martedì 31 ottobre 2023

Proposte concrete per contrastare il consumo di suolo

Vista aerea della Provincia di Monza e Brianza; la più cementificata d'Italia

In un articolo scritto da Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano, emerge un quadro allarmante riguardo all'uso del suolo in Italia. L'autore evidenzia un'enorme quantità di edifici non utilizzati, basandosi su dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell'Istituto nazionale di statistica (Istat).

L'analisi rivela che in Italia esistono 248,7 chilometri quadrati di edifici abbandonati, una superficie tre volte più grande della città di Torino. Questa scoperta diventa ancora più significativa quando si considera il consumo di suolo annuo regionale del 2022. In media, ogni regione italiana ha a disposizione una vasta area edificabile che potrebbe evitare il consumo di suolo per un periodo che varia da 1,6 anni in Trentino-Alto Adige, a 3,2 anni in Lombardia, fino ad arrivare ai 17,8 anni in Calabria.

L'autore sostiene che gran parte di questi edifici potrebbe essere recuperata e sfruttata per ridurre il consumo di suolo, riducendo l'impatto ambientale e le spese pubbliche per nuove infrastrutture. Tuttavia, la decisione finale spetta ai politici e agli urbanisti, che devono decidere se privilegiare il cemento facile o promuovere il recupero dell'edificato esistente.

Paolo Pileri propone un piano d'azione, che comprende l'aggiornamento dei dati sugli edifici non utilizzati e l'approvazione di una legge per fermare il consumo di suolo. Questa proposta mira a spingere il mercato a guardare al patrimonio edilizio esistente anziché alla costruzione su terreni vergini. L'autore enfatizza che il silenzio o il dissenso non sono accettabili senza argomentazioni valide, e che è necessario affrontare con urgenza il problema del consumo di suolo in Italia.

Il testo originale dell'articolo scritto da Paolo Pileri è stato pubblicato il 27 ottobre 2023 su Altreconomia. Per leggerlo cliccare qui.

lunedì 30 ottobre 2023

40 anni di successi: il cammino del Comitato per il Parco Regionale Groane - Brughiera


Il 6 novembre 2023 segna il 40º anniversario dell'iniziativa che ha portato alla creazione del Parco Regionale Groane - Brughiera. Un traguardo straordinario che ha richiesto decenni di impegno e dedizione. In questo post, ripercorriamo la storia di questo comitato e dei suoi fondatori, celebrando il loro straordinario contributo alla tutela dell'ambiente e alla creazione di un prezioso patrimonio regionale.


Era l'agosto del 1983 quando i rappresentanti del Gruppo Naturalistico della Brianza, del Gruppo Ecologico CAI, SEM, GAM e del WWF, tra cui Nuccio Confalonieri, Maurizio Lanzani, Gianni Del Pero, Michele Lembo, Eugenio Secchi, Marino Barzaghi, Roberto Cerati, Iolanda Negri, Giuseppe Grassi e molti altri amanti della Brughiera di Meda, Cabiate, Mariano e Lentate, si riunirono nella bottega di Piero Ronzoni a Cabiate. L'obiettivo era ambizioso: creare un parco regionale per la Brughiera Briantea.


Per avviare questa straordinaria iniziativa, il comitato si mise al lavoro per allestire una mostra itinerante che, il 6 novembre 1983, venne inaugurata. La mostra ha poi fatto il giro di mezza Lombardia, gettando le basi per il futuro Parco della Brughiera Briantea.

Sebbene il solco fosse tracciato, il percorso verso la creazione del Parco Regionale è stato lungo e tortuoso. Sono passati diversi anni prima che, nel dicembre 2017, il seme piantato dal comitato desse i suoi frutti con l'emanazione della legge istitutiva da parte della Regione Lombardia.



Gianni Del Pero, Presidente delegato del WWF Lombardia ha voluto ricordare l'anniversario dichiarando: "Negli ultimi 40 anni, il Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera ha svolto un ruolo fondamentale nell'organizzazione e nella promozione di attività finalizzate a far conoscere e amare la Brughiera. Ha anche lavorato instancabilmente per la tutela, la valorizzazione e la condivisione del patrimonio ambientale, storico e paesaggistico dell'area protetta regionale, che si è estesa a oltre 8000 ettari dopo l'accorpamento dei territori che facevano parte del PLIS della Brughiera Briantea e di alcuni comuni del Canturino con la Riserva Naturale della Fontana del Guercio.
Il 40º anniversario del Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera è un momento di celebrazione, riflessione e gratitudine per tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile la creazione di un'importante area protetta regionale. Il loro impegno e la loro dedizione hanno lasciato un'eredità duratura per la tutela dell'ambiente e per le future generazioni."

domenica 29 ottobre 2023

Successo dell'iniziativa "Puliamo il Mondo" di Legambiente Seregno con il Liceo Parini


La giornata del 27 ottobre 2023 è stata segnata nell'area dello Stadio di Seregno dall'iniziativa "Puliamo il Mondo", grazie all'impegno congiunto di Legambiente Seregno e degli studenti del Liceo Parini. 

 

 

L'obiettivo è stato raggiunto in modo straordinario, con la raccolta di diversi sacchi di rifiuti, tra cui centinaia di mozziconi. Questa iniziativa dimostra come la collaborazione tra associazioni ambientaliste e giovani possa portare a risultati tangibili nella tutela dell'ambiente.


Fatima, responsabile di Legambiente Seregno, ha espresso la sua sincera gratitudine agli insegnanti del Liceo Parini. La scelta di coinvolgere l'associazione in questa iniziativa è stata fondamentale per il suo successo. 

 


Inoltre, ha elogiato il livello di entusiasmo e coinvolgimento dimostrato dagli studenti, sottolineando quanto sia importante che le nuove generazioni si impegnino attivamente nella cura e nella protezione del nostro ambiente.

 


 

Continua la battaglia per salvare il gambero di fiume: WWF Lecco diffida il Comune di Colle Brianza

Moria di gamberi lungo la Bevera a Colle Brianza

Nonostante gli appelli da parte di cittadini e ambientalisti, la situazione del gambero di fiume lungo la Bevera di Brianza continua a rimanere critica. Il WWF Lecco ha deciso di intervenire e ha inviato una diffida al Comune di Colle Brianza, sollecitando una risposta immediata a questa emergenza ecologica.

La presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, esprime la sua crescente preoccupazione per il persistere del silenzio da parte delle autorità e per la mancanza di azioni concrete a difesa del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Questa specie autoctona è al centro di una situazione disperata lungo la Bevera di Brianza, ma sembra che la sua tutela non sia considerata una priorità dalla politica.

Il WWF sottolinea che la tutela dell'ambiente non è una semplice scelta, ma un dovere sancito dalla Costituzione. La recente riforma costituzionale ha incluso la protezione della fauna tra i compiti dello Stato a tutti i livelli amministrativi. Inoltre, il Codice dell'Ambiente stabilisce che la pubblica amministrazione debba promuovere lo sviluppo sostenibile e dare priorità alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale in scelte che coinvolgono interessi pubblici e privati.

Gambero di fiume. Foto WWF Lecco

Nel frattempo, la comunità locale ha dimostrato un notevole interesse e partecipazione all'iniziativa. Un video informativo sul gambero di fiume ha ricevuto migliaia di visualizzazioni su Instagram, e la raccolta fondi sta procedendo con successo. Sono stati raccolti circa cinquecento euro in soli due giorni, che saranno utilizzati per acquistare i materiali necessari per costruire una barriera di contenimento.

La Presidente Giovanna Corti esprime la sua gratitudine per il sostegno e la generosità dimostrati dalla cittadinanza. Questa dimostrazione di solidarietà rafforza la convinzione che, nonostante la politica sembri spesso indifferente alle questioni ambientali, i cittadini sono pronti a fare la differenza.

Questo il link per partecipare alla raccolta fondi (https://gofund.me/df8e87cc).

venerdì 27 ottobre 2023

La burocrazia uccide due volte il gambero di Colle Brianza. WWF Lecco: chiediamo risposte urgenti per avviare il salvataggio

Moria gamberi di fiume

«La situazione è davvero grave. La specie di gambero autoctono che vive nel fiume Bevera rischia di scomparire a causa della presenza di “peste del gambero”. Abbiamo allertato il Comune di Colle Brianza con una PEC in cui spiegavamo dettagliatamente sia il problema sia la possibile soluzione, ma senza finora ricevere l’autorizzazione a procedere. Si tratta di un intervento semplice e poco impattante dal punto di vista ambientale, che consentirebbe però il salvataggio di centinaia di esemplari di gamberi. Come WWF Lecco ci siamo offerti di sostenere i costi dell’intervento, nonché di provvedere al montaggio delle barriere e al conseguente smontaggio, quando l’emergenza sarà passata. Il silenzio da parte delle Autorità continua però ad essere assordante e il ritardo dovuto alla burocrazia sta costando la vita a centinaia di gamberi, quando un intervento tempestivo avrebbe consentito – e consentirebbe ancora – di evitare questo disastro. Ma il tempo sta per scadere».
A lanciare l’allarme è la presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti.

Esempio di barriera da installare

La popolazione di gambero di fiume in questione (Austropotamobius pallipes) è una delle ultime abbondanti e ben strutturate dell’intera provincia di Lecco. L’attuale moria rischia di cancellare un patrimonio ecologico e genetico determinante per la sopravvivenza della specie a livello provinciale e anche regionale. La perdita poi di una così elevata biomassa di organismi che, come i gamberi di fiume, svolgono un fondamentale ruolo di ricircolo dei nutrienti all’interno del corso d’acqua, determinerà uno stravolgimento dell’intera funzionalità ecologica del torrente stesso.

La barriera sarebbe costruita su un modello già sperimentato per un intervento simile effettuato nel Cantone di Berna dall’FHNW University of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland e consentirebbe, appunto, di separare i gamberi già malati da quelli ancora sani, preservando questi ultimi e la specie. I lavori sarebbero poi coordinati dal Dott. Raoul Manenti, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, oltre che Consigliere di WWF Lecco.

«Per sostenere i costi degli interventi abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a cui chiunque può partecipare (“Salviamo il Gambero di fiume”, rinvenibile al seguente link Raccolta fondi di Stefania Berna : Salviamo il Gambero di fiume [gofundme.com] ha spiegato Stefania Berna, Vicepresidente di WWF Lecco.

Moria di gamberi

Ricordiamo infatti che il gambero di fiume autoctono Austropotamobius pallipes è una specie protetta, in quanto a rischio di estinzione. Inoltre, è indicata dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (Allegato II e Allegato IV) come specie di interesse comunitario per la quale devono essere adottate misure speciali di conservazione. La specie compare anche nell’elenco previsto dalla Legge Regionale 31 marzo 2008, n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea”.

Anche ARPA Lombardia ha ribadito l’urgenza nel porre in atto tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del fungo patogeno Aphanomyces astaci tra i popolamenti di gamberi rimasti nei tratti di monte dei corpi idrici indicati nonché la diffusione in altri corpi idrici.

«Restiamo in attesa delle autorizzazioni da parte del Comune di Colle Brianza; autorizzazioni che ci auguriamo arrivino nel più breve tempo possibile, onde evitare che l’ecosistema venga irrimediabilmente compromesso» ha concluso la Presidente Corti.

La palla a questo punto passa alle Autorità: ambientalisti e cittadini, ma soprattutto i gamberi superstiti, attendono risposte.

giovedì 26 ottobre 2023

Consumo di suolo e isole di calore urbano in Brianza

Temperatura media estiva nell'area di Milano. (Vedi note esplicative più avanti nel testo)

I dati relativi al consumo di suolo in Brianza per il 2022 e al consumo netto di suolo annuale (2021-2022) sono stati recentemente presentati da Ispra Ambiente, e Monza e Brianza continua a registrare la percentuale più elevata di suolo artificiale rispetto alla sua superficie provinciale, con il 41% di suolo consumato, con un incremento significativo di 48 ettari rispetto all'anno precedente. 

 

Suolo consumato in Brianza. Dati 2022. Fonte Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)


Questo fenomeno è particolarmente rilevante poiché ha implicazioni dirette sulla temperatura superficiale urbana e sull'Isola di Calore Urbano (ICU). In questo post, esamineremo il consumo di suolo nei comuni della Provincia di Monza e Brianza nel 2022 e il suo impatto sull'ICU.

Consumo di Suolo in Brianza nel 2022


I 10 comuni con il consumo di suolo più alto in Brianza. Dati 2022. Fonte Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)

I dati del consumo di suolo nei comuni della Provincia di Monza e Brianza nel 2022 mostrano una tendenza preoccupante. Alcuni comuni presentano una percentuale di suolo consumato molto elevata, con Lissone in cima alla lista con il 71,39%, seguito da Muggiò (61,94%) e Nova Milanese (59,59%). Questi dati indicano un progressivo deterioramento del suolo naturale a vantaggio di aree urbanizzate. Questo fenomeno è particolarmente evidente in molte città della provincia, con un impatto significativo sull'ambiente e sul microclima. (La tabella con i dati completi è riportata al termine di questo post.)

Impatto del Consumo di Suolo sull'Isola di Calore Urbano

 

Figura 194. Fonte Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)


 

L'Isola di Calore Urbano (ICU) è una condizione in cui le aree urbane registrano temperature più elevate rispetto alle zone circostanti, ed è spesso associata alle ondate di calore estivo. L'ICU è influenzata da vari fattori, tra cui la presenza di vegetazione, la circolazione dei venti e, come dimostrato da ricerche recenti, la densità del suolo consumato.

Figura 196. Fonte Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)

Il grafico in Figura 196 illustra chiaramente come la copertura del suolo influenzi la temperatura superficiale. Le aree urbane con una maggiore densità di edifici e una minore copertura arborea tendono ad avere temperature più elevate. D'altra parte, le aree verdi, come il parco del Castello Sforzesco di Milano, mostrano una significativa riduzione della temperatura superficiale. Questo indica che la presenza di vegetazione può svolgere un ruolo cruciale nella mitigazione dell'ICU.

Figura 195. Fonte Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)


Il consumo di suolo, spesso associato alla rimozione della vegetazione, contribuisce all'aumento della temperatura superficiale delle aree urbane e all'intensificazione dell'ICU. Questo fenomeno ha impatti rilevanti sia sul microclima delle città che sugli ecosistemi circostanti. Inoltre, l'entità dell'effetto varia in base all'altitudine, con impatti diversi nelle diverse fasce altimetriche.

Conclusioni

 
Il consumo di suolo in Brianza, con Monza e Brianza al primo posto, continua a rappresentare una sfida significativa per la conservazione dell'ambiente e il contrasto dell'Isola di Calore Urbano. È fondamentale adottare politiche e strategie di pianificazione urbana sostenibile che promuovano la conservazione della vegetazione e la riduzione del consumo di suolo per mitigare gli effetti negativi sull'ICU e sul microclima. Inoltre, l'importanza di aree verdi come "oasi di fresco" in un contesto urbano fortemente sviluppato è evidente, e queste aree dovrebbero essere valorizzate e protette per il benessere delle comunità locali.

 

Tabella del consumo di suolo nei comuni della Brianza [%]

  1. Lissone 71,39
  2. Muggiò 61,94
  3. Nova Milanese 59,59
  4. Varedo 58,14
  5. Verano Brianza 57,22
  6. Villasanta 56,87
  7. Cesano Maderno 56,01
  8. Brugherio 54,67
  9. Bovisio-Masciago 54,37
  10. Seregno 53,80
  11. Giussano 53,70
  12. Meda 53,10
  13. Biassono 52,30
  14. Sovico 51,94
  15. Vedano al Lambro 51,40
  16. Desio 50,71
  17. Monza 49,40
  18. Seveso 48,88
  19. Barlassina 48,32
  20. Macherio 46,46
  21. Albiate 42,69
  22. Arcore 42,67
  23. Concorezzo 42,13
  24. Limbiate 42,11
  25. Agrate Brianza 41,08
  26. Cavenago di Brianza 40,36
  27. Carate Brianza 40,22
  28. Carnate 38,96
  29. Caponago 38,80
  30. Lazzate 36,97
  31. Lesmo 35,70
  32. Misinto 35,51
  33. Burago di Molgora 34,37
  34. Renate 33,83
  35. Bernareggio 32,55
  36. Busnago 32,31
  37. Lentate sul Seveso 31,17
  38. Veduggio con Colzano 30,40
  39. Roncello 29,96
  40. Usmate Velate 29,36
  41. Ronco Briantino 29,28
  42. Vimercate 29,05
  43. Bellusco 29,02
  44. Camparada 27,87
  45. Ceriano Laghetto 27,54
  46. Correzzana 26,91
  47. Cogliate 26,79
  48. Besana in Brianza 25,98
  49. Briosco 25,96
  50. Aicurzio 25,13
  51. Triuggio 24,98
  52. Mezzago 23,43
  53. Ornago 23,07
  54. Sulbiate 21,51
  55. Cornate d'Adda 18,37


Desio. Dopo 14 anni arrivano gli espropri di Pedemontana


Questa mattina a casa del Sig. Felice Mariani imprenditore di una piccola azienda Florivivaistica di Desio ad aspettare il fattorino di Pedemontana con l'atto “d'immissione in possesso” in pratica la formalizzazione dell’esproprio campeggiava davanti alla sua azienda un grande striscione con scritto “Pedemontana ti aspettiamo da 14 anni”. Con lui c’era Dario Balotta presidente dell’Osservatorio Trasporti (Onlit) storico ambientalista. Quello di Desio è uno dei 21 mila espropriandi che è sotto scacco di Pedemontana dal 2009 Da quando il Cipe approvò il progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana Lombarda e 21 mila cittadini proprietari di terreni, case e fabbriche sono stati avvisati che le loro proprietà sarebbero state espropriate per lasciare spazio alla costruzione dell'autostrada che avrebbe collegato il varesotto con la bergamasca per 67 chilometri. 

 

Da allora solo il 30 per cento della strada è stato realizzato, il restante 70 per cento rischia di non vedere mai la luce, ma gli espropri sono rimasti. Un esercito di veri e propri prigionieri in casa loro, senza poterla né vendere né ristrutturare. Secondo le norme si potrebbe tenere sotto le “forche caudine” di un'esproprio una proprietà per massimo sette anni. Due anni fa sono stati prorogati per l’ennesima volta i tempi fino allo scorso gennaio. E ora, con un blitz illegittimo favorito da una azione piratesca del ministero dei Trasporti e dal Cal (Concessioni autostradali lombarde), ha di nuovo prorogato l’esproprio per tutto il 2023. Una violazione delle prerogative del diritto privato che non ha precedenti in Italia. Il Florovivaista di Desio nonostante  i tempi biblici della dell'autostrada ha valorizzato il suo terreno di 7 mila mq con una attività Florovivaistica che ora Pedemontana gli vorrebbe togliere l’attività con un indennizzo ridicolo. Dopo aver aspettato 14 anni ora bisogna sloggiare perchè Pedemontana ha fretta. Fretta di cosa che il progetto è di 50 anni fa? Ed i 30 km di autostrada esistenti sono costati 60 milioni di euro al KM. Ora faremo pronunciare la magistratura civile per giudicare il rinnovo illegittimo degli espropri, che da 14 anni penalizzano ingiustamente migliaia di lombardi privati della disponibilità reale di case e terreni.

Circolo Ambiente: il Canturino è tra le aree più cementificate della provincia di Como!


di Roberto Fumagalli,  presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il Canturino si conferma come una delle aree più cementificate della provincia di Como!
E' quanto emerge dal rapporto sul consumo di suolo in Italia, presentato ieri dall'Ispra, l'istituto pubblico che ha per compito anche il monitoraggio dell'andamento del consumo di suolo in tutti i comuni d'Italia.

Il dato più significativo che emerge è l'incremento di consumo di suolo nel raffronto 2021-2022, in cui al primo posto, secondo Ispra, ci sarebbe il comune di Carimate con addirittura 6,67 ettari di suolo consumato, pari a circa 10 campi di calcio di serie A. Al secondo posto il comune di Cantù (che nel report dello scorso anno risultava con l'incremento più elevato) che, sempre nel rapporto 2021-2022 ha consumato ben 3,50 ettari, ovvero 5 campi di calcio.

Dal rapporto Ispra emerge anche quali sono i comuni che, in assoluto, sono i più cementificati in provincia: al primo posto si conferma il comune di Cabiate, con oltre 56% del territorio comunale cementificato; al secondo posto Grandate col 52%, al nono posto Cantù con il 38% del territorio coperto da cemento o asfalto.
 
Tutti questi dati sono sicuramente negativi e preoccupanti, se pensiamo all'impatto ambientale derivante dalla cementificazione, che sicuramente comporta: sottrazione di terreni verdi o agricoli, perdita di biodiversità, aumento delle temperature. Per non citare i problemi di drenaggio e quindi di dissesto idrogeologico, dovuto all'impermeabilizzazione dei suoli: i terreni naturali hanno infatti la capacità di trattenere le acque, fenomeno importante sia in caso di forti precipitazioni che di siccità; al contrario, i terreni cementificati non trattengono le acque in eccesso e non le conservano in momenti di scarsità di precipitazioni.

Il paradosso è che proprio nel territorio canturino il trend di cementificazione è in continuo aumento: ad esempio con nuovi supermercati che sorgono come funghi e, ancora peggio, si sta pensando alla costruzione della 'Canturina bis', una strada inutile e dannosa che comporterà nuovo consumo di suolo e la distruzione di aree naturali anche a ridosso di zone tutelate a parco!

Quello che serve invece è una totale inversione di tendenza: rivedere i piani urbanistici (PGT) portandoli a consumo di suolo a zero, stop a nuove costruzioni e basta nuove strade, nel Canturino e in tutti i comuni del territorio.

mercoledì 25 ottobre 2023

Il WWF Insubria e il Comune di Meda si uniscono per migliorare l'ambiente locale

Estratto tavola di progetto

Nelle prossime settimane, la città di Meda vedrà avviarsi una serie di importanti progetti di riforestazione urbana, creando boschi, frutteti e orti didattici destinati alle scuole Diaz e A.Frank, nonché un nuovo collegamento ciclabile e campestre tra il Parco della Brughiera e il Bosco delle Querce. Questo ambizioso piano è stato annunciato da Gianni Del Pero, Presidente delegato del WWF Lombardia.

Il WWF Insubria sta per sottoscrivere infatti una convenzione triennale +1 con il Comune di Meda, il cui obiettivo è apportare significativi miglioramenti in termini di aree verdi e sostenibilità, contribuendo a rendere la cittadina brianzola ancora più ecologica e accogliente.

Nel corso del primo anno di questo progetto, il WWF Insubria si dedicherà agli interventi relativi agli impianti e alla gestione delle aree verdi, con particolare attenzione ai tagli di infestanti e al ripristino di aree forestali degradate. Nei successivi tre anni, l'organizzazione si impegnerà a garantire il taglio regolare dell'erba, la manutenzione forestale e l'irrigazione di nuove piante e piantine che saranno piantate in tutto il territorio comunale.

Il progetto prevede numerose iniziative di piantumazione, tra cui la messa a dimora di 100 piccole farnie, 40/50 carpini e 20/25 alberi da frutto, che daranno vita a un frutteto didattico. Inoltre, centinaia di arbusti e piante da fiore saranno aggiunti per migliorare l'aspetto floreale dell'area.

Il progetto si concluderà con la realizzazione di un orto didattico, attrezzato grazie alla preziosa collaborazione della Cooperativa La Brughiera. Ulteriori piantumazioni saranno realizzate per arricchire il patrimonio arboreo della Città di Meda, con interventi previsti in Via Pescarenico e in Via De Gasperi.

I responsabili del WWF Insubria, hanno anche affermato: "Il coinvolgimento di molte persone è essenziale nelle fasi operative del progetto. L'invito è aperto a chiunque desideri contribuire. Sarà necessario aiuto per i lavori preliminari, come lo sfalcio dei sentieri e dei cigli, nonché il taglio di infestanti. In particolare, il fronte del Mulino richiederà particolare attenzione. Inoltre, la Giornata dell'Albero, prevista intorno al 21 novembre, offrirà un'opportunità per coinvolgere attivamente bambini e ragazzi delle scuole locali nella messa a dimora di 100 piantine di farnia ERSAF, gentilmente donate dal WWF al Comune di Meda. Questo progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Direttivo del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e gode del sostegno dell'assessore Andrea Boga, rappresentante dell'Amministrazione Comunale di Meda. Il WWF Insubria è orgoglioso di partecipare a questa iniziativa, confermando così il suo impegno a favore dell'ambiente e della comunità locale."

lunedì 23 ottobre 2023

Circolo Ambiente: "A Molteno la nuova ‘tangenzialina’ di Raviola danneggerà l’ambiente e il torrente Bevera!"


Roberto Fumagalli
, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


In merito al progetto della nuova ‘tangenzialina’ di Raviola, tra Molteno e Sirone, sembra assolutamente paradossale che l’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) possa avere dato parere favorevole alla realizzazione di una nuova strada che correrebbe parallela, a pochi metri, dal corso del torrente Bevera! Ci chiediamo se è stata tenuta in considerazione la situazione che si potrebbe verificare con le eventuali (e probabili) piene del torrente. Infatti le piene verrebbero trattenute dalle nuove opere di contenimento della nuova strada, e pertanto il Bevera sarebbe costretto ad esondare nel tratto a monte o a valle, causando eventuali e peggiori danni anche agli abitati!


Lo ribadiamo: quella ‘tangenzialina’ non deve essere costruita, perché rovinerebbe uno dei contesti agricoli del territorio di Molteno, e oltretutto rischierebbe appunto di soffocare ancora di più il corso del torrente Bevera, già cementificato nell’intero tratto urbano di Molteno.



Anziché pensare ad una nuova, inutile, strada accanto ad un torrente, si sarebbe dovuto intervenire sul vero nodo idraulico che è la confluenza tra i torrenti Bevera e Gandaloglio, che avviene sotto lo stabilimento della ex Segalini. È paradossale che gli Enti pubblici procedano, coi nostri soldi, ad espropriare terreni agricoli per far passare una nuova e inutile strada. Ma al contempo non abbiano il coraggio di espropriare una parte dei capannoni della vecchia Segalini per abbatterne la soletta e liberare i sottostanti corsi d'acqua, ripristinando gli alvei naturali dei torrenti. Su questo intervento non si fa nulla, mentre per la nuova strada si procede a colpi di cemento e asfalto, vicino ad un torrente!

Gli errori e le devastazioni ambientali continuano, in una fase storica dove i segnali di crisi ecologica si fanno sempre più forti.

 

Come è e come sarà 

Il vanto del Comune di Molteno

 



sabato 21 ottobre 2023

Il percorso seregnese della Ciclovia Milano Meda

In rosso il percorso della ciclovia da Cesano Maderno a Meda


Nelle scorse settimane è stato presentato il progetto della nuova ciclovia Milano Meda, un'iniziativa che promette di migliorare la mobilità ciclistica e pedonale nei nostri territori. Il percorso si sviluppa principalmente all'interno del Parco GruBrìa e ha attirato l'attenzione di amici dei quartieri seregnesi di Sant'Ambrogio e del Ceredo, che ci hanno chiesto ulteriori dettagli. 

 

Il tratto seregnese

Dopo aver recuperato le piantine e aver esplorato il tratto seregnese, che in gran parte è già esistente, possiamo fornire una descrizione del percorso e delle specifiche tecniche riguardo alla sua realizzazione. La nuova ciclovia promette di migliorare la mobilità sostenibile e offrire un'esperienza piacevole per i ciclisti e i pedoni della Brianza.

 

Questa la descrizione del percorso:

Dopo aver attraversato le zone agricole situate a sud del Cimitero di Cassina Savina, frazione di Cesano Maderno, la pista ciclopedonale si addentra in una piccola area boschiva attrezzata al confine con Seregno. Prosegue attraversando l'abitato lungo strade a basso traffico per poi entrare a Seregno seguendo via Anna Frank. 

 

Via Anna Frank al confine tra Cesano Maderno e Seregno


Questa strada, chiusa al traffico veicolare, si connette con via Savonarola, poi si dirige verso nord su Viale Nazioni Unite. 

 

Via Savonarola
L'imbocco di Via Savonarola su Viale Nazioni Unite


Dopo aver sottopassato la linea ferroviaria, si abbandona la pista ciclabile asfaltata per entrare nel parco del Meredo. 

 

L'ingresso nel Parco del Meredo


Qui, seguendo strade locali i cui nomi ci riconducono indietro nel tempo, raggiungiamo facilmente il ponticello sopra la ferrovia Como-Milano e il centro scolastico comprensivo Stoppani. 

 

Una delle strade vicinali del parco
Un sentiero del parco che dovrebbe venire riqualificato per far passare un tratto della nuova ciclovia
La strada vicinale del Merè
Il ponte sulla ferrovia Como Milano


Da qui, lungo via Tiziano, raggiungiamo il Parco "2 Giugno" o della Porada. 

 

Viale Tiziano
L'ingresso nel Parco "2 Giugno" o della Porada

Attraversato il parco, entriamo a Meda. Qui, il percorso si dirige verso il centro urbano, costeggiando edifici industriali che aiuole attrezzate cercano di nascondere.

Una ciclabile all'interno del parco
Dal Parco 2 Giugno di Seregno si imbocca Via Croce a Meda.

Il primo tratto del percorso medese lungo Via Croce e Via Einaudi

Specifiche tecniche sulla realizzazione della pista ciclopedonale

Il percorso della ciclovia MI-ME

Pavimentazione

La pavimentazione della pista ciclopedonale sarà realizzata utilizzando principalmente due tipi di materiale:

Calcestruzzo drenante: Questo calcestruzzo sarà colorato con una pasta ocra e garantirà una permeabilità equivalente a quella del terreno. Questa scelta è fondamentale dal punto di vista della sostenibilità ambientale, soprattutto considerando che la superficie totale della pista è di 24.000 mq, equivalente a 3,7 campi da calcio.

Calcestre: Nelle aree di particolare pregio ambientale, si opterà per il calcestre. Questo materiale combina una buona qualità fisico-tecnica con un'eccellente integrazione ambientale, anche se la superficie è leggermente più ruvida.

Segnaletica


Oltre alla segnaletica stradale standard, la pista ciclopedonale sarà dotata di segnaletica di orientamento e turistica. La grafica principale utilizzerà il riccio, simbolo del Parco GruBria. Nei punti di intersezione principali, saranno realizzate frecce con il simbolo del riccio mediante stencil, integrate con il nome della destinazione più vicina. Lungo il percorso, pannelli verticali forniranno informazioni sulle distanze percorse e sui punti di interesse.

mercoledì 18 ottobre 2023

Fermare Pedemontana Lombarda. Associazioni e Comitati chiedono una verifica al finanziamento della Banca Europea degli Investimenti (BEI)

 
Associazioni ambientaliste, gruppi civici, comitati e liste contrari al completamento dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, hanno inviato una richiesta di verifica alla Banca Europea degli Investimenti (BEI), che ha finanziato le tratte B2 e C dell'infrastruttura.

Nella loro segnalazione/esposto, chiedono una verifica accurata in risposta alla comunicazione della Vicepresidente BEI, Gelsomina Vigliotti, datata 26/06/2023, relativa a domande sollevate dalla Parlamentare Eleonora Evi dell'Alleanza Verdi-Sinistra Italiana (AVS).

 

La variante tratta D "breve" da Vimercate all'intersezione A4/TEEM che devasta il Parco Agricolo Nord Est (PANE)
 
Eleonora Evi aveva chiesto alla BEI se la società concessionaria (CAL) potesse continuare a beneficiare del finanziamento accordato per le tratte B2 e C, nonostante una modifica progettuale denominata "D breve" avesse alterato la configurazione dell'autostrada originale, che includeva le tratte B2, C e D.

La risposta di Gelsomina Vigliotti ha chiarito che l'obbligo di completare l'intera infrastruttura, comprese le tratte B2 e C finanziate dalla BEI e la tratta D, non finanziata, è sancito nel contratto di concessione tra Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A. e Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. Il mancato completamento secondo i termini contrattuali comporterebbe penalità per il concessionario e potrebbe portare alla risoluzione anticipata del contratto.

La BEI ha inoltre sottolineato che qualsiasi modifica al layout della Tratta D richiederebbe il consenso dei finanziatori, e che il concessionario non ha mai presentato una richiesta di modifica.
 

 

Nonostante ciò, la variante "D Breve" ha alterato il progetto originale dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Di conseguenza, le associazioni e i comitati chiedono alla BEI un'approfondita valutazione per determinare se il finanziamento sia compatibile con la nuova configurazione del tracciato.

Le organizzazioni chiedono inoltre informazioni sull'avanzamento dell'erogazione del finanziamento/prestito, sulle condizioni necessarie per l'erogazione, sui tempi e sulla durata di validità dell'accordo.

Nonostante i piani della Pedemontana di iniziare i lavori di bonifica e cantierizzare diverse tratte, i gruppi che si oppongono al completamento continueranno a utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per contrastare il progetto, evidenziando le criticità di un'infrastruttura considerata inutile, costosa e dannosa per l'ambiente e il territorio.

La richiesta è stata inviata agli uffici della Banca Europea degli Investimenti per ulteriore valutazione.

 

Le Associazioni, i gruppi ambientalisti, i comitati e le liste civiche coinvolte nelle tratte B2, C e D includono:

  • Alternativa Verde Desio
  • Coordinamento No Pedemontana
  • Comitato Ambiente Bovisio Masciago
  • Comitato per la Difesa del Territorio-Lissone
  • Casa della Sinistra Seregno
  • Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore
  • Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda
  • Ferma Ecomostro D Breve Regione Lombardia
  • ImmaginArcore
  • Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate
  • Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso
  • Legambiente Seregno aps
  • Lista Civica Altra Bovisio Masciago
  • Lista Civica Vivi Lissone
  • Seveso Futura
  • Movimento No Pedemontana Lesmo
  • Un Parco per Bernareggio
  • Passione Civica per Cesano Maderno
  • Sinistra e Ambiente Meda.

lunedì 16 ottobre 2023

Emergenza ambientale nel torrente Bevera di Brianza: minacciata la popolazione di gambero di fiume autoctono


Nella notte di mercoledì 11 ottobre 2023, un gruppo di esperti del Comitato per la Difesa delle Bevere e del Fiume Lambro e del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell'Università degli Studi di Milano ha scoperto una grave emergenza ambientale nel tratto iniziale del torrente Bevera di Brianza, sopra località Nava a Colle Brianza. Durante un normale monitoraggio del territorio, sono stati rinvenuti oltre 80 gamberi di fiume autoctono morti in pochi metri di corso d'acqua.

La situazione è particolarmente allarmante poiché è stata colpita l'ultima popolazione ancora abbondante e in buona salute di gambero di fiume del Monte di Brianza, nonché una delle ultime in tutta la Provincia di Lecco. Questa popolazione era miracolosamente sopravvissuta alla lunga siccità del 2022. Il gambero di fiume autoctono è una specie protetta a livello europeo, inclusa nella Lista Rossa come specie a rischio di estinzione. Inoltre, la "Direttiva habitat" classifica l'Austropotamobius pallipes come specie di interesse comunitario, per la quale devono essere individuate "zone speciali di conservazione".

In Lombardia, il gambero italiano è tutelato dal 1977, con divieto di cattura, trasporto e commercio, vietando anche l'alterazione e la distruzione dei loro habitat. Anna Nicolodi, Presidente del Comitato Bevere, ha prontamente allertato gli Enti competenti, incluso il Nucleo Forestale di Lecco e l'ATS della Brianza, e ha concordato un sopralluogo tempestivo, avvenuto lo scorso venerdì 13 ottobre.


Durante l'ispezione, sono stati rinvenuti e campionati altri gamberi moribondi che sono stati inviati all'Istituto Zooprofilattico di Padova, al fine di condurre ulteriori analisi al fine di determinarne le cause della morte. Inoltre, ARPA Lombardia è stata allertata per condurre campionamenti delle acque, in caso di sospetto inquinamento chimico. Nel caso in cui si accertasse la presenza della patologia fungina conosciuta come "peste del gambero", una malattia devastante per questi crostacei, le Istituzioni Sanitarie, in collaborazione con le Amministrazioni locali, dovranno delimitare una zona focolaio per impedire qualsiasi attività umana lungo il corso d'acqua e prevenire la diffusione della malattia.

Il Comitato Bevere lancia un appello alla massima attenzione e chiede che tutte le attrezzature che entrano in contatto con l'acqua dei luoghi potenzialmente contaminati, come il fiume Lambro, il lago di Annone, il lago di Pusiano, il Bevera, ecc., vengano accuratamente disinfettate con candeggina al 4% prima di essere utilizzate altrove.


Il Comitato Bevere esprime profonda preoccupazione per questo grave episodio, che potrebbe essere attribuito a comportamenti umani scorretti in contrasto con la conservazione dell'ambiente e la tutela della biodiversità. Il Comitato Bevere si impegna a collaborare con gli Enti e le Istituzioni per individuare le cause di questa tragedia ambientale e prevenirne il ripetersi.

 

 
Aggiornamento 17/10/2023
 


Per sentire il podcast della trasmissione cliccare qui.