sabato 9 luglio 2011
Simulare l'autostrada per vedere l'effetto che fa
Lasciamo parlare le foto che, in questo caso, sono più significative di qualsiasi discorso.
Per ulteriori dettagli vedere il blog:
http://www.salvabrughiera.com/grazie-regione-lombardia/
venerdì 8 luglio 2011
Partecipa anche tu alla simulazione d'impatto ambientale dell'autostrada VA CO LC
Sabato 9/7/2011 nei prati adiacenti la corte de "Il Grillo" (presso la Cascina Chigollo - Via Chigollo 7) a Capiago Intimiano l'associazione "L'Ontano" di Montorfano organizza una simulazione d'impatto ambientale.
Ritrovo presso il cimitero di Intimiano alle ore 14
Tutti insieme seguiremo dei cartelli "AUTOSTRADA VA CO LC", per raggiungere i prati dove dovrebbe passare l'autostrada.
Contatti, adesioni e informazioni:
Cristian 349 006368 (dalle 12.30 alle 13.30 o dopo le 18.00).
In caso di maltempo chiamare prima per accertarsi che la manifestazione venga annullata.
Immagine tratta dal blog Salvabrughiera
sabato 5 febbraio 2011
Per salvare la brughiera e fermare la cementificazione
Oratorio di Intimiano (Via Vittorio Emanuele, di fronte alla chiesa).
Regione Lombardia ha in progetto di realizzare una ragnatela d’asfalto di nuove super/autostrade che si estenderà per 459 chilometri, costerà alle tasche dei cittadini 13,1 miliardi di euro e devasterà ampie zone verdi e agricole della nostra area.
Una di queste nuove ‘opere’, la variante B del Secondo Lotto della Tangenziale di Como (costo 823 milioni), minaccia di devastare la brughiera e i boschi sopravvissuti all’urbanizzazione dei comprensori di Orsenigo, Montorfano, Intimiano, Senna. Inserita nel progetto Pedemontana, prevede infatti la realizzazione di un collegamento a 4 corsie + 2 di emergenza laddove ora si estendono campi, boschi e aziende agricole.
Nonostante la mancanza di fondi, il progetto sta continuando il suo iter ed è necessario quindi mantenere alto il livello d’attenzione, per evitare che un progetto tanto devastante quanto inutile possa produrre danni irreparabili.
UNA VOLTA DEVASTATO, L’AMBIENTE NON SI PUÒ RECUPERARE NE’ ‘RIAGGIUSTARE’.
La necessità di una tale infrastruttura è tutta da dimostrare. I dati sui flussi di traffico dicono anzi che una spesa così esorbitante per un flusso così ridotto è un inutile sperpero. Per di più: il progetto elaborato da Società Pedemontana prevede di INCREMENTARE il traffico in quest'area, invece di sgravarlo!
Il problema della mobilità è perfettamente risolvibile con altri interventi di gran lunga meno impattanti. Esistono numerose proposte e soluzioni alternative molto più sostenibili, sensate, efficaci, rispettose del territorio e quindi delle esigenze di TUTTI i cittadini che lo popolano.
Sono molte le ragioni per opporsi a un progetto INUTILE e insensato. Soprattutto laddove le alternative più pulite (in tutti i sensi) esistono.
Come fermare questo progetto?
Innanzitutto chiedendo alla politica di riassumere il ruolo che le compete: ossia quello di gestire e amministrare, in questo caso la mobilità, con intelligenza, nell’interesse e per il bene comune, senza avvallare acriticamente progetti avanzati da privati e società costruttrici palesemente di parte.
E possibile fermare la devastazione del territorio? Come?
Una cosa è certa, se nessuno fa nulla di certo sarà impossibile fermare il progetto. Ma se invece, come è avvenuto in altri casi, si riesce a far arrivare in Regione il messaggio chiaro e forte di TUTTI coloro che sono contrari, a qualsiasi titolo e quale che sia la loro visione su possibili alternative, a questa devastante cementificazione, qualche possibilità c’è. Perché non è sempre vero che “tanto fanno quello che vogliono”. Non se gli facciamo sentire la nostra voce.
Allo stato attuale, è ancora possibile fare qualcosa.
Certo cambiare non è facile, però è vitale.
E’ perfino possibile sperare in un successo. A patto che ci si mobiliti e si agisca uniti.
Salvabrughiera ha già fatto molto al riguardo, ma ha bisogno di un maggior sostegno. C’è bisogno di fare di più. Per dare ancor più incisività all’iniziativa portata avanti da Salvabrughiera e da ogni altro gruppo che si sia mosso per la difesa del territorio è indispensabile unire le forze, mobilitarsi, essere in tanti e uniti.
Per questo abbiamo indetto questo incontro, allo scopo di far incontrare tutti coloro che, a vario titolo, si stanno dando da fare o intendono darsi da fare per opporsi a questo progetto, quale che sia la loro visione su possibili soluzioni alternative.
L’invito è rivolto a TUTTI, ma davvero tutti: cittadini, associazioni, reti, istituzioni.
Lo scopo è riunire intorno a un tavolo le forze più disparate per fare in modo che possano incontrarsi, contarsi, confrontarsi, coordinarsi e organizzarsi, così da suddividersi compiti e impegni, condividere idee e sostenersi reciprocamente. Per creare un fronte comune, per non disperdere le forze disponibili, ma organizzarle utilmente.
L’intento è di creare un COORDINAMENTO tra TUTTI coloro che vogliono tirarsi su le maniche e fare qualcosa, o lo stanno già facendo, per lavorare tutti insieme per un obiettivo comune:
fermare la cementificazione e devastazione delle nostre aree verdi.
L’importanza di fare fronte comune è chiara a tutti. Le divisioni fanno comodo solo a chi vuole indebolire il fronte dell’opposizione.
Che cos’è un Coordinamento?
È uno spazio all’interno del quale tutte le realtà interessate a collaborare possono organizzarsi e sentirsi egualmente partecipi. È fatto di riunioni periodiche per coordinare il lavoro da svolgere, le varie attività da intraprendere, le iniziative da portare avanti. Per condividere e suddividere i compiti, così da incrementare la capacita operativa e la resistenza di tutti coloro che intendono mobilitarsi.
A che cosa serve un coordinamento?
A unire tutte le forze disponibili perché lottino insieme per un obiettivo comune, quale che sia il progetto alternativo che sostengono (variante A, Novedratese o un piano più intelligente e integrato per una mobilità sostenibile). Lo scopo di un Coordinamento è di creare un collegamento tra tutte le realtà che localmente e non solo si muovono con uno stesso obiettivo, così da formare una massa critica capace di influire sugli amministratori (locali, provinciali o regionali) e spingerli a GESTIRE in modo intelligente-sostenibile, le problematiche legate alla mobilità, riappropriandosi del ruolo di amministratori che gli compete, invece di accogliere acriticamente progetti avanzati dai privati.
È un doppione di Salvabrughiera?
Assolutamente no. Il coordinamento non intende essere un doppione di altre iniziative, né porsi in antitesi ad altri antagonisti del piano autostrade, NON nasce in opposizione ad alcuna altra realtà già esistente sul territorio. All’opposto intende consentire anche a chi ha visioni differenti - e a chi intende ora mobilitarsi attivamente - di collaborare e sentirsi parte di un unico organismo, per dare forza a chi tanto ha già fatto e allargare ulteriormente il raggio d’azione delle iniziative coordinate, rendendo così più incisive le azioni portate avanti da ognuno. È uno spazio in cui tutti possono lavorare insieme e riconoscersi e Salvabrughiera ne fa parte a pieno titolo.
Ma è possibile unire gente che la pensa in modo disparato e vuole cose disparate?
Basta volerlo. L’incontro è tra gente che un obiettivo comune ce l’ha:
FERMARE LA REALIZZAZIONE DELLA VARIANTE B DEL SECONDO LOTTO DELLA TANGENZIALE.
Dopo avere raccolto TUTTE le informazioni utili per valutare la situazione, potremo anche discutere su quale possa essere la proposta (o le proposte alternative) più sensate e praticabili. Tutte le proposte saranno benvenute.
Ma dividersi e restare inattivi in questo momento, in cui invece è indispensabile esercitare tutta la pressione possibile su chi in Regione e/o in Provincia deciderà le sorti del nostro ambiente sarebbe un gravissimo errore, che pregiudicherebbe la possibilità di fermare la devastazione del nostro territorio con un progetto tanto inutile quanto insostenibile.
Per questo invitiamo tutti a partecipare all’incontro, con il massimo spirito di apertura e collaborazione. Più siamo, più forti saremo.
Informazioni: 320 0339 836
sabato 4 settembre 2010
Festa in brughiera
il Gruppo Salvabrughiera organizza una
Ore 17.30 - Ritrovo e passeggiata a piedi o in bicicletta in Brughiera c/o corte de "Il Grillo" presso la Cascina Chigollo - Via Chigollo 7 - Capiago Intimiano
Ore 19.30 - Aperitivo con l’accompagnamento musicale dei Radio Sky
Ore 20.30 - Cabaret con l’attore Christian Poggioni
Un gruppo a piedi e uno in bicicletta percorreranno le bellissime aree verdi tra Capiago ad Orsenigo che rischiano di essere cementificate e distrutte se fosse approvato il progetto di tangenziale fuori terra o di autostrada. Si può naturalmente partecipare anche a una sola delle iniziative! In caso di pioggia non si farà la passeggiata ma ci ritroverà comunque per aperitivo e cabaret!
Elisa Maspero del gruppo Savabrughiera ci ha dichiarato: "Su 6839 Luoghi del Cuore segnalati in tutt’Italia, Salvabrughiera è fra i primi venti per numero di segnalazioni! Siamo alla posizione n. 11 con la votazione online (570voti: secondo nella categoria Aree Naturali) e alla n. 17 come punteggio totale e abbiamo ancora da consegnare molte cartoline firmate in questi due mesi! Siamo inoltre in seconda posizione come AREA NATURALE!"
Se non hai ancora segnalato la Brughiera come tuo luogo del cuore clicca qui, è sufficiente inserire i vostri dati sulla pagina dove è già scritto: Luogo del cuore: SALVA BRUGHIERA e confermare la mail che il sito vi manda automaticamente. Il tuo voto può salvare la Brughiera! Aiuta a farla entrare nel cuore di tutti gli italiani!
Per maggiori informazioni sulla campagna FAI cliccare qui.
Per informazioni consultate il blog www.salvabrughiera.com
o scrivete a salvabrughiera@gmail.com
sabato 12 giugno 2010
Un appello per salvare la brughiera della Brianza
La variante del Secondo Lotto della Tangenziale di Como inserita nel progetto Pedemontana, prevede, al posto del percorso originario quasi totalmente in galleria, uno fuori terra che attraversa da Capiago Intimiano a Orsenigo la splendida area di brughiera sopravvissuta all’urbanizzazione. Il progetto sta continuando il suo iter e la Regione Lombardia intende in tempi brevi arrivare a una definizione del tragitto definitivo.E’ quindi necessario fare pressione perché la brughiera venga salvata dalla devastazione e perché eventuali percorsi autostradali siano il più possibile compatibili con la salvaguardia ambientale di un patrimonio comune e prezioso.
Anna Maspero del Gruppo Salvabrughiera ha dichiarato: "Chiediamo a tutti voi amici di votare la nostra brughiera come LUOGO DEL CUORE all’interno del censimento nazionale promosso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) per indicare tutti quei luoghi da conservare intatti per le generazioni future."
Per maggiori informazioni sull’iniziativa cliccare qui.
Per dare il vostro voto cliccare qui, e indicate:
Luogo del cuore: SALVA BRUGHIERA - Provincia: Como - Comune: Capiago Intimiano (è sovraccomunale, ma bisogna inserire un comune) - Tipologia: area naturale
Foto tratta da: Salvabrughiera
martedì 25 maggio 2010
Pedemontana bis: il "no" della Provincia di Como alla Varese-Como-Lecco non salva la brughiera
Riportiamo di seguito il testo di un articolo pubblicato il 22 maggio scorso da L'Ordine, quotidiano di Como, seguito da un commento del Gruppo Salvabrughiera.La Provincia prepara lo sgambetto al Pirellone sulla Varese-Como-Lecco
di Fabio Corti
Costosa, superflua, invasiva. Insomma da non fare. Villa Saporiti, dal presidente Canoni all’assessore alla Grande viabilità Sergio Mina fino al dirigenti di settore, non ha mai nascosto perplessità riguardo il progetto per l’autostrada Varese-Como-Lecco. Dopo qualche mese in stand-by causa elezioni regionali, il dibattito s’è ravvivato sull’onda della rielezione dl Roberto Formigoni a governatore e, soprattutto, della riconferma di Raffaele Cattaneo quale assessore alle infrastrutture del Pirellone. Da Milano procedono spediti, convinti che il progetto sia solido e valido, e pensano a come riunire nel dibattito tutte le realtà locali coinvolte al fine dì trovare la quadra.
Proprio all’indirizzo di Cattaneo, la Provincia di Como sta "covando" un’azione politica. L’altroieri la commissione Territorio ha stilato un atto d’indirizzo sui principi di viabilità stradale e ferroviaria. In pratica, un dossier che prende in esame i principali progetti viabilistici che interessano il nostro territorio e si esprime con una valutazione generale di merito: questo va bene, questo meno, questo è meglio lasciar perdere. Nell’ultima categoria rientra appunto la Va-Co-Lc
In proposito, l’atto d’indirizzo esprime parere decisamente negativo, per tre ordini di motivi.
Primo: prettamente viabilistico. Le rilevazioni sul traffico di Villa Saporiti rivelano che l’esigenza stessa di realizzare un tracciato così importante sia infondata, dacché i veicoli in circolazione sulla tratta prevista sono tanti, certo, ma non in numero da rendere necessaria un’autostrada. Specie nella sfera a cavallo tra Como e il Vanesotto, la Provincia ritiene di poter risolvere i problemi viabilistici con alcune varianti già progettate e finanziate, come quelle alla Briantea.
Secondo: il progetto della Va-Co-Lc è giudicato troppo invasivo dal punto di vista ambientale. Alcune porzioni del suo ipotetico tracciato attraverserebbero zone ad alta sensibilità ambientale specie ella tratta Como-Lecco, sicché i tecnici anno riconosciuto come fondati i timori da parte di alcuni sindaci del territorio.
Terzo, ma affatto meno importante, il capitolo dei costi. Da Villa Saporiti reputano eccessivamente “incerto” l’equilibrio finanziario della nuova autostrada, che avrebbe costi molto elevati.
Aspetti negativi che vanno inquadrati in un contesto particolare. Anzitutto, la nostra provincia è quella maggiormente interessata dal progetto, con ben 14 comuni lariani su un totale di 16 attraversati dal tracciato.
Dopodichè esistono opere che l’amministrazione guidata dal leghista Leonardo Canoni ritiene “prioritarie”, su tutte la realizzazione del secondo lotto della tangenziale, per il quale i finanziamenti sono ancora coperti da un punto di domanda; per non parlare della Pedemontana che da poco ha avviato i cantieri o della terza corsia sull’autostrada A9 che ci collega a Milano.
Nel provvedimento messo a punto dalla commissione è inserita anche una richiesta precisa: quella di stralciare la Varese-Como-Lecco e tutte le pratiche ad essa collegate sia dalla pianificazione provinciale sia da quella regionale. Il documento deve ancora passare sia attraverso la giunta che il consiglio dl Villa Saporiti, ma è difficile che incontri grosse resistenze. Infine, tra gli altri interventi presi in considerazione emergerebbe un’altra bocciatura, quella sulla Garibaldina. Al contrario, viene definita prioritaria la tangenziale di Cantù.
Commento del Gruppo Salvabrughiera:
La tangenziale si farà! Secondo quanto scritto, una delle due priorità votate dalla Commissione Territorio della Provincia è il Secondo Lotto della Tangenziale di Como. Quello appunto che attraverserebbe la nostra brughiera in base alla proposta di variante al progetto originario in galleria alle spalle di Montorfano. Importante continuare a fare pressione perché se quest’opera è come sembra inevitabile, almeno non abbia altissimi costi dal punto di vista della distruzione del nostro residuo patrimonio ambientale.
Nel fotomontaggio, tratto da www.salvabrughiera.com, la brughiera "tagliata" dalla Tangenziale di Como
giovedì 8 aprile 2010
Una passeggiata per salvare la Brughiera
Domenica 18 Aprile il gruppo Salvabrughiera organizza una passeggiata di sensibilizzazione aperta a tutti, pedoni e ciclisti, per percorrere le bellissime aree verdi della Brughiera compresa tra Capiago e Orsenigo, che rischiano di essere cementificate e distrutte irrimediabilmente dal progetto di tangenziale e autostrada.La passeggiata, che vedrà un gruppo in bici e uno a piedi, partirà alle ore 15.30, con ritrovo alle ore 15.00 a “il Grillo” (Capiago Intimiano, Via Chigollo 7), un antico cascinale posto in un’oasi di pace fra le verdi colline alla base del Triangolo Lariano. Si proseguirà poi sui bellissimi sentieri boschivi arrivando fino al torrente Terrò, che nasce dall’unione di differenti corsi d’acqua nella zona delle colline moreniche tra il Grillo e la Cassinazza. Anche quest’ultimo, uno stupendo agriturismo immerso nel verde, sarà una delle mete del percorso. Il rientro è previsto per le ore 17.00 circa al Grillo dove verrà offerta a tutti i partecipanti una tazza di tè.
Lo scopo della passeggiata è quello di sensibilizzare su quanto sta avvenendo e di mostrare a tutti quale sia la bellezza e l’importanza ambientale di quest’oasi verde sopravvissuta nei secoli alla lottizzazione e cementificazione. Obiettivo è anche quello di coinvolgere i primi cittadini, le amministrazioni locali e le numerose associazioni ambientaliste nella tutela di questo comune e prezioso patrimonio; come d’altronde sta già avvenendo con la costituzione del Comitato Intercomunale per la Difesa del Territorio che vede già l’adesione di ben sette comuni e di cui fanno parte anche il gruppo spontaneo Salvabrughiera e altre associazioni ambientalistiche tra cui Italianostra e l’Ontano di Montorfano.
In caso di maltempo la passeggiata verrà rimandata.
Per maggiori informazioni e per conferma in caso di cambio data consultare il blog www.salvabrughiera.com o scrivere a salvabrughiera@gmail.com .
E per chi volesse informazioni sul progetto, approfittando di una passeggiata nel verde, nel pomeriggio di domenica 11 al Grillo ci sarà un banchetto con materiale esplicativo e raccolta firme di sostegno.
Gruppo Salvabrughiera - salvabrughiera@gmail.com (tel. 3473676162).
domenica 28 febbraio 2010
Appello per salvare la Brughiera: manca solo Cantù!
Giovedì 4 marzo alle 20.30, a Cantù, presso il Salone dei Convegni in piazza Marconi si terrà una seduta del Consiglio Comunale. All'ordine del giorno lo stop alla realizzazione della variante fuori terra dell'autostrada "VA-CO-LC" che taglierebbe in due la Brughiera, distruggendo, con orribili viadotti, una parte importante della Brughiera fra il Grillo ed Orsenigo.Claudio Bizzozero, del Comitato Salvabrughiera, nel richiedere sostegno ai cittadini ha dichiarato: "All'appello contro la variante fuori terra dell'autostrada hanno risposto finoro tutti i Comuni della zona. Manca solo Cantù. Se anche il nostro Comune, come noi speriamo, si esprimesse giovedì sera contro l'ipotesi di variante autostradale, questa variante non si farebbe e la Brughiera sarebbe salva".
martedì 16 febbraio 2010
Pedemontana bis: nasce il "Comitato intercomunale a difesa del territorio"


Resoconto di Anna Maspero
del Gruppo Salvabrughiera e fra i promotori del Comitato Intercomunale a Difesa del Territorio
Il 10 febbraio scorso a Senna Comasco si è formalmente costituito il Comitato Intercomunale a Difesa del Territorio. Cliccate qui per leggere il comunicato ufficiale.
Intenso e partecipato l’incontro che ha visto duecento persone sempre attente, desiderose di fare sentire la loro voce e di avere informazioni chiare rispetto alle scelte sulla viabilità nell’area della brughiera brianzola che in questo momento vedono progetti, bocciature, varianti, piani di fattibilità e piani regolatori territoriali… tanti strumenti che sembrano però incapaci di dare una risposta chiara al problema e di cui alla fine non è sempre chiara neppure la paternità.
La Regione Lombardia ha investito 200.000 euro nel progetto di fattibilità dell’autostrada Varese-Como–Lecco presentato al Pirellino, che contiene la variante al Lotto 2 della tangenziale di Como, ma a detta di rappresentanti della Regione presenti ieri sera al dibattito, non ha sposato il progetto, ha solo recepito le richieste di 23 Associazioni di Categoria e delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura delle Province interessate (che hanno versato i restanti 400.000 euro di costo del progetto).
Contraria al progetto presentato sembra essere anche l’Amministrazione Provinciale di Como.
Quello che è certo è che il primo lotto della tangenziale fino allo svincolo di Acquanegra fra Como e Casnate verrà terminato entro il 2014 e inevitabilmente bisognerà pensare a trovare soluzioni e continuità nella rete viaria per non peggiorare al posto di migliorare la situazione del traffico. Sappiamo anche che i tracciati di autostrade, una volta disegnati su carta e, come in questo caso anche inseriti nel Piano Territoriale della Regione Lombardia e quindi vincolanti per i Comuni, hanno forti probabilità prima o poi di essere realizzati, anche se oggi mancano i fondi. O meglio, i fondi ci sono ma sono insufficienti per la realizzazione del tracciato originario in galleria, il che aumenta il rischio di una scelta dettata solo da motivi economici, senza valutarne i costi ambientali e la perdita di aree verdi che non hanno prezzo perché insostituibili una volta distrutte. Un’autostrada è per sempre e una volta costruita porta con se inevitabilmente altre opere altrettanto distruttive dell’area che attraversa, oltre all’ovvio inquinamento visivo, acustico e dell’aria.
In una situazione così confusa noi cittadini rimaniamo in un limbo che oscilla fra l’accettazione tipicamente nazionale, l’inutile allarmismo e l’indifferenza. Ieri sera c’era tutto fuorché accettazione e indifferenza, ma non c’era neppure allarmismo. C’era solo il desiderio di prendere coscienza di fatti che ci toccano direttamente e di capire progetti che rischiano, se attuati così come sono, di stravolgere la vita e il lavoro di molti di noi. Facciamo dunque sentire anche la nostra voce perché le strade che saranno percorse (in questo caso anche fuor di metafora) non siano costruite “sopra le nostre teste” (anche questo non solo metaforicamente parlando).
Quello che l’intera sala senza eccezione alcuna ha chiesto è una risposta che parta da esigenze reali e quantificate del territorio in termini di viabilità, che parta soprattutto da un presupposto che deve stare a monte di qualsiasi scelta progettuale e cioè operare nel massimo rispetto possibile dell’ambiente, delle attività che sul territorio si svolgono e di chi ci vive.
E’ stato bello vedere l’immediata e incondizionata l’adesione dei rappresentanti delle diverse associazioni del settore agricolo presenti in prima fila, e ciò anche in considerazione del fatto che la variante proposta penalizza, oltre all’ambiente nel suo insieme, proprio le aziende agricole, agrituristiche e florovivaistiche attive in quest’area, e sono ancora molte, nonostante sia spesso considerata solo come una zona esclusivamente industriale e artigianale. Le accorate parole della prof. Lang, presidentessa di Italia Nostra, hanno sottolineato come spesso ci si dimentica che l’agricoltura rimane il settore primario. La nostra è ancora un’area di grande bellezza e valore ambientale, come hanno raccontato le immagini proiettate dal nostro gruppo Salvabrughiera.
E’ stato bello vedere come il neocostituito Comitato stia ottenendo l’adesione di quasi tutti i Comuni interessati, evitando il rischio più che reale di una visione campanilistica e opportunistica per cui si difende solo il proprio orto cercando di spostare il problema un po’ più in là.
E’ stato bello vedere come gli interventi del numeroso pubblico presente siano stati un vero fiume in piena di richieste, di chiarimenti e di appelli per un approccio del problema viabilità che non veda solo la costruzione di “varianti”, ma piuttosto che cerchi “alternative” strutturali, compatibili con l’ambiente e la tutela del territorio, dalla riqualificazione del trasporto su rotaia, allo sviluppo del telelavoro, a soluzioni transfrontaliere che passano per il Ticino (allungando di soli 4 km il percorso rispetto all’ipotesi di autostrada). Forti anche le testimonianze di solidarietà di altre associazioni che stanno portando avanti la stessa azione di difesa del territorio in un’area complessa come è quella brianzola, dal WWF di Seregno, a Legambiente di Tradate, al Comitato per il Parco Regionale della Brughiera, a piccoli gruppi spontanei come L’ontano presente a Montorfano a difesa del parco.
Fonte: Gruppo Salvabrughiera
Nota di "Brianza Centrale".
All'assemblea pubblica erano presenti anche esponenti dell'Associazione Torrette Dosso Bini Boscone di Macherio e del Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza Centrale.
Leggi anche, su questo blog:
- Lo sfregio della Pedemontana bis
- Lo sfregio della Pedemontana bis prosegue alla Pineta di Tradate
- Pedemontana bis: nasce il Comitato Salvabrughiera
- Pedemontana: lo sfregio della tangenziale di Como nella brughiera
- Eliminiamo la Pedemontana dal futuro di Jonàs
martedì 9 febbraio 2010
Eliminiamo la Pedemontana dal futuro di Jonàs
Dal sito "A come avventura" che vi invitiamo a visitare. Jonàs, che avrà vent'anni nel 2030...
di Anna Maspero
Questo bimbo lo chiamerò Jonàs, riprendendo il titolo di un vecchio film, “Jonàs che avrà vent’anni nel 2000”.
Jonàs ha mosso qui, su questi prati della brughiera, i suoi primi passi lo scorso autunno.
Riguardo una mia vecchia foto in bianco e nero, sono passati, anno più anno meno, cinquant’anni. Anch’io ho imparato a camminare e a correre su questi prati. C’erano solo campi, boschi e risorgive. Qui ho trascorso tutte le mie estati da bambina e da ragazza. Ricordo quando non c’era l’acqua corrente, si andava a prenderla con i secchi al pozzo e ci si lavava in una tinozza di ferro, ricordo la trebbiatura del grano, la vendemmia di un piccolo vigneto, le vacche da pascolare dopo l’ultimo taglio. Allora c’erano i mucchi di fieno e i contadini lo raccoglievano con la forca, al posto deit trattori c’era un cavallo da tiro di nome Gris. Oggi ci sono moderni macchinari e rotoballe.
Ma il profumo del fieno tagliato è lo stesso. E anche il mio amore per questa terra, condiviso con chi qui vive e lavora. Cinquant’anni fa intorno c’erano pochissime case, solo vecchie cascine, spesso cadenti: Ca’Nova, Pelada, Chigollo (o Imbirone come la chiamavamo noi…), Cascina Comune, Cassinazza, tutte terreno dei miei giochi di allora. Adesso ci sono parecchie ville nascoste nel verde, ma ancora prati e boschi aperti a tutti e non recintati. Qualche cascina è stata demolita, ma la maggior parte sono incredibilmente sopravvissute grazie alla passione e all’iniziativa di privati. Per quanto tempo resisteranno? Il sacrificio per mantenerle è enorme.
La Regione Lombardia scrive messaggi pubblicitari a tutta pagina “56.000 imprese agricole si prendono cura del territorio della Lombardia. Noi ci prendiamo cura di loro”. Come si prende cura? Finanziamenti zero, perché, ci dicono, qui siamo in una zona ricca, non nelle valli disagiate, e non pensano che i costi gestionali di queste antiche strutture sono altissimi, che lavorare la terra non lascia praticamente margini di reddito. Ma a questo ci eravamo abituati.
Lo spettro che si aggira ora per questa brughiera è la nuova tangenziale di Como, già potenzialmente inserita nel progetto di un’autostrada. Il tracciato proposto attraversa fuori terra i campi coltivati e i boschi superstiti e con una precisione che neppure se l’avessero fatto di proposito potevano riuscirci così bene, colpisce una a una TUTTE le antiche fattorie elencate sopra, insieme ad altre aziende florovivaistiche che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
Se sono stati spesi, come sono stati spesi, 600.000 euro per questo progetto autostradale, o chi ha disegnato il tracciato non è al corrente dei tanto pubblicizzati buoni propositi della Regione Lombardia verso le Aziende Agricole sopravvissute alla cementificazione del territorio, oppure la pubblicità della Regione è solo demagogia. O forse entrambe le cose.
In un mio libro scrivevo: “Tutti abbiamo lo stesso cielo, ma l’orizzonte – reale e metaforico – è per ciascuno diverso, sedimentato nei propri geni attraverso la familiarità con i paesaggi che ci hanno visto crescere. Il mio non è l’orizzonte a 360° dei marinai. Non è nemmeno quello aspro dei montanari, con alte pareti di roccia a ostacolare lo sguardo e il cammino. Non è quello pianeggiante dei nomadi del deserto, una linea che sembra spostarsi sempre in avanti, dando la sensazione di non arrivare mai. Il mio orizzonte è una linea morbida di boschi e colline, che lascia libero lo sguardo di vagabondare, ma, escludendo «l’ultimo orizzonte», lascia che la mente sogni «interminati spazi al di là di quella»”.
Ora, ogni volta che dalla finestra della cascina dove ho la fortuna di vivere guardo i prati, penso a una scura striscia d’asfalto che potrebbe ferirli. E Jonàs? Dove correrà Jonàs quando avrà vent’anni? Respirerà i gas di scarico o l’odore del fieno appena tagliato? Quali saranno i suoi orizzonti? Forse dei viadotti d’autostrada.
A.M.
Visita il sito "A come Avventura" cliccando qui.
Visita il blog del Gruppo Salvabrughiera cliccando qui.
Mercoledì 10 febbraio alle ore 21, presso il Centro Sociale di Senna Comasco in Via Roma 46, appuntamento pubblico in cui verrà formalizzata la nascita del Comitato Intercomunale di Difesa del Territorio.Per firmare la petizione a difesa della brughiera cliccare qui.
Leggi anche, su questo blog:
- Lo sfregio della Pedemontana bis
- Lo sfregio della Pedemontana bis prosegue alla Pineta di Tradate
- Pedemontana bis: nasce il Comitato Salvabrughiera
- Pedemontana: lo sfregio della tangenziale di Como nella brughiera









