di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Dopo le nostre segnalazioni, come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, sui lavori per la realizzazione della vasca di laminazione per il torrente Gandaloglio, in corso a Oggiono, il Parco Valle Lambro ci ha risposto, riconoscendo almeno in parte la fondatezza delle nostre preoccupazioni di carattere ambientale.
Cominciamo dalla segnalazione relativa all’utilizzo di macerie edili depositate sul fondo delle piste di cantiere, tra cui sono presenti anche frammenti di plastica.
La risposta inviataci dal Parco Valle Lambro conferma pienamente le nostre preoccupazioni, ma al tempo stesso ci lascia fortemente perplessi. Scrive infatti il Parco: “L’impresa appaltante ha fornito le certificazioni relative al materiale riciclato utilizzato, che risultano conformi alle norme vigenti. [...] La Direzione Lavori ha effettuato alcune verifiche a seguito della segnalazione ed ha chiesto all’appaltatore di recuperare, al termine di ogni giornata lavorativa, oggetti o parti di oggetti in plastica o metallo eventualmente presenti e visibili sulla superficie per smaltirli separatamente”.
In pratica, il Parco ammette che, nonostante le certificazioni (almeno sulla carta), tra le macerie possono essere effettivamente presenti pezzi di plastica. Sarebbe stato opportuno evitare l’utilizzo di tali materiali, vista la delicatezza naturalistica dell’area.
Un’altra nostra richiesta riguardava le valutazioni e gli accorgimenti adottati in relazione alla presenza delle aree umide e della garzaia, in cui nidificano diverse specie di uccelli, tra cui aironi bianchi maggiori e cenerini.
Il Parco Valle Lambro ha risposto che le valutazioni richieste sono contenute nello Studio di Impatto Ambientale a firma dell’architetto Moris Lorenzi.
Nello studio si evidenzia come l’area della Poncia sia caratterizzata dalla presenza di ambienti umidi di elevato interesse naturalistico, con vegetazione acquatica e ripariale ben sviluppata, che svolgono un ruolo fondamentale come area di rifugio, alimentazione e sosta per l’avifauna, in particolare per le specie migratrici. La presenza di canneti e superfici temporaneamente allagate contribuisce inoltre ad accrescere la biodiversità complessiva, rendendo l’area particolarmente sensibile alle pressioni antropiche.
Lo stesso studio individua tra le componenti più vulnerabili la vegetazione acquatica e palustre e l’avifauna acquatica e migratoria, che utilizza l’area per nidificazione, sosta e alimentazione. Per quanto riguarda la valutazione complessiva degli impatti, viene sottolineato come la sensibilità dell’area resti elevata, rendendo necessaria un’attenta gestione delle attività.
Di conseguenza, lo studio prevede precise misure di mitigazione e tutela, tra cui il mantenimento di adeguate fasce di rispetto rispetto alle aree umide e ai canneti, nonché la limitazione delle attività di cantiere nei periodi di nidificazione e migrazione dell’avifauna.
Anche in questo caso, dunque, il Parco - tramite lo Studio di Impatto Ambientale - conferma le nostre forti preoccupazioni: l’area della Poncia è una delle più delicate dal punto di vista ecologico, per la presenza di habitat umidi frequentati da numerose specie tutelate di uccelli migratori.
Nonostante quanto riportato nello studio, dalle nostre verifiche risulta che i lavori di realizzazione delle piste di cantiere per la vasca di laminazione siano proseguiti anche nel periodo compreso tra gennaio e marzo, ovvero in una fase che coincide con la nidificazione di molte specie. Perché il Parco non ha previsto l’interruzione delle attività in un periodo così delicato?
In definitiva, ribadiamo che, come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, il progetto della vasca di laminazione sul Gandaloglio non ci convince, né sotto il profilo dell’efficacia idraulica né per quanto riguarda l’impatto ambientale sulle aree umide di rilevanza ecologica.
Resta quindi il nostro giudizio: un progetto inutile e dannoso.


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