui social media e nella stampa.


Nel suo commento, Del Pero (rispondendo a un post di Domenico Corrusco) ha scritto: 
"Caro Sabato_Domenico, delle attività che mi sono state richieste di svolgere, prima da Pedemontana e poi da Regione Lombardia, tu e i lettori di questo Blog sono stati abbondantemente informati prima ancora che iniziassero. Tu, in particolare, se non ricordo male, le commentavi con una forte critica perché non si doveva collaborare con il 'nemico'.

Ciò nonostante, il WWF è stato ammesso e ha partecipato alla Conferenza dei Servizi che ha approvato il Progetto Esecutivo della Bonifica. Questo è il primo passaggio delle attività di supervisione che la stessa Società Pedemontana mi ha chiesto di svolgere. In quella sede, il WWF, che si avvale di un Comitato Scientifico che supporta il Presidente, ha presentato una serie di indicazioni, osservazioni e prescrizioni che richiamavano anche le prescrizioni che nel 2019 erano state formulate dai Comuni (a quel tempo ero anche consulente tecnico dei Comuni della tratta B2-C) che Pedemontana ha dovuto recepire. In particolare, per quanto riguarda le modalità di effettuazione degli scavi e di prelievo dei campioni (attività quindi di natura squisitamente tecnica che possono essere svolte solo da soggetti qualificati). I documenti citati sono atti pubblici e quindi accessibili a tutti e accompagnano il Decreto Regionale del 20.06.2024 che approva il Piano di Bonifica. Ciò nonostante, ho ritenuto di anticiparne i contenuti anche alla stampa (sono stati ripresi sia dal Giorno che al Tg3), ma anche sui social (ho inviato alcune anticipazioni al Blog che ha pubblicato solo la parte relativa ai Parchi sulle Galleria e Seveso e Baruccanetta).

Pedemontana mi ha anche invitato al tavolo permanente sui lavori della Bonifica e la sera stessa della prima riunione sulle pagine social del WWF sono apparse le informazioni condivise nella riunione. Disponibile a dire di più se qualcuno fosse interessato ad altri dettagli operativi, anche sulle attività di bonifica bellica in corso, ai quali abbiamo partecipato anche in questo caso a livello tecnico."

Domenico Corrusco ha replicato sollevando alcune questioni specifiche, chiedendo chiarimenti sull'uso del nome "Insieme in Rete", sulla comunicazione delle attività e sulla collaborazione con altre associazioni. Ha inoltre espresso preoccupazioni riguardo a un possibile conflitto di interessi tra il ruolo professionale di Del Pero e la sua posizione al WWF.

Nel suo commento, Corrusco ha scritto: 
"Grazie per la tua risposta dettagliata. Come abbiamo detto prima, ci sono ancora alcuni punti che necessitano di ulteriori chiarimenti. 
  1. Uso del nome 'Insieme in Rete': La questione principale riguarda l'uso del nome 'Insieme in Rete'. Diverse associazioni e gruppi hanno espresso preoccupazione per l'uso di questo nome in contesti che non rispecchiano più l'attività congiunta originale. Potresti chiarire meglio perché hai scelto di utilizzare questo nome, nonostante le evidenti divergenze di opinione tra le varie componenti ambientaliste? 
  2. Comunicazione delle attività: Pur riconoscendo che hai informato i lettori e la stampa riguardo alle attività di supervisione, sarebbe utile se potessi specificare ulteriormente le modalità con cui queste informazioni sono state comunicate. Come pensi di migliorare la trasparenza e la chiarezza per evitare fraintendimenti futuri? 
  3. Collaborazione con altre associazioni: Siamo felici di sapere che il WWF Lombardia collabora efficacemente con molte altre associazioni su vari fronti. Tuttavia, per quanto riguarda la bonifica della Pedemontana, sembra che ci siano visioni completamente diverse. Come pensi di affrontare queste divergenze in modo costruttivo? 
  4. Conflitto di interessi: Un punto che merita ulteriori chiarimenti è la possibile percezione di un conflitto di interessi tra la tua attività professionale (sei stato consulente tecnico dei Comuni della tratta B2-C) e il tuo ruolo di presidente del WWF Lombardia. Come garantisci che questi due ruoli siano gestiti in maniera trasparente e che non ci siano sovrapposizioni che potrebbero compromettere l'integrità delle decisioni prese?"

 

Del Pero ha risposto ai punti sollevati, chiarendo che il nome "Insieme in Rete" rappresenta un gruppo di associazioni ambientaliste nato nel 1989 e che, nonostante le divergenze, continua a operare con lo stesso nome. Ha ribadito che tutte le attività del WWF sono pubbliche e che le informazioni vengono comunicate attraverso diversi canali.

Nel suo commento, Del Pero ha scritto:
"Il bello di social e blog è che puoi scegliere se leggere o no i vari post e commenti... e quindi per chi fosse interessato fornisco gli ulteriori chiarimenti richiesti. 
  1. Uso del nome Insieme in Rete: Le 'Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete - Pianalto' nascono nella primavera del 1989 (!) riunendo tutte le associazioni ambientaliste allora esistenti nei comuni attorno al Parco delle Groane e alla Brughiera Briantea (anche con Amici che qualche mese più tardi costituiranno il Circolo Legambiente di Seveso-Barlassina). Cito WWF (sezioni Groane, Cantù e Como), Puska, Comitato Parco Brughiera, Circolo Cardellino, Seveso Vivo e altre. Nell'autunno 2007 quasi tutte queste Associazioni ancora attive (WWF Seregno al posto di WWF Cantù, Noi per Cesano al posto di Seveso Vivo) costituivano con altre Associazioni il Coordinamento che si diede come nome Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile. Nel 2024, dopo una dolorosa 'diaspora', alcuni aderenti alle associazioni di cui sopra hanno costituito un gruppo operativo che si è dato il nome di Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete, continuando comunque a 'militare' nelle rispettive Associazioni citate per gli anni 1989 al 2007.
  2. Comunicazione delle attività: l'attività del WWF si svolge su tavoli tematici, in conferenze dei servizi e in incontri tecnici con attività di campo. Essendo attività pubbliche anche gli atti che accompagnano sono pubblici e accessibili a tutti. Ma alla bisogna vengono emessi comunicati (anche stampa) che nel periodo 2016/2019 sono stati pubblicati anche sui siti dei comuni interessati.
  3. Collaborazione con altre associazioni: avendo ricevuto l'invito da Pedemontana e da Regione Lombardia di svolgere attività di supervisione e di partecipare alla Conferenza dei Servizi ho invitato chiunque ne avesse interesse a fornirmi elementi che ritenessero di rappresentare nei momenti istituzionali ai quali solo il WWF può partecipare. Qualche associazione ha contribuito, qualche gruppo ha sdegnatamente rifiutato polemizzando sui social e anche su questo blog.
  4. Conflitto di interessi: Se il WWF avesse affidato l'incarico di supervisione ai lavori di bonifica a un disoccupato o a un incompetente quale 'voto di scambio' ci avrei visto forse un conflitto, ma soprattutto non avrebbe perseguito la finalità di un'associazione ambientalista che da sempre contrasta Pedemontana ma con argomentazioni tecniche, non con banali slogan antagonisti. Circa la coerenza delle posizioni che verranno prese (o che sono state prese con le osservazioni e prescrizioni che abbiamo presentato alla conferenza dei servizi e che Pedemontana ha dovuto recepire) ti rimando ai documenti predisposti per conto dei Comuni tra il 2016 e il 2019 e agli allegati al Decreto 9370 del 20.06.2024 di Regione Lombardia che approva il progetto esecutivo della Bonifica con prescrizioni..."

Un ulteriore commento è arrivato da Sinistra e Ambiente, che ha criticato Del Pero per aver accettato il ruolo di supervisore senza un confronto con altri gruppi ambientalisti. Ha affermato che la sua presenza non rappresenta nessuno se non se stesso o il WWF, e ha chiesto trasparenza sulle associazioni coinvolte nel gruppo "Insieme in Rete".

Nel commento, Sinistra e Ambiente ha scritto:

"Nel fantastico mondo del delegato WWF Lombardia, si edulcorano i fatti a propria convenienza. 1) Il ruolo di 'supervisore' venne offerto ai gruppi ambientalisti che si incontrarono con Pedemontana con una proposta a mezzo stampa avanzata sul Giornale di Seregno il 17/10/2023. I gruppi declinarono ritenendo utile un'azione collegiale di richiesta di un Osservatorio. Il delegato ne approfittò per proporsi, senza informare o confrontarsi con chicchessia. Ergo, la sua presenza nel Tavolo Permanente sulla Bonifica non è rappresentativa di nessuno se non di se stesso o del WWF. 2) Nessun 'invito a chiunque ne avesse interesse a fornire elementi che ritenesse (lui) di rappresentare' è mai arrivato a chi si stava occupando di Pedemontana, i 7 gruppi richiedenti l'osservatorio in primis. 3) Aldilà dei giri di parole, ancora non si sa chi sarebbero i fantomatici gruppi 'resuscitati' o ricreati alla bisogna facenti parte della pagina FB, trasformata in 'coordinamento' 'associazioni Insieme in Rete'. E per ora limitiamoci a questo. La telenovela continua."

I loghi delle associazioni che aderivano a "Insieme in rete". Dalla pagina web del coordinamento

Le risposte di Gianni Del Pero non hanno dissipato tutte le obiezioni sollevate dai vari commentatori, che rimangono pertinenti. In particolare, ci preme ricevere rassicurazioni riguardo alla questione del conflitto di interessi, non solo dal punto di vista formale: l’espletamento dell’incarico di supervisione potrebbe essere pregiudicato anche in modo astratto da potenziali interessi personali o professionali derivanti dall’assunzione dell'incarico stesso.

Nel mese di aprile 2023, l'Ordine dei Geologi della Lombardia proponeva alla Regione Lombardia la candidatura di Gianni Del Pero come membro del Consiglio di Amministrazione di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa (la Giunta Regionale poi nominava il sig. Guido Reggiani, proposto dal Cons. Marco Bestetti. Vedi Deliberazione n. XII/264 del 15/05/2023).

Estratto della deliberazione n. XII/264 del 15/05/2023


Successivamente, il 22 novembre 2023, il Direttore di Pedemontana conferiva a Del Pero, Presidente delegato del WWF Lombardia, la supervisione dei lavori di bonifica delle aree influenzate dall'incidente Icmesa.

 

Stralcio della lettera del Direttore Generale di Pedemontana. Fonte Facebook

Pur riconoscendo la competenza professionale di Gianni Del Pero e non avendo motivo di dubitare del rigore con cui potrebbe esercitare il ruolo di supervisore, riteniamo che la questione abbia una rilevanza che va oltre la sua persona. Pertanto, riteniamo giusto chiedere:

  1. Non temi che questo incarico comporti un rischio, anche potenziale, di condizionamento per fini professionali?
  2. Non temi che questo incarico comporti un rischio, anche potenziale, di condizionamento per avvantaggiare la propria organizzazione rispetto ad altre?
  3. Qualora venga ravvisato uno dei rischi paventati, come pensi di comportarti per eliminarlo?

Le risposte a queste domande sono cruciali per garantire che le attività di supervisione della bonifica siano condotte con la massima integrità e trasparenza, mantenendo la fiducia dei cittadini e di tutte le associazioni coinvolte.

 

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Aggiornamento 1 agosto 2024

Pedemontana e WWF: conflitto di interessi strutturale, perché le risposte non bastano

Ieri, 31 luglio, abbiamo ricevuto da Gianni Del Pero, che ringraziamo, le risposte alle nostre domande. Le pubblichiamo di seguito, seguite da alcune nostre riflessioni.

"Non temi che questo incarico comporti un rischio, anche potenziale, di condizionamento per fini professionali?"
Risposta: Dopo decine di incarichi (e tra questi includo anche l'incarico di Presidente del WWF Lombardia, ma anche quelli che mi hanno visto come Amministratore Pubblico, in particolare di Enti di Tutela Ambientale e di Aree protette) non lo temo affatto. Anche perché chi mi conferisce incarichi sa molto bene chi sono, chi e cosa rappresento, come lavoro e quali sono gli obiettivi che mi prefiggo. E questo, oltre alla competenza tecnica, che senza falsa modestia possiedo, credo sia anche il motivo degli incarichi, non essendo portatore di interessi di lobby o di partito. Visto che ormai me lo posso permettere, ho accettato molteplici incarichi a titolo gratuito (dal WWF da sempre, ma anche sulle questioni ambientali di maggiore rilevanza in Lombardia lo faccio sempre più spesso "pro bono", per le discariche brianzole da oltre 15 anni, per i comuni di Pedemontana quasi dieci) mentre continuo a svolgere altra attività professionale anche per diversi Enti e Amministrazioni, oltre che ovviamente per Privati. Nessun condizionamento, nessuna limitazione alla mia attività. E quindi, a maggior ragione oggi, dopo decenni di attività e di riconosciuta integrità e trasparenza, non temo alcun condizionamento o rischi potenziali di alcun tipo.

"Non temi che questo incarico comporti un rischio, anche potenziale, di condizionamento per avvantaggiare la propria organizzazione rispetto ad altre?"
Risposta: Credo che la domanda sia mal posta. Il WWF, come tutte le altre Associazioni Ambientaliste, svolge attività per la causa ambientalista e non certo per avvantaggiarsi (ma da quale punto di vista?). L'incarico conferito a un rappresentante del WWF è un riconoscimento della credibilità di cui le Associazioni Ambientaliste godono, non avendo secondi fini o altri "interessi".

"Qualora venga ravvisato uno dei rischi paventati, come pensi di comportarti per eliminarlo?"
Risposta: Non sussistendo nessuno dei rischi paventati, non c'è alcun motivo per pensare a come eliminarli.

Le nostre riflessioni:

Quando abbiamo rivolto alcune domande a Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, sulla questione del potenziale conflitto di interessi riguardo all'incarico di supervisore della bonifica da diossina ricevuto da Pedemontana, il nostro timore non era rivolto alla persona, ma ritenevamo che il conflitto potesse essere di tipo strutturale. Infatti, in premessa avevamo scritto:

  • "... ci preme ricevere rassicurazioni riguardo alla questione del conflitto di interessi, non solo dal punto di vista formale: l’espletamento dell’incarico di supervisione potrebbe essere pregiudicato anche in modo astratto da potenziali interessi personali o professionali derivanti dall’assunzione dell'incarico stesso."
  • "Pur riconoscendo la competenza professionale di Gianni Del Pero e non avendo motivo di dubitare del rigore con cui potrebbe esercitare il ruolo di supervisore, riteniamo che la questione abbia una rilevanza che va oltre la sua persona."

Le risposte di Gianni Del Pero mostrano una forte fiducia nelle sue competenze professionali e nella sua integrità personale. Tuttavia, l'analisi delle risposte in relazione ai criteri posti in premessa rivela alcune criticità rispetto alla questione del conflitto di interessi di tipo strutturale che avevamo sollevato.


Rischio di condizionamento per fini professionali:
Gianni Del Pero afferma di non temere alcun condizionamento, basandosi sulla sua lunga carriera e sulla trasparenza che ha sempre dimostrato. Tuttavia, la risposta si concentra principalmente sulla sua persona e non affronta la questione più ampia del conflitto di interessi di tipo strutturale. Il problema posto dal blog non riguarda la sua integrità personale, ma il fatto che, in situazioni di supervisione come questa, potrebbero esserci interessi professionali o personali che influenzano, anche involontariamente, il giudizio e le decisioni.

Rischio di condizionamento per avvantaggiare la propria organizzazione:
La risposta qui sembra trascurare l'essenza del problema sollevato. Del Pero sostiene che il WWF, come le altre associazioni ambientaliste, non opera per avvantaggiarsi ma per una causa più grande. Tuttavia, non risponde pienamente alla preoccupazione riguardo al potenziale di favorire la propria organizzazione (il WWF) rispetto ad altre associazioni. Anche se l'obiettivo è nobile, esiste comunque il rischio che il WWF possa essere percepito come avvantaggiato nella sua reputazione o nelle sue future possibilità di ottenere incarichi simili.

Gestione dei rischi paventati:
Gianni Del Pero afferma che non esistono rischi, quindi non c'è necessità di pensare a come eliminarli. Questa risposta sembra non considerare il concetto che anche il solo percepire la possibilità di un conflitto di interessi può essere problematico. Non risponde alla premessa che il conflitto potrebbe essere di natura strutturale, al di là delle intenzioni e dell'integrità del singolo.

Considerazioni:
Le risposte di Gianni Del Pero non sembrano cogliere pienamente la natura del conflitto di interessi strutturale che il blog ha sollevato. Mentre Del Pero si concentra sulla sua esperienza e integrità personale, non affronta adeguatamente la questione della struttura stessa dell'incarico e di come questo potrebbe presentare rischi intrinseci, indipendentemente dalla persona che lo ricopre.

Gianni Del Pero dovrebbe considerare di adottare una prospettiva più ampia, che includa anche la percezione pubblica e il potenziale conflitto di interessi strutturale. Dovrebbe stabilire delle misure di salvaguardia che vadano oltre la sua persona, come ad esempio:

  • Trasparenza: Pubblicare regolarmente rapporti dettagliati sulle attività di supervisione svolte, accessibili a tutte le associazioni e al pubblico.
  • Coinvolgimento di terze parti: Coinvolgere altre associazioni ambientaliste o esperti indipendenti nella supervisione per garantire che l'incarico sia gestito in modo equilibrato e trasparente.
  • Autovalutazione: Stabilire meccanismi di autovalutazione periodica per garantire che l'incarico venga svolto senza influenze esterne e nel rispetto dei più alti standard etici.

Adottare questi accorgimenti potrebbe aiutare a mitigare le preoccupazioni relative al conflitto di interessi strutturale e rafforzare la fiducia del pubblico e delle altre associazioni, gruppi e comitati nel processo di bonifica.

giovedì 25 luglio 2024

Bonifiche belliche e bandiere scolorite: la saga delle trivelle di Pedemontana

Immagine tratta da Facebook

di Domenico Corrusco


Nella tranquilla Brianza, dove la giornata più emozionante è spesso una gara di raccolta differenziata, qualcosa di ben più clamoroso ha scosso la comunità online. Tutto ha avuto inizio il 22 luglio 2024, quando Gianni Del Pero, geologo di professione e presidente delegato del WWF Lombardia, ha pubblicato una foto di una trivella sulla pagina Facebook di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile". Con tono solenne ha dichiarato: “Preliminari della #Bonifica #Pedemontana... la Bonifica ‘Bellica’. ‘Noi’ ci siamo...”.


Il messaggio sembrava chiaro: qualcosa di importante stava per accadere sotto il suolo brianteo. Ma come in ogni buona storia che si rispetti, l’apparente tranquillità era solo l’inizio.

Due giorni dopo, Gianni ritorna sull'argomento con un nuovo post: “Le Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete sono in campo per supervisionare i lavori di bonifica preliminari a Pedemontana mentre c'è chi ancora sventola bandiere scolorite esposte ai venti dominanti...”. Il sottotesto era un invito a chiunque osasse avere dubbi a farsi da parte.


Ma ecco il colpo di scena: Pino Timpani, amministratore della pagina e, come tutti i buoni amministratori, pronto a tenere a bada gli eccessi, interviene. Con una calma degna di un maestro zen, Pino risponde: “Dovresti darti una calmata, evitando di infangare gli altri. Le associazioni insieme in rete, non solo non esistono e nulla hanno a che fare con i lavori di bonifica preliminari, questi semmai sono affidati ad aziende private, [...].”

Questa dichiarazione ha scosso il tranquillo mondo delle bonifiche. Cosa? “Le associazioni insieme in rete non esistono”? Ma allora chi erano quei misteriosi supervisori? Forse un gruppo di ecologisti che agisce nell'ombra?

Il mistero si infittisce se si pensa che Gianni ha ulteriormente confermato l'esistenza delle associazioni Insieme in Rete in un articolo pubblicato oggi (25 luglio 2024) sulle pagine briantee de "Il Giorno". Ma allora, perché attaccare altre associazioni ambientaliste invece che concentrarsi sulla Pedemontana?

 

da "Il Giorno", 25 luglio 2024

 

Le ipotesi si sprecano. Forse Gianni ha semplicemente confuso il WWF con una delle tante “associazioni insieme in rete” che popolano la sua immaginazione. E noi, spettatori di questo dramma, non possiamo che restare incollati ai nostri monitor, pronti a vedere cosa succederà quando le “bandiere scolorite” affronteranno la prossima ondata di hashtag.

 

Nostro commento
 
Ringraziamo Domenico Corrusco per il suo intervento, insieme sarcastico e rispettoso. Purtroppo, la polemica sull'uso del nome di Insieme in Rete prosegue da tempo e, per chi non ha partecipato a quell'esperienza, risulta di difficile comprensione. Continuare a usare questo nome e rivendicarne strumentalmente la continuità rappresenta, a nostro avviso, una debolezza delle proprie posizioni. Davvero il WWF Lombardia ha questa necessità?