sabato 20 luglio 2019

Bocciata la legge ammazzasuolo della Regione Lombardia: i Comuni possono ridurre il consumo di suolo


La Regione Lombardia ha abusato della propria facoltà legislativa, emanando una norma - l.r. 31/2014 - che pregiudica l'autonomia dei Comuni, e che nel farlo contraddice perfino il proprio fine, che dovrebbe essere appunto quello di orientare la pianificazione dei Comuni, affinché venga progressivamente ridotto il consumo di suolo. È la sentenza della Corte Costituzionale a mettere un positiva tassello che avvicina alla conclusione del procedimento di giustizia amministrativa che vede al centro da un lato il Comune di Brescia, che con il suo PGT del 2016 aveva stabilito di ripristinare l'inedificabilità di un vasto territorio urbano nel quartiere di San Polo, e dall'altro la Regione Lombardia, la cui legge regionale 31/2014, che per gli ambientalisti rimarrà la 'legge ammazzasuolo', nonostante l'obiettivo dichiarato di ridurre il consumo di suolo, impediva ai Comuni di variare le proprie previsioni urbanistiche, anche laddove la variazione fosse funzionale a sottrarre superfici dal rischio edificatorio.

Brandendo questo articolo controverso della legge (voluta dall'allora assessore regionale Viviana Beccalossi e sostenuta in aula dal consigliere Fabio Altitonante), i privati avevano ricorso al TAR contro il Comune. Il tribunale amministrativo, in prima istanza, aveva dato loro ragione. Ma il Comune, sostenuto da ANCI e da Legambiente Lombardia, non aveva ceduto e si era appellato al Consiglio di Stato il quale aveva sentenziato riconoscendo le ragioni dell’amministrazione locale, ma sollevando la questione di costituzionalità della norma regionale su cui si sarebbe dovuta pronunciare la Consulta. Il quesito fondamentale riguardava la legittimità da parte della Regione di legiferare in senso così restrittivo delle facoltà urbanistiche dei Comuni, proprio laddove le amministrazioni comunali stesse, con la propria riconosciuta autonomia, potevano perseguire gli obiettivi che la legge regionale dichiarava di far propri. Sulla questione l’esame approfondito della Corte Costituzionale arriva ad una conclusione inappellabile: la legge regionale è illegittima e pertanto va stralciata.

Comprensibile la soddisfazione dell'associazione ambientalista, supportata in tutti i gradi di giudizio dall'avvocato Emanuela Beacco. «La sentenza della Corte Costituzionale ha minuziosamente approfondito il caso ristabilendo la certezza del diritto su un punto: i Comuni hanno pieno titolo a ridurre le proprie previsioni urbanistiche, per andare nella direzione di ridurre il consumo di suolo e i gravi effetti ambientali che questo determina - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Siamo felici per il fatto che ora Brescia potrà rivendicare la tutela delle aree verdi superstiti del quartiere San Polo, in quanto nessuno potrà accampare diritti edificatori che non si sono mai realmente concretizzati, cosa che invece la legge regionale, da noi sempre contestata, avrebbe potuto legittimare».

Il giudizio della Corte Costituzionale, che conferma le ragioni del Comune, di Legambiente e di ANCI, produrrà rapidamente i suoi effetti: in primo luogo perché, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza, verranno automaticamente annullati gli articoli contestati della legge regionale: è vero che nel frattempo la Regione ha modificato la legge, proprio per correggerne le vistose incoerenze, ma ciò inciderà su tutti i giudizi amministrativi pendenti, che a questo punto non potranno che prendere atto della decadenza del presupposto con cui si era impedito ai Comuni di variare in senso riduttivo le proprie previsioni urbanistiche. In altre parole, non sarà più possibile emanare sentenze come quella che, in primo grado al TAR Brescia, aveva dato ragione ai privati riconoscendo loro un margine entro cui far valere inesistenti diritti edificatori a valere sulle aree libere del quartiere San Polo Sulla vicenda di San Polo, dovrà a questo punto esprimersi il Consiglio di Stato, che si era rivolto al Giudice delle Leggi. Un giudizio che si prospetta, a questo punto, favorevole a Comune, ANCI e Legambiente.

Il principio ristabilito dalla Corte Costituzionale fa chiarezza in una materia, quella del 'diritto edificatorio', in cui negli ultimi anni si sono moltiplicate le interpretazioni, soprattutto da parte di molte Regioni, che hanno approvato norme in materia di consumo di suolo in assenza di una legge nazionale di indirizzo, e producendo spesso risultati controversi come nel caso della Lombardia.

«Occorre un indirizzo nazionale chiaro, che stabilisca in modo inequivocabile che il suolo libero non può più essere il recapito prioritario per le previsioni urbanistiche degli enti locali - afferma Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente -. Il suolo è la nostra risorsa naturale più preziosa e scarsa. Occorrono pertanto norme che orientino tutti gli investimenti dei settori delle costruzioni e delle infrastrutture verso la rigenerazione delle città nei loro spazi già costruiti, in cui gli ambiti di degrado e abbandono sono cresciuti in modo incontrollato con gravi conseguenze ambientali, economiche e sociali. Da anni aspettiamo che ci sia una maggioranza parlamentare consapevole di quella che dovrebbe essere una assoluta priorità per lo sviluppo del Paese».

sabato 13 luglio 2019

Meda, Seveso e Cesano: resi pubblici i risultati delle analisi di Pedemontana


di Sinistra e Ambiente Meda e Legambiente circolo Laura Conti Seveso

E' passato un po’ di tempo da quando li abbiamo richiesti, ma finalmente, con pazienza e un'attività di costruzione e mantenimento di buone relazioni, abbiamo potuto avere accesso ai dati relativi alle analisi chimiche integrative alla Caratterizzazione eseguite da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) in contraddittorio con ARPA e localizzate nei Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno.
La Caratterizzazione del 2016, unitamente alle precedenti indagini, aveva già certificato 129 superamenti del limite verde e 21 superamenti del limite industriale.
Le attuali analisi integrative sono state volute dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), autorizzate il 31/8/2018 da Regione Lombardia e assoggettate ad un protocollo tecnico definito con ARPA. L'attività di prelievo dei campioni s'è tenuta nei giorni dal 5/2/2019 all'8/2/2019.
Il Consigliere Regionale Marco Fumagalli, del M5S, in un rapporto d'interlocuzione reciproca e nel rispetto dei propri ruoli, si è reso disponibile per una richiesta di accesso agli atti e ora c'è contezza dei risultati, relazionati sia da ARPA sia dalla stessa APL.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, insieme a Legambiente Circolo "Laura Conti" di Seveso li rende noti, come da sempre fa con il materiale in suo possesso.
Sono 19 i campioni che sono stati sottoposti ad analisi da parte di APL (15 provenienti dai punti inizialmente previsti + 1 punto aggiuntivo con stessa metodologia di prelievo + 1 altro punto con prelievo su tre livelli di suolo -Top Soil, Intermedio, Profondo-) e successivi 4 campioni effettuati successivamente da ARPA per il contraddittorio.
Occorre ricordare che, per APL, lo scopo di queste analisi integrative era ed è quello di escludere il suolo sotto l'asfalto dell'attuale superstrada ex SS35 dalle aree perimetrate da sottoporre a bonifica. Tratti del sedime d'asfalto risultava infatti incluso nella perimetrazione (frutto di elaborazione secondo il principio geometrico dei "poligoni di Thiessen") poiché compreso tra due punti contaminati ai suoi lati o in sua prossimità.
Per maggiori dettagli, ce ne siamo occupati su: AGGIORNAMENTI SULL'INUTILE AUTOSTRADA PEDEMONTANA.
Come era prevedibile, nei 16 punti sotto l'asfalto, che ha fatto da barriera fisica, non sono stati registrati superamenti delle soglie di legge stabilite la categoria Dibenzidiossine e Furani, di cui fa parte la TCDD.
Altrettanto prevedibilmente il risultato è differente per il campionamento denominato IND.INT.17, effettuato direttamente sul terreno, localizzato nella zona degli svincoli di Meda.
Nel Top Soil cioè nei primi 20 cm di terreno, è stata rilevata una quantità di Diossina di 122,9 ng/kg, un valore addirittura superiore al livello industriale della tabella B, contemplato nel DL 152/06.
Si tratta della stessa area dove, già nel 2008 e successivamente con le analisi della Caratterizzazione, vennero rilevati livelli alti di presenza di Diossina, con un massimo pari a ben 547 ng/kg.

La tabella riassuntiva dei valori riscontrati


Nel panorama riguardante la presenza di Diossina TCDD nelle aree interferite dal tracciato autostradale e l'iter corrispondente all'applicazione del DL 152/06 per le zone contaminate,  continua ad essere sconosciuto il nuovo progetto definitivo 2018 (realizzazione affidata ad aprile 2018 alla Conteco Check srl) e a maggior ragione ancora non esiste un esecutivo.
Questi due progetti sono comunque imprescindibili per la stesura del Piano Operativo di Bonifica (messo a gara e affidato il 12/2/019 a HPC Italia) i cui contenuti sono ancora ignoti. Un Piano Operativo di Bonifica che dovrà essere approvato dalla Conferenza dei Servizi.
Oltre alla mancanza di fondi per il completamento dell'autostrada, molte sono quindi le incognite legate alla presenza di Diossina TCDD lungo il tracciato B2 da Meda a Bovisio Masciago.
A partire dalla stessa perimetrazione delle aree con le “sorgenti di potenziale contaminazione” da assoggettare a bonifica,  presentata da APL e approvata il 23/11/2017 con Decreto Regionale 14300 dalla DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile che si basa sui dati delle analisi chimiche e sul progetto Definitivo Revisionato del 27/4/2012 e non sul nuovo progetto definitivo ne tanto meno su un esecutivo che ancora non esiste.
La perimetrazione lascia altresì fuori molte zone dove i valori di TCDD superano i limiti delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione (CSC) e dove non è noto se avverrà o meno movimentazione di terra.
Continueremo ad operare e ad agire per la diffusione del sapere e perché si rinunci al completamento di questa inutile, dispendiosa e impattante autostrada.

martedì 9 luglio 2019

Legambiente: "Condanniamo l'abbattimento degli alberi di Costa Lambro"


a cura di Legambiente Seregno

Con rammarico informiamo dell'inizio delle operazioni che porteranno nel comune di Carate (frazione di Costa Lambro) all'abbattimento di decine di pini adulti. Nonostante la campagna di sensibilizzazione che i cittadini e Legambiente hanno portato avanti nei mesi scorsi nei confronti del Sindaco di Carate Brianza (che ha ordinato l'abbattimento), la scellerata scelta non è retrocessa.


Condanniamo senza indugio la scelta di abbattere piante adulte che davano al quartiere ombra e refrigerio ed a noi tutti ossigeno. Risponderemo con la richiesta all'Amministrazione di Carate Brianza di DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA.




Oggi degli alberi inermi e senza nessuna colpa muoiono uccisi dalle mani dell'uomo! Alberi che avevano l'unica colpa di essere grandi e forti per offrirci ossigeno e refrigerio dall'ormai insostenibile e persistente calura! Giudichino i cittadini l'operato dei loro Amministratori in questa vita, Madre Natura darà a loro la sentenza definitiva!

lunedì 8 luglio 2019

Cercasi giovani per il campo di volontariato internazionale della Brianza


Cercasi giovani per campo di volontariato internazionale: è questo l'annuncio del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” che comunica da aver aperto le iscrizioni al Campo di lavoro “Brianza hills”, che si terrà dal 27 luglio al 10 agosto 2019 nelle aree verdi comprese tra i comuni di Lurago d'Erba, Alzate Brianza, Inverigo e Brenna.

Le figure ricercate dall'associazione ambientalista sono giovani volontari dai 18 ai 28 anni circa, volenterosi di dare una mano per la tutela dell'ambiente e che abbiano un discreto livello di inglese per poter comunicare con gli altri volontari che arriveranno da diversi Paesi del Mondo. L'impegno richiesto ai volontari è di circa 6 ore al giorno, per lavori manuali di sistemazione ambientale, pulizia sentieri, decespugliazione, pulizia di un lavatoio, installazione di segnaletica all'interno delle aree verdi. Al termine del lavoro i volontari, se lo vorranno, potranno trascorrere il tempo libero e la notte con gli altri volontari stranieri che saranno ospitati per 15 giorni nelle sale dell’Oratorio di Fabbrica Durini, gentilmente concesse dalla Parrocchia di Alzate Brianza. Tutti i volontari avranno gratuitamente vitto, alloggio e copertura assicurativa.


I giovani interessati possono mandare entro il 15 luglio un'email a info@circoloambiente.org lasciando il loro numero di telefono: saranno poi richiamati dai responsabili del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” per avere tutte le informazioni necessarie.


Si tratta della sesta edizione del Campo di Volontariato internazionale “Brianza hills” (“colline della Brianza”), che vedrà impegnati i volontari nel bellissimo Parco locale “Zoc del Peric”, compreso tra i comuni di Lurago, Alzate e Inverigo, oltre che nelle aree verdi di Brenna. Il Campo è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” insieme ai Comuni di Alzate Brianza, Lurago d'Erba, Inverigo e Brenna, in collaborazione con la Pro-loco di Alzate, la Parrocchia di Fabbrica Durini e con l’associazione “Brenna Pulita”.

martedì 2 luglio 2019

Macherio: le aree verdi delle Torrette / Boscone sono state inserite nel Parco Valle del Lambro

Macherio: la zona delle Torrette / Boscone
Venerdì 28 giugno 2019 il Consiglio Comunale di Macherio ha approvato l'ampliamento del Parco Regionale della Valle del Lambro (PVL) alle aree indicate come PLIS nel PGT vigente, ovvero quelle della zona delle Torrette/Boscone già in precedenza da noi proposte come ampliamento del PLIS della Brianza Centrale e, successivamente, destinate dal Comune di Macherio a parte del mai costituito PLIS Alma Solis (dal latino: Sole Nascente, ma anche acronimo di Albiate, Macherio, Sovico e Lissone).

Il comune di Macherio, la zona ora annessa al PVL ed il PLIS Brianza Centrale
Ricordiamo che è grazie alle nostre puntuali e ripetute osservazioni al PTCP (cliccare qui) che le aree oggi incluse del parco regionale godevano già della massima protezione possibile a livello di pianificazione provinciale, in quanto classificate come Aree Agricole di Interesse Strategico.

Macherio: in verde le aree inserite nel Parco Valle del Lambro
Che fine ha fatto l'Alma Solis?

Per riassumere in breve la situazione delle aree  una volta destinate al mai costituito parco dell'Alma Solis, informiamo che (con vasti stralci) le aree albiatesi sono già da tempo confluite nel PVL, quelle lissonesi, invece, fanno ormai quasi tutte parte del PLIS Grugnotorto-Villoresi (ora PLIS Gru-Bria), mentre quelle macheriesi e sovicesi (se la nuova giunta lo confermerà) costituiranno, appunto, un nuovo ampliamento (speriamo non l'unico) del Parco Regionale della Valle del Lambro.

Sappiamo, inoltre, che purtroppo le aree verdi caratesi contigue al PLIS Brianza Centrale - nonostante il nostro intervento in loro difesa - hanno subito ingenti riduzioni attraverso l'estensione di zone industriali dell'ultima variante del PGT.

lunedì 1 luglio 2019

Gli ambientalisti di Monza e della Brianza: "Via il deposito MM5 dalle aree del Parco"


Comunicato del Coordinamento ambientalista 
OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA

E’ stato presentato lo scorso giugno all’Osservatorio del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali e della rete ecologica provinciale il progetto di fattibilità tecnica ed economica del prolungamento della linea metropolitana M5 a Monza

Premettendo che il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza è favorevole allo sviluppo ma soprattutto al miglioramento del trasporto pubblico per ridurre l’utilizzo dell’auto private, decongestionare le nostre città e migliorare la qualità dell’aria, esprimiamo dubbi e incertezze sulla scelta del prolungamento della linea M5, sia rispetto al bilancio economico, all’analisi costi/benefici e al consumo di suolo che ne deriverà in una parte della Città.

In particolare, si esprime forte preoccupazione per la localizzazione e la scelta progettuale relativa al deposito/officina previsto nell’ambito del prolungamento che andrà ad interessare le aree tra via Borgazzi e Viale Campania (quartiere Casignolo), una delle aree libere più grandi, tra le ultime rimaste nella zona sud di Monza in direzione di Sesto San Giovanni e Milano.


I nuovi edifici ricadrebbero completamente in un’area del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Grugnotorto Villoresi oltre a svilupparsi, secondo il vigente Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, su aree agricole strategiche e inserite in Rete Verde. L’impatto pesante dell’opera è chiaramente descritto dai numeri anticipati nella presentazione: tra i 13 e 18 ettari di territorio consumato, completamente agricolo, 30.700 mq di edifici con un’altezza di 8,75 m. Con questa localizzazione e configurazione progettuale si andrebbe dunque a privare l’area di Monza di una consistente porzione di suolo libero.

Inoltre, la compensazione prevista con piantumazioni destinate a coprire visivamente le strutture e separarle dagli edifici residenziali limitrofi, non sembra essere sufficiente a garantire, come prevedono le norme del PTCP, “che non venga compromessa la continuità e la funzionalità ecologica del corridoio stesso”.

Così come recentemente espresso dal Presidente del PLIS Grugnotorto Villoresi, prof. Arturo Lanzani, il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB ritiene che la localizzazione dell’area a deposito vada rivista, anche con un suo ridimensionamento e una modifica del tracciato, ricercandone l’allocazione in una delle innumerevoli aree dismesse presenti nelle aree della cintura metropolitana milanese e monzese. Evitare un ulteriore incremento di consumo di suolo è il principio che deve essere alla base delle scelte sul prolungamento della linea metropolitana M5 a Monza.

sabato 29 giugno 2019

Seregno: l'estate in piazza con sacro, magia e tradizioni in Brianza


Giovedì 4 luglio 2019 alle ore 21.15 avrà luogo, presso Area Libri di piazza Biella a Seregno la presentazione del nuovo libro di Franca Pirovano: "Sacro, magia e tradizioni in Brianza" edito da "La vita felice".

Riportiamo di seguito alcuni brani tratti dalla prefazione di Giovanni Santambrogio.

I brianzoli ricorrevano alla magia soprattutto quando scienza ed esperienza non erano sufficienti a risolvere un problema o a evitare un pericolo: solo, per così dire, in caso di necessità, e senza che per questo venisse meno il loro attaccamento al cattolicesimo. La contraddizione tra religione e magia, così evidente per la Chiesa, non lo è altrettanto per i fedeli, capaci di vivere senza apparenti contrasti la fede nel soprannaturale magico e religioso, o, più spesso, magico-religioso. Eppure i contadini sapevano bene che «var püssé la fedascia che ul legn de la barcascia». Il detto nasce da una storiella probabilmente inventata: una donna malata aveva chiesto una reliquia a un mercante in partenza per la Terra Santa. Il mercante dimenticò l’incarico ma pensò di consegnare una scheggia del legno della sua barca alla donna, che guarì. Era fede o magia? La ricerca, partendo dal piccolo osservatorio della Brianza, esplora il mondo magico di cui tutti possiamo avere esperienza, forse senza neppure accorgercene. è un mondo di tanti anni fa, ma che a volte sopravvive in parole, modi di dire e in piccole manifestazioni quotidiane.

Franca Pirovano è da sempre studiosa delle tradizioni e del folklore in Brianza. Ha recuperato, salvandole dall’oblio, feste, credenze, canti, giochi dell’infanzia, usi e costumi che si sono protratti nei secoli fino alla prima metà del Novecento. Sacro, magia e tradizioni in Brianza presenta una serie di ricerche dove è centrale il rapporto con la natura e la sua simbologia. Il mondo rurale viene raccontato andando a illustrare una cultura che aveva forte il rispetto dell’ambiente e la dimensione del sacro. Una fede semplice ma tenace si manifestava nel culto dei santi protettori, nei riti per il buon raccolto fino alle pratiche da adempiere per propiziare la pioggia e per scongiurare la grandine. Si parla delle fonti e dei poteri dell’acqua, di piante, di nuvole. Spaccati di vita che consentono di rivivere la cultura e le relazioni interne al mondo contadino. Il volume affronta anche i temi del dramma popolare, della presenza celtica nel personaggio della Gibiana, delle festività, dei santi minori venerati esclusivamente in Brianza. Un libro dalle numerose suggestioni, prezioso per rintracciare le peculiarità culturali e umane della gente di Brianza.
 

venerdì 28 giugno 2019

Il PLIS del Grugnotorto Villoresi difende l'integrità del parco dal deposito della metropolitana M5


Dopo la presentazione del progetto di ampliamento della linea metropolitana M5 verso Monza (leggi qui) interviene il Plis del Grugnotorto Villoresi per chiedere la tutela delle aree verdi del parco.

Arturo Lanzani, Presidente del parco evidenzia che: "il progetto di ampliamento della MM5 verso Monza, investe con il suo tracciato e soprattutto con il suo deposito uno dei pochi ambiti non edificati di dimensioni significative  tra i territori quasi totalmente urbanizzati di Sesto, Cinisello e Monza. Più in generale questo ampio spazio aperto fa parte di un sistema quanto mai contenuto di spazi aperti presenti nel territorio compreso tra i settori più a Nord del comune di Milano, il tracciato del fiume Lambro e l’altopiano delle Groane, una delle porzioni territoriali intercomunali più urbanizzate e più carenti di spazio verde in Italia e Europa (più del 70% del suolo urbanizzato). Ciò che si vuole sottolineare è che la soluzione proposta non solo non persegue un obiettivo di riduzione del consumo di suolo esplicitato in tutti i documenti di pianificazione regionali, provinciali e comunali pertinenti, ma che questo rilevantissimo consumo di suolo si realizza in uno dei pochi spazi rimasti inedificati nel territorio tra i più urbanizzati della regione, d’Italia, d’Europa.



Questa condizione di criticità del sistema degli spazi aperti del Nord Milano e della Brianza centrale, al centro di numerose ricerche e pubblicazioni, è stata fatta propria da molti documenti di pianificazione (ed è stata in molti casi la premessa di importanti politiche attive). La volontà di incrementarne la qualità agroecologico-forestale, paesaggistica e la fruizione collettiva dello spazio aperto del Casignolo (al pari dei pochi altri spazi aperti residui) è infatti al centro di diverse azioni. L’intero ambito è stato infatti compreso nel Parco del Grugnotorto Villoresi al fine di tutelarlo e di elaborare interventi di valorizzazione ecologica paesaggistica e di fruizione collettiva e al tempo stesso è stato individuato dalla Provincia in parte come ambito agricolo strategico e in parte come ambito paesaggistico di interesse provinciale nel proprio piano territoriale. Tutti questi atti si propongono di tutelare questo suolo non urbanizzato, subordinando comunque eventuali urbanizzazioni di parti limitate di queste stesse a fini pubblico-infrastrutturali (come è già lo stesso percorso di MM5 nel suo baricentro) a rilevanti interventi di mitigazione ecologica e paesaggistica e soprattutto a cospicui interventi di compensazione ecologica."


Netta la posizione di Lanzani: "Alla luce di quanto qui velocemente richiamato il parco esprime la sua più decisa contrarietà alla soluzione proposta".


Lanzani, a nome del PLIS, propone quindi: "In via prioritaria l’individuazione dell’area a deposito, anche a costo di un suo ridimensionamento sul sedime di una delle tante are dismesse presenti nell’area metropolitana o nella provincia di Monza e Brianza, eventualmente con una modifica di tracciato funzionale a questo fine (ad esempio le aree industriali dismesse in via Matteotti a Cinisello). Non è infatti accettabile in questa porzione di territorio un ulteriore incremento del consumo del suolo".


Qualora non fosse possibile individuare un'area alternativa non mancano le proposte migliorative:
  1. Sulla base di un principio di riduzione dell’impatto: l’eliminazione dell’area cantiere o la sua provvisoria realizzazione su parte del sito a deposito e la drastica riduzione  dell’ingombro del deposito anche con una rivisitazione del suo programma funzionale (quindi riducendo l’insieme delle attività previste) e la sua disposizione ad una quota diversa da quella del piano di campagna o interrata (in parte a cielo aperto in parte in strutture coperte con tetto verde) o sopraelevata.
  2. Sulla base di un principio di compensazione omologa al consumo del suolo: la qualificazione di tutto lo spazio aperto residuo con la realizzazione preventiva nelle aree non toccate dall’intervento e contestuale sulle aree di intervento di una sistemazione a bosco e prato pubblico sul piano di campagna con eventuali passaggi sotto o sopra il piano di binari (sull’intera area del Casignolo perimetrata nel parco).
  3. Sulla base del principio di mitigazione degli interventi edilizi ed infrastrutturali e di più alte qualificazioni dell’intervento: la realizzazione di un progetto paesaggistico del deposito-officina, dell’eventuale tracciato in quota metropolitana e del bosco e prato pubblico attraverso un concorso internazionale che coinvolga gruppi con competenze multiple ingegneristiche, urbanistiche, architettoniche, paesaggistiche, forestali ed ecologiche.
In conclusione: "E’ sicuramente tema importante osservare che il posizionamento del deposito officina rappresenti un nodo cruciale di tutto il progetto di fattibilità".

mercoledì 26 giugno 2019

Smog: ozono fuori controllo tra Brianza e Lecchese


Torna implacabile, come il susseguirsi delle stagioni, l’allerta smog fotochimico in Lombardia. Protagonista con l’innalzamento delle temperature e l’aumento dell’irraggiamento solare è l’ozono troposferico, potente ossidante pericoloso per la salute. Procede, così, la conta dei giorni di superamentodei livelli di riferimento per l'inquinamento da ozono, fissato in 120 microg/mc come media di otto ore, da non superarsi per più di 25 giorni all'anno, ma con l'acutizzarsi del fenomeno si segnalano già livelli massimi preoccupanti, superiori alla soglia di informazione (180  micro/mc) e vicini ai livelli di allarme (240 microg/mc), come nel caso di Erba, che ieri ha raggiunto il picco orario di 225 microg/mc.

In natura più del 90% dell’ozono si trova nella stratosfera (fascia di atmosfera che va indicativamente dai 10 ai 50 km di altezza), dove costituisce un’indispensabile barriera protettiva nei confronti delle radiazioni UV generate dal sole. Nella troposfera (fascia di atmosfera che va dal suolo fino a circa 12 km di altezza) l’ozono si forma a seguito di reazioni chimiche in cui sono implicati inquinanti tradizionali, come gli ossidi di azoto e composti organici volatili. Si tratta, quindi, di un inquinante secondario i cui precursori sono generalmente prodotti da combustioni e da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti. Ancora una volta hanno un ruolo prevalente i motori diesel che rappresentano la fonte emissiva primaria di ossidi d'azoto in Lombardia.

Ieri le concentrazioni più alte sono state misurate tra Monza e l’alta Brianza, ma anche nel varesotto, nelle Alpi Lariane e in Lomellina, ma nessun territorio della pedemontana e pianura lombarda è immune. Le condizioni peggiori sono previste per i prossimi giorni della settimana, specialmente nelle fasce pedemontane: stando alle stime di ARPA Lombardia, la situazione appare destinata ad aggravarsi con il crescere della canicola. In queste zone, oltre che nei bacini dei laghi, è necessario essere particolarmente prudenti e consapevoli che, nelle ore del pomeriggio e della prima serata, è bene astenersi da attività fisiche intense e all'aria aperta per limitare il contatto con aria inquinata.

«Non ci stancheremo, come ogni anno, di denunciare la grave sottovalutazione dell'inquinamento estivo da ozono - dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia -. Le politiche di moderazione del traffico, da attuare anche in estate, si devono integrare con la gestione delle emissioni industriali, delle centrali termoelettriche e degli inceneritori A caldaie domestiche spente, ma con alta domanda di elettricità per la climatizzazione, questi consumi insieme al traffico pesano complessivamente per la quasi totalità delle emissioni di NOx»

Legambiente ricorda che gli orari più critici per gli alti livelli di ozono sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata, perché questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all'aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa. Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell'ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie. Se nelle città l'ozono esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, la situazione non migliora in aree verdi e montane: perché a differenza delle altre sostanze, l’ozono tende ad avere valori molto alti proprio in aree aperte e spazi rurali, anche in montagna o sulle rive dei laghi.

Montorfano, fra poesia e cultura: le opere di Graziella Molinari


Graziella Molinari è nata nell'agosto del 1931 a Como dove vive la sua infanzia e la sua giovinezza.
Tradendo la sua inclinazione per gli studi umanistici, consegue il diploma di perito chimico presso l'Istituto Nazionale di Setificio. A ventidue anni si sposa, ha due figlie e si dedica alla famiglia coltivando nelle pause di questa attività la sua passione per la letteratura, per la poesia e l'arte in genere. Nella seconda metà degli anni settanta - le figlie ormai cresciute - con alcuni amici che condividono i suoi stessi interessi fonda il gruppo letterario Àcàrya. Il nome è stato scelto per il suo significato: "termine sanscrito che significa colui o anche il luogo dove si insegna con l'esempio".

Diventa presidente dal 1984 al 1989 ( 2 mandati) e dal 2001 al 2003. Da allora opera attivamente nel campo culturale comasco promovendo incontri, rassegne, dibattiti, convegni e sopratutto idee innovative. Ha inoltre sempre rivolto particolarmente l'attenzione ai temi sollevati dal recupero, la salvaguardia, la valorizzazione (portandone un grosso contributo) e la conservazione del nostro patrimonio culturale di cui il dialetto è parte integrante. Molte sue poesie e prose sono state pubblicate in diverse antologie e riviste letterarie nonché sui giornali cittadini.

Nel 1990 ha pubblicato una sua raccolta di poesie in dialetto comasco come quaderno dell'Àcàrya nr. 14 dal titolo: "Rivà a Pekino". Nel 2011 quaderno dell'Àcàrya nr. 39 "E pöö... Shahrazàd".

Socia della Famiglia Comasca, collabora attivamente con la sezione dialettale per portare nelle scuole di Como e della provincia le nostre tradizioni e la lingua dei nostri padri.

Scheda tratta dal sito: www.acarya.it

Bicinfesta 2019, il Parco della Brianza Centrale ed il Grugnotorto


Riceviamo e pubblichiamo

Sono passate tre settimane da quando si è svolta Bicinfesta per Seregno 2019. Al termine della biciclettata Arturo Lanzani, Presidente del Parco del Grugnotorto ha voluto portare il suo saluto, qualche ricordo e un auspicio. Ascoltatelo, ne vale la pena.

Sacro, magia e tradizioni al Mulino di Briosco


lunedì 24 giugno 2019

Alla scoperta di libellule e farfalle nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone


La visita ha come tema farfalle e libellule,  ma sarà anche l’occasione per una breve escursione che ci porterà a conoscere alcuni fra i luoghi più interessanti del parco. Percorreremo vari habitat ideali per la vita dei nostri insetti volatori, di cui sottolineeremo le numerose differenze, per nulla casuali, dato che si sono diffusi in periodi molto differenti della scala evolutiva.

Ci recheremo di prima mattina verso la collina dei cipressi, luogo panoramico sulle cui pendici soleggiate si  distendono i prati magri, ricchi di erbe spontanee e  di farfalle. Ci aspettiamo di vedere quanto meno la Melanargia galathea presente lì in abbondanza, ma solo nel periodo fra giugno e luglio, e tante altre specie. 

Prima che il sole cominci ad arroventarsi, ci incammineremo nel boschi, auspicabilmente più freschi, ma solitamente meno frequentati dalle farfalle, dove però potremo incontrare la Pararge aegeria e, particolarmente nelle radure e nei campi che attraverseremo, altre specie a sorpresa. 

Scenderemo fino a degli stagni, in un luogo poco frequentato e ancor meno pubblicizzato, che costituisce un vero scrigno di biodiversità. Qui si stanno conducendo esperimenti di reintroduzione di cui faremo cenno. Per piante acquatiche, anfibi e soprattutto libellule, exuvie comprese, avremo di che scegliere. Vi mostreremo la pianta nutrice del bruco della Aglais urticae,  tanto bistrattata quanto preziosa.

Risaliremo al luogo della partenza per un bosco,  costeggiando un ruscello. dove non è difficile incontrare la Calopteryx virgo, libellula che ama le acque pulite e le rive ombrose.

Per quanto riguarda le farfalle, sul sito del parco potrete soddisfare ogni curiosità, consultando qui i risultati di una minuziosa ricerca pluriennale condotta dall'entomologa Laura Farina e dalla GEV Ezio Galbussera che hanno osservato e schedato ben 62 specie, su 280 in Italia.

Per le libellule, al momento ci sono note 28 specie, su 97 in Italia; occorrerà aspettare i risultati di una ricerca scientifica tuttora in corso, ma un'anteprima apparirà sul calendario del Parco del 2020. 

Rassegna stampa

TuttoMilano di Repubblica 27 giugno 2019

domenica 23 giugno 2019

Pedemontana: l'autostrada pagata anche dai lombardi che non la usano

I tratti a pedaggio di Pedemontana

di Dario Balotta, Europa Verde

Regione Lombardia mette altri 600 milioni sul piatto di Pedemontana. Dato che la tariffa carissima pagata dai pochi che se la possono permettere, non sarà sufficiente a pagare banche e concessionaria allora a pagare ci penseranno tutti i lombardi che l'autostrada non la usano!

Sommati ai 300 milioni messi da Maroni un paio di anni fa per evitare il fallimento ora siamo quasi ad un miliardo di aiuti pubblici extra.

In compenso nessuna traccia dei 600 milioni di capitale dei soci (la stessa Regione Lombardia è socia all'85%) previsti dal contratto di concessione firmato con lo Stato e che servirebbero a completare l'opera. Bisognerebbe prendere atto della irrealizzabilità della Pedemontana visti i costi e il danno ambientale che provocherebbe.

Pedemontana è un'opera pubblica pagata con soldi pubblici: le tre tratte (tangenziali di Como e Varese e la Cassano Magnago-Lomazzo ) fin qui realizzate sono state pagate all'80% (1,2 miliardi con soldi statali e per il resto con soldi di enti pubblici che giocano (male) a fare i privati (provincia di Milano prima, regione ora) e con 200 milioni di prestito delle banche socie che senza alcun rischio (ci ha pensato Maroni) incassano lauti interessi. Anche questa volta con la foglia di Fico del Project Financing e quindi la promessa che si sarebbe ripagata da sola con i ricavi tariffari si è autorizzata una grande opera autostradale.

Se almeno l'opera fosse pubblica  si potrebbe abbassare la tariffa e già che il danno ambientale è fatto almeno metterlo a frutto facendo passare le auto da lì invece che nei paesi.

Al Ministro dei Trasporti non resta che annullare la concessione che non è mai stata rispettata e riconoscere che l’autostrada è un'opera pubblica e che deve essere l’Anas a gestirla, che almeno così si fa l'interesse pubblico e non solo quello delle banche e di falsi privati.

venerdì 21 giugno 2019

Linate chiusa e Malpensa intasata: un disagio lungo tre mesi


di Dario Balotta, Europa Verde

La lunga durata (dal 27 luglio al 27 ottobre 2019) dei lavori di rifacimento della pista di Linate con il conseguente trasferimento dei voli a Malpensa sta già portando le prime conseguenze negative. E’ di ieri la notizia che le tariffe dei taxi verranno aumentate di 5 euro. La Linate-Malpensa passerà a 110 euro, la Malpensa-Fiera  a 70 euro e la Malpensa-Varese 70 euro. Utenti del trasporto aereo e soprattutto cittadini dell’intorno dell’aeroporto di Malpensa si troveranno le maggiori sorprese negative.

Per asfaltare la pista di Linate lunga 2.400 metri, rimodernare i cancelli delle partenze e sostituire l’impianto di smistamento dei bagagli, la  Sea ha deciso di chiudere il Forlanini tre mesi in cui l'aeroporto di Malpensa verrà preso letteralmente d'assalto da aerei e passeggeri, passando da 550 movimenti giornalieri a 900 movimenti tra arrivi e partenze mentre i passeggeri  passeranno da 80 a 120 mila.

Con la crescita dei voli il rumore andrà alle stelle. Il traffico  sulle strade già congestionate di accesso alla Malpensa come la SS 336 andrà in tilt mentre si stanno realizzando nuovi parcheggi  intorno allo scalo della brughiera con nuovo consumo di suolo. Le proteste dei sindaci lombardi e piemontesi, che avevano chiesto di distribuire i voli di Linate su più aeroporti  non sono state ascoltate. Per asfaltare la pista di  Linate occorreranno tre mesi quando per rifare la pista di Orio al Serio, lunga 2.700 metri (più 400), sono bastate tre settimane .

E’ molto grave  la Sea e la Regione Lombardia non abbiano ritenuto  necessaria una Valutazione d’impatto per adottare tutti gli accorgimenti necessari per ridurre l’impatto ambientale. Con strade congestionate e l’invito a presentarsi ai check-in in largo anticipo raggiungere Malpensa aumenteranno i tempi di percorrenza e i disagi non solo per i passeggeri  del più vicino Linate. Trenord raddoppiarà le composizioni  dei malpensa express sottraendo treni ai pendolari lombardi. Non solo i sindaci hanno protestato ma anche i comitati e le compagnie aeree che dovranno trasferire gli operativi dei voli.

giovedì 20 giugno 2019

Laghi, laghetti e zone umide del Parco delle Groane e della Brughiera



WWF Insubria: proteggiamo il Parco delle Groane da se stesso

Fonte immagine: sito Parco delle Groane
di Edoardo Manfredini, Presidente WWF Insubria

Dopo un attenta riflessione vogliamo dire la nostra su alcune manifestazioni che il Parco delle Groane organizza o sponsorizza. Ci riferiamo in particolar modo a quelle svolte nel primo weekend del mese di Giugno, e non solo quelle. Riteniamo che manifestazioni come Star Wars e Silent Disco non sia assolutamente compatibili con quelle che dovrebbe essere le finalità di un Parco Regionale.

Credo e crediamo che organizzare un evento “isterico” come la Silent Disco nella sede di un Parco Regionale non c’entri assolutamente nulla con l’ambiente e con uno stile di vita “green” di cui il Parco dovrebbe essere promotore. Portare 1200 persone, in un area dove ci si dovrebbe entrare in punta di piedi e lasciare che la natura faccia il suo corso, è pura follia, perchè la disco sarà pure “silent”, ma tutto il  contorno è  molto “loud”, luci stroboscopiche incluse. Per dirla tutta, infine, pensiamo che chi partecipa a questi eventi non abbia grandi interessi verso la natura e il Parco delle Groane in generale.

Un grande scrittore del Novencento, Herman Hesse, diceva che la natura ci parla, sono e siamo convinti che canta anche, non una silent disco ma un “natural sound”, che non ha bisogno di cuffie e luci artificiali, ma è tutto naturale e bisogna saperla ascoltare.

mercoledì 19 giugno 2019

Comitato Bevere. Il Contratto di fiume chiede... Il nostro territorio come risponde?


Seveso: perchè la Fondazione Ambiente non rende noto lo studio sulla valutazione del rischio da esposizione alla diossina?


Con Delibera di Giunta Regionale n° X/5268 del giugno 2016 la Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) è stata incaricata di svolgere una indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA.

Per questa ricerca sono stati stanziati 100.000 euro dalla Regione Lombardia e un cofinanziamento FLA per altri 124.000 euro.

La Fondazione ha svolto la ricerca e ne ha dato un iniziale e parziale riscontro al gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e al circolo Laura Conti di Legambiente di Seveso nel corso di un incontro avvenuto più di un anno fa e precisamente l'11 giugno 2018.

I due gruppi ambientalisti hanno successivamente chiesto alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) di essere messi a parte dei contenuti dell'indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell'incidente ICMESA e di essere coinvolti con una metodologia partecipata di diffusione del lavoro e delle valutazioni dello studio di FLA. All'ultima richiesta, del  4 febbraio 2019, la FLA aveva risposto con un rimando che coinvolgeva i referenti di Regione Lombardia "per fissare a breve una data utile per organizzare un incontro".

Da allora, 5 febbraio 2019, tutto tace. Nessuna risposta anche all'ulteriore sollecito inviato il 26 marzo 2019.

Le due associazioni nel ribadire che i contenuti della ricerca debbano essere resi noti e nella disponibilità dei cittadini, hanno avanzato delle legittime critiche e domande sull'operato della Regione e della FLA.

Alberto Colombo, di Sinistra e Amiente Meda, ha chiesto: "Quale utilità può avere uno studio se resta confinato nei cassetti degli estensori e degli uffici tecnici regionali e se lo stesso non viene restituito alla Comunità e a chi s'è dichiarato interessato ad averne contezza? Che senso ha limitarne la conoscenza ai soli addetti ai lavori e agli uffici degli Enti dove risulta sia già stato depositato? Vi sono forse contenuti non divulgabili perchè possono ingenerare preoccupazione?"

Afferma Gemma Beretta, del Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso: "Le nostre associazioni hanno dimostrato da tempo di saper valutare attentamente ogni tipo di documento tecnico, anche complesso, riproponendolo con dettagli ed approfondimenti indispensabili per una buona, leggibile e credibile informazione. Si sta ripetendo quanto già avvenuto nel 2003 dove analogo studio rimase per anni sconosciuto ai più".

domenica 16 giugno 2019

Monza: le aree verdi del PLIS Gru-Bria saranno devastate dal deposito della metropolitana

In questi giorni è ritornato in auge il progetto sul prolungamento della Metropolitana (MM5) a Monza. Il progetto di fattibilità prevede di consumare dai 13 ai 18 ettari di aree agricole (nel PGT vigente; nel PTCP; inserita nel PLIS Gru-Bria) per il deposito dei mezzi.



L'impegno di suolo per il deposito è devastante (come potete vedere nelle immagini sopra).

Se proprio dev'essere realizzato lo si realizzi completamente in interrato coperto (la linea 5 deve comunque sottopassare la tangenziale nord A52 che corre in trincea) e la MM5 correrà comunque 20 metri sotto terra.

Il percorso della MM5 a Monza e il deposito in località Casignolo

Italia Nostra: No ai fanghi di rifiuto dei depuratori nei nostri campi. Non vogliamo rischi sulle nostre tavole!


Nelle maglie di una legislazione vetusta, basata sulle limitate conoscenze scientifiche di 40 anni fa, i fanghi dei depuratori delle fognature urbane, anziché essere smaltiti come rifiuto, vengono sparsi sui suoli dove si pratica l’agricoltura. Il “Decreto Genova” varato a seguito del crollo del Ponte Morandi, conferma questa situazione e all’art. 41 fissa limiti assai elevati per alcuni parametri che genericamente includono anche sostanze pericolose per la salute umana e per l’ambiente. I fanghi dei depuratori potrebbero rendere i suoli contaminati e compromettere la qualità degli alimenti, mentre controlli adeguati sono realisticamente impossibili. Tutto questo per permettere di ridurre le spese alle società che gestiscono i depuratori.

Per saperne di più leggi il report:
“Documento sullo spandimento dei fanghi derivanti dagli impianti di depurazione biologici delle acque reflue urbane in Italia”
(a cura di Giovanni Damiani per Italia Nostra)

Fermiamo lo smaltimento sul suolo agricolo di questi fanghi pericolosi.

Vai su: https://www.change.org/p/giuseppe-conte-no-fanghi-di-rifiuto-dei-depuratori-nei-nostri-campi-no-rischi-sulle-nostre-tavole

ITALIA NOSTRA chiede l’emendamento dell’art. 41 del c.d. Decreto Genova che pone seri rischi ambientali per quanto riguarda la qualità dei suoli agricoli, e quindi degli alimenti e della salute umana e animale. Si sottolinea anche la possibilità di bioaccumulo nei vegetali e dell’aumento delle concentrazioni che si può produrre attraverso le catene alimentari.

ITALIA NOSTRA esprime inoltre il timore che lo smaltimento di tali rifiuti in agricoltura, alle concentrazioni consentite dal “Decreto Genova” compromettano suolo e acque sotterranee al punto di produrre siti potenzialmente contaminati e rientranti nella severa normativa delle bonifiche.

ITALIA NOSTRA ritiene che, anche in considerazione del fatto che l’Unione Europea ha in revisione la propria disciplina in materia, in questi casi estremamente delicati vadano applicati i principi di prevenzione e di precauzione.

ITALIA NOSTRA è favorevole al compostaggio e impiego in agricoltura dei soli fanghi di origine controllata e sicura, come quelli derivanti dall’industria degli alimenti, nell’ottica di strategie di economia circolare.

Fonte: Italia Nostra
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lunedì 10 giugno 2019

Il record di Erba (CO): la più alta concentrazione di Ozono di tutta la Lombardia

di Roberto Fumagalli
presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” 
 
A Erba nei giorni scorsi si è avuta la più alta concentrazione di Ozono di tutta la Lombardia! Nello specifico il 4 giugno 2019 è stato registrato un picco giornaliero di 187 microgr/mc (cioè oltre la soglia di informazione, corrispondente a 180 microgr/mc), con una media giornaliera pari a 172 microgr/mc (di molto superiore al “valore obiettivo”, definito in 120 microgr/mc). Quando si superano i limiti di legge dovrebbero scattare i provvedimenti per il contenimento dello smog e per l'allerta alla popolazione più a rischio (anziani, bambini, malati respiratori). Invece ci sembra che nulla sia stato diramato. Eppure ancora ieri, 5 giugno, Erba ha avuto tra i valori più alti in Regione, con un picco di 171 microgr/mc e una media giornaliera di 158 microgr/mc.

Ozono oltre i livelli di legge significa che l'aria è molto inquinata, quasi irrespirabile!

L'ozono (O3) è un gas tossico per gli esseri viventi (uomini, animali, piante). Si forma come reazione chimica tra altri inquinanti (tra cui ossidi di azoto e composti organici volatili), che si innesca con le temperature elevate, tipiche dell'estate. Ma ora siamo solo a fine primavera! Che succederà in piena estate, quando le temperature aumenteranno ancora? L'ozono è infatti denominato "smog estivo".
L'ozono viene appunto definito "inquinante secondario" poiché si forma a seguito dell'emissione di altri inquinanti causati dalle combustioni (civili e industriali) e da lavorazioni produttive in cui vengono utilizzate sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti.

Per tutto questo come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" lanciamo l'allarme smog, proprio a partire da Erba, che questa settimana ha appunto avuto picchi con la più alta concentrazione in Lombardia.

È possibile contenere l'ozono, e più in generale lo smog, agendo sulle cause: bisogna quindi ridurre il traffico veicolare, e in particolare quello dei mezzi diesel. Occorre pertanto puntare su una mobilità diversa: meno trasporti privati su gomma e più trasporti pubblici, meglio se su rotaia. E poi servono piste ciclabili e la chiusura al traffico dei centri storici, a partire proprio da quello di Erba.
Servono poi più controlli sulle attività industriali che utilizzano combustibili e solventi, che appunto provocano la formazione dell'ozono.

E visto che lo smog viene contenuto (e in parte riassorbito) dal verde, occorre uno stop alla nuova edificazione, lasciando inalterate le aree verdi; ovvero tutti i comuni, a partire da Erba, devono impostare i loro PGT sul "consumo di suolo zero".

Solo con questi impegni si riuscirà a ridurre l’ozono e a contenere l'inquinamento atmosferico che attanaglia i nostri polmoni.

Tra Groane e Brughiera, alla scoperta di nuove aree naturalistiche


Domenica 16 giugno 2019 siete tutti invitati a "PARCHI IN RETE. Camminata alla scoperta di nuove aree naturalistiche tra Groane e Brughiera a Lentate sul Seveso".

Attraverso un percorso facile di circa 10 km, lungo sentieri e percorsi ciclo-pedonali, scopriremo gli interventi realizzati dal Parco delle Groane per favorire la biodiversità e per creare nuovi spazi per la fruizione e il tempo libero.

A guidarvi:
  • Parco delle Groane,
  • Agenzia InnovA21 per lo Sviluppo Sostenibile
  • FLA - Fondazione Lombardia per l'Ambiente
  • Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera
  • La Puska - Lentate s/S
  • WWF Insubria-Groane
  • GEV Groane
Ritrovo alle 8.45 in via Superga a Lentate, rientro alle 11.45 e aperitivo finale. Programma dettagliato al seguente link: PARCHI IN RETE - LENTATE SUL SEVESO

Con il contributo di Fondazione Cariplo

Partecipazione gratuita - iscrizione a info@agenziainnova21.org o telefonando al numero 0362 546210

Arriva la 2° Pedalata No Pedemontana


15 giugno 2019
Pedalata No Pedemontana
partenza da Desio alle 17.30
arrivo a Meda al Muro ICMESA

Percorso:
DESIO: Partenza Via Per Cesano Civico,92.
CESANO MADERNO: Via per Desio, Via Verbano, via Benaco, via Monte rosa, via Giovanni De Medici, Via per Baruccana.
SEVESO: Via Colombo, Via Borghetto, via Trento e Trieste, Via Marco Polo, Via della Roggia, ingresso al Bosco delle Querce da via Senofonte, Via Ada Negri, Via Carducci, Via Francesco D'Assisi, Via San Carlo.
MEDA: Via Icmesa ARRIVO e Apericena (aperta anche a chi non partecipa alla pedalata).

martedì 4 giugno 2019

Agricoltura, ambiente e salute sono gli argomenti trattati alla Fiera della Canapa di Ponte Lambro


Agricoltura, ambiente, salute: sono queste le parole d’ordine emerse nel corso della terza edizione della “Fiera della Canapa”, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, tenutasi ieri, domenica 2 giugno 2019, a Villa Guaita di PonteLambro.

Buona la partecipazione alle conferenze: sia a quella dedicata allo sviluppo della filiera agro-industriale della cannabis sativa, che a quella rivolta al tema degli usi terapeutici della canapa. 
Al dibattito del mattino, dal titolo “Canapa: una risorsa per l’agricoltura e per l’ambiente”, sono intervenuti Michele Maglia (dalla Val d’Intelvi) e Lorenzo Bottani (da Mantova), che hanno portato la loro esperienza di coltivatori di canapa nei rispettivi territori. Nel corso del dibattito si è cercato di dare alcune prime risposte a seguito della sentenza della Cassazione (emanata lo scorso 30 maggio); la poca chiarezza della sentenza (nell’attesa delle motivazioni) rischia di condizionare una parte della filiera, se non altro per il settore della cosiddetta "canapa light".


Nel pomeriggio si è tenuto un interessante e partecipato dibattito dal titolo “Usi terapeutici della canapa”, a cui è intervenuto il medico svizzero Werner Nussbaumer e membri dell'Associazione pazienti cannabis medica. Nel corso del dibattito il dott. Nussbaumer ha ricordato la sua battaglia, condotta nel Canton Ticino, per la legalità nell’utilizzo dei farmaci a base di cannabis, utilizzati per la cura di alcune malattie.


Al termine di questa conferenza è seguito un momento di approfondimento e dibattito dal titolo “Legalizzazione: parliamone”, con l’ex parlamentare Daniele Farina. 


Questo il commento degli organizzatori del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con le parole di Moreno Casotto, vicepresidente dell’associazione, nonché responsabile della Fiera: “Siamo soddisfatti in particolare per l’interesse riservato alle conferenze sui temi della coltivazione e degli usi della canapa. In special modo sottolineiamo l’attenzione rivolta al dibattito sugli usi terapeutici della cannabis: dalle conferenze è emersa la necessità di legalizzare, anche in Italia, l’utilizzo della cannabis in medicina, ovviamente sotto stretto controllo medico”.


Per tutta la giornata, nel parco di Villa Guaita è stato allestito il mercato di esposizione e vendita dei prodotti derivanti dalla trasformazione della canapa (prodotti alimentari, cosmetici, industriali) e del mondo agricolo e solidale. Alla Fiera hanno partecipato, per la prima volta, alcune aziende agricole della provincia di Como, che da pochi anni hanno intrapreso la coltivazione della canapa.

Durante la Fiera si sono tenuti anche momenti di divertimento e di svago, tra cui laboratori per adulti e bambini, massaggi shiatsu e molto altro ancora. Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ringrazia l’Amministrazione Comunale di Ponte Lambro per la collaborazione e per aver messo a disposizione gli spazi di Villa Guaita. 

Altre info sul sito dedicato www.fieradellacanapa.it

Alessandro Manzoni: storia semiseria fino ai giorni nostri


lunedì 3 giugno 2019

Traffico, smog, opere incompiute e mobilità: presidio di Legambiente a Cusano Milanino


Dopo i blitz a Cormano a marzo, Bollate ad aprile e Paderno Dugnano a inizio maggio e Novate Milanese lo scorso mercoledì, i circoli di Legambiente dell'area nord di Milano tornano a manifestare contro smog,traffico e opere incompiute, in particolare il completamento della S.P.119 tra Bollate, Senago e Paderno, un’arteria stradale che alleggerirebbe parte del traffico che attraversa Bollate e poi si scarica su Novate e Cormano.

L’attenzione è posta anche sulle problematiche legate all’A52 (ex Rho-Monza), sulla proposta di realizzare un sistema di mobilità pubblica integrato nell’area metropolitana attraverso il biglietto unico e sulla necessità di valorizzare la mobilità dolce delle biciclette. A tal proposito per il quinto presidio che vuole testimoniare la preoccupazione dei quartieri, delle persone e delle comunità locali, è stato scelto un incrocio con la pista ciclabile.

L'appuntamento è per MARTEDÌ 4 GIUGNO A CUSANO MILANINO PER LE ORE 8, presso la rotonda all’incrocio di Viale Marconi e via Sormani (https://goo.gl/maps/g3cwvJF9K3fQDXx96)

A questa nuova manifestazione saranno presenti i rappresentanti di Legambiente Lombardia e dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino.

martedì 21 maggio 2019

Escursione sotto la luna, alla scoperta della Valsorda


La Valsorda è una stretta e lunga valle che solca in direzione nord-sud le prime colline moreniche della Brianza. Il suo territorio appartiene a 6 comuni e, nonostante sia stata testimone di molti eventi del passato, non ha ancora un racconto unitario delle sue antiche vicende.

Nel Novecento la Valle divenne luogo marginale e isolato ma qualche secolo prima era attraversata da strade maestre e sede di presidi militari, fu luogo frequentato da mercanti, briganti e …lupi, senza dimenticare le contese per il controllo dei suoi numerosi fontanili.

Per accrescere la conoscenza della Valle, l’Associazione Calnach organizza un’escursione guidata attraverso la Valle cercando di raccontare aspetti storici e naturalistici rimasti finora inediti.

Ci accompagneranno gli amici Francesco Giordano dell’Associazione "La casa delle erbe vagabonde" di Lecco, Chiara Ballabio e Zeno Celotto, studiosi di storia locale.

Francesco ci farà conoscere la microflora e le erbe che incontreremo nella Valle, ora sconosciute ma un tempo preziosissime per curarsi e sfamarsi (quando farmacie e supermercati non c’erano).
Chiara e Zeno invece racconteranno le vicende assolutamente sconosciute e controverse dello scavo della "Testa del Nan".

L’escursione si svolgerà nella serata di mercoledì 5 giugno 2019 ore 20 con ritrovo di partenza presso la stazione di servizio carburante in via Valsorda a Cremnago d’Inverigo.