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martedì 25 febbraio 2025

Pedemontana finanziata, Metropolitana M5 dimenticata


Questo post riporta le critiche sollevate dal gruppo civico La Rondine di Concorezzo riguardo alla disparità di trattamento tra le due infrastrutture.


Un nuovo finanziamento da oltre 400 milioni di euro è stato stanziato per l'Autostrada Pedemontana Lombarda, mentre il prolungamento della Metropolitana M5 fino a Monza continua a incontrare ostacoli economici e politici. Questa disparità di trattamento tra le due infrastrutture ha sollevato numerose critiche, in particolare da parte del gruppo civico La Rondine di Concorezzo.

L'autostrada Pedemontana Lombarda, un progetto controverso e impattante sul territorio della Provincia di Monza e Brianza, ha visto i suoi costi lievitare nel tempo. Nonostante la società che la gestisce abbia accumulato perdite superiori ai 100 milioni di euro, la Regione Lombardia ha deciso di intervenire con un nuovo finanziamento da 431 milioni di euro. Questo è stato reso possibile grazie a una norma inserita nel Decreto PNRR 4 e successivamente convertita nella Legge n. 56 del 2024, che ha eliminato il divieto di indebitamento per la ricapitalizzazione delle società in perdita. Una scelta che permetterà di coprire parte del debito già miliardario dell’opera, il cui peso graverà sulle future generazioni.

Parallelamente, il progetto di prolungamento della Metropolitana M5 fino a Monza, unanimemente considerato necessario per migliorare la mobilità locale, sta affrontando difficoltà nel reperire i fondi necessari. I costi stimati sono aumentati fino a 580 milioni di euro, ma, a differenza di quanto accaduto per Pedemontana, il sostegno politico ed economico tarda ad arrivare. Si discute, infatti, di ridimensionare il progetto, ridurre il numero di fermate o addirittura realizzarne solo una parte per contenere le spese.

Le scelte della Regione Lombardia hanno suscitato polemiche, con critiche rivolte a una politica che, secondo alcuni, favorisce opere a forte impatto ambientale e dai costi elevati, mentre penalizza progetti di trasporto pubblico che potrebbero ridurre il traffico e l’inquinamento. Il Sindaco di Monza, Paolo Pilotto, ha ribadito l’importanza della Metropolitana M5 per la cittadinanza, sottolineando come l’infrastruttura potrebbe servire centinaia di migliaia di persone ogni giorno.

sabato 16 maggio 2020

Più mobilità nel futuro di A2A

di Dario Balotta, presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Mobilità)

Qualche settimana fa il neo amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, in una audizione in Comune a Milano aveva dato un messaggio tranquillizzante: si continua con il passato fatto di utili e di dividendi. Gli ultimi approvati dall’assemblea degli azionisti sono stati di 60 milioni di euro ciascuno ai due azionisti di controllo, i comuni di Milano e di Brescia, e di quasi 120 milioni al rimanente 49% in mano agli altri investitori dove la parte del leone la fanno i  fondi internazionali.

A sentire Mazzoncini, A2A si concentrerà da una parte nel mantenimento delle rendite di posizione monopoliste in campo energetico e dei servizi comunali (luce, gas, teleriscaldamento e acqua), con tanti annunci di più economia circolare e green (anche se finora sono stati ben pochi gli investimenti in nuove tecnologie e sviluppo).

Dall’altra, come annunciato dall’ex ad del gruppo FS,  ci sarà più mobilità nel futuro della multiutulity soprattutto nella città metropolitana milanese. Il tentativo sarà quello di gestire attraverso il consorzio Next Milano - dove  A2A è presente - i ricchi trasferimenti regionali del trasporto pubblico locale assieme ad ATM: una sinergia tra mobilità, energia e innovazione  per evitare la gara nell’affidamento dei servizi di trasporto.

In questo modo per Mazzoncini, rinviato a giudizio per turbativa d’asta dalle procure di Perugia e Parma, non sarà semplice continuare il Risiko societario con le FS (presenti anch’esse con Busitalia nel consorzio Next Milano) avviato con l’accordo con il comune di Milano sugli scali ferroviari dismessi e seguito all’acquisto da parte delle FS del 36% della MM5.