giovedì 21 novembre 2019

Cento piantine all'Oasi Fosso del Ronchetto. La prima è per Chiara


di Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia

Una brutta giornata metereologica accompagnerà molto probabilmente la messa a dimora di 100 nuove piantine al Fosso del Ronchetto di Seveso sabato 23/11/2019.

La prima la vogliamo dedicare alla memoria di Chiara Ballabio, lei che della memoria del nostro territorio si è fatta interprete.

Alle 9.30 vi aspettiamo in via Boves a Seveso (all'ingresso dell'Oasi).


Fridays For Future: in Lombardia è emergenza climatica e ambientale!


a cura di Fridays For Future Como

Il coordinamento di Fridays For Future Lombardia rappresentato anche dal gruppo locale di Como ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di dichiarazione dell’emergenza climatica e ambientale agli uffici della regione. Il nostro movimento  da sempre convinto che la tutela dell’ambiente debba essere al centro dell’attuale agenda politica torna a chiedere che ogni ente all’interno delle sue competenze fissi un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con uno stato di emergenza.

Il coordinamento regionale di Fridays For Future ha individuato una serie di azioni, a titolo esemplificativo e non esaustivo, che la Regione Lombardia deve porre in essere per la lotta al cambiamento climatico.

A livello del nostro territorio chiediamo a regione Lombardia e agli enti istituzionali preposti di agire nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile. Per questo motivo chiediamo vengano sospesi e abbandonati i progetti del secondo lotto della tangenziale di Como. Questa, infatti,  è un’opera altamente impattante su un territorio fortemente connotato sotto il profilo paesistico. Inoltre risulterebbe essere un ennesimo incentivo alla mobilità privata, altamente inquinante.

Le soluzioni per risolvere il problema del traffico esistono già. E’ necessario che il servizio di trasporto pubblico locale venga pianificato in modo ampio su tutto il territorio, garantendo agli utenti (pendolari e non solo) di muoversi con l’uso esclusivo dei mezzi pubblici. Per questo chiediamo a regione Lombardia di investire sulla ferrovia Como – Lecco che realmente può sgravare il traffico del canturino e dell’alta Brianza. Chiediamo più corse dei treni e una pianificazione migliore dell’intermodalità tra i mezzi di trasporto per garantire collegamenti con i mezzi pubblici tra le stazioni della linea e le aree limitrofe. Ricordiamo inoltre che la linea oggi non è ancora elettrificata e l’elettrificazione della stessa consentirebbe oltre alla riduzione del carico inquinante anche il prolungamento del servizio ferroviario Tilo verso Lecco. 

Altra tematica emersa nel documento è la richiesta di fermare il consumo di suolo. Viviamo in uno tra i territori più urbanizzati d’Italia, per questo è necessario porre fine alla cementificazione del territorio. Questo processo sta portando alla perdita di servizi eco sistemici, biodiversità e ambiente naturale. Riteniamo importante che regione Lombardia si adoperi per l’azzeramento del consumo di suolo in qualsiasi suo strumento di pianificazione urbanistica. Allo stesso tempo, è necessario il recupero delle numerose aree abbandonate presenti sul territorio garantendo una riconversione del patrimonio edilizio sfitto.

Per questo torneremo in piazza a manifestare. Venerdì 22 novembre dalle ore 17.00 presidieremo davanti al palazzo di Regione Lombardia con gli attivisti e le attiviste di FFF da tutta la regione.

Link all'evento: https://www.facebook.com/events/749847155483723/

Il riscaldamento globale e i ghiacciai che stanno scomparendo. Secondo incontro della Rassegna "Il Pianeta sta bruciando!", organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Dopo il successo del primo incontro della Rassegna “Il Pianeta sta bruciando!”, il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 22 novembre alle ore 21, presso la sala consiliare di Inverigo, ed avrà per titolo “I ghiacciai stanno scomparendo”.

Relatore sarà il ricercatore Roberto Sergio Azzoni, che parlerà appunto della riduzione dei ghiacciai a causa del riscaldamento globale; anche questo secondo incontro è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, col patrocinio dei comuni di Inverigo e Lurago d’Erba.

Il ricercatore Roberto Sergio Azzoni è dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano; si occupa di glaciologia, geomorfologia glaciale e periglaciale e in particolare dell’evoluzione dei ghiacciai in risposta al cambiamento climatico.

Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” presenta l’appuntamento del 22 novembre a Inverigo: “Dopo il successo della serata di Lurago col climatologo Frank Raes, nel secondo incontro parleremo di uno degli effetti più diretti e infausti del riscaldamento globale, ovvero la riduzione dei ghiacciai, sia di quelli montani (a partire dalle nostre Alpi) sia delle aree polari. I ghiacciai rappresentano una riserva millenaria di acqua dolce, indispensabile per la continuazione della vita sul nostro Pianeta. La progressiva riduzione o, peggio, la scomparsa dei ghiacciai minaccia quindi la sopravvivenza della vita sulla Terra. Come in occasione del primo incontro, col pubblico vorremmo discutere anche dei possibili rimedi per creare un’inversione di tendenza del fenomeno del riscaldamento globale e della conseguente riduzione dei ghiacciai”.

L’invito alla partecipazione è esteso a tutti i cittadini, con ingresso libero. Hanno aderito alla Rassegna alcune associazioni: Le Contrade e il CAI di Inverigo, oltre al G.A.S.S. di Lurago.

N.B.: il ricercatore Azzoni sostituisce la glaciologa Guglielmina Diolaiuti, inizialmente prevista, che non potrà intervenire per impegni universitari sopraggiunti.

Cinisello Balsamo: Capire l'emergenza climatica


domenica 17 novembre 2019

A Meda si torna a tagliare alberi

I 4 pini di via Cialdini-angolo via Tiziano prima del taglio
a cura di Sinistra e Ambiente, Meda

Ecco, ci risiamo. A Meda si torna a tagliare alberi
E' successo in via Trieste e  in via Cialdini angolo via Tiziano dove sono stati rimossi una dozzina di pini.
Lo fa ora l'amministrazione Lega-FI-FdI.
Ancora una volta le motivazioni sono risibili. Sui social, un Consigliere di maggioranza si sente in obbligo d'intervenire per giustificare il taglio perchè ...... "le radici sollevano il manto stradale"
Sulla stampa locale, il sindaco ripropone le stesse motivazioni, con in aggiunta generici problemi di "sicurezza" asserendo poi che vi saranno (quando non è specificato) nuove piantumazioni con specie più idonee (quali non e noto).
Come in casi precedenti, non si conosce ne viene comunicato sulla base di quale parere tecnico qualificato si sia deciso.
Ancora una volta, totalmente incuranti del beneficio che gli alberi adulti danno al genere umano e all'habitat, si sceglie con leggerezza d'intervenire nel modo più facile, quello disastroso e irreversibile del taglio di  piante sane.

Gli 8 pini di via Trieste anch'essi tagliati
Alla prova dei fatti, la sbandierata "sensibilità ambientale" di chi è parte di questa maggioranza si rivela come un mero "annuncio" con azioni che vanno in tutt'altra direzione con i soliti drastici interventi.
Gli alberi presenti nell'area urbanizzata medese meriterebbero ben altro trattamento, sopratutto in considerazione della pesante conurbazione e della scarsità di aree di verde pubblico catatterizzate da specie arboree adulte e/o di alto fusto.
A questo dato di fatto va aggiunto che il Comune di Meda è da anni totalmente inadempiente nell'applicazione della legge 10/2013 rispetto alla piantumazione di un albero per ogni neonato (come già evidenziato anche dal gruppo IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARITÀ nel suo post  IL VERDE URBANO: UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE E SVILUPPARE ANCHE A MEDA ) .
Dal 15/12/2017 c'è inoltre l'opportunità di dare seguito alla mozione presentata da Sinistra e Ambiente e allora approvata dal Consiglio Comunale che impegna la Giunta e il sindaco ad elaborare un documento organico, un Regolamento Comunale per il Verde urbano che contempli un albo degli alberi di pregio, regole d'intervento, di manutenzione, mantenimento e linee guida per la realizzazione di nuovi ambiti verdi nonchè norme per parchi e giardini - comunali e privati, verde di arredo, spazi verdi a corredo di strutture pubbliche, orti urbani, fasce di rispetto, aree incolte.
Ecco, ci risulta che all'oggi NULLA sia stato scritto e nella gestione del patrimonio verde urbano si continua ad affidarsi all'improvvisazione .

Medici e guaritori in Brianza

Tra i ceti umili la ricerca di aiuto, di assistenza e di cura in caso di malattia si è per lungo tempo rivolta in ogni direzione, prima di fissarsi sul medico. Innanzitutto in seno alla famiglia, l’ambito naturale entro il quale si svolgevano gli eventi cruciali dell’esistenza: le nascite, le malattie, le morti. La famiglia non chiedeva aiuto alla medicina dotta, quella “scientifica” dei dottori, ma si rivolgeva in prima istanza alla medicina popolare, quella “empirica” del popolo, col suo corteo di pratiche consolidate dalla tradizione.

Era questa una medicina semplice, che rispecchiava le virtù salutari delle erbe medicinali (i “semplici” appunto). Era una medicina povera, come le risorse impiegate e le pratiche attuate per riconquistare la salute. Era una medicina umile, che traeva dalla terra (humus) i suoi rimedi. Era, in ultima analisi, appunto una medicina popolare, a somiglianza del ceto sociale che ne costituiva l’utenza.

Rimedi curativi realizzati utilizzando le proprietà medicamentose della piante, pratiche sanitarie tramandate nel tempo la cui efficacia era indiscussa, ritualità magico-religiose in grado di guarire attraverso il potere dei segni anche i mali più misteriosi e complessi. Medici e guaritori, terzo volume della collana “Le Brianze”, esplora un mondo scomparso e in via di estinzione, indagato con le competenze storiche e l’approccio antropologico delle ricerche sul campo condotte in molte comunità della Brianza da Vittorio A. Sironi.

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Pedemontana e diossina: pareri, valutazioni ed osservazioni al Piano Operativo di Bonifica


A cura di:
Sinistra e Ambiente di Meda
Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso

Lo scorso 11/10/2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l' ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DI SERVIZI DECISORIA del 17/9/2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica  elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il Decreto formalizza i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17/9/2019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
Il Decreto definisce che i nuovi e più stringenti limiti (6 ng/kg invece degli attuali 10 ng/kg) previsti dal d.m. 46/2019, per le aree ad uso agricolo (alcune ricadono nei lotti del POB) non è applicabile per il procedimento di bonifica di APL in quanto lo stesso d.m 46/2019 prevede che: ”I procedimenti di bonifica e messa in sicurezza di aree agricole già avviati ai sensi della disciplina di cui alla parte quarta, titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e non conclusi alla data di entrata in vigore del presente regolamento restano disciplinati dalle relative disposizioni…..”. Viene dunque confermato l’approccio metodologico già avviato e gli obiettivi indicati nel POB presentato da APL.. Nel testo del Decreto 14639 sono richiamati gli allegati con i pareri, le osservazioni e le prescrizioni della Provincia di Monza e Brianza, dei Comuni di Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Seveso, Barlassina, Desio, di A.T.S. Brianza – Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, di ARPA Lombardia – Dipartimenti di Milano e di Monza Brianza.
L'amministrazione di Meda, anche questa volta, s'è pronunciata separatamente dagli altri comuni esplicitando anch'essa parere favorevole condizionato al POB, in accordo con le osservazioni della Provincia di Monza e Brianza e di ARPA, ma dichiarandosi contraria all'estensione a priori dello scavo fino a 0,50 m. dal piano campagna nelle zone con Top Soil (primi 20 cm) inquinato da diossina.


PARERI, OSSERVAZIONI, RICHIESTE E PRESCRIZIONI 
ACQUISITI IN SEDE DI CONFERENZA DEI SERVIZI

Grazie alla collaborazione del Cons. Regionale dell'M5S, Marco Fumagalli, che ne ha fatto richiesta e al supporto di alcuni Consiglieri Comunali, abbiamo potuto verificare i contenuti degli allegati richiamati nel Decreto.

PARERE TECNICO DELLA PROVINCIA DI MB
Puntuali e dettagliate le osservazioni della Provincia di MB che ha chiesto:
  • revisioni e aggiornamenti di tabella e di planimetria a completamento della situazione aree contaminate
  • chiarimenti sulla fruibilità effettiva  di alcune aree contaminate e modalità di posa del geotessuto
  • adeguamenti ed obblighi da riportare nella documentazione dei PGT per la destinazione d'uso delle aree ove s'è applicata l'analisi di rischio
  • almeno due punti di analisi chimiche aggiuntive per definire se siano o meno stralciabili dall'attività di bonificale aree medesi in scarpata agli svincoli e sulla sponda Tarò.
  • per le terre contaminate, scavo con asportazione disgiunta tra il top soil e il terreno sottostante, con le due tipologie di rifiuto gestite separatamente e con analisi di omologa eseguita in ogni cella sia per il top soil che per lo strato di terreno “intermedio”.
  • chiarimenti sulle analisi preventive di omologa del rifiuto da stoccare (terra contaminata) effettuate da APL e giudicate poco corrispondenti alla realtà
  • per il collaudo di "avvenuta bonifica" l'esecuzione anche di collaudi di parete degli scavi a ridosso della strada (a mezzo campioni da analizzare) .
  • il riempimento degli scavi di bonifica con terra nuova "pulita" debitamente certificata.

PARERE DELLE AMMINISTRAZIONI
I Comuni di Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago (cui si sono uniti anche Barlassina e Desio che non hanno però aree interessate alla bonifica) hanno presentato un parere.
Tra le richieste, quella di assoggettare quella parte delle aree interessate da bonifica corrispondente ai terreni ad uso agricolo, al più stringente valore di soglia CSC del  DM 46/19 (6 ng/kg invece dei 10 ng/kg).
La richiesta non è però stata accettata in sede di Conferenza dei Servizi e il diniego risulta esplicitato  anche nel Decreto Regionale.
Sull'Analisi di Rischio e sul Modello Concettuale di Sito, le amministrazioni hanno rilevato la necessità di una verifica di congruenza rispetto alle varianti progettuali.
Le amministrazioni hanno chiesto un "franco di sicurezza" cioè una profondità di scavo maggiore (50 cm) sulle aree con contaminazione del top soil e iltre l'intermedio. La proposta non è stata accettata e si rimanda eventuale ulteriore scavo qualora si si evidenziassero situazioni di contaminazioni ulteriori rispetto alla quota prevista di 0,20 m. dal p.c..
Come avevamo già scritto nella lettera ai sindaci (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI ) sarebbe stato opportuno insistere con più decisione su una profondità di scavo maggiore rispetto ai previsti 20 cm laddove il Top Soil e l'intermedio risultano inquinati da Diossina così come su molti altri aspetti critici.
Per questo successivamente Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso hanno considerato eccessivamente trionfalistico il comunicato dell'amministrazione sevesina.


OSSERVAZIONI DELL'ATS BRIANZA
Le richieste dell'Unità Operativa Salute e Ambiente dell'ATS Brianza sono focalizzate sugli aspetti sanitari di competenza durante tutte le fasi della bonifica.
ATS chiede l'operatività continua dei presidi ambientali durante la lavorazione, lo scotico, la movimentazione e il caricamento del terreno contaminato onde contenere la diffusione di polvere nonchè la pulizia delle ruote dei mezzi impiegati ogniqualvolta vi sia transito di autocarri verso l'esterno delle aree di bonifica.
Anche ATS chiede di riportare i parametri ambientali espressi nell'Analisi di Rischio nonchè la situazione di potenziale contaminazione delle aree in oggetto, all'interno dei documenti dei PGT al fine di costituire vincolo edilizio.


VALUTAZIONI TECNICHE DI ARPA
ARPA dipartimento di Milano e di MB, dopo un'illustrazione di sintesi del Progetto Operativo di Bonifica presentato da APL, formula alcune osservazioni sullo stesso prescrivendo che le indagini integrative per le aree oggi escluse dal POB (A3, A5, A24 nel lotto 1 a Meda) siano effettuate in contradditorio con ARPA.
C'è poi riserva di valutazione circa il prelievo di campioni per il collaudo delle pareti degli scavi per la bonifica del Top Soil, sinora non considerato da APL.
Sulla prevenzione dell'aerodispersione delle polveri e sulla pulizia/lavaggio ruote dei mezzi che trasporteranno terreno contaminato, vengono chieste delucidazioni delle modalità che si intendono applicare.
Per il monitoraggio dell'aria "ante operam" cioè prima dell'intervento, per avere parametri per un confronto con quelli che si registreranno durante la fase dei lavori di bonifica, ARPA propone un'attività a campione sui primi lotti funzionali per verificare se l'operatività di bonifica causa modifiche allo stato "ante operam" e se si rende necessario intervenire con azioni di mitigazione.
Vi sono poi richieste di chiarimento sul Modello Concettuale di Sito e sugli esiti dell'Analisi di Rischio, non rilevando comunque  elementi ostativi a quanto elaborato da APL.


Continuiamo e continueremo a seguire con attenzione l'iter del DL 152  e tutto ciò che riguarda l'autostrada Pedemontana Lombarda e il connesso rischio diossina.

sabato 16 novembre 2019

Cascina Sant'Ambrogio (Carugo): vent'anni in cascina... fra arte, ambiente e cultura


Cesano Maderno: Ambiente e grandi opere


Incontri Lariani: annullata l'escursione nel Parco della Brughiera Briantea del 17/11/2019


a cura del Comitato Parco regionale Groane Brughiera

A causa del maltempo che sembra non darci tregua, purtroppo siamo costretti ad❌ANNULLARE L'ESCURSIONE❌di domani #17novembre nel Parco Groane - Brughiera.

Ci dispiace per chi si era preparato per venire con noi nei boschi tra Mariano Comense e Brenna, ma non vi preoccupate: insieme al Gruppo Naturalistico della Brianza abbiamo deciso solo di RIMANDARE questo appuntamento, che riproporremo nei primi mesi dell'anno nuovo! Quindi continuate a seguirci per scoprire la nuova data di 🍂INCONTRI LARIANI 2020🍂.

Nel frattempo... ricordatevi di non prendere impegni per domenica 1° dicembre... saremo alla 20^ FESTA DELLA CASCINA SANT'AMBROGIO DI CARUGO (CO) . Per l'occasione stiamo organizzando anche una bella escursione in Brughiera prevista per la mattina.

martedì 12 novembre 2019

Circolo Ambiente: "Ecco perché è giusto tassare la plastica monouso"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Perché è giusto introdurre la tassa sulla plastica monouso? Anzitutto facciamo chiarezza: dal 2021 l'Europa proibirà l'uso delle stoviglie usa-e-getta, pertanto tassare la plastica in Italia anticiperebbe solo di un anno il divieto europeo. In ogni caso è opportuno disincentivare da subito l’utilizzo degli imballaggi monouso anche attraverso la nuova tassazione, poiché nel nostro Paese solo il 30% di questa tipologia di rifiuti viene effettivamente recuperata, mentre una consistente parte viene incenerita, creando inquinamento e ceneri tossiche! Per la restante parte nemmeno si sa che fine faccia, tant'è che spesso ce la troviamo dispersa sui cigli delle strade, nei boschi, nei nostri laghi e, da qui, fino al mare che ne è pieno! Se abbiamo l’illusione di non vederla in acqua è perché si è trasformata in microplastica (il Lario ne ha una elevata concentrazione), visibile solo al microscopio, ma a nostra insaputa ce la troviamo poi nei nostri cibi attraverso la catena alimentare (i pesci ne sono pieni).

E allora che fare? La prima cosa è non produrre e non utilizzare gli imballaggi in plastica. Le alternative al monouso ci sono: ad esempio tornare alle stoviglie durevoli o, laddove non si riesce, utilizzare quelle compostabili. Ci si deve (ri)abituare a bere l’acqua del rubinetto – spesso più controllata e sicura delle minerali – sia a casa, in brocca, che fuori, nelle borracce (un’ottima idea per un regalo ecologico per il prossimo Natale). Al supermercato, al posto delle vaschette di plastica o polistirolo ci sono valide alternative: basta scegliere prodotti (formaggi, carne, frutta, ecc.) sfusi oppure confezionati col cartone, che, una volta a casa, possono essere conservati nel frigorifero in contenitori durevoli, se vogliamo col sistema del sottovuoto. Oppure mangiare in una buona ed economica trattoria, anziché al fast-food dove tutto è di plastica! 

Come si vede fare a meno della plastica è semplice, serve un minimo sforzo e a volte si risparmia pure (l’acqua del rubinetto costa duemila volte meno delle bottigliette!), per cui solo chi non vuole adeguarsi pagherebbe l'odiata tassa sulla plastica.

lunedì 11 novembre 2019

Successo per il primo incontro della Rassegna “Il Pianeta sta bruciando!”, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Il climatologo: “Il riscaldamento globale si combatte riducendo i consumi”
 
Frank Raes a Lurago: “Spetta ai cittadini e ai governi impegnarsi contro il cambio climatico”


Sala consigliare piena a Lurago d'Erba per ascoltare il climatologo di fama mondiale Frank Raes, in occasione del primo appuntamento della Rassegna “Il Pianeta sta bruciando!”, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, col patrocinio dei comuni di Lurago d’Erba e Inverigo.
Dopo la presentazione da parte di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambientalista, il climatologo Raes ha illustrato i dati che attestano come, da alcuni decenni, si sta verificando un netto aumento delle temperature a livello globale. Le cause sono da individuarsi sicuramente nelle attività umane e, in particolare, nel massiccio utilizzo dei combustibili fossili, che determinano l’emissione in atmosfera di ingenti quantitativi di anidride carbonica, responsabile appunto del riscaldamento globale.

Il climatologo ha quindi auspicato vengano adottati da subito interventi per la progressiva riduzione ed eliminazione delle emissioni climalteranti. Per questo servono azioni sia a livello individuale che da parte dei governi dei Paesi più industrializzati, Italia compresa.


A livello individuale occorre adottare comportamenti “virtuosi”, riducendo i consumi superflui e attraverso il riuso delle merci. Occorre poi limitare gli spostamenti in aereo o con le auto, privilegiando i trasporti pubblici; serve infine la coibentazione degli edifici per ridurre il consumo dei combustibili. Altri provvedimenti devono essere presi a livello politico, per passare gradualmente dalla produzione energetica basata sui fossili (carbone e derivati dal petrolio) alle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico), oltre all’adozione di sistemi di economia circolare che riducano alla fonte i rifiuti; tutto questo può essere fatto anche introducendo forme di incentivo e di tassazione, sul principio del “chi inquina paga”.


Numerose le domande da parte del pubblico, a cui il climatologo Raes ha risposto anche con altri esempi su come adottare stili di vita più sobri.

Si ricorda che prossimo appuntamento della Rassegna è previsto per il 22 novembre a Inverigo ed avrà per titolo “I ghiacciai stanno scomparendo”, con la glaciologa Guglielmina Diolaiuti.


Incontri Lariani 2019: passeggiata dalla chiesa di San Martino (Mariano C.) alla chiesa di Sant'Adriano (Brenna)


ATTENZIONE: PASSEGGIATA ANNULLATA A CAUSA DEL MALTEMPO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI CLICCARE QUI

giovedì 7 novembre 2019

In ricordo di Chiara

a cura del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera

In un triste giorno di novembre, è mancata la nostra amica Chiara Ballabio.
 

Vogliamo ricordarla con questo pensiero che abbiamo rivolto a Zeno.


venerdì 1 novembre 2019

Serata naturalistica sui rettili del Parco Groane


Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 8 Novembre alle 21 presso il Centro Parco Polveriera andremo alla scoperta dei rettili del Parco delle Groane. Lo faremo assieme a un esperto del calibro di Matteo Di Nicola, naturalista, fotografo e amico del Parco delle Groane con cui già in passato abbiamo collaborato per alcune iniziative come il BioBlitz.

Per l’Occasione Di Nicola presenterà la sua ultima fatica editoriale Anfibi e Rettili d’Italia curata assieme a Luca Cavigioli, Luica Luiselli e Franco Andreone. Le foto sono interamente di Di Nicola.

La partecipazione è libera.

Fabbrica Durini: in mostra tre territori da salvaguardare


Vi invitiamo a visitare la mostra "AMBIENTE da salvare" che è stata allestita presso l'Oratorio di Fabbrica Durini, in occasione della tradizionale Castagnata.

La mostra ha per oggetto 3 territori che, secondo le associazioni ambientaliste della zona, meritano di essere salvaguardati:
  • l'area naturalistica dello “Zoc del Peric”, la cui parte di mostra è curata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”;
  • la riserva naturale del Lago di Montorfano, il cui allestimento è realizzato dall'associazione L’Ontano;
  • l'oasi ornitologica “Il Nibbio”, con mostra curata dall’omonima Fondazione.
La mostra sarà visitabile presso il salone dell’Oratorio di Fabbrica Durini nelle giornate di venerdì 1, sabato 2, e domenica 3 novembre con i seguenti orari: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. L’ingresso è libero.

domenica 27 ottobre 2019

WWF e Parco Monte Barro: “Autunno a colori” riempie Villa Bertarelli


All’apertura dei cancelli di Villa Bertarelli si è presentata una piccola folla di mamme, papà, nonni… ad accompagnare una ventina di bambini, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, “affidati” per un intero pomeriggio alle cure degli attivisti WWF Lecco, nella splendida cornice della sede del Parco Monte Barro, per apprendere segreti e curiosità e caratteristiche delle foglie.

Dopo i saluti iniziali, primo contato con i bambini con il “truccabimbi”, foglie colorate disegnate sulle guance o sulle mani per fare subito squadra.


Poi una serie di immagini presentate da Anna e Jessica del WWF Lecco, che hanno svelato ai bambini il fantastico mondo delle foglie, cercando di far loro comprendere le varietà di forme e margini e andando anche alla scoperta di alcune “stranezze”. La curiosità dei bambini si è concentrata in particolare sulla Mimosa sensitiva, la pianta timida capace di rispondere a un piccolo contatto richiudendo le foglie su se stesse, sul Nasturzio, dalle foglie su cui l’acqua scorre via senza bagnarle perché idrorepellenti, e poi le piante carnivore, dalla Venere acchiappamosche alla delicatissima Utricularia, presente anche come specie autoctona nello stagno di Prà Pozzetto sul Monte Barro. A seguire bambini sono stati divisi in squadre, ciascuna affidata a un volontario WWF, per il gioco della caccia alla foglia nel Parco della Villa. La vittoria è andata alla squadra dei “Panda trovafoglie” che hanno dato battaglia alle “Carote”, alle “Piante carnivore” e alle “Volpi”.


Altre due attiviste del WWF Lecco, Raffaella e Stefania, hanno invece curato il laboratorio di  animal collage e lavoretti con le foglie,  con i bimbi a cimentarsi nella riproduzione di sagome di animali fantastici, che hanno preso forma dalle mani dei bambini, ciascuno dei quali ha potuto portarsi a casa il lavoretto realizzato.


E’ stata poi la volta della merenda “salvambiente” con pane, marmellata, nocciolata e succo di mirtillo, offerti dall’Azienda Agricola La Traccia di Colle Brianza, tutto molto gradito vista la velocità con cui è scomparsa ogni traccia di cibo. Caraffe in vetro, tovaglioli di carta riciclata e bicchieri compostabili hanno permesso di cogliere l’occasione della merenda per lanciare ai bambini semplici messaggi sugli effetti negativi dell’utilizzo dei materiali di plastica e sulle possibili alternative.


Il tempo è volato via velocemente e al termine del pomeriggio tutti i partecipanti hanno ricevuto un doppio ricordo della giornata: il diploma di partecipazione all’evento e una splendida Pandazucca, una zucca decorata con la faccia del panda, appositamente realizzata per l’occasione da Cristina Tosi del Campo dei Fiori di Galbiate, realtà “amica del WWF” che ha contribuito alla realizzazione dell’evento.


“Anche quest’anno” -ha dichiarato Lello Bonelli, Presidente WWF Lecco- “abbiamo ritrovato Beatrice, che ha partecipato a tutte le edizioni dei nostri eventi per i bambini a partire dal 2015, ma anche Luca e Martina, Andrea e Federica e tanti altri che sono alla terza, quarta partecipazione, e che in questi anni hanno frequentato i nostri minicorsi di birdwatching, le cacce al tesoro, i pomeriggi alla scoperta degli animali selvatici e del mondo delle api. Nei loro volti abbiamo ritrovato ogni volta un entusiasmo e un interesse per la natura davvero contagiosi. Naturalmente li aspettiamo tutti per l’anno prossimo!“.

Festa d'autunno all'Oasi Lipu di Cesano Maderno


FESTA D’AUTUNNO - Domenica 10 Novembre 2019
Visite guidate, laboratori a tema, giochi all’aperto e altre attività per scoprire insieme i colori dell’autunno.

ore 10.30
Durante la mattinata i visitatori, insieme ai volontari Lipu, si recheranno in Oasi per piantare piccoli alberi e arbusti, prelevati da un “vivaio” presente in Oasi, per riqualificare una zona di bosco. (*)

dalle ore 14.30 alle 17.00
Visita guidata in Oasi (*)
Laboratori natural-artistici in Centro Visite (*)

(*) Per le attività è richiesta una Donazione di € 5.
Inoltre nel pomeriggio:
Spazio ludico a cura dell’associazione “Costruttori di ponti” di Bovisio Masciago
Spazio dimostrativo a cura degli istruttori Nordic Walking del “Team Triangolo Lariano Lago di Como A.S.D.”

Per la merenda: caldarroste e street food con “Dulcibus”

IN CASO DI MALTEMPO O PIOGGIA L’EVENTO VERRA’ RINVIATO A DOMENICA 17 NOVEMBRE.

sabato 19 ottobre 2019

Prossimi appuntamenti con la Brughiera


a cura del Comitato Parco Regionale Groane Brughiera

Non mancate a questi appuntamenti con la storia, le vie su ferro, la cultura rurale e l'ambiente autunnale magico della Brughiera.

SABATO 9 NOVEMBRE 2019  Escursione lungo il SENTIERO PEDEMONTE con ritrovo alla stazione di Cantù della linea RFI Como-Lecco ore 8:45 e, lungo i sentiero, arrivo alla stazione di Como San Giovanni e rientro a Cantù in treno. Possibilità di acquistare la mappa del sentiero durante l'escursione

DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019  Escursione INCONTRI LARIANI con ritrovo la mattina a Carugo e poi lungo i sentieri della Brughiera visita guidata agli Oratori Romanici importantissimi di San Martino (Mariano Comense) e di Sant'Adriano (Brenna)

DOMENICA 1° DICEMBRE 2019  Escursione la mattina alla Riserva FONTANA DEL GUERCIO di Carugo (e non solo....) e per tutta la giornata, FESTA DELLA CASCINA SANT'AMBROGIO di Carugo - XX° anniversario dell'inaugurazione della cappella.

Annullata la passeggiata "4 passi in Brughiera"


a cura del Comitato per il Parco Regionale Groane Brughiera

Abbiamo sperato fino all'ultimo che le previsioni meteo fossero meno sfavorevoli... ma dopo aver fatto un sopralluogo questa mattina lungo il sentiero in Brughiera, abbiamo verificato che la situazione fango non è favorevole al passaggio di una comitiva di escursionisti.
Quindi, purtroppo, dobbiamo annullare l'escursione di domani.

Autunno a colori, con il WWF Lecco


Appuntamento per sabato 26 ottobre 2019, con il tradizionale incontro del WWF Lecco dedicato ai bambini.
Un appassionante pomeriggio di divertimento tra foglie… scienza… e fantasia!
Truccabimbi, caccia alle foglie, piante “strane”, laboratorio creativo e una splendida "pandazucca" per ogni bimbo.

Per il quinto anno consecutivo​, visto il successo delle precedenti edizioni, l'Associazione WWF Lecco, in collaborazione con il Parco Monte Barro, e con il contributo de Il campo dei fiori (main-sponsor dell'evento), propone il tradizionale evento dedicato ai bambini, riservato quest’anno ai nati negli anni 2008/09/10/11/12.


Un pomeriggio immersi nella splendida cornice verde di Villa Bertarelli, sede del Parco Monte Barro, per avvicinare i bimbi alla natura con un'appassionante pomeriggio di divertimento, alla scoperta dei segreti delle foglie.

L’evento, animato dagli attivisti WWF Lecco, prevede truccabimbi, una caccia alle foglie nel parco di Villa Bertarelli, la scoperta di “piante strane”, animal collage e lavoretti con le foglie e la tradizionale gustosa merenda salvambiente, offerta dall’Azienda Agricola “La Traccia” di Colle Brianza.


Per iscrivere i bambini è stata predisposta un’apposita pagina sul sito web WWF: https://wwf.lecco.it/autunno-a-colori. Le iscrizioni sono a numero chiuso e verranno accettate in ordine di registrazione sul sito.

In chiusura di giornata, grazie alla collaborazione con “Il campo dei fiori” di Galbiate, ogni bimbo riceverà una splendida "pandazucca", da tenere accanto al letto la notte di Halloween e il diploma di partecipazione, naturalmente... in stile "foglioso".

“Anche quest’anno rinnoviamo con gioia questo impegno” dichiara Raffaella Mastalli del WWF Lecco “con il piacere spesso di ritrovare i bambini che hanno già partecipato alle nostre proposte degli scorsi anni. Il tutto esaurito che registriamo ogni volta ci stimola a proporre sempre qualcosa di nuovo. E i volti felici dei bambini alla fine della giornata sono la soddisfazione più grande e il vero obiettivo del nostro impegno”.

Iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti sul sito WWF Lecco.

giovedì 17 ottobre 2019

Fontanile del Neno e Roggia Borromeo: la storia attraverso i documenti


Venerdì 25 ottobre 2019 alle 21.00 presso la sede dell'Associazione Museo nel 900 di Carugo - via Don Gnocchi, 1 - si terrà l’incontro:  

Fontanile del Neno e Roggia Borromeo
la storia attraverso i documenti

Un viaggio attraverso documenti recentemente ritrovati, riguardanti il Fontanile del Neno, realizzato nel XVI secolo, le vicende della Famiglia Marliani e la Roggia Borromeo, il corso d’acqua artificiale che, partendo dai boschi di Carugo, arrivava ad irrigare la campagna cesanese.

Interverranno:
  • Chiara Ballabio e Zeno Celotto dell'Associazione Culturale "Seregn de la memoria"
  • Daniele Santambrogio dell'Associazione Culturale "Vivere il Palazzo ed il Giardino Arese Borromeo"
Durante la serata l’Associazione Museo nel 900 esporrà materiale documentale illustrante il percorso virtuoso che ha trasformato, negli anni ‘70, la zona delle risorgive da discarica a Riserva Naturale.

A cura: Museo nel '900 di Carugo, Associazione Vivere il Palazzo ed il Giardino Arese Borromeo. In collaborazione con il Comune di Carugo, Assessorato alla cultura.

martedì 15 ottobre 2019

Traffico rifiuti: il Comune di Como, la Provincia e la Regione siano parti civili al processo!


Roberto Fumagalli: “Le Istituzioni devono schierarsi dalla parte della legalità e dell’ambiente!”

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” parla anche del “rischio rogo” che ha sfiorato la città di Como.

“Il Comune di Como, la Provincia e la Regione si costituiscano parte civile nel processo per i traffici illeciti di rifiuti!”. È questa la richiesta che il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” rivolge alle Istituzioni, a distanza di una settimana dall’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 11 persone per l’inchiesta sui depositi abusivi di rifiuti, che hanno riguardato in particolare il capoluogo lariano.

Il Circolo ambientalista parla anche del rischio, che avrebbe corso la città di Como, di diventare scenario di un rogo di rifiuti. Destano infatti molta preoccupazione i dati che emergono dall’inchiesta, denominata “Il Feudo”, condotta dalla DDA di Milano. Tra questi elementi viene a galla un pesante rischio che ha sfiorato il capoluogo lariano: l’essere sede di uno dei (purtroppo tanti) incendi di rifiuti. I dati più allarmanti emergono dal sequestro (da parte della Polizia Locale di Como), avvenuto in data 14 marzo 2018, dell’impianto della SMR Ecologia in località La Guzza. Impianto che nell’ordinanza viene definito come “luogo di snodo primario del traffico di rifiuti”. I verbali parlano di un capannone “stracolmo” con “rifiuti stoccati quasi fino al soffitto” e di piazzali esterni altrettanto riempiti abusivamente di rifiuti, per un totale di 11-12 mila tonnellate! Ma l’altro fatto grave è che, dopo il sequestro del marzo dello scorso anno, i gestori dell’impianto de La Guzza hanno pensato ad un sistema altrettanto illecito per organizzare lo “svuotamento” dei rifiuti attraverso lo “smaltimento illecito” presso impianti in Lombardia e Calabria. Si parla ad esempio di 1.000 tonnellate inviate alla IPB di via Chiasserini a Milano, deposito dove si è avuto il pauroso rogo il 14 ottobre 2018. E poi l’invio presso altri “depositi/capannoni abbandonati della Brianza e della Calabria”. Come si vede un traffico illecito che aveva come fulcro proprio l’impianto sito alla Guzza.

Ma anche l’impianto della Salcon di via del Lavoro, sequestrato il 17 maggio 2018, è stato sede di depositi abusivi di rifiuti, come si evince sempre dall’inchiesta condotta dalla DDA di Milano.

Questi gravi fatti hanno rappresentato un pesante rischio di danno ambientale, derivante appunto dalla movimentazione e dal deposito abusivi di rifiuti. Per questi motivi il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede ora alle Istituzioni di presentarsi come parti civili, una volta che verranno avviate le udienze del processo. Secondo gli ambientalisti gli elementi per la costituzione degli enti pubblici vi sono tutte.


Dichiara in tal senso Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: “Dai risultati dell’inchiesta condotta dalla DDA di Milano, emerge un quadro sconfortante rispetto ai traffici illeciti di rifiuti che hanno appunto visto come “fulcro” alcuni impianti siti a Como, in località La Guzza e in via del Lavoro. Depositi abusivi, trattamenti per quantitativi non autorizzati, trasporti da un sito all’altro, che hanno determinato un pesante pericolo di danno ambientale ed un rischio sfiorato ancor più elevato, quello della combustione dei rifiuti. Per tutti questi motivi chiediamo a Comune, Provincia, Regione ed anche al Ministero dell’Ambiente, di presentarsi come parti civili al processo.
Le Istituzioni devono schierarsi dalla parte della legalità e dell’ambiente!”
.

Gli ambientalisti ricordano un precedente che ha riguardato sempre il territorio comasco: il processo per il traffico illecito di rifiuti da parte della Perego Strade che ha visto la condanna dei titolari dell’impresa brianzola, la quale aveva depositato illecitamente i propri rifiuti anche sotto le fondazioni del nuovo Ospedale S. Anna! In quel processo l’unico soggetto a presentarsi come parte civile fu proprio il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Il Tribunale riconobbe il Circolo ambientalista come “parte civile” ma, nella successiva sentenza di condanna degli imputati, il Giudice rimarcò quanto segue: "Si osserva che in questo processo non si è costituito il Ministero dell'Ambiente per il risarcimento del danno ambientale, né i singoli enti territoriali per i danni cagionati alle comunità locali in cui si è svolta la illecita attività di smaltimento."; così proseguiva il Giudice: "si ricorda che solo allo Stato è riconosciuto dalla giurisprudenza ... il diritto a costituirsi in giudizio per il risarcimento del danno ambientale...". Proprio sulla scorta di questa precedente esperienza, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede ora che siano le Istituzioni a presentarsi come parti civili al processo contro i responsabili dei traffici illeciti di rifiuti.

sabato 12 ottobre 2019

Le torri del Canatori di Briosco

Briosco - Scuole e Torcitura serica
Sabato 19 ottobre 2019 - ore 16.30
a Briosco, nel piazzale dietro il Bar Mimosa, in via Trieste,
proprio dove sorgeva il vecchio Canatori (l'Incannatoio della Torcitura serica Meyer)
  • Leopoldo Pozzi ( presidente del GRAL Biassono)
  • Antonio Redaelli ( disegnatore tecnico)
sveleranno segreti e curiosità relativi alle Torri di Briosco che trasportavano energia dal Lambro alla fabbrica sovrastante.
Le torri sono ancora oggi ben visibili e in un discreto stato di conservazione.

Partendo dalla mostra "Lambro è energia" (*) -esposta da oggi fino a tutto il 2020 presso il Museo "Carlo Verri" di Biassono- verrà inoltre illustrato il rapporto tra il fiume e le prime attività industriali dell' Ottocento in Brianza.


Per info sulla mostra
www.museobiassono.it

Organizzano:
Associazione Culturale Brianze
Museo Civico di Biassono " Carlo Verri"
GRAL - Gruppo Ricerche Archeostoriche del Lambro

in collaborazione con Assessorato Cultura del Comune di Briosco

(*) Un estratto brioschese della mostra verrà esposto nelle vetrine del negozio di mobili F.lli Candiani, in via Trieste, nell'edificio che ospitava un secolo e mezzo fa gli uffici della Torcitura serica Meyer.

Incontri Lariani: Torno e la chiesa di S. Giovanni


Domenica 13 ottobre 2019
ore 16.00
Torno e la chiesa di S. Giovanni

In occasione della Giornata 2019 delle “Bandiere Arancioni” del Touring Club Italiano, proponiamo la possibilità di una visita guidata al borgo di Torno e alla suggestiva chiesa di S. Giovanni.
Una bella pagina di Herman Hesse descrive l’emozione suscitata nel visitatore da questo paese lariano, definendolo «l’amore a prima vista». Il fascino che aveva ammaliato il grande scrittore tedesco si respira ancora nei vicoli e nelle piazzette dell’antico centro storico, nel quale l’eccellenza dei monumenti è fedele specchio dell’importanza raggiunta nel Medioevo dall’ «insigne borgata», soprattutto nella lavorazione e nel commercio della lana. Un fascino, quello di Torno, accresciuto dalle numerose e prestigiose ville con i loro verdi parchi e alimentato anche dal mistero che circonda i “massi avelli”, particolari tombe a forma di vasca risalenti probabilmente al V-VI secolo d.C. scavate nei massi erratici.

L’appuntamento è per le ore 15.45 fuori dal Comune di Torno.

Per informazioni e iscrizioni (obbligatorie): 
Fabio Cassinari cell. 339.4577995 (dopo le ore 20.00) fabio.cassinari@tiscali.it
Lena Cavallo cell. 348.8837134 lenaestef@outlook.it

Le proposte della Federazione Nazionale Pro Natura per il Lambro Settentrionale



Proposte avanzate dalla Federazione Nazionale Pro Natura riguardanti l’adozione di misure che è necessario assumere nel bacino del fiume Lambro Settentrionale in ordine alla riduzione del rischio idraulico, alla difesa degli acquiferi profondi e per la riduzione del grado di inquinamento delle acque e dei suoli.

1 - PREMESSA

Le proposte avanzate da questa Federazione sono coerenti:
con i Temi e indirizzi strategici del Progetto di Sottobacino del Fiume Lambro Settentrionale:
• Rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e continuità ecologica ambientale;
• Gestione sostenibile delle acque meteoriche.
con le minacce individuate nel “Documento di Piano” del “Piano Territoriale Regionale della Lombardia”: “Estesa impermeabilizzazione dei suoli, che diminuisce la capacità di assorbimento delle acque piovane e alimenta in tempi brevi i corsi d’acqua aumentando i pericoli di esondazioni e piene. Fenomeni di inquinamento ed erosione dei suoli legati ad attività industriali ed agricole intensive con uso eccessivo di fertilizzanti chimici e pesticidi, che contribuiscono anche all’inquinamento della rete idrica superficiale. Siti contaminati nelle grandi aree di dismissione …”.
Le proposte avanzate dai soggetti partecipanti al Contratto di Fiume appaiono a riguardo delle minacce sopra individuate coerenti e presentano certamente una efficacia puntuale che non può essere in alcun modo sminuita. Tuttavia si ritiene che in questa fase di definizione debbano essere evidenziati anche obiettivi più alti e condivisi in tutto il territorio che individuino alcune maggiori criticità e permettano l’adozione di misure adeguate a correggerle.

2 - LE PROPOSTE

2.1 – RISANARE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO DEL NORD MILANO TARIFFAZIONE DELLE ACQUE DI PIOGGIA E SGRAVI PER LE UTENZE VIRTUOSE

2.1 / A - LA SITUAZIONE
Il territorio del Nord Milano, così come quello dell’alta Pianura Lombarda a valle delle cerchie moreniche, è privilegiato dalla natura rispetto al pericolo di inondazioni: l’acqua di pioggia, anche nel caso di piogge persistenti e intense, potrebbe agevolmente infiltrarsi nel sottosuolo, raggiungere le falde idriche sotterranee e fluire verso la bassa pianura. Eppure da decenni si registrano frequentemente allagamenti.
Il rimedio finora praticato è stato di tipo idraulico: trasferire l’onda di piena nei bacini idrografici contermini tramite canali con funzione di scolmatori (vedasi il CSNO del fiume Seveso).
Golene e aree di espansione non sono al momento praticabili se non in aree ristrette, a causa dell’edificazione tollerata fino entro le fasce di salvaguardia spondali.
Recentemente è in progetto, per il fiume Seveso, un sistema di bacini di laminazione delle piene. I bacini, oltre ad altre controindicazioni, aggravano tuttavia il problema che dovrebbero risolvere perché, impermeabilizzati sul fondo, riducono la superficie disponibile all’infiltrazione delle acque meteoriche.
Gli allagamenti che si registrano a Milano-Niguarda e dintorni, nel sottobacino del fiume Seveso, anche con precipitazioni relativamente modeste, sono in concomitanza con le piene del Seveso, il corso d’acqua che più direttamente coinvolge Milano, e sono causati dalla sezione obbligata dell’alveo del Seveso in città, ove è tombinato dal confine con Bresso fino a oltre San Donato Milanese (da via Melchiorre Gioia unisce le sue acque con quelle del Naviglio della Martesana e prende il nome di Redefossi); di qui si dirige verso il fiume Lambro, in cui confluisce presso Melegnano. Per questo si ritiene prioritario che le proposte qui contenute siano da estendere anche all’ambito del Seveso. A questo riguardo si rileva come uno degli interventi necessari per mitigare la situazione critica nel Nord Milano sia il ripristino della portata massima consentita del Redefossi in città: circa 1/3 dell’altezza della galleria è occupato da sedimenti compattati; della rimozione di
questi sedimenti, ovviamente non agevole, nessuno fa mai cenno.

La risoluzione del problema delle esondazioni viene indicata nell’evitare la formazione dell’onda di piena mediante il ripristino della capacità filtrante di più vaste e diffuse superfici possibili. Infatti su una superficie pianeggiante quale quella del Nord Milano (con esclusione delle aree interessate dai depositi ferrettizzati della glaciazione Mindel), anche piogge con carattere di rovescio (10-30 mm/h) sono interamente assorbite da un suolo naturale integro e non calpestato (prato, bosco). Il percorso naturale delle acque di pioggia che cadono sulla pianura non sono i torrenti che la solcano, ma la falda idrica sotterranea. Essa controlla le piene dei torrenti e da secoli fornisce ai Milanesi acqua a chilometro zero e costo irrisorio. L’ignoranza della falda idrica sotterranea ha creato grossi problemi negli ultimi decenni e ancor di più ne creerà nel futuro, come è di seguito illustrato (vedi punto 2.2).


2.1 / B - PROPOSTA 1
La Regione, con L.R. 15 marzo 2016, ha prescritto, per le aree di nuova urbanizzazione, i principi della invarianza idraulica e idrologica, che rispondono alle istanze di cui sopra (“…portate e volumi di deflusso meteorico scaricati dalle aree di nuova urbanizzazione… non possono essere maggiori di quelli preesistenti all’urbanizzazione…”): per gli anni a venire, in tali contesti, le acque meteoriche non saranno riversate in fognatura, ma impiegate sul posto o lasciate infiltrare nel sottosuolo.
Purtroppo la legge nulla dispone per le situazioni pregresse (in alcuni Comuni la superficie impermeabilizzata copre l’80% del territorio) ratificando in effetti una situazione tanto insostenibile da rendere impraticabili obiettivi di sostenibilità ambientale quali quelli contenuti nel Contratto di Sottobacino del Fiume Lambro Settentrionale e nel Piano Regionale Territoriale della Lombardia, sopra riportati.
Questa emergenza deve essere tuttavia inquadrata nel quadro dei vantaggi privati e dei disagi pubblici che la caratterizzano: l’acqua che piove sul tetto di una proprietà privata o su un piazzale cittadino e viene avviata in fognatura, e non al suolo, comporta un aggravio di spesa per la sua gestione.
Per quanto sopra, in continuità con la proposta già presentata dal Gruppo Naturalistico della Brianza (federata di “Pro Natura”) in data 22 agosto 2015, alla D.G. Difesa del Suolo della Regione Lombardia, questa Federazione Nazionale Pro Natura
PROPONE
sulla base di conseguenti esigenze di equità, derivanti dall’individuazione dei costi esternalizzati e non sostenuti da imprese e privati, derivanti dall’immissione -diretta o attraverso il sistema fognario- nel reticolo idrografico superficiale delle acque meteoriche, un riconoscimento da parte della pubblica Amministrazione, comportante:
- premio (alleggerimento di alcune tariffe di esazione comunale o consortile: acquedotto-rifiutidepurazione) per le proprietà fondiarie che consentano infiltrazione naturale delle acque di pioggia su una porzione di superficie superiore ad un minimo prefissato (ad esempio, 75% della superficie del lotto);
- tariffazione delle acque di pioggia riversate nei collettori comunali o consortili per le proprietà che consentano infiltrazione naturale delle acque di pioggia solo per una superficie inferiore a detto minimo (75%) e non siano dotate di vasche volano di raccolta e restituzione controllata o reimpiego delle acque di pioggia.
Sgravi e tariffe saranno rispettivamente proporzionate alle superfici filtranti ed impermeabilizzate dei singoli lotti e calcolate in modo da compensare i costi di costruzione e gestione delle strutture collettive di mitigazione delle piene (bacini e vasche superficiali e sotterranee, aree golenali...), i premi per le utenze virtuose, il risarcimento danni agli esondati, ecc., e non comportino aggravio per le casse pubbliche.
È opportuno rilevare come la presente proposta non possa essere configurata come una nuova tassazione, ma semplicemente come il riconoscimento dei costi, e del rischio, derivante dall’esercizio di una pratica oggettivamente inidonea al perseguimento dei comuni obiettivi alla base della convivenza civile su questo territorio, come tali riconosciuti dalla comunità scientifica e inclusi nella normativa vigente.
La rilevazione delle condizioni di applicazioni degli incentivi e delle tariffe dovrebbe essere gestita attraverso la collaborazione tra le Amministrazioni Comunali e gli enti gestori del sistema integrato delle acque. Nella vigente situazione, in attesa di una definizione normativa, è opportuno l’avvio di un sistema informativo che permetta di individuare da subito quali sono i soggetti a cui devono essere imputati i costi e quelli a cui deve essere riconosciuto un incentivo per il comportamento
virtuoso già adottato. È altresì evidente che questo schema di proposta non può essere inteso come mezzo di tassazione aggiuntiva, ma auspica una situazione nella quale ogni soggetto è, anche economicamente, responsabile dell’impatto sui beni altrui e comuni.

2.2 – CORRETTA GESTIONE DELL’ACQUIFERO PROFONDO

2.2 / A - LA SITUAZIONE

Le acque nel sottosuolo dell’area che dalle colline moreniche della Brianza degrada fino ai quartieri meridionali di Milano sono contenute in strati più o meno continui di ghiaia e sabbia alternati con livelli di limi e argille. Gli acquedotti della città metropolitana di Milano e della provincia di Monza
Brianza prelevavano, fino ad una ventina di anni fa, quasi esclusivamente da quello che alcuni definiscono Secondo Acquifero (o Gruppo Acquifero B), per distinguerlo dal Primo Acquifero (o Gruppo Acquifero A), più superficiale.
I due acquiferi costituiscono insieme l’Acquifero Tradizionale, e sono fra di loro in collegamento idraulico, malgrado l’interposizione di straterelli limoso-argillosi (lentiformi e discontinui) che determinano una differenziazione sia nella qualità delle acque, sia nei livelli piezometrici. Infatti ilPrimo Acquifero è maggiormente vulnerabile da eventuali sversamenti dalla superficie; utilizzatofino ai primi decenni del secolo scorso anche per uso potabile, ne è stato escluso successivamente, per presenza di sostanze tossiche e nocive in concentrazione superiore ai valori limite consentiti.
Anche il Secondo Acquifero, che si spinge fino a profondità dell’ordine dei 120 m dal pianocampagna, presenta inquinamento in atto, anche se non in misura tale da pregiudicarne lapotabilità.
L’Acquifero Profondo (o Gruppo Acquifero C) ad acqua dolce sta alla base del precedente: nel NordMilano non supera i 200 m di profondità; più a sud, nella bassa pianura, mostra un andamentogenerale legato, oltre che alle variazioni di livello del mare e all’ubicazione degli antichi scaricatori glaciali, anche ai movimenti tettonici del Pleistocene (Quaternario antico).
Fin dalla fine del secolo scorso i livelli permeabili facenti parte dell’Acquifero Profondo sono stati oggetto di studio. Particolarmente interessante ne risultava la elevata protezione rispetto all’inquinamento antropico dalla superficie: si tratta di falde che gli autori precedenti definivano “confinate”, in grado di fornire acqua di “ottima” qualità.
Gli stessi Autori però ammonivano che: “l’utilizzazione di falde sempre più profonde non può costituire la soluzione definitiva per tutti i problemi qualitativi dell’approvvigionamento idrico.
Infatti a lungo andare, approfondendo semplicemente le zone di captazione, si finirebbe con il richiamare gli inquinamenti in profondità, sia attraverso i pozzi difettosamente eseguiti, sia, attraverso i medesimi orizzonti argilloso-limosi che avrebbero pur sempre una certa permeabilità, seppure molto bassa”, soprattutto nell’estrema fascia nord della pianura.
Le acque dell’Acquifero Profondo attualmente estratte vi si sono infiltrate in condizioni geomorfologiche differenti dalle attuali (differente livello del mare, presenza di fenomeni glaciali anche nell’alta pianura, differente reticolo idrologico, ecc.) e in assenza di perturbazioni di origineantropica. Esse hanno cessato di fluire al venir meno, nel corso dei millenni, della spinta piezometrica originaria.
Si tratta di acque che non rappresentavano una risorsa (come le acque contenute in un comune “acquifero” attivo come l’Acquifero Tradizionale”, ove le acque, infiltratesi anni - e non secoli o millenni - prima, sono a mano a mano rimpiazzate da acque di composizione simile a quelle prelevate), ma una “riserva” perché l’acqua eventualmente estratta non è più ricaricabile con acquadella stessa qualità.
Ovviamente l’emungimento di acqua dal sottosuolo richiama necessariamente acqua dall’intorno.
Questo è stato verificato ad esempio a Cusano Milanino, in un pozzo perforato nel 1993 e dotato difiltri nel solo Acquifero Profondo: la concentrazione in nitrati è passata da circa 6 mg/l, nell’anno diperforazione, a circa 16 mg/l nel 2017 (vedi nota 1). Il lento, progressivo incremento nella concentrazione dei nitrati e della salinità induce l’autore testé citato a stimare che, proseguendo il prelievo ai ritmi attuali, entro il 2050 (o prima, incrementando, come sta accadendo, il numero dei pozzi) anche l’Acquifero Profondo sarà a “rischio nitrati”, né vi saranno ulteriori risorse alternative.
Se l’acqua dell’Acquifero Profondo s’è conservata integra per migliaia d’anni per motivi stratigrafici e fisici, essa ci garantisce rispetto a gravi contaminazioni che possano avvenire in futuro in superficie, e che determinerebbero invece immediate conseguenze sull’acqua dell’Acquifero Tradizionale.
Quest’ultima considerazione toglie ogni dubbio: si tratta di un riserva. Risulta pertanto singolare che non solo questa riserva, che a ragione può essere definita “strategica”, sia stata intaccata negli anni passati, ma lo sia con rinnovata intensità negli anni in corso, ed utilizzata nelle nostre abitazioni,
negli edifici pubblici e industriali, nei giardini pubblici e privati, prevalentemente (98-99%) per uso non alimentare.
Si dilapida in tal modo un patrimonio naturale non rinnovabile, per lasciare ai nostri figli una situazione definitivamente compromessa, dove solo grossi e costosi impianti consentiranno di produrre acqua con standard di qualità comunque inferiori rispetto a quella che attualmente stiamo
sperperando.

2.2 / B - PROPOSTA 2
Nell’ambito e nei limiti del Contratto di Fiume del sottobacino Lambro Settentrionale, si ritiene necessario attivare tutti gli sforzi a protezione della risorsa strategica rappresentata dall’Acquifero Profondo.
- In primo luogo si ritiene indispensabile e urgente evitare gli abusi e gli usi non espressamente ed esclusivamente a scopo alimentare di acqua di qualità particolarmente elevata quale è quella ancora immagazzinata nell’Acquifero Profondo;
- si deve segnalare l’assoluta carenza di attenzione relativa alla messa a disposizione degli utenti di risorse idriche alternative, di qualità meno pregiata e adatte a uso non alimentare;
- le Case dell’Acqua, ormai diffuse su tutto il territorio, alimentate esclusivamente dall’acqua dell’Acquifero Profondo, ed un Acquifero Profondo sfruttato solo per alimentazione delle Case dell’Acqua, sarebbero la risoluzione più agevole ed economica per un impiego razionale della risorsa, e garantirebbero la possibilità di rifornimento idropotabile alla popolazione in caso di superamento delle concentrazioni limite per la potabilità in qualsiasi circostanza;
- una rete parallela destinata a usi non alimentari è indispensabile in molti settori e quindi il Contratto di Fiume deve promuovere la mobilizzazione di studi e risorse in tal senso.

2.3 – RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO DA NITRATI E FOSFATI DI ORIGINE AGRO-ZOOTECNICA

2.3 / A - LA SITUAZIONE
Il comparto agro-zootecnico lombardo si configura come fortemente dipendente dall’importazione di mangimi, soprattutto proteici, provenienti da aree esterne al sistema. Ne consegue un apporto netto di nutrienti (particolarmente azoto e fosforo) superiore alle asportazioni; da questo dato di realtà consegue la sussistenza del problema dell’inquinamento idrico di origine agricola.
La questione è di interesse strategico per l’intero comparto agroalimentare italiano, per il quale le esportazioni dalla Lombardia di prodotti di origine animale (in particolare prodotti di carne suina e formaggi - in estrema sintesi prosciutto crudo “Parma” e formaggi tipo grana - costituiscono elemento fortemente attivo nella bilancia commerciale. Il problema si pone anche all’interno dell’area del sottobacino del Lambro, anche se non raggiunge il parossismo registrato nella bassa
pianura centro orientale (province di BG, CR, BS e MN). Tuttavia elementi di preoccupazione sono rilevati a carico dei valori di azoto e di fosforo, come segnalato in sede di assemblea del Contratto di Sottobacino Lambro settentrionale dal dottor Gianni Tartari.
In merito ai nitrati si ritiene opportuno definire il quadro normativo e procedurale che caratterizza l’attuale fase: il Programma d’Azione Regionale Nitrati per la tutela e il risanamento delle acque dall’inquinamento causato da nitrati di origine agricola per le aziende localizzate in Zone Vulnerabili, prevede una procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Per il triennio 2016-2019 la prima Conferenza di Valutazione con presentazione del documento di “Scoping” si è tenuta il 19
giugno 2015. L’obiettivo dei criteri e delle norme tecniche per l’utilizzazione agronomica degli e.a. (effluenti agricoli) definiti dal PdA è quello di contribuire a realizzare la maggior protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati, attraverso una più attenta gestione del bilancio dell’azoto.
Nei documenti sottoposti alle osservazioni, oltre agli apporti naturali (legati al ciclo dell’azoto), sono stati presi in considerazione, come attuali ulteriori contributi alla quantità totale di azoto nell’ambiente: apporti zootecnici; apporti da fanghi di depurazione e compost; apporti da fertilizzanti chimici; apporti da fitofarmaci e diserbanti contenenti azoto o azo-composti; apporti puntiformi da insediamenti civili; apporti industriali.
Si rileva che tra le fonti significative di apporto di azoto nell’ambiente proposte non è quantificato l’apporto atmosferico sotto forma di precipitazioni umide e secche. Diversi indizi suggeriscono che tale apporto è tanto significativo da poter modificare la VAS.
I dati che seguono sono stati estrapolati da registrazioni effettuate alla stazione di Brugherio, interna all’area del sottobacino in questione (12 km a NE del centro di Milano).
Considerando, per comodità di calcolo, una piovosità indicativa di 1.000 mm/anno, avremo un volume annuo di precipitazione umida unitaria pari a 1.000 l/mq per anno. Come valore di riferimento è stato scelto il tuttora vigente limite di 170 kgN/ha per anno da e.a. distribuibili sui terreni agricoli in Zona Vulnerabile ai Nitrati. Questo parametro è infatti utilizzato come discriminante nell’Allegato n. 10 (marzo 2006) alla Relazione Generale del PTUA (Programma di Tutela e Uso delle Acque): Definizione delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola e da prodotti fitosanitari. In sintesi risulta che:
a - l’Azoto Totale Inorganico (TIN) riscontrato nelle sole deposizioni umide a Brugherio è stato misurato in circa 173 μeqN/l (nota 2). Questo valore, considerando il peso atomico dell’azoto (14,0067 u = g/mol), equivale a circa 2.423 μgN/l; pertanto, in un anno, dalle sole precipitazioni umide, l’apporto di azoto all’ambiente corrisponde a 2,4 gN/mq (quindi 24 kgN/ha all'anno). Si tratta di un contributo non trascurabile, essendo pari a circa il 14,3% del limite di 170 kgN/ha per anno;
b - ripetendo il calcolo con dati ottenuti con altre due diverse, modalità di campionamento, che prendono in considerazione sia la precipitazione umida sia quella secca (nota 3), si giunge a valori pari a 157 μeqN/l e 285 μeq/l, corrispondenti rispettivamente a 35,6 kgN/ha per anno (pari al 20,9% del limite di riferimento) ed a 56 kgN/ha per anno (con ulteriore incremento al 32,9% del limite di riferimento);
c – i valori sopra citati non sono rigorosamente omogenei sul territorio, come confermato da altre stazioni di Lombardia e limitrofe;
d – l’influenza dell’apporto in azoto delle deposizioni umide e secche sulle acque sotterranee è confermata da un’indagine eseguita su sorgenti non interessate da contaminazione antropica in aree naturali di collina e media montagna (nota 4). Lo studio evidenzia la diminuzione della concentrazione in nitrati nell'acqua delle sorgenti allontanandosi dall'area origine della contaminazione: Milano e la sua conurbazione.
In sintesi possiamo dire che l'azoto contenuto nelle sole precipitazioni atmosferiche (secche ed umide) apporta al suolo un contributo compreso fra 24 e 56 kgN/ha per anno. E’ il caso di ricordare ancora una volta che il limite dettato dalla normativa è di 170 kgN/ha per anno, senza dimenticare che Regione Lombardia ha chiesto e ottenuto dalla Commissione Europea di poter derogare a questo limite.
Non si ritiene che alla luce della situazione attuale, in parte minima illustrata e descritta, tale deroga rappresenti un reale vantaggio per gli scopi del Contratto di Sottobacino Lambro Settentrionale e neppure per il settore agricolo che si intende favorire. Per quanto riguarda gli apporti nutritivi di azoto e fosforo si è spesso autorevolmente affermata la convinzione che una migliore gestione dei suoli per ottimizzare le risorse nutritive non può prescindere dalla riduzione dello spargimento di nutrienti oltre il limite di utilizzazione. A questo riguardo giova ricordare che il carico di nutrienti dei suoli lombardi è oggetto di una pubblicazione dell’Unione Europea: “Buone pratiche per ridurre la perdita di sostanze nutritive in Lombardia (https://ec.europa.eu/environment/water/waternitrates/
pdf/leaflets/Leaflet_Lombardy_IT.pdf).
Le indicazioni contenute in questa in pubblicazione sono in larga misura inapplicate e spesso neppure note agli imprenditori agricoli.

2.3 / B - PROPOSTA 3
Il Contratto di bacino del fiume Lambro Settentrionale deve contenere un impegno esplicito da parte dei contraenti a:
- integrare con gli apporti atmosferici quelli provenienti da effluenti di origine zootecnica, fanghi di depurazione, fertilizzanti, fitofarmaci, ecc., pur mantenendo la soglia limite di 170 kgN/ha per anno, con evidente necessità di operare una ulteriore riduzione dei quantitativi concessi agli apporti non
naturali;
- rigettare la proroga a derogare oltre il limite di 170 kg/ha di azoto concessa alla Regione Lombardia dalla UE e ratificata con Decreto N. 5403 Del 10/06/2016 della Direzione Generale Agricoltura.
Al contempo il Contratto di bacino s’impegni a sostenere le misure prefigurate dall’Unione Europea nel leaflet citato, in particolare promuovendo: il miglioramento delle misure di stoccaggio dei reflui zootecnici; lo sviluppo di piani di concimazione per tutti i terreni agricoli; promuovendo (e promuovendo i controlli) modalità di smaltimento appropriate; promuovendo l’utilizzo di colture intercalari di copertura.
Si ritiene inoltre che, come richiesto da alcune associazioni di categoria, la sostenibilità dei nostri sistemi agricoli non possa prescindere dalla reintroduzione nei sistemi colturali di colture proteiche ora abbandonate (pisello proteico, trifogli, …) che sottraggano la zootecnia dalla dipendenza di fonti alloctone, riequilibrando l’equilibrio tra i terreni coltivati e il carico zootecnico. Dette misure, da sole comunque inadeguate, potrebbero sollecitare una maggiore consapevolezza del problema.

Il presidente
(Mauro Furlani)

Note:
1) Guzzi U., 2019. L’Acquifero Profondo nel Nord Milano - Raccomandazioni per un uso responsabile. L’ACQUA, 1/2019, Roma, pp.56-62.
2) Tagliaferri A., Di Girolamo F., Tartari G., Elli M., 1995. New-type forestry damage and wet deposition in Lombardy. Agr. Med. Special Volume, pp.266-277.
3) Tartari G., Consuma A., Balestrini R., Valsecchi S., Camusso M., 1995. Total atmospheric deposition measurements using an innovative dry deposition sampler (Life Chemistry Reports, vol.3, Malaysia, pp. 159-175.
4) Guzzi U., 2003. Nitrati nell'acqua delle sorgenti del Triangolo Lariano (CO) e composti dell'azoto nelle deposizioni atmosferiche. Acque Sotterranee, 85, Segrate, MI. pp. 9-24.

venerdì 11 ottobre 2019

Due serate ed un'escursione per conoscere i funghi della Brughiera

a cura del Comitato Parco regionale Groane Brughiera

Vi informiamo sui prossimi appuntamenti con la Brughiera e con gli amici del Museo Civico di Lentate sul Seveso, che vi invitiamo a visitarlo guidati anche dai volontari che lo gestiscono. Merita una visita dedicata durante gli orari di apertura.... anche (e sopratutto) con figli e nipoti.


Venerdì 11 ottobre e poi mercoledì 16 ottobre 2019
due serate al Museo Civico di Lentate sul Seveso in cui Angelo Bincoletto parlerà di funghi e di come mangiarli .... senza effetti spiacevoli. L'esperienza e la preparazione scientifica di Angelo permetterà a tutti di "imparare" qualcosa in più del mondo micologico di cui magari si conosce poco se non per alcuni funghi che troviamo o cuciniamo per le nostre tavole.


ANNULLATA A CAUSA DEL MALTEMPO
Domenica 20 ottobre 2019 
4 passi in Brughiera: escursione alla Cascina Malisca tra un fungo e l'altro.
Organizzata in collaborazione con la PROLOCO PROMEDA e patrocinata dal Comune di Meda, il ritrovo sarà alle ore 9:00 della domenica in via del Ry a Meda (MB).
Saremo accompagnati anche qui da Angelo Bincoletto grande esperto e conoscitore della "galassia" micologica e naturalista amante degli ambienti della nostra Brughiera.
Durante l'escursione potremo condividere con lui tante sorprese "autunnali".
Arrivati alla Cascina Malisca, il gruppo sarà accolto dai proprietari e da un buon rinfresco intorno alle ore 11:00 offerto dalla PROLOCO PROMEDA.
Rientro al punto del ritrovo per le ore 12:30/13:00
Partecipate numerosi a questa bella occasione.... micologica!