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lunedì 13 aprile 2026

Parco di Monza: dalla tutela negata al business della Formula 1

Il dibattito sul futuro del Parco di Monza torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le recenti decisioni del Consiglio comunale. Il comunicato che pubblichiamo solleva questioni cruciali: tutela del patrimonio storico, impatto ambientale e uso delle risorse pubbliche. Al di là delle posizioni, il testo offre una ricostruzione dettagliata e critica che merita di essere conosciuta e discussa. Lo proponiamo ai lettori come contributo al confronto sul destino di uno dei parchi storici più importanti d’Europa.

Rendering di parte degli interventi in deroga illustrati nella seduta del Consiglio Comunale del 26 marzo 2026

IN UN PARCO NON SI COSTRUISCE ANCHE SE CI OBBLIGA LIBERTY MEDIA!

a cura del Comitato per il Parco “A. Cederna” e del Comitato “La Villa Reale è anche mia”

La sera di giovedì 9 aprile 2026 sono stati approvati dal Consiglio comunale di Monza i lavori per nuove edificazioni all’autodromo nell’ottocentesco Parco di Monza, con un solo voto contrario. Garantita la rovina, da precaria a stabile, per il futuro del nostro Parco.
Pare di essere tornati al 1908, quasi 120 anni fa, quando Marinetti, nel suo Manifesto del futurismo, scriveva, tra l’altro: "Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia."
Sappiamo che, dopo più di un secolo, le cose non sono andate proprio così: di auto e di congestioni da traffico non se ne può proprio più; di inquinamento dell’aria si muore prematuramente e consentire rumori assordanti in un Parco che dovrebbe essere, anche per legge, un’oasi di quiete, non è tollerabile. Ma per denaro, consenso e voti si può fare questo e altro.

Si può ignorare, per mancata conoscenza o per disattenzione intenzionale, cosa ha rappresentato e potrebbe continuare a rappresentare in futuro la presenza e il consolidamento dell’autodromo nel Parco storico.

Ci corre l’obbligo di ricordare, soprattutto ai giovani e a quelli che lo ignorano, che già nel 1922, quando il Senatore Silvio Crespi (liberale di destra) decise di far edificare l’autodromo nel Parco di Monza, ebbe le forti opposizioni del Ministero della pubblica istruzione, di esponenti del mondo della cultura e dell’arte che vedevano una profanazione dello storico Parco voluto da Napoleone nel 1805, con forti perplessità legate alla tutela del paesaggio e all'abbattimento massiccio di alberi nel Bosco Bello. Non mancavano i primi ambientalisti che cercavano di tutelare quel luogo. Anche molta parte della stampa locale si opponeva fortemente (ad esempio “Il Cittadino”).

Il Cittadino, 22 giugno 1922

Poi, con l’avvento del ventennio fascista, fu tutta un’altra storia, anche peggiore. Oltre all’autodromo (1922) venne realizzato nel 1924 un ippodromo collocato tra Villa Mirabello e Mirabellino (impianto chiuso nel 1976 e poi eliminato negli anni ‘90) e infine venne realizzato anche un Golf nel 1928. Il tutto perché l’Associazione combattenti e reduci, che aveva avuto in concessione il Parco dalla Casa reale, volle mettere a reddito quelle aree. Così ci ritroviamo ancora oggi con quelle deturpazioni e quelle logiche distruttive.

Il Corriere di Monza e della Brianza, 14 marzo 1922

Solo nei primi anni ’80, si cominciò anche in Comune a Monza a vedere in modo critico l’ingombrante presenza dell’autodromo per tentare di renderlo meno incompatibile. I tecnici che iniziarono a studiare a fondo lo scempio del Parco di Monza cercarono anch’essi di limitarne i danni che, soprattutto con il GP di Formula 1, venivano arrecati ogni anno al Parco da migliaia di tifosi e vandali.

Tra questi Studi e Piani, meritevoli di citazione sono: Il PRG del 1971 di Piccinato (vigente fino al 2007) che nella Norme tecniche di attuazione, all’art. 21, zona Verde pubblico, diceva tra l’altro: “per il Parco di Monza nessuna nuova costruzione”. Poi lo Studio realizzato dalla Prof. Annalisa Maniglio Calcagno della Facoltà di Architettura del Paesaggio dell’Università di Genova, passato in Consiglio comunale nel 1991, che proponeva tra l’altro “la demolizione della pista sopraelevata dell’anello di alta velocità dell’autodromo, circuito ormai in disuso da molti anni, che taglia in due un’ampia porzione del parco e buona parte del famosissimo bosco bello”.

Un vero Piano regolatore generale (PRG) venne presentato in Consiglio comunale nel ’95 e adottato nel 1997, redatto da Leonardo Benevolo (come noto, uno dei maggiori storici europei di architettura e urbanistica) comprensivo anche di quell’area, alla quale era dedicato uno specifico elaborato di dettaglio che indicava come obiettivo da perseguire nel tempo, il restauro filologico dell’antico disegno del Canonica del Parco stesso.

Il PRG di Benevolo diceva tra l’altro: “Oggi il restauro del parco richiede tre modifiche principali: la rimozione dei resti abbandonati dell’ippodromo, la rimozione della pista d’alta velocità dell’autodromo, anch’essa fuori uso e non recuperabile, e le modifiche del percorso attuale necessarie al ripristino della continuità fisica e paesaggistica del viale Mirabello”. E poi proseguiva: “Si deve anche intervenire sull’area del Golf, con un ampliamento della zona boschiva e una parziale apertura al pubblico, in particolare per la ricostruzione del cannocchiale visivo dell’ex viale delle noci” (n.d.r.- tra autodromo e golf)”.

Nel 1996, in occasione di quel PRG, la Soprintendente di Milano Lucia Gremmo, scriveva in modo molto chiaro: “Gli usi impropri che maggiormente incidono sull’area del complesso (del Parco, ndr) anche in relazione alla considerevole superficie occupata, e che, come tali, risultano altamente incompatibili con il carattere storico-artistico dello stesso sono: l’autodromo, con le relative attrezzature (campeggio, piscina, etc.) e gli abnormi afflussi di folla ed il golf, in quanto, come giustamente affermato dagli stessi progettisti, hanno rotto la sua (del Parco) unità spaziale e hanno condotto anche a un assetto frammentato delle masse arboree, in cui va perduta la grande dimensione che è il suo pregio principale. A ciò bisogna aggiungere, per quanto concerne il golf, la modifica morfologica del terreno”.
La Regione Lombardia, con la sua Legge 40 del ’95, aveva promosso e approvato nella seconda metà degli anni ’90 “il Piano 1997-98 per la rinascita del Parco di Monza” che prevedeva ben 35 progetti d’intervento e 20 miliardi di finanziamenti insieme ad altri Enti locali e organismi pubblici, finalizzati al “recupero ecologico - monumentale del Parco recintato più grande d’Europa” e per rimediare quindi a quella pesante situazione creatasi a causa degli impianti impropri.



Non va dimenticato, nei primi anni del 2000, il Piano di Settore per il Parco di Monza, redatto dal Centro Studi PIM su incarico del Parco regionale della Valle Lambro, dotato di Piano territoriale approvato dalla Regione nel 2000, che riaffermava tra l’altro, nel proprio elaborato progettuale: “conseguente demolizione dell’anello di alta velocità del circuito, almeno per la parte interferente con la prospettiva dal Mirabello (curva nord e curva sud)” e, per il Golf: “Ritocco del perimetro del golf nell’estremità settentrionale (spostamento di una buca), per favorire la continuità del percorso periferico nord-sud e nel confine meridionale per la ricostituzione di un ambiente di rispetto attorno alla testa del fontanile Pelucca”.

Poi quasi più nulla, se non esattamente il contrario di quello che emergeva da quegli studi di dettaglio. Solo nel maggio del 2023, dopo anni dall’incarico, è stato presentato e approvato un costoso Masterplan della Villa Reale e del Parco di Monza, strumento che, come noto, non ha alcuna valenza legale o urbanistica e non impegna gli amministratori né a seguirlo né a realizzarlo, non essendo vincolante.


Così ci troviamo oggi che il Consiglio comunale trionfante ha approvato praticamente all’unanimità (centro destra e centro sinistra uniti), salvo il voto contrario di una lista civica indipendente (Piffer), una serie di deturpanti e costosi lavori in Autodromo (circa 75 milioni di euro a carico del contribuente, che si sommano ai 27 milioni annui pretesi da Liberty Media, il nuovo padrone della F.1 per mantenere la titolarità del GP al circuito monzese); a questo proposito, non si comprende perché con tutte le centinaia di migliaia di biglietti venduti dall’Autodromo (più di 300.000), quei lavori debbano essere pagati dai contribuenti, anche di quelli che proprio non si interessano di Formula 1 se non anche contrari.

Come noto, si tratta della soprelevazione dei box (definito a suo tempo: “il Pirellone rovesciato” amovibile), di un edificio per la direzione di gara e di una nuova sala stampa, oltre che, con due delibere di Giunta, rendere definitive alcune tribune che, in precedenza venivano rimosse dopo il GP di F1. Decine di migliaia di nuovi metri cubi complessivi in un parco storico (circa 30 mila, dato peraltro non reso noto).


Tutto questo per poter avere la titolarità del GP, piegandosi vergognosamente all’imposizione ricattatoria di Liberty Media, incuranti del fatto che per Liberty Media l’unico interesse è fare soldi a palate, sfruttando il business miliardario della F1 anche ampliando a dismisura il numero dei GP: si parla addirittura di arrivare a 30 appuntamenti annui Il rischio per il circuito di Monza è quello di rimanere stritolato nell’inevitabile competitività del mercato globale della Formula 1. Cosa ci chiederà la prossima volta? Di incoronare il vincitore del GP con la Corona Ferrea come Napoleone?

I lavori imposti dalla società di mass media statunitense, diventata patron della F1 dal 2017, rispondono alla pretesa di fare dei 200 ettari in concessione ad ACI uno dei tanti circuiti “Luna Park” (vedi fan zone su Roccolo e Gerascia) da sfruttare al massimo, del tutto indifferenti al fatto che l’autodromo sia dentro un Parco che ha 220 anni di storia.

Che senso ha ancorare il presente e il futuro della città a un GP quasi fosse l’ultima spiaggia, l’unica risorsa?

Ripensare al Parco (al quale non arriva alcun finanziamento se non una tantum), alla storia, anche industriale, alla vocazione culturale, ai bisogni reali dei cittadini è la vera strada che amministratori di buon senso dovrebbero perseguire.

Il caso poi vuole che la concessione delle aree dell'Autodromo di Monza da parte del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza all'Automobile Club d'Italia (ACI) scadrà il 31 dicembre 2028. Nonostante la concessione delle aree scada prima, il contratto per l'organizzazione del Gran Premio di Formula 1 è stato rinnovato fino al 2031. Non solo: il Consorzio, ente concedente, scadrà nel 2029. Un vero pasticcio e un incastro che parrebbe più pensato che subìto. Il solito ricatto: “Forse non volete far correre il GP di F1 a Monza?”.

Bianca Montrasio, Giorgio Majoli, Roberto D’Achille

martedì 1 novembre 2016

Monza. Se son rose fioriranno: 200 anni di storia della rosa per Villa Mirabellino


Se son rose fioriranno
200 anni di storia della rosa per Villa Mirabellino

4-14 novembre 2016
Saletta Reale della Stazione di Monza
Inaugurazione 4 Novembre ore 18.00
orari mostra: 10.00 12.00 / 15.30/ 19.00

in collaborazione con Museo di Storia Naturale di Milano

La mostra si colloca nel contesto delle iniziative volte a destinare Villa Mirabellino a osservatorio agro-naturalistico del Parco, sede di conservazione e consultazione della documentazione relativa alle passate realtà produttive del Parco, centro studi della conservazione e manutenzione del verde storico, del verde urbano, delle alberature di pregio e degli alberi monumentali, sede di corsi, indagini, studi dedicati a questi settori.


Nel corso dell'iniziativa verrà attivata una raccolta fondi per l'acquisto di uno scanner planetario da donare al Museo di Storia Naturale di Milano per la gestione elettronica dei reperti conservati.

Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza
Associazione Mazziniana Italiana onlus sezione di Monza e Brianza
Centro documentazione Residenze Reali Lombarde
Comitato La Villa Reale è anche mia
Comitato per il Parco A. Cederna


Info:
Associazione Amici dei Musei Monza - info@amicimuseimonza.it   
Comitato per il Parco A. Cederna -  http://www.parcomonza.org/mostra-villa-mirabellino.htm

lunedì 20 aprile 2015

Il frutteto matematico del Parco di Monza


«PIANTALA» PROGETTO DI RICOSTRUZIONE ORIGINALE DEL FRUTTETO MATEMATICO DEL PARCO DI MONZA

Il progetto propone la ricostruzione originale secondo l’impianto storico risalente al 1800, del «Frutteto Matematico» elemento architettonico vegetale ideato dal Canonica del Parco di Monza presso la Cascina Frutteto, recuperando un importante elemento del Parco di spiccata matrice agricola, questo progetto sarà per la Brianza uno degli elementi rilevanti di EXPO’. I Frutteti Matematici erano molto in voga tra il Settecento e l’Ottocento nei parchi delle maggiori capitali europee come forma una agricoltura moderna, (per quei tempi) per la valorizzazione di nuove varietà.


Domenica 26 aprile, in tre sessioni alle 11, alle 15 e alle 16, sono in programma tre workshop, che si terranno presso la Scuola Agraria del Parco di Monza (in viale Cavriga, 3), per coinvolgere nell’iniziativa i più piccoli e le loro famiglie. Alle 10 invece è previsto la presentazione sul campo alla cittadinanza del progetto del «Frutteto Matematico». Per partecipare basta prenotarsi, perché i posti sono limitati a circa 200 piante, contattando il numero di telefono della Scuola Agraria di Monza al 039-2302979 o l’indirizzo e-mail segreteriacorsi@monzaflora.it.


IL PROGETTO
Prevede la ricostruzione originale secondo l’impianto storico, del Frutteto Matematico elemento architettonico vegetale ideato dal Canonica nel disegno originario del Parco di Monza  nell’ Ottocento con un’impostazione rigorosa, a filari che andranno a creare forme geometriche precise. Uno sviluppo pari a 3.100 metri e ben  600 alberi, utilizzando per la piantumazione delle varietà antiche, verificando la scelta varietale mediante analisi degli studi storici e delle serie botaniche descritte nell’800 oltre al posizionamento di un impianto di irrigazione a goccia e le manutenzioni. L’obiettivo è quello di costituire in un ampio ambito produttivo un vero e proprio frutteto nell’area della omonima cascina: elemento produttivo e paesaggistico con al cuore la Cascina Frutteto all’interno del Parco di Monza. Il progetto - della durata di 22 mesi - è partito nel marzo 2014 e si concluderà a dicembre 2015. L’iniziativa è portata avanti della Scuola Agraria del Parco di Monza con il Parco Regionale della Valle del Lambro e vede coinvolti la Fondazione della Comunità Monza e Brianza con Bando Emblematici minori 2013, Fondazione Cariplo e il sostegno di Regione Lombardia con la Direzione Generale Agricoltura, la Provincia di Monza e Brianza, la Camera di Commercio di Monza e Brianza e Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Con la manifestazione in programma domenica 26 aprile, si entra nella fase di ricostruzione del Frutteto Matematico. Oltre agli Enti promotori, rappresentati dall’Avv. Eleonora Frigerio, Presidente del Parco della Valle del Lambro e Massimo Ceruti, Presidente della Scuola Agraria di Monza, saranno presenti alla giornata di «Piantala», l’assessore Regionale Fabrizio Sala, Roberto Scanagatti, sindaco di Monza e Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e il Presidente della Provincia MB Gigi Ponti.


LA STORIA

I Frutteti Matematici erano molto in voga nel ‘700 e ‘800 nei parchi delle maggiori capitali europee e avevano molteplici valenze, soprattutto di carattere rappresentativo di una agricoltura moderna, nella gestione, e di promozione e valorizzazione di nuove - per quei tempi - varietà. Questo elemento architettonico rimase fino ai primi del novecento, probabilmente fino alla prima guerra mondiale, già durante la seconda guerra mondiale l’area era orami priva di piantumazioni dato che venne utilizzata come accampamento militare. All’interno dello sviluppo del progetto sono effettuare ricerche storico documentali sulle varietà vegetali presenti in origine e di integrare con varietà dell’area Brianzola (e in alternativa del Nord Italia), al fine di ricostituire le caratteristiche originarie e di creare una collezione in pieno campo di specie antiche o vetuste di frutta.

martedì 28 ottobre 2014

Villa Reale di Monza: un restauro spinoso


Il restauro della Villa Reale di Monza: chi l’ha pagato e chi ci guadagna

Newsletter di ParcoMonza.org 

A lavori ultimati, facciamo il punto su quanto è costato a noi tutti - non solo in termini economici - il restauro della parte centrale della Villa Reale di Monza.
  • I costi effettivi del restauro non sono stati resi noti. Comunque, in base al bando, di cui il responsabile era Anton Giulio Rognoni - l’ex Amministratore Delegato di Infrastrutture Lombarde ora indagato nell’ambito degli appalti per Expo - Regione Lombardia ha erogato 21 milioni e Nuova Villa Reale Monza spa, vincitrice del bando, guidata dall’imprenditore Navarra di Italiana Costruzioni, in sede di aggiudicazione (vedi conferenza stampa dell’allora Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del 15 aprile 2011) avrebbe dovuto versarne 8 ma, a quanto dicono le notizie di stampa e le affermazioni pubbliche degli stessi responsabili, ne avrebbe investiti solo 4. Peraltro rileviamo che il costo iniziale stimato per gli interventi al Belvedere, ha subito senz’altro un netto abbattimento poichè originariamente era ivi previsto il famoso ristorante di lusso che avrebbe comportato ingenti costi per impiantistiche particolari e per allestimenti dedicati. Il ristorante, di modesta rilevanza, è stato poi realizzato al piano terra mentre il Belvedere è stato oggetto di interventi limitati. In corso d’opera, tuttavia, vi è stato un aumento dei costi che, secondo fonti stampa diverse sarebbe stato di 2 o 3 milioni di euro per imprevisti durante i lavori e che sono stati ulteriormente finanziati dalla Regione: abbiamo chiesto al Consorzio documentazione dell’importo e della natura degli imprevisti, ma non ci è stata data alcuna risposta in merito.
L’ingresso del privato sarebbe stato forse giustificato se i 25 milioni fossero stati a carico del concessionario e 4 milioni alla Regione, ma evidentemente lo scopo dell’operazione non era quello di sollevare il pubblico dall’investimento più gravoso. Questo non può essere un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, in quanto non vi sono contropartite effettive per la collettività.
  • Malgrado l’esiguità del suo contributo, il privato ha ottenuto 22 anni di concessione degli ambienti più rappresentativi della Villa, lasciando solo 36 giorni non consecutivi l’anno alla piena fruizione pubblica. Questo significa che per 22 anni Nuova Villa Reale Monza spa potrà guadagnare dalla messa in subconcessione dei quattro piani centrali della Villa Reale di Monza. E non si può dire che abbia perso tempo: ha già affittato il piano terra per 15 anni a un ristorante, “Le cucine di Villa Reale”, che userà gli spazi in modo esclusivo (http://www.fedegroup.it/ristorante/le-cucine-di-villa-reale) e non in funzione dell’attività museale come prevede il Testo Unico dei Beni culturali. Un esempio: il 31 ottobre è previsto l’Halloween Private Party, in occasione del quale la Villa farà da “suggestivo contenitore” al “Night Party con DJ set dalle 23.00”, un evento del tutto avulso dal delicato contesto in cui viene collocato e per il quale “l’organizzazione si riserva il diritto di selezione all’ingresso” (https://www.facebook.com/events/297160933812528/?fref=ts). Su tale utilizzo improprio e pregiudizievole della Villa – a oggi ci sono state già oltre 500 prenotazioni – il Consorzio si è limitato a rilevare, a posteriori e su nostra segnalazione, un "difetto" di comunicazione e non si è sentito in dovere di intervenire nel merito dell’uso oltraggioso della Villa. Le sale storiche del primo piano nobile sono state affittate alla Vision Plus per 9 anni (notizie stampa parlano di 300.000 € l’anno) che, a sua volta le potrà affittare a chiunque sia disposto a sganciare quattrini. Un solo esempio: il 4 ottobre, il salone delle feste è stato affittato (7–10mila €) per ospitare il primo ricevimento di nozze con gran finale di fuochi d’artificio (nei giardini che non sono in concessione ?!?!) e le altre sale sono state messe a disposizione del Salone del Wedding Reale, ovvero la fiera degli sposi.
Ma facciamo due semplici conti: è verosimile ritenere che se il primo piano nobile è stato affittato a 300.000 € l’anno, anche gli altri piani subiranno un destino analogo. Sicchè l’introito annuale per il gestore potrà aggirarsi attorno ai 1.200.000,00 € l’anno. Cioè circa 100.000,00 € al mese. Così, ammesso che il privato abbia effettivamente contribuito con 4 milioni di €, in 3 o 4 anni avrà ammortizzato l’investimento con le sole subconcessioni e gli altri 18 anni saranno solo “utili”. In compenso, il Consorzio riceverà circa 5.000,00 € al mese. Ricordiamo, infatti, che il canone di concessione è di 60.000,00 € l’anno, oltre allo 0,7% del fatturato [circa 700 € al mese (1.200.000, 00 x0,7%): 12]. Per mera annotazione rammentiamo che il Piano Economico Finanziario (PEF) prevedeva importi addirittura superiori per il gestore.

Il pubblico - noi cittadini - ha tutto da perdere dalla concessione anche per altri motivi oltre a quelli economici; infatti, malgrado abbia pagato il restauro:
  • potrà vedere solo le parti della Villa che concessionario e subconcessionario consentiranno di vedere e, quasi esclusivamente, pagando. Anche in questo caso non si è perso tempo: dopo una decina di giorni di visite gratuite “gentilmente concesse”, il biglietto costa 12 € che vanno al concessionario;
  • per vedere le altre parti dell’ala sud restaurate (l’appartamento di Umberto I°) si deve uscire dalla Villa, percorrere una parte della corte esterna e rientrare da un’altra parte, sperando che non piova, pagando un secondo biglietto;
  • gli sarà preclusa la possibilità di vedere riallestite con gli arredi le sale del primo e del secondo piano nobile perchè gli affittuari non hanno evidentemente nessun interesse a occupare le sale e gli spazi con i mobili originari, che sarebbero sì in stile con la Villa, ma non con l’ “evento” (il vero business). Non si può rischiare, inoltre, che qualche improvvido partecipante all’evento danneggi mobili, suppellettili, arazzi preziosi. Risultato: gli arredi originari recuperati e restaurati, non sono stati sistemati dove avrebbero dovuto, ma sfrattati e delocalizzati in un’altra parte della Villa. Per esempio, i mobili “alla chinese” e gli arazzi del Raineri, in perfetta sintonia con il soffitto dell’Albertolli, che arricchivano la “Sala degli Uccelli” del primo piano nobile, sono stati surclassati dai tavoli imbanditi di confetti e dai tulle della fiera degli sposi;
  • si deve accontentare di un restauro che sembra funzionale al solo sfruttamento commerciale. Ricordiamo, inoltre, che il primo piano nobile e il Belvedere erano già stati sottoposti a restauro a cura della Soprintendenza. Tra l’altro, che fine faranno i parquet del Maggiolini e le altre parti restaurate che dovranno sopportare l’urto dello sfruttamento commerciale degli spazi?
Ma soprattutto a perderci è la Villa stessa, spezzettata come fosse un condominio, ridotta a contenitore di usi oltraggiosi e indegni della sua storia, deprivata della possibilità di presentarsi in tutta la sua maestosità di dimora regale.

Gli Austriaci, i Francesi, i Savoia l’avevano lasciata a noi tutti perchè fosse un monumento di cultura, didattica, arte e alta rappresentanza: nell’Atto di cessione gratuita da Demanio dello Stato a Comune di Milano e Comune di Monza del complesso immobiliare denominato Villa Reale e Parco di Monza. Repubblica Italiana, Monza 4 aprile 1996, repertorio n. 8461” si dichiara (art.6) che “gli immobili... restano sottoposti al vincolo monumentale e paesistico”, e che (art.8) “i Comuni di Milano e di Monza si impegnano a curarne la conservazione permanente ed a destinarli ad attività museali, culturali, di rappresentanza e di fruizione e conservazione del verde".

I veri “fruitori”, cioè i gestori la stanno trasformando in una “location” commerciale che consentirà loro enormi guadagni senza alcun vantaggio per il “pubblico” che pure ha pagato il restauro e ciò senza che nessuno degli enti preposti (Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza, Consorzio) sembri esercitare il controllo dovuto sulle attività che si svolgeranno nella Villa Reale di Monza, come dimostrano gli esempi elencati.


Per contattare il Comitato per il Parco di Monza cliccare qui.
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sabato 3 agosto 2013

Villa Reale e Parco: appello al Sindaco di Monza per fermare lo scempio nei giardini


Pubblichiamo di seguito la lettera aperta che il comitato "La Villa Reale è anche mia" ha inviato al Sindaco e alla stampa.

Gentile Signor Sindaco,
in relazione a quanto apparso sui mezzi di comunicazione circa i lavori in corso sul fronte nord della Villa Reale per la realizzazione della centrale di termo-refrigerazione, che sta suscitando l’allarme dei cittadini e di quanti hanno a cuore il monumento, onde evitare che ulteriori lavori danneggino questa parte della Villa,  Le chiediamo di farsi espressione di questa preoccupazione sollecitando la sospensione dei lavori limitatamente a quest’area al fine di interrompere lo scempio e ripristinarla recuperando il progetto di costruzione di un labirinto per mascherare le griglie, come già suggerito peraltro da Soprintendenza, Corpo Forestale e Amministrazione Parco nel 2003.

La vicenda ripropone in modo allarmante la problematica relativa al controllo sui lavori in Villa. Nel caso è facile supporre che, attesi anche i tempi tecnici non brevi per la realizzazione della censurabile opera, o è stata oggetto di variante ovvero è stata eseguita senza i rituali passaggi autorizzativi. Nel primo caso apparirebbe grave l’eventuale assenso della Soprintendenza. Nel secondo caso è preoccupante che la Soprintendenza stessa non abbia esercitato i controlli che le competevano.

Pertanto, con più forza ancora riproponiamo alla Sua attenzione l’opportunità della costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico super partes che possa intervenire costantemente, non rimettendo così la tutela del monumento alla buona volontà del limitato controllo che i cittadini possono esercitare. A tale proposito desideriamo ribadire l’esigenza espressaLe e da Lei fatta propria  di trasparenza sugli atti e i lavori in corso.

COMITATO “LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA”

martedì 30 luglio 2013

La villetta reale di Monza


Comunicato stampa del Comitato Beni Comuni MB

Nel progetto di restauro predisposto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano assieme all'Amministrazione Parco e al Corpo forestale dello Stato nel 2003, con l'obiettivo di "recuperare l'intrinseca identità storico-culturale di un "patrimonio collettivo" di eccezionale valenza, non assimilabile in alcun modo al semplice "verde pubblico" [le citazioni sono tratte dalla relazione sul progetto di restauro dei Giardini Reali redatta dall'arch. Marina Rosa, allora soprintendente alla Villa, contenuta nel Quaderno n.1 Villa Reale di Monza, curati dalla Soprintendenza, maggio 2003].

Il progetto si configurava come un piano organico che avrebbe dovuto ripristinare le parti compromesse all'interno di un progetto unitario al fine di ottenere un "risultato coerente e uniforme". In particolare per l'area che qui interessa, ossia il giardino laterale nord, quest'area, nella quale si sarebbero poste le centrali termica e di  refrigerazione, era "sin dall'inizio connotata come una sorta di labirinto" per cui si suggeriva di coprire le griglie degli impianti, raggiungibili con una scaletta interna alla Villa, "mascherandole esternamente con un labirinto didatticamente riproposto su indicazione dei labirinti che, sin dall'origine, hanno interessato questo giardino. Nelle 'stanze' ricavate tra le siepi di bosso, sempre a scopo didattico ma con finalità anche ludica, verranno realizzate, secondo il progetto predisposto dalla Soprintendenza per il Museo della Villa, quelle giostre e quei giochi ginnici realizzati dal Tazzini per gli Asburgo e riccamente documentati nell'Archivio Storico".


Nel 2004 sono state realizzate le centrali interrate che comprendevano gli impianti per la climatizzazione delle stanze di rappresentanza. Il vano interrato era stato però realizzato abbastanza capiente da contenere le centrali termo refrigeranti utili per tutta la Villa, utilizzando un accesso esistente e allungando il corridoio. Le centrali erano completamente interrate; a livello c'erano solo le grate di ventilazione. Il progetto si sarebbe dovuto completare con la realizzazione del labirinto, che avrebbe nascosto alla vista, ma non alla manutenzione, le grate. Dall'agosto 2007 tutti gli impianti, centrali comprese, sono rimaste inattive e non più manutenute (tanto che si sono anche allagate perché si erano riempite di foglie) e il progetto di costruzione del labirinto si è arenato perché la Direzione Regionale della Soprintendenza ha preferito dirottare i fondi che già c'erano (ricavati dal Lotto) nel restauro di Villa Necchi del FAI.

Tirando le somme: si sono spesi soldi pubblici per tre volte (intervento iniziale, ripulitura dopo l'allagamento, intervento attuale) sullo stesso oggetto e si rischia di doverlo fare ancora visto che l'attuale intervento riguarda un impianto di servizio solo per la parte centrale, stante la demenziale logica di frazionare la Villa in lotti, ossia in "appartamenti" autonomi ciascuno con la propria "caldaietta".

A ciò si aggiunge la vergogna di quello che appare nelle fotografie sopra: un intervento che non sarebbe accettato in nessun condominio.

Ben diversa la soluzione adottata a Venaria Reale, dove la mascheratura della centrale termo-refrigerante è stata affidata a un artista del paesaggio come Giuseppe Penone (vedi foto sotto).



L' INTERVENTO 



di Cristina Sello, di Città Persone

Buongiorno, come vedete dall'articolo pubblicato sul Giorno del 28 luglio 2013, il Dott. Lamperti (Direttore cel Consorzio della Villa Reale) è piuttosto turbato dalla nostra denuncia e vi prego di prendere nota di quanto dice :

“… ci sarà il tempo  per realizzare un progetto di mitigazione per nascondere la buca dei servizi.”

Non trattasi solo di buca ma di realizzazione in superficie di opera in cemento armato e metallo, saremo ben contenti di capire come intende mitigare

“…ci sia una contestazione ogni volta che dalla Villa esce una foto più o meno clandestina.”

Non sapevamo che fotografare i lavori della Villa reale fosse cosa clandestina  e che è vietato fotografare ciò che viene fatto; peraltro se ci fosse trasparenza e chiarezza da parte del Consorzio e degli addetti ai lavori con pubblicazione corretta e obbligatoria per legge sul sito del Consorzio dei progetti e dello stato avanzamento lavori, con eventuali varianti in corso d’opera, non dovremmo perdere tempo a fare fotografie”Rubate” (il Dott. Lamperti si era impegnato a pubblicare sul sito quanto richiesto, anche se , a suo dire, non eravamo in grado di valutare , poveri noi meschini, non avendo capacità tecniche di lettura di un progetto, ecc.)

Per quanto concerne il Labirinto “non è previsto da nessuna parte”

Faceva parte del progetto originale , non fu realizzato, era una proposta costruttiva e fattiva del Comitato “La Villa reale è anche mia” quel Comitato che erroneamente viene visto sempre e solo come elemento di disturbo e con desideri solo distruttivi, privo di qualsiasi capacità propositiva .

“Basta trovare pretesti”

Per il Dott. Lamperti avere perplessità e chiedere spiegazioni su lavori a dir poco inopportuni, significa trovare pretesti

“La Soprintendenza è sempre sul Cantiere”
Bene, stiamo infatti valutando se la Soprintendenza fosse a conoscenza e se abbia dato parere favorevole, nel qual caso ci dovrebbe spiegare come mai lo abbia dato , quali sono le ragioni e quali le previsioni di intervento per sistemare questo scempio.

Lascio a voi ogni altra eventuale considerazione in merito e chiedo con passione una risposta esaustiva  alle nostre domande  che sono fatte per conto  di tantissime persone , di cittadini che hanno semplicemente a cuore la Villa Reale e il Parco e in nome di una trasparenza, chiarezza, correttezza e accesso agli atti DOVUTA a tutti e obbligatoria per legge.

sabato 27 luglio 2013

Brutture alla Villa Reale di Monza


Riceviamo e pubblichiamo un commento e alcune foto scattate nel cantiere dell'area a nord della Villa Reale. Segue un articolo ripreso da "Il Giorno".

"La concezione che vede quest'area come "il retro" della Villa, come se si trattasse di un qualsiasi condominio e non di un monumento immerso nel paesaggio da ogni parte, è confermata dai lavori in corso. Chi lamentava i lucernari del passato, e auspicava la realizzazione del sognato (e promesso, a voce) labirinto, può mettersi l'anima in pace: di fronte alla facciata nord le brutture saranno  di tutto e di più.
Che fare?"



Monza - Sorpresa e polemiche sulla facciata della Villa
di Monica Guzzi, tratto da il Giorno del 26/07/2013

Sorpresa e polemiche dal cantiere della Villa Reale. È bastato andare a sbirciare sul retro della reggia piermariniana in occasione dei lavori di preparazione dell’evento Expo con il Presidente Napolitano, per scoprire la presenza di due manufatti di cemento troppo ingombranti.
Le buche scavate a due passi dalla gradinata reale che si affaccia sul pratone del Parco servono a ospitare gli impianti di servizio della Villa Reale. Opere necessarie ma forse poco intonate alla facciata neoclassica della dimora estiva degli Asburgo e dei Savoia.


Il caso è rimbalzato sulle pagine di Facebook, dove si è subito accesa una rovente polemica. Tutto è partito dalle foto scattate dal comitato «La Villa Reale è anche mia» e pubblicate sul social network.
«Vogliamo capire se questo manufatto che a noi pare permanente e che ci viene giustificato da necessità tecniche dovrà rimanere - spiega Cristina Sello, del comitato La Villa Reale è anche mia -. Stiamo segnalando il caso alla Soprintendenza. Chiederemo spiegazioni al Comune e al Consorzio».


Il problema di come nascondere le buche era stato sollevato durante un incontro con il direttore del consorzio Parco-Villa Reale Lorenzo Lamperti e con il sindaco Roberto Scanagatti, che è anche presidente del consorzio.


«Avevamo chiesto, trovando disponibilità, il ripristino dell’antico labirinto di siepi, che avrebbe nascosto le buche, ma visto che sono state realizzate a ridosso della scalinata, ci sembra un’operazione impossibile - conclude Sello -. A questo problema si lega quello della trasparenza dello stato avanzamento lavori, che abbiamo chiesto che venga pubblicato sul sito, e del comitato tecnico scientifico che avrebbe dovuto seguire i restauri. Che fine ha fatto?».

lunedì 11 marzo 2013

Monza: i concerti rock nel Parco probabilmente non si faranno

In rosso l'area che era stata individuata per i concerti rock
 Non vi è ancora nulla di certo, ma voci di corridoio escludono i paventati concerti rock nel Parco di Monza.

Sarebbe la Vivo s.r.l., la società organizzatrice del gruppo Warner, ad avere receduto dal progetto, in considerazione del ritorno di immagine negativo testimoniato dalle molte espressioni contrarie di cittadini, associazioni, comitati e forze politiche.

Inoltre Vivo avrebbe scartato l’opzione dell’autodromo, perché non interessata, ed anche lo stadio Brianteo, perché non in grado di ospitare un numero sufficiente di spettatori, che Vivo ha indicato dovere essere almeno 30.000 per raggiungere il punto di pareggio in bilancio.

Siamo lieti di apprendere che questo ennesimo attentato all’integrità del Parco sarebbe stato scongiurato; ma non lo saremmo per il modo col quale vi si sarebbe giunti.

Riteniamo infatti grave che il Consiglio di Gestione del Consorzio abbia dato il via preliminare all’operazione con ben due delibere ed il direttore si sia espresso con un parere di regolarità tecnica, in contrasto, a nostro avviso, con lo statuto stesso del Consorzio, che prevede la salvaguardia dei beni conferiti.

Ci auguriamo naturalmente che le voci di corridoio diventino ufficiali, poiche’ il nostro obiettivo è quello di ottenere l’ annullamento dei concerti rock nel Parco di Monza, e quindi delle relative delibere.

(in ordine alfabetico)
Comitato Basta Cemento, betta.eli06@libero.it
Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, benicomunimb@gmail.com
Comitato per il Parco A. Cederna, parcomonzainfo@gmail.com
Comitato “La Villa Reale e’ anche mia”, parcomonzainfo@gmail.com
Italia Nostra, Monza, maurizio-oliva@maurizio-oliva.com
Legambiente, Monza, atos.scandellari@tiscali.it
Lista Civica Citta’ Persone, cristina.sello@alice.it
Movimento 5 Stelle Monza, misco@email.it

Le delibere del Consiglio di Gestione del Consorzio sono visibili sul sito del Comitato Parco A. Cederna alle pagine:
- DCG n.25 17.09.2012
- DCG n.30 26.11.2012

venerdì 13 aprile 2012

Passato, presente e futuro della Villa Reale di Monza


Newsletter del Comitato per il Parco di Monza "Antonio Cederna"

Il 5 marzo sono iniziati i lavori nel corpo centrale e in parte dell'ala Nord della Villa Reale di Monza sulla base di un progetto definitivo approvato in fretta e furia e che conferma quanto da noi denunciato fin dall'inizio circa il danno che questa concessione provocherà al monumento.

Dalla lettura della documentazione, pubblicata in parte sul sito del Consorzio (www.reggiadimonza.it), emerge, infatti, che la maggior parte dei lavori è finalizzata alla ristrutturazione degli spazi per renderli funzionali al "decollo nella vita contemporanea" del monumento settecentesco, come si legge nella Relazione Architettonica. Che cosa intendano per "decollo" è presto detto: fare della parte nobile della Villa Reale una delle tante "location" per "eventi" di ogni genere come quelli previsti dall'art. 13 del Disciplinare di gestione (vedi box), ritagliati sulle esigenze di committenti pronti a pagare per godere del privilegio di disporre del prestigio della Villa a scopi commerciali.


Bastano due esempi per confermare la verità di quanto detto:
  • il progetto ignora la valenza paesaggistica/artistica del Belvedere compromettendone irreversibilmente la struttura per adattarla alle esigenze di un ristorante tre stelle da 86 posti, che somministrerà 260 pasti al giorno (sono previsti una cucina, cui se ne aggiunge un'altra al piano terra con relativo montacarichi che attraversa tutti i piani, vari locali dispensa, stoccaggio e per i camerieri, servizi igienici per pubblico e personale).
  • la volontà di rendere autosufficiente la porzione della Villa oggetto della concessione tradisce una visione immobiliaristica, intimamente connessa alla scelta di mettere a frutto gli spazi della Villa, che comporta la frammentazione del complesso in tante unità autosufficienti, interrompendo collegamenti storici fra le diverse ali attraverso scale e pareti e moltiplicando gli interventi impiantistici.
Lo stesso restauro è pesantemente condizionato dalla preoccupante "filosofia del decollo". Infatti, normalmente le scelte di restauro vanno in tre direzioni: museo di se stessa=riallestimento; museo della storia della Villa=si lasciano i lacerti delle diverse epoche; destinazione degli spazi per mostre ed eventi= intervento più neutro possibile. Il fatto che il progetto mescoli contemporaneamente indicazioni di restauro relative a ciascuna di queste scelte lascia prefigurare - al di là della superficialità di una Relazione di Restauro racchiusa in sole 4 pagine - la volontà di lasciare aperta qualsiasi possibilità di intervento subordinandola alle prospettive gestionali, compromettendo scelte importanti come quella di destinare la Villa a museo di se stessa: non si potrebbero, ad esempio, riallestire gli interni con gli arredi esistenti, o come più volte da tutti sbandierato, con quelli che si intenderebbero richiedere al Quirinale, qualora ci si limitasse ad apparati decorativi di volte ricuciti per metà, boiseries non integrate, tappezzerie neutre o, peggio, neppure posate, illuminazioni perimetrali che non possono certo ricreare l'atmosfera dei lampadari nei centri delle volte.

È stato detto che questa era l'unica possibilità di restaurare la Villa e di aprirla ai cittadini, ma è falso visto che:
  • la Villa non viene restaurata ma ristrutturata;
  • i cittadini vi saranno ammessi solo come clienti;
  • c'erano altre scelte percorribili, impegnando il privato a un contributo virtuoso e non offrendogli su un piatto d'argento la doppia possibilità di guadagnare dai lavori di ristrutturazione PAGATI CON FONDI PUBBLICI e ricavare proventi attraverso la gestione privatistica di un bene culturale al quale sono associati valori etici, civili e sociali che dovrebbero, invece, farne un luogo di autocoscienza del cittadino, specie delle giovani generazioni.
Dovremmo piuttosto rimanere fedeli a quell'anima della memoria e dell'onore che la nostra Costituzione attribuisce ai nostri monumenti. Per questo non dobbiamo accettare di svilire la Villa a "location" di manifestazioni del degrado della cultura. A noi cittadini - che consideriamo la Villa anche nostra nel senso che ci sentiamo responsabili di restituirla alla sua dignità e storia per le future generazioni - oltre che attendere l'esito del ricorso che abbiamo presentato lo scorso settembre al TAR, resta il compito di mantenere la vigilanza attiva sul complesso monumentale di Parco, Villa e Giardini, diffondendo la conoscenza della sua storia, del suo presente e futuro ed è quanto inzieremo a fare nell'incontro pubblico di sabato 21 aprile 2012 ore 10-13 presso l'aula magna dell'Istituto Statale d'Arte (vedi volantino).

martedì 27 settembre 2011

Villa Reale di Monza: Legambiente impugna il bando di concessione

Legambiente scende in campo al fianco del Comitato per il Parco di Monza, contro la privatizzazione del complesso della Villa Reale, stabilita dalla concessione-contratto predisposta da Infrastrutture Lombarde per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori relativi al corpo centrale della Villa Reale di Monza e la gestione delle opere.
Ad essere finita nel mirino dei legali consultati da Legambiente e dal Comitato (avvocati Emanuela Beacco, Claudio Colombo ed Ercole Romano) è una procedura che, a fronte di un concorso molto minoritario alle spese per la ristrutturazione della Villa, attribuisce al privato l'uso per ben 22 anni del monumento nazionale, con modalità apertamente in contrasto con il Codice Urbani e incompatibili con il carattere storico e artistico del bene. Gli oneri a carico del concessionario ammonterebbero infatti a meno del 20% del costo di ristrutturazione (stimato in 23 milioni di euro) che resterebbero per il resto a carico del pubblico, a cui si aggiungerebbe un canone annuo di importo incongruo alle dimensioni e al prestigio del complesso (60.000 euro annui), e gli offrirebbero la piena disponibilità del bene per attività prevalentemente commerciali. Le funzioni museali -che dovrebbero avere rilevanza principale- assumerebbero, infatti, carattere solo residuale entro un vasto ed eterogeneo elenco di funzioni business-oriented. Il Codice Urbani, invece, prevede che venga assicurato il diritto del pubblico di accedere -gratuitamente o pagando un biglietto- ai complessi monumentali di proprietà pubblica, qual è la Villa Reale di Monza. Ed invece i due piani nobili del complesso potranno, a discrezione del concessionario, essere usati per “sfilate di moda”, “presentazione di prodotti e/o brand”, “sessioni d’aste”, “live music e drinks”, “iniziative ludico sportive”. Il Codice Urbani è esplicito nel vietare di adibire i beni culturali ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico: ma secondo la concessione, la villa diverrebbe sede di “ricevimenti”, “banchetti”, “matrimoni”, “attività di svago”: attività che in generale richiedono l'appartenenza a club e associazioni più o meno esclusive. La scelta delle concrete attività da svolgere -secondo logiche prettamente commerciali- è rimessa al concessionario, cui viene attribuito il potere di decidere, in base alle proprie “strategie di marketing”, a quali eventi subordinare al pagamento del biglietto di ingresso. Mancano, nella convenzione, norme idonee a garantire la possibilità di accesso al pubblico -quantomeno in congrui orari della giornata- semplicemente pagando un biglietto. Il disciplinare di gestione ammette al piano terreno perfino attività artigianali, che nulla hanno a che fare con la storia e l'identità del monumento. Per non parlare poi dell'”alta ristorazione” che occupa una parte esorbitante degli spazi concessi (l’intero piano belvedere, per 2.459 mq., e una porzione del piano terreno per la cucina) con la conseguente privazione, per il pubblico, della possibilità di accedere al belvedere e di godere della bellezza panoramica sul parco circostante (se non, ovviamente, nella veste di avventore). A completare il quadro, si introduce la possibilità di subconcedere l’insieme delle attività di gestione a terzi non selezionati tramite procedura pubblica e a discrezione del concessionario, con semplice clausola di gradimento.
“Auspichiamo il concorso dei privati alla gestione dei beni monumentali della Lombardia – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – ma ciò non deve avvenire a spese della fruizione pubblica dei beni, né diventare occasione di arbitrio e speculazione”

sabato 24 settembre 2011

Il Garante per gli Appalti risponde al Gruppo "La Villa Reale e' anche mia!": nel bando di gara ci sono irregolarita'

 

Il primo atto legale del comitato "La Villa Reale e' anche mia", ovvero l' esposto al Garante degli appalti - ha avuto esito positivo. Interessanti le motivazioni dei "due rilevanti errori" segnalati dall'Autorita' di Vigilanza.

Il primo attiene alla scelta del contraente che deve essere orientata verso soggetti forniti di particolari qualifiche tecnico-professionali (att estazione SOA per la categoria OS2).

Sul secondo punto l'Autorita' di Vigilanza rileva che il compenso che Infrastrutture Lombarde si e' riservato e' superiore al massimo consentito. In estrema sintesi, il Garante sostiene che per tale attivita' si puo' percepire un incentivo non superiore al 2% dell'importo, mentre Infrastrutture Lombarde si e' riservata il 6.5%. Sull'importo in questione si tratterebbe quindi di 1 milione che Infrastrutture Lombarde non puo' incamerare, e se la percentuale dovesse essere superata, si andrebbe alla Corte dei Conti. Infrastrutture Lombarde potrebbe allora aggirare il mancato introito affidando incarichi a professionisti interni retribuiti a parcella, ma il Garante diffida la societa' dal praticare questa via.

Una buona parte delle osservazioni del Comitato "La Villa Reale e' anche mia" sono state quindi accolte, rivelando determinati intenti da parte di Infrastrutture Lombarde, intenti resi noti anche in consiglio comunale dal consigliere A.Vigano'.

In pratica il bando e' partito viziato ed e' stato poi parzialmente sanato in corso d'opera perche' la cosa e' stata denunciata.

Poiche' mancavano solo 4 milioni per completare il finanziamento dell'appalto, a questo punto ne mancano solo 3. Il milione che si potrebbe risparmiare, dove andra' a finire? Il parere del Garante non puo' essere impugnato da Infrastrutture Lombarde perche' altrimenti interverrebbe la Corte dei Conti. Insomma, da una percentuale del 6.5 % siamo passati al 2%. E' questa la prassi normale adottata da Infrastrutture Lombarde anche per gli altri bandi di gara ? Consideriamo che questo e' solo il primo lotto e che i bandi proseguiranno. Tutti con questi vizi all'origine?

Poiche' i fondi che stanzia Infrastrutture Lombarde sono fondi FAS, possiamo affermare che il Comitato sta facendo risparmiare 1 milione al pubblico, cioe' a tutti noi.

Per quanto riguarda il ricorso al T.A.R., visti i punti rilevati dal Garante, possiamo affermare di aver posto una spada di Damocle sulla testa di Infrastrutture Lombarde. Nel ricorso si intende essenzialmente contestare l'art. 13, ovvero la gestione. Nessuno e' contrario al restauro della Villa, sono le modalita' che non ci trovano d'accordo.

Il Comitato ha fatto di tutto per fermare il bando, attraverso la raccolta di 12.000 firme e le adesioni delle oltre 100 personalita'. Ciononostante il bando e' stato comunque aggiudicato. La battaglia prosegue ora con armi legali al fine di modificare l'aggiudicazione.

Si e' ribadito che la Villa deve essere anche un centro didattico e culturale, mentre si sta andando nella direzione opposta evitando di sistemare le aule dell'Istituto d'Arte dichiarate inagibili, costringendo gli studenti a tripli turni.

Testimoni oculari informano che i cartelli dei ministeri - meta di visite pastorali di alcuni partiti - vengono apposti in vista di queste visite, e poi subito ri mossi. Ma non si parlava di "ministeri piu' vicini alla gente?"

domenica 16 gennaio 2011

Caro consigliere, aiutaci a salvare la Villa Reale...

Il Comitato per il Parco di Monza Antonio Cederna propone una nuova iniziativa per contrastare la privatizzazione della Villa Reale di Monza.
I precedenti appelli hanno ottenuto un primo, importante risultato: una discussione in Consiglio comunale con la possibilità che buona parte dei consiglieri si schieri contro il bando.
Per raggiungere questo obiettivo il Gruppo "la Villa Reale è anche mia" invita ad inviare il sottostante messaggio ai consiglieri comunali per impegnarli a fare la scelta giusta.

---------- testo del messaggio ----------

Ai Consiglieri del Comune di Monza

OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?

Sono a conoscenza del rischio che corre la Villa Reale di Monza per il bando che ne mette in concessione la parte centrale per 30 anni a condizioni inique. Perciò, insieme agli oltre 11.000 firmatari dell’appello per il ritiro del bando, le chiedo di adoperarsi perché venga al più presto fissata una riunione del Consiglio Comunale dedicata al tema.
Le chiedo altresì di esprimersi contro l'esproprio della Villa Reale aderendo a prese di posizione, da presentare in sede di consiglio, volte a scongiurare questa eventualità.

Il suo schierarsi a salvaguardia della natura pubblica di questo patrimonio culturale della città verrà tenuto nella debita considerazione quando sarò chiamato a votare.
La saluto cordialmente.


Per informazioni: invia una mail al Comitato oppure telefona al 039 382147

giovedì 9 dicembre 2010

Bar, box shop e ristorante: questo il futuro della Villa Reale di Monza?

Nell'immagine: il Corpo Centrale, la porzione dell'Ala Nord e la Corte Centrale della Villa oggetto della concessione

In questi giorni la società Infrastrutture Lombarde S.p.A. - il cui unico socio è la Regione Lombardia - ha presentato un documento per chiarire cosa intende fare della Villa Reale di Monza.

La Villa Reale sarà ceduta al privato vincitore e destinata ad attività commerciali, alta ristorazione, spazi espositivi ( il privato che vincerà il bando deciderà come usarli), alle seguenti condizioni:
  • 30.000 euro di affitto all'anno: Infrastrutture Lombarde (ILspa) indica 1.4 milioni perche’ moltiplica il canone per gli anni di concessione 30.000 x 30 anni = 900.000 e aggiunge 500.000 euro ( cioè 5 per mille del fatturato, stimando evidentemente un fatturato per il privato di circa 3,3 milioni di euro all'anno).
  • a fronte di un esborso privato di 6,7 milioni di euro (incluso il 20% di IVA che il privato recupera)
  • e di un esborso pubblico di 20,5 milioni di euro
Per contrastare tale iniziativa il Comitato per il Parco A. Cederna ed il Gruppo "La Villa Reale è anche mia!" invitano i cittadini ad inviare alla Sopraintendenza e al Ministero dei Beni Culturali la seguente mail:

Gentile Soprintendente Dott. Alberto Artioli,
e p.c. Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale - Ministero dei beni culturali

OGGETTO: VILLA REALE DI MONZA - SPAZI COMMERCIALI AI PRIVATI?

Buongiorno, seguo da tempo la situazione preoccupante che riguarda la Villa Reale di Monza.
Sebbene possa comprendere la necessità di accedere a un intervento di tipo privato nella gestione della Villa Reale, abbandonata già da decenni ad un tragico destino, si dice per mancanza di fondi, non comprendo invece come possano mancare i fondi per intervenire su un tale bene storico, paesaggistico e culturale, da parte della Regione e di uno dei comuni più ricchi d’Italia.

Esprimo tuttavia perplessità nel valutare i requisiti richiesti dal bando indetto da Infrastrutture Lombarde S.p.A. che, come da documentazione e capitolato, propone uno stralcio del progetto vincitore del concorso internazionale (c.d. progetto “Carbonara” ).

Desta molta preoccupazione sia la previsione di avere all'interno della Villa Reale spazi destinati ad attività commerciali - chiamati sul bando "box", lasciando quindi intendere una sorta di piccoli locali ritagliati all'interno dei grandi saloni - che di destinare un intero piano, il Belvedere, alla “alta" ristorazione - destinazione che chiaramente richiede infrastrutture invasive.

A parte la sproporzione fra superficie destinata ad attività commerciali rispetto a quelle genericamente dette istituzionali, mi chiedo se questo progetto garantisca la tutela della conservazione e valorizzazione culturale del monumento e se questo uso sia compatibile con il suo carattere storico e culturale.

Sottolineo, inoltre, che la necessaria gar anzia di utilizzo pubblico sarebbe garantita dal fatto che ristorante e negozi sono fruibili dal pubblico. Ciò, più che un’apertura al pubblico, sarebbe meglio definibile come una mera necessità per il successo dell'attività economica del futuro concessionario, il quale avrà peraltro in gestione una superficie di circa 9.000 mq per 30.000 euro all'anno di affitto, per 30 anni, a fronte di un intervento di 5 milioni di euro, mentre l’ investimento pubblico sarà di 19 milioni.

Come si può vincolare un tale bene storico e culturale in questo modo e per 30 anni?

Ho la convinzione che voi, quali garanti istituzionali della tutela del patrimonio storico e culturale, sappiate spiegarmi cosa non mi riesce di comprendere o forse ho erroneamente inteso.

Ringraziando in anticipo per la vostra attenzione, saluto cordialmente

Per informazioni:
- invia una mail al Comitato
- oppure telefona al 039 382147

domenica 28 novembre 2010

La battaglia per difendere la Villa Reale dalla speculazione entra nel vivo

Lunedì 29 novembre 2010 a Monza ci sarà un consiglio comunale straordinario dedicato alla "privatizzazione" della Villa Reale.

Il "Comitato per il Parco di Monza A. Cederna" invita tutti i cittadini a partecipare.

L'appuntamento è presso il Municipio di Monza alle ore 20/20.15.

E' importante essere in tanti....
....partecipate e fate girare la voce!


Per firmare la petizione on-line clicca qui.
Ad oggi hanno aderito all'appello quasi 10mila persone.

Leggi anche: Stanno privatizzando la Villa Reale di Monza

domenica 21 novembre 2010

Stanno privatizzando la Villa Reale di Monza

Questo blog ha da tempo raccolto l'appello lanciato dal Comitato Parco di Monza A. Cederna contro la privatizzazione della Villa reale di Monza.

Per approfondire l'argomento abbiamo formulato qualche domanda a Matteo Barattieri, uno dei membri del Comitato.

Nel giugno 2010 una società privata (Infrastrutture Lombarde) ha avuto l'incarico di gestire un bando per affidare il corpo centrale e l'ala nord della Villa Reale ad un privato. Cosa dice il bando?
Dice che chi vincerà la gara AVRA' a disposizione la Villa per 30 ANNI.

Cosa potrà farne?
Il bando lascia mano libera a chi si beccherà la Villa. Potranno essere insediate ATTIVITA' COMMERCIALI, NEGOZI, ECC... Gli enti pubblici potranno avere a disposizione la Villa per 35 giorni l'anno.

Quanto pagherà di affitto chi si aggiudicherà la Villa?
Una cifra vergognosa: 30mila euro all'anno in tutto, ovvero 25 centesimi al metro quadro al mese.

Nel bando si parla di "ristrutturazione" e non di restauro. La parola non è molto simpatica. Chi pagherà?
Ancora noi, o meglio: in gran parte fondi pubblici. Si prevede che il pubblico ci metta 19 milioni, il privato solo circa 4 milioni.

Come funziona la procedura?
In modo poco trasparente. Già è anomalo che sia una società privata a gestire una gara per l'affidamento di un monumento pubblico. Ma ci sono altri aspetti poco gradevoli. Il bando funziona a inviti: Infrastrutture Lombarde sceglie e invita delle società a partecipare. Nonostante le molte richieste di accesso agli atti, anche da parte di consiglieri regionali, non è stato possibile accedere al capitolato d’oneri, allo schema del contratto di concessione ed alla lettera di invito.

Cosa possimao fare per salvare la Villa?
Abbiamo costituito un comitato che raccoglie varie sigle e vari singoli. Ne fanno parte anche consiglieri comunali della maggioranza che governa Monza.
Stiamo raccogliendo adesioni: CHIEDEREMO A COMUNE DI MONZA E REGIONE LOMBARDIA DI RITIRARE IL BANDO. LA VILLA REALE DEVE RIMANERE DEI CITTADINI. POSSONO ADERIRE TUTTI, ANCHE I NON MONZESI. SIAMO QUASI A 10MILA ADESIONI.

SI PUO' FARE TUTTO ANCHE VIA INTERNET, BASTA CLICCARE QUI.

martedì 16 novembre 2010

S.O.S. Villa Reale di Monza


Sabato 20 novembre 2010 - ore 15.00
in piazza Arengario a Monza

S.O.S. VILLA REALE
PER NON FARCELA SCIPPARE
TUTTI IN PIAZZA A PROTESTARE


Di seguito riportiamo una sintesi delle iniziative che il Comitato per il Parco ed il gruppo “La Villa Reale è anche mia” ha in corso per difendere la Villa Reale:
  • coinvolgimento e passaggio informazioni tramite vari canali, ad amici e cittadini
  • raccolta firme on line e su carta ai punti di raccolta programmati in città e comuni limitrofi
  • esposto al garante degli appalti
  • appello al Presidente della Repubblica, sottoscritto da importanti esponenti del mondo artistico e culturale
  • manifestazioni di informazione e protesta
E siamo solo all’inizio………

Scarica il volantino del Comitato
Firma la petizione contro la privatizzazione della Villa Reale

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19/11/2010 - AVVISO IMPORTANTE:

LA MANIFESTAZIONE E’ STATA RIMANDATA ALL’ 11 DICEMBRE
IL 20 NOVEMBRE GAZEBO PER FIRME E MARATONA ORATORIA

domenica 10 ottobre 2010

Affittasi Villa Reale Monza a 30.000 euro l'anno

Alcune centinaia di persone hanno manifestato la loro contrarietà alla privatizzazione della Villa Reale, ed hanno esposto uno striscione da guinness dei primati (90 m) con scritte di protesta.

La villa Reale di Monza, nelle intenzioni di Regione Lombardia e Comune di Monza, sarà ristrutturata per ospitare attività che sono incompatibili con questo bene pubblico (per altre info cliccare qui).

Leggi la notizia su MB News
Guarda il video sul sito del Corriere
Scarica il volantino del Comitato
Firma la petizione contro la privatizzazione della Villa Reale