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sabato 25 luglio 2026

Difendere gli alberi si può: da Cadorago una storia che riguarda tutti

I cedri di Cadorago. Immagini tratte dal web

La vicenda dei sei cedri secolari abbattuti davanti alla scuola primaria di Cadorago non riguarda soltanto quel Comune del comasco. È una storia che merita di essere raccontata perché dimostra come cittadini informati e determinati possano trasformare una vicenda locale in una questione di interesse nazionale. Purtroppo gli alberi non ci sono più. L'abbattimento è stato eseguito nei giorni scorsi, nonostante le richieste di sospendere i lavori per approfondire possibili alternative. Ma sarebbe un errore considerare questa una sconfitta totale. Da questa esperienza emerge infatti un insegnamento prezioso per tutte le comunità che si trovano a difendere il proprio patrimonio arboreo.

Tutto è nato quando un gruppo di cittadini ha deciso di non limitarsi all'indignazione. È nato così il Comitato Cedri Sonori, che ha scelto di studiare la documentazione tecnica, coinvolgere esperti e chiedere trasparenza all'amministrazione comunale. Il punto centrale della loro iniziativa è stato proprio questo: basarsi sui documenti. Secondo quanto sostenuto dal Comitato, la stessa perizia fitostatica commissionata dal Comune non avrebbe indicato come necessaria l'eliminazione degli alberi. Per gli esemplari classificati in classe C sarebbero stati previsti monitoraggi periodici e interventi arboricolturali per ridurne la pericolosità, mentre l'abbattimento sarebbe stato riservato ai casi di classe D, caratterizzati da una situazione di rischio estremo. Per questo i cittadini hanno chiesto non di impedire qualsiasi intervento, ma di sospendere l'abbattimento e aprire un confronto pubblico e trasparente con tecnici e amministrazione. Le loro richieste non sono però state accolte. L'ordinanza comunale è stata eseguita e i sei grandi cedri sono stati abbattuti.

Le immagini dei tronchi a terra hanno suscitato un'ondata di emozione. Molti abitanti hanno ricordato quei cedri come parte della propria infanzia: gli intervalli trascorsi all'ombra delle loro chiome, il profumo della resina, il vento tra i rami, la frescura che proteggeva la scuola durante l'estate. Sono testimonianze che ricordano una verità spesso dimenticata: gli alberi monumentali non sono semplicemente elementi del verde urbano. Sono luoghi della memoria collettiva, parte integrante del paesaggio e dell'identità di una comunità.

Ma la storia non si è fermata con il taglio degli alberi. Il Comitato ha deciso di proseguire il proprio lavoro coinvolgendo l'Associazione ONDA – Organismo Nazionale Difesa Alberi, che ha trasmesso al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste una segnalazione corredata da una perizia agronomica indipendente redatta dal dottor Daniele Regondi. Ed è qui che arriva la notizia più importante. 

La lettera del Ministero

Con una comunicazione ufficiale, il Ministero ha preso formalmente in carico la vicenda, chiedendo al Comune di Cadorago di trasmettere tutti gli elementi utili per chiarire quanto accaduto. Gli atti sono stati inviati anche alla Regione Lombardia e ai Carabinieri Forestali per gli accertamenti di rispettiva competenza. Non significa che gli alberi torneranno. Purtroppo questo non è possibile. Significa però che il lavoro dei cittadini ha ottenuto un risultato fondamentale: portare una vicenda locale all'attenzione delle istituzioni nazionali e chiedere che venga verificato se tutte le decisioni siano state assunte nel modo corretto. È forse questo l'aspetto più interessante dell'intera vicenda. Troppo spesso, quando un'amministrazione decide di abbattere alberi, si dà per scontato che non esistano alternative o che ormai sia inutile intervenire. L'esperienza di Cadorago dimostra invece che i cittadini possono svolgere un ruolo importante se scelgono la strada dell'approfondimento, della documentazione e del confronto tecnico. Studiare le perizie, farle valutare da professionisti indipendenti, rendere pubblici i documenti, informare la cittadinanza, coinvolgere le associazioni e gli organi competenti: sono strumenti democratici che possono fare la differenza. Non sempre riusciranno a salvare gli alberi. A Cadorago non è stato possibile. Ma possono contribuire a creare una maggiore consapevolezza, a migliorare la qualità delle decisioni pubbliche e, soprattutto, a fare in modo che in futuro situazioni analoghe vengano affrontate con più trasparenza e con una reale valutazione di tutte le possibili alternative all'abbattimento. Per questo la storia dei Cedri Sonori va oltre i confini di Cadorago. È un'esperienza che può essere utile ovunque. Anche da noi in Brianza, dove troppo spesso il patrimonio arboreo viene considerato un ostacolo anziché una ricchezza da tutelare.

sabato 28 marzo 2026

Verde urbano a Seregno: tra nuove piantumazioni e alberi abbattuti


Il tema del verde urbano è tornato al centro dell’attenzione a Seregno, dopo un intervento del sindaco Alberto Rossi sulla propria pagina Facebook. Il post, pubblicato in concomitanza con episodi di forte vento, prova a tenere insieme due aspetti spesso percepiti come contrapposti: la sicurezza e la tutela del patrimonio arboreo.

Il sindaco parte da un punto sensibile, quello degli abbattimenti, sottolineando come ogni intervento venga effettuato sulla base di perizie agronomiche e con l’obiettivo di prevenire rischi, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse. “Ogni albero abbattuto è un dispiacere”, scrive Rossi, ribadendo però la necessità di intervenire su piante morte o malate.

Accanto a questo, l’amministrazione mette in evidenza l’attività di piantumazione: 210 nuove piante messe a dimora nelle ultime settimane in diverse zone della città, tra parchi, scuole e strade, per un investimento di circa 70 mila euro. Il messaggio conclusivo è chiaro: “Tagliare quando serve, ma soprattutto piantare, rigenerare, far crescere”.

Un’impostazione che, almeno nei principi, trova il nostro consenso: intervenire quando non ci sono alternative e, al tempo stesso, investire sul verde. Tuttavia, il dibattito sul tema è più ampio e complesso, e non si esaurisce nel semplice equilibrio tra abbattimenti e nuove piantumazioni.

Uno dei punti più discussi riguarda proprio il rapporto tra alberi abbattuti e alberi piantati. Nel post del sindaco vengono forniti dati dettagliati sulle nuove messe a dimora, ma non sul numero delle piante rimosse. Un elemento che è importante per valutare in modo completo le politiche sul verde.

C’è poi una questione di natura qualitativa, oltre che quantitativa. Come sottolineano molti esperti, non tutti gli alberi hanno lo stesso valore. Un albero adulto, con decenni di crescita alle spalle, svolge funzioni ecosistemiche – dall’assorbimento di CO₂ alla regolazione del microclima, fino al supporto alla biodiversità – che una pianta giovane non può garantire nel breve periodo.

Su questo punto è particolarmente netto Daniele Zanzi, agronomo di fama internazionale ed esperto di alberi monumentali. In una recente intervista ha evidenziato come la sostituzione di alberi maturi con nuove piantumazioni non sia, di per sé, una compensazione equivalente: il valore ecosistemico di una pianta adulta è “nettamente superiore” rispetto a quello di un giovane albero.

Zanzi richiama, a questo proposito, anche una stima del professor William Moomaw: per compensare il valore di un solo albero abbattuto di circa 80 anni di vita, sarebbe necessario mettere a dimora oltre 3000 nuove piante con una circonferenza del tronco non inferiore a 14 centimetri, in modo da garantire fin da subito una funzione fotosintetica significativa.

Zanzi richiama anche l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: ogni albero non è un elemento isolato, ma un piccolo ecosistema che ospita fauna, funghi e microrganismi. La sua rimozione comporta quindi una perdita più ampia rispetto alla sola pianta.

Un altro tema riguarda la gestione del rischio. Secondo l’agronomo, il pericolo di caduta spontanea degli alberi è generalmente molto basso, mentre una parte significativa degli incidenti sarebbe legata a manutenzioni non corrette o a danni all’apparato radicale causati da interventi umani. Da qui l’invito a puntare maggiormente sulla cura e sulla gestione corretta del patrimonio esistente.

Questo non significa negare la necessità degli abbattimenti in presenza di situazioni di reale pericolo, ma piuttosto inserirli in una visione più ampia, che privilegi – quando possibile – la conservazione e la cura delle piante mature.

Il punto di incontro tra queste diverse posizioni sembra emergere proprio nella frase conclusiva del sindaco: intervenire quando necessario, ma soprattutto investire nella crescita del verde. Una sintesi che, per essere pienamente efficace, richiede però trasparenza sui dati complessivi (abbattimenti e nuove piantumazioni) e una riflessione più approfondita sul valore del patrimonio arboreo esistente.

Perché, se è vero che piantare nuovi alberi è fondamentale per il futuro, è altrettanto vero che il verde urbano è fatto anche – e soprattutto – di ciò che è già cresciuto nel tempo. E che, proprio per questo, rappresenta una risorsa difficile da sostituire.

lunedì 18 agosto 2025

Seregno. Alberi in lutto: abbattimenti nel viale del Cimitero


Abbiamo ricevuto da una nostra lettrice la segnalazione di un taglio di alberi nel viale del Cimitero.


Dalle foto ricevute sembra che alcune piante fossero sane per cui non risulta chiaro il motivo dell’abbattimento.


Dai commenti pubblicati qualche giorno fa sulla pagina Facebook del Comune si legge che "in viale Cimitero ci sono quattro alberi secchi da rimuovere e che la loro rimozione è già programmata."


Non è noto, al momento, se sia prevista una nuova piantumazione per sostituire gli alberi rimossi.


📸 Condividiamo comunque le immagini ricevute dalla lettrice, che ringraziamo per la segnalazione.  

mercoledì 12 febbraio 2025

WWF Insubria lancia una petizione per salvare gli alberi a bordo strada


Il WWF Insubria ha recentemente avviato una petizione dal titolo "Giù le mani dagli alberi a bordo strada (ma giù le mani anche da tutti gli altri alberi)" con l'obiettivo di fermare gli abbattimenti ingiustificati di alberi lungo le strade. L'iniziativa mira a raccogliere almeno 1.000 firme per sensibilizzare le autorità e chiedere il rispetto della normativa vigente.

Alla base della questione vi è un’errata interpretazione dell’articolo 16 del Codice della Strada, che stabilisce il divieto di piantumazione di alberi lateralmente alle strade al di fuori dei centri abitati. Tuttavia, il Decreto del Ministero n. 3/2014 chiarisce esplicitamente che tale norma non si applica agli alberi già presenti prima dell’entrata in vigore del Codice della Strada. Non esiste, dunque, alcun obbligo di abbattere queste piante, eppure, in molte province e comuni, così come da parte dell’ANAS, vengono adottati provvedimenti che risultano illegittimi e dannosi per l’ambiente.

Gli alberi svolgono un ruolo fondamentale nella tutela del paesaggio, nel mantenimento della biodiversità e nella qualità dell’aria. Per questo motivo, WWF Insubria invita tutti i cittadini a mobilitarsi per la loro salvaguardia, firmando la petizione e diffondendo l’appello. Ogni firma rappresenta un passo in più verso la protezione di questo prezioso patrimonio naturale.

Chiunque voglia sostenere l’iniziativa può farlo firmando la petizione al seguente link: https://chng.it/YrWMqVsYTx.

La difesa degli alberi è una responsabilità collettiva: aderire alla petizione significa contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto delle leggi esistenti. Un piccolo gesto può fare la differenza!

giovedì 16 gennaio 2025

Legambiente Seregno lancia una petizione per salvare le alberature: "Diamo voce a chi non ha voce"


Lorenzo Rota, vicepresidente di Legambiente Seregno, ha presentato la petizione online per la tutela del verde pubblico con queste parole: 


"Abbiamo osservato con preoccupazione le potature drastiche effettuate sui tigli di via Wagner e in altre zone del nostro comune. Questi interventi hanno compromesso gravemente la salute degli alberi, lasciandoli in uno stato irreversibile e rendendoli più vulnerabili a malattie e altri problemi. Gli alberi sani sono fondamentali per produrre ossigeno, assorbire CO2, mitigare il calore e ridurre l'inquinamento atmosferico. Azioni così brutali non solo minacciano la biodiversità, ma amplificano il rischio di 'isole di calore', rendendo Seregno più esposta ai cambiamenti climatici.

Per noi questa è una priorità. È necessario che l’ente responsabile della gestione del verde a Seregno adotti interventi più consapevoli e rispettosi. Non vogliamo che ciò che è accaduto ai tigli si ripeta su altre alberature: le conseguenze per l'ambiente e per la comunità sarebbero gravi.

Chiediamo interventi più attenti e responsabili, che tutelino la salute degli alberi e l'equilibrio del nostro ecosistema. Basta con le potature drastiche e ingiustificate: lavoriamo insieme per costruire un futuro più verde per Seregno. Firma la petizione per richiedere una gestione più sostenibile delle aree verdi."



Firma la petizione qui

venerdì 10 gennaio 2025

Il costo dell’efficienza: potature troppo frequenti e invasive a Seregno


In seguito ai recenti interventi di potatura eseguiti dall’amministrazione comunale di Seregno e alle critiche sollevate da Legambiente Seregno, Il Giornale di Seregno del 7 gennaio ha pubblicato un articolo con la replica dell’amministrazione comunale. Analizziamo le scelte operative del Comune alla luce degli standard internazionali definiti dal progetto TeST - Technical Standards in Tree Work.


Per scaricare il manuale cliccare qui.

Tecnica impiegata e frequenza degli interventi.
Il Comune ha dichiarato che le potature eseguite sono "una tecnica possibile e ampiamente praticata", giustificandole con esigenze di sicurezza e con la necessità di programmare interventi ogni 3-4 anni. Tuttavia, secondo gli standard TeST, l’intervallo ideale per la potatura di alberi maturi dovrebbe variare tra 5 e 10 anni, salvo necessità specifiche (ad esempio la rimozione di legno morto o la gestione di rami problematici). Interventi più frequenti potrebbero riflettere una gestione poco sostenibile a lungo termine.

Potatura strutturale di un albero maturo (immagine tratta dal manuale citato)

Inoltre, gli standard sottolineano che l’obiettivo principale della potatura è mantenere la chioma il più possibile vicina alla forma naturale dell’albero, garantendone stabilità e minimizzando i rischi. Queste priorità sembrano non essere state rispettate nei filari lungo le strade cittadine, dove l’intervento ha alterato significativamente la struttura naturale degli alberi.

Dimensioni delle ferite da potatura. Gli standard TeST stabiliscono che le ferite da potatura non dovrebbero superare i 10 cm di diametro (5 cm per specie con debole compartimentazione). Il Comune non ha fornito dettagli su questo aspetto, ma il riferimento a tecniche “dirette” potrebbe suggerire l’uso di tagli più invasivi, con potenziali conseguenze negative per la salute e la stabilità a lungo termine degli alberi.

Intensità degli interventi. Gli standard raccomandano di limitare la rimozione della superficie fogliare al 10% per evitare stress fisiologico agli alberi. Nella replica comunale non viene specificata la quantità di chioma rimossa, ma l’adozione di potature triennali o quadriennali potrebbe implicare interventi più intensivi per garantirne la durata. Questo approccio sembra contraddire la necessità di preservare la capacità fotosintetica degli alberi e ridurre al minimo le ferite.

Periodo di esecuzione. Gli standard TeST indicano il periodo di riposo vegetativo come accettabile per effettuare potature. L’intervento del Comune è stato eseguito in inverno, durante il riposo vegetativo.

Monitoraggio dell’habitat e salvaguardia. Un principio fondamentale degli standard TeST è il monitoraggio della presenza di specie protette e l’adozione di misure per salvaguardare l’habitat circostante. La replica del Comune non menziona alcuna valutazione o intervento a tutela della fauna o flora che potrebbe abitare gli alberi potati. Questo aspetto è particolarmente rilevante in contesti urbani, dove alberi maturi possono rappresentare habitat preziosi per uccelli, insetti e altre specie.
 

Le potature effettuate dal Comune di Seregno sembrano non allinearsi con diversi principi chiave del progetto TeST:

  • Frequenza e intensità: Interventi triennali o quadriennali, se troppo invasivi, non rispettano gli standard sull’intervallo temporale e sul limite di rimozione della superficie fogliare.
  • Dimensioni delle ferite: Non è chiaro se siano stati rispettati i limiti sui diametri massimi dei tagli.
  • Monitoraggio ambientale: Non si fa menzione di controlli su habitat e specie protette.

Per garantire una gestione del patrimonio arboreo più sostenibile e rispettosa dell’ecosistema urbano, sarebbe opportuno adottare pratiche in linea con gli standard TeST. Interventi meno invasivi e pianificati con maggiore attenzione non solo migliorerebbero la salute e la stabilità degli alberi, ma offrirebbero anche risposte più solide alle preoccupazioni sollevate da Legambiente Seregno.

martedì 7 gennaio 2025

Un semplice esempio per migliorare la gestione del verde a Seregno


Una lettera indirizzata al nostro blog porta alla luce un tema cruciale per la nostra città: la gestione del verde urbano e il coinvolgimento dei cittadini. L’autore, che preferisce rimanere anonimo, ha condiviso una riflessione basata su esperienze internazionali e propone soluzioni innovative per Seregno.

«Sto seguendo attentamente le pubblicazioni di questo blog, soprattutto in merito alla salute e al verde della città di Seregno. Avendo conosciuto in Europa e fuori Europa varie città e la loro gestione del verde arboreo, posso dire che Seregno, nonostante tutta la buona volontà dichiarata, si trova in una situazione drammatica», scrive l’autore.

Nonostante eviti di esprimere giudizi diretti sull’operato dell’amministrazione cittadina, l’autore sottolinea una carenza significativa: «Il concetto di informazione e partecipazione nel merito è praticamente inesistente, e il servizio denominato ‘Tel disi mi’ è solo un buon servizio di sole segnalazioni e niente di più».

Mappa degli alberi delle strade di Washington DC - La "Urban Forestry Division" è custode dei circa 145.000 alberi di strada di Washington DC e ha creato questa mappa per aiutare il pubblico a comprendere la foresta che li circonda.
Gli alberi sono mostrati come cerchi verdi, dimensionati in base al loro diametro. Gli spazi aperti degli alberi sono mostrati come cerchi blu.

L’autore suggerisce di guardare a esempi internazionali per migliorare la gestione del verde pubblico e coinvolgere i cittadini: «Esistono vari ottimi programmi interattivi e sistemi digitali di gestione e programmazione del verde arboreo. Tra questi, riporto come esempio semplice ed efficace quello adottato dalla Municipalità di Washington DC: D.C. Street Trees Map

Questa piattaforma interattiva consente ai cittadini di:

  • Conoscere l’ubicazione di ciascun albero sul territorio tramite mappe web;
  • Verificare le condizioni degli alberi e sapere quali saranno rimossi o piantumati;
  • Scoprire quali alberi saranno i primi a fiorire in primavera o quali sono storici e commemorativi.


Mappa degli alberi delle strade di Washington DC - Ingrandendo un'area e cliccando sugli alberi che interessano apparirà una finestra popup che fornirà dettagli come nome comune e scientifico, dimensioni e condizioni.

L’autore non si riferisce a sistemi esclusivamente interni agli uffici comunali, ma a strumenti interattivi per promuovere la partecipazione della cittadinanza. Propone di avviare un progetto pilota: «Non si potrebbe, a titolo sperimentale, cominciare a mappare e predisporre il servizio digitale solo per la fascia alberata di via Wagner?»

Un progetto di questo tipo non solo migliorerebbe la trasparenza nella gestione del verde pubblico, ma favorirebbe anche una maggiore consapevolezza e partecipazione dei cittadini alla cura dell’ambiente urbano.

L’autore aggiunge che un sistema comunicativo basato su mappe web potrebbe essere applicato anche ad altri ambiti: «Lo stesso schema comunicativo potrebbe essere utilizzato anche per i lavori pubblici». Una gestione digitale e interattiva potrebbe rendere più semplice per i cittadini seguire lo stato dei cantieri e dei progetti infrastrutturali.

Pagina web del Comune di Seregno dedicata al Parco GruBrìa. Consultata il 7/1/2025


La lettera si conclude con una segnalazione puntuale: «Nel sito del Comune di Seregno, nella sezione dedicata al Parco GruBria, è riportata la foto della chiesa del Ceredo di Seregno, che non è per niente pertinente». Un dettaglio apparentemente minore, ma indicativo di quanto sia importante prestare attenzione alla precisione delle informazioni pubbliche.

L’intervento ricevuto rappresenta uno stimolo prezioso per riflettere sulla gestione del verde urbano e sull’importanza di coinvolgere i cittadini in modo attivo. L’adozione di strumenti interattivi come quelli suggeriti potrebbe rappresentare un passo avanti verso una città più verde, trasparente e partecipata.

Seregno saprà cogliere questa opportunità?

 

sabato 4 gennaio 2025

La giunta di Seregno risolve il problema del verde pubblico... eliminandolo?


Quarant'anni fa, sulle pagine del periodico mensile "Città, società e territorio", che copriva i comuni di Nova, Desio e Seregno, compariva un articolo intitolato: "La giunta di Seregno risolve il problema del verde pubblico... eliminandolo?". Era il 1985, e l'articolo, pubblicato a pagina 3, denunciava interventi controversi sul patrimonio verde della città. Oggi, a distanza di quattro decenni, ci troviamo costretti a riproporre lo stesso titolo, perché sembra che poco sia cambiato.


Recentemente, la città è stata teatro di una serie di potature radicali che hanno suscitato indignazione tra i cittadini e le associazioni ambientaliste. Nonostante le proteste, le operazioni sono proseguite sollevando perplessità non solo sulla loro necessità ma anche sulla loro esecuzione. Il locale circolo di Legambiente ha lanciato l'allarme, ripreso da questo blog e dalla stampa locale, chiedendo un intervento per fermare quella che definisce una "devastazione".

La notizia ripresa da "Il Cittadino" di sabato 4 gennaio 2025

Antonello Dell'Orto, rappresentante di Legambiente Seregno, ha segnalato le aree interessate da queste potature, che non si sono limitate ai tigli di via Wagner ma hanno coinvolto anche via Cadore, via San Vitale, via allo Stadio e via Stoppani. Secondo Dell'Orto, le potature non solo hanno eliminato rami e foglie, ma hanno privato la città di migliaia di tonnellate di ossigeno che il patrimonio arboreo avrebbe generato nei prossimi anni. “Peccato che le milioni di foglie che ci avrebbero dato ossigeno non torneranno in vita con le parole,” ha dichiarato amaramente.


Di fronte a questa situazione, Legambiente propone di organizzare una class action contro gli interventi attuali, con l’obiettivo di evitare che episodi simili possano ripetersi. Dell'Orto invita tutti i cittadini indignati a unirsi alla causa e a contattare l'associazione scrivendo a info@legambienteseregno.it.

Nel frattempo, per chi volesse approfondire, ripubblichiamo nel box sottostante ampi stralci dell'articolo originale di 40 anni fa, che mostra come il problema della gestione del verde pubblico a Seregno abbia radici profonde. Purtroppo, la storia sembra ripetersi, lasciando aperta una domanda: cosa occorre per cambiare davvero?

Stralci dall'articolo pubblicato da "Città, società e territorio", n. 28, anno IV, aprile 1985


"Sono necessari 25 metri quadri di area fogliare, quella di un piccolo alberello, per fornire a un uomo il suo fabbisogno di ossigeno. E questa è solo una delle ragioni che giustificano, anzi rendono indispensabile, la presenza di spazi verdi nelle aree urbane ed extraurbane. Gli interventi che le amministrazioni comunali, provinciali e regionali devono mettere in preventivo e attuare, per mantenere e ampliare il patrimonio botanico, sono essenzialmente tre: un intervento di manutenzione e cura degli impianti arborei esistenti; uno di sostituzione degli esemplari malati, vecchi o divenuti nel frattempo pericolosi e dannosi; infine un intervento che garantisca l’ulteriore sviluppo del verde esistente."

"L'errore comune è di intervenire troppo tardi, quando la pianta è ormai minata in profondità e non resta altra scelta se non una mutilazione estesa o l’abbattimento. Soltanto un continuo servizio di sorveglianza preventiva garantirebbe interventi tempestivi che produrrebbero il duplice vantaggio di salvare la piante e di risparmiare sui costi di lunghe e spesso inutili cure."

"La miopia dell’amministratore pubblico è evidente. Difatti la capitozzatura (che consiste nell’asportazione totale della chioma) aggrava le condizioni di sopravvivenza della pianta, indebolendola ed esponendola all’attacco di parassiti e di funghi che in breve tempo arrivano a distruggerla completamente."
(Filippo Cerrina, da Gardenia)

martedì 31 dicembre 2024

Seregno e il Piano Clima al contrario: l'ennesima ferita al verde urbano


Lo scorso giugno, il sindaco di Seregno aveva presentato la bozza del Piano Clima, un progetto che si proponeva di contrastare la calura estiva e migliorare la vivibilità urbana attraverso interventi mirati, tra cui la piantumazione di nuovi alberi. Tuttavia, le recenti azioni dell'amministrazione sembrano andare in una direzione opposta, come denuncia Antonello Dell'Orto, figura di spicco di Legambiente Seregno e da sempre attento alla tutela del verde.

Dell'Orto è intervenuto con dure parole per condannare l'ennesima potatura aggressiva che ha colpito i tigli di via Wagner, definendola uno "scempio" che lascia spazio solo a "lacrime e rabbia". Nella sua denuncia, pubblicata nella chat di Legambiente a poche ore dalla fine dell'anno, sottolinea l'amarezza di chi lotta per un rapporto più equilibrato tra la natura e la città.


"Avremmo voluto auguraci un fine 2024 ed inizio 2025 all'insegna della speranza per un miglior rapporto con la Natura in città, ma purtroppo proprio nell'ultimo giorno dell'anno registriamo questo scempio che sta avvenendo a danno dei bellissimi tigli di via Wagner a Seregno"
, scrive Dell'Orto, evidenziando come l'intervento rappresenti "una ferita irreparabile inferta a questi poveri esseri viventi che hanno solo la colpa di darci ossigeno, un po' di ombra nelle estati torride e nascondere un po' il cemento e l'asfalto imperante".


La critica di Dell'Orto si estende all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Rossi, definita "la peggiore di sempre nella storia di Seregno per la gestione del verde pubblico". In particolare, accusa l'amministrazione di decisioni errate che continuano a infliggere danni al patrimonio arboreo della città.

Questa potatura, come molte altre denunciate in passato da Legambiente e cittadini sensibili al tema, pone interrogativi sulla coerenza tra le politiche dichiarate e quelle realmente attuate. Se piantare alberi è una delle priorità dichiarate per combattere le isole di calore urbane, azioni come queste rischiano di vanificare qualsiasi progresso.


Conclude Dell'Orto: "Con amarezza diciamo grazie all'ennesimo sbaglio più o meno voluto dell'Amministrazione Rossi". L'appello è chiaro: riflettere sul valore delle piante urbane e fermare queste operazioni prima che il verde cittadino subisca danni irreparabili.

 

Rassegna stampa

Il Giornale di Seregno, 7 gennaio 2025

 

domenica 1 settembre 2024

Legambiente Seregno: "La tutela delle alberature urbane è un dovere: un altro danno alle radici delle piante in via Wagner"


Il Circolo Legambiente di Seregno, da sempre in prima linea nella protezione del verde urbano, lancia un nuovo allarme. Ancora una volta, interventi poco attenti minacciano la salute delle alberature cittadine. In particolare, l'attenzione dell'associazione si è concentrata sui lavori attualmente in corso in via Wagner, dove un'impresa sta realizzando scavi per la posa di tubature destinate ai sottoservizi.

Alcune radici tagliate e abbandonate nell'area di cantiere. Foto Legambiente Seregno

Secondo quanto riportato da Antonello Dell'Orto, storico esponente dell'associazione ambientalista, lo scavo è stato effettuato in prossimità dei tronchi degli alberi, con il risultato che diverse radici sono state recise e lasciate esposte sul terreno. "Queste sono le radici degli alberi che sono state tagliate dalle ruspe nello scavo di via Wagner per posare dei tubi neri corrugati," ha dichiarato Dell'Orto. "Ovviamente, questo rappresenta un danno strutturale alla pianta che è nel suo sedime naturale, deciso dalla pianificazione urbanistica. La sede di passaggio dei sottoservizi dovrebbe essere la strada, non le aiuole a verde, quel poco che c'è peraltro. Non sappiamo chi ha deciso di far passare qui i sottoservizi danneggiando le piante... magari poi sono gli stessi che le fanno abbattere, inneggiando alla sicurezza e al pericolo di caduta." Con amarezza, Dell'Orto prosegue: "Provassero loro a farsi tagliare un piede e a cercare di rimanere in piedi! Decine di piante ad alto fusto di via Wagner sono state danneggiate in questo modo! Chiediamo all'amministrazione comunale di prendere immediati provvedimenti e ci riserviamo future azioni per la tutela del verde e per far cessare queste pratiche."

In un periodo in cui si parla tanto di cambiamento climatico e delle misure necessarie per contrastarlo, il Comune di Seregno ha lanciato un Piano Clima che prevede la piantumazione di nuove alberature in città. Tuttavia, come giustamente sottolinea il Circolo Legambiente, prima di piantare nuovi alberi è fondamentale proteggere quelli già esistenti. Un principio che appare tanto ovvio quanto spesso ignorato.


Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ribadisce che "si parla tanto di alberi, di gestione del verde, ma pochi conoscono le caratteristiche di un apparato radicale. Le radici di una pianta hanno il compito di ancorare l’esemplare al terreno e di captare l’acqua e i sali minerali. Sono quindi una parte essenziale per la sopravvivenza e per la stabilità della pianta e, come tale, vanno rispettate scrupolosamente."


Francesco Ferrini, esperto in materia, conferma su AboutPlants.eu che "il rispetto della Zona Critica Radicale (CRZ) della pianta è fondamentale in ogni tipo di intervento. È estremamente pericoloso lavorare sull’apparato radicale in prossimità del tronco dell’albero, eliminando radici portanti e provocando squilibri nella pianta. La CRZ può essere definita come la zona rossa intorno all’albero, che non va mai toccata, dove si trovano le radici fondamentali per la salute e la stabilità. La buona progettazione dovrebbe sempre prevedere aiuole ampie, con terreni profondi e ben lavorati, in cui l’apparato radicale possa svilupparsi liberamente e senza ostacoli, e dove ci sia il massimo rispetto della Zona Critica Radicale."


Sempre Antonello Dell'Orto aggiunge: "L'idea che si possa risparmiare passando con i sottoservizi nelle aiuole, anziché in sede stradale, si rivela spesso un errore fatale, sia per la salute delle piante sia per i costi futuri. I danni causati alle radici possono, infatti, tradursi in spese maggiori nel tempo, sia per eventuali interventi di cura, sia per l'abbattimento di alberi ormai compromessi."

In via Wagner, lo scavo ha interessato un lungo tratto della strada, e la preoccupazione è che il danno alle piante sia esteso e irreparabile. Di fronte a questa situazione, l'indignazione di Legambiente è pienamente giustificata, e ci auguriamo che le autorità competenti intervengano rapidamente per porre rimedio.

Il verde urbano non è solo un elemento decorativo, ma un patrimonio comune che contribuisce alla qualità della vita e alla sostenibilità ambientale. Proteggerlo dovrebbe essere una priorità per tutti.

giovedì 4 luglio 2024

Il futuro degli alberi urbani a Seregno: le ragioni del sindaco Rossi e le nostre osservazioni

Gli olmi di via Parini prima del taglio

La pubblicazione del nostro post riguardante l'abbattimento degli olmi di via Parini (leggi qui) ha attirato molta attenzione ed è stata ripresa da diversi canali social. Alberto Rossi, Sindaco di Seregno, ci ha scritto per spiegare le ragioni di tale intervento. Lo ringraziamo per questo e ci auguriamo che, come ha già dimostrato in passato, sappia cogliere gli aspetti positivi di questo confronto e "guardare alla problematica complessivamente". Al termine del suo intervento, pubblichiamo alcune nostre riflessioni.

 

La gestione del patrimonio arboreo a Seregno: le motivazioni dell'amministrazione comunale 

 

L'area di via Parini dopo il taglio degli olmi

di Alberto Rossi, Sindaco di Seregno
 

So bene che ad ogni abbattimento di alberature, si rinnovano proteste di persone con spiccata sensibilità ambientalista, come quelle da voi citate. Credo sia necessario, però, guardare alla problematica complessivamente. A Seregno gli alberi di proprietà pubblica sono circa 11 mila, solo considerando i parchi urbani e i filari (poi ci sono le fasce boscate, dove solo nell’ultimo biennio abbiamo impiantato quasi 5000 nuovi esemplari). Un patrimonio così ampio comporta, inevitabilmente, una manutenzione periodica, fatta di nuove piantumazioni (che in questi anni sono state regolarmente effettuate) e fatta, purtroppo, anche di abbattimenti. Che, fisiologicamente, riguardano poche decine di alberi all’anno.

Gli alberi, infatti, non sono eterni: qualche volta si ammalano e diventano pericolanti. Qualche volta portano insetti. E qualche volta raggiungono dimensioni che non sono più compatibili con la loro collocazione, magari perché la loro chioma danneggia i tetti delle case o magari perché l’apparato radicale (come quello degli olmi di via Parini, intervento di cui parliamo da due anni almeno) intercetta pericolosamente la rete dei sottoservizi, fino ad invadere le proprietà laterali. E poi abbiamo diversi alberi ormai irrimediabilmente secchi. In questi casi, è fisiologico l’abbattimento. Che è una scelta sempre complessa, ma mai immotivata. Rimane poi il tema rispetto al reimpianto nelle aree urbane, su cui rinnoviamo l’impegno e concentreremo risorse nei prossimi anni.


Gli olmi di via Parini: perché il loro valore non va sottovalutato
 
Immagine tratta dal Piano Clima del Comune di Seregno

Gentile Sindaco Rossi,

La ringraziamo per le spiegazioni fornite e per l’impegno preso riguardo al reimpianto delle alberature in ambito urbano. Tuttavia, nel caso specifico degli olmi di via Parini, ci sembra che non si sia tenuto sufficientemente conto dei benefici che tali alberi portavano agli abitanti di quel rione e, più in generale, alla nostra città.

Come lei ben sa, gli alberi sono cruciali per contrastare il fenomeno globale delle "isole di calore": un singolo albero può fornire un refrigerio pari a quello prodotto da cinque condizionatori. Oltre a questo, gli alberi contribuiscono a ridurre gli inquinanti atmosferici, immagazzinano CO2, conservano l'acqua piovana e favoriscono la biodiversità. Sono elementi vitali per la salute del nostro ambiente urbano e per il benessere dei cittadini.

Il posizionamento degli elementi vegetali nelle strutture urbane può facilitare o inibire la separazione tra gli effetti microclimatici e di inquinamento (fonte: Scudo, 2003)

Inoltre, non sembra ci fossero urgenze stringenti, dato che l'intervento era stato discusso per almeno due anni. Pertanto, ci chiediamo se non fosse stato possibile posticipare l'abbattimento a settembre, dopo la stagione riproduttiva degli uccelli, per minimizzare l'impatto sulla fauna locale.

Auspichiamo che in futuro vengano considerati non solo i problemi manutentivi, ma anche i grandi vantaggi che gli alberi offrono.

lunedì 1 luglio 2024

Abbattimento di alberi a Seregno: l'indignazione dei volontari di Legambiente


Il taglio degli alberi in via Parini

La stessa area... a fine lavori

La scorsa settimana a Seregno, lungo via Parini, sono stati abbattuti diversi olmi. L'azione, che ha colto di sorpresa diversi cittadini, non è stata preceduta da una adeguata informazione preventiva da parte dell'amministrazione comunale, suscitando indignazione.

I cittadini hanno subito espresso il loro disappunto, rivolgendosi al locale circolo di Legambiente, che da tempo critica le modalità di potatura e abbattimento degli alberi adottate dall'amministrazione comunale. Una cittadina ha condiviso la sua esperienza: "Mi hanno detto che sono alberi vetusti e che con le radici hanno avuto questioni con i condomini adiacenti. I tecnici rispondono che loro fanno il loro lavoro e che bisogna rivolgersi agli amministratori comunali."

La questione ha sollevato interrogativi anche legali: "Vi chiedo se ci siano strade anche legali per fermare questo scempio. Il nostro Sindaco ci toglie il verde, i nostri polmoni naturali per cui ogni amministrazione minimamente oculata invece si batte per la salvaguardia."

Antonello Dell'Orto, storico volontario del circolo ambientalista, ha espresso il suo parere: "Credo che tutte le persone che hanno capito dove sta andando il cambiamento climatico non possono che essere d'accordo con voi. Sarebbe importante che l'amministrazione ricevesse altre sollecitazioni oltre a quelle di Legambiente che non manca di puntualizzare ad ogni necessità."

Un'altra cittadina ha sollevato un problema riguardante l'urgenza dell'intervento: "Alberi bellissimi e chissà che fine avranno fatto i nidi. Magari a settembre i nidi erano già stati lasciati e i pulcini svezzati. Se proprio era necessario.... potevano abbatterli in inverno."

Amaro il commento di una cittadina proveniente da Sesto San Giovanni: "Sono cresciuta in mezzo al cemento, decenni di barbarie senza un briciolo di attenzione verso questo tema, ma i tempi sono cambiati, una cosa del genere è inammissibile. Non può continuare a passare sotto silenzio."

L'indignazione espressa dai cittadini potrebbe essere considerata eccessiva da alcuni, ma secondo il sito "Fondo Forestale Italiano", tutti sono consapevoli che un albero che cresce in città necessita di manutenzione e non può essere lasciato cadere a terra. Tuttavia, si riconosce che il rischio considerato non è solo quello legato alla sicurezza dei cittadini, ma anche alla responsabilità degli amministratori e dei dirigenti nell'affrontare decisioni complesse riguardanti il verde urbano. Questa politica di rimuovere gli alberi per gestire meglio le responsabilità può sollevare preoccupazioni sulla gestione complessiva del verde urbano.

Il problema delle potature e abbattimenti nel periodo riproduttivo degli uccelli è stato affrontato anche dalla Lipu-BirdLife Italia, che ha inviato un appello al presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) chiedendo il divieto di effettuare abbattimenti e potature tra il 1° di marzo e il 30 agosto, ossia durante il periodo di riproduzione degli uccelli. "Tali interventi - si legge nella lettera - oltre a causare il danneggiamento e la destabilizzazione delle piante, distruggono direttamente i nidi dell’avifauna."

L'Ispra ha ribadito la necessità di evitare tagli durante il periodo riproduttivo degli uccelli in un parere espresso nell’ottobre 2021. Inoltre, il Decreto del ministero della Transizione ecologica del 10 marzo 2020 sui criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico impone il rispetto della fauna e una manutenzione del patrimonio arboreo garantita da personale competente e in periodi che non arrechino danni alla pianta e disturbo alla fauna.

lunedì 25 marzo 2024

Meda, la città degli alberi perduti


Il WWF Lombardia ha espresso sarcasmo nel commentare le recenti iniziative ambientali del Comune di Meda. Durante il fine settimana, i Volontari del WWF, in collaborazione con varie organizzazioni locali, hanno messo a dimora alcuni alberi nell'area della Valle dei Mulini. Tuttavia, questa azione è stata rapidamente oscurata dalla notizia dell'imminente abbattimento di 10 grandi pini, che saranno "compensati" con giovani lecci. Il WWF ha sottolineato l'assurdità di questo "equilibrio", ricordando gli alberi abbattuti in passato che non sono mai stati sostituiti, come i 12 tigli di via Seveso e i 2 maestosi platani di Via Trieste.

Con un tocco di sarcasmo, è stata evidenziata la tendenza di Meda a perdere costantemente la battaglia per la conservazione degli alberi. È stato ricordato come l'anno precedente fosse stato possibile salvare quasi tutti i tigli di Viale Rimembranze, mentre quest'anno gli alberi di Via Como sono stati sacrificati senza pietà.

Il WWF ha espresso anche una certa frustrazione per la mancanza di progressi nella tutela dell'ambiente urbano a Meda. Concludendo, è stato sottolineato che Meda "ha perso ancora una volta", evidenziando il triste declino ambientale della città nonostante gli sforzi di coloro che cercano di proteggere il verde urbano.

giovedì 5 maggio 2022

Agliate (MB). La gestione degli alberi urbani. Perché investire nel verde conviene


👉venerdì 20 maggio alle 20,45 ad AgliateCommunity si terrà l'incontro con l'arboricoltore Andrea Pellegatta, dal titolo:
🌳"LA GESTIONE DEGLI ALBERI URBANI - dalle regole alle buone pratiche. Perchè investire nel verde e in una corretta e professionale gestione, conviene"🌳
👉INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE a civitaverde@yahoo.com
con SIA - Società Italiana di Arboricoltura ONLUS e Civitaverde - Carate Brianza Consorzio Comunità Brianza

sabato 19 febbraio 2022

Legambiente Seregno: "Stop alle potature selvagge!"


 

Nei giorni scorsi, in seguito alle potature effettuate dall'amministrazione comunale seregnese nei giardini pubblici di via Ripamonti nel quartiere San Carlo, è intervenuta in maniera decisa Legambiente. Sul sito dell'associazione possiamo infatti leggere: "I cittadini di Seregno possono dire addio ad un altro pezzo delle alberature della città. Dopo le potature, o meglio capitozzature, di molti viali importanti della città a partire dal 2020, dopo le aggressioni ad alberi monumentali nel parco 2 Giugno (tra cui il famoso “murun”) e recentemente a molte piante che infastidivano il discusso progetto di illuminazione a giorno dello stesso parco alla Porada, area di valore naturalistico all’interno del Parco Grubrìa, dopo la distruzione dei filari di carpini trentennali al cimitero di San Carlo, in questi giorni assistiamo alla distruzione degli alberi del parco che si affaccia su Via Ripamonti nel popoloso quartiere di San Carlo"

 



Pubblichiamo qui alcune foto dell'intervento ed alcuni brani tratti dalle "Linee guida per il governo sostenibile del verde urbano. Comitato per lo sviluppo del verde pubblico. MATTM, 2017". Poi ognuno tragga le considerazioni che ritiene più opportune.

 



"Gli interventi di potatura rappresentano la pratica colturale che maggiormente impatta le condizioni di vegetazione degli alberi. Una potatura male eseguita, che nei casi migliori è inutile, può danneggiare irreparabilmente un albero, accorciandone il ciclo vitale, indebolendolo, anche al punto di renderlo instabile e quindi pericoloso. Ad ogni stagione l’esecuzione di potature scorrette provoca danni economici enormi, oltre al danno paesaggistico ed all’erosione del nostro patrimonio arboreo. Essendo la potatura un intervento che influisce sulle condizioni energetiche dell’albero, e può essere anche fonte di diffusione di patologie, è necessario che venga svolta solo da personale qualificato e che le Amministrazioni Comunali adottino Capitolati specifici, mettendoli a disposizione anche dei privati che ne facessero richiesta."

 


 

La capitozzatura "consiste nel drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino in prossimità di questo. Tale operazione è una delle principali cause delle cattive condizioni in cui versano molti alberi ornamentali. Il tronco capitozzato viene, infatti, lasciato dal taglio senza difese e così i tessuti, anche nelle specie con buona capacità di compartimentalizzazione, iniziano a morire dalla superficie del taglio stesso verso l’interno. La corteccia, inoltre, viene improvvisamente esposta ai raggi solari, con un eccessivo riscaldamento dei vasi floematici più superficiali, che sono danneggiati. La capitozzatura è, perciò, un’operazione che deve essere evitata ogni volta che sia possibile. Nel caso in cui non esistono alternative, si dovrà operare in modo da ridurre al massimo i danni per la pianta. Si crede erroneamente che un albero capitozzato richieda interventi minori: in realtà è l’opposto. Se l’albero sopravvive richiederà costanti potature per diversi anni; se l’albero muore dovrà essere abbattuto e rimosso.
Infine, considerato che un albero capitozzato è predisposto a rotture e può essere pericoloso, e che quindi la capitozzatura è riconosciuta come una pratica inaccettabile di potatura, ogni danno causato dalla caduta dei rami può essere riconosciuta come negligenza presso un tribunale."

 

Il parco prima delle potature. Immagine tratta da Google Maps


martedì 3 agosto 2021

Giù la mani dai tigli del Lungolago di Como


 

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato/Esposto che il WWF Insubria ha inviato al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri Comunali di Como

A seguito dell'intervista all'agronomo Angelo Vavassori, pubblicata su La Provincia del 24 luglio, siamo venuti a conoscenza del fatto che, per portare a termine il progetto delle paratie, verranno sacrificati 13 tigli sul lungolago. La motivazione è di tipo tecnico: le piante, infatti, interferiscono con la necessità di raccordare le quote della pavimentazione del marciapiede con la quota della nuova passeggiata.

Ci preoccupa molto la leggerezza con cui l'amministrazione ha deciso l'abbattimento di queste 13 piante, come se fosse un destino ineluttabile e non un problema tecnico al quale potrebbero essere trovate delle soluzioni tecniche. E ci preoccupa ancora di più il fatto che gli alberi tagliati non potranno essere sostituiti, così come non potranno essere collocati alberi sulla nuova passeggiata a lago, perché al termine dei lavori per le paratie mancherà lo spazio sottostante per le radici. Siamo, quindi, destinati ad avere un lungolago tristemente spoglio e, in estate, una lunga striscia arroventata dal sole? Una prospettiva deprimente per i comaschi e per i turisti che, dopo una quindicina di anni, potranno finalmente ritrovare la gioia di godere della vista del nostro amato lago.

Ma non è solo un problema estetico. Oggi, infatti, tutti gli esperti riconoscono l'importanza fondamentale del verde urbano nei processi di rigenerazione delle città. Gli alberi portano grandi benefici, dalla riduzione dell'inquinamento alla mitigazione del calore e dei rumori, oltre a regalarci piacevoli oasi di benessere all'ombra delle loro chiome. Per questo in tutte le città si sta lavorando per aumentare il verde urbano, mentre a Como sembra che questo tema non interessi. A noi cittadini e cittadine, invece, interessa molto e non vogliamo arrenderci all'idea di eliminare 13 piante e neppure alla prospettiva di un lungolago senza alberi.

Chiediamo, quindi, che il Sindaco e tutta la Giunta considerino la presenza degli alberi sul lungolago una priorità e, di conseguenza, impegnino gli uffici nella ricerca di soluzioni tecniche che permettano la sopravvivenza di tutti i tigli esistenti e, in ogni caso, la piantumazione di nuove essenze. In assenza di altre possibili soluzioni, chiediamo che l'amministrazione comunale si confronti con la Regione e con Aria spa, portando una richiesta esplicita di salvaguardia dei tigli del lungolago e della necessità di apportare le modifiche tecniche necessarie al progetto paratie affinché nel sottosuolo ci sia lo spazio sufficiente per le radici, al fine di poter collocare degli alberi sulla nuova passeggiata, anche in sostituzione dei tigli da abbattere, qualora non possano assolutamente essere salvati.

Chiediamo ai consiglieri e alle consigliere, di maggioranza e di opposizione, di sostenere questa richiesta, impegnandosi con spirito di collaborazione per trovare una soluzione che possa rispettare le esigenze tecniche del progetto paratie, che tutti noi auspichiamo vada a buon fine nei tempi previsti, con l'obiettivo di salvaguardare gli alberi esistenti e di poterne piantumare altri sulla futura passeggiata a lago.

Vogliamo un lungolago verde e alberato!

martedì 30 marzo 2021

WWF e Comitato Brianza Centrale: " A Macherio è necessario preservare e piantare nuovi alberi negli spazi stradali"

In merito alla proposta della Sindaca di Macherio di eseguire un taglio radicale degli alberi di alcuni viali cittadini ne avevamo già parlato qui. Della questione si è interessato anche il WWF Lombardia che, insieme al Comitato Brianza Centrale, ha inviato, lo scorso 15 marzo 2021, all'amministrazione comunale una lettera. Non avendo ricevuto fino ad ora una risposta la pubblichiamo in forma aperta.

 

Gentile Sindaca del Comune di Macherio,      

Abbiamo letto il suo articolo su "Il Paese di Macherio" e siamo rimasti particolarmente colpiti dalla sua proposta di voler eseguire un taglio radicale dei viali alberati della sua città anche se compensato dalla possibile sostituzione con altre essenze.
A sostegno vengono portati i seguenti argomenti:
  1. la chioma degli alberi oscura il paesaggio e le abitazioni prospicienti;
  2. numerose lamentele dei residenti per il disagio arrecato alle recinzioni e ai giardini;
  3. elevati costi di manutenzione.
Noi, invece, riteniamo fondamentale che tali alberature vengano preservate poichè contribuiscono a combattere in maniera fondamentale il surriscaldamento delle superfici stradali e pedonali.
Numerosi studi, tra i quali uno studio eseguito a Monaco di Baviera di cui alleghiamo alcuni dati e immagini, hanno calcolato che la presenza di alberi d'alto fusto possono generare una riduzione della temperatura ambiente sino a 7°C.

Efficacia degli alberi della città, simulazione con ASMUS: pomeriggio a Monaco di Baviera

 

Riportiamo di seguito un brano di tale studio: "L’effetto di raffreddamento è da ricondurre essenzialmente all’ombra, e viene intensificato dalla traspirazione giornaliera di centinaia di litri d’acqua da parte di ogni pianta. L’emissione notturna di calore dello spazio stradale viene anch’essa ridotta se, durante il giorno, queste aree non si surriscaldano grazie agli alberi. Un altro vantaggio risiede nella capacità degli alberi di filtrare gli inquinanti dall’aria. Tale effetto andrebbe sfruttato soprattutto nelle strade particolarmente trafficate. Solo i vecchi e grandi alberi con un elevato volume di chioma sono pienamente efficaci."
 
Per quanto sopra e per l'importanza che attribuiamo ad ogni singolo Albero, Le chiediamo pertanto di riconsiderare tale decisione.
 
Cordiali saluti.

Gianni  Del Pero, WWF Lombardia
Zeno Celotto, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale
 
Milano – Seregno 15 Marzo 2021