giovedì 16 aprile 2026
Laghetto San Carlo di Seregno: equilibrio naturale e impegno condiviso per la sua tutela
Negli ultimi giorni, sulla pagina Facebook del Comune di Seregno è apparso un comunicato che richiama l’attenzione su uno dei luoghi più preziosi dal punto di vista ambientale del territorio: il Laghetto San Carlo. Un piccolo ecosistema urbano che, nel tempo, si è rivelato un vero e proprio presidio di biodiversità, capace di ospitare numerose specie vegetali e animali e di offrire opportunità di osservazione naturalistica e di educazione ambientale.
Il Comune ha voluto rassicurare i cittadini in merito al recente abbassamento del livello dell’acqua, sottolineando come si tratti di un fenomeno naturale, legato principalmente all’andamento delle precipitazioni e alle dinamiche stagionali. Ambienti umidi di questo tipo sono infatti caratterizzati da equilibri variabili, ai quali le specie presenti risultano adattate. Intervenire artificialmente per mantenere costante il livello idrico - ad esempio tramite l’immissione di acqua dall’acquedotto - rappresenta una soluzione da adottare solo in casi eccezionali, per evitare alterazioni dovute alla presenza di cloro e ad altri fattori che potrebbero compromettere l’ecosistema.
Accanto alle valutazioni attualmente in corso, portate avanti con il supporto dei tecnici del Parco GruBrìa, è importante ricordare che il Laghetto San Carlo non è mai stato lasciato a sé stesso. Da anni, infatti, è oggetto di un monitoraggio costante grazie all’impegno dei volontari di Legambiente e WWF, che hanno contribuito a raccogliere dati, osservazioni e a mantenere alta l’attenzione sul suo stato di salute.
A questo lavoro si è aggiunto più recentemente anche il contributo del Comitato di Quartiere, che si è reso disponibile a collaborare nelle attività di controllo e tutela, rafforzando così una rete di cittadinanza attiva sempre più fondamentale per la salvaguardia dei beni comuni.
Non meno rilevante è l’opera di sensibilizzazione culturale portata avanti dal Circolo culturale “Seregn de la memoria”, che negli anni ha organizzato visite guidate e momenti divulgativi, avvicinando cittadini alla conoscenza del laghetto e della sua storia. Un lavoro prezioso, perché la tutela dell’ambiente passa anche, e soprattutto, dalla consapevolezza.
Un punto di riferimento importante è inoltre il blog “Laghetto di San Carlo - Seregno”, che con osservazioni puntuali e costanti documenta la vita dell’area: censimenti delle specie vegetali e faunistiche, aggiornamenti sullo stato dei luoghi e una ricca documentazione fotografica che restituisce, stagione dopo stagione, l’evoluzione di questo ecosistema.
In questo contesto, il coinvolgimento dei tecnici del Parco rappresenta un ulteriore elemento positivo, capace di integrare competenze scientifiche e conoscenza del territorio con il lavoro, spesso silenzioso ma fondamentale, dei volontari.
Il messaggio che emerge è chiaro: la tutela del Laghetto San Carlo è il risultato di un impegno collettivo. Le istituzioni, le associazioni e i cittadini possono, e devono, lavorare insieme per preservare questo spazio naturale.
Le attività di volontariato restano non solo benvenute, ma indispensabili. Chi desidera contribuire concretamente può mettersi in contatto con il Comitato di Quartiere o con le associazioni ambientaliste attive sul territorio. Rimboccarsi le maniche, in questo caso, significa prendersi cura di un patrimonio comune che appartiene a tutta la comunità.
martedì 29 luglio 2025
Deposito terre Pedemontana tra Cesano, Desio e Seregno: il punto sulla situazione
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| L'area che verrà occupata dal deposito terre di Pedemontana. In primo piano i "carotaggi" della bonifica ordigni bellici |
Lo scorso martedì 22 luglio, durante un’assemblea pubblica tenutasi a Seregno, si è fatto il punto sull’avanzamento dei lavori della Pedemontana Lombarda nei territori di Seregno e dei comuni limitrofi. Tra i tanti temi affrontati, è stato menzionato – seppur solo marginalmente – un intervento che merita invece la massima attenzione: la realizzazione di un deposito temporaneo di terre di scavo tra i territori di Cesano Maderno e Desio, proprio al confine con la frazione San Carlo di Seregno.
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| Carta "Uso del suolo". Il deposito di Cesano / Desio occuperà aree ad uso agricolo |
La zona destinata al deposito, di circa 100.000 mq, è attualmente un’area verde agricola. La porzione ricadente nel territorio di Desio è inclusa nel Parco Sovracomunale GruBrìa, mentre quella cesanese – almeno secondo l’intenzione dell'attuale amministrazione – dovrebbe anch’essa entrare a far parte del Parco. Si tratta quindi di un territorio che, fino ad ora, ha avuto una chiara vocazione agricola, ambientale e paesaggistica.
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| Il progetto della ciclovia MIME nell'area occupata dal deposito terre |
Nell’area è inoltre previsto il passaggio della ciclovia MIME (Milano-Meda), parte del progetto provinciale Brianza Restart, che punta a riqualificare la zona con una pista ciclopedonale, la piantumazione di filari alberati e altre opere verdi.
Negli ultimi giorni si è assistito a:
- Transennamenti con rete arancione;
- Prime scarificazioni del terreno;
- Bonifica bellica in corso;
- Assenza totale di cartellonistica di cantiere, creando una situazione di scarsa trasparenza verso i cittadini.
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| Deposito terre. Pianta e legenda |
Secondo i progetti reperibili online, il deposito prevede:
- Accesso sud con controllo accessi, due baracche (guardiania e uffici) e un bagno chimico;
- Pesa per automezzi e lavaruote a ovest;
- Due aree di caratterizzazione delle terre a nord (2.000 mq), una delle quali dotata di "cannon fog", un sistema di nebulizzazione per abbattere le polveri sottili;
- Pavimentazione delle aree di caratterizzazione delle terre con massetto e cordoli, griglie per raccolta e laminazione delle acque piovane;
- Impianto di illuminazione per operatività e controlli anche in orari non diurni;
- Un percorso dedicato ai mezzi pesanti, previsto nella zona sud, più lontana dalle abitazioni.
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| Ortofoto della zona interessata dal deposito terre DT C_02 |
Il deposito confina con:
- Zona residenziale della frazione Cassina Savina (Cesano Maderno) a ovest e nord;
- Cimitero di Cesano a nord;
- Orti urbani di Cassina Savina, Frazione San Carlo di Seregno e Desio a est, con un nucleo abitativo di Cesano Maderno completamente circondato dal deposito su tre lati;
- Aree agricole di Desio a sud, attualmente già occupate dai cantieri Pedemontana.
L'allocazione del deposito in quest'area appare profondamente incoerente con gli obiettivi di tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità. L’area interessata:
- È di pregio agricolo e paesaggistico, con funzioni ecosistemiche importanti;
- Fa parte di un corridoio verde connesso al Parco GruBrìa e ad altri progetti di rigenerazione ecologica;
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| Vista da via San Tarcisio, Cesano Maderno |
Rischia di subire un forte impatto ambientale e sanitario a causa di:
- Polveri sottili, nonostante l’uso di cannon fog;
- Rumori da traffico pesante e lavorazioni;
- Luci notturne che alterano l’equilibrio faunistico;
- Rischi di contaminazione del suolo e delle acque se non gestiti correttamente.
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| Vista verso sud dalla Strada vicinale |
Domande ancora aperte:
- Per quanto tempo resterà operativo questo deposito? Si parla di "anni", ma non esistono al momento dati ufficiali.
- Chi garantirà il ripristino e la riqualificazione ambientale dell’area al termine del deposito?
- Quale sarà il destino delle opere previste dal progetto MIME? Verranno preservate, rinviate o cancellate?
- Che ruolo giocano i Comuni e la Provincia in termini di vigilanza, trasparenza e informazione ai cittadini?
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| Sullo sfondo San Carlo, Seregno / Desio |
Chiediamo con forza che:
- Vengano garantite tutte le misure di mitigazione ambientale, monitorate da enti indipendenti;
- Sia fornita una comunicazione trasparente e puntuale ai cittadini delle aree coinvolte;
- Al termine dell’utilizzo, l’intera area venga riqualificata a spese di chi l’ha compromessa, con reinserimento nel Parco GruBrìa e completamento della ciclovia MIME;
- Si apra un tavolo di confronto con la cittadinanza, coinvolgendo anche comitati, associazioni ambientali e amministrazioni locali.
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| Sullo sfondo la zona residenziale di Cassina Savina |
Sebbene definiti "temporanei", i depositi di terre e inerti da scavo possono permanere a lungo sul territorio, con effetti potenzialmente dannosi per i suoli sottostanti. È il caso della Pedemontana, dove si prevede lo stoccaggio per diversi anni di grandi volumi di materiale derivante dagli scavi di gallerie artificiali e tratti interrati, con la fine lavori stimata tra il 2027 e il 2028.
I principali impatti ambientali che possono derivare da questi depositi includono:
- Compattazione del suolo fertile: il peso delle terre accumulate comprime gli strati superficiali, riducendo la porosità e ostacolando la crescita vegetale;Alterazione del drenaggio naturale: i cumuli possono causare ristagni idrici, erosione e deviazioni del flusso superficiale delle acque;
- Perdita di attività biologica: la copertura prolungata impedisce lo scambio gassoso, causando la morte della microfauna e il degrado dell’humus;
- Rischi di contaminazione: se le terre contengono residui di cantiere, cemento o sostanze inquinanti, vi è il rischio di alterazione chimica dei suoli;
- Compromissione agricola e paesaggistica: una volta rimossi i cumuli, il ripristino della fertilità originaria del terreno può richiedere anni, con costi elevati per la rigenerazione ecologica.
Leggi anche:
- Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno (23/07/2025)
- Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città
- Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
- Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno
- Pedemontana a Seregno – Parte 4: Sicurezza, rumore e terre di scavo. Tutto ciò che non è stato detto
giovedì 19 giugno 2025
Pedemontana a Seregno: i Comitati di Quartiere chiedono chiarezza e coinvolgimento
Si è svolta ieri sera, presso la sala riunioni di via Bottego a Seregno, una partecipata riunione tra i rappresentanti dei Comitati di quartiere di Sant'Ambrogio, Lazzaretto-San Giuseppe, Ceredo e San Carlo. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto aperto e costruttivo sull’impatto ambientale e viabilistico dei cantieri della Tangenziale Meda-Seregno (Pedemontana Lombarda), ormai in fase avanzata anche sul territorio cittadino.
L’atmosfera è stata di grande collaborazione e condivisione: informazioni, dubbi e riflessioni hanno circolato liberamente, diventando un patrimonio comune dei partecipanti. La discussione ha permesso di fare chiarezza su molti aspetti critici legati ai lavori in corso e alle possibili ripercussioni nei quartieri coinvolti, sia in modo diretto che indiretto.
Alla conclusione della serata, i rappresentanti dei Comitati hanno unanimemente convenuto sulla necessità di richiedere un incontro urgente con il Sindaco di Seregno, Alberto Rossi. Obiettivo: organizzare un appuntamento pubblico, alla presenza dei tecnici di Pedemontana, per ottenere risposte puntuali e trasparenti su diverse questioni cruciali, tra cui:
- le eventuali varianti progettuali e le opere di mitigazione previste per il Parco Agricolo del Meredo,
- gli impatti sulla viabilità delle vie Cadore, Wagner e Saronno,
- le conseguenze delle attività di cantiere sul quartiere San Carlo,
- gli interventi previsti sul passaggio a livello di San Giuseppe, e le ripercussioni sulla mobilità del quartiere San Salvatore.
I Comitati, esprimendo soddisfazione per il clima di collaborazione emerso, ribadiscono l'importanza di una comunicazione chiara e di una partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte che riguardano il futuro della città.
Rassegna stampa
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| Il Giorno, ed. Monza e Brianza, 2 luglio 2025 |
giovedì 3 aprile 2025
Piccoli grandi difensori della natura: flashmob delle api a Seregno
Oggi i bambini della scuola Steineriana Waldorf Naturalis di San Carlo, situata al confine tra Seregno e Desio, hanno dato voce alla natura con un flashmob speciale dedicato alle api, dimostrando un impegno concreto per la difesa della biodiversità.
L’evento si è tenuto a Seregno, nel boschetto realizzato quindici anni fa da Legambiente in via Nazioni Unite, all’angolo con via Livio Colzani. L’iniziativa, nata dalla consapevolezza dell’importanza delle api per l’ecosistema, ha visto i giovani partecipanti esprimere il loro entusiasmo e il loro amore per l’ambiente attraverso una serie di attività significative. Armati di cartelloni colorati e slogan incisivi, i bambini hanno marciato nell’area verde, intonando cori a sostegno della salvaguardia degli insetti impollinatori.
Ma non si sono fermati qui: i piccoli attivisti hanno spontaneamente pulito l’area, raccogliendo rifiuti e dando così un esempio concreto di responsabilità ambientale. Hanno inoltre misurato la quantità di verde presente, per sensibilizzare ulteriormente sulla necessità di proteggere e incrementare gli spazi naturali.
L’evento ha suscitato l’interesse della comunità locale e dei genitori, che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa. Attraverso il flashmob, i bambini hanno voluto ricordare a tutti quanto sia fondamentale prendersi cura del pianeta e garantire un futuro sostenibile, a partire dalla protezione delle api.
La scuola Steineriana Waldorf Naturalis di San Carlo, da sempre attenta alla formazione ecologica dei propri studenti, ha colto l’occasione per ribadire l’importanza di educare alla consapevolezza ambientale fin dalla giovane età. In questo modo, le nuove generazioni crescono non solo con il rispetto per la natura, ma anche con la volontà di fare la differenza.
mercoledì 23 ottobre 2024
Puliamo il Mondo a Seregno: domenica 27 ottobre 2024 nel Quartiere San Carlo
Il prossimo 27 ottobre, Legambiente Seregno invita tutti i cittadini a partecipare a una giornata dedicata alla cura e alla salvaguardia del nostro ambiente. L’evento "Puliamo il Mondo", che si svolgerà nel quartiere San Carlo di Seregno, sarà un’occasione per unire le forze e dare il proprio contributo per mantenere pulito il nostro territorio. L’iniziativa, aperta a persone di tutte le età, vuole sensibilizzare la comunità sul rispetto per l’ambiente e il valore della collaborazione.
Il ritrovo è fissato per le ore 10:30 in via Arienti, da dove partiranno le attività di pulizia che coinvolgeranno soprattutto il parco della zona. Il messaggio principale è chiaro: basta un piccolo gesto da parte di ciascuno per proteggere il nostro ecosistema. Contribuire a mantenere puliti gli spazi pubblici è un atto di responsabilità verso la natura e verso la comunità stessa.
Partecipare a "Puliamo il Mondo" non sarà solo un’occasione per fare la propria parte per l’ambiente, ma anche un modo per incontrare nuove persone che condividono la stessa passione per la tutela del pianeta. L’evento è aperto a tutti: bambini, famiglie, gruppi di amici, perché ogni mano può fare la differenza.
Quindi, cosa aspetti? Unisciti a Legambiente Seregno domenica 27 ottobre e partecipa a questa importante iniziativa di cittadinanza attiva. Insieme possiamo rendere Seregno un posto più pulito e accogliente, e contribuire a costruire una comunità più attenta e rispettosa dell’ambiente.
Dettagli dell’evento:
- Data: Domenica 27 ottobre 2024
- Orario di ritrovo: 10:30
- Luogo: Via Arienti, Quartiere San Carlo, Seregno (MB)
Non mancare! Ogni gesto conta, e insieme possiamo fare la differenza per un futuro più verde!
lunedì 29 luglio 2024
Proteggere il Laghetto di San Carlo a Seregno: la sfida per un parco sostenibile
Il Laghetto di San Carlo, situato nel Parco Falcone e Borsellino a Seregno, rappresenta un esempio significativo di come un'area artificiale possa trasformarsi in un prezioso habitat naturale. Questo piccolo specchio d'acqua, nato per abbellire il parco, è diventato un rifugio per una varietà di specie animali e vegetali, tra cui la rana verde, il rospo smeraldino, diverse specie di libellule, la gallinella d'acqua, l'airone cinerino e numerose piante.
Nonostante la sua importanza ecologica, il laghetto sta attraversando un periodo di grave crisi. La gestione dell'area, frutto di una convenzione tra il Comune di Seregno e le associazioni Legambiente e WWF, sembra non essere sufficiente per affrontare i problemi emergenti.
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| Foto della scorsa settimana. Si noti la scarsità d'acqua |
Secondo quanto riportato dal blog "Laghetto di San Carlo - Seregno", il laghetto ha mostrato segni di sofferenza già da tempo: "Da qualche tempo il laghetto accusava qualche problema. Il 9 febbraio l'impianto di rabbocco aperto aveva fatto tracimare l'acqua fin nel prato retrostante. Una volta chiuso, il giorno dopo, aveva smesso di funzionare. Non si è capito perché, forse a causa di un timer elettronico, forse per un galleggiante bloccato. Da allora non era più stato aperto, anche perché non ce n'era stato bisogno."
La situazione climatica instabile, con periodi insolitamente caldi alternati a frequenti piogge, ha portato a uno sviluppo irregolare della vegetazione. Alberelli di ontani sono cresciuti lungo le rive, mentre le fioriture di giaggioli d'acqua e ninfee sono state scarse. La manutenzione, purtroppo, è stata carente, con l'erba che cresceva altissima all'interno del recinto del laghetto.
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| Anche questa foto risale alla scorsa settimana quando il livello dell'acqua era critico |
La situazione è peggiorata con l'arrivo del caldo torrido, culminando in una settimana particolarmente critica: "Lunedì 22 un ragazzo lancia l'allarme, paventando un prosciugamento del laghetto, documentato da foto. Il livello è sotto di 30 cm, i pesci boccheggiano, l'acqua non puzza, ma il rischio di eutrofizzazione è concreto. L'allarme e le foto arrivano alle autorità e all'ufficio ecologia. Martedì 23 viene aperto il rubinetto del rabbocco, ma, poi si vedrà che l'acqua non arriva e vani sono altri tentativi. La mattina del martedì piove per 5 mm, quanto basta a ridare un po' di ossigeno all'acqua. I pesci non boccheggiano più, ma la situazione rimane preoccupante. Finalmente venerdì 26 intervengono i Vigili del Fuoco che riempiono il laghetto con una autobotte. Il livello è a meno 5 cm."
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| Una tartaruga esotica nel laghetto. Il loro abbandono oltre che vietato è nocivo alle altre specie presenti nel laghetto |
Per affrontare e risolvere queste problematiche, sono necessarie azioni concrete e coordinate. Ecco alcune proposte:
- Rinnovare la Convenzione: Coinvolgere anche il Comitato di Quartiere nelle attività di gestione e monitoraggio del laghetto con il supporto tecnico-scientifico del Parco GruBrìa.
- Referente Comunale: Nominare una persona o un ufficio di riferimento nel Comune che possa intervenire tempestivamente in caso di emergenze.
- Regolamento Tecnico: Stabilire linee guida specifiche per la manutenzione del laghetto, tenendo conto della fauna e della flora presenti. Ad esempio, il taglio dell'erba all'interno dell'area dovrebbe essere effettuato con attenzione alle specie protette.
- Cartellonistica Didattica: Installare pannelli informativi per educare i visitatori sulle specie presenti e sulle norme di comportamento da adottare. Questo potrebbe ridurre gli episodi di abbandono di animali esotici o di comportamenti inappropriati, come portare cani senza guinzaglio all'interno dell'area.
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| Il laghetto "rabboccato". Il livello dell'acqua è comunque più basso di quello solito |
Il Laghetto di San Carlo è una risorsa preziosa per il Parco Falcone e Borsellino e per tutta la comunità di Seregno. È fondamentale che vengano adottate misure efficaci per preservarlo e garantirne la sopravvivenza. Ringraziamo i Vigili del Fuoco per il loro intervento tempestivo e speriamo che le autorità competenti possano attuare presto le azioni necessarie per riparare il sistema di rabbocco e migliorare la manutenzione dell'area.
mercoledì 9 marzo 2022
Desio ricorda la maestra "né schiava né ribelle" Rosa Cappelletti
| Immagine tratta dal sito della scuola "Gavazzi" di Desio |
Ieri, 8 marzo 2022, in occasione della Giornata Internazionale della Donna è stato inaugurato, nel giardino della scuola primaria Gavazzi di Desio, un roseto dedicato alla maestra Rosa Cappelletti, insegnante nella scuola elementare della frazione di S. Carlo agli inizi del '900.
| Giuseppe Mariani, autore del saggio sulla maestra Rosa Cappelletti di fianco al roseto a lei dedicato |
In questa piccola realtà rurale Rosa Cappelletti lavorò con dedizione per favorire l'educazione dei bambini e l'emancipazione delle donne. A causa della sua apertura mentale fu osteggiata dalle autorità religiose e civili tanto da essere allontanata dalla scuola. Nel giorno dedicato alle donne la scuola Gavazzi ha sentito l'obbligo di ricordarla e di indicarla come esempio.
Sabato 12 marzo 2022 ore 16.30 presso la Biblioteca civica - Via Cavalieri Vittorio Veneto (Sala Sostare), Desio - presentazione dei saggi "Né schiava né ribelle. Storia della maestra Rosa Cappelletti, San Carlo 1914" di Giuseppe Mariani e "Le vie dolorose. Le maestre nella letteratura dell'Italia umbertina" di Carmela Tandurella, a cura di Alessandra Lavezzari.
Leggi qui la presentazione del libro, edito da Seregn de la memoria , dedicato alla maestra Rosa Cappelletti.
sabato 19 febbraio 2022
Legambiente Seregno: "Stop alle potature selvagge!"
Nei giorni scorsi, in seguito alle potature effettuate dall'amministrazione comunale seregnese nei giardini pubblici di via Ripamonti nel quartiere San Carlo, è intervenuta in maniera decisa Legambiente. Sul sito dell'associazione possiamo infatti leggere: "I cittadini di Seregno possono dire addio ad un altro pezzo delle alberature della città. Dopo le potature, o meglio capitozzature, di molti viali importanti della città a partire dal 2020, dopo le aggressioni ad alberi monumentali nel parco 2 Giugno (tra cui il famoso “murun”) e recentemente a molte piante che infastidivano il discusso progetto di illuminazione a giorno dello stesso parco alla Porada, area di valore naturalistico all’interno del Parco Grubrìa, dopo la distruzione dei filari di carpini trentennali al cimitero di San Carlo, in questi giorni assistiamo alla distruzione degli alberi del parco che si affaccia su Via Ripamonti nel popoloso quartiere di San Carlo".
Pubblichiamo qui alcune foto dell'intervento ed alcuni brani tratti dalle "Linee guida per il governo sostenibile del verde urbano. Comitato per lo sviluppo del verde pubblico. MATTM, 2017". Poi ognuno tragga le considerazioni che ritiene più opportune.
"Gli interventi di potatura rappresentano la pratica colturale che maggiormente impatta le condizioni di vegetazione degli alberi. Una potatura male eseguita, che nei casi migliori è inutile, può danneggiare irreparabilmente un albero, accorciandone il ciclo vitale, indebolendolo, anche al punto di renderlo instabile e quindi pericoloso. Ad ogni stagione l’esecuzione di potature scorrette provoca danni economici enormi, oltre al danno paesaggistico ed all’erosione del nostro patrimonio arboreo. Essendo la potatura un intervento che influisce sulle condizioni energetiche dell’albero, e può essere anche fonte di diffusione di patologie, è necessario che venga svolta solo da personale qualificato e che le Amministrazioni Comunali adottino Capitolati specifici, mettendoli a disposizione anche dei privati che ne facessero richiesta."
La capitozzatura "consiste nel drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino in prossimità di questo. Tale operazione è una delle principali cause delle cattive condizioni in cui versano molti alberi ornamentali. Il tronco capitozzato viene, infatti, lasciato dal taglio senza difese e così i tessuti, anche nelle specie con buona capacità di compartimentalizzazione, iniziano a morire dalla superficie del taglio stesso verso l’interno. La corteccia, inoltre, viene improvvisamente esposta ai raggi solari, con un eccessivo riscaldamento dei vasi floematici più superficiali, che sono danneggiati. La capitozzatura è, perciò, un’operazione che deve essere evitata ogni volta che sia possibile. Nel caso in cui non esistono alternative, si dovrà operare in modo da ridurre al massimo i danni per la pianta. Si crede erroneamente che un albero capitozzato richieda interventi minori: in realtà è l’opposto. Se l’albero sopravvive richiederà costanti potature per diversi anni; se l’albero muore dovrà essere abbattuto e rimosso.
Infine, considerato che un albero capitozzato è predisposto a rotture e può essere pericoloso, e che quindi la capitozzatura è riconosciuta come una pratica inaccettabile di potatura, ogni danno causato dalla caduta dei rami può essere riconosciuta come negligenza presso un tribunale."
| Il parco prima delle potature. Immagine tratta da Google Maps |
giovedì 19 aprile 2018
San Carlo, passeggiando tra corti e cascine
Il 19 maggio 2018 il Comitato di Quartiere di San Carlo di Desio e Seregno, la Pro Loco di Desio, la Contrada San Carlo, la Parrocchia di San Carlo e l’Associazione Culturale Seregn de la Memoria organizzano una “camminata culturale” per le vie del quartiere (circa 3 km) con cicerone che illustrerà storia, tradizioni e curiosità dei diversi luoghi; a seguire si svolgerà una cena presso l’oratorio di San Carlo.
Verrà allestito presso l'oratorio uno spazio riservato a costumi e vessilli della Contrada San Carlo.
Leggi anche:
San Carlo, quel che resta del borgo
La storia del quartiere è stata trattata nel volume "Campi e cascine. Storia della Seregno rurale" pubblicato dall'Associazione Culturale "Seregn de la memoria".
Cliccando qui potete leggerne la recensione.
domenica 1 giugno 2014
San Carlo: quel che resta del borgo
Il dualismo della frazione di San Carlo, a cavallo tra i comuni di Seregno e Desio, è di antica data. In origine infatti si trattava di due piccoli insediamenti distinti, sorti forse in fasi diverse, che poi, data la breve distanza, si sono fusi tra loro.
| Affresco su un antico edificio di via Lucinico (Desio) |
| Corte in via Mantegazza (Desio) |
| Catasto Lombardo Veneto (1856-1873): San Carlo, esclusa la parte a nord di via Borromeo. |
| Corte in via Mantegazza (Seregno) |
| Particolari degli edifici |
La nuova chiesa, a differenza della precedente, era orientata in direzione nord-sud come l'attuale, ma aveva la facciata rivolta verso l'odierna via Borromeo.
| Edifici su via Borromeo (Seregno) |
I terreni erano coltivati per la maggior parte ad arativo "con moroni" (non conosciamo tuttavia la densità di questi gelsi); per il resto si trattava di arativo semplice o arativo "vitato", cioé con filari di viti intercalate a coltivazioni di cereali. Poche le macchie boschive, utlizzate per la legna da taglio.
| Catasto Teresiano 1722 - Parte seregnese |
| Villa Mantegazza nel 1905 [foto tratta da (4)] |
| La "nuova" cascina Arienti (sec. XIX) in via Olimpiadi a Desio |
| Sopra la facciata della chiesa di San Carlo prima del 1938 [tratta da (4)], sotto la stessa facciata oggi. |
| L'attuale chiesa di San Carlo |
| Villa Mantegazza (via Cuoco ang. via Modigliani - Seregno) come si presenta ai nostri giorni |
| La fontana di piazza Matteucci |
| Localizzazione degli edifici su Google Earth |
Testo di Chiara Ballabio
Fotografie di Zeno Celotto
© riproduzione riservata
Riferimenti bibliografici:
1) Seregno. Una comunità di Brianza nella storia (secoli XI-XX). A cura di G. Picasso e M. Tagliabue - Seregno 1994
2) M. Brioschi - Percorsi desiani - Desio 2006
3) E. Tanzi - Cenni cronistorici intorno a San Carlo in pieve di Seregno dal 1600 circa fino al 1910 - Milano 1910
4) Parrocchia San Carlo di Seregno e Desio - Beato chi abita la tua casa, sempre canta le tue lodi - 2005
























