mercoledì 14 gennaio 2026

Dal disastro diossina al Bosco delle Querce: 50 anni di memoria attiva


Riprendiamo dal blog Sinistra e Ambiente di Meda un post che ricorda il 50° anniversario del disastro diossina del 10 luglio 1976, avvenuto presso lo stabilimento ICMESA. L’articolo approfondisce responsabilità, conseguenze e memoria dell’evento, e lo rilanciamo per contribuire alla riflessione sul territorio brianzolo.


Non fu un incidente: il disastro di Meda e Seveso

Il 10 luglio 1976 una nube di sostanze chimiche, tra cui la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), fuoriuscì dall’ICMESA, azienda chimica di Meda all’epoca proprietà della multinazionale svizzera Givaudan-Hoffman-La Roche. Non si trattò di un semplice “incidente”: fu un disastro colpevole, conseguenza di scelte aziendali orientate esclusivamente al profitto, con gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone.

Immagine tratta dal blog Sinistra e Ambiente

Cinque decenni dopo, preservare la memoria di quell’evento è fondamentale. Non si tratta solo di ricordare, ma di raccontare la verità: errori, omissioni, minimizzazioni, mobilitazioni e responsabilità che hanno segnato profondamente la storia del territorio brianzolo.

Come accaduto per il 40° anniversario, anche il 50° rischia di vedere narrazioni edulcorate o puramente celebrative. È importante distinguere tra chi intende veramente raccontare la memoria dei fatti e chi, invece, cerca visibilità o protagonismo, cancellando le responsabilità e il dolore vissuto dalla comunità.

Anche oggi, vicende come la realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda mostrano quanto il territorio resti delicato: opere pubbliche e interventi di bonifica rischiano di rimuovere la memoria del passato, come nel caso del Bosco delle Querce, nato dalla bonifica delle aree più contaminate e diventato simbolo di recupero ambientale.

Il Bosco delle Querce: memoria viva

Chi da anni lavora sul territorio non ha atteso le ricorrenze per ricordare l’accaduto. Il progetto INSIEME PER IL BOSCO, nato da gruppi e associazioni di Seveso e Meda, ha valorizzato il Bosco delle Querce non solo come spazio verde, ma come luogo di memoria attiva, attraverso iniziative culturali e ambientali.

Collage di immagini tratte dal blog Sinistra e Ambiente

Tra le attività promosse:

  • Laboratorio “Pensati Bosco”, per stimolare riflessione e sensibilità ambientale;
  • Attività compatibili con la naturalità, come Yoga e Tai Chi;
  • Visite guidate nella porzione sevesina e medese del Bosco delle Querce;
  • Percorsi di Memoria attraverso il “Ponte della Memoria” che racconta il disastro dell’ICMESA;
  • Presentazioni pubbliche di lavori e tesi sulle conseguenze della fuoriuscita di diossina;
  • Incontri e gemellaggi con altri territori colpiti da disastri industriali, come Vajont, Bhopal, Stava e Casale Monferrato, per condividere esperienze di riparazione e resilienza.

Preservare una memoria autentica significa raccontare non solo l’evento del 1976, ma anche gli anni successivi: le omissioni, le mobilitazioni, le informazioni diffuse e i protagonisti che hanno contribuito a mitigare i danni. La nube di diossina ha lasciato un segno indelebile nel territorio brianzolo e nelle vite delle persone, rendendo fondamentale continuare a ricordare con rigore e verità.

Sul blog Sinistra e Ambiente, nei prossimi mesi verranno pubblicati una serie di articoli per restituire una storia completa e corretta, affinché la memoria del disastro diossina non venga dimenticata e possa servire come monito e insegnamento per le generazioni presenti e future.

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