giovedì 4 giugno 2026
Agliate nella stagione del restauro romanico in Lombardia
Il Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono, in collaborazione con la Comunità Pastorale Santo Spirito di Carate Brianza e Albiate, vi invita a un nuovo appuntamento del ciclo “Echi di Pietra”, dedicato alla Basilica di Agliate e al patrimonio storico e artistico della Brianza.
Sabato 13 giugno alle ore 21.00 la Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate ospiterà la conferenza:
Agliate nella stagione del restauro del romanico in Lombardia
Relatore: Prof. Gianfranco Pertot, Politecnico di Milano
A partire dal 1873 il complesso di Agliate è stato oggetto di grandi campagne di restauro, condotte inizialmente nel tentativo di ricostruire il primitivo assetto romanico della basilica, profondamente alterato nel corso dei secoli. Rimozioni, ripristini – che oggi appaiono al limite della falsificazione – e più recenti operazioni di de-restauro hanno lasciato il loro segno nell’edificio medievale, determinandone l’aspetto attuale. Quello di Agliate non è un caso isolato e si inserisce, anzi, nel quadro più ampio della stagione ottocentesca del restauro del romanico lombardo. A partire da questo punto di vista particolare, la conferenza ne ripercorrerà il fermento culturale, i protagonisti e le scelte, spesso controverse, che ne derivarono. Conoscere questa storia significa saper vedere la basilica con occhi nuovi, come un monumento stratificato che porta i segni di come ogni epoca l’ha riletto e tramandato. Uno spunto, forse, per interrogarsi anche su come noi oggi ci confrontiamo con il patrimonio culturale e il territorio.
Gianfranco Pertot è professore associato di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) ed è socio effettivo della Società Italiana di Restauro Architettonico (SIRA) dalla sua fondazione. Le sue ricerche sono rivolte principalmente alla storia del restauro e all’archeologia dell’architettura, con un focus sulla Lombardia e Venezia. Ha dedicato studi fondamentali al complesso basilicale di Agliate, che hanno avuto esito sia nell’agevole guida La basilica romanica di Agliate (Bellavite, Missaglia 2001, con L. Pozzi e A. Viganò), sia nella monografia “Tutto rifatto è … e del nuovo quasi non t’accorgi”. I restauri alla basilica e al battistero di Agliate (Edizioni del Museo Civico Carlo Verri, Biassono 2004) e nel più recente Il complesso di Agliate fra “silence de l’Histoire” e “storia tradita”: dagli studi di Dartein ai restauri (Como 2015).
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
lunedì 3 giugno 2024
Considerazioni sulle "paperelle di plastica" nel fiume Lambro
Domenica 16 giugno ad Agliate verranno rilasciate tra le 1500 e le 2000 paperelle di plastica nel fiume Lambro. L'iniziativa, denominata "AgliateCup2024," evidenzia diverse criticità ambientali che devono essere considerate, nonostante lo scopo encomiabile di raccogliere fondi per progetti solidali.
Criticità ambientali:
- Impatto della plastica: Il lancio di 1500-2000 paperelle di plastica nel fiume Lambro rappresenta un potenziale problema ambientale. Anche se le paperelle vengono recuperate, è inevitabile che alcune possano sfuggire al recupero e diventare rifiuti, contribuendo all'inquinamento del fiume e dell'ambiente circostante. Inoltre, anche quelle recuperate sono destinate a diventare rifiuti in breve tempo.
- Microplastiche: Nel lungo periodo, le paperelle di plastica possono degradarsi in microplastiche, che sono particolarmente dannose per gli ecosistemi acquatici e possono entrare nella catena alimentare, con conseguenze negative per la fauna e, indirettamente, per la salute umana.
- Messaggio educativo: Promuovere un’attività che consiste nel gettare oggetti di plastica in un corso d’acqua può trasmettere un messaggio contraddittorio, soprattutto ai bambini, che potrebbero non comprendere appieno le implicazioni ecologiche di tale gesto. Un'iniziativa educativa dovrebbe invece incoraggiare la riduzione dei rifiuti e la cura per l’ambiente.
Considerazioni educative e sostenibili:
- Alternative ecologiche: Invece di lanciare paperelle di plastica, si potrebbero esplorare alternative più ecologiche, come l'uso di materiali biodegradabili o il ricorso a attività che non comportino il rilascio di oggetti nel fiume, come gare di pulizia delle rive o laboratori di educazione ambientale.
- Coinvolgimento attivo: Promuovere attività che coinvolgano attivamente i partecipanti nella protezione e pulizia del fiume può avere un impatto educativo maggiore e contribuire alla sensibilizzazione sull'importanza della tutela ambientale.
- Trasparenza e recupero: Fornire una chiara spiegazione su come le paperelle verranno recuperate e garantire che nessuna rimanga nel fiume è essenziale per ridurre le preoccupazioni ambientali. Tuttavia, l'eliminazione completa del rischio di dispersione delle paperelle è difficile da garantire.
L'iniziativa "AgliateCup2024" offre un'opportunità per riflettere sull'importanza di conciliare obiettivi benefici con pratiche sostenibili. Anche scopi generosi come la solidarietà devono integrarsi con azioni che promuovano la tutela dell'ambiente. Adottare una visione ampia e "pensare globalmente, agire localmente" significa sviluppare strategie che minimizzino l'impatto ambientale, educando al contempo la comunità verso comportamenti più responsabili. Solo così si potrà garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.
martedì 7 novembre 2023
Le Brianze raccontate e camminate. Da Albiate ad Agliate, tra sacre acque, rocce, sorgenti e millenari santuari (NUOVA DATA)
Percorsi di natura, storia e cultura del territorio
ideati da Gianni Casiraghi per Arci Macherio
Domenica 19 novembre 2023
Escursione nel Parco Regionale della Valle del Lambro
da ALBIATE ad AGLIATE
SACRE ACQUE • ROCCE • SORGENTI
MILLENARI SANTUARI
Nel
cuore della Brianza assediata dal cemento, il Lambro si fa strada tra
straordinarie reliquie di paesaggi agresti, contornato da boschi ed
imponenti falesie che sulla riva sinistra generano grotte ed
innumerevoli sorgenti, che favorirono fin della preistoria la presenza
umana. Poi arrivarono i romani, i longobardi ed ancora....
La camminata terminerà con la visita guidata al complesso monumentale della Basilica dei SS Pietro e Paolo di Agliate.
Agevole
escursione storico-naturalistica lungo il tracciato della ciclabile
Monza-Erba divagando per facili sentieri, antichi percorsi campestri e
tranquille strade urbane.
Con ristoro di metà mattina a Realdino.
Lunghezza complessiva km 7,8 circa. Si consiglia l'utilizzo di calzature
e di indumenti adatti all'escursionismo autunnale.
Itinerario in sintesi:
- ALBIATE / Parcheggio pubblico di Piazza Cavour - Via Italia - piana agricola - antico percorso Monza•Carate - ciclovia Monza•Erba.
- CARATE BRIANZA / Via Tagliamento - ciclovia - Via Fiume - località "Sette Gocce" - Via Isonzo - Realdino (spuntino di metà mattina) - ciclovia Monza•Erba: località peschiera - sorgenti di Realdino.
- AGLIATE / sorgenti del Rovella (presepe Vivente) - Battistero di San Giovanni Battista e Basilica dei Santi Pietro e Paolo.
- Ritrovo a Macherio ore 8:10 c/o Arci Macherio - Via Vittorio Veneto 46
- Ritrovo ad Albiate ore 8:20 c/o parcheggio pubblico di Piazza Cavour (SP6)
- Termine escursione ore 12:45 circa (Carate Brianza — Via Giovanni Pascoli)
- I trasferimenti si effettueranno con auto private
- L'escursione è riservata ai soli tesserati ARCI (ci si può tesserare anche prima della partenza)
- E' prevista sottoscrizione di 4 euro comprensiva di spuntino "a kilometro zero" presso Panificio Fratelli Longoni di Realdino
- Iscrizione obbligatoria (numero massimo di 30 partecipanti)
- Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone e/o alle cose.
- Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it - 335 632 8590 (Augusta)
- Informazioni: 339 844 6553 (Gianni)
- Organizzazione ARCI MACHERIO
lunedì 16 ottobre 2023
Le Brianze raccontate e camminate. Da Albiate ad Agliate, tra sacre acque, rocce, sorgenti e millenari santuari
Percorsi di natura, storia e cultura del territorio
ideati da Gianni Casiraghi per Arci Macherio
Domenica 29 ottobre 2023
Escursione nel Parco Regionale della Valle del Lambro
da ALBIATE ad AGLIATE
SACRE ACQUE • ROCCE • SORGENTI
MILLENARI SANTUARI
Nel cuore della Brianza assediata dal cemento, il Lambro si fa strada tra straordinarie reliquie di paesaggi agresti, contornato da boschi ed imponenti falesie che sulla riva sinistra generano grotte ed innumerevoli sorgenti, che favorirono fin della preistoria la presenza umana. Poi arrivarono i romani, i longobardi ed ancora....
La camminata terminerà con la visita guidata al complesso monumentale della Basilica dei SS Pietro e Paolo di Agliate.
Agevole escursione storico-naturalistica lungo il tracciato della ciclabile Monza-Erba divagando per facili sentieri, antichi percorsi campestri e tranquille strade urbane.
Con ristoro di metà mattina a Realdino. Lunghezza complessiva km 7,8 circa. Si consiglia l'utilizzo di calzature e di indumenti adatti all'escursionismo autunnale.
Itinerario in sintesi:
- ALBIATE / Parcheggio Parco Regionale Valle del Lambro - piana agricola - antico percorso Monza•Carate - ciclovia Monza•Erba.
- CARATE BRIANZA / Via Tagliamento - ciclovia - Via Fiume - località "Sette Gocce" - Via Isonzo - Realdino (spuntino di metà mattina) - ciclovia Monza•Erba: località peschiera - sorgenti di Realdino.
- AGLIATE / sorgenti del Rovella (presepe Vivente) - Battistero di San Giovanni Battista e Basilica dei Santi Pietro e Paolo.
- Ritrovo a Macherio ore 8:10 c/o Arci Macherio - Via Vittorio Veneto 46
- Ritrovo ad Albiate ore 8:20 c/o parcheggio Via Resegone Via Malpensata
- Termine escursione ore 12:45 circa (Carate Brianza — Via Giovanni Pascoli)
- I trasferimenti si effettueranno con auto private
- L'escursione è riservata ai soli tesserati ARCI (ci si può tesserare anche prima della partenza)
- E' prevista sottoscrizione di 4 euro comprensiva di spuntino "a kilometro zero" presso Panificio Fratelli Longoni di Realdino
- Iscrizione obbligatoria (numero massimo di 30 partecipanti)
- Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone e/o alle cose.
- Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it - 335 632 8590 (Augusta)
- Informazioni: 339 844 6553 (Gianni)
- Organizzazione ARCI MACHERIO
giovedì 5 maggio 2022
Agliate (MB). La gestione degli alberi urbani. Perché investire nel verde conviene
👉venerdì 20 maggio alle 20,45 ad AgliateCommunity si terrà l'incontro con l'arboricoltore Andrea Pellegatta, dal titolo:
🌳"LA GESTIONE DEGLI ALBERI URBANI - dalle regole alle buone pratiche. Perchè investire nel verde e in una corretta e professionale gestione, conviene"🌳
👉INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE a civitaverde@yahoo.com
con SIA - Società Italiana di Arboricoltura ONLUS e Civitaverde - Carate Brianza Consorzio Comunità Brianza
sabato 30 aprile 2022
Due tappe in Brianza con il Cammino di Sant'Agostino
Sabato 7 e domenica 8 maggio 2022 l’Associazione Cammino di Sant’Agostino propone due tappe a piedi in Brianza nell'intento di valorizzare i luoghi della fede in Lombardia.
Tappa sabato 7 maggio 2022
Dal Santuario della Madonna di S. Martino a Valmadrera (LC) alla Basilica di San Pietro al Monte di Civate e ritorno.
L’Arcidiocesi milanese propone con il supporto dell’Associazione Cammino di Sant’Agostino una camminata devozionale dal Santuario della Madonna del Latte di Valmadrera alla Basilica di San Pietro al Monte di Civate.
Programma:
- 14.00 Ritrovo: Santuario della Madonna di S. Martino di Valmadrera (si consiglia parcheggio al vicino cimitero, meta eventualmente raggiungibile in treno - Stazione FF.SS. di Valmadrera), visita del sito e vidimazione della Credenziale;
- 14:30 Percorso a piedi accompagnato dai volontari dell’associazione fino all’Abbazia di San Pietro al Monte;
- 16:00 Arrivo a San Pietro al Monte - visita guidata a cura dei volontari di San Pietro al Monte;
- 17:00 Ritorno accompagnato a piedi al punto di partenza.
Lunghezza: 4,2 km andata + 4,2 ritorno
Difficoltà: Media, con dislivello di 300 metri nell’ultimo tratto del percorso.
Attrezzatura: trekking leggero e comodo, consigliati bastoncini da trekking e k-way per eventuali scrosci
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| Altimetria andata |
Il percorso è visibile cliccando qui.
Tappa domenica 8 maggio 2022
Dal Santuario di S. Maria Assunta a Triuggio alla Basilica di Agliate e ritorno.
Programma:
- 09:30 Ritrovo: Santuario di S. Maria Assunta di Triuggio-Rancate (MB), visita del sito e vidimazione della Credenziale;
- 10:00 Partenza per la Basilica di Agliate
- 11:30 Arrivo alla Basilica di Agliate, visita guidata a cura di volontari della Parrocchia e pranzo al sacco
- 14:00 Rientro al Santuario di Triuggio-Rancate.
Lunghezza: 5,3 km andata + 5,3 ritorno
Difficoltà: Media
Attrezzatura: trekking leggero e comodo, consigliati bastoncini da trekking e k-way per eventuali scrosci
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| Altimetria andata |
Il percorso è visibile cliccando qui.
Iscrizioni: info@camminodiagostino.it entro il 5 maggio 2022
domenica 2 gennaio 2022
Befana sul Lambro 2022: non lasciatevi influenzare
Anche quest’anno il rituale passaggio della Befana lungo il Fiume Lambro dovrà fare a meno dei canti, dei fuochi e dei richiami del pubblico che tradizionalmente animano la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
Si trasforma però in un'iniziativa artistica e culturale diffusa: dal 2 al 6 gennaio 2022 verrà allestita lungo le sponde del Ponte di Agliate un'installazione semipermanente con le strutture costruite in questi mesi dal laboratorio bambini e dagli adulti partecipanti.
Sul canale Facebook @BefanaSulLambro e sul sito www.befanalambro.net verranno predisposti tutorial, video e narrazioni per invitare tutte le persone a partecipare alla grande attesa, costruendo punti luce e chiamando la Befana al sicuro dalle proprie case.
Nella rinnovata consapevolezza che la ritualità collettiva potrà di nuovo accadere, con nuove forme sentite e significanti vi invitiamo a partecipare a seguire gli aggiornamenti (cliccare qui).
Immagini tratte dal sito web www.befanalambro.net
venerdì 24 dicembre 2021
Befana sul Lambro 2022. Da 35 anni, un percorso di animazione territoriale, arte, e cultura ambientale
Aggiornamento 2/1/2022: anche quest'anno la Befana, per non influenzarvi, non si farà vedere! Lascerà però sul fiume Lambro le sue tracce. Maggiori informazioni cliccando qui.
La Befana Sul Lambro è un’iniziativa socio culturale e artistica organizzata dalla Commissione Cultura Alternativa (CCA) e dal Comitato per il diritto al mito-festa dell’infanzia, che da 35 anni ogni 5 gennaio alle 18.00, vigilia dell’arrivo della Befana, anima le sponde del fiume Lambro di Agliate. Il letto del fiume accoglie una teatralizzazione di luci e strutture artistiche davanti a migliaia di spettatori, che dalle sponde chiamano a gran voce l’arrivo della Befana tra canti, musica e danze.
Il Fiume Lambro con la sua storia di abbandono e inquinamento, rivive e diviene scenografia naturale illuminato solo dalle pire di fuochi e dalle luci di piccole lanterne colorate, in un’azione di ripoeticizzazione del fiume e del territorio che accoglie il compiersi del rito.
Le grandi scenografie e strutture teatrali sono ideate e preparate nel corso dei mesi precedenti dalle genti della Valle del Lambro, riunite nel Laboratorio Befana sul Lambro coordinato dalla CCA insieme a tante realtà del territorio. Un lab aperto, partecipato e inclusivo che valorizza le competenze specifiche dei partecipanti, attingendo dal folclore popolare, dalle fiabe e dall’immaginario di popoli vicini e culture lontane.
I bambini e le bambine hanno un ruolo centrale: intorno a loro si costruisce l’attesa della Befana sul Lambro rispondendo ad un bisogno esistenziale dell’infanzia: il bisogno del mito, del magico, dell’ignoto, incarnato dagli spiriti come la Befana, figura ancestrale della tradizione popolare legata al mondo dell’aldilà e al solstizio di inverno. Bambini e bambine insieme ai genitori aiutano concretamente alla costruzione di decori, durante laboratori creativi e pedagogici dedicati tenuti da esperti educatori e formatrici.
Il gioco di luci e di ombre che anima l’intera coreografia richiama proprio la duplice natura di questi spiriti che portano i doni da mondi misteriosi e notturni, aiutando l’infanzia al passaggio all’età adulta e all’elaborazione delle luci e delle ombre dell’esistenza: attraverso di essi si impara il bene e male, la caduta e rinascita.
Ogni anno il gruppo di lavoro sceglie una tematica, strettamente legata alla contemporaneità che sarà il filo conduttore di tutto il percorso. Quest’anno il titolo è:
Befana sul Lambro 2022
Descialbare
Il restauro del non-manifesto
Descialbare è la tecnica del restauro che toglie delicatamente gli strati accumulati per lasciare riemergere l’originale che diventi punto di partenza per nuove ricerche e nuove azioni. Questo è ciò che si vuole fare con questa Befana: riprendere in mano i significati, quelli nascosti, quelli lasciati indietro o frantumati per ricostruirne di nuovi e tracciare nuove piste di senso.
La Befana 2022 è una Befana di transizione, impegnata a comunicare il grande lavoro svolto in questi 35 anni con l’intenzione di lasciare un lascito al territorio: un patrimonio culturale immateriale e al contempo concreto: tecniche artistiche e metodologie socio-pedagogiche, ricerche storico-antropologiche strumenti partecipativi che hanno permesso il radicamento di una ritualità collettiva che coinvolge un’intero territorio.
Con questo spirito di continuità e rinnovamento, la Befana sul Lambro 2022 vuole essere un’operazione corale coinvolgendo una rete territoriale nata dalla partecipazione attiva di singoli e di gruppi nel corso degli anni, con la speranza che il territorio accolga il lascito e ne diventi portavoce e realizzatore, raccogliendone i significati e ricercandone di nuovi.
Grazie alla duratura collaborazione con il Consorzio Comunità Brianza sono già attive le sinergie con: - Agliate Community, un progetto sociale e un luogo dedicato alla comunità, partecipa alla realizzazione della Befana sul Lambro 2022, accogliendo nei suoi spazi nel centro del paese i laboratori dedicati all’infanzia e alle famiglie, In sinergia con le educatrici e gli animatori del Laboratorio mantiene viva e radica l’esperienza di laboratorio attivo e diffuso, creativo e espressivo in un’ottica di continuità e diffusione del percorso. -Il progetto europeo ERASMUS+ “Lessons From the Less Heard” si pone in continuità con la tradizione del laboratorio di accoglienza e inclusione delle fragilità, di contrasto alla solitudine e all’isolamento sociale. In particolare il progetto intende supportare l’inclusione dei migranti nella ideazione e realizzazione della Befana Sul Lambro 2022, affinché si sentano parte della comunità e partecipanti attivi nella costruzione di un prodotto culturale, perché la cultura sia mezzo di integrazione sociale e perché la stessa integrazione sociale possa creare cultura, in uno scambio proficuo a doppio senso.
ATTENZIONE: La Befana sul Lambro 2022 e i laboratori sono realizzati nel rispetto delle normative Anti Covid. Possono subire modifiche in corso d’opera tempestivamente comunicate sui canali di comunicazione: @BefanaSulLambro @agliatecommunity
INFO: Laboratorio adulti costruzione grandi strutture: sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Via dell’Isola, Agliate, Carate Brianza MB
Laboratorio per l’infanzia: sabato e domenica. Orario 15-18. Via Cavour, 43. Posti limitati. Necessaria prenotazione agliatecommunity@comunitabrianza.it
CONTATTI: http://www.befanalambro.net/
@BefanaSulLambro @agliatecommunity
domenica 22 dicembre 2019
Befana sul Lambro 2020: DISORDINATAMONDO
a cura di C.C.A. Laboratorio Befana 2020
La mondializzazione è il farsi mondo di una parte. Quando si dimentica di essere tale, volendo essere tutto, riduce ad uno. È estensione di un modello esemplare, di uno stile di vita, di un modo di pensare i rapporti umani e di pianificare e regolare l’organizzazione economica, sociale e politica.
“Mondo” significa “pulito”. Facendosi mondo, questo movimento espansivo intende mondare e fare pulizia. Vediamo bene che il nuovo ordine mondiale è mosso da un’ossessione paranoica di immunità e sicurezza, di purezza. Mondanizza così antiche promesse di salvezza. Che, anziché venire dall’altro, si dà da sé! E allora, si salvi chi può! Solo se rimarrete immuni, vi conserverete sani e salvi!
Eppure c’è qualcosa che non quadra: tutto ciò che non si conforma a questo ordine è a priori immondo e da mondare; ma oltre a questo, ecco la contro-finalità di un va e vieni di ramazza che vorrebbe spazzare e ripulire, l’effetto è tutt’altro: un’enorme produzione di scorie, vite di scarto o immonde, meno che vite, vite da buttare.
Allora viene il dubbio: ma il mondo è uno? E cosa sarebbe un farsi mondo del mondo che rinunciasse al delirio di essere uno e che piuttosto si producesse tenendo insieme i tanti mondi? Forse la parola mondialità si avvicina all’idea: la mondialità che non livella le differenze, ma le lascia proliferare e se ne lascia contaminare. Che non è un processo, ma una condizione, la nostra condizione plurale, di essere mondi diversi, tanti mondi quanti gli esseri umani sono.
Come si sa la Befana è vecchia e sporca. I suoi amici, ugualmente, sono selvatici e, come si può constatare, piuttosto disordinati. Ciononostante, in modo precario il laboratorio della Befana si tiene insieme, senza mai tuttavia ridursi a uno, ma sempre pluralmente. Si badi bene: non perché non sia in grado di darsi forma o di dare forma, ma perché rifiuta ‒ sia da un punto di vista teorico che pratico ‒ che le forme, le idee e i movimenti le siano imposti. Non vuole che questi siano pregiudicati o standardizzati. Lavora perché la creatività dei bambini che le danno una mano o che la osservano arrivare sul fiume non sia livellata e ripulita. Non accetta che l’infanzia venga derubata del proprio immaginario, della capacità della fantasia di creare il nuovo, l’inedito, l’impossibile... altri mondi…
La sera della Befana sul Lambro è un disordine mondiale!
È il momento della festa, gioiosa ma carica di pensiero: dove andranno a finire tutte queste vite a perdere, questi scarti di vita? La Befana se le carica sulle spalle, se ne riempie il sacco, un sacco di vite immonde. Le custodisce e le protegge, poi le riversa.
E quando il sacco si apre, per miracolo ne escono i tesori più preziosi!
Dal 1987 l'arrivo della Befana sulle acque del fiume Lambro la vigilia dell'Epifania è diventata una teatralizzazione che si svolge nei pressi del ponte di Agliate (MB)
Promosso da: Associazione Commissione Cultura Alternativa (CCA) di Carate Brianza, dal Comitato per il diritto al Mito-Festa dei bambini e dalla gente della valle del Lambro.
In collaborazione con: Comune di Carate Brianza, Comune di Verano Brianza
Con il patrocinio e il contributo dei comuni: Città di Besana in Brianza, Comune di Albiate, Briosco, Macherio, Sovico, Triuggio, Veduggio con Colzano
Con il patrocinio di: Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Commissione Europea, Parco Valle del Lambro, Legambiente
Con il patrocinio e il sostegno di: Consorzio Comunità Brianza
Con l'adesione di: Emergency Gruppo Monza e Brianza
Per informazioni: Tel. 0362-906294 Cell. 3395984689 e-mail: rosesco@tin.it
venerdì 30 agosto 2019
Frammenti di storia d'Agliate nell'invenzione letteraria

Per visualizzare le opere cliccare sui titoli:
domenica 23 dicembre 2018
Befana 2019 sul fiume Lambro
In collaborazione con la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop. Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione Civile Carate/Verano, i giovani richiedenti asilo ospiti a Carate, Legambiente Seregno, Fondo solidarietà Hope - Rete Bonvena, Casa amici di Betania, Comune di Verano Brianza, Comune di Carate Brianza.
Con il patrocinio e il contributo dei Comuni di Besana in Brianza e di Sovico.
Con il patrocinio dei Comuni di Veduggio con Colzano, Albiate, Briosco, Giussano, Macherio, Triuggio e Vedano al Lambro.
Con il patrocinio e l'adesione di Regione Lombardia, Provincia di Monza e della Brianza, Legambiente, Consorzio Comunità di Brianza, Parco Regionale Valle del Lambro, Emergency Gruppo Monza Brianza
domenica 9 dicembre 2018
La Befana sul fiume Lambro (2019) si presenta
Contributo culturale di Mario Vergani, C.C.A. Laboratorio Befana 2019
BEFANA 2019
… il gioco si ripete ancora e a noi tocca riprendere la parola…
La parola, al singolare e non le parole al plurale. La singolarità di questa nostra parola plurale – la parola della Befana – si è espressa negli anni:
- in discorsi e discussioni, pubblici e politici;
- in ricerche e sperimentazioni di linguaggi: espressivi, figurativi, teatrali, concettuali, musicali…
- in una riflessione continuativa sul linguaggio e la parola dell’infanzia.
È contro le parole impersonali ed anonime: contro l’usura delle parola, la ripetizione formale e vuota del “si dice”; contro la parola che è specchio e riflesso del già dato e dunque contro la parola della violenza e del dominio.
È insofferente rispetto alle parole dominanti. Alle parole rapide e senza riflessione, parole d’odio: offese e insulti razzisti, a sfondo sessuale, ingiurie contro le minoranze, pregiudizi rivolti ai più deboli. Sono parole che si vogliono sovrane e perciò paranoiche, atti incendiari che disumanizzano l’altro e legittimano la violenza. Buone solo per comandare e obbedire: sono parole nere!
Diciamo che non sono rispettose. Né rispettano l’altro, né rispettano la realtà o, se vogliamo spendere un termine più alto, la verità. Sono così parole avvelenate: non accettano la legge del tempo che ogni riflessione richiede, non hanno la pazienza necessaria all’argomento complesso, né la prudenza nella scelta, né la parsimonia nell’uso. Me ne frego, tiro dritto! E così le parole vengono sprecate… le parole della pubblicità, della propaganda e dello slogan.
La parola della Befana non dice il già detto, è una parola che fa, che dicendo fa.
Fa perché è una parola poetica.
Vorrebbe mettersi all’altezza – ma non ci arriverà mai – della parola dissidente dell’infanzia. Quest’ultima vede e porta il nuovo nel mondo, anticipa e attende il futuro, senza chiedere nulla… ha infatti tutto il futuro ancora aperto avanti a sé. La fantasia e l’immaginazione – la facoltà più segreta nascosta nel più intimo dell’animo umano – esplora, congiunge e disgiunge, inventa e crea dal nulla… apre mondi nuovi, vede l’invisibile e dice l’inaudito. Giocando svela l’inganno di un mondo fatto di utensili, ruoli e funzioni, per dire che ogni cosa è molto di più, che il senso di ogni cosa sono mille altri sensi… che una sedia non è solo per sedere... Il mondo è più largo. Ora questa parola dell’infanzia è espropriata o meglio esiliata. L’infanzia è massimamente sacrificata, anche se, in apparenza, la nostra è l’epoca del bambino. Tutelato nei diritti contenuti nelle convenzioni e nelle dichiarazioni, eppure ancora privato delle cure, costretto al lavoro, affamato e ucciso. Ricostruita a partire da quanto ne pensa l’uomo adulto, di fatto la condizione del bambino è negata. In questo caso, la violenza nei confronti del suo modo d’essere è simbolica: il bambino viene disciplinato e reso prevedibile. Ordine, ubbidienza e diligenza, ecco il bravo scolaro! Prodotto di un modello educativo basato sull’isolamento, la competizione e il rendimento, sull’eccellenza.
Socialmente, il suo immaginario – quanto dovrebbe infinitamente generare e rigenerare – gli viene sottratto. Viene standardizzato. La fantasia è così al servizio del consumo, come uno spazio di felicità surrogatoria o come fabbrica dei desideri, fine a se stessa. Ma perché?
Sterilizzata l’immaginazione, il veicolo della speranza e dell’utopia che sempre ha aperto al cambiamento, l’addomesticazione è compiuta, siamo all’accettazione passiva del presente.
Questa congiura contro l’infanzia allora è dovuta al fatto che il bambino è un dis-sidente: significa che è qui eppure, al tempo stesso, anche altrove; sappiamo bene che questo è il regno dell’infanzia, a noi inaccessibile, eppure qui tra noi!
Il bambino pertanto, dissidente, è sempre un ribelle, punta i piedi e non vuole venire dove lo vuoi trascinare! La parola dell’infanzia è esiliata perché ribelle, perché fa paura!
Fa perché raggiunge l’altro.
Qui le parole sono altre e alate e così sono parole che raggiungono l’altro: “nei giorni di siccità la parola è d’acqua e il volto di un amico la nube attesa”! Sono lettere dal paradiso, non
sono parole di sfida, ma parole di fiducia. Così si rivolge la parola del bambino, affidandosi…
E la parola di fiducia è una parola di liberazione… Questa parola è sociale. Lo è per due ragioni: perché libera chi è solo e, muto, non sa più parlare; e perché è collettiva, dà coraggio.
Certo, sappiamo che, raggiungendo e toccando, può essere anche violenta: ingannando e seducendo, persuadendo e manipolando, confondendo il vero e il falso, può soffocare le risposte in gola ai deboli. Questa nostra parola singolare e plurale – la parola della Befana – è efficace, ma cerca di non essere violenta, innanzitutto di fronte ai bambini. È la ricerca di una parola giusta, nell’espressione che è insieme stile espressivo – soluzione artistica – ed intenzione e volontà. È appunto una costante ricerca (non si impone rapida e sicura, piuttosto esita; quelli del neonato sono tentativi: ba-ba-ba…, la-la-la…), perché la misura del giusto e dell’ingiusto non ci appartiene, non la decidiamo noi, ma ce la dà sempre l’altro: ce la indicano la sua delicatezza, la sua tenerezza e fragilità, oppure le fatiche e sventure di queste povere anime in pena.
Parola e voce. Questa parola della Befana, singolare e plurale, è unica. Unica, in quanto è una parola che fa, è pertanto concreta; è una parola incorporata. La parola della Befana si esprime con la sua voce, ha un tono unico e un timbro, una grana inconfondibile, legata alla vibrazione di un corpo, al luogo, alle persone fisiche, ai loro gesti… Vibrano e risuonano, e quando la mente ed il corpo si danno un cenno d’intesa, la parola diviene emozione e azione: è il momento della festa!
domenica 4 novembre 2018
Befana sul Lambro 2019. Anche quest'anno si aprono i laboratori!
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| Foto tratta da: befanalambro.net |
- laboratorio ideazione e segreteria (già attivo)
- laboratori diurni e logistica (già attivi)
- laboratori piccole strutture (già attivi in casa privata)
- laboratori per piccole e macro strutture, per bambini, genitori e volontari
- tutti i sabati pomeriggio e tutti i giorni festivi dalle 15 alle 18,30
martedì 28 agosto 2018
Un'epigrafe svela la presenza cristiana ad Agliate sin dal V secolo
Commenterà Leopoldo Pozzi: “Iperechio? Certezze e ipotesi”
Dagli scritti di don Pompeo Corbella emerge una verità sino ad oggi ignorata. Nel 1893, durante la demolizione del campanile, fu trovata una epigrafe funeraria con scritte in greco che fu descritta dall’autore di “Memorie di Agliate e della sua antichissima basilica”.
La sua precisa lettura, fatta oggi da Luca Salaorni, conferma la presenza cristiana in Agliate sin dai primi secoli della cristianizzazione della Brianza.
Al termine sono possibili visite alla basilica e al battistero.
mercoledì 3 gennaio 2018
Leggende antiche rivivono sul fiume: arriva la Befana sul Lambro
mercoledì 27 dicembre 2017
Snaturature sul Fiume, torna la Befana sul Lambro (31° edizione)
Quest’anno la Befana vuole dire che condividendo si impara che non esiste una natura nostra data una volta per tutte, ma solo snaturature che ci fanno cambiare e ci rendono migliori.
Sottolineano gli organizzatori: "Tutto lascia pensare che la Befana sia d’accordo… se infatti guardiamo il fiume, dopo l’incontro viene la convivenza e questa si produce in snaturature.Parliamo di alcune piante che nessuno ha mai visto sul fiume, ma dicono ci siano. Le prime sono erbe numerose e, dato che c’è poco spazio e sono tante, si fanno più sottili per poter crescere tutte e andare più in alto. Certi rampicanti invece hanno una brutta fama: chi non è contento di sé li chiama parassiti, quando invece hanno solo gentilmente chiesto al tronco di dargli una mano per tenersi su, visto che da soli in questo momento proprio non ce la fanno. Il tronco gli ha risposto di far pure, che tanto ce la fa. Gli ultimi sono due peperoncini: uno dolce e l’altra piccante: si scambiavano sguardi da lontano e si sono innamorati. E anche solo a guardarsi uno ha preso dall’altra, che l’ha portato sulla cattiva strada.È tutta una snaturatura sul fiume la sera della Befana, tutto stona in questa falsa e vera natura: fiammelle galleggianti, animali esotici che su questo pezzetto di terra non dovrebbero starci. Le dimensioni impossibili dei fiori, l’acqua addirittura risale controcorrente".
Promosso da Associazione Commissione Cultura Alternativa (CCA) di Carate Brianza, dal Comitato per il diritto al Mito-Festa dei bambini e dalla gente della Valle del Lambro.
In collaborazione con la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione civile Carate/Verano, i giovani richiedenti asilo ospiti a Carate, Legambiente Seregno, Cooperativa Solaris, Fondo solidarietà Hope - Rete Bonvena
Per informazioni Tel. 0362-906294 - Fax 0362-906294
E-mail postmaster@befanalambro.net
scarica il volantino (formato PDF - 1936KB)
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giovedì 21 dicembre 2017
Befana 2018 sul fiume Lambro. Arrivo, incontro, condivisione
Tutto lascia pensare che la Befana sia d’accordo… se infatti guardiamo il fiume, dopo l’incontro viene la convivenza e questa si produce in snaturature.
Parliamo di alcune piante che nessuno ha mai visto sul fiume, ma dicono ci siano. Le prime sono erbe numerose e, dato che c’è poco spazio e sono tante, si fanno più sottili per poter crescere tutte e andare più in alto. Certi rampicanti invece hanno una brutta fama: chi non è contento di sé li chiama parassiti, quando invece hanno solo gentilmente chiesto al tronco di dargli una mano per tenersi su, visto che da soli in questo momento proprio non ce la fanno.
Il tronco gli ha risposto di far pure, che tanto ce la fa. Gli ultimi sono due peperoncini: uno dolce e l’altra piccante: si scambiavano sguardi da lontano e si sono innamorati. E anche solo a guardarsi uno ha preso dall’altra, che l’ha portato sulla cattiva strada.
È tutta una snaturatura sul fiume la sera della Befana, tutto stona in questa falsa e vera natura: fiammelle galleggianti, animali esotici che su questo pezzetto di terra non dovrebbero starci.
Le dimensioni impossibili dei fiori, l’acqua addirittura risale controcorrente!
Animale, vegetale e umano si mischiano questa sera tra loro, e i tre regni – animali, vegetali e minerali – questa sera non riescono più a tenere i confini, li hanno già perduti. Visto che tutta la Befana sul Lambro è per i bambini, resta poi il dubbio a quale regno appartenga l’infanzia che osserva questo snaturare da far girare la testa.
Arrivo, incontro, condivisione. Terzo capitolo della “trilogia dei migranti”, dopo “Befana 2016: Panthalassa. Siamo mare” sulla sorpresa e la drammaticità dell’arrivo e “Befana 2017: Lambralalanguabangla” sulla difficoltà e la bellezza dell’incontro, la “Befana 2018: Snaturature sul fiume” è sul tema della condivisione, tensione all’altro nonostante e grazie a quanto ci fa diversi. Quest’anno la Befana vuole dire che condividendo si impara che non esiste una natura nostra data una volta per tutte, ma solo snaturature che ci fanno cambiare e ci rendono migliori!
Laboratorio C.C.A
Mi piace vedere il fiume. Mi piace pensare che porti con se i semi, che li depositi dove rive e terre lo consentono, che questi semi attecchiscano portando il nuovo, che cambino volto ai prati, con fiori nuovi e di colori nuovi.
Forse noi siamo semi, destinati a portare il nuovo negli intorni.
Il nuovo negli intorni...
Se rimarremo uguali, se saremo impermeabili al nuovo, saremo destinati. E destinati male. Il seme cresce, vicino ad altri, si intreccia, con altri, diventa, con gli altri e succede che trovi un posto lontano mille miglia e che trovi in questo posto, il suo.
Con gli altri semi, quasi, non è più nemmeno condivisione di uno spazio o di una risorsa, ma, più naturalmente, convivenza. Lui non è più l’ultimo arrivato. Lui è il nuovo che esiste con gli altri. Lui ora è stretto con gli altri dalle radici, dal fondo e cresce con loro, e soffre con loro, non è accolto. Lui è.
È una fusione che rende una sola, unica cosa e che trasforma, cambiando la molteplicità delle forme e delle sostanze.. una reazione chimica del cuore e dell’anima.. un essere unico.. e nuovo.
Per il Laboratorio, Aldo Sangalli
In collaborazione con i Comuni di Verano e Carate Brianza. Con il patrocinio ed il contributo dei Comuni di Besana Brianza e Sovico. Con il patrocinio dei comuni di Veduggio con Colzano, Albiate , Briosco, Giussano, Macherio, Triuggio e Vedano al Lambro. Con il patronato di Regione Lombardia. Con il patrocinio e l'adesione di: Commissione Europea, Provincia di Monza e della Brianza, Legambiente, Fondazione ABIO, Parco Regionale Valle del Lambro, Consorzio Comunità Brianza, Unicef Comitato provinciale MB, Emergency Gruppo Monza e Brianza
lunedì 26 giugno 2017
Lambrada 2017 ...una passione durevole
Anche quest’anno si è svolta, per il settimo anno consecutivo, la marcia ecologica denominata “Lambrada”. Il gruppo informale "Lambrada", che ha pubblicato due anni fa un manifesto del Lambro, è partito dalla basilica di Agliate e ha percorso una trentina di chilometri, fino al lago Segrino. La settima edizione si è svolta in una sola giornata, quella di sabato 24 giugno, e il percorso è stato accorciato per permettere a un gruppo più nutrito del solito di prendere parte all'iniziativa. Tre le "scoperte" del 2017: la cartiera abbandonata di Briosco, una ruota di mulino imponente nei pressi di Baggero e, soprattutto, il sentiero della Merlotta, in località Bosisio, che ha permesso al gruppo di rimanere per quasi tutto il percorso lontano dal traffico d'automobili e di apprezzare ancora di più le meraviglie dello specchio d'acqua pedemontano celebrato, tra gli altri, dal Foscolo.
LE GRAZIE
[...]
Sul molle clivo di Brïanza un giorno
Guidar la vidi; oggi le veste allegre
Obbliò mesta e il suo vedovo coro.
E se alla Luna e all'etere stellato
Più azzurro il scintillante Eupili ondeggia,
Il guarda avvolta in lungo velo, e plora
Col rosignol, finché l'Aurora il chiami
A men soave tacito lamento.
A lei da presso il piè volgete, o Grazie,
E nel mirarvi, o Dee, tornino i grandi
Occhi fatali al lor natio sorriso.
Per leggere i resoconti delle precedenti "lambrade" cliccare qui.
sabato 31 dicembre 2016
Befana 2017 sul fiume Lambro
di M. Vergani
La Befana sul Lambro è arrivata alla sua trentesima edizione e nel tempo ha inventato una forma di lavoro collettivo e un linguaggio poetico inediti che attingono alla cultura popolare delle genti del fiume. Un linguaggio artistico corale, composto di tante parole, grida, risate, borbottii, toni, note, idiomi diversi che sono via via sorti dalle acque del fiume che in esse si sono perduti e sono riemersi, fatto di voci inimitabili e insostituibili di tanti uomini differenti per provenienza, cultura, desideri e destini.
Il tema di quest'anno pertanto non può che essere quello dell'incontro tra le lingue e del loro intrecciarsi e darsi respiro e vita a vicenda, nonostante e grazie alle loro irriducibili differenze. Al di là della pacifica idea della lingua madre o delle pura lingua paradisiaca - false garanzie dell'intesa perfetta - c'è un punto nascosto in ogni uomo e in ogni cultura, un tesoro che è quanto ha di più prezioso, incomunicabile e sorgente di ogni desiderio di avvicinarsi, di comprendersi, di diventare amici. Solo grazie a questa resistenza e solo al prezzo di un lavoro duro, al prezzo della fatica e della sopportazione del fraintendimento, forse impareremo a parlare una lingua di accoglienza.
L'arte e la poesia della Befana sul Lambro sono l'esito di un impegno tenace di tendere l'orecchio per mettersi all'ascolto di una voce muta che ha dato il colore all'avventura: la lingua delle sponde, del cielo sopra i riflessi dell'acqua, la lingua della memoria silenziosa di questa terra. Una voce alla quale corrispondere inventando un linguaggio nuovo che nessuno conosceva prima, che nessuno sapeva di poter parlare.
Ma non è questo il linguaggio della cultura popolare, una voce corale, di tutti e nessuno, di ognuno? Ora naturalmente viene da chiedersi che lingua parla la Befana. In effetti si può dire che nessuno l'ha mai sentita parlare. La Befana parlamuta (non correggete!) la stessa lingua delle oche, dei pesci, delle rane, delle sponde, canne, sassi, fiume.
A cura della Commissione Cultura Alternativa e del Comitato per il diritto al Mito/Festa del Bambino.
In collaborazione con: la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione civile Carate/Verano, Besana Secutores Drum&Bugle Corps, i giovani del Bangladesh ospiti a Carate, Legambiente Seregno, Cooperativa Solaris, Fondo solidarietà Hope - Rete Bonvena.
Testo e immagini tratti dal volantino di presentazione dell'evento.
lunedì 11 luglio 2016
Lambrada 2016: in marcia per il fiume
Anche quest’anno si è svolta, per il sesto anno consecutivo, la marcia ecologica denominata “Lambrada” che, nelle intenzioni degli organizzatori, è rivolta a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato delle acque del fiume e più in generale sulla salute dell’intero ecosistema legato al fiume.
Il percorso si è svolto, come di consueto, lungo il fiume Lambro, dalla Basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate fino alla fonte del Lambro, la Menaresta, in località Magreglio.
Da segnalare una deviazione lungo il fiume Bevera e l'utilizzo del battello ecologico da Bosisio Parini a Pusiano e una sosta notturna sulle sponde del Segrino, nel comune di Eupilio.



























