sabato 1 agosto 2026
La Delegazione FAI di Como aderisce al Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo"
La Delegazione FAI di Como ha aderito ufficialmente al Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", condividendone l'appello a tutela della montagna del Triangolo Lariano. Con questo ingresso, il Coordinamento raggiunge quota 40 associazioni aderenti, rafforzando ulteriormente la rete di realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del Monte San Primo.
L'adesione nasce dalla piena sintonia con la missione del FAI, che da oltre quarant'anni opera per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, in coerenza con l'articolo 9 della Costituzione. Tra le sue attività rientrano anche iniziative di sensibilizzazione sui temi ambientali, come la campagna #FAIperilClima, dedicata alla crisi climatica, una delle principali sfide del nostro tempo.
Proprio alla luce dei cambiamenti climatici in corso e delle evidenze scientifiche disponibili, il FAI ritiene opportuno riconsiderare alcuni interventi previsti dal progetto "Oltre Lario" per il Monte San Primo, affinché le risorse pubbliche siano orientate verso azioni di tutela, conservazione e valorizzazione del territorio, capaci di promuovere una fruizione sostenibile dell'area.
In particolare, desta perplessità la scelta di destinare parte dei finanziamenti alla riqualificazione e al ripristino delle piste da sci denominate "Baby Pianone" e "Baby Park". La loro collocazione altimetrica, infatti, non appare più idonea a garantire una pratica sciistica sostenibile né a giustificare la realizzazione o il mantenimento di impianti di innevamento artificiale, considerati gli effetti ormai evidenti del cambiamento climatico.
Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" accoglie con grande soddisfazione l'adesione della Delegazione FAI di Como, che rappresenta un importante riconoscimento della necessità di tutelare uno dei luoghi simbolo del Triangolo Lariano attraverso un modello di sviluppo rispettoso dell'ambiente e del paesaggio.
Nell'ambito di questa collaborazione, il Coordinamento intende inoltre promuovere la candidatura del compendio del Monte San Primo al censimento dei "Luoghi del Cuore" del FAI, il più importante programma nazionale di partecipazione civica dedicato alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. L'obiettivo è coinvolgere cittadini e istituzioni in un percorso condiviso di salvaguardia e valorizzazione di un territorio di straordinario valore naturalistico.
Delegazione FAI di Como
Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo"
venerdì 27 febbraio 2026
SOS Rospi sul Lago di Como: servono volontari per salvare la colonia di Bufo bufo
Da oltre 25 anni, ogni primavera, un gruppo di volontari e volontarie si mobilita per salvare una delle più numerose colonie di rospo comune (Bufo bufo) della Lombardia. Oggi però questa lunga storia di tutela rischia di interrompersi: mancano volontari, e la colonia è in serio pericolo.
L’appello arriva dal territorio del Lago di Como, in particolare dal comune di Lezzeno, nelle località Cavagnola e Crotto del Misto, dove ogni anno si svolge l’ormai storica Operazione Bufo Bufo.
Il rospo comune (Bufo bufo) è un anfibio anuro (senza coda) fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, ma sempre più minacciato da cambiamenti climatici, frammentazione degli habitat e traffico stradale.
Tra fine marzo e inizio maggio, con l’aumento delle temperature, i rospi si risvegliano dal letargo invernale e scendono dai boschi verso il lago per la deposizione delle uova. Durante questo tragitto sono però costretti ad attraversare strade molto trafficate, dove rischiano di essere schiacciati dalle auto. In poche settimane, intere colonie possono scomparire.
I volontari, organizzati in turni serali e notturni, raccolgono i rospi trovati sulla carreggiata o lungo le barriere, li mettono in secchi e li rilasciano in sicurezza sul lato corretto della strada, permettendo loro di raggiungere l’area riproduttiva.
Un gesto semplice ma decisivo: il salvataggio di Bufo bufo non è solo un atto di tutela della biodiversità, ma anche un investimento nella salute dell’ecosistema di cui facciamo parte.
Cosa serve per partecipare
Non è richiesta alcuna competenza specifica, solo attenzione e disponibilità. Il kit consigliato comprende:
- gilet catarifrangente
- secchio
- torcia potente
- guanti in lattice
- scarpe comode (meglio antipioggia)
- k-way o giacca impermeabile
- smartphone
Un appello urgente
Quest’anno il gruppo storico di volontari è ridotto all’osso e il rischio concreto è di dover abbandonare una colonia protetta da oltre due decenni.
Per questo lanciamo un appello a chi vive sul territorio e nei dintorni, ma anche a chi può offrire qualche turno occasionale o semplicemente far girare la notizia.
Come dare una mano
Chi è interessato a partecipare o desidera ricevere maggiori informazioni può scrivere a: wwfinsubria@gmail.com
Aiutare i rospi significa proteggere la biodiversità locale, vivere un’esperienza concreta di cittadinanza attiva e dimostrare che anche piccoli gesti, se condivisi, possono fare una grande differenza.
👉 Diffondiamo l’appello. Il futuro dei rospi del Lago di Como dipende anche da noi. 🐸💚
lunedì 2 febbraio 2026
L’Oasi WWF del Bassone compie 50 anni: un patrimonio naturale ai margini di Como
Cinquant’anni di tutela, biodiversità e volontariato. L’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate festeggia un traguardo importante e lo fa nel giorno simbolo delle zone umide: il 2 febbraio, anniversario della Convenzione internazionale di Ramsar. A raccontare la ricorrenza ai microfoni di Radio Ciao Como è stato Gianni Del Pero, geologo e volontario WWF, collegato direttamente dall’osservatorio dell’oasi.
«Mi trovo sulla torre dell’osservatorio, all’interno del lago grande dell’Oasi WWF del Bassone», ha spiegato Del Pero. «Quest’anno l’oasi compie 50 anni e oggi celebriamo anche il cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ramsar, con cui si è riconosciuto a livello mondiale il ruolo fondamentale delle zone umide per l’ambiente e la biodiversità».
L’Oasi del Bassone è stata formalmente istituita il 13 aprile 1976 grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e WWF Lombardia, diventando una delle prime aree protette di questo tipo sul territorio comasco.
Novanta ettari di ambiente naturale, modellati in 40 mila anni di storia, dove la presenza umana ha lasciato segni minimi. Un patrimonio che oggi ospita una biodiversità straordinaria.
«Al Bassone abbiamo oltre 280 specie animali, prevalentemente uccelli, soprattutto acquatici, ma non solo», ha raccontato Del Pero. «È un luogo che è stato riconosciuto e scelto dalla biodiversità in modo eccezionale: qui gli animali vivono e si riproducono».
Accanto alla fauna, anche la vegetazione è parte integrante dell’equilibrio dell’oasi: boschi e ambienti ripariali, con la presenza caratteristica degli ontani, piante tipiche delle zone umide capaci di crescere a diretto contatto con l’acqua.
Alla domanda sullo stato di salute dell’oasi, la risposta è chiara: «Sta molto bene, a patto che venga conosciuta e rispettata». Da qui l’impegno del WWF, in collaborazione con la Provincia di Como, per realizzare una rete di sentieri che consenta una fruizione responsabile.
«Stiamo creando percorsi che permettano di godere di questo patrimonio senza impattare sull’ambiente e senza disturbare gli animali, perché questa è casa loro», ha sottolineato Del Pero. «È un patrimonio di tutti: di Albate, di Como, della Lombardia e, di fatto, dell’intera collettività».
La giornata di celebrazioni è stata anche un momento di memoria. Durante l’escursione organizzata per l’anniversario, i volontari hanno ricordato Antonio Bossi, storico educatore ambientale del WWF.
«Antonio Bossi ha iniziato qui la sua attività, realizzando i primi pannelli dell’aula natura», ha ricordato Del Pero. «La sua passione e le sue competenze hanno fatto nascere l’amore per il Bassone che ancora oggi ci accompagna».
In suo ricordo sono stati piantati alberi e arbusti all’ingresso dell’oasi, «un segno che resterà per le generazioni future».
Il WWF invita a raggiungere l’area preferibilmente a piedi, anche dalle stazioni delle Ferrovie Nord, oppure lasciando l’auto all’esterno dell’oasi, in zona via Al Piano, nei pressi di Cascina Bengasi. La segnaletica turistica provinciale guida i visitatori fino agli ingressi.
I sentieri interni sono accessibili solo in alcuni periodi dell’anno, in base alle esigenze della fauna, mentre il percorso perimetrale è sempre fruibile.
«Venite a visitare l’Oasi del Bassone», è l’invito finale di Del Pero, «ma fatelo con rispetto. E seguite il WWF: organizzeremo nuove escursioni e occasioni per conoscere questo luogo straordinario».
Un angolo di natura preziosa, a pochi passi dalla città, che da mezzo secolo racconta quanto sia possibile convivere con l’ambiente, se lo si ascolta e lo si tutela.
sabato 18 ottobre 2025
L’autunno del lupo: cammini, letture e scoperte
Il lupo torna protagonista di una serie di eventi che si terranno in diverse località tra fine ottobre e novembre 2025. Grazie alla partecipazione di Vincenzo Perin, guardiaparco e naturalista, il pubblico potrà approfondire la conoscenza di questo affascinante animale attraverso conferenze, letture per bambini e la presentazione del suo libro “Come l’acqua il lupo”.
📅 Venerdì 24 ottobre – Menaggio (CO)
Presso il Centro Olistico JoyEt (Via Nane, 1), alle ore 20.45, si terrà la serata “Lupo: dobbiamo parlare…”. Vincenzo Perin racconterà la presenza del lupo sulle montagne del Lago di Como. L’ingresso è libero, con prenotazione via WhatsApp 329 8788778.
📅 Sabato 25 ottobre – Fino Mornasco (CO)
La Biblioteca Comunale di Fino Mornasco, via Trento 12, organizza “Il lupo in biblioteca”, un pomeriggio dedicato a grandi e piccoli:
- 16.30 – 17.30: letture ad alta voce per bambini
- 17.30: incontro per ragazzi con Vincenzo Perin
- 20.45: La serata proseguirà, in collaborazione con il Club Alpino locale, con un incontro dal titolo “Il lupo sulle montagne del Lago di Como”, un viaggio affascinante alla scoperta del ritorno di questo animale nei nostri territori. L’ingresso è libero.
📅 Giovedì 30 ottobre – Como Alta
Presso Spazio Grillo (via Oltrecolle 143), dalle ore 17 alle 18, si terranno le “Letture Lupesche”, seguite dall’incontro “I lupi nei nostri boschi”, curato da Vincenzo Perin. L’attività è pensata per bambini dai 4 agli 8 anni, con iscrizione obbligatoria entro il 28 ottobre scrivendo a: spazio.grilloparlante.studio@gmail.com
📅 Venerdì 7 novembre – Trezzo sull'Adda (MI)
Alle ore 21.00, presso il nuovo Centro Visite “Oasi le Foppe”, è in programma una serata speciale di presentazione del libro “Come l’acqua il lupo”. Un’occasione per approfondire il ritorno del lupo in Lombardia e discutere temi legati alla convivenza tra uomo e natura. prenotazione obbligatoria: info@oasilefoppe.it (posti limitati)
📅 Venerdì 14 novembre – Cesano Maderno (MB)
Alle ore 20.45, presso il Centro Visite dell'Oasi Lipu, Vincenzo Perin presenterà nuovamente il libro “Come l’acqua il lupo” e racconterà la sua esperienza diretta con questo straordinario animale. Info e prenotazione: oasi.cesanomaderno@lipu.it
📅 Venerdì 21 novembre – Como
Alle ore 20.45, presso la Biblioteca di Como (Piazzetta Venosto Lucati 1), incontro dal titolo “Il lupo sulle montagne del Lago di Como” con Vincenzo Perin. Ingresso libero. Per informazioni mandare un messaggio al n. whatsapp 338 5357025
mercoledì 1 ottobre 2025
Emergenza rischio idrogeologico: bloccare nuove costruzioni
Abbiamo tutti negli occhi le immagini drammatiche di questi giorni: fiumi di fango che travolgono edifici e automobili, frane, strade interrotte, paura e disagi per la popolazione.
Sono ancora in corso interventi dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, del personale di enti pubblici e anche di tanti volontari.
Mentre si inizia a valutare l’entità dei danni e da più parti si chiede di dichiarare lo stato di emergenza, che resta un atto necessario, noi riteniamo imprescindibile prendere atto che non si tratta di fenomeni isolati e che occorre mettere in atto serie ed efficaci misure di prevenzione.
Gli esperti ci dicono che le cause di questi eventi sono molteplici e complesse:
- la vulnerabilità geologica del territorio lariano e la fragilità idrogeologica, documentata da tempo sulle mappe delle zone a rischio di dissesto di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e da innumerevoli valutazioni specialistiche, riprese anche negli strumenti urbanistici comunali;
- la sempre maggior frequenza, intensità e imprevedibilità di eventi meteorologici avversi, sintomi di un cambiamento climatico in atto che non può più essere negato;
- lo stato di abbandono delle aree montane e boschive e la conseguente scarsa manutenzione;
- la cementificazione selvaggia del territorio, con consumo di suolo vergine e permeabile, che non risparmia l’alveo dei torrenti, le fragili zone a fronte lago e i pendii più scoscesi.
Per le cause correlate alla vulnerabilità geologica e ai cambiamenti climatici è necessario e urgente avviare studi e approfondimenti per trovare strategie di mitigazione dei rischi. I risultati, purtroppo, non saranno immediati. Al contrario, per la manutenzione delle aree montane e boschive e per bloccare la cementificazione selvaggia possiamo agire subito!
E se i nostri boschi richiedono un impegno di risorse e progetti adeguati, lo stop al consumo di suolo è solo questione di volontà politica.
Se si vuole davvero prevenire pericoli e danni come quelli della settimana scorsa, è necessario fermare la realizzazione di nuove e impattanti costruzioni sulle sponde del lago e sul territorio lariano, per quanto economicamente appetibili.
Pensiamo, ad esempio, al progetto di un nuovo resort di lusso a Torno, ma non solo.
A fronte di queste evidenze, le parole del sindaco di Torno, intervistato da Espansione TV a proposito di questo progetto, ci sono sembrate totalmente fuori luogo, laddove ha affermato che:
“Un’operazione di questo tipo darebbe alle casse comunali fondi da investire contro il dissesto idrogeologico. Se la convenzione fosse stata già approvata e il progetto fosse in una fase più avanzata, probabilmente il disastro di questi giorni non si sarebbe verificato”.
È assurdo pensare che, per combattere l’impatto e i danni provocati dalla cementificazione, si debba costruire di più, sacrificando altro suolo verde! E questo per avere risorse da destinare a interventi compensativi (a loro volta impattanti).
Speriamo davvero che il sindaco si documenti meglio sui problemi che mettono a rischio il paese e su come affrontarli! Nessuna compensazione ambientale potrà riparare i danni umani, strutturali e naturali di eventi estremi come quelli che ci hanno appena colpito e che con molta probabilità potrebbero colpirci in futuro.
La responsabilità di investire le risorse necessarie per la prevenzione e contro il dissesto idrogeologico è delle istituzioni, non certo di un privato che agisce per il proprio (legittimo) interesse.
Noi chiediamo invece che tutti gli attori istituzionali – Comuni, Provincia e Regione – si assumano impegni concreti, supportati da adeguate risorse economiche, per ridurre i rischi e mettere in sicurezza il territorio, ciascuno per la propria competenza, ma con una regia unica. Non in ordine sparso.
Consapevoli che la prevenzione passa anche attraverso un quadro normativo più rigoroso, che impedisca nuove e impattanti costruzioni sulle sponde del lago, chiediamo alla politica di impegnarsi in questa direzione.
In attesa, però, di regole più stringenti che portino a non cementificare ulteriormente il territorio e le sponde del lago e in attesa di accertamenti sulle reali situazioni di rischio e pericolo, per mettere in atto provvedimenti adeguati, chiediamo che contestualmente allo stato di emergenza si decreti la sospensione temporanea di nuove costruzioni nei comuni che hanno subito frane e inondazioni causate dal maltempo.
Non dimentichiamo che ogni nuova costruzione contribuisce a rendere meno permeabile il suolo e a intaccare un equilibrio che è già sufficientemente precario, come abbiamo avuto conferma in questi giorni drammatici.
- Circolo Legambiente A. Vassallo – Enzo Tiso
- Circolo Ambiente Ilaria Alpi – Roberto Fumagalli
- Italia Nostra, Sezione Como – Darko Pandakovic
- WWF Insubria – WWF Lombardia – Gianni Del Pero
- Associazione Iubilantes odv – Giorgio Costanzo
- Associazione Lario e Ambiente – Consiglio Direttivo
- La NaturaW onlus – Giorgio Gatti
- Associazione La Nostra Valle aps – Alessandro Zangrandi
- Gruppo Naturalistico della Brianza – Roberto Cerati
NOTA
Sul progetto di Torno, il Comune ha da poco pubblicato sul sito SIVAS di Regione Lombardia le osservazioni espresse da enti pubblici e associazioni nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica. Si tratta di osservazioni e pareri in gran parte critici, compreso il parere di fatto negativo della Soprintendenza.
Tutti i pareri sono disponibili su questo sito:
https://www.sivas.servizirl.it/sivas/#/login/schedaProcedimento?idProcedimento=1&idPiano=1353802
sabato 6 settembre 2025
Como, presidio contro il “DDL Caccia”: associazioni e movimenti uniti per difendere la fauna
Domenica 7 settembre, dalle 15 alle 18 in Piazzale Somaini a Como, si terrà il presidio “No DDL Caccia”, promosso dal MoVimento 5 Stelle di Como e Varese con l’adesione di associazioni ambientaliste e forze politiche come Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi & Sinistra, Lipu, WWF, Legambiente, Enpa, FIAB e Fridays for Future.
Il presidio nasce in opposizione al disegno di legge presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, che modifica la legge 157/1992 sulla fauna. Il testo amplia poteri e privilegi dei cacciatori: più specie cacciabili e usabili come richiami vivi, caccia anche di notte o sulla neve, estensione degli appostamenti e trasferimento di competenze dalle autorità scientifiche alle Regioni.
Secondo gli organizzatori, il DDL apre la strada a un “turismo venatorio” e mette a rischio ambiente, sicurezza e biodiversità. “La fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, non una risorsa economica”, ha dichiarato Silvia Alberici (M5S Como). Critiche sono arrivate anche da AVS, Rifondazione Comunista e dalla XII Commissione Tutela e Diritti Animali, che lo ritengono in contrasto con la Costituzione e con le direttive europee.
mercoledì 23 luglio 2025
Legambiente e altre sei associazioni contro il progetto di un resort di lusso a Torno
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| Panoramica dell'area interessata dall'intervento |
Legambiente Como, insieme ad altre sei associazioni ambientaliste (WWF Lombardia, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Gruppo Naturalistico della Brianza, La Natura W Onlus, Associazione Iubilantes ODV e La Nostra Valle APS), ha espresso una netta opposizione al progetto di realizzazione di un resort turistico di lusso nel Comune di Torno, in prossimità della storica Villa Pliniana. Il progetto, attualmente oggetto di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), è stato giudicato dalle associazioni “fortemente impattante e insostenibile” sotto molteplici punti di vista.
Secondo quanto analizzato nei documenti ufficiali, la proposta presentata dalla società Como Partners Srl – riformulata nell’aprile 2025 rispetto alla versione iniziale del dicembre 2023 – ridurrebbe i volumi previsti, ma in modo ritenuto del tutto insufficiente. Il piano attuale comporterebbe un aumento volumetrico pari a quattro volte quello esistente, con la realizzazione di edifici fino a quattro piani fuori terra.
Tra le principali criticità evidenziate dalle associazioni spiccano tre aspetti:
- Rischio idrogeologico elevato: l’area interessata presenta un versante con forte pendenza, e i previsti sbancamenti per la costruzione di edifici e parcheggi interrati comporterebbero una modifica permanente e irreversibile della morfologia del terreno. La presenza di una falda superficiale discontinua aumenta il rischio di instabilità e interferenza con le acque sotterranee. Inoltre, la massiccia impermeabilizzazione del suolo in un’area così ripida comporterebbe un incremento significativo del deflusso superficiale, con conseguenti problemi di gestione delle acque meteoriche.
- Impatto ambientale ed ecologico: il progetto prevede l’abbattimento di 77 alberi, tra cui castagni, noci, pruni e tigli, nonché la trasformazione di oltre 2.100 metri quadrati di superficie boscata. Le associazioni sottolineano che la compensazione prevista, con la messa a dimora di 107 nuovi alberi, non potrà in alcun modo replicare le funzioni ecologiche svolte dagli esemplari maturi abbattuti. La realizzazione di circa 7.200 mq di superficie lorda pavimentata – tra strade, piscine e aree cementificate – contribuirebbe inoltre alla formazione di un’isola di calore locale e all’artificializzazione del paesaggio.
- Consumo di suolo mascherato: sebbene nei documenti ufficiali si affermi che non vi sarà incremento di consumo di suolo, in quanto l’area è classificata come "Tessuto Urbano Consolidato", secondo le associazioni si tratta di una forzatura interpretativa. L’area interessata, pur comprendendo alcuni edifici, è in gran parte un parco permeabile. L’intervento, con i suoi 21.600 metri cubi di nuovi volumi urbanistici, comporterebbe una drastica impermeabilizzazione del suolo e un reale consumo di territorio.
Le associazioni hanno inoltre posto l’attenzione su altre problematiche, tra cui la gestione degli scarichi fognari, l’impatto sul traffico locale, l’aumento dei consumi energetici, il rumore, e le alterazioni alla linea di costa del lago.
Nel documento di osservazioni pubblicato integralmente sul sito di Legambiente Como, viene anche sollevata una critica più ampia al modello di sviluppo rappresentato da questo tipo di operazioni immobiliari. Secondo i promotori della contestazione, l’intervento si inserisce in una tendenza che privilegia la sostituzione del patrimonio edilizio esistente con nuovi complessi di lusso, compromettendo progressivamente l'integrità ambientale e paesaggistica del Lago di Como.
Sebbene i documenti progettuali impieghino termini come “sostenibilità”, “bioedilizia” e “resilienza”, secondo le associazioni si tratterebbe di un caso di greenwashing, dove misure di mitigazione marginali vengono utilizzate per giustificare un intervento che viene considerato intrinsecamente insostenibile. Per Legambiente e le realtà aderenti, la vera sostenibilità consisterebbe in un recupero conservativo dell’esistente, e non nella sua sostituzione con edificazioni di grande impatto.
venerdì 21 marzo 2025
Elettrificazione Como-Lecco: preoccupazioni e richieste del Comitato Pendolari
Il Comitato Pendolari Como-Lecco ha recentemente espresso forti perplessità riguardo al futuro dell'elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco. In un comunicato ufficiale, il comitato ha evidenziato il silenzio delle istituzioni locali e le numerose incertezze che ancora gravano sul progetto.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato, nonostante l'appello inviato il 30 gennaio 2025 ai consiglieri regionali di Como e Lecco, ai presidenti delle province e ai sindaci dei comuni interessati, solo un sindaco ha risposto, per giunta di un comune non direttamente coinvolto nel primo lotto dell'elettrificazione. Questo atteggiamento delle istituzioni locali aumenta i dubbi su quale tipo di servizio ferroviario potrà effettivamente essere garantito una volta completata l'elettrificazione, soprattutto in assenza di interventi infrastrutturali complementari.
Uno degli aspetti più critici riguarda l'assenza di un bando di gara per l’affidamento dei lavori. Nonostante RFI abbia dichiarato, in un'audizione del 27 febbraio 2025 presso la Commissione V della Regione Lombardia, che il Decreto conclusivo del MASE sia stato emesso il 17 febbraio e che a breve si chiuderà la Conferenza dei Servizi, la Como-Lecco non è stata inclusa tra le linee chiuse nel 2025. Questo solleva interrogativi su quando i lavori potranno effettivamente partire.
Il progetto attuale prevede la chiusura della tratta Albate-Molteno per ben 835 giorni consecutivi, creando disagi significativi per studenti, lavoratori e frontalieri che utilizzano quotidianamente la linea. Il Comitato Pendolari ha quindi avanzato una richiesta precisa: suddividere i lavori in tre fasi, come già suggerito da Regione Lombardia, al fine di ridurre il periodo di chiusura totale e garantire una riapertura più rapida della tratta Merone-Molteno, lunga solo 7 km e priva di gallerie.
Nel caso in cui la chiusura totale dovesse risultare inevitabile, il Comitato insiste affinché venga sfruttata per realizzare interventi infrastrutturali cruciali, tra cui:
- Miglioramenti alla stazione di Cantù, con sottopasso pedonale, banchine alte e prolungamento dei binari.
- Potenziamento degli incroci e fluidità della circolazione con l'aggiunta di deviatoi a 60 km/h.
- Adeguamento delle banchine in tutte le fermate con pensiline e marciapiedi rialzati.
- Soppressione del passaggio a livello della SP41 tra Anzano del Parco e Merone, sostituendolo con un cavalcavia.
La mancata risposta da parte delle istituzioni locali è vista come un segnale preoccupante. Il Comitato aveva chiesto una revisione del piano dei lavori, dando priorità all’elettrificazione tra Albate e Cantù per estendere il servizio TILO e limitare i disagi tramite un servizio sostitutivo di autobus.
Oltre all’attuale elettrificazione, il Comitato sollecita una pianificazione più ampia che includa il Lotto 2, Molteno-Lecco, con interventi strategici quali il raddoppio della tratta Molteno-Oggiono, l’eliminazione di alcuni passaggi a livello e miglioramenti infrastrutturali nelle stazioni per aumentare la capacità e ridurre i tempi di percorrenza.
Il Comitato Pendolari Como-Lecco ribadisce la necessità di risposte chiare e di azioni concrete. L’elettrificazione della linea non deve essere un intervento fine a sé stesso, ma deve tradursi in un reale miglioramento del servizio ferroviario, evitando il rischio di una chiusura prolungata che non porti benefici tangibili agli utenti della tratta.
martedì 18 marzo 2025
HUMANA e WWF Insubria: insieme per un futuro più verde, al via "Vestiamo le oasi di verde" 🌿🌍
HUMANA People to People Italia, in collaborazione con WWF Italia, lancia il progetto "Vestiamo le oasi di verde", un'iniziativa che prevede la messa a dimora di 30.000 alberi entro il 2027 su tutto il territorio nazionale.
💚🌳 Un'occasione per contribuire a rendere il territorio più resiliente. I partecipanti avranno l’opportunità di mettere le mani nella terra e dare il proprio contributo concreto alla tutela della biodiversità.
📅 Due gli eventi sul nostro territorio:
🌱 22 MARZO 2025 – ore 09:30
📍 Oasi WWF Fosso del Ronchetto, Via Boves angolo Via Monterosa, Seveso (MB)
🌱 29 MARZO 2025 – ore 09:30
📍 Oasi WWF Torbiere Bassone di Albate, Cascina Bengasi, Via del Piano, Como
Si consiglia di portare scarpe comode e guanti da giardinaggio per partecipare al meglio all’esperienza.
🔗 Per informazioni e prenotazioni, è possibile scansionare il QR Code dedicato.
giovedì 31 ottobre 2024
Audizione in Regione Lombardia: l’allarme delle associazioni ambientaliste sul Piano Cave della Provincia di Como
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| Estratto della Carta geologica della Provincia di Como relativo alla parte meridionale del territorio |
Mercoledì 30 ottobre 2024 durante l’audizione della Commissione "Ambiente, Energia e Clima, Protezione Civile" di Regione Lombardia, Gianni Del Pero, presidente delegato del WWF Lombardia, ha presentato un contributo a nome di diverse associazioni ambientaliste del territorio. Tra queste: il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, il Gruppo Naturalistico della Brianza, Legambiente Circolo Angelo Vassallo Como, Coordinamento per la Mobilità Sostenibile – No Canturina Bis (Fridays for Future Como), Legambiente Circolo Laura Scotti Valle Intelvi, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, WWF Insubria e WWF Lombardia. Il contributo esprime osservazioni e proposte sul Nuovo Piano delle Attività Estrattive di Cava della provincia di Como, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla tutela ambientale.
Nel documento, le associazioni sottolineano l'importanza di aggiornare la valutazione dei fabbisogni materiali, tenendo conto delle attuali condizioni di mercato e della crescente crisi nel settore edilizio, accentuata dagli incentivi come il superbonus 110%. Le associazioni rilevano inoltre il ruolo significativo delle attività di recupero e riciclaggio dei materiali edili in provincia, che stanno fornendo materiali di qualità per il comparto edile, riducendo così la dipendenza dalle risorse estratte.
Per garantire un’autosufficienza a livello provinciale, viene evidenziata la necessità di un controllo più rigoroso sui materiali importati dall’estero, in particolare quelli provenienti dalla Svizzera. Le associazioni propongono di introdurre un obbligo di trasmissione dei documenti doganali ai vari enti competenti, al fine di monitorare i flussi transfrontalieri di materiali e ridurre il rischio di un eccessivo approvvigionamento dall’estero.
Il contributo delle associazioni invita a promuovere l’uso di materiali riciclati nei progetti di opere pubbliche, suggerendo l’inserimento negli appalti di specifiche che privilegino gli aggregati riciclati, riducendo il ricorso ai materiali di cava. Tale proposta punta a favorire un'economia circolare e a ottimizzare l’impiego di risorse sostenibili.
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| I poli estrattivi ATE g4 nord (nel riquadro) e ATE g4 sud |
Le associazioni segnalano criticità specifiche per i poli estrattivi situati in aree sensibili, come il sito ATE g4 Colverde Faloppio, in prossimità del Parco Regionale Spina Verde e di una falda acquifera. Le associazioni richiedono che ogni sito estrattivo sia oggetto di una valutazione ambientale accurata e continuativa, che consideri fattori come l’impatto acustico, la qualità dell’aria e la protezione delle falde acquifere, a tutela della biodiversità e della salute pubblica.
Riguardo all’esportazione di inerti verso la Svizzera, le associazioni esprimono la loro netta opposizione, poiché questa pratica contravviene al principio di autosufficienza provinciale. Notano che in Svizzera l'uso di materiali da demolizione è ormai prevalente, permettendo una significativa riduzione della domanda di inerti provenienti da cave. Tale approccio dimostra la possibilità di soddisfare parte delle esigenze edilizie con materiali riciclati, favorendo una gestione delle risorse più sostenibile.
Le associazioni propongono una migliore organizzazione dei controlli, suggerendo un coordinamento tra gli enti locali (comuni, Provincia, ARPA e altri) per monitorare le attività estrattive e di recupero ambientale. Inoltre, chiedono che la Provincia organizzi corsi di formazione specifici per il personale comunale, affinché gli addetti possano svolgere con maggiore efficacia i controlli sul territorio.
Infine, le associazioni raccomandano di collegare l’attività estrattiva al rispetto del piano di recupero ambientale: qualora le attività di recupero non rispettino i cronoprogrammi previsti, dovrebbe essere interrotta l’attività estrattiva. Tale proposta mira a prevenire situazioni di recupero ambientale incompleto, responsabilizzando le imprese a rispettare le prescrizioni concordate.
In chiusura, le associazioni firmatarie hanno ribadito la necessità di un approccio sostenibile per la pianificazione delle attività estrattive, in linea con un’economia circolare e con criteri di salvaguardia ambientale e della salute pubblica.
sabato 29 giugno 2024
Lago di Como: l'eccesso di turismo fa male all'ambiente
Roberto Fumagalli, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
L'overtourism sul Lario fa male all'ambiente. O, sarebbe meglio dire, il territorio del lago di Como non è in grado di sopportare grandi flussi di turisti. Lo stiamo vedendo, con sempre maggiore intensità, nella situazione attuale. Questo riguarda la capacità dei centri storici delle cittadine turistiche di ospitare un numero elevato di persone, ma vale anche per gli spostamenti in auto sulle strade del Lago, o per la navigazione in barca o coi battelli.
Ma riguarda soprattutto l'impatto ambientale e paesaggistico che potrebbero avere le nuove strutture ipotizzate nel territorio. Penso al progetto per nuovi impianti sciistici con innevamento artificiale a bassa quota sul Monte San Primo. E penso al progetto di un nuovo mega Resort turistico a Torno. Entrambi questi progetti avrebbero un elevato impatto sull'ambiente naturale e sulla viabilità.
Il territorio del lago di Como è molto delicato dal punto di vista idrogeologico, come abbiamo potuto verificare negli ultimi anni ed anche in quest'ultimo periodo. Un territorio che ci presenta il conto ad ogni nubifragio.
Come uscire dall'overtourism? Servono forme di turismo più sostenibili che, per spostarsi, si affidino al trasporto pubblico (che, in ogni caso, va prioritariamente potenziato a beneficio dei pendolari), ma soprattutto occorre non prevedere nessuna nuova infrastruttura turistica. Si potrebbe introdurre il numero chiuso nei centri storici più delicati e regolamentare gli affitti a breve termine, privilegiando nel contempo forme di turismo diffuso di qualità (e non di quantità), che punti sulla cultura, sull'ambiente, sul recupero dei vecchi edifici abbandonati nei centri 'minori', favorendo l'economia locale e giovanile, a beneficio diretto delle comunità del territorio.
giovedì 30 maggio 2024
Seregno al centro dei progetti ferroviari: nodo strategico per la linea Chiasso-Milano
Audizione sulla collaborazione ferroviaria tra Lombardia e Svizzera
Nei giorni scorsi, in Commissione Speciale Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera, si è tenuta un'audizione che ha fatto il punto sulle opere ferroviarie da realizzare entro il 2040 per completare l’asse ferroviario del Gottardo, sia sul versante svizzero che su quello italiano.
Progetti in Svizzera:
- Completamento dei bypass di Bellinzona e Lugano.
- Sostituzione della linea attuale tra Lugano e Chiasso, destinata al traffico locale e frontaliero (TILO).
Progetti in Italia:
- Completamento del traforo del Terzo Valico tra Tortona e Genova, con termine lavori previsto per il 2026.
- Potenziamento della linea Milano-Chiasso, che comprende:
- Realizzazione del terzo binario sulla tratta Cantù-Camnago.
- Terzo binario tra Como e Seregno.
- Scavalco del bivio Rosales a Como.
- Elettrificazione della Como-Lecco.
- Risagomatura della galleria Monte Olimpino.
Particolare attenzione è stata dedicata al potenziamento del nodo di Seregno. Qui verrà realizzato il terzo binario tra Como e Seregno, intervento essenziale per migliorare la capacità e l’efficienza del traffico ferroviario.
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| Le linee ferroviarie del nodo di Seregno. Tratteggiato in verde il progettato raccordo tra la linea verso Saronno e quella verso Bergamo |
Ricordiamo che sabato scorso a Seregno, durante un incontro dedicato alla linea Malpensa - Orio al Serio, è stato evidenziato come questa nuova linea passerà anch'essa da Seregno, rafforzando ulteriormente l’importanza strategica della città come nodo ferroviario cruciale. Questo sviluppo si integra con i lavori previsti sulla linea Chiasso-Milano, migliorando la connessione tra gli aeroporti lombardi e potenziando l'intero sistema di trasporto della regione.
Nonostante i numerosi aspetti positivi del potenziamento ferroviario, non si possono però ignorare le criticità ambientali legate a questi progetti. Il consumo di suolo rappresenta una preoccupazione significativa, soprattutto in aree di rilevanza ecologica. Il Parco del Meredo, un'importante area verde, è al centro di queste preoccupazioni. Il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, ha espresso una ferma opposizione a qualsiasi consumo di suolo all'interno del Meredo, dichiarando che non sarà accettato nemmeno un metro quadro di terreno destinato a questo scopo. La tutela del Parco del Meredo è vista come una priorità per mantenere l'equilibrio ecologico e proteggere le risorse naturali della Brianza.
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| Foto F. Formenti |
Il progetto prevede la costruzione di un nuovo collegamento ferroviario ad Alta Capacità tra Lugano e Milano, in linea con il progetto svizzero AlpTransit, che mira a facilitare il transito delle merci tra l'Italia e il nord Europa. RFI ha scelto l'asse Como-Chiasso verso Seregno-Milano per questa nuova linea, lunga circa 37 km, di cui 15 km in variante, 14 km in affiancamento e 8 km di interconnessioni. A Seregno, la linea si interconnetterà con un nuovo collegamento verso Treviglio/Bergamo, che prevede il potenziamento della linea esistente fino a Lesmo/Carnate e una nuova tratta da Lesmo/Carnate a Levate, collegandosi così alla linea Bergamo-Treviglio.
L'istruttoria per il Ministero delle Infrastrutture sul progetto preliminare di RFI del 2003 è sospesa. Le verifiche congiunte tra ferrovie italiane e svizzere hanno concordato che l'aumento del traffico generato dal tunnel del Gottardo potrà essere gestito con l'adeguamento tecnologico della linea Chiasso-Seregno-Monza-Milano fino al 2030. Dal 2016 al 2022 sono stati completati i lavori di potenziamento del sistema di trazione elettrica (costo: 21 milioni di €), adeguamento della sagoma a PC80 e del modulo della linea a 750 metri (costo: 40 milioni di €), e adeguamento tecnologico (costo: 68 milioni di €).
Costo totale dell'opera
- Costo totale: 1.450 milioni di €
- Finanziamenti mancanti: 1.450 milioni di € (40 milioni per il completamento della progettazione definitiva e 1.410 milioni per la fase realizzativa)
venerdì 10 maggio 2024
Eco-eventi del 12 maggio: alla scoperta del Parco dei Mulini di Meda e delle Oasi del WWF Insubria
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| Il neonato Parco dei Mulini di Meda |
Il 12 maggio 2024, in occasione della "Festa della mamma", il WWF Insubria, il Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera e la Cooperativa Sociale La Brughiera hanno programmato un evento straordinario nel neonato Parco della Valle dei Mulini nel Comune di Meda. L'evento includerà un'escursione lungo il Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino, adatta a tutte le età, per presentare le oltre 2000 piante recentemente messe a dimora. In contemporanea, verrà realizzato un laboratorio di manutenzione forestale dei nuovi ambienti naturali. Per informazioni ed iscrizioni scrivere a: giannidelpero.geo@gmail.com
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| Zona umida del Fosso del Ronchetto a Seveso |
Ricordiamo che sempre domenica 12 maggio sono previste anche le visite guidate nelle Oasi WWF del Caloggio a Bollate, nell'Oasi Fosso del Ronchetto di Seveso e nella storica Oasi WWF del Bassone Torbiere di Albate-Como. Maggiori informazioni cliccando qui.
sabato 27 aprile 2024
Giornata delle Oasi con il WWF Insubria: tre escursioni alla scoperta della natura
Un invito alla scoperta della natura e alla salvaguardia del nostro patrimonio ambientale si diffonde attraverso tre escursioni organizzate dal WWF INSUBRIA in occasione delle "Giornate delle Oasi". Queste escursioni offrono non solo la possibilità di immergersi nella bellezza della natura, ma anche di imparare e contribuire alla sua protezione, attraverso laboratori e attività pensate per adulti e bambini. Un'opportunità imperdibile per chi desidera esplorare e preservare i tesori naturali che ci circondano.
5 maggio 2024, ore 9,15 - Riserva WWF Fosso del Ronchetto, Via Boves - Seveso (MB)
Il WWF INSUBRIA celebra le "Giornate delle Oasi" con un'escursione guidata nell'Oasi WWF del Fosso del Ronchetto, un simbolo di recupero ambientale dopo l'incidente della "diossina" di Seveso.
12 maggio 2024, ore 10,15 - Oasi WWF Il Caloggio, Via Caloggio, Bollate (MI)
Un'altra tappa delle "Giornate delle Oasi" con un'escursione nell'Oasi WWF del Caloggio e Fontanili di Bollate, un'oasi naturale creata in una zona periferica degradata, insieme alla scoperta dei fontanili scavati secoli orsono per sfruttare le abbondanti acque di prima falda.
12 maggio 2024, ore 15,00 - Torbiere di Albate, Oasi del Bassone, Via Al Piano, Como
Sempre nell'ambito delle "Giornate delle Oasi", il WWF INSUBRIA propone un'escursione lungo il perimetro dell'Oasi del Bassone – Torbiere di Albate, una riserva naturale di 90 ettari situata nei comuni di Como, Senna Comasco e Casnate con Bernate in provincia di Como. Un'opportunità per esplorare questa depressione a forma di mezzaluna attorno a una collinetta di origine morenica, seguita da laboratori per "piccoli" e "grandi" Panda.
Una buona notizia sul Lago di Como: VAS obbligatoria per il nuovo complesso turistico a Torno
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| Il progetto del nuovo complesso turistico |
Un nuovo complesso turistico residenziale potrebbe presto affacciarsi sulle sponde del lago di Como, a Torno (CO). Tuttavia, il progetto è stato accolto da una serie di critiche e preoccupazioni ambientali da parte di varie associazioni e gruppi di attivisti.
Le associazioni Legambiente di Como, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", WWF Lombardia, Iubilantes, Fiab Como Biciamo e il Gruppo Naturalistico della Brianza hanno recentemente presentato un documento dettagliato, mettendo in evidenza le potenziali criticità legate alla costruzione di questo imponente complesso turistico. In particolare, è stato chiesto con forza che il progetto venga sottoposto al vaglio della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), un passaggio fondamentale per valutare l'impatto ambientale complessivo del progetto.
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| Palnimetria del nuovo complesso turistico |
Dopo un'attenta analisi della documentazione presentata e delle richieste pervenute dalla Provincia e dalla Sovrintendenza, le associazioni ambientaliste hanno inviato un dossier dettagliato alle autorità competenti e al Sindaco di Torno, evidenziando una serie di criticità paesaggistiche, idrogeologiche e agronomiche, nonché problemi irrisolti legati al traffico e agli scarichi fognari.
Proprio ieri, venerdì 26 aprile 2024, l'Autorità Competente ha accolto le richieste delle associazioni ambientaliste, decidendo che la VAS per il progetto è necessaria, considerando questa una prima vittoria nella battaglia contro il controverso progetto. Questa decisione rappresenta un passo significativo verso la tutela dell'ambiente e del paesaggio del lago di Como.
Nonostante questa vittoria iniziale, gli attivisti rimangono vigili e determinati nel loro impegno per fermare definitivamente il progetto. "Non è finita", sottolineano, "ora inizia il compito più gravoso per fermare il progetto". Questo segnala l'inizio di un'ulteriore fase di mobilitazione e azione per garantire che le preoccupazioni ambientali e paesaggistiche siano adeguatamente considerate e che il patrimonio naturale del lago di Como sia preservato per le generazioni future.
Gli ambientalisti ritengono che il coinvolgimento della stampa locale e l'attenzione pubblica sono considerati fondamentali per garantire che il dibattito su questo progetto non resti confinato agli esperti, ma coinvolga attivamente l'intera comunità. Preservare il patrimonio ambientale e paesaggistico del lago di Como deve diventare un impegno condiviso da tutti, un obiettivo che trascende le differenze e unisce la cittadinanza nella difesa di uno dei tesori naturali più preziosi d'Italia.
lunedì 22 aprile 2024
Como Street Parade: "Non ci scusiamo per il disagio"
Riceviamo dall'Assemblea Quarto Spazio/Street Parade “Reclame the Lake”
Quando si apre il vaso di Pandora, non si sa mai cosa potrà uscirne: sabato 20 aprile 2024 a Como abbiamo scoperchiato quello della socialità alternativa, attraversando la città con una street parade partecipatissima e rumorosa che ha scardinato la narrazione gentrificante che connota da decenni il nostro spazio urbano.
Certamente, c'erano ben più persone di quante potessimo immaginare, ma lo spirito della musica e la socialità del free party ci hanno consentito di costruire uno spazio sostanzialmente sicuro che ha permesso a tutti di divertirsi e godersi la giornata di lotta e festa.
Abbiamo ricevuto complimenti per la protesta che portiamo avanti, segno che le politiche del sindaco Rapinese non sono sgradite solo a coloro che vengono bollati come "emarginati e devianti", ma anche a gran parte della cittadinanza; abbiamo visto gente ballare dai balconi e passanti sorridere al nostro passaggio, divertiti e incuriositi da un'iniziativa diversa dagli standard omologanti a cui l'amministrazione locale ci ha abituati.
Grazie ai camion di riduzione dei rischi e alle tantissime persone che hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione, tutti i partecipanti sono stati assistiti in caso di difficoltà e gli spazi che abbiamo attraversato sono rimasti, per quanto possibile, puliti.
Il clamore e i giudizi negativi che leggiamo sui media testimoniano della strumentalizzazione narrativa di un'amministrazione incapace di coordinare la gestione di un corteo che era stato autorizzato dalla Questura e che, dal concentramento iniziale alla piazza conclusiva, non ha visto accadere nulla di contrario a quanto concordato.
Non ci scusiamo dunque del disagio causato agli autobus di linea, che sarebbero dovuti essere deviati per la sicurezza nostra e dei passeggeri stessi; non ci scusiamo per il disagio causato a chi ha scoperto la mattina stessa che la propria automobile sarebbe finita in mezzo a dei camion con impianti ad altezza-uomo, perché non era compito nostro gestire il traffico in merito; non ci scusiamo per il disagio causato al nostro passaggio, perché rompere la normalità mortifera di una città consumista significa metterne in discussione gli schemi soporiferi.
Ciò che osserviamo è che nemmeno a fronte di una manifestazione lungamente organizzata e comunicata per tempo l'amministrazione locale è stata in grado di modificare le dinamiche turistificanti di Como; ci abbiamo pensato noi, opponendo al Super-Io gentrificante l'Es della riappropriazione festosa degli spazi negati, di segno diametralmente opposto rispetto alla libido di consumo che il centro delle vetrine e del lungolago cerca di stimolare con i suoi vacui sfarzi.
Rivendichiamo il caos organizzato di sabato, ne rivendichiamo la gestione sicura ed accessibile e diamo seguito alla nostra lotta per una città che sia davvero di tutte e tutti.
martedì 2 aprile 2024
La Grande Parata, reclamando Como con stile e ironia
Il movimento "CS Reclaim the Lake - Street Parade Como" ha annunciato che sabato 20 aprile 2024 terrà un corteo attraverso Como per rivendicare uno spazio che è stato gradualmente sottratto negli ultimi anni a causa della gentrificazione, della turistificazione e del profitto.
L'iniziativa, denominata "Reclaim the Lake", si propone di promuovere la socialità e la riappropriazione degli spazi abitativi, dei luoghi di divertimento e degli ambienti di scambio e condivisione. Contrariamente alla narrazione delle autorità, il corteo non è semplicemente una festa, ma un momento politico che viene sottolineato con fermezza.
Il movimento sostiene che la street parade sia un'opposizione alla criminalizzazione delle feste e della musica, evidenziando le recenti restrizioni sulle libertà individuali, in particolare riguardo alla vita sociale e alla libertà di scelta. Il movimento propone un'alternativa di liberazione individuale e collettiva al sistema di profitto delle feste.
Il fenomeno della gentrificazione è fortemente contestato, con l'espansione di locali chic, bar-librerie e negozi di grandi marchi che lasciano poco spazio alla cittadinanza locale. Il movimento critica anche la mancanza di spazi di aggregazione per i giovani e l'aumento degli affitti, rendendo Como sempre più inaccessibile per chi non ha risorse finanziarie elevate.
La sicurezza urbana è un altro tema affrontato, con il movimento che propone un'etica del consenso e del rispetto reciproco come base per la costruzione di una città sicura, piuttosto che affidarsi alla sorveglianza e al controllo.
Anche la cultura è sotto attacco, con cinema indipendenti e luoghi di aggregazione controculturale minacciati dalla politica locale, che favorisce invece fiere, giostre e mercatini a discapito della cultura indipendente.
Il movimento evidenzia anche la questione ecologica, criticando la distruzione di spazi verdi a favore di strutture ricettive turistiche e la mancanza di trasporti pubblici accessibili a tutti.
Infine, vengono affrontate tematiche legate all'antiproibizionismo, al transfemminismo, all'antifascismo e all'antirazzismo, con il movimento che si impegna a creare uno spazio sicuro per tutti, rifiutando ogni forma di discriminazione e oppressione.
L'assemblea della street parade invita quindi tutti coloro che condividono queste idee a partecipare e a contribuire alla rivendicazione dello spazio pubblico e della socialità autentica.
Inverno liquido a Como: incontro per riflettere su come trasformare l'industria turistica montana
Presentazione del libro
Inverno Liquido
domenica 7 Aprile 2024 - ore 10,30
Associazione Villa del Grumello
via per Cernobbio, 11 - Como
- Introduce e modera: Chiara Bignami, Associazione Villa del Grumello
- Maurizio Dematteis e Michele Nardelli, autori del volume
- Jacopo Sforzi, Euricse
- Roberto Fumagalli, Circolo Ilaria Alpi
La crisi socio-ambientale e climatica in atto induce una profonda riflessione sull’attuale sistema socio economico e sulle sue ricadute sull’ambiente, esseri viventi umani e non. Il settore del turismo è a questo proposito chiamato in causa nel ripensarsi con la proposta di attività che siano realmente sostenibili da un punto di vista ambientale e con l’adozione di modelli di gestione inclusivi e democratici, che redistribuiscano i vantaggi generati in maniera più equa a favore di tutta la comunità.
Dando voce a chi “ha in animo un nuovo equilibrio fra genere umano e natura”, l’incontro sarà l’occasione per riflettere su come trasformare l’industria turistica.
A cura di Associazione Villa del Grumello
in collaborazione con Miledù Impresa Sociale
Attività gratuita con prenotazione obbligatoria (cliccare qui)
martedì 19 marzo 2024
Atti vandalici all'Oasi WWF del Bassone (Como Albate)
Purtroppo, negli ultimi tempi, si sono verificati ripetuti episodi vandalici che hanno danneggiato l'Oasi e reso pericolose le sue strutture per i visitatori.
Recentemente, un'automobile si è avventurata sui margini della palude e i suoi occupanti, trovandosi impantanati, hanno deciso di utilizzare le palizzate e le traversine delle passerelle che conducono all'Osservatorio a lago per liberarsi.
In aggiunta, nei giorni scorsi, altri "vandali" hanno preso di mira nuovamente le passerelle e lo stesso Osservatorio, che era stato di recente oggetto a interventi di manutenzione, costringendo a delimitare l'area e ad interdire l'accesso.
Il WWF Insubria ha contattato inoltre gli uffici della "Provincia di Como", con cui è in costante comunicazione per realizzare interventi di riqualificazione dell'Oasi. Ha invitato l'ente a intensificare i controlli da parte delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) attive sul territorio. Inoltre, ha sottolineato l'urgenza di anticipare l'installazione di fototrappole e la posa di cartelli che indichino "area videosorvegliata", come previsto nel piano di interventi recentemente presentato all'ente provinciale.
Il WWF ha dichiarato che "solo dopo l'attuazione di queste misure sarà possibile proseguire con gli altri interventi finalizzati alla sicurezza e al miglioramento dell'esperienza dei visitatori presso l'Oasi".
martedì 12 marzo 2024
Il WWF Insubria promuove interventi per la conservazione dell'Oasi del Bassone (Albate Como)
Il WWF Insubria ha recentemente presentato alla Provincia di Como una serie di interventi da realizzare presso l'Oasi del Bassone - Torbiere di Albate, confermando l'impegno costante per la conservazione e il miglioramento dell'area naturalistica.
L'associazione ambientalista ha anche evidenziato la possibilità di coinvolgere detenuti del carcere del Bassone, un'iniziativa che potrebbe contribuire alla riabilitazione sociale attraverso attività di conservazione ambientale.
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| Planimetria dell'Oasi con indicati gli interventi proposti |
Il piano di interventi proposto si articola in azioni mirate, promuovendo la tutela della biodiversità e un'interazione sostenibile tra l'uomo e l'ambiente. Tra le iniziative principali, si contempla il potenziamento della sicurezza e della fruibilità dell'area attraverso la messa in sicurezza della passerella e dell'osservatorio "Lago Grande". Il piano prevede anche il ripristino di elementi educativi fondamentali, come i pannelli didattici e l'area educativa nell'Aula Natura, garantendo un'esperienza coinvolgente per i visitatori.
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| Progetto della nuova passerella |
L'attenzione alla biodiversità è ulteriormente enfatizzata con il ripristino dell'osservatorio del "Lago delle ninfee" e il rafforzamento dell'argine della Roggia Desio. Si dedicano sforzi alla manutenzione delle rogge Prada e Segrada e all'eliminazione di piante alloctone. Inoltre, si propone la definizione di un percorso sicuro e protetto per i visitatori attraverso la creazione di un sentiero perimetrale esterno alla Palude.
Il piano affronta anche aspetti pratici, come il ripristino e la messa in sicurezza delle passerelle e dei ponticelli dei sentieri dell'oasi, l'eliminazione dei cestini per i rifiuti, la realizzazione di "chiare" lungo il sentiero tagliafuoco e il contenimento del fenomeno di interramento del "Lago delle ninfee". La posa di segnaletica dissuasiva e la presenza di fototrappole completano il quadro delle iniziative proposte.
Queste azioni, intraprese in collaborazione con la Provincia di Como e coinvolgendo attivamente la comunità, rappresentano un passo significativo nel percorso del WWF Insubria per garantire la conservazione di un ambiente naturale unico e promuovere comportamenti sostenibili per le generazioni future.





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