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sabato 26 marzo 2016

Insieme in rete: "Basta finanziamenti alla Pedemontana"


Tratto dal blog Sinistra e Ambiente di Meda

Un incontro importante quello organizzato a Seveso il 18/3/2016 da Insieme in Rete con Anna Donati di Green Italia e con Monica Frassoni Presidente dei Verdi europei.


L'impossibilità per Monica Frassoni d'essere presente  a causa di un lutto, non ha ostacolato l'argomentare con lei, a mezzo di mezzi telematici e in diretta.

Le comunicazioni della Frassoni e della Donati sulle pessime politiche italiane in tema di infrastrutture e grandi opere hanno portato a ragionare ad un livello più macro, utile a far capire le pesanti ricadute sui territori sia in termini di costi economici sia in termini di costi ambientali che le errate scelte trasportistiche causano.

Si sono così meglio comprese le disinvolte e miopi politiche d'investimento su infrastrutture poi rimaste incomplete per gli elevati e insopportabili costi.

Sono però le opere autostradali incomplete che servono a giustificare le continue richieste di nuovi fondi o di agevolazioni fiscali per i concessionari.

In questa categoria rientra ormai a pieno titolo l'inutile autostrada Pedemontana.


E sulla Pedemontana, chi ne vuole la realizzazione a tutti i costi (il Presidente di Regione Lombardia Maroni in primis), nella disperata ricerca di fondi,  insiste per chiudere l'iter della DEFISCALIZZAZIONE e per avviare la possibilità di accedere ai fondi europei del Piano JUNCKER.

Quella della Pedemontana è una situazione fallimentare conclamata, con i previsti fondi privati del "project financing" venuti totalmente a mancare e il maldestro tentativo di sopperire ad essi con "aiuti di Stato" e cercando di convincere l'Europa a finanziarla. Proprio per evitare anche questo, Monica Frassoni e Anna Donati in collaborazione con molti gruppi ambientalisti e con il coordinamento di Insieme in Rete hanno presentato alla Commissione Europea per la Concorrenza un dettagliato rapporto che alleghiamo.


Nella serata, Gemma Beretta, Gianni Del Pero e Alberto Colombo per INSIEME IN RETE hanno dettagliato il disastro ambientale causato da Pedemontana sul territorio, il rischio DIOSSINA sulla Tratta B2 e C, l'assenza delle compensazioni ambientali sul tracciato già in esercizio (A, B1 e tangenziali di Como e Varese) e hanno rinnovato la richiesta a fermare l'infrastruttura e a lavorare per un progetto di potenziamento della viabilità intercomunale e locale potenziando prioritariamente il trasporto su ferro.

Presenti all'incontro i sindaci di Seveso e Bovisio Masciago, l'assessore alle Politiche di Governo del Territorio di Desio, il Presidente del Consiglio Comunale di Cesano Maderno.

Leggi anche i documenti distribuiti al pubblico durante la serata:
https://it.scribd.com/doc/305489571/Lettera-autostrade-definitiva
https://it.scribd.com/doc/305489953/Volainiz18-3-016-Seveso



RASSEGNA STAMPA 

Insieme in Rete: "No agli aiuti di Stato per Pedemontana"
Da MBNews del 21 marzo 2016 
Insieme in Rete: “No agli aiuti di Stato per Pedemontana” 
di Giulia Santambrogio
«Pedemontana è un fenomeno italiano e in questo, purtroppo, poco anomalo»: Gemma Beretta, portavoce di Insieme in Rete, riassume così la situazione nell’incontro di venerdì 18 marzo a Seveso. La serata è stata un’occasione per presentare il documento presentato alla Commissione europea sui finanziamenti governativi alle opere autostradali, firmato, tra gli altri, da Anna Donati, di Green Italy, e da Monica Frassoni, presidente dei Verdi europei. La richiesta avanzata all’Europa è quella di indagare sugli aiuti di Stato ai titolari delle concessioni, e senza permettere che Pedemontana e altre autostrade ottengano ulteriori incentivi.

«Pedemontana è partita in termini sbagliati, è costruita a pezzi e passa a zig-zag nella pianura, devastando il territorio e isolando comuni – ha commentato il geologo Gianni Del Pero -. Come società ha mostrato di non saper gestire un’opera così, e, d’altra parte, non ha nemmeno i soldi per farlo: insiste nell’andare avanti, ma deve invece fermarsi e risarcire il danno». Difficile capire con quali soldi potrebbe farlo: Strabag sta licenziando gli operai che hanno lavorato alle prime tratte, e i proventi dei pur carissimi pedaggi non bastano a rientrare dalle spese. «Nel mondo delle fiabe, o per come ce la raccontano, le autostrade non costano mai nulla, perché riescono ad autofinanziarsi con il pedaggio – chiosa Donati -. Ma ovviamente non è mai così, interviene sempre lo Stato, con aiuti come il valore di subentro e le defiscalizzazioni, e il resto ce lo mette la concessionaria». Solo che gli aiuti statali sono già stati versati e Pedemontana è stata completata solo per un terzo, e mancano ancora 2 miliardi: l’ultima speranza per chi vuole l’autostrada è rientrare nel piano Juncker, cosa di cui il Pirellone sembra peraltro certo. Un’eventualità che Donati accoglie in modo molto scettico: «Nel piano Juncker dovrebbero rientrare cose concrete, a basso rischio e importanti per l’economia, come le energie rinnovabili e i treni per i pendolari – spiega -, e questo non è certo il caso di Pedemontana». «Stranamente da mesi il governo italiano non sta avanzando su questa tematica a Bruxelles – continua Frassoni, raggiunta via skype -. Può essere un buon segno, ma è anche vero che viste da qui ci sono questioni molto più pressanti, come il caso Ilva».

Di certo la situazione non può restare così com’è: se Paolo Butti, sindaco di Seveso, teme soprattutto lo stato attuale della “vetusta” Milano-Meda, che dovrebbe farsi carico del traffico di Pedemontana, Giuliano Soldà, il primo cittadino di Bovisio, lancia la proposta della riprogettazione: «Ripensare Pedemontana si può – ha affermato -. Sul territorio c’è bisogno di sostenibilità: siamo ancora in tempo per modificare il progetto».  Evitando situazioni come quella di Cassano Magnago, punto zero di Pedemontana e ormai tagliato fuori dalla normale viabilità, come riporta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. E anche tenendo conto dei recenti dati di traffico, che mostrano come Pedemontana sia al momento molto poco usata e di come, in realtà, il tragitto quotidiano medio di chi usa la macchina per spostarsi nel tragitto casa-lavoro sia molto minore: tra i 10 e i 30 km.

«Diciamolo: Pedemontana è un fallimento, e i sindaci dovrebbero fare un passo in più in questa direzione – conclude Alberto Colombo di Insieme in Rete -. Faremo di tutto perché questi finanziamenti non arrivino mai».


martedì 8 marzo 2016

Ancora Pedemontana?


La mancanza di risorse economiche per completare l’autostrada Pedemontana è all’ordine del giorno ormai da almeno due anni, da quando, per cercare di attirare capitali privati per il “project financing”, il Governo italiano ha cominciato a prospettare e poi dato attuazione ad una nuova modalità di finanziamento pubblico all’opera: la defiscalizzazione.

In ascolto del territorio lombardo, Monica Frassoni e Anna Donati, con altri firmatari, hanno presentato alla Commissione Europea una interrogazione e un rapporto, relativamente ai finanziamenti governativi alle opere autostradali in Italia che si potrebbero configurare come aiuti di stato, non consentiti dalla Commissione Europea.

Il rapporto ha un forte accento critico nei confronti della procedura adottata e sull’opzione del Governo di voler continuare a finanziare le opere autostradali.

Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile le invita quindi a parlare del loro lavoro sottolineando nuovamente l’inutilità, lo spreco di risorse economiche e la devastazione ambientale che l’autostrada Pedemontana Lombarda rischia ancora di infliggere al territorio e ai cittadini.

Coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile

sabato 20 dicembre 2014

Verdi Europei: "Basta regali di Stato alle autostrade!"


Monica Frassoni, Presidente dei Verdi europei, Anna Donati, esponente di Green Italia-Verdi Europei e gli eurodeputati ecologisti Ernest Urtasun (ES), Margrete Auken (DK) e Pascal Durand (FR), hanno presentato lo scorso 18 dicembre un dossier alle Commissarie Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager, e per il mercato interno, Elzbieta Bienkowska, per denunciare possibili aiuti di Stato e altri vantaggi da parte del governo italiano nei confronti di numerose concessionarie autostradali, attraverso defiscalizzazioni e proroghe delle scadenze delle concessioni accordate con lo Sblocca Italia. Si tratta di pratiche in contrasto con la normativa comunitaria, che prevede di rimettere a gara l’assegnazione delle concessioni una volta che queste sono scadute. Poiché nello Sblocca Italia si prevede che prima di concedere tali vantaggi, sia necessario il parere delle autorità europee, l’obiettivo di questa iniziativa è di chiedere alla Commissione di non autorizzare questa evidente violazione delle regole vigenti, che peserebbe in modo considerevole sul bilancio pubblico italiano.

“Nel dossier – dichiarano Frassoni e Donati – denunciamo alla Commissione Ue il tentativo del governo italiano di tornare a concedere proroghe e vantaggi a concessionarie autostradali che già hanno goduto dello stesso privilegio in anni passati, e che oggi tornano a battere cassa. Tra i casi « fuorilegge » interessati dagli aiuti proposti, ci sono le autostrade del Gruppo Gavio, Autobrennero, Autovie, Brescia-Padova, oltre alla Pedemontana Lombarda per la quale è stata chiesta una ingente defiscalizzazione. Sulla Sat è appena stata aperta una procedura d’infrazione perché il governo non ha rispettato le norme in materia di appalti e di durata della concessione.

Quanto alla BreBeMi (direttissima Brescia-Bergamo-Milano) abbiamo segnalato che il Governo ha promesso di contribuire a coprire il crescente deficit di esercizio con 330 mln di euro, pur se la condizione per vincere la concessione era stata la promessa di non pesare sulle casse dello Stato.”


“Denunciamo, infine, l’esenzione fiscale proposta, su base retroattiva, per l’Autostrada Orte-Mestre, un faraonico progetto lungo 400 km che costerà ai cittadini italiani, nella migliore delle ipotesi, 1 milione di euro al km e la cui utilità e rentabilità è fortemente contestata.“

“Assieme a diversi comitati ed associazioni[1] avevamo già preso contatto con i commissari europei per il mercato interno e per la concorrenza nel corso della scorsa legislatura. Sulla base della nostra segnalazione, il Commissario Barnier aveva deciso, di chiedere alle autorità italiane di fornire maggiori informazioni sulll’art.5 dello Sblocca Italia e aveva aperto una procedura chiamata Eu-pilot, fase precedente all’avvio di una procedura di infrazione. Oggi, dopo l’approvazione definitiva dello Sblocca Italia e l’annunciata richiesta di autorizzazione alla Commissione da parte del governo italiano per concedere le proroghe e altri vantaggi, la Commissione Juncker deve agire – concludono Frassoni e Donati -. Anche perché l’Italia non è un caso unico: anche in Spagna e in Francia si verificano casi simili, pur se di portata minore rispetto al caso italiano. In tempi di grave crisi e nella prospettiva di un rilancio di investimenti pubblici è cruciale garantire che essi siano allocati in modo da garantire non solo il rispetto delle regole, ma anche un effettivo impatto sull’economia e sull’occupazione.”

[1] Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato Stop Orte-Mestre, Legambiente Lombardia, Coordinamento Ambientalista “Insieme in Rete”.

martedì 20 maggio 2014

Vimercate: una serata dedicata al rapporto Lavoro e Ambiente

Giovedì 22 maggio - h 21
Vimercate, Sala S. Gerolamo, via Dozio 9.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL È VERDEUROPA
Green New Deal Europeo e le proposte dei Verdi per le Europee

LAVORO E AMBIENTE IN BRIANZA
Esperienze di  lavoro nuovo e “verde” - crisi fotovoltaico in Brianza : cosa hanno fatto i Verdi

IMPRONTA ECOLOGISTA
Le proposte degli Ecologisti per i Comuni che andranno al voto

IL RILANCIO ECONOMICO NON DEVE CONSUMARE IL SUOLO
Analisi del problema nella Provincia di Monza Brianza e nel Vimercatese

Con:
Roberto Albanese, candidato Green Italia Verdi Europei circoscrizione Nord Ovest
Luca D'Achille, ingegnere ambientale e membro degli Ecologisti e Civici Monza e Brianza

giovedì 8 maggio 2014

Chi sa qual è l’economista brianzolo precursore dell’Euro?

Riscopriamo la storia. Costruiamo come cittadini il futuro dell’Europa.
Il prossimo 9 Maggio, giornata dell’Europa, che commemora la dichiarazione Schuman (1950), i Verdi organizzano in tutti i 27 Paesi UE eventi particolari di campagna elettorale; questo è quanto succederà pure a Monza, che parteciperà anche all’Eurovision Song Contest dei Verdi Europei, che premierà i migliori videoclip sull’Europa proposti dai candidati in lizza per le elezioni europee 2014.

Per merito dell’azione programmata dagli Ecovici Verdi Europei di MB, Monza si distinguerà in Europa per una originalità storico-culturale tutta sua, data dal fatto che nella nostra città il tema della cittadinanza europea verrà trattato sia sul versante della contemporaneità come dal lato storico, e di una visione su un arco molto ampio, ovvero che risale ben oltre la dichiarazione europeista del Manifesto di Ventotene (1941-1942), promossa dagli intellettuali confinati su tale isola dai fascisti. L’iniziativa infatti allarga lo spettro cronologico al XIX secolo, quando, ad esempio, già venne sperimentata una prima forma di unità monetaria, che prese il nome di Unione Monetaria Latina (che durò dal 1865 al 1926). E tra gli economisti che ne furono i sostenitori, ve ne fu uno di origine monzese, che può quindi a ragione essere dichiarato “il brianzolo precursore dell’Euro”. Ma oggi in città chi lo conosce? E la Brianza quanto è consapevole che nella sua storia dell’Ottocento è esistito più di un personaggio impegnato a promuovere già allora l’idea degli “Stati Uniti d’Europa”?

Crediamo che avere una solida coscienza storica sia condizione per costruire un futuro prospero, che faccia tesoro degli errori compiuti. Grave errore fu, ad esempio, aver abbandonato in Europa la via della pacificazione monetaria, tentata nell’Ottocento anche da questo illustre monzese. Tale scelta infatti fu uno degli elementi che portò alle guerre finanziarie e poi militari, europee e mondiali, del XX secolo.
Per sensibilizzare i cittadini a riguardo, i mezzi che verranno utilizzati durante la festa saranno quelli dell’osservazione urbana e del gioco.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
  • VIA ITALIA / PIERMARINI. Ore 17.30 / 19.30. Itinerari narrativi guidati nei luoghi della città legati a personaggi storici di Monza e Brianza che hanno dato un importante contributo ad avviare già dall’800 il percorso di costruzione dell’Europa. QUIZ A PREMI con prodotti offerti da cooperativa La Vigna e floricoltura Chiaravalli. Animazione di Roberto Albanese, candidato Green Italia Verdi Europei circoscrizione Nord Ovest. Sono invitati a dare il loro contributo all’evento artisti di ogni disciplina.
  • CENTRO CIVICO VIA LECCO 12. Ore 21 / 23. PREMIAZIONE VINCITORI QUIZ. 21.30 Videointervento su Europa di pace di Daniel Cohn-Bendit, capogruppo Verdi al Parlamento Europeo, e video clip monzese. Ore 21.45 - Intervento di Anna Martinetti, consigliere comunale a Monza, e Vito Ciriello, presidente onorario CCR e Istituto Green Man, sul tema della cittadinanza europea e del futuro dell’Europa.
Organizzano:
Associazione Ecocivici Verdi Europei di Monza e Brianza
Lista Green Italia / Verdi Europei


Fonte immagine: http://w3.uniroma1.it/cde/

domenica 13 aprile 2014

Le tasse non fatte pagare ai costruttori di autostrade sono un aiuto di stato?

I lavori di Pedemontana nel Bosco della Moronera (fonte: flickr.com)
Comunicato stampa di European Green Party

"Ora che il Cipe ha emanato le linee guida per l’applicazione delle norme sul credito d’imposta ai costruttori di autostrade sollecitiamo la Commissione Europea ad esprimersi nel merito di tale provvedimento per dire se si tratta o meno di un aiuto di stato ed in quest’ultimo caso se ne autorizza l’applicazione, così come prevede l’art. 107 del TFUE (trattato sul funzionamento della UE)."
 
Questa la domanda di fondo che, assieme ad altri quesiti, è contenuta nelle due interrogazioni presentate alla CE dall’eurodeputato Verde Raul Romeva ed alla cui stesura hanno collaborato Monica Frassoni, Co-Presidente del Partito Verde Europeo e Coordinatrice di Green Italia, e Cesare Vacchelli, portavoce del Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre.

L’impegno finanziario previsto da tale manovra di defiscalizzazione (tasse non fatte pagare ai costruttori di autostrade), circa 100mld di euro dei quali 16 a breve termine, andrebbe inoltre ad aumentare il debito pubblico, ponendo di nuovo il nostro paese a grave rischio di infrazione per eccesso di debito. Il tutto in un clima di illegalità, come si evince dai recenti sviluppi dell’inchiesta milanese, che ha decapitato i vertici di Infrastrutture Lombarde Spa e che hanno portato all’arresto di ben otto persone con le accuse di associazione per delinquere, truffa ai danni della Regione e falso.

"Abbiamo chiesto, dunque, alla Commissione di far luce su quella che risulta essere una sistematica elusione delle norme nazionali sugli appalti e di quelle Comunitarie sulla libera concorrenza e di verificare se il  “buco” finanziario di circa 100mld di euro che verrebbe creato, farà sforare i parametri del debito italiano.
Il governo Renzi continua nella politica di investimento in infrastrutture inutili – continuano Frassoni e Vacchelli - la Pedemontana, come le altre autostrade previste, non solo avrebbe un terribile impatto ambientale sul territorio, ma è un progetto assolutamente non necessario.
Ciò che serve realmente è una diversa mobilità basata sul trasporto pubblico e sul potenziamento della rete ferroviaria esistente. Ce lo chiede, in modo inderogabile ed urgente, la salute del Pianeta e quella dei cittadini."

mercoledì 5 marzo 2014

Svelato l’inganno sull’autostrada Pedemontana Lombarda: la pagheranno i cittadini


Anche il Governo Renzi punta sul debito pubblico per finanziare autostrade inutili. Non solo, ma il nuovo contributo, ora al vaglio del CIPE, toglierebbe ogni credibilità ai project financing italiani visto che gli appalti sono già stati assegnati con l’impegno che i costruttori verranno pagati dai futuri pedaggi. Ancora una volta la favola raccontata in questi anni per far credere che le tante autostrade progettate durante ‘l’era formigoniana’ sarebbero state realizzate solo con i soldi dei privati, si è rivelata quella che è, una favola appunto, e a pagare saranno i contribuenti.”

Lo dichiarano gli esponenti di Green Italia Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde europeo, e Dario Balotta, in merito alle parole del ministro Lupi sul “piano” per salvare l’autostrada Pedemontana lombarda.

“Per la Brebemi – continuano gli esponenti di Green Italia – c’è voluto un massiccio intervento della Cassa Depositi e Prestiti, per la Tem, Tangenziale esterna milanese, sono arrivati in soccorso 350 milioni dal “decreto del fare” ed ora Lupi pensa ad un bonus fiscale di 480 milioni per la Pedemontana lombarda. È così che si salva dal fallimento il polo autostradale lombardo”.

“Come si fa ora a cambiare le regole e a dare un bonus al vincitore a closing financing chiuso? Un bonus che altro non è che un aiuto di Stato, e che dovrebbe dunque essere autorizzato dalla Ue prima della concessione. Pedemontana e le altre autostrade non sono solo un drammatico flagello ambientale per un territorio già ferito da una crescita selvaggia, ma si sono rivelate anche poco utili perché sarebbe bastato il potenziamento della rete stradale esistente ed un riordino della rete ferroviaria” concludono gli esponenti di Green Italia.

Vignetta di Kap tratta da "Il Cittadino MB