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lunedì 3 luglio 2023

Meda: i gheppi ringraziano il WWF


Gianni Del Pero, presidente delegato del WWF Lombardia ha diffuso in questi giorni la bella notizia riguardante riguardante un gheppio salvato lo scorso anno: "Mi piace pensare che il WWF Insubria sia stato spacciatore di Biodiversità: il 28 giugno 2022 abbiamo salvato un Gheppio stordito da un temporale e oggi a duecento metri da dove lo abbiamo rilasciato una bella famiglia 2+4 splendidi Gheppi!"

 



 

domenica 25 luglio 2021

Gheppi e civette liberati sul Barro

Gheppio (Falco tinnunculus) - Foto di Stefania Berna

WWF Lecco, in collaborazione con il CRAS Valpredina, rilascia tre gheppi e quattro civette nell’area protetta del Monte Barro.

 

Da anni WWF Lecco collabora con il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Valpredina, una struttura realizzata dal WWF Italia che ha lo scopo di recuperare animali selvatici feriti o in difficoltà per curarli e rimetterli in libertà, svolgendo questo servizio in convenzione con Regione Lombardia e con bacino di utenza le provincie di Brescia, Bergamo e Lecco.

Nel corso della giornata di sabato, WWF Lecco ha provveduto al trasporto da Valpredina di tre esemplari di gheppio e quattro giovani civette, curati dai veterinari del CRAS e pronti alla reintroduzione in natura. La liberazione è avvenuta nell’area protetta del Parco regionale del Monte Barro, nella zona di San Michele.


Liberazione di un gheppio (Falco tinnunculus) - Foto di Stefania Berna

Il gheppio (Falco tinnunculus) è un piccolo rapace diurno, della dimensione di un piccione, che predilige ambienti aperti, praterie, boschi, ma che spesso nidifica anche in città. È un eccellente cacciatore, in particolare di piccoli passeriformi, lucertole, piccoli serpenti, e micromammiferi. Spesso lo si vede in attesa di prede sopra tralicci, cavi dell’alta tensione, o sui rami sporgenti lungo strade o sentieri. È caratteristica la sua capacità di restare quasi immobile in volo in un punto, sbattendo rapidamente le ali e osservando il suolo in cerca di prede, assumendo una forma conosciuta come “spirito santo”. È l’unico rapace nelle nostre regioni con questa capacità, che ne permette l’identificazione certa anche da molto lontano.


Civetta (Athene noctua) - Foto di Stefania Berna

La civetta (Athene noctua) è anch’esso un piccolo rapace, ma con abitudini prevalentemente notturne. È lunga poco più di 20 cm, con un’apertura alare di 60cm e un peso che oscilla tra i 100 e i 200 grammi. Anche la civetta si ciba di piccoli roditori, rettili e grossi insetti, cacciando solitamente le sue prede al suolo partendo da un posatoio. Nidifica in cavità come vecchi alberi o nicchie nei muri.


Liberazione di una civetta (Athene noctua) - Foto di Stefania Berna

L’area protetta del Monte Barro, con boschi maturi e cascinali, spazi aperti e zone ad agricoltura mista, è un habitat ideale per queste due specie, che ci si augura possano trovare le condizioni idonee per riprodursi e contribuire alla biodiversità del Parco.


martedì 19 novembre 2013

Grazie al WWF nuove ali solcano i cieli lecchesi

Lo stagno di Prà Pozzetto
Un’intera giornata “spesa” per la natura quella di sabato 16 novembre per gli attivisti del WWF Lecco, impegnati in una serie di attività all’interno dell’area protetta del Parco Regionale del Monte Barro.

Suddivisi in gruppi e coordinati dal vicepresidente dell’Associazione, Raoul Manenti, la mattina è stata dedicata a tre distinte attività:
  • monitoraggio delle casette per insetti posizionate in primavera in quattro diversi punti all’interno dell’area protetta. Il progetto, denominato BarroBugBox, gode del contributo dell’associazione di apicoltura Apilombardia, per favorire la presenza e la diffusione di insetti impollinatori;
  • campionamento dei macroinvertebrati in alcuni ruscelli, nell’ambito del progetto per la tutela del Gambero di fiume;
  • manutenzione naturalistica dello stagno di Prà Pozzetto;
Proprio nell’area di Prà Pozzetto, nel cuore del Parco del Monte Barro, il momento più emozionante della giornata con il rilascio di alcuni rapaci (tra cui una poiana, tre gheppi e uno sparviere), che gli attivisti del WWF Lecco hanno restituito alla vita libera.

Poiana
Gheppio
Sparviere
Erano stati ritrovati feriti, centrati da colpi di fucili da caccia e recuperati con i pallini di piombo conficcati nello sterno, alcuni con lesioni alle zampe o alle ali. Animali protetti dalla legislazione italiana ed europea ma ugualmente vittime di cacciatori senza scrupoli che il più delle volte, dopo averli presi a fucilate, li abbandonano agonizzanti in quanto il rischio di essere sorpresi con un esemplare abbattuto è troppo alto...
Dopo lunghe cure e terapie riabilitative presso il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) dell’Oasi WWF di Valpredina (BG), hanno ripreso il volo dalle pendici del Monte Barro, in una bella giornata autunnale, seguiti dagli sguardi ammirati di numerosi presenti all’evento.

Nel pomeriggio, in un luogo più idoneo nei pressi del lago di Annone, la liberazione di uno splendido gufo di plaude, vittima di avvelenamento e anch’esso recuperato al volo dalle cure dei veterinari del CRAS WWF.

Gufo di palude


A seguire il Consiglio Direttivo dell’Associazione e gli attivisti si sono riuniti per una prima programmazione delle attività 2014. Tante le idee, dai corsi naturalistici al monitoraggio delle specie aliene, dalle tradizionali uscite alla ricerca della salamandra nera al progetto di un giardino per farfalle, alle possibili sinergie con aziende agricole e produttori locali per la promozione di cibi a kilometro zero... oltre alla quotidiana attenzione per la tutela del territorio lecchese e della sua naturalità.

“Le idee non ci mancano –dice il presidente Lello Bonelli- la loro possibile realizzazione dipenderà poi da tempo, risorse, e soprattutto dalle persone che ci vorranno dare una mano a concretizzarle. Ma giornate di impegno come quella di oggi e la presenza di tanti attivisti e persone che per la prima volta sono venute a conoscerci sono un segnale positivo per la continuità e la crescita dell’Associazione.”

Intanto nuove ali solcano i cieli lecchesi, segno concreto dell’impegno del WWF sul territorio.