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giovedì 9 aprile 2026

Seregno. Ospedale al Dosso, progetto avanti o ancora fermo? Le versioni non coincidono


Il progetto del nuovo ospedale di riabilitazione al Dosso prende forma oppure è ancora alle fasi iniziali? A leggere le dichiarazioni di Asst Brianza e del sindaco Alberto Rossi apparse su "Il Giornale di Seregno" del 7/04/2026, emergono ricostruzioni non del tutto coincidenti sullo stato dell’iter e sul livello di confronto in corso.

Da un lato, il direttore generale di Asst Brianza, Carlo Alberto Tersalvi, parla di un percorso già avviato. «Con lo studio, qualche mese fa, abbiamo visto una prima ipotesi di layout che è servita a illustrare il progetto a Regione Lombardia», spiega, aggiungendo che si sta lavorando a una «release 2.0» del progetto «in accordo con il sindaco».

Parole che fanno pensare a un livello di elaborazione già concreto, anche alla luce dell’incarico da circa 170mila euro affidato a uno studio di architettura per sviluppare ulteriori approfondimenti progettuali.

Di segno diverso, però, la lettura del Comune. «Non è uno studio di fattibilità» precisa il sindaco Alberto Rossi, sottolineando come «non c’è nessuna procedura tecnica avviata» e che, ad oggi, «non è ancora stato richiesto da Asst un incontro con i tecnici del Comune su questo aspetto».

Una distanza che si riflette anche sul tema del confronto istituzionale. Se da un lato Asst parla di un lavoro che procede «in accordo con il sindaco», dall’altro il primo cittadino afferma che «con Asst non ci sono state interlocuzioni recenti».

Un elemento che solleva interrogativi sul reale livello di coordinamento tra i due enti, soprattutto in una fase che, almeno secondo Asst, avrebbe già prodotto una prima ipotesi progettuale utilizzata anche per interlocuzioni con Regione Lombardia.

Altro punto di possibile divergenza riguarda la localizzazione. Asst fa riferimento esplicito all’area del Dosso, all’interno del Parco Grubria, mentre il Comune mantiene una posizione più aperta: «Siamo disponibili a valutare tutte le ipotesi», spiega Rossi, citando anche possibili alternative, dalle aree dismesse private ad altre soluzioni nel perimetro del parco.

Su questo tema si inseriscono anche le osservazioni del presidente del Parco Grubria, Arturo Lanzani, che ha espresso perplessità sulla collocazione al Dosso. Una posizione che il sindaco richiama indirettamente quando parla della necessità di valutare opzioni diverse, mentre Asst tende a ricondurre il dibattito a un confronto tra opinioni.

Non mancano, tuttavia, elementi di convergenza. Comune e Asst condividono l’obiettivo di non perdere il presidio sanitario sul territorio.
«La soluzione peggiore è perdere il presidio», ribadisce Rossi, evidenziando l’importanza di mantenere un servizio pubblico considerato strategico a livello sovracomunale.

Resta però da chiarire un punto centrale: il progetto è già in una fase avanzata, come lasciano intendere le parole di Asst, oppure è ancora agli inizi, come sostiene l’amministrazione comunale?

domenica 29 marzo 2026

Nuovo ospedale di Seregno: una scelta coerente con il programma elettorale?

Fonte immagine: Wikipedia

Nel dibattito in corso sulla realizzazione del nuovo ospedale di Seregno emerge una questione che finora è rimasta sullo sfondo, ma che merita attenzione: la coerenza di questa scelta con il programma amministrativo presentato agli elettori nel 2023 (per scaricarlo cliccare qui).

Nel documento con cui l’attuale maggioranza si è presentata alle elezioni non compare alcun riferimento alla costruzione di un nuovo presidio ospedaliero. Al contrario, sul piano urbanistico e ambientale vengono indicati alcuni indirizzi molto chiari, più volte ribaditi nel testo.

Tra questi, in particolare, l’obiettivo del “consumo di suolo zero” e la priorità della rigenerazione delle aree dismesse, indicata come modalità privilegiata per rispondere ai bisogni della città senza ulteriore espansione urbana.

Si tratta di principi che non hanno un valore meramente tecnico, ma rappresentano un orientamento politico preciso: contenere l’uso di nuovo suolo, valorizzare il patrimonio esistente e limitare l’impatto delle trasformazioni sul territorio.

Alla luce di questi indirizzi, l’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale su un’area agricola, per di più all’interno del Parco GruBrìa, introduce una evidente tensione tra quanto dichiarato nel programma e le scelte che oggi sembrano prendere forma nel dibattito pubblico.

Non si tratta di una questione formale, ma sostanziale. Una decisione di questo tipo non è neutra: implica consumo di suolo, trasformazione permanente di un’area libera e incide su uno degli ambiti più delicati del territorio.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento. Proprio perché il nuovo ospedale non era tra gli interventi esplicitamente indicati nel programma, gli elettori non si sono espressi su questa specifica scelta.

Questo non mette in discussione la legittimità dell’amministrazione, ma pone un tema di metodo. Quando emergono decisioni così rilevanti e non previste nel mandato elettorale, diventa ancora più importante costruire momenti di confronto pubblico ampi e strutturati.

Assemblee, percorsi partecipativi, occasioni di approfondimento: strumenti che permettono di discutere nel merito le alternative, valutare gli impatti e rendere trasparenti le motivazioni delle scelte.

L’ampio consenso elettorale ottenuto dal sindaco rappresenta una base solida per governare, ma non esaurisce la necessità di costruire condivisione su decisioni specifiche che non erano contenute nel programma e che incidono in modo significativo — e non reversibile — sul futuro della città.

Per questo, il tema della coerenza non riguarda solo il passato, ma anche il modo in cui si costruiscono le decisioni nel presente.

Se davvero si ritiene che la realizzazione di un nuovo ospedale — eventualmente anche su suolo agricolo — sia la scelta più corretta, è necessario dirlo con chiarezza e motivarlo pubblicamente, spiegando perché questa opzione sia compatibile, o eventualmente debba prevalere, rispetto agli obiettivi di consumo di suolo zero e rigenerazione urbana indicati nel programma.

Solo così il confronto può diventare reale e le decisioni realmente condivise.

sabato 28 marzo 2026

Verde urbano a Seregno: tra nuove piantumazioni e alberi abbattuti


Il tema del verde urbano è tornato al centro dell’attenzione a Seregno, dopo un intervento del sindaco Alberto Rossi sulla propria pagina Facebook. Il post, pubblicato in concomitanza con episodi di forte vento, prova a tenere insieme due aspetti spesso percepiti come contrapposti: la sicurezza e la tutela del patrimonio arboreo.

Il sindaco parte da un punto sensibile, quello degli abbattimenti, sottolineando come ogni intervento venga effettuato sulla base di perizie agronomiche e con l’obiettivo di prevenire rischi, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse. “Ogni albero abbattuto è un dispiacere”, scrive Rossi, ribadendo però la necessità di intervenire su piante morte o malate.

Accanto a questo, l’amministrazione mette in evidenza l’attività di piantumazione: 210 nuove piante messe a dimora nelle ultime settimane in diverse zone della città, tra parchi, scuole e strade, per un investimento di circa 70 mila euro. Il messaggio conclusivo è chiaro: “Tagliare quando serve, ma soprattutto piantare, rigenerare, far crescere”.

Un’impostazione che, almeno nei principi, trova il nostro consenso: intervenire quando non ci sono alternative e, al tempo stesso, investire sul verde. Tuttavia, il dibattito sul tema è più ampio e complesso, e non si esaurisce nel semplice equilibrio tra abbattimenti e nuove piantumazioni.

Uno dei punti più discussi riguarda proprio il rapporto tra alberi abbattuti e alberi piantati. Nel post del sindaco vengono forniti dati dettagliati sulle nuove messe a dimora, ma non sul numero delle piante rimosse. Un elemento che è importante per valutare in modo completo le politiche sul verde.

C’è poi una questione di natura qualitativa, oltre che quantitativa. Come sottolineano molti esperti, non tutti gli alberi hanno lo stesso valore. Un albero adulto, con decenni di crescita alle spalle, svolge funzioni ecosistemiche – dall’assorbimento di CO₂ alla regolazione del microclima, fino al supporto alla biodiversità – che una pianta giovane non può garantire nel breve periodo.

Su questo punto è particolarmente netto Daniele Zanzi, agronomo di fama internazionale ed esperto di alberi monumentali. In una recente intervista ha evidenziato come la sostituzione di alberi maturi con nuove piantumazioni non sia, di per sé, una compensazione equivalente: il valore ecosistemico di una pianta adulta è “nettamente superiore” rispetto a quello di un giovane albero.

Zanzi richiama, a questo proposito, anche una stima del professor William Moomaw: per compensare il valore di un solo albero abbattuto di circa 80 anni di vita, sarebbe necessario mettere a dimora oltre 3000 nuove piante con una circonferenza del tronco non inferiore a 14 centimetri, in modo da garantire fin da subito una funzione fotosintetica significativa.

Zanzi richiama anche l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: ogni albero non è un elemento isolato, ma un piccolo ecosistema che ospita fauna, funghi e microrganismi. La sua rimozione comporta quindi una perdita più ampia rispetto alla sola pianta.

Un altro tema riguarda la gestione del rischio. Secondo l’agronomo, il pericolo di caduta spontanea degli alberi è generalmente molto basso, mentre una parte significativa degli incidenti sarebbe legata a manutenzioni non corrette o a danni all’apparato radicale causati da interventi umani. Da qui l’invito a puntare maggiormente sulla cura e sulla gestione corretta del patrimonio esistente.

Questo non significa negare la necessità degli abbattimenti in presenza di situazioni di reale pericolo, ma piuttosto inserirli in una visione più ampia, che privilegi – quando possibile – la conservazione e la cura delle piante mature.

Il punto di incontro tra queste diverse posizioni sembra emergere proprio nella frase conclusiva del sindaco: intervenire quando necessario, ma soprattutto investire nella crescita del verde. Una sintesi che, per essere pienamente efficace, richiede però trasparenza sui dati complessivi (abbattimenti e nuove piantumazioni) e una riflessione più approfondita sul valore del patrimonio arboreo esistente.

Perché, se è vero che piantare nuovi alberi è fondamentale per il futuro, è altrettanto vero che il verde urbano è fatto anche – e soprattutto – di ciò che è già cresciuto nel tempo. E che, proprio per questo, rappresenta una risorsa difficile da sostituire.

venerdì 5 dicembre 2025

Miracolo a Seregno!

 

Nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook del Sindaco di Seregno è apparso un video in cui annuncia che i lavori della rotonda tra via Wagner ed Einaudi verranno chiusi in anticipo rispetto alle previsioni, riducendo così i disagi per i cittadini e per chi transita quotidianamente in zona.
Una buona notizia che merita un sorriso… e una rima.

Alla rotonda di Wagner/Einaudi
i lavori corrono, mica vanno lenti:
si parlava di sei mesi pieni…
ma in un lampo son quasi pronti i cantieri!

Il Sindaco annuncia: “Per Natale si passa!”.
E noi pendolari cadiamo dalla massa:
“Prima di Natale? Ma è stregoneria!”
— invece no: pura ingegneria.

Qualcosa manca? Sì, qualche rifinitura,
ma niente che blocchi la nostra andatura:
il traffico scorre, la curva è servita,
la rotonda è quasi… miracolata e finita.

E allora ridiamo, senza cattiveria:
qui la velocità sfida ogni miseria!
E con tono giocoso, senza alcun clamore:
“Signor Sindaco, al Ministero farebbe furore!”

Nota finale: 
Questi versi son satirici, si sa.
Complimenti al Sindaco e a chi ha lavorato qua.
Se ai Trasporti arrivasse qualcuno coi miracoli veri…
noi pendolari saremmo i primi ad esserne fieri!

domenica 3 agosto 2025

Seregno: il Piano Clima esiste, ma non si vede

Riqualificazioni urbane e coerenza climatica. Una riflessione oltre le polemiche

Immagini tratte da Facebook

Il sindaco Alberto Rossi ha annunciato sulla sua pagina Facebook l’avvio dei lavori di riqualificazione di via Umberto I, nel pieno centro di Seregno. Un intervento sostenuto anche da fondi regionali, che prevede la posa di una nuova pavimentazione “di pregio” per valorizzare esteticamente l’area.

Il post ha subito suscitato reazioni contrastanti: da un lato, critiche sull’attenzione riservata (ancora una volta) al centro storico rispetto alle periferie; dall’altro, chi ha difeso l’iniziativa, affermando che "qualunque cosa si faccia, qualcuno si lamenta".

A noi non interessa alimentare questa contrapposizione. Vogliamo spostare lo sguardo: non sulla scelta del luogo, né sul tipo di materiale utilizzato, ma sul significato più ampio che dovrebbe accompagnare ogni intervento urbano oggi. In particolare, su quanto tali interventi siano coerenti con gli impegni climatici che la città si è data ufficialmente solo un anno fa.

Piano del Clima, Comune di Seregno

Il Piano del Clima di Seregno, frutto della collaborazione con il Politecnico di Milano, pone obiettivi ambiziosi ma imprescindibili per il futuro urbano: ridurre la vulnerabilità agli eventi climatici estremi, contenere il consumo di suolo, aumentare il verde urbano e favorire superfici permeabili. Si legge, ad esempio:

    “La sola rimozione di asfalto e cemento e la sostituzione con pavimentazioni drenanti, con materiali freddi o vernici termoriflettenti, può incidere in modo determinante sul nostro benessere psico-fisico, riuscendo ad abbattere drasticamente le temperature.”

E ancora:

    “Intervenire sulle isole di calore, anno dopo anno, con piani di mitigazione che riducano le superfici impermeabili e aumentino quelle verdi è oggi una priorità per la sopravvivenza di tutti.”

Alla luce di queste linee guida, ci colpisce che l’unico elemento evidenziato dal sindaco sia il carattere “di pregio” della nuova pavimentazione, senza alcun riferimento alla sostenibilità, alla permeabilità del suolo, alla gestione delle acque o all’ombreggiamento. Non abbiamo visto il progetto, ma è difficile immaginare che contenga elementi coerenti con il Piano Clima se nemmeno un accenno è stato ritenuto meritevole di comunicazione pubblica.

Piano del Clima, Comune di Seregno

E questo è un punto su cui vale la pena fermarsi. Non per accusare, ma per chiedere una maggiore responsabilità politica e culturale: è tempo che le parole “transizione ecologica” diventino criteri guida nei progetti, non slogan nei documenti.

Un centro storico riqualificato può – e dovrebbe – essere anche un laboratorio di adattamento climatico, un esempio visibile di come una città possa conciliare estetica, funzionalità e sostenibilità. Perché la crisi climatica non è un argomento da convegno, ma una sfida concreta che attraversa anche le scelte più quotidiane, come la riqualificazione di una via.

Seregno ha gli strumenti e le conoscenze per essere un esempio virtuoso. Ma serve coerenza tra piani e progetti, tra impegni pubblici e interventi reali. Altrimenti rischiamo di costruire il futuro su una superficie bella, sì, ma impermeabile – in tutti i sensi.

🌡️ ISOLE DI CALORE URBANE

Piano del Clima, Comune di Seregno

Dove il caldo si fa più estremo
  • In estate, una piazza asfaltata può essere da 5 a 8°C più calda rispetto a un'area verde con alberi e acqua.
  • Le isole di calore non sono eccezioni, ma effetti strutturali dell’urbanizzazione.
  • I quartieri più colpiti a Seregno (secondo il Piano Clima): Centro, San Rocco, Ceredo, Lazzaretto.
  • Pavimentazioni compatte (come pietra, asfalto, cemento) contribuiscono in modo diretto a questo surriscaldamento urbano.
Le conseguenze non sono solo termiche, ma sanitarie: colpiscono anziani, bambini, persone fragili e a basso reddito.

    “Le città sono malate: ondate di calore, alluvioni improvvise, inquinamento. Serve agire sulle superfici, riportare suolo libero, piantare alberi.” – Piano del Clima, Comune di Seregno

domenica 27 luglio 2025

Pedemontana a Seregno – Parte 4: Sicurezza, rumore e terre di scavo. Tutto ciò che non è stato detto


Martedì 22 luglio 2025, presso la Biblioteca civica di Seregno, si è tenuta un’assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione comunale alla presenza dei vertici di Pedemontana. Un’occasione utile – almeno in teoria – per fare il punto sull’avanzamento dei cantieri e informare la cittadinanza.

Ma su molti aspetti concreti, e particolarmente impattanti per chi vive nei pressi delle aree di lavoro, il silenzio è stato assordante: nessuna risposta chiara su logistica, movimentazione dei mezzi, viabilità di cantiere, polveri, rumori o tempistiche dettagliate. A sottolineare questa lacuna è stato lo stesso Sindaco di Seregno, Alberto Rossi, che più volte ha richiesto al direttore di Pedemontana, ing. Sabatino Fusco, di garantire comunicazioni tempestive e trasparenti, affinché il Comune possa informare adeguatamente i cittadini.

Eppure, le prescrizioni del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) sono chiare: il coinvolgimento informato della popolazione non è una concessione, ma un obbligo.

Nel Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/02/2010, sono elencate precise prescrizioni tecniche e ambientali per la realizzazione dell'autostrada Pedemontana. Qui vogliamo ricordarle, sia a Pedemontana che all’Amministrazione pubblica:

Prescrizione n. 135
“Dovrà essere data adeguata informazione alla popolazione interessata circa lo svolgimento, collocazione temporale e durata prevista delle attività di cantiere […]”

Il cantiere per la realizzazione della tangenziale al Ceredo - Seregno

All’assemblea, invece, nessun piano temporale di dettaglio è stato presentato, né un quadro organizzativo delle fasi più impattanti.
Ricordiamo, ad esempio, che i lavori per la tangenziale Meda–Seregno sono già iniziati.

Prescrizione n. 159
Contenimento dell’inquinamento atmosferico durante la cantierizzazione, mediante bagnatura delle piste, lavaggio ruote, copertura dei materiali polverosi, limitazione della velocità, tracciabilità delle terre.

Di queste misure, nulla è stato illustrato al pubblico. Nessuna rassicurazione sull’esistenza o sull’effettivo avvio di sistemi di lavaruote, piste stabilizzate o procedure per la gestione delle polveri e dei mezzi in transito.

Prescrizione n. 162
Piano di Azione per la gestione delle emergenze in caso di incidenti, rischio industriale, esondazioni o cantieri in aree urbane sensibili.
Sia il quartiere Ceredo che la zona dello Stadio rientrano tra le aree urbane sensibili.
Anche su questo tema, nessuna menzione è stata fatta durante l’incontro. Eppure il tracciato tocca zone densamente abitate, dove la prevenzione dovrebbe essere al centro della pianificazione.

Immagine tratta dalla relazione presentata dall'ing. Monguzzi, scaricabile qui

Un aspetto particolarmente delicato è quello del deposito delle terre di scavo, che – come confermato nella stessa assemblea – avverrà in un’area situata a cavallo tra i Comuni di Cesano Maderno e Desio, al confine con Seregno. Un tema che approfondiremo in un prossimo aggiornamento.

Cosa chiedono i cittadini (e cosa prevede il CIPE)

Il CIPE raccomanda che in fase di cantierizzazione siano predisposti:

  • Piani di circolazione dei mezzi, con indicazione di percorsi, orari, volumi di traffico (Raccomandazione n. 17);
  • Piani temporali delle opere che tengano conto anche della stagionalità ambientale, per tutelare la fauna e le condizioni climatiche (Raccomandazione n. 3);
  • Informazione continua e anticipata verso la popolazione, soprattutto nei casi di attività rumorose, movimentazione terre e fasi ad alta impattività (Prescrizione n. 135).

Serve un cambio di passo immediato: non solo per rispetto delle prescrizioni CIPE, ma per un principio elementare di democrazia ambientale e tutela della salute pubblica.

Parafrasando il Sindaco Rossi: “prima di avviare i cantieri, bisogna sapere – e far sapere – che cosa si sta facendo.”

📌 Scheda tecnica – Prescrizioni e Raccomandazioni CIPE

Supplemento ordinario n. 34 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 40 del 18/02/2010

Prescrizioni rilevanti:
  • 91) Coordinamento cantieri metrotranvia/autostrada (comune di Desio): elaborato con cronoprogrammi integrati e collaborazione obbligatoria con la Provincia di Milano.
  • 135) Monitoraggio acustico in corso d’opera e informazione dettagliata alla popolazione sulle attività rumorose.
  • 159) Contenimento inquinamento atmosferico in cantiere: polveri, lavaruote, materiali tracciabili, stabilizzazione piste, uso mezzi coperti, impianti chiusi, tecnologie a basse emissioni.
  • 162) Piano di emergenza per incidenti, esondazioni, rischio industriale: comunicazione ai lavoratori, indicazioni operative, protezioni contro cadute, scavi, linee elettriche, traffico.
  • 166 c) Nomina obbligatoria del Dirigente Tecnico della Sicurezza, sempre presente in cantiere.
  • 219) Pulizia delle strade urbane infangate dai mezzi: impianto lavaruote raccomandato.
Raccomandazioni:
  • 3) Evitare fasi di cantiere durante il periodo riproduttivo della fauna.
  • 17) Piano di circolazione mezzi d’opera con valore contrattuale, contenente: percorsi impegnati, tipo di mezzi, volumi di traffico e velocità, calendario e orari, percorsi alternativi, misure di salvaguardia degli edifici sensibili in aree urbanizzate.

 

Leggi anche:

  1. Pedemontana a Seregno – Parte 1: il nodo della tangenziale Meda-Seregno (23/07/2025)
  2. Pedemontana a Seregno – Parte 2: Gallerie, svincoli e cambiamenti a sud della città
  3. Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
  4. Pedemontana e la tangenziale Meda-Seregno. Basta numeri a caso: diciamo le cose come stanno 

 

venerdì 4 luglio 2025

Pedemontana e ospedale, la Seregno che avanza (senza dire dove va)

Il Giorno, ed. Monza - 2 luglio 2025

Nei giorni scorsi, sulle pagine locali de Il Giorno, è apparso in bella evidenza un articolo piuttosto allarmante sull’avvio dei lavori della Pedemontana a Seregno. Diversi Comitati di Quartiere hanno chiesto ufficialmente al sindaco Alberto Rossi un incontro, seguito da un’assemblea pubblica, per informare la cittadinanza sui lavori della Pedemontana che potrebbero avere impatti diretti e indiretti sul territorio comunale.

Ma se le ruspe rombano, l’amministrazione comunale, per ora, tace. E qui entra in gioco il nuovo motto che serpeggia tra cittadini e comitati: “Pedemontana, non se ne parla!

Il bello (si fa per dire) è che questa frase funziona su due livelli: da una parte, c’è chi la pronuncia con tono deciso, quasi a dire “non vogliamo quest’opera”; dall’altra, c’è chi la dice sospirando, perché dal Comune non arriva nemmeno mezza parola.

Nelle ultime settimane, gli sbancamenti sono ben visibili nei comuni vicini e anche a Seregno, dove sta prendendo forma la famigerata “tangenziale sud di Meda”, senza dimenticare la zona Stadio, dove è prevista una galleria. E guai a illudersi che Seregno possa cavarsela con poco: tra cantierizzazioni, viabilità impazzita e traffico pronto a riversarsi sulle strade locali, la città è già parte in causa.

Sono già passate due settimane da quando i Comitati di Quartiere - inizialmente quelli delle zone più coinvolte, come Ceredo, Sant’Ambrogio, Lazzaretto-San Giuseppe e San Carlo - hanno chiesto con urgenza di incontrare il sindaco Rossi. I temi sul tavolo non sono certo dettagli da tecnici:

  • le opere di mitigazione ambientale, cruciali per salvare il Parco agricolo del Meredo;
  • il destino del tunnel previsto dietro l’ospedale e quello del passaggio a livello di San Giuseppe;
  • la viabilità cittadina, già al limite in vie come Cadore e Wagner, dove i camion rischiano di diventare più numerosi degli alberi.

Segno evidente che la Pedemontana non è faccenda “da quartiere”: anche i Comitati di Santa Valeria e del Centro hanno deciso di farsi sentire. Ormai è chiaro a tutti che un’autostrada di queste dimensioni non si limita a scavare buche nel terreno, ma rischia di scavare solchi profondi nella qualità della vita cittadina.

Ma non è solo la Pedemontana a sollevare domande sul futuro urbanistico di Seregno.

La pagina Facebook del Sindaco Rossi - 3 luglio 2025

Mentre il sindaco sembra non trovare il tempo per parlare con i Comitati sul tema Pedemontana, lo trova invece per schierarsi a favore della costruzione di un nuovo ospedale, non su un’area dismessa o riqualificabile, ma su terreni agricoli vergini. Una scelta che stride apertamente con quanto dichiarato dallo stesso Comune nel Piano Clima, dove si auspica il consumo di suolo zero e la tutela delle aree verdi residue.

È una contraddizione che non sfugge a chi osserva la città: da un lato, si denuncia l’impatto della Pedemontana sui quartieri e sull’ambiente; dall’altro, si propone di costruire un’opera enorme come un ospedale su terreno verde, invece di dare priorità al recupero delle tante aree dismesse esistenti.

Il racconto distopico da noi pubblicato - “La salute non si costruisce sul cemento. L’Ospedale di Seregno e il costo del nuovo: una lezione urbanistica per la Brianza” - fotografa con chiarezza il problema: la salute dei cittadini si tutela con una città vivibile, verde, con aria respirabile e servizi accessibili. Non con muri e cemento.

Il vero nodo è la mancanza di una visione strategica. La consiliatura Rossi, dopo 7 anni, non ha ancora varato un nuovo Piano di Governo del Territorio, e si procede a colpi di interventi spot: un rendering qui, una pista ciclabile lì, un’inaugurazione altrove. Senza però un disegno complessivo su come Seregno dovrà essere tra dieci o vent’anni.

Nel frattempo, il silenzio sulla Pedemontana diventa sempre più rumoroso. Come dicono con sarcasmo alcuni cittadini, «fa più baccano dei camion che attraversano il Ceredo».

I Comitati e molti cittadini, però, non hanno alcuna intenzione di mollare. Sono convinti che il momento per parlare sia adesso, perché più passa il tempo, più le questioni rischiano di diventare ingovernabili. Anche perché una città senza visione rischia di trovarsi, presto, con molto cemento e pochissima salute.

martedì 26 novembre 2024

Piano Clima di Seregno: ora coivolgiamo i cittadini, non abbiamo tempo da perdere!

Riceviamo e pubblichiamo.

(dc) - Seregno incassa un altro riconoscimento per il suo Piano Clima e può certamente festeggiare. Dopo il premio ricevuto a Padova poche settimane fa, il progetto ha conquistato anche il Premio Nazionale Innovazione e Sviluppo Next Generation 2024, organizzato da ANCI Piemonte sotto il prestigioso patrocinio del Parlamento Europeo, di ministeri italiani e della RAI. Insomma, una sfilata di medaglie che brilla di successo.


Il sindaco Alberto Rossi, giustamente soddisfatto, ha condiviso il momento su Facebook, ricordando come tutto sia nato dalla necessità di reagire agli eventi estremi del 2023: la grandinata e la tromba d’aria che hanno scosso la città. L’orgoglio c’è, la visione pure. Ma manca ancora un elemento fondamentale: il confronto pubblico e partecipato, annunciato mesi fa e rimasto per ora solo sulla carta.

In un’intervista su LinkedIn, Rossi ha descritto le ambiziose misure previste dal Piano Clima: depavimentazioni per migliorare il drenaggio, aree allagabili per contrastare le inondazioni e piantumazioni per mitigare le isole di calore. Un modello di progettazione urbana avanzata, combinato con l’intento di sensibilizzare e coinvolgere la comunità. Parole che suonano bene e che giustamente hanno attirato l’attenzione dei giudici dei premi.

Eppure, qualcosa non torna. Le presentazioni pubbliche, promesse durante l'incontro iniziale dello scorso giugno, non si sono ancora tenute. I cittadini, teoricamente il cuore pulsante di un piano così inclusivo, non hanno avuto modo di partecipare, ascoltare, proporre o sentirsi davvero parte del progetto.


Il sindaco rassicura: alcune attività partiranno presto, soprattutto nelle scuole, e il bilancio 2024 prevede risorse destinate alle prime azioni concrete. Bene, anzi benissimo. Ma l’impressione è che i premi abbiano viaggiato più veloci delle attività sul campo.

In fondo, il Piano Clima è un’opera tanto necessaria quanto innovativa. Merita il successo, ma ancor di più merita di essere vissuto dai cittadini di Seregno. Tra un premio e un altro, la vera vittoria sarà portare il progetto nelle piazze, nei quartieri e, perché no, sui tavoli delle discussioni partecipative promesse.

Per ora, Seregno può lucidare i suoi trofei. Ma chissà, forse è il caso di spolverare anche le agende per fissare qualche data di incontro con i suoi abitanti.

lunedì 25 novembre 2024

Pedemontana: Quale futuro per Biassono? Incontro pubblico per analizzare le criticità


La realizzazione della nuova autostrada Pedemontana continua a suscitare un vivace dibattito nelle comunità locali. La lista civica "Biassono Civica" ha deciso di affrontare il tema con un incontro pubblico dal titolo "Pedemontana a Biassono. Cosa ci aspetta, cosa possiamo fare", che si terrà il prossimo 4 dicembre 2024 alle ore 20:45 presso la Sala Civica Carlo Cattaneo in via Verri 14 a Biassono.


L'autostrada Pedemontana è un'infrastruttura ambiziosa, ma il progetto non è esente da pesanti criticità. Tra le principali preoccupazioni emerse vi sono:

  • Impatto ambientale: il tracciato dell'autostrada attraversa zone sensibili dal punto di vista ecologico e agricolo. L'opera minaccia aree verdi di pregio, compromettendo la biodiversità e riducendo il patrimonio naturale disponibile per le comunità locali.
  • Costi e sostenibilità economica: i costi elevati del progetto e le incertezze sui fondi necessari per il completamento continuano a sollevare dubbi sulla sostenibilità economica dell'opera, soprattutto considerando i benefici limitati rispetto ai disagi causati.
  • Problemi di inquinamento: l'autostrada potrebbe comportare un aumento significativo delle emissioni di CO2 e polveri sottili, peggiorando la qualità dell'aria in un'area già fortemente industrializzata.
  • Impatto sociale: le espropriazioni e i disagi causati dalla costruzione dell'autostrada potrebbero colpire duramente le comunità locali, compromettendo il tessuto sociale e la qualità della vita degli abitanti.

Per discutere di questi temi, Biassono Civica ha organizzato un evento che vedrà la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti istituzionali. Tra i relatori ci saranno:

  • Federico Carrer, architetto;
  • Alberto Rossi, sindaco di Seregno;
  • Sara Dossola, sindaca di Lesmo;
  • Massimo Stucchi, del comitato No Pedemontana Lesmo;
  • Alberto Colombo, esponente di Sinistra e Ambiente Meda;
  • Concetta Monguzzi e Giorgio Garofalo, consiglieri provinciali.

La serata sarà un’occasione per fare il punto sul progetto, comprendere i possibili impatti per Biassono e i comuni limitrofi, e valutare le alternative praticabili. L’invito a partecipare è rivolto a tutti i cittadini interessati a informarsi e a contribuire al dibattito.


"Vi aspettiamo il 4 dicembre 2024 in Sala Civica a Biassono per parlare di Pedemontana"
è il messaggio della lista civica. La partecipazione attiva è fondamentale per costruire una risposta condivisa a una questione che potrebbe ridefinire il futuro del territorio.

 


 

giovedì 4 luglio 2024

Il futuro degli alberi urbani a Seregno: le ragioni del sindaco Rossi e le nostre osservazioni

Gli olmi di via Parini prima del taglio

La pubblicazione del nostro post riguardante l'abbattimento degli olmi di via Parini (leggi qui) ha attirato molta attenzione ed è stata ripresa da diversi canali social. Alberto Rossi, Sindaco di Seregno, ci ha scritto per spiegare le ragioni di tale intervento. Lo ringraziamo per questo e ci auguriamo che, come ha già dimostrato in passato, sappia cogliere gli aspetti positivi di questo confronto e "guardare alla problematica complessivamente". Al termine del suo intervento, pubblichiamo alcune nostre riflessioni.

 

La gestione del patrimonio arboreo a Seregno: le motivazioni dell'amministrazione comunale 

 

L'area di via Parini dopo il taglio degli olmi

di Alberto Rossi, Sindaco di Seregno
 

So bene che ad ogni abbattimento di alberature, si rinnovano proteste di persone con spiccata sensibilità ambientalista, come quelle da voi citate. Credo sia necessario, però, guardare alla problematica complessivamente. A Seregno gli alberi di proprietà pubblica sono circa 11 mila, solo considerando i parchi urbani e i filari (poi ci sono le fasce boscate, dove solo nell’ultimo biennio abbiamo impiantato quasi 5000 nuovi esemplari). Un patrimonio così ampio comporta, inevitabilmente, una manutenzione periodica, fatta di nuove piantumazioni (che in questi anni sono state regolarmente effettuate) e fatta, purtroppo, anche di abbattimenti. Che, fisiologicamente, riguardano poche decine di alberi all’anno.

Gli alberi, infatti, non sono eterni: qualche volta si ammalano e diventano pericolanti. Qualche volta portano insetti. E qualche volta raggiungono dimensioni che non sono più compatibili con la loro collocazione, magari perché la loro chioma danneggia i tetti delle case o magari perché l’apparato radicale (come quello degli olmi di via Parini, intervento di cui parliamo da due anni almeno) intercetta pericolosamente la rete dei sottoservizi, fino ad invadere le proprietà laterali. E poi abbiamo diversi alberi ormai irrimediabilmente secchi. In questi casi, è fisiologico l’abbattimento. Che è una scelta sempre complessa, ma mai immotivata. Rimane poi il tema rispetto al reimpianto nelle aree urbane, su cui rinnoviamo l’impegno e concentreremo risorse nei prossimi anni.


Gli olmi di via Parini: perché il loro valore non va sottovalutato
 
Immagine tratta dal Piano Clima del Comune di Seregno

Gentile Sindaco Rossi,

La ringraziamo per le spiegazioni fornite e per l’impegno preso riguardo al reimpianto delle alberature in ambito urbano. Tuttavia, nel caso specifico degli olmi di via Parini, ci sembra che non si sia tenuto sufficientemente conto dei benefici che tali alberi portavano agli abitanti di quel rione e, più in generale, alla nostra città.

Come lei ben sa, gli alberi sono cruciali per contrastare il fenomeno globale delle "isole di calore": un singolo albero può fornire un refrigerio pari a quello prodotto da cinque condizionatori. Oltre a questo, gli alberi contribuiscono a ridurre gli inquinanti atmosferici, immagazzinano CO2, conservano l'acqua piovana e favoriscono la biodiversità. Sono elementi vitali per la salute del nostro ambiente urbano e per il benessere dei cittadini.

Il posizionamento degli elementi vegetali nelle strutture urbane può facilitare o inibire la separazione tra gli effetti microclimatici e di inquinamento (fonte: Scudo, 2003)

Inoltre, non sembra ci fossero urgenze stringenti, dato che l'intervento era stato discusso per almeno due anni. Pertanto, ci chiediamo se non fosse stato possibile posticipare l'abbattimento a settembre, dopo la stagione riproduttiva degli uccelli, per minimizzare l'impatto sulla fauna locale.

Auspichiamo che in futuro vengano considerati non solo i problemi manutentivi, ma anche i grandi vantaggi che gli alberi offrono.

mercoledì 26 luglio 2023

Tromba d'aria a Seregno: il punto della situazione

Foto tratta dalla pagina Facebook del Sindaco Alberto Rossi


Alberto Rossi, sindaco di Seregno, è intervenuto ieri sera sulla sua pagina Facebook per illustrare la situazione dopo la disastrosa tromba d'aria che ha colpito la cittadina brianzola lunedì 24 luglio 2023.

"Dopo il grande spavento di ieri torno a raccontarvi il lavoro che abbiamo messo in campo per proseguire nel lavoro di messa in sicurezza.
Voglio partire innanzitutto dalle famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case in via Edison. Hanno passato la notte e la giornata nelle soluzioni che avevano scelto autonomamente o in quella individuata dal Comune per chi ha avuto questa necessità. Abbiamo interlocuzioni con i due amministratori di condominio che si stanno attivando per la messa in sicurezza dei due tetti che hanno ceduto. Continueremo a star loro vicino per qualsiasi esigenza.

Viabilità.
È stata emessa un'ordinanza per viale Edison, nel tratto fra via Colzani e via Turati, che resterà chiuso sino al ripristino dello stato dei luoghi. Resta accessibile la Chiesa di Sant'Ambrogio. Oggi sono state rimosse tutte le lamiere e i detriti. Anche in via Macchiavelli oggi si è intervenuti per la messa in sicurezza di un tratto di strada per la rimozione di un albero ad alto fusto. Per quel che riguarda il muro dello stadio siamo al lavoro per verificarne lo stato.

Opere idrauliche.
Oggi abbiamo avuto un incontro, già previsto prima di questi giorni di eventi atmosferici straordinari, con BrianzAcque. Abbiamo concordato che si attiverà un’analisi di soluzioni da mettere in campo il prima possibile per superare le criticità emerse in questi giorni e di una programmazione sul lungo periodo che abbia come obiettivo la gestione di questi fenomeni atmosferici che verosimilmente saranno sempre più frequenti. Si è anche condivisa la necessità d’implementare la pulizia delle caditoie. Infine, avanza la progettazione della vasca volano in via Sicilia e di soluzioni palliative finché non sarà pronta per la zona di via Montello in cui si presentano le maggiori criticità.

Scuole e centri estivi.

Oggi abbiamo effettuato sopralluoghi e primi interventi di messa in sicurezza nei centri scolastici sede di centro estivo, così da non interrompere un servizio prezioso per le famiglie.

Infine, parchi e cimiteri resteranno chiusi anche mercoledì 26 luglio."