Visualizzazione post con etichetta Parco del Curone. Mostra tutti i post
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lunedì 22 settembre 2025

Le Brianze raccontate e camminate. Da Cernusco a Olgiate: il misterioso drago alato e la scoperta dell'antica via per Mediolanum


Sabato 4 ottobre 2025 torna l’appuntamento con “Le Brianze raccontate e camminate”, l’iniziativa culturale e naturalistica promossa da ARCI Macherio, con il patrocinio del Comune di Olgiate Molgora. Una giornata pensata per chi ama camminare lentamente, immergersi nella natura e riscoprire i sentieri meno conosciuti ma più suggestivi del nostro territorio.

Fotografie di Gianni Casiraghi

Il percorso partirà da Cernusco Lombardone per arrivare a Olgiate Molgora, lungo un tragitto di circa 6,5 km quasi interamente pianeggiante, adatto a tutti e caratterizzato da dolci saliscendi. Si camminerà su sentieri facili, strade urbane e campestri, attraversando il margine orientale del Parco del Curone, con la possibilità straordinaria di visitare la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Beolco.


L’escursione sarà anche un’occasione per rivivere le tracce dell’antica strada romana che collegava Mediolanum con Olginate, e per scoprire luoghi ricchi di storia e leggende: dalla valle del Curone alle colline panoramiche, dai nuclei rurali di Beolco con l'epigrafe longobarda che ricorda la tragica fine dei fratelli Aldo e Grauso. Il percorso toccherà inoltre punti suggestivi come la località di Stalli, Pilata, Contrasoa e il misterioso drago alato di via Mirasole, fino all’antico cuore di Olgiate.


Programma

  • Ritrovo: ore 13:45 presso il parcheggio della Stazione FS Cernusco-Merate.
  • Termine escursione: intorno alle ore 18:30 presso la Stazione FS Olgiate-Calco-Brivio.
  • Rientro in treno: previsto per le ore 19:10 con arrivo a Cernusco Lombardone.


Modalità di partecipazione

  • L’escursione è riservata ai soci ARCI e prevede un massimo di 30 partecipanti. È obbligatoria l’iscrizione e viene richiesto un contributo di 5 euro, comprensivo del biglietto del treno.

Per iscrizioni:
Augusta 335 6328590 – cultura@arcimacherio.it

Informazioni: 
Gianni 339 8446553

giovedì 7 novembre 2024

La Geologia e la storia delle cave nel Parco di Montevecchia e Valle del Curone


Il prossimo 17 novembre 2024, il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone offre un’escursione unica dedicata alla scoperta delle cave e della geologia locale. Il percorso ad anello di circa 16 km si snoderà tra antiche cave e affascinanti formazioni geologiche, raccontando la storia dell’estrazione della pietra nel territorio, oggi testimonianza importante del patrimonio culturale e naturale della zona.

Dalle 8:30 fino al pomeriggio, intorno alle 16:30, i partecipanti saranno accompagnati dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) e altri volontari del Parco, che guideranno il gruppo nei principali siti di interesse storico-geologico. Attraverso le tappe dell’itinerario, gli esperti illustreranno le caratteristiche geologiche del Parco e racconteranno come le rocce e i minerali della Valle del Curone siano stati sfruttati per secoli.

L’itinerario è stato studiato per abbracciare i luoghi più significativi legati all’attività estrattiva. Le cave, un tempo cuore dell’industria locale, hanno fornito materiali preziosi per l'edilizia tradizionale e hanno plasmato il paesaggio, lasciando segni evidenti nel territorio. Sarà un'occasione per conoscere le tecniche di estrazione usate in passato, i tipi di pietra locale e la loro funzione nelle costruzioni storiche del territorio lombardo.

Poiché il sentiero può presentare tratti ripidi e scivolosi, è consigliato un abbigliamento idoneo, con scarpe da trekking o da montagna. La pausa pranzo sarà organizzata in un luogo riparato e riscaldato, (pranzo al sacco a cura dei partecipanti).

L’escursione è a numero chiuso per garantire la sicurezza e la qualità dell’esperienza, quindi è consigliabile prenotare per tempo. È richiesto un contributo di partecipazione, mentre tutte le informazioni e le prenotazioni possono essere inviate via email all'indirizzo gev@parcocurone.it.

venerdì 7 luglio 2023

Api, miele e ambiente nella valle di Santa Croce di Missaglia

 

Per conocere meglio ... La valle Santa Croce puoi scaricare cliccando qui la guida in formato pdf redatta dalle GEV del Parco (anno 2008)


lunedì 12 giugno 2023

Alla scoperta di libellule e farfalle del Parco di Montevecchia e del Curone

 


Alla scoperta di Libellule e Farfalle": 18 giugno 2023

Un’occasione unica per osservare in natura due delle specie più diffuse e affascinanti di insetti, imparando ad osservarle e conoscerle insieme, durante una passeggiata per facili sentieri in cui si parlerà della loro vita, di ecosistema, di difesa del territorio e corteggiamento, di accoppiamento e deposizione delle uova, del mito della metamorfosi cantato da Ovidio, di piante nutrici e migrazioni.

 

  • Richiesto contributo di 5€ a persona (gratuito under 18 anni) o di 10€ per nucleo familiare
  • Posti limitati e prenotazione obbligatoria scrivendo a: gev@parcocurone.it

 

La visita avrà come tema farfalle e libellule,  ma sarà anche l’occasione per un'escursione che ci porterà, accompagnati da Volontari e Guardie Ecologiche del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a conoscere alcuni fra i luoghi più interessanti del parco. Percorreremo vari habitat ideali per la vita dei nostri insetti volatori, di cui sottolineeremo le numerose differenze, per nulla casuali, dato che si sono diffusi in periodi molto differenti della scala evolutiva. Lungo il cammino si parlerà di natura a tutto tondo.  


Ci recheremo di prima mattina verso la collina dei cipressi, luogo panoramico sulle cui pendici soleggiate si  distendono i prati magri, ambienti seminaturali ricchi di erbe spontanee e  di farfalle. Ci aspettiamo di vedere quanto meno la Melanargia galathea, presente lì in abbondanza nel periodo fra giugno e luglio, e tante altre specie. 

  
Prima che il sole cominci ad arroventarsi, ci incammineremo nel boschi, auspicabilmente più freschi, ma solitamente meno frequentati dalle farfalle, dove però potremo incontrare la Pararge aegeria e, particolarmente nelle radure e nei campi che attraverseremo, altre specie a sorpresa.  Non mancherà qualche annotazione su alberi e boschi del parco.  


Scenderemo fino a degli stagni, in un luogo poco frequentato e ancor meno pubblicizzato, che costituisce un raro scrigno di biodiversità. Qui si stanno conducendo esperimenti di reintroduzione di cui faremo cenno. Per piante acquatiche, anfibi e soprattutto libellule, exuvie comprese, avremo di che scegliere. Vi mostreremo la pianta nutrice del bruco della Aglais urticae,  tanto bistrattata quanto preziosa.  


Risaliremo al luogo della partenza per un bosco,  costeggiando un ruscello. dove non è difficile incontrare la Calopteryx virgo, libellula che ama le acque pulite e le rive ombrose. 


Per quanto riguarda le farfalle, sul sito del parco potrete soddisfare ogni curiosità, consultando qui, i risultati di una minuziosa ricerca pluriennale condotta dall'entomologa Laura Farina e dalla GEV Ezio Galbussera che hanno osservato e schedato qui ben 62 specie, su 280 in Italia. 


Per le libellule, al momento sono state osservate 28 specie, su 97 in Italia; occorrerà aspettare i risultati di una ricerca scientifica svolta negli anni scorsi, di cui un'anteprima è apparsa nel calendario del Parco del 2020. Al parco e a tutti noi il compito di garantirne la sopravvivenza.
   
Altre informazioni saranno inviate via mail a chi si iscriverà.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a: gev@parcocurone.it

giovedì 8 dicembre 2022

Le Brianze raccontate e camminate: da Ceregallo di Sirtori a Perego

Percorsi di natura, storia e cultura del territorio • ideati da Gianni Casiraghi per Arci Macherio
 


DOMENICA 18 DICEMBRE 2022
escursione nel 

Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone
da CEREGALLO di SIRTORI a PEREGO

cercando le tracce delle antiche vie


All'ombra dei Campanone della Brianza, è sullo splendido poggio dello storico insediamento di Ceregallo di Sirtori, con i suoi preziosi resti di età romana e altomedievale, che inizia il percorso disegnato per buona parte lungo una delle più discoste quanto affascinanti porzioni del Parco di Montevecchia e della Valle del Corone. La vista abbraccia l'intera plaga briantea, il lontano arco alpino, le Prealpi iariane e orobiche, finanche ii Canto, i monti orfani e, ovviamente, il prospicente Monte di Brianza. Sono in seguito gli ameni e terrazzati declivi della valle della Bevera, sino ai sUo spartiacque con quello della Molgora, a guidarci verso Perego (La Valletta Brianza), incontrando sul cammino le secolari località di Roncaria e di Casuerchio. Sono presumibilmente i luoghi di antichi transiti pedemontani, ipotesi supportata anche da recenti studi e pubblicazioni in ambito accademico. Ne seguiremo le tracce fin dentro al castello medievale di Perego. ln conclusione, non possono mancare la visita alla stupenda mostra annuale dei presepi dell'Associazione Culturale Pelagus e l'augurale brindisi con panettone ai chiostro rinascimenta!e di San Giovanni.
 

Informazioni:

  • Percorso facile, ma con qualche saliscendi, di circa 5,4 km. 
  • Ritrovo a Macherio ore 8.15 clo ARCI Macherio - Via Vittorio Veneto 46
  • Ritrovo a Sirtori ore 9:00 c/o il parcheggio del cimitero di Via Ceregallo
  • Termine escursione ore 13:00 circa
  • I trasferimenti si effettueranno con auto private
  • L'escursione è gratuita ma riservata ai soli tesserati ARCI (la tessera può essere fatta prima della partenza)
  • Iscrizione obbligatoria (numero massimo di 30 partecipanti)
  • Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it - 335 632 8590 (Augusta)
  • Info: 339 844 6553 (Gianni)
  • Pagina Instagram ARCIMACHERIO 
  • Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone elo alle cose. 
  • In collaborazione con ASSOCIAZIONE CULTURALE PELAGUS


 
Foto di Gianni Casiraghi

Le Brianze, raccontate e camminate: da Ceregallo di Sirtori a Perego è quasi un totale cambio di ambientazione quello che ci riserva l’ultimo evento escursionistico di questa primo ciclo di “Le Brianze, raccontate e camminate”.
Saranno infatti i territori collinari del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, del Monte di Brianza e delle valli della Bevera e della Molgora a fare da scenario all’escursione da Ceregallo di Sirtori a Perego di domenica 18 dicembre 2022.

LA VIA GALLICA O VIA DELLA REZIA
L’itinerario seguirà le tracce di antichissimi tracciati, forse già di origine protostorica, probabilmente legati alle transumanze pedemontane delle popolazioni presenti in Lombardia anteriormente alla colonizzazione gallo-celtica.
 
Foto di Gianni Casiraghi

Un reticolo di percorsi che, dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina, diverrà parte dell’articolato asse viario principale che - attraverso Bergamo (Bergumum), Brescia (Brixia) e Sirmione (Mansio Sermione) - univa Como (Novum Comum) e Milano (Mediolanum) con Verona, dove confluiva nella Via Postumia (148 a.C.), raggiungendo con essa Aquileia, il suo porto e i suoi commerci con i Balcani e l’oriente.


Foto di Gianni Casiraghi

Questa importantissima strada di origine militare, oggi conosciuta come Via Gallica, nella sua massima estensione, congiungeva Aquileia alla Rezia, provincia annessa all’Impero Romano ai tempi di Augusto (31 a.C. – 14 d.C.), che comprendeva parte delle attuali Austria e Svizzera, raggiungendo a settentrione delle Alpi la città austriaca di Bregenz (Brigantium) sul Lago di Costanza. Non è dunque un caso se la Via Gallica nei Grigioni, così come nella bergamasca, è conosciuta anche con la denominazione di Via della Rezia.


Foto di Gianni Casiraghi

La strada fu documentata sin dal tempo degli imperatori Antonini (117-198 d.C. / Itinerarium provinciarum Antonini Augusti) ma di essa abbiamo anche un’interessante, seppur imprecisa, testimonianza nella Tavola Peutingeriana, copia medievale di una tavola geografica romana del III secolo d.C., conservata nella Biblioteca Imperiale di Vienna.

Foto di Gianni Casiraghi

L’ipotesi di passaggio del tratto compreso tra Como e Bergamo della Via Gallica per il guado di Brivio, per le valli della Molgora e della Bevera nonché a sud dei laghi briantei è stata recentemente presa in considerazione, supportata e condivisa anche in ambito accademico, da archeologi ed illustri ricercatori di livello universitario, attraverso due distinti studi presentati e pubblicati sul quarto volume di “ARCHEOLOGIA BARBARICA” che riassume gli Atti del IV incontro (nazionale) per l’Archeologia barbarica: “I LONGOBARDI A NORD DI MILANO, CENTRI DI POTERE TRA ADDA E TICINO” tenutosi a Cairate (VA) il 21 settembre 2021, curato dagli illustri archeologi Gian Pietro Brogiolo e P. Marina De Marchi, al quale hanno partecipato i più importanti ricercatori universitari di tutta la penisola.

Foto di Gianni Casiraghi

Per meglio comprendere l’importanza della Via Gallica e i contesti storico, geografici e culturali che essa rappresenta, si consiglia vivamente la visione dello splendido documentario RAI di ITALIA, VIAGGIO NELLA BELLEZZA (cliccare qui), della durata di circa 56 minuti, intitolato La Via Gallica: sulle orme dei Romani fra storia e archeologia con:

  • FRANCESCA MORANDINI - ARCHEOLOGA Musei Civici di Brescia
  • ELISABETTA ROFFIA – ARCHEOLOGA
  • ARNALDO MARCONE – STORICO Università Roma 3
  • RAFFAELLA POGGIANI KELLER – SOPRINTENDENTE EMERITO DELLA LOMBARDIA
  • ERMANNO ARSLAN – ARCHEOLOGO Accademia dei Lincei
  • MONICA ABBIATI – ARCHEOLOGA Regione Lombardia
  • ANTONELLA RANALDI – SOPRINTENDENTE SAPAB della città metropolitana di Milano

Foto di Gianni Casiraghi

Il resto lo scopriremo, domenica 18 dicembre 2022, cercando le tracce delle antiche vie da Ceregallo di Sirtori a Perego.

mercoledì 8 giugno 2022

Alla scoperta delle libellule e delle farfalle del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone


 

"Libellule e farfalle": 12 giugno 2022

 

Un’occasione unica per osservare in natura due delle specie più diffuse e affascinanti di insetti, imparando ad osservarle e conoscerle insieme, durante una passeggiata per facili sentieri in cui si parlerà della loro vita, di ecosistema, di difesa del territorio e corteggiamento, di accoppiamento e deposizione delle uova, del mito della metamorfosi cantato da Ovidio, di piante nutrici e migrazioni.

 

Partecipazione gratuita previa prenotazione
Per informazioni e prenotazioni scrivere a: gev@parcocurone.it

 

La visita avrà come tema farfalle e libellule,  ma sarà anche l’occasione per un'escursione che ci porterà, accompagnati da Volontari e Guardie Ecologiche del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a conoscere alcuni fra i luoghi più interessanti del parco. Percorreremo vari habitat ideali per la vita dei nostri insetti volatori, di cui sottolineeremo le numerose differenze, per nulla casuali, dato che si sono diffusi in periodi molto differenti della scala evolutiva. Lungo il cammino si parlerà di natura a tutto tondo.  


Ci recheremo di prima mattina verso la collina dei cipressi, luogo panoramico sulle cui pendici soleggiate si  distendono i prati magri, ambienti seminaturali ricchi di erbe spontanee e  di farfalle. Ci aspettiamo di vedere quanto meno la Melanargia galathea, presente lì in abbondanza nel periodo fra giugno e luglio, e tante altre specie. 

  
Prima che il sole cominci ad arroventarsi, ci incammineremo nel boschi, auspicabilmente più freschi, ma solitamente meno frequentati dalle farfalle, dove però potremo incontrare la Pararge aegeria e, particolarmente nelle radure e nei campi che attraverseremo, altre specie a sorpresa.  Non mancherà qualche annotazione su alberi e boschi del parco.  


Scenderemo fino a degli stagni, in un luogo poco frequentato e ancor meno pubblicizzato, che costituisce un raro scrigno di biodiversità. Qui si stanno conducendo esperimenti di reintroduzione di cui faremo cenno. Per piante acquatiche, anfibi e soprattutto libellule, exuvie comprese, avremo di che scegliere. Vi mostreremo la pianta nutrice del bruco della Aglais urticae,  tanto bistrattata quanto preziosa.  


Risaliremo al luogo della partenza per un bosco,  costeggiando un ruscello. dove non è difficile incontrare la Calopteryx virgo, libellula che ama le acque pulite e le rive ombrose. 


Per quanto riguarda le farfalle, sul sito del parco potrete soddisfare ogni curiosità, consultando qui, i risultati di una minuziosa ricerca pluriennale condotta dall'entomologa Laura Farina e dalla GEV Ezio Galbussera che hanno osservato e schedato qui ben 62 specie, su 280 in Italia. 


Per le libellule, al momento sono state osservate 28 specie, su 97 in Italia; occorrerà aspettare i risultati di una ricerca scientifica svolta negli anni scorsi, di cui un'anteprima è apparsa nel calendario del Parco del 2020. Al parco e a tutti noi il compito di garantirne la sopravvivenza.
   
Altre informazioni saranno inviate via mail a chi si iscriverà.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a: gev@parcocurone.it

giovedì 31 dicembre 2020

La comparsa del lupo nel territorio del Parco di Montevecchia e Valle del Curone

 



di Marco Molgora, Presidente del Parco di Montevecchia e Valle del Curone
Comunicato stampa del parco


Nelle scorse settimane le analisi effettuate su alcune pecore al pascolo ritrovate morte hanno confermato la presenza del Lupo nel territorio del Parco, che già era stata ipotizzata nel corso dell’estate (leggi qui). Si tratta di pochi animali, o forse uno solo, che probabilmente nei giorni della sospensione generalizzata delle attività durante il lock down primaverile, in assenza di disturbo e soprattutto di traffico sulle strade, hanno potuto allontanarsi dalle Prealpi comasche, per esplorare nuove aree.
La comparsa del lupo nelle aree collinari ed anche di pianura fa parte della naturale dinamica di espansione demografica e spaziale che la specie sta mostrando a livello italiano ed europeo. Tale dinamica spinge i giovani esemplari a ricercare nuovi territori.

Il territorio del Parco è quindi ora oggetto di attenzione da parte del gruppo di lavoro a cui partecipano tecnici di Regione Lombardia, di ERSAF (Ente regionale per lo sviluppo agricolo e forestale), ricercatori delle università lombarde, Carabinieri forestali, con il coinvolgimento anche della Polizia provinciale, impegnati non solo per lo studio del Lupo e per la sua tutela, ma anche per la definizione delle soluzioni più appropriate per consentire la sostenibilità della sua presenza nelle aree del Parco e quindi la convivenza con il territorio.

Trattandosi solo di individui isolati, è possibile che possano allontanarsi volontariamente da quest’area, per tornare verso nord. Si tratta comunque di una presenza che non comporta criticità per la responsabile fruizione del territorio del Parco, che deve però essere ulteriormente rispettosa e consapevole nei confronti dei valori ambientali e della fauna selvatica.

 


 

Lupo è ormai presente, o per meglio dire è tornato, in molte aree alpine ed appenniniche e anche in zone a forte frequentazione turistica, come il Parco di Montevecchia e Valle del Curone soprattutto nell’ultima estate, dove comunque evita qualsiasi contatto con l’uomo.
 

Per non compromettere tale naturale attitudine è bene ricordare i comportamenti corretti da tenere da parte dell’uomo (e regolati dalla legge): divieto assoluto di ricerca, disturbo, avvicinamento o alimentazione dell’animale, nonché obbligo di tenere i cani al guinzaglio durante le escursioni in aree aperte. L’Ente Parco è ora impegnato a fornire agli allevamenti presenti nel territorio collinare le informazioni utili per prevenire l’attacco agli animali al pascolo e per accedere, in caso di danni accertati, agli indennizzi resi possibili dalle assicurazioni attivate da Regione Lombardia.
Come già evidenziato, ringraziamo gli Enti preposti alla gestione di questa specie che si sono prontamente attivati e chiediamo a tutti i cittadini di evitare azioni o attività che possano intralciare l’azione delle Istituzioni o creare inutili allarmismi e tensioni.

Per maggiori informazioni cliccare qui.

martedì 8 ottobre 2019

Trekking d'autunno con le GEV del Parco di Montevecchia e del Curone

Aggiornamento 17/10/2019 - Trekking annullato

Riceviamo il seguente avviso:
A causa delle previsioni del tempo che preannunciano piogge abbondanti per tutto il prossimo weekend, ci vediamo costretti ad annullare il “trekking d’autunno 2019” del 20 ottobre 2019.
Ci spiace molto rinunciare a questa iniziativa, ma ci auguriamo di trovarvi alle prossime visite guidate GEV. 


E’ in preparazione il calendario delle uscite 2020. Lo troverete prossimamente sul sito del Parco: www.parcocurone.it, nelle bacheche e sul calendario 2020 del Parco, disponibile a Ca’ Soldato ed al centro visite di C.na Butto.

domenica 1 aprile 2012

Meno rondini in Brianza: aiutiamole a farle tornare!


Le popolazioni di Rondine (Hirundo rustica) stanno subendo preoccupanti cali demografici in varie aree europee. Lo European Bird Census Council ha stimato un calo complessivo del 9% in Europa nel periodo 1990-2006. I trend demografici sono però variabili. In Inghilterra, ad esempio, le popolazioni di rondini nidificanti sono nel complesso stabili, pur mostrando marcate fluttuazioni cicliche su scale temporali decennali. In Danimarca, invece, le rondini hanno mostrato un decremento del 7% all’anno tra il 1970 ed il 1999.


In Lombardia è documentato un calo generale del 4.3% all’anno, ma i trend demografici paiono differire tra aree diverse della regione. Ad esempio nel Parco Adda Sud le rondini si sono più che dimezzate, diminuendo del 56.5% nel periodo 2001-2010 e nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone circa il 50% delle colonie attive nel 2001 era estinto nel 2010.
Tratto da: Aiutiamo le rondini 

Parco del Curone: rondini in calo nel 2011. 
Presenti a Osnago e Sirtori.
tratto da Merate on line

Sette nidi in più rispetto al 2010 sono stati avvistati lungo i cornicioni delle cascine del Parco del Curone, ma quelli effettivamente "occupati" sono circa il 16% (11 in meno dell'anno scorso) e i piccoli che sono riusciti a lasciare il nido sono 54 in meno rispetto a quelli conteggiati all'anno precedente. Sono stati pubblicati sul sito delle Guardie ecologiche volontarie del Parco del Curone i dati relativi alla popolazione di rondini nel territorio del Parco, una rilevazione effettuata durante i mesi primaverili che per il secondo anno segue un protocollo regionale in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano Bicocca.

A detenere il "primato" di esemplari che sono cresciuti fino a spiccare il volo, 157 in totale, è la cascina di "Orana 1" a Osnago, che nonostante presenti un numero di nidi e nidiate inferiore (12 e 5 rispetto a 14 e 7 del 2010) ha registrato 25 "pulli involati", seguita dai 21 di "Guzzafame" a Cernusco e i 19 di "Ceregallo" a Sirtori.

Il maggiori numero di nidi censiti è stato rinvenuto alla "Azienda agricola Brivio" di Missaglia, dove ne sono stati contati 37 di cui però solo 4 occupati. Situazione simile in Valle Santa Croce (stesso paese) con 35 nidi e 3 nidiate.
A Sirtori (Ceregallo) va invece il primato delle nidiate censite, 8 (2 in più dell'anno scorso) seguito dalle 7 di "Moscoretto" e "Guzzafame" di Cernusco. In generale le zone di Cernusco e Osnago e quella di Sirtori e Missaglia si sono verificate le più "frequentate" dalle rondini, il cui passaggio sul nostro territorio è comunque in costante calo.

"Delle 110 cascine presenti nel territorio del Parco ne sono state sorteggiate una cinquantina, sulle quali dal 2010 è stato attivato il progetto regionale in collaborazione con l'Università di Milano che comprende già altri due parchi" ha spiegato la Gev Claudio Ferrario, che insieme ad un piccolo gruppo di "colleghi" e ad un tesista ha effettuato le rilevazioni. "Dal 21 marzo fino alla prima schiusa ogni 15 giorni ci siamo recati nei luoghi indicati, verificando non solo la presenza dei nidi ma anche il tipo di agricoltura presente nelle vicinanze o la presenza di animali".
Questi fattori, infatti, possono influenzare la presenza delle rondini. "Le problematiche che hanno provocato un calo di questi splendidi volatili sul nostro territorio sono varie, a cominciare dall'habitat che è stato profondamente modificato dall'uomo" ha spiegato Ferrario. "Le aree a prato sono diminuite e la biodiversità in quelle ancora coltivate è calata di molto. Gli insetti, sostentamento delle rondini, crescono in presenza di prati e animali ma le nuove tecniche di coltura e allevamento hanno portato via gran parte del nutrimento. Le stesse stalle e cascine hanno strutture diverse, al legno è stato sostituito il cemento, difficile per le rondini da nidificare. C'è da tenere anche in conto che sono sempre meno i siti naturali "di appoggio" in cui i volatili trovano sostentamento prima della migrazione, come quella presente nell'area briviese del Toffo che a settembre si riempie di rondini".

I dati raccolti nel Parco del Curone saranno confrontati con quelli del Parco Pineta di Appiano Gentile - Tradate e della Comunità Montana del Sebino Bresciano, già parte del progetto che mira ad estendersi altrove. "In un recente incontro tra Gev della Regione è stata ribadita l'importanza di un censimento su modello unitario in tutto il Paese, da poter confrontare con l'estero" ha spiegato la Gev. "La presenza di rondini è un indicatore biologico dell'agricoltura, la loro mancanza un monito per un ritorno a una maggiore naturalità".

Per visualizzare il dettaglio dei dati censiti dalle GEV del Parco Curone  Clicca qui

Per approfondire visita il sito: Aiutiamo le rondini