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venerdì 27 giugno 2025

Pedemontana, polveri e scavi: a Lissone la qualità dell’aria è fuori dal Comune


Si è acceso il dibattito ieri sera in Consiglio comunale a Lissone sulla mozione presentata dal Comitato Difesa Territorio, sostenuta da Vivi Lissone, Listone e Partito Democratico, per chiedere l’installazione di una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria in zona Santa Margherita, tra scuole, asilo e oratorio.

La richiesta nasce dalla preoccupazione legata al futuro trasporto, movimentazione e stoccaggio di terre provenienti dagli scavi della Pedemontana, destinati a occupare aree sempre più estese lungo via Edison, ben oltre quelle già esistenti vicino alla scuola Rodari.


La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: cosa respireremo quando questi lavori prenderanno il via, giorno e notte?

La maggioranza che guida il Comune ha però risposto che non servono nuove centraline, perché “gli strumenti di monitoraggio esistono già” e i dati possono essere scaricati dal sito di Pedemontana.

Peccato, osservano i proponenti, che le centraline esistenti si trovino a Monza, Vimercate, Lesmo e Cesano, dunque non forniscono dati specifici sul territorio lissonese, quello che sarà direttamente interessato dalle attività legate agli scavi.

In più, chi consulta il sito https://www.sit.pedemontana.com/ non trova dati relativi alle polveri sottili (PM10), ma soltanto informazioni su rumore e vibrazioni.


La mozione, dunque, è stata respinta, lasciando il timore che Lissone dovrà fare affidamento su rilevazioni non locali per capire la qualità dell’aria nei prossimi mesi e anni.

Per ora, chi vuole sapere se l’aria a Lissone è pulita, dovrà guardare i dati… degli altri Comuni.

 

Aggiornamento / Riceviamo e pubblichiamo

a cura di Giacomo Mosca
 
Un consiglio comunale importante quello di ieri a Lissone. Cosa è emerso? 

🔴 La qualità dell'aria a #santamargherita e a #bareggia è a rischio per le attività dei cantieri di pedemontana 

🔵 Ad oggi non esiste un monitoraggio della qualità dell'aria nelle zone di cantiere 

🟢 Nonostante ciò l' Amministrazione comunale ha rifiutato la nostra proposta di richiedere un'immediata installazione di centraline per il controllo della qualità dell'aria nelle vie circostanti il cantiere 

Perché si rifiutano di fare un qualcosa che sarebbe di semplice buon senso❓

Per disinteresse? Per incapacità? Perché la proposta è arrivata dal nostro Comitato che da sempre è in prima linea per il no a pedemontana ? 

Ognuno dia la sua risposta. Nel frattempo nessuno conosce se l'aria che respiriamo è nei limiti di legge.

Qui il video del consigliere comunale Luca De Vincentis che racconta il consiglio comunale di ieri.
 

venerdì 16 agosto 2024

Qualità dell'aria a Cantù: Fridays For Future chiede chiarezza

Lo stabilimento Novabit di Cantù. Fonte immagine: sito dell'azienda

Il gruppo Fridays For Future di Cantù lancia un appello all'amministrazione comunale e alla sindaca Alice Galbiati, chiedendo trasparenza sui risultati della campagna ambientale condotta dall'Arpa nel 2021 in relazione alla Novabit, un'azienda di via Giovanni da Cermenate specializzata nella produzione di conglomerati bituminosi. L'iniziativa nasce dalle preoccupazioni espresse dai residenti delle vie Rencati e Stoppani, che da tempo lamentano una pessima qualità dell'aria e la presenza di miasmi olfattivi provenienti dall'azienda.

Secondo quanto riferito da Matteo Aiani, rappresentante del gruppo Fridays For Future Cantù, il comune ha avviato un'indagine nel 2021 per monitorare la situazione, ma nonostante le richieste di accesso ai dati da parte dei cittadini, i risultati dell'indagine non sono ancora stati resi pubblici. "Conoscere la reale portata di un problema è il primo passo per affrontarlo," afferma Aiani, sottolineando l'importanza per i cittadini di sapere cosa respirano ogni giorno.

Il gruppo invita quindi l'amministrazione a rendere disponibili i risultati della campagna M.O.L.F. (Monitoraggio Odori e Loro Fonti) condotta sul territorio comunale, in modo da garantire la tutela della salute pubblica e rispondere alle legittime preoccupazioni della comunità.

L'appello sottolinea come la trasparenza e la condivisione delle informazioni siano elementi fondamentali per affrontare i problemi ambientali in modo efficace e responsabile. I cittadini di Cantù attendono ora una risposta da parte delle autorità, nella speranza che la questione venga trattata con la dovuta attenzione e urgenza.

 

La lettera dell'ARPA che invita Matteo Ajani del gruppo Fridays For Future a rivolgersi all'Amministrazione Comunale

venerdì 13 novembre 2020

Smog a Como e provincia: servono provvedimenti per disinquinare l'aria!

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

È ancora allarme polveri sottili nell’aria. E ancora una volta le Istituzioni, Governo, Regioni e Comuni, non fanno nulla!
Ieri a Como la centralina ARPA ha misurato ben 74 microgrammi/mc di PM10 - pertanto ben oltre il limite di legge di 50 microgrammi -, e addirittura 60 del più pericoloso PM 2,5, con un indice di qualità dell’aria definito “Molto scarso” (sempre ieri il PM 10 a Erba era a 71, a Cantù 69).

Il problema è generalizzato su tutta la Pianura Padana, ma questo non può essere una scusante per le Istituzioni che, ancora una volta, non si muovono. Al contrario Regione Lombardia nelle scorse settimane ha prorogato fino a inizio 2021 la deroga alla circolazione dei diesel euro 4 (!), andando quindi contro qualsiasi logica.


Altrettanto grave l’impasse istituzionale a livello nazionale. Proprio a inizio mese la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per aver “sistematicamente e persistentemente” violato le norme sull’inquinamento atmosferico, proprio per le polveri sottili! Una situazione che va avanti da decenni! (Cliccare qui). Ovvero lo Stato italiano, coi vari Ministri dell’Ambiente che si sono succeduti, non ha fatto abbastanza (oseremmo dire che hanno fatto poco o nulla) per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria nella parti più inquinate del Paese, che sono anzitutto la Lombardia e la Pianura Padana.


Secondo noi le Istituzioni, Regione in testa e poi i Comuni del territorio, devono da subito mettere in campo provvedimenti seri e duraturi per disinquinare l’aria. È giusto che - in questa difficile fase che stiamo vivendo - la priorità di azione debba essere dedicata all’allarme virus, ma anche la questione smog è un problema di ordine sanitario, che rischia di interessare la parte più debole della popolazione, ovvero gli anziani e chi soffre di patologie respiratorie.
 
Per questo il nostro, ennesimo, appello alle Istituzioni: si prendano provvedimenti per limitare il traffico nei centri urbani, riscaldamenti a meno di 19°C per gli edifici pubblici e privati. Ma soprattutto chiediamo di ripensare l’intera mobilità nelle città. E poi incentivare l'uso di fonti energetiche pulite, passando dai combustibili fossili alle rinnovabili: fotovoltaico e solare termico, pompe di calore, ecc.. Solo così si riuscirà a migliorare la qualità dell'aria del nostro territorio.

lunedì 28 novembre 2011

Che aria tira a Milano?

di Enrico Fedrighini, Verdi Milano e Portavoce Comitato Referendum MilanoSiMuove

La lotta allo smog e al traffico rappresentava, per la nuova Amministrazione Milanese, un banco di prova decisivo per mostrare consistenza, competenza, coraggio e capacità di passare dagli slogan dei manifesti elettorali (“l’aria sarà piu’ pulita”…) alle scelte concrete.

Nessuna persona ragionevole e in buona fede poteva pretendere che la nuova Amministrazione risolvesse in pochi mesi quello che, nei precedenti 20 anni, varie amministrazioni di centrodestra non erano riuscite a fare per incapacità e improvvisazione. Nessuno chiedeva miracoli. Semplicemente, ci si aspettava dal nuovo governo cittadino – agevolato dal risultato straordinario dei cinque referendum sull’ambiente urbano – un  cambio di metodo e di sostanza rispetto agli anni dell’incapacità e dell’improvvisazione davanti alla rituale “emergenza smog”. Facendo quello che da un normale amministratore locale ci si aspetterebbe: elaborare un piano d’azione, con un programma di interventi articolati nel breve, medio e lungo periodo; predisporre in anticipo un pacchetto di misure strutturali aggiuntive da attivare nella stagione critica, che arriva ogni anno (ottobre-marzo); coinvolgere la cittadinanza, recapitando a ogni abitante una comunicazione per spiegare le misure previste e la necessità di scelte anche impopolari per tutelare la salute collettiva. Nessuna improvvisazione, nessuna sorpresa: “siano in una situazione critica, questa è la strada intrapresa per migliorare le cose”.

Pianificare e attuare gli interventi avendo individuato le risorse disponibili e  una gerarchia di priorità: da chi viene pagato col denaro dei cittadini per governare ci si aspetterebbe questo, niente di più e niente di meno.

E’ stata invece scelta, a questo punto non so da chi, una strada diversa: la navigazione a vista. Maledettamente complicata perché presuppone un grande timoniere e una bussola funzionante. E’ stata rimessa in vigore l’inefficace ordinanza antismog della giunta Moratti, con qualche cambiamento di facciata. E’ stato aumentato (secondo me inevitabilmente e correttamente) il costo del biglietto ATM ma (questo è il vero problema) senza contestualmente indicare un piano di investimento delle risorse per il potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Si è rinunciato a rafforzare subito Ecopass, rimandando a gennaio l’introduzione della congestion charge (esclusivamente grazie al risultato dei referendum, questo ormai è chiaro anche ai sassi) con però due sostanziali modifiche peggiorative: da un lato si penalizzano i milanesi residenti in centro, dall’altro si agevolano i veicoli commerciali (furgoni e camion) senza limiti né regolamentazione di orari.

“Lo smog è un problema sanitario” annuncia il sindaco Pisapia: scoperta interessante, ma allora perché a trattare su Ecopass manda l’assessore al Commercio, anzichè quello alla Salute? Si introduce il “bus by night” nel week end, mentre il “bus by day” in periferia assume sempre più le sembianze di carro-bestiame. Intanto lo smog sale, la danza della pioggia non funziona. Si annuncia il blocco del traffico in centro, per tutelare la salute dei milanesi: finalmente, bravo sindaco, bravo assessore! Come non detto, blocco revocato... Quale è la misura meno efficace per ridurre traffico e smog, in base dei dati in possesso dell’Agenzia Mobilità e Territorio? Le targhe alterne: l’elevatissimo tasso di motorizzazione nell’area metropolitana ne vanifica ogni effetto (l’ultima volta che sono state introdotte, l’aria è addirittura peggiorata). Quale misura si pensa di attivare in sostituzione del blocco del traffico? Le targhe alterne.

In vista del blocco del traffico (poi saltato) ATM aggiorna l’Amministrazione comunale sulla situazione: “Tutti i mezzi sono già operativi, il servizio urbano può essere potenziato al massimo con 6 autobus in più nelle ore di punta (in tutta Milano) e qualche treno di metropolitana in più negli orari di morbida, stop”. In quali condizioni di servizio di trasporto pubblico si pensa di attivare a gennaio 2012 la congestion charge?

Regione e Provincia, come avviene da anni, parlano criticano e annunciano senza fare nulla. Nessuno si aspetta qualcosa da loro: le parole non risolvono i problemi.

Ma dal nostro sindaco si, ci aspettiamo molto: perché lo abbiamo votato per cambiare Milano, e perché spetta a lui tutelare la salute dei cittadini, trasformando gli impegni presi in azioni conseguenti.

Questa spinta verso il cambiamento ha bisogno di scelte coraggiose e di persone competenti in grado di guidarle. Non ha bisogno di pasticci, tentennamenti, annunci e improvvisate marce indietro.

Perché è un cambiamento che può avvenire solo se i cittadini collaborano e si sentono partecipi di un grande progetto di interesse comune.
E i cittadini partecipano e accettano anche scelte difficili e impopolari se sono perseguite in modo serio e chiaro. Non accettano le prese per i fondelli.
Dobbiamo ragionare, tutti insieme, su cosa fare per fare arrivare nel palazzo la voce del popolo inquinato.
Prima che sia troppo tardi.

Immagine tratta dal web.

venerdì 21 gennaio 2011

L'aria di Seveso

La settimana scorsa è iniziata a Seveso la campagna di monitoraggio dell´inquinamento atmosferico. La campagna è curata direttamente dall´Agenzia Regionale per la Protezione dell´Ambiente (Arpa) e durerà un mese.
Ai controlli canonici previsti dalla campagna, l´Ammministrazione Comunale  ha chiesto un ulteriore approfondimento per gli  Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e per le polveri sottili Pm10. Oltre alla stazione di rilevamento  di piazza Confalonieri  il monitoraggio delle polveri sottili Pm10 interesserà altre tre zone della città e comprenderà la via Vignazzola, il Corso Isonzo (ingresso superstrada Milano-Meda)  e l´Altopiano in prossimità del Bosco del Biulè. Questa ultima postazione è stata scelta su indicazione di Arpa proprio per confrontare i dati raccolti in situazioni di traffico intense (centro città, c.so Isonzo, via Vignazzola) con una a bassa densità veicolare al fine di creare uno scenario per l´intera Città. I dati saranno poi rielaborati e confrontati con le postazioni fisse di Arpa (la più vicina è a Meda) e saranno resi pubblici sia sul sito di Arpa che attraverso l´Ufficio Ecologia del Comune.

Durante il mese di rilevazione i tecnici di Arpa saranno a Seveso almeno due volte alla settimana. Chi fosse interessato a conoscere come funziona il laboratorio mobile e come vengono raccolti i dati può contattare l´Ufficio Ecologia al numero 0362517214 (ecologia@comune.seveso.mb.it). 

Fonte: www.comune.seveso.mi.it

domenica 2 gennaio 2011

PM10: nel 2010 smog record a Monza

Monza batte tutti i capoluoghi lombardi quanto a giornate di superamento della soglia di 50 microgrammi/mc per le polveri sottili nel corso del 2010: 92 le giornate irrespirabili nel capoluogo brianzolo, contro le 35 tollerate stando ai parametri europei. Dopo di lei Brescia (89 giornate) e Milano (87). Quest'ultima è 'fuori', sia pur di poco, anche per l'altro parametro relativo alle polveri: quello della concentrazione media annua, che per la centralina di via Senato ha fatto segnare una media, calcolata su tutti i giorni di corretto funzionamento delle centraline, pari a 40,6 microgrammi/mc, contro un valore tollerato di 40. A Monza la media si ferma poco sotto, a 40,4, mentre Brescia è sotto per un pelo, a 39 microgrammi/mc. Degli altri capoluoghi, vanno male Mantova, Bergamo e Lodi quanto a giornate di superamento, superiori alle 70, un po' meglio Pavia, mentre un'aria migliore è quella che soffia ai piedi delle Prealpi, a Varese, Como e Lecco, con valori medi accettabili e un numero di superamenti contenuto, sebbene superiore al valore tollerato. Decisamente migliore la situazione a Sondrio, città che nel 2010 ha respirato un'aria abbastanza buona, con una concentrazione media di polveri pari a 25,1 microgrammi/mc, superando solo 31 volte il valore di 50, nonostante la grande diffusione di stufe e caminetti a legna nel fondovalle valtellinese: dopo il traffico, sono questi i maggiori accusati come fonte di inquinamento da polveri sottili. Non si classifica Cremona, città in cui le centraline ARPA sono da tempo fuori servizio.

 I dati del 2010: media annua e numero di giorni di superamento del limite 
dei 50 microgrammi/mc, in verde i valori al di sotto dei limiti tollerati.
Fonte: elaborazione Legambiente Lombardia su dati ARPA

 Siamo fuori legge anche quest'anno, dunque, anche se con valori decisamente più bassi degli anni trascorsi. E' il caso di essere ottimisti, dunque, e di sperare che nel 2011 ci metteremo in regola con i parametri europei? Purtroppo no. In parte, è vero, il risultato fa parte di una tendenza positiva che dura da anni, ma il 2010 è stato un anno anomalo dal punto di vista climatico: tutti i mesi dell'anno infatti sono stati caratterizzati da precipitazioni abbondanti e frequenti, con una piovosità molto più alta della media e il frequente ingresso nel catino padano di perturbazioni capaci di rimescolare l'aria e diluire gli inquinanti. Non è quindi davvero il caso di fare previsioni sul futuro basandosi sui risultati del 2010. Dovremo convivere ancora a lungo con l'inquinamento delle città, visto che le politiche antismog restano sulla carta, poco o per nulla applicate e fatte rispettare.

"La progressiva e lenta diminuzione dell'inquinamento da polveri sottili che si registra è dovuta ai minor inquinamento delle automobili e dei camion nuovi piuttosto che alle politiche introdotte dalla Regione Lombardia e dalle singole amministrazioni comunali – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - Le politiche regionali più incisive, infatti, sono state sostanzialmente boicottate dai comuni e dalle categorie economiche coinvolte. Due esempi tra i tanti: i comuni che hanno effettuato controlli e corrisposto multe per i veicoli diesel euro 0, euro 1 e euro 2 che nonostante i divieti continuano a circolare sono stati solo 2 in tutta la Provincia di Milano. Il programma di applicazione di filtri anti particolato per i camion più vecchi ha avuto decine di migliaia di "prenotazioni" degli incentivi regionali ma solo alcune migliaia di applicazioni (stimiano non più di 5 mila su 150.000 camion ultra inquinanti in circolazione). E' comprensibile quindi che non si riesca a rientrare nei limiti di qualità dell'aria previsti dalla Direttiva Europea e che, di conseguenza, l'Europa ci faccia pagare una salata multa. Una multa, purtroppo, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse: inquinati prima e tartassati dopo!"

La situazione è destinata a migliorare molto poco anche per i previsti aumenti di traffico, visto che la Regione sta programmando e mettendo in cantiere il raddoppio della rete autostradale lombarda: dalla Broni-Mortara alla Brebemi, dalla Pedemontana alla TEM e alla Cremona-Mantova, è chiaro a tutti dove verranno investite le risorse nel prossimo decennio: non certo nel potenziamento e nell'estensione del trasporto pubblico e della logistica ferroviaria delle merci! Gli aumenti di traffico stradale sulle nuove autostrade potrebbero addirittura vanificare i benefici che in questi anni sono avvenuti grazie alla sostituzione del parco circolante di auto e TIR.

“Quello che chiediamo, in primo luogo all'Assessore regionale Cattaneo, è di dotare la Lombardia di un programma di potenziamento del trasporto pubblico di ambizioni europee – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – in questo momento ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade: ma è davvero questa la priorità per la nostra regione? Noi diciamo di no: nel confronto con le altre regioni europee, la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primis ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni!'

Da ieri ricomincia il conto dei giorni di superamento nel nuovo anno. Se dovessimo misurare gli auspici in base alle misure delle centraline, il 2011 si preannuncia pessimo. Secondo ARPA a Milano si è raggiunto il valore record (mai raggiunto in tutto il 2010) di 157 microgrammi/mc, a Monza 152, a Bergamo 108, 118 a Lodi e 106 a Mantova. L'effetto dei botti di fine anno si è dunque sommato all'inquinamento da traffico, visto che da giorni a Milano si misurano valori a tre cifre per le polveri.

Leggi anche i comunicati del Comitato Fuori dal Pantano e del Comitato San Fruttuoso cliccando qui.

La fotografia ripresa dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog. Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.

domenica 31 gennaio 2010

30 secondi per eliminare 1148 tonnellate di diossido di carbonio

Fotografia del satellite europeo ENVISAT che colora le aree geografiche in funzione della concentrazione di NOx

Uno studio dell'ufficio della protezione dell'aria del Canton Ticino sulle emissioni inquinanti dovute al traffico sull’autostrada A2 tra Chiasso e Mendrisio ha verificato che un allungamento dei tempi di percorrenza di 30 secondi è il prezzo da pagare per ottenere un risparmio di 1148 tonnellate di diossido di carbonio (CO2), 114 tonnellate di monossido di carbonio (CO) e 9.4 tonnellate di ossidi di azoto (NOx) all’anno.
Dallo studio risulta, inoltre, che con 30 secondi di aumento dei tempi di percorrenza si ottiene – a livello di NOx – un terzo di quanto si otterrebbe con ingenti spese a livello di impianti di riscaldamento munendo tutti gli impianti della tecnologia LowNOx.
Nel grafico: differenze in % tra le emissioni a 120 e 100 km/h


Fonte: Divisione dell'Ambiente - Ufficio della Protezione dell'Aria - Cantone Ticino

venerdì 29 gennaio 2010

22 giorni di polveri sottili in Brianza Centrale

La fotografia dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog.
Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.



Andamento inquinamento PM10 (Rilevatore ARPA di Meda)
Periodo: dal 01/01/2010 al 28/01/2010
Valori espressi in µg/m³
Valore limite: 50 µg/m³

Data

PM10


01/01/2010

134

02/01/2010

22

03/01/2010

56

04/01/2010

45

05/01/2010

60

06/01/2010

75

07/01/2010

69

08/01/2010

14

09/01/2010

22

10/01/2010

28

11/01/2010

75

12/01/2010

108

13/01/2010

37

14/01/2010

52

15/01/2010

61

16/01/2010

72

17/01/2010

68

18/01/2010

76

19/01/2010

113

20/01/2010

122

21/01/2010

94

22/01/2010

66

23/01/2010

54

24/01/2010

57

25/01/2010

63

26/01/2010

73

27/01/2010

80

28/01/2010

69




Chiedi al tuo comune di attuare delle misure durature per ridurre le emissioni di polveri sottili. Ecco alcuni esempi:
  • Limite di velocità a 30 nell'area d'insediamento (urbano)
  • Priorità per i mezzi pubblici
  • Incentivazione del traffico lento (pedoni, biciclette)
  • Divieto totale di accendere fuochi all‘aperto
  • Incentivazione del pedibus
  • Riduzione emissioni parco autoveicoli enti pubblici