Visualizzazione post con etichetta Smog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Smog. Mostra tutti i post

mercoledì 13 gennaio 2021

Smog in Lombardia: L'aria resta molto inquinata nonostante la "narrazione" della Regione!


 

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 

Non ci piace la “narrazione” della Regione sui dati relativi alla qualità dell’aria in Lombardia. L’Assessore regionale all’ambiente  ha impostato tutta la comunicazione sul raffronto dei dati rispetto al passato, affermando che “Siamo in un trend complessivamente positivo e in miglioramento su base pluriennale”, ma la vera lettura che si deve fare è un’altra: l’aria in Lombardia continua ad essere fortemente inquinata.
 

La Regione preferisce la “narrazione” positiva, unicamente sulla base del confronto dei dati 2020 con le annualità precedenti. È innegabile che negli ultimi anni vi sia stata una diminuzione dei dati di inquinamento, soprattutto per alcuni parametri. Ma non viviamo in un Eden, siamo ancora, purtroppo, in una delle aree più inquinate d’Europa: ad attestarlo sono, anche qui, dati ufficiali, come quelli dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (cliccare qui).
 

Anziché orientarsi sul “va tutto bene”, la Regione dovrebbe concentrarsi sugli stessi dati preoccupanti che riporta essa stessa, a partire dalle polveri sottili: “I valori rilevati sul Pm10 superano, anche nel 2020, in modo diffuso i limiti sul numero massimo di giorni oltre la soglia di 50 microgrammi/m3”. E poi il dato sull’ozono, che continua a registrare diffusi superamenti dei limiti: a fronte di un massimo di superamenti stabilito in 25 giorni/anno, in provincia di Como il limite è stato sforato per 92 giorni, a Lecco per ben 116 giorni! Questi sono alcuni dei principali elementi ad attestare che l’aria continua ad essere fortemente contaminata e che pertanto occorre agire per ridurre le fonti di inquinamento. 


Invece la Regione, anziché pensare a provvedimenti lungimiranti per contenere lo smog, preferisce far finta di nulla, tant’è che pochi giorni fa ha prorogato il rinvio del blocco dei diesel euro 4 (cliccare qui), pur sapendo che il traffico veicolare, e in particolare i diesel, sono responsabili di circa la metà delle emissioni di ossidi di azoto (NOx). 


Ricordiamo inoltre che lo scorso novembre la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per aver “sistematicamente e persistentemente” violato le norme sull’inquinamento atmosferico, proprio per le polveri sottili nella pianura Padana! (cliccare qui). E l’Italia è ancora ai primi posti in Europa per le morti premature da smog (cliccare qui).
 

Compito della Regione, piuttosto che compiacersi della diminuzione dei dati, è quello di agire, mettendo in campo provvedimenti seri e duraturi per disinquinare l’aria. Anziché puntare sugli investimenti in nuove strade e autostrade, il Pirellone deve ripensare l’intera mobilità, favorendo anzitutto il trasporto pubblico. E poi incentivare l'uso di fonti energetiche pulite, per passare dai combustibili fossili alle rinnovabili. Solo con interventi lungimiranti si riuscirà a migliorare la qualità dell'aria del nostro territorio.

venerdì 17 gennaio 2020

Brianza, è emergenza smog. Appello di Legambiente per non peggiorare la situazione con i falò rituali

Concentrazione PM2,5 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa)

Concentrazione PM10 nella giornata del 17/01/2019 (Fonte Arpa)

La Brianza è in allarme smog. Ieri i valori del PM10 nei maggiori comuni brianzoli hanno ampiamente superato il valore limite è di 50 µg/m³. Svetta Meda con una percentuale di  93 µg/m³, segue Muggiò con 84 µg/m³, Nova Milanese con 83 µg/m³, Varedo con 82 µg/m³, Bovisio Masciago e Seveso con 80 µg/m³. Seguono Monza, Desio e Seregno con 78 µg/m³ e Lissone con 74 µg/m³.

Nonostante ciò in alcuni comuni sono stati programmati nei prossimi giorni i falò di Sant'Antonio o quelli della Giubiana.

Legambiente Lombardia ha chiesto alla Regione di fermare questa pratica: "I fuochi che bruciano materiali compositi sono una fonte emissiva di CO2 in utile e dannosa – spiega Barbara Meggetto. Siamo consci dell’aspetto folkloristico e di convivialità che questi eventi hanno per le comunità, ma non devono essere un motivo per peggiorare un’aria che già è irrespirabile. Facciamo un appello al buonsenso degli organizzatori e chiediamo di cancellare i falò in programma, propendendo per azioni simboliche di pari portata emozionale".

La stessa Regione, nel suo sito, ammette che:"Anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, producendo effetti che possono persistere per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all’accumulo degli inquinanti.
Bruciare all’aperto una sola catasta di legna di medie dimensioni inquina quanto un Comune di 1.000 abitanti che per 8 anni si riscalda a metano!"


Nel grafico sottostante si riporta, a titolo di esempio, il contributo dei falò di S. Antonio alle concentrazioni di PM10 su due stazioni dell’Agglomerato di Milano rilevato da ARPA Lombardia il 17 gennaio 2011. Si vede come in poche ore la concentrazione di PM10 rilevata dalla centralina sia aumentata di 4 - 5 volte rispetto alle condizioni precedenti all’accensione dei falò, arrivando a valori fino a 400 mg/mc (limite giornaliero 50 mg/mc).


domenica 16 gennaio 2011

Seregno: föehn sul campanile, nebbia e smog a livello strada

Guardate questa splendida immagine, scattata ieri 15 gennaio 2010 alle ore 9.30 sulla cima al campanile della chiesa di Santa Valeria. In alto, dove è installata la webcam, soffia a tratti un po' di vento di föehn proveniente dalle Alpi (che si vedono sullo sfondo), mentre a livello del suolo grava ancora la nebbia e lo smog.

Fonte: meteolive.leonardo.it

domenica 2 gennaio 2011

PM10: nel 2010 smog record a Monza

Monza batte tutti i capoluoghi lombardi quanto a giornate di superamento della soglia di 50 microgrammi/mc per le polveri sottili nel corso del 2010: 92 le giornate irrespirabili nel capoluogo brianzolo, contro le 35 tollerate stando ai parametri europei. Dopo di lei Brescia (89 giornate) e Milano (87). Quest'ultima è 'fuori', sia pur di poco, anche per l'altro parametro relativo alle polveri: quello della concentrazione media annua, che per la centralina di via Senato ha fatto segnare una media, calcolata su tutti i giorni di corretto funzionamento delle centraline, pari a 40,6 microgrammi/mc, contro un valore tollerato di 40. A Monza la media si ferma poco sotto, a 40,4, mentre Brescia è sotto per un pelo, a 39 microgrammi/mc. Degli altri capoluoghi, vanno male Mantova, Bergamo e Lodi quanto a giornate di superamento, superiori alle 70, un po' meglio Pavia, mentre un'aria migliore è quella che soffia ai piedi delle Prealpi, a Varese, Como e Lecco, con valori medi accettabili e un numero di superamenti contenuto, sebbene superiore al valore tollerato. Decisamente migliore la situazione a Sondrio, città che nel 2010 ha respirato un'aria abbastanza buona, con una concentrazione media di polveri pari a 25,1 microgrammi/mc, superando solo 31 volte il valore di 50, nonostante la grande diffusione di stufe e caminetti a legna nel fondovalle valtellinese: dopo il traffico, sono questi i maggiori accusati come fonte di inquinamento da polveri sottili. Non si classifica Cremona, città in cui le centraline ARPA sono da tempo fuori servizio.

 I dati del 2010: media annua e numero di giorni di superamento del limite 
dei 50 microgrammi/mc, in verde i valori al di sotto dei limiti tollerati.
Fonte: elaborazione Legambiente Lombardia su dati ARPA

 Siamo fuori legge anche quest'anno, dunque, anche se con valori decisamente più bassi degli anni trascorsi. E' il caso di essere ottimisti, dunque, e di sperare che nel 2011 ci metteremo in regola con i parametri europei? Purtroppo no. In parte, è vero, il risultato fa parte di una tendenza positiva che dura da anni, ma il 2010 è stato un anno anomalo dal punto di vista climatico: tutti i mesi dell'anno infatti sono stati caratterizzati da precipitazioni abbondanti e frequenti, con una piovosità molto più alta della media e il frequente ingresso nel catino padano di perturbazioni capaci di rimescolare l'aria e diluire gli inquinanti. Non è quindi davvero il caso di fare previsioni sul futuro basandosi sui risultati del 2010. Dovremo convivere ancora a lungo con l'inquinamento delle città, visto che le politiche antismog restano sulla carta, poco o per nulla applicate e fatte rispettare.

"La progressiva e lenta diminuzione dell'inquinamento da polveri sottili che si registra è dovuta ai minor inquinamento delle automobili e dei camion nuovi piuttosto che alle politiche introdotte dalla Regione Lombardia e dalle singole amministrazioni comunali – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - Le politiche regionali più incisive, infatti, sono state sostanzialmente boicottate dai comuni e dalle categorie economiche coinvolte. Due esempi tra i tanti: i comuni che hanno effettuato controlli e corrisposto multe per i veicoli diesel euro 0, euro 1 e euro 2 che nonostante i divieti continuano a circolare sono stati solo 2 in tutta la Provincia di Milano. Il programma di applicazione di filtri anti particolato per i camion più vecchi ha avuto decine di migliaia di "prenotazioni" degli incentivi regionali ma solo alcune migliaia di applicazioni (stimiano non più di 5 mila su 150.000 camion ultra inquinanti in circolazione). E' comprensibile quindi che non si riesca a rientrare nei limiti di qualità dell'aria previsti dalla Direttiva Europea e che, di conseguenza, l'Europa ci faccia pagare una salata multa. Una multa, purtroppo, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse: inquinati prima e tartassati dopo!"

La situazione è destinata a migliorare molto poco anche per i previsti aumenti di traffico, visto che la Regione sta programmando e mettendo in cantiere il raddoppio della rete autostradale lombarda: dalla Broni-Mortara alla Brebemi, dalla Pedemontana alla TEM e alla Cremona-Mantova, è chiaro a tutti dove verranno investite le risorse nel prossimo decennio: non certo nel potenziamento e nell'estensione del trasporto pubblico e della logistica ferroviaria delle merci! Gli aumenti di traffico stradale sulle nuove autostrade potrebbero addirittura vanificare i benefici che in questi anni sono avvenuti grazie alla sostituzione del parco circolante di auto e TIR.

“Quello che chiediamo, in primo luogo all'Assessore regionale Cattaneo, è di dotare la Lombardia di un programma di potenziamento del trasporto pubblico di ambizioni europee – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – in questo momento ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade: ma è davvero questa la priorità per la nostra regione? Noi diciamo di no: nel confronto con le altre regioni europee, la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primis ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni!'

Da ieri ricomincia il conto dei giorni di superamento nel nuovo anno. Se dovessimo misurare gli auspici in base alle misure delle centraline, il 2011 si preannuncia pessimo. Secondo ARPA a Milano si è raggiunto il valore record (mai raggiunto in tutto il 2010) di 157 microgrammi/mc, a Monza 152, a Bergamo 108, 118 a Lodi e 106 a Mantova. L'effetto dei botti di fine anno si è dunque sommato all'inquinamento da traffico, visto che da giorni a Milano si misurano valori a tre cifre per le polveri.

Leggi anche i comunicati del Comitato Fuori dal Pantano e del Comitato San Fruttuoso cliccando qui.

La fotografia ripresa dal satellite Nasa mostra la pianura padana in una giornata di alta concentrazione di smog. Le polveri fini PM2.5 deviano la luce a seconda della frequenza (colore) e li ricompongono caoticamente dando come risultante un cielo biancastro.