Riceviamo e pubblichiamo.
E' stato un incontro
interessante
quello del 27/11/2021 organizzato
dal
circolo Legambiente Laura Conti di Seveso,
Seveso Futura, Sinistra e Ambiente di Meda,
Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà al
Centro Visite del Bosco delle Querce con a
tema un confronto sul futuro del polmone
verde.
Due i filoni trattati: il primo sulla
situazione gestionale del Bosco dopo lo
smantellamento dei presidi ambientali attuato
dall'ex sindaco Allievi cui sono seguite elezioni
con l'insediamento della nuova amministrazione
Borroni e il secondo sulle prospettive e le idee
per un domani che preveda l'ampliamento del Bosco
delle Querce e una sua configurazione più ampia.
Non ignorato ma ben presente il rischio derivante
dal completamento dell'autostrada
Pedemontana Lombarda.
Di tutto questo
abbiamo ragionato con Fabio Lopez Nunes
consigliere ERSAF e con Arturo Lanzani
Presidente del Parco Locale di Interesse
Sovraccomunale (PLIS) GruBria.
Come organizzatori
abbiamo ribadito
la proposta che l'area ad est in
via della Roggia venga accorpata al Bosco delle
Querce sottolineando anche una evidente
diversità geomorfologica ed ecosistemica del
Bosco rispetto alle aree del Parco Regionale
Groane-Brughiera a cui la legge regionale sui
parchi consentirebbe l'accorpamento. E' giudicata
da noi più consona e compatibile una inclusione
del PLIS GruBria dentro i confini del Parco
Naturale Regionale del Bosco delle
Querce.

Fabio Lopez, ricordando che la
proprietà dell'area (40 ettari) è di
Regione Lombardia, ha confermato che, dopo la
sigla anche del Comune di Seveso della
Convenzione gestionale del BdQ (firmata dal
commissario Prefettizio prima delle elezioni ndr)
vi sia da parte della nuova amministrazione
sevesina la volontà di riprenderne il governo.
Indubbiamente la riapertura del Centro Visite a
chi ne fa richiesta per iniziative va in questo
senso. Come gruppi ambientalisti seguiremo con
attenzione l'operare della Giunta di Alessia
Borroni, continuando a chiedere il ripristino
dell'operatività gestionale locale sul BdQ perchè
ci sono ancora buone pratiche da riattivare per
dare rispondenza alla convenzione con Regione
Lombardia.
Con Lopez, focus anche sul
monitoraggio delle vasche della diossina che come
sapete è stato purtroppo ceduto, per volontà
dell'allora sindaco Allievi, a Regione Lombardia.
Quest'ultima,
con delibera di Giunta n° 5296
del 27/9/021, ha a sua volta delegato ad
ERSAF questa attività con uno stanziamento di
450.000 euro in due anni (100.000 euro nel 2021 e
350.000 euro nel 2022) per un piano
riguardante:
- l'esecuzione degli interventi
su strutture ed impianti necessari a garantire la
sicurezza dei luoghi di lavoro e dei visitatori,
con accertamenti e progettazioni
propedeutiche;
- l'installazione di un
sistema di monitoraggio del percolato ed
eventuali interventi su sistema di monitoraggio
acque sotterranee, con relativi monitoraggi e
stato di fatto ambientale e di condizioni delle
vasche;
- l'attività di studio,
monitoraggio, progettazione propedeutiche agli
interventi di manutenzione straordinaria
eventualmente necessari. (testo tratto dalla
DGR 5296).
Ersaf ha bandito una gara
d'appalto per affidare le azioni definite nella
DGR a un soggetto tecnico.
Sul futuro del
Bosco delle Querce, Lopez ha fatto osservare che
anche i corsi d'acqua, veri e propri corridoi
ambientali in un'area densamente urbanizzata, con
il loro recupero attuato a mezzo del "Contratto
di Fiume" possono giocare un ruolo importante nel
creare una trama del verde dando l'opportunità
di unire più aree tutelate e consentendo momenti
di confronti tra più enti.

Arturo Lanzani ha illustrato
le similitudini tra il Parco Naturale Regionale del
Bosco delle Querce (40 ha) e il territorio su cui
è stato costituito il
Parco Locale di Interesse
Sovraccomunale GruBrìa (Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale)
-2000 ha - dove convivono prati stabili, attività
agricole residue, porzioni inserite
nell'urbanizzato (Parco Porada a Seregno), luoghi
ambientalmente riqualificati come il Lago Nord di
Paderno Dugnano ma anche zone degradate con cave,
abusi edilizi e discariche. Nel PLIS GruBrìa vi
sono dunque porzioni che devono essere recuperate
e restituite alla naturalità, così come è stato
per il Bosco delle Querce, che con l'intervento
umano attuato con la bonifica dalla diossina
TCDD, la piantumazione di specie arboree e gli
attenti interventi ha assunto l'attuale
configurazione.
Il PLIS GruBrìa, seppure con
personale minimo e budget limitato, ha ottenuto
612.000 euro di finanziamento vincendo il
Bando Regionale Misure
forestali per la pianura e la collina da
utilizzare per
interventi di forestazione su 20
ettari.
Risulterebbe dunque
interessante un progetto di incorporazione del
PLIS nel Parco Regionale del Bosco delle Querce
preoccupandosi di mantenerne l'alto valore
simbolico e richiamando risorse regionali
aggiuntive per una gestione di area più ampia. Il
Bosco delle Querce potrà così essere da esempio
per il recupero delle altre aree inquinate e
degradate presenti e fungere da principio
rigenerativo per il territorio.
Una
parte consistente dell'incontro è stata rivolta
ai disastri ambientali che l'autostrada
Pedemontana Lombarda provocherà sul territorio
con il dettaglio delle ricadute del suo passaggio
in zona Bosco delle Querce dove si mangerà due
ettari e comprometterà l'area di potenziale
ampliamento di via della Roggia con due rotonde,
l'accesso all'autostrada e un vasca di
laminazione al servizio dell'autostrada. Il tutto
su una superficie con una contaminazione da
diossina TCDD presente e certificata dalle
analisi della Caratterizzazione dei suoli con
dati 2008, 2012 e 2016 e con un Piano di
Bonifica insufficiente.
Le esposizioni di Lopez e di Lanzani
hanno poi portato all'attenzione un'azione di
"riduzione del danno" con richieste
affinchè nello spazio specifico
dell'ampliamento, le rotonde e
l'accesso - pressochè inutili - siano
eliminate e che la vasca di laminazione sia
realizzata secondo criteri di inserimento
ambientale e non puramente ingegnieristici.
Un destino molto simile subirebbe il PLIS
GruBria che vedrebbe occupate dall'autostrada
alcune porzioni di spazi liberi da Cesano Maderno
a Desio. C'è l'idea di chiedere dunque
risorse aggiuntive per un progetto di nuovo
verde su questa fascia, a fianco di quello che
sarà il suolo consumato dall'autostrada e in
aggiunta alle compensazioni ambientali di
Pedemontana, includendo lo spazio della
progettata area di servizio di Desio (ora
stralciata dal definitivo 2019 di Pedemontana)
con un intervento di forestazione che escluda
altri tipi di intervento.
Più in generale,
in una Brianza martoriata dal cemento e
dall'asfalto per Lopez e Lanzani serve una
conferenza costitutiva di progettazione
dell'ambiente che coinvolga vari
soggetti e che intercetti le risorse economiche
necessarie.
Giorgio Garofalo, Consigliere Comunale
di Seveso Futura, ha illustrato i contenuti di
una interrogazione, già protocollata, per avere
risposte sui motivi della chiusura del passaggio
pedonale con ponte sulla superstrada Milano-Meda
(ex S.S.35) che consentiva l'accesso al Bosco da
Baruccana di Seveso. Una chiusura che complica la
fruizione del polmone verde ai cittadini di
Baruccana.
Il Consigliere Regionale Gigi Ponti ha
ripreso la necessità di uno scambio informativo e
di un'azione coordinata sul capitolo Pedemontana.
Ponti ha rilevato la necessità che siano anche i
Comuni e non solo i capoluoghi di Provincia a
poter accedere ai fondi del PNRR, utili per
concretizzare investimenti sui capitoli
ambientali locali.
La discussione è stata nel complesso
interessante e abbiamo registrato preoccupazioni
e molte posizioni contrarie al completamento di
Pedemontana
Sui
propositi espressi di "riduzione del danno" che
causerebbe il completamento dell'autostrada
Pedemontana, vogliamo qui essere chiari al fine
di non essere fraintesi. Continuiamo infatti a
ritenere l'autostrada pedemontana Lombarda un
arteria inutile, dispendiosa ed impattante per il
territorio e l'ambiente e pertanto
insostenibile.
Abbiamo speso anni ed
energie per contrastarla con mobilitazioni e
informazione ai cittadini nonchè esaminando,
commentando e criticando anche il contenuto dei suoi elaborati tecnici
progettuali.
Non smettiamo tutt'ora di
pensare e di agire affinchè non venga completata,
nonostante siano stati, purtroppo, concessi i
finanziamenti per farlo.
Recentemente
abbiamo promosso e organizzato con più di 20
gruppi i presidi del 23/05/2021 di
#FermiamoPedemontana, inviato le comunicazioni al ministro Cingolani e alla
Banca Europea per gli
Investimenti (BEI) con lo scopo di
smantellare la falsa narrazione di una
"greenhighway" e cercato contatti e condivisioni
con il mondo politico.
Non ci tireremo
indietro neppure dinanzi all'ineluttabilità di un
disastro, voluto ostinatamente in particolare
dagli attuali amministratori di Regione Lombardia
con l'apporto di un ministro che di transizione
ecologica si occupa ben poco e della solita
componente trasversale degli "sviluppisti ad ogni
costo."
Per questo non ci autoescluderemo
da un dibattito e dalle valutazioni
sull'identificazione di interventi di modifica
progettuale di riduzione del danno che pure
possono creare disturbo a chi ha granitiche
certezze.