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giovedì 27 novembre 2025

Pedemontana e la bonifica da diossina: sotto terra la verità – 12 aree ancora contaminate


A seguito della seduta dell’Osservatorio Permanente sulla Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana, svoltasi il 17 novembre presso la sede di ARPA Monza, il Coordinamento dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche (Sinistra e Ambiente–Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) ha diffuso un’analisi dettagliata sull’andamento dei lavori. L’obiettivo è chiarire lo stato effettivo della bonifica, andando oltre comunicazioni giudicate “ottimistiche” o “semplificate”, e offrendo alla cittadinanza un quadro completo delle criticità tuttora presenti.

La riunione del 17 novembre è stata convocata su esplicita richiesta del Coordinamento, che da mesi denuncia difficoltà nell’ottenere dati tempestivi e completi da parte dei soggetti incaricati della bonifica. Solo attraverso specifici accessi agli atti gli ambientalisti sono riusciti ad acquisire le prime risultanze dei collaudi condotti in contraddittorio con ARPA su alcuni lotti già scavati, dai quali sono emersi diversi mancati raggiungimenti degli obiettivi di bonifica.

All’incontro erano presenti ARPA, Pedelombarda Nuova (General Contractor), Autostrada Pedemontana Lombarda, Regione Lombardia  Direzione Ambiente e Clima, e le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Seveso, Bovisio Masciago e Barlassina, oltre a una nutrita delegazione di associazioni e comitati del territorio.

Stato della bonifica: i numeri reali

Pedelombarda Nuova ha illustrato l’avanzamento dei lavori sui lotti finora affrontati: 2, 2A (Seveso), 3, 3-var, 4, 5 e 6 (Cesano Maderno). Da tali aggiornamenti emergono dati significativi:

  • Il 75% della superficie interessata è stato scavato e il terreno contaminato è stato rimosso.
  • Solo il 56% della superficie è stato sottoposto alle verifiche di collaudo con ARPA.

Ed è proprio la fase di collaudo a evidenziare le principali criticità: su 16 Aree Sorgente già esaminate, 12 non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica previsti dal D.Lgs 152/2006, che stabilisce i limiti per Diossine e Furani (10 ng/kg per aree residenziali/verde pubblico, 100 ng/kg per aree industriali).

Il Coordinamento sottolinea che, finché tali valori non rientrano nelle soglie di legge, “la bonifica non può dirsi completata”. Per questo motivo ritiene fuorviante l’affermazione secondo cui “il 75% delle aree sarebbe stato bonificato”: il dato riguarda solo lo scavo, non l’effettivo raggiungimento degli standard normativi.

Le non conformità comportano la necessità di scavi suppletivi di 20 cm, con nuova caratterizzazione del terreno, abbancamento in discariche autorizzate e ulteriori analisi in contraddittorio con ARPA. Pedelombarda Nuova stima che saranno rimossi almeno 3.500 m³ di terreno aggiuntivo, pari a circa 6.000 tonnellate.

Finora i costi aggiuntivi risultano coperti dal quadro economico dell’opera, ma il Coordinamento evidenzia che lo scenario potrebbe evolvere man mano che proseguiranno gli scavi sui lotti ancora non verificati, in particolare i Lotti 2 e 1 (Seveso e Meda).

Gli ambientalisti hanno chiesto il dettaglio completo sulla classificazione dei terreni smaltiti e sulle discariche di destinazione. Pedelombarda Nuova ha riferito che nessuna terra è stata finora classificata come rifiuto pericoloso, e si è impegnata a fornire i dati richiesti.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria in cantiere:

  • non sono stati registrati superamenti dei limiti di Diossina,
  • alcuni picchi di PM10 sono stati affrontati con fermate temporanee dei lavori e l’uso di “cannon fog”.

Sono state inoltre segnalate possibili mancanze nell’applicazione dei protocolli di sicurezza da parte di operatori nei cantieri; Pedelombarda ha preso atto dell’osservazione impegnandosi a vigilare maggiormente.

Oltre alla diossina, sono emerse ulteriori criticità:

  • 6 superamenti dei limiti di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) nel Lotto 3 di Cesano Maderno, per i quali si stanno definendo nuove modalità di gestione con ARPA e Regione Lombardia.
  • Ritrovamenti di amianto in alcune aree durante la Bonifica Ordigni Bellici: sia in frammenti di eternit sia frammisto al terreno.
  • A Barlassina, nelle future aree di viabilità complementare, è stata rilevata un’ampia presenza di amianto, che richiederà interventi specifici e maggiori costi.

ARPA sta conducendo le analisi in contraddittorio con accuratezza, supportata anche da laboratori esterni per far fronte all’enorme carico di lavoro. Le associazioni chiedono una nuova convocazione dell’Osservatorio nei primi mesi del 2026, quando la fase di scavo dovrebbe essere quasi completata e disponibili i collaudi delle aree residue.

Il Coordinamento chiude il suo resoconto ricordando che, nonostante dichiarazioni rassicuranti, la bonifica è lontana dalla conclusione e richiede ancora attenzione, trasparenza e vigilanza costante.

sabato 15 febbraio 2025

Tratta B2 di Pedemontana: le compensazioni ambientali tra opportunità e impatti

Abbiamo ricevuto da Sinistra e Ambiente di Meda un comunicato riguardante le compensazioni ambientali previste per le tratte B2 e C di Pedemontana. Poiché il tema è articolato, abbiamo deciso di suddividerlo in due articoli distinti per fornire un quadro più chiaro della situazione. Di seguito, il primo post dedicato alla tratta B2.



Compensazioni ambientali sulla Tratta B2: progetti e criticità


Le associazioni ambientaliste Sinistra e Ambiente di Meda, Legambiente Seveso e Seveso Futura hanno seguito da vicino le decisioni delle amministrazioni locali di Meda, Seveso e Barlassina in merito alle compensazioni ambientali per la tratta B2 di Pedemontana. Pur rimanendo critiche nei confronti di un'infrastruttura considerata impattante e non risolutiva, hanno cercato di monitorare l'implementazione dei progetti previsti nel Masterplan del 2009.

Meda e Seveso

Il Comune di Meda ha confermato il Progetto Locale (PL) 15 "Valle dei Mulini" nella sua configurazione originale, siglando un Protocollo d'Intesa con Pedemontana e ricevendo un anticipo di 215.500 euro per la progettazione. La realizzazione di questa compensazione ambientale consentirà di concretizzare l'Area di Connessione Ecologica (ACE) prevista dal PGT.


Il 20 novembre 2024 si è tenuto un incontro tra i sindaci di Seveso e Meda per discutere l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce nelle aree di via della Roggia e via dei Vignee. L'amministrazione sevesina ha proposto di destinare i fondi previsti per il PL19 (non più realizzabile) a questa espansione, confermando contestualmente il PL18.

Tuttavia, il Bosco delle Querce subirà lo sbancamento e il disboscamento di due ettari per consentire l'allargamento della superstrada e la sua trasformazione in autostrada. La compensazione economica per questo intervento ammonta a 936.400 euro, somma già versata da Pedemontana al Comune di Seveso. Questi fondi dovrebbero essere destinati all'acquisizione di nuove aree e a forestazioni che compensino la perdita di verde, ma alcune di queste superfici sono interessate dalla bonifica da diossina e dalla realizzazione di infrastrutture complementari alla Pedemontana, come la vasca di laminazione e viabilità accessorie (leggi qui).

Barlassina

L'11 febbraio 2025 si è tenuto un incontro tra i gruppi ambientalisti e l'amministrazione comunale di Barlassina. La principale compensazione ambientale prevista per questo territorio è il Progetto Locale PL 14, noto come "Parco della Luminina", con una copertura economica di 930.000 euro. L'obiettivo è la realizzazione di un parco urbano fluviale sul fiume Seveso.

Il PL 14 di Barlassina in dx orografica del fiume Seveso


Il progetto riprende parzialmente un'iniziativa precedente legata al Contratto di Fiume e prevede la riqualificazione delle sponde del Seveso, l'acquisizione di alcune aree e il recupero boschivo. L'amministrazione ha chiesto a Pedemontana di rivedere il tracciato della pista ciclabile prevista, per evitare che si sovrapponga alla nuova viabilità interquartiere. Inoltre, si valuta l'inclusione di una vasca di esondazione, ma questa scelta presenta criticità legate alla compatibilità con il PL 14 e alla sostenibilità economica.

 

Leggi anche: Tratta C di Pedemontana: tra scelte discutibili e nuove proposte ambientali

mercoledì 7 giugno 2023

Il WWF plaude la decisione del Parco delle Groane di tutelare i Boschi di Barlassina


di Gianni Del Pero, presidente delegato WWF Lombardia 

 

Il WWF è con il Parco delle Groane e della Brughiera e lo ringrazia per continuare a "fare il suo lavoro" di tutela del territorio e difesa dell'Ambiente. Dopo l'approvazione del Piano Territoriale con lo stralcio di tutte le previsioni viabilistiche (Tangenzialina di Mariano e Canturina Bis) plaudiamo al parere contrario relativo al posizionamento della Centrale Terna all'interno di un sito di Interesse Comunitario nei Boschi di Barlassina. 

 

La nuova Stazione Elettrica di Barlassina
La nuova Stazione Elettrica di Cesano Maderno

Apprezziamo le motivazioni fornite dal Consigliere Ricchi con il quale condividiamo la proposta di ricollocare la Centrale nell'area limitrofa a Cogliate che da un punto di vista naturalistico risulta già penalizzata dalla presenza dell'elettrodotto e nella quale la nuova Centrale produrrà un minore impatto ambientale consentendo la riqualificazione dell'ambito ricucendo l'area boschiva che verrà sottratta alle servitù dell'elettrodotto. Un'occasione per fare Ambiente e la volontà esplicita di non consumare aree di pregio del Parco.

 

Articolo pubblicato sul Giornale di Seregno

 

mercoledì 24 febbraio 2021

Barlassina: parte la riqualificazione dell'area dell'ex Fornace Pizzi

Rendering del progetto

 

Conservazione, recupero e valorizzazione: un'azione ecosostenibile per il recupero ambientale dell'area della ex “Fornace Pizzi” nel Parco delle Groane e della Brughiera a Barlassina. A breve gli interventi.
E' prevista la realizzazione di un'oasi naturalistica, un "bioimpianto" di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue, la trasformazione del forno Hoffmann in "Museo del laterizio", la realizzazione di una pista ciclopedonale in raccordo con la rete del Parco delle Groane e della Brughiera e il recupero dei volumi delle vecchie fornaci in residenze rispettose dell'ambiente.

Con la firma della convenzione, prevista il prossimo 2 marzo 2021 a Barlassina, il Parco delle Groane riceverà gratuitamente sia aree boschive per mq. 25.295 che una pista ciclopedonale che collegherà l’attuale pista ciclabile al centro del paese.
Il forno verrà restaurato e messo in sicurezza per adibirlo a museo didattico di archeologia industriale fruibile gratuitamente da parte della cittadinanza.

Il comune a fronte della realizzazione di parcheggi, verde attrezzato, viabilità interna, percorso vita e un’area umida naturalistica concederà la realizzazione di  residenze a impatto zero nel pieno rispetto del Piano settore Fornaci approvato dal Parco delle Groane.

sabato 28 dicembre 2019

Nove ritratti di Emilio Longoni


Emilio Longoni
"La piscinina" a Barlassina e altri ritratti 

Sala convegni “V. Citterio” della BCC di Barlassina
Via Colombo 1/3 - Barlassina (MB)

sabato 28 e domenica 29 dicembre 2019 
sabato 11 e domenica 12 gennaio 2020
sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020
orari: 9-12 / 14-17


Dal catalogo di sala

"La piscinina" (1890-1891), è una delle opere più famose di Emilio Longoni (1859-1932). La bimba su cui Longoni modellò il volto e le fattezze della piscinina ha un nome: si tratta della piccola Maria Rossi, figlia della donna che aiutava Longoni nelle faccende domestiche.
...
Fanno da cornice alla tela protagonista dell'evento otto ritratti realizzati nei primi 37 anni di vita dell’artista: un Longoni giovane, preso dalle istanze sociali dell’epoca, ancora lontano dai ghiacciai e dalle lande quasi metafisiche dell’età adulta.
...
Malinconici o sfrontati, evanescenti o più marcati, quelli esposti sono volti che cercano, che affermano (ci sembra) il bisogno di una relazione. 
...
Questa piccola esposizione non può dirsi neppure "divisionista": due terzi dei quadri esposti non sono stati realizzati con questa tecnica.

Opere esposte 

Donnina o scialetto rosso (1882-1883)
Menico o testa di bambino inclinata (1882-1883)
Ritratto di giovinetta (1882-1883)
Studio dal vero o ritratto di giovinetta in rosa (1891-1896)


La piscinina (1889-1890)
Ritratto di giovinetta in rosa (1890-1891)
Maternità (1881)
Ester (1878)
Ester fiocco a sinistra (1878)

domenica 22 dicembre 2019

Barlassina. In mostra "La piscinina" di Emilio Longoni


Per la prima volta a Barlassina verrà esposta "La piscinina" (1890-1891), una delle opere più famose di Emilio Longoni (1859-1932). Faranno da cornice alla tela protagonista dell'evento otto ritratti realizzati nei primi 40 anni di vita dell’artista: un Longoni giovane, preso dalle istanze sociali dell’epoca, ancora lontano dai ghiacciai e dalle lande quasi metafisiche dell’età adulta.

Sala convegni “V. Citterio” della BCC di Barlassina
Via Colombo 1/3 - Barlassina (MB)

sabato 28 e domenica 29 dicembre 2019 
sabato 11 e domenica 12 gennaio 2020
sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020
orari: 9-12 / 14-17

Approfondimento

“La piscinina”, opuscolo a stampa (1902) a cura dell’Unione femminile con estratto della poesia di Giovanni Porro-Schiaffinati. Tra gli ambiti di azione dell’Unione spicca quello dell’istruzione femminile e della lotta al lavoro minorile: nel 1902 l’Unione sostiene lo sciopero delle “Piscinine”

Le piscinine erano bambine di età compresa tra i 6 e i 13 anni, impiegate formalmente come apprendiste presso le tante sartorie presenti nella elegante Milano di inizio secolo. I loro compiti prevedevano in realtà svariate mansioni come servizi domestici, commissioni, e la consegna di pesantissimi scatoloni, che potevano superare i 10 kg, in giro per la città. I turni lavorativi erano sfiancanti, tra le undici e le quattordici ore, e la paga quasi nulla, tra i 25-30 centesimi per una giornata intera, comprese le ore supplementari.

Testo tratto da https://www.officinadellostorico.it

giovedì 20 ottobre 2016

Diossina: le verità evidenti

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del  
Coordinamento No Pedemontana

Apprendiamo attraverso il comunicato stampa congiunto dei Sindaci di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, che sono stati comunicati da Società Pedemontana i risultati del piano di caratterizzazione eseguito tra maggio e giugno nelle aree interessate dal tracciato previsto per l’Autostrada.

Leggendo il comunicato degli Amministratori sembrano confermate le aspettative più preoccupanti. Nei campioni prelevati nella ex Zona B il 40% presenta superamenti della soglia di rischio prevista per legge; alcuni superamenti addirittura sarebbero stati rilevati anche nella ex zona A (quella bonificata!!!) e nella ex zona di rispetto (quella appena sfiorata dall’inquinamento!!!). Naturalmente sarà necessario vedere in dettaglio i dati elaborati, accostandoli poi a quelli delle precedenti campagne di indagine. Ma già ora si possono trarre alcune conclusioni.

Questa caratterizzazione conferma quello che tutti sanno da sempre: la zona interessata dal passaggio di Pedemontana è piena di diossina, eredità del “disastro ICMESA del 1976. Siamo messi una volta di più di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla necessità di tutelarlo, insieme alla nostra salute. Questa tutela deve essere la priorità, e non una Autostrada insostenibile (da tutti i punti di vista, ambientale e finanziario) e che invece VA FERMATA.

Per una amara coincidenza, nella stessa settimana della comunicazione dei dati sulla persistente presenza di diossina nei nostri territori, è previsto il Convegno del 20 e 21 ottobre presso la FLA dal titolo “Resilienza e rischio nei 40 anni di Seveso” perfetta conclusione di un ciclo di iniziative commemorative (Seveso + 40) imperniate sulla “resilienza” (termine quanto mai di moda) e sulla retorica della “rinascita della comunità” e del recupero ambientale. Una narrazione che ha edulcorato e ripulito il passato e si propone di rassicurare per il futuro, ma che si scontra con i dati di realtà.

Ed è sconcertante ma in fondo indicativo, che ad officiare il secondo giorno del convegno intervenga quel Raffaele Cattaneo di cui molti a Seveso – e negli altri comuni colpiti dall’inquinamento -, ricordano le performances in materia di rischio diossina: dalle dichiarazioni alla TV Svizzera nel 2013 all’intervento presso la il Comitato delle Regioni presso l’Unione Europea a Bruxelles, nel giugno scorso (“ha fatto più danni l’allarmismo della diossina”).

Il problema diossina non è stato risolto veramente ma soltanto sminuito. Oggi ne abbiamo l’ennesima conferma.

Chiediamo alle Amministrazioni locali non solo di rendere disponibili ma di divulgare al più presto i dati della caratterizzazione, non per una procedurale “trasparenza” ma per l’assoluto e inviolabile diritto della popolazione a conoscere la situazione reale.
Chiediamo inoltre alle Amministrazioni di prendere atto una volta di più che l’unico modo per tutelare territorio e cittadini – per il problema diossina e non solo – è farla finita con questo inutile e dannoso progetto di Autostrada.

Si fermino per sempre i lavori di Pedemontana e si realizzino quanto prima un’ indagine su tutta l’area inquinata e un piano di messa in sicurezza definitivo del territorio a tutela della salute di tutti noi.

Coordinamento No Pedemontana
blog: https://nopedemontana.wordpress.com
Facebook: https://www.facebook.com/No-Pedemontana-574408359298181/?fref=ts

lunedì 17 ottobre 2016

Pedemontana e diossina: arrivano i dati dei carotaggi e superano i limiti di legge


Pubblichiamo di seguito i comunicati stampa dei Comuni della tratta B2. 
Il Comune di Meda ha diffuso un comunicato "diverso" soprattutto nelle conclusioni. Qui potete trovare il commento di Sinistra e Albiente di Meda.

Pedemontana ha consegnato i risultati del Piano di Caratterizzazione delle aree coinvolte nell'incidente ICMESA 

Comunicato stampa dei Comuni di 
Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Seveso

Nei giorni scorsi la società "Pedemontana" ha consegnato ai Comuni della tratta B2 e C, gli esiti del piano integrativo di caratterizzazione sui terreni interessati dal passaggio della futura autostrada e colpiti dall'incidente Icmesa del 10 luglio 1976. Si tratta della relazione di accompagnamento che comprende i referti analitici di ogni singolo campionamento effettuato prima dell'estate, le relative tavole e il rapporto di commento predisposto dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA).

La corposa documentazione conferma sostanzialmente quanto le Amministrazioni Comunali hanno sempre sostenuto e cioè che la contaminazione residua derivante dall'incidente Icmesa comprende tutta l'area interessata dalla realizzazione della Pedemontana. E' la stessa società ad affermare che: "Le analisi effettuate sui campioni prelevati hanno evidenziato, in corrispondenza di aree che saranno interessate dal progetto della futura autostrada, condizioni di esubero dei limiti previsti per il parametro diossine sia per aree a destinazione verde/residenziale  [...]  nella zona B", che in aree a destinazione d'uso industriale". Nella zona "B", infatti, il limite previsto dalla legge rispetto alle concentrazioni di diossina presenti nei campioni è stato superato per circa il 40%, mentre si sono rilevati superamenti anche in "Zona A" (aree attigue al sedime della Milano-Meda) ed in "Zona R".

Dopo l'esame approfondito dei risultati della caratterizzazione i Comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago e Barlassina ribadiscono quanto già più volte affermato anche a Palazzo Lombardia: nessun intervento potrà essere effettuato senza un adeguato e condiviso consenso delle amministrazioni comunali, ed oggi, vista la documentazione prodotta, chiedono che vengano effettuati gli approfondimenti richiesti da ARPA nel suo rapporto di commento alle analisi, per una corretta definizione del modello concettuale della contaminazione, consistenti in ulteriori analisi dei campioni prelevati oppure l'effettuazione di nuovi sondaggi.

L'attenzione e la precauzione richiesta dalle varie amministrazioni comunali, che hanno risposto anche alle corrette sollecitazioni delle Comunità, ha portato alla realizzazione del nuovo piano di caratterizzazione con l'integrazione di quello del 2008. Ogni fase successiva dovrà obbligatoriamente coinvolgere i Comuni interessati dall'incidente Icmesa, visto che gli ultimi dati hanno evidenziato come non fossero sufficienti, per la tutela dei cittadini in particolare, proprio le analisi del 2008 come invece sempre sostenuto dalla società incaricata di realizzare l'autostrada con, almeno inizialmente, l'avvallo di Regione Lombardia.

La documentazione consegnata è agli atti delle singole Amministrazioni Comunali.

Firmato:
Piermario Galli, Sindaco di Barlassina
Paolo Butti, Sindaco di Seveso
Pietro Luigi Ponti, Sindaco di Cesano Maderno
Giuliano Soldà, Sindaco di Bovisio Masciago
Roberto Corti, Sindaco di Desio

Comunicato stampa del Comune di Meda

Nei giorni scorsi la società “Pedemontana” ha consegnato ai Comuni della tratta B2 e C, gli esiti del piano integrativo di caratterizzazione sui terreni interessati dal passaggio della futura autostrada e colpiti dall'incidente Icmesa del 10 luglio 1976. Si tratta della relazione di accompagnamento che comprende i referti analitici di ogni singolo campionamento effettuato prima dell'estate, le relative tavole e il rapporto di commento predisposto dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA).
La corposa documentazione conferma sostanzialmente quanto la Amministrazione Comunale di Meda ha sempre sostenuto e cioè che la contaminazione residua derivante dall'incidente Icmesa comprende tutta l'area interessata dalla realizzazione della Pedemontana. E' la stessa società ad affermare che: “Le analisi effettuate sui campioni prelevati hanno evidenziato, in corrispondenza di aree che saranno interessate dal progetto della futura autostrada, condizioni di esubero dei limiti previsti per il parametro diossine, confermando sostanzialmente quanto emerso nelle analisi del 2008.
Ovviamente, chiediamo di ottemperare a quanto richiesto da ARPA.
L’Amministrazione Comunale di Meda ribadisce quanto già più volte affermato anche a Palazzo Lombardia: consolidare il tavolo tecnico come momento istituzionale di informazione e coinvolgimento dei Sindaci delle tratte interessate,ai fini di una corretta informazione ai cittadini delle fasi di realizzazione dell’opera.
L'attenzione e la precauzione richiesta dalle varie amministrazioni comunali, che hanno risposto anche alle corrette sollecitazioni delle Comunità, ha portato alla realizzazione del nuovo piano di caratterizzazione con l'integrazione di quello del 2008.
Solo in questo modo si potrà procedere alla realizzazione dell’intera opera infrastrutturale.
 

L’amministrazione comunale di Meda 

mercoledì 8 aprile 2015

Pedemontana, diossina e proposta di piano di caratterizzazione

Immagine tratta da: Sapere n. 848 - giugno/agosto 1982
di Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile

Il 10 luglio 1976 una nube di diossina TCDD uscì da un reattore dell’industria chimica ICMESA di Meda provocando un danno incalcolabile sull’ambiente e sulla salute animale e umana.
A tutela dei cittadini, fu deciso di evacuare il territorio più contaminato e furono delimitate le aree in funzione del livello di contaminazione, denominandole zone A, B e Rispetto.

La zona A con concentrazioni di TCDD elevate, dove furono abbattute le case, asportato terreno e fu realizzata l’opera di bonifica che dette vita al Bosco delle Querce, la zona B con concentrazione di TCDD alta e soggetta a bonifica superficiale di fabbricati e giardini e la zona R senza interventi particolari ma solo attenzione.

Nel 2016 saranno quarant’anni da questo incidente, un tempo sufficiente per riprendere la memoria del danno e parlarne con maggiore consapevolezza ed eccoci già a confrontarci con un evento del presente che riguarda questo recente passato: il passaggio dell’autostrada Pedemontana nel Bosco delle Querce e nella zona immediatamente circostante (ex zone A, B e di Rispetto) nei comuni di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Desio e Bovisio Masciago, passaggio previsto da chi vuole ostinatamente questa infrastruttura con avvio lavori proprio per il 2016.

Confronti pubblici ed eventi stimolati da “Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile” non hanno sinora condotto a ragione le autorità che avrebbero il potere di fermare la dannosa avanzata dell’autostrada Pedemontana ma hanno almeno indotto la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) all’imprescindibile obbligo del rispetto delle leggi vigenti.

Così, infine, dopo insistenze e negazioni della necessità di questo passaggio, lo scorso 3 marzo 2015 APL ha inviato alla Regione Lombardia, alla Provincia di Monza Brianza, ad ARPA e ai Comuni interessati, una proposta di “piano di caratterizzazione dei suoli” volta a stabilire metodo e modalità con le quali si dovrebbe procedere per determinare la presenza di diossina lungo il tracciato dell’autostrada laddove si interseca con le aree A, B e R.
La proposta di piano di caratterizzazione sarà discussa il 9 aprile in Conferenza dei Servizi dove i tecnici di APL riceveranno ulteriori pareri vincolanti su come articolare il piano di caratterizzazione prima della stesura definitiva.

"Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile" ha preso visione di questa proposta di piano di caratterizzazione, l’ha analizzata in modo dettagliato e non può che esprimere forti perplessità per le valutazioni di merito e i criteri prescelti e si auspica che tali questioni siano affrontate in modo puntuale dalle autorità competenti e dai loro delegati.

Un esempio di questione critica si evidenzia già nelle prime pagine della relazione che introduce la proposta di piano di caratterizzazione: vengono elencate sia le indagini del 2008 realizzate in contraddittorio con ARPA che avevano rilevato la presenza di diossina (TCDD) nella zona di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago sia le indagini realizzate nel 2012 dalla società Strabag, per conto di APL.
Quelli di Strabag del 2012 furono carotaggi ambientali sui terreni dell’area in questione effettuati SENZA ALCUNA VALIDAZIONE DA PARTE DI ARPA né sul protocollo d’esecuzione né sui risultati ottenuti.
Ora, nel documento introduttivo di APL questi carotaggi vengono elencati come “procedure di analisi preliminari” al piano di caratterizzazione.
Ma queste analisi non devono essere considerate alla stregua dei rilevamenti del 2008 non solo perchè non validate da ARPA ma anche perché non erano state predisposte per cercare la diossina.
Con la caratterizzazione, si troverà dunque solo quello che si prevede di cercare e, proprio per questo, diventa anche importante il dove si deve cercare e i criteri di ricerca che devono essere uniformemente applicati.
Un piano di caratterizzazione deve sia approfondire ulteriormente laddove già si sono riscontrati superamenti dei livelli di soglia sia restituire una mappatura della contaminazione a mezzo di un adeguato numero di sondaggi secondo una precisa retinatura.

E’ poi una certezza scientifica la non degradabilità veloce della diossina, sostanza tossica che si deposita nel terreno e che progressivamente lo penetra riducendosi in concentrazione, con un tempo stimato per il suo decadimento di circa 100 anni. Se la diossina è stata trovata nel 2008, è certo che verrà ancora trovata nel 2015 visto che quella depositata nel 1976 non ha fatto ancora la metà del suo iter verso il decadimento.

Questa perplessità e altre che per il momento non elenchiamo sono già state evidenziate da Insieme in Rete ad ARPA durante l’incontro tenutosi il 23/03/2015 e verranno condivise con i Sindaci del territorio ai quali il coordinamento ambientalista ha chiesto un incontro prima di indire una conferenza stampa aperta al pubblico per permettere anche ai non addetti ai lavori di comprendere queste complesse questioni.

Poiché, se le analisi verranno condotte con metodo scientifico e secondo protocolli di validazione, l’esito della caratterizzazione di terreni rileverà la presenza di diossina, ci troveremo l’onere di una bonifica dell’area, preliminare alla movimentazione di terra.

Il coordinamento Insieme in Rete ribadisce di nuovo che l’unica azione sensata da prevedere è il fermo immediato dei lavori dell’autostrada Pedemontana, che il suo avanzare insensato e incurante dell’ambiente e della legge non osi entrare in un ambiente tutelato e critico per la salute, la memoria e la storia di una intera comunità.

lunedì 16 febbraio 2015

Sei comuni della Brianza per la pace: il programma delle iniziative

Sabato 7 febbario 2015 ha preso avvio la rassegna di incontri, film, mostre, rappresentazioni teatrali, "Non esiste una strada per la pace la pace è la strada", dedicata a storie di uomini e donne che hanno cercato e trovato percorsi diversi per impegnarsi a risolvere controversie e conflitti, promossa da "Territori di Cultura", una rete costituita da sei Comuni, in collaborazione con l'Associazione Xapurì.

Gli incontri, tutti a ingresso libero, saranno ospitati nei sei comuni che aderiscono alla rete dei "Territori di Cultura", nata per condividere progetti, volti alla promozione del patrimonio della Valle del Seveso e alla diffusione di importanti iniziative sociali e di solidarietà.

Nel difficile e controverso periodo storico che stiamo attraversando, diviene quanto più fondamentale creare occasioni di riflessione: l'Associazione Xapurì di Lentate sul Seveso opera negli ambiti della solidarietà internazionale, per sensibilizzare sulle relazioni nord-sud del mondo, promuovere la pace, i diritti umani e la missionarietà, perchè la partecipazione e la democrazia diventino le basi di una società multietnica fondata sulla nonviolenza.

E proprio la via della nonviolenza - un percorso ancora tutta da scoprire e che Gandhi definiva "antico come le montagne" - è il tragitto che ci viene indicato dalle esperienze della rassegna "Non esiste una strada per la pace la pace è la strada": condividerlo è il primo passo per cancellare la parola "guerra" dalla storia dell'umanità.

Calendario degli incontri:

Sabato 7 febbraio, ore 16.00
Cesano Maderno - Palazzo Arese Borromeo, Sala Aurora
"La nonviolenza unica via per la pace"
Monsignor Luigi Bettazzi - Vescovo emerito di Ivrea e presidente del Centro Studi Economico Sociali di Pax Christi
Inaugurazione Mostra "Gandhi apostolo della nonviolenza"

Sabato 21 febbraio, ore 16.00
Meda - Biblioteca civica, Medateca, Via Gagarin 13
"L'oasi della pace nella terra del conflitto. Dove palestinesi ed ebrei vivono insieme"
Giulia Ceccutti - Associazione italiana Amici di Neve
Shalom-Wahat As Salam

Venerdì 27 febbraio, ore 21,00
Meda - Biblioteca civica, Medateca, Via Gagarin 13
Film: 5 Broken Cameras
Film co-diretto dal palestinese Emad Burnat e dal filmaker israeliano Guy Davidi.

Sabato 7 marzo, ore 16.00
Lentate sul Seveso - Biblioteca civica Fraz. Camnago, Via Monte Santo 2
"L'eredità di Antigone. Storie di donne martiri per la libertà"
Riccardo Michelucci - Giornalista e scrittore, Premio Tiziano Terzani

Sabato 21 marzo, ore 16.00
Cogliate - Biblioteca Civica "A. Manzoni", Via Rimembranze 15
"Le madri di Plaza de Mayo. L'instancabile impegno per la ricerca della verità e della giustizia"
Alfredo Somoza - Docente Istituto per gli studi di politica internazionale

Giovedì 26 marzo, ore 21.00

Seveso Altopiano - Teatro Parrocchia S. Carlo  piazza S. Ambrogio, 2
Spettacolo di teatro civile "La scelta" - Storie di coraggio civile nella guerra della ex-Jugoslavia
Con Marco Cortesi e Mara Moschini

Venerdì 10 aprile, ore 21.00
Barlassina - Teatro Antonio Belloni, Via Colombo 38
Spettacolo di teatro civile "Dio è qui" - Storie di coraggio civile durante il genocidio in Ruanda
Con Marco Cortesi e Mara Moschini

Sabato 18 aprile, ore 16.00
Cesano Maderno - Palazzo Arese Borromeo, Sala Aurora
"La nonviolenza nella Resistenza"
Ercole Ongaro - Direttore dell'Istituto Lodigiano per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
Inaugurazione Mostra "ItaliaEuropa in 150 anni di pace e nonviolenza"

sabato 4 gennaio 2014

Pedemontana e diossina. I Sindaci chiedono la convocazione dell'Osservatorio Ambientale


a cura di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile

I sette Sindaci (Seveso, Barlassina, Lentate S/S, Meda, Cesano Maderno per la tratta B2 + Desio e Bovisio Masciago per la tratta C) dei comuni sul cui territorio passerà la futura autostrada pedemontana, con connessi scavi e sbancamenti sulle aree ancora contaminate da TCDD  hanno inviato una lettera all'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Viabilità Maurizio Del Tenno e agli altri soggetti interessati chiedendo la convocazione urgente dell'OSSERVATORIO AMBIENTALE di Pedemontana.

Che cos'è l'Osservatorio Ambientale Pedemontana?
E' un soggetto costituito ai sensi della prescrizione n° 71 del CIPE che ha il compito di verificare la corretta applicazione del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA). Ha una serie di competenze, tra le quali la VERIFICA del  Piano di Monitoraggio Ambientale sull'infrastruttura IN OTTEMPERANZA ALLE PRESCRIZIONI DEL CIPE e SOVRAINTENDERE, SOTTO IL PROFILO AMBIENTALE alla attività di realizzazione delle opere. L'Osservatorio si avvale del supporto tecnico di ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente)  che ha una serie di attibuzioni sulle VERIFICHE E CERTIFICAZIONE delle attività di monitoraggio e sull'idoneità delle stesse, in correlazione alle normative in essere.


Insomma, un organismo che può occuparsi di quanto prevede la prescrizione CIPE n° 3, dalle nostre informazioni ancora non ottemperata, sulle ulteriori analisi dettagliate relative alla caratterizzazione del suolo ancora contaminato da diossina (come rilevato dalla campagna certificata da ARPA del 2008).
Anche il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE da tempo chiede la CARATTERIZZAZIONE E LA MAPPATURA DELLA CONTAMINAZIONE da TCDD PRIMA dell'elaborazione di qualsivoglia progetto esecutivo dell'infrastruttura autostradale.
L'abbiamo chiesto a gran voce ad Arpa, Provincia di MB (a mezzo di alcuni Cons. Prov. del PD), Consiglio Regionale Lombardo (supportati dai Gruppi Consigliari Regionali di M5S e PD), fornendo informazioni e contribuendo all'elaborazione della Mozione Regionale approvata e del Question Time in Parlamento e pure con incontri con alcuni dei Sindaci che ora riscrivono in merito.
Stiamo inoltre lavorando ad altre iniziative  sulla criticità TCDD.

Per leggere quanto stabilisce Regione Lombardia rispetto ai compiti e alle attribuzioni dell'Osservatorio Ambientale Pedemontana cliccare qui.


Il Comunicato dei Sindaci di Seveso, Cesano Maderno, Lentate S/S, Barlassina, Meda, Bovisio Masciago e Desio

Martedì 31 dicembre, con una lettera inviata all’assessore alle Infrastrutture di Regione Lombardia Maurizio del Tenno, i Sindaci dei sette Comuni interessati dal passaggio dell’autostrada Pedemontana  nelle aree potenzialmente contaminate da diossina hanno chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio Ambientale previsto dall’accordo di programma per la realizzazione dell’infrastruttura.

La missiva inviata dai Sindaci di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago, Lentate sul Seveso e  Barlassina ha ribadito la fondamentale importanza dell’effettuazione di ulteriori indagini ambientali relative alla presenza di diossine   (ed in particolare della TCDD prodotta dall’evento Icmesa del 1976) e in contraddittorio con Arpa prima della presentazione del progetto esecutivo, i cui tempi di redazione definitiva non sono ancora certi (le ultime notizie non ufficiali parlano dei primi mesi del 2014).
  
Convocare l’Osservatorio Ambientale da parte di Regione Lombardia significa poi permettere alle amministrazioni comunali di evidenziare nuovamente le criticità ambientali presenti sulla tratta interessata dalla contaminazione da diossina per tutelare la salute pubblica dei cittadini e delle cittadine.
 
La richiesta dei Sindaci rinnova la preziosa collaborazione dei Comuni su un tema così delicato come quello della Pedemontana e fa  seguito alle decisioni del Consiglio Regionale rispetto alle necessarie tutele di salute pubblica e ambientale in caso di sbancamenti di aree inquinate da diossina non bonificate e all’obbligo di imporre alla società concessionaria dell’autostrada la redazione di un piano di caratterizzazione imposto secondo i requisiti di legge e, a valle di questo, la bonifica delle aree inquinate con il corretto smaltimento delle terre in siti  idonei a riceverle.
   
La lettera inviata all’Assessore del Tenno è l’ennesimo tentativo dei Sindaci di spiegare che l’effettuazione delle analisi preliminari prima della redazione definitiva del progetto esecutivo è un’azione fondamentale anche per la società che realizzerà l’opera vista la necessità di predisporre un piano economico certo per le opere di bonifica  anche perché, hanno sostenuto i Sindaci, fare ciò significherebbe agire in maniera  logica, di buon senso e “naturale in un paese normale”,  anche se la prescrizione Cipe n. 3 (quella che ha imposto ulteriori indagini nella zona interessata dall’evento Icmesa) non è esplicita  a tale proposito, cavillo questo su cui continua ad arroccarsi incomprensibilmente la società Pedemontana quando sostiene che le indagini saranno effettuate solo dopo la presentazione dell’esecutivo.

domenica 29 settembre 2013

I Sindaci della tratta B2 a Pedemontana: " Nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata"


Comunicato stampa congiunto dei comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Meda e Seveso 

Pedemontana, nulla di fatto. Ci sono ancora incertezze sulla realizzazione della tratta B2 dell'autostrada dopo che anche la gara per la vendita di azioni Serravalle da parte della Provincia, finalizzata ad ottenere finanziamenti per l'opera Pedemontana, è andata deserta. I Comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate Sul Seveso, Meda e Seveso pretendono risposte scritte da Regione Lombardia, APL e CAL non essendo più disposti a tollerare questa irresponsabile presa in giro.

Inoltre i Comuni considerano inaccettabili i risultati dello studio sul traffico ordinato da APL alla società Righetti e Monte. Esso era finalizzato a valutare la situazione sulle nostre strade se fossero rese operative solo le tratte A e B1 fino all'ingresso della Milano-Meda e non venisse realizzata la B2.

Il 9 settembre scorso il Sindaco Giacinto Mariani di Seregno, rappresentante dei Sindaci sia in sede di Segreteria Tecnica, che di Collegio di Vigilanza, ha convocato i Sindaci dei Comuni della Provincia di Monza e Brianza interessati dal passaggio dell'autostrada per conoscere le loro istanze. A conclusione dell'incontro il rappresentante è stato sollecitato a richiedere a Regione Lombardia, Cal, Apl:
a) lo stato finanziario dell'opera;
b) le previsioni di realizzo delle singole tratte;
c) lo status di approvazione del progetto esecutivo della B2.

I Comuni hanno di nuovo ribadito di non essere disposti a procedere oltre, in mancanza di risposte. Durante l'incontro convocato dalla Regione l'11 settembre presenti la Provincia di Monza e Brianza e i Sindaci della tratta B2 e di Bovisio Masciago, si è appreso che per il progetto esecutivo della tratta B1 è prevista la completa validazione entro ottobre prossimo. Mentre quello della tratta B2 verrà validato a dicembre. Tale progetto conterrà anche le conclusioni richieste dalla prescrizione CIPE per quanto riguarda la diossina. Il tracciato dell'opera del progetto esecutivo non potrà infatti essere diverso da quello del progetto definitivo e pertanto nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata.

A questo riguardo lo scorso 10 settembre il consiglio regionale ha approvato con voto unanime una mozione che di fatto ha reso proprie le istanze espresse dai sindaci in questi mesi attraverso diverse lettere e cioè che le ulteriori analisi richieste vengano effettuate in contradditorio con Arpa prima della validazione del progetto esecutivo e che le Amministrazioni comunali siano informate preventivamente rispetto ad ogni tipo di intervento sul territorio. Il vero cambio di passo richiesto dai comuni è che su un tema tanto delicato come quello della salute pubblica i sindaci siano concretamente coinvolti.

Le preoccupazioni dei Sindaci sono state espresse anche nel Collegio di Vigilanza del 16 settembre in Regione Lombardia, presenti anche APL, CAL e l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Del Tenno. Le due società hanno ribadito l'intenzione, nonostante le difficoltà di finanziamento dell'opera, di completare tutto il progetto dell'autostrada. Per tutte le altre questioni irrisolte invece, argomento di diverse lettere inviate dai Sindaci che non hanno mai avuto risposta, l'Assessore Del Tenno ha promesso un nuovo incontro.

Insomma riunioni su riunioni, un nulla di fatto promesse solo verbali che mettono a rischio la salute dei cittadini e l'area più produttiva della Lombardia che rischia la paralisi. Tutto questo alla vigilia di Expo. E' bene che la politica si muova prima per non piangere dopo la perdita di fette importanti di made in Italy manifatturiero.

mercoledì 25 settembre 2013

Da Barlassina a Cesano Maderno: passeggiata alla scoperta delle Oasi, lungo il corridoio del Biulè


Domenica 22 settembre 2013 ha avuto luogo, organizzata dal Comitato per il parco regionale della Brughiera, una passeggiata lungo i sentieri delle Oasi e i boschi di Barlassina, Seveso e Cesano Maderno.


Di seguito troverete il resoconto fotografico dell'escursione. 
La cartina ed i testi sono stati tratti dalla Mappa dei sentieri "Corridoio del Biulè" realizata da Legambiente, Lipu e Parco Groane.


La partenza dal Parco ex-tiro a segno di Barlassina

Attraverso il parco ex-tiro a segno

IL FOSSO DEL RONCHETTO


Nonostante le dimensioni ridotte, solo 8 ettari, il Fosso del Ronchetto ospita ambienti molto diversificati. Il bosco e dominato dalla robinia, specie introdotta in Europa nel XVII secolo e piantata ovunque, ma si riconoscono pregevoli esemplari di specie arboree autoctone come castagni, querce, ciliegi, olmi e carpini. L'ombroso e umido sottobosco ospita mughetti, anemoni e rari narcisi selvatici. Mentre noccioli, cornioli, biancospini, rose canine e prugnoli creano un corredo arbustivo ricco e colorato in tutte le stagioni. La fauna e abbondante: oltre ai comunissimi merli, fringuelli e passeri, e accertata la presenza di specie interessanti come il picchio rosso, il picchio verde, l’allocco e il rampichino.


Nel canalone, una valletta a Y che da il nome al Fosso del Ronchetto, si rifugiano due specie di rane rosse, la rana di Lataste (Rana latastei) e la rana agile (Rana dalmatina), e la raganella (Hyla arborea), anfibio di un intenso colore verde che ama vivere su alberi e arbusti. Tutte queste specie si riproducono in uno stagnetto vicino al bosco, in un prato naturale. Seppur dl dimensioni ridotte, il piccolo specchio d’acqua offre uno spazio tranquillo e isolato, ideale anche per il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e per il più raro tritone crestato (Triturus cristatus).



Da ricordare la presenza di predatori: la biscia d’acqua (Natrix natrix) e il biacco (Col uber viridiflavus), entrambi innocui per l’uomo, sebbene il biacco, più irascibile della biscia d’acqua, se disturbato morde. Da non dimenticare tra i mammiferi, lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), tipico abitante dei nostri boschi, il riccio (Erinaceus europaeus), piccolo animaletto insettivoro, il ghiro (Glis glis), grazioso roditore grigio che vive sugli alberi e il moscardino (Muscardinus avellanarium), che sembra un piccolo ghiro arancione, e forma nidi a palla tra i bassi cespugli, dove si ciba dei frutti del bosco.


LA VILLA PETITOSA E IL PARCO DHO


Realizzata nel primi anni del 1800, la Petitosa o Maiocca, può essere considerata la prima vera e propria Villa di Seveso. La villa, sviluppata su due piani, ricorda un fortilizio, con merli di tipo ghibellino a coda di rondine, che richiamano il gusto neogotico tipico del primo ‘800.


La facciata principale della Petitosa, sulla quale si aprono tre finestre rivolte verso il parco, è invece chiaramente neoclassica: il colore dominante è il tipico “giallo lombardo”. Le prime notizie certe sulla Villa risalgono al 1870, anno in cui venne acquistata dal generale Luca Dho (1812-1876), valoroso combattente durante le Guerre di Indipendenza. In seguito, si congedò e acquistò la Petitosa. La scelta di Seveso fu casuale: durante la sua carriera Dho aveva avuto modo di stringere amicizia con numerosi patrioti lombardi, in particolare i Raimondi, che lo invitavano spesso nella villa di Birago, presso Camnago (frazione di Lentate sul Seveso), per escursioni di caccia Altopiano di Seveso. La proprietà venne ereditata dal figlio Gian Battista (che ricoprì la carica di consigliere municipale a Seveso negli anni intorno al 1910 e poco prima della morte negli anni ’30) che comprò dai Borromeo altro terreno, piantò un frutteto e ampiò la Villa sistemando i rustici sul fianco ovest. Attualmente Villa Dho é proprietà del comune di Seveso, donazione del Conte Gianluca Dho, figlio di Gian Battista, sindaco di Seveso per un quindicennio dopo la Liberazione.


L’amministrazione ha dato in comodato il complesso abitativo all'associazione Natur& Onlus, che realizza progetti di accoglienza, educazione e cura di giovani e di anziani. Volontari di Legambiente e degli Alpini si occupano della manutenzione del Parco, che contiene diverse specie arboree di pregio: grandi esemplari di querce, faggi e tassi. Un laghetto artificiale accoglie germani reali, oche, tartarughe palustri e a volte aironi cenerini di passaggio.


IL CORRIDOIO DEL BOSCO DEL BIULE’


Il corridoio del Bosco del Biulé rappresenta una via di comunicazione naturale che permette alla vita di spostarsi e di stare in relazione e dove la comunità umana può "vivere" la natura vicino a casa propria. L’area, di 19 ettari distribuiti su 2000 metri di lunghezza e una larghezza oscillante dai 10 ai 300 metri, può considerarsi un vero e proprio “corridoio” che mette in comunicazione le impartanti aree verdi di Cesano Maderno e Seveso all’interno dei limiti urbani dell’Altopiano delle Groane.

I margini del Parco delle Groane diventano quindi delle porte di accesso alla godibilità pubblica della natura e del territorio. Per questo il Bosco del Biulé e un’opportunità sociale per la comunità e una necessità ambientale per la vita naturale. Il cuore del corridoio ambientale del Bosco del Biulè ha inizio lungo la via Cacciatori delle Alpi a Seveso, nell’ex campo di tiro a segno di via San Marco.


L’area, proprietà comunale di circa 20.000 mq con rinnovazione di robinia, pioppo tremulo e salice, è stata completamente riqualificata dopo anni di abbandono e degrado. Grazie all’attività del Comitato del Bosco del Biulè-Seveso, un gruppo di residenti si occupa della cura e della piccola manutenzione. Da qui trova origine un luogo di aggregazione e partecipazione sociale.


Seguendo il torrente Comasinelle, che scorre fra le case in direzione di Cesano Maderno, si raggiunge il piccolo Bosco del Biulè, proprietà privata confinante con l’ex tiro a segno. Pregevole per la presenza di vecchie farnie e pini silvestri e molte specie autoctone, e uno scampolo di bosco incredibilmente sopravvissuto all’urbanizzazione. Si apre poi un’ampia piana a seminativo, regimata con una vasca volano per le acque di piena del torrente Comasinella, oggi rinaturalizzato per un buon tratto.

Il corridoio del Bosco del Biulè arriva quindi all’Oasi LIPU attraversando lo storico quartiere Biulè.


L'OASI LIPU


L'Oasi LIPU di Cesano Maderno, nata nel 1997 in collaborazione con il Comune ed il Parco delle Groane, si estende su una superficie di circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide. Perla sua particolare localizzazione in un'area molto industrializzata ed urbanizzata, l'Oasi e stata oggetto dl numerosi interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale.


Il più importante tra questi progetti é sicuramente quello che ha portato alla costruzione di un'area umida totalmente ricreata di ben 12 ha: si tratta di una zona lacustre ricca di piante acquatiche, libellule, anfibi quali il Tritone crestato e il Tritone punteggiato, e soprattutto numerosi uccelli. Infatti, delle ben 148 specie di uccelli censite nell'Oasi, la maggior parte la si può osservare in quest'area: anatre e folaghe che qui trascorrono l'inverno, gli ormai rari Tarabuso e Airone rosso, passeriformi quali il Migliarino di palude che vive tra il canneto, oltre a rapaci (come il Falco pescatore e il Lodolaio) e a tantissimi altri. Altri ambienti degni di nota all'interno dell'Oasi sono i boschi di Farnia, Ciliegio, Betulla, Carpino bianco, con sottobosco di Rovo, Sanguinella, Frangola e Biancospino: qui nidificano lo Sparviere, il Falco Pecchiaiolo, il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde, che costituisce il simbolo dell'Oasi.


Spostandosi nelle zone più aperte é possibile osservare l'Averla piccola, il Pigliamosche, il Gheppio e la Poiana a caccia di roditori sui prati, e rapaci notturni quali la Civetta e il Barbagianni. Proprio per il recupero e lo svezzamento dei rapaci notturni é in funzione presso l'Oasi una Stazione di Ambientamento, nella quale i giovani animali si abituano all'ambiente circostante nel quale verranno rilasciati.


La Stazione di Ambientamento, come l'area umida, é visitabile accompagnati da una guida Lipu; il resto dell'Oasi, attrezzata con oltre 4 km di sentieri, bacheche illustrative, punti di osservazione fissi, e il nuovissimo centro di Educazione e Formazione Ambientale, è sempre aperta al pubblico per la libera fruizione.

Il bosco degli gnomi
Nido artificiale di allocco
Pozza temporanea
Ciliegio americano (Prunus serotina), specie invasiva dell'Oasi. Foglie, rami e corteccia contengono acido cianidrico, che viene rilasciato durante il processo di appassimento del fogliame impoverendo così ampi tratti di bosco.
Barriere di contenimento del Gambero rosso della Lousiana. E' attualmente considerato tra le 100 specie aliene invasive in Europa e la Regione Lombardia l'ha  inserita nella lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio. La sua presenza in Oasi è circoscritta all'area umida principale e agli stagni all'interno delle aree boscate limitrofe.
L'area umida princiapale
L'osservatorio
Meraviglioso esemplare di carpino
Per visualizzare il programma cliccare qui.