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venerdì 7 agosto 2026

Pedemontana a Macherio, dopo il deposito terre la vera sfida sarà restituire il suolo. Chi controllerà?

Sullo sfondo la chiesetta di Santa Margherita. Foto G.C.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 5 agosto 2026, abbiamo percorso le strade che costeggiano la chiesetta di Santa Margherita alle Torrette di Macherio e il grande deposito di terre di scavo e inerti realizzato per il cantiere della Pedemontana.

Lo scenario che ci siamo trovati davanti è difficile da descrivere. 


Dove fino a poco tempo fa si estendevano campi agricoli  fertilissimi delimitati da maestosi filari e da fasce boscate, oggi si osservano enormi cumuli di terre, materiali di scavo e macerie, piste di cantiere, mezzi in movimento, recinzioni e perfino un'ampia area asfaltata destinata ai controlli dei camion. 
Un paesaggio quasi lunare, che rappresenta una trasformazione radicale di uno dei suoli agricoli di pregio della Brianza.


Fino all'ultimo abbiamo cercato di evitare che questo patrimonio andasse perduto, proponendo che venisse mantenuta la Compensazione Ambientale denominata Progetto Locale 24 (PL24) che prevedeva la realizzazione di un grande parco sovracomunale capace di collegare aree verdi oggi frammentate e di restituire alla fruizione dei cittadini un importante polmone ecologico.
Le scelte compiute dalle amministrazioni comunali sono state però diverse e poco lungimiranti. Lissone ha scelto di sfilarsi, ripiegando su interventi frazionati e dispersivi di dubbia utilità. Macherio, e in particolare la sua attuale amministrazione, non ha invece voluto confermare la parte più significativa delle Compensazioni Ambientali che la riguardava, optando per cinque interventi frammentati, complessivamente ben lontani dall'obiettivo di costruire una nuova naturalità di sistema.
 

Oggi una parte consistente di quest'area che era parte del PL24  è occupata dal deposito delle terre di scavo e degli inerti provenienti dai cantieri della nuova autostrada. 
Inoltre, con l'avanzare dei lavori, il deposito è destinato ad ampliarsi interessando anche la ben più vasta area agricola a nord dell’oratorio medievale di Santa Margherita alle Torrette.
Oggi, tuttavia, vogliamo guardare soprattutto al futuro.


I depositi terre sono teoricamente temporanei e funzionali agli interventi per costruire l’Autostrada Pedemontana Lombarda e al termine del loro uso, le aree dovranno essere ripristinate nella loro condizione precedente.
Ma questi terreni torneranno davvero come erano prima?
Non sarà sufficiente rimuovere i cumuli di terra e di inerti.
Occorrerà eliminare tutte le superfici impermeabilizzate realizzate per il cantiere, rimuovere i riporti di materiale utilizzati per costruire le piste di servizio, decompattare e arieggiare i terreni schiacciati dal continuo passaggio dei mezzi pesanti e ricostruire un suolo agricolo con caratteristiche analoghe a quelle originarie.


Il suolo non è un semplice supporto sul quale si deposita della terra. 
È un ecosistema complesso, formatosi nel corso di  migliaia di anni, ricco di sostanza organica, microrganismi e biodiversità, capace di trattenere l'acqua, immagazzinare CO2 (anidride carbonica) e sostenere la produzione agricola. 
Una volta compromesso, non può essere ricreato semplicemente stendendo uno strato di terreno vegetale.


Per questo riteniamo indispensabile che vengano rese pubbliche alcune informazioni fondamentali.

  • Quali interventi di ripristino sono previsti al termine dei lavori?
  • Con quali modalità verrà verificata la qualità agronomica dei terreni restituiti?
  • Chi controllerà che vengano eliminate tutte le opere provvisorie del cantiere?
  • Sono previste verifiche indipendenti sulla permeabilità del suolo, sul grado di compattazione e sulla fertilità dei terreni?
  • Quali garanzie economiche sono state richieste a Pedemontana affinché il ripristino venga realmente eseguito anche qualora emergessero criticità?

Sono domande tutt'altro che secondarie. Riguardano il futuro di un patrimonio comune e la credibilità degli interventi di ripristino ambientale.
 


I cantieri sono, per definizione, temporanei. Gli effetti e i danni per il territorio rischiano invece di essere permanenti se non vengono programmati controlli rigorosi e interventi eseguiti secondo criteri scientifici e verificabili.
Per questo chiediamo fin d'ora che il ripristino finale non venga considerato un semplice adempimento amministrativo, ma un processo trasparente e condiviso, sottoposto a controlli pubblici, trasparenti e documentabili.
Il suolo è una risorsa non rinnovabile. 
Proteggerlo significa tutelare il territorio che lasceremo alle future generazioni.

Macherio, 7 agosto 2026

  • Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Macherio e Seregno 
  • Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso
  • Sinistra e Ambiente - Impulsi Meda 
  • Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP Monza e Brianza 

Rassegna stampa

sabato 25 aprile 2026

Macherio, Pedemontana e PL24: nuove voci contro la “polverizzazione”


Dopo la pubblicazione del nostro precedente post sul futuro del Progetto Locale 24 (PL24), abbiamo ricevuto diversi riscontri. Tra questi il contributo di Sinistra e Ambiente Meda, da tempo impegnata – insieme ad altre realtà del territorio – nel monitoraggio e nell’analisi degli effetti legati alla realizzazione di Pedemontana.

Il loro intervento non introduce elementi del tutto nuovi, ma rafforza e conferma, con parole nette, le preoccupazioni già espresse nei mesi scorsi da più soggetti ambientalisti della Brianza. Proprio per questo merita di essere riportato in modo ampio.

“In qualità di gruppo ambientalista che da tempo si occupa della vicenda Pedemontana, insieme con il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente Seveso e il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, abbiamo cercato di interloquire con l’amministrazione [...] per convincerla dell’importanza di mantenere il progetto originale di Compensazione Ambientale del PL24, anche se abbandonato da Lissone, vista la sua unicità.”

Un passaggio che richiama un elemento centrale: il tentativo – documentato – di aprire un confronto con l’amministrazione per preservare l’impianto originario del progetto. Tentativo che, a quanto emerge, non ha portato ai risultati sperati.

“Macherio, dopo iniziali incertezze, ha scelto la strada peggiore, cioè quella di frammentare gli interventi sul suo territorio comunale su superfici scollegate.”

Il giudizio è netto e non lascia spazio a interpretazioni: la frammentazione viene definita esplicitamente come l’opzione più negativa tra quelle possibili.

“Questa scelta inficia lo scopo e l’obiettivo originale delle Compensazioni Ambientali per ricucire parzialmente un territorio devastato dall’autostrada Pedemontana Lombarda.”

Qui si torna al punto chiave già evidenziato nel nostro articolo: senza una visione unitaria, la compensazione perde la sua funzione principale, ovvero quella di riequilibrare – almeno in parte – l’impatto di un’infrastruttura estremamente invasiva.

“Anche dinanzi al disastro conseguente alla realizzazione dell’infrastruttura, l’amministrazione ha scelto una logica d’intervento minimale che non consentirà di realizzare una progettazione ambientale compatta e significativa.”

Un’ulteriore critica che introduce un tema importante: non solo la frammentazione, ma anche la scala degli interventi, giudicata insufficiente rispetto alla portata dell’impatto ambientale.

“Tristezza infinita nel verificare che alcune amministrazioni sono ben lontane dallo spendersi efficacemente per preservare il proprio territorio.”

Una chiusura amara, che esprime chiaramente il sentimento di frustrazione di chi, da anni, segue da vicino questa vicenda.

E, ancora una volta, torna la domanda di fondo: può esistere una compensazione ambientale efficace senza una visione unitaria? 

martedì 21 aprile 2026

Macherio, Pedemontana e PL24: quando le compensazioni si dissolvono

Il defunto Progetto Locale 24 di Pedemontana

C’erano tutti i segnali. C’erano le preoccupazioni espresse chiaramente, nero su bianco, un anno fa (leggi qui). Eppure oggi ci troviamo esattamente nel punto che avevamo cercato di evitare: lo smantellamento del Progetto Locale 24 (PL24) attraverso quella che viene definita, con un termine fin troppo edulcorato, una “polverizzazione” degli interventi.

Il comunicato diffuso da Progetto Macherio – e che trovate al termine di questo post –  parla chiaro: l’amministrazione comunale si appresta a presentare un protocollo d’intesa con Pedemontana che stravolge completamente il progetto di compensazione ambientale sull’area di Bareggia – via Edison, frammentandolo in cinque interventi “altrove”. Una scelta che non solo cambia direzione, ma rinnega apertamente l’impianto originario del Masterplan del 2009.

Non conosciamo, al momento, la proposta alternativa avanzata da Progetto Macherio e su questo non esprimiamo alcun giudizio. Ma su ciò che invece è ormai evidente – la disgregazione del PL24 – non si può tacere.

Già nel marzo 2025, diverse associazioni ambientaliste della Brianza – Osservatorio PTCP Monza e Brianza, Legambiente Circolo Laura Conti Seveso, Sinistra e Ambiente Meda, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centraleavevano espresso forti timori rispetto a questa deriva. Durante l’incontro con l’amministrazione comunale, era emersa chiaramente la possibilità che le risorse destinate alla compensazione ambientale venissero disperse in una serie di piccoli interventi scollegati tra loro, con il rischio concreto di snaturare il progetto originario.

Quel progetto non era un’idea astratta: rappresentava una visione organica di rigenerazione ecologica, capace di restituire continuità ambientale a un territorio già pesantemente compromesso. L’acquisizione pubblica delle aree, la riforestazione, la creazione di corridoi ecologici e percorsi ciclopedonali: tutto concorreva a costruire un sistema, non una somma di interventi isolati.

Le associazioni lo avevano detto chiaramente: frammentare il PL24 avrebbe significato ridurne drasticamente l’efficacia, aumentare i costi di gestione e perdere un’occasione unica per il territorio.

Oggi, quella previsione si sta concretizzando. La “polverizzazione” del PL24 non è solo una scelta discutibile: è una scelta che svuota il concetto stesso di compensazione ambientale.

Le compensazioni, per loro natura, dovrebbero riequilibrare – almeno in parte – l’impatto di un’infrastruttura pesante come Pedemontana. Ma perché ciò avvenga, serve una visione unitaria, una massa critica di intervento, una progettualità coerente.

Spezzettare tutto in cinque interventi “altrove” significa invece ridurre l’impatto a livello simbolico più che reale. Significa trasformare una strategia ambientale in una serie di operazioni scollegate, incapaci di incidere davvero sul territorio.

E qui si apre una questione ancora più profonda, che va oltre le scelte degli ultimi mesi. Quando il progetto di Pedemontana è stato presentato, uno degli elementi chiave utilizzati per renderlo accettabile era proprio il sistema delle compensazioni ambientali. Ai territori è stato detto: l’impatto sarà mitigato, ci saranno interventi di riequilibrio, nasceranno nuove aree verdi, verrà restituito valore ambientale. Oggi scopriamo che quei progetti vengono disattesi, ridimensionati, frammentati.

La domanda, allora, non riguarda solo l’attuale amministrazione. Riguarda l’intera filiera decisionale che, negli anni, ha sostenuto e promosso l’opera facendo leva anche su quelle promesse. Che valore avevano, allora, quelle compensazioni? Erano parte integrante di una visione o semplicemente uno strumento per rendere più digeribile un’infrastruttura altamente impattante? Perché se oggi possono essere smontate e “polverizzate” con relativa facilità, il dubbio è legittimo.

Disperdere le risorse in interventi sparsi significa, nei fatti, rinunciare a un vero progetto di compensazione ambientale.

Significa rinunciare alla possibilità di creare un’area verde continua e fruibile, capace di collegarsi alle residue zone naturali della Brianza.
Significa compromettere la valorizzazione di un contesto storico e paesaggistico unico, che comprende anche l’Oratorio di Santa Margherita alle Torrette.
Significa, soprattutto, non contrastare in modo adeguato l’impatto devastante di Pedemontana, che già sta dividendo il territorio comunale e compromettendo la qualità della vita dei cittadini.

In altre parole: si perde una visione, si perde un’occasione, si perde futuro.

Un appello alla partecipazione

Il consiglio comunale del 23 aprile non è un passaggio qualunque. È un momento decisivo.

Per questo è fondamentale che la cittadinanza partecipi. Non per assistere passivamente, ma per testimoniare con una presenza civile e nel pieno rispetto delle regole l’importanza di una scelta che riguarda il futuro del territorio. Perché quello che sta accadendo oggi non è una sorpresa. È l’esito di un percorso che era stato previsto, denunciato e – purtroppo – non evitato. E proprio per questo non può passare sotto silenzio.

Documento / Il comunicato di Progetto Macherio

Giovedì 23 aprile alle ore 21,00 ci sarà il consiglio comunale. Oltre alla presentazione del bilancio consuntivo del 2025, l'amministrazione in carica presenterà un protocollo d'intesa con Pedemontana nel quale verrà stravolto il progetto di compensazione ambientale sull'area attualmente utilizzata come deposito terra (Bareggia-via Edison) presentato sin dal 2009 polverizzandolo in 5 interventi "altrove"..... Progetto Macherio Bareggia ha presentato una proposta alternativa che verrà anch'essa discussa in Consiglio Comunale. Mai come ora è necessario che la cittadinanza sia presente al Consiglio Comunale, in presenza o in diretta streaming, visto che in gioco c'è il futuro del territorio in cui viviamo. Vi invitiamo pertanto a partecipare e a diffondere ai vostri contatti questo appello.

mercoledì 2 aprile 2025

Ambientalisti in pressing sul Sindaco di Macherio per il futuro del PL 24

L'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette (XIV sec.) situato nei pressi del PL 24

Giovedì 27 marzo 2025, i rappresentanti di diverse associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza hanno incontrato l'amministrazione comunale di Macherio, rappresentata dal sindaco Franco Redaelli, per discutere l'impatto dell'autostrada Pedemontana sul territorio, con particolare attenzione alla Compensazione Ambientale del Progetto Locale 24 (PL 24).

Durante l’incontro, il sindaco Redaelli ha illustrato le difficoltà nella realizzazione del PL 24, causate dall’uscita dal progetto del Comune di Lissone e dall’esclusione di Sovico, coinvolto solo dalla tangenzialina TRM10 e quindi senza più accesso ai fondi compensativi. Redaelli ha inoltre confermato, in linea con quanto emerso dall’interpellanza della minoranza di Progetto Macherio durante il consiglio comunale del 12 marzo 2025, che i costi degli espropri, secondo le stime della società Autostrada Pedemontana Lombarda, ammonterebbero a 2,5 milioni di euro, superando i 1,762 milioni di euro stanziati per Macherio.


Gli ambientalisti hanno ribadito l’importanza del PL 24 e chiesto che il progetto venga confermato, utilizzando i fondi disponibili per acquisire al patrimonio pubblico quante più aree possibile all'interno del perimetro della Compensazione Ambientale. L’area interessata, attualmente di proprietà privata, prima dell’esproprio temporaneo di una porzione del terreno per il deposito delle terre derivanti dagli scavi di Pedemontana, veniva utilizzata a fini agricoli nel rispetto del prezioso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette, un edificio storico del Trecento, che è anche il simbolo di tutto il contesto storico paesaggistico circostante.

L’area è tutelata dal Piano Provinciale come Ambito Agricolo di Interesse Strategico ed è inserita nel Parco Regionale della Valle del Lambro, con destinazione agricola e forestale anche in caso di permanenza della proprietà privata. Tuttavia, la mancata acquisizione pubblica limiterebbe la possibilità di attrarre finanziamenti necessari per la riqualificazione e la riforestazione della zona, oltre che per interventi di ingegneria ambientale e fruizione pubblica. L’acquisizione comunale dell’area garantirebbe ai cittadini uno spazio verde collegato ecologicamente alle residue aree verdi di questa porzione di Brianza, costituendo un primo passo per il completamento del PL 24 che si attuerebbe mediante la partecipazione a futuri bandi al fine di ottenere ulteriori finanziamenti necessari per interventi di riforestazione (formazione di nuovi boschi, di filari, di alberature e di siepi naturali) e la realizzazione di percorsi ciclopedonali.


La necessità di un recupero ambientale è resa ancor più urgente da due fattori. Da un lato, l’area è attualmente destinata a ospitare il deposito temporaneo delle terre degli scavi di Pedemontana, con il rischio di un danno ambientale irreversibile. Dall'altro, l’area del PL 24 si trova in prossimità dell’antico Oratorio di Santa Margherita, un edificio storico risalente al XIV secolo che diverrà presto di proprietà comunale grazie a una donazione della stessa proprietà dei terreni. Il Comune ha già previsto, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Belle Arti, interventi di messa in sicurezza e di consolidamento della chiesetta che, assieme alle aree circostanti, dovrebbe, a nostro avviso, essere integrata sia nel Progetto Locale 24 che nel Parco Regionale della Valle del Lambro.

Il sindaco Redaelli ha dichiarato che non sono ancora state prese decisioni definitive sulle eventuali compensazioni ambientali alternative, precisando che il tempo a disposizione dei comuni è di cinque anni dalla conclusione dei lavori per la realizzazione dell’autostrada. Il primo cittadino macheriese ha comunque ammesso l'esistenza di proposte per l’utilizzo dei fondi che, a detta delle associazioni ambientaliste, se attuate rischierebbero di suddividere in tante piccole parti gli interventi compensazione ambientale e, conseguentemente, di snaturare il progetto iniziale elaborato dal Politecnico di Milano (Masterplan del 2009), non senza un cospicuo aumento dei costi di manutenzione delle opere.


Gli ambientalisti hanno condiviso l’atteggiamento prudente del sindaco e chiedono di evitare decisioni affrettate. Temono che le risorse destinate al PL 24 vengano disperse in piccoli progetti senza impatto reale, compromettendo il piano di rigenerazione ecologica della provincia di Monza e Brianza, in cui Macherio gioca un ruolo fondamentale.

La delegazione ambientalista ha inoltre espresso preoccupazione per lo scempio del territorio comunale causato da Pedemontana, che l’attraverserà, da est a ovest, e, congiuntamente alla nuova provinciale TRM10 e allo svincolo autostradale, lo dividerà in quattro parti, lambendo entrambi i cimiteri comunali, numerosissime abitazioni e, non ultima, la scuola primaria “Gianni Rodari” di Bareggia, passando a soli otto metri di distanza da essa.

Il sindaco Redaelli si è impegnato a valutare attentamente i suggerimenti delle associazioni e dei gruppi ambientalisti e si è dichiarato disponibile per futuri momenti di confronto e aggiornamento.

Osservatorio PTCP Monza e Brianza
Legambiente Circolo Laura Conti, Seveso
Sinistra e Ambiente, Meda
Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale

 

Rassegna stampa

Su PrimaMonza:
https://primamonza.it/attualita/compensazioni-ambientali-necessario-il-progetto-locale-24/
 

venerdì 27 dicembre 2024

Macherio e Pedemontana: salvare il Progetto Locale 24 con un fronte unito di associazioni

Il Progetto Locale 24 (PL 24)

Facendo seguito ai post recentemente pubblicati sull’assemblea del 18 dicembre a Macherio, vogliamo condividere un intervento di Sinistra e Ambiente che riprende il nostro appello pubblicato il 20 dicembre: “Di fronte a questa situazione, è essenziale mobilitarsi per proteggere questi preziosi spazi verdi. Serve un intervento deciso e unitario da parte delle associazioni ambientaliste, insieme a un controllo rigoroso sui piani di compensazione ambientale.” Questo appello, in questa occasione, ha ricevuto un riscontro positivo, dimostrando l’importanza di unire le forze per tutelare il territorio.

TRATTA C DI PEDEMONTANA: A MACHERIO E LISSONE C'É INCERTEZZA SU ALCUNE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
di Sinistra e Ambiente, Meda

L'area del PL 24. Per ingrandire l'immagine cliccare qui

Il recente incontro pubblico promosso dall’amministrazione comunale insieme alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) aveva l’obiettivo di illustrare gli interventi previsti con l’avvio dei cantieri per la tratta C dell’infrastruttura. Tuttavia, l’evento ha suscitato preoccupazioni tra i cittadini e gli attivisti, tra cui i rappresentanti di Sinistra e Ambiente, che hanno partecipato per evidenziare criticità e richiedere chiarimenti.

Nonostante le proteste di associazioni, comitati, gruppi ambientalisti e liste civiche, le volontà politiche di completare l’infrastruttura restano immutate. Nel frattempo, sono state avviate diverse attività preliminari alla realizzazione del progetto, tra cui:
  • La bonifica da diossina sulla tratta B2, seguita da vicino al Tavolo Permanente.
  • La bonifica degli ordigni bellici (BOB).
  • Gli espropri e la presa in possesso delle aree interessate dai lavori.
Inoltre, dichiarazioni recenti confermano che i prestiti richiesti da APL sono stati erogati, consolidando un quadro tutt’altro che favorevole per i territori coinvolti.

In questo contesto, le compensazioni ambientali rappresentano un aspetto cruciale per i gruppi ambientalisti.

Durante l’assemblea, Sinistra e Ambiente ha posto una domanda precisa: la conferma o eventuale variazione della configurazione del Progetto Locale PL24, previsto con un budget di 1,702 milioni di euro per Macherio e con estensioni nei Comuni di Lissone e Sovico. L’amministrazione comunale, tuttavia, ha evitato di rispondere.

Dalla presentazione di Pedemontana sono emersi due aspetti particolarmente preoccupanti:
  • È stata prevista la dislocazione di un deposito di terre (C_03) per le lavorazioni da Lissone a Lesmo. Sebbene il materiale venga in gran parte reimpiegato, lo stoccaggio temporaneo potrebbe compromettere la naturalità delle superfici interessate.
  • Pedemontana ha escluso un adeguamento delle risorse stanziate nel 2009 per le compensazioni ambientali, ritenendo i fondi già sufficienti rispetto agli obblighi normativi. Tuttavia, con gli attuali costi di realizzazione, non è garantita la copertura completa delle opere previste nel Master Plan del 2009.
Dislocazione del deposito di terre C_03 a Macherio

Anche nel Comune di Lissone emergono preoccupazioni. Qui, i fondi per le compensazioni ammontano a 1,4 milioni di euro, ma l’amministrazione ha deciso di destinare 900.000 euro a interventi nel parco Carlo Maria Martini, nell’area di via Pestalozzi e nella zona mercato, privilegiando soluzioni per migliorare la permeabilità del terreno. Questa scelta è stata criticata dalle liste civiche di minoranza, poiché sottrae risorse alle aree libere di Santa Margherita, già compromesse, dove le compensazioni avrebbero avuto maggiore senso.

Di fronte a queste incertezze, è fondamentale un coordinamento stretto tra i gruppi ambientalisti e le associazioni locali, affinché le compensazioni ambientali per le tratte B2 e C non vengano ridotte o snaturate. Per un territorio che già subisce la realizzazione di un’autostrada ritenuta inutile e impattante, sarebbe un ulteriore sfregio.

domenica 22 dicembre 2024

Pedemontana e la movimentazione terre di scavo a Macherio

La localizzazione dei depositi di terre di scavo

Proseguiamo ora la nostra analisi sui temi affrontati nell’assemblea pubblica del 18 dicembre 2024 a Macherio, approfondendo il capitolo dedicato alla movimentazione delle terre di scavo per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana. L’argomento è stato presentato dai tecnici di Pedemontana Lombarda, con l’intervento dell’ingegner Sabato Fusco e il supporto dell’ingegner Monguzzi, fornendo un quadro delle attività previste per le prossime fasi operative.

Viabilità di cantiere e movimentazione materiali

Come spiegato dai tecnici, la movimentazione delle terre rappresenta una delle sfide principali, in particolare nella tratta C, che include gran parte del territorio di Macherio. Questo tratto, progettato in larga parte in trincea o galleria, richiederà uno scavo stimato di circa 13 milioni di metri cubi di terra, di cui circa il 50% sarà riutilizzato direttamente in cantiere per i riempimenti e i ritombamenti necessari alla realizzazione dell’infrastruttura.

Per gestire tale volume, sono state individuate:

  • Aree di deposito terre: come l’area denominata “C03” situata nei campi dietro il curvone delle scuole di Macherio, destinata al temporaneo stoccaggio dei materiali scavati.
  • Piste di cantiere: evidenziate in verde nelle mappe presentate durante l’assemblea, prevalentemente sovrapposte o adiacenti al tracciato autostradale, al fine di ridurre al minimo l’impatto sulle strade comunali.

"L’obiettivo è garantire che la maggior parte dei mezzi si muova all’interno del cantiere, minimizzando l’interferenza con la viabilità urbana e il traffico locale," ha sottolineato Fusco.

Impatti sulla viabilità locale

Nonostante gli accorgimenti, sarà inevitabile il passaggio di mezzi pesanti sulle strade comunali per trasportare la parte di materiale non riutilizzabile verso i depositi finali. Fusco ha però rassicurato i presenti, precisando che il numero di mezzi coinvolti sarà limitato: "Parliamo di alcune centinaia di veicoli al giorno, contro una capacità stradale che si misura in migliaia di veicoli all’ora. Questo significa che il traffico non verrà significativamente influenzato."

I percorsi verso i depositi di terre

Inoltre, i camion opereranno prevalentemente in fasce orarie non di punta, per evitare interferenze con il traffico urbano e ridurre i disagi ai cittadini.

Le operazioni di movimentazione terre saranno diluite nel tempo:

  • 2025: prime attività di deposito nella zona di Macherio, con utilizzo delle piste di cantiere già predisposte.
  • Marzo 2026 - Gennaio 2027: interruzione di tratti di via Regina Margherita, con deviazioni garantite da viabilità alternative evidenziate in azzurro.
  • Giugno - Dicembre 2027: completamento della galleria e delle infrastrutture correlate, con ulteriori modifiche temporanee alla viabilità locale.

Le intersezioni più complesse, come quelle lungo via Regina Margherita e la SP6, saranno affrontate con piani dettagliati e in costante dialogo con le amministrazioni comunali.

Un aspetto importante sottolineato durante l’assemblea è la volontà di migliorare continuamente il piano operativo:

  • I sindaci della tratta C hanno incaricato il Centro Studi PIM di analizzare e perfezionare le proposte di cantierizzazione.
  • Verranno coinvolte anche le polizie locali, per ottimizzare la gestione delle viabilità alternative e risolvere criticità specifiche.

"C’è tutto il tempo per verificare e migliorare le proposte attuali, in modo da garantire un equilibrio tra le esigenze del cantiere e quelle del territorio," ha dichiarato Fusco.

Pedemontana, Greenway e Sentiero delle Valli: chiarimenti e impegni dall’assemblea pubblica a Macherio

In azzurro il percorso della Greenway

Durante l’assemblea pubblica tenutasi il 18 dicembre 2024 a Macherio, è emerso un tema particolarmente sentito dai cittadini: il futuro della Greenway e il destino del Sentiero delle Valli, due infrastrutture coinvolte nella realizzazione dell’opera autostradale Pedemontana. Alberto Colombo, rappresentante di gruppi ambientalisti attivi sulla tratta B2 e C, ha sollevato alcune questioni, chiedendo chiarezza e riferimenti concreti a documenti ufficiali.

La Greenway: una storia tra limbo e nuovi sviluppi

L’ingegnere Fusco ha riconosciuto che, in passato, la Greenway era rimasta in una situazione di stallo per via della mancanza di un ente disposto a prendersi in carico la sua manutenzione. Tuttavia, ha annunciato che la situazione si è sbloccata nel 2021, grazie all’intervento della Provincia di Monza e Brianza, che ha accettato di assumersi la gestione della futura infrastruttura.


"Realizzare un’opera senza garantirne la manutenzione non sarebbe stata una scelta responsabile. Ora, con il supporto della Provincia, possiamo procedere con sicurezza verso la realizzazione della Greenway,"
ha dichiarato Fusco.

L’opera è stata confermata nel piano economico-finanziario aggiornato, approvato dal CIPE nella primavera 2024, e si prevede che venga sviluppata tra il completamento delle tratte B2 e C e l’avvio dei lavori della tratta D.


Gli atti ufficiali citati da Fusco comprendono:

  • Il verbale della seduta del Collegio di Vigilanza del 2021, che sancisce la disponibilità della Provincia a gestire la Greenway.
  • Il piano economico-finanziario della Pedemontana, che include il progetto come parte integrante del quarto atto aggiuntivo.

Sentiero delle Valli: una questione di viabilità

Un altro punto discusso è stato il futuro del Sentiero delle Valli, una via ciclopedonale che sarà interessata dai lavori della TRM10, un tratto della Pedemontana. Alberto Colombo ha espresso preoccupazioni circa una chiusura prolungata del percorso, paventando che la sua riapertura potrebbe essere rimandata fino al termine della tratta C o D.

In risposta, Fusco ha precisato che il Sentiero delle Valli non è direttamente legato al progetto della Greenway. La Pedemontana, ha garantito, si impegnerà a ripristinare la viabilità interrotta durante i lavori.

"L’interruzione del Sentiero delle Valli sarà limitata al tratto in corrispondenza della TRM10. È previsto un ripristino della viabilità, sia attraverso un sottopasso sia con un sovrappasso, in linea con le esigenze tecniche e temporali," ha spiegato Fusco.

Fusco ha ribadito che l’obiettivo principale è garantire un equilibrio tra la realizzazione dell’autostrada e la tutela delle infrastrutture locali. Per questo, il progetto prevede:

  • Ripristino viabilità: ogni interruzione sarà temporanea e riguarderà solo le aree strettamente necessarie.
  • Trasparenza: saranno forniti ulteriori dettagli sui documenti ufficiali che regolano le operazioni e la manutenzione della Greenway.
  • Collaborazione: il Collegio di Vigilanza continuerà a monitorare il rispetto degli impegni assunti verso i territori.

Strade temporanee e soluzioni definitive: Pedemontana si fa spazio tra Bareggia e Desio

 

Durante l’incontro con i cittadini che si è tenuto a Macherio lo scorso 18/12/2024, tra le varie questioni, è stata presentata un'analisi delle planimetrie di dettaglio relative ai lavori per l’autostrada Pedemontana, con un focus sull’area che si estende dalla zona est dello svincolo di Desio fino al cimitero di Bareggia. Grazie al supporto del Comune di Macherio, sono state individuate alcune criticità e proposte soluzioni mirate per minimizzare l’impatto delle opere sul territorio.

Gestione di via Santa Margherita


Inizialmente, il progetto esecutivo prevedeva l’interruzione di via Santa Margherita per circa tre mesi. Tuttavia, tale soluzione è stata rivista per evitare disagi significativi alla viabilità locale:

  • Deviazione temporanea: Sarà costruita una parte della galleria artificiale partendo da est, consentendo una deviazione di via Santa Margherita sulla porzione di galleria già completata.
  • Ripristino: Al termine dei lavori, la strada tornerà alla posizione originaria, mantenendo tutte le caratteristiche preesistenti, inclusa la pista ciclabile.
  • Limitazione delle interruzioni: Gli interventi di raccordo degli asfalti saranno effettuati principalmente di notte per minimizzare i disagi.

Accesso al cimitero di Bareggia


Per garantire l’accessibilità al cimitero durante i lavori, sono state previste soluzioni temporanee:

  • Viabilità alternativa: Sarà utilizzabile la strada sul lato opposto di via Fratelli Bandiera, dove sarà possibile parcheggiare.
  • Percorso pedonale: Un percorso temporaneo consentirà un accesso diretto al cimitero anche dal quartiere di Bareggia.
  • Ripristino finale: Al completamento dei lavori, l’accesso tornerà alla posizione originaria con le stesse caratteristiche iniziali.

venerdì 20 dicembre 2024

Pedemontana e i lavori autostradali a Macherio, tra vibrazioni e barriere antirumore: la tutela della scuola


Lo scorso 18 dicembre 2024, durante l'assemblea pubblica sui lavori di Pedemontana a Macherio, sono stati discussi i dettagli relativi ai lavori per la realizzazione della nuova galleria autostradale, che interesseranno aree vicine alla scuola primaria. I rappresentanti del Comune e del contraente generale hanno illustrato il progetto delineando le misure di tutela previste per la scuola e le abitazioni vicine.

La fase più critica sarà la realizzazione dei diaframmi, strutture verticali realizzate con macchinari che perforano il terreno, generando vibrazioni che potrebbero essere percepite all'interno della scuola. La distanza dei diaframmi varia da pochi metri, nel punto più vicino alla scuola, fino a circa 15 metri per altre sezioni. Questa fase durerà alcuni mesi, su un totale di circa 1000 giorni previsti per il completamento dell'opera.


Il contraente ha sottolineato che, una volta terminata questa fase, le lavorazioni proseguiranno “a fondo cieco” all’interno della galleria, eliminando ogni disturbo alla superficie. Per garantire la funzionalità e la sicurezza della scala antincendio della scuola, verrà installata una paratia di micropali che ne assicurerà l’integrità durante l’intero periodo dei lavori.


Per ridurre al minimo i disagi, il progetto prevede:

  • Barriere antirumore provvisorie: Saranno installate durante i lavori, contribuendo a mitigare l’impatto acustico.
  • Pianificazione delle attività: Le lavorazioni più invasive, come quelle sui diaframmi, saranno eseguite durante i mesi estivi, quando la scuola è chiusa.
  • Monitoraggio continuo: Durante le fasi più critiche, sarà attivo un controllo costante delle strutture scolastiche per prevenire eventuali danni e garantire la sicurezza degli utenti.

L’intervento comporterà alcune modifiche nell’area circostante la scuola:

  • Pista di pattinaggio: Sarà espropriata, ma verrà ricostruita in una nuova area grazie a un indennizzo versato al Comune di Macherio.
  • Parcheggio pubblico di via 25 Aprile: Verrà temporaneamente ricollocato durante i lavori e ripristinato in fase definitiva sopra la galleria.

Il Comune ha richiesto e ottenuto dal contraente la disponibilità a organizzare incontri specifici con la dirigenza scolastica, i genitori e le associazioni sportive per condividere aggiornamenti e rassicurazioni.

Pedemontana e depositi di terre: uno scempio ambientale tra Lissone e Macherio. Serve un intervento deciso e unitario delle associazioni ambientaliste!

Aree deposito terre

Dall’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Macherio lo scorso 18 dicembre 2024, è emerso un quadro ancora più preoccupante di quanto temuto riguardo alla realizzazione della Pedemontana tra Lissone e Macherio. Il progetto prevede l’occupazione di circa 50 ettari di suolo fertile, inclusi terreni classificati come Aree Agricole di Interesse Strategico, destinandoli a "depositi di terre". Questi territori, in passato salvati dalla cementificazione grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste – ricordiamo in particolare l’Associazione Torrette Bini Dosso Boscone, ormai dissolta – rischiano ora di essere trasformati in una gigantesca "discarica" per inerti provenienti dagli scavi dell’intera tratta tra Desio e Lesmo.

Le aree interessate comprendono non solo terreni agricoli di grande valore, ma anche zone boscate che fungono da rifugio per la biodiversità e costituiscono una parte cruciale del corridoio primario della Rete Ecologica Regionale (RER). La loro trasformazione in "depositi" significherebbe la “morte ecologica” di uno degli ultimi spazi verdi rimasti nella Brianza centrale. Inoltre, le compensazioni ambientali previste dal progetto originale (Progetto 24) sembrano essere state accantonate, cedendo il passo a un utilizzo indiscriminato del territorio, avallato da una classe politica che appare disinteressata alla tutela ambientale.

Di fronte a questa situazione, è essenziale mobilitarsi per proteggere questi preziosi spazi verdi. Serve un intervento deciso e unitario da parte delle associazioni ambientaliste, insieme a un controllo rigoroso sui piani di compensazione ambientale. È indispensabile, inoltre, promuovere una presa di coscienza collettiva sull'importanza di preservare il territorio, evitando che interessi economici di breve periodo compromettano irreparabilmente il futuro della Brianza centrale.

Per affrontare efficacemente la questione, torneremo ad occuparcene analizzando punto per punto quanto emerso durante l’assemblea.