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domenica 7 dicembre 2025

Arosio difende il paesaggio agricolo: stop al megafotovoltaico su suolo fertile

Arosio. L'area agricola in località Bittolo. Fonte immagine: PGT, Documento di Piano

La tutela del suolo agricolo torna al centro del dibattito ambientale lombardo con la vicenda dell’impianto fotovoltaico a terra previsto in località Bittolo, nel Comune di Arosio (CO). Un progetto da 16.000 metri quadrati di pannelli – destinati a diventare 50.000 considerando le infrastrutture di servizio – che avrebbe trasformato un’area agricola storicamente coltivata in un campo energetico industriale.

La Sindaca Alessandra Pozzoli, sostenuta dal Consiglio comunale e da una parte significativa della cittadinanza, ha scelto la via legale per tutelare il territorio. Il Comune ha infatti impugnato davanti al TAR l’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Provincia di Como il 1° agosto 2025, ritenendo che l’intervento rappresentasse una vera e propria trasformazione urbanistica irreversibile.

L’area interessata, presidiata dall’antica Cascina Bittolo e inserita negli ambiti agricoli strategici del Piano Territoriale Provinciale, svolge un ruolo di corridoio ecologico e di separazione tra i tessuti urbani dei Comuni limitrofi. Un mosaico rurale che non ha solo valore agricolo, ma anche paesaggistico, storico ed ecologico.

Arosio. L'area agricola del Bittolo

Secondo l’Amministrazione, un impianto di tali dimensioni avrebbe:

  • cancellato l’attività agricola preesistente, con perdita di suolo fertile;
  • creato un precedente pericoloso: se replicato, rischierebbe di erodere di fatto tutti gli spazi agricoli comunali analoghi;
  • alterato un’area definita “zona tampone di secondo livello”, cruciale per la protezione ambientale e il contenimento della dispersione urbana.

La posizione del Comune, tuttavia, non è contraria alle energie rinnovabili: lo dimostrano i numerosi impianti fotovoltaici già installati sugli edifici pubblici – scuole, biblioteca, palazzetto, alloggi popolari e municipio. La linea scelta è chiara: privilegiare il fotovoltaico integrato, non quello a terra su aree verdi.

La contesa amministrativa ha avuto un epilogo rapido. Il 17 ottobre 2025 la Provincia di Como ha preso atto della rinuncia della società proponente, Chiron Energy SPV 40 S.r.l., che ha dichiarato l’indisponibilità delle aree. L’autorizzazione è così decaduta e il TAR, il 22 ottobre, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Per il Comune si tratta di una vittoria: i campi del Bittolo resteranno agricoli. L’area continuerà ad essere arata e coltivata, preservando non solo l’economia rurale locale, ma anche il paesaggio e la biodiversità.

Immagine tratta da Google maps

La vicenda di Arosio apre una riflessione più ampia: la transizione energetica non può prescindere dalla tutela dei territori. Il fotovoltaico è una risorsa indispensabile, ma la sua espansione deve privilegiare tetti, capannoni, aree industriali dismesse e superfici già impermeabilizzate. Consumare nuovo suolo agricolo, in un Paese che ne perde 2 metri quadri al secondo, rischia di compromettere proprio quelle risorse naturali che la transizione ecologica vorrebbe proteggere.


Arosio, con la sua battaglia, ricorda che la sostenibilità non è solo produzione di energia pulita, ma anche tutela della terra, del paesaggio e delle comunità che lo abitano.

Leggi i comunicati stampa del Comune:

  1. L'opposizione del Comune di Arosio al provvedimento della Provincia
  2. La conclusione della vicenda

martedì 23 settembre 2025

Como e Brianza, acqua e cemento travolgono i territori

Frana a Blevio

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Il maltempo ha colpito duro tra la notte e il mattino di ieri, lunedì 22 settembre, soprattutto nelle province di Como e di Monza-Brianza, come previsto dalle allerte meteo. Un disastro che ha messo in ginocchio molti territori e molte famiglie, uno scenario che - purtroppo - si ripete sempre più spesso, complice anche la crisi climatica che ci presenta il conto, aumentando la frequenza e l'intensità di questi fenomeni meteo acuti con intensi acquazzoni e conseguenti frane e allagamenti nei territori idrogeologicamente più a rischio.
 
Non a caso tra le aree più colpite abbiamo il Comasco, a cominciare dalla città capoluogo dove le paratie (ci diranno per l'ennesima volta che non sono ancora completate!) si sono dimostrate inefficaci a fermare le acque, stavolta provenienti non dal lago bensì direttamente dalle piogge e dalle tubature. E poi i territori più prospicienti il lago, in particolare il versante orientale del ramo comasco del Lario, tra Como, Blevio e Torno, comune quest'ultimo dove contraddittoriamente il sindaco invoca ora lo stato di calamità naturale, ma contemporaneamente insiste per autorizzare un nuovo resort turistico sugli stessi pendii a rischio idrogeologico!
 
Sempre ieri abbiamo assistito agli allagamenti nella Bassa Comasca: Cabiate, Mariano Comense, Cantù, non a caso i territori più cementificati della provincia di Como, in cui i terreni impermeabilizzati arrivano a superare il 50% della superficie totale!
 
E poi ancora una volta la provincia di Monza-Brianza che - ricordiamo - è in assoluto la più cementificata a livello nazionale!
    
In definitiva gli eventi meteo estremi (che, come detto, dovremo purtroppo aspettarci con sempre maggior frequenza e intensità) non fanno altro che mettere in evidenza una pericolosa correlazione già conosciuta: fenomeni atmosferici acuti e consumo di suolo rappresentano un mix rovinoso, per l'equilibrio ambientale e per la sicurezza di chi in quei territori vi abita. 
  
L'unico modo per invertire il trend è cancellare ogni previsione di nuovo consumo di suolo: basta con nuovi capannoni, centri commerciali, case, strade. In tal senso pensiamo al pesantissimo impatto che avranno nuove infrastrutture stradali come la Pedemontana o la Canturina bis su territori già ora a rischio, come si è messo in evidenza in questi giorni. Gli Amministratori che governano le Istituzioni - dai Comuni, alle Province, alla Regione, tutti competenti in materia di gestione del territorio - non possono continuare a far finta di nulla, continuando a promuovere nuova cementificazione nei loro PGT o nuovi progetti stradali fuori da ogni logica.
Per questo dobbiamo pretendere con forza lo stop al consumo di suolo!

martedì 5 agosto 2025

Canturina Bis, il Coordinamento: “Un’infrastruttura costosa e dannosa per la Brianza Comasca”


Canturina Bis: 65,9 milioni di euro a debito della Regione per bypassare il solo quadrivio di Mirabello?

 

di Matteo Aiani e Sofia Castoldi, portavoce per il Coordinamento per una mobilità sostenibile – No Canturina Bis

Il 16 luglio scorso è stata approvata la convenzione tra Provincia di Como e Regione Lombardia che definisce tempi e costi di realizzazione della Canturina Bis per il lotto 2 (i lotti 1 e 3, al momento, sono irrealizzabili, rimanendo fuori dalle possibilità di spesa della Regione).

Nel dettaglio:

  • È previsto che la Regione ricorra all’indebitamento per la copertura finanziaria del fondo individuato dalla legge regionale 9/20, pari a 65,9 milioni di euro, che verranno impiegati per la costruzione dell’opera. (Tale cifra è stata drasticamente ridimensionata rispetto ai 97,5 milioni di euro stanziati nel 2020: quasi un dimezzamento, considerando i cinque anni trascorsi nel frattempo). A questi si aggiungeranno 2,6 milioni di euro dalle casse della Provincia di Como.
  • Il quadro economico potrà essere rideterminato a seguito dell’aggiornamento del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica dell’intervento e del progetto esecutivo. Il contributo regionale promesso sarà erogato non prima del 2027, in seguito all’approvazione del PFTE aggiornato, alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
  • L'infrastruttura stradale verrà realizzata a partire da via Genova fino a via Marche, con un'intersezione prevista sulla SP39 tra Figino e Mirabello.

Il Coordinamento ribadisce pertanto la totale contrarietà alla realizzazione della Canturina Bis, sia per il lotto definito dalla recente convenzione Regione–Provincia, sia per quello che dovrebbe essere il suo sviluppo complessivo. Un’infrastruttura inutile e dannosa, che deturperebbe, dal punto di vista paesaggistico e ambientale, una delle poche aree verdi rimaste nel territorio della Brianza Comasca, senza nel contempo dare soluzioni efficaci al problema della mobilità. Infatti, la strada, nel migliore dei casi, servirebbe solo a spostare il traffico di poche centinaia di metri, lasciando insolute le domande di mobilità, che invece riteniamo vadano affrontate attraverso il potenziamento del trasporto pubblico e forme di mobilità sostenibile.

 

 

Il Coordinamento NO Canturina Bis è composto dalle seguenti associazioni, gruppi e comitati: Arci Como, Amici della Brughiera - Mariano, Associazione Calnach Cremnago e Inverigo, Associazione ChiaraBib, Associazione Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Associazione Demas De Fa, Associazione Le Contrade di Inverigo, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Pendolari Como-Lecco, Fridays For Future Como, Fridays For Future Cantù, Gruppo Naturalistico della Brianza, Legambiente Cantù, Legambiente Seveso, Teatro Libera Officina, Unione degli Studenti Como, We For The Planet, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità Solidarietà Meda.

lunedì 21 luglio 2025

Riqualificazione SP32 Mariano–Novedrate: il territorio chiede più mobilità sostenibile


La Provincia di Como, insieme ai Comuni di Mariano Comense e Novedrate, convoca per lunedì 28 luglio alle ore 18.30 un’assemblea pubblica per presentare il progetto di riqualificazione del secondo lotto della SP32 “di Novedrate”, relativo al tratto compreso tra Mariano Comense e Novedrate. L’incontro si terrà presso la Sala Civica di Piazza Roma 52 a Mariano Comense.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un più ampio intervento sulla SP32, ma il progetto continua a suscitare perplessità da parte delle associazioni ambientaliste e di molti cittadini attivi sul territorio, che temono un ulteriore potenziamento della viabilità automobilistica a discapito della mobilità dolce e della tutela del territorio.

Come hanno già evidenziato in precedenza diverse associazioni (cliccare qui), i piani di riqualificazione – pur definiti “strategici” dagli enti proponenti – non sembrano recepire in modo sostanziale le istanze ambientali, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e la continuità delle infrastrutture ciclabili, la protezione del verde esistente e il contenimento del consumo di suolo.

Il progetto del secondo lotto, stando alle informazioni attualmente disponibili, non prevede interventi strutturali in favore della mobilità ciclabile, se non accenni marginali e frammentari, che rischiano di rimanere scollegati da una visione organica di mobilità sostenibile. Una direzione che appare in contrasto con gli obiettivi di riconnessione del territorio e con le richieste emerse anche dal mondo associativo e dai comitati locali.

L’assemblea del 28 luglio rappresenta quindi un momento importante non solo per conoscere i dettagli del progetto, ma anche per rilanciare una partecipazione attiva e critica da parte della cittadinanza, affinché la riqualificazione della SP32 non si trasformi nell’ennesima occasione mancata di transizione ecologica a scala locale.

Le realtà ambientaliste chiedono da tempo un cambio di paradigma: meno traffico veicolare, più spazi per la mobilità dolce, più attenzione al paesaggio, alla qualità dell’aria e alla vivibilità urbana. La speranza è che, attraverso il confronto pubblico, queste richieste vengano finalmente ascoltate e tradotte in scelte concrete.

martedì 10 dicembre 2024

Mobilità sicura: le associazioni ambientaliste chiedono attenzione per i ciclisti sulla SP 32 Novedratese


«Mi piace allenarmi e gareggiare nel vostro Paese, amo i paesaggi, le montagne, il cibo, il caffè e le persone, peccato solo che il traffico sia a volte pericoloso per chi va in bici.»
Tadej Pogacar, 14 ott 2024, Corriere della Sera

 

Tadej Pogačar, il campione sloveno di ciclismo, ha espresso grande apprezzamento per l’Italia, ma ha sottolineato una criticità: la pericolosità delle strade per i ciclisti. Le sue parole, riportate dal Corriere della Sera, sono diventate il punto di partenza per un appello delle associazioni ambientaliste e per la mobilità sostenibile, rivolto alla Provincia di Como.

La questione riguarda gli interventi programmati sulla Strada Provinciale 32 Novedratese, per i quali sono stati stanziati 26,7 milioni di euro:

  • Riqualificazione del tratto Figino Serenza-Mariano Comense (11,7 milioni di euro);
  • Risoluzione del nodo di Arosio (15 milioni di euro).
Le associazioni – Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, Gruppo Naturalistico della Brianza, Legambiente Circolo Angelo Vassallo Como, WWF Insubria e WWF Lombardia, NO alla strada nel Parco e Fridays for Future Cantù – chiedono alla Provincia di assicurare che nei progetti vengano incluse soluzioni per la mobilità ciclabile e ciclopedonale, come piste ciclabili in sede protetta e attraversamenti sicuri.

Le richieste si fondano su obiettivi già previsti da normative regionali. Il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (2014), attuativo della legge regionale 7/2009, promuove soluzioni per favorire spostamenti sostenibili e intermodalità. Tuttavia, denunciano le associazioni, la Provincia di Como non ha ancora redatto un Piano Strategico Provinciale per la Mobilità Ciclistica, obbligatorio per legge.

Gli interventi sulla SP 32 sollevano preoccupazioni a causa di precedenti negativi. La rotonda di Ponte del Lottolo a Mariano Comense, realizzata senza considerare le esigenze ciclistiche, ha peggiorato la sicurezza e l’accessibilità per chi si muove in bici. Le associazioni temono che i nuovi lavori ripetano gli stessi errori, creando ulteriori barriere ecologiche e ostacoli per i ciclisti.

Le associazioni sottolineano che gli investimenti nella grande viabilità stradale devono includere anche la mobilità sostenibile. “Vorremmo che l’entusiasmo per Pogačar al Giro di Lombardia si traducesse in un’attenzione concreta alle esigenze di chi, famoso o meno, si muove su due ruote,” si legge nel comunicato congiunto.

Le associazioni firmatarie del comunicato chiedono alla Provincia di Como di:

  • Prevedere piste ciclabili sicure nei progetti di riqualificazione della SP 32.
  • Portare avanti una pianificazione strategica per la mobilità ciclistica.
  • Valutare attentamente l’impatto degli interventi sulla mobilità sostenibile.

I fondi pubblici – concludono – devono essere impiegati per promuovere una viabilità che rispetti non solo gli automobilisti, ma anche ciclisti, pedoni e l’ambiente.

venerdì 25 ottobre 2024

Nuove strade e mancata attenzione alla mobilità ciclabile: gli ambientalisti chiedono un PTCP sostenibile per la Provincia di Como

Il logo del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Como

Diverse associazioni ambientaliste della provincia di Como, tra cui il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, Legambiente, WWF, Fridays for Future Cantù, Gruppo Naturalistico della Brianza e No alla strada nel parco hanno espresso una forte preoccupazione per i recenti sviluppi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che la Provincia di Como intende adeguare al Piano Territoriale Regionale (PTR). Le associazioni chiedono una riformulazione del piano per dare priorità alla sostenibilità ambientale e alla mobilità ciclabile, temi che al momento sembrano marginalizzati rispetto all’imponente investimento sulle nuove infrastrutture viarie.

Al centro delle critiche è il progetto di potenziamento della Strada Provinciale 32 "Novedratese", che prevede tre interventi principali per un valore complessivo di 46 milioni di euro, di cui 24 milioni assegnati direttamente alla Provincia di Como. Questi lavori includono il riassetto del tratto tra Figino Serenza e Mariano Comense (9 milioni di euro) e la risoluzione del nodo di Arosio (15 milioni di euro). Un terzo intervento, affidato a Concessioni Autostradali Lombarde (CAL Spa), riguarderà una riqualificazione più ampia dell’arteria per un importo di 22 milioni di euro.

Le associazioni esprimono preoccupazione per la destinazione di fondi considerevoli verso nuove strade senza che vi sia un piano chiaro per la mobilità ciclopedonale. In particolare, viene criticata la mancanza di attenzione verso la mobilità ciclabile e sostenibile, una lacuna che, secondo gli ambientalisti, si pone in contraddizione con gli obiettivi dichiarati dal piano di "tutela della biodiversità, valorizzazione delle aree verdi e riduzione del consumo di suolo".

Nelle loro osservazioni, le associazioni ambientaliste rinnovano l’opposizione alla "Canturina Bis" e alla "Tangenziale Ovest" di Mariano Comense, la cui costruzione comporterebbe un impatto negativo sulle aree del Parco Regionale Groane-Brughiera. Parallelamente, sottolineano la carenza di iniziative a favore della mobilità ciclistica, prevista invece dal Piano Regionale della Mobilità Ciclistica del 2014, ancora non attuato nella provincia di Como.

Le associazioni auspicano che la Provincia di Como istituisca un tavolo tecnico sulla mobilità sostenibile, che includa esperti di trasporti, rappresentanti della provincia e delle agenzie di trasporto pubblico, come l’Agenzia del TPL Como-Varese-Lecco, di cui la Provincia di Como è partecipante. L’obiettivo è valutare alternative sostenibili per ridurre la congestione e promuovere una mobilità rispettosa dell’ambiente, includendo proposte per migliorare il trasporto pubblico e favorire la mobilità ciclistica e ciclopedonale.

Inoltre, viene avanzata la richiesta di sviluppare soluzioni sostenibili anche per il trasporto merci, in linea con il progetto “AlpTransit” adottato dalla Svizzera, per trasferire il trasporto pesante dalla gomma alla rotaia e ridurre l’impatto ambientale.

 

Le associazioni che hanno presentato le osservazioni al PTCP di Como

sabato 18 novembre 2023

Dissesto idrogeologico in Brianza, Como e Lecco: 17,4 milioni di Euro per 10 opere

Roggia Vecchia a Mariano. Immagine tratta dal web

Il piano triennale 2023-2025 per contrastare il dissesto idrogeologico in Lombardia ha ottenuto un finanziamento complessivo di circa 48 milioni di euro. Di questi, poco più di 17,4 milioni distribuiti in 10 interventi sono stati destinati alle province di Como, Lecco e Monza Brianza.

La provincia di Como è la principale beneficiaria, con 15,4 milioni di euro, seguita da Lecco con poco più di 1,1 milioni, e Monza Brianza con 830.000.

Ecco una sintesi degli interventi pianificati:

Como (5 interventi - Totale 15.469.267,71 euro):

  • Alzate Brianza, Cantù, Carugo, Mariano Comense: Riduzione del rischio idrologico nei torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (11.529.216,71 euro).
  • Blevio: Messa in sicurezza del tratto nel torrente Girola e dei manufatti in località Monti di Sopravilla (700.000 euro).
  • Dongo e Stazzona: Messa in sicurezza Valle di Lesio a tutela dell’abitato di Dongo a seguito degli eventi calamitosi di luglio 2023. Realizzazione di vasche di espansione e opere idrauliche complementari (1.745.051 euro).
  • Erba: Sistemazione idrogeologica, stabilizzazione dei versanti, delle sponde e dell’alveo del tratto terminale del torrente Bova (380.000 euro).
  • Mariano Comense: Interventi nel sottobacino idrografico torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (1.115.000 euro).

Lecco (3 interventi - Totale 1.120.000 euro):

  • Civate e Valmadrera: Intervento di regimazione tratto terminale torrente Toscio, lotto di valle confluenza Rio-Torto (490.000 euro).
  • Erve: Opere di difesa da caduta massi a protezione dell’abitato (480.000 euro).
  • Olginate, Airuno, Brivio, Calco, Imbersago, Robbiate, Paderno d’Adda, Cornate d’Adda, Trezzo sull’Adda: Messa in sicurezza, in particolare, dell’alzaia del fiume Adda nel tratto Olginate (Lecco)- Trezzo sull’Adda (Milano) (150.000 euro).

Monza e Brianza (2 interventi - Totale 830.000 euro):

  • Besana in Brianza: Area di esondazione controllata del rio Brovada, lotto 1 area di monte (580.000 euro).
  • Usmate Velate: Intervento di ripristino spondale del torrente Molgoretta alla confluenza del torrente Molgora (250.000 euro).

sabato 3 dicembre 2022

Como. Il coordinamento degli ambientalisti alla Provincia: "E' ora di Archiviare la Canturina Bis!"


a cura dei rappresentanti del coordinamento ambientalista: Gianni Del Pero, Matteo Aiani, Maurizio Borghi, Sofia Castoldi


Nel pomeriggio del primo dicembre una delegazione del nostro coordinamento ha incontrato presso la sede dell'amministrazione provinciale il presidente Fiorenzo Bongiasca e i tecnici (ing. Tarantola, arch. Porta e arch. Mazzotta) che stanno seguendo l'iter progettuale della Canturina Bis. È stata un’occasione per uno scambio costruttivo e franco,  in cui il Coordinamento ha avuto l’opportunità  di ascoltare i dettagli del progetto illustrati dai rappresentanti dell’Amministrazione provinciale e di ribadire come l'unica soluzione che riteniamo compatibile con una mobilità sostenibile e la salvaguardia del parco regionale delle Groane e della Brughiera sia il "tracciato Zero", cioè non realizzare la Canturina Bis con la sua appendice “Tangenzialina ovest” di Mariano.

Dall’incontro sono emerse conferme e novità: le risorse economiche necessarie per realizzare l’intera opera non ci sono: dei 195 milioni di euro necessari, definiti dalla valutazione della “fattibilità tecnico economica” elaborata, solo 2,5 milioni sono disponibili con un finanziamento della Provincia e altri 95 sono stati promessi da Regione Lombardia. È stata indetta una gara per l’affidamento dell’incarico per la progettazione “preliminare” che sarà aggiudicata nel prossimo anno. Per le limitazioni economiche i tecnici sono orientati a proporre l’appalto per “lotti funzionali” in base alla loro strategicità “trasportistica”.

Il Parco delle Groane e della Brughiera non si è ancora espresso in merito alla compatibilità dell’opera con il proprio Piano Territoriale: la Provincia ritiene che ciò equivalga a non essere contrari, noi riteniamo che il parco debba invece opporsi.

Visto l’assenza di un progetto, la mancanza di copertura economica e, soprattutto poiché la realizzazione della Canturina Bis non risolve i problemi di traffico, abbiamo ribadito le nostre alternative all’opera che tengano in considerazione di tutte le forme di mobilità sostenibili utili a liberare i nostri territori dal traffico come: la valorizzazione dei nodi di interscambio ferro-gomma in città (da via Vittorio Veneto ad Asnago), la promozione del trasporto pubblico (con collegamenti più frequenti nelle frazioni e nei comuni limitrofi), il rilancio delle linee ferroviarie (a partire dalla Como-Lecco) e la realizzazione di una rete ciclopedonale e sentieristica.

Dall’incontro di ieri è emersa anche la gradita notizia che l’amministrazione provinciale ha finanziato nuove tratte ciclopedonali di prossima realizzazione a Cantù Asnago, Cadorago-Bulgorello e Brenna-Alzate. Questa per noi è la “strada” da seguire.

A breve organizzeremo ulteriori iniziative con l’obiettivo di informare la popolazione e convincere le amministrazioni ad archiviare la Canturina Bis-Tangenzialina, puntando sul potenziamento del trasporto pubblico e su forme di mobilità sostenibile.

sabato 30 aprile 2022

Cabiate (con il Circolo Ambiente) verso la riduzione della plastica usa e getta


 

Incontro pubblico organizzato da 

Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” 

e Comune di Cabiate
5 maggio 2022 h. 20:45
Sala Consiglio Comune di Cabiate
“Brianza Senza Plastica” - iniziative plastic-free
Presentazione del progetto di sostituzione delle stoviglie monouso nella mensa scolastica


Cabiate si avvia sulla strada “plastic-free” attraverso la sostituzione delle stoviglie in plastica monouso nella mensa scolastica e alcune iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
Un primo evento si terrà giovedì 5 maggio alle ore 20:45 presso la Sala Consiglio del Palazzo Municipale - via Grandi n. 1, dove si terrà l’incontro pubblico dal titolo "Come e perché possiamo ridurre la plastica". L’educatrice ambientale Monica Lazzarini illustrerà ai partecipanti come sia possibile ridurre la plastica usa-e-getta nelle nostre scelte quotidiane, anche con esempi pratici.  
Nello stesso incontro l’Amministrazione Comunale presenterà il progetto di introduzione del sistema di lavaggio nella mensa della scuola primaria di via Manzoni con la sostituzione delle stoviglie in plastica monouso con stoviglie durevoli a partire dal prossimo anno scolastico. Il progetto prevede l’introduzione del sistema di lavaggio delle stoviglie nella mensa scolastica della scuola primaria di Cabiate e le attività di sensibilizzazione della cittadinanza e degli alunni delle scuole di Cabiate, ha ricevuto il contributo di Fondazione Cariplo che finanzierà il 60% mentre la restante parte sarà a carico dell’Amministrazione Comunale di Cabiate.

Queste iniziative rientrano nel progetto “Brianza Senza Plastica” che vede come capofila il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” in partenariato con il Comune di Cabiate, col patrocinio della Provincia di Como e il cofinanziamento di Fondazione Cariplo. Obiettivo del progetto è quello di evitare la produzione annua di svariati quintali di rifiuti di plastica, tutelando l’ambiente attraverso la riduzione dell’utilizzo della plastica usa-e-getta che, come ormai risaputo, crea gravi problemi ecologici sia nella fase di produzione che in quella di smaltimento (anche l’incenerimento provoca emissioni nocive), sia nel caso di dispersione nell’ambiente degradandosi con il tempo in pezzettini piccolissimi – le cosiddette microplastiche – che giungono a contaminare terreno, aria ed acque superficiali.
L’invito pertanto che si rivolge alla cittadinanza è quello di ridurre (se non addirittura abbandonare) l’utilizzo degli imballaggi in plastica monouso preferendo al loro posto i contenitori durevoli, ad esempio acquistare prodotti sfusi (frutta, verdura, formaggi, carni, ecc.) anziché quelli contenuti nelle vaschette di plastica o di polistirolo.
Per saperne di più su questi argomenti è possibile partecipare all’incontro serale del 5 maggio; ai partecipanti verrà distribuito materiale informativo su come ridurre la plastica usa-e-getta.

 


 

sabato 19 marzo 2022

Stop al consumo di suolo in tutta la Provincia di Como!

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha presentato le ‘osservazioni’ al PTCP della provincia di Como.


Basta con la cementificazione, occorre prevedere l’azzeramento delle nuove edificazioni.



di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

“Azzeriamo totalmente il consumo di suolo in tutto il territorio della Provincia di Como”. È questa la principale proposta che il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha inviato all'Amministrazione provinciale di Como come osservazione alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), in corso di revisione.  Come gruppo ambientalista abbiamo proposto che la Provincia (che ha, o dovrebbe avere, una visione ampia dello sviluppo urbanistico del territorio) introduca norme più stringenti per indirizzare i PGT dei comuni del territorio provinciale nella direzione della salvaguardia del suolo. In pratica tutti i comuni dovrebbero azzerare qualsiasi nuova edificazione su terreni verdi e contemporaneamente - se la necessità è quella di ricavare nuovi spazi ad uso residenziale, commerciale o industriale - dovrebbero privilegiare il riutilizzo delle numerose aree dismesse.  Infatti anche nel territorio della provincia di Como non mancano edifici abbandonati o, appunto, aree industriali dismesse, che possono essere riqualificati dal punto di vista urbanistico, edilizio ed energetico. Il loro  riutilizzo permetterebbe di non sprecare altro suolo, evitando di cementificare le aree verdi rimaste.
 
Questo in considerazione del fatto che il territorio pianeggiante della provincia (dalla convalle di Como, al Canturino, Erbese, Olgiatese, ecc.) è stato pesantemente cementificato negli ultimi decenni, in particolare a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso. Ma anche i territori che si affacciano sul Lario non sono esenti dal fenomeno della cementificazione, come purtroppo si è evidenziato in coincidenza coi sempre più frequenti fenomeni di dissesto idrogeologico conseguenti alle piogge torrenziali. Fenomeni però che hanno proprio come prima causa l'eccessivo sfruttamento delle aree a rischio, ovvero vicine ai torrenti o in aree potenzialmente franose.

Per tutti questi motivi, come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiediamo alla Provincia, non solo di porre un freno alla cementificazione, ma addirittura di prevedere l’azzeramento di qualsiasi nuova edificazione su aree verdi. Ora la risposta spetta all’Amministrazione Provinciale che, per l’appunto, sta mettendo mano alla variante al proprio Piano Territoriale di Coordinamento. Un PTCP che deve passare a 'consumo di suolo zero'.

Ecco alcuni passaggi, in sintesi, delle ‘osservazioni’ al PTCP, presentate dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

CONSUMO DI SUOLO
 
Sul tema degli usi del suolo (sistema insediativo, attività economiche ed agricole, edificazione, ecc.), premettiamo quanto segue.
Occorre prendere atto che il territorio della provincia di Como, risulta (ovviamente escludendo la montagna e i territori a Parco) tra quelli più cementificati e urbanizzati. Bisogna pertanto prevedere un reale e definitivo ‘stop al consumo di suolo’, attivandosi nel contempo per la messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico. Non dimentichiamo infatti le alluvioni, frane e smottamenti che hanno interessato in questi ultimi anni il territorio della provincia di Como, fenomeni che hanno almeno due origini. Da una parte gli eventi atmosferici sempre più intensi, con piogge torrenziali concentrate in pochi minuti. Dall’altra l’incuria nella gestione del territorio. Da qui l’attenzione al tema fondamentale della prevenzione del dissesto idrogeologico.
Le piene dei fiumi, le frane, le alluvioni, le esondazioni, gli smottamenti e tutti gli altri eventi metereologici, da sempre, non sono prevedibili e possono essere considerati naturali, anche se dobbiamo renderci conto che il cambiamento climatico ci porterà inevitabilmente verso l'intensificazione dei fenomeni acuti. Quello che non è naturale è l'aver costruito “troppo” e “male” in alcune zone, specialmente dagli anni Sessanta in poi, durante il boom delle edificazioni. “Troppo”, perché, per quanto riguarda la nostra provincia, ad esempio, città come Erba, Cantù, Mariano Comense, la stessa Como e tutta la Brianza Comasca, hanno cementificato più del 50% del territorio urbano (quindi esclusi boschi, montagne e laghi). “Male”, perché spesso si è costruito in territori ‘instabili’, come vicino ai corsi d'acqua, ai piedi delle pendici dei rilievi montuosi e in ogni luogo in cui il terreno, per vocazione, sarebbe dovuto rimanere “naturale”, senza la presenza e l'intervento dell'uomo.

Occorre attivare buone prassi per preservare il consumo di suolo e arginare, così, una serie di problematiche ambientali. La prima cosa da fare è quindi prevedere il consumo di suolo zero, se non addirittura una de-costruzione e un recupero del patrimonio edilizio esistente, sia nelle aree urbane che in quelle industriali. Troppo spesso, ad esempio, si vedono capannoni abbandonati e, accanto, insediamenti industriali o centri commerciali di nuova costruzione. Da tutto questo, ribadiamo, nasce la necessità di un definitivo ‘stop al consumo di suolo’.


giovedì 10 marzo 2022

Scuole senza plastica usa-e-getta. A lezione con il Circolo Ambiente


 

Sono iniziati qualche giorno fa gli incontri di educazione ambientale nelle scuole, elementari e medie, di Lurago d'Erba sul tema della riduzione della plastica usa-e-getta. Ad organizzare gli interventi didattici è il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale luraghese, nell'ambito del progetto ‘Brianza Senza Plastica’.

Gli incontri sono dedicati alle buone prassi nella scelta dei prodotti, alimentari e non solo. L'obiettivo finale è ridurre la plastica usa-e-getta, ovvero meno imballaggi e meno contenitori e vaschette monouso. Ai ragazzi delle scuole elementari e medie viene illustrato, anche con esempi pratici, come è possibile ridurre la plastica nelle scelte dei prodotti di uso quotidiano, ad esempio meno merendine e più torte fatte in casa o, nel caso della  frutta, preferire quella da pesare anziché usare le vaschette. Si vogliono inoltre spiegare agli alunni i danni ecologici derivanti dalla dispersione nell'ambiente della plastica che, col passare degli anni, si frantuma in pezzettini piccolissimi - le cosiddette microplastiche - che arrivano ad inquinare i nostri fiumi e laghi. Infatti, con un piccolo laboratorio, si dimostra che anche nelle acque dei nostri corsi d'acqua è purtroppo già presente una certa quantità di microplastiche.

 



Il progetto ‘Brianza Senza Plastica’ prevede altre azioni, tra cui la sostituzione delle stoviglie in plastica in alcune mense scolastiche (presso le elementari di Cabiate), con stoviglie durevoli; questo con l'obiettivo concreto di eliminare la plastica usa-e-getta. Il progetto è cofinanziato da Fondazione Cariplo ed è realizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” con la collaborazione dei comuni di Lurago d'Erba, Inverigo, Carugo e Cabiate, e col patrocinio della Provincia di Como.

L’intento del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” è quello di giungere al traguardo ‘plastic free’, ovvero sostituire le plastiche monouso con imballaggi durevoli, per evitare appunto l’inquinamento ambientale.

lunedì 25 luglio 2016

I 38 siti contaminati della Brianza

Eventi accidentali, sversamenti e scarichi abusivi di rifiuti nel suolo e nel sottosuolo costituiscono le cause principali dei maggiori casi di inquinamento rilevati sul territorio brianzolo, inquinamento che interessa in maggiore o minore misura tutte le matrici ambientali (aria, suolo, sottosuolo, acque di falda e superficiali).

In provincia di Monza e Brianza sono 38 i siti contaminati e 57 quelli potenzialmente contaminati riportati nella banca dati unificata di Regione Lombardia e di ARPA (AGISCO – Anagrafe e Gestione Integrata dei Siti Contaminati).

Di seguito riportiamo l'elenco dei 22 comuni brianzoli interessati dai siti contaminati:
Agrate, Arcore, Bellusco, Besana Brianza, Bovisio Masciago (2), Brugherio (4), Burago Molgora, Caponago, Ceriano Laghetto (2), Cesano Maderno (3), Concorezzo, Correzzana, Lesmo (2), Limbiate, Lissone, Monza (8), Nova Milanese, Renate, Seregno, Varedo, Villasanta (2), Vimercate (2).

Questi invece i comuni elencati tra quelli interessati dai 57 siti potenzialmente contaminati: Albiate, Arcore, Barlassina, Bernareggio, Bovisio Masciago, Brugherio, Burago Molgora, Ceriano Laghetto (2), Cesano Maderno, Desio (6), Giussano (2), Lentate sul Seveso, Limbiate (2), Lissone (5), Meda, Mezzago, Monza (11), Muggiò, Nova Milanese (2), Ornago, Ronco Briantino, Seregno (4), Seveso, Triuggio, Usmate Velate, Veduggio con Colzano, Villasanta, Vimercate (2).

Nella vicina provincia di Como sono 33 i siti contaminati e 12 i siti potenzialmente contaminati.

In provincia di Lecco risultano invece 22 siti contaminati e 22 i siti potenzialmente contaminati.

Gli elenchi dei siti contaminati, potenzialmente contaminati e bonificati, pubblicati sul sito della Regione Lombardia, rappresentano una fotografia dello stato dell’arte sul territorio lombardo, pur essendo in continuo aggiornamento da parte dell’Ufficio Bonifica delle aree contaminate.

Allegati
Fonte: Regione Lombardia

martedì 1 dicembre 2015

Comitato Bevere: "Fermate le edificazioni nelle aree di esondazione del lago di Pusiano"


Il Comitato Bevere, con una lettera inviata al Comune di Merone, alla Provincia di Como, al Parco Valle del Lambro e alla Regione Lombardia, ha espresso l'assoluta contrarietà per la realizzazione nuove edificazioni nell’area ex-Tagliabue a Merone (CO).

Le motivazioni del dissenso sono nette e non lasciano scampo ad equivoci:
  • L’area in questione è stata sottratta ad una zona di naturale esondazione del lago di Pusiano e dell’emissario naturale;
  •  L’interramento della zona e la relativa sopraelevazione di 2 metri nonché la realizzazione di una scogliera antiesondazione costituiscono un intervento artificiale contrastante con la sicurezza idraulica soprattutto in caso di esondazione dovuta all’innalzamento del livello del lago e dell’emissario naturale per forti precipitazioni;
  • In previsione della riqualificazione del Cavo Diotti è previsto un intervento di pulizia dell’emissario naturale per permettere una maggiore portata durante l’esecuzione dei lavori . Questi lavori invece di ampliare le zone di esondazione le riducono.
  • La realizzazione di queste opere va contro a tutta la programmazione dei progetti futuri del Parco del Lambro sviluppati ed esposti durante i Forum del Contratto di Fiume. 

domenica 4 gennaio 2015

La Provincia di Como sostiene il rilancio della ferrovia Como-Lecco


Comunicato stampa del Comitato pendolari ferrovia Como-Lecco e del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Anche la Provincia di Como sostiene il rilancio della ferrovia Como-Lecco: giovedì 18 dicembre il Consiglio Provinciale ha approvato la delibera dal titolo "Rilanciare la ferrovia Como-Lecco", proposta dal Comitato pendolari e dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".

La Provincia si unisce pertanto agli 8 Comuni che nelle scorse settimane avevano approvato lo stesso Ordine del Giorno, che chiede il potenziamento delle corse, nuovi collegamenti ferroviari e la sistemazione delle stazioni in degrado.
I Comuni che hanno già deliberato sono: Merone, Brenna, Rogeno, Molteno, Galbiate, Annone Brianza, Monguzzo e Lambrugo.

Il Comune di Erba inserirà la delibera nel primo Consiglio utile di gennaio; anche Cantù dovrebbe pronunciarsi a breve.

Questo a significare che il territorio e le istituzioni sostengono con tutte le forze il potenziamento della linea ferroviaria che da metà dicembre, grazie all'azione del Comitato pendolari, ha visto salire a 18 (9 per direzione) le corse giornaliere tra Como e Lecco e viceversa, questo con l'introduzione di 2 nuove corse, quella delle ore 14,41 da Como a Molteno, e quella delle ore 16,37 da Molteno a Como; inoltre sempre da metà dicembre è stato ampliato il percorso del bus mattutino (delle ore 7,21) da Merone a Oggiono

Ma nonostante questi aspetti senz'altro positivi, la linea continua ad accusare problemi, tra ritardi e disservizi.
Infatti, come si evince dalla comunicazione diramata in questi giorni da Regione Lombardia e Trenord, l'indice di inaffidabilità (che raccoglie i ritardi accumulati nel mese di ottobre) ci dice che la Como-Lecco continua ad essere la peggiore della Lombardia: è infatti l'unica linea che raggiunge una percentuale di ritardi a 2 cifre (10,60%).

Infine la querelle sui lavori, più volte annunciati da RFI (proprietaria della linea) ma mai iniziati, per la sistemazione del binario tra le stazioni di Cantù e Merone, che costringono i treni a rallentare e quindi ad accumulare ritardi.
RFI ha ufficialmente comunicato al Comitato pendolari che l'intervento non è ancora cominciato e che si stanno recuperando i finanziamenti per l'anno 2015. L'auspicio è che i lavori vengano iniziati e terminati al più presto, per consentire ai treni di viaggiare con puntualità e in sicurezza. Si ricorda che il tratto di binario ammalorato tra Cantù e Merone è di 5 km.

Il Comitato pendolari e il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" chiedono pertanto alle Istituzioni, a Trenord e a RFI di continuare con tutti gli sforzi per migliorare e rilanciare la Como-Lecco.

mercoledì 3 agosto 2011

Bando per il primo corso di formazione delle Guardie Ecologiche Volontarie della Brianza

 Farnia monumentale nel PLIS Brianza Centrale
Pubblichiamo di seguito il bando per il primo corso di formazione delle Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Monza e della Brianza che si terrà gratuitamente a Seregno presso il Centro Servizi Ambientale sito nel Parco "2 Giugno" alla Porada (PLIS Brianza Centrale).

Per chi fosse interessato a partecipare ricordiamo che il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è stato fissato per il giorno 12/09/2011 e che saranno accolte le prime 40 domande.

BANDO

A seguito della Determinazione del Responsabile di Servizio R.G. n. 2222 dell’8 luglio 2011, la Provincia di Monza e della Brianza organizza un Corso gratuito di formazione per aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie, ai sensi della vigente L.R. 28 febbraio 2005, n. 9, “Nuova disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica”, art. 4, comma 1, lettera a.

Le Guardie Ecologiche Volontarie sono cittadini che gratuitamente e volontariamente si impegnano a:
1. promuovere l'informazione sulla legislazione vigente in materia di tutela ambientale;
2. sanzionare i comportamenti di coloro che violano le leggi sulla tutela dell' ambiente;
3. collaborare con le Autorità competenti per le operazioni di pronto intervento e di soccorso in caso di emergenza o disastri di carattere ecologico;
4. collaborare con le Autorità competenti per la raccolta di dati e informazioni relative all'ambiente e per il monitoraggio ambientale.

REQUISITI PER L'ISCRIZIONE AL CORSO

a) Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione Europea e maggiorenne;
b) godere dei diritti civili e politici;
c) non avere subito condanne penali definitive;
d) possedere i requisiti fisici, tecnici e morali che rendono la persona idonea al servizio di cui all’art.1 della legge regionale 2005 n.9 comma 2.

DOMANDA

I moduli necessari per la domanda di iscrizione al Corso sono disponibili presso l’ingresso della sede della Provincia a Monza, in piazza Diaz n. 1, e della Polizia Provinciale a Cesano Maderno, in via G. Donegani n. 4, e sono scaricabili dal sito web della Provincia.
Il numero massimo di partecipanti è stabilito in 40; in caso di richieste eccedenti il numero massimo di presenze stabilite, saranno accolte le 40 che perverranno per prime al Coordinamento del Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica.
Il termine ultimo per la presentazione via mail delle domande all’indirizzo r.giovannoni@provincia.mb.it, cui è possibile rivolgere anche richieste di ulteriori informazioni, è stabilito nel giorno di lunedì 12 settembre 2011.
Le comunicazioni tra i gli aspiranti e Direzione del corso avverrà unicamente a mezzo mail. Pertanto la domanda e l’allegato documento di identità saranno inviati all’indirizzo mail sopra citato sotto forma di file (pdf o jpeg) , previa scansione.

PROGRAMMA DEL CORSO

Il Corso, la cui frequenza è gratuita, si svolgerà a partire da lunedì 19 settembre 2011 fino a lunedì 14 dicembre 2011, dalle ore 20.00 alle ore 22.00, presso la sede del Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica della Provincia di Monza e della Brianza, sita nel Parco “Alla Porada”, in via Alessandria, a Seregno, normalmente nelle serate di lunedì e martedì.
Il programma del corso è strutturato in lezioni che mirano a far acquisire ai partecipanti una fondamentale conoscenza dei più significativi aspetti naturalistici, la padronanza della legislazione nazionale e regionale in materia di difesa e tutela ambientale, ed una corretta conoscenza delle norme che delineano lo spazio di azione, i comportamenti e i compiti della Guardia Ecologica.
Sul sito web della Provincia sarà disponibile la documentazione delle lezioni messa a disposizione dai docenti.
Al termine del corso coloro che avranno frequentato almeno il 70% delle lezioni in programma potranno accedere all'esame finale da sostenersi davanti all'apposita Commissione Regionale, che valuterà la preparazione e l'attitudine dei candidati, secondo quanto previsto dall' art. 5 della Legge Regionale n. 9/2005.

Il superamento dell’esame non comporta l’automatico reclutamento di tutti i promossi.

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lunedì 20 dicembre 2010

Le ...stranezze del Piano cave della Provincia di Como

Il Decreto n. 5600 della Regione Lombardia del 27 maggio 2010 inerente la “Valutazione di Incidenza” sul Piano cave della Provincia di Como riporta delle argomentazioni che dimostrano, senza ombra di dubbio, la poca considerazione che la Provincia ha del rispetto delle regole, del proprio ambiente e del proprio territorio.

Il Decreto rivela in modo inequivocabile che il Rapporto Ambientale con la relativa Valutazione Ambientale Strategica (VAS) fatta dalla Provincia di Como nell’agosto del 2009 “non fornisce nessuna analisi” tra i siti di cavazione previsti dal Piano e la Rete Ecologica Regionale (RER), approvata con Deliberazione della G.R. il 30/12/2009.

Una prima riflessione ci porta a chiedere il perché i funzionari ambientali della Provincia che hanno progettato la localizzazione delle cave non hanno tenuto conto della RER approvata!

Il nostro Comitato è stato l’unico a presentare una specifica Osservazione al Piano cave che criticava il mancato rispetto delle cave previste a riguardo della Rete Ecologica Regionale mentre le contro deduzioni della Provincia sono state fuorvianti ed arroganti.

Questa RER oltre a riconoscere il degrado del patrimonio naturale di alcune zone lombarde impone azioni di riequilibrio ambientale nell’ottica dello sviluppo sostenibile ed ha una triplice finalità: tutela, valorizzazione e ricostruzione attiva della naturalità e della biodiversità esistente.
Lo “schema direttore” di tale Rete Ecologica Lombarda individua come “Area prioritaria per la biodiversità” i “Boschi dell’Olona e del Bozzente”, cioè il territorio dove la Provincia ha previsto le aree estrattive del Piano Provinciale, cioè le cave di Mozzate e di Locate. Troviamo strano che la Lega Nord che governa la Provincia ed i Comuni di Mozzate e Locate agisca in modo opposto alle indicazioni regionali di tutela e risanamento ambientale.
Inoltre il Decreto Regionale citato, analizzando il Piano Cave Provinciale individua il fatto che alcuni siti di cavazione sono stati previsti “internamente o in adiacenza ad elementi di primo livello della RER” e tra questi vi sono ben 3 siti di cui due a Mozzate (ATE g 10 e ATE g 17) ed uno a Locate (ATE g 9).

Il Decreto ai sensi dell’articolo 5 del DPR 357/97…..stranamente però “suggerisce lo stralcio” di 1 solo dei 3 siti di cavazione citati; se tutte le tre cave previste sono “interferenti con elementi di primo livello della Rete Ecologica Regionale” non si comprendono le conclusioni regionali che stralciano …. una sola cava! Perché?

Forse perché lo stralcio delle 3 cave dal Piano Provinciale avrebbe fatto venir meno i quantitativi totali previsti dal fabbisogno di sabbia per i prossimi 10 anni e quindi si dimostrava l’incapacità della politica provinciale a fare, in modo corretto, un Piano cave?
Purtroppo questo caso che segnaliamo è la dimostrazione palese di un ulteriore attacco all’ambiente e al territorio del basso comasco, da chi invece dovrebbe difenderlo, gia martoriato da precedenti scelte sciagurate (vedi 4 discariche di rifiuti) e che ora calpestando norme di salvaguardia premiano ancora una volta la rapina delle risorse di sabbia anziché programmare il risanamento!

Comitato mozzatese salute e ambiente