lunedì 2 febbraio 2026

L’Oasi WWF del Bassone compie 50 anni: un patrimonio naturale ai margini di Como


Cinquant’anni di tutela, biodiversità e volontariato. L’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate festeggia un traguardo importante e lo fa nel giorno simbolo delle zone umide: il 2 febbraio, anniversario della Convenzione internazionale di Ramsar. A raccontare la ricorrenza ai microfoni di Radio Ciao Como è stato Gianni Del Pero, geologo e volontario WWF, collegato direttamente dall’osservatorio dell’oasi.

«Mi trovo sulla torre dell’osservatorio, all’interno del lago grande dell’Oasi WWF del Bassone», ha spiegato Del Pero. «Quest’anno l’oasi compie 50 anni e oggi celebriamo anche il cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ramsar, con cui si è riconosciuto a livello mondiale il ruolo fondamentale delle zone umide per l’ambiente e la biodiversità».


L’Oasi del Bassone è stata formalmente istituita il 13 aprile 1976 grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e WWF Lombardia, diventando una delle prime aree protette di questo tipo sul territorio comasco.

Novanta ettari di ambiente naturale, modellati in 40 mila anni di storia, dove la presenza umana ha lasciato segni minimi. Un patrimonio che oggi ospita una biodiversità straordinaria.

«Al Bassone abbiamo oltre 280 specie animali, prevalentemente uccelli, soprattutto acquatici, ma non solo», ha raccontato Del Pero. «È un luogo che è stato riconosciuto e scelto dalla biodiversità in modo eccezionale: qui gli animali vivono e si riproducono».

Accanto alla fauna, anche la vegetazione è parte integrante dell’equilibrio dell’oasi: boschi e ambienti ripariali, con la presenza caratteristica degli ontani, piante tipiche delle zone umide capaci di crescere a diretto contatto con l’acqua.


Alla domanda sullo stato di salute dell’oasi, la risposta è chiara: «Sta molto bene, a patto che venga conosciuta e rispettata». Da qui l’impegno del WWF, in collaborazione con la Provincia di Como, per realizzare una rete di sentieri che consenta una fruizione responsabile.

«Stiamo creando percorsi che permettano di godere di questo patrimonio senza impattare sull’ambiente e senza disturbare gli animali, perché questa è casa loro», ha sottolineato Del Pero. «È un patrimonio di tutti: di Albate, di Como, della Lombardia e, di fatto, dell’intera collettività».


La giornata di celebrazioni è stata anche un momento di memoria. Durante l’escursione organizzata per l’anniversario, i volontari hanno ricordato Antonio Bossi, storico educatore ambientale del WWF.

«Antonio Bossi ha iniziato qui la sua attività, realizzando i primi pannelli dell’aula natura», ha ricordato Del Pero. «La sua passione e le sue competenze hanno fatto nascere l’amore per il Bassone che ancora oggi ci accompagna».

In suo ricordo sono stati piantati alberi e arbusti all’ingresso dell’oasi, «un segno che resterà per le generazioni future».

Come visitare l’oasi

Il WWF invita a raggiungere l’area preferibilmente a piedi, anche dalle stazioni delle Ferrovie Nord, oppure lasciando l’auto all’esterno dell’oasi, in zona via Al Piano, nei pressi di Cascina Bengasi. La segnaletica turistica provinciale guida i visitatori fino agli ingressi.

I sentieri interni sono accessibili solo in alcuni periodi dell’anno, in base alle esigenze della fauna, mentre il percorso perimetrale è sempre fruibile.


«Venite a visitare l’Oasi del Bassone»
, è l’invito finale di Del Pero, «ma fatelo con rispetto. E seguite il WWF: organizzeremo nuove escursioni e occasioni per conoscere questo luogo straordinario».

Un angolo di natura preziosa, a pochi passi dalla città, che da mezzo secolo racconta quanto sia possibile convivere con l’ambiente, se lo si ascolta e lo si tutela.

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