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venerdì 19 luglio 2024

Il ritorno dei gamberi autoctoni nel torrente Bevera di Brianza: aggiornamenti e prospettive future


Nei mesi di aprile e luglio, i volontari del WWF Lecco, coordinati dal Consigliere dell’Associazione, Dott. Raoul Manenti, insieme ai biologi Beatrice Caimi e Matteo Galbiati, nonché al personale del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, hanno effettuato alcuni sopralluoghi nel tratto del Torrente Bevera interessato, nello scorso autunno, dalla moria di gamberi autoctoni.

La finalità del sopralluogo era quella di verificare l’attuale situazione della popolazione di gamberi, nonché il funzionamento delle barriere posizionate nel novembre 2023 sul torrente. L’esito è stato sicuramente positivo.


Nel corso delle osservazioni effettuate sia in aprile sia in luglio, infatti, sono stati rilevati i seguenti dati: a valle della prima barriera, assenza di gamberi di fiume (non erano presenti né esemplari vivi, né esemplari morti); a monte della prima delle due barriere, invece, è stato possibile osservare diversi individui vivi e attivi fin dal mese di aprile. Nell’ultimo sopralluogo di luglio, nel tratto a monte sia della prima che della seconda barriera è stata osservata una densità media di 0,75 gamberi/m², considerando solo i gamberi più lunghi di 4 cm.


Nei prossimi giorni si provvederà pertanto a rimuovere la seconda barriera; la prima, invece, per prudenza sarà mantenuta almeno sino ai mesi autunnali. Tra ottobre e novembre sono previsti intensi monitoraggi volti a valutare lo status della popolazione di gamberi.
 

Sicuramente una bella notizia, resa ancora migliore dalla consapevolezza che questo risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione di WWF Lecco con il Comune di Colle Brianza e l’ERSAF, nonché grazie all’indispensabile supporto delle associazioni del territorio (Associazione Amici del Monte di Brianza, Comitato per la difesa delle Bevere e del Fiume Lambro, WWF Insubria) e al generoso contributo economico della cittadinanza.

L’attenzione non deve però sopirsi: il tratto attualmente interessato dalla presenza dei gamberi è solo una piccola porzione di quello inizialmente occupato; inoltre, presenta caratteristiche non così ottimali come i tratti a valle in cui è avvenuta la moria.

La sfida potrà dirsi davvero vinta solo se, nei prossimi anni, la popolazione di gamberi di fiume riprenderà la propria originaria estensione (sia numerica, sia in termini di diffusione geografica) e se, ovviamente, simili eventi di moria non si ripeteranno.

venerdì 10 novembre 2023

Salvataggio gamberi di fiume: WWF Lecco subito in azione

Una delle barriere installate dal WWF Lecco

Nella mattinata del 7 novembre, il Sindaco di Colle Brianza Tiziana Galbusera ha autorizzato con apposita ordinanza gli interventi di contenimento della diffusione della peste del gambero (causata dal patogeno Aphanomyces astaci) nel torrente Bevera di Brianza (leggi qui).

WWF Lecco è entrata immediatamente in azione per il salvataggio dei gamberi di fiume sopravvissuti nel tratto a monte del corso d’acqua, fornendo il materiale necessario a procedere all’installazione delle barriere.

In questo modo, già nella notte del 7 novembre stesso, il personale specializzato e autorizzato dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e dal Comune di Colle Brianza – con il coordinamento del referente designato per il progetto, PhD Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano e Consigliere dell'associazione WWF Lecco – ha potuto procedere ad effettuare una prima installazione.

La speciale barriera è stata posta a valle di un tratto di torrente, situato in una zona piuttosto impervia della Valle della Tajada, che ospita gamberi apparentemente ancora sani. Si tratta di una modesta barriera, addossata a un salto naturale formato da massi che circondano una piccola pozza già esistente. Realizzata in legno, la struttura è composta da una parte verticale (che abbraccia l’intero alveo di morbida), sulla quale poggia una parte orizzontale sporgente (su cui l’acqua lamina al livello naturale del salto esistente). La combinazione della parete verticale, della sporgenza orizzontale e della corrente presente dovrebbe impedire ai gamberi a valle, potenzialmente infetti, di risalire e diffondere a monte il patogeno.  La “barriera” è oggetto di costante monitoraggio; i primi esiti dei rilevamenti, che probabilmente comprenderanno anche la marcatura (in modo non invasivo) dei gamberi a valle dell’installazione, saranno tempestivamente trasmessi al Comune di Colle Brianza.

L’integrale progetto prevede l’installazione di due coppie di barriere, tutte realizzate sfruttando salti naturali già esistenti: la prima coppia nella zona della Valle della Tajada, la seconda coppia nella zona della Val Chignolo. Nei prossimi giorni, pertanto, verrà completata l’installazione nella Valle della Tajada con l’aggiunta della seconda barriera e, successivamente, verrà realizzata la seconda coppia in Val Chignolo.

Sarà inoltre testata l’efficacia di materiale atossico liscio ed ecocompatibile fornito volontariamente da una ditta di Olginate per implementare la funzionalità di barriera dei salti su cui posano (o poseranno) le installazioni.

I costi delle operazioni sono sostenuti integralmente da WWF Lecco, grazie ad una campagna di crowfunding che ha raccolto finora 935,00 €, donati sia da privati cittadini sia da associazioni del territorio, tra cui il Comitato per la difesa delle Bevere e del fiume Lambro, WWF Insubria e l’associazione Monte di Brianza.

«Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i donatori» ha dichiarato la Presidente di WWF Lecco, Giovanna Corti «è grazie a loro che abbiamo potuto fornire i materiali per la realizzazione delle barriere. La risposta della cittadinanza, così rapida e generosa, ci spinge a fare sempre di più per tutelare flora e fauna del nostro territorio. A tal proposito, abbiamo organizzato, in collaborazione con Parco Monte Barro, Comitato Bevere e Associazione Monte di Brianza, una serata divulgativa sul gambero di fiume per il prossimo 16 novembre, alle ore 21 presso Villa Bertarelli a Galbiate. Sarà un’ottima occasione per conoscere i primi risultati dell’azione svolta e instaurare un confronto su come migliorare l’efficacia delle risposte in situazioni di emergenza a livello faunistico».


Gli interventi proposti, svolti di concerto con enti locali e regionali, associazioni ambientaliste ed enti scientifici, se da un lato hanno carattere sperimentale, dall’altro rappresentano un passo fondamentale per la realizzazione di un protocollo d’azione in caso di emergenze legate alla diffusione della peste del gambero. L’esperienza locale, se avrà risultati positivi, potrebbe costituire un prezioso precedente per casi analoghi in tutto il territorio nazionale, al fine di velocizzare la capacità di intervento in favore di una specie così a rischio come il gambero di fiume italiano.

giovedì 9 novembre 2023

Colle Brianza: il Sindaco, su sollecitazione del WWF Lecco, promulga un'ordinanza per la salvaguardia dei gamberi autoctoni

Esempio di barriera da installare nell'alveo per impedire la risalita dei gamberi

Grazie all'intervento proattivo del WWF di Lecco (leggi qui), il Sindaco di Colle Brianza, Tiziana Galbusera, ha emanato un'ordinanza finalizzata a contrastare l'emergenza causata dalla diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i gamberi autoctoni d'acqua dolce nel torrente Bevera, situato nella località Colle Brianza (LC) – Val Chignolo, frazione Nava.

Il WWF di Lecco, promotore dell'iniziativa e artefice di una raccolta fondi per finanziare gli interventi necessari, esprime la propria soddisfazione. Questo impegno della comunità e delle organizzazioni ambientali locali mette in luce l'importanza della collaborazione per affrontare le sfide ambientali.

Frontespizio dell'ordinanza

L'ordinanza del Sindaco, richiamando disposizioni sindacali precedenti, sottolinea la gravità della situazione e la necessità di adottare misure urgenti. La relazione tecnica fornita dall'Università degli Studi di Milano ha proposto un intervento immediato mediante l'implementazione di barriere artificiali sui salti naturali nell'alveo. Questo approccio mira a impedire la risalita del tratto interessato dai gamberi colpiti dal patogeno fungino, preservando così le popolazioni a monte ancora apparentemente non affette.

L'ordinanza sottolinea che l'intervento proposto sarà temporaneo, con un impatto visivo e idraulico limitato. Gli esiti dei monitoraggi dovranno essere trasmessi tempestivamente al Comune di Colle Brianza per garantire una valutazione continua della situazione.

Il gambero di fiume. Fonte immagine: WWF Lecco.

L'ordinanza ha efficacia immediata e sarà in vigore fino a sei mesi, salvo ulteriori provvedimenti o cambiamenti nelle condizioni di emergenza. Il Comitato Bevere di Capriano di Briosco, l'ATS Brianza di Monza, la Provincia di Lecco, l'Arpa Lombardia di Milano e la Regione Lombardia sono stati tutti informati della decisione.

Questa azione del Comune di Colle Brianza, che ha accolto le proposte dell'associazione ambientalista, riflette l'impegno a tutelare l'ambiente e a preservare le specie autoctone minacciate dal contagio fungino.

domenica 29 ottobre 2023

Continua la battaglia per salvare il gambero di fiume: WWF Lecco diffida il Comune di Colle Brianza

Moria di gamberi lungo la Bevera a Colle Brianza

Nonostante gli appelli da parte di cittadini e ambientalisti, la situazione del gambero di fiume lungo la Bevera di Brianza continua a rimanere critica. Il WWF Lecco ha deciso di intervenire e ha inviato una diffida al Comune di Colle Brianza, sollecitando una risposta immediata a questa emergenza ecologica.

La presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, esprime la sua crescente preoccupazione per il persistere del silenzio da parte delle autorità e per la mancanza di azioni concrete a difesa del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Questa specie autoctona è al centro di una situazione disperata lungo la Bevera di Brianza, ma sembra che la sua tutela non sia considerata una priorità dalla politica.

Il WWF sottolinea che la tutela dell'ambiente non è una semplice scelta, ma un dovere sancito dalla Costituzione. La recente riforma costituzionale ha incluso la protezione della fauna tra i compiti dello Stato a tutti i livelli amministrativi. Inoltre, il Codice dell'Ambiente stabilisce che la pubblica amministrazione debba promuovere lo sviluppo sostenibile e dare priorità alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale in scelte che coinvolgono interessi pubblici e privati.

Gambero di fiume. Foto WWF Lecco

Nel frattempo, la comunità locale ha dimostrato un notevole interesse e partecipazione all'iniziativa. Un video informativo sul gambero di fiume ha ricevuto migliaia di visualizzazioni su Instagram, e la raccolta fondi sta procedendo con successo. Sono stati raccolti circa cinquecento euro in soli due giorni, che saranno utilizzati per acquistare i materiali necessari per costruire una barriera di contenimento.

La Presidente Giovanna Corti esprime la sua gratitudine per il sostegno e la generosità dimostrati dalla cittadinanza. Questa dimostrazione di solidarietà rafforza la convinzione che, nonostante la politica sembri spesso indifferente alle questioni ambientali, i cittadini sono pronti a fare la differenza.

Questo il link per partecipare alla raccolta fondi (https://gofund.me/df8e87cc).

venerdì 27 ottobre 2023

La burocrazia uccide due volte il gambero di Colle Brianza. WWF Lecco: chiediamo risposte urgenti per avviare il salvataggio

Moria gamberi di fiume

«La situazione è davvero grave. La specie di gambero autoctono che vive nel fiume Bevera rischia di scomparire a causa della presenza di “peste del gambero”. Abbiamo allertato il Comune di Colle Brianza con una PEC in cui spiegavamo dettagliatamente sia il problema sia la possibile soluzione, ma senza finora ricevere l’autorizzazione a procedere. Si tratta di un intervento semplice e poco impattante dal punto di vista ambientale, che consentirebbe però il salvataggio di centinaia di esemplari di gamberi. Come WWF Lecco ci siamo offerti di sostenere i costi dell’intervento, nonché di provvedere al montaggio delle barriere e al conseguente smontaggio, quando l’emergenza sarà passata. Il silenzio da parte delle Autorità continua però ad essere assordante e il ritardo dovuto alla burocrazia sta costando la vita a centinaia di gamberi, quando un intervento tempestivo avrebbe consentito – e consentirebbe ancora – di evitare questo disastro. Ma il tempo sta per scadere».
A lanciare l’allarme è la presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti.

Esempio di barriera da installare

La popolazione di gambero di fiume in questione (Austropotamobius pallipes) è una delle ultime abbondanti e ben strutturate dell’intera provincia di Lecco. L’attuale moria rischia di cancellare un patrimonio ecologico e genetico determinante per la sopravvivenza della specie a livello provinciale e anche regionale. La perdita poi di una così elevata biomassa di organismi che, come i gamberi di fiume, svolgono un fondamentale ruolo di ricircolo dei nutrienti all’interno del corso d’acqua, determinerà uno stravolgimento dell’intera funzionalità ecologica del torrente stesso.

La barriera sarebbe costruita su un modello già sperimentato per un intervento simile effettuato nel Cantone di Berna dall’FHNW University of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland e consentirebbe, appunto, di separare i gamberi già malati da quelli ancora sani, preservando questi ultimi e la specie. I lavori sarebbero poi coordinati dal Dott. Raoul Manenti, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, oltre che Consigliere di WWF Lecco.

«Per sostenere i costi degli interventi abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a cui chiunque può partecipare (“Salviamo il Gambero di fiume”, rinvenibile al seguente link Raccolta fondi di Stefania Berna : Salviamo il Gambero di fiume [gofundme.com] ha spiegato Stefania Berna, Vicepresidente di WWF Lecco.

Moria di gamberi

Ricordiamo infatti che il gambero di fiume autoctono Austropotamobius pallipes è una specie protetta, in quanto a rischio di estinzione. Inoltre, è indicata dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (Allegato II e Allegato IV) come specie di interesse comunitario per la quale devono essere adottate misure speciali di conservazione. La specie compare anche nell’elenco previsto dalla Legge Regionale 31 marzo 2008, n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea”.

Anche ARPA Lombardia ha ribadito l’urgenza nel porre in atto tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i popolamenti di gamberi rimasti nei tratti di monte dei corpi idrici indicati nonché la diffusione in altri corpi idrici.

«Restiamo in attesa delle autorizzazioni da parte del Comune di Colle Brianza; autorizzazioni che ci auguriamo arrivino nel più breve tempo possibile, onde evitare che l’ecosistema venga irrimediabilmente compromesso» ha concluso la Presidente Corti.

La palla a questo punto passa alle Autorità: ambientalisti e cittadini, ma soprattutto i gamberi superstiti, attendono risposte.

lunedì 16 ottobre 2023

Emergenza ambientale nel torrente Bevera di Brianza: minacciata la popolazione di gambero di fiume autoctono


Nella notte di mercoledì 11 ottobre 2023, un gruppo di esperti del Comitato per la Difesa delle Bevere e del Fiume Lambro e del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell'Università degli Studi di Milano ha scoperto una grave emergenza ambientale nel tratto iniziale del torrente Bevera di Brianza, sopra località Nava a Colle Brianza. Durante un normale monitoraggio del territorio, sono stati rinvenuti oltre 80 gamberi di fiume autoctono morti in pochi metri di corso d'acqua.

La situazione è particolarmente allarmante poiché è stata colpita l'ultima popolazione ancora abbondante e in buona salute di gambero di fiume del Monte di Brianza, nonché una delle ultime in tutta la Provincia di Lecco. Questa popolazione era miracolosamente sopravvissuta alla lunga siccità del 2022. Il gambero di fiume autoctono è una specie protetta a livello europeo, inclusa nella Lista Rossa come specie a rischio di estinzione. Inoltre, la "Direttiva habitat" classifica l'Austropotamobius pallipes come specie di interesse comunitario, per la quale devono essere individuate "zone speciali di conservazione".

In Lombardia, il gambero italiano è tutelato dal 1977, con divieto di cattura, trasporto e commercio, vietando anche l'alterazione e la distruzione dei loro habitat. Anna Nicolodi, Presidente del Comitato Bevere, ha prontamente allertato gli Enti competenti, incluso il Nucleo Forestale di Lecco e l'ATS della Brianza, e ha concordato un sopralluogo tempestivo, avvenuto lo scorso venerdì 13 ottobre.


Durante l'ispezione, sono stati rinvenuti e campionati altri gamberi moribondi che sono stati inviati all'Istituto Zooprofilattico di Padova, al fine di condurre ulteriori analisi al fine di determinarne le cause della morte. Inoltre, ARPA Lombardia è stata allertata per condurre campionamenti delle acque, in caso di sospetto inquinamento chimico. Nel caso in cui si accertasse la presenza della patologia fungina conosciuta come "peste del gambero", una malattia devastante per questi crostacei, le Istituzioni Sanitarie, in collaborazione con le Amministrazioni locali, dovranno delimitare una zona focolaio per impedire qualsiasi attività umana lungo il corso d'acqua e prevenire la diffusione della malattia.

Il Comitato Bevere lancia un appello alla massima attenzione e chiede che tutte le attrezzature che entrano in contatto con l'acqua dei luoghi potenzialmente contaminati, come il fiume Lambro, il lago di Annone, il lago di Pusiano, il Bevera, ecc., vengano accuratamente disinfettate con candeggina al 4% prima di essere utilizzate altrove.


Il Comitato Bevere esprime profonda preoccupazione per questo grave episodio, che potrebbe essere attribuito a comportamenti umani scorretti in contrasto con la conservazione dell'ambiente e la tutela della biodiversità. Il Comitato Bevere si impegna a collaborare con gli Enti e le Istituzioni per individuare le cause di questa tragedia ambientale e prevenirne il ripetersi.

 

 
Aggiornamento 17/10/2023
 


Per sentire il podcast della trasmissione cliccare qui.

martedì 14 giugno 2016

Finanziamento internazionale per la tutela del gambero di fiume nel Parco Regionale del Monte Barro


Università di Milano, WWF Lecco e Parco Monte Barro impegnati in un importante progetto per lo studio e la conservazione dei gamberi di fiume autoctoni nel nord-Italia

I gamberi di fiume autoctoni stanno subendo una rarefazione drammatica che, di anno in anno, sta portando, sia nel territorio lecchese che in tutto il nord-Italia, alla scomparsa di ormai quasi tutte le popolazioni esistenti.


Un progetto di ricerca del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Associazione WWF Lecco e il Parco Regionale del Monte Barro è stato finanziato dall’importante organizzazione filantropica “The Mohamed bin Zayed Species Conservation Fund”, con sede ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) e operativa a livello mondiale. L’obiettivo del progetto è di comprendere le cause di tale rarefazione e fornire indicazioni precise per la gestione delle popolazioni del gambero italiano Austropotamobius pallipes che ancora sopravvivono.


Il progetto vedrà l’attuazione di un’attenta indagine su siti di presenza accertata fino al 2005 in diverse località prealpine e appenniniche del Nord Italia. Tale indagine servirà ad ottenere un quadro aggiornato delle cause che stanno determinando l’estinzione delle popolazioni di A. pallipes e a fornire delle indicazioni efficaci per proteggere il più rapidamente possibile le poche che ancora resistono.


Inoltre all’interno del Parco Regionale del Monte Barro si effettuerà un tentativo di ripristino di un’importante popolazione di gamberi che è andata estinta nel 2013 in località San Michele (Galbiate), dove un’introduzione di probabile origine dolosa di gamberi alloctoni della specie Orconectes limosus, originari degli Stati Uniti orientali, ha infettato i gamberi autoctoni provocando nel giro di 24/48 ore la completa estinzione della popolazione presente in quella località. Orconectes limosus sono infatti portatori sani di un temibile fungo, detto “peste del gambero”, in grado di uccidere in pochi giorni intere popolazioni di gamberi nostrani.

Referente per il WWF dell’importante progetto di studio e reintroduzione sarà il Dott. Raoul Manenti, vicepresidente dell’Associazione lecchese.

Maggiori dettagli sul progetto sono disponibili direttamente sul sito dell’organizzazione araba che ha assicurato il finanziamento.

martedì 18 novembre 2014

Sono 81 i siti lecchesi e brianzoli in cui è stato censito il gambero di fiume italiano

Ricerca del WWF Lecco sul Journal for Nature Conservation

Il WWF Lecco, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale di conservazione "Journal for Nature Conservation” (numero di Dicembre 2014) i dati di una ricerca mirata alla tutela dei gamberi di fiume.

In particolare in 81 siti  lecchesi e brianzoli si è valutata la presenza del raro gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes) e del temibile gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii). Quest’ultima specie per svariate cause, alterazione degli ambienti umidi e inquinamento, immissioni illegali, pescatori scriteriati... si sta infatti diffondendo sempre di più mettendo a grosso rischio la sopravvivenza dei gamberi di fiume italiani.

La specie americana è infatti portatrice sana di una grave malattia, legata al fungo Aphanomyces astaci e nota con il nome di “peste del gambero”, che in pochi giorni può estinguere intere popolazioni di gamberi nostrani.
Episodi simili sono stati drammaticamente documentati anche dal WWF di Lecco l’anno scorso, all'interno del Parco Regionale del Monte Barro dove in meno di due settimane, a causa di un'introduzione del gambero alloctono tutti i gamberi italiani presenti nel sito sono stati infettati e la specie è risultata estinta in un intero corso d’acqua.

Gambero di fiume
La ricerca, coordinata dal vicepresidente del WWF Lecco dott. Raoul Manenti, ha evidenziato come comunque le due specie abbiano anche nel territorio lecchese esigenze ecologiche diverse e che, almeno durante i primi anni di colonizzazione, la diffusione del gambero americano si limita alle zone più pianeggianti e  ai corpi idrici stagnanti.

Di fondamentale importanza risulta quindi, pur cercando di evitare l’isolamento delle popolazioni di gambero nostrano, mettere in atto azioni e interventi per impedire che i gamberi di fiume americani possano arrivare più a monte nei nostri bacini idrografici.


Fonte: WWF Lecco

lunedì 29 luglio 2013

Grave minaccia per la biodiversità lecchese


A rischio una delle principali popolazioni di gambero di fiume italiano della provincia.
Nell’ambito di una serie di monitoraggi dei corsi d’acqua del Parco Regionale del Monte Barro, svolti dall’Associazione WWF Lecco, venerdì 26 luglio 2013 è stata purtroppo riscontrata nel ruscello di San Michele, a Galbiate, la presenza di una gravissima minaccia che sta determinando l’estinzione di una intera popolazione di gambero di fiume italiano.

Gambero di fiume - Femmina con ovatura
Gambero di fiume
Il gambero di fiume è un organismo di particolare pregio per i torrenti e i ruscelli in quanto essendo molto sensibile all’inquinamento è considerato un ottimo bioindicatore. Protetto sia a livello nazionale che a livello europeo è ormai diventato particolarmente raro anche nel nostro territorio, sia a causa dell’inquinamento dei corsi d’acqua sia a causa di un grave fenomeno che in questi ultimi anni sta assumendo gravi proporzioni quale la diffusione di gamberi alloctoni.
Questi ultimi, oltre a rappresentare un grosso impatto per gli ambienti umidi a causa della loro voracità, sono anche portatori sani di un temibile fungo, noto con il termine di “peste del gambero”, in grado di uccidere in pochi giorni intere popolazioni di gamberi nostrani.

Proprio nella giornata di venerdì 26, un gruppo di esperti del WWF Lecco, impegnati nei periodici monitoraggi, dopo aver rinvenuto in località San Michele di Galbiate diversi gamberi di fiume morti, ha effettuato ulteriori indagini per capirne la causa scoprendo purtroppo la presenza nel ruscello di alcuni esemplari del gambero alloctono Orconectes limosus originario degli Stati Uniti orientali.


È una specie meno nota del Gambero della Louisiana (altra specie alloctona che sta facendo numerosi danni nei laghi di Annone e Pusiano ed in numerosi stagni nell’area meridionale della nostra provincia), che si distingue per una serie di macchie scure caratteristiche a livello dell’addome e per una spina presente nel segmento precedente alla chela, che rappresenta una struttura comune a tutti i gamberi americani e assente invece in quelli europei.

Il gambero della Louisiana, presenta, oltre a tale spina, anche una colorazione rosso accesa negli adulti. Il gambero americano rinvenuto a San Michele di Galbiate è invece di una colorazione di fondo grigio-verdastra più simile a quella del gambero nostrano, con il quale è facile confonderlo.

Gambero della Lousiana (lago di Annone)
La popolazione di gambero italiano del ruscello di San Michele era una delle più abbondanti della Provincia; gli ultimi campionamenti effettuati nello scorso mese di maggio avevano messo in evidenza come la popolazione fosse abbondante e ben strutturata con presenza sia di giovani che di adulti in buona salute.

Nella stessa notte di venerdì un gruppo di attivisti del WWF Lecco ha percorso interamente il ruscello di San Michele catturando 32 esemplari di gamberi americani, tutti confinati unicamente in due pozze del tratto a monte. Della popolazione di gamberi autoctoni ne è stato ritrovato ancora in vita solamente uno.

La verifica del percorso del ruscello di San Michele ha accertato la presenza di una ripidissima cascata alla base della quale non vi è acqua e non si osserva quindi alcuna possibile connessione con l’Adda, dove da tempo è accertata la presenza di gamberi alloctoni, soprattutto a livello del Lago di Lecco; per questo motivo, escluso un improbabile risalita dall’Adda, c’è il ragionevole sospetto che la presenza di gamberi americani sia dovuta a uno scriteriato intervento umano di immissione. Sempre più diffuse nel nostro territorio sono appunto sconsiderati rilasci di gamberi alloctoni da uno stagno ad un altro, a volte fatte persino in buona fede. Tale pratica è assolutamente da evitare in quanto rischia di essere estremamente dannosa, favorendo il diffondersi, come nel caso del ruscello di San Michele, di gravi patologie per i pochi gamberi italiani ancora esistenti.

Nei prossimi giorni sono previsti altri interventi lungo il corso del torrente per cercare di sradicare la presenza di gamberi alloctoni. In considerazione però della gravissima entità del danno ambientale l’Associazione WWF Lecco ha già allertato gli organi di vigilanza e intende sollecitare l’intervento delle Autorità competenti al fine di accertare l’eventuale natura dolosa del disastro e risalire ai responsabili per i provvedimenti di legge.

Si invita chiunque avesse informazioni da fornire a contattare il nucleo di Guardie Giurate del WWF Lecco (guardie@wwf.lecco.it); nello stesso tempo si invitano tutti i cittadini che ritrovassero gamberi autoctoni o alloctoni nelle acque della nostra provincia a segnalarlo all’Associazione WWF Lecco, inviando una email a sezione@wwf.lecco.it, indicando il luogo esatto del rilevamento e inviando se possibile una documentazione fotografica.

venerdì 8 luglio 2011

Passeggiata in notturna alla scoperta del gambero d’acqua


IL TORRENTE E IL GAMBERO
Sabato 16 luglio 2011 - ore 20,15
Galbiate - Località Polgina (strada Villa Vergano-Consonno)

Il Comitato per il Parco del Monte di Brianza, assieme alle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco di Montevecchia-Valle del Curone e del Parco del Monte Barro organizza una passeggiata in notturna per i boschi del Monte di Brianza alla scoperta del Gambero d’acqua dolce, uno dei più misteriosi abitanti dei nostri corsi d’acqua.

Si raccomanda di portare una torcia e di indossare scarponcini e abbigliamento adatto per escursioni in ambiente collinare.

Contributo volontario di 3 € (gratis per bambini fino a 12 anni)
In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a sabato 23 luglio

Per visualizzare la locandina dell’evento cliccare qui.

Info: montebrianza@yahoo.it