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sabato 5 settembre 2026

Deposito terre Pedemontana tra Cesano Maderno e Desio: un anno dopo, ecco come è cambiata l’area


Un nuovo sopralluogo nel deposito di terre di scavo al confine con Seregno. Dove un anno fa c’erano campi agricoli oggi ci sono cumuli di terreno e piste per i mezzi. Un’area che fa parte del sistema del Parco GruBrìa e nella quale è previsto anche il passaggio della ciclovia Milano-Meda.


Nel luglio del 2025 avevamo percorso l’area agricola tra Cesano Maderno e Desio destinata a ospitare il deposito temporaneo delle terre di scavo della Pedemontana. Avevamo documentato allora una situazione ancora in fase iniziale: transennamenti, prime opere preparatorie e bonifica bellica. Ma soprattutto avevamo cercato di richiamare l’attenzione sul valore di questo territorio, costituito da aree agricole e spazi verdi inseriti in un sistema ambientale più ampio, a ridosso del quartiere San Carlo di Seregno. A distanza di poco più di un anno siamo tornati sul posto. Le fotografie che pubblichiamo documentano una situazione profondamente diversa.


L’area è oggi caratterizzata dalla presenza di cumuli di terre e materiali e da una rete di piste utilizzate dagli autoveicoli e dai mezzi di cantiere. Quello che sulla carta era definito un deposito temporaneo ha quindi assunto una consistenza ben visibile sul territorio, modificandone il paesaggio e la fruizione. Non è nostra intenzione sostituirci agli enti preposti ai controlli né formulare valutazioni tecniche che spettano agli organismi competenti. Vogliamo però continuare a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio: osservare, documentare e porre domande sul futuro di un territorio che appartiene alla collettività.

L'area fotografata nel luglio 2025
La stessa area fotografata in questi giorni

Come avevamo già evidenziato nel nostro precedente post, la zona interessata dal deposito non è un luogo qualsiasi. L'area è inserita nel Parco GruBrìa, mentre l’intero ambito costituisce un importante sistema di aree verdi e agricole al confine tra Cesano Maderno, Desio e Seregno. Nella stessa area è inoltre previsto il passaggio della ciclovia MIME (Milano-Meda), inserita nel progetto di riqualificazione territoriale che prevede la realizzazione di una pista ciclopedonale, filari alberati e interventi di carattere ambientale. È proprio questa sovrapposizione a rendere particolarmente importante la questione. Da una parte abbiamo un territorio che dovrebbe essere progressivamente valorizzato come componente della rete ecologica e fruitiva del GruBrìa; dall'altra abbiamo un deposito destinato ad accogliere per un periodo significativo grandi quantità di terre provenienti dai cantieri di Pedemontana. Il punto, quindi, non è soltanto che cosa sta accadendo oggi, ma soprattutto che cosa resterà domani.


La definizione di "temporaneo" non dovrebbe far dimenticare che un deposito di questo tipo comporta una trasformazione concreta del suolo. Cumuli di terreno, piste di servizio e continuo passaggio di mezzi pesanti possono incidere sulla struttura del terreno, sulla sua permeabilità e sulle sue caratteristiche agronomiche. E quando il deposito verrà finalmente rimosso, non sarà sufficiente spostare altrove le terre accumulate.


Sarà necessario verificare in modo serio e documentabile come verrà restituito il terreno.

  • Quale sarà allora lo stato del suolo?
  • Saranno state rimosse tutte le piste e le opere provvisorie?
  • Il terreno sarà stato realmente decompattato?
  • La sua capacità di drenaggio e la sua fertilità saranno state ripristinate?
  • E soprattutto: chi controllerà che il ripristino venga effettivamente realizzato?

Sono le stesse domande che avevamo posto anche dopo il sopralluogo di Macherio e che riteniamo debbano accompagnare l'intera vicenda dei depositi di terre della Pedemontana.


Il nostro sopralluogo non vuole quindi limitarsi alla denuncia di ciò che oggi vediamo. Vogliamo ribadire le richieste già avanzate nel luglio 2025:

  • trasparenza sulle modalità di gestione e sulla durata effettiva del deposito;
  • informazioni pubbliche e puntuali da parte degli enti competenti;
  • controlli ambientali rigorosi e documentabili durante tutto il periodo di utilizzo dell'area;
  • verifiche sulla qualità e sulle caratteristiche dei terreni prima e dopo l'utilizzo come deposito;
  • garanzie concrete sul ripristino integrale dell'area una volta terminato il deposito;
  • eliminazione delle piste, delle pavimentazioni e di tutte le opere provvisorie realizzate per il cantiere;
  • restituzione dell'area alla sua funzione agricola e ambientale;
  • reinserimento e valorizzazione dell'area all'interno del Parco GruBrìa;
  • salvaguardia e realizzazione del progetto della ciclovia MIME Milano-Meda;
  • apertura di un confronto trasparente con i Comuni interessati, il Parco, le associazioni e i cittadini.

sabato 2 agosto 2025

Richiesta di chiarimenti e approfondimenti sulla Pedemontana a Seregno


Riceviamo e pubblichiamo.


Buongiorno,
ho partecipato all’assemblea pubblica sulla Pedemontana che si è svolta a Seregno e poi ho letto con interesse i vostri articoli sull’incontro. Vi ringrazio per il lavoro che avete fatto: mi ha aiutato a capire meglio molti aspetti, ma ha anche fatto nascere alcune domande che vorrei condividere.

Vorrei sapere se ci saranno altri momenti in cui i cittadini, il Comune e i rappresentanti di Pedemontana potranno confrontarsi. Penso che sia molto importante continuare a parlare di questo tema, visto che riguarda molto il nostro territorio.

Durante l’assemblea non avevo capito bene tutte le difficoltà, che ho potuto approfondire solo dopo. Per questo ho raccolto alcune domande che vi sottopongo, sperando possano essere portate a chi di dovere.

1. Traffico e cantieri – Seregno Sud
  • Come sarà gestito l’aumento del traffico sulle strade vicine ai cantieri?
  • Saranno chiuse per un po’ delle strade in zone abitate? Se sì, quando e come?
2. Tangenziale – Parco del Meredo e Quartiere Ceredo
  • Come si penserà di gestire il traffico su via Cadore, via Wagner e via Saronno?
3. Sicurezza e qualità della vita
  • Quali misure ci saranno per limitare rumore, vibrazioni e polvere durante i lavori?
  • Ci saranno controlli regolari per controllare questi problemi? Chi li farà e con che frequenza?
  • Quali orari di lavoro sono previsti per evitare disturbi di notte o nelle ore di traffico intenso?
4. Tempi e trasparenza
  • Esiste un programma chiaro con le fasi dei lavori e i tempi? Sarà pubblicato e aggiornato spesso?
  • C’è una lista completa delle opere per compensare l’impatto ambientale, con indicazioni su dove e quando saranno fatte?
5. Il progetto terrà conto della sostenibilità e dei cambiamenti climatici?
  • Verranno usati materiali che fanno meno rumore e aiutano a ridurre il calore?
  • Sono stati considerati gli effetti sull’ambiente e sul clima quando si è fatto il progetto?
6. Comunicazione e partecipazione
  • Il Comune di Seregno aprirà una sezione sul suo sito dedicata alla Pedemontana?
  • In questa sezione ci saranno documenti aggiornati, mappe, programma dei lavori, report ambientali e notizie?
  • Sarà attivato un canale per raccogliere domande e segnalazioni dai cittadini?
  • Il Comune controllerà i cantieri e chiederà agli enti competenti di rispettare le regole ambientali e di sicurezza?

Ringrazio fin d’ora.

Roberto C.

Le nostre considerazioni

Le tue domande sono tutte estremamente pertinenti. Su alcune possiamo provare a dare delle prime risposte, per altre – al momento – preferiamo lasciarle aperte, ma riteniamo utile che vengano rivolte direttamente al Comune oppure formulate in occasione di futuri incontri pubblici, che non necessariamente dovranno svolgersi solo a Seregno.

Anche per noi, che seguiamo la questione Pedemontana fin dall’inizio, molte domande sono emerse solo dopo aver letto la presentazione dell’ing. Monguzzi. Nei vari post che abbiamo recentemente pubblicato, abbiamo cercato di approfondire e chiarire i punti più critici. Le assemblee pubbliche, secondo noi, non dovrebbero rimanere un episodio isolato, ma diventare appuntamenti periodici. In alternativa, il Comune dovrebbe istituire un canale di comunicazione diretto e continuo con i cittadini, come suggerisci anche tu in più parti della tua lettera.

Veniamo ai singoli punti:

1. Viabilità e cantieri – Seregno Sud
Al momento non ci risulta esista una programmazione precisa. Lo stesso sindaco Alberto Rossi, durante l’assemblea, ha chiesto a Pedemontana di essere informato tempestivamente su tempi e modalità dei cantieri. Siamo quindi in una fase ancora interlocutoria.

2. Opere sul territorio – Parco del Meredo e Quartiere Ceredo
Su questo fronte, la situazione è poco chiara. L’assessore Borgonovo ha fatto riferimento ad alcune opere previste nel Piano Urbano del Traffico (PUT) per via Cadore, ma leggendo attentamente il PUT e le controdeduzioni, è evidente che tali interventi sono scollegati dalla realizzazione della tangenziale di Pedemontana. Per il resto, c’è grande incertezza. È auspicabile che si apra un confronto serio con gli abitanti dei quartieri coinvolti, non solo Ceredo ma anche Santa Valeria e Sant’Ambrogio.

3. Sicurezza e qualità della vita
Non abbiamo informazioni specifiche. Sappiamo però che in altri comuni coinvolti dai cantieri di Pedemontana i cittadini hanno chiesto, a gran voce, maggiori dettagli su rumori, vibrazioni, polveri e orari di lavoro, arrivando in alcuni casi a mobilitarsi per ottenerli.

4. Tempistiche e trasparenza
Ad oggi, non esiste un cronoprogramma preciso e pubblico. La mancanza di chiarezza sulle fasi dei lavori è uno degli elementi più critici di tutta la vicenda.

5. Impatto ambientale e criteri di progettazione
Domande molto interessanti, che dovrebbero essere rivolte direttamente a Pedemontana. Non ci risulta che, a oggi, siano state fornite risposte dettagliate su questi aspetti.

6. Comunicazione e partecipazione
Il Comune ha pubblicato le slide presentate dall’ing. Monguzzi sul proprio sito istituzionale (cliccare qui), ma non si può ancora parlare di una vera sezione dedicata. Ci auguriamo che venga aperta al più presto, con contenuti aggiornati, accessibili e utili per i cittadini.

giovedì 31 luglio 2025

Tangenziale Meda-Seregno: una ferita verde evitabile?

 
Pedemontana Tratta B2 e la tangenziale Meda-Seregno

Abbiamo ricevuto dal sig. Enrico Radice una serie di documenti e riflessioni articolate riguardanti il progetto della Tangenziale di Meda Sud/Seregno, un’opera stradale collegata alla più ampia infrastruttura dell’Autostrada Pedemontana Lombarda. Quella della tangenziale è una vicenda che parte da lontano, con proposte alternative già formulate oltre un decennio fa, e che è tornata oggi al centro dell’attenzione pubblica grazie all’incontro organizzato a Seregno lo scorso 22 luglio 2025.

Nel testo che segue, riproponiamo integralmente l’intervento del sig. Radice, accompagnato da riferimenti puntuali ad altri documenti tecnici e civici elaborati negli anni da comitati di quartiere, associazioni territoriali e studi di pianificazione.


L’incontro su Pedemontana a Seregno: una lezione di democrazia partecipativa (di Enrico Radice)

Il sindaco Alberto Rossi

Organizzato come Seregno sa fare, l’incontro del 22 luglio u.s. tra cittadini, Presidenti dei Comitati di Quartiere, rappresentanti del Parco GruBria, l’Assessore Borgonovo, il Sindaco Rossi (regista dell’incontro) e i vertici di Autostrada Pedemontana Lombarda, si è svolto nella splendida cornice dei giardini della biblioteca Pozzoli.

Seregno, come tanti altri comuni – vedi Lesmo, Biassono, Seveso (per menzionare i più recenti) – si è attivata per un doveroso confronto informativo a beneficio dei propri cittadini. Considerato che Seregno sarà attraversata da soli 300 metri in galleria e trincea, ho cercato di immaginare quali e quanti ben altri confronti avrebbe dovuto organizzare Meda, considerata la bonifica in corso per l’evento Icmesa, la lunghezza del percorso sul territorio comunale, l’adeguamento del più importante svincolo del tracciato (che si rinnoverà e si amplierà per supportare la chiusura dello svincolo di Seveso).

Il cuore del dibattito: la tangenzialina di Meda

Nell’incontro a Seregno, infatti, l’argomento maggiormente discusso e oggetto di generale contrarietà è stato il tracciato della tangenzialina di Meda:

    Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBria: “Noi abbiamo messo in discussione la tangenziale di Meda, abbiamo fatto delle proposte che non sono state recepite. È stata però recepita l’eliminazione di una rotatoria che immetteva su due strade vicinali.”

    Andrea Monguzzi, responsabile ufficio tecnico Pedemontana: “Il Comune di Seregno ha chiesto l’eliminazione dell’opera ma il Comune di Meda la vuole. È stata concordata l’eliminazione di una rotatoria: al suo posto ci sarà una curva di raccordo.”

Progetto modificato senza rotonda (Meda, al confine con il Parco del Meredo)

    Alberto Rossi, Sindaco di Seregno: “Quei 10.800 mq nel parco del Meredo, che saranno occupati dall’opera, per noi, sono di troppo. Lo abbiamo detto fin da subito. Abbiamo fatto delle proposte alternative, ma sono state rifiutate.” “La tangenziale è già entrata in fase preliminare di cantiere, in anticipo rispetto all’opera principale (Pedemontana). Una decisione che ha colto di sorpresa il Comune di Seregno.”

Un progetto invasivo, nato in sordina

Il progetto originario – definito in una slide dell’ing. Monguzzi come “concordato” (tra chi non è dato saperlo) – si sviluppa dall’incrocio di via Indipendenza di Meda e via Cadore di Seregno con via Vignazzola di Seveso/Meda. I lavori sono già in corso per un tracciato invasivo del Parco Brianza Centrale/GruBria, e soprattutto delle aree verdi dei Quartieri Polo e Meredo per una superficie indicativa di circa 50.000 mq.

In azzurro: progetto alternativo alla tangenziale Meda-Seregno

Numerosi sono stati i richiami al tracciato alternativo incentrato sulla via Gorizia, già progettato nel 2010 dall’Associazione Cittadini Quartiere Polo (Presidente sig.ra Elena Basso) e dal Centro Promozione Brianza di Cabiate (Presidente ing. Elio Turati), con la collaborazione dello studio di pianificazione territoriale Logos Loci, e presentato alle commissioni territorio della Provincia di Monza e della Regione Lombardia.

Questa proposta, più volte aggiornata (anche nel 2019 e 2023), prevedeva l’utilizzo della viabilità esistente, la tutela delle aree verdi e una drastica riduzione dei costi per espropri e opere (fino al -70%, come riportato nel documento “Svantaggi e Vantaggi” del dicembre 2023). Una soluzione che avrebbe anche garantito maggiore sicurezza e fluidità del traffico, evitando di congestionare zone delicate come via Tre Venezie e il polo scolastico.

Un'opera imposta? Le domande senza risposta

Sul tema, le stesse associazioni avevano già inoltrato nel 2015 un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano, per un’indagine volta all’accertamento dell’ingente inutile dispendio economico richiesto per la realizzazione dell’opera così progettata.

Ci si chiede pertanto: chi insista oggi per questo tracciato della tangenzialina, che toglie ai cittadini 50.000 mq di aree verdi (convertibili in edificabili?), soffocando ancora di più il Quartiere Polo tra svincolo, FSI e tangenzialina, e costringendolo – nel caso – a chiedere un sovrappasso pedonale per poter usufruire del parco Brianza Centrale/GruBria.

 

Svantaggi e Vantaggi / Tangenziale Meda-Seregno

Le opere di Pedemontana: tangenzialina di Meda e la soluzione alternativa del Centro Promozione Brianza, dell'Associazione Cittadini Quartiere Polo e dello studio di pianificazione territoriale Logos Loci del 2014

Svantaggi del progetto Pedemontana
  1. viabilità invasiva delle residenze di via Forlì/Polo
  2. maggiori costi del 70% per espropri ed opere 
  3. tempi lunghi di realizzazione per imprevisti e percorso 
  4. tracciato pericoloso con oltre 100 attraversamenti vie Vignazzola e Meredo
  5. riduzione del verde esistente di Seveso, Meda e del Parco Brianza Centrale
  6. aumento di traffico su via Tre Venezie (vd. scuole, Palameda, residenze, aziende)
  7. invadenza delle zone residenziali dei Quartieri Meredo di Seveso e Polo di Meda

Vantaggi della proposta alternativa

  1. viabilità e opere di urbanizzazione esistenti
  2. diminuzione del percorso e dei tempi di realizzazione 
  3. tracciato largo, sicuro e con esigui attraversamenti su un lato
  4. abbattimento del 70% dei costi per espropri ed opere 
  5. tutela del verde esistente di Seveso, Meda e del Parco Brianza Centrale
  6. fluidificazione del traffico, tempi ed emissioni ridotte
  7. rispetto delle zone residenziali dei Quartieri Meredo di Seveso e Polo di Meda

 

Per leggere tutti i post riguardanti la tangenziale Meda-Seregno cliccare qui

martedì 29 luglio 2025

Deposito terre Pedemontana tra Cesano, Desio e Seregno: il punto sulla situazione

L'area che verrà occupata dal deposito terre di Pedemontana. In primo piano i "carotaggi" della bonifica ordigni bellici

Lo scorso martedì 22 luglio, durante un’assemblea pubblica tenutasi a Seregno, si è fatto il punto sull’avanzamento dei lavori della Pedemontana Lombarda nei territori di Seregno e dei comuni limitrofi. Tra i tanti temi affrontati, è stato menzionato – seppur solo marginalmente – un intervento che merita invece la massima attenzione: la realizzazione di un deposito temporaneo di terre di scavo tra i territori di Cesano Maderno e Desio, proprio al confine con la frazione San Carlo di Seregno.


Carta "Uso del suolo". Il deposito di Cesano / Desio occuperà aree ad uso agricolo

La zona destinata al deposito, di circa 100.000 mq, è attualmente un’area verde agricola. La porzione ricadente nel territorio di Desio è inclusa nel Parco Sovracomunale GruBrìa, mentre quella cesanese – almeno secondo l’intenzione dell'attuale amministrazione – dovrebbe anch’essa entrare a far parte del Parco. Si tratta quindi di un territorio che, fino ad ora, ha avuto una chiara vocazione agricola, ambientale e paesaggistica.

Il progetto della ciclovia MIME nell'area occupata dal deposito terre

Nell’area è inoltre previsto il passaggio della ciclovia MIME (Milano-Meda), parte del progetto provinciale Brianza Restart, che punta a riqualificare la zona con una pista ciclopedonale, la piantumazione di filari alberati e altre opere verdi.

Negli ultimi giorni si è assistito a:

  • Transennamenti con rete arancione;
  • Prime scarificazioni del terreno;
  • Bonifica bellica in corso;
  • Assenza totale di cartellonistica di cantiere, creando una situazione di scarsa trasparenza verso i cittadini.

Deposito terre. Pianta e legenda

Secondo i progetti reperibili online, il deposito prevede:

  • Accesso sud con controllo accessi, due baracche (guardiania e uffici) e un bagno chimico;
  • Pesa per automezzi e lavaruote a ovest;
  • Due aree di caratterizzazione delle terre a nord (2.000 mq), una delle quali dotata di "cannon fog", un sistema di nebulizzazione per abbattere le polveri sottili;
  • Pavimentazione delle aree di caratterizzazione delle terre con massetto e cordoli, griglie per raccolta e laminazione delle acque piovane;
  • Impianto di illuminazione per operatività e controlli anche in orari non diurni;
  • Un percorso dedicato ai mezzi pesanti, previsto nella zona sud, più lontana dalle abitazioni.

Ortofoto della zona interessata dal deposito terre DT C_02

Il deposito confina con:

  • Zona residenziale della frazione Cassina Savina (Cesano Maderno) a ovest e nord;
  • Cimitero di Cesano a nord;
  • Orti urbani di Cassina Savina, Frazione San Carlo di Seregno e Desio a est, con un nucleo abitativo di Cesano Maderno completamente circondato dal deposito su tre lati;
  • Aree agricole di Desio a sud, attualmente già occupate dai cantieri Pedemontana.


L'allocazione del deposito in quest'area appare profondamente incoerente con gli obiettivi di tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità. L’area interessata:

  • È di pregio agricolo e paesaggistico, con funzioni ecosistemiche importanti;
  • Fa parte di un corridoio verde connesso al Parco GruBrìa e ad altri progetti di rigenerazione ecologica;

Vista da via San Tarcisio, Cesano Maderno

Rischia di subire un forte impatto ambientale e sanitario a causa di:

  • Polveri sottili, nonostante l’uso di cannon fog;
  • Rumori da traffico pesante e lavorazioni;
  • Luci notturne che alterano l’equilibrio faunistico;
  • Rischi di contaminazione del suolo e delle acque se non gestiti correttamente.

Vista verso sud dalla Strada vicinale

Domande ancora aperte:

  • Per quanto tempo resterà operativo questo deposito? Si parla di "anni", ma non esistono al momento dati ufficiali.
  • Chi garantirà il ripristino e la riqualificazione ambientale dell’area al termine del deposito?
  • Quale sarà il destino delle opere previste dal progetto MIME? Verranno preservate, rinviate o cancellate?
  • Che ruolo giocano i Comuni e la Provincia in termini di vigilanza, trasparenza e informazione ai cittadini?

Sullo sfondo San Carlo, Seregno / Desio

Chiediamo con forza che:

  • Vengano garantite tutte le misure di mitigazione ambientale, monitorate da enti indipendenti;
  • Sia fornita una comunicazione trasparente e puntuale ai cittadini delle aree coinvolte;
  • Al termine dell’utilizzo, l’intera area venga riqualificata a spese di chi l’ha compromessa, con reinserimento nel Parco GruBrìa e completamento della ciclovia MIME;
  • Si apra un tavolo di confronto con la cittadinanza, coinvolgendo anche comitati, associazioni ambientali e amministrazioni locali.

 

Approfondimento - I rischi ambientali dei depositi temporanei di terre da scavo

Sullo sfondo la zona residenziale di Cassina Savina

Sebbene definiti "temporanei", i depositi di terre e inerti da scavo possono permanere a lungo sul territorio, con effetti potenzialmente dannosi per i suoli sottostanti. È il caso della Pedemontana, dove si prevede lo stoccaggio per diversi anni di grandi volumi di materiale derivante dagli scavi di gallerie artificiali e tratti interrati, con la fine lavori stimata tra il 2027 e il 2028.

I principali impatti ambientali che possono derivare da questi depositi includono:
  • Compattazione del suolo fertile: il peso delle terre accumulate comprime gli strati superficiali, riducendo la porosità e ostacolando la crescita vegetale;Alterazione del drenaggio naturale: i cumuli possono causare ristagni idrici, erosione e deviazioni del flusso superficiale delle acque;
  • Perdita di attività biologica: la copertura prolungata impedisce lo scambio gassoso, causando la morte della microfauna e il degrado dell’humus;
  • Rischi di contaminazione: se le terre contengono residui di cantiere, cemento o sostanze inquinanti, vi è il rischio di alterazione chimica dei suoli;
  • Compromissione agricola e paesaggistica: una volta rimossi i cumuli, il ripristino della fertilità originaria del terreno può richiedere anni, con costi elevati per la rigenerazione ecologica.
Proprio per queste ragioni, la scelta dei siti di deposito e le modalità di gestione dovrebbero essere oggetto di attenzione pubblica, monitoraggio ambientale e progettazione di misure di mitigazione fin dalla fase di cantiere.

 

Leggi anche:

  1. Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno (23/07/2025)
  2. Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città
  3. Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
  4. Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno
  5. Pedemontana a Seregno – Parte 4: Sicurezza, rumore e terre di scavo. Tutto ciò che non è stato detto 

 

domenica 27 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 4: Sicurezza, rumore e terre di scavo. Tutto ciò che non è stato detto


Martedì 22 luglio 2025, presso la Biblioteca civica di Seregno, si è tenuta un’assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione comunale alla presenza dei vertici di Pedemontana. Un’occasione utile – almeno in teoria – per fare il punto sull’avanzamento dei cantieri e informare la cittadinanza.

Ma su molti aspetti concreti, e particolarmente impattanti per chi vive nei pressi delle aree di lavoro, il silenzio è stato assordante: nessuna risposta chiara su logistica, movimentazione dei mezzi, viabilità di cantiere, polveri, rumori o tempistiche dettagliate. A sottolineare questa lacuna è stato lo stesso Sindaco di Seregno, Alberto Rossi, che più volte ha richiesto al direttore di Pedemontana, ing. Sabatino Fusco, di garantire comunicazioni tempestive e trasparenti, affinché il Comune possa informare adeguatamente i cittadini.

Eppure, le prescrizioni del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) sono chiare: il coinvolgimento informato della popolazione non è una concessione, ma un obbligo.

Nel Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/02/2010, sono elencate precise prescrizioni tecniche e ambientali per la realizzazione dell'autostrada Pedemontana. Qui vogliamo ricordarle, sia a Pedemontana che all’Amministrazione pubblica:

Prescrizione n. 135
“Dovrà essere data adeguata informazione alla popolazione interessata circa lo svolgimento, collocazione temporale e durata prevista delle attività di cantiere […]”

Il cantiere per la realizzazione della tangenziale al Ceredo - Seregno

All’assemblea, invece, nessun piano temporale di dettaglio è stato presentato, né un quadro organizzativo delle fasi più impattanti.
Ricordiamo, ad esempio, che i lavori per la tangenziale Meda–Seregno sono già iniziati.

Prescrizione n. 159
Contenimento dell’inquinamento atmosferico durante la cantierizzazione, mediante bagnatura delle piste, lavaggio ruote, copertura dei materiali polverosi, limitazione della velocità, tracciabilità delle terre.

Di queste misure, nulla è stato illustrato al pubblico. Nessuna rassicurazione sull’esistenza o sull’effettivo avvio di sistemi di lavaruote, piste stabilizzate o procedure per la gestione delle polveri e dei mezzi in transito.

Prescrizione n. 162
Piano di Azione per la gestione delle emergenze in caso di incidenti, rischio industriale, esondazioni o cantieri in aree urbane sensibili.
Sia il quartiere Ceredo che la zona dello Stadio rientrano tra le aree urbane sensibili.
Anche su questo tema, nessuna menzione è stata fatta durante l’incontro. Eppure il tracciato tocca zone densamente abitate, dove la prevenzione dovrebbe essere al centro della pianificazione.

Immagine tratta dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Un aspetto particolarmente delicato è quello del deposito delle terre di scavo, che – come confermato nella stessa assemblea – avverrà in un’area situata a cavallo tra i Comuni di Cesano Maderno e Desio, al confine con Seregno. Un tema che approfondiremo in un prossimo aggiornamento.

Cosa chiedono i cittadini (e cosa prevede il CIPE)

Il CIPE raccomanda che in fase di cantierizzazione siano predisposti:

  • Piani di circolazione dei mezzi, con indicazione di percorsi, orari, volumi di traffico (Raccomandazione n. 17);
  • Piani temporali delle opere che tengano conto anche della stagionalità ambientale, per tutelare la fauna e le condizioni climatiche (Raccomandazione n. 3);
  • Informazione continua e anticipata verso la popolazione, soprattutto nei casi di attività rumorose, movimentazione terre e fasi ad alta impattività (Prescrizione n. 135).

Serve un cambio di passo immediato: non solo per rispetto delle prescrizioni CIPE, ma per un principio elementare di democrazia ambientale e tutela della salute pubblica.

Parafrasando il Sindaco Rossi: “prima di avviare i cantieri, bisogna sapere – e far sapere – che cosa si sta facendo.”

📌 Scheda tecnica – Prescrizioni e Raccomandazioni CIPE

Supplemento ordinario n. 34 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 40 del 18/02/2010

Prescrizioni rilevanti:
  • 91) Coordinamento cantieri metrotranvia/autostrada (comune di Desio): elaborato con cronoprogrammi integrati e collaborazione obbligatoria con la Provincia di Milano.
  • 135) Monitoraggio acustico in corso d’opera e informazione dettagliata alla popolazione sulle attività rumorose.
  • 159) Contenimento inquinamento atmosferico in cantiere: polveri, lavaruote, materiali tracciabili, stabilizzazione piste, uso mezzi coperti, impianti chiusi, tecnologie a basse emissioni.
  • 162) Piano di emergenza per incidenti, esondazioni, rischio industriale: comunicazione ai lavoratori, indicazioni operative, protezioni contro cadute, scavi, linee elettriche, traffico.
  • 166 c) Nomina obbligatoria del Dirigente Tecnico della Sicurezza, sempre presente in cantiere.
  • 219) Pulizia delle strade urbane infangate dai mezzi: impianto lavaruote raccomandato.
Raccomandazioni:
  • 3) Evitare fasi di cantiere durante il periodo riproduttivo della fauna.
  • 17) Piano di circolazione mezzi d’opera con valore contrattuale, contenente: percorsi impegnati, tipo di mezzi, volumi di traffico e velocità, calendario e orari, percorsi alternativi, misure di salvaguardia degli edifici sensibili in aree urbanizzate.

 

Leggi anche:

  1. Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno (23/07/2025)
  2. Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città
  3. Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
  4. Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno 

 

sabato 26 luglio 2025

Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno

Immagini tratte dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Durante l'assemblea pubblica del 22/07/2025 a Seregno sui lavori della Pedemontana Lombarda, l’ing. Monguzzi ha illustrato il progetto della Tangenziale di Meda, con particolare riferimento al tratto terminale che attraversa il Parco del Meredo, parte del Parco GruBrìa. Ma dietro la facciata tecnica della presentazione emerge un uso strumentale e fuorviante dei dati, volto a minimizzare un impatto tutt’altro che trascurabile.


L’area interessata dal tracciato è di 10.800 mq, ma viene presentata come solo lo 0,25% della superficie del Parco GruBrìa a Seregno (4.253.900 mq), e addirittura come 4 milionesimi dell’intera superficie del Parco GruBrìa (20 milioni di mq), che si estende su dieci comuni.
Qual è il problema? Il tratto in questione attraversa solo una piccola parte di quel parco. In realtà, il Parco del Meredo misura circa 70 ettari (700.000 mq), e il vero raffronto andrebbe quindi fatto su questo dato locale: 10.800 mq rappresentano l’1,5% del Meredo, un valore tutt’altro che irrilevante.


La presentazione riporta 12.000 mq di opere di mitigazione ambientale. Ma guardando il dettaglio della mappa, scopriamo che 9.667 mq sono realizzati nel Comune di Meda, fuori dai confini del Parco del Meredo. Quindi, nel parco effettivamente impattato, le mitigazioni coprono poco più di 2.300 mq. Anche qui, la narrazione è costruita per apparire virtuosa, ma nasconde la sproporzione tra danno e compensazione reale.


Particolarmente controversa è poi l’affermazione secondo cui la tangenziale, essendo in rilevato, costituirebbe essa stessa una mitigazione paesaggistica, poiché “copre” alcuni capannoni al confine con Meda. Un'affermazione che ci ha lasciati allibiti: un modo di concepire il paesaggio come un fondale da correggere, e non come un patrimonio da tutelare. Come se l’unico valore del paesaggio naturale fosse quello estetico, e non anche ambientale, ecologico e sociale.

Siamo di fronte a un caso emblematico di come i dati vengano selezionati, proporzionati e raccontati in modo da tranquillizzare, più che informare.
Ben vengano le compensazioni ambientali, ma non possiamo accettare narrazioni distorte. I cittadini meritano verità, trasparenza e soprattutto rispetto. E questo vale ancora di più quando un’opera impattante e contestata viene presentata come un miglioramento, mentre di fatto scarica i problemi di un Comune su un altro.

giovedì 24 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea

Movimenti di terra, cantiere Pedemontana a Macherio. Foto di G. Mosca

Pubblichiamo qui la terza parte del nostro approfondimento sull’assemblea pubblica che si è tenuta a Seregno il 22 luglio scorso e che ha avuto al centro la realizzazione della Pedemontana Lombarda e delle opere connesse.
Nel primo post ci siamo occupati della Tangenziale Meda-Seregno e del suo impatto sul Parco del Meredo.
Nel secondo, abbiamo analizzato gli interventi previsti nella zona sud di Seregno.
In questa terza parte, prendiamo in esame l’intervento di Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBrìa, che ha messo al centro del suo contributo una serie di questioni ambientali di fondo: l’impatto dei nuovi tracciati sul sistema del verde pubblico, il tema cruciale delle compensazioni ecologiche e, soprattutto, la realizzazione di tre grandi depositi di terre da scavo previsti proprio all’interno (o a ridosso) della rete ecologica regionale, in aree delicate come Macherio/Lissone, Desio/Cesano e Bovisio Masciago.

Lo sbarco della tangenziale Meda sud a Seregno

Più avanti, quando avremo più notizie, ci occuperemo anche di un altro tema decisivo che durante l’assemblea è rimasto in parte in sospeso: quello degli impatti legati alla cantierizzazione. Si tratta di un aspetto non secondario, che avrà ripercussioni materiali e logistiche nei prossimi anni su una parte significativa del territorio seregnese.
Non a caso, durante la serata, il sindaco Alberto Rossi ha più volte sollecitato i vertici di Pedemontana affinché il Comune venga coinvolto per tempo su questi aspetti e non solo a ridosso dell’avvio dei lavori, come invece avvenuto finora.

La zona del Parco GruBrìa tra Seregno e Desio che sarà interessata dal passaggio dell'autostrada Pedemontana

Lanzani ha esordito con una riflessione amara ma lucida sul ruolo del Parco Grubria, “un piccolo parco di 2.000 ettari, in una delle zone più urbanizzate del nostro Paese”, e ha descritto le crescenti pressioni infrastrutturali che stanno progressivamente intaccando lo spazio aperto rimasto in questa parte della Lombardia.

    «In questi anni ho visto cadere addosso al parco una serie di progetti che non si possono più fare nell’urbanizzato: dal deposito della metrotranvia, all’autostrada, che corre – pensate – in gran parte in sovrapposizione con la rete ecologica primaria della Regione Lombardia, fino a molte altre opere che già si intravedono all’orizzonte.»

Il parco, nato per preservare gli ultimi lembi verdi della Brianza centrale, si trova ora, secondo Lanzani, a svolgere un ruolo residuale e di servizio a progetti più grandi. Una condizione che, ammonisce, non potrà durare:

    «Sarà un problema per chi più giovane di me cercherà di difendere la presenza di questi 2.000 ettari di spazi aperti e di trasformarli in luoghi che garantiscano biodiversità, raccolta delle acque meteoriche, abbassamento della temperatura e qualità della vita.»

Tangenziale Meda sud: eliminazione della rotonda e creazione di area boscata

Parlando del progetto della nuova tangenziale Meda-Seregno, Lanzani ha ricordato il lavoro congiunto tra il Parco e il Comune di Seregno, citando in particolare una modifica ottenuta in fase progettuale:

    «Avevamo messo in discussione l’intera tangenziale, proponendo alternative più sostenibili che purtroppo non sono state recepite. Ma una richiesta è stata accolta: l’eliminazione di una rotatoria assurda che immetteva su due strade vicinali, utilizzate anche per la mobilità ciclopedonale. Una rotatoria “che andava nel nulla”, come è stato detto: l’abbiamo fatta togliere.»

Oltre a questo, Lanzani ha illustrato tre interventi di compensazione ambientale richiesti dal Parco e dal Comune di Seregno, tra cui una nuova area verde a ridosso dello Stadio Ferruccio, pensata come spazio di fruizione collettiva in continuità con il tracciato della Greenway (ancora in fase di definizione).

L'intervento in zona Stadio

Un altro tema centrale è stato quello delle compensazioni forestali, su cui Lanzani ha lanciato un chiaro allarme:

    «Le compensazioni forestali devono restare qui, dove si realizza l’impatto. In passato, per normativa, è già successo che finissero in Valtellina, lontano dai territori colpiti. Questo non deve accadere: in Brianza l’indice di boscosità è bassissimo e siamo nel cuore di una bolla di calore che parte dalle Groane e arriva fino alla valle del Seveso.»

Proprio per questo, il Parco ha indicato alla Regione e a Pedemontana due aree di intervento forestale strategico, che dovrebbero essere finanziate come opere di compensazione locale.

La parte più densa e allarmante dell’intervento è arrivata alla fine, quando Lanzani ha portato all’attenzione pubblica un fatto che finora era rimasto in secondo piano: i tre principali depositi di terre da scavo previsti lungo la Tratta C di Pedemontana cadono interamente dentro o a ridosso della rete ecologica regionale.

    «Tre tra i più grandi depositi di terre di cantiere di Pedemontana cadranno perfettamente dentro la rete ecologica regionale o ai confini del Parco Grubria. Uno a Lissone/Macherio, molto vicino a Seregno. Uno a Bovisio Masciago. E uno a Desio, al confine con Cesano Maderno e Seregno. Si tratta di aree che saranno occupate per molti anni dai mezzi e dai materiali di Pedemontana.»

La localizzazione dei depositi di terre di Pedemontana

Su questo tema, anche questo blog, nel suo piccolo, ha cercato di tenere alta l’attenzione, documentando gli sviluppi legati ai depositi di terra e promuovendo iniziative pubbliche. In particolare, insieme a Legambiente Seveso, Sinistra e Ambiente di Meda e al Comitato per l’Ampliamento del Parco Brianza Centrale, ci siamo fatti promotori di un incontro con il sindaco di Macherio, con l’obiettivo di spingere il Comune a realizzare il Progetto Locale 24 (PL24): uno strumento urbanistico ritenuto essenziale per orientare in modo sostenibile l’intervento sul deposito Lissone-Macherio, evitando una gestione meramente funzionale al cantiere.

Secondo Lanzani, questa scelta rischia di trasformare il parco e le aree protette in zone di servizio passivo, pregiudicandone definitivamente la funzione ecologica e paesaggistica. Ma avanza anche una proposta precisa:

    «Il Parco si augura che, al termine dell’intervento, in queste tre aree si realizzi un vero progetto di restituzione ambientale, non un semplice livellamento del terreno o peggio un deposito permanente di altra natura. Chiediamo che questi siti vengano restituiti come aree boscate, attraverso un lavoro collettivo tra Comuni, Regione, Parco e Pedemontana.»

Le parole di Arturo Lanzani non sono solo una denuncia ma un invito ad assumere responsabilità pubblica: i lavori di Pedemontana stanno ridisegnando in modo radicale un territorio già fragile, e il rischio è che ciò avvenga senza un disegno complessivo, senza pensare alla qualità ambientale e alla vivibilità delle comunità locali.

L’auspicio finale è chiaro: fare della Brianza un laboratorio di resilienza ecologica, non la discarica delle grandi opere.

Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città


Nell’assemblea pubblica che si è tenuta a Seregno martedì 22 luglio, oltre al tema della tangenziale Meda-Seregno (leggi la prima parte qui), si è parlato anche delle opere autostradali previste a sud della città. Si tratta di un tratto relativamente breve (circa 315 metri, di cui 65 in galleria) in zona Stadio – San Giuseppe, ma che avrà ricadute significative sulla viabilità locale e intercomunale con Desio.

Questi interventi fanno parte della realizzazione della Tratta C di Pedemontana, che coinvolge direttamente il territorio seregnese, seppure per un tratto ridotto. La prossimità con il confine con Desio, tuttavia, rende cruciale una valutazione condivisa degli impatti infrastrutturali e ambientali, soprattutto lungo gli assi di collegamento nord-sud.

VIABILITÀ PROVVISORIA: VIA DALLA CHIESA (DESIO)

Immagini tratte dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Per consentire la costruzione della galleria artificiale senza interrompere la circolazione, verrà realizzata una deviazione provvisoria comprensiva di percorso ciclopedonale. Il tracciato temporaneo sarà servito da due rotatorie, garantendo così la continuità viaria durante tutte le fasi del cantiere.

Tempistiche previste:

  • Fase 1 (in corso): apertura deviazione provvisoria entro settembre 2025
  • Fase 2: avvio lavori su nuova configurazione a marzo 2027, apertura a luglio 2027
  • Ripristino della viabilità definitiva: entro aprile 2028

PASSAGGIO A LIVELLO DI VIA SAN GIUSEPPE: DISMISSIONE DEFINITIVA


Il passaggio a livello di via San Giuseppe sarà dismesso definitivamente al termine dei lavori. Durante le varie fasi di cantiere sarà garantita viabilità alternativa tramite lo svincolo di Seregno Sud, che verrà adeguato per accogliere i flussi veicolari.


Programma lavori:

  • Chiusura via San Giuseppe: luglio 2026
  • Riapertura via San Giuseppe + chiusura via Machiavelli: dicembre 2027
  • Riapertura via Machiavelli: settembre 2028

SVINCOLO DI SEREGNO SUD E COLLEGAMENTI LOCALI


Accogliendo le richieste dei Comuni di Seregno e Lissone, è stato confermato il mantenimento dell’attuale uscita sulla SS36.
Questo sarà possibile grazie all’introduzione di una corsia di scambio tra l’ingresso in direzione nord e l’uscita esistente.

Verrà inoltre mantenuta la controstrada tra via Lombardia e via Enrico Mattei, a servizio della viabilità locale.

MITIGAZIONI ACUSTICHE E AMBIENTALI
Lato nord – Comune di Seregno



Lungo il lato nord della trincea e in prossimità degli imbocchi delle gallerie verranno installate barriere antirumore in materiali fonoassorbenti e pannelli in vetro. Le gallerie saranno rivestite internamente con materiali specifici per il contenimento del rumore.

MITIGAZIONI VERDI NEL TRATTO DESIO–SEREGNO


Grande attenzione è stata dichiarata per gli interventi di compensazione ambientale, che prevedono coperture verdi, prati alberati e piantumazioni su più punti del tracciato:

  • Galleria est di via Milano: 7.400 m² di verde con 1.250 piante
  • Trincea profonda (8 metri): 5.500 m² con 11.800 piante (biancospino, rosa canina, crespino, ligustro)
  • Galleria ovest di via San Carlo: 9.000 m² con 70 alberi (aceri, frassini, querce, gelsi)
  • Tratto tra le due rotatorie (via Dalla Chiesa): rifacimento sede stradale e percorsi ciclopedonali, con 8.000 m² di prato arborato e 2.230 piante (carpini, tigli, ciliegi, arbusti autoctoni)

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Nel prossimo approfondimento ci concentreremo sulle modalità di deposito dei materiali di scavo: un aspetto ancora poco discusso, ma centrale per l'impatto reale di quest’opera sul territorio.

mercoledì 23 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno

Il numeroso pubblico

Martedì 22 luglio 2025, si è tenuto nei giardini "Giulio Regeni" della Biblioteca Civica Pozzoli di Seregno un atteso incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale per fare il punto sulla Pedemontana. La partecipazione è stata ampia: cittadini, comitati di quartiere, attivisti contrari all’opera e semplici curiosi hanno affollato lo spazio all’aperto, sedendosi su sedie, panchine e persino sui muretti del parco.

Il Sindaco Alberto Rossi

L’incontro ha visto la presenza del Sindaco Alberto Rossi, dell’assessore all'Urbanistica Giuseppe Borgonovo, dell’ing. Sabatino Fusco (Direttore Generale di Autostrada Pedemontana Lombarda), dell’ing. Andrea Monguzzi (Responsabile Funzione Ingegneria) e del prof. Arturo Lanzani, Presidente del Parco GruBrìa. La serata si è sviluppata tra presentazioni tecniche, domande serrate e momenti di tensione.

Da sinistra: A. Lanzani, G. Borgonovo, A. Monguzzi, S. Fusco

In questo primo approfondimento ci occupiamo esclusivamente della cosiddetta “Tangenziale Meda-Seregno”, una delle opere più discusse e controverse tra quelle collegate alla realizzazione della Pedemontana. Si tratta di un’infrastruttura viaria pensata per alleggerire il traffico urbano di Meda, ma che incide direttamente sul territorio di Seregno, in particolare in zona Ceredo e nel Parco del Meredo.

Nei prossimi post ci concentreremo invece su altri aspetti emersi durante la serata pubblica del 22 luglio a Seregno:

  • le opere principali di Pedemontana vera e propria nel tratto al confine sud della città (leggi qui);
  • le criticità e gli impatti legati al deposito delle terre di scavo, che coinvolgeranno per anni diverse zone della Brianza (leggi qui).

La nuova soluzione progettuale: cosa prevede la tangenziale

 

Immagini tratte dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Nel corso della serata, l’ing. Andrea Monguzzi ha illustrato la nuova soluzione progettuale per la tangenziale Meda sud, con l’obiettivo dichiarato di ridurne l’impatto ambientale e visivo:

  • eliminazione della rotatoria originariamente prevista all’intersezione con via Po, sostituita da un raccordo circolare meno invasivo;
  • mitigazioni ambientali su 12.000 mq, attraverso nuove piantumazioni in aree limitrofe (già a verde);
  • sottopasso ciclopedonale per il collegamento con il quartiere Polo di Meda;
  • leggera modifica del tracciato per allontanare l’opera dai punti più sensibili del Parco GruBrìa.


Tutto ciò per un’infrastruttura che occuperà 10.800 mq di suolo, pari allo 0,25% dell’area del Parco presente sul territorio comunale di Seregno. Numeri che sono stati utilizzati per ridimensionare l’impatto dell’opera, ma che non raccontano tutta la verità.

Oltre alla eliminazione della rotatoria, il Comune di Seregno ha proposto ulteriori interventi di forestazione e mitigazione, che potranno essere finanziati attingendo agli importi versati da APL per la trasformazione dei boschi esistenti necessaria alla realizzazione delle Tratte B2 e C.
 

Gli interventi proposti includono

 


  • Nuovi interventi di miglioramento forestale per circa 1 ettaro, a completamento di quelli già realizzati dal Parco GruBrìa;


  • Riqualificazione del Parco 2 Giugno alla Porada, con il completamento del percorso ciclopedonale esistente e la creazione di un’area boscata di circa 5.000 mq, a mascheramento dell'area industriale adiacente nel comune di Meda;
  • Connessione verde tra i quartieri Sant'Ambrogio e San Giuseppe.

L’impatto ambientale: dati fuorvianti e domande aperte

Al di là dei numeri, emergono dubbi concreti:

  • Il paragone tra area occupata (tangenziale) e area mitigata (già verde) è improprio: non si compensa suolo perso, si aggiungono piantumazioni dove già esiste un ecosistema verde.
  • Alcune delle aree di mitigazione saranno realizzate in territorio di Meda: entreranno formalmente nel Parco GruBrìa? Meda aderirà al PLIS? A chi spetterà la manutenzione?
  • L’effettivo beneficio estetico di un rilevato stradale che “nasconde” un capannone appare come una giustificazione fragile a un’opera viaria impattante.

Cantieri anticipati, scarsa condivisione

Come avevamo già segnalato su questo blog, la tangenziale è già entrata in fase preliminare di cantiere, in anticipo rispetto all’opera principale (Pedemontana). Una decisione che, come ha ammesso lo stesso Sindaco Rossi durante l’introduzione, ha colto di sorpresa il Comune di Seregno, che si è ritrovato a rincorrere con proposte di viabilità compensativa, come le opere di moderazione del traffico su via Cadore, col rischio di peggiorare la situazione su via Wagner.


"... è stata concordata la realizzazione anticipata della Tangenziale di Meda..."

L’avvio anticipato dei lavori – definito "concordato" in una slide dell’ing. Monguzzi – lascia aperta la domanda su con chi sia stato realmente concordato, visto quanto dichiarato dal Sindaco Rossi. Il caso evidenzia un grave deficit di coordinamento istituzionale tra Pedemontana, Comuni e altri soggetti coinvolti.

Traffico e quartieri residenziali: il nodo non affrontato

Il tema più critico – e al tempo stesso più ignorato della serata – è stato l’impatto del traffico generato e indotto nei quartieri residenziali di Seregno, in particolare:

  • Ceredo, dove via Cadore potrebbe attirare nuovo traffico da e per la tangenziale;
  • Santa Valeria, via Wagner e via Saronno, potenziali nuove valvole di sfogo per i flussi veicolari in ingresso e uscita.

P.U.T. Seregno. Le opere di mitigazione previste su Via Cadore

L’assessore Borgonovo ha spiegato che il PUT (Piano Urbano del Traffico) prevede interventi di moderazione su via Cadore, e che il traffico pesante sarà deviato su via Einaudi. Ma alla domanda su come evitare che questo traffico finisca su via Wagner, già oggi congestionata, non è seguita alcuna risposta concreta.

P.U.T. Seregno. Via Cadore, dove sbarcherà la tangenziale, e via Wagner, dove verrà dirottato il traffico, hanno un tasso di incidentalità tra i più alti di Seregno


Questo silenzio è indicativo: non esiste una visione complessiva del traffico urbano, né un piano credibile di gestione dei flussi viari secondari, spesso più impattanti delle autostrade stesse per chi vive in città. 

 

Rassegna stampa: