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giovedì 14 marzo 2024

Il contributo del WWF Insubria alle aree di laminazione sul torrente Lura

Abbiamo ricevuto dal WWF Insubria alcune considerazioni sulle aree di laminazione lungo il torrente Lura tra Lomazzo e Bregnano. Secondo l'associazione ambientalista, le intense piogge degli ultimi giorni hanno attivato queste aree, contribuendo a ridurre il rischio di alluvioni a valle. Il WWF ricorda che la progettazione di queste aree, inizialmente concepita nel 2009 come una grande struttura di cemento di oltre 300.000 metri cubi, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra diverse entità, tra cui l'Autorità di Bacino, la Regione Lombardia, il Parco Lura, il Comune di Lomazzo e altri comuni del Parco.

In particolare, viene citato l'approccio dell'amministrazione di Lomazzo dell'epoca, aperta ai suggerimenti delle varie associazioni. L'Associazione locale Immagina Lomazzo, con l'aiuto del WWF Groane (ora Insubria), ha cercato il confronto per influenzare la fase di progettazione, con l'obiettivo di garantire la sostenibilità del progetto.

Per fornire un quadro completo, il WWF Insubria cita le Osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) delle Vasche, che hanno richiesto l'istituzione di una Commissione Straordinaria per l'Ambiente, e una mozione presentata al Consiglio Regionale da Gianmarco Corbetta, che ha menzionato il contributo tecnico del WWF nel 2013.

Sempre secondo il WWF, l'istituzione di un Gruppo di Accompagnamento alla Progettazione ha giocato un ruolo cruciale nel trasformare l'originale progetto in una serie di aree di laminazione integrate nel paesaggio della Valle. Questo approccio ha garantito la funzionalità idraulica del sistema e ha contribuito alla sostenibilità ambientale. Per il WWF Insubria, le aree di laminazione di Lomazzo sono state un esempio di visione a lungo termine e sono ora considerate un modello da seguire, con progetti simili in corso lungo altri corsi d'acqua nell'area nord milanese, come il Seveso e il Lambro, che spesso minacciano alcune aree della città di Milano durante le piene. Nonostante le critiche iniziali da parte di alcuni durante la fase di progettazione, queste aree sono ora citate come un esempio di buona pratica amministrativa e di gestione del territorio.

Nostro commento

La collaborazione nella progettazione delle vasche di laminazione sul Lura ha consentito di rivedere il progetto originale, evitando la costruzione di enormi strutture di cemento dannose per l'ambiente, il che è senz'altro positivo. Tuttavia, è importante notare che le amministrazioni locali continuano a favorire lo sviluppo edilizio in zone già congestionate, mettendo a rischio l'efficacia delle misure di mitigazione. Sebbene le aree di laminazione possano ridurre efficacemente il rischio di alluvioni, è essenziale integrarle in una strategia più ampia di pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile, tenendo conto delle esigenze ambientali e sociali delle comunità coinvolte.

martedì 14 febbraio 2023

Rifiuti pericolosi nel Bosco della Moronera: il caso arriva in parlamento

Fonte immagine: AssoTV

Dopo il reportage trasmesso da AssoTV e l'interessamento dei Verdi comaschi e lombardi la questione dei rifiuti abbandonati nel Bosco della Moronera approda in Parlamento.

Elisabetta Patelli, storica esponente ambientalista del comasco, ha dichiarato: “70 ettari di  Bosco della Moronera trasformati in una discarica a cielo aperto, anche di rifiuti pericolosi. Si tratta di una delle poche aree verdi in una delle zone più urbanizzate d’Europa, nel sud della Provincia di Como e a pochi chilometri dalla periferia milanese. Quest’area forestale, compresa tra i residui agricoli dei Comuni di Turate, Cirimido e Lomazzo, è un tipico bosco dell’alta pianura insubre, originato dalla foresta primordiale che copriva l’Europa. In questo contesto territoriale. La Moronera è la più vasta e omogenea zona alberata nelle frammentate campagne sulla direttrice che da Milano porta a Como e costituisce un anello nella rete del risicato asse verde pedemontano”.

 

 

Ora, grazie a Devis Dori, deputato dell'Alleanza Verdi e Sinistra, il caso approda in Parlamento. Qui sotto trovate il testo dell'interrogazione.

 

Interrogazione al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro dell'interno, al Ministro della salute.

Premesso che:

  • il Bosco della Moronera, con un'estensione di 70 ettari, rappresenta una delle poche aree verdi rimaste in una delle zone più urbanizzate d'Europa, nel sud della provincia di Como, a pochi chilometri dalla periferia milanese;
  • quest'area forestale, compresa tra i residui agricoli dei comuni di Turate, Cirimido e Lomazzo, è un tipico bosco dell'alta pianura insubre, originato dalle antiche brughiere che sostituirono già in epoca storica e per opera dello sfruttamento umano, l'Urwald, la foresta primordiale che copriva l'Europa;
  • in questo contesto territoriale, la Moronera in particolare è la più vasta e omogenea zona alberata nelle frammentate campagne sulla direttrice che da Milano porta a Como e costituisce un anello nella rete, spesso interrotta, dei corridoi ecologici del risicato asse verde pedemontano;
  • nonostante il Bosco della Moronera sia un «luogo del cuore» del Fai, Fondo ambiente italiano, da tempo è stato trasformato in una vera discarica a cielo aperto, con cumuli di detriti;
  • la società Pedemontana Lombarda si era impegnata con le sue opere di compensazione ambientale a realizzare intorno a Pedemontana «il più esteso progetto ambientale mai sviluppato in Italia»;
  • a margine della strada si trovano materiali edili e materiali di sgombero, sicuramente scaricati da camioncini a cassone, oltre a sacchi di rifiuti civili col marchio dei comuni di Lomazzo e Turate;
  • vi sono inoltre rifiuti pericolosi, soprattutto eternit, esposti alle intemperie quindi altamente pericolosi se dispersi nell'aria e nella falda;
  • ai sensi dell'articolo 309 del decreto legislativo n. 152 del 2006, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, ove ve ne sia espressa richiesta, ha la facoltà di intervenire con autonomi e diretti poteri, al fine di impedire il verificarsi di danni ambientali, salva ogni discrezionalità sulle misure più opportune da intraprendere e sui provvedimenti da assumere conseguentemente;
  • l'estrema urgenza di un intervento è determinata dalla possibile presenza di sostanze pericolose potenzialmente in grado di arrecare un danno irreversibile all'ambiente e alla salute dei cittadini.

Si chiede:

  • se i Ministri interrogati siano al corrente dei fatti esposti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano adottare a tutela dell'ambiente e a garanzia della salute dei cittadini, anche promuovendo una verifica da parte del nucleo operativo ecologia dei Carabinieri, al fine di accertare quali materiali e sostanze siano presenti all'interno e in prossimità del Bosco della Moronera e restituirlo alla sua vocazione ecologica naturale.

sabato 30 gennaio 2021

Parco agricolo prealpino: nasce il "Comitato Bassa Comasca per il parco"


 

Negli ultimi mesi ha ripreso vigore la proposta di realizzare un parco agricolo e boschivo prealpino nella Bassa Comasca come rete ecologica di collegamento tra i parchi esistenti: il Parco del Lura ed il Parco Pineta.

A questo scopo, venerdì 22 gennaio 2021 si è svolta la prima riunione del costituendo Comitato Bassa Comasca per il parco. All’incontro, finalizzato a costituire un comitato per il sostegno e la promozione del progetto di Parco sovracomunale agricolo e boschivo prealpino, hanno partecipato cittadini di diversi comuni della bassa comasca.
La missione del Comitato, che si propone come espressione  civica, trasversale  e apartitica, è duplice:

  • informare e sensibilizzare le comunità locali sull’importanza di salvaguardare e valorizzare le ultime aree boschive ed agricole rimaste nel nostro territorio
  • supportare, a livello progettuale e amministrativo, le Amministrazioni Comunali coinvolte nell’istituzione del parco sovracomunale.

Il parco dovrebbe sorgere principalmente nella Bassa Comasca e coinvolgere nel suo perimetro una decina di comuni comaschi (Turate, Rovello Porro, Rovellasca, Lomazzo, Cirimido, Fenegrò, Limido Comasco e Mozzate, con possibilità di estendersi, più a nord, ai comuni di Lurago Marinone, Guanzate e Veniano). A sud, invece, includerà anche il comune varesino di Cislago, dove il progetto è sostenuto dalla locale associazione Salviamo il Paesaggio e la Terra di Cislago e da altre associazioni ambientaliste.

Se quello che rimane del Bosco della Moronera costituisce il cuore del progetto, la perimetrazione del PLIS dovrà comprendere le aree agricole che ancora caratterizzano il nostro territorio, con un triplice obiettivo:

  • salvaguardare il paesaggio evitando ulteriore consumo di suolo agricolo;
  • valorizzare le aree verdi quale fattore di attrattività del territorio;
  • rendere fruibile il patrimonio naturale locale attraverso la realizzazione di percorsi ciclopedonali e  iniziative d’informazione ed educazione ambientale rivolte alle scuole ed alla cittadinanza.

E proprio al mondo della scuola ed ai giovani il Comitato intendere rivolgere un’attenzione particolare, individuando forme per un loro coinvolgimento attivo e propositivo nella fase progettuale, a partire, ove istituiti, dai Consigli Comunali dei ragazzi, che potrebbero così vivere un’esperienza di programmazione territoriale, civica, amministrativa ed ambientale al contempo.

La nascita di un parco nella Bassa Comasca non è di per sé un’idea nuova, poiché era stata già prefigurata quando è stata progettata, alla fine degli anni ’90, la nuova autostrada Pedemontana, come risultato d’interventi di compensazione ambientale e di rigenerazione territoriale. Come prevista era la realizzazione di una Greenway, un percorso ciclopedonale di collegamento  tra le aree verdi e boschive, che avrebbe dovuto sorgere parallelamente al tracciato della Pedemontana e per tutta sua lunghezza.
Progetti ed interventi che, tuttavia, nel corso degli anni sono stati realizzati soltanto in minima parte ed in modo frammentario, quando non sono rimasti sulla carta.

Il Comitato nasce con la convinzione che oggi tutti questi progetti possono e devono  essere ripresi concretamente, a partire dai vincoli e dalle prescizioni a salvaguardia delle areee boschive ed agricole già contenute nei Piani di Governo del Territorio adottati dai Comuni.
Quello che oggi serve è solo la concreta volontà politica delle Amministrazioni Comunali di condividere un progetto sovracomunale e di coordinare gli interventi nell’interesse del territorio, della qualità della vita delle comunità locali e delle future generazioni. WWF Lombardia e WWF Insubria hanno aderito.

martedì 22 dicembre 2020

I Parchi si fanno belli e continuano ad ampliarsi


 

di Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia

Due buone notizie per l'Ambiente e il Territorio. I Parchi si fanno "belli" e continuano ad ampliarsi.

La prima buona notizia riguarda la certificazione ambientale del recupero di un'estesa area di cava in Comune di Fino Mornasco che lambisce il Torrente Seveso all'interno del Parco delle Groane e della Brughiera. Dopo decenni di sfruttamento intensivo l'area recuperata è tornata a svolgere Naturali Servizi Ecosistemici ed è stata restituita alle attività ecosostenibili e al Parco. Risarcimento e riqualificazione.

La seconda buona notizia è, per il momento, solo una gran bella idea che, come WWF, sosteniamo convintamente: un Parco Agricolo Sovraccomunale da Lomazzo a Cislago.



Auguri, allora, anche ai Parchi, esistenti e futuri!

 

giovedì 29 ottobre 2020

Lomazzo: "stepping stones" a Manera

Piccola oasi di Manera - Inizio dei lavori

Segnaliamo una piccola ma significativa iniziativa che sta avanzando a Lomazzo (CO), località Manera.
 

Flavio, studente di Scienze Naturali, dopo che la sua famiglia ha ereditato un campo di 320 mq, ha deciso di trasformarlo in una piccola isola naturale.
 

In rosso, l'area che verrà rinaturalizzata

Consapevole dell'esiguità dell'area la piccola oasi avrà prevalentemente lo scopo di favorire lo spostamento della fauna da un punto all’altro, fornendo preziosi luoghi di riparo. La pagina facebook dedicata (https://www.facebook.com/oasimanera/) parla infatti di "stepping stones": grosse rocce poste nei torrenti per facilitarne l'attraversamento.

 

Piccola oasi di Manera - Planimetria

Piccola oasi di Manera - Progetto

"Per realizzare il progetto - dice Flavio - ho discusso con vari esperti tra cui naturalisti e botanici, in maniera da creare un ambiente adatto al maggior numero di specie e con un occhio di riguardo per la scelta di piante tipiche del luogo. L’area sarà essenzialmente suddivisa in tre zone principali: una zona di arbusteto, uno stagno (attualmente già in costruzione) ed un prato; è importante creare ambienti variegati per venire incontro alle esigenze di vari animali: dalle cavallette che abitano il prato, ai rospi che si riproducono nello stagno agli uccelli che si rifocillano di bacche tra gli arbusti".

Per maggiori informazioni ed eventualmente contribuire al progetto cliccare qui

 

Localizzazione dell'area che verrà rinaturalizzata (punto rosso)

 

venerdì 9 ottobre 2020

Là dove c'è il bosco passerà la nuova tangenziale di Cadorago e Lomazzo

Il progetto della nuova tangenziale (da rotonda A9 Lomazzo Nord a sottopasso FNM stazione di Cadorago)
 

I Comuni di Cadorago e Lomazzo (Co) hanno recepito il percorso di progetto di una tangenziale che distruggerà, con precisione chirurgica, terreni agricoli e boschivi  in parte all'interno del Parco del Lura.

Sotto potete vedere quale sarà l'impatto della nuova strada sul territorio.

 


Si tratta di un territorio di pregio: alcuni tratti della futura strada sono sentieri del Parco, segnalati da apposito cartello...

Il tutto avviene nel completo silenzio: non si è levata nemmeno una critica ai punti deboli del tracciato stradale.

Noi non ce li meritiamo i boschi!

 

venerdì 28 agosto 2020

Lomazzo: una serata per ascoltare i suoni e riconoscere i gufi e i rapaci notturni



FESTIVAL DELLA CULTURA CITTA' DI LOMAZZO
Martedì 1 settembre 2020 • Marco Mastrorilli e Raffaella Maniero

Presentazione de "Il volo rapito" e passeggiata notturna nel Parco Lura per ascoltare e riconoscere i suoni degli animali della notte (occorre una torcia), eccezionalmente guidati da uno fra i maggiori divulgatori italiani sul mondo dei rapaci notturni.

Ritrovo presso Villa Ceriani. municipio di Lomazzo - piazza IV Novembre 4 - ore 20:30
Partecipazione gratuita - registrazione OBBLIGATORIA su eventbrite (cliccare qui).

IL LIBRO - "Il volo rapito"

Il fascino esercitato dai rapaci notturni sull’uomo ha radici lontanissime, che affondano nel tempo e nella storia. Temuti per il loro aspetto, associati in passato a entità malvagie, considerati depositari di poteri sovrannaturali e propiziatori, questi splendidi volatili sono sempre stati bersaglio di un commercio spietato: al tempo degli Egizi, Greci, Romani fino al medioevo, e purtroppo sempre più anche ai giorni nostri. L'inchiesta, che svela i traffici di rapaci notturni, inizia da un mercato della città cinese di Wuhan, uno dei crocevia del traffico di animali vivi, reso tristemente famoso dalla pandemia di COVID-19, per poi portarci a scoprire gli snodi di un traffico globale.
Marco Mastrorilli e Raffaella Maniero ci aiutano a conoscere meglio il mondo affascinante dei rapaci notturni e e ci inducono ad una maggiore consapevolezza di quanto sia importante il rispetto della fauna selvatica in tutte le sue forme.

GLI AUTORI


Marco Mastrorilli è nato a Milano, ora vive a Parma, è specializzato nella ricerca e studio dell’ecologia dei rapaci notturni, scrittore naturalista e guida ambientale escursionistica. E' fra i principali divulgatori italiani rivolti ai rapaci notturni. Autore di 22 libri ha scritto per numerose testate di settore e non (quotidiani, e periodici). Nel 2015 in Minnesota è stato insignito dal Global Owl Project del premio speciale come miglior esperto di gufi a livello mondiale per quell’anno ed è entrato a far parte della prestigiosa World Owl Hall of Fame. Direttore artistico del Festival dei Gufi, ha vinto diversi premi letterari, tra questi il 1° Premio di Letteratura Naturalistica Parco Majella. Ospite in molte trasmissioni radiofoniche e televisive (Geo, Uno Mattina, Sereno Variabile).

Raffaella Maniero dedica molto del proprio tempo agli animali ed ha lavorato con importanti naturalisti e biologi per dar voce agli animali e ai loro diritti. Da 10 anni si occupa di divulgazione e sensibilizzazione nelle scuole con un progetto sul rapporto uomo-animale e sulla biodiversità. Ama leggere, scrivere, dipingere e viaggiare, soprattutto in Africa.

L'ESCURSIONE

Dopo la presentazione del libro, scenderemo nella Valle del Lura, guidati da Marco Mastrorilli, per ascoltare i suoni e riconoscere i gufi e i rapaci notturni. L'escursione è adatta anche ai bambini e alle famiglie; occorre una torcia. La partecipazione è gratuita, ma è a numero chiuso: occorre pertanto registrarsi su eventbrite (cliccare qui).

L'evento si svolge nel rispetto delle norme anticovid, con registrazione obbligatoria dei nomi dei partecipanti, misurazione della temperatura corporea, obbligo di uso della mascherina e di mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro.

martedì 30 gennaio 2018

Regione Lombardia: il punto degli interventi di difesa del suolo per la mitigazione del rischio idrogeologico


Martedì 29/1/2018 in Regione Lombardia è stato fatto il punto degli interventi di difesa del suolo per la mitigazione del rischio idrogeologico.

Tra questi è stato rappresentato lo stato di avanzamento degli interventi del Nodo Idraulico di Milano (Senago, Lentate, vari interventi nel Parco delle Groane e della Brughiera) e del Lura (lavori completati al 90%).

Compensazioni ambientali, compensazioni forestali e vasca di laminazione Lomazzo-Bregnano

Per le compensazioni è stato specificato che nell'intorno delle aree di laminazione di Lomazzo-Bregnano sono stati messi a dimora circa 8000 arbusti, 500 piante, oltre alle aree seminate ed alle lagune di fitodepurazione.

Manca invece il "contributo" economico e in opere di Pedemontana ( di circa 9 milioni di euro come da progetto definitivo) come del resto mancano quasi tutte le opere di compensazione per le quali Pedemontana ha però sottoscritto convenzioni con i Comuni e con il Parco del Lura impegnandosi a "rimborsare i costi di progettazione".
Nella tratta B2, invece, la convenzione per le opere accessorie con i Comuni prevede il pagamento dei costi di progettazione (da intendersi "prima"). Vedremo.

Interventi per la mitigazione del suolo

Nel mese di dicembre 2017, finalmente, l'autorità di Bacino del Po ha dato il via definitivo alle Fasce Fluviali del Seveso del Piano di Assetto Idrogeologico che consentiranno di dare attuazione al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (vedi immagine sotto il titolo) approvato dalla Giunta Regionale nel Giugno 2017 (e vigente! semplifico: non si possono fare interventi nel sottosuolo!) ed al regolamento per l'invarianza idraulica, pubblicato a Novembre e che entrerà in vigore a Giugno 2018, che davvero dovrà dare uan mano notevole a bloccare il consumo di suolo.

Abbiamo un po' di strumenti in più per difendere il nostro territorio, facciamoli applicare.

sabato 25 marzo 2017

Inaugurazione Centro della Biodiversità del Parco Lura


Domenica 26 marzo, in occasione della Giornata del Verde Pulito al Parco del Lura verrà inaugurato ufficialmente il nuovo Centro Biodiversità di via Brianza a Lomazzo (CO).

Il centro Biodiversità è stato allestito nell’area dell’ex depuratore di Lomazzo ed è stato recentemente rinnovato nell’ambito del progetto per la realizzazione di aree di laminazione lungo il torrente Lura. Il Centro vuole valorizzare e conservare la biodiversità nell’area compresa all’interno del Parco del Lura, in particolare i suoi ricchi ecosistemi acquatici che ospitano tra gli altri il tritone crestato, la rana di Lataste e il martin pescatore.

L’inaugurazione si svolgerà dalle 12. Sarà poi possibile fermarsi per un pic-nic portandosi il pranzo al sacco in compagnia di un simpatico cantastorie e alle 14,30 partecipare a giochi e attività di educazione ambientale per bambini e famiglie.
In caso di maltempo l'inaugurazione sarà rinviata a Domenica 2 Aprile 2017.

Una buona occasione per scoprire il parco e "Per costruire una identità di valle attraverso l'educazione ambientale".

Accesso da via Brianza a Lomazzo, all’imbocco della pista ciclocampestre e, per chi viene in macchina, accesso con parcheggio in Via Risorgimento 7 a Bregnano.

Info: centrobiolura@koinecoopsociale.it

martedì 29 aprile 2014

Pedemontana:che effetto fa un'autostrada condannata a morte?



Maroni preoccupato di Pedemontana...

di Gianmarco Corbetta, consigliere regionale M5S


Oggi Maroni in Consiglio Regionale ha appena “espresso preoccupazione” per la realizzazione delle opere infrastrutturali legate ad Expo, in particolare Pedemontana, dato che il Cipe ha rinviato per l’ennesima volta la defiscalizzazione dell’opera.

Io “esprimo soddisfazione” per la preoccupazione di Maroni… e lo invito a passare allo step successivo: iniziare a pensare (meglio tardi che mai) a come uscire vivi e col minor danno possibile da un’autostrada che non verrà mai realizzata per intero, visto che il mercato e la crisi finanziaria l’hanno condannata a morte.

Approfitto dell’occasione per pubblicare qui alcune foto, che ho ricevuto in forma anonima, scattate all’interno del cantiere di Pedemontana a Lomazzo… immaginate un cantiere del genere a Seveso o a Desio… che effetto fa?

Nota: Pubblichiamo solo alcune foto pervenute al consigliere Corbetta, per vedere tutti gli scatti cliccare qui.

 
 
 
 

giovedì 10 aprile 2014

Tradate: nasce il comitato "No Varesina Bis"

di Legambiente Tradate

E' nato a Tradate il comitato "No Varesina Bis" che terrà la sua prossima riunione martedì prossimo 15 aprile presso la nostra sede in via IV novembre 20.

L'incontro è aperto a tutti gli interessati.

Il comitato no varesina bis si ritroverà anche domenica prossima, 13 Aprile, alla manifestazione contro la pedemontana, indetta dal coordinamento No Pedemontana .

Ci si trova alle 15.00 in stazione a Lomazzo.

L'idea del comitato no varesina bis di Tradate è di andarci in bici, passando da boschi e campagne. Il tragitto è lungo circa 16 km (più 16 per tornare).

La proposta è di trovarsi verso le 11.00 al parcheggio delle scuole superiori in Via Costa del Re, con un panino e tanta acqua nello zaino e partire, con l'obiettivo di arrivare a lomazzo per le 15.00 fermandosi a mangiare per strada.

Le previsioni meteo, per ora, sembrano buone.

Chi è interessato alla manifestazione+biciclettata di domenica scriva a beniaminobarenghi@yahoo.it

giovedì 3 aprile 2014

Pedemontana: si bloccano i cantieri? Le iniziative di lotta no


Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del  Coordinamento No Pedemontana

Mentre stiamo organizzando il prosieguo della campagna NO PEDEMONTANA (petizione popolare, consigli comunali aperti) e la manifestazione del 13 aprile a Lomazzo, apprendiamo dell'ennesimo clamoroso inciampo finanziario di Pedemontana. La mancata approvazione da parte del CIPE dei 400 milioni promessi dal Governo per la defiscalizzazione hanno indotto il Cda di Pedemontana a ipotizzare la sospensione dei lavori nei cantieri a partire dal 9 aprile.

Dal canto nostro osserviamo attentamente la situazione per capire se è solo una minaccia o se i cantieri saranno bloccati davvero: anche in questo secondo caso è bene precisare che si parla di sospensione, evidentemente  in attesa di tempi migliori per ripartire molto presto con la distruzione del territorio. La minaccia dunque incombe ancora e quindi il Coordinamento No Pedemontana conferma le iniziative in corso e lancia la manifestazione del 13 aprile con concentramento alla stazione di Lomazzo alle ore 15.00 per dirigersi poi verso i luoghi dello scempio.

Ribadiamo la necessità di fermare la Pedemontana alla tratta A, di mettere in sicurezza il territorio, e di chiedere un progetto alternativo basato sulla mobilità sostenibile. 

La mobilitazione continua  fino alla RINUNCIA DEFINITIVA a questa opera stradale inutile costosa e pericolosa.

Elenco adesioni (aggiornamento al 12/4/2014):
Legambiente Desio, Comitato Di Quartiere Cives San Giorgio Desio, Comitato per l’alternativa all’inceneritore di Desio, Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza “Peppino Impastato”, Comitato Basta Cemento, Sinistra per Desio, Assemblea popolare No Elcon di Castellanza, Collettivo Ultimi Mohicani Gallarate, Massimo Gatti consigliere provinciale PRC-PDCI Per un’altra Provincia, Domenico Finiguerra ex sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Comitato 5 D (Difesa Diritti Danneggiati Dalla Diossina), Comitato No alla Varesina Bis di Tradate, Movimento 5 Stelle Lombardia, Lista Civica Italiana, Movimento 5 Stelle Seveso, Comitato Cives Seveso, Comitato Cives Bovisio Masciago, Associazione Noi Per Cesano.


Una favola Pedemontana: c'era una volta l'Expo...

articolo di di Luca Martinelli, pubblicato su Altreconomia, 2 aprile 2014


Il 9 aprile potrebbero chiudere i cantieri della Pedemontana. Una forma di pressione per ottenere gli sgravi fiscali per 400 milioni di euro promessi dal governo. Risorse fondamentali per realizzare in tempo per il maggio 2015 una fantamatica "variante" necessaria all'Esposizione universale. Variante che non esiste

Mercoledì 9 aprile i cantieri aperti per la costruzione dell'autostrada Pedemontana lombarda -quella che dovrebbe collegare Bergamo a Malpensa- potrebbero essere chiusi. Una decisione che non è, però, frutto della scelta di fermare definitivamente l'opera: il concedente -CAL spa, società partecipata dall'ANAS e da Regione Lombardia attraverso Infrastrutture Lombarde, oggetto di una recente indagine della Procura di Milano, culminato con alcuni arresti-, e il concessionario -una società partecipata da Milano Serravalle, Equiter S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A. e UBI Banca S.p.A.- non sono consapevoli né interessati alle criticità sociali ed ambientali dell'infrastruttura. 

Lo stop è infatti una forma di pressione fatta “nel nome di Expo”, l'Esposizione universale che si dovrebbe aprire a Milano il 1° maggio del 2015.

Il messaggio, infatti, è diretto al governo, e in particolare al lombardo ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: a lui, Pedemontana Lombarda -insieme al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni- chiedoe di approvare a breve al progetto Pedemontana le misure legate alla “defiscalizzazione” delle grandi opere, garantendo un risparmio di circa 400 milioni di euro su un valore totale dell'investimento che dovrebbe superare i 5 miliardi. La riunione decisiva del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) dovrebbe tenersi all'inizio della prossima settimana.

Una nota del cda di Pedemontana Lombarda spiega che i cantieri chiuderanno se mercoledì prossimo non si saranno “verificate le seguenti condizioni: proroga del finanziamento ponte di 200 milioni al 30 giugno 2014 con conseguente erogazione dei contributi pubblici già deliberati e di quelli che verranno a maturazione entro tale data e finanziamento soci di 38 milioni necessario per coprire le esigenze finanziarie fino al 30 giugno”. 
In pratica, si reclamano risorse pubbliche a sostegno di un'opera che avrebbe dovuto contare su un importante finanziamento da parte di soggetti privati, soldi che non sono mai arrivati.  Il cda del gruppo autostradale -continua l'Ansa- aggiunge che '”le Banche del pool hanno rifiutato di eseguire un finanziamento project di euro 400 milioni a favore di Pedemontana, finalizzato alla realizzazione della 'variante Expo'; che allo stato, nonostante le promesse più volte espresse dal Governo, il Piano economico finanziario di Pedemontana non è ancora stato approvato dal Cipe; che ad oggi non è stata ancora assicurata la provvista finanziaria di circa 170 milioni, necessaria, unitamente all'incremento del contributo pubblico dal 35% all'80% anche sulla tratta B1, come da lettera Cal del 7 marzo 2014, per ultimare la 'variante Expo' entro il 30 aprile 2015”. Giusto un giorno prima dell'inaugurazione (prevista) dell'Esposizione universale.  

Per chi ha memoria corta, però, è bene ricordare che non è la prima volta che la Pedemontana resta a secco, e minaccia la chiusura dei cantieri. Era già successo nella primavera del 2013 (qui su Altreconomia 147), e anche in quell'occasione fu un prestito ponte garantito dalle banche a permettere l'avanzamento dei lavori. Mancava (e manca tutt'ora) il closing finanziario, ovvero l'individuazione di un gruppo di istituti di credito che “scommettano” sulla bontà del progetto nel lungo periodo, garantendo un finanziamento di lungo termine.
Ed è utile, anche, porre l'accento su un altro aspetto: la fantomatica “variante Expo” non esiste, e la locuzione non era mai stata battuta da un'agenzia prima di due giorni fa. La tratta B1 della Pedemontana, quella tra Lomazzo e la Milano-Meda, non è in alcun modo collegata al sito Expo, e non ha alcuna funzionalità rispetto all'Esposizione universale.

Come spieghiamo su Altreconomia 159, nel servizio dedicato all'“Expo che mangia la terra”, la realizzazione completa della Pedemontana mangerà 550 ettari di suoli agricoli, naturali o verdi in cinque province lombarde (Milano, Monza e Brianza, Como, Varese e Bergamo). Fermarla adesso -come chiede una petizione promossa, tra gli altri, dalla Lista civica italiana- permetterebbe di risparmiarne una parte.     

Il prossimo 13 aprile una manifestazione da Lomazzo contro la Pedemontana, promossa -tra gli altri- dal Coordinamento No Pedemontana.

giovedì 20 marzo 2014

Appello per una giornata di mobilitazione contro l'autostrada Pedemontana


Riceviamo e pubblichiamo

FERMIAMO LO SCEMPIO, ADESSO !
Appello per una giornata di mobilitazione a Lomazzo contro la Pedemontana e contro tutte le Grandi opere che stanno distruggendo il territorio.


Dall’inizio di marzo la realizzazione della Pedemontana ha subito un’accelerazione. Quasi completate le tangenziali di Varese e Como, e la Tratta A. E soprattutto sono iniziati i lavori della tratta B1: a Lomazzo in località Manera si sta insediando il cantiere dello svincolo A9 e sono state disboscate porzioni (parte di quelle rimaste…) del bosco della Moronera; procedendo verso est il Parco del Lura verrà devastato da 3 gigantesche vasche di laminazione, di cui 2 per contenere le piene del torrente Lura, ed una per impedire che la Pedemontana si allaghi; infine è iniziato l’ abbattimento di una porzione del Bosco del Battù a Lazzate.

Dopo di che l’ecomostro arriverà a Lentate, e avanzando nelle rimanenti tratte (B2, C, D) attraverserà anche le aree contaminate dalla diossina dell’ICMESA, divorando il suolo con le sue sei corsie, i mega svincoli (come quello di Desio) e le opere connesse.

Come abbiamo detto in molte occasioni la Pedemontana è anche l’espressione di un modello di mobilità che non si ferma mai e conduce ad un proliferare di altre autostrade. Tra le altre, è già in gestazione la nuova 341 che dalla Pedemontana scende su Gallarate, Samarate e Malpensa.

Ovunque le Grandi Opere sono un pericolo per la sicurezza ambientale e la salute, fanno carta straccia del diritto di partecipare alle decisioni sul territorio in cui viviamo, regalano profitti ai grandi sistemi politico affaristici diventando il fronte avanzato di un’economia senza scrupoli.

TUTTO QUESTO SI PUO’ ANCORA IMPEDIRE, MA OCCORRE MOBILITARSI, E FARE PRESTO.

Dopo la manifestazione del 22 settembre 2013, sono state messe in campo diverse iniziative come ad esempio la petizione popolare, con la quale chiediamo lo stop a Pedemontana e l’uso delle risorse disponibili a favore di un’altra mobilità. Ma adesso è necessario che l’attenzione venga richiamata laddove la Pedemontana è una ferita aperta e visibile.

PER QUESTO PROPONIAMO AI COMITATI, ALLE ASSOCIAZIONI, AI MOVIMENTI, AI CITTADINI A TUTTE LE FORZE DISPONBILI, UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE A LOMAZZO INDICATIVAMENTE PER IL 13 APRILE 2014.

Una giornata che raccolga le forze di tutti coloro che sono impegnati contro Pedemontana e aperta al contributo di Comitati e associazioni che si stanno organizzando in altre parti del territorio per contrastare analoghi progetti devastanti.

COORDINAMENTO NO PEDEMONTANA

Per adesioni scrivere una mail all’ indirizzo coordnopedemontana@gmail.com 
Altre informazioni sul sito http://nopedemontana.wordpress.com/

martedì 18 marzo 2014

Visita ai cantieri di Pedemontana: "A Lomazzo abbiamo visto le prime tracce di un’autostrada che punterà dritto nel verde della Brianza, spianando tutto quello che troverà sul suo percorso."


Report sulla visita ai cantieri di Pedemontana! 

di Gianmarco Corbetta, consigliere regionale M5S

Venerdì scorso io e Silvana Carcano, insieme a Marco Fraceti dell’Osservatorio Antimafia di Monza e Brianza, siamo andati in visita ai cantieri di Pedemontana, nonostante il diniego da parte loro in assenza di un “coordinamento” con l’assessore regionale alle infrastrutture Del Tenno (richiesta stravagante che rimandiamo al mittente!).


La prima tappa è stata a Lazzate, primo comune della provincia di Monza e Brianza toccato dai lavori preliminari del tratto B1, quello che dovrebbe collegare Lomazzo all’imbocco della Milano Meda a Lentate sul Seveso.


E già questa è una prima notizia! Pedemontana ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella nostra provincia e la B1, seppur con delle opere ancora in fase embrionale, è in via di realizzazione! Qui le ruspe di Pedemontana, senza un cartello o una recinzione, stanno abbattendo una parte del Bosco del Battù di Lazzate, uno dei pochi angoli verdi che erano rimasti nella nostra provincia! Vedere a terra tutti quegli alberi centenari mi ha messo addosso una tristezza infinita… e questo sarebbe progresso??


Già a Lazzate siamo stati intercettati da alcuni uomini di Pedemontana, che ci hanno pedinato in auto in tutti i nostri spostamenti.
Di seguito ci siamo spostati al vero e proprio cantiere di Lomazzo, dove stanno realizzando l’innesto con l’A8.  Hanno anche impostato i lavori per il proseguimento dell’autostrada verso Lentate.  Abbiamo visto le prime tracce di un’autostrada che punterà dritto nel verde, spianando tutto quello che troverà sul suo percorso.


Qui abbiamo avuto il primo contatto con gli uomini di Strabag, a cui abbiamo chiesto di visitare il cantiere ottenendone un diniego assoluto.
Abbiamo costeggiato l’area delimitata dalle reti del cantiere, fino a quando abbiamo trovato un cancello completamente spalancato e abbiamo deciso di entrare. Ma dopo poche decine di metri abbiamo visto arrivare sgommando le jeep di Strabag che ci hanno fermato e accompagnato fuori. Ne è nato un diverbio, che comunque si è risolto in pochi minuti.

 

Di fatto qui i lavori non li abbiamo visti, perché il cantiere è molto esteso e in qualche modo “coperto” da alcune montagnette di terreno.

Ad ogni modo ci è parso molto grave che un cancello fosse completamente aperto e incustodito,  con possibilità di accesso da parte di chiunque!

A questo punto torneremo alla carica nel prossimo futuro perché intendiamo vigilare sulla regolarità dei lavori, sia tramite visite dirette in loco che tramite interrogazione e richieste di accesso agli atti.

Non finisce qui.

Qui il report di Monza Brianza TV, che ci ha accompagnato nell’avventura:



(tratto dal blog di Gianmarco Corbetta)

martedì 11 marzo 2014

Fermare Pedemontana è necessario per evitare ulteriore danni ad ambiente e territorio

Il pubblico in sala

Riuscita l'assemblea di Insieme in Rete a Lentate Sul Seveso per informare e discutere sulla tratta B1 dell'autostrada pedemontana, delle sue criticità e dell'impatto ambientale e viabilistico sul territorio.
Agli inviti inoltrati da Insieme in Rete, hanno risposto alcuni Sindaci e Assessori, Consiglieri Regionali e Consiglieri Provinciali con cui il coordinamento, da tempo, si rapporta.

La serata si è svolta al Centro Civico Terragni di Camnago (Lentate sul Seveso) con circa un centinaio di partecipanti . 
Al tavolo dei relatori Giuseppe Grassi, dell’Associazione La Puska di Lentate sul Seveso, Gemma Beretta, portavoce di Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile e Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Alberto Colombo, di Sinistra e Ambiente di Meda, Gianni Del Pero, consigliere regionale del WWF . Dopo una rapida presentazione della storia e dell’attività di Insieme in Rete  costituitosi nel 2007 con l’obiettivo vigilare sull’avanzare dell’opera Pedemontana, la cui realizzazione era già stata decisa con il consenso della maggior parte delle amministrazioni locali e di cui il territorio non conosceva  alcunché.I lavori sono proceduti con l’esposizione dello stato dell’arte dell’avanzamento dell’opera nella tratta A nelle province di Varese e Como e nella successiva Tratta B1 che, da Lomazzo, arriva fino a Lentate sul Seveso. Alberto Colombo ha illustrato i molti punti critici dell’opera già realizzata nella tratta A, con particolare attenzione sull’impatto pesantissimo sull’area del Bosco della Moronera di Lomazzo, devastato dallo svincolo autostradale e alla omissione delle opere di compensazione ambientale che dovrebbero fare parte del progetto. Ben più grave, per altro, la situazione che si prospetta per la Tratta B1, per la quale è stato presentato il progetto esecutivo e al contempo è stato annunciato che – non essendoci tempo e soldi – esso verrà realizzato solo in parte, escludendo tutte le opere di viabilità complementare e accessoria. In altri termini la Tratta B1 consisterà in un nastro di asfalto destinato a collegare Lomazzo con Lentate sul Seveso per immettere il traffico che arriva da Malpensa sull’attuale superstrada Milano-Meda.
I relatori: da sx, G. Grassi -La Puska Lentate, G. Del Pero - WWF Groane, 
G. Beretta -Legambiente Seveso, A. Colombo -Sinistra e Ambiente Meda tutti di Insieme in rete
E’ stato quindi Gianni Del Pero a sottolineare che la posizione di Insieme in Rete, davanti a questa situazione, continua a essere quella che ha caratterizzato il coordinamento in tutti questi anni: una ferma insistenza a segnalare le criticità che rendono inqualificabile l’opera e che chiedono una attenzione particolare dal territorio, come fu il caso del Bosco delle Querce, nel progetto definitivo - poi superato da una variante approvata nel 2011, destinato a essere sbancato e oggi quasi completamente salvaguardato, e prima ancora con l’eliminazione dell’inutile e dannosa “strada di arroccamento”. Con lo stesso fermo atteggiamento Insieme in Rete guarda allo sviluppo dell’opera in questo momento e afferma l’opportunità che l’opera si fermi lì dove ora è arrivata, per evitare ulteriori danni ad ambiente e territorio. 
R. Clerici - Immagina Lomazzo
Nella seconda parte della serata molti e qualificati gli interventi dal pubblico, a partire dagli ospiti invitati dal  coordinamento. In primo luogo il presidente dell’Associazione Immagina Lomazzo, Riccardo Clerici. Un intervento accorato che ha illustrato la situazione drammatica in cui si trova la cittadina di Lomazzo, punto terminale della Tratta A:  dove all’autostrada è stato sacrificato il Bosco della Moronera, bosco secolare che un viaggiatore da Rimini alla Svizzera incontrava dopo centinaia di chilometri  di immersione nel cemento.
Il dramma di questa situazione comporta che ormai la popolazione non vuole sentire parlare di stop a Pedemontana, nel timore che a Lomazzo si concentrino tutti i gravi problemi di viabilità che ora si sono creati. 
In verità la questione è proprio questa: non che l’opera proceda ma che vengano affrontati debitamente i danni che sono stati creati dal suo stesso arrivo sul territorio.

R. Rivolta Sindaco di Lentate
E’ stata quindi la volta dei Sindaci e di altri amministratori. Rosella Rivolta, Sindaco di Lentate sul Seveso ha illustrato la sua solitudine rispetto agli altri  Sindaci della Tratta B1, il cui comportamento si caratterizza per una sostanziale delega senza riserve alla società Pedemontana, nella completa noncuranza dell’impatto dell’opera sul territorio: addirittura, diversamente da quanto esposto dal presidente di Immagina Lomazzo i Sindaci della Tratta B1 hanno illustrato le vasche di laminazione del Lura come un’opera di straordinaria perizia tecnica. Migliore  la situazione con i Sindaci della Tratta B2, con i quali è forte il collegamento e intenso lo scambio. Questi amministratori è stata mantenuto un carteggio con Pedemontana e Regione Lombardia. La Rivolta  ha poi illustrato la lettera di risposta dell’Assessore Del Tenno a questi amministratori. 
C. Monti Cons Com 
Cermenate
La lettera ribadisce che la Tratta B1 verrà realizzata in modo graduale per via della situazione finanziaria e che l’obiettivo di Regione Lombardia è realizzare l’opera nella sua interezza. Nella lettera si menziona anche la questione diossina e si dà rassicurazione relativamente alla caratterizzazione del livello di contaminazione da  TCDD  e dell’ottemperanza della prescrizione del CIPE N. 3. 
Staremo a vedere.
   
La situazione di mancanza di informazioni negli altri Comuni della Tratta B1 è stata confermata dal consigliere Claudio Monti del Comune di Cermenate intervenuto in sala accompagnato da alcune cittadine di Cermenate.
R. Leuratti Vicesindaco di Barlassina
Leuratti, vicesindaco di Barlassina, ha ribadito e confermato quanto affermato dalla Sindaca di Lentate sul Seveso per il fatto che l’opera stia mostrando “il fondo di bottiglia”; ritiene molto grave che si sia cominciata un’opera di queste dimensioni senza la certezza del finanziamento. I Sindaci si opporranno alla realizzazione dell’opera oltre Lomazzo e lo faranno per via istituzionale.

P. Butti Sindaco di Seveso
Paolo Butti, Sindaco di Seveso, ha illustrato la criticità della diossina presente nel territorio contaminato nel 1976 e ha sottolineato l’assurdità e il grosso punto interrogativo rispetto al procedimento adottato per la caratterizzazione del terreno contaminato. 

M. Longhin Pres. 
Cons. Com. di Cesano
Questo aspetto è stato ulteriormente riproposto da Maurilio Longhin, Presidente del Consiglio comunale di Cesano Maderno, il quale ha anche voluto ringraziare il coordinamento per il lavoro di mettere insieme associazioni e istituzioni e per aver dato l’allarme su temi rilevanti come quello della presenza di diossina nella terra ove è previsto il passaggio di Pedemontana in un momento in cui questa vicenda non era stata affatto presa in considerazione.


D. Guerriero Cons. PD 
Prov. di MB
Domenico  Guerriero (PD), Consigliere Provinciale di MB ha definito la Pedemontana  un progetto propaganda rispetto alla quale è sempre più necessario un’operazione verità, dovere principe delle Istituzioni. Guerriero ha anche annunciato che Lentate sul Seveso sarà ospite di un consiglio provinciale esteso a tutti gli amministratori del territorio.
M Gatti Cons. PRC 
Prov di MI
Importante la presenza anche di Massimo Gatti (PRC), Consigliere della Provincia di Milano, che ha esposto tra l’altro l’intervento in Consiglio Provinciale dell’avv. Agnoloni di APL, sostenitore della , ottusa determinazione della Regione a portare a termine l’opera, pur in assenza delle risorse economiche adeguate e con le poche disponibilità proveninti solo dal settore pubblico e non dal privato .

Gli interventi istituzionali si sono conclusi con le parole di Gianmarco Corbetta (M5S) e di Laura Barzaghi (PD), entrambi Consiglieri Regionali. Il primo ha ricordato la sua mozione, presentata n Cons. Regionale il 4/03/014, per chiedere il voto sullo stop a Pedemontana a Lomazzo e ha rimproverato il PD regionale per non aver preso una chiara posizione a riguardo.
G. Corbetta Cons M5S 
Reg. Lombardia

La seconda  ha richiamato il ruolo importante delle istituzioni in questo momento: se gli ambientalisti hanno il compito di tenere insieme, informare, proporre e fare le dovute pressioni, gli amministratori devono governare, ma in questo senso si è creato un vulnus nei confronti delle amministrazioni locali che sono state ignorate e bypassate dalla Regione e da Pedemontana. Barzaghi ha quindi lanciato la sfida importante di creare una strategia comune per ribadire il no all’avanzare dell’opera in una cornice in cui è certo che Regione Lombardia non vuole retrocedere di un millimetro. 
L. Barzaghi Cons. PD 
Reg. Lombardia


Dopo altri interventi da parte dei presenti alla serata (Garofalo, Galimberti, Consigliera Comunale  di Meda, Campi del Comitato ambientale di Lentate sul Seveso,  Radice e Grassi di Copreno, Davide Biggi del coord Nopedemontana) e  dopo due brevi precisazioni di Paolo Butti e Maurilio Longhin, Gianni Del Pero ha richiamato la posizione di Insieme in Rete rispetto alla complessa situazione che si prospetta: lavorare insieme entrando nel merito delle questioni progettuali critiche aperte affiancando e sostenendo il processo istituzionale che porti alla conclusione dei lavori per Pedemontana a Lomazzo e alla cura del territorio devastato, nonché alla soluzione dei gravi problemi di traffico che rimarranno aperti e senza soluzione se non adeguatamente affrontati.

Rassegna stampa: 

Il Giornale di Seregno - 11/3/2014
Il Cittadino - 7 marzo 2014