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mercoledì 5 agosto 2026

Brianza Hills, volontari da tutta Europa al lavoro per la stazione di Brenna-Alzate

Immagini tratte dal sito di Legambiente Cantù

È iniziato il campo di volontariato internazionale Brianza Hills, che anche quest’anno porta in Brianza una decina di giovani provenienti da diversi Paesi europei. Sono ragazze e ragazzi di Polonia, Serbia, Spagna, Grecia, Germania, Francia e Ucraina, ospitati nella struttura dell’oratorio di Fabbrica Durini e coinvolti in un progetto coordinato dal Circolo Ambiente Ilaria Alpi.

Come già avvenuto negli anni scorsi, il campo non si limita agli interventi all’interno del PLIS Zoc del Peric, ma coinvolge anche altre realtà associative del territorio, tra cui Le Contrade, Brenna Pulita e Legambiente Cantù.


Il primo intervento si è svolto alla stazione di Brenna-Alzate, Green Station di Legambiente, dove i volontari sono stati impegnati nella pulizia di un’area verde prossima ai binari. Dopo una breve lezione sull’utilizzo degli attrezzi, tenuta da Arturo Binda dell’associazione Le Contrade, i ragazzi hanno ripulito la struttura della fontana collegata al pozzo della stazione, la scala di accesso e l’area verde che si estende dal passaggio a livello fino alla stazione.

Un lavoro tutt’altro che semplice, anche a causa del caldo e dell’intrico della vegetazione infestante, ma affrontato dai giovani volontari con «un buon spirito di collaborazione e partecipazione».


L’intervento ha anche permesso di riportare alla luce un piccolo manufatto legato alla storia della stazione e di dare continuità a un lavoro iniziato diversi anni fa. La scala e il punto di uscita dell’acqua della fontana erano infatti stati sistemati nel 2018, durante il primo campo internazionale di Legambiente.

La vicenda della fontana ricorda anche quanto sia importante la manutenzione nel tempo. Le aree verdi, infatti, tendono naturalmente a riconquistare gli spazi che l’uomo ha sottratto alla vegetazione. Per questo la cura del territorio richiede interventi costanti e continuità: senza manutenzione, anche i piccoli segni della storia locale rischiano di scomparire rapidamente sotto la vegetazione.

Il lavoro dei volontari di Brianza Hills ha così restituito visibilità a un elemento della vecchia stazione che non è soltanto un manufatto, ma parte integrante degli spazi ferroviari e della memoria del luogo.

Un’esperienza internazionale che diventa quindi anche occasione concreta per conoscere, curare e valorizzare il territorio della Brianza.

E il campo proseguirà nei prossimi giorni. I giovani volontari torneranno alla stazione di Brenna-Alzate giovedì 6 agosto, in occasione del concerto del gruppo di musica popolare D’Altrocanto, mentre la conclusione del campo è prevista venerdì 14 agosto, con la cena di chiusura.

Brianza Hills: young European volunteers take care of the Brenna-Alzate railway station


The international volunteer camp Brianza Hills has begun, bringing around ten young people from Poland, Serbia, Spain, Greece, Germany, France and Ukraine to Brianza. Hosted at the oratory of Fabbrica Durini, the project is coordinated by the Circolo Ambiente Ilaria Alpi in cooperation with local associations including Le Contrade, Brenna Pulita and Legambiente Cantù.

The first activity took place at the Brenna-Alzate railway station, a Legambiente Green Station. The volunteers cleaned the area around the station, including the old fountain connected to the station well, the access staircase and the green area alongside the railway tracks.

The work also restored visibility to a small but significant element of the station’s history. The staircase and the fountain’s water outlet had originally been restored in 2018, during the first Legambiente international volunteer camp.

The initiative shows how international volunteering can contribute not only to environmental care, but also to the preservation of local history and the places that tell the story of the territory.

The Brianza Hills camp will continue in the coming days, with the volunteers returning to the station on August 6 for the concert by the traditional music group D’Altrocanto. The camp will conclude on August 14 with a closing dinner.

martedì 19 agosto 2025

Ambiente, cultura e volontariato: successo per il Campo di volontariato europeo 'Brianza hills'


Si è chiusa con successo e soddisfazione la settima edizione del Campo di Volontariato Internazionale 'Brianza hills', organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, col coinvolgimento di 14 volontari, provenienti da vari Paesi europei e dall’Italia.


Il campus è stato reso possibile grazie alla collaborazione con i Comuni di Alzate Brianza, Anzano del Parco, Brenna e Lurago d'Erba, e anche con la Comunità Pastorale Beata Vergine di Rogoredo, che ha messo a disposizione l'Oratorio di Fabbrica Durini dove hanno soggiornato per 15 giorni i 14 volontari.


Nel corso della prima settimana si è intervenuti tra Brenna e Anzano del Parco, con la collaborazione dell'associazione ‘Brenna Pulita’. Nella seconda settimana i lavori sono proseguiti sui sentieri del Parco dello ‘Zoc del Peric’, compreso tra Alzate Brianza e Lurago d'Erba. Qui i volontari hanno provveduto alla sistemazione dei sentieri e al posizionamento della nuova segnaletica. È stata inoltre ripulita l'area dell'antico lavatoio di Fabbrica Durini, a ridosso dell'area umida dello Zoc del Peric.


Così commenta Antonio Bertelè, che ha coordinato il Campo per il Circolo Ambiente: "Siamo soddisfatti per i risultati ottenuti e per il lavoro eseguito dai 14 volontari. Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” vogliamo ringraziare tutte le realtà che, a vario titolo, hanno collaborato alla riuscita del Campo. Anzitutto i quattro Comuni e la Comunità Pastorale di Alzate. Quindi la Protezione Civile di Brenna e le associazioni Brenna Pulita e Le Contrade di Inverigo, che hanno messo a disposizione volontari e mezzi per gli interventi di sistemazione ambientale.
Inoltre le molte realtà che, a vario titolo, hanno collaborato nel coinvolgimento dei giovani volontari europei: Legambiente di Cantù, Alpini di Lurago, Festa del Lazzaretto, Circolo Religione e Patria di Inverigo, Pro Loco di Alzate, Quelli che avAnzano, Museo del Ciclismo 'Madonna del Ghisallo'.
Un ringraziamento particolare ad Arturo Binda, presidente de Le Contrade di Inverigo, per la grande disponibilità e collaborazione nelle varie fasi di svolgimento del Campo e delle attività di coinvolgimento dei volontari".



Si ricorda che i volontari provenivano dai seguenti Paesi: Polonia, Spagna, Belgio, Francia, Germania e Ucraina, a cui si sono aggiunti alcuni ragazzi italiani.

Young Europeans at Work for the Environment: Success for the “Brianza Hills” Volunteer Camp


The seventh edition of the International Volunteer Camp “Brianza Hills” has successfully concluded in Brianza. Organized by the environmental association Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, the project brought together 14 young volunteers from Poland, Spain, Belgium, France, Germany, Ukraine, and Italy.

Over two weeks, participants carried out environmental restoration and maintenance activities in several municipalities, including trail work in the Zoc del Peric Park and the clean-up of the historic Fabbrica Durini washhouse.

The initiative was made possible through collaboration with local municipalities, associations, and community groups, which supported the volunteers with logistics, resources, and hospitality.

Camp coordinator Antonio Bertelè expressed satisfaction: “We are proud of the results achieved and grateful to all the organizations and volunteers who made this experience a success.”

martedì 23 luglio 2024

Incanto di natura: alla scoperta della Fontana del Guercio

Fontana del Guercio. Foto Massimiliano Morelli

Racconto dell'escursione storico-naturalistica alla Riserva Naturale della Fontana del Guercio di Carugo


Domenica 21 luglio 2024 sarà una data ricordata da molti appassionati di natura e storia. In questa calda giornata estiva, più di sessanta persone si sono ritrovate al parcheggio delle scuole elementari di via 25 Aprile a Carugo per partecipare all'escursione storico-naturalistica organizzata dal Circolo culturale Seregn de la memoria, dal Comitato per il Parco regionale Groane Brughiera e dall'Associazione Museo "Nel Novecento" di Carugo.

L'ingresso della Riserva Naturale. Foto Museo "Nel Novecento"

L'escursione è iniziata con il saluto di Zeno Celotto, presidente del circolo culturale seregnese e autore del libro "Acque, fontanili, nobili e banditi". Celotto ha introdotto le tematiche della giornata, spiegando le origini della Testa del Nan, un fontanile capofonte, e il rapporto della Roggia Borromea con il borgo di Seregno. Ha raccontato anche le peculiarità naturalistiche della riserva e il suo recupero avvenuto nel 1974, quando un gruppo di volontari, noti come "Amis de la Funtana", ha trasformato un'area ridotta a discarica negli anni '60 in un prezioso spazio naturale protetto.

Il ponte del "Marèlet" risalente al 1684. Foto Zeno Celotto

Il gruppo ha quindi iniziato la passeggiata, fermandosi brevemente al "punt del Marèlet", una struttura risalente al 1684. Qui, Celotto ha illustrato le caratteristiche architettoniche e storiche del sito, suscitando l'interesse dei partecipanti.

Tiziano Grassi, con la pettorina gialla, in prossimità di uno dei fontanili. Foto Museo "Nel Novecento"

All'ingresso della Riserva Naturale della Fontana del Guercio, la prima tappa ha visto l'intervento di Tiziano Grassi, che ha descritto le peculiarità naturalistiche dell'area e la storia della sua protezione. Grassi ha sottolineato l'importanza di preservare tale patrimonio naturale per le generazioni future.

Cristiano Colombo mostra alcune foto dell'area "invasa" dai rifiuti. Foto Museo "Nel Novecento"

Durante il percorso, Cristiano Colombo e Luigi Tagliabue hanno mostrato documentazione fotografica, raccontando come negli anni '60 la zona era diventata una discarica autorizzata e come, grazie agli sforzi dei volontari, nel 1974 è iniziato il processo di pulizia e recupero. Grazie a questi sforzi, nel 1983 l'area è stata ufficialmente riconosciuta come zona protetta.

La Roggia Borromeo. Foto Massimiliano Morelli

Entrando più a fondo nella Riserva, i relatori hanno continuato a condividere storie affascinanti. La signora Albertina Fumagalli ha ricordato come ancora negli anni '60 e '70 il lavatoio di Cascina Guardia fosse utilizzato per lavare i panni. Più avanti, presso i fontanili, Arturo Binda, presidente dell'Associazione "Le Contrade" di Inverigo ed esperto naturalista, ha spiegato la presenza di anfibi protetti come il Tritone e la Rana di Lataste, e le norme comportamentali necessarie per favorire la loro tutela.

Nei pressi della "Testa del Nan". Foto Museo "Nel Novecento"

La tappa successiva è stata alla Testa del Nan, il più grande dei fontanili, dove Zeno Celotto ha raccontato le vicende storiche scoperte insieme alla moglie Chiara Ballabio. Ha narrato dello scavo avvenuto nel 1580 da parte del feudatario di Seregno, Giorgio Manriquez, per portare acqua a Seregno, e delle successive dispute con il Conte Ercole Marliani fino all'acquisizione della fonte nel 1682 da parte della famiglia Arese Borromeo.

L'escursione è proseguita con un giro ad anello verso Pozzolo Inferiore (Brenna) per poi concludersi a Cascina Sant'Ambrogio, dove i partecipanti sono stati ospitati da Luisa Colombo per un rinfresco offerto da Seregn de la memoria. Qui, i partecipanti hanno potuto acquistare il libro realizzato dall'Associazione Museo Nel Novecento per celebrare il 50° anniversario del recupero dell'area naturale.

Al termine della giornata, numerosi partecipanti hanno espresso la loro gratitudine agli organizzatori attraverso commenti sui social: "Gita fantastica, compagnia super e un grazie a tutti", "Complimenti, organizzata alla perfezione, da ripetere". Anche Massimiliano Morelli, socio di Seregn de la memoria, ha voluto contribuire scrivendo una poesia dedicata agli "Amis de la Funtana", una testimonianza sentita e poetica che ha suggellato una giornata indimenticabile.

 

 
Foto di Massimiliano Morelli

La Fontana

di Massimiliano Morelli

 

In verde campiglio,
da piccole valli,
 acque ritrovate,
“tremano” nei loro seni.

Impavide scorrono in rivo,
dianzi conteso,
rivolte a un piano inaridito.

Ben oltre la linea immaginaria
“scortano” pensieri in cammini comuni,
deliziano di frescure,
respiri e vapori di brume.

Fontana di speranze,
“riserva” di ritiri,
cauta, fiera,
allevii  la sete nei cuori appesantiti da calce e cemento.

Fontana di smeraldo,
virtù violata,
riverberi i cieli più infiniti
in spazi sconfinati,
come timida complice
di amori possibili.


Fontana del Guercio
21 luglio 2024

giovedì 14 aprile 2022

Lurago d'Erba. Una bella serata di osservazione degli anfibi allo ‘Zoc del Peric’

 

Uscita decisamente positiva quella dello scorso venerdì 8 aprile 2022 per l’osservazione degli anfibi presso l’area umida dello ‘Zoc del Peric’. Lo ‘stagno’, compreso tra i territori di Lurago d’Erba e Alzate Brianza, si dimostra una zona estremamente importante per la biodiversità.

Arturo Binda dell'associazione Le Contrade ci ha detto: "Nonostante il lungo periodo di siccità lo ‘Zoc’ ci ha gratificato di un soddisfacente numero di ovature di anfibi, una settantina di rana dalmatina e una trentina della rana di Lataste, specie protetta perché endemica, indicatore di buona salute dello stagno. Abbiamo trovato diversi stadi di accrescimento, dal momento dell'accoppiamento, con la rana maschio "in groppa" alla femmina, allo stadio di uova e anche di girino. Abbiamo infine avvistato parecchie rane, fra cui alcune giovani, nate lo scorso anno."

 
 


La serata è stata organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall’associazione Le Contrade.
L’evento rientrava nell’ambito del monitoraggio della fauna presente nel territorio del PLIS ‘Zoc del Peric’, che costituisce un’importante zona protetta – che, come tale, necessita di massima tutela ambientale e paesaggistica – che svolge anche la funzione di connessione ecologica fra altre aree a parco.  

Durante la serata molto interessanti le informazioni date dall'esperto Arturo Binda, de Le Contrade; le riprese fotografiche sono state curate da Antonio Bertelè, del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” .


venerdì 9 ottobre 2020

Con il WWF Lecco all’Orrido di Inverigo


 

WWF Lecco, in collaborazione con l'Associazione "Le Contrade" di Inverigo, propone per domenica 18 ottobre 2020 una visita guidata che ci porterà alla scoperta degli ambienti di una delle aree naturali più interessanti della Brianza: l’Orrido di Inverigo.

Siamo nel Parco Regionale della Valle del Lambro: un habitat incredibile e alcune specie animali protette dall'Unione Europea come la rana di Lataste, endemica della Pianura Padana, e il gambero di acqua dolce, rarissimo a causa delle alterazioni ambientali.




L'Orrido d'Inverigo è l'unico orrido noto in ambiente collinare morenico, è un’area protetta classificata come monumento naturale, oggi inserita nell’elenco dei Geositi della Lombardia. Elaborato artisticamente come giardino pre-romantico già nel 1700, è stato luogo simbolico della socialità e dell’identità locale e brianzola.

Il coordinamento della giornata è affidato ad Arturo Binda, dell'Associazione "Le Contrade", esperto conoscitore del luogo, e Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università di Milano e attivista del WWF Lecco, che saranno supportati da alcuni esperti che si alterneranno nel corso della giornata.

È previsto un “numero chiuso” di partecipanti su due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, con iscrizione obbligatoria. Tutte le info per partecipare sulla pagina dedicata del sito WWF Lecco: https://wwf.lecco.it/news/orrido2020.

 


 

giovedì 26 aprile 2018

Alzate Brianza: metti un sabato sera alla scoperta delle rane


Metti un sabato sera alla scoperta delle rane. È questa la singolare proposta che le nostre associazioni ambientaliste organizzano per la serata di sabato 28 aprile 2018, con appuntamento alle ore 20.30 presso l’Oratorio di Fabbrica Durini - Alzate Brianza (CO), via Volta, per una breve illustrazione degli anfibi presenti in zona, per poi partire alla volta di una interessantissima visita guidata “in notturna” nell’area umida del P.L.I.S. “Zoc del Peric”.

L’organizzazione è curata dai seguenti sodalizi: Associazione Naturalistica Sylvia, Le Contrade di Inverigo, Circolo Ambiente Ilaria Alpi e L’Ontano di Montorfano.

L’evento è inserito nell’ambito del "Save the Frogs Day", un evento internazionale istituito nel 2008 dall'associazione americana Save the Frogs! e giunto alla decima edizione, mirato alla sensibilizzazione ed educazione della popolazione mondiale sulla tematica degli Anfibi e del loro declino. Si svolge ogni anno l'ultimo sabato di aprile. Anche quest'anno la Societas Herpetologica Italica, la società scientifica che si occupa di Anfibi e Rettili in Italia, sostiene l'iniziativa attraverso una serie di eventi organizzati dai propri soci su tutto il territorio nazionale, anche in collaborazione con altre organizzazioni.

L'incontro è gratuito ed aperto a tutti, è gradita la preiscrizione scrivendo all’indirizzo mail associazione.sylvia@gmail.com.  Consigliato dotarsi di torcia.

L’evento ha il patrocinio del Comune di Alzate Brianza. Gli organizzatori ringraziano la Parrocchia di Alzate e l’Oratorio di Fabbrica Durini per la gentile collaborazione.

domenica 24 ottobre 2010

Inverigo e Pedemontana. La colossale contraddizione dei "luoghi dell'identità regionale"

di Arturo Binda
(intervento presentato, il 18/10/2010, agli Stati Generali delle aree protette a Triuggio)

Le attività svolte dalle due associazioni di volontariato Le Contrade e Orrido d’Inverigo in ambito culturale e ambientale sono molteplici:
  • favorire la tutela ed effettuare la manutenzione di una parte del territorio comunale, interamente all’interno dei confini del Parco, che offre caratteristiche di particolare pregio paesaggistico, storico-architettonico e naturalistico;
  • promuovere e diffondere, presso la popolazione, una più consapevole sensibilità verso i problemi ambientali;
  • ricreare e mantenere le condizioni ottimali per la tutela e l'incremento di specie animali e vegetali.
Abbiamo in essere convenzioni con il Parco della Valle del Lambro e collaboriamo in occasione di progetti e manifestazioni, come la riqualificazione delle fasce spondali e ambientale del Lambro e la prima discesa in canoa del fiume avvenuta a maggio di quest’anno, una risposta istintiva al gravissimo fatto d’inquinamento verificatosi a febbraio e causato dallo sversamento di idrocarburi a Villasanta.
Lo scopo, quindi, della ns. presenza al dibattito in corso è portare la passione, la conoscenza e l’esperienza di un lavoro costante e decennale sul territorio; le associazioni erano attive ancor prima che fosse costituito il Parco della Valle del Lambro e hanno partecipato alle fasi della sua istituzione.

Prima di parlare del tema specifico al quale ci siamo iscritti, concedetemi una breve presentazione dei valori presenti sul territorio di Inverigo che permetterà di comprendere meglio il mio intervento.

Il Piano di Coordinamento Territoriale della Provincia di Como ha inserito Inverigo, per le sue qualità paesaggistiche, fra i “Luoghi dell’identità regionale”. Anche il Piano Territoriale Paesistico Regionale ha rilevato la particolare ricchezza e sistematicità del complesso paesaggistico di Inverigo. Inoltre la Giunta Regionale con la delibera n.° 8/11369 del 10 febbraio 2010 ha dichiarato di notevole interesse pubblico (quale bene paesaggistico), l'area del paesaggio rurale dell'Orrido e del Viale dei cipressi, si tratta di un’area verde di 160 ettari completamente recintata, solcata nel fondo valle dal fiume Lambro.

All’interno del territorio comunale, a sua volta nei confini del Parco, vi sono Ville, residenze e piazze storiche, chiese secentesche completamente affrescate, santuari, cascine, geositi, aree umide e fauna presente nelle liste delle diverse direttive ambientali della CEE (Direttiva Habitat 92/43/CEE e Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici).

Quindi il patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di Inverigo sono tutelati in maniera specifica e con specifici vincoli, riconosciuti a tutti i livelli amministrativi (dal comunale al nazionale passando dal provinciale e regionale).

Purtroppo, per noi, la maggior parte di questi valori sono proprietà private e, penso sia facile anche per voi, immaginare le problematiche e le conflittualità che sorgono quando coloro che, a vario titolo, sono presenti sul territorio non concordano su obiettivi comuni e non mettono in sinergia le proprie forze. Non mi riferisco solo ai proprietari ma anche alle autorità amministrative preposte le quali, in alcuni casi, non sono in grado di tutelare il bene ambientale, e le associazioni, di conseguenza, si devono sostituire nella tutela di un patrimonio comune e tutelato anche dalla Costituzione.

Permettetemi un esempio: l’autostrada VA-CO-LC, la ex Pedemontana dei primi anni ’90 respinta vent’anni anni fa’ da 18.000 firme e più di trenta comuni, riproposta di recente da 24 associazioni di categoria e inserita nei vari piani territoriali provinciali e regionali; a Inverigo il tracciato passerebbe nei luoghi che le stesse amministrazioni pubbliche hanno dichiarato “luogo dell’identità regionale”. Una colossale contraddizione!

L’esempio, che riprenderò nel corso del mio intervento, purtroppo non unico, mi permette di entrare nello specifico delle questioni al centro del confronto.

FAVORIRE IL COINVOLGIMENTO DEI SOGGETTI LOCALI NELLA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE
Prima di essere coinvolti nella gestione occorre condividere le scelte e ancora prima occorre parlare un linguaggio comune; come si può chiedere a un’associazione locale di cittadini di partecipare alla gestione delle aree protette quando l'oggetto, cioè l'area protetta, rischia il ridimensionamento o addirittura la scomparsa!
Qualora l'autostrada, sempre quella, malauguratamente venisse realizzata vedremmo scomparire, contemporaneamente, i fondamentali caratteri del paesaggio e dell’identità culturale del ns. territorio, dove siamo nati e viviamo. Inaccettabile.
Non vogliamo sostituirci al parco. Abbiamo bisogno del Parco. Però vogliamo collaborare con un parco che sia messo nelle condizioni per farsi carico dello sviluppo del sistema ambientale, un parco che possa essere motore per diffondere la sensibilizzazione, le conoscenze e il rispetto; un parco più autonomo nell’esercizio delle sue funzioni, meno influenzato e influenzabile dalle esigenze e calcoli politici locali e regionali; che non sia messo costantemente sotto pressione dalle norme delle manovre finanziarie governative, con l'incubo della riduzione dei finanziamenti tale da limitare in modo incisivo operatività e servizi se non addirittura la stessa sopravvivenza.

POTENZIARE LE BUONE PRATICHE AMBIENTALI
Quindi le buone pratiche sono rivolte all'ambiente, sono a favore dell’ambiente; non arrecano danno, rispettano, mantengono e incrementano le specie animali e vegetali. Di conseguenza verbi come “mitigare”, “compensare” e termini come “il meno impattante” dovrebbero essere esclusi dall'attuazione delle pratiche ambientali in generale, sicuramente da quelle buone.
Invece dobbiamo constatare che il verde, per le Amministrazioni, è spesso considerato solo una funzione estetica. Un’area verde libera non è uno spiazzo degradato da rivitalizzare, non è un contenitore vuoto: è uno scrigno della natura, un organismo vivo, ricco di biodiversità.

PROMUOVERE LA FRUIZIONE E IL TURISMO SOSTENIBILI
Per ottenere questo occorre, a nostro avviso, procedere per gradi ed essere consapevoli che alla base delle scelte di progettazione e di gestione un ruolo fondamentale debba avere l’informazione. Infatti, troppo spesso si vuole gestire un ambiente che ancora non si conosce, o che si conosce solamente in modo parziale e relativamente ai soliti luoghi comuni - piante, uccelli, mammiferi - trascurando tutti gli altri fattori biotici e abiotici che garantiscono il corretto funzionamento ed equilibrio dell’ecosistema. In particolare, vanno ben approfonditi tutti gli aspetti legati alla biodiversità, alle aree tampone e ai corridoi ecologici, vanno individuati i valori e le criticità, sensibilità e vulnerabilità dell’intero territorio. Solo al termine di questi processi si potranno formulare gli obiettivi gestionali generali, gli obiettivi di dettaglio, la fruizione e il turismo.
Dobbiamo inoltre sostenere e promuovere il turismo naturalistico e responsabile, per conciliare la conoscenza e la fruizione degli ambienti naturali con le dovute cautele verso la fragilità degli ecosistemi. Una fruizione e un comportamento generalizzato come avviene nei giardini pubblici o nei parchi tematici, vuol dire compromettere fortemente la tenuta del sistema naturale.
Dobbiamo favorire il turismo non omologato, attento all’ambiente, fortemente identitario. Infatti il crescente sviluppo del “turismo verde” non è dovuto solamente alla destagionalizzazione della vacanza, la tendenza cioè a fare vacanze più brevi durante tutto l’anno e a non concentrarsi nel periodo estivo, ma risponde anche al bisogno di autenticità, al desiderio di poter fare incontri meno mediati, meno commerciali. La vacanza verde soddisfa anche il bisogno di unicità, di poter vivere un’esperienza non standardizzata, lontana dagli itinerari dei grossi flussi turistici.

PROMUOVERE UNO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO SOSTENIBILE
La storica Conferenza Mondiale su Sviluppo e Ambiente, organizzata dall’ONU a Rio de Janeiro nel 1992, ha sancito l’avvio del processo d’integrazione delle politiche ambientali nelle politiche settoriali e ha lanciato il concetto di Sviluppo Sostenibile, inteso come lo sviluppo che integra e pone in equilibrio tre dimensioni: Ambiente, Economia e Società. Le varie definizioni esistenti fanno emergere i tre aspetti di fondo che caratterizzano gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile: arrestare il degrado ambientale; impedire l’impoverimento delle generazioni future; migliorare la qualità della vita e l’equità tra le attuali generazioni.
Premesse condivisibili ma a una verifica di come è stato attuato il tentativo di conciliare lo sviluppo economico con la gestione dell'ambiente, nella maggioranza dei casi, dobbiamo collocarlo in una prospettiva antropocentrica. L'atteggiamento culturale che ne consegue, e a ns. parere errato, si limita a concepire la natura come un capitale da preservare da parte di un uomo "responsabile". Su questa base, per esempio, le scelte politiche stanno inserendo nelle varie legislazioni il principio "chi inquina paga", rischiando di generare un ancor più perverso "mercato dell'inquinamento", che mette d'accordo inquinatori e inquinati fissando il prezzo per il danno causato.
Altro rischio: la mercificazione dell´ambiente, di cui non abbiamo il benché minimo bisogno.
Siccome i parchi sono stati istituiti su basi scientifiche, cioè sono tenuti a tutelare valori naturalistici oggettivamente riscontrabili, come possono venire di colpo meno le condizioni per la loro esistenza solo perché mancano i guadagni ? Se un’area protetta non riesce a essere fonte di reddito: che cosa si fa, la si chiude perché non genera profitto? La si condanna a trasformarsi in un qualcosa di diverso, per proteggere cosa?
Promuovere la costruzione di un'autostrada in un'area protetta non era sostenibile 20 anni fa e non lo è maggiormente ora in un territorio ancor più urbanizzato, non è neppure sviluppo socio-economico è incoerenza di propositi.

In conclusione vorrei ricordare che se noi oggi siamo qui a discutere del futuro per le aree verdi, dobbiamo ringraziare chi tempo fa ha adottato politiche rigorose e vincolistiche, chi ha deciso che porzioni del territorio venissero vincolate “senza se e senza ma”, mi auguro che le generazioni future possano ritrovarsi nella ns. medesima situazione perché ciò significa che noi oggi siamo stati in grado di trasmettere loro ciò che abbiamo ereditato, magari ecologicamente migliorato.