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martedì 3 novembre 2026

Bonifica da diossina e compensazioni: le richieste delle associazioni e le mancate risposte di Pedemontana

Due richieste di incontro per fare il punto sulla bonifica della tratta B2 e sulle compensazioni ambientali e viabilistiche delle tratte B2 e C. Pedemontana ha risposto con alcune informazioni, ma senza accogliere le richieste di confronto e lasciando aperte numerose questioni.

La mappa dei cantieri di Pedemontana. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Nell'ottobre 2026, Legambiente circolo “Laura Conti” di Seveso, Legambiente circolo Gaia di Usmate Velate, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago e Brianza Centrale hanno inviato ad Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) due richieste di incontro per ottenere chiarimenti e aggiornamenti su alcune questioni rilevanti legate alla realizzazione delle tratte B2 e C.

La prima nota, datata 5 ottobre e indirizzata, oltre che a Pedemontana, ad ARPA, al Dipartimento Ambiente di Regione Lombardia, a CAL, a Pedelombarda Nuova e ai sindaci dei Comuni interessati dalla tratta B2 (Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Barlassina e Lentate sul Seveso), chiedeva la convocazione del Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica.

L'ultimo incontro del Tavolo si era svolto il 6 maggio 2026, mentre il successivo aggiornamento scritto, del 22 luglio, era arrivato anch'esso su sollecitazione dei gruppi ambientalisti e civici. La richiesta mirava a mantenere un monitoraggio costante degli interventi, con particolare attenzione alle celle nelle quali non erano stati raggiunti gli obiettivi di bonifica, ai risultati delle analisi chimiche effettuate in contraddittorio con ARPA e alla caratterizzazione come rifiuti e alla destinazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari.

La seconda nota, del 10 ottobre e indirizzata alla sola Pedemontana, chiedeva invece un incontro per un aggiornamento sulle Compensazioni Ambientali delle tratte B2 e C, sugli interventi previsti dalla prescrizione 51 del CIPESS, sui depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, sugli extracosti, sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché sul cronoprogramma rivisto.

A entrambe le richieste Pedemontana ha risposto con due comunicazioni scritte del 20 ottobre 2026, senza tuttavia accogliere le proposte di incontro.

La bonifica da diossina: il 38% dei campioni non raggiunge gli obiettivi

Planimetria Piano Operativo Bonifica al 30/09/2026

Nella comunicazione relativa alla bonifica della tratta B2, Pedemontana fornisce alcuni dati sull'avanzamento degli scavi e sui risultati dei collaudi. Al 30 settembre 2026, gli scavi avevano raggiunto 32.913,89 metri cubi sui 35.441,68 previsti dopo le varianti, pari a circa il 93% del volume complessivo. È importante precisare che questo dato riguarda il volume degli scavi effettuati e non la percentuale di bonifica completata. Più significativo, per valutare l'efficacia degli interventi, è il dato relativo ai collaudi: secondo quanto comunicato dalla stessa società, il 62% dei campioni analizzati ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, mentre nel restante 38% tali obiettivi non sono stati conseguiti. Il dato evidenzia quindi la presenza di criticità ancora da affrontare. La stessa società conferma la necessità di ulteriori scavi di approfondimento e di successive verifiche nei punti in cui i risultati non sono stati soddisfacenti. Quanto alle analisi effettuate in contraddittorio con ARPA, APL dichiara che vi è piena corrispondenza tra i risultati del proprio laboratorio e quelli dei laboratori dell'Agenzia. Nella risposta, tuttavia, non vengono allegati i relativi valori analitici, né viene fornito un quadro organico dei risultati delle verifiche.

Bonifica ambientale. Lotto 2. Bosco delle Querce. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Non vengono inoltre forniti i risultati delle analisi di caratterizzazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari, né vengono chiarite le modalità della loro classificazione come rifiuti e la loro destinazione. Si tratta di informazioni espressamente richieste dai gruppi, necessarie per ricostruire anche la gestione dei materiali contaminati rimossi dalle celle che non avevano raggiunto gli obiettivi di bonifica. Per ulteriori aggiornamenti, Pedemontana rinvia alla sezione «Bonifica e collaudi» del proprio sito, dove sono pubblicate le informazioni relative alle diverse fasi dell'intervento. La consultazione richiede però un complesso lavoro di ricostruzione e confronto con i dati e gli aggiornamenti precedenti. Per quanto riguarda la convocazione del Tavolo di lavoro, la società dichiara di voler attendere «la fine dei lavori per il maggior numero possibile di lotti», in modo da poter tracciare un consuntivo complessivo della bonifica. Una scelta che rinvia il confronto a una fase successiva, proprio mentre restano da chiarire gli esiti delle verifiche e gli interventi ancora necessari.

Compensazioni ambientali: 30,5 milioni di euro e 15 interventi

La seconda risposta di Pedemontana contiene una scheda sullo stato delle Compensazioni Ambientali e degli interventi collegati alla prescrizione 51 del CIPESS. Per le Compensazioni Ambientali, la società indica 15 opere e misure per un valore complessivo di 30,5 milioni di euro. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato, con deliberazioni del 25 ottobre 2023 e del 17 giugno 2024, l'erogazione di 3,8 milioni di euro a favore dei Comuni interessati, come anticipazione per l'avvio della progettazione degli interventi compensativi. L'erogazione è però subordinata alla sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa: non si tratta, quindi, di somme che possono essere considerate già versate. Al 30 settembre 2026 risultavano sottoscritti protocolli con nove Comuni: Barlassina, Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Lissone, Meda, Seveso e Vimercate. La società segnala inoltre che sono stati approvati i progetti di fattibilità tecnico-economica di Biassono, Lissone e Vimercate. Per Cesano Maderno è stato invece rilasciato il nulla osta al progetto esecutivo del primo lotto di Piazza Verde, in via Molinello. Si tratta di informazioni utili, ma ancora insufficienti per ricostruire in modo completo lo stato di attuazione delle opere. Mancano un quadro aggiornato dei singoli interventi, le loro localizzazioni, i dettagli progettuali e soprattutto le tempistiche previste per la realizzazione. La stessa Pedemontana ricorda che i Comuni possono proporre progetti diversi da quelli previsti nel progetto definitivo del 2009, attribuendo quindi alle amministrazioni comunali la responsabilità della scelta degli interventi.

Prescrizione 51: le richieste dei Comuni e le informazioni mancanti

La prescrizione 51 riguarda interventi di compensazione viabilistica, qualità ambientale e mobilità. Le risorse complessivamente previste ammontano a 10 milioni di euro: 5,42 milioni destinati a Cesano Maderno e 4,58 milioni a Seveso. Pedemontana riferisce che la Provincia aveva predisposto nel 2016 un progetto preliminare per la tratta B2, approvato dai Comuni interessati. Al momento della risposta, tuttavia, soltanto Cesano Maderno aveva sottoscritto il protocollo d'intesa relativo a questa prescrizione. 
Per quanto riguarda Seveso, il Comune ha chiesto a Pedemontana di occuparsi della progettazione e della realizzazione di sei interventi:
  • via Garibaldi, con esclusione della rotatoria di via Cacciatori delle Alpi;
  • Ponte Verde e collegamento ciclabile con via delle Rogge, per l'ampliamento del Bosco delle Querce;
  • via delle Rogge;
  • l'intersezione tra via Roma, via Garibaldi e via Cacciatori delle Alpi;
  • via Vignazzola;
  • la rotatoria di via Capuana.
La risposta, dunque, contiene alcune informazioni sulle risorse disponibili e sugli interventi richiesti da Seveso, ma non chiarisce lo stato effettivo dei progetti, le eventuali modifiche rispetto alle previsioni iniziali e le tempistiche di attuazione. Nel quadro fornito da Pedemontana non trovano invece spazio le altre proposte di intervento avanzate dalle amministrazioni comunali. In particolare, Sinistra e Ambiente segnala che non vengono richiamate le richieste del Comune di Meda relative agli interventi di qualità ambientale, già oggetto di iniziative e deliberazioni dell'amministrazione. Anche questo aspetto contribuisce a evidenziare l'incompletezza delle informazioni fornite dalla società.

Depositi di terre, extracosti e prestiti: nessun aggiornamento

Sulle altre questioni sollevate dalle associazioni, la risposta di Pedemontana è molto più generica. Non vengono fornite informazioni sulle aree utilizzate come depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, né sul campo base. Nessun aggiornamento viene comunicato sugli extracosti, sulla situazione economica complessiva dell'opera e sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Non viene fornito neppure un aggiornamento sul cronoprogramma rivisto. Per questi argomenti la società richiama i rapporti con gli enti e le istituzioni competenti, invitando le associazioni a rivolgersi direttamente a tali soggetti, che avrebbero piena visibilità sulle attività in corso.

Il ruolo delle associazioni e il diritto di conoscere

Nelle due comunicazioni Pedemontana non si dichiara disponibile a organizzare gli incontri richiesti. Per le Compensazioni Ambientali suggerisce di rivolgersi ai rappresentanti dei singoli Comuni, precisando che un proprio responsabile parteciperebbe a eventuali incontri informativi qualora fossero le amministrazioni comunali a promuoverli.

Per gli altri argomenti rinvia invece direttamente agli enti competenti. Le amministrazioni comunali hanno certamente un ruolo fondamentale nella definizione degli interventi di compensazione e nei rapporti istituzionali con la società concessionaria. Questo, tuttavia, non esaurisce il diritto delle associazioni e dei gruppi civici a chiedere informazioni, approfondimenti e momenti di confronto. Le questioni sollevate non riguardano soltanto le scelte dei singoli Comuni: investono anche le responsabilità di Pedemontana, l'avanzamento dei lavori, la gestione dei materiali contaminati, il rispetto delle prescrizioni e l'attuazione degli interventi previsti. Il rinvio ai Comuni o agli enti competenti non può quindi diventare una risposta generalizzata a richieste che chiamano direttamente in causa la società.

Le risposte ricevute confermano quanto sia necessario mantenere alta l'attenzione su questi temi. Il dato del 38% dei campioni che non ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, la mancanza di informazioni analitiche dettagliate, le questioni ancora aperte sulle compensazioni e l'assenza di aggiornamenti su depositi di terre, extracosti e cronoprogramma sono elementi che richiedono ulteriori chiarimenti. Le associazioni non intendono sostituirsi alle amministrazioni comunali o agli enti preposti, ma rivendicano la possibilità di svolgere un ruolo autonomo di interlocuzione, controllo e informazione, anche attraverso la partecipazione ai tavoli di monitoraggio e un confronto periodico con i soggetti responsabili della realizzazione dell'opera. La trasparenza non può ridursi alla pubblicazione di documenti su un sito o al rinvio da un soggetto istituzionale all'altro. Occorre che le informazioni siano complete, comprensibili e aggiornate e che vi sia disponibilità a un confronto effettivo. È su questo terreno che le associazioni intendono continuare a esercitare la propria attività, mantenendo alta l'attenzione sull'impatto dell'infrastruttura e informando la cittadinanza su quanto sta avvenendo sul territorio.

domenica 27 settembre 2026

Il cinema per rompere il silenzio: NAZA in programma a Seveso


Il 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00 al Cinema Politeama di Seveso arriva NAZA, il film che affronta la guerra a Gaza e, in particolare, i sistemi attraverso i quali viene condotta la guerra e colpita la popolazione civile palestinese.

La prima delle tre proiezioni in programma, lunedì 28, sarà preceduta da un breve intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura.

Girato prevalentemente di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA cerca di osservare dall'interno la realtà israeliana e di interrogarsi sui meccanismi che possono portare alla disumanizzazione di un'intera popolazione. I registi, israeliani, spiegano di aver realizzato il film sentendo il dovere di utilizzare la propria posizione per analizzare i sistemi alla base dell'uccisione di civili palestinesi. Il film nasce anche dalle domande che, secondo gli autori, attraversano la storia del Novecento: come può una società arrivare a permettere la completa disumanizzazione dell'altro? E come funziona, dall'interno, un sistema di questo tipo?

Molti degli elementi affrontati nel film erano già emersi nell'attività di giornalismo d'inchiesta condotta, tra gli altri, da The Guardian, +972 Magazine e Local Call. NAZA prova però a spingersi oltre la semplice ricostruzione dei fatti, concentrandosi anche su ciò che non viene detto: sulle omissioni, sui silenzi e sui meccanismi che rendono possibile ciò che accade.

È un film che non chiede soltanto di guardare, ma di interrogarsi. E, come scrivono i suoi autori, «spetta a tutti noi rompere quel silenzio».

📍 Cinema Politeama – Seveso
📅 28, 29 e 30 settembre, ore 21.00
🎬 NAZA
🎙️ Prima della proiezione di lunedì 28 settembre: intervento di ANPI Seveso e Seveso Futura

venerdì 11 settembre 2026

Diossina e salute: a Meda una serata per il 50° anniversario del disastro ICMESA


Il 10 luglio è passato. A Seveso, proprio in quella data, si è svolta la cerimonia istituzionale per il 50° anniversario del disastro dell’ICMESA, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una ricorrenza importante, che ha riportato all’attenzione pubblica una vicenda che, a cinquant’anni di distanza, continua a interrogare il territorio e chi lo abita.

In occasione dell’anniversario, alcuni gruppi ambientalisti di Seveso e Meda – Legambiente Circolo Laura Conti, Sinistra e Ambiente-Impulsi e Seveso Futura – hanno indirizzato una lettera alle istituzioni, chiedendo che possano essere conosciute nella loro completezza, e soprattutto nella loro attualità, sia le drammatiche vicende di quegli anni sia le criticità che ancora oggi riguardano il Bosco delle Querce, luogo simbolo della memoria di quella tragedia.

Ma il 10 luglio non può essere considerato soltanto una data del passato. Il bisogno di conoscere, ricordare e riflettere non si esaurisce con una cerimonia. Per questo a Meda proseguono le iniziative dedicate al 50° anniversario del disastro diossina dell’ICMESA.

Dopo la prima serata, svoltasi il 4 luglio 2026 e dedicata al Sapere Operaio, alla Nocività e al Diritto alla Conoscenza, il prossimo appuntamento sarà mercoledì 23 settembre. La serata sarà dedicata a un tema particolarmente delicato: la salute e le conseguenze della fuoriuscita di diossina del 10 luglio 1976 sulle persone, sugli animali e, più in generale, sui viventi.

È un aspetto centrale della vicenda di Seveso e, allo stesso tempo, uno dei più complessi e controversi. Dietro i numeri degli studi epidemiologici, dei monitoraggi e delle campagne di ricerca ci sono infatti persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze della contaminazione e famiglie che, a distanza di decenni, continuano a confrontarsi con le domande lasciate da quella tragedia.

Nel corso degli anni sono stati prodotti dati, relazioni e risultati di grande importanza. Una parte consistente di questo patrimonio di conoscenze, tuttavia, è rimasta confinata soprattutto agli ambienti scientifici e specialistici, attraverso pubblicazioni su riviste e siti dedicati. Portare questi temi fuori dagli ambiti strettamente accademici significa quindi contribuire a rendere più accessibile una conoscenza che appartiene all’intera comunità.

L’iniziativa del 23 settembre nasce proprio da questa esigenza: non soltanto ricordare ciò che accadde cinquant’anni fa, ma provare a comprenderne meglio le conseguenze e a interrogarsi su ciò che quella storia continua a insegnare.

Come la precedente iniziativa di luglio, anche questa serata è promossa dai gruppi che da tempo lavorano insieme sulla Storia e la Memoria del Bosco delle Querce, nella consapevolezza che quel luogo e la memoria del disastro siano profondamente legati. Il Bosco delle Querce non è soltanto un'area verde nata dalla bonifica dei terreni contaminati: è anche un luogo della memoria, che conserva il ricordo di una ferita profonda per l’intero territorio.


In occasione di questo percorso comune, i gruppi promotori hanno scelto inoltre di dotarsi di un logo che li identifichi come soggetto collegiale. Un piccolo segno, ma significativo: quello di realtà diverse che hanno deciso di condividere un percorso di memoria, conoscenza e attenzione verso il territorio.

Il 50° anniversario, dunque, non si chiude con il 10 luglio. A Meda il ricordo continua, cercando di guardare al passato senza perdere di vista le domande che quella storia pone ancora oggi.

mercoledì 15 luglio 2026

Bosco delle Querce, verso l'ampliamento e il Ponte Verde. Gli ambientalisti: "Un passo importante, ma non basta a compensare il consumo di suolo"

Bosco delle Querce. Progetto del 1993 della Regione Lombardia (Mario Di Fidio)

L'ampliamento del Bosco delle Querce e la realizzazione del Ponte Verde compiono un nuovo passo avanti. Nelle scorse settimane il Comune di Seveso ha approvato gli indirizzi strategici per la progettazione delle nuove aree del Parco e le linee guida che dovranno orientare il successivo Piano di Fattibilità Tecnico-Economica.

Si tratta di un intervento atteso da tempo, che prevede l'estensione del Bosco sul versante est, insieme alla realizzazione di un collegamento ecologico tra la parte storica del Parco e quella di futura espansione, oggi separate dalla viabilità che sarà interessata dal tracciato dell'autostrada Pedemontana.

Sulla vicenda è intervenuto il gruppo Sinistra e Ambiente-Impulsi, insieme a Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e Seveso Futura, che ricordano come la proposta di ampliare il Bosco delle Querce sia stata avanzata e sostenuta da anni attraverso incontri con le istituzioni, iniziative pubbliche e attività di sensibilizzazione. 

 

 

Secondo le associazioni ambientaliste, il progetto rappresenta un risultato importante perché consentirà di acquisire al patrimonio pubblico nuove aree oggi libere da edificazioni, preservandole da possibili future trasformazioni urbanistiche. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a oltre 2,7 milioni di euro, provenienti dal budget ambientale di Autostrada Pedemontana Lombarda e dalle compensazioni forestali.

Rendering del Ponte Verde elaborato da APL

Accanto all'ampliamento è prevista anche la realizzazione del cosiddetto Ponte Verde, un'infrastruttura del valore stimato di circa 1,9 milioni di euro, destinata a collegare le due porzioni del Bosco. Per gli ambientalisti il collegamento rappresenta un elemento essenziale, non solo per consentire il passaggio delle persone, ma soprattutto per garantire la continuità ecologica e il movimento della fauna tra le due aree.

Planimetrie del Ponte Verde elaborate da APL

Pur esprimendo soddisfazione per questi sviluppi, le associazioni invitano però a non confondere l'ampliamento con una compensazione completa degli effetti prodotti dalla Pedemontana.

Ricordano infatti che la realizzazione dell'infrastruttura comporterà comunque la perdita di circa due ettari di bosco, l'abbattimento di migliaia di alberi, la costruzione della vasca di laminazione e della nuova viabilità di accesso, con un conseguente consumo di suolo. Per questo, a loro giudizio, il nuovo bosco non potrà essere considerato un vero risarcimento del danno ambientale, pur rappresentando un'opportunità per tutelare aree che altrimenti rischierebbero di essere compromesse.

Allegato alla delibera n. 118/GC del 3/7/2026

Le osservazioni riguardano anche alcune delle ipotesi contenute nelle linee guida progettuali. Gli ambientalisti ritengono infatti che l'eventuale realizzazione di nuove aree gioco, spazi fitness o di un punto ristoro debba essere valutata con particolare attenzione. A loro avviso, il Bosco delle Querce dovrebbe continuare a privilegiare la naturalità, la biodiversità e una fruizione rispettosa dell'ambiente, evitando di assumere caratteristiche proprie di un tradizionale parco urbano.

Anche sul progetto del Ponte Verde vengono espresse alcune perplessità, in particolare riguardo alla presenza di un cancello a chiusura temporizzata che potrebbe costituire un ostacolo al passaggio della fauna. Si tratta di un aspetto che, secondo le associazioni, dovrà essere approfondito nelle prossime fasi progettuali.

L'iter dell'ampliamento entra ora nella fase della progettazione vera e propria. Proprio per questo, Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Circolo Laura Conti e Seveso Futura annunciano che continueranno a seguire con attenzione l'evoluzione del progetto, formulando osservazioni e proposte affinché il Bosco delle Querce possa rafforzare la propria funzione di area naturale e di memoria di uno dei capitoli più significativi della storia ambientale della Brianza.

Questo articolo riprende e sintetizza le valutazioni diffuse da Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e Seveso Futura. Per approfondire cliccare qui.

venerdì 10 luglio 2026

Cinquant'anni dopo Seveso: il Bosco delle Querce non è un monumento, ma il cuore del futuro Parco del Seveso


Cinquant'anni dopo il disastro dell'Icmesa, il 10 luglio 1976 continua a parlarci. Lo dimostrano anche i due approfondimenti che la Repubblica e L'Espresso hanno dedicato in questi giorni al cinquantesimo anniversario, riportando al centro del dibattito non solo la memoria della contaminazione da diossina, ma anche il futuro del Bosco delle Querce e dell'intera valle del Seveso.

La storia del Bosco è straordinaria: là dove la diossina aveva reso la terra inabitabile è nato uno dei più importanti simboli europei di rinascita ambientale. Ma proprio perché è un simbolo, oggi non può essere considerato un'isola verde separata dal territorio che lo circonda.

la Repubblica. Per leggere l'articolo cliccare qui

È questo il messaggio più interessante che emerge dalle voci delle associazioni ambientaliste raccolte da la Repubblica. Legambiente, Sinistra e Ambiente Meda e Seveso Futura chiedono che il Bosco delle Querce diventi parte integrante del futuro Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, trasformandosi nel cuore di una rete ecologica che accompagni il fiume e ricucia un territorio frammentato da urbanizzazione, infrastrutture e consumo di suolo.

È una proposta che Brianza Centrale sostiene da tempo.

Il Bosco non appartiene soltanto ai Comuni di Seveso e Meda. Appartiene alla memoria collettiva della Brianza e rappresenta uno dei luoghi più significativi della storia ambientale italiana. Per questo la sua tutela non può limitarsi ai confini amministrativi, ma deve inserirsi in una visione più ampia di rigenerazione della valle del Seveso.

L'Espresso. Per leggere l'articolo cliccare qui

L'intervista pubblicata da L'Espresso a Gemma Beretta, di Legambiente Seveso, va nella stessa direzione. Beretta ricorda che la memoria del disastro non può essere ridotta a una celebrazione istituzionale. Occorre continuare a interrogarsi sulle conseguenze sanitarie e ambientali di quanto accaduto, ma soprattutto ricostruire un rapporto tra comunità e territorio. In una Brianza sempre più impermeabilizzata e urbanizzata, il Bosco delle Querce non deve restare un'eccezione: deve diventare il modello di una diversa politica del paesaggio.

Le sue osservazioni assumono un significato ancora più attuale se si pensa alle vicende legate ai cantieri della Pedemontana, che hanno riportato all'attenzione aree ancora interessate dalla contaminazione storica. Il disastro dell'Icmesa non appartiene soltanto agli archivi: continua a influenzare le scelte territoriali di oggi.

Anche Alberto Colombo, di Sinistra e Ambiente Meda, richiama questa prospettiva. La storia di Seveso non è soltanto la storia di una tragedia industriale, ma quella di un territorio che per decenni ha sopportato un'enorme pressione ambientale. Per questo il Bosco delle Querce dovrebbe diventare il punto di partenza di una più ampia riqualificazione ecologica dell'intero corridoio del Seveso.

È una riflessione che merita di essere raccolta dalle istituzioni.

Il cinquantesimo anniversario non dovrebbe esaurirsi nelle commemorazioni o nelle visite ufficiali, per quanto importanti. Dovrebbe diventare l'occasione per compiere una scelta politica e culturale: riconoscere il Bosco delle Querce come il cuore del futuro Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, dotando finalmente la valle di uno strumento unitario di tutela, valorizzazione e connessione ecologica.

Cinquant'anni fa la diossina mostrò quanto fragile fosse il rapporto tra sviluppo industriale e ambiente. Oggi quella stessa storia ci insegna che la migliore forma di memoria consiste nel costruire un territorio più resiliente, più verde e più capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Il Bosco delle Querce è nato da una tragedia. Il Parco del Seveso può essere la risposta che guarda ai prossimi cinquant'anni.

mercoledì 13 maggio 2026

Pedemontana B2, bonifica ancora lontana dalla conclusione

Abbiamo ricevuto da Sinistra e Ambiente di Meda un comunicato relativo all’incontro del Tavolo Permanente sulla bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana, con aggiornamenti sullo stato dei lavori, le criticità emerse e le modalità di gestione degli interventi.
Ne pubblichiamo di seguito ampi stralci per offrire un’informazione il più possibile completa e documentata.



Bonifica da diossina Pedemontana: ritardi, criticità e scarsa trasparenza


Il
 6 maggio 2026 si è tenuto, presso la sede dell’ARPA di Monza, l’incontro del Tavolo Permanente sui lavori della bonifica da diossina sulla tratta B2 di Pedemontana.
La convocazione del tavolo era stata espressamente richiesta dai gruppi ambientalisti e dalle liste civiche che ne fanno parte, per ottenere un aggiornamento sullo stato degli interventi e per evidenziare una situazione di mancata trasparenza e comunicazione in tempo reale da parte di Pedemontana.

Folta la partecipazione: ambientalisti e liste civiche, la società Autostrada Pedemontana Lombarda con il direttore generale Sabato Fusco e lo staff tecnico e della comunicazione, la società Pedelombarda Nuova assegnataria dei lavori, ARPA – Dipartimento Bonifiche (presente anche Perfumi, nuovo responsabile ARPA Monza e Brianza, ora accorpata a Lecco e Sondrio), il coordinatore dei sindaci della tratta B2 nonché sindaco di Cesano Maderno Bocca, il presidente della Provincia di Monza e Brianza e sindaco di Meda Santambrogio, la dott.ssa Bozzi, viceprefetto di MB, e alcuni amministratori.

Sinistra e Ambiente–Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate hanno introdotto l’incontro con una comunicazione che evidenzia l’insoddisfazione per i lunghi tempi di risposta alle proprie richieste e per contenuti informativi ritenuti incompleti.

Nel documento presentato sono state evidenziate:

  • incongruenze nelle tardive risposte ricevute da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), dove alcune aree sorgenti vengono considerate bonificate pur in assenza dei dati di collaudo ARPA;
  • criticità e carenze informative sui piani di smaltimento del terreno contaminato, in particolare per l’utilizzo di impianti di stoccaggio temporaneo (VITER srl di Saronno), senza indicazione della destinazione finale;
  • la prescrizione di ARPA ai laboratori di parte di uniformarsi al metodo di calcolo Medium Bound (leggi qui);
  • il mancato aggiornamento dei dati dei campionatori di polveri e diossina e delle analisi di collaudo sul sito Pedemontana;
  • la situazione precaria del nuovo cantiere di bonifica in prossimità del Bosco delle Querce, con possibili criticità di accessibilità.

Criticità e opacità informative

Il direttore generale Fusco ha ammesso una lacuna nella comunicazione, impegnandosi a fornire in futuro risposte più tempestive.

Secondo Pedemontana, i ritardi nei collaudi sono dovuti anche all’iniziale disallineamento dei laboratori di parte rispetto al metodo di calcolo prescritto da ARPA per la sommatoria di diossine e furani. Tale criticità sarebbe stata superata dopo l’incontro del 26-1-2026, con la rielaborazione dei rapporti di prova.

Esempio di applicazione sulla sommatoria dei congeneri di diossine e furani del criterio Mediumbound.

I nuovi dati risultano in linea con i precedenti: solo 5 casi mostrano valori oltre la CSC, che si aggiungono alle non conformità già rilevate.
ARPA ha confermato la necessità di nuove certificazioni e, per gestire il carico analitico, ha coinvolto laboratori di altre regioni, con conseguente allungamento dei tempi.

Piani di smaltimento

APL e Pedelombarda Nuova hanno utilizzato e probabilmente utilizzeranno ancora VITER srl di Saronno come sito di stoccaggio temporaneo, poiché alcune discariche non sarebbero più disponibili a ricevere terreno contaminato da diossina.

I tecnici hanno precisato che non sempre è possibile conoscere la destinazione finale del rifiuto tramite l’impianto intermedio. APL si è dichiarata disponibile a comunicarla qualora ne venga a conoscenza.

In assenza di tali informazioni, la destinazione finale potrà essere ricostruita solo tramite interlocuzione con la Provincia competente, in questo caso quella di Varese.

Stato della bonifica

Per quanto riguarda i teli di copertura danneggiati dal vento, APL ha dichiarato di essere intervenuta dopo le segnalazioni, riconoscendo tuttavia criticità nella comunicazione.

I dati dei campionatori atmosferici, non ancora pubblicati, indicano valori di diossina compresi tra 2,3 e 5 fg/m³, senza superamenti del limite di 150 fg/m³ anche durante l’evento ventoso.

Permangono però ritardi negli interventi di ripristino su alcune aree minori.

Situazione per lotti

Lotto 1 – Meda

 


Alcune celle non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica (100 ng/kg per uso industriale e 10 ng/kg per uso residenziale). Diverse aree sono ancora in attesa di validazione ARPA o di avvio dei lavori.

Lotti 2 e 2A – Seveso

 


Situazione complessa, con numerose non conformità e molte aree in attesa di completamento del contraddittorio con ARPA.

Lotto 3 con varianti – Cesano Maderno

 


Quadro particolarmente critico, con numerose celle non conformi già dai dati di parte. Il numero potrebbe aumentare con gli esiti ARPA.
Sono inoltre presenti aree ancora da scavare e altre per cui è prevista la sola messa in sicurezza con geotessuto.

Lotti 4, 5 e 6 – Cesano Maderno
 


In generale, risultati parziali e ancora in attesa delle validazioni ARPA per confermare il raggiungimento degli obiettivi di bonifica.

Prosecuzione degli interventi

In caso di esito conforme del contraddittorio tra Pedelombarda Nuova e ARPA, si procederà alla validazione e successiva certificazione di avvenuta bonifica da parte della Provincia.

In presenza di non conformità:

  • sul fondo scavo si procederà con ulteriori rimozioni a step di 20 cm;
  • sulle pareti si interverrà con scavi orizzontali di 50 cm o, se non possibile, con confinamento tramite geotessuto.

Conclusioni

Le associazioni ribadiscono l’importanza di un’informazione completa e verificata, evitando sintesi affrettate o percentuali di “bonifica completata” che non rispecchiano la reale situazione.

Allo stato attuale, la bonifica risulta ancora in itinere, con numerose criticità e la necessità di ulteriori interventi su molte celle.
Inoltre, sono ancora attesi numerosi esiti ARPA necessari per completare il collaudo.

La bonifica appare quindi ben lontana dalla conclusione e richiede un costante monitoraggio, anche sul piano della trasparenza e dell’accesso alle informazioni per la cittadinanza.

giovedì 9 aprile 2026

Teli strappati sulla bonifica: gli ambientalisti contestano la versione di Pedemontana

Le operazioni di ripristino dei teli. Immagine tratta dal web.

Nelle aree interessate dalla bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana, tra Meda, Seveso e Cesano Maderno, torna alta l’attenzione dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche locali. A intervenire sono i soggetti che partecipano al Tavolo Permanente sulla bonifica (Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate) che hanno sollevato nuove preoccupazioni sullo stato delle aree contaminate.

Al centro della contestazione vi è la gestione delle coperture protettive dei terreni e, più in generale, lo stato reale di avanzamento della bonifica.

Secondo quanto segnalato dalle associazioni e dai gruppi civici, il forte vento che ha colpito la Brianza negli ultimi giorni di marzo ha provocato lo spostamento e lo strappo di numerosi teli di protezione posizionati sulle cosiddette “aree sorgenti”, ovvero i terreni da cui è stato rimosso lo strato contaminato da diossina. In diversi casi, le coperture sarebbero risultate sollevate o danneggiate, lasciando porzioni di suolo scoperte. Anche i teli posti lungo le recinzioni di contenimento risulterebbero in più punti compromessi o abbattuti.

Una situazione ritenuta critica, che ha portato i gruppi a inviare una richiesta formale di intervento agli enti coinvolti - tra cui Autostrada Pedemontana Lombarda, ARPA, Regione Lombardia e le amministrazioni locali - sollecitando il rapido ripristino delle coperture per evitare la possibile dispersione di polveri contaminate nell’ambiente circostante.


La risposta di Pedemontana, arrivata il 3 aprile, ha riconosciuto gli effetti del vento e comunicato che le imprese incaricate sono già al lavoro per sistemare i teli. Tuttavia, è soprattutto un passaggio della comunicazione ad aver suscitato forti perplessità: secondo la società, infatti, “non si tratta di una situazione che possa mettere in allarme o avere impatti sulla sicurezza”, in quanto gli spostamenti sarebbero avvenuti “su aree già bonificate”, pur essendo ancora in attesa dei risultati del collaudo.

Una posizione che i gruppi ambientalisti definiscono “azzardata, incongruente e fuorviante”. Le associazioni sottolineano infatti come, in numerose aree, la bonifica non possa essere considerata conclusa proprio perché i risultati ufficiali delle analisi di ARPA non sono ancora disponibili. In diversi casi, aggiungono, i collaudi risultano non conformi o non ancora completati.

Particolarmente significativa, secondo i gruppi locali, è la situazione del lotto 1 di Meda. Qui, sulla base dei dati disponibili, emergono valori di diossina superiori ai limiti fissati per l’obiettivo di bonifica in alcune aree specifiche. In altri punti, pur rientrando formalmente sotto soglia, si registrerebbe comunque una presenza significativa di contaminanti nel terreno.

Alla luce di questi elementi, gli ambientalisti contestano l’affermazione secondo cui le aree interessate sarebbero già bonificate. In assenza della validazione definitiva da parte di ARPA, sostengono, tale definizione sarebbe prematura e rischierebbe di minimizzare una situazione ancora aperta.

Il tema centrale resta quello del principio di precauzione. In un contesto in cui permangono incertezze sui livelli di contaminazione e sulla conformità dei collaudi, secondo i gruppi ambientalisti la priorità dovrebbe essere garantire condizioni di massima sicurezza. In questo senso, il rapido ripristino dei teli di copertura viene considerato un intervento indispensabile per ridurre il rischio di dispersione di polveri contaminate, soprattutto in presenza di eventi meteorologici intensi.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità segnalate negli ultimi mesi dagli stessi soggetti, che denunciano ritardi nella trasparenza delle informazioni e difficoltà nell’accesso ai dati completi delle analisi. Una situazione che, a loro avviso, rende ancora più necessario un monitoraggio rigoroso e indipendente delle operazioni di bonifica.

In attesa dei risultati ufficiali di ARPA e del completamento delle verifiche, la distanza tra la posizione degli enti gestori e quella delle realtà ambientaliste appare ancora significativa. Sullo sfondo resta una questione cruciale per il territorio: la garanzia che la bonifica venga effettivamente completata e certificata prima di qualsiasi valutazione definitiva sulla sicurezza delle aree interessate.

lunedì 16 marzo 2026

Bonifica da diossina: i dubbi degli ambientalisti sulla trasparenza di Pedemontana


Prosegue tra difficoltà e richieste di chiarimento il confronto tra i gruppi ambientalisti, alcune liste civiche del territorio e la società Autostrada Pedemontana Lombarda sullo stato della bonifica dalla diossina nelle aree interessate dalla costruzione dell’autostrada.

Secondo quanto segnalato da Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, insieme a Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate, continua a essere complicato ottenere informazioni complete e tempestive sull’andamento delle operazioni di bonifica nelle zone di Meda, Seveso e Cesano Maderno.

Le difficoltà emergono nonostante l’esistenza di un tavolo permanente dedicato al monitoraggio degli interventi.

Analisi chimiche e criteri diversi tra i laboratori


Tra i documenti ottenuti attraverso l’accesso agli atti compare il verbale di una riunione tenutasi il 26 gennaio 2026 tra ARPA Lombardia, i soggetti coinvolti nella bonifica e i laboratori incaricati delle analisi chimiche.

Durante le verifiche, ARPA ha riscontrato disallineamenti tra i risultati delle proprie analisi e quelli dei laboratori incaricati dalle imprese coinvolte nella bonifica. Il problema riguarda il criterio utilizzato per calcolare la concentrazione complessiva di diossine nei campioni di terreno.

Per uniformare i risultati, ARPA ha stabilito che tutti debbano applicare il criterio denominato “Medium Bound”, che considera nella somma delle diossine anche i valori minimi, cioè quelli inferiori al limite di rilevabilità degli strumenti.

I laboratori privati avevano invece utilizzato criteri differenti:

  • Upper Bound
  • Lower Bound

Queste diverse metodologie possono portare a risultati leggermente diversi nella stima della contaminazione. Per questo motivo ARPA ha richiesto che tutti i rapporti di prova vengano riallineati al criterio Medium Bound, con la produzione di nuovi referti aggiornati.

Nel corso della riunione sono state inoltre segnalate alcune discrepanze nelle analisi effettuate da due laboratori su specifiche aree sorgenti, oltre a una incongruenza nella definizione del perimetro dell’area sorgente 44 nel lotto 5 di Cesano Maderno.

Alcuni campioni superano i limiti di bonifica

Gli aggiornamenti più recenti sulle analisi riguardano alcune aree del lotto 3VAR di Cesano Maderno.

Per l’area sorgente SC58.2, tre campioni su quattro analizzati risultano superiori al limite di bonifica di 10 ng/kg, con valori di:

  • 34 ng/kg
  • 23 ng/kg
  • 24 ng/kg

Una situazione analoga riguarda l’area SC59.2, dove tre campioni superano il limite con valori pari a:

  • 11 ng/kg
  • 19 ng/kg
  • 12 ng/kg

Questi dati emergono dai rapporti di prova dei laboratori incaricati dalle imprese, mentre mancano ancora i risultati delle analisi di ARPA, necessari per la verifica definitiva del collaudo delle operazioni di bonifica.

La situazione a Meda

Al 2 marzo 2026 risultano disponibili solo i rapporti di prova dei laboratori di parte su alcune aree del lotto 1 di Meda. Qui l’obiettivo di bonifica è meno restrittivo, poiché si applica il limite previsto per aree industriali: 100 ng/kg.

Dai dati disponibili emerge che:

  • l’area A1.1 presenta un valore di 130 ng/kg, superiore al limite
  • l’area A1.2 registra 140 ng/kg, anch’esso sopra soglia
  • le aree A1.3, A2.1, A2.2 e A42 risultano invece entro i limiti

Anche in questo caso manca ancora il confronto con le analisi di ARPA, indispensabile per stabilire se gli obiettivi di bonifica siano stati effettivamente raggiunti.

Quasi 8.000 tonnellate di terreno contaminato

Un altro punto sollevato dai gruppi ambientalisti riguarda il destino di 7.917,82 tonnellate di terreno contaminato da diossina proveniente dalle aree della bonifica. Secondo la risposta ufficiale di Pedemontana, questi materiali sono stati conferiti all’impianto Viter S.r.l. Si tratta però di un impianto di trattamento e non di una discarica, motivo per cui le associazioni avevano chiesto chiarimenti sulla destinazione finale dei rifiuti.

Cosa significa la risposta tecnica di Pedemontana

Nella comunicazione inviata agli ambientalisti, Pedemontana utilizza una serie di codici previsti dalla normativa sui rifiuti.

In sintesi, il terreno contaminato:

  • è stato classificato come rifiuto EER 17.05.04 (terre e rocce da scavo non pericolose);
  • è stato conferito con operazione D15, che indica un deposito preliminare prima dello smaltimento finale;
  • successivamente viene sottoposto all’operazione D13, cioè un raggruppamento preliminare dei rifiuti prima del loro invio ad altri impianti.

In pratica, secondo l’interpretazione delle associazioni, l’impianto di Saronno svolgerebbe una funzione di stoccaggio e smistamento, mentre lo smaltimento finale avverrebbe in un secondo momento presso altre strutture, probabilmente discariche autorizzate.

La questione della tracciabilità finale

Un passaggio della risposta di Pedemontana riguarda anche una modifica normativa introdotta nel 2021 nel Testo Unico Ambientale. Questa modifica ha eliminato l’obbligo per il produttore del rifiuto di ottenere l’“attestazione di avvenuto smaltimento”, documento che in passato certificava il destino finale dei rifiuti. Secondo Pedemontana, ciò significa che l’obbligo del produttore termina con la consegna del rifiuto all’impianto che lo prende in carico, in questo caso Viter. Di conseguenza, la società ritiene di non essere tenuta a indicare la discarica finale in cui verranno smaltite le terre contaminate.

Nuovi scavi dove la bonifica non è sufficiente

Laddove i campionamenti hanno evidenziato concentrazioni di diossina ancora superiori ai limiti, Pedemontana ha comunicato che saranno necessari ulteriori scavi e approfondimenti. Sono già stati effettuati nuovi campionamenti sui terreni ancora da rimuovere, con l’obiettivo di:

  • classificare correttamente il tipo di rifiuto
  • predisporre i piani di smaltimento
  • organizzare nuove piste di cantiere per raggiungere le celle ancora contaminate

Ambientalisti chiedono un nuovo incontro pubblico

Alla luce di questi elementi, i gruppi ambientalisti e le liste civiche coinvolte hanno chiesto la convocazione di un nuovo incontro del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica. L’ultimo confronto ufficiale risale infatti al 17 novembre 2025. Secondo le associazioni, un aggiornamento pubblico è necessario per fare chiarezza su:

  • lo stato reale della bonifica
  • i risultati completi delle analisi
  • il destino finale dei terreni contaminati

Temi particolarmente sensibili per un territorio che continua a fare i conti con l’eredità della contaminazione da diossina legata al disastro industriale della fabbrica Icmesa del 1976.

lunedì 2 marzo 2026

Bosco delle Querce, tra memoria e futuro: il Marchio Europeo non sia una “coccarda”


Abbiamo ricevuto un comunicato congiunto di Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, relativo all’assegnazione del Marchio di Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce.

Le tre realtà associative accolgono positivamente il riconoscimento europeo, definendolo «segno della custodia della storia e della Memoria del comune di Seveso, segnato indelebilmente dal disastro dell’Icmesa di Meda e del territorio contaminato dalla Diossina TCDD fuoriuscita il 10 luglio 1976», e lo leggono come «tributo alla straordinaria capacità di resilienza di una comunità».

Nel comunicato si sottolinea come la nascita del Bosco delle Querce sia frutto di una scelta collettiva precisa: non rimuovere la ferita ambientale e sanitaria, ma trasformarla in Memoria attiva. «Una Comunità che, sin da quando si oppose alla realizzazione di un forno inceneritore per eliminare i materiali contaminati dalla Diossina TCDD, pretendendo una bonifica e la creazione di un luogo di naturalità, non ha cancellato la ferita, ma ha voluto rendere Memoria con uno spazio di vita».

Per le associazioni firmatarie, il riconoscimento europeo rafforza un legame profondo tra ambiente, salute e giustizia sociale. «La nostra visione politica e civile da sempre pone in risalto l’inscindibile legame tra la salute dei corpi, l’ambiente e la giustizia sociale», si legge nel testo, che richiama anche le pratiche collettive che negli anni hanno mantenuto vivo il Bosco: dai pannelli del Ponte della Memoria all’“Abbraccio al Bosco” del 10 luglio 2011, quando oltre mille persone si unirono per opporsi allo sbancamento di 12 ettari previsto per il passaggio della Pedemontana Lombarda.

Un’azione che, ricordano gli estensori del comunicato, «fu un’azione corale che fece modificare, anche se non interamente, quel progetto».

Accanto alla soddisfazione, il comunicato non nasconde però le contraddizioni. Il Marchio di Patrimonio Europeo, avvertono le associazioni, «non deve essere né un vanto né un punto di arrivo», ma «un’opportunità simbolica e culturale» per orientare le scelte future. Non «una “coccarda” autocelebrativa», né «una “foglia di fico” per nascondere le contraddizioni e i limiti tutt’oggi evidenti nelle scelte di pianificazione territoriale».

Preoccupano in particolare gli effetti delle infrastrutture in corso: «Un Bosco che perderà comunque 2 ettari e 3200 alberi nel suo attuale perimetro e vedrà purtroppo limitata anche l’espansione», a causa della viabilità complementare e della vasca di laminazione legate all’autostrada.

Da qui lo sguardo che si allarga alle prospettive di ampliamento del Bosco e alla necessità di un approccio più sistemico, che includa anche la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale della Valle del Seveso, come risposta strutturale a consumo di suolo, frammentazione ecologica e cambiamenti climatici.

Il comunicato si chiude con un auspicio chiaro: che l’attribuzione del Marchio di Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce «sia d’utilità per politiche efficaci di tutela del territorio e degli ecosistemi e per preservare Memoria e Significato di un bene comune».

👉 Il comunicato integrale delle associazioni è pubblicato di seguito.


Il Bosco delle Querce Patrimonio Europeo: il valore della forza generatrice delle azioni di una comunità. 


Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente — Impulsi di Meda accolgono positivamente il conferimento del Marchio del Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce. 
Questo riconoscimento è segno della custodia della storia e della Memoria del comune Seveso, segnato indelebilmente dal disastro dell'Icmesa di Meda, e del territorio contaminato dalla Diossina TCDD fuoriuscita il 10 luglio 1976. È il tributo alla sua straordinaria capacità di resilienza. 
Una Comunità che, sin da quando si oppose alla realizzazione di un forno inceneritore per eliminare i materiali contaminati dalla Diossina TCDD pretendendo una bonifica e la creazione d'un luogo di naturalità, non ha cancellato la ferita, il danno ambientale e alla salute, ma ha voluta rendere Memoria con uno spazio di vita, con una responsabilità condivisa nella sua trasmissione e attualizzazione. 

La nostra visione politica e civile da sempre pone in risalto l'inscindibile legame tra la salute dei corpi, l'ambiente e la giustizia sociale. Il nostro territorio è vivo, protetto e difeso con amore e passione, grazie anche alle straordinarie pratiche Collettive di chi negli anni ha assunto su di sè la responsabilità di questa eredità: 
  • l'esperienza del Ponte della Memoria, di cui rimane traccia visibile nei pannelli informativi disseminati all'interno del Bosco, che ne ripercorrono la storia e le origini; 
  • l'intenso e coinvolgente "Abbraccio al Bosco" del 10 luglio 2011, allora promosso dal Coordinamento Ambientalista "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile", cui aderivamo.Oltre mille persone si unirono fisicamente per opporsi ad uno sbancamento di 12 ettari di Bosco, utile al passaggio dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Fu un'azione corale che fece modificare, anche se non interamente, quel progetto. 

Ancora vorremmo ricordare l'agire, silenzioso ma costante di persone, realtà associative e gruppi locali che da anni condividono un lavoro fatto di iniziative e momenti pubblici per rafforzare il riconoscimento e la restituzione di significato al Bosco delle Querce, non solo simbolico scrigno di Memoria, ma tesoro da custodire per le generazioni future. Non da ultimo tutti i cittadini fruitori del Bosco, che con la loro stessa presenza e percorrenza lo mantengono luogo vivo e vitale. 
Se oggi il nostro Bosco ha potuto ottenere questo riconoscimento lo dobbiamo principalmente a tutti questi soggetti. Questo marchio europeo non deve però essere nè un vanto nè un punto di arrivo, ma un'opportunità simbolica e culturale per continuare a tessere quel legame inscindibile tra partecipazione civica, rispetto e amore per la propria terra affinché la Memoria si trasformi in una forza generatrice. 

Non una semplice "coccarda" autocelebrativa e autoreferenziale, una "foglia di fico" per nascondere le contraddizioni e i limiti tutt'oggi evidenti nelle scelte di pianificazione territoriale ad ogni livello, ma una spinta verso visioni e progettualità sostenibili, che sappiano realmente ed efficacemente conservare il nostro territorio e il suo patrimonio naturale. 


Guardiamo con grande speranza alle opportunità di ampliamento del Bosco, obiettivo per cui ci siamo spesi fin dall'inizio nella nostra azione politica locale e consiliare, in contrasto alla devastazione dell'autostrada Pedemontana che rappresenta l'ennesima lacerazione del nostro territorio e del Bosco in particolare. Un Bosco che perderà comunque 2 ettari e 3200 alberi nel suo attuale perimetro e vedrà purtroppo limitata anche l'espansione poiché una vasca di laminazione e la viabilità complementare all'autostrada sottrarranno superficie alla sua estensione. 

L' inclusione nel Bosco delle aree sevesine a est - via Dei Vignee/via della Roggia - e di quelle a ovest - via Masciadri e Redipuglia - rappresentano indubbiamente passi concreti per il potenziamento del nostro ecosistema, che rimane tuttavia debole, fortemente frammentato e non ancora parte di una rete sovralocale organica e ben definita di Parchi. 
É necessario allargare lo sguardo verso la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale della Valle del Seveso. 
In una provincia ad alto livello di inquinamento e cementificazione e con il più alto consumo di suolo d'Europa quale è la nostra, occorre adottare un approccio sistemico in grado di tutelare e creare corridoi ecologici territoriali e fluviali, intervenire con opere sostenibili e ambientalmente compatibili per mitigare i cambiamenti climatici. 

Su questi temi cruciali, manteniamo una posizione aperta e collaborativa nei confronti degli attori istituzionali e dei portatori di interesse locali. 
Auspichiamo che l'attribuzione del Marchio del Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce sia d'utilità per politiche efficaci di tutela del territorio e degli ecosistemi e per preservare Memoria e Significato di un bene comune. 

Seveso/Meda 26 Febbraio 2026

LEGAMBIENTE CIRCOLO "LAURA CONTI" SEVESO 
SEVESO FUTURA 
SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI MEDA 

domenica 1 febbraio 2026

Bonifica da diossina sulla tratta B2 di Pedemontana: stato dei lavori, criticità e nuove non conformità

I gruppi ambientalisti e le liste civiche Sinistra e Ambiente – Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate, che partecipano al Tavolo Permanente sulla Bonifica da Diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana, tornano a informare cittadini e istituzioni sugli ultimi sviluppi di un intervento tanto delicato quanto cruciale per la salute pubblica e per il territorio della Brianza.


Stato di avanzamento delle operazioni di bonifica

Ad oggi, quasi tutte le aree contaminate lungo la tratta B2 risultano oggetto di intervento:

  • Meda – Lotto 1
  • Seveso – Lotti 2 e 2A
  • Cesano Maderno – Lotti 3, 3A, 4, 5 e 6

Le lavorazioni hanno previsto la scarificazione dello strato superficiale (Top Soil) fino a 20 cm e, dove stabilito dai piani di bonifica, anche dello strato intermedio, con profondità variabili fino a 50 cm o fino a 120 cm.

Questi interventi si inseriscono in un contesto già ampiamente documentato dai gruppi ambientalisti attraverso precedenti comunicazioni e approfondimenti: 

  1. Bonifica da diossina: mentre altre aree sorgente non raggiungono l’obiettivo di collaudo, Pedemontana e Pedelombarda Nuova continuano ad essere reticenti nell’esaudire le richieste documentali
  2. Pedemontana e bonifica da diossina: molte celle delle aree sorgenti non raggiungono l’obiettivo di conformità
  3. Bonifica da diossina: i dati di ARPA non convalidano 2 dei primi 3 collaudi

Nuove non conformità nel Lotto 3A di Cesano Maderno

Le più recenti analisi condotte da ARPA e dalla Parte nel Lotto 3A di Cesano Maderno hanno evidenziato il mancato raggiungimento dell’obiettivo di bonifica di 10 ng/kg (Tabella A) in altre due aree sorgenti, che vanno ad aggiungersi alle non conformità già certificate in precedenza.

Area sorgente 19A

  • Obiettivo di bonifica: NON RAGGIUNTO
  • Valore ARPA: 37 ng/kg
  • Valori Pedelombarda Nuova: 9,6 – 11,7 ng/kg

Area sorgente 33

  • Obiettivo di bonifica: NON RAGGIUNTO
  • Valori ARPA: non ancora disponibili
  • Valori Pedelombarda Nuova (ng/kg): 75 – 98 – 90 – 11,6 – 26,8 – 24 – 29,6 – 26,7 – 12,9 – 29 – 15 – 16,2 – 27,4 – 15,9 – 19 – 22,1 – 17,8 – 17 – 19,2 – 13,8 – 12,4 – 10,9 – 17,5 – 29,4 – 16,7 (con ripetizioni di valori superiori alla soglia prevista)

Si tratta quindi di due ulteriori non conformità, che confermano una criticità strutturale nelle operazioni di bonifica delle aree sorgenti.

Le quantità di terreno contaminato asportato

In data 12 gennaio 2026, a quasi due mesi dalla richiesta formale, i gruppi hanno ricevuto da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le tabelle ufficiali relative alle quantità di terreno avviate a smaltimento, alla tipologia di discarica, e all’elenco degli impianti utilizzati, con suddivisione per i due operatori incaricati della bonifica.

I dati trasmessi coprono le operazioni fino al 30 novembre 2025. Nel frattempo, è stata segnalata un’ulteriore asportazione di terreno contaminato nel Lotto 1 di Meda, non ancora inclusa nei conteggi ufficiali.


La richiesta di chiarimenti sul destino dei terreni

L’analisi della documentazione ricevuta ha confermato informazioni già note grazie ai Piani di Smaltimento ottenuti tramite accesso agli atti, ma ha anche sollevato nuovi interrogativi.

Per questo, in data 23 gennaio 2026, i gruppi ambientalisti hanno inviato una nuova nota ufficiale a Pedemontana, chiedendo chiarimenti specifici sul destino di 7.917,82 tonnellate di terreno classificato per “Discarica Non Pericolosi”, conferite alla società VITER S.r.l.

Secondo quanto riportato sul sito della società, VITER risulta titolare di due impianti a Saronno (VA):

  • Via H. Grieg 87 – per Rifiuti Speciali Pericolosi e Non Pericolosi
  • Via H. Grieg 71 – per Rifiuti Speciali Non Pericolosi

Tuttavia, entrambi gli impianti risultano autorizzati al trattamento e non allo stoccaggio, mentre dai Piani di Smaltimento risulterebbe il conferimento diretto del terreno. Una discrepanza che richiede urgenti chiarimenti.

Criticità operative e richieste sul futuro degli interventi

Nella stessa comunicazione, i gruppi hanno inoltre:

  • rimarcato alcune incongruenze operative nel Lotto 1 di Meda, legate all’assenza di presidi precauzionali che Autostrada Pedemontana Lombarda aveva invece dichiarato pubblicamente durante gli incontri informativi sulla bonifica;
  • chiesto informazioni dettagliate sui piani di intervento e sul cronoprogramma operativo per tutte le aree sorgenti che non hanno raggiunto l’obiettivo di bonifica, considerando il numero ormai significativo di celle non conformi.

Il quadro che emerge conferma l’importanza del controllo civico e ambientale esercitato da associazioni, comitati e liste civiche locali. La bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana non è solo un’opera tecnica, ma una questione che riguarda trasparenza, tutela della salute e responsabilità verso il territorio.

I gruppi coinvolti ribadiscono la necessità di chiarimenti puntuali, dati completi e interventi correttivi tempestivi, affinché la bonifica non resti un’operazione solo formale, ma garantisca realmente la messa in sicurezza delle aree interessate.

giovedì 27 novembre 2025

Pedemontana e la bonifica da diossina: sotto terra la verità – 12 aree ancora contaminate


A seguito della seduta dell’Osservatorio Permanente sulla Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana, svoltasi il 17 novembre presso la sede di ARPA Monza, il Coordinamento dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche (Sinistra e Ambiente–Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) ha diffuso un’analisi dettagliata sull’andamento dei lavori. L’obiettivo è chiarire lo stato effettivo della bonifica, andando oltre comunicazioni giudicate “ottimistiche” o “semplificate”, e offrendo alla cittadinanza un quadro completo delle criticità tuttora presenti.

La riunione del 17 novembre è stata convocata su esplicita richiesta del Coordinamento, che da mesi denuncia difficoltà nell’ottenere dati tempestivi e completi da parte dei soggetti incaricati della bonifica. Solo attraverso specifici accessi agli atti gli ambientalisti sono riusciti ad acquisire le prime risultanze dei collaudi condotti in contraddittorio con ARPA su alcuni lotti già scavati, dai quali sono emersi diversi mancati raggiungimenti degli obiettivi di bonifica.

All’incontro erano presenti ARPA, Pedelombarda Nuova (General Contractor), Autostrada Pedemontana Lombarda, Regione Lombardia – Direzione Ambiente e Clima, e le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Seveso, Bovisio Masciago e Barlassina, oltre a una nutrita delegazione di associazioni e comitati del territorio.

Stato della bonifica: i numeri reali

Pedelombarda Nuova ha illustrato l’avanzamento dei lavori sui lotti finora affrontati: 2, 2A (Seveso), 3, 3-var, 4, 5 e 6 (Cesano Maderno). Da tali aggiornamenti emergono dati significativi:

  • Il 75% della superficie interessata è stato scavato e il terreno contaminato è stato rimosso.
  • Solo il 56% della superficie è stato sottoposto alle verifiche di collaudo con ARPA.

Ed è proprio la fase di collaudo a evidenziare le principali criticità: su 16 Aree Sorgente già esaminate, 12 non hanno raggiunto gli obiettivi di bonifica previsti dal D.Lgs 152/2006, che stabilisce i limiti per Diossine e Furani (10 ng/kg per aree residenziali/verde pubblico, 100 ng/kg per aree industriali).

Il Coordinamento sottolinea che, finché tali valori non rientrano nelle soglie di legge, “la bonifica non può dirsi completata”. Per questo motivo ritiene fuorviante l’affermazione secondo cui “il 75% delle aree sarebbe stato bonificato”: il dato riguarda solo lo scavo, non l’effettivo raggiungimento degli standard normativi.

Le non conformità comportano la necessità di scavi suppletivi di 20 cm, con nuova caratterizzazione del terreno, abbancamento in discariche autorizzate e ulteriori analisi in contraddittorio con ARPA. Pedelombarda Nuova stima che saranno rimossi almeno 3.500 m³ di terreno aggiuntivo, pari a circa 6.000 tonnellate.

Finora i costi aggiuntivi risultano coperti dal quadro economico dell’opera, ma il Coordinamento evidenzia che lo scenario potrebbe evolvere man mano che proseguiranno gli scavi sui lotti ancora non verificati, in particolare i Lotti 2 e 1 (Seveso e Meda).

Gli ambientalisti hanno chiesto il dettaglio completo sulla classificazione dei terreni smaltiti e sulle discariche di destinazione. Pedelombarda Nuova ha riferito che nessuna terra è stata finora classificata come rifiuto pericoloso, e si è impegnata a fornire i dati richiesti.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria in cantiere:

  • non sono stati registrati superamenti dei limiti di Diossina,
  • alcuni picchi di PM10 sono stati affrontati con fermate temporanee dei lavori e l’uso di “cannon fog”.

Sono state inoltre segnalate possibili mancanze nell’applicazione dei protocolli di sicurezza da parte di operatori nei cantieri; Pedelombarda ha preso atto dell’osservazione impegnandosi a vigilare maggiormente.

Oltre alla diossina, sono emerse ulteriori criticità:

  • 6 superamenti dei limiti di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) nel Lotto 3 di Cesano Maderno, per i quali si stanno definendo nuove modalità di gestione con ARPA e Regione Lombardia.
  • Ritrovamenti di amianto in alcune aree durante la Bonifica Ordigni Bellici: sia in frammenti di eternit sia frammisto al terreno.
  • A Barlassina, nelle future aree di viabilità complementare, è stata rilevata un’ampia presenza di amianto, che richiederà interventi specifici e maggiori costi.

ARPA sta conducendo le analisi in contraddittorio con accuratezza, supportata anche da laboratori esterni per far fronte all’enorme carico di lavoro. Le associazioni chiedono una nuova convocazione dell’Osservatorio nei primi mesi del 2026, quando la fase di scavo dovrebbe essere quasi completata e disponibili i collaudi delle aree residue.

Il Coordinamento chiude il suo resoconto ricordando che, nonostante dichiarazioni rassicuranti, la bonifica è lontana dalla conclusione e richiede ancora attenzione, trasparenza e vigilanza costante.

sabato 8 novembre 2025

Diossina e Pedemontana, la verità grazie agli ambientalisti


Pedemontana e bonifica dalla diossina: la mancata trasparenza e il prezioso monitoraggio di ambientalisti e liste civiche
di Sinistra e Ambiente - Impulsi, Meda

Con una dettagliata nota informativa del 21 ottobre 2025, i gruppi ambientalisti e le liste civiche – Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate – hanno relazionato puntualmente la cittadinanza sui rapporti con cui ARPA ha certificato, nell’ottobre 2025, l’esito negativo a Cesano Maderno e a Seveso del collaudo di bonifica dalla diossina per due aree sorgente su tre esaminate. 
Una situazione di cui i gruppi sono venuti a conoscenza non perché informati dai soggetti incaricati della bonifica e del suo controllo, ma grazie al loro faticoso e continuo lavoro di monitoraggio, in qualità di soggetti che da anni seguono con attenzione le criticità dell’autostrada Pedemontana.

Le documentazioni inerenti agli interventi di ARPA sono state ottenute tramite accesso agli atti presso gli enti coinvolti nella bonifica stessa e non dagli esecutori o dai controllori.
La nota degli ambientalisti e delle liste civiche, che per primi hanno informato sul mancato raggiungimento degli obiettivi di bonifica, è stata ripresa dalla stampa e ha costretto a una replica Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), evidentemente preoccupata per la propria immagine e per il rischio che venisse messa in discussione la bontà delle azioni attuate per la decontaminazione.
Una replica che ha definito come “interventi allarmistici” le notizie diffuse dalla stampa, confermando tuttavia tutti i contenuti della nota informativa di ambientalisti e liste civiche, che fanno parte del Tavolo Permanente, e la necessità di proseguire con l’asportazione del terreno, risultato ancora contaminato sul fondo scavo.

Eravamo e siamo informati, preparati e consapevoli delle lacune del Piano Operativo di Bonifica, laddove non sono state pienamente considerate le condizioni delle superfici contaminate dalle sostanze tossiche, tra cui la pericolosa tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), la stessa del disastro Icmesa del 1976.
In occasione dell’approvazione dell’allora Progetto Operativo di Bonifica (POB), avevamo pertanto chiesto, con una lettera ai sindaci del 13 settembre 2019, di non limitarsi allo scavo dei 20 cm del top soil, ma di definire nel protocollo d’intervento una maggiore profondità di scavo e rimozione, così da garantire una decontaminazione più certa.
Una richiesta che i sindaci avevano fatto propria, ma che non era stata accolta nella stesura finale del POB.

 


Ora due parole sulla tanto richiamata “trasparenza”, ancora lontana dall’essere raggiunta e di cui abbiamo già denunciato la carenza.
I gruppi ambientalisti e le liste civiche non hanno chiesto e ottenuto la costituzione del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica per finire ingabbiati quali sterili e subalterne presenze in un’assise di mera immagine, dove le informazioni rimangono confinate.
Il nostro ruolo è quello di essere parte attiva: monitorare gli interventi, segnalare incongruenze, chiedere la documentazione ufficiale, analizzarla e restituirla con adeguata e corretta sintesi alla cittadinanza.

Sinora la tanto declamata “trasparenza”, richiamata da Autostrada Pedemontana Lombarda, dagli incaricati alla bonifica e dagli organismi di controllo, continua a essere solo virtuale: non è praticata nei fatti e ostacola un monitoraggio snello e al passo con gli interventi.
Importanti elaborati richiesti – come i Piani di smaltimento del terreno contaminato, classificato quale rifiuto – ci sono stati negati, così come non vi è stata informazione in tempo reale rispetto ai referti delle analisi chimiche della caratterizzazione in banco.
Ora siamo costretti a rincorrere verbali, note tecniche e referti riguardanti la fase di collaudo di verifica di cui è incaricata ARPA, e siamo convinti di aver dato dimostrazione della nostra serietà e capacità nella lettura di questi, come degli altri elaborati riguardanti la bonifica dalla diossina.

Del resto, anche questo accadimento – come altri – sarebbe rimasto confinato alle dinamiche dei soli enti interessati alla bonifica, se i gruppi non lo avessero adeguatamente e con completezza reso pubblico.

Considerando che l’ultimo incontro del Tavolo Permanente si è tenuto il 16 aprile 2025, i gruppi ambientalisti e le liste civiche della tratta B2 di Pedemontana hanno chiesto il 22 ottobre 2025 una nuova convocazione, che Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha fissato per il 17 novembre 2025.