venerdì 23 gennaio 2026

Pedemontana vista da vicino: l’Operazione “Umarell” per difendere il territorio


In Brianza, si sa, i cantieri non passano mai inosservati. C’è sempre qualcuno che si ferma, guarda, commenta, scuote la testa. È una figura ormai entrata nell’immaginario collettivo: l’umarell, il cittadino-attento-per-definizione, mani dietro la schiena e sguardo fisso oltre la recinzione arancione.

Da questa figura ironica, ma profondamente reale, nasce Operazione “Umarell”, l’iniziativa che si terrà domenica 25 gennaio 2026, con appuntamento alle ore 10.00 all’angolo tra via Bassi e via Briani, nel quartiere San Giorgio a Desio.

L’idea è semplice e insieme molto seria: monitorare insieme i cantieri e documentare la devastazione del territorio in corso. Senza slogan urlati, senza gesti eclatanti. Solo occhi aperti, presenza, attenzione. Perché osservare è già un atto politico, e testimoniare è il primo passo per difendere ciò che resta del nostro suolo.

L’ironia dell’“umarell” serve ad abbassare le difese, a rendere l’iniziativa accessibile e persino sorridente. Ma dietro la battuta – “Ussignur… rieccoli”, “Se fa no inscì” – c’è una consapevolezza profonda: la Brianza continua a perdere pezzi di territorio, spesso nel silenzio generale. Cantieri che avanzano, alberi che spariscono, suolo che viene consumato irreversibilmente.

Operazione “Umarell” non è una protesta tradizionale, ma un’azione di testimonianza collettiva. Stare lì, guardare, fotografare, raccontare. Creare memoria. Perché ciò che non viene visto e documentato, molto facilmente viene dimenticato.

L’iniziativa è coordinata da No Pedemontana, Suolo Libero e in collaborazione con il M.U.LO – Movimento Umarell in Lotta. Un’alleanza che unisce ambientalismo, cittadinanza attiva e quel pizzico di autoironia che rende più forte anche le battaglie più serie.

Invitiamo chiunque abbia a cuore il territorio, chi ama questa Brianza già troppo sfruttata, e anche chi semplicemente vuole “dare un’occhiata”, a partecipare. Perché a volte, per difendere il futuro, basta fermarsi un attimo e guardare con attenzione.

Con le mani dietro la schiena, se volete. Ma con gli occhi ben aperti.

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