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giovedì 29 gennaio 2026

Seregno: dalla Bicipolitana alla città ciclabile

Bicinfesta per Seregno

Nei precedenti post (leggi qui e qui) abbiamo raccontato l’arrivo della Bicipolitana a Seregno e discusso perché, almeno sulla carta, possa rappresentare un’idea interessante. Ma abbiamo anche espresso più di una perplessità: al momento l’operazione sembra assomigliare più a un intervento di immagine che a un vero progetto strutturale di mobilità ciclabile.

Per capire se questa impressione è fondata — e soprattutto per capire cosa manca davvero — vale la pena tornare indietro di 24 anni, a un documento che oggi suona sorprendentemente attuale: il testo con cui nel 2002 l’allora assessore all’Urbanistica Arturo Lanzani presentava la rete di percorsi ciclabili e pedonali di Seregno (vedi box di approfondimento sotto).

Nel suo scritto Lanzani parlava esplicitamente della necessità di costruire una “rete di percorsi ciclabili e pedonali parallela a quella automobilistica”, non una sommatoria di tratti scollegati. Una visione che metteva insieme mobilità, qualità urbana, spazi pubblici, parchi e connessioni tra quartieri.

Non si trattava di uno slogan, ma di una progettualità articolata, fondata su cinque punti chiave:

  1. due grandi direttrici ciclabili Nord–Sud ed Est–Ovest;
  2. la pedonalizzazione del centro, legata alla riqualificazione urbana;
  3. una circonvallazione ciclabile capace di connettere parchi e servizi;
  4. una rete di percorsi ciclabili e pedonali nei parchi;
  5. collegamenti sicuri tra quartieri densamente abitati e scuole e servizi pubblici.

Rileggendo oggi quel testo, colpisce non solo la chiarezza dell’impianto, ma il fatto che molti di questi obiettivi siano ancora oggi irrisolti.

Se guardiamo con onestà allo stato attuale della città, possiamo dire che:

  • il punto 2 (pedonalizzazioni e riqualificazione del centro) è stato realizzato in maniera significativa, pur con limiti e contraddizioni;
  • il punto 4 (percorsi nei parchi) è probabilmente quello meglio sviluppato, grazie alla presenza di aree verdi importanti come la Porada e gli altri parchi urbani.

Ma restano largamente incompiuti o marginali:

  • il punto 1, cioè le grandi direttrici Nord–Sud ed Est–Ovest;
  • il punto 3, la circonvallazione ciclabile;
  • il punto 5, i collegamenti sicuri e continui tra quartieri e servizi quotidiani.

Ed è proprio qui che entra in gioco la Bicipolitana.

La Bicipolitana presentata dall'amministrazione comunale, 2026

Il progetto della Bicipolitana, così come presentato finora, sembra concentrarsi soprattutto sull’aspetto simbolico e comunicativo: nomi delle linee, mappe stilizzate, richiami al trasporto pubblico. Tutti elementi utili, ma che non possono sostituire infrastrutture sicure, continue e realmente funzionali per chi si muove ogni giorno in bicicletta.

Se però vogliamo essere onesti fino in fondo, va detto che la Bicipolitana comincia almeno a ragionare — seppur parzialmente — sul punto 1 della visione di Lanzani, in particolare su un possibile asse Nord–Sud. È poco? Sì. È sufficiente? No. Ma è un inizio.

Il problema è che, senza un quadro complessivo e senza una dichiarazione politica chiara su dove si vuole andare nei prossimi 10–15 anni, la Bicipolitana rischia di restare un’operazione di immagine: una mappa colorata che non cambia davvero il modo di muoversi in città.

Il richiamo al testo di Lanzani può aiutare l’amministrazione comunale a misurare il progetto della Bicipolitana rispetto a una visione ampia e lungimirante già esistente.

La domanda, oggi, è semplice e politica: "l’amministrazione intende riprendere quella visione e portarla a compimento, oppure limitarsi a interventi parziali e comunicativi?"

Se la Bicipolitana vuole essere qualcosa di più di un’operazione d’immagine, deve diventare l’inizio consapevole di una strategia complessiva, coerente con quella progettualità lungimirante del 2002 e aggiornata alle urgenze ambientali e climatiche del presente.

Perché la vera sfida non è disegnare nuove linee sulle mappe, ma cambiare davvero le priorità della città.

Documento / Il testo di Arturo Lanzani - anno 2002
Volantino "Seregno città ciclabile", 2002

Una rete di percorsi ciclabili e pedonali per una città verde e ospitale

Le prime piste ciclabili vengono realizzate a Seregno nel corso degli anni Ottanta (via Cadore e via Monti). Si tratta di iniziative importanti. Per la prima volta, a fronte di un traffico automobilistico sempre più intenso, si pensano percorsi protetti per i ciclisti e si intuisce quanto sia importante favorire questa forma di mobilità locale alternativa all’auto.

Solo nella seconda metà degli anni Novanta, tuttavia, la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili si fa più intensa e soprattutto si inquadra in un disegno complessivo, in un’ipotesi di costruzione di una “rete” di percorsi ciclabili e pedonali parallela a quella automobilistica.

Pianta delle piste ciclabili, 2002

La carta qui riprodotta indica il momentaneo punto di arrivo di queste realizzazioni (le piste ciclabili e i percorsi pedonali già realizzati) e le principali iniziative programmate per i prossimi anni (le piste ciclabili e i percorsi pedonali previsti). La carta fornisce dunque un servizio per chi oggi si muove in bicicletta, ma rappresenta anche l’esplicitazione di un programma che l’Amministrazione comunale è impegnata a realizzare, coerentemente con quanto previsto dal PRG approvato nel 1998 e con la successiva programmazione delle opere pubbliche, in forme nel tempo sicuramente integrabili e perfezionabili sulla base di eventuali proposte da parte di cittadini e associazioni.

Nella carta si colgono i cinque principali principi ispiratori di quanto fin qui realizzato e di quanto previsto nei prossimi anni:
  • a) la creazione di due percorsi che attraversano la città da nord a sud e da est a ovest (il primo in via di ultimazione, il secondo in gran parte ancora da realizzare);
  • b) la pedonalizzazione di alcune strade e piazze del centro, connessa a questi due percorsi ciclabili e strettamente legata alla valorizzazione delle attuali vie commerciali, alla riqualificazione di strade e piazze storiche, di piazza Risorgimento e alla realizzazione del nuovo Municipio (pedonalizzazione ancora limitatamente avviata);
  • c) la costruzione, già in buona parte realizzata, di una sorta di “circonvallazione” ciclabile della città che attraversa i principali spazi rimasti inedificati e connette i principali parchi urbani e molti importanti servizi pubblici (scuole, attrezzature sportive, ecc.);
  • d) una più fitta rete di percorsi pedonali e ciclabili con funzioni ricreative nel Parco 2 Giugno, alla Porada, nel Parco Falcone e Borsellino al San Carlo e nel Meredo;
  • e) infine, la realizzazione di alcuni percorsi di connessione tra quartieri densamente abitati e le principali scuole o servizi pubblici (al Dosso, al Fuin, al Lazzaretto, a Sant’Ambrogio, al Ceredo, a Santa Valeria, ecc.).
La carta non consente invece di cogliere appieno come questa rete ciclo-pedonale possa e potrebbe connettersi con una serie di percorsi sovralocali e, in particolare:
  • a) con la pista ciclabile della Nuova Valassina, purtroppo a oggi realizzata solo parzialmente e tuttora priva sia delle sistemazioni a verde originariamente previste sia di un efficiente programma manutentivo;
  • b) con un possibile e auspicabile percorso ciclabile che, da est a ovest, connetta la pista ciclabile in via di realizzazione nel Parco del Lambro (dal Parco di Monza a Carate) e i numerosi percorsi ciclabili delle Groane, attraversando i comuni di Carate Brianza, Albiate, Seregno, Seveso e Barlassina e riutilizzando non pochi tratti già autonomamente realizzati dai singoli comuni.
La speranza è che, con l’impegno di tutti, nel prossimo decennio possa realizzarsi appieno e perfezionarsi non solo l’intera rete di percorsi prevista a Seregno, ma anche questi importanti collegamenti intercomunali, in una Brianza più rispettosa dell’ambiente e del paesaggio e più vivibile per i suoi cittadini.

Prof. Arch. Arturo Lanzani
Assessore all’Urbanistica

sabato 24 gennaio 2026

Bicipolitana di Seregno: perché vale la pena continuare a parlarne

I tabelloni della rete ciclabile di Seregno, anno 2002

Dopo la pubblicazione del post sulla futura Bicipolitana di Seregno (cliccare qui) sono emerse alcune osservazioni critiche nel confronto informale con persone che la città la attraversano quotidianamente in bicicletta. Considerazioni arrivate in forma privata, ma dirette e puntuali, che ci sono sembrate utili per chiarire meglio alcuni passaggi e, soprattutto, per provare ad andare un po’ più a fondo nel merito del progetto.

Una delle osservazioni più nette riguarda l’uso stesso delle parole. Parlare di “rete” ciclabile, guardando lo stato attuale dei percorsi, appare a molti eccessivo. E in effetti la Bicipolitana di Seregno, almeno nella sua prima fase, non nasce come una rete articolata, ma come la riqualificazione e la messa in evidenza di un asse principale, con una diramazione verso Carate Brianza. Chiamarla “bicipolitana” può sembrare ambizioso, se non addirittura fuorviante, soprattutto quando i tratti interessati coincidono in parte con ciclopedonali strette, marciapiedi promiscui e percorsi interrotti da barriere e discontinuità.

L’ironia, in questi casi, viene quasi spontanea. Ma dietro il sorriso c’è una questione seria: una mappa colorata non rende automaticamente sicuro o funzionale uno spazio. Se il percorso resta di fatto un marciapiede adattato, con conflitti continui e poca leggibilità, il nome conta poco. Ed è su questo punto che le osservazioni raccolte colpiscono nel segno.

Nel precedente post si parlava del rischio che la bicipolitana resti un’operazione di comunicazione se non accompagnata da una reale riduzione della velocità delle auto e da un miglioramento complessivo della sicurezza stradale. Alcuni dei confronti successivi fanno notare che forse non si tratta nemmeno di un rischio, ma di una constatazione: per come il progetto è stato pensato e presentato oggi, la dimensione simbolica sembra prevalere su quella trasformativa.

Non è una critica infondata. La storia recente della mobilità ciclabile a Seregno è fatta anche di progetti annunciati, pannelli informativi e visioni che, a distanza di anni, non hanno prodotto una rete continua e davvero usabile. Il confronto con vecchi progetti, risalenti anche a vent’anni fa, alimenta la sensazione di un passo indietro più che di un progresso, soprattutto per chi usa la bici ogni giorno e vede con facilità dove si potrebbe intervenire in modo semplice ed efficace.

Questo non significa che tutto sia da buttare. Alcuni interventi recenti, come la velostazione in stazione, rispondono a bisogni reali e hanno un senso chiaro, soprattutto per chi arriva dal nord della città e utilizza il treno. Altri, come i nuovi parcheggi coperti per biciclette, appaiono invece più discutibili, sia per costi che per utilizzo effettivo, con il paradosso – segnalato anche in modo ironico – di essere spesso occupati da motocicli.


Le considerazioni emerse pongono però anche una domanda più ampia: che tipo di città vuole essere Seregno dal punto di vista della mobilità? Se l’obiettivo è davvero favorire l’uso quotidiano della bicicletta, allora la bicipolitana non può restare un intervento isolato. Servono collegamenti realmente percorribili da Desio a Giussano e verso Carate, e poi il coraggio di estendere il ragionamento ad altri assi urbani fondamentali, come Monti, Parini, Stoppani, Wagner. E serve, soprattutto, una politica sistematica di moderazione del traffico, senza la quale qualsiasi percorso ciclabile resta fragile.

In qualche scambio, con una battuta solo apparentemente provocatoria, è stata evocata persino una “buspolitana”: una rete di trasporto pubblico urbano finalmente leggibile ed efficace. L’ironia aiuta a sdrammatizzare, ma il punto è serio. La mobilità sostenibile non si costruisce per compartimenti stagni, né con un solo progetto bandiera.

Proprio per questo, alla luce delle osservazioni emerse nel confronto, abbiamo deciso di proseguire il discorso. Non per bocciare la Bicipolitana di Seregno, ma per capire se e come possa diventare qualcosa di più di un’operazione di immagine. Continuare a parlarne, raccogliere punti di vista diversi e pretendere coerenza tra parole e spazio urbano è probabilmente il minimo indispensabile. Anche perché, come spesso accade, la distanza tra una buona idea e una città migliore non sta nei rendering, ma nelle scelte quotidiane.

La bicipolitana arriva a Seregno: un’idea semplice, una sfida complessa

La bicipolitana di Seregno. Linea 1 da Desio a Giussano. Linea 2 diramazione verso Carate Brianza

Negli ultimi anni molte città italiane hanno iniziato a parlare di bicipolitana, un termine che richiama volutamente la metropolitana ma che viene applicato alla mobilità ciclabile. Come spiegava Il Post nel 2023, l’idea non è tanto quella di costruire nuove piste ciclabili ovunque, quanto di mettere ordine e dare continuità a ciò che già esiste, creando una rete riconoscibile, leggibile e facile da usare anche per chi non è un ciclista esperto. In questo modo la bicicletta smette di essere solo uno strumento per il tempo libero e diventa, almeno nelle intenzioni, un vero mezzo di trasporto quotidiano.

Anche Seregno si appresta ora a intraprendere questa strada. Il sindaco Alberto Rossi ha annunciato che nel corso del 2026 prenderà avvio la bicipolitana di Seregno, a partire dalla Linea 1, che collegherà Desio e Giussano lungo l’asse nord–sud, e dalla Linea 2, che non sarà una linea autonoma ma una diramazione della prima verso Carate Brianza, lungo l’asse della SS36. Una terza linea è prevista come possibile sviluppo futuro, ma al momento resta ancora da definire. Il progetto è stato formalizzato con l’approvazione, alla fine dello scorso anno, del Documento di Indirizzo alla Progettazione da parte del Comune.

Ma cos’è davvero una bicipolitana? Non esiste una definizione unica. Il termine nasce a Pesaro, la prima città ad adottarlo, e viene poi ripreso da realtà molto diverse tra loro, come Bologna, Firenze, Rimini o, più vicina a noi, Desio. In tutti i casi, però, l’idea è quella di organizzare la rete ciclabile come una mappa di linee, ciascuna con un colore e una direzione chiara, che collegano quartieri, scuole, stazioni, parchi e servizi. La bicipolitana, quindi, non coincide automaticamente con nuove infrastrutture, ma è fatta anche di segnaletica chiara, continuità dei percorsi, messa in sicurezza dei punti critici, integrazione con il trasporto pubblico e capacità di comunicare in modo semplice come muoversi in bici in città.

Nel caso di Seregno, il progetto parte da una scelta precisa: valorizzare e rendere più leggibile la rete esistente. La Linea 1 segue in gran parte strade e percorsi già presenti, coincidenti anche con il tracciato ciclabile di interesse provinciale Giussano–Nova. Da questa dorsale principale si sviluppa la Linea 2 verso Carate Brianza, pensata come estensione funzionale dell’asse nord–sud e non come linea indipendente. Gli interventi previsti riguardano soprattutto la segnaletica dedicata, l’evidenziazione dei punti di conflitto con il traffico motorizzato, il miglioramento degli attraversamenti e l’indicazione chiara dei collegamenti verso quartieri, scuole, impianti sportivi, parchi e stazione ferroviaria. L’investimento iniziale è contenuto, poco meno di 90 mila euro, e conferma l’impostazione “leggera” del progetto: prima costruire la rete e la sua riconoscibilità, poi eventualmente rafforzarla nel tempo.

I sei percorsi della Bicipolitana di Desio

Guardando a pochi chilometri di distanza, l’esperienza di Desio offre un termine di confronto interessante. Qui la bicipolitana è inserita in un piano più ampio che comprende zone 30 diffuse, doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico, interventi di moderazione del traffico e una rete secondaria ciclopedonale. Il risultato non è solo una mappa di linee colorate, ma un tentativo di rendere le strade più vivibili e sicure per tutti, ciclisti e non. È un aspetto che può rappresentare uno spunto importante anche per Seregno.

I punti di forza del progetto seregnese sono evidenti. C’è una visione di rete che supera la logica dei singoli tratti scollegati, c’è un’attenzione ai collegamenti sovracomunali con Desio, Giussano e Carate Brianza, e c’è la volontà di attivare rapidamente la bicipolitana senza attendere grandi opere. Soprattutto, il progetto manda un messaggio culturale chiaro: la bicicletta può essere un mezzo di trasporto ordinario, adatto agli spostamenti quotidiani.

Allo stesso tempo, non mancano le criticità. Il rischio, già evidenziato nel dibattito nazionale, è che la bicipolitana resti in parte un’operazione di comunicazione se non è accompagnata da una reale riduzione della velocità delle auto e da un miglioramento complessivo della sicurezza stradale. Segnalare un percorso non basta se le strade restano veloci e poco accoglienti, soprattutto per chi non è abituato a muoversi in bici. Anche il tema delle zone 30, uno degli strumenti più efficaci per ridurre gli incidenti, sembra per ora restare sullo sfondo. Inoltre, l’uso di strade esistenti può creare discontinuità o punti critici che scoraggiano gli utenti meno esperti, e il progetto appare ancora molto tecnico, con poco spazio esplicito per il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni.

Proprio per questo, la Bicipolitana di Seregno andrebbe letta come un punto di partenza, non come un traguardo. Accompagnarla con una diffusione reale delle zone 30, intervenire sui nodi più pericolosi, rafforzare il legame con la stazione ferroviaria e monitorarne l’uso nel tempo potrebbe trasformarla da buona idea a infrastruttura davvero utile. La bicipolitana, da sola, non basta. Ma può diventare la spina dorsale di una città più calma, accessibile e vivibile, se inserita in una visione più ampia di trasformazione dello spazio urbano.

martedì 3 settembre 2024

Esperienze virtuose per la Brianza / 4: Zone 30, come rendere le città più sicure per i ciclisti

Bicinfesta per Seregno 2024

Negli ultimi anni, la sicurezza stradale è diventata un tema sempre più centrale nelle nostre città. In particolare, la creazione di Zone 30 (aree urbane in cui il limite di velocità è ridotto a 30 km/h) è stata proposta come una soluzione per ridurre incidenti e promuovere una mobilità più sostenibile. Tuttavia, come possiamo rendere queste zone davvero efficaci e non solo semplici misure di facciata? Prendiamo spunto da esperienze concrete come quelle realizzate a Milano, adattandole alle nostre cittadine della Brianza.

Nel quartiere QT8 di Milano, da tre anni è stata attuata una delle Zone 30 più sicure della città, senza bisogno di ricorrere a massicce installazioni di cartelli o alla modifica del Codice della Strada. Come è stato possibile? La chiave del successo è stata la collaborazione tra tecnici esperti del Comune, il Comitato di quartiere e la Polizia Locale, che hanno adottato un approccio basato su interventi strutturali e non semplici azioni di marketing.

Le Proposte per la Brianza

  1. Modifiche strutturali della viabilità: Invece di limitarsi a installare cartelli che segnalano il limite di velocità, è essenziale apportare cambiamenti concreti alla rete stradale. Questo significa creare disassamenti stradali, isole spartitraffico, separazioni della carreggiata e altri interventi che riducano effettivamente la velocità dei veicoli e proteggano pedoni e ciclisti.
  2. Mappatura delle aree sensibili: Come fatto a Milano, è necessario identificare le aree più critiche, come quelle vicine a scuole, asili, parchi e residenze. Questi luoghi devono essere prioritariamente messi in sicurezza attraverso misure che garantiscano una mobilità sicura e sostenibile.
  3. Miglioramento degli incroci e dei collegamenti ciclopedonali: Gli incroci e gli attraversamenti sono punti particolarmente pericolosi per pedoni e ciclisti. Devono essere studiati con cura per ridurre al minimo i rischi, attraverso soluzioni come le "castellane" (rialzi della strada) e la separazione netta tra le corsie dedicate a veicoli e ciclisti.
  4. Coinvolgimento dei cittadini: Coinvolgere i residenti, le associazioni e i Comitati di Quartiere è cruciale per identificare i problemi e le soluzioni più efficaci. La collaborazione tra cittadini, tecnici e amministrazioni locali è fondamentale per garantire che le Zone 30 siano effettivamente rispettate e utili.

Adottare un approccio strutturale alla creazione delle Zone 30 non è solo una questione di sicurezza, ma anche di qualità della vita. Studi e dati hanno dimostrato che gli incidenti possono essere ridotti fino al 60% con questi interventi. Questo significa meno vittime sulla strada, meno inquinamento acustico e atmosferico, e città più vivibili per tutti.

Nelle nostre cittadine, alcune amministrazioni hanno iniziato a considerare l'introduzione delle Zone 30, ma spesso ci si ferma all'installazione dei cartelli senza un piano concreto di messa in sicurezza. Questo non basta. Serve un impegno reale per modificare la viabilità, proteggere chi si muove a piedi o in bicicletta, e garantire che le nostre città diventino spazi sicuri e accoglienti per tutti.

Se vogliamo davvero rendere le nostre città più sicure per le biciclette e i pedoni, dobbiamo andare oltre le semplici dichiarazioni di intenti. Servono interventi concreti, pianificati e realizzati con competenza, per trasformare le nostre strade in luoghi dove la sicurezza è garantita per tutti. È una sfida che vale la pena affrontare, non solo per noi, ma per le future generazioni che erediteranno le nostre città.

 

Ringraziamo Enrico Fedreghini per averci segnalato l'intervento nel quartiere QT8 di Milano

 

venerdì 7 giugno 2024

Grande biciclettata alla scoperta del Parco GruBrìa con Legambiente


Domenica 16 giugno 2024

Pedalando per il Parco
Grande biciclettata nel GruBrìa


Partenze, (ritrovo 15 min. prima):

  • 9:30 Seregno, CSA via Alessandria 9
  • 9:30 Cusano Milanino, via Ippocastani ang. Cooperazione
  • 9:30 Cinisello Balsamo, CEA via Giolitti 33
  • 10:00 Paderno Dugnano, piazza Resistenza
  • 10:30 Desio, RSA via Canonico Villa 108
  • 11:00 Varedo, via Rebuzzini (area mercato)

Arrivo: Valera di Varedo presso Villa Agnesi

  • 11:30 Passeggiata alla scoperta degli ambienti del GruBrìa con lo staff del Parco.

In caso di pioggia l'evento sarà riprogrammato in autunno.

Evento organizzato in convenzione con i circoli Legambiente di Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Desio e Seregno.

Per informazioni: cinisello.balsamo@legambiente.org

martedì 28 maggio 2024

Bicinfesta per Seregno 2024: al via la 25° edizione


Domenica 2 giugno 2024

Bicinfesta per Seregno

Pedalata ecologica per le vie ed il verde della città

Organizzazione: Città di Seregno in collaborazione con Respace Biketeame e WWF Insubria

 

Programma

  • Ore 8.30 Ritrovo via Alla Porada (zona giostre)
  • Ore 9.15 Chiusura Iscrizioni
  • Ore 9.30 Partenza
  • Soste tecniche all'uscita dei parchi per raggruppamento partecipanti.
  • Sosta all'istituto Don Orione
  • Ore 11.15 Arrivo Skatepark di via Nenni con estrazione premi e ristoro finale

Iscrizioni presso:

  • ASD Biketeam, via San Carlo (mercoledì h 21-23)
  • Cicli Brianza, via Schiaparelli, 8
  • Banca Mediolanum, via Valassina, 2 ang. via Boschina

Il percorso. Legenda. Par = Partenza, Alz_B = Alzabandiera, Rag = Raggruppamento

Regolamento

  1. Il Comune di Seregno, in collaborazione con ASD Biketeam e WWF Insubria, organizza per domenica 2 giugno 2024 la 25a edizione della pedalata ecologica denominata "BICINFESTA".
  2. La manifestazione si snoda su un percorso di circa 12 km e tocca diverse zone della città, in particolare percorsi ciclopedonali e aree verdi.
  3. Le iscrizioni sono aperte a tutti i soggetti a partire dai 6 anni (i minori di anni 13 devono essere accompagnati da un adulto).
  4. Le iscrizioni possono essere effettuate nei luoghi indicati fino al giorno precedente la manifestazione e alla partenza.
  5. L'organizzazione considera con l'iscrizione l'idoneità fisica dei partecipanti ai sensi del D.M. 28/02/1983 relativo alla tutela sanitaria per l'attività non agonistica.
  6. L'utilizzo dei dati forniti al momento dell'iscrizione è finalizzato al solo svolgimento della manifestazione.
  7. Tutti i partecipanti iscritti alla manifestazione sono coperti da assicurazione contro gli infortuni. Importante: la garanzia è prestata solo nel caso in cui dal tagliando di iscrizione si possano identificare tutti i dati dell'iscritto. Per ogni partecipante vale una sola copertura assicurativa indipendentemente dal numero di iscrizioni effettuate. Per i minori si rendono responsabili i genitori o coloro che ne fanno le veci.
  8. Durante la manifestazione è in funzione un servizio di assistenza medica.
  9. Al momento dell'iscrizione viene rilasciato un tagliando che deve essere conservato fino al termine della manifestazione e che dà diritto al ritiro del ristoro all'arrivo.
  10. Durante la manifestazione il cartoncino deve essere portato in modo visibile.
  11. Il Comitato organizzatore si riserva la possibilità di modificare e/o integrare il presente regolamento ed il programma.

Norme di comportamento
Durante lo svolgimento di Bicinfesta si raccomanda a tutti i partecipanti di attenersi scrupolosamente alle indicazioni degli organizzatori e della vigilanza urbana. L'andatura deve essere moderata e regolare, si devono evitare, per quanto possibile, frenate improvvise e bruschi cambiamenti di traiettoria che potrebbero mettere in difficoltà chi segue. Sono naturalmente vietate le gare di velocità e le acrobazie (impennate e simili). Si raccomanda anche la massima attenzione per i bambini.

Informazioni:
Comune di Seregno Ufficio Sport
Via Umberto I, 78 - tel. 0362 263.447
info.sport@seregno.info
www.comune.seregno.mb.it
www.seregnosportweek.it

Si ringraziano per la collaborazione: AutoAmica, Cicli Brianza, Ciclistica Seregnese, Salus Ciclistica, GS Santambrogio, GS Avis, Seregn de la Memoria, A.N.A. Alpini Seregno e VV.F. Distaccamento Seregno.

lunedì 15 aprile 2024

Pedalando per la Libertà: l'iniziativa "Strade di Liberazione" a Seregno

 

Il 21 aprile 2024 segna un significativo evento nella città di Seregno, dove ciclisti e cittadini si riuniranno per celebrare la memoria della Liberazione e onorare coloro che hanno combattuto per la libertà. Organizzato dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) Circolo Livio Colzani di Seregno, il ritrovo è fissato per le 14:30 in Piazza Liberazione, promettendo una giornata di festa e riflessione. L'iniziativa è condivisa anche dal Comitato Unitario Antifascista "Pierino Romanò" di Seregno, rafforzando così l'importanza della commemorazione e il suo valore unitario per la comunità locale.


Questa iniziativa, che riprende il successo dell'evento "Strade di Liberazione" del 2021 (leggi qui), è un'occasione per coinvolgere la comunità nel ricordo dei sacrifici e della determinazione dei partigiani e degli antifascisti che hanno lottato durante il periodo della Resistenza. In passato, "Strade di Liberazione" ha attirato una partecipazione significativa, con persone che si sono unite in bicicletta o a piedi per visitare le targhe commemorative delle vie e delle piazze dedicate alla Resistenza. Qui, hanno deposto fiori in segno di rispetto e gratitudine verso coloro che hanno difeso i valori della libertà e della democrazia.


Il ritrovo in Piazza Liberazione non è solo un momento di commemorazione, ma anche di celebrazione della resilienza e della solidarietà che caratterizzano la storia della Resistenza italiana. Attraverso questa iniziativa, la comunità di Seregno dimostra il suo impegno nel preservare la memoria storica e nel trasmettere i valori di giustizia e libertà alle generazioni future.


Partecipare a "Strade di Liberazione" non è solo un atto simbolico, ma un'opportunità per riflettere sulle sfide attuali e sulle lezioni apprese dalla storia. Nel contesto di un mondo che continua ad affrontare minacce alla democrazia e all'uguaglianza, l'importanza di difendere i valori della Resistenza diventa ancora più evidente.


In un periodo in cui la memoria storica rischia di sbiadire e i valori fondamentali sono spesso messi alla prova, iniziative come "Strade di Liberazione" assumono un significato particolare. Oltre a rendere omaggio ai combattenti per la libertà, esse rappresentano un impegno tangibile nel difendere i principi democratici e nel combattere ogni forma di oppressione e discriminazione.


Alla luce di ciò, il 21 aprile 2024 sarà non solo un giorno di commemorazione, ma anche un momento di rinnovata speranza e impegno per un futuro in cui la libertà e la dignità umana siano garantite per tutti. Seregno si unisce al coro nazionale per mantenere viva la memoria della Resistenza e per assicurare che il sacrificio dei suoi eroi non vada mai dimenticato.

 


venerdì 24 novembre 2023

Il successo di Pedala Foreste Urbane nel Parco GruBrìa

Il ritrovo a Seregno, parco "2 Giugno" (Plis GruBrìa)


a cura di Legambiente Seregno

 

🚴‍♀🌿 Grazie a tutti per aver reso "Pedala Foreste Urbane" 2023 un successo eccezionale! 🌿🚴‍♂

Grazie a voi, la domenica scorsa è stata una giornata indimenticabile, dedicata alla natura e alla sostenibilità! Oltre 100 persone hanno pedalato con noi, di cui ben 30 orgogliosamente cittadini di Seregno, dimostrando un forte impegno per la nostra comunità e l'ambiente.

Un caloroso ringraziamento va agli assessori Elena Galbiati e Giuseppe Borgonovo, che hanno onorato l'evento con la loro presenza e il loro sostegno.

Il nostro viaggio in bicicletta ci ha portato al cuore verde del Parco Urbano di Lissone, dove abbiamo avuto l'opportunità di esplorare il progetto di rinaturalizzazione.

Grazie a voi, Pedala Foreste Urbane non è solo un evento ciclistico, ma una dimostrazione tangibile di come insieme possiamo fare la differenza. Continuiamo a pedalare verso un futuro più verde e sostenibile! 🌍💚🚴‍♂

domenica 29 maggio 2022

Pedalando per il Parco Grugnotorto e Brianza Centrale


Domenica 5 giugno 2022

Grande biciclettata nel Parco Grubrìa
Evento organizzato in convenzione con i circoli Legambiente di Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Desio e Seregno.

All'arrivo saranno disponibili gratuitamente le cartine pieghevoli del Parco.

Per informazioni: cinisello.balsamo@legambiente.org

 

Tutti i percorsi

 

domenica 15 maggio 2022

Bike strike da Cantù a Como. Mobilità sostenibile e accessibile ora!


A cura di Fridays For Future Como


È possibile andare da Cantù a Como in bici? Sì, e noi lo abbiamo pure fatto!

 

 

Circa un centinaio di ciclisti hanno partecipato alla pedalata di sabato 14 maggio scorso che partendo da piazza Garibaldi in Cantù è giunta fino a Como passando dalla via Canturina.



Una biciclettata che ha visto unirsi le forze di Fridays For Future Como, organizzatore dell'evento, a molte altre realtà quali il Coordinamento per una mobilità sostenibile - no Canturina Bis, Uds, Como Pride, Arci e il Coordinamento no Incenerimento Fanghi.



Durante la manifestazione si è scelto di passare davanti a luoghi strategici per la mobilità, come la stazione di Cantù posta sulla Como-Lecco ferroviaria, la Canturina, Albate, Camerlata, fino ad arrivare in Via Mentana, dove doveva passare il progetto mai realizzato della ciclopedonale, per terminare in Comune. Abbiamo scelto di metterci in sella e quindi anche in gioco per far vedere che pensare a una mobilità diversa è possibile da una parte, dall'altra è difficile in quanto piste ciclabili lungo le vie più trafficate non esistono e le strade non sono sicure. Abbiamo parlato di trasporti e di accessibilità, di mobilità integrata, della necessità di ripensare interamente la rete di trasporti pubblici a Como, che ancora oggi non funziona e crea enormi disagi a chi li utilizza.



La ciclopedonale vi costava la metà,
non l'avete costruita
Noi la facciamo qua!

martedì 10 maggio 2022

Vieni con noi a Cantù in bicicletta? Sabato 14 maggio puoi farlo!


 

a cura di Fridays For Future, Como

"Sabato 14 maggio 2022, dalle 14:30, percorreremo in bici la strada principale che da piazza Garibaldi a Cantù, arriva fino a Como. Perché? Vogliamo dimostrare che pensare a una mobilità alternativa è possibile, e che questa è migliore rispetto alle auto non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei trasporti, che ancora (nel 2022) non funzionano, non passano, hanno costanti disservizi, non sono sicuri né economici. Siamo persone che ogni giorno prendono bus o treno, e che quotidianamente subiscono tali problematicità, pur avendo il diritto di muoverci come fanno le altre persone in auto. Ci piacerebbe non prendere la macchina, ma questo a volte risulta impossibile: strade mal collegate, bus inesistenti in alcune zone della Provincia o poco frequenti, inesistenza quasi totale di piste ciclabili che colleghino il centro alle periferie,le scuole alle zone di confluenza. Ci mettiamo in sellai il 14 maggio anche per dire che noi pretendiamo piste ciclabili, bus e treni funzionanti, sicuri ed economici, che colleghino il centro e la periferia, con corse frequenti e non solo di giorno ma anche nelle ore notturne."

INFO BIKE STRIKE: FRIDAYSFORFUTURECOMO
BICI: Vorresti partecipare al bike strike ma non hai la bici? Devi aggiustarla? Hai una bici in più da prestare? Compila il modulo a questo link per registrare la tua richiesta o la tua messa a disposizione da bici, e per metterla a posto… ci pensa la Ciclofficina Par Tücc!

martedì 26 aprile 2022

Da Cantù a Como in bicicletta. La proposta di Fridays For Future


 

di Fridays For Future, Como

Ѐ possibile andare da Cantù a Como in bicicletta? Sì, è fattibile. La strada esiste e se la cerchiamo su internet i chilometri non sono poi tanti: tra i 12 e i 14 km.

E allora, perchè nessuno lo fa?

Se non avete mai provato, immaginate di andare in bici sulla statale, o sulla Napoleona piena di automobili; di tombini e buche non parliamone. Tuttavia non ci sono piste ciclabili lungo le tratte più percorse ogni mattina per gli spostamenti verso i luoghi lavorativi e le scuole;  le uniche due possibilità sono i marciapiedi, dove esistono, oppure la strada, con il rischio di essere investitu ogni tre minuti. Quindi, non solo la tratta Cantù Como o Como Cantù, ma ogni spostamento risulta impossibile da fare in bici, a meno che non si abiti a Como centro e si debba andare da Como a Cernobbio per una breve gita turistica. Per chiunque arrivi dalle zone fuori dal centro (Ponte Chiasso, Sagnino, Monte Olimpino, Camerlata, Lora, Lipomo, Tavernerio, Erba eccetera) risulta impossibile arrivare a Como e a scuola in bici. Ma anche a piedi a volte! Quanto  spesso vediamo studentu che la mattina camminano sul lato della strada, rischiando di essere investitu, solo perché le fermate del bus non sono collegate alle scuole attraverso percorsi protetti? 



Ѐ ora di ripensare completamente la mobilità a Como e di ripartire dalle persone: da chi si sposta per andare a lavorare con i mezzi pubblici ogni mattina, dallu studentu, da anziani e disabili. Perchè non pretendere che ogni nuova strada costruita abbia a fianco una pista ciclabile?

Sabato 14 maggio 2022 proveremo a costruirla noi con un bike strike che da Cantù arriverà fino a Como per dimostrare che è possibile pensare e vivere una mobilità diversa!

La ciclopedonale vi costava la metà, non l’avete costruita noi la facciamo qua!

lunedì 18 ottobre 2021

Pedalando per il Parco: biciclettata alla scoperta del Grubrìa


Domenica 24 ottobre 2021
 

Partenze da cinque località: 

  • ore 9,30 - Seregno, via Alessandria, Parco della Porada
  • ore 10,00 - Desio, via Liberata ang. via Caduti di Nassirya
  • ore 10,00 - Cinisello Balsamo, CEA, via Giolitti ang. via Cilea
  • ore 10,00 - Cusano Milanino, v.le Liberazione ang. via Ippocastani
  • ore 10,00 - Paderno Dugnano, Parco di via Gadames.

Arrivo: viale Bagatti a Paderno Dugnano.
 

Una volta arrivati sarà possibile consumare il pranzo al sacco (ognuno si porta il proprio panino), OPPURE per chi lo vorrà, fermarsi a mangiare all'ARCI di Palazzolo di Paderno (5 min dal punto di arrivo). Qui per entrare sarà obbligatorio avere il Green Pass. In questo caso sarà richiesto un contributo di 5 euro per un tagliere di affettati e formaggi o per un tagliere vegetariano. In entrambi i casi (tagliere di affettati/formaggio o tagliere vegetariano) bisogna prenotare entro venerdì alle 18 inviando una mail a cinisello.balsamo@legambiente.org

Il rientro sarà in autonomia

Evento organizzato dal Parco GruBrìa in convenzione con i circoli Legambiente di Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Desio e Seregno.

Allegati:



venerdì 12 marzo 2021

Fridays For Future Como: "La mobilità ciclabile non è un'utopia!"


 

di Fridays For Future, Como

Nel corso del 2020, anche a causa della pandemia da Covid-19, in Italia la mobilità' in bicicletta ha registrato un incremento notevole. A fronte di questo, però, sono mancati spesso investimenti volti alla realizzazione di infrastrutture ciclabili per consentire alla popolazione di muoversi in bicicletta in tutta sicurezza.

Tra i benefici che porterebbero più piste ciclabili ricordiamo innanzitutto il decongestionamento del traffico motorizzato, la diminuzione dell'inquinamento atmosferico causato dalle auto e la maggior tutela degli utenti della strada come ciclisti e pedoni. Allo stesso tempo con la realizzazione di nuove piste ciclabili, si può anche migliorare la fruibilità del territorio e valorizzare il verde esistente.

Dette queste premesse, nonostante sia ancora insufficiente l'estensione delle piste ciclabili in provincia per una transizione ecologica della mobilità, un piccolo cambiamento si sta cominciando a percepire!

Ecco - foto sotto il titolo - tre piste ciclabili realizzate sul nostro territorio:

  1. Senna Comasco - Via Rovelli. Collegamento ciclabile tra il centro di Navedano e Senna Comasco, paese.
  2. Cantù - Via Mentana. Collegamento ciclabile tra il centro della frazione di Fecchio e Vighizzolo. (A breve verrà ultimato).
  3. Cucciago - Via Stazione. Collegamento ciclabile che a breve verrà inaugurato tra la stazione di Cucciago, posta sulla ferrovia Milano-Chiasso, e il centro del paese.

mercoledì 23 settembre 2020

Raccogli la sfida: "Pedala per Desio"

 

Desio ha aderito alla Settimana europea della mobilità sostenibile promossa dalla Commissione europea, lanciando una vera e propria sfida per una Desio a due ruote.

Si tratta della sfida "Pedala per Desio" una bike challenge nella quale i più assidui ciclisti urbani, desiani e non, che fino al 31 ottobre 2020 utilizzeranno la bici per il loro spostamenti in città, misurandoli con l’app gratuita Lovetoride, saranno poi premiati dall’Amministrazione comunale.

COME PARTECIPARE

  1. scarica la app lovetoride
  2. crea il tuo profilo
  3. unisciti al gruppo "Bike Challenge Desio 2020"
  4. registra le tue pedalate con la app

CATEGORIE PREMIATE (FINO AL 3° POSTO)

  • ciclista con più giorni di pedalata registrati
  • ciclista con più giorni di pedalata nel tragitto casa - scuola o casa-lavoro
  • ciclista con più km di pedalata registrati nel tragitto casa scuola o casa - lavoro

Approfondisci: vai alla pagina dedicata alle azioni in corso a Desio per la mobilità attiva

lunedì 10 giugno 2019

Arriva la 2° Pedalata No Pedemontana


15 giugno 2019
Pedalata No Pedemontana
partenza da Desio alle 17.30
arrivo a Meda al Muro ICMESA

Percorso:
DESIO: Partenza Via Per Cesano Civico,92.
CESANO MADERNO: Via per Desio, Via Verbano, via Benaco, via Monte rosa, via Giovanni De Medici, Via per Baruccana.
SEVESO: Via Colombo, Via Borghetto, via Trento e Trieste, Via Marco Polo, Via della Roggia, ingresso al Bosco delle Querce da via Senofonte, Via Ada Negri, Via Carducci, Via Francesco D'Assisi, Via San Carlo.
MEDA: Via Icmesa ARRIVO e Apericena (aperta anche a chi non partecipa alla pedalata).

sabato 30 settembre 2017

Vuoi la pace? Pedala!


Domenica 1 ottobre 2017 torna l’iniziativa "Vuoi la pace? Pedala!" organizzata per promuovere i temi della pace e della convivenza.

Trovate qui sotto itinerari e informazioni. Potete consultare anche il sito  https://vuoilapacepedala.com


Se partecipate, postate su su twitter, instagram e Facebook le vostre foto di oggi con l’hashtag #VLPP17
- Menzionate @vuoilapacepedala su Instagram
- Postate commenti e foto sull’evento "Vuoi la pace? Pedala!" che trovate sulla pagina Facebook di ACLI Milano

venerdì 2 giugno 2017

Bicinfesta per Seregno 2017: una biciclettata lunga vent'anni


Oltre 1.000 ciclisti hanno partecipato alla 20° edizione di Bicinfesta per Seregno organizzata dal GS Respace Biketeam, il GS Dosso ed il WWF Insubria.

Bicinfesta per Seregno nasce infatti nel 1998 raccogliendo fin dalla sua prima edizione un successo per certi versi inaspettato.

Di seguito il fotoracconto della giornata.

La partenza in via Cadore
Via Orcelletto. Sulla sinistra la "Cassina n° 2"
Via San Vitale
Sosta al "Don Orione"
Piazza Risorgimento
Il parco del Meredo
Il lungo serpentone lungo una delle vicinali del Meredo
Breve sosta in via Tiziano
Il Parco "2 giugno"
L'arrivo con ristoro ed estrazione dei premi offerti dagli sponsor