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venerdì 8 novembre 2024

Cosa c’è da sapere su Pedemontana: incontro pubblico a Villasanta


Il Partito Democratico di Villasanta organizza un’assemblea pubblica per discutere del progetto autostradale Pedemontana, un tema che continua a generare preoccupazioni e dibattiti tra cittadini e amministrazioni locali. L’incontro, intitolato “Quello che bisogna sapere su Pedemontana”, si terrà giovedì 14 novembre alle ore 20:45 presso Villa Camperio, in via Confalonieri 55, a Villasanta.

L’assemblea ha l’obiettivo di informare i cittadini sugli sviluppi del progetto e sulle sue ricadute attuali e future, tanto sui territori direttamente interessati, quanto su quelli limitrofi. In particolare, verranno affrontate le questioni relative all’impatto sul traffico e sul trasporto, problematiche che rischiano di peggiorare sensibilmente con il progredire dei lavori di Pedemontana.
Programma dell’evento

A introdurre la serata sarà Patrizia Bestetti, segretaria del circolo PD di Villasanta, mentre il ruolo di moderatore verrà affidato al vice sindaco di Villasanta, Carlo Sormani. La presenza di esperti e rappresentanti istituzionali permetterà di analizzare il tema da prospettive diverse, per offrire ai cittadini un quadro chiaro e dettagliato.

Tra gli ospiti figurano:

  • Gigi Ponti, consigliere regionale, che esporrà la posizione del Consiglio e i principali sviluppi istituzionali sul progetto Pedemontana;
  • Umberto Regalia, esperto in infrastrutture e viabilità, che fornirà una visione tecnica sugli effetti previsti in termini di traffico e viabilità;
  • Massimo Stucchi, membro del Comitato No Pedemontana di Lesmo, Camparada e Arcore, che rappresenterà la voce dei cittadini e dei comitati locali contrari al progetto, illustrando le motivazioni e le iniziative di chi si oppone alla costruzione dell’autostrada.

L’incontro è aperto a tutti i cittadini, con l’invito a partecipare numerosi per informarsi su una questione che potrebbe avere un impatto duraturo su Villasanta e sulle aree limitrofe.

venerdì 12 aprile 2024

Ambiente e territorio a Villasanta. Proposte per la salvaguardia del consumo di suolo e la riqualificazione dell'area ex Lombarda Petroli


Il Coordinamento Ambientalista "Osservatorio PTCP" di Monza e Brianza si è da tempo impegnato nella monitoraggio del consumo di suolo nella provincia, intervenendo nelle fasi di pianificazione comunale per suggerire proposte e osservazioni. Recentemente, a Villasanta, il coordinamento insieme a Legambiente Monza ha presentato delle osservazioni alla variante del Piano di Governo del Territorio (PGT) accompagnate da suggerimenti volti alla valorizzazione delle aree dismesse.


Una delle proposte chiave riguarda la valutazione precisa del fabbisogno abitativo, che consideri non solo la domanda attuale ma anche il patrimonio edilizio esistente non utilizzato. Questo approccio mira a evitare una sovrastima del fabbisogno abitativo, riducendo così la pressione sull'espansione urbanistica e favorendo invece la riqualificazione delle aree già urbanizzate e la creazione di spazi verdi pubblici.


Per quanto riguarda l'area ex Lombarda Petroli, si sollecita a non accettare le richieste di incremento volumetrico avanzate dalla curatela fallimentare che ne gestisce l'area. Si propone invece di destinare una maggiore superficie a "bosco urbano", consentendo solo attività compatibili con questa destinazione, come la bonifica del terreno attraverso tecniche di fitodepurazione e fitorimedia. Si auspica inoltre la creazione di un accordo di programma tra enti pubblici per restituire l'area al pubblico e riqualificarla per un uso collettivo.


Si suggerisce anche l'inclusione di diverse aree libere nel Parco Regionale Valle Lambro al fine di preservarne la natura e la biodiversità. Questo comprende le aree limitrofe al centro commerciale "Il Gigante", le aree agricole al confine con il Comune di Arcore e le aree nelle adiacenze della Rovagnati. Inoltre, si propone di inserire due piste ciclopedonali esistenti nella tavola cartografica del parco, garantendo così una maggiore fruibilità e valorizzazione del territorio.

Altre osservazioni riguardano l'adeguamento del Quadro Conoscitivo e Ricognitivo del Piano di Governo del Territorio con i dati del Censimento Istat 2021 e lo stralcio di una norma di attuazione potenzialmente obsoleta o non più necessaria.

Queste proposte mirano a promuovere una pianificazione territoriale sostenibile, che tenga conto delle esigenze ambientali, sociali ed economiche della comunità locale, favorendo la conservazione del paesaggio e migliorando la qualità della vita dei cittadini.

 

[Per scaricare le osservazioni in formato pdf cliccare qui]

venerdì 22 marzo 2024

Presidio a Villasanta: un NO deciso alla speculazione sull'ex Lombarda Petroli


Il 23 marzo 2024 segnerà un momento cruciale per la comunità di Villasanta, dove cittadini, organizzazioni civiche e istituzioni locali si uniranno per respingere energicamente ogni forma di speculazione sull'area ex Lombarda Petroli. Organizzato dal movimento "Cittadini per Villasanta", il presidio si terrà alle ore 10 del mattino presso il parcheggio di via Raffaello Sanzio.

La preoccupazione scaturisce da recenti dichiarazioni riportate dalla stampa locale, che sembrano minimizzare i livelli di inquinamento presenti nella zona. In un contesto in cui i curatori fallimentari e il Comune sono da tempo coinvolti in una querelle legale, il Comune ha sempre manifestato una ferma determinazione nel tutelare la salute dei suoi cittadini. La sua volontà di preservare l'ampia area verde centrale dell'ex raffineria, trasformandola in un bosco urbano accessibile, è nota e condivisa.


Tuttavia, resta irrisolto il problema del sottosuolo, gravemente compromesso dagli anni di attività petrolifera e da sversamenti illeciti. Grazie alle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), potremmo finalmente assistere a una svolta significativa in questa vicenda.

Ma, nonostante le speranze riposte nel PNRR, si registrano continui tentativi di deviazione da parte di alcune parti coinvolte. Alcune forze politiche locali, in particolare, sembrano ambigue nel loro giudizio, proponendo sviluppi incompatibili con la salvaguardia ambientale, come insediamenti di logistica pesante o centri di produzione di idrogeno. La Lista "Cittadini per Villasanta" ribadisce che la priorità assoluta rimane garantire la salubrità dell'area e eliminare i rischi per la salute della popolazione e dell'ecosistema circostante.


Il presidio del 23 marzo rappresenta un'opportunità unica per manifestare un deciso NO a ogni forma di speculazione, difendere la salute dei cittadini di Villasanta e proteggere il territorio comunale. L'invito è esteso a tutti i cittadini, i partiti, i comitati, le organizzazioni ambientaliste e coloro che condividono questi valori fondamentali. La partecipazione di tutti è essenziale per far sentire forte e chiaro il messaggio: la salute e l'ambiente non sono negoziabili.

 


 

mercoledì 31 gennaio 2024

Difendiamo l'area verde di rigenerazione naturale nell'ex Lombarda Petroli di Villasanta


a cura di

Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB
Comitato Oasi del Sole Villasanta


Sull’area ex Lombarda Petroli di Villasanta, pari a 150mila metri quadri, da cui si originò nel 2010 uno dei più gravi disastri ambientali in Italia, poi accertato dalla Magistratura essere di natura dolosa, è nata e perdura una complicata vicenda che val la pena illustrare.
Siamo in presenza di un fallimento con un curatore cui è stato demandato il compito di gestire la procedura e amministrare il patrimonio dell’imprenditore fallito, i cui creditori sono in gran parte enti pubblici.


Sinora la curatela del fallimento non è riuscita o non ha voluto procedere nel mettere all'asta il patrimonio, come si fa normalmente in queste situazioni, per poi ricompensare con il ricavato i creditori.

É presumibile supporre che non lo abbia fatto perché il valore attuale dell'area è inferiore alle somme da risarcire ai creditori e abbia perciò preferito tentare di valorizzare l'area per farle acquisire un valore nominale superiore.
Per ottenere questo risultato, ha sollecitato a più riprese una diminuzione di 28 mila mq della superficie libera, chiedendo che tale superficie vada ad ampliare il comparto edificabile con 20 mila mq.


In questa intricata situazione sono stati poi avviati una serie di ricorsi legali, uno vertente proprio sull'area non trasformabile.
Nel complesso si tratta di circa a una ventina di contenziosi giudiziari in corso, alcuni dei quali creati al solo scopo di rallentare l’iter di bonifica che il Comune è riuscito ad avviare, tramite complesse relazioni con Regione Lombardia.


Per la bonifica vi sono risorse economiche complessive che possono arrivare fino a 7 milioni di euro, comprensive di fondi del PNRR.
C’è però opposizione da parte della curatela fallimentare poiché con la bonifica fatta dalla Regione, quest’ultima ha la facoltà di addebitare i costi alla proprietà. Proprietà che però non può far fronte al pagamento e che conseguentemente potrebbe incorrere in una procedura di esproprio per il valore corrispondente.
La strategia della curatela è dunque quella di ricercare l’aumento del valore immobiliare del comparto ex Lombarda Petroli, da ottenere con la riduzione degli oltre 60000 mq di terreno non trasformabile previsti dal PGT di Villasanta e con il contemporaneo  aumento della superficie e delle volumetrie dell’edificabile.
Questa operazione, per noi incondivisibile, è ritenuta necessaria per trovare un operatore che acquisterebbe l'area, accollandosene anche gli oneri di bonifica.
 

A dicembre 2023, è poi arrivata la sentenza del Consiglio di Stato in merito alla causa intentata dalla curatela fallimentare contro l’amministrazione di Villasanta proprio sulla quantificazione di 90mila metri quadrati a standard, ossia a usi collettivi, tra i quali figurano i noti 60 mila mq non trasformabili.
Anche se non viene adeguatamente chiarito ed è invece opportuno qui rimarcarlo, la sentenza lascia comunque intatta la facoltà dell’amministrazione di determinare questa destinazione chiedendone una “adeguata motivazione”, cosa che il Comune sta provvedendo a fare, essendo in corso la variante al Pgt.

 

Dopo quest’ultimo accadimento, la curatela, in assonanza con altri incauti soggetti, ha pensato bene di sostenere la realizzazione di un fantomatico hub ferroviario, con un contorno di altre mirabolanti ipotesi.

Nell’arena si gettano suggerimenti senza valutarli seriamente, senza stimarne l’utilità e la redditività, senza considerare il complesso iter e la necessità di una verifica di fattibilità e senza un approfondito e mirato studio di viabilità e traffico merci che un simile progetto richiederebbe, dovendo essere contemplato in un piano d'area con il coinvolgimento di enti, azienda ferroviaria, istituzioni e investitori, tenendo nel dovuto peso anche l’opinione della cittadinanza.
Una proposta del resto non nuova e del tutto simile a quella fatta nel 2004 dalla Ex Dogana di Concorezzo e ora come allora priva di fondamento operativo.


I gruppi firmatari del presente comunicato, ritengono che sia prioritario e indispensabile procedere da subito alla bonifica del comparto e che sia necessario tutelare il verde della rinaturalizzazione attualmente già spontaneamente in atto come risarcimento ambientale per il disastro subito dalla comunità nel 2010.
Sottolineano inoltre che le soluzioni proposte per le altre porzioni del comparto vadano perseguite con necessari, inevitabili e seri approfondimenti per poterne valutare la reale fattibilità.

Nell’area ex Lombarda Petroli va confermata una robusta aliquota di recupero a verde, evitando una cementificazione sconsiderata. La trasformazione in un parco di cintura urbana, proprio a partire dalla porzione a verde attualmente lì prevista dal PGT comunale, consentirebbe altresì di ampliare il corridoio ecologico in essere.



Rassegna stampa


venerdì 7 febbraio 2020

Lombarda Petroli, chi è stato?



A dieci anni dal sabotaggio al deposito della Lombarda Petroli di Villasanta (MB)

Il 23 febbraio 2020 alle ore 20.30
in Arci Sottovento
Via Monte Grappa 4/a
Monza

presentazione del libro inchiesta

LOMBARADA PETROLI
chi è stato?

Saranno presenti l'autore Marco Fraceti e Vittorio Agnoletto curatore della prefazione.

lunedì 9 febbraio 2015

Villasanta: le associazioni dell'Osservatorio PTCP chiedono al Comune di non consumare altro terreno verde o agricolo


No a ulteriore consumo di suolo: mantenere le Aree Agricole Strategiche a Villasanta

Comunicato del Coordinamento Osservatorio Ptcp Monza e Brianza
Era il 2010

"Apprendiamo dalla stampa che la Società Rialto S.r.L avrebbe richiesto all’amministrazione comunale di Arcore l’autorizzazione alla costruzione di un nuovo centro outlet su un vasto terreno di sua proprietà al confine tra Arcore e Villasanta. Secondo i dati riportati dalla stampa locale si tratterebbe di una struttura commerciale di ben 26.500 metri quadrati che andrebbe a ricoprire di cemento buona parte dei 35 mila metri quadrati del terreno in questione".

Sul progetto esprimemmo immediatamente la nostra contrarietà. "La costruzione dell’outlet si inserirebbe in un’area già densamente abitata portando ad un incremento del traffico e dell’inquinamento già oggi poco sostenibili. Il commercio locale affronta oggi una crisi strutturale molto pesante. L’apertura di nuovi outlet e centri commerciali potrebbe rappresentare il colpo di grazia per tanti piccoli commercianti arcoresi e dei paesi vicini, davvero si vuole questo? Ricordiamo inoltre che i negozi di vicinato sono fondamentali per il mantenimento di un tessuto urbano vivo e sano, a misura d'uomo."

Il progetto outlet fu sospeso, anche perché l'amministrazione di Villasanta non acconsentì alle richieste e anzi fece inserire i terreni  negli Ambiti Agricoli Strategici del  Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Monza e Brianza.

Siamo nel 2015

Apprendiamo dalla stampa: "Un grande centro di produzione per la merce a marchio Il Gigante, uffici e 300 nuovi posti di lavoro. È questo il progetto che la società Rialto, madre del centro commerciale di Villasanta, si propone di realizzare e il suolo su cui dovrebbe sorgere è arcorese. Si parla dell’area già di proprietà del privato che si trova sotto il cavalcavia della Sp 45,in prossimità del quadrifoglio viabilistico del Gigante. I vertici della Rialto hanno incontrato sia l’amministrazione comunale di Arcore che quella di Villasanta. A Villasanta, per ora, il Pgt parla chiaro, l’area è agricola, ma approfondimenti non sono esclusi". Sembrerebbe dunque che la società Rialto S.r.L sia tornata al progetto originario di sito produttivo.

Edificare solo su aree dismesse e senza consumare altro terreno verde o agricolo.

Riteniamo non sia accettabile la proposta di derubricare dalle Aree Agricole Strategiche la porzione delimitata nel comune di Villasanta, inserita nel 2010 nel Ptcp di Monza e Brianza su espressa richiesta dell'amministrazione comunale di Villasanta. La salvaguardia dei pochi terreni agricoli rimasti in Monza e Brianza è stata una prerogativa essenziale per la stesura del PTCP provinciale strumento urbanistico che pur contenendo alcuni aspetti carenti che ci auguriamo siano migliorati quanto prima,  abbiamo ritenuto comunque essere un passo avanti per un riequilibrio territoriale nell'ambito della provincia più urbanizzata d'Italia.

In coerenza con quanto espresso dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di MB, chiediamo alla Provincia di Monza e Brianza, o Area Vasta di Monza e Brianza e al Comune di Villasanta di non acconsentire alle richieste per il cambio di destinazione d'uso dell'area agricola strategica di Villasanta e al contrario di assumere un ruolo chiaro e netto e rilanciare nelle ulteriori trattative, come unica soluzione praticabile, l’individuazione  di altra collocazione negli innumerevoli siti  produttivi dismessi presenti in provincia e in particolare ad Arcore e Villasanta.

martedì 18 febbraio 2014

Villasanta: riprendiamo il verde che ci spetta


Sabato 22 febbraio 2014 ore 14.30 
Villasanta - ciclopedonale dei Mulini Asciutti.
 
"SOSTIENI CIO' CHE AMI"
amica e amico villasantese aiutaci a pulire l’area verde lungo la ciclopedonale dei Mulini Asciutti....

ti aspettiamo

febbraio
sabato 22 dalle 14,30 alle 17,00
domenica 23 dalle 9,30 alle 12,00

marzo
sabato 8 dalle 14,30 alle 17,00
domenica 9 dalle 9,30 alle 12,00

in collaborazione con:
Thuja Lab, Associazione Genitori Villasanta, CAI Villasanta, Alpini Villasanta.

Proseguiamo con la rimozioni del secco e dei rovi, taglio piante infestanti e semina e piantumazione.

ritrovo in via Deledda (parcheggio scuola Arcobaleno).

Porta guanti ed attrezzi da giardinaggio

domenica 23 settembre 2012

Processo Lombarda Petroli: Sit-in degli ecologisti il 25 settembre davanti al tribunale di Monza "perchè chi ha inquinato paghi"



Comunicato stampa di "Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei di Monza Brianza"

A oltre due anni e mezzo dai fatti, si terrà a Monza il 25 settembre la prima udienza del processo contro i titolari della ditta Lombarda Petroli, che le indagini svolte dalla Magistratura hanno portato a ritenere responsabili dell’impressionante disastro ambientale causato dallo sversamento di una grande quantità di idrocarburi nel fiume Lambro avvenuto il 23 febbraio 2010 le cui immagini fecero il giro del mondo.

Al fine di rendere evidente che sensibilità ambientale e sdegno dei cittadini per questo abnorme gesto criminale contro l’ambiente e l’uomo non sono diminuiti, per sostenere il lavoro della Magistratura e per ribadire il concetto che “chi inquina paga”, l'associazione degli Ecologisti Reti Civiche - Verdi Europei della provincia di Monza Brianza, con l'adesione di altre realtà lombarde di verdi ed eco civici e del coordinamento nazionale, organizza alle ore 11,30 del 25 settembre 2012 un sit-in davanti al Tribunale di Monza in p.zza Garibaldi.

L’associazione locale di Monza Brianza, che è parte del movimento nazionale degli Ecologisti Reti Civiche - Verdi Europei, da tempo ha chiesto all’Amministrazione Comunale di Monza di costituirsi parte civile. Questo in ragione del fatto che i primi effetti del danno, ambientale e morale subito dalla comunità si sono avuti proprio a Monza / S.Rocco.

Alcune settimane dopo i fatti il Comitato dei Cittadini del fiume, assieme ai docenti di alcune scuole primarie e secondarie di primo grado di Monza, Cologno Monzese e Sovico, condusse un’inchiesta, attraverso un questionario, interviste e disegni, che riguardò un campione di circa 500 studenti. La ricerca, validata nella sua metodologia da scienziati di livello internazionale, quale il professor Kaj Noschis, docente di psicologia dell’ambiente al Politecnico di Losanna, rilevò come allora bambini e ragazzi provarono una significativa sofferenza psichica di fronte a quanto avvenuto.

Per questo chiediamo che il processo, insieme al danno ecologico e patrimoniale, consideri anche il danno morale e che quindi il doveroso risarcimento sia destinato anche a iniziative di educazione ambientale, che possano riportare tra le giovani generazioni e i cittadini fiducia in un futuro dove l’ambiente sia rispettato perché noi stessi di questo siamo parte. Iniziative di cui il Comune di Monza in particolare si dovrebbe fare carico.

Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei di Monza Brianza
ecologicivicimonza@libero.it

sabato 15 settembre 2012

Settimana Europea della Mobilità 2012. Le iniziative in Brianza e dintorni.

Dal 16 al 22 settembre torna la Settimana Europea della Mobilità, che si chiude con "In città senza la mia auto", giornata conclusiva dedicata a riprendersi gli spazi urbani con i piedi e con le bici. La campagna è promossa dall'UE per promuovere mezzi di trasporto meno inquinanti e uno stile di vita sostenibile.

Ecco gli appuntamenti in Brianza e dintorni.

MONZA (MB)

20/09     Rilevamento Ciclisti 2012

Nell'ambito della Settimana Europea in accordo con Regione Lombardia, verrà effettuato il rivelamento dei ciclisti in 4 postazioni della città di Monza.
Iscrizione: non necessaria.

21/09     Chi sceglie la bici merita un premio

Nell'ambito della Settimana Europea della mobilità, MonzainBici premia con un omaggio (cappuccino e brioche) i ciclisti che usano la bici per gli spostamenti casa-lavoro.
Iscrizione: non necessaria.

Info: email: fraplaza@tin.it, sito: http://www.monzainbici.it
A cura di: MonzainBici

VILLASANTA (MB)
 

21/09     Pedalabus
Edizione ciclistica del pedibus delle due scuole primarie di Villasanta.
Iscrizione: non necessaria, gratuita.

23/09     Bici Agility
Gimkana in bicicletta per bambini e non solo.
Ritrovo: Area feste Villasanta ore 10.00. Iscrizione: non necessaria, gratuita.

Info: tel. 3392318439, email: sergio.garlati@virgilio.it, sito: http://www.assogen-villasanta.org
A cura di: Associazione Genitori Villasanta


INVERIGO (CO)

22/09     Bici e parco alla fermata del treno
Inaugurazione velostazione c/o Stazione FNM di Inverigo (CO).
Ritrovo: Stazione FNM Inverigo (CO) h. 10. Iscrizione: non necessaria.
Info: tel. 0362970961, email: info@parcovallelambro.it, sito: http://www.parcovallelambro.it
A cura di: Parco Regionale della Valle del Lambro

LECCO (LC)

16/09     Monza la Villa Reale e il suo Parco
Accompagnati dagli amici di Fiab Monzainbici conosceremo Monza e la sua storia.
Ritrovo: Lecco Stazione FS ore 7.45. Iscrizione: necessaria, gratuita.
A cura di: Fiab-LeccoCiclabile

19/09     Rilevamento Ciclisti 2012
Quanti sono i ciclisti in Lombardia ? Mercoledì 19 settembre 2012 in tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia verrà effettuato il 1° Censimento Regionale della mobilità ciclistica. A Lecco il rilevamento verrà effettuato in 4 postazioni dai volontari di Fiab-LeccoCiclabile/Legambiente e CrossingBike dalle ore 7.30 alle 13.30.
Iscrizione: non necessaria.

Info: email: lodovico.cameroni@gmail.com
A cura di: Fiab-LeccoCiclabile

23/09     Greenbike
Biciclettata dei bambini delle scuole e delle loro famiglie. A metà percorso, in un parco pubblico, i bambini provvederanno a effettuare una pulizia dell'area e la piantumazione di un'albero. Terminato riprenderanno la biciclettata e la concluderanno con una merenda.
Ritrovo: via Ponte Alimasco ore 9.15. Iscrizione: non necessaria.

A cura di: Comune di Lecco

BOLLATE (MI)


15/09     Inaugurazione della velostazione-velofficina di Bollate Centro

Finalmente anche a Bollate un luogo sicuro dove parcheggiare la bici. L'inaugurazione della velostazione presso la Stazione ferroviaria di Bollate Centro permetterà ai pendolari di lasciare la bici in un locale chiuso, pulito, e accessibile solo mediante tessera di riconoscimento gratuita. Nel corso della settimana, nella velostazione sarà possibile far riparare la propria bicicletta.
Ritrovo: Largo Fellini (Stazione Bollate Centro), ore 17.00. Iscrizione: non necessaria.

Info: email: mariella.sporzon@comune.bollate.mi.it
A cura di: Comune di Bollate - Assessorato alla Viabilità e Trasporti

GARBAGNATE MILANESE (MI)

16/09     Pedalando nel Parco delle Groane

Il Comune di Garbagnate Milanese, in collaborazione con l'associazione Gruppo Sportivo Garbagnatese e con il patrocinio dell'Ente Parco delle Groane, organizza una biciclettata all'interno del Parco delle Groane.
Ritrovo: Stazione Parco Groane ore 9.30. Iscrizione: non necessaria, gratuita.

Info: tel. 0299073222, email: pgt@comune.garbagnate-milanese.mi.it, sito: http://www.comune.garbagnate-milanese.mi.it
A cura di: Comune di Garbagnate Milanese


SARONNO (VA)

20/09     "Mobilitiamoci!"

Serata organizzata da Legambiente Saronno, Il Gelso Gerenzano e Immagina Lomazzo per presentare il progetto "Mobilitiamoci!" (finanziato nell'ambito del bando volontariato 2012) e per parlare di ciclabilità. Intervengono l'Assessore all'Ambiente del Comune di Saronno R. Barin, la vice-presidente di FIAB-Onlus, Giulietta Pagliaccio e il Direttore del Parco del Lura, F. Occhiuto.
Ritrovo: Sala Nevera (viale Santuario) ore 21. Iscrizione: non necessaria, gratuita.

Info: email: progetto.mobilitiamoci@gmail.com
A cura di: Associazione Il Gelso Gerenzano

Fonte e altre informazioni su: http://www.fiab-onlus.it/LIB/2012/index.htm

lunedì 7 novembre 2011

WWF: "Impianti a rischio lungo il Po e i fiumi attraversati dalla piena. Il caso eclatante dell'area Lambro Olona Seveso"


Dalla ‘Lombarda Petroli’ lungo il Lambro ai depositi di scorie nucleari sulla Dora Baltea fino al distretto conciario sulle rive dell’Arno: viaggio nei fiumi che scorrono lungo il pericolo.

Azzerati i fondi per la messa in sicurezza nella Finanziaria 2012.

“La temuta ondata di piena del Po preoccupa per le possibili esondazioni ma anche perché  fa riemergere altre paure nei confronti degli impianti a rischio collocati nel suo bacino che nel febbraio 2010 si materializzarono con lo sversamento di 2600 tonnellate di idrocarburi dalla “Lombarda Petroli” di Villasanta sul Lambro”. Lo afferma il WWF Italia ricordando le situazioni di rischio per la presenza di attività pericolose o inquinanti localizzate troppo a ridosso dei nostri principali corsi d’acqua a cominciare dal Po. “Fatti ben conosciuti  - spiega l’associazione ambientalista - su cui si dovrebbe investire urgentemente in maniera mirata sulla base di un Piano strategico Nazionale di priorità per rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, quale quello istituito con la Legge Finanziaria del 2008, che nel 2009 ha visto lo stanziamento di 265 milioni di euro, e che ora viene azzerato con la Legge di Stabilità 2012”.

IMPIANTI A RISCHIO NEL BACINO DEL PO: I CASI PIU’ ECLATANTI.

Quello di Villasanta in particolare  è solo uno dei tanti impianti a rischio nel bacino del Po e in particolare in quella che un tempo era chiamata  l’area a rischio Lambro-Seveso–Olona, interessata nel 1988 da un costoso e fallimentare piano di recupero ambientale. Ma lungo questi tre corsi d’acqua. nelle provincie di Milano e Monza-Brianza, vi sono numerosi impianti a rischio come la “Galvaniche Ripamonti” a Cologno Monzese lungo il Lambro, o le aziende chimiche lungo il Guisa, come la  “Azko Chemicals “(Arese) o la “Brenntag” (Bollate); lungo il Bozzente vi sono la “Arotech” e la “Galim” (Lainate); lungo l’Olona c’è la “Pharmacia e Upjohn” (Nerviano) o sul Sevevo la “Clariant” : tutte trattano sostanze chimiche, alcune particolarmente pericolose. Ma tutto il bacino del Po è interessato da impianti e depositi di stoccaggio pericolosi ubicati a pochi metri dagli alvei, come nel caso di Saluggia, sulla Dora Baltea, vergognosamente canalizzata fin dalla valle d’Aosta, dove  vi sono ben due depositi di stoccaggio di scorie nucleari lambiti già dall’alluvione del 2000.
Lungo il Po troviamo anche discariche di amianto, come quella di Albaredo Arnaboldi (Pavia), piuttosto che la raffineria Tamoil di Cremona, già protagonista di sversamenti in fiume e posta tra il Po e la città, fino ad arrivare al delta dove incombe la centrale termoelettrica di Porto Tolle, dopo essere passati da Ostiglia con la centrale Enel a ridosso dell’argine maestro.

DA NORD A SUD, FIUMI CHE SCORRONO LUNGO IL PERICOLO.


Il problema è diffuso in tutta Italia coinvolgendo fiumi piccoli e grandi e, spostandosi al centro e poi a sud,  a ridosso del Marecchia (Rimini) vi sono impianti per il gas, mentre il Panaro è interessato da aree a rischio elevato in comune di Marano sul Panaro.
Vi sono anche aree rischio attraversate dai fiumi come nel caso dell’Arno che passa nel  distretto conciario, che comprende la zona di S. Croce sull'Arno, dove si concentrano molte aziende di cui ben 400 industrie conciarie, con problemi di sfruttamento della falda e di immissione in Arno dei reflui che, anche dopo la depurazione, contengono ancora non trascurabili carichi inquinanti. Vi sono poi le aree indicate come “siti d’interesse nazionale per le bonifiche” come lungo il Tavo- Saline in Abruzzo o la val Basento in Basilicata interessata da una pericolosa area industriale, manifatturiera e centrale del gas.

LE SOLUZIONI PER LA MESSA IN SICUREZZA. 

“Tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza di questi impianti dovrebbero essere inserite nel cosiddetto Piano strategico Nazionale di priorità per rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, i cui fondi però sono stati azzerati nella Finanziaria 2012”, spiega Andrea Agapito, Responsabile Acque del WWF Italia. “Attualmente diverse Regioni hanno completato i catasti degli impianti a rischio, ora è necessario agire  per aggiornarli ma anche per avviare campagne di informazione e protocolli di sicurezza che riducano al minimo il rischio. L’azione migliore però è la delocalizzazione, che il WWF chiede da almeno 10 anni, ma mancano i fondi. E’, però, urgente mettere in sicurezza tutte queste situazioni; è indispensabile fornire indicazioni per cercare di limitare i danni ed evitare la dispersione, durante le piene, di materiali pericolosi”.

“Per questo è necessario – conclude Agapito - che tutti gli impianti lungo i fiumi siano dotati di sistemi  dry-proof, finalizzati ad impedire o minimizzare l’ingresso dell’acqua negli edifici (infissi a tenuta stagna; posizionando barriere mobili in corrispondenza di porte e finestre che possono non impedire l’ingresso dell’acqua ma ritardandolo consentono di allontanarsi o di mettere al sicuro mobili ed oggetti di valore ) e/o wet-proof, mirati ad aumentare la resistenza una volta che l’acqua sia entrata (elevazione delle apparecchiature, come quelle elettriche, su piedistalli o piattaforme o istallazione nei piani superiori; protezione delle apparecchiature con sistemi di ancoraggio o a tenuta stagna…)”.

mercoledì 8 giugno 2011

Una serata ad osservare Saturno e l'eclissi della Luna a Villasanta

Mercoledì 15 giugno 2011 a partire dalle ore 21.15 nel  piazzale del Centro Commerciale Il Gigante di Villasanta (via T. Vecellio) gli amici del GAV Gruppo Astrofili Villasanta organizzano una serata osservativa di Saturno e dell'eclisse totale di Luna.

Per approfondire cliccare qui.
Fonte immagine: http://www.saltafossi.it

martedì 22 febbraio 2011

Disastro Lambro, un anno dopo

articolo di
Erica Sirgiovanni
Terra Milano


AMBIENTE. Ancora nessun colpevole per lo sversamento di idrocarburi nel fiume. In 12 mesi, altri 7 allarmi per scarichi industriali.



E' passato un anno dal disastro ambientale del febbraio 2010, quando 2.600 tonnellate di idrocarburi  provenienti dalla ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, furono sversati nel tratto brianzolo del fiume Lambro, provocando uno dei peggiori disastri ecologici che la regione ricordi. Ad oggi, l’indagine giudiziaria è ancora aperta ma non c’è nessun colpevole. Le condizioni del fiume che lambisce Milano per arrivare al Po è da sempre critica e continua a preoccupare, ma sono soprattutto i continui scarichi industriali ad aggravare una situazione già di per sé compromessa. Solo nell’ultimo anno, l’allarme è scattato ben sette volte.

L’ultimo episodio risale solo a un mese fa, quando l’allarme scattò dopo il rinvenimento di alcuni residui di nafta, provenienti probabilmente dal lavaggio di una cisterna. A denunciarlo è ancora una volta Legambiente durante il convegno, organizzato ieri mattina a Milano, per fare il punto della situazione e presentare i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa lungo il corso del fiume. Secondo i dati presentati, gli effetti dello sversamento dello scorso febbraio sono solo attenuati, ma la situazione complessiva non è migliorata. Su 42 depuratori nel bacino Lambro - Seveso - Olona , 20 non sono conformi alla norma. I casi più critici sono quelli dei depuratori di Varedo, che scarica nel Seveso, e di Monza, che scarica nel Lambro, determinando la morte biologica del tratto fluviale a valle.

A conti fatti, secondo Legambiente, nell’intero bacino del Lambro, che comprende anche Olona e Seveso con i relativi affluenti, solo il 60% degli scarichi civili e industriali passano attraverso un depuratore, tutto il resto, finisce nei fiumi senza alcun trattamento. Un dato addirittura peggiore di quello medio regionale, che stima nel 78% la percentuale di acque di scarico che subiscono un trattamento depurativo. Motivo per il quale la Lombardia è esposta a ben due procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. Versa in gravissime condizioni anche il sistema di collettori e fognature che risalgono addirittura a 150 anni fa. Secondo Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, «è proprio questa una delle strade per cui deve passare il risanamento del bacino. Si è resa oramai necessaria anche l’organizzazione di una governance strutturata fra i vari enti per la gestione delle acque, a iniziare dal “Contratto di fiume” che dovrebbe prendere il via tra pochi mesi, coinvolgendo tutti i Comuni interessati».

venerdì 18 febbraio 2011

Lambro: un anno dopo - incontro sul luogo più colpito dal disastro

Il 23 febbraio 2011 la Provincia Monza e Brianza fa il punto della situazione, partecipano Paola Brambilla Presidente WWF Lombardia e Damiano di Simine Presidente Legambiente Lombardia.

Il 23 febbraio 2010, nelle prime ore del giorno, ignoti aprono dolosamente le saracinesche delle cisterne alla Lombarda Petroli di Villasanta. Un'onda nera di oltre 2.600 tonnellate di gasolio e olio combustibile si riversa sul terreno e precipita in fognatura fino a raggiungere il depuratore di San Rocco: unita alle piogge dei giorni precedenti, tracima oltre gli sfioratori d'ingresso dell'impianto e si riversa nel Lambro.
L'azione della Provincia congiuntamente a quella dei tecnici di Brianzacque, azienda che gestisce il depuratore, riesce a trattenere nelle vasche primarie oltre 1200 tonnellate di materiale inquinante ma il danno al fiume è comunque immenso; la melma oleosa ne devasta l'intero corso fino al Po dove viene fermata dalla protezione civile all'altezza della diga di Isola Serafini.
Ad un anno dal disastro si fa il punto della situazione, con i monitoraggi compiuti da Arpa Lombardia, gli interventi di messa in sicurezza, le prime opere di bonifica ma anche guardando in prospettiva al recupero ambientale con le azioni del contratto di fiume e il piano d'ambito territoriale ottimale.

Ne parlano gli amministratori ed i tecnici tornando sul luogo più colpito dal disastro, il grande depuratore di San Rocco, che tratta le acque nere di buona parte della Provincia di Monza e della Brianza.

Ore 9.30 ALSI SpA Depuratore Monza S.Rocco, tangenziale nord uscita Monza S.Alessandro, via Enrico Fermi 105

 Programma completo

Leggi sul sito del WWF le news sul disastro

lunedì 14 febbraio 2011

Disastro Lambro un anno dopo: quali risposte dalle istituzioni? I cittadini domandano.

Ad un anno dal disastro Lambro / Lombarda Petroli il Comitato dei cittadini del fiume organizza una serata di confronto con le istituzioni.

22 febbraio 2011 - ore 21,00

Auditorium di Villa Camperio, Via Confalonieri 55, Villasanta (MB)

Programma

ore 21 - proiezione del filmato-reportage "Un Po di petrolio" (2011) di Nicola  Angrisano.

ore 21,30 - Tavola rotonda / dibattito

Sono stati invitati:
- l'Assessore all'Ambiente della Regione Lombardia Marcello Raimondi;
- il Presidente della VI Commissione del Consiglio Regionale G. Frosio;
- il Presidente di ARPA Lombardia Enzo Lucchini;
- il Presidente della Provincia di Monza / Brianza Dario Allevi;
- Il Sindaco del Comune di Villasanta Emilio Merlo.

Presiede:  Roberto Albanese - Coordinatore Comitato cittadini del fiume.

Verranno raccolte proposte di cittadini e associazioni (WWF ­ Legambiente - Italia Nostra) al Comitato dei cittadini del fiume.

Domande ai relatori

Dopo il disastro quali sono stati i programmi predisposti dall'Istituzione da Lei rappresentata, le iniziative realizzate e con quali risultati? In particolare relativamente a:
  • Monitoraggio delle conseguenze sull'ecosistema e sulla catena alimentare nonché risanamento del danno ambientale al fiume (con bonifica, recupero a verde ed uso sociale delle aree ex industriali).
  • Risarcimento del danno ambientale e anche del danno morale, in particolare subito dalle giovani generazioni.
  • Ammodernamento del depuratore di Monza.
  • Revisione della modalità di gestione della direttiva Seveso, dimostratasi deficitaria.
  • Ampliamento del sistema delle aree protette verso la media e bassa valle del Lambro.
  • Utilizzo degli interventi riparativi come occasione per creare un tessuto imprenditoriale di economia verde durevole.
  • Programmi continuativi di informazione, e di formazione all'ecocittadinanza e di esercizio della democrazia partecipativa al fine di favorire il protagonismo dei cittadini (cittadinanza attiva).

Comitato dei cittadini del fiume

Per contatti: info@greenman.it

giovedì 10 febbraio 2011

Disastro del Lambro. C’è il rischio impunità

articolo di Giorgio Mottola - Terra News

EMERGENZE. Il governo non ha recepito la direttiva europea sulla responsabilità amministrativa nei reati ambientali. E ora i colpevoli dello scarico illegale nel fiume potrebbero passarla liscia.

La buona notizia è che la Procura di Monza ha raccolto prove sufficienti a carico dei presunti responsabili dello scarico illegale nel Lambro di oltre tremila tonnellate di idrocarburi. La cattiva è che con molta difficoltà il capo di imputazione potrà essere il disastro ambientale. Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, titolari della Lombarda Petroli colpevole dello sversamento, potrebbero essere rinviati a giudizio solo per irregolarità fiscali e reati ambientali minori. La beffa è dovuta al mancato accoglimento da parte del governo della direttiva europea sulla normativa ambientale che avrebbe introdotto la responsabilità amministrativa.

Il ministro Angelino Alfano l’aveva indicata come una priorità nella lotta alle ecomafie: «Insieme al ministero dell’Ambiente recepiremo nel più breve tempo possibile la direttiva comunitaria al fine di elidere l’evidente asimmetria che esiste tra la pervasività criminale e l’efficacia della normativa vigente», aveva detto all’inizio del 2010 a un convegno sul ciclo integrato dei rifiuti. Nonostante fosse considerata prioritaria, la direttiva 99 del 2008 non è mai stata recepita. La scadenza era stata fissata per il 26 dicembre del 2010. Ma sia Alfano che la Prestigiacomo si sono dimenticati di portarla in Consiglio dei ministri. Quindi nel codice penale italiano non c’è traccia di responsabilità amministrativa per i reati ambientali. «Per questo motivo», spiega Sergio Cannavò vice presidente di Legambiente in Lombardia, «nella vicenda del Lambro ai Tagliabue potrà essere imputata soltanto la responsabilità omissiva, dal momento che la giurisdizione italiana non prevede nulla di specifico per questa fattispecie di reati».

Per i magistrati di Monza lo sversamento a fiume non fu un incidente. Scaricando nel Lambro oltre tremila tonnellate di oli minerali e idrocarburi, i titolari della Lombardia Petroli avevano l’intenzione di nascondere reati fiscali. Anni prima, allo scopo di far cancellare la loro azienda dall’elenco dei siti a rischio, si erano adeguati alla cosiddetta direttiva Seveso (adottata negli anni ’80 dai paesi dell’Unione europea dopo il disastro avvenuto nel ’76 nel comune brianzolo), che consente di stoccare nei depositi materiale inquinante non superiore alle duemila cinquecento tonnellate. I Tagliabue, sebbene avessero abbandonato l’attività da molti anni, continuavano a conservare all’interno dei loro capannoni quantità di oli e idrocarburi gran lunga maggiori. Non solo violavano la direttiva europea, ma in questo modo avrebbero evitato di pagare al fisco svariati milioni di euro di accise sugli oli minerali. Perciò lo scorso 23 febbraio avrebbero deciso di svuotare i serbatoi della propria azienda, scaricando nel Lambro gli idrocarburi in eccesso.

I magistrati della Procura di Monza Emma Gambardella e Donata Costa, che tra un mese dovrebbero depositare gli atti, hanno quindi definitivamente escluso la pista della ‘ndrangheta, che inizialmente era stata chiamata in causa. L’operazione di svuotamento dei serbatoi è stata infatti compiuta da una mano esperta. Gli idrocarburi sono stati prima riscaldati allo scopo di renderli più liquidi e i bocchettoni sono stati aperti secondo la procedura abituale. Solo qualcuno che lavorava nell’azienda poteva dunque essere in grado farlo. «Sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta bisogna però tenere gli occhi aperti», dice la senatrice del Pd Daniela Mazzucconi, componente della Commissione Ecomafie. Villasanta, il comune in cui è avvenuto lo sversamento nel Lambro è appena a 20 chilometri da Desio, dove secondo i magistrati si trova la più antica ndrina lombarda. «Qui - segnala la senatrice- con l’Expo e la Pedemontantana i clan potrebbero fare affari d’oro».

martedì 8 febbraio 2011

Lambro: l'onda nera dei petrolieri

Sono due gli indagati per la marea nera che nel febbraio scorso infestò le acque del Lambro. Si tratta di Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, 54 e 49 anni, titolari della Lombarda Petroli di Villasanta. L'accusa, per il disastro ambientale che portò 2 mila e 600 tonnellate di idrocarburi, prima nel Lambro e poi nel Po, sarebbe di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali. Ma non solo, visto che i due sono sospettati anche di aver favorito lo sversamento, con la collaborazione di alcuni operai. Gli inquirenti si stanno concentrando sui vari passaggi che sarebbero stati necessari perché gli idrocarburi finissero nelle acque. Troppi per essere un incidente. I sospetti che aleggiano per i due riguarderebbero la dismissione dell'impianto, ma soprattutto la zona residenziale che sarebbe dovuta nascere sui quei terreni, costruita dal gruppo Addamiano e che, scherzo del destino, si sarebbe chiamata Ecocity. In vista di questo passaggio, la Lombarda Petroli, era passata da 300 operai a poco più di 10, anche se il ridimensionamento non era avvenuto completamente. Le quantità di idrocarburi stoccate erano sempre di ingenti dimensioni, anche se non venivano segnate nei registri contabili non risultano tasse versate per quella quantità di carburanti o oli industriali. Troppo costosa la bonifica? Per questo i pubblici ministeri di Monza, Emma Gambardella e Donata Costa, continueranno negli interrogatori. A un anno dal disastro, che portò il materiale inquinante fino al mare Adriatico, si fanno sempre più pressanti i dubbi avanzati prima della vicenda dagli ambientalisti. Secondo alcune loro relazioni, datate 2010, si leggerebbero rassicurazioni eccessive da parte delle istituzioni locali e ritardi nei soccorsi (sversamento alle 2.30, segnalazione alla sala operativa della Protezione civile regionale alle 10.25). Inoltre, Giuseppe Tagliabue, era già stato sotto inchiesta per aver violato la legge. In particolare la normativa Seveso, che consente di stoccare un massimo di 2.500 tonnellate di materiale inquinante. I due imprenditori, difesi dall'avvocato Giuseppe Bana, si sono comunque dichiarati innocenti, anzi vittime di quanto accaduto la notte tra il 23 e il 24 febbraio del 2010.

Fonte: Piacenza24 

Partecipa alla conferenza/dibattito "Il lambro, un fiume in agonia"
Giovedì 10 Febbraio 2011, ore 21, a Veduggio con Colzano, Via Piave, 2 presso la Biblioteca Comunale