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sabato 2 maggio 2026

Parco Regionale del Seveso: qualche risposta alle domande del Polo Civico di Meda

In verde scuro le aree medesi che entreranno a far parte del nuovo Parco Regionale

Negli scorsi giorni abbiamo ricevuto, sotto al nostro post dedicato all’adesione di Meda al futuro Parco Regionale, un articolato commento da parte del Polo Civico.

Si tratta di un intervento che pone questioni non banali - dal ruolo degli enti esistenti al rischio di nuove strutture burocratiche - e proprio per questo abbiamo scelto di non rispondere con una replica sintetica, ma di dedicare un approfondimento autonomo. L’obiettivo è contribuire a un confronto più ampio e, per quanto possibile, chiarire alcuni aspetti che riteniamo centrali.

Partiamo da una precisazione. Nel nostro precedente post abbiamo riportato la definizione di “astensione incomprensibile”: si tratta di una valutazione espressa dal gruppo Sinistra e Ambiente Meda, non di una nostra presa di posizione diretta. Ci sembrava corretto citarla perché parte del comunicato, ma è giusto distinguere i piani.

Entrando nel merito, una prima osservazione riguarda il rapporto tra Meda e i parchi. Non siamo di fronte a un salto nel vuoto o a qualcosa di completamente nuovo. Meda ha già fatto parte sia del Parco Regionale delle Groane sia del Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Brughiera Briantea, realtà che nel tempo sono evolute fino a confluire nell’attuale Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. Questo passaggio storico è significativo, perché dimostra che l’evoluzione degli strumenti di tutela non solo è possibile, ma è già avvenuta. Non si tratta quindi di “creare qualcosa dal nulla”, ma di proseguire lungo un percorso già conosciuto.

Uno dei punti più rilevanti sollevati riguarda l’utilità di un nuovo parco rispetto a ciò che già esiste. Qui è importante chiarire un aspetto spesso frainteso: un parco regionale non è semplicemente un ente in più, ma uno strumento diverso. Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale GruBrìa - a cui Meda oggi non aderisce - rappresenta un’esperienza importante, ma ha una capacità di tutela e di pianificazione necessariamente più limitata. La regionalizzazione non si pone quindi in alternativa, ma come rafforzamento: significa dare a quei territori un livello di protezione più solido, più strutturato, più difficile da aggirare.

È in questo senso che la domanda “perché non rafforzare ciò che già esiste?” trova una risposta diversa da quella che può sembrare a prima vista. La trasformazione in parco regionale è, di fatto, il modo per rafforzarlo davvero. In un territorio come la Brianza, dove il consumo di suolo ha raggiunto livelli tra i più alti d’Italia, questo passaggio non è secondario.

Resta poi la preoccupazione, espressa chiaramente nel commento, del rischio di creare un “carrozzone”. È un timore diffuso e comprensibile, ma che rischia di spostare il fuoco della discussione. Il problema non è tanto il numero degli enti, quanto la loro efficacia. Un parco regionale, se costruito e gestito in modo adeguato, può avere strumenti, risorse e capacità di coordinamento che oggi mancano o sono troppo deboli. La questione, quindi, non è fermare il processo, ma semmai accompagnarlo e vigilare perché funzioni davvero.

C’è poi un elemento che riteniamo decisivo e che spesso rimane sullo sfondo: il contesto territoriale. Questo parco nasce in un’area fortemente urbanizzata, dove il suolo libero è ormai frammentato, residuale, spesso isolato. Non siamo di fronte a grandi aree naturali continue, ma a un mosaico fragile che ha bisogno di essere ricucito. In situazioni come questa, strumenti più deboli rischiano di non essere sufficienti. Serve una visione più ampia e una capacità di intervento che superi i confini comunali.

Le domande operative - su competenze, gestione, rapporti con enti come l’Agenzia Interregionale per il fiume Po - sono tutte legittime. Ma è importante ricordare che il passaggio votato è un atto di indirizzo, l’inizio di un percorso. Pretendere che ogni dettaglio sia già definito prima ancora di avviarlo rischia, di fatto, di bloccarlo.

Infine, una considerazione più generale. Il futuro Parco Regionale non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa. Un passaggio necessario, ma non sufficiente. Il lavoro da fare resta molto e dovrà andare nella direzione di una maggiore integrazione, includendo anche realtà come il Bosco delle Querce e dialogando con sistemi più strutturati come il Parco Nord Milano.

Il nostro blog è nato proprio con questo obiettivo: sostenere l’allargamento e il rafforzamento delle tutele del territorio del Parco Brianza Centrale, oggi GruBrìa. La regionalizzazione va esattamente in questa direzione.

Per questo riteniamo che, pur in presenza di dubbi e questioni aperte, aderire convintamente a questo percorso sia oggi una scelta importante. Non per aggiungere un ente, ma per provare a costruire - finalmente - una visione più coerente per un territorio che, negli anni, ha già perso molto.

venerdì 20 marzo 2026

Cinisello Balsamo. Dove c’era cemento, nasce comunità: storie dal Parco Grugnotorto


Nel cuore di Cinisello Balsamo prende vita un progetto che intreccia memoria collettiva, partecipazione civica e tutela del territorio. Dal 21 al 29 marzo 2026, il Centro Culturale “Il Pertini” ospita la mostra e la presentazione del libro legati a “Fare Comunità: coltivare memoria per raccogliere futuro”, un’iniziativa promossa da Legambiente Cinisello Balsamo insieme all’Associazione Le Ghirlande e al Tavolo di Sant’Eusebio, in collaborazione con il Comune.

Cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano, il progetto nasce con l’obiettivo di costruire una memoria condivisa del quartiere Sant’Eusebio e dell’area del Parco Grugnotorto Villoresi, oggi parte del sistema del Parco Nord Milano. Attraverso fotografie, interviste, articoli di giornale e documenti d’archivio – tra cui quelli dell’Archivio Storico comunale – emerge un racconto corale che attraversa decenni di trasformazioni urbane e sociali.

Il percorso restituisce i bisogni e le aspirazioni di una comunità cresciuta in un contesto fortemente urbanizzato, ma capace di mobilitarsi per ottenere spazi verdi. La nascita del Parco Grugnotorto, poi evoluto nel più ampio sistema del Parco Nord, rappresenta infatti un esempio concreto di cittadinanza attiva e di costruzione dal basso del bene comune.

La mostra, allestita nel foyer al piano -1 del Centro Culturale “Il Pertini” (piazza Confalonieri 3), è aperta a tutta la cittadinanza e si propone non solo come momento espositivo, ma come occasione di incontro e riflessione sul futuro del territorio.


Il programma si articola in diversi appuntamenti significativi:

  • sabato 21 marzo alle ore 11 l’inaugurazione della mostra, seguita da una visita guidata
  • venerdì 27 marzo dalle 18 alle 19 un incontro pubblico dedicato al passato, presente e futuro del parco e del quartiere Sant’Eusebio
  • sabato 28 marzo visite guidate nel pomeriggio e, a seguire, un reading poetico sul legame tra parole e luoghi

Più che una semplice operazione di recupero storico, “Fare Comunità” si configura come un invito a leggere il passato per orientare le scelte future. In un territorio come quello della Brianza centrale, dove la pressione urbanistica continua a confrontarsi con il bisogno di natura e qualità della vita, esperienze come questa mostrano come la memoria possa diventare uno strumento attivo di trasformazione.

martedì 23 settembre 2025

Esondazioni del Seveso, Legambiente rilancia: “Serve un Parco fluviale, non solo aree di laminazione”

Il fiume Seveso, ancora scoperto, a Milano (quartiere Niguarda)

Nella notte tra il 21 e il 22 settembre, la valle del Seveso è stata nuovamente travolta da piogge torrenziali: fino a 200 millimetri di pioggia caduti in poche ore tra Comasco e Canturino, oltre 100 millimetri nei quartieri settentrionali di Milano. Il risultato è stato l’ennesimo allagamento, con esondazioni dalla Brianza fino al centro della metropoli.

Un fenomeno che, secondo Legambiente Lombardia, non può più essere considerato un’emergenza imprevista. “La precipitazione di questi giorni è un avvertimento da non sottovalutare,” spiega l’associazione ambientalista, ricordando che eventi simili saranno sempre più frequenti e intensi con l’avanzare della crisi climatica.

Le vasche di laminazione del Parco Nord Milano hanno contenuto parzialmente l’ondata, guadagnando qualche ora preziosa, e per la prima volta sono entrate in funzione anche quelle di Senago. Tuttavia, l’acqua ha comunque raggiunto il cuore della città. “Se fosse stata realizzata la vasca di Varedo – osserva Legambiente – forse si sarebbe potuto evitare l’allagamento di Milano. Ma pensare di risolvere tutto con opere idrauliche sempre più monumentali significa non fare i conti con la realtà degli eventi catastrofici.”

È qui che entra in gioco la proposta di lungo periodo: il Parco del Seveso.
“La grande opera di prevenzione di cui la metropoli ha bisogno è un paziente ma determinato lavoro di ripristino della valle del Seveso, un lavoro pianificato per restituire al torrente le sue naturali pertinenze territoriali, liberandole dalle urbanizzazioni che le hanno invase,” sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Il progetto punta a trasformare l’intera valle del fiume in un grande corridoio ecologico e paesaggistico, capace di garantire sia sicurezza idraulica sia qualità ambientale. Non si tratta solo di fermare il consumo di suolo, ma di un vero disegno di ricostruzione del paesaggio fluviale, in grado di restituire al Seveso il suo corso naturale e ai cittadini la tranquillità necessaria.

“Questo progetto vogliamo chiamarlo Parco del Seveso, ma è molto di più: è una grande opera di rigenerazione territoriale – aggiunge Legambiente – da cui nessuno, a partire dalla città di Milano, deve potersi chiamare fuori.”

Il Seveso, che a Milano scorre per lunghi tratti tombinato nel sottosuolo, rivendica oggi con forza la sua valle. L’associazione ambientalista chiede che il tema entri a pieno titolo nei piani urbanistici dei comuni attraversati, affinché la gestione delle acque non sia ridotta a un problema tecnico ma diventi una scelta di pianificazione territoriale.

mercoledì 30 luglio 2025

Cinisello Balsamo: le aree del GruBrìa passano al Parco Nord. Una scelta locale, un pensiero (non abbastanza) globale

Fonte immagine: Legambiente Lombardia

Il 25 luglio 2025 Regione Lombardia ha approvato all’unanimità una legge che sancisce ufficialmente il passaggio delle aree cinisellesi del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) GruBrìa al Parco Nord Milano. Un traguardo importante, salutato con soddisfazione da numerose realtà del territorio e reso possibile grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale di Cinisello Balsamo, del Consiglio Comunale e di un’ampia rete di associazioni.

Nel comunicato diffuso il 29 luglio dal Comitato Grande Parco, Maria Segurini di Legambiente Cinisello Balsamo afferma:

    "Queste aree, a suo tempo salvate nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS), saranno ora soggette a maggiori tutele grazie all'inclusione nel Parco Regionale, garantendo la loro conservazione per le generazioni future."

Il Comitato sottolinea come l’iniziativa sia il frutto di una lunga mobilitazione che ha visto coinvolte 54 realtà del Terzo Settore, unite nella difesa del paesaggio e della biodiversità:

    "Questo atto storico, frutto della sensibilità delle istituzioni e dei singoli cittadini, ci permette di guardare con ottimismo alla salvaguardia del paesaggio e della biodiversità contro le speculazioni edilizie."

Anche Legambiente Lombardia, in un comunicato diffuso in queste ore, celebra l’approvazione definitiva della legge come una vittoria per l’ambiente e per la cittadinanza:

    "È ufficiale: il Parco Nord Milano si amplia! [...] È una vittoria per tutti, anche per la comunità e le associazioni locali che hanno dimostrato lungimiranza e determinazione nel portare avanti la proposta di ampliamento [...] Un grazie speciale al Circolo Legambiente Cinisello Balsamo APS che ha creduto al progetto fin dall’inizio e dimostrato di essere un presidio attivo e positivo sul territorio."

Una vittoria, ma non senza interrogativi

Pur riconoscendo il valore simbolico e concreto di questo risultato, resta una domanda di fondo: è davvero questa la direzione strategicamente più lungimirante per il futuro delle aree verdi del Nord Milano?

Mentre numerose associazioni stanno portando avanti una proposta ambiziosa per trasformare l’intero Parco GruBrìa in Parco Regionale, estendendolo alla valle del Seveso, il passaggio delle sole aree cinisellesi al Parco Nord rischia di essere letto come un’uscita anticipata da un progetto collettivo più ampio, che avrebbe potuto dare maggiore forza e coerenza alla tutela del territorio.

Invece di rafforzare il fronte comune per una visione territoriale condivisa e più vasta, si è scelta una via più sicura, forse più efficace nell’immediato, ma che lascia irrisolti alcuni nodi strategici sul futuro del Parco GruBrìa.

Salutiamo quindi il risultato raggiunto con rispetto e riconoscenza verso chi ci ha creduto fin dall’inizio, ma ribadiamo l’auspicio che questo non sia un punto d’arrivo. Piuttosto, che rappresenti una tappa verso una visione più ampia, partecipata e coraggiosa per il verde del Nord Milano. Perché i parchi non si difendono solo con i confini, ma con la capacità di costruire alleanze e futuro.

venerdì 21 marzo 2025

Il Laboratorio del Seveso: associazioni ambientaliste della Brianza per il Parco Fluviale

Immagine tratta dal web

Da tempo si è costituito il Laboratorio del Seveso, un soggetto collegiale nato con l’obiettivo di promuovere la realizzazione del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso. L’iniziativa è frutto della volontà di diverse associazioni e gruppi civici impegnati nella tutela ambientale e nella valorizzazione del territorio, tra cui Associazione Amici Parco Nord, Legambiente Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda, attivamente coinvolti nei lavori del Laboratorio.

Nei mesi recenti, il Laboratorio ha svolto un intenso lavoro di definizione delle idee e strutturazione dello strumento atto a sostenere il progetto e a garantirne la realizzazione.

Dopo il primo Tavolo Concertativo Regionale del 16 gennaio 2025, il 22 febbraio 2025 l’assemblea ha approvato il documento "Il nostro punto di vista", che chiarisce la visione e gli obiettivi del Laboratorio rispetto alla creazione del Parco della Valle del Seveso. Questo documento è stato inoltrato all’assessore regionale al Territorio, Gianluca Comazzi, nonché agli amministratori comunali dei bacini del Seveso e del Lura, coinvolgendo sindaci, assessori e consiglieri comunali.

Dai gruppi di lavoro del Laboratorio sono emerse numerose proposte, che verranno presto sottoposte all’attenzione dell’assemblea.

Il 6 aprile 2025, in occasione del Festival degli Amici Parco Nord, sarà presente uno stand informativo per illustrare il progetto ai cittadini e distribuire materiali di presentazione del Parco della Valle del Seveso. Nel pomeriggio, è previsto un incontro pubblico con la partecipazione di amministratori regionali e comunali per discutere le prospettive e i passi successivi dell’iniziativa.

Si apre, dunque, una nuova fase caratterizzata da contatti diretti con la cittadinanza e con le comunità locali. Il successo della proposta del Parco dipenderà in larga parte dalla capacità di coinvolgere attivamente la popolazione, facendo leva sull’interesse e sull’attivismo dei cittadini per dare concretezza a questa ambiziosa idea.

Il documento "Il nostro punto di vista", redatto congiuntamente dall’Associazione Amici Parco Nord e dal Laboratorio Seveso, sottolinea l’importanza di una gestione territoriale integrata e sostenibile. La proposta del Parco Fluviale del Seveso ha avuto origine nell’aprile 2024, con l’approvazione della delibera regionale del 25 luglio 2024, che ne ha sancito ufficialmente l’avvio. La creazione del parco è vista come una risposta alle problematiche ambientali, territoriali e idrogeologiche che interessano il bacino del Seveso, in particolare alla crescente urbanizzazione e al rischio idrogeologico connesso.

Il documento identifica sei punti fondamentali per la realizzazione del Parco:

  1. Parco Unitario: Un’area protetta che si estenda lungo l’intero corso scoperto del Seveso, coinvolgendo la Città Metropolitana di Milano, la Provincia di Monza e Brianza e la Provincia di Como.
  2. Parco fluviale: Necessità di un piano di bonifica e risistemazione del fiume, attraverso interventi di chiusura degli scarichi abusivi, rinaturalizzazione delle sponde, creazione di aree di espansione per le piene e de-impermeabilizzazione delle zone limitrofe.
  3. Parco territoriale: Un progetto che ridisegni il territorio, connettendo le aree verdi esistenti e intervenendo sulle aree urbanizzate per migliorare la vivibilità.
  4. Parco e ambiente: Un’azione concreta per la riduzione dei gas serra, l’incremento delle aree boschive e la conversione di superfici impermeabili in aree filtranti per il drenaggio delle acque.
  5. Parco della città: Un’integrazione tra spazi verdi e contesto urbano per migliorare la qualità della vita e la salute pubblica.
  6. Parco della salute, della cultura e della bellezza: Un’area a servizio del benessere della popolazione, con un’attenzione particolare alla conservazione della biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

L’impegno del Laboratorio del Seveso si concentra ora sull’attivazione di una rete di relazioni tra istituzioni e cittadini, affinando il progetto attraverso il confronto con la comunità e le amministrazioni locali. Il Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso rappresenta una sfida ambiziosa ma necessaria per garantire un futuro più sostenibile al territorio e alle generazioni future.

mercoledì 12 febbraio 2025

Laboratorio Seveso: prosegue il percorso organizzativo e progettuale


Il Laboratorio Seveso è la struttura che si sono date diverse associazioni, gruppi civici e cittadini per sostenere la proposta di un nuovo parco regionale. Questo progetto mira a unire realtà come il Bosco delle Querce, il Plis GruBrìa e il Parco Nord, insieme ad alcune aree spondali del Seveso, per garantire una maggiore tutela a questi territori.

Il Laboratorio Seveso si appresta a un nuovo incontro fondamentale per il proprio percorso organizzativo e progettuale. Sabato 22 febbraio, alle ore 10, i membri del laboratorio si riuniranno presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord per un’Assemblea ricca di temi da discutere e decisioni da prendere.

Il percorso organizzativo del Laboratorio sta ormai giungendo a compimento. I quattro Gruppi di lavoro hanno individuato i rispettivi coordinatori, avviato le prime riunioni e iniziato a elaborare idee e proposte. Il processo operativo è avviato con successo. Inoltre, il Gruppo di Coordinamento ha già tenuto il primo incontro lo scorso 7 febbraio e si riunirà nuovamente il 14 febbraio, sempre nella sede degli Amici Parco Nord.

Uno dei punti centrali dell’Assemblea del 22 febbraio sarà la discussione sulla struttura interna del Laboratorio, basata su una proposta già esaminata dal Coordinamento. Si tratta di formalizzare quanto già sperimentato, con la possibilità di revisioni future in base alle necessità operative.

Altro tema cruciale sarà la sostenibilità economica del Laboratorio. Con l’attività dei Gruppi di lavoro in crescita, si rende necessario trovare risorse per supportare le iniziative emergenti. In una fase iniziale, ci si affiderà a contributi volontari, con l’obiettivo di creare le condizioni per accedere a finanziamenti più consistenti in futuro.

L’Assemblea avrà inoltre il compito di discutere e approvare un documento destinato al Tavolo di Concertazione regionale. Per garantire un contributo ampio e condiviso, i membri del Laboratorio potranno inviare suggerimenti e osservazioni fino a venerdì 14 febbraio, data della convocazione del Gruppo di Coordinamento. Quest’ultimo avrà il compito di armonizzare le proposte in un testo coeso da sottoporre all’Assemblea.

In poco più di due mesi il Laboratorio Seveso ha trasformato un’idea in un progetto concreto, alimentando speranze e prospettive per il Parco della Valle del Seveso. Grazie all’impegno e alla partecipazione attiva dei suoi membri, il progetto sta assumendo una forma sempre più definita e interessante.

Per informazioni, contatti e adesioni scrivere a: laboratorioseveso@gmail.com

sabato 1 febbraio 2025

Grande partecipazione all’incontro di "in-formazione" sul Parco della Valle del Seveso


Si è svolto oggi, sabato 1° febbraio 2025, un incontro di "in-formazione" dedicato al Parco della Valle del Seveso, un’iniziativa che ha visto una notevole partecipazione di cittadini, esperti e rappresentanti delle istituzioni.

L’evento ha avuto come obiettivo principale quello di approfondire le prospettive di sviluppo e tutela del Parco, sottolineando l’importanza di un’azione coordinata e condivisa tra le diverse realtà coinvolte.


Il messaggio chiave dell’incontro è stato chiaro: per la realizzazione di questa grande opera ambientale è fondamentale lavorare insieme, unendo forze e competenze. La creazione del Parco della Valle del Seveso rappresenta un’opportunità unica per migliorare la qualità ambientale del territorio, promuovendo la biodiversità e offrendo nuovi spazi verdi alla comunità.

Durante l’incontro sono stati illustrati i passi necessari per portare avanti il progetto e le modalità di coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni locali.

Per chi non ha potuto partecipare o desidera rivedere i momenti salienti dell’incontro, quì sotto è disponibile la registrazione. 

 

Per chiunque sia interessato a contribuire attivamente alla realizzazione del Parco della Valle del Seveso, è possibile prendere parte al Laboratorio e ai suoi gruppi di lavoro. Per informazioni e richieste di partecipazione, è possibile scrivere a: laboratorioseveso@gmail.com.

Un progetto ambizioso come questo richiede il supporto di tutti: cittadini, associazioni e istituzioni. Solo con una collaborazione attiva sarà possibile trasformare l’idea del Parco in una realtà concreta e sostenibile.

lunedì 20 gennaio 2025

Valle del Seveso: dalla concertazione al progetto di un parco regionale integrato


Le informazioni che seguono sono tratte dal blog Sinistra e Ambiente, che ha documentato in dettaglio quanto discusso nella prima riunione del Tavolo di concertazione per la creazione di un parco lungo l’asta fluviale del Seveso.


Giovedì 16 gennaio 2025 si è tenuto il primo incontro per avviare un percorso partecipativo che definirà progetti, priorità e azioni necessarie per dare attuazione alla delibera Odg 692, approvata il 25 luglio 2024 dal Consiglio di Regione Lombardia.

Presieduta dall’assessore regionale Gianluca Comazzi, la riunione ha visto la partecipazione di istituzioni locali, tecnici, rappresentanti di enti pubblici e associazioni. Tra i presenti figuravano il presidente della Provincia di Monza e Brianza, il vicesindaco della Città Metropolitana di Milano, dirigenti del settore Parchi, la responsabile del Contratto di Fiume Seveso, rappresentanti delle aziende pubbliche CAP e BrianzAcque, e numerose associazioni tra cui Legambiente, Innova21 e Amici Parco Nord. Quest’ultima ha comunicato la nascita del Laboratorio Parco Valle del Seveso, sottolineando l’impegno del mondo ambientalista per sostenere il progetto con un approccio partecipativo.

Durante l’incontro, Arturo Lanzani, presidente del Parco Grubria e docente al Politecnico di Milano, ha illustrato lo stato delle aree lungo il fiume Seveso, evidenziando le criticità della zona più urbanizzata, da Seveso a Milano. Lanzani ha sottolineato l’urgenza di interventi per tutelare il suolo, migliorandone la permeabilità per prevenire allagamenti ed esondazioni.

Dalla discussione è emersa una visione condivisa: il futuro Parco Regionale dovrà essere uno strumento di gestione integrata del territorio. Tuttavia, si è superata la concezione originaria di un semplice Parco Fluviale del Seveso, riconoscendo la necessità di includere una dimensione territoriale più ampia. La proposta del Parco della Valle del Seveso riflette questa visione integrata, che unisce la tutela dell’acqua e del suolo con l’adattamento ai cambiamenti climatici.

A conclusione della riunione, l’assessore Comazzi ha richiesto ai dirigenti regionali di raccogliere e sistematizzare tutti i dati relativi ai progetti e ai finanziamenti già in corso, con il contributo di enti locali, aziende pubbliche e associazioni. Questi dati costituiranno la base per coinvolgere direttamente i Comuni interessati, garantendo un percorso decisionale condiviso.

Questa prima riunione rappresenta un passo significativo verso la creazione del Parco della Valle del Seveso. Attraverso il coordinamento tra istituzioni, enti e cittadini, il progetto punta a trasformare una realtà complessa e fragile in un modello virtuoso di gestione sostenibile del territorio.

sabato 18 gennaio 2025

Il moscardino del Parco Nord Milano

Fonte immagine: Wikipedia

Una nuova e significativa scoperta arricchisce il patrimonio naturale del Parco Nord Milano: il ritrovamento del moscardino (Muscardinus avellanarius), un piccolo roditore arboricolo dal tipico mantello arancio-dorato. La presenza di questa specie, raramente avvistata in contesti urbani, rappresenta un segnale positivo per la biodiversità e lo stato di salute dell’ecosistema.

Il ritrovamento, frutto della collaborazione tra Parco Nord Milano e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è stato possibile grazie al lavoro delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) e al monitoraggio scientifico della microfauna locale. I ricercatori hanno identificato la presenza del moscardino attraverso tracce di peli, confermando così che il roditore si è stabilito in quest’area verde urbana.
Un indicatore di biodiversità e salute ecologica

La scoperta del moscardino è particolarmente significativa: questa specie vive in habitat boschivi complessi ed è considerata un indicatore biologico di ambienti sani e diversificati. La sua presenza testimonia il successo degli interventi di ripristino ambientale realizzati negli anni, come ha sottolineato Olivia Dondina, ricercatrice del Laboratorio di Conservazione della Biodiversità dell’Università di Milano-Bicocca: «Quella nel Parco Nord è la prima segnalazione della specie in un ambiente urbano nel nord Italia. Dimostra che gli interventi di ripristino ambientale fatti in passato hanno permesso di raggiungere un grado di funzionalità ecosistemica sufficientemente alto da ospitare anche le specie più esigenti».

Il Parco Nord Milano è un esempio virtuoso di come le città possano riconciliare la crescita urbana con la tutela della natura. Dondina ha spiegato che la ricostruzione di habitat naturali non solo favorisce la fauna locale, ma contribuisce anche a mitigare problemi ambientali come l’inquinamento atmosferico e acustico. Nel caso del moscardino, l’habitat del Parco è ideale grazie alla presenza di siepi e filari ricchi di noccioli, rovi e rosa canina, elementi fondamentali per la sopravvivenza della specie.

La scoperta del moscardino non è solo un traguardo scientifico, ma un invito a continuare a investire nella salvaguardia degli spazi verdi urbani, riconoscendoli come baluardi di biodiversità e benessere ambientale.

venerdì 10 gennaio 2025

Verso il Parco Fluviale e Territoriale del Seveso: al via il corso di In-Formazione su acque, territorio e governance


Un’opportunità per approfondire il tema della gestione delle risorse idriche e il futuro del territorio del Seveso: il corso di in-formazione “Acque, Territorio e Governance”, promosso dall’Associazione Amici Parco Nord e dal Laboratorio Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, prenderà il via il prossimo 18 gennaio 2025. L’iniziativa si articola in due incontri aperti al pubblico e completamente gratuiti, con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza nella costruzione del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

Calendario degli incontri

  • Sabato 18 gennaio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord, Viale Suzzani 273, Milano.
  • Sabato 1 febbraio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, al Centro Visite del Bosco delle Querce, via Ada Negri, Seveso.

Il corso rappresenta un’occasione unica per:

  • Approfondire il concetto e l’applicazione del Contratto di Fiume, un innovativo strumento di pianificazione e gestione delle risorse idriche.
  • Esplorare le caratteristiche geologiche e geografiche della valle del Seveso.
  • Contribuire alla costruzione di un territorio resiliente ai cambiamenti climatici.
  • Analizzare il delicato equilibrio tra elementi naturali e artificiali, considerando il ruolo delle città, delle campagne e dei parchi.

Programma del corso

Modulo 1: Le acque e il Contratto di Fiume

Questo primo incontro si concentrerà sulla gestione idrica e sul Contratto di Fiume, trattando temi come la qualità delle acque, il rischio idraulico e la sostenibilità nella gestione delle piene.
Tra i relatori:

  • Mila Campanini (Responsabile Contratto di Fiume), che illustrerà la storia e il riconoscimento legislativo del Contratto di Fiume.
  • Dario Kian (funzionario Ersaf), che presenterà le azioni in corso nel sottobacino del Seveso.
  • Yuri Santagostino (Presidente CAP Holding), con un focus sulla resilienza territoriale attraverso una gestione sostenibile delle acque piovane.
  • Pierluigi Angiuoni (Associazione Amici Parco Nord), che discuterà il ruolo dei comuni nell’invarianza idraulica.

Modulo 2: Il Territorio

Il secondo incontro approfondirà temi legati all’uso del suolo, agli effetti del cambiamento climatico e alla pianificazione dei parchi, con particolare attenzione al Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.
Tra i relatori:

  • Alessia Borroni (Sindaca di Seveso), che racconterà l’esperienza del Parco delle Querce, simbolo di riscatto territoriale.
  • Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), che esplorerà i limiti della pianificazione locale e la necessità di una gestione integrata delle acque.
  • Marzio Marzorati (Presidente Parco Nord), con un intervento sul ruolo dei parchi nella tutela ambientale e della salute.
  • Luca Grimaldi (dirigente Ersaf), che discuterà l’importanza di Ersaf nella realizzazione del Parco Fluviale.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Circolo Lega Ambiente Laura Conti, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda, nell’ambito del progetto “Insieme per il Bosco” promosso dall’Associazione Fare di Meda.

La partecipazione al corso è gratuita e aperta a tutti gli interessati. Per informazioni, è possibile contattare gli organizzatori all’indirizzo e-mail laboratorioseveso@gmail.com

lunedì 25 novembre 2024

Verso un Parco Regionale del Seveso: un incontro tra associazioni e gruppi ambientalisti


Il 23 novembre 2024, presso la sede milanese dell’Associazione Amici Parco Nord, si è svolto un incontro cruciale che ha riunito numerosi gruppi e associazioni ambientaliste. L'obiettivo? Costituire un gruppo di lavoro collegiale per supportare la proposta di istituire il Parco Fluviale e Territoriale del Fiume Seveso. Questo primo confronto è stato descritto dai partecipanti come un momento di conoscenza reciproca e di scambio di idee in vista di un progetto ambizioso e di grande rilevanza per il territorio.

Le informazioni sono state tratte dal blog del gruppo Sinistra e Ambiente di Meda, che ha fornito dettagli sugli sviluppi e sulle finalità dell’iniziativa.


La proposta del nuovo parco: Bosco delle Querce, Plis Grubria, Parco Nord Milano e le aree del bacino Seveso

L’incontro si inserisce nel solco del convegno tenutosi il 26 ottobre 2024, evento che aveva visto la partecipazione di figure politiche e istituzionali. Il tutto è stato reso possibile grazie al precedente passo avanti rappresentato dall’approvazione unanime, il 25 luglio 2024, dell’Ordine del Giorno 692 da parte del Consiglio Regionale della Lombardia. Tale documento ha sancito il sostegno alla creazione del Parco Fluviale del Seveso, demandandone progettazione e realizzazione al Contratto di Fiume.

Il Parco Fluviale del Seveso non sarà una semplice iniziativa di riqualificazione fluviale. Come sottolineato dagli intervenuti, è fondamentale ampliare la portata della proposta. Non solo interventi idraulici, di naturalizzazione delle sponde e di purificazione delle acque, ma anche un’attenzione più ampia al territorio. "Serve una tutela unificata per le aree comprese nel bacino del Seveso, integrando il Bosco delle Querce, il PLIS GruBria e il Parco Nord Milano in un unico grande Parco Regionale", ha affermato Arturo Calaminici, storico rappresentante dell’Associazione Amici del Parco Nord.

Uno dei temi centrali dell'incontro è stata la necessità di costruire una visione comune tra le realtà ambientaliste coinvolte. I partecipanti hanno concordato sull’elaborazione di un Manifesto che definisca principi, finalità, obiettivi e metodi per guidare il processo. Questa piattaforma condivisa sarà essenziale non solo per garantire coerenza nelle azioni, ma anche per prepararsi al tavolo concertativo promesso dalla Regione Lombardia.

Sinistra e Ambiente-Impulsi, insieme a Legambiente Seveso e Seveso Futura, ha portato un contributo significativo al dibattito, illustrando la storia e le sfide legate al Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. "La memoria di questo luogo, segnato dalla tragedia della diossina e dalla successiva ricostruzione, deve diventare un patrimonio condiviso", ha sottolineato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente. L’associazione ha inoltre evidenziato le criticità legate alla costruzione dell’autostrada Pedemontana Lombarda e le attività in corso per ampliare i confini del parco.

L’incontro si è concluso con un impegno condiviso: continuare il confronto attraverso ulteriori appuntamenti, definendo nel dettaglio strategie e obiettivi per realizzare il Parco Fluviale e Territoriale del Seveso. I partecipanti hanno ribadito la necessità di agire in modo coordinato, mettendo in primo piano la tutela del territorio e la sua valorizzazione come bene comune.

domenica 17 novembre 2024

Parco Fluviale e Territoriale del Seveso: costruiamo insieme il futuro del nostro territorio

Immagini tratte dalla relazione presentata lo scorso 26 ottobre dal prof. Arturo Lanzani

Le associazioni del Nord Milano e della Brianza sono pronte a far sentire la propria voce in un importante progetto che unisce ambiente, territorio e partecipazione. Grazie alla proposta avanzata dall'Associazione Amici Parco Nord e accolta con unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia lo scorso 25 luglio, prende forma il progetto per la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

L'iniziativa, che ha già raccolto il sostegno di importanti istituzioni come la Città Metropolitana di Milano, la Provincia di Monza e Brianza, la Provincia di Como, il Comune di Milano e vari enti parco interessati, punta a valorizzare non solo il corso del fiume Seveso, ma anche l'intero bacino territoriale circostante. Durante il convegno pubblico del 26 ottobre, numerosi enti hanno espresso il loro interesse a contribuire al progetto, ritenendolo una risposta concreta alla necessità di affrontare le sfide climatiche e di tutela del territorio.


Tuttavia, gli organizzatori sottolineano che il solo appoggio istituzionale non è sufficiente per un'opera di tale portata. L’Associazione Amici Parco Nord invita quindi tutte le persone e le associazioni del Nord Milano, della Brianza e dei territori interessati a unirsi al progetto, apportando le proprie idee e competenze per costruire una risposta forte e condivisa.

Nasce così l’idea di un “Cantiere del Manifesto”, un gruppo di lavoro aperto e pluralistico che avrà il compito di redigere un documento strategico. Questo manifesto definirà i principi, gli obiettivi e i metodi per la realizzazione del Parco Fluviale, gettando le basi per un’iniziativa che mira a essere non solo ambientale ma anche sociale e culturale.


Il primo incontro per la costituzione del gruppo di lavoro è fissato per sabato 23 novembre 2024, dalle ore 10 alle 12, presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord, in Viale Suzzani 273, Milano. Sarà un’occasione di confronto aperto, dove ciascuno potrà portare il proprio contributo in autonomia e secondo le proprie competenze.

Le associazioni e i cittadini interessati a partecipare sono invitati a comunicare la propria adesione, sia all'incontro sia al gruppo di lavoro, contattando l'Associazione Amici Parco Nord. È il momento di unirsi per trasformare questa visione in realtà e rendere il Parco Fluviale del Seveso un modello di sostenibilità e coinvolgimento territoriale.

Per ulteriori informazioni e per aderire all’incontro:
Laboratorio Seveso - Parco Fluviale e Territoriale

Coordinatore Arturo Calaminici
Associazione Amici Parco Nord
Viale G. Suzzani, 273 - 20162 Milano
mail: associazioneamiciparconord@gmail.com

martedì 29 ottobre 2024

Un parco fluviale e territoriale nel medio bacino del fiume Seveso


a cura di Sinistra e Ambiente, Meda


Il 26 ottobre 2024, a Milano, presso l'Auditorium Teresa Sarti Strada, si è tenuto un interessante incontro a più voci sul tema della costituzione del "Parco Fluviale e Territoriale del Seveso", organizzato dall'Associazione Amici Parco Nord.

Hanno partecipato al convegno Raffaella Vimercati, Presidente dell'Associazione Amici Parco Nord; Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 di Milano; Gianfranco Cermelli e Daniela Gasparini dell'Associazione Amici Parco Nord; Arturo Lanzani, Presidente del Parco GruBria; Marzio Marzorati, Presidente del Parco Nord Milano; e, tra i contributi istituzionali, Gigi Ponti, Consigliere della Regione Lombardia; Francesco Vassallo, Vice Sindaco della Città Metropolitana di Milano; e Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi della Regione Lombardia. Come invitati, Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno seguito attentamente l'incontro.

LE BASI DEL CONFRONTO E DELLA PROPOSTA

Il 25 luglio 2024, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sostiene la proposta di creare il Parco Fluviale del Seveso, affidandone la progettazione e realizzazione al Contratto di Fiume.

Alla base della proposta c’è la necessità di potenziare i depuratori del bacino per migliorare la qualità delle acque e di intervenire sulla gestione delle sempre più frequenti piene dovute alla crisi climatica, puntando a incrementare le superfici drenanti e filtranti su tutto il bacino del Seveso.

La proposta di un Parco Fluviale e Territoriale, che richiederà un lungo percorso di confronto e atti amministrativi per concretizzarsi, apre alcune importanti opportunità. Tra queste, vi è l’obiettivo di considerare il fiume Seveso come una risorsa attraverso un progetto di rigenerazione ambientale e territoriale, accompagnato dalla creazione di un Parco Regionale che connetta aree simili in termini di conformazione e vocazione: spazi liberi residuali nel contesto urbanizzato, su cui intervenire per riqualificarli tramite piantumazioni, corridoi verdi e faunistici, piste ciclabili e appropriati interventi di ingegneria ambientale per creare spazi di naturalità.

IL SISTEMA DEI PARCHI NEL MEDIO BACINO DEL SEVESO

Nella parte del bacino del medio Seveso, in un territorio fortemente antropizzato, da Meda a Niguarda esiste un sistema di parchi costituito da:

  • Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce;
  • Parco Locale Sovracomunale GruBria;
  • Parco Regionale Nord Milano.

Nelle vicinanze di questi parchi vi sono aree da tutelare, composte da zone lungo il fiume Seveso e il suo affluente, il torrente Certesa/Tarò, nonché da spazi di connessione tra i due corsi d’acqua e le superfici dei tre parchi. Su questo tema, e sulla creazione di un Parco Fluviale in contesto metropolitano, ha contribuito Arturo Lanzani, urbanista e docente al Politecnico, nonché attuale Presidente del PLIS GruBria, illustrando la sua visione tramite una serie di slide.

 

 



L'AGGREGAZIONE DEI PARCHI ESISTENTI

La configurazione del Parco Fluviale e Territoriale del Fiume Seveso non potrà che essere un’aggregazione e una fusione dei parchi già esistenti, poiché la legge regionale non consente la creazione di nuove istituzioni. Naturalmente, l’ipotesi di aggregazione a un Parco Regionale esistente dovrà prevedere un congruo dimensionamento sia del personale sia dei fondi a disposizione della nuova entità per garantirne l’efficacia operativa.

Sarà necessario costituire un tavolo di concertazione che includa le strutture gestionali dei tre parchi, la Regione Lombardia, i comuni interessati, i gruppi e le associazioni, per avanzare proposte che definiscano anche possibili ampliamenti.

IL RUOLO DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA

Dopo questo convegno, è previsto un nuovo incontro dedicato alle associazioni e ai gruppi del territorio che desiderano contribuire all’avvio del progetto, valorizzando la loro conoscenza e il lavoro svolto sul campo. Questo lavoro collettivo dovrà tenere conto delle peculiarità di tutti i parchi coinvolti.

In particolare, per il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, simbolo e testimonianza del disastro della diossina del 1976, minacciato oggi dal progetto dell'Autostrada Pedemontana Lombarda che prevede il disboscamento di circa due ettari e l'abbattimento di circa 3.000 alberi, è fondamentale assicurare la continuità del suo ruolo di memoria attraverso il "Ponte della Memoria" e un progetto ambientale lungimirante per restituire questo bene alla collettività. Le associazioni ambientaliste locali si impegnano a proporre attività in linea con la storia del luogo, affinché questo patrimonio non venga disperso.

Il messaggio e l’esempio di costruzione della naturalità, uniti al costante impegno per mantenere viva la consapevolezza del danno ambientale e della necessità di rigenerazione operata nel contesto di Seveso e Meda, possono diventare un modello in una Brianza sempre più segnata dal cemento e dall'asfalto.

venerdì 11 ottobre 2024

Cinisello Balsamo ferma la "Campana": una vittoria per il verde, ma il Parco Grubrìa resta indebolito

Le aree del Parco GruBrìa a Cinisello Balsamo

La decisione dell’Amministrazione comunale di Cinisello Balsamo, annunciata lo scorso 8 ottobre, di abbandonare definitivamente l'ipotesi di realizzare la "Campana" è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini. La cosiddetta "Campana" era una proposta di strada autoveicolare che avrebbe collegato via Risorgimento, all'ingresso di Cinisello Balsamo, con la tangenzialina di via Alberti - via Togliatti, attraversando una parte del Parco Grubrìa. Il progetto, risalente a oltre trent'anni fa, era stato concepito per decongestionare il traffico cittadino, ma avrebbe avuto un impatto significativo sull'area verde del Parco.

Il sindaco Giacomo Ghilardi ha confermato che non verrà costruita alcuna nuova strada in quell'area, spegnendo così le preoccupazioni dei residenti e le polemiche politiche. Il vicesindaco Giuseppe Berlino ha sottolineato l'importanza del passaggio delle aree cinisellesi del Parco Grubrìa sotto la protezione del Parco Nord Milano, vincolando così il territorio alle normative regionali e bloccando qualsiasi futura espansione urbanistica.

Nonostante questa vittoria ambientale, resta un disappunto: l’Amministrazione comunale e il Comitato Grande Parco hanno spinto per includere nel Parco Nord solo i territori di Cinisello, senza estendere la proposta all’intero Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) Grubrìa. Questa decisione ha di fatto indebolito il PLIS Grubrìa nel suo complesso, riducendone le possibilità di un rafforzamento definitivo.

Il Comitato Grande Parco, promotore della petizione per il trasferimento al Parco Nord, si è comunque dichiarato soddisfatto della cancellazione della "Campana", un'opera che avrebbe deturpato il verde richiamando traffico e inquinamento. Il comitato ha anche proposto soluzioni di mobilità sostenibile, come la realizzazione di una ciclovia a doppia carreggiata che colleghi Cinisello Balsamo e Nova Milanese, offrendo un'alternativa economica e a basso impatto per i cittadini.

Tuttavia, la mancata proposta di includere l’intero PLIS Grubrìa nel Parco Regionale resta una decisione discutibile, lasciando una parte importante del parco esposta a potenziali rischi futuri.

giovedì 18 luglio 2024

Abbandonare è un po' tradire: Monza e Cinisello lasciano il Parco GruBrìa


Dopo la pubblicazione da parte di alcuni organi di stampa della notizia che il Comune di Monza farà confluire nel Parco Regionale della Valle del Lambro ulteriori aree già prevalentemente individuate quali Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) Media Valle del Lambro e GruBrìa, abbiamo ricevuto da un lettore una lettera che esprime alcune perplessità riguardanti l'indebolimento dei due PLIS. Perché abbandonarli al posto di rafforzarli? L'uscita di Monza ne creerà l'indebolimento. Che fine faranno? Ricordiamo che sul GruBrìa già il Comune di Cinisello Balsamo ha deliberato di far confluire le proprie aree nel Parco Nord Milano (leggi qui).

Dopo aver sostenuto per anni l'ampliamento del Parco Brianza Centrale e la sua unione con il Parco del Grugnotorto Villoresi, diventati poi Parco GruBrìa, assistiamo ora a queste uscite che non fanno altro che ridurre la potenzialità di tutela di queste aree. Visto con l'ottica del proprio orticello, quanto deliberato da Cinisello Balsamo e Monza è senz'altro una notizia positiva, ma vista con un'ottica più ampia siamo sicuri che indebolire i PLIS sia una strategia giusta per tutelare la fascia di territorio (già troppo urbanizzata) che da Milano arriva a Seregno?

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Comune di Monza e la lettera del nostro lettore.

Il comunicato stampa del Comune di Monza

Il Parco di Monza

È arrivata in Consiglio Comunale la proposta di far confluire nel Parco Regionale della Valle del Lambro ulteriori aree già prevalentemente individuate quali Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) Media Valle del Lambro ed ex Grugnotorto Villoresi (ora Parco GruBrìa).
Il documento è stato approvato dalla Giunta e illustrato lunedì 15 luglio in Consiglio dall’Assessore all’Ambiente Giada Turato e dall’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti.

Sui 3.303 ettari complessivi del territorio del Comune di Monza, circa 738,8 già ricadono all’interno del perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro, in gran parte rappresentati dal Parco di Monza.
La superficie delle nuove aree di cui si propone l’inserimento è di circa 580 ettari, che - se incluse - porterebbero quindi a un aumento dell’80% delle aree totali comprese nel vincolo regionale.

La delibera in merito all’aggregazione e ampliamento del Parco Regionale, a cui seguirà la decisione del Consiglio comunale, riguarda compendi di aree libere o prevalentemente libere soprattutto poste a corona dell’abitato monzese, che costituiscono un sistema di aree da tutelare, in rete ed in continuità con aree simili situate nei territori di alcuni comuni contermini.

La normativa regionale prevede la possibilità di affidare la gestione dei PLIS agli enti gestori dei parchi regionali oppure procedere all’aggregazione agli stessi attraverso delibera di consiglio comunale, a cui fa seguito un’istruttoria regionale e, in ultimo, l’emanazione di una legge regionale di approvazione dell’ampliamento.

Le aree coinvolte
Il Parco Regionale della Valle del Lambro, a Monza, già include il Parco Reale, i Boschetti ed un’altra porzione storica di territorio in prossimità di via Lecco.

Le aree comprese nella proposta di aggregazione e ampliamento del Parco Regionale, invece, svolgono un ruolo di fondamentale cerniera di un sistema verde su scala metropolitana, al di là dei limiti amministrativi comunali e provinciali: lungo la direttrice Nord-Sud, collegando il Parco Regionale della Valle del Lambro con il PLIS della Media Valle del Lambro che si estende sino a Milano.

Sono invece escluse dall’inserimento nel Parco Regionale le aree coinvolte nel progetto di prolungamento della linea di metropolitana M5 e del relativo deposito, per garantirne l’attuazione nei termini stabiliti dal Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), il cui procedimento è attualmente in fase conclusiva.

Lo scopo dell’ampliamento

L’inserimento di ulteriori parti di territorio nel Parco Regionale della Valle del Lambro ha lo scopo di rafforzare i vincoli che tutelano al momento i terreni liberi o prevalentemente liberi, agricoli e a verde, delle aree interessate, dato che – a fronte di fenomeni di crescente urbanizzazione e dell’arrivo di infrastrutture chiave come la metropolitana M5 - i parchi regionali prevedono una tutela paesaggistica e ambientale maggiormente efficace rispetto a quella garantita dalla semplice inclusione in un Parco Locale d’Interesse Sovracomunale.

La proposta di estensione del Parco della Valle del Lambro, inoltre, è frutto di un confronto con i sindaci dei Comuni che fanno parte del PLIS Media Valle del Lambro, nell’ottica di affidare le aree ad un ente di ordine superiore – in questo caso regionale – con maggiore disponibilità in termini di risorse e di personale.

Il Parco della Valle del Lambro 

Istituito nel 1983, il Parco copre oggi una superficie di 8.107 ettari - di cui 4.080 di parco naturale - in 36 diversi Comuni delle province di Como, Monza e Brianza e Lecco. Il suo territorio si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro compreso tra i laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud. Per la grande diversità delle aree che coinvolge, il Parco spicca per la varietà delle vedute panoramiche che offre e per un'orografia caratterizzata da altopiani, piccole valli scavate dai fiumi, rogge e torrenti e da grandi estensioni di prati alternate da più modeste zone boschive. Un aspetto di particolare interesse è dato dalla presenza di numerose ville patrizie, con i relativi giardini storici: un valore del tutto eccezionale, in proposito, riveste proprio il complesso del Parco di Monza e dei giardini della Villa Reale.

“L’inclusione di ulteriori aree nell’ampio parco della Valle del Lambro – osserva l’Assessore all’Ambiente Giada Turato – permetterà una più forte tutela del patrimonio verde di Monza. Con questo passaggio storico Monza intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030 che prevede la creazione di una rete di zone protette comprendenti almeno il 30% della superficie, di cui almeno un terzo sottoposte a tutela rigorosa”.

“L’atto formale dell’ampliamento del Parco Regionale Valle Lambro nel territorio di Monza – dichiara l’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti – costituisce anche uno degli atti di indirizzo per la politica urbanistica che questa Amministrazione intende attuare nella Variante di PGT in fase di redazione: consumo di suolo a saldo negativo, più qualità negli interventi di rigenerazione e costruzione di quel parco di cintura urbana di cui si parla ormai da trent’anni”.

 


La lettera 

Il Parco del Meredo (PLIS GruBrìa) a Seregno

Cara Brianza Centrale,

con grande interesse e qualche perplessità ho seguito la proposta del Comune di Monza di ampliare il Parco Regionale della Valle del Lambro, includendo ulteriori 580 ettari provenienti dai PLIS della Media Valle del Lambro e GruBrìa. Senza dubbio, questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del nostro prezioso territorio verde, incrementando dell'80% la superficie del parco regionale e rafforzando i vincoli di protezione ambientale. Tuttavia, non posso fare a meno di sollevare alcune riflessioni critiche su questa proposta.

In primo luogo, l'abbandono dei PLIS a favore dell'inclusione nel Parco Regionale potrebbe indebolire la gestione locale di queste aree. I PLIS, sebbene con meno risorse rispetto ai parchi regionali, hanno finora garantito una protezione adeguata e una gestione più vicina alle esigenze delle nostre comunità. La normativa regionale prevede la possibilità di affidare la gestione dei PLIS agli enti dei parchi regionali, ma questo trasferimento di competenze potrebbe portare a una minore attenzione alle peculiarità specifiche di queste aree.

La tutela del verde pubblico dovrebbe essere considerata in una prospettiva complessiva e non limitata a singole porzioni di territorio. Abbandonare i PLIS potrebbe rappresentare una perdita in termini di coinvolgimento e responsabilizzazione delle amministrazioni comunali e dei cittadini, che finora hanno giocato un ruolo cruciale nella protezione di queste aree.

Inoltre, sono rimasto perplesso dalla dichiarazione dell'Assessore al Governo del Territorio, Marco Lamperti, riportata dal sito "Il Cittadino MB". Lamperti ha affermato: "Non significa che sui terreni che saranno vincolati non si costruirà più...". Questa precisazione, sebbene possa sembrare superflua, è significativa. Essa suggerisce che, nonostante i vincoli regionali, potrebbero essere previste deroghe o progetti di costruzione in aree protette, sollevando dubbi sulla reale efficacia della tutela ambientale.

In conclusione, la proposta di ampliamento del Parco della Valle del Lambro è certamente un'opportunità per Monza e per la protezione del suo patrimonio verde. Tuttavia, è essenziale considerare attentamente le implicazioni di questa scelta, garantendo che la tutela del territorio sia realmente efficace e che non vengano compromesse le specificità e le esigenze delle aree attualmente gestite come PLIS. Una gestione integrata e partecipata del verde pubblico, che coinvolga tutte le parti interessate, potrebbe rappresentare la soluzione migliore per conciliare la necessità di protezione ambientale con le esigenze di sviluppo urbano.

 

Domenico Corrusco

domenica 22 gennaio 2023

WWF Lombardia: “Le nostre proposte si traducono in buone notizie”


di Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia


Le proposte e le iniziative delle Associazioni Ambientaliste nel nostro territorio sono state accolte con favore dalle Amministrazioni locali e dagli Enti gestori delle Aree protette.
  1. Finalmente daremo il via al collegamento ciclopedonale tra Bosco delle Querce e Parco delle Groane e della Brughiera, con riforestazione già avviata anche con sponsor privati, orti sociali e frutteto didattico, sulle tracce di quello che era il progetto di compensazione ambientale elaborato per Pedemontana da Seveso a Lentate. Grazie al finanziamento di 85.000 del Comune di Meda al quale si sono aggiunti contributi di due aziende a copertura dei costi per estese forestazioni.
  2. Abbiamo avviato le indagini di caratterizzazione della diossina residua e con finalità geotecnica per la Ciclovia MI-ME che collegherà il Parco Nord, attraverso il Parco GruBria, al Parco delle Groane e della Brughiera a Meda. L'opera scaturita dai tavoli tecnici del Patto BrianzaRestart promosso dalla Provincia di Monza, sottoscritto da alcuni di noi, è interamente finanziata dal PNRR.
  3. Notizia del giorno, buona, è che abbiamo ottenuto la sospensione dell'abbattimento di alcuni tigli di Viale delle Rimembranze di Meda evidenziando come l'ambito fosse tutelato dalla legge e che l'Ente competente fosse la Soprintendenza.
  4. Proprio in questi giorni hanno preso il via le prime escursioni, forme di fruizione sostenibile delle aree protette alternative a strade e autostrade, del 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼 𝟱𝟰𝟯 nel Parco Pineta di 𝗔𝗽𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗚𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗮𝘁𝗲.  ll progetto di sistemazione, pensato due anni fa, è stato finanziato da una società privata con circa € 55.000. Nel 2022 è stato completato ed è diventato un percorso sicuro, utilizzato quotidianamente e correttamente gestito a livello naturalistico.
  5. Le aree di laminazione del Lura tra Lomazzo e Bregnano nel Parco del Lura sono diventate un'Oasi di Biodiversità. Non servono altri commenti...venite a visitarle.
  6. Abbiamo sottoscritto il rinnovo della convenzione con ASST Rhodense (proprietaria dell'area) per la Gestione dell'Oasi del Caloggio di Bollate e con il Comune di Seveso (finalmente, nei mesi scorsi) anche quella per la Gestione dell'Oasi del Fosso del Ronchetto. Con la Provincia di Como abbiamo mosso i primi passi per recuperare alla fruizione pubblica la storica Oasi del Bassone - Torbiere di Albate.

Oggi, quindi, solo buone notizie e ...una buona giornata.

 



giovedì 13 ottobre 2022

Legambiente Seregno: pedala con noi attraverso il Parco GruBrìa fino al Parco Nord!

 

a cura di Legambiente Seregno

 

Al termine della biciclettata sarà possibile trovare ristoro all’ECOFESTA al Parco Toti di Paderno Dugnano (con prenotazione a cinisello.balsamo@legambiente.org).

mercoledì 29 settembre 2021

Il capitale naturale: dal Lura alle Groane, dal Seveso al Parco Nord


 

Vi siete mai chiesti quali e quanti sono i servizi e i benefici prodotti dagli ecosistemi? Quanto benessere economico generano le aree protette delle Groane e della Brughiera, del Grugnotorto e della Brianza Centrale, del Lura e del Nord Milano?


Queste sono alcune delle domande alle quali si cercherà di rispondere nell’evento online “IL CAPITALE NATURALE: dal Lura alle Groane, dal Seveso al Parco Nord” che si terrà giovedì 30 settembre 2021, alle ore 21.


Interverrà il Prof. Riccardo Santolini, docente di Ecologia presso l’Università degli Studi di Urbino e partner del Centro Ricerche Ecologico Naturalistiche, che illustrerà i risultati di uno studio effettuato nell’ambito del progetto “Fiumi & Parchi in Rete” finanziato da Fondazione Cariplo. Modererà l’incontro il dott. Niccolò Mapelli, coordinatore del progetto per il Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea.


L’incontro è aperto a tutti gli appassionati di temi ambientali, a persone impegnate in attività di tutela dell’ambiente e agli amministratori pubblici locali che intendono conoscere il proprio territorio da un punto di vista inedito.


La partecipazione all’evento è gratuita, previa iscrizione sul sito eventbrite.it (basta scansionare il QR code in locandina).


Per maggiori informazioni è possibile contattare Agenzia InnovA21 all’indirizzo mail info@agenziainnova21.org o al numero 0362/546210

mercoledì 9 giugno 2021

Dal Parco GruBrìa al Parco Nord Milano a piedi


 

Domenica 13 giugno 2021, alle ore 9, ritrovo presso il Parco 2 Giugno di Seregno.


Una camminata alla scoperta degli interventi di riqualificazione del progetto Nexus.

 
Paolo Conte, consigliere del Parco ci ha così illustrato la camminata: "Gli spazi aperti accessibili e permeabili sono sempre sempre meno e, quindi, sempre sempre più importanti. Sono stati riscoperti in periodo di lockdown anche dalla "fauna umana" e sono fondamentali per gli spostamenti "dell'altra" fauna. Per una volta rovesceremo i ruoli e, come una volpe, proveremo a raggiungere Milano stando il più possibile all'interno di questi spazi, a volte valorizzati, a volte dimenticati, a volte degradati."

 

Camminata con iscrizione obbligatoria.
Si consigliano scarpe robuste o da trekking e pantaloni lunghi
Per informazioni e iscrizioni: oriana.oliva@legambientelombardia.it
Ritorno previsto con i mezzi pubblici (Metropolitana + trenord). Biglietti acquistabili ai distributori automatici.

 

Per visualizzare il percorso cliccare qui. 

 

giovedì 8 ottobre 2020

Andiamo insieme al KlimatFest 2020. Biciclettata dal Parco GruBrìa al Parco Nord

 

a cura di Legambiente Cinisello Balsamo APS

La Consulta delle Associazioni Parco Nord (a cui aderisce anche il nostro Circolo), in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, organizza KlimatFest! 

È un evento che accoglie le riflessioni, le istanze, le azioni e la partecipazione di quanti vogliano farsi parte attiva nella sfida dell’emergenza climatica.

Sia sabato che domenica ci saranno dei tavoli di lavoro a cui tutti potranno partecipare (obbligatoria la prenotazione)

Noi sabato pomeriggio ci andremo in bicicletta!

  • RITROVO  alle 14:00 al Centro di Educazione Ambientale di via Giolitti 33 a Cinisello Balsamo
  • PARTENZA (puntuale) alle 14:40. Si va in bicicletta!
  • Dalle 15 alle 17 Partecipazione  ai tavoli di lavoro (obbligatoria la prenotazione
  • RITORNO ore 17:15 

Il comunicato del Parco Nord
 
La Consulta Associazioni Parco Nord, in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, luogo simbolo del recupero del territorio urbano e della salvaguardia dell’ambiente, organizza KlimatFest!

È un evento che accoglie le riflessioni, le istanze, le azioni e la partecipazione di quanti vogliano farsi parte attiva nella sfida dell’emergenza climatica, con l’ambizione di portare fuori dai confini del Parco Nord Milano, a beneficio di tutti, i contributi che saprà stimolare e raccogliere, rendendo patrimonio comune questa nuova consapevolezza ambientale.

Tavoli di lavoro e confronto, incontro con le associazioni e dibattiti aperti si svolgeranno nella giornata di sabato e domenica, con la possibilità di pernottare sabato notte nel prato della Cascina attrezzandosi della propria tenda canadese o igloo (max 4 posti ciascuna).

Attenzione: il servizio di pernottamento si attiva solo in caso di raggiungimento di minimo n. 20 posti tenda.

L’evento rispetterà tutte le norme di sicurezza anti-Covid, per questo è necessario iscriversi gratuitamente a ciascuna iniziativa e presentarsi 15 minuti prima dell’inizio, prenotare l’eventuale pernottamento e portare la propria mascherina.