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| Immagine tratta dal web |
In occasione del passaggio della Fiamma Olimpica ad Arcore e Lesmo, previsto per martedì 3 febbraio, diverse realtà ambientaliste e civiche del territorio brianzolo hanno diffuso un comunicato congiunto per denunciare l’impatto economico, ambientale e sociale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
A promuovere l’iniziativa sono Legambiente – Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Parco dei Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada, attivi da anni nella difesa del territorio e del paesaggio locale.
Le associazioni chiariscono fin da subito che la contestazione non è rivolta allo sport o ai valori olimpici, bensì al modello di sviluppo che l’evento sta imponendo ai territori ospitanti: «Contestare il passaggio della fiaccola non è un attacco alle Olimpiadi in quanto tali, ma un desiderio di difendere il loro significato e valore intrinseco di rispetto, pace, amicizia fra i popoli e spirito sportivo».
Uno dei punti centrali del comunicato riguarda i costi economici delle opere connesse ai Giochi. Secondo le associazioni, la spesa complessiva ha già superato di oltre un miliardo di euro le previsioni iniziali, senza garantire benefici duraturi per la collettività: «Soldi che verranno presi dalle nostre tasse per realizzare infrastrutture non strutturali, che non danno benefici alla collettività sul lungo periodo».
A preoccupare è anche lo stato di avanzamento dei lavori: oltre la metà delle opere non sarà pronta per l’inizio dei Giochi e molte verranno completate anni dopo, alcune addirittura oltre il 2030.
La corsa contro il tempo ha portato, secondo il comunicato, a una semplificazione delle procedure di appalto, con una riduzione dei controlli su sicurezza, trasparenza e legalità: «Il ritardo ha portato a una riduzione dei controlli sulla sicurezza dei lavoratori e ad un aumento del pericolo di infiltrazioni mafiose».
A questo proposito viene citato anche il lavoro di Libera, che nei suoi report segnala il rischio concreto di assegnazioni opache e di dirottamento di ingenti risorse pubbliche.
Particolarmente duro è il giudizio sull’impatto ambientale delle Olimpiadi invernali. Le Alpi, già duramente colpite dalla crisi climatica, stanno subendo una nuova ondata di infrastrutturazioni invasive: «Le infrastrutture volute per questo evento hanno aumentato la pressione su un territorio già fragile; il rischio concreto è che queste opere siano una pietra tombale per le comunità montane e il loro ambiente».
Tra gli esempi citati figurano la pista da bob di Cortina, realizzata con l’abbattimento di centinaia di larici secolari, e il bacino artificiale sopra Livigno, costruito per garantire l’innevamento artificiale: «Lo stravolgimento del paesaggio serve a sostenere un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo».
Secondo il report Open Olympics 2026, inoltre, i dati sulle emissioni climalteranti legate ai Giochi risultano ancora oggi difficilmente reperibili.
Il comunicato affronta anche il tema dell’impatto sociale e delle contraddizioni etiche legate ai grandi sponsor dell’evento: «Il percorso della fiaccola sarà accompagnato da aziende che cercano di ripulirsi l’immagine, pur essendo coinvolte in azioni di devastazione climatica su larga scala».
Vengono citate esplicitamente Eni e Coca-Cola, accusate di pratiche incompatibili con i valori di sostenibilità e pace che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare. Le associazioni denunciano inoltre la presenza ai Giochi di Stati coinvolti in conflitti armati, senza alcuna sanzione, in contrasto con lo spirito olimpico: «Un chiaro tradimento dei valori di pace e rinuncia alla guerra che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare».
Il messaggio conclusivo è un invito alla cittadinanza a non limitarsi alla celebrazione simbolica, ma a riflettere criticamente sul significato reale dell’evento: «La fiamma porta con sé guerra, corruzione, spreco e devastazione ambientale».
Per questo Legambiente Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada invitano a una presenza critica durante il passaggio della fiaccola ad Arcore: «Invitiamo la cittadinanza a spegnere la fiaccola dell’ipocrisia».
L’appuntamento è fissato per martedì 3 febbraio, tra le 12.30 e le 13.00, in via Roma ad Arcore, per ribadire che difendere l’ambiente e i territori significa anche rimettere al centro il senso autentico dei valori olimpici.
Presentazione del libro
“Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina”
di Luigi Casanova e Duccio Facchini
Un’occasione di approfondimento e confronto pubblico sui costi nascosti, gli impatti ambientali e sociali e le contraddizioni del modello olimpico contemporaneo.
📍 Milano
🗓 Martedì 3 febbraio 2026
🕡 Ore 18.30
📚 Feltrinelli Librerie, viale Sabotino 28
Intervengono:
- Duccio Facchini, direttore di Altreconomia e co-autore del saggio
- Paolo Pileri, professore di Usi del suolo ed effetti ambientali – Politecnico di Milano
- Lucia Tozzi, studiosa di politiche urbane
- Nicola Villa, editor di Altreconomia


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