venerdì 27 febbraio 2026
Grandi eventi, grandi danni: cosa resta dopo le Olimpiadi
Venerdì 27 febbraio alle ore 21, alla Sala Pertini di via Gramsci a Desio, arriva Il Grande Gioco – Milano-Cortina, il rovescio delle medaglie, un film collettivo che mette in discussione la narrazione trionfalistica delle Olimpiadi invernali 2026.
Prodotto dal laboratorio Off Topic insieme al Comitato Insostenibili Olimpiadi, il film racconta cosa si nasconde dietro i grandi eventi sportivi: consumo di suolo, opere invasive, montagne artificiali di debito pubblico e territori sacrificati in nome dello “sviluppo”.
Un tema che riguarda da vicino anche la Brianza, dove infrastrutture e grandi opere continuano a minacciare ambiente, salute e beni comuni. Non a caso, la serata prevede l’intervento di Silvio La Corte, autore del libro La bolla olimpica, e il Coordinamento No Pedemontana, da anni impegnato contro un modello di sviluppo insostenibile.
L’iniziativa è promossa dall’associazione Disabili Pirata e sostenuta da Desio Bene Comune, con l’adesione di realtà locali attente alla giustizia ambientale e sociale.
lunedì 2 febbraio 2026
Olimpiadi invernali 2026: anche in Brianza si spegne la fiaccola dell’ipocrisia
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| Immagine tratta dal web |
In occasione del passaggio della Fiamma Olimpica ad Arcore e Lesmo, previsto per martedì 3 febbraio, diverse realtà ambientaliste e civiche del territorio brianzolo hanno diffuso un comunicato congiunto per denunciare l’impatto economico, ambientale e sociale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
A promuovere l’iniziativa sono Legambiente – Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Parco dei Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada, attivi da anni nella difesa del territorio e del paesaggio locale.
Le associazioni chiariscono fin da subito che la contestazione non è rivolta allo sport o ai valori olimpici, bensì al modello di sviluppo che l’evento sta imponendo ai territori ospitanti: «Contestare il passaggio della fiaccola non è un attacco alle Olimpiadi in quanto tali, ma un desiderio di difendere il loro significato e valore intrinseco di rispetto, pace, amicizia fra i popoli e spirito sportivo».
Uno dei punti centrali del comunicato riguarda i costi economici delle opere connesse ai Giochi. Secondo le associazioni, la spesa complessiva ha già superato di oltre un miliardo di euro le previsioni iniziali, senza garantire benefici duraturi per la collettività: «Soldi che verranno presi dalle nostre tasse per realizzare infrastrutture non strutturali, che non danno benefici alla collettività sul lungo periodo».
A preoccupare è anche lo stato di avanzamento dei lavori: oltre la metà delle opere non sarà pronta per l’inizio dei Giochi e molte verranno completate anni dopo, alcune addirittura oltre il 2030.
La corsa contro il tempo ha portato, secondo il comunicato, a una semplificazione delle procedure di appalto, con una riduzione dei controlli su sicurezza, trasparenza e legalità: «Il ritardo ha portato a una riduzione dei controlli sulla sicurezza dei lavoratori e ad un aumento del pericolo di infiltrazioni mafiose».
A questo proposito viene citato anche il lavoro di Libera, che nei suoi report segnala il rischio concreto di assegnazioni opache e di dirottamento di ingenti risorse pubbliche.
Particolarmente duro è il giudizio sull’impatto ambientale delle Olimpiadi invernali. Le Alpi, già duramente colpite dalla crisi climatica, stanno subendo una nuova ondata di infrastrutturazioni invasive: «Le infrastrutture volute per questo evento hanno aumentato la pressione su un territorio già fragile; il rischio concreto è che queste opere siano una pietra tombale per le comunità montane e il loro ambiente».
Tra gli esempi citati figurano la pista da bob di Cortina, realizzata con l’abbattimento di centinaia di larici secolari, e il bacino artificiale sopra Livigno, costruito per garantire l’innevamento artificiale: «Lo stravolgimento del paesaggio serve a sostenere un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo».
Secondo il report Open Olympics 2026, inoltre, i dati sulle emissioni climalteranti legate ai Giochi risultano ancora oggi difficilmente reperibili.
Il comunicato affronta anche il tema dell’impatto sociale e delle contraddizioni etiche legate ai grandi sponsor dell’evento: «Il percorso della fiaccola sarà accompagnato da aziende che cercano di ripulirsi l’immagine, pur essendo coinvolte in azioni di devastazione climatica su larga scala».
Vengono citate esplicitamente Eni e Coca-Cola, accusate di pratiche incompatibili con i valori di sostenibilità e pace che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare. Le associazioni denunciano inoltre la presenza ai Giochi di Stati coinvolti in conflitti armati, senza alcuna sanzione, in contrasto con lo spirito olimpico: «Un chiaro tradimento dei valori di pace e rinuncia alla guerra che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare».
Il messaggio conclusivo è un invito alla cittadinanza a non limitarsi alla celebrazione simbolica, ma a riflettere criticamente sul significato reale dell’evento: «La fiamma porta con sé guerra, corruzione, spreco e devastazione ambientale».
Per questo Legambiente Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada invitano a una presenza critica durante il passaggio della fiaccola ad Arcore: «Invitiamo la cittadinanza a spegnere la fiaccola dell’ipocrisia».
L’appuntamento è fissato per martedì 3 febbraio, tra le 12.30 e le 13.00, in via Roma ad Arcore, per ribadire che difendere l’ambiente e i territori significa anche rimettere al centro il senso autentico dei valori olimpici.
Presentazione del libro
“Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina”
di Luigi Casanova e Duccio Facchini
Un’occasione di approfondimento e confronto pubblico sui costi nascosti, gli impatti ambientali e sociali e le contraddizioni del modello olimpico contemporaneo.
📍 Milano
🗓 Martedì 3 febbraio 2026
🕡 Ore 18.30
📚 Feltrinelli Librerie, viale Sabotino 28
Intervengono:
- Duccio Facchini, direttore di Altreconomia e co-autore del saggio
- Paolo Pileri, professore di Usi del suolo ed effetti ambientali – Politecnico di Milano
- Lucia Tozzi, studiosa di politiche urbane
- Nicola Villa, editor di Altreconomia
giovedì 4 dicembre 2025
Errando per antiche vie. Dalle Olimpiadi alla lentezza: una Brianza che resiste, cammina e si racconta
In un momento in cui la narrazione dominante sulle nostre montagne e colline è schiacciata dai riflettori delle Olimpiadi Invernali 2026, dei cantieri accelerati e delle opere “necessarie” che consumano suolo e trasformano il paesaggio, esiste chi prova a proporre una visione diversa.
È in questo spirito che nasce Errando per antiche vie, il cammino artistico e performativo promosso da Campsirago Residenza: 250 km e 11 giorni di viaggio dal 5 al 16 dicembre 2025, un percorso che unisce la montagna a Milano attraverso passi, borghi, boschi, colline e comunità vive.
Ma soprattutto: un progetto che non accompagna le Olimpiadi — le interroga.
Un cammino che diventa narrazione critica: quali territori vogliamo? Chi decide il loro futuro? Chi li vive davvero?
Il cammino si propone come contronarrazione rispetto al modello delle “grandi opere” che spesso precedono i mega-eventi sportivi: infrastrutture che restano, ferite che durano, territori sfruttati e poi abbandonati.
“Errando” invece fa l’opposto:
- non costruisce, ma cammina sulle tracce già esistenti;
- non accelera, ma rallenta;
- non impone, ma ascolta;
- non spettacolarizza, ma dà voce a chi abita la montagna e la collina;
- non sfrutta il paesaggio, ma lo percepisce come bene comune.
Il risultato è un incontro tra arte, territorio e coscienza ecologica: un teatro diffuso che non usa la natura come scenografia, ma come compagna di cammino.
La Brianza al centro: un crocevia di storia, colline e consapevolezza
Tra i momenti più significativi dell’intero percorso ci sono le tappe brianzole, che trasformano la nostra terra da periferia anonima a luogo vivo di passaggio, relazione e memoria.
In questo contesto si colloca Il Buddha silente del Monte di Brianza, esperienza già proposta all’interno del Giardino delle Esperidi: un viaggio intenso tra Mondonico, la dorsale del Monte di Brianza e il Monte Barro, ispirato ai sette chakra e scandito da danza, poesia, performance e meditazione del paesaggio.
Ma le tappe di dicembre rappresentano il cuore pulsante di questa presenza brianzola. Sono tre giorni ricchissimi, che uniscono cammino, incontri, teatro e momenti di riflessione critica sul nostro rapporto con il territorio e sulle conseguenze dei grandi eventi sportivi.
Le tappe brianzole: 14–16 dicembre
Domenica 14 dicembre — Dalle montagne a Campsirago, tra incontro e consapevolezza
- 08:00 – Ripartenza del cammino: da Ballabio a Campsirago fino a Olgiate Molgora
- 10:00 – Lecco, Punto di aggregazione n. 2: unisciti al cammino!
- 16:00 – Olgiate Molgora: Giostra di Natale, momento festoso e comunitario
- 17:30 – Ripartenza verso Campsirago
- 19:00 – Campsirago: presentazione del libro “Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina” (un’occasione fondamentale per capire davvero l’impatto del mega-evento)
Lunedì 15 dicembre — Tra Osnago e Vimercate, il territorio si racconta
- 09:00 – Ripartenza del cammino: da Campsirago a Vimercate
- 12:00 – Osnago: pranzo e ripartenza
- 18:30 – Vimercate: presentazione del libro
- “Dolomiti, lo spettacolo infinito. Dal Cadore a Cortina d'Ampezzo fra alpinismo e mito olimpico” (una riflessione sulla trasformazione del paesaggio alpino)
- 20:00 – Vimercate: Saga Salsa, cena teatrale con Comitato Ferma Ecomostro D Breve - NO Pedemontana
Martedì 16 dicembre — Da Vimercate a Milano, passando per Monza
- 09:00 – Ripartenza: da Vimercate verso Milano
- 12:00 – Monza: pranzo e ripartenza
- 17:00 – Milano: Sciando a Milano / Just Walking – special edition
- 19:00 – Milano: Errando per antiche vie – In cammino da Cortina a Milano
- 21:30 – Milano: Storia di un Ruscello
lunedì 10 ottobre 2022
Bolla olimpica? Se ne parla all'Arci di Osnago
sabato 6 agosto 2022
Valsassina: lanciata una petizione per fermare le olimpiadi del cemento
I fondi per le olimpiadi non possono giustificare inutili stragi ambientali.
Con il marchio delle olimpiadi Milano-Cortina 2026 vengono finanziate per milioni di euro infrastrutture in luoghi non coinvolti nemmeno marginalmente dai giochi invernali.
Nel caso specifico, a Barzio e Moggio, in Valsassina, provincia di Lecco, sono in divenire nuove strade e ulteriori parcheggi, decisioni calate dall'alto e mai condivise con la Comunità, rivelate nell'estate 2021 dalla stampa e rese ufficiali - in data 2 agosto 2022 - dall'annuncio dello stanziamento dei fondi.
Considerato che:
- Sul tema, i lettori di un giornale locale avevano risposto a un sondaggio schierandosi a maggioranza contro la nuova strada per al funivia di Barzio.
- Sono seguiti dibattiti pubblici sia sulla carta stampata sia con incontri promossi da associazioni ambientaliste.
- La nuova strada di collegamento per la funivia dei Piani di Bobbio escluderà il paese, rendendo periferiche le attività commerciali di prossimità, già duramente colpite dalle contingenze dell'ultimo biennio.
- Una nuova strada - come spesso è successo - potrebbe aprire a nuova edificazione che andrà ad aggiungersi alla già sovrabbondante presenza di immobili in parte vuoti o sfitti che avrebbero invece necessità di tornare appetibili dal mercato immobiliare.
- In merito ai nuovi parcheggi, la sola Barzio conta più stalli auto di quelli presenti in tutto il resto del territorio valsassinese.
- Nuova strada e nuovi parcheggi porteranno alla distruzione degli ultimi prati posti a corona dell'abitato di Barzio, la cosiddetta cintura verde, dal dopoguerra ad oggi sempre rispettata da tutte le amministrazioni comunali.
- La stessa Regione Lombardia che finanzia le opere, con Legge Regionale n°31 del 28 novembre 2014 introduceva "nel governo del territorio nuove disposizioni mirate a limitare il consumo di suolo e a favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate".
- Gli evidenti cambiamenti climatici e l'anomalo stato di siccità che stiamo vivendo non possono più essere trascurati nella pianificazione di strategie future.
Stanti tali considerazioni:
- Invitiamo a una riflessione e a un ripensamento: dal punto di vista economico, Barzio e Moggio hanno realmente bisogno di opere di questo tenore per il loro sviluppo?
- Chiediamo di fermare inutili stragi ambientali e, al contrario, di tutelare e valorizzare l'esistente.
- Auspichiamo il rispetto della Legge Regionale n°31 del 28 novembre 2014 che recita in premessa:
- "Sul presupposto che il suolo è risorsa non rinnovabile, l’obiettivo prioritario di riduzione del consumo di suolo si concretizza nell'orientare le attività di trasformazioni urbanistico-edilizie non più verso le aree libere ma operando sulle aree già urbanizzate, degradate o dismesse, da riqualificare o rigenerare".
| https://www.change.org/p/stop-alle-olimpiadi-del-cemento-in-valsassina?redirect=false |
sabato 4 aprile 2020
Pedemontana sale sul trampolino delle Olimpiadi invernali
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| L'Eco di Bergamo, 1° aprile 2020 (per leggere l'articolo cliccare qui) |
La cattiva strada
di Silvio La Corte, del Coordinamento NO Olimpiadi e curatore del libro "La bolla olimpica"
Nei giorni drammatici che stiamo vivendo, mentre lo stesso giornale denuncia nella sola provincia di Bergamo un numero doppio di decessi (4500), rispetto alla cifra ufficiale, gli imprenditori, quelli che tengono aperte anche le aziende non indispensabili, indicano la strada per uscire dalla crisi: ma è sempre la stessa!
No, non è propaganda, o parole al vento, o peggio un "pesce d'aprile": infatti il 12 febbraio, quando già l'epidemia era negli occhi di chi vuole vedere, è stata approvata la legge olimpica. Allegato al dossier un elenco di 41 opere lombarde più 21 venete "indispensabili" all'evento, tra cui, come si legge, la Pedemontana!
E oggi mentre buona parte del mondo si interroga su quale sarà il futuro che dovrà sostituire questo festival di inettitudine, cecità, miseria e propaganda, loro si sentono in dovere di tenere il volante tra le mani.
Mai come ora possiamo tentare di cambiare rotta, ma non è affatto scontato: sarebbe una tragedia e nessuno potrà autoassolversi.
Fonte: pagina Facebook di Silvio La Corte







