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giovedì 25 giugno 2026

Meda ricorda il 50° anniversario del disastro dell'ICMESA

In occasione del 50° anniversario del disastro della diossina dell’ICMESA, alcuni dei soggetti che già partecipano alle attività di “Insieme per il Bosco” – coordinate dall’associazione FARE e che negli anni hanno promosso numerose iniziative presso il Bosco delle Querce di Seveso e Meda e il suo Centro Visite – hanno deciso di proporre anche alla città di Meda un percorso di incontri e approfondimenti dedicati alla memoria di quanto accadde nel 1976.

L’Amministrazione comunale di Meda ha accolto con favore la proposta, concedendo il proprio patrocinio a un ciclo di appuntamenti pubblici che prenderà avvio il 4 luglio 2026 e proseguirà dopo la pausa estiva.

Di seguito il programma delle iniziative, precisando che alcune date sono ancora in fase di definizione e potrebbero subire variazioni.


50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DELL’ICMESA
Iniziative a Meda



Sapere operaio e nocività: il caso ICMESA


Incontro con l’ambientalista Alberto Colombo, che racconterà il disastro dell’ICMESA e le sue responsabilità, in dialogo con il giornalista Mattia Lento e con Amedeo Argiuolo, già delegato sindacale del Consiglio di Fabbrica dell’ICMESA.

Interverrà inoltre Marco Caldiroli di Medicina Democratica sul tema dei cicli produttivi e della nocività industriale. L’artista Manuel Perrone, autore del podcast Cristo si è fermato a Seveso, proporrà una riflessione sul tema “Che cosa fare della memoria”.

Sabato 4 luglio 2026, ore 21.00
Sala Civica Radio, Vicolo Comunale, Meda.

Il disastro della diossina del 1976: le ricerche e gli effetti sulla salute

Incontro di approfondimento dedicato alle ricerche epidemiologiche e agli effetti sanitari del disastro. Interverrà Dario Consonni, epidemiologo, in collaborazione con Medicina Democratica. Altri relatori sono in via di definizione.

Data prevista: giovedì 24 settembre 2026.

ICMESA di Meda ed ENICHEM di Manfredonia: le risposte dei territori al disastro ambientale

Un gemellaggio ideale tra Meda e Manfredonia, introdotto dalla ricostruzione storica di Bruno Ziglioli, in dialogo con la giovane storica Lorenza Moretti e con Rosa Porcu del Movimento Cittadino Donne di Manfredonia.

Nel settembre del 1976, l’incidente avvenuto presso l’ENICHEM di Manfredonia ricevette una limitata attenzione mediatica, anche a causa della rilevanza nazionale e internazionale assunta dal disastro dell’ICMESA. L’incontro metterà a confronto i due eventi, ricostruendone analogie e differenze, e offrirà l’occasione per raccontare una storia spesso dimenticata: quella del grande bacino dell’industria chimica nella Brianza di quegli anni.

Data prevista: giovedì 1° ottobre 2026.

Una parte delle iniziative qui presentate è già stata riconosciuta meritevole di patrocinio oneroso da parte della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, nell’ambito di un progetto promosso dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.

Le iniziative sono promosse dal gruppo di lavoro “Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce di Seveso e Meda”, ora anche con il patrocinio del Comune di Meda.

Diossina ICMESA, gli ambientalisti a Mattarella: «Il Bosco delle Querce non può essere sacrificato alla Pedemontana»


Riceviamo e pubblichiamo
a cura di Legambiente Seveso e Sinistra e Ambiente Meda


Per il 50° anniversario del disastro della diossina i gruppi ambientalisti di Seveso e Meda scrivono al Presidente Sergio Mattarella

Alle celebrazioni istituzionali per il 50° anniversario del disastro Diossina dell'ICMESA, fabbrica del gruppo multinazionale Givaudan-Hoffman-La Roche, sarà presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un evento che si terrà nel Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, polmone verde creato con un intervento di ingegneria ambientale dopo aver asportato il terreno dove si era depositata la diossina dell'ICMESA nella zona A, quella a maggior livello di contaminazione.

Il circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Sinistra e Ambiente di Meda, gruppi che da anni si occupano della tutela e della conservazione del territorio e che insieme ad altri soggetti locali hanno partecipato, organizzato e promosso attività per la Memoria storica e naturalistica del Bosco delle Querce, hanno scritto una lettera al Presidente Mattarella.

La lettera è frutto di riflessioni condivise con i soggetti del territorio che hanno animato il progetto Insieme per il Bosco a partire dal 2023 e con quei gruppi ambientalisti e quelle liste civiche che partecipano al Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana. 
Illustra al Presidente il loro agire, la loro pratica politica e le condizioni di un territorio che continua a subire scelte che impattano e compromettono la residua naturalità rimasta nella Brianza nord/occidentale.
Proprio il Bosco delle Querce sarà oggetto di uno sbancamento di 2 ettari con l'abbattimento di 3200 alberi e con la riduzione delle superfici del suo potenziale ampliamento per consentire la realizzazione di un'inutile autostrada: la Pedemontana Lombarda.

Il 50° anniversario non può essere un momento puramente celebrativo ove la Storia, il Dolore e la Memoria di ciò che avvenne dal 10 luglio 1976 (da seguire con la dettagliata ricostruzione a puntate sul blog di Sinistra e Ambiente) vengano annacquati, rimossi o non considerati nel nome di un presente che la seppellisce.

È quello che sta succedendo nella narrativa promossa in particolare dall'amministrazione sevesina di Borroni e da Regione Lombardia che nelle iniziative ufficiali sorvolano sulla ricostruzione degli eventi e sulla definizione delle responsabilità del disastro del 1976 e ignorano l'alterazione e i danni che il Bosco delle Querce subirà per realizzare l'autostrada Pedemontana Lombarda.

Il 50° anniversario non può essere avulso dal presente che non è fatto solo da una narrazione di resilienza positiva poiché anche il presente continua ad essere caratterizzato da un modello di sviluppo ad ogni costo che va a farci perdere irreversibilmente Natura e preziosi servizi ecosistemici, peggiorando la qualità della vita.
È un presente che necessita di politiche ambientali decise che ancora non ci sono. 

Il testo della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è stata sottoscritta anche da Seveso Futura e da singoli cittadini e cittadine.

Illustrissimo 
Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella,

Le scriviamo da Seveso e Meda, dal territorio che presto Lei pregerà della Sua presenza rendendo tangibile l’attenzione dello Stato per questo lembo della Brianza tanto ferita dal danno ambientale e alla salute causato 50 anni fa dal disastro diossina dell’ICMESA. 
Quella ferita oggi persiste ma è cambiata. 
Attorno alle vasche che custodiscono i materiali contaminati, oggi cresce il Bosco delle Querce: un parco realizzato sopra il dolore, diventato nel tempo un luogo vivo, frequentato da famiglie, scuole, cittadini. 
I suoi sentieri raccontano una storia che non può essere dimenticata e che è base delle attività che lì si svolgono fatte da cura, educazione ambientale, ricerca scientifica e partecipazione civica. 
Il dramma ha generato Memoria collettiva, consapevolezza civile, responsabilità pubblica. 
Questo cambiamento non è accaduto per caso. 
La Memoria collettiva è conservata nel Bosco delle Querce dai Pannelli del Ponte della Memoria, un’opera di narrazione condivisa dalla comunità locale su come Seveso ha subito il danno e su come ha reagito. 
Il percorso fu fortemente voluto al principio di questo millennio da una piccola ma significativa realtà del territorio: il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, costituitosi nei primi anni Novanta e attivo proprio qui, nel cuore del disastro. 
La storia di questo processo di resistenza e di cura della memoria è narrata dalla sociologa Laura Centemeri nel libro Ritorno a Seveso (Mondadori, 2006). 
In questi ultimi anni, i gruppi facenti parte di “Insieme per il Bosco”, hanno rilanciato nel tempo presente l’intento del Ponte della Memoria e il Bosco ha cominciato a ospitare attività dedicate alla biodiversità, giornate di cura del territorio, eventi culturali, laboratori artistici, gemellaggi tra le comunità che hanno subito disastri quali il Vajont, Bhopal, Stava, Casale Monferrato, iniziative per le famiglie, momenti di educazione e di sensibilizzazione ambientale, momenti di Memoria su quello che comportò la fuoriuscita della diossina dall’ICMESA. 
Anche in questo caso è una sociologa, Emanuela Macelloni, a narrare nei suoi articoli apparsi su Secondo Welfare (https://www.secondowelfare.it/author/emanuela-macelloni/) il significato, i dettagli, il movente di questi percorsi.
Insieme per il Bosco è un progetto realizzato, su mandato e contributo di Regione Lombardia, in convenzione con il Comune di Seveso, facilitato dall’Associazione Fare di Meda e dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, che ha aggregato molte realtà: A.S.D. Dan Dien, Associazione Anziani di Seveso, Gruppo Cinofilo delle Groane, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà Meda, Legambiente Lombardia, A.S.D. Marathon Club Seveso, Musicamorfosi, NATUR&, Samadhi, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Teatro In-folio.
La cura della Memoria ha reso il Bosco delle Querce un Bene Comune da custodire e nel 2011 un coordinamento di associazioni e gruppi ambientalisti chiamato Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile guidò un percorso di resistenza al progetto scellerato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda che avrebbe eroso 12 dei 43 ettari complessivi del Bosco. 
Le diverse azioni politiche intraprese convogliarono in un grande Abbraccio del Bosco delle Querce proprio nella data del 10 luglio nel quale confluirono più di 1000 donne e uomini. 
Un anno dopo Regione Lombardia deliberò la modifica del tracciato dell’Autostrada portandola per la maggior parte – ma non del tutto purtroppo - al di fuori del confine del Bosco delle Querce.
Quest'anno il momento simbolico dell'anniversario del 10 luglio 2026 vedrà la Sua pregiata presenza e per questo ci permettiamo di scriverLe prima, affinché possa Lei stesso verificare quanto Le diciamo e ne possa tenere conto.
Il Bosco delle Querce, realizzato e cresciuto sulle aree più contaminate dalla diossina e successivamente bonificate, sarà presto violato dal passaggio dell’autostrada Pedemontana che lo priverà di 2 ettari di terreno, con l’eradicazione di circa 3200 alberi.
Questi 3200 alberi sono tanta vita in un momento in cui la salvezza del pianeta potrebbe essere legata alla sua riforestazione. 
Anche le compensazioni ambientali, previste con l’ampliamento su superfici a oriente e a occidente del Bosco, saranno compromesse poiché una loro porzione significativa verrà occupata da opere complementari all’autostrada Pedemontana.
Queste compensazioni ambientali saranno comunque solo una goccia nel mare di asfalto e cemento che in questi anni ha letteralmente seppellito la Brianza, oggi prima tra le provincie italiane per consumo di suolo.
Per far passare l’autostrada è altresì in corso una bonifica dei terreni ancora contaminati dalla diossina TCDD del disastro del 1976 e questo è fonte di ulteriori preoccupazioni e attenzioni.

Il territorio dove viviamo è sventrato, i cantieri sono aperti da mesi, siamo impegnati in un percorso di monitoraggio intenso dei lavori in corso e siamo sempre più contrariati dagli accadimenti poiché ancora una volta le comunità subiranno una decisione non condivisa: quella di realizzare un’autostrada che impatterà pesantemente su ambiente e vivibilità. 
Per questo il nostro agire continuerà ad essere quello di un fattivo lavoro di cultura, di riconversione, di custodia, di protezione dell’ambiente naturale che tante, troppe volte è stato e viene violato.
Ci appassiona la biodiversità, ci anima il gusto della storia, cerchiamo di coltivare visioni per il futuro a vantaggio delle generazioni che si affacciano oggi alla vita.
 
La Sua presenza oggi qui è un segno importante di attenzione e riconoscimento per una vicenda che ha segnato la storia del Paese che non può essere dimenticata poiché deve essere monito e riferimento per le politiche ambientali, così come è accaduto con l’emanazione europea della Direttiva Seveso, giunta alla sua terza edizione.
Nel rispetto di questa storia, auspichiamo che Lei voglia aiutarci a mettere le premesse perché proprio qui venga realizzato un progetto di riqualificazione ambientale del territorio e della natura, oggi sostenuto anche a livello internazionale dalla Nature Restoration Law. 
È il progetto del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso che dovrebbe comprendere un Bosco delle Querce ampliato che abbraccia e si unisce con tutti quei lembi di territorio che sono sopravvissuti alla cementificazione, restituire a verde il greto dei corsi d’acqua che confluiscono verso l’area metropolitana, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità rimasta nella terra di Brianza.

Per i gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio:

Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Sinistra e Ambiente di Meda

Seveso e Meda 11 giugno 2026


Rassegna stampa:
 
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mercoledì 13 maggio 2026

Pedemontana B2, bonifica ancora lontana dalla conclusione

Abbiamo ricevuto da Sinistra e Ambiente di Meda un comunicato relativo all’incontro del Tavolo Permanente sulla bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana, con aggiornamenti sullo stato dei lavori, le criticità emerse e le modalità di gestione degli interventi.
Ne pubblichiamo di seguito ampi stralci per offrire un’informazione il più possibile completa e documentata.



Bonifica da diossina Pedemontana: ritardi, criticità e scarsa trasparenza


Il
 6 maggio 2026 si è tenuto, presso la sede dell’ARPA di Monza, l’incontro del Tavolo Permanente sui lavori della bonifica da diossina sulla tratta B2 di Pedemontana.
La convocazione del tavolo era stata espressamente richiesta dai gruppi ambientalisti e dalle liste civiche che ne fanno parte, per ottenere un aggiornamento sullo stato degli interventi e per evidenziare una situazione di mancata trasparenza e comunicazione in tempo reale da parte di Pedemontana.

Folta la partecipazione: ambientalisti e liste civiche, la società Autostrada Pedemontana Lombarda con il direttore generale Sabato Fusco e lo staff tecnico e della comunicazione, la società Pedelombarda Nuova assegnataria dei lavori, ARPA – Dipartimento Bonifiche (presente anche Perfumi, nuovo responsabile ARPA Monza e Brianza, ora accorpata a Lecco e Sondrio), il coordinatore dei sindaci della tratta B2 nonché sindaco di Cesano Maderno Bocca, il presidente della Provincia di Monza e Brianza e sindaco di Meda Santambrogio, la dott.ssa Bozzi, viceprefetto di MB, e alcuni amministratori.

Sinistra e Ambiente–Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate hanno introdotto l’incontro con una comunicazione che evidenzia l’insoddisfazione per i lunghi tempi di risposta alle proprie richieste e per contenuti informativi ritenuti incompleti.

Nel documento presentato sono state evidenziate:

  • incongruenze nelle tardive risposte ricevute da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), dove alcune aree sorgenti vengono considerate bonificate pur in assenza dei dati di collaudo ARPA;
  • criticità e carenze informative sui piani di smaltimento del terreno contaminato, in particolare per l’utilizzo di impianti di stoccaggio temporaneo (VITER srl di Saronno), senza indicazione della destinazione finale;
  • la prescrizione di ARPA ai laboratori di parte di uniformarsi al metodo di calcolo Medium Bound (leggi qui);
  • il mancato aggiornamento dei dati dei campionatori di polveri e diossina e delle analisi di collaudo sul sito Pedemontana;
  • la situazione precaria del nuovo cantiere di bonifica in prossimità del Bosco delle Querce, con possibili criticità di accessibilità.

Criticità e opacità informative

Il direttore generale Fusco ha ammesso una lacuna nella comunicazione, impegnandosi a fornire in futuro risposte più tempestive.

Secondo Pedemontana, i ritardi nei collaudi sono dovuti anche all’iniziale disallineamento dei laboratori di parte rispetto al metodo di calcolo prescritto da ARPA per la sommatoria di diossine e furani. Tale criticità sarebbe stata superata dopo l’incontro del 26-1-2026, con la rielaborazione dei rapporti di prova.

Esempio di applicazione sulla sommatoria dei congeneri di diossine e furani del criterio Mediumbound.

I nuovi dati risultano in linea con i precedenti: solo 5 casi mostrano valori oltre la CSC, che si aggiungono alle non conformità già rilevate.
ARPA ha confermato la necessità di nuove certificazioni e, per gestire il carico analitico, ha coinvolto laboratori di altre regioni, con conseguente allungamento dei tempi.

Piani di smaltimento

APL e Pedelombarda Nuova hanno utilizzato e probabilmente utilizzeranno ancora VITER srl di Saronno come sito di stoccaggio temporaneo, poiché alcune discariche non sarebbero più disponibili a ricevere terreno contaminato da diossina.

I tecnici hanno precisato che non sempre è possibile conoscere la destinazione finale del rifiuto tramite l’impianto intermedio. APL si è dichiarata disponibile a comunicarla qualora ne venga a conoscenza.

In assenza di tali informazioni, la destinazione finale potrà essere ricostruita solo tramite interlocuzione con la Provincia competente, in questo caso quella di Varese.

Stato della bonifica

Per quanto riguarda i teli di copertura danneggiati dal vento, APL ha dichiarato di essere intervenuta dopo le segnalazioni, riconoscendo tuttavia criticità nella comunicazione.

I dati dei campionatori atmosferici, non ancora pubblicati, indicano valori di diossina compresi tra 2,3 e 5 fg/m³, senza superamenti del limite di 150 fg/m³ anche durante l’evento ventoso.

Permangono però ritardi negli interventi di ripristino su alcune aree minori.

Situazione per lotti

Lotto 1 – Meda

 


Alcune celle non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica (100 ng/kg per uso industriale e 10 ng/kg per uso residenziale). Diverse aree sono ancora in attesa di validazione ARPA o di avvio dei lavori.

Lotti 2 e 2A – Seveso

 


Situazione complessa, con numerose non conformità e molte aree in attesa di completamento del contraddittorio con ARPA.

Lotto 3 con varianti – Cesano Maderno

 


Quadro particolarmente critico, con numerose celle non conformi già dai dati di parte. Il numero potrebbe aumentare con gli esiti ARPA.
Sono inoltre presenti aree ancora da scavare e altre per cui è prevista la sola messa in sicurezza con geotessuto.

Lotti 4, 5 e 6 – Cesano Maderno
 


In generale, risultati parziali e ancora in attesa delle validazioni ARPA per confermare il raggiungimento degli obiettivi di bonifica.

Prosecuzione degli interventi

In caso di esito conforme del contraddittorio tra Pedelombarda Nuova e ARPA, si procederà alla validazione e successiva certificazione di avvenuta bonifica da parte della Provincia.

In presenza di non conformità:

  • sul fondo scavo si procederà con ulteriori rimozioni a step di 20 cm;
  • sulle pareti si interverrà con scavi orizzontali di 50 cm o, se non possibile, con confinamento tramite geotessuto.

Conclusioni

Le associazioni ribadiscono l’importanza di un’informazione completa e verificata, evitando sintesi affrettate o percentuali di “bonifica completata” che non rispecchiano la reale situazione.

Allo stato attuale, la bonifica risulta ancora in itinere, con numerose criticità e la necessità di ulteriori interventi su molte celle.
Inoltre, sono ancora attesi numerosi esiti ARPA necessari per completare il collaudo.

La bonifica appare quindi ben lontana dalla conclusione e richiede un costante monitoraggio, anche sul piano della trasparenza e dell’accesso alle informazioni per la cittadinanza.

giovedì 9 aprile 2026

Teli strappati sulla bonifica: gli ambientalisti contestano la versione di Pedemontana

Le operazioni di ripristino dei teli. Immagine tratta dal web.

Nelle aree interessate dalla bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana, tra Meda, Seveso e Cesano Maderno, torna alta l’attenzione dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche locali. A intervenire sono i soggetti che partecipano al Tavolo Permanente sulla bonifica (Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate) che hanno sollevato nuove preoccupazioni sullo stato delle aree contaminate.

Al centro della contestazione vi è la gestione delle coperture protettive dei terreni e, più in generale, lo stato reale di avanzamento della bonifica.

Secondo quanto segnalato dalle associazioni e dai gruppi civici, il forte vento che ha colpito la Brianza negli ultimi giorni di marzo ha provocato lo spostamento e lo strappo di numerosi teli di protezione posizionati sulle cosiddette “aree sorgenti”, ovvero i terreni da cui è stato rimosso lo strato contaminato da diossina. In diversi casi, le coperture sarebbero risultate sollevate o danneggiate, lasciando porzioni di suolo scoperte. Anche i teli posti lungo le recinzioni di contenimento risulterebbero in più punti compromessi o abbattuti.

Una situazione ritenuta critica, che ha portato i gruppi a inviare una richiesta formale di intervento agli enti coinvolti - tra cui Autostrada Pedemontana Lombarda, ARPA, Regione Lombardia e le amministrazioni locali - sollecitando il rapido ripristino delle coperture per evitare la possibile dispersione di polveri contaminate nell’ambiente circostante.


La risposta di Pedemontana, arrivata il 3 aprile, ha riconosciuto gli effetti del vento e comunicato che le imprese incaricate sono già al lavoro per sistemare i teli. Tuttavia, è soprattutto un passaggio della comunicazione ad aver suscitato forti perplessità: secondo la società, infatti, “non si tratta di una situazione che possa mettere in allarme o avere impatti sulla sicurezza”, in quanto gli spostamenti sarebbero avvenuti “su aree già bonificate”, pur essendo ancora in attesa dei risultati del collaudo.

Una posizione che i gruppi ambientalisti definiscono “azzardata, incongruente e fuorviante”. Le associazioni sottolineano infatti come, in numerose aree, la bonifica non possa essere considerata conclusa proprio perché i risultati ufficiali delle analisi di ARPA non sono ancora disponibili. In diversi casi, aggiungono, i collaudi risultano non conformi o non ancora completati.

Particolarmente significativa, secondo i gruppi locali, è la situazione del lotto 1 di Meda. Qui, sulla base dei dati disponibili, emergono valori di diossina superiori ai limiti fissati per l’obiettivo di bonifica in alcune aree specifiche. In altri punti, pur rientrando formalmente sotto soglia, si registrerebbe comunque una presenza significativa di contaminanti nel terreno.

Alla luce di questi elementi, gli ambientalisti contestano l’affermazione secondo cui le aree interessate sarebbero già bonificate. In assenza della validazione definitiva da parte di ARPA, sostengono, tale definizione sarebbe prematura e rischierebbe di minimizzare una situazione ancora aperta.

Il tema centrale resta quello del principio di precauzione. In un contesto in cui permangono incertezze sui livelli di contaminazione e sulla conformità dei collaudi, secondo i gruppi ambientalisti la priorità dovrebbe essere garantire condizioni di massima sicurezza. In questo senso, il rapido ripristino dei teli di copertura viene considerato un intervento indispensabile per ridurre il rischio di dispersione di polveri contaminate, soprattutto in presenza di eventi meteorologici intensi.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità segnalate negli ultimi mesi dagli stessi soggetti, che denunciano ritardi nella trasparenza delle informazioni e difficoltà nell’accesso ai dati completi delle analisi. Una situazione che, a loro avviso, rende ancora più necessario un monitoraggio rigoroso e indipendente delle operazioni di bonifica.

In attesa dei risultati ufficiali di ARPA e del completamento delle verifiche, la distanza tra la posizione degli enti gestori e quella delle realtà ambientaliste appare ancora significativa. Sullo sfondo resta una questione cruciale per il territorio: la garanzia che la bonifica venga effettivamente completata e certificata prima di qualsiasi valutazione definitiva sulla sicurezza delle aree interessate.

lunedì 16 marzo 2026

Bonifica da diossina: i dubbi degli ambientalisti sulla trasparenza di Pedemontana


Prosegue tra difficoltà e richieste di chiarimento il confronto tra i gruppi ambientalisti, alcune liste civiche del territorio e la società Autostrada Pedemontana Lombarda sullo stato della bonifica dalla diossina nelle aree interessate dalla costruzione dell’autostrada.

Secondo quanto segnalato da Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, insieme a Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate, continua a essere complicato ottenere informazioni complete e tempestive sull’andamento delle operazioni di bonifica nelle zone di Meda, Seveso e Cesano Maderno.

Le difficoltà emergono nonostante l’esistenza di un tavolo permanente dedicato al monitoraggio degli interventi.

Analisi chimiche e criteri diversi tra i laboratori


Tra i documenti ottenuti attraverso l’accesso agli atti compare il verbale di una riunione tenutasi il 26 gennaio 2026 tra ARPA Lombardia, i soggetti coinvolti nella bonifica e i laboratori incaricati delle analisi chimiche.

Durante le verifiche, ARPA ha riscontrato disallineamenti tra i risultati delle proprie analisi e quelli dei laboratori incaricati dalle imprese coinvolte nella bonifica. Il problema riguarda il criterio utilizzato per calcolare la concentrazione complessiva di diossine nei campioni di terreno.

Per uniformare i risultati, ARPA ha stabilito che tutti debbano applicare il criterio denominato “Medium Bound”, che considera nella somma delle diossine anche i valori minimi, cioè quelli inferiori al limite di rilevabilità degli strumenti.

I laboratori privati avevano invece utilizzato criteri differenti:

  • Upper Bound
  • Lower Bound

Queste diverse metodologie possono portare a risultati leggermente diversi nella stima della contaminazione. Per questo motivo ARPA ha richiesto che tutti i rapporti di prova vengano riallineati al criterio Medium Bound, con la produzione di nuovi referti aggiornati.

Nel corso della riunione sono state inoltre segnalate alcune discrepanze nelle analisi effettuate da due laboratori su specifiche aree sorgenti, oltre a una incongruenza nella definizione del perimetro dell’area sorgente 44 nel lotto 5 di Cesano Maderno.

Alcuni campioni superano i limiti di bonifica

Gli aggiornamenti più recenti sulle analisi riguardano alcune aree del lotto 3VAR di Cesano Maderno.

Per l’area sorgente SC58.2, tre campioni su quattro analizzati risultano superiori al limite di bonifica di 10 ng/kg, con valori di:

  • 34 ng/kg
  • 23 ng/kg
  • 24 ng/kg

Una situazione analoga riguarda l’area SC59.2, dove tre campioni superano il limite con valori pari a:

  • 11 ng/kg
  • 19 ng/kg
  • 12 ng/kg

Questi dati emergono dai rapporti di prova dei laboratori incaricati dalle imprese, mentre mancano ancora i risultati delle analisi di ARPA, necessari per la verifica definitiva del collaudo delle operazioni di bonifica.

La situazione a Meda

Al 2 marzo 2026 risultano disponibili solo i rapporti di prova dei laboratori di parte su alcune aree del lotto 1 di Meda. Qui l’obiettivo di bonifica è meno restrittivo, poiché si applica il limite previsto per aree industriali: 100 ng/kg.

Dai dati disponibili emerge che:

  • l’area A1.1 presenta un valore di 130 ng/kg, superiore al limite
  • l’area A1.2 registra 140 ng/kg, anch’esso sopra soglia
  • le aree A1.3, A2.1, A2.2 e A42 risultano invece entro i limiti

Anche in questo caso manca ancora il confronto con le analisi di ARPA, indispensabile per stabilire se gli obiettivi di bonifica siano stati effettivamente raggiunti.

Quasi 8.000 tonnellate di terreno contaminato

Un altro punto sollevato dai gruppi ambientalisti riguarda il destino di 7.917,82 tonnellate di terreno contaminato da diossina proveniente dalle aree della bonifica. Secondo la risposta ufficiale di Pedemontana, questi materiali sono stati conferiti all’impianto Viter S.r.l. Si tratta però di un impianto di trattamento e non di una discarica, motivo per cui le associazioni avevano chiesto chiarimenti sulla destinazione finale dei rifiuti.

Cosa significa la risposta tecnica di Pedemontana

Nella comunicazione inviata agli ambientalisti, Pedemontana utilizza una serie di codici previsti dalla normativa sui rifiuti.

In sintesi, il terreno contaminato:

  • è stato classificato come rifiuto EER 17.05.04 (terre e rocce da scavo non pericolose);
  • è stato conferito con operazione D15, che indica un deposito preliminare prima dello smaltimento finale;
  • successivamente viene sottoposto all’operazione D13, cioè un raggruppamento preliminare dei rifiuti prima del loro invio ad altri impianti.

In pratica, secondo l’interpretazione delle associazioni, l’impianto di Saronno svolgerebbe una funzione di stoccaggio e smistamento, mentre lo smaltimento finale avverrebbe in un secondo momento presso altre strutture, probabilmente discariche autorizzate.

La questione della tracciabilità finale

Un passaggio della risposta di Pedemontana riguarda anche una modifica normativa introdotta nel 2021 nel Testo Unico Ambientale. Questa modifica ha eliminato l’obbligo per il produttore del rifiuto di ottenere l’“attestazione di avvenuto smaltimento”, documento che in passato certificava il destino finale dei rifiuti. Secondo Pedemontana, ciò significa che l’obbligo del produttore termina con la consegna del rifiuto all’impianto che lo prende in carico, in questo caso Viter. Di conseguenza, la società ritiene di non essere tenuta a indicare la discarica finale in cui verranno smaltite le terre contaminate.

Nuovi scavi dove la bonifica non è sufficiente

Laddove i campionamenti hanno evidenziato concentrazioni di diossina ancora superiori ai limiti, Pedemontana ha comunicato che saranno necessari ulteriori scavi e approfondimenti. Sono già stati effettuati nuovi campionamenti sui terreni ancora da rimuovere, con l’obiettivo di:

  • classificare correttamente il tipo di rifiuto
  • predisporre i piani di smaltimento
  • organizzare nuove piste di cantiere per raggiungere le celle ancora contaminate

Ambientalisti chiedono un nuovo incontro pubblico

Alla luce di questi elementi, i gruppi ambientalisti e le liste civiche coinvolte hanno chiesto la convocazione di un nuovo incontro del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica. L’ultimo confronto ufficiale risale infatti al 17 novembre 2025. Secondo le associazioni, un aggiornamento pubblico è necessario per fare chiarezza su:

  • lo stato reale della bonifica
  • i risultati completi delle analisi
  • il destino finale dei terreni contaminati

Temi particolarmente sensibili per un territorio che continua a fare i conti con l’eredità della contaminazione da diossina legata al disastro industriale della fabbrica Icmesa del 1976.

domenica 1 febbraio 2026

Bonifica da diossina sulla tratta B2 di Pedemontana: stato dei lavori, criticità e nuove non conformità

I gruppi ambientalisti e le liste civiche Sinistra e Ambiente – Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate, che partecipano al Tavolo Permanente sulla Bonifica da Diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana, tornano a informare cittadini e istituzioni sugli ultimi sviluppi di un intervento tanto delicato quanto cruciale per la salute pubblica e per il territorio della Brianza.


Stato di avanzamento delle operazioni di bonifica

Ad oggi, quasi tutte le aree contaminate lungo la tratta B2 risultano oggetto di intervento:

  • Meda – Lotto 1
  • Seveso – Lotti 2 e 2A
  • Cesano Maderno – Lotti 3, 3A, 4, 5 e 6

Le lavorazioni hanno previsto la scarificazione dello strato superficiale (Top Soil) fino a 20 cm e, dove stabilito dai piani di bonifica, anche dello strato intermedio, con profondità variabili fino a 50 cm o fino a 120 cm.

Questi interventi si inseriscono in un contesto già ampiamente documentato dai gruppi ambientalisti attraverso precedenti comunicazioni e approfondimenti: 

  1. Bonifica da diossina: mentre altre aree sorgente non raggiungono l’obiettivo di collaudo, Pedemontana e Pedelombarda Nuova continuano ad essere reticenti nell’esaudire le richieste documentali
  2. Pedemontana e bonifica da diossina: molte celle delle aree sorgenti non raggiungono l’obiettivo di conformità
  3. Bonifica da diossina: i dati di ARPA non convalidano 2 dei primi 3 collaudi

Nuove non conformità nel Lotto 3A di Cesano Maderno

Le più recenti analisi condotte da ARPA e dalla Parte nel Lotto 3A di Cesano Maderno hanno evidenziato il mancato raggiungimento dell’obiettivo di bonifica di 10 ng/kg (Tabella A) in altre due aree sorgenti, che vanno ad aggiungersi alle non conformità già certificate in precedenza.

Area sorgente 19A

  • Obiettivo di bonifica: NON RAGGIUNTO
  • Valore ARPA: 37 ng/kg
  • Valori Pedelombarda Nuova: 9,6 – 11,7 ng/kg

Area sorgente 33

  • Obiettivo di bonifica: NON RAGGIUNTO
  • Valori ARPA: non ancora disponibili
  • Valori Pedelombarda Nuova (ng/kg): 75 – 98 – 90 – 11,6 – 26,8 – 24 – 29,6 – 26,7 – 12,9 – 29 – 15 – 16,2 – 27,4 – 15,9 – 19 – 22,1 – 17,8 – 17 – 19,2 – 13,8 – 12,4 – 10,9 – 17,5 – 29,4 – 16,7 (con ripetizioni di valori superiori alla soglia prevista)

Si tratta quindi di due ulteriori non conformità, che confermano una criticità strutturale nelle operazioni di bonifica delle aree sorgenti.

Le quantità di terreno contaminato asportato

In data 12 gennaio 2026, a quasi due mesi dalla richiesta formale, i gruppi hanno ricevuto da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le tabelle ufficiali relative alle quantità di terreno avviate a smaltimento, alla tipologia di discarica, e all’elenco degli impianti utilizzati, con suddivisione per i due operatori incaricati della bonifica.

I dati trasmessi coprono le operazioni fino al 30 novembre 2025. Nel frattempo, è stata segnalata un’ulteriore asportazione di terreno contaminato nel Lotto 1 di Meda, non ancora inclusa nei conteggi ufficiali.


La richiesta di chiarimenti sul destino dei terreni

L’analisi della documentazione ricevuta ha confermato informazioni già note grazie ai Piani di Smaltimento ottenuti tramite accesso agli atti, ma ha anche sollevato nuovi interrogativi.

Per questo, in data 23 gennaio 2026, i gruppi ambientalisti hanno inviato una nuova nota ufficiale a Pedemontana, chiedendo chiarimenti specifici sul destino di 7.917,82 tonnellate di terreno classificato per “Discarica Non Pericolosi”, conferite alla società VITER S.r.l.

Secondo quanto riportato sul sito della società, VITER risulta titolare di due impianti a Saronno (VA):

  • Via H. Grieg 87 – per Rifiuti Speciali Pericolosi e Non Pericolosi
  • Via H. Grieg 71 – per Rifiuti Speciali Non Pericolosi

Tuttavia, entrambi gli impianti risultano autorizzati al trattamento e non allo stoccaggio, mentre dai Piani di Smaltimento risulterebbe il conferimento diretto del terreno. Una discrepanza che richiede urgenti chiarimenti.

Criticità operative e richieste sul futuro degli interventi

Nella stessa comunicazione, i gruppi hanno inoltre:

  • rimarcato alcune incongruenze operative nel Lotto 1 di Meda, legate all’assenza di presidi precauzionali che Autostrada Pedemontana Lombarda aveva invece dichiarato pubblicamente durante gli incontri informativi sulla bonifica;
  • chiesto informazioni dettagliate sui piani di intervento e sul cronoprogramma operativo per tutte le aree sorgenti che non hanno raggiunto l’obiettivo di bonifica, considerando il numero ormai significativo di celle non conformi.

Il quadro che emerge conferma l’importanza del controllo civico e ambientale esercitato da associazioni, comitati e liste civiche locali. La bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana non è solo un’opera tecnica, ma una questione che riguarda trasparenza, tutela della salute e responsabilità verso il territorio.

I gruppi coinvolti ribadiscono la necessità di chiarimenti puntuali, dati completi e interventi correttivi tempestivi, affinché la bonifica non resti un’operazione solo formale, ma garantisca realmente la messa in sicurezza delle aree interessate.

mercoledì 14 gennaio 2026

Dal disastro diossina al Bosco delle Querce: 50 anni di memoria attiva


Riprendiamo dal blog Sinistra e Ambiente di Meda un post che ricorda il 50° anniversario del disastro diossina del 10 luglio 1976, avvenuto presso lo stabilimento ICMESA. L’articolo approfondisce responsabilità, conseguenze e memoria dell’evento, e lo rilanciamo per contribuire alla riflessione sul territorio brianzolo.


Non fu un incidente: il disastro di Meda e Seveso

Il 10 luglio 1976 una nube di sostanze chimiche, tra cui la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), fuoriuscì dall’ICMESA, azienda chimica di Meda all’epoca proprietà della multinazionale svizzera Givaudan-Hoffman-La Roche. Non si trattò di un semplice “incidente”: fu un disastro colpevole, conseguenza di scelte aziendali orientate esclusivamente al profitto, con gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone.

Immagine tratta dal blog Sinistra e Ambiente

Cinque decenni dopo, preservare la memoria di quell’evento è fondamentale. Non si tratta solo di ricordare, ma di raccontare la verità: errori, omissioni, minimizzazioni, mobilitazioni e responsabilità che hanno segnato profondamente la storia del territorio brianzolo.

Come accaduto per il 40° anniversario, anche il 50° rischia di vedere narrazioni edulcorate o puramente celebrative. È importante distinguere tra chi intende veramente raccontare la memoria dei fatti e chi, invece, cerca visibilità o protagonismo, cancellando le responsabilità e il dolore vissuto dalla comunità.

Anche oggi, vicende come la realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda mostrano quanto il territorio resti delicato: opere pubbliche e interventi di bonifica rischiano di rimuovere la memoria del passato, come nel caso del Bosco delle Querce, nato dalla bonifica delle aree più contaminate e diventato simbolo di recupero ambientale.

Il Bosco delle Querce: memoria viva

Chi da anni lavora sul territorio non ha atteso le ricorrenze per ricordare l’accaduto. Il progetto INSIEME PER IL BOSCO, nato da gruppi e associazioni di Seveso e Meda, ha valorizzato il Bosco delle Querce non solo come spazio verde, ma come luogo di memoria attiva, attraverso iniziative culturali e ambientali.

Collage di immagini tratte dal blog Sinistra e Ambiente

Tra le attività promosse:

  • Laboratorio “Pensati Bosco”, per stimolare riflessione e sensibilità ambientale;
  • Attività compatibili con la naturalità, come Yoga e Tai Chi;
  • Visite guidate nella porzione sevesina e medese del Bosco delle Querce;
  • Percorsi di Memoria attraverso il “Ponte della Memoria” che racconta il disastro dell’ICMESA;
  • Presentazioni pubbliche di lavori e tesi sulle conseguenze della fuoriuscita di diossina;
  • Incontri e gemellaggi con altri territori colpiti da disastri industriali, come Vajont, Bhopal, Stava e Casale Monferrato, per condividere esperienze di riparazione e resilienza.

Preservare una memoria autentica significa raccontare non solo l’evento del 1976, ma anche gli anni successivi: le omissioni, le mobilitazioni, le informazioni diffuse e i protagonisti che hanno contribuito a mitigare i danni. La nube di diossina ha lasciato un segno indelebile nel territorio brianzolo e nelle vite delle persone, rendendo fondamentale continuare a ricordare con rigore e verità.

Sul blog Sinistra e Ambiente, nei prossimi mesi verranno pubblicati una serie di articoli per restituire una storia completa e corretta, affinché la memoria del disastro diossina non venga dimenticata e possa servire come monito e insegnamento per le generazioni presenti e future.

venerdì 26 dicembre 2025

Bonifica da diossina: ritardi e mancate risposte

Sinistra e Ambiente: "Mentre altre aree sorgente non raggiungono l’obiettivo di collaudo, Pedemontana e Pedelombarda Nuova continuano ad essere reticenti nell’esaudire le richieste documentali".

Meda, Lotto 1. Bonifica da diossina, 17/12/2025

Riceviamo e pubblichiamo. A cura di Sinistra e Ambiente


Dopo l’incontro del 17-11-2025 sulla bonifica da diossina sulla tratta B2 di Pedemontana, durante il quale Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate hanno ricevuto aggiornamenti, le attività nei lotti interessati sono proseguite.

Purtroppo, contrariamente alle dichiarazioni fatte dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e da Pedelombarda Nuova, che si erano impegnate a garantire un aggiornamento in tempo reale sui risultati dei collaudi di bonifica effettuati in contraddittorio con ARPA, ad oggi non si ha ancora contezza di tutte le analisi chimiche e dei risultati raggiunti sulle aree sorgente sottoposte alla procedura di collaudo.

Tuttavia, dagli scarni aggiornamenti sinora comunicati, alle non conformità su cui avevamo già relazionato si sono aggiunte ulteriori celle (15 × 15 m) presenti nelle “aree sorgente”, dove il contraddittorio analitico tra i dati di ARPA e quelli di Pedelombarda Nuova (esecutore della realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda) ha dato esito negativo, rilevando valori di diossine e furani ancora superiori alla soglia dell’obiettivo di bonifica.

LOTTO 2 – SEVESO
Area sorgente 9B


Non raggiunto l’obiettivo di bonifica (Tabella B – 100 ng/kg)

  • Valori riscontrati da ARPA (ng/kg): 23,9 – 97,1 – 93,9 – 94,1 – 43,5 – 14,02 – 61,9 – 52,3 – 23,8 – 18,8 – 85,7 – 59,9 – 73,7
  • Valori riscontrati da Pedelombarda Nuova (ng/kg): 117,6 – 117,4 – 106,4 – 107,6 – 110,4 – 111,8 – 101
LOTTO 3 – CESANO MADERNO
Area sorgente 11


Non raggiunto l’obiettivo di bonifica (Tabella A – 10 ng/kg)
  • Valori ARPA (ng/kg): 39,2
  • Valori Pedelombarda Nuova (ng/kg): 49 – 64 – 73
Area sorgente 64.1
Non raggiunto l’obiettivo di bonifica (Tabella A – 10 ng/kg)
  • Valori ARPA (ng/kg): 99,3 – 48,3 – 41
  • Valori Pedelombarda Nuova (ng/kg): 68 – 19 – 121 – 36 – 33
Rispetto ai dati del 17-11-2025, oggi, su 17 aree sorgente oggetto del contraddittorio di collaudo con ARPA, salgono da 12 a 15 quelle che non hanno raggiunto l’obiettivo di bonifica.

L’OPACITÀ E L’OSTRUZIONISMO DI PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA

Siamo ancora in attesa, da parte di Pedemontana e Pedelombarda Nuova, di ricevere i dati e le informazioni richieste il 17-11-2025.
È trascorso più di un mese e le due società non hanno ancora fornito riscontro alle nostre puntuali richieste di documentazione, peraltro di semplice reperibilità, relative a:
  • quantità di terreno classificato e smaltito come rifiuto in discariche per inerti;
  • quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti non pericolosi;
  • quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti pericolosi;
  • elenco degli impianti di conferimento, con specifica dei quantitativi e delle tipologie di rifiuto inviato;
  • slide dell’incontro del 17-11-2025 illustranti la situazione della bonifica, possibilmente aggiornate, comprensive anche dei risultati dei successivi collaudi in contraddittorio con ARPA.

Da tempo non vi è corrispondenza tra le parole che assicurano trasparenza e le azioni conseguenti.
Nei confronti delle nostre richieste documentali viene esercitata, nei fatti, un’opacità e un ostruzionismo strisciante che ci costringono a defatiganti ricerche tramite accesso agli atti presso altri enti.

GLI IMPIANTI DI CONFERIMENTO SINORA UTILIZZATI

Lotti bonifica 

Da un ennesimo accesso agli atti e, in particolare, dai Piani di Smaltimento relativi al terreno contaminato asportato, risulta che siano stati utilizzati i seguenti impianti di conferimento:

  • LOTTO 1 – Meda (aree sorg. 1-2-3-4-42): invio a SERVIZI srl, discarica di Marano Vicentino-Thiene.
  • LOTTO 2 – Seveso (aree sorg. 26A-12-9A-15-36-8A-39-45-27A-27B): invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS) o, in alternativa, a EREDI COMP. NAZ di Cazzago S. M. (BS).
  • LOTTO 2 – Seveso (aree sorg. 12-40): invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS); per superamento del piombo nell’eluato, sempre a TECNOINERTI con deroga o a BrixiaAmbiente di Maclodio (BS).
  • LOTTO 3 – Cesano Maderno (aree sorg. 10-20-38-41-43-19B): invio a SERVIZI srl (Marano Vicentino-Thiene) o, in alternativa, a VITER 71 – Saronno, via Grieg 71.
  • LOTTO 3 – Cesano Maderno (area sorgente 37): invio a SERVIZI srl o a VITER 71 – Saronno, via Grieg 71.
  • LOTTO 3 VAR – Cesano Maderno (aree sorg. 30 – SC59.1 – SC59.2): invio a SERVIZI srl.
  • LOTTO 3 VAR – Cesano Maderno (aree sorg. SC161 – 64.1): invio a SERVIZI srl.
  • LOTTO 3 VAR – Cesano Maderno (aree sorg. 79.2 – SC139.1 – SC159.2 – 42 – 78.2): invio a SERVIZI srl.
  • LOTTO 3 VAR – Cesano Maderno (aree sorg. 81 – SC58.1 – SC58.2 – SC58.3 – 11): invio a SERVIZI srl e a VITER 71 – Saronno, via Grieg 71.
  • LOTTO 3 VAR – Cesano Maderno (aree sorg. 199.1 – 139.2 – 42 – 77 – 76.1 – 78.2 – 79.1 – 79.2 – SC53): invio a VITER 71 – Saronno, via Grieg 71.
  • LOTTO 4 – Cesano Maderno (area sorg. 34 ovest): invio a SERVIZI srl.
  • LOTTO 4 – Cesano Maderno (area sorg. 34 est): invio a SERVIZI srl o, in alternativa, a VITER 71 – Saronno, via Grieg 71.
Nota: dalla visura del sito online, la società VITER 71 di Saronno risulta essere un impianto di trattamento rifiuti e non un sito di stoccaggio. Saranno richiesti ulteriori chiarimenti in merito.

I rifiuti vegetali sono stati inviati a Tecnogarden Service S.r.l. di Vimercate e Castelseprio.

giovedì 27 novembre 2025

Pedemontana e la bonifica da diossina: sotto terra la verità – 12 aree ancora contaminate


A seguito della seduta dell’Osservatorio Permanente sulla Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana, svoltasi il 17 novembre presso la sede di ARPA Monza, il Coordinamento dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche (Sinistra e Ambiente–Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) ha diffuso un’analisi dettagliata sull’andamento dei lavori. L’obiettivo è chiarire lo stato effettivo della bonifica, andando oltre comunicazioni giudicate “ottimistiche” o “semplificate”, e offrendo alla cittadinanza un quadro completo delle criticità tuttora presenti.

La riunione del 17 novembre è stata convocata su esplicita richiesta del Coordinamento, che da mesi denuncia difficoltà nell’ottenere dati tempestivi e completi da parte dei soggetti incaricati della bonifica. Solo attraverso specifici accessi agli atti gli ambientalisti sono riusciti ad acquisire le prime risultanze dei collaudi condotti in contraddittorio con ARPA su alcuni lotti già scavati, dai quali sono emersi diversi mancati raggiungimenti degli obiettivi di bonifica.

All’incontro erano presenti ARPA, Pedelombarda Nuova (General Contractor), Autostrada Pedemontana Lombarda, Regione Lombardia  Direzione Ambiente e Clima, e le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Seveso, Bovisio Masciago e Barlassina, oltre a una nutrita delegazione di associazioni e comitati del territorio.

Stato della bonifica: i numeri reali

Pedelombarda Nuova ha illustrato l’avanzamento dei lavori sui lotti finora affrontati: 2, 2A (Seveso), 3, 3-var, 4, 5 e 6 (Cesano Maderno). Da tali aggiornamenti emergono dati significativi:

  • Il 75% della superficie interessata è stato scavato e il terreno contaminato è stato rimosso.
  • Solo il 56% della superficie è stato sottoposto alle verifiche di collaudo con ARPA.

Ed è proprio la fase di collaudo a evidenziare le principali criticità: su 16 Aree Sorgente già esaminate, 12 non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica previsti dal D.Lgs 152/2006, che stabilisce i limiti per Diossine e Furani (10 ng/kg per aree residenziali/verde pubblico, 100 ng/kg per aree industriali).

Il Coordinamento sottolinea che, finché tali valori non rientrano nelle soglie di legge, “la bonifica non può dirsi completata”. Per questo motivo ritiene fuorviante l’affermazione secondo cui “il 75% delle aree sarebbe stato bonificato”: il dato riguarda solo lo scavo, non l’effettivo raggiungimento degli standard normativi.

Le non conformità comportano la necessità di scavi suppletivi di 20 cm, con nuova caratterizzazione del terreno, abbancamento in discariche autorizzate e ulteriori analisi in contraddittorio con ARPA. Pedelombarda Nuova stima che saranno rimossi almeno 3.500 m³ di terreno aggiuntivo, pari a circa 6.000 tonnellate.

Finora i costi aggiuntivi risultano coperti dal quadro economico dell’opera, ma il Coordinamento evidenzia che lo scenario potrebbe evolvere man mano che proseguiranno gli scavi sui lotti ancora non verificati, in particolare i Lotti 2 e 1 (Seveso e Meda).

Gli ambientalisti hanno chiesto il dettaglio completo sulla classificazione dei terreni smaltiti e sulle discariche di destinazione. Pedelombarda Nuova ha riferito che nessuna terra è stata finora classificata come rifiuto pericoloso, e si è impegnata a fornire i dati richiesti.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria in cantiere:

  • non sono stati registrati superamenti dei limiti di Diossina,
  • alcuni picchi di PM10 sono stati affrontati con fermate temporanee dei lavori e l’uso di “cannon fog”.

Sono state inoltre segnalate possibili mancanze nell’applicazione dei protocolli di sicurezza da parte di operatori nei cantieri; Pedelombarda ha preso atto dell’osservazione impegnandosi a vigilare maggiormente.

Oltre alla diossina, sono emerse ulteriori criticità:

  • 6 superamenti dei limiti di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) nel Lotto 3 di Cesano Maderno, per i quali si stanno definendo nuove modalità di gestione con ARPA e Regione Lombardia.
  • Ritrovamenti di amianto in alcune aree durante la Bonifica Ordigni Bellici: sia in frammenti di eternit sia frammisto al terreno.
  • A Barlassina, nelle future aree di viabilità complementare, è stata rilevata un’ampia presenza di amianto, che richiederà interventi specifici e maggiori costi.

ARPA sta conducendo le analisi in contraddittorio con accuratezza, supportata anche da laboratori esterni per far fronte all’enorme carico di lavoro. Le associazioni chiedono una nuova convocazione dell’Osservatorio nei primi mesi del 2026, quando la fase di scavo dovrebbe essere quasi completata e disponibili i collaudi delle aree residue.

Il Coordinamento chiude il suo resoconto ricordando che, nonostante dichiarazioni rassicuranti, la bonifica è lontana dalla conclusione e richiede ancora attenzione, trasparenza e vigilanza costante.

sabato 8 novembre 2025

Diossina e Pedemontana, la verità grazie agli ambientalisti


Pedemontana e bonifica dalla diossina: la mancata trasparenza e il prezioso monitoraggio di ambientalisti e liste civiche
di Sinistra e Ambiente - Impulsi, Meda

Con una dettagliata nota informativa del 21 ottobre 2025, i gruppi ambientalisti e le liste civiche – Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate – hanno relazionato puntualmente la cittadinanza sui rapporti con cui ARPA ha certificato, nell’ottobre 2025, l’esito negativo a Cesano Maderno e a Seveso del collaudo di bonifica dalla diossina per due aree sorgente su tre esaminate. 
Una situazione di cui i gruppi sono venuti a conoscenza non perché informati dai soggetti incaricati della bonifica e del suo controllo, ma grazie al loro faticoso e continuo lavoro di monitoraggio, in qualità di soggetti che da anni seguono con attenzione le criticità dell’autostrada Pedemontana.

Le documentazioni inerenti agli interventi di ARPA sono state ottenute tramite accesso agli atti presso gli enti coinvolti nella bonifica stessa e non dagli esecutori o dai controllori.
La nota degli ambientalisti e delle liste civiche, che per primi hanno informato sul mancato raggiungimento degli obiettivi di bonifica, è stata ripresa dalla stampa e ha costretto a una replica Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), evidentemente preoccupata per la propria immagine e per il rischio che venisse messa in discussione la bontà delle azioni attuate per la decontaminazione.
Una replica che ha definito come “interventi allarmistici” le notizie diffuse dalla stampa, confermando tuttavia tutti i contenuti della nota informativa di ambientalisti e liste civiche, che fanno parte del Tavolo Permanente, e la necessità di proseguire con l’asportazione del terreno, risultato ancora contaminato sul fondo scavo.

Eravamo e siamo informati, preparati e consapevoli delle lacune del Piano Operativo di Bonifica, laddove non sono state pienamente considerate le condizioni delle superfici contaminate dalle sostanze tossiche, tra cui la pericolosa tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), la stessa del disastro Icmesa del 1976.
In occasione dell’approvazione dell’allora Progetto Operativo di Bonifica (POB), avevamo pertanto chiesto, con una lettera ai sindaci del 13 settembre 2019, di non limitarsi allo scavo dei 20 cm del top soil, ma di definire nel protocollo d’intervento una maggiore profondità di scavo e rimozione, così da garantire una decontaminazione più certa.
Una richiesta che i sindaci avevano fatto propria, ma che non era stata accolta nella stesura finale del POB.

 


Ora due parole sulla tanto richiamata “trasparenza”, ancora lontana dall’essere raggiunta e di cui abbiamo già denunciato la carenza.
I gruppi ambientalisti e le liste civiche non hanno chiesto e ottenuto la costituzione del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica per finire ingabbiati quali sterili e subalterne presenze in un’assise di mera immagine, dove le informazioni rimangono confinate.
Il nostro ruolo è quello di essere parte attiva: monitorare gli interventi, segnalare incongruenze, chiedere la documentazione ufficiale, analizzarla e restituirla con adeguata e corretta sintesi alla cittadinanza.

Sinora la tanto declamata “trasparenza”, richiamata da Autostrada Pedemontana Lombarda, dagli incaricati alla bonifica e dagli organismi di controllo, continua a essere solo virtuale: non è praticata nei fatti e ostacola un monitoraggio snello e al passo con gli interventi.
Importanti elaborati richiesti – come i Piani di smaltimento del terreno contaminato, classificato quale rifiuto – ci sono stati negati, così come non vi è stata informazione in tempo reale rispetto ai referti delle analisi chimiche della caratterizzazione in banco.
Ora siamo costretti a rincorrere verbali, note tecniche e referti riguardanti la fase di collaudo di verifica di cui è incaricata ARPA, e siamo convinti di aver dato dimostrazione della nostra serietà e capacità nella lettura di questi, come degli altri elaborati riguardanti la bonifica dalla diossina.

Del resto, anche questo accadimento – come altri – sarebbe rimasto confinato alle dinamiche dei soli enti interessati alla bonifica, se i gruppi non lo avessero adeguatamente e con completezza reso pubblico.

Considerando che l’ultimo incontro del Tavolo Permanente si è tenuto il 16 aprile 2025, i gruppi ambientalisti e le liste civiche della tratta B2 di Pedemontana hanno chiesto il 22 ottobre 2025 una nuova convocazione, che Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha fissato per il 17 novembre 2025.

 


 

giovedì 23 ottobre 2025

Tratta B2 Pedemontana, i dati ARPA confermano criticità nei collaudi di bonifica

Lotto 1 della bonifica da diossina a Meda (situazione al 22/10/2025). Su buona parte dell’area più estesa il terreno contaminato è già stato asportato e sono state definite le celle di 25x25 metri, sulle quali ARPA eseguirà i campionamenti e le analisi chimiche in contraddittorio per il collaudo di bonifica.

a cura di Sinistra e Ambiente, Meda

Con un accesso agli atti, Sinistra e Ambiente–Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate hanno ottenuto una prima serie di documenti — verbali, note tecniche e referti analitici — relativi alle iniziali attività di ARPA Lombardia, svolte a partire dal 21 maggio 2025, per il contraddittorio sulla fase di collaudo dell’avvenuta bonifica di alcune celle o aree sorgenti presenti all’interno dei lotti interessati dalla bonifica da diossine lungo la tratta B2 di Pedemontana.


I documenti descrivono i primi interventi in cui sia il soggetto incaricato della bonifica sia ARPA hanno acquisito campioni di terreno dalle superfici già oggetto di asportazione della porzione contaminata.
I campioni, destinati ad analisi chimiche, sono stati raccolti in tre aliquote:

  • Aliquota A: per le analisi chimiche assegnate al laboratorio di fiducia dell’impresa incaricata della bonifica;
  • Aliquota B: a disposizione di ARPA;
  • Eventuale aliquota C: per analisi in contraddittorio.

I risultati analitici determinano se sul fondo scavo e sulle pareti la concentrazione di diossine e furani rientri o meno nel valore di soglia stabilito dalla normativa.
Se il valore risulta sotto soglia, ARPA può certificare l’avvenuta bonifica della cella; se invece è ancora sopra soglia, la bonifica con asportazione del terreno deve proseguire fino al raggiungimento dell’obiettivo.

LA SITUAZIONE
Obiettivi di bonifica non raggiunti in due dei primi tre interventi

Tra le aree sorgenti del lotto 2-2A figura anche la n. 13, situata appena sotto la 2B della vasca di laminazione.

La comunicazione di ARPA è stata inviata alla Direzione Ambiente e Clima di Regione Lombardia, a Pedelombarda S.c.p.A., all’ATS della Brianza, alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), alla Provincia di Monza e Brianza e, per le relative competenze territoriali, ai Comuni di Seveso e Cesano Maderno.

L’AREA SORGENTE 13

Sull’area sorgente 13 del lotto 2 a Seveso, le analisi chimiche di diossine e furani relative ai sette campionamenti, comprensivi di quelli di parte, hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per i tre campionamenti effettuati da ARPA, i valori analitici sono stati pari a 20,26 ng/kg, 33,21 ng/kg e 22,15 ng/kg.

Alla luce di tali risultati, ARPA ha dichiarato il non raggiungimento degli obiettivi di bonifica, restando in attesa della documentazione necessaria al prosieguo dell’intervento.
Durante l’attività in loco sono stati inoltre raccolti 38 campioni per l’area sorgente 9B.

L’AREA SORGENTE 44

L'area sorgente 44

Sull’area sorgente 44 del lotto 5, a Cesano Maderno, tutte le analisi chimiche effettuate sui quattro campionamenti (due di parte e due di ARPA) hanno mostrato il rispetto del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per i due campionamenti di ARPA, i valori analitici sono stati di 4,38 ng/kg e 1,33 ng/kg.
ARPA ha quindi formalizzato il raggiungimento degli obiettivi di bonifica.

L’AREA SORGENTE SC59.1

Sull’area sorgente SC59.1 del lotto 3, a Cesano Maderno, le analisi chimiche di diossine e furani dei due campionamenti effettuati hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per il campionamento effettuato da ARPA è risultato un valore pari a 71,85 ng/kg.
Di conseguenza, ARPA ha formalizzato il non raggiungimento degli obiettivi di bonifica, restando in attesa di documentazione per il prosieguo dell’intervento.

Le note tecniche “per aree sorgenti” saranno successivamente richiamate nella Relazione finale per lotti.

NON CONFORMITÀ DEI LUOGHI

I verbali di sopralluogo e campionamento dei terreni segnalano anche alcune situazioni anomale, come quella riscontrata nell’area sorgente 30 del lotto 3, a Cesano Maderno, dove la presenza di un cumulo di rifiuti in corrispondenza di alcune celle ha reso temporaneamente impossibile ad ARPA procedere al prelievo dei campioni di collaudo.
Gli addetti alla bonifica dovranno inviare ad ARPA la documentazione preliminare alla rimozione del cumulo di rifiuti.

Nell’area sorgente SC59.2, il verbale evidenzia che “lo stato dei luoghi non risulta conforme al progetto approvato” e che ARPA “resta in attesa di comunicazione in merito al prosieguo”.

IL COMMENTO DI SINISTRA E AMBIENTE

Nonostante le difficoltà che incontriamo nell’ottenere in tempo reale la documentazione, a causa dell’indisponibilità di alcuni soggetti e organismi presenti al Tavolo, continuiamo con impegno, fatica e attenzione a monitorare la bonifica.
Come si evince dalla documentazione ufficiale, su alcune aree l’intervento dovrà proseguire, poiché l’obiettivo di restituire un suolo con valori di diossine e furani entro i limiti di soglia legislativi non è ancora stato raggiunto.

Per avere un quadro completo della situazione sarà necessario attendere che ARPA esegua i campionamenti e le analisi chimiche per il collaudo di bonifica anche sugli altri lotti in cui si è conclusa la fase di asportazione del terreno contaminato.
Per accedere a tale documentazione saremo ancora una volta costretti a defatiganti richieste di accesso agli atti.

Siamo inoltre in attesa di informazioni e documentazione sulle analisi di caratterizzazione in banco e sui piani di smaltimento relativi alle celle che si trovano ancora in questa fase di lavorazione.
Al momento, la società Autostrada Pedemontana Lombarda continua a non dare segnali concreti di effettiva trasparenza comunicativa e documentale.

domenica 28 settembre 2025

Barriere verdi e dorsali ecologiche: la Brianza contro la devastazione di Pedemontana

Immagine tratta dal blog Sinistra e Ambiente

Nella cornice di Villa Borromeo, decine di associazioni ambientaliste, comitati civici e amministrazioni locali si sono riunite per discutere degli effetti e delle prospettive legate all’autostrada Pedemontana. L’incontro del 25 settembre 2025 ad Arcore, intitolato “Pedemontana: ridisegniamo il territorio compromesso”, è stato promosso da una vasta rete di realtà territoriali insieme ai Comuni di Arcore, Usmate Velate, Camparada e Lesmo, con la partecipazione del Parco Regionale Valle Lambro e di consiglieri regionali come Onorio Rosati (AVS) e Gigi Ponti (PD).

Fra i promotori figurano Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Circolo Laura Conti Legambiente Seveso, Seveso Futura, Associazione Colli Briantei, GAS Vitale, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Altra Bovisio Masciago, Comitato No Pedemontana Arcore-Camparada-Lesmo-Usmate Velate, Cittadini per Lentate, Alternativa Verde Desio, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Passione Civica Cesano Maderno, ImmaginArcore e Prospettiva Civica Arcore. Una rete ampia e variegata, che ha voluto ribadire come la grande opera stia già incidendo pesantemente sul territorio brianzolo, richiedendo contromisure urgenti e sistemiche.

Link alla relazione: Barriera verde

Uno dei temi centrali è stata la proposta di una Barriera Verde sulla tratta C, sostenuta dal sindaco di Arcore Maurizio Bono e dall’Associazione Colli Briantei. Non un semplice intervento di facciata, ma una strategia di ricucitura ecologica pensata su scala territoriale, in grado di restituire continuità a un paesaggio frammentato.

Link alla relazione: Compensazioni ambientali

Le compensazioni ambientali - 30,5 milioni di euro messi a disposizione da Pedemontana - sono state giudicate insufficienti e in parte mal indirizzate. Gli ambientalisti hanno chiesto che vengano destinati a riforestazioni, acquisizioni di aree verdi e ricostruzione di habitat, e non a opere meramente urbanistiche. Regione Lombardia ha annunciato un fondo integrativo di 9 milioni nel bilancio 2026: un passo positivo, ma ancora lontano dal fabbisogno reale.

Link alla relazione: Bonifica diossina

Alberto Colombo, di Sinistra e Ambiente Meda, ha illustrato il lavoro svolto nel Tavolo sulla bonifica della diossina lungo la tratta B2. Un contesto delicatissimo, dove - secondo gli attivisti - la società concessionaria tende a limitare l’accesso ai documenti. Da qui l’appello a garantire massima trasparenza e a riconoscere il ruolo di controllo civico esercitato dalle associazioni.

Link alla relazione: Dorsale verde

Tra le proposte emerse spicca l’idea di una Dorsale verde, capace di collegare frammenti di territorio non ancora urbanizzati e di rafforzare la continuità ecologica. Due i progetti concreti:

  • il Parco fluviale e territoriale del Seveso, che includerebbe il Bosco delle Querce, aree del PLIS GruBria e i corsi d’acqua Seveso e Tarò;
  • il Parco regionale della Brianza Est, basato sull’integrazione di PLIS PanE, Colli Briantei e altri ambiti verdi.

Link alla relazione: Parco Brianza Est

Il Comitato No Pedemontana Arcore-Lesmo-Camparada ha richiamato l’attenzione sul nodo viabilistico: con la tratta D bloccata, l’autostrada rischia di fermarsi a Vimercate, scaricando traffico insostenibile sulle strade locali. Un rischio concreto, che mina la narrazione ufficiale di un’opera “risolutiva”.

L’incontro di Arcore ha mostrato come la questione Pedemontana non sia solo tecnica, ma profondamente politica. Gli ambientalisti non si limitano più a denunciare, ma rivendicano un ruolo da co-protagonisti nella ridefinizione del territorio. La sfida sarà trasformare promesse e progetti in azioni concrete, verificabili e condivise, capaci di dare un futuro sostenibile a un territorio già profondamente segnato.

Arcore segna dunque un passaggio simbolico: dal conflitto puro tra opere e opposizione alla ricerca di soluzioni reali, in cui cittadini, comitati e istituzioni provano a disegnare - insieme - la mappa del dopo Pedemontana.

 

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