Visualizzazione post con etichetta Provincia Lecco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Provincia Lecco. Mostra tutti i post

mercoledì 24 dicembre 2025

Nuove infrastrutture stradali e diritto alla mobilità pedonale: il caso del Ponte di Brivio come esempio per tutta la provincia di Lecco


a cura del WWF Lecco


WWF Lecco condivide e sostiene con convinzione la posizione espressa dal Sindaco di Brivio, Federico Airoldi, che ha sollecitato ANAS affinché il progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria del ponte di Brivio preveda la realizzazione di una passerella pedonale adeguata e sicura.

Il tema sollevato dal Sindaco non riguarda però unicamente il singolo manufatto, ma si inserisce in una questione più ampia e strutturale: la necessità di garantire la piena fruibilità pedonale – e più in generale la mobilità lenta – nelle nuove arterie stradali e negli interventi di adeguamento infrastrutturale in tutta la provincia di Lecco.


Negli ultimi anni assistiamo alla progettazione di opere viarie che cercano di dare soluzioni alle esigenze del traffico veicolare, ma che troppo spesso relegano pedoni e ciclisti a spazi residuali, insufficienti o addirittura assenti. Questa impostazione non è più sostenibile, né dal punto di vista della sicurezza né da quello ambientale e sociale.

Il Ponte di Brivio rappresenta un caso emblematico: un’infrastruttura strategica, utilizzata quotidianamente anche da pedoni, che rischia di vedere impedita la possibilità di attraversamento a piedi in condizioni di sicurezza. Integrare fin da ora una passerella pedonale nel progetto significa riconoscere che camminare non è un’attività marginale, ma una modalità di spostamento fondamentale, che deve essere tutelata al pari di tutte le altre.


Come associazione ambientalista riteniamo che ogni nuova strada, ponte o arteria di collegamento debba essere concepita come uno spazio pubblico accessibile, capace di connettere territori e comunità senza escludere chi si muove a piedi. Investire nella fruibilità pedonale significa promuovere salute, ridurre l’impatto ambientale, valorizzare il paesaggio e rendere i territori più vivibili.

Per questi motivi, WWF Lecco invita ANAS, Provincia di Lecco ed enti competenti a fare della mobilità pedonale un criterio strutturale della progettazione, non una semplice aggiunta opzionale. La richiesta avanzata per il Ponte di Brivio va nella giusta direzione e merita di diventare un principio guida per tutte le future infrastrutture del territorio.

mercoledì 27 marzo 2024

Perplessità del Circolo Ambiente sul nuovo progetto per i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno

Ipotesi di tracciato del nuovo bypass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno.

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Siamo perplessi sulla proposta di un nuovo progetto per i torrenti Bevera e Gandaloglio a Molteno, per il quale si prevede uno stanziamento economico di 800 mila euro da parte della Regione.   
Lo diciamo in merito all'esito dell'incontro, reso pubblico dal sindaco di Molteno, il quale si sarebbe visto coi tecnici di Regione Lombardia per la possibilità di realizzare un by-pass tra i torrenti Bevera e Gandaloglio, per la protezione del nucleo abitato di Molteno.

Noi continuiamo a ribadire le nostre perplessità sulla logica con cui si vuole affrontare la gestione dei torrenti e dei rischi di allagamento. La realizzazione di un by-pass risponde solo alla solita logica, puramente idraulica ed ingegneristica, di spostare l'acqua da un punto all'altro, senza risolvere le vere cause all'origine dei rischi derivanti dalle esondazioni, cause che invece vanno cercate nell'eccessiva cementificazione del territorio, soprattutto nelle aree vicine ai corsi d'acqua. Purtroppo la stessa logica, di natura solo idraulica, la si sta applicando con le vasche di laminazione in località Redaella sul torrente Gandaloglio.
Invece la vera soluzione passa anzitutto dal porre un vincolo urbanistico per mantenere libere (cioè non edificabili) tutte le zone di esondazione naturale dei torrenti, attraverso lo stop al consumo di suolo. Cosa che non vediamo negli strumenti urbanistici dei comuni del territorio e in particolare di Molteno che, lo ricordiamo, ha il record di cementificazione in provincia di Lecco e il cui PGT vigente prevede ulteriori edificazioni anche in aree prossime ai torrenti!

La confluenza dei torrenti Bevera e Gandaloglio nel tratto 'coperto' in corrispondenza dello stabilimento ex Segalini.

Se poi si deve ragionare in termini di priorità negli interventi di 'messa in sicurezza', se Regione Lombardia ha dei soldi da stanziale, ebbene questi li si potrebbero utilizzare per risolvere il vero e unico nodo idraulico sui torrenti, ovvero l'area della ex Segalini, costruita proprio sopra la confluenza tra i torrenti Bevera e Gandaloglio. Con quello stanziamento economico si potrebbe acquisire o espropriare quella porzione della ex Segalini, per poi procedere con la demolizione della parte di capannone liberando l'area di confluenza tra i due torrenti in modo che venga rinaturalizzata, creando un'area verde a cielo aperto proprio in corrispondenza della confluenza a 'Y'.
Invece qui ci sembra che si stia pensando - ancora una volta - alla soluzione apparentemente più 'comoda': scavare un nuovo canale artificiale - oltretutto tagliando in due una preziosa area agricola - con un by-pass che, ripetiamo, non si capisce come potrebbe risolvere il problema degli allagamenti. Infatti col nuovo by-pass, le acque di piena del Bevera, anziché continuare nello stesso torrente verso il centro di Molteno, verrebbero fatte confluire nel Gandaloglio (il cui tratto finale passa altrettanto vicino ad alcune abitazioni di Molteno), dove però lo stesso volume di acqua verrebbe 'fermato' dalla soletta del capannone della ex Segalini. Quindi, col by-pass, avremmo una 'non' soluzione definitiva del problema, ma solo lo spostamento delle acque da un punto ad un altro.

sabato 18 novembre 2023

Dissesto idrogeologico in Brianza, Como e Lecco: 17,4 milioni di Euro per 10 opere

Roggia Vecchia a Mariano. Immagine tratta dal web

Il piano triennale 2023-2025 per contrastare il dissesto idrogeologico in Lombardia ha ottenuto un finanziamento complessivo di circa 48 milioni di euro. Di questi, poco più di 17,4 milioni distribuiti in 10 interventi sono stati destinati alle province di Como, Lecco e Monza Brianza.

La provincia di Como è la principale beneficiaria, con 15,4 milioni di euro, seguita da Lecco con poco più di 1,1 milioni, e Monza Brianza con 830.000.

Ecco una sintesi degli interventi pianificati:

Como (5 interventi - Totale 15.469.267,71 euro):

  • Alzate Brianza, Cantù, Carugo, Mariano Comense: Riduzione del rischio idrologico nei torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (11.529.216,71 euro).
  • Blevio: Messa in sicurezza del tratto nel torrente Girola e dei manufatti in località Monti di Sopravilla (700.000 euro).
  • Dongo e Stazzona: Messa in sicurezza Valle di Lesio a tutela dell’abitato di Dongo a seguito degli eventi calamitosi di luglio 2023. Realizzazione di vasche di espansione e opere idrauliche complementari (1.745.051 euro).
  • Erba: Sistemazione idrogeologica, stabilizzazione dei versanti, delle sponde e dell’alveo del tratto terminale del torrente Bova (380.000 euro).
  • Mariano Comense: Interventi nel sottobacino idrografico torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (1.115.000 euro).

Lecco (3 interventi - Totale 1.120.000 euro):

  • Civate e Valmadrera: Intervento di regimazione tratto terminale torrente Toscio, lotto di valle confluenza Rio-Torto (490.000 euro).
  • Erve: Opere di difesa da caduta massi a protezione dell’abitato (480.000 euro).
  • Olginate, Airuno, Brivio, Calco, Imbersago, Robbiate, Paderno d’Adda, Cornate d’Adda, Trezzo sull’Adda: Messa in sicurezza, in particolare, dell’alzaia del fiume Adda nel tratto Olginate (Lecco)- Trezzo sull’Adda (Milano) (150.000 euro).

Monza e Brianza (2 interventi - Totale 830.000 euro):

  • Besana in Brianza: Area di esondazione controllata del rio Brovada, lotto 1 area di monte (580.000 euro).
  • Usmate Velate: Intervento di ripristino spondale del torrente Molgoretta alla confluenza del torrente Molgora (250.000 euro).

martedì 5 aprile 2022

Ampliamento impianto sciistico dei Piani di Bobbio. Le associazioni ambientaliste diffidano il Comune di Barzio: “Non c’è stata valutazione di impatto ambientale e di incidenza”


A stagione sciistica chiusa già si pianifica il prossimo inverno. Nel caso della Valsassina, più precisamente nel comprensorio dei Piani di Bobbio, lo si fa progettando un ampliamento dell’attuale impianto di risalita e un nuovo manufatto adibito a esercizio di ristorazione, con annesso parco ludico attrezzato, in un’area dall’elevato valore naturalistico. È quanto denunciano LIPU, WWF, Legambiente Lombardia e Federazione Pro Natura Lombardia, che hanno inviato una diffida al Comune di Barzio (LC), coinvolgendo Comunità Montana Valsassina Valvarrone Esino Riviera, Provincia di Lecco, Regione Lombardia, Parco delle Orobie Bergamasche e in copia anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese. Con delibera del consiglio comunale del 1° marzo, infatti, è stato approvato il progetto di una nuova seggiovia quadriposto in una zona di straordinaria importanza per la connettività ecologica regionale tra provincia di Lecco e provincia di Bergamo, oltre che crocevia posto tra gli omonimi siti di Rete Natura 2000, ovvero le ZPS Parco Regionale Orobie Bergamasche, Costa del Pallio e Monte Resegone, Grigne ed il SIC Valtorta e Valmoresca.

Nonostante la localizzazione e la tipologia dell’opera sia soggetta per legge a verifica di VIA, l’approvazione del progetto non risulta essere stata preceduta da valutazione di incidenza, in violazione della Direttiva Habitat e delle Linee Guida per la valutazione di Incidenza 2019 approvate nella conferenza Stato Regioni. Inoltre, viene prospettato lo sgravio di quasi 1.500.000 metri quadri di prati e pascoli alpini di particolare pregio ecosistemico e paesaggistico, da uso civico a disposizione del privato, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica e senza l’intervento dello Stato, che invece sarebbe dovuto per tale casistica. Una serie di irregolarità, dunque, quelle evidenziate dalle associazioni firmatarie della diffida, tra le quali si annovera anche la nuova concessione per l’esercizio dell’impianto a fune senza gara né evidenza pubblica, ma con affidamento diretto alla ITB s.p.a.

«In uno degli inverni più secchi degli ultimi 15 anni, a fronte di prospettive di innevamenti sempre più blandi e sempre più ad alte quote, in Valsassina si pensa di ampliare gli impianti da sci a 1600 metri di quota. Il progetto indicato come in sostituzione di un impianto esistente, in realtà dalla visione del layout del tracciato, si sposta dall’attuale sede per occupare un altro versante, con relativi disboscamenti ed alterazioni di habitat, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e qualificata dal vigente PGT come spazi ad elevata naturalità. Invitano le autorità a intervenire nell’ambito dei propri poteri di controllo per il ripristino immediato della legalità dell’azione amministrativa, anche al fine di evitare nuove procedure di infrazione per la violazione delle direttive eurounitarie, oltre che l’addebito di danno erariale di natura ambientale, confidando di non dover avviare vertenze giudiziarie nelle sedi opportune» commentano congiuntamente le associazioni.

lunedì 25 luglio 2016

I 38 siti contaminati della Brianza

Eventi accidentali, sversamenti e scarichi abusivi di rifiuti nel suolo e nel sottosuolo costituiscono le cause principali dei maggiori casi di inquinamento rilevati sul territorio brianzolo, inquinamento che interessa in maggiore o minore misura tutte le matrici ambientali (aria, suolo, sottosuolo, acque di falda e superficiali).

In provincia di Monza e Brianza sono 38 i siti contaminati e 57 quelli potenzialmente contaminati riportati nella banca dati unificata di Regione Lombardia e di ARPA (AGISCO – Anagrafe e Gestione Integrata dei Siti Contaminati).

Di seguito riportiamo l'elenco dei 22 comuni brianzoli interessati dai siti contaminati:
Agrate, Arcore, Bellusco, Besana Brianza, Bovisio Masciago (2), Brugherio (4), Burago Molgora, Caponago, Ceriano Laghetto (2), Cesano Maderno (3), Concorezzo, Correzzana, Lesmo (2), Limbiate, Lissone, Monza (8), Nova Milanese, Renate, Seregno, Varedo, Villasanta (2), Vimercate (2).

Questi invece i comuni elencati tra quelli interessati dai 57 siti potenzialmente contaminati: Albiate, Arcore, Barlassina, Bernareggio, Bovisio Masciago, Brugherio, Burago Molgora, Ceriano Laghetto (2), Cesano Maderno, Desio (6), Giussano (2), Lentate sul Seveso, Limbiate (2), Lissone (5), Meda, Mezzago, Monza (11), Muggiò, Nova Milanese (2), Ornago, Ronco Briantino, Seregno (4), Seveso, Triuggio, Usmate Velate, Veduggio con Colzano, Villasanta, Vimercate (2).

Nella vicina provincia di Como sono 33 i siti contaminati e 12 i siti potenzialmente contaminati.

In provincia di Lecco risultano invece 22 siti contaminati e 22 i siti potenzialmente contaminati.

Gli elenchi dei siti contaminati, potenzialmente contaminati e bonificati, pubblicati sul sito della Regione Lombardia, rappresentano una fotografia dello stato dell’arte sul territorio lombardo, pur essendo in continuo aggiornamento da parte dell’Ufficio Bonifica delle aree contaminate.

Allegati
Fonte: Regione Lombardia

lunedì 2 giugno 2014

Una domenica nella Brianza del Cavallo Rosso

Foto di Sergio Mozzanica
Domenica 8 giugno 2014 
Villa Greppi, Monticello Brianza

A pochi mesi dalla scomparsa del noto scrittore Eugenio Corti, l'Associazione Brianze, con il contributo della Provincia di Lecco e in collaborazione con il Consorzio Brianteo Villa GreppiMateriaviva e  l'Associazione Eugenio Corti, propone un pomeriggio da trascorrere insieme per andare alla scoperta dei luoghi e delle suggestioni descritte e create dal romanzo "Il Cavallo Rosso" e per conoscere con occhi nuovi il nostro territorio.

Per gli adulti ci sarà la possibilità di percorrere a piedi l'itinerario "Il Percorso del Cavallo Rosso" con partenza da Villa Greppi e arrivo nel centro di Besana Brianza, mentre i bambini (da 4 a 10 anni) potranno ammirare i campi delle Besanelle e  divertirsi con i laboratori creativi  "La Brianza di Eugenio" e "Il mio Cavallo Rosso".

La giornata si concluderà con una merenda insieme nel giardino di Villa Corti (Besana Brianza)  per degustare alcuni prodotti tipici della zona.

La partecipazione è gratuita. Si consiglia la prenotazione via mail all'indirizzo redazione@brianze.it o telefonica al numero 0341.6730895.

Campagna di Russia (1942/43). Foto Archivio Corti

Programma
  • 14.30 - Apertura della giornata presso Villa Greppi a Monticello Brianza
  • 14.45 - Passeggiata alle Besanelle lungo il percorso letterario “La Brianza del Cavallo Rosso”, accompagnati dagli operatori di Brianze “Il mio Cavallo Rosso” e “ La Brianza di Eugenio”. Laboratori creativi per famiglie a cura di MateriaViva (bambini da 4 a 10 anni)
  • 16.15 - Merenda con prodotti tipici nel giardino di Villa Corti, casa dello scrittore, in via S.Caterina a Besana in Brianza
  • 17.00 - Conclusione della giornata
Info: www.labrianzadelcavallorosso.it
.