Visualizzazione post con etichetta Seveso memoria di parte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Seveso memoria di parte. Mostra tutti i post

mercoledì 15 luglio 2026

Comitati No Pedemontana: "La memoria non è una commemorazione"


Sabato 18 luglio 2026, dalle 10.00 alle 12.30, al Mercato di Seveso (davanti al bocciodromo), l'Associazione Seveso Memoria di Parte invita la cittadinanza a partecipare a un'iniziativa dedicata alla ricostruzione della memoria storica del territorio.

Durante la mattinata sarà possibile visitare la mostra "Non si è trattato di un incidente", che ripercorre responsabilità, conseguenze e testimonianze del disastro del 1976, e conoscere "La mappa ritrovata", un documento che contribuisce a ricostruire la storia di quei giorni e il loro impatto sul territorio.


L'iniziativa vuole raccogliere anche le testimonianze di chi ha vissuto direttamente o indirettamente quegli eventi, nella convinzione che la memoria non sia una semplice commemorazione, ma un processo continuo e partecipato, fondamentale per comprendere il passato e affrontare con maggiore consapevolezza le scelte che riguardano il futuro del territorio.

sabato 4 luglio 2026

Seveso, cinquant'anni dopo: una serata per riflettere su salute, lavoro e memoria


A cinquant'anni dal disastro dell'ICMESA, Seveso continua a interrogarsi sul significato di quella tragedia e sulle sue conseguenze, non solo ambientali ma anche sociali e sanitarie. Nel quadro delle iniziative promosse per il cinquantesimo anniversario dell'incidente del 10 luglio 1976, Seveso Memoria di parte e i gruppi No Pedemontana organizzano un incontro pubblico dal titolo "Il disastro dell'Icmesa e la difesa della salute ieri e oggi", in programma mercoledì 8 luglio 2026 alle ore 21 in Piazza Cardinal Confalonieri a Seveso.

L'iniziativa intende riportare al centro una prospettiva spesso trascurata nel racconto del disastro: quella delle lavoratrici e dei lavoratori dell'ICMESA, protagonisti delle battaglie per la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro la nocività industriale. A portare questa testimonianza saranno Amedeo Argiuolo e Gabriele Romanò, ex operai dello stabilimento, che racconteranno dall'interno la realtà della fabbrica prima e dopo il 10 luglio 1976, ricordando il ruolo del movimento operaio nella conquista di maggiori tutele per la salute.

Accanto alle testimonianze dirette, la serata offrirà uno sguardo più ampio sull'evoluzione della sanità pubblica italiana grazie all'intervento, in collegamento da Roma, della storica Chiara Giorgi, docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza e autrice del volume La salute per tutti. Storia della sanità dal dopoguerra ad oggi (Laterza, 2024).

Il libro di Giorgi ripercorre il lungo cammino che ha portato alla costruzione del diritto universale alla salute in Italia, mostrando come le conquiste del Servizio sanitario nazionale siano state il risultato di mobilitazioni sociali, battaglie sindacali e scelte politiche che hanno posto al centro l'uguaglianza nell'accesso alle cure. In questo percorso, vicende come quella dell'ICMESA rappresentano uno spartiacque fondamentale: il disastro di Seveso contribuì infatti a rendere evidente il legame inscindibile tra salute, ambiente e condizioni di lavoro, alimentando una crescente domanda di prevenzione, controllo pubblico e tutela delle comunità esposte ai rischi industriali.

L'incontro si propone quindi non solo come momento di commemorazione, ma come occasione di confronto sul presente. Le domande che animano la serata restano infatti di grande attualità: quale era la realtà dell'ICMESA dal punto di vista dei lavoratori? Come si è sviluppato il dibattito sulla salute e sulla normativa sanitaria in Italia? E quali insegnamenti lascia oggi il disastro di Seveso di fronte alle sfide ambientali e sanitarie contemporanee?

Nel cinquantesimo anniversario dell'incidente, guardare alla memoria significa interrogarsi sulle responsabilità del passato e sulle scelte del presente. La vicenda dell'ICMESA continua infatti a ricordare come la tutela della salute non possa essere separata dalla difesa dell'ambiente, dalla sicurezza sul lavoro e dalla partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano il territorio.

lunedì 8 giugno 2026

Seveso 50 anni dopo: la lezione di “Sapere” tra memoria e controinformazione


A quasi cinquant’anni dal disastro del 10 luglio 1976, la città di Seveso si prepara a una serie di appuntamenti che intendono non solo commemorare, ma anche rileggere in chiave critica uno degli eventi più drammatici della storia industriale italiana. L’iniziativa è promossa da Seveso Memoria di parte insieme ai gruppi No Pedemontana, realtà da tempo impegnate nel mantenere viva una memoria attiva e consapevole del territorio.

Il primo incontro, in programma il 18 giugno 2026 in piazza Cardinal Confalonieri, apre ufficialmente il percorso verso questo importante anniversario.

La serata sarà dedicata alla rivista Sapere e al ruolo fondamentale che essa ebbe nel raccontare il disastro dell’Icmesa senza attenuarne la gravità. In un contesto in cui molte narrazioni tendevano a ridimensionare l’accaduto, Sapere si distinse per un approccio rigoroso e indipendente, offrendo un esempio di controinformazione scientifica che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento.

Al centro dell’incontro, la presentazione del volume “Una rivista che viene dal futuro. L’esperienza di ‘Sapere’ sotto la direzione di G.A. Maccacaro (1974-1977)”, edito da Mimesis nel 2026. Attraverso il contributo dei curatori, Vittorio Morfino e Gianluca Pozzoni, il pubblico potrà approfondire il contesto culturale e politico in cui la rivista operò, nonché il suo impegno nel ricostruire con precisione il processo produttivo dell’Icmesa e nell’individuare le responsabilità del disastro.

La rivista ebbe infatti un ruolo cruciale nel promuovere una consapevolezza critica, dimostrando come la scienza non sia mai neutrale, ma profondamente intrecciata con le dinamiche sociali, economiche e politiche. Una lezione che conserva tutta la sua attualità, soprattutto in un’epoca segnata da nuove sfide ambientali e industriali.

L’appuntamento del 18 giugno rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. Il calendario proseguirà l’8 luglio con un incontro che vedrà protagonisti gli ex lavoratori dell’Icmesa insieme alla storica Chiara Giorgi dell’Università La Sapienza di Roma, offrendo uno sguardo diretto e documentato sulle condizioni di lavoro e sulle conseguenze del disastro. Il 10 luglio, data simbolica dell’anniversario, sarà invece dedicato allo spettacolo teatrale “Sette domeniche”, che restituirà attraverso il linguaggio scenico la memoria di quei giorni.

giovedì 28 maggio 2026

Seveso, 50 anni dopo: raccogliere i ricordi per non dimenticare


A quasi cinquant’anni dal disastro della diossina che ha segnato profondamente il territorio della Brianza, c’è ancora una storia da raccontare. Non una storia fatta solo di dati, perimetri e ordinanze, ma una trama viva di ricordi, emozioni, paure e gesti quotidiani. Una storia che appartiene a chi c’era, ma anche a chi ne ha ereditato i racconti attraverso le parole di genitori, nonni, vicini di casa.

È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa promossa dall’Associazione Seveso Memoria di Parte: un percorso di ricerca “dal basso” che punta a ricostruire quel periodo attraverso le testimonianze dirette e indirette di chi lo ha vissuto. Un invito aperto alla cittadinanza a contribuire a una memoria collettiva che non sia solo archivio, ma anche riconnessione con i luoghi e con le persone.

L’appuntamento è per sabato 30 maggio 2026, dalle ore 10 alle 13, al mercato di Seveso in via Redipuglia, di fronte al bocciodromo. Un luogo quotidiano, familiare, scelto non a caso: è proprio nella quotidianità che si annidano i ricordi più autentici. Qui sarà possibile condividere frammenti di vita, episodi, immagini, sensazioni legate a quei giorni e a ciò che è seguito.

Ricostruire questa memoria significa anche provare a ridare una geografia ai ricordi. Non solo le “zone” ufficiali, ma una mappa fatta di esperienze personali: dove si viveva, cosa si vedeva, cosa si temeva. In questo senso, emerge anche il valore degli strumenti storici dell’epoca, come la mappa realizzata dall’Ufficio Speciale per Seveso con l’indicazione dei livelli di TCDD nei diversi punti di rilevazione. Un documento prezioso, oggi difficile da reperire, ma che rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’impatto reale e percepito della contaminazione sul territorio.

C’è chi ricorda di averne vista una copia affissa nell’atrio del Comune di Seveso, chi ipotizza che sia conservata negli archivi regionali, e chi, con un pizzico di rammarico, racconta di averne posseduta una copia poi ceduta molti anni fa. Anche queste tracce, apparentemente marginali, fanno parte della memoria collettiva che si cerca di ricostruire.

Raccogliere testimonianze oggi non è solo un esercizio di ricordo: è un atto politico e culturale. Significa dare voce a esperienze spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale, restituire complessità a un evento che ha segnato il territorio, e trasmettere alle nuove generazioni una consapevolezza più profonda di ciò che è stato.

Perché la memoria, se condivisa, diventa strumento di comprensione e, forse, anche di trasformazione.

Chi ha qualcosa da raccontare è invitato a partecipare. Anche un piccolo ricordo può contribuire a ricostruire una storia più grande.

lunedì 25 novembre 2024

Un tesoro tra le foglie: il Bosco delle Querce e la sfida a Pedemontana


Domenica 1 dicembre 2024 alle ore 10:30, il Coordinamento No Pedemontana e l’Associazione Seveso Memoria di Parte invitano cittadini e sostenitori a una passeggiata autunnale nel Bosco delle Querce, accessibile da via Redipuglia a Seveso. Guidata dall’agronoma Anna Nicolodi, l’iniziativa offrirà l’opportunità di scoprire la vitalità e la bellezza di questo luogo straordinario in una stagione ricca di fascino.

L’evento nasce con un obiettivo preciso: sensibilizzare la comunità sull’importanza di proteggere il Bosco delle Querce, simbolo di resilienza ecologica e memoria storica, minacciato dall’avanzamento del progetto Autostrada Pedemontana. Tra i piani previsti, infatti, c’è il disboscamento di una parte significativa del Bosco, un intervento che comporterebbe danni irreparabili al suo equilibrio naturale e al valore storico-culturale che rappresenta.

Il Bosco delle Querce non è solo un’area verde: è il risultato di una straordinaria opera di rinascita seguita al disastro diossina del 1976. La sua creazione ha trasformato un territorio devastato in un ecosistema vivo e rigoglioso, un modello di bonifica ambientale che ha ispirato legislazioni europee come la Direttiva Seveso sulla gestione dei rischi industriali.

Durante la passeggiata, l’agronoma Anna Nicolodi guiderà i partecipanti in un viaggio tra biodiversità, storia e futuro del Bosco. Sarà l’occasione per conoscere da vicino le specie vegetali e animali che popolano questa area protetta, ma anche per riflettere su quanto sia urgente tutelare un luogo così speciale di fronte alle minacce infrastrutturali.

“Per viverlo e per proteggerlo ci vediamo al Bosco” è il messaggio lanciato dal Coordinamento No Pedemontana e dall’Associazione Seveso Memoria di Parte. La passeggiata vuole essere un momento di condivisione e consapevolezza, un’occasione per riaffermare l’importanza di preservare questo patrimonio naturale e storico per le future generazioni.

Leggi anche:

sabato 12 ottobre 2024

Camminiamo per il Bosco delle Querce: difendiamolo da Pedemontana!

ATTENZIONE: L'EVENTO E' STATO RINVIATO 

A CAUSA DEL MALTEMPO


Sabato 19 ottobre 2024, alle ore 10:30, si terrà una passeggiata guidata dall’agronoma Anna Nicolodi alla scoperta della vita del Bosco delle Querce di Seveso. L'incontro avrà luogo con accesso da via Redipuglia e rappresenta un’opportunità per vivere da vicino uno dei patrimoni ambientali e storici più preziosi del territorio, oggi minacciato dal progetto Pedemontana.

Tra le conseguenze più gravi di questo progetto c’è infatti la possibile distruzione di una parte del bosco, un danno irreparabile. L'evento, organizzato dal Coordinamento No Pedemontana e dall'Associazione Seveso Memoria di Parte, intende sensibilizzare i cittadini sull’importanza di proteggere quest'area.

Dalle ore 9:30, sarà possibile firmare una petizione al mercato di Seveso per chiedere un incontro pubblico con i responsabili di Pedemontana, come previsto dal Piano di Bonifica. In caso di maltempo, l’iniziativa sarà rinviata.

 

ATTENZIONE: L'EVENTO E' STATO RINVIATO 

A CAUSA DEL MALTEMPO


mercoledì 6 marzo 2024

Pedemontana e il diritto all'informazione


Riceviamo e pubblichiamo

Comunicato stampa

PEDEMONTANA VENGA DAVANTI AI CITTADINI E ALLE CITTADINE A SPIEGARE COSA INTENDE FARE PER LE ZONE INQUINATE DA DIOSSINA E PER LA TUTELA DELLA SALUTE.

 
Il Coordinamento No Pedemontana insieme all'Associazione Seveso Memoria di Parte, al Comitato Ambiente Bovisio Masciago e al Gruppo Espropriandi ha inviato tramite il proprio studio legale di fiducia, una comunicazione alla Società Autostrada Pedemontana Lombarda in cui si richiama la Società all’impegno formale per una adeguata informazione ai cittadini e alle cittadine, come previsto dallo stesso Piano  Operativo di Bonifica nelle zone inquinate da diossina.

Nelle scorse settimane Pedemontana ha proceduto all'immissione in possesso in numerose  proprietà situate sui tracciati della tratta B2 e C, e contestualmente si sono moltiplicati sugli organi di informazione dichiarazioni da parte dei vertici della Società che annunciano una prossima apertura dei cantieri e dei lavori realizzativi dell’autostrada. E’ noto però che preliminare all’inizio dei lavori sulla tratta B2, nelle aree interessate dall'inquinamento da diossina a seguito del disastro Icmesa è la realizzazione del Piano Operativo di Bonifica delle aree interessate.

Tra gli impegni è prevista l’organizzazione di un incontro pubblico rivolto alle cittadine e ai cittadini dei comuni interessati nel corso del quale la Società Pedemontana DEVE illustrare le caratteristiche del Piano di bonifica e soprattutto le misure a tutela della salute delle cittadine e dei cittadini. Vi è dunque in primo luogo un preciso impegno a cui la società Pedemontana deve ottemperare.
 

MA SOPRATTUTTO RITENIAMO VI SIANO L'OBBLIGO DI TRASPARENZA E IL DOVERE ETICO GARANTIRE IL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE, SPECIALMENTE IN RELAZIONE AI RISCHI PER LA SALUTE CHE LA MOVIMENTAZIONE DELLE TERRE  CONTAMINATE COMPORTA.

Il nostro territorio ha subito già abbastanza le conseguenze di scelte  che in passato hanno messo il profitto davanti alla salute dei lavoratori e delle popolazioni: oggi questo pericolo si riaffaccia proprio con i lavori di Pedemontana. Nella lettera inviata abbiamo naturalmente ribadito la nostra totale contrarietà alla realizzazione dell'autostrada ma anche a una bonifica che per la natura stessa dell'inquinamento in questione dubitiamo possa essere effettuata in condizioni di reale sicurezza. Chiediamo pertanto che la società Pedemontana venga al più presto al cospetto dei cittadini e delle cittadine in un incontro doveroso che ovviamente dovrà essere organizzato in condizioni e orari che facilitino la più ampia partecipazione e che venga data ai cittadini e alle cittadine la possibilità di parlare.

lunedì 5 luglio 2021

Seveso 45. Le donne di Seveso. La città racconta

Segnaliamo due iniziative che il Coordinamento No Pedemontana e l'associazione Seveso memoria di parte hanno in programma per sabato 10 luglio 2021, 45° anniversario del disastro di Seveso. Una giornata che quest'anno assume un significato ancora più più importante e dimostra l'attualità di questa memoria.