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lunedì 2 febbraio 2026

L’Oasi WWF del Bassone compie 50 anni: un patrimonio naturale ai margini di Como


Cinquant’anni di tutela, biodiversità e volontariato. L’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate festeggia un traguardo importante e lo fa nel giorno simbolo delle zone umide: il 2 febbraio, anniversario della Convenzione internazionale di Ramsar. A raccontare la ricorrenza ai microfoni di Radio Ciao Como è stato Gianni Del Pero, geologo e volontario WWF, collegato direttamente dall’osservatorio dell’oasi.

«Mi trovo sulla torre dell’osservatorio, all’interno del lago grande dell’Oasi WWF del Bassone», ha spiegato Del Pero. «Quest’anno l’oasi compie 50 anni e oggi celebriamo anche il cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ramsar, con cui si è riconosciuto a livello mondiale il ruolo fondamentale delle zone umide per l’ambiente e la biodiversità».


L’Oasi del Bassone è stata formalmente istituita il 13 aprile 1976 grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e WWF Lombardia, diventando una delle prime aree protette di questo tipo sul territorio comasco.

Novanta ettari di ambiente naturale, modellati in 40 mila anni di storia, dove la presenza umana ha lasciato segni minimi. Un patrimonio che oggi ospita una biodiversità straordinaria.

«Al Bassone abbiamo oltre 280 specie animali, prevalentemente uccelli, soprattutto acquatici, ma non solo», ha raccontato Del Pero. «È un luogo che è stato riconosciuto e scelto dalla biodiversità in modo eccezionale: qui gli animali vivono e si riproducono».

Accanto alla fauna, anche la vegetazione è parte integrante dell’equilibrio dell’oasi: boschi e ambienti ripariali, con la presenza caratteristica degli ontani, piante tipiche delle zone umide capaci di crescere a diretto contatto con l’acqua.


Alla domanda sullo stato di salute dell’oasi, la risposta è chiara: «Sta molto bene, a patto che venga conosciuta e rispettata». Da qui l’impegno del WWF, in collaborazione con la Provincia di Como, per realizzare una rete di sentieri che consenta una fruizione responsabile.

«Stiamo creando percorsi che permettano di godere di questo patrimonio senza impattare sull’ambiente e senza disturbare gli animali, perché questa è casa loro», ha sottolineato Del Pero. «È un patrimonio di tutti: di Albate, di Como, della Lombardia e, di fatto, dell’intera collettività».


La giornata di celebrazioni è stata anche un momento di memoria. Durante l’escursione organizzata per l’anniversario, i volontari hanno ricordato Antonio Bossi, storico educatore ambientale del WWF.

«Antonio Bossi ha iniziato qui la sua attività, realizzando i primi pannelli dell’aula natura», ha ricordato Del Pero. «La sua passione e le sue competenze hanno fatto nascere l’amore per il Bassone che ancora oggi ci accompagna».

In suo ricordo sono stati piantati alberi e arbusti all’ingresso dell’oasi, «un segno che resterà per le generazioni future».

Come visitare l’oasi

Il WWF invita a raggiungere l’area preferibilmente a piedi, anche dalle stazioni delle Ferrovie Nord, oppure lasciando l’auto all’esterno dell’oasi, in zona via Al Piano, nei pressi di Cascina Bengasi. La segnaletica turistica provinciale guida i visitatori fino agli ingressi.

I sentieri interni sono accessibili solo in alcuni periodi dell’anno, in base alle esigenze della fauna, mentre il percorso perimetrale è sempre fruibile.


«Venite a visitare l’Oasi del Bassone»
, è l’invito finale di Del Pero, «ma fatelo con rispetto. E seguite il WWF: organizzeremo nuove escursioni e occasioni per conoscere questo luogo straordinario».

Un angolo di natura preziosa, a pochi passi dalla città, che da mezzo secolo racconta quanto sia possibile convivere con l’ambiente, se lo si ascolta e lo si tutela.

sabato 31 gennaio 2026

Il WWF ricorda Antonio Bossi: alberi, memoria e educazione ambientale nelle Torbiere di Albate

In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, lunedì 2 febbraio dalle ore 10, il WWF Italia dedica un momento di memoria e impegno concreto ad Antonio Bossi (1958–2026), volontario WWF, educatore ambientale e della sostenibilità, figura di riferimento per decenni nelle attività di WWF Como, WWF Lombardia e dell’Ufficio Educazione di WWF Italia.

L’iniziativa si svolgerà nell’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate, luogo simbolo del suo percorso umano e professionale, con la messa a dimora di alberi e arbusti: un gesto semplice e potente, che unisce il ricordo alla cura del territorio, nel segno della biodiversità e della responsabilità collettiva.

Antonio Bossi ha lasciato un’impronta profonda soprattutto nell’educazione ambientale, considerata da lui non come trasmissione di nozioni, ma come esperienza viva, condivisa, capace di accendere curiosità e consapevolezza. Fu tra i protagonisti, già nei primi anni Ottanta, della valorizzazione dell’Oasi delle Torbiere di Albate Bassone, allora “una zona umida ai margini della città”, contribuendo alla realizzazione dei pannelli didattici e dei materiali divulgativi che ancora oggi accompagnano visitatori e scolaresche.

Nelle prossime settimane, accanto ai pannelli da lui ideati, ne verrà aggiunto uno nuovo che raccoglie una sua testimonianza personale, preziosa per comprendere lo spirito con cui ha vissuto il volontariato e l’educazione ambientale. «Era il 1982, studiavo scienze naturali ed ero iscritto da pochi mesi al WWF», raccontava Bossi, ricordando l’inizio della collaborazione con la sezione di Como e l’emozione delle prime visite guidate. Un episodio, in particolare, segnò una svolta: «Fu in una di queste occasioni che un’insegnante… mi avvicinò per complimentarsi per il lavoro svolto e per la qualità dell’esposizione durante la visita guidata». Da lì prese avvio una lunga avventura accanto a studenti e insegnanti, “in classe e sul campo, accompagnando le classi in attività all’aperto, nei boschi, lungo i sentieri, intorno a un lago”.

Il blog Brianza Centrale si unisce al ricordo di Antonio Bossi, sottolineando il valore di iniziative come questa, che tengono insieme memoria, educazione e azione concreta. Piantare alberi in una zona umida significa rafforzare ecosistemi fragili e, allo stesso tempo, coltivare il futuro di una comunità più consapevole. È l’eredità più autentica di chi ha dedicato la propria vita a far conoscere e amare la natura, passo dopo passo, lungo i sentieri condivisi.

sabato 18 ottobre 2025

L’autunno del lupo: cammini, letture e scoperte


Il lupo torna protagonista di una serie di eventi che si terranno in diverse località tra fine ottobre e novembre 2025. Grazie alla partecipazione di Vincenzo Perin, guardiaparco e naturalista, il pubblico potrà approfondire la conoscenza di questo affascinante animale attraverso conferenze, letture per bambini e la presentazione del suo libro “Come l’acqua il lupo”.

📅 Venerdì 24 ottobre – Menaggio (CO)
Presso il Centro Olistico JoyEt (Via Nane, 1), alle ore 20.45, si terrà la serata “Lupo: dobbiamo parlare…”. Vincenzo Perin racconterà la presenza del lupo sulle montagne del Lago di Como. L’ingresso è libero, con prenotazione via WhatsApp 329 8788778.

📅 Sabato 25 ottobre – Fino Mornasco (CO)
La Biblioteca Comunale di Fino Mornasco, via Trento 12, organizza “Il lupo in biblioteca”, un pomeriggio dedicato a grandi e piccoli:

  • 16.30 – 17.30: letture ad alta voce per bambini
  • 17.30: incontro per ragazzi con Vincenzo Perin
  • 20.45: La serata proseguirà, in collaborazione con il Club Alpino locale, con un incontro dal titolo “Il lupo sulle montagne del Lago di Como”, un viaggio affascinante alla scoperta del ritorno di questo animale nei nostri territori. L’ingresso è libero.

📅 Giovedì 30 ottobre – Como Alta
Presso Spazio Grillo (via Oltrecolle 143), dalle ore 17 alle 18, si terranno le “Letture Lupesche”, seguite dall’incontro “I lupi nei nostri boschi”, curato da Vincenzo Perin. L’attività è pensata per bambini dai 4 agli 8 anni, con iscrizione obbligatoria entro il 28 ottobre scrivendo a: spazio.grilloparlante.studio@gmail.com

📅 Venerdì 7 novembre – Trezzo sull'Adda (MI)
Alle ore 21.00, presso il nuovo Centro Visite “Oasi le Foppe”, è in programma una serata speciale di presentazione del libro “Come l’acqua il lupo”. Un’occasione per approfondire il ritorno del lupo in Lombardia e discutere temi legati alla convivenza tra uomo e natura. prenotazione obbligatoria: info@oasilefoppe.it (posti limitati)

📅 Venerdì 14 novembre – Cesano Maderno (MB)
Alle ore 20.45, presso il Centro Visite dell'Oasi Lipu, Vincenzo Perin presenterà nuovamente il libro “Come l’acqua il lupo” e racconterà la sua esperienza diretta con questo straordinario animale. Info e prenotazione: oasi.cesanomaderno@lipu.it

📅 Venerdì 21 novembre – Como
Alle ore 20.45, presso la Biblioteca di Como (Piazzetta Venosto Lucati 1), incontro dal titolo “Il lupo sulle montagne del Lago di Como” con Vincenzo Perin. Ingresso libero. Per informazioni mandare un messaggio al n. whatsapp 338 5357025

mercoledì 1 ottobre 2025

Emergenza rischio idrogeologico: bloccare nuove costruzioni


Abbiamo tutti negli occhi le immagini drammatiche di questi giorni: fiumi di fango che travolgono edifici e automobili, frane, strade interrotte, paura e disagi per la popolazione.

Sono ancora in corso interventi dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, del personale di enti pubblici e anche di tanti volontari.

Mentre si inizia a valutare l’entità dei danni e da più parti si chiede di dichiarare lo stato di emergenza, che resta un atto necessario, noi riteniamo imprescindibile prendere atto che non si tratta di fenomeni isolati e che occorre mettere in atto serie ed efficaci misure di prevenzione.


Gli esperti ci dicono che le cause di questi eventi sono molteplici e complesse:

  • la vulnerabilità geologica del territorio lariano e la fragilità idrogeologica, documentata da tempo sulle mappe delle zone a rischio di dissesto di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e da innumerevoli valutazioni specialistiche, riprese anche negli strumenti urbanistici comunali;
  • la sempre maggior frequenza, intensità e imprevedibilità di eventi meteorologici avversi, sintomi di un cambiamento climatico in atto che non può più essere negato;
  • lo stato di abbandono delle aree montane e boschive e la conseguente scarsa manutenzione;
  • la cementificazione selvaggia del territorio, con consumo di suolo vergine e permeabile, che non risparmia l’alveo dei torrenti, le fragili zone a fronte lago e i pendii più scoscesi.

Per le cause correlate alla vulnerabilità geologica e ai cambiamenti climatici è necessario e urgente avviare studi e approfondimenti per trovare strategie di mitigazione dei rischi. I risultati, purtroppo, non saranno immediati. Al contrario, per la manutenzione delle aree montane e boschive e per bloccare la cementificazione selvaggia possiamo agire subito!

E se i nostri boschi richiedono un impegno di risorse e progetti adeguati, lo stop al consumo di suolo è solo questione di volontà politica.

Se si vuole davvero prevenire pericoli e danni come quelli della settimana scorsa, è necessario fermare la realizzazione di nuove e impattanti costruzioni sulle sponde del lago e sul territorio lariano, per quanto economicamente appetibili.

Pensiamo, ad esempio, al progetto di un nuovo resort di lusso a Torno, ma non solo.

A fronte di queste evidenze, le parole del sindaco di Torno, intervistato da Espansione TV a proposito di questo progetto, ci sono sembrate totalmente fuori luogo, laddove ha affermato che:
“Un’operazione di questo tipo darebbe alle casse comunali fondi da investire contro il dissesto idrogeologico. Se la convenzione fosse stata già approvata e il progetto fosse in una fase più avanzata, probabilmente il disastro di questi giorni non si sarebbe verificato”.

È assurdo pensare che, per combattere l’impatto e i danni provocati dalla cementificazione, si debba costruire di più, sacrificando altro suolo verde! E questo per avere risorse da destinare a interventi compensativi (a loro volta impattanti).

Speriamo davvero che il sindaco si documenti meglio sui problemi che mettono a rischio il paese e su come affrontarli! Nessuna compensazione ambientale potrà riparare i danni umani, strutturali e naturali di eventi estremi come quelli che ci hanno appena colpito e che con molta probabilità potrebbero colpirci in futuro.

La responsabilità di investire le risorse necessarie per la prevenzione e contro il dissesto idrogeologico è delle istituzioni, non certo di un privato che agisce per il proprio (legittimo) interesse.

Noi chiediamo invece che tutti gli attori istituzionali – Comuni, Provincia e Regione – si assumano impegni concreti, supportati da adeguate risorse economiche, per ridurre i rischi e mettere in sicurezza il territorio, ciascuno per la propria competenza, ma con una regia unica. Non in ordine sparso.

Consapevoli che la prevenzione passa anche attraverso un quadro normativo più rigoroso, che impedisca nuove e impattanti costruzioni sulle sponde del lago, chiediamo alla politica di impegnarsi in questa direzione.

In attesa, però, di regole più stringenti che portino a non cementificare ulteriormente il territorio e le sponde del lago e in attesa di accertamenti sulle reali situazioni di rischio e pericolo, per mettere in atto provvedimenti adeguati, chiediamo che contestualmente allo stato di emergenza si decreti la sospensione temporanea di nuove costruzioni nei comuni che hanno subito frane e inondazioni causate dal maltempo.

Non dimentichiamo che ogni nuova costruzione contribuisce a rendere meno permeabile il suolo e a intaccare un equilibrio che è già sufficientemente precario, come abbiamo avuto conferma in questi giorni drammatici.

  • Circolo Legambiente A. Vassallo – Enzo Tiso
  • Circolo Ambiente Ilaria Alpi – Roberto Fumagalli
  • Italia Nostra, Sezione Como – Darko Pandakovic
  • WWF Insubria – WWF Lombardia – Gianni Del Pero
  • Associazione Iubilantes odv – Giorgio Costanzo
  • Associazione Lario e Ambiente – Consiglio Direttivo
  • La NaturaW onlus – Giorgio Gatti
  • Associazione La Nostra Valle aps – Alessandro Zangrandi
  • Gruppo Naturalistico della Brianza – Roberto Cerati


NOTA
Sul progetto di Torno, il Comune ha da poco pubblicato sul sito SIVAS di Regione Lombardia le osservazioni espresse da enti pubblici e associazioni nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica. Si tratta di osservazioni e pareri in gran parte critici, compreso il parere di fatto negativo della Soprintendenza.
Tutti i pareri sono disponibili su questo sito:
https://www.sivas.servizirl.it/sivas/#/login/schedaProcedimento?idProcedimento=1&idPiano=1353802

venerdì 19 settembre 2025

Il WWF presenta “Green”: sessant’anni di ecologia raccontati da Mauro Suttora


Sabato 27 settembre 2025, a partire dalle ore 15.00, presso l’auditorium del Parco delle Groane e della Brughiera (via della Polveriera 2, Solaro), il WWF organizza un appuntamento aperto a tutti gli interessati di ecologia, cultura e territorio.

L’incontro sarà l’occasione per la presentazione del libro "Green. Da Celentano a Greta, storia avventurosa degli ecologisti" di Mauro Suttora (Neri Pozza, 2025), la prima storia “popolare” dell’ambientalismo raccontata da un giornalista che ha seguito in prima persona le battaglie e le conquiste del movimento verde dagli anni Sessanta a oggi. Dalla nascita del WWF italiano alla lotta antinucleare, dal Nobel a Wangari Maathai al fenomeno Greta Thunberg, fino alle sfide attuali del Green Deal e della transizione energetica: un viaggio attraverso oltre sessant’anni di impegno per l’ambiente.

A seguire, verrà presentato anche il volume "Il sentiero dei castagni: un percorso di natura e arte tra Belgirate e Stresa", a cura del WWF Insubria, che unisce la valorizzazione del paesaggio alla riscoperta dei cammini naturalistici.

sabato 6 settembre 2025

Como, presidio contro il “DDL Caccia”: associazioni e movimenti uniti per difendere la fauna


Domenica 7 settembre, dalle 15 alle 18 in Piazzale Somaini a Como, si terrà il presidio “No DDL Caccia”, promosso dal MoVimento 5 Stelle di Como e Varese con l’adesione di associazioni ambientaliste e forze politiche come Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi & Sinistra, Lipu, WWF, Legambiente, Enpa, FIAB e Fridays for Future.

Il presidio nasce in opposizione al disegno di legge presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, che modifica la legge 157/1992 sulla fauna. Il testo amplia poteri e privilegi dei cacciatori: più specie cacciabili e usabili come richiami vivi, caccia anche di notte o sulla neve, estensione degli appostamenti e trasferimento di competenze dalle autorità scientifiche alle Regioni.

Secondo gli organizzatori, il DDL apre la strada a un “turismo venatorio” e mette a rischio ambiente, sicurezza e biodiversità. “La fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, non una risorsa economica”, ha dichiarato Silvia Alberici (M5S Como). Critiche sono arrivate anche da AVS, Rifondazione Comunista e dalla XII Commissione Tutela e Diritti Animali, che lo ritengono in contrasto con la Costituzione e con le direttive europee.

lunedì 25 agosto 2025

Pino silvestre: dalla Pineta Pedemontana lombarda un progetto che può ispirare anche la Brianza

Pineta di Pino silvestre (Pinus sylvestris). Fonte immagine: Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate

Il pino silvestre, specie simbolo della Pineta Pedemontana Lombarda, sarà al centro di un progetto di conservazione che ha ottenuto il sostegno del WWF Italia. L’iniziativa, portata avanti da WWF Insubria insieme al Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, è una delle quattro selezionate a livello nazionale dal Programma Bandi 2025.

Un riconoscimento importante, che porta attenzione su un patrimonio naturale fragile e minacciato, ma che può diventare anche un modello replicabile per aree verdi vicine a noi, compresa la Brianza, dove la pressione del consumo di suolo, delle specie invasive e dei cambiamenti climatici si fa sentire in modo sempre più evidente.

L’obiettivo è duplice: conservare e rinnovare il pino silvestre e allo stesso tempo migliorare la sicurezza idrogeologica di un territorio già colpito da fenomeni di erosione e da eventi meteorologici estremi, come la tempesta del luglio 2023 che ha abbattuto migliaia di alberi.

Il progetto prevede la rimozione delle specie aliene invasive (quercia rossa, robinia, ciliegio tardivo), che stanno soffocando la biodiversità autoctona, e la piantumazione di giovani pini protetti da gabbie, oltre alla manutenzione di sentieri naturalistici frequentati da escursionisti e famiglie.

Pino silvestre. Fonte immagine: Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate

«La collaborazione tra ente parco, associazioni e comunità locali è la chiave per una gestione efficace e duratura del territorio»
, ha sottolineato il presidente del Parco della Pineta, Mario Clerici.

Dal canto suo, Matteo Colaone, vicepresidente del WWF Insubria, ha invitato i cittadini a unirsi come volontari: «Preservare il pino silvestre significa mantenere l’equilibrio ecologico e il paesaggio. È un impegno che riguarda tutti».

La Brianza non è lontana dalla Pineta Pedemontana, e pur con le sue differenze ambientali vive problematiche simili: erosione del suolo, frammentazione degli habitat, specie esotiche invasive.

Progetti come questo mostrano che con il lavoro congiunto di enti, associazioni e cittadini è possibile proteggere le specie autoctone e rafforzare la resilienza del territorio. Un segnale positivo che merita attenzione anche qui da noi.

giovedì 7 agosto 2025

Meda: i platani dell’ex Oratorio Vecchio candidati come "Alberi Monumentali"


Un nuovo passo nella valorizzazione del verde a Meda: le associazioni Alberi Monumentali Brianza e WWF Insubria, con il supporto dell’agronoma Anna Nicolodi, hanno avviato la proposta di riconoscimento come Alberi Monumentali per un platano dalla circonferenza di 5,40 metri e per un gruppo omogeneo di altri sei platani nell’area dell’ex Oratorio Vecchio. Gli alberi hanno un forte valore storico, legato ad un edificio inaugurato nel 1897 dal Parroco Giovanni Trabattoni. Ora la proposta seguirà l’iter previsto, con valutazione da parte del Comune e successivamente della Regione.

venerdì 18 luglio 2025

Fosso del Ronchetto: la frattura di un’eredità condivisa


FOSSO DEL RONCHETTO, TRA PASSATO E FUTURO
a cura del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso

In questi giorni il Comune di Seveso ha affidato la gestione dell’Oasi del Fosso del Ronchetto (una piccola area verde parte del Parco delle Groane che collega Seveso-Altopiano a Seveso Centro), al WWF Insubria che, soggetto unico, ha risposto a una manifestazione di interesse indetta dall’Amministrazione. L’operazione di affidamento interrompe la continuità gestionale dell’area che ha avuto inizio nel 1994 ed è continuata per più di 30 anni con contratti di gestione ripetuti e rinnovati tra il Comune e il connubio, inedito in Italia, tra Legambiente e WWF. Che cosa cambia oggi e cosa ne pensiamo? Per capirlo partiamo dalla storia.

Negli anni Novanta il Fosso del Ronchetto era una zona in stato di abbandono, salva tuttavia dal danno diossina. Un terreno impervio che aveva allontanato gli appetiti edificatori e rimosso dalla topografia urbana. Una discarica a cielo aperto, dove venivano sversate macerie e rifiuti. Nel 1992, un giovane residente della zona – Damiano Di Simine, oggi più famoso per il suo ruolo in Legambiente Lombardia – interpellò il sindaco con una proposta di recupero e cura di quel bosco. Questa proposta raccolse il favore dell’Amministrazione che chiamò proprio quei giovani che si stavano costituendo in associazione ambientalista e vennero coinvolti anche il WWF e il gruppo degli Alpini. Fu un progetto di recupero “dal basso” con l’avallo istituzionale. “Non era scontato che l’amministrazione comunale di Seveso di allora aderisse al progetto – racconta Maurizio Zilio attuale presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso -. Ricordo che in quell’epoca ero consigliere comunale a Barlassina e che il sindaco in carica in sedute del consiglio, per giustificare l’urbanizzazione di aree naturali adiacenti al parco delle Groane ebbe a dire ‘molta parte del territorio di Barlassina è sacrificato al Parco delle Groane’. L’ambiente naturale per il sindaco di Barlassina era più un problema che una risorsa, un intralcio allo sviluppo”.
L’Amministrazione di Seveso di allora, quindi, si distinse per la sua capacità di sguardo sul futuro, compiendo un'operazione squisitamente sussidiaria.
 

Piantumazione al Fosso del Rochetto. A destra: Maurizio Zilio

L’Oasi Naturalistica del Fosso del Ronchetto affonda le sue radici nella capacità di risposta della comunità sevesina al danno ambientale del 1976. Il Circolo Laura Conti di Seveso ha raccontato questa storia sulla rivista Una Città n. 50/1996 e più recentemente la sociologa Emanuela Macelloni ha dato nuova luce a questa narrazione spiegando che la trasformazione di quell’area da discarica a cielo aperto a Oasi Naturalistica da parte di un gruppo di cittadini e cittadine fu “un modo di assumersi una responsabilità diretta attraverso la pratica collettiva di cura di un bene comune, che non fu solo materiale ma soprattutto pratica relazionale. Il portato simbolico fu quello di mostrare come a Seveso era ancora possibile toccare quella terra di cui tutti avevano paura: una terra che da contaminata diventava agente contaminante di impegno, relazioni, responsabilità e restanza”.

Per leggere l'articolo di Emanuela Macelloni cliccare qui


Il Fosso del Ronchetto è ora a gestione del solo WWF, a seguito di un affidamento che segue a una manifestazione di interesse indetta dal Comune di Seveso, cui questa associazione ha risposto in modo del tutto subordinato, una operazione esattamente contraria a quella che fu fatta nel 1994: e c’è anche chi tra i responsabili del WWF se ne rallegra e forse corona un percorso che da tempo privilegia il rapporto con l’istituzione comunale piuttosto che la collaborazione orizzontale con le altre associazioni a partire dal partner storico Legambiente.

C’è un danno relazionale su cui riflettere, la gestione dell’area infatti perde la sua prima radice sevesina costituita dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.
Il Circolo Laura Conti però non smette di amare e di prendersi cura di quest’area e, infatti, pensa a proporre al Comune e al territorio una esperienza simile a quelle di successo che animano dal punto di vista ambientale e culturale le altre due aree verdi di pregio della città di Seveso: il Bosco delle Querce, con l’attività di Fare di Meda nel progetto Insieme per il Bosco (che vede coinvolte moltissime realtà di Seveso e Meda) e il Parco Dho con l’attività di NATUR&-Musicamorfosi con le associazioni di Villa Dho Casa Aperta e più recentemente con la collaborazione della Commissione Servizi Sociali di Seveso e le associazioni che ne costituiscono la rete di solidarietà.

Il futuro è aperto, il Circolo Legambiente Laura Conti - nel dissentire da una operazione che, rispondendo a rigide modalità burocratiche, affida oggi ex novo l’Oasi al WWF cancellando un pezzo di storia -, rilancia altre pratiche già in corso proprio con l’istituzione locale e chiama a raccolta le realtà amiche dichiarando che questa sarà la sua scommessa per il rilancio socio-culturale dell’amato Fosso del Ronchetto.

 

Rassegna stampa

Il Cittadino, 19/07/2025
 
Il Giornale di Seregno, 29/07/2025

mercoledì 16 luglio 2025

Unire il territorio in bici: le associazioni ambientaliste chiedono il completamento della pista ciclopedonale a Mariano Comense

Il progetto di raddoppio della SP 32. Immagine tratta dal web

Un gruppo di associazioni ambientaliste e di tutela del territorio ha lanciato un appello congiunto alle istituzioni locali e provinciali per completare e potenziare la rete ciclopedonale lungo la SP 32 Novedratese, nel tratto tra Novedrate e Mariano Comense.

Il Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Legambiente Cantù, Fridays For Future di Cantù, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF hanno chiesto al Sindaco di Mariano Comense Giovanni Alberti, al Presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e ai dirigenti competenti di intervenire sul completamento della pista ciclabile in via Como, attualmente interrotta prima della rotonda di Ponte Lottolo. Il loro invito si inserisce nel progetto di raddoppio della SP 32, dove è previsto il rifacimento di circa 200 metri di pista ciclabile, ma che per le associazioni necessita di un’estensione per garantire una continuità sicura e funzionale.

Le associazioni evidenziano inoltre l’urgenza di aggiornare la pianificazione della mobilità ciclopedonale, proponendo un prolungamento del percorso verso Cantù e un collegamento est-ovest lungo la Novedratese, per “ricucire” il territorio diviso dalla strada e favorire spostamenti sostenibili e sicuri.

A dare forza all’iniziativa è anche il recente richiamo del campione di ciclismo Tadej Pogacar, che nel suo intervento sul Corriere della Sera del 14 ottobre 2024 ha dichiarato: «Mi piace allenarmi e gareggiare nel vostro Paese, amo i paesaggi, le montagne, il cibo, il caffè e le persone, peccato solo che il traffico sia a volte pericoloso per chi va in bici.»

Le parole di Pogacar sottolineano quanto sia importante creare infrastrutture ciclabili sicure anche fuori dai centri urbani, per valorizzare il territorio e garantire la sicurezza di chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto e sport.

martedì 18 marzo 2025

HUMANA e WWF Insubria: insieme per un futuro più verde, al via "Vestiamo le oasi di verde" 🌿🌍


HUMANA People to People Italia, in collaborazione con WWF Italia, lancia il progetto "Vestiamo le oasi di verde", un'iniziativa che prevede la messa a dimora di 30.000 alberi entro il 2027 su tutto il territorio nazionale.

💚🌳 Un'occasione per contribuire a rendere il territorio più resiliente. I partecipanti avranno l’opportunità di mettere le mani nella terra e dare il proprio contributo concreto alla tutela della biodiversità.

📅 Due gli eventi sul nostro territorio:
🌱 22 MARZO 2025 – ore 09:30
📍 Oasi WWF Fosso del Ronchetto, Via Boves angolo Via Monterosa, Seveso (MB)

🌱 29 MARZO 2025 – ore 09:30
📍 Oasi WWF Torbiere Bassone di Albate, Cascina Bengasi, Via del Piano, Como

Si consiglia di portare scarpe comode e guanti da giardinaggio per partecipare al meglio all’esperienza.

🔗 Per informazioni e prenotazioni, è possibile scansionare il QR Code dedicato.

 

 


mercoledì 18 dicembre 2024

Meda: interventi per l’ambiente e la gestione delle acque piovane nella Valle dei Mulini


Il WWF ha diffuso un aggiornamento sui lavori in corso nella Valle dei Mulini di Meda, dove si stanno attuando azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici e gestire le acque piovane, sempre più critiche a causa di eventi meteorologici estremi. Tra le iniziative, BrianzAcque sta realizzando un’area di laminazione in via Angeli Custodi, fondamentale per contenere le acque durante i fenomeni più intensi.

L’area è stata denominata Valle dei Mulini per la presenza storica di numerosi mulini che un tempo punteggiavano il territorio, alimentati dal corso della Roggia Desio, un canale artificiale risalente al XIV secolo.

Parallelamente, proseguono le piantumazioni di alberi e arbusti grazie alla collaborazione tra il Comune di Meda, WWF Insubria e la Cooperativa Sociale La Brughiera Onlus. Nella giornata di mercoledì 18/12/2024 sono stati messi a dimora 20 noccioli e 2 piante di fico, che si sommano agli interventi degli ultimi anni per un totale di oltre 2000 nuovi alberi piantati lungo la valle.

Gli interventi in corso, che includono sia la creazione dell’area di laminazione sia le piantumazioni, rappresentano un impegno collettivo per la tutela del territorio e per sensibilizzare la comunità sull’importanza della sostenibilità ambientale.

martedì 17 dicembre 2024

Lupi a Lecco, WWF: "Meno allarmismo, più soluzioni razionali"

Concorso WWF Lecco 2023: “Disegniamo la natura”. Disegno di Agata Loizedda

In seguito all’avvistamento di un branco di sette lupi nella zona di Morterone (LC) e alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale Giacomo Zamperini, il WWF Lecco ha ribadito la propria posizione in merito alla questione, sottolineando la necessità di un approccio basato sulla scienza e sul buon senso.

“La presenza di pochi lupi di passaggio sul nostro territorio non rappresenta una minaccia per l’essere umano”, chiarisce il WWF Lecco. “Definire pericolosi questi animali significa alimentare paure ingiustificate, spesso radicate in antichi pregiudizi. Il ritorno del lupo in aree dove storicamente era presente richiede analisi scientifiche e obiettive, non risposte emotive o allarmistiche”.

L’associazione ha ricordato che gli attacchi di lupi agli esseri umani sono eventi estremamente rari e distanti nei secoli: “I lupi non attaccano le persone, e l’idea che possano farlo appartiene alle favole, non alla realtà. Quando si avvicinano alle abitazioni, il motivo è quasi sempre riconducibile a cattive abitudini umane, come l’abbandono di rifiuti che possono attirare questi animali”.

Il WWF Lecco non nega che la presenza del lupo possa comportare rischi per gli animali da allevamento, ma sottolinea come questi siano ampiamente riducibili grazie alle misure di prevenzione disponibili. “Il vero rischio legato alla presenza del lupo riguarda le predazioni sul bestiame”, afferma l’associazione. “Tuttavia, esistono strumenti efficaci per proteggere gli allevamenti, come recinzioni adeguate e cani da guardiania, che possono ridurre al minimo gli impatti. Piuttosto che alimentare paure, sarebbe auspicabile che la politica si impegnasse per garantire le risorse necessarie a implementare queste misure”.

Il WWF Lecco invita a guardare al lupo non come a un problema, ma come a una risorsa per gli ecosistemi. “I lupi giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio naturale. Regolano le popolazioni di ungulati predando soggetti deboli o malati, favorendo la salute complessiva di queste specie. Inoltre, contribuiscono al controllo di altri predatori come le volpi e limitano la diffusione di animali problematici per l’agricoltura, come i cinghiali”.

Secondo l’associazione, è necessario un cambiamento di prospettiva: “Non possiamo continuare a vedere ogni animale selvatico come una minaccia per le nostre attività. L’uomo è solo una parte dell’ecosistema e ha il dovere di rispettarne gli equilibri. Dopo secoli di danni inflitti all’ambiente, è arrivato il momento di assumersi la responsabilità di convivere con la fauna selvatica, adottando soluzioni razionali e sostenibili”.

Il WWF Lecco conclude ricordando che la convivenza con i lupi è possibile e necessaria: “Serve superare i pregiudizi e abbandonare l’immagine del lupo come il ‘cattivo’ delle favole. Dobbiamo imparare a vederlo per ciò che realmente è: un alleato prezioso per la biodiversità e per l’equilibrio dei nostri ecosistemi”.

“Con rispetto e conoscenza, è possibile affrontare le sfide della convivenza con il lupo senza ricorrere a soluzioni drastiche o distruttive. La strada è quella della coesistenza, basata sulla ragione e sull’adozione di misure preventive adeguate”.

giovedì 12 dicembre 2024

Cambiamenti al Parco delle Groane e della Brughiera

 

Presso l’ex-polveriera di Solaro, sede del Parco delle Groane e della Brughiera, si è tenuto un incontro tra la direzione del Parco, rappresentata dal Direttore Mario Girelli, dal Consigliere delegato Sandro Archetti e dal Responsabile dell’Area Tecnica Mauro Botta, e i rappresentanti del WWF Insubria e Lombardia, Maurizio Borghi, Edoardo Manfredini, Gianni Del Pero e Walter Verpelli (questi due ultimi anche in rappresentanza del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera).

Durante la riunione sono stati affrontati temi rilevanti per il futuro del Parco, tra cui le proposte di edilizia convenzionata nell’area dell’ex Ospedale di Garbagnate Milanese, la situazione dell’Isolino di Senago e i progetti di aree di laminazione a Alzate-Brenna e Mariano Comense.

È stata inoltre annunciata la prossima conclusione del mandato del Direttore Girelli, che andrà in pensione a fine anno dopo oltre vent’anni di servizio, di cui diciotto come Direttore. Il suo incarico sarà assunto da Attilio Fiore, che diventerà Direttore Generale, e da Claudio Camisasca, nuovo Responsabile dell’Area Polizia Locale, Vigilanza Ecologica e Protezione Civile. Entrambi hanno già collaborato in passato con il Parco.

Modificato il 12/12/2024 ore 16:15

martedì 10 dicembre 2024

Mobilità sicura: le associazioni ambientaliste chiedono attenzione per i ciclisti sulla SP 32 Novedratese


«Mi piace allenarmi e gareggiare nel vostro Paese, amo i paesaggi, le montagne, il cibo, il caffè e le persone, peccato solo che il traffico sia a volte pericoloso per chi va in bici.»
Tadej Pogacar, 14 ott 2024, Corriere della Sera

 

Tadej Pogačar, il campione sloveno di ciclismo, ha espresso grande apprezzamento per l’Italia, ma ha sottolineato una criticità: la pericolosità delle strade per i ciclisti. Le sue parole, riportate dal Corriere della Sera, sono diventate il punto di partenza per un appello delle associazioni ambientaliste e per la mobilità sostenibile, rivolto alla Provincia di Como.

La questione riguarda gli interventi programmati sulla Strada Provinciale 32 Novedratese, per i quali sono stati stanziati 26,7 milioni di euro:

  • Riqualificazione del tratto Figino Serenza-Mariano Comense (11,7 milioni di euro);
  • Risoluzione del nodo di Arosio (15 milioni di euro).
Le associazioni – Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, Gruppo Naturalistico della Brianza, Legambiente Circolo Angelo Vassallo Como, WWF Insubria e WWF Lombardia, NO alla strada nel Parco e Fridays for Future Cantù – chiedono alla Provincia di assicurare che nei progetti vengano incluse soluzioni per la mobilità ciclabile e ciclopedonale, come piste ciclabili in sede protetta e attraversamenti sicuri.

Le richieste si fondano su obiettivi già previsti da normative regionali. Il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (2014), attuativo della legge regionale 7/2009, promuove soluzioni per favorire spostamenti sostenibili e intermodalità. Tuttavia, denunciano le associazioni, la Provincia di Como non ha ancora redatto un Piano Strategico Provinciale per la Mobilità Ciclistica, obbligatorio per legge.

Gli interventi sulla SP 32 sollevano preoccupazioni a causa di precedenti negativi. La rotonda di Ponte del Lottolo a Mariano Comense, realizzata senza considerare le esigenze ciclistiche, ha peggiorato la sicurezza e l’accessibilità per chi si muove in bici. Le associazioni temono che i nuovi lavori ripetano gli stessi errori, creando ulteriori barriere ecologiche e ostacoli per i ciclisti.

Le associazioni sottolineano che gli investimenti nella grande viabilità stradale devono includere anche la mobilità sostenibile. “Vorremmo che l’entusiasmo per Pogačar al Giro di Lombardia si traducesse in un’attenzione concreta alle esigenze di chi, famoso o meno, si muove su due ruote,” si legge nel comunicato congiunto.

Le associazioni firmatarie del comunicato chiedono alla Provincia di Como di:

  • Prevedere piste ciclabili sicure nei progetti di riqualificazione della SP 32.
  • Portare avanti una pianificazione strategica per la mobilità ciclistica.
  • Valutare attentamente l’impatto degli interventi sulla mobilità sostenibile.

I fondi pubblici – concludono – devono essere impiegati per promuovere una viabilità che rispetti non solo gli automobilisti, ma anche ciclisti, pedoni e l’ambiente.

venerdì 25 ottobre 2024

Nuove strade e mancata attenzione alla mobilità ciclabile: gli ambientalisti chiedono un PTCP sostenibile per la Provincia di Como

Il logo del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Como

Diverse associazioni ambientaliste della provincia di Como, tra cui il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, Legambiente, WWF, Fridays for Future Cantù, Gruppo Naturalistico della Brianza e No alla strada nel parco hanno espresso una forte preoccupazione per i recenti sviluppi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che la Provincia di Como intende adeguare al Piano Territoriale Regionale (PTR). Le associazioni chiedono una riformulazione del piano per dare priorità alla sostenibilità ambientale e alla mobilità ciclabile, temi che al momento sembrano marginalizzati rispetto all’imponente investimento sulle nuove infrastrutture viarie.

Al centro delle critiche è il progetto di potenziamento della Strada Provinciale 32 "Novedratese", che prevede tre interventi principali per un valore complessivo di 46 milioni di euro, di cui 24 milioni assegnati direttamente alla Provincia di Como. Questi lavori includono il riassetto del tratto tra Figino Serenza e Mariano Comense (9 milioni di euro) e la risoluzione del nodo di Arosio (15 milioni di euro). Un terzo intervento, affidato a Concessioni Autostradali Lombarde (CAL Spa), riguarderà una riqualificazione più ampia dell’arteria per un importo di 22 milioni di euro.

Le associazioni esprimono preoccupazione per la destinazione di fondi considerevoli verso nuove strade senza che vi sia un piano chiaro per la mobilità ciclopedonale. In particolare, viene criticata la mancanza di attenzione verso la mobilità ciclabile e sostenibile, una lacuna che, secondo gli ambientalisti, si pone in contraddizione con gli obiettivi dichiarati dal piano di "tutela della biodiversità, valorizzazione delle aree verdi e riduzione del consumo di suolo".

Nelle loro osservazioni, le associazioni ambientaliste rinnovano l’opposizione alla "Canturina Bis" e alla "Tangenziale Ovest" di Mariano Comense, la cui costruzione comporterebbe un impatto negativo sulle aree del Parco Regionale Groane-Brughiera. Parallelamente, sottolineano la carenza di iniziative a favore della mobilità ciclistica, prevista invece dal Piano Regionale della Mobilità Ciclistica del 2014, ancora non attuato nella provincia di Como.

Le associazioni auspicano che la Provincia di Como istituisca un tavolo tecnico sulla mobilità sostenibile, che includa esperti di trasporti, rappresentanti della provincia e delle agenzie di trasporto pubblico, come l’Agenzia del TPL Como-Varese-Lecco, di cui la Provincia di Como è partecipante. L’obiettivo è valutare alternative sostenibili per ridurre la congestione e promuovere una mobilità rispettosa dell’ambiente, includendo proposte per migliorare il trasporto pubblico e favorire la mobilità ciclistica e ciclopedonale.

Inoltre, viene avanzata la richiesta di sviluppare soluzioni sostenibili anche per il trasporto merci, in linea con il progetto “AlpTransit” adottato dalla Svizzera, per trasferire il trasporto pesante dalla gomma alla rotaia e ridurre l’impatto ambientale.

 

Le associazioni che hanno presentato le osservazioni al PTCP di Como

sabato 19 ottobre 2024

Scopri la musica delle piante al Bosco WWF di Vanzago


Domenica 20 ottobre 2024 sarà possibile vivere un’esperienza unica a contatto con la natura, partecipando a un'escursione sonora nel “Bosco WWF di Vanzago”. Durante la giornata, i visitatori potranno ascoltare la musica delle piante, ovvero i suoni prodotti dalla conversione dei segnali elettrici delle piante in note musicali.

Grazie a una speciale tecnologia di sonificazione, chiamata PlantsPlay, sarà possibile rilevare e tradurre in musica le fluttuazioni elettriche generate dalle piante. Queste variazioni elettriche vengono rappresentate graficamente come onde sonore e convertite in note. Il risultato è una melodia che riflette lo stato biologico della pianta in tempo reale: se una pianta è attiva, produrrà più note; al contrario, se è in uno stato di riposo, la melodia potrebbe rallentare o persino cessare.

L’iniziativa, curata da Alessia Remartini, permette di spiegare concetti del mondo vegetale in modo semplice e accessibile, offrendo una prospettiva innovativa sul rapporto tra uomo e natura. Le escursioni sono programmate con partenza alle ore 10:30 e alle ore 15:00, senza necessità di prenotazione. Si consiglia di arrivare 15 minuti prima dell’orario di inizio.

I biglietti d’ingresso vanno da 4 a 10 euro, con una riduzione per i soci WWF. Maggiori informazioni su come raggiungere il Bosco di Vanzago sono disponibili sul sito ufficiale: www.boscowfdivanzago.it.

Si ricorda inoltre che, secondo la normativa regionale, non è consentito introdurre cani o altri animali d'affezione nell'area della riserva naturale.

Un’occasione imperdibile per vivere un’esperienza sensoriale unica e scoprire i segreti del mondo vegetale!

giovedì 1 agosto 2024

Il Brugo torna in classe: l'iniziativa di "Per Più Scuola" a Concorezzo


In questi giorni, a Concorezzo (MB), si è diffusa una notizia che unisce natura ed educazione in un'iniziativa lodevole. L'associazione di promozione sociale "Per Più Scuola", impegnata nel sostegno all'educazione dei bambini e ragazzi, ha deciso di aderire all'iniziativa del WWF Urban Nature 2024 in modo originale e significativo.

L'associazione, in collaborazione con l'istituto scolastico locale, ha annunciato che donerà una pianta di brugo, o erica calluna, a ciascuna delle 31 classi delle due scuole elementari di Concorezzo. L'iniziativa è stata resa possibile grazie ai fondi dell'associazione, che ha scelto di acquistare le piantine e di affidarle alla cura degli alunni.

Una delle responsabili di "Per Più Scuola" ha dichiarato: "Abbiamo accolto la proposta del WWF Urban Nature 2024 facendola nostra: le piantine di erica calluna le prendiamo noi (coi soldi dell'associazione) e le regaliamo a ogni classe delle 2 scuole elementari (31 classi in tutto) affidandole alle loro cure. Nella consegna della pianta spiegheremmo da dove viene la pianta (WWF) con l'occasione raccontando appunto del WWF e dell'importanza della tutela della natura."

L'iniziativa non si limiterà solo alla donazione: l'associazione ha infatti invitato i rappresentanti del WWF a partecipare alla consegna delle piantine nelle classi, per approfondire il dialogo con i giovani studenti sull'importanza della salvaguardia dell'ambiente e delle specie autoctone come il brugo.

Questo progetto non solo arricchisce il percorso educativo dei bambini, ma contribuisce anche a sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza della tutela della natura, sottolineando il valore del verde urbano e delle piante locali come elemento fondamentale per il benessere delle comunità.

lunedì 29 luglio 2024

Il Brugo torna in Brughiera con Urban Nature: l'iniziativa promossa dal WWF e dal Comitato Parco Groane-Brughiera

Fonte immagine: WWF Italia

Il 28 settembre 2024, a Meda, il WWF Insubria e il Comitato Parco Groane-Brughiera daranno vita all’evento “Il Brugo torna in Brughiera”. Nel pomeriggio, sarà allestito un banchetto in piazza dove si discuterà di Brugo e Brughiera, accompagnato dalla distribuzione di piantine di brugo ai partecipanti.

Urban Nature, manifestazione nazionale dedicata alla natura urbana, raggiunge quest’anno la sua ottava edizione e si svolgerà sabato 28 e domenica 29 settembre. Il WWF Italia lancia un appello a tutte le associazioni e realtà civiche del paese affinché dedichino un evento all'importanza del verde urbano per il benessere dei cittadini.

L’obiettivo di Urban Nature è trasformarsi sempre più in un festival urbano diffuso, coinvolgendo capillarmente tutto il territorio nazionale, in particolare nei capoluoghi di regione e provincia. Questa edizione intende sensibilizzare gli abitanti delle città italiane sul valore della natura urbana e promuovere una nuova concezione della pianificazione degli spazi urbani. È fondamentale riconoscere il ruolo centrale degli ecosistemi e delle reti ecologiche e incoraggiare azioni virtuose da parte di amministrazioni, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e aumentare la biodiversità negli ambienti urbani, migliorando così la salute e la sicurezza delle comunità.

Proteggere il Laghetto di San Carlo a Seregno: la sfida per un parco sostenibile


Il Laghetto di San Carlo, situato nel Parco Falcone e Borsellino a Seregno, rappresenta un esempio significativo di come un'area artificiale possa trasformarsi in un prezioso habitat naturale. Questo piccolo specchio d'acqua, nato per abbellire il parco, è diventato un rifugio per una varietà di specie animali e vegetali, tra cui la rana verde, il rospo smeraldino, diverse specie di libellule, la gallinella d'acqua, l'airone cinerino e numerose piante.


Nonostante la sua importanza ecologica, il laghetto sta attraversando un periodo di grave crisi. La gestione dell'area, frutto di una convenzione tra il Comune di Seregno e le associazioni Legambiente e WWF, sembra non essere sufficiente per affrontare i problemi emergenti.

Foto della scorsa settimana. Si noti la scarsità d'acqua

Secondo quanto riportato dal blog "Laghetto di San Carlo - Seregno", il laghetto ha mostrato segni di sofferenza già da tempo: "Da qualche tempo il laghetto accusava qualche problema. Il 9 febbraio l'impianto di rabbocco aperto aveva fatto tracimare l'acqua fin nel prato retrostante. Una volta chiuso, il giorno dopo, aveva smesso di funzionare. Non si è capito perché, forse a causa di un timer elettronico, forse per un galleggiante bloccato. Da allora non era più stato aperto, anche perché non ce n'era stato bisogno."

La situazione climatica instabile, con periodi insolitamente caldi alternati a frequenti piogge, ha portato a uno sviluppo irregolare della vegetazione. Alberelli di ontani sono cresciuti lungo le rive, mentre le fioriture di giaggioli d'acqua e ninfee sono state scarse. La manutenzione, purtroppo, è stata carente, con l'erba che cresceva altissima all'interno del recinto del laghetto.

Anche questa foto risale alla scorsa settimana quando il livello dell'acqua era critico

La situazione è peggiorata con l'arrivo del caldo torrido, culminando in una settimana particolarmente critica: "Lunedì 22 un ragazzo lancia l'allarme, paventando un prosciugamento del laghetto, documentato da foto. Il livello è sotto di 30 cm, i pesci boccheggiano, l'acqua non puzza, ma il rischio di eutrofizzazione è concreto. L'allarme e le foto arrivano alle autorità e all'ufficio ecologia. Martedì 23 viene aperto il rubinetto del rabbocco, ma, poi si vedrà che l'acqua non arriva e vani sono altri tentativi. La mattina del martedì piove per 5 mm, quanto basta a ridare un po' di ossigeno all'acqua. I pesci non boccheggiano più, ma la situazione rimane preoccupante. Finalmente venerdì 26 intervengono i Vigili del Fuoco che riempiono il laghetto con una autobotte. Il livello è a meno 5 cm."

Una tartaruga esotica nel laghetto. Il loro abbandono oltre che vietato è nocivo alle altre specie presenti nel laghetto

Per affrontare e risolvere queste problematiche, sono necessarie azioni concrete e coordinate. Ecco alcune proposte:

  • Rinnovare la Convenzione: Coinvolgere anche il Comitato di Quartiere nelle attività di gestione e monitoraggio del laghetto con il supporto tecnico-scientifico del Parco GruBrìa.
  • Referente Comunale: Nominare una persona o un ufficio di riferimento nel Comune che possa intervenire tempestivamente in caso di emergenze.
  • Regolamento Tecnico: Stabilire linee guida specifiche per la manutenzione del laghetto, tenendo conto della fauna e della flora presenti. Ad esempio, il taglio dell'erba all'interno dell'area dovrebbe essere effettuato con attenzione alle specie protette.
  • Cartellonistica Didattica: Installare pannelli informativi per educare i visitatori sulle specie presenti e sulle norme di comportamento da adottare. Questo potrebbe ridurre gli episodi di abbandono di animali esotici o di comportamenti inappropriati, come portare cani senza guinzaglio all'interno dell'area.

Il laghetto "rabboccato". Il livello dell'acqua è comunque più basso di quello solito


Il Laghetto di San Carlo è una risorsa preziosa per il Parco Falcone e Borsellino e per tutta la comunità di Seregno. È fondamentale che vengano adottate misure efficaci per preservarlo e garantirne la sopravvivenza. Ringraziamo i Vigili del Fuoco per il loro intervento tempestivo e speriamo che le autorità competenti possano attuare presto le azioni necessarie per riparare il sistema di rabbocco e migliorare la manutenzione dell'area. 

 

Aggiornamento: 
Il Comitato di Quartiere San Carlo ha rilanciato la notizia sulla sua pagina Facebook
"Il Comitato di Quartiere San Carlo Seregno e Desio è pronto a mettersi a disposizione per collaborare alla manutenzione del laghetto in questione. Lancio fin da ora un appello ai residenti che volessero aiutarci in questa operazione. Chi volesse proporsi può scriverci al seguente indirizzo: comitato.sancarlo@seregno.info
Grazie.
Il Presidente Guido LOTTI"

 
Rassegna stampa
 
Il Cittadino, 3 agosto 2024
Giornale di Seregno, 6 agosto 2024