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martedì 3 novembre 2026

Bonifica da diossina e compensazioni: le richieste delle associazioni e le mancate risposte di Pedemontana

Due richieste di incontro per fare il punto sulla bonifica della tratta B2 e sulle compensazioni ambientali e viabilistiche delle tratte B2 e C. Pedemontana ha risposto con alcune informazioni, ma senza accogliere le richieste di confronto e lasciando aperte numerose questioni.

La mappa dei cantieri di Pedemontana. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Nell'ottobre 2026, Legambiente circolo “Laura Conti” di Seveso, Legambiente circolo Gaia di Usmate Velate, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago e Brianza Centrale hanno inviato ad Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) due richieste di incontro per ottenere chiarimenti e aggiornamenti su alcune questioni rilevanti legate alla realizzazione delle tratte B2 e C.

La prima nota, datata 5 ottobre e indirizzata, oltre che a Pedemontana, ad ARPA, al Dipartimento Ambiente di Regione Lombardia, a CAL, a Pedelombarda Nuova e ai sindaci dei Comuni interessati dalla tratta B2 (Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Barlassina e Lentate sul Seveso), chiedeva la convocazione del Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica.

L'ultimo incontro del Tavolo si era svolto il 6 maggio 2026, mentre il successivo aggiornamento scritto, del 22 luglio, era arrivato anch'esso su sollecitazione dei gruppi ambientalisti e civici. La richiesta mirava a mantenere un monitoraggio costante degli interventi, con particolare attenzione alle celle nelle quali non erano stati raggiunti gli obiettivi di bonifica, ai risultati delle analisi chimiche effettuate in contraddittorio con ARPA e alla caratterizzazione come rifiuti e alla destinazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari.

La seconda nota, del 10 ottobre e indirizzata alla sola Pedemontana, chiedeva invece un incontro per un aggiornamento sulle Compensazioni Ambientali delle tratte B2 e C, sugli interventi previsti dalla prescrizione 51 del CIPESS, sui depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, sugli extracosti, sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché sul cronoprogramma rivisto.

A entrambe le richieste Pedemontana ha risposto con due comunicazioni scritte del 20 ottobre 2026, senza tuttavia accogliere le proposte di incontro.

La bonifica da diossina: il 38% dei campioni non raggiunge gli obiettivi

Planimetria Piano Operativo Bonifica al 30/09/2026

Nella comunicazione relativa alla bonifica della tratta B2, Pedemontana fornisce alcuni dati sull'avanzamento degli scavi e sui risultati dei collaudi. Al 30 settembre 2026, gli scavi avevano raggiunto 32.913,89 metri cubi sui 35.441,68 previsti dopo le varianti, pari a circa il 93% del volume complessivo. È importante precisare che questo dato riguarda il volume degli scavi effettuati e non la percentuale di bonifica completata. Più significativo, per valutare l'efficacia degli interventi, è il dato relativo ai collaudi: secondo quanto comunicato dalla stessa società, il 62% dei campioni analizzati ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, mentre nel restante 38% tali obiettivi non sono stati conseguiti. Il dato evidenzia quindi la presenza di criticità ancora da affrontare. La stessa società conferma la necessità di ulteriori scavi di approfondimento e di successive verifiche nei punti in cui i risultati non sono stati soddisfacenti. Quanto alle analisi effettuate in contraddittorio con ARPA, APL dichiara che vi è piena corrispondenza tra i risultati del proprio laboratorio e quelli dei laboratori dell'Agenzia. Nella risposta, tuttavia, non vengono allegati i relativi valori analitici, né viene fornito un quadro organico dei risultati delle verifiche.

Bonifica ambientale. Lotto 2. Bosco delle Querce. Fonte immagine: InCantiere, settembre 2026

Non vengono inoltre forniti i risultati delle analisi di caratterizzazione delle terre contaminate asportate con gli scavi supplementari, né vengono chiarite le modalità della loro classificazione come rifiuti e la loro destinazione. Si tratta di informazioni espressamente richieste dai gruppi, necessarie per ricostruire anche la gestione dei materiali contaminati rimossi dalle celle che non avevano raggiunto gli obiettivi di bonifica. Per ulteriori aggiornamenti, Pedemontana rinvia alla sezione «Bonifica e collaudi» del proprio sito, dove sono pubblicate le informazioni relative alle diverse fasi dell'intervento. La consultazione richiede però un complesso lavoro di ricostruzione e confronto con i dati e gli aggiornamenti precedenti. Per quanto riguarda la convocazione del Tavolo di lavoro, la società dichiara di voler attendere «la fine dei lavori per il maggior numero possibile di lotti», in modo da poter tracciare un consuntivo complessivo della bonifica. Una scelta che rinvia il confronto a una fase successiva, proprio mentre restano da chiarire gli esiti delle verifiche e gli interventi ancora necessari.

Compensazioni ambientali: 30,5 milioni di euro e 15 interventi

La seconda risposta di Pedemontana contiene una scheda sullo stato delle Compensazioni Ambientali e degli interventi collegati alla prescrizione 51 del CIPESS. Per le Compensazioni Ambientali, la società indica 15 opere e misure per un valore complessivo di 30,5 milioni di euro. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato, con deliberazioni del 25 ottobre 2023 e del 17 giugno 2024, l'erogazione di 3,8 milioni di euro a favore dei Comuni interessati, come anticipazione per l'avvio della progettazione degli interventi compensativi. L'erogazione è però subordinata alla sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa: non si tratta, quindi, di somme che possono essere considerate già versate. Al 30 settembre 2026 risultavano sottoscritti protocolli con nove Comuni: Barlassina, Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Lissone, Meda, Seveso e Vimercate. La società segnala inoltre che sono stati approvati i progetti di fattibilità tecnico-economica di Biassono, Lissone e Vimercate. Per Cesano Maderno è stato invece rilasciato il nulla osta al progetto esecutivo del primo lotto di Piazza Verde, in via Molinello. Si tratta di informazioni utili, ma ancora insufficienti per ricostruire in modo completo lo stato di attuazione delle opere. Mancano un quadro aggiornato dei singoli interventi, le loro localizzazioni, i dettagli progettuali e soprattutto le tempistiche previste per la realizzazione. La stessa Pedemontana ricorda che i Comuni possono proporre progetti diversi da quelli previsti nel progetto definitivo del 2009, attribuendo quindi alle amministrazioni comunali la responsabilità della scelta degli interventi.

Prescrizione 51: le richieste dei Comuni e le informazioni mancanti

La prescrizione 51 riguarda interventi di compensazione viabilistica, qualità ambientale e mobilità. Le risorse complessivamente previste ammontano a 10 milioni di euro: 5,42 milioni destinati a Cesano Maderno e 4,58 milioni a Seveso. Pedemontana riferisce che la Provincia aveva predisposto nel 2016 un progetto preliminare per la tratta B2, approvato dai Comuni interessati. Al momento della risposta, tuttavia, soltanto Cesano Maderno aveva sottoscritto il protocollo d'intesa relativo a questa prescrizione. 
Per quanto riguarda Seveso, il Comune ha chiesto a Pedemontana di occuparsi della progettazione e della realizzazione di sei interventi:
  • via Garibaldi, con esclusione della rotatoria di via Cacciatori delle Alpi;
  • Ponte Verde e collegamento ciclabile con via delle Rogge, per l'ampliamento del Bosco delle Querce;
  • via delle Rogge;
  • l'intersezione tra via Roma, via Garibaldi e via Cacciatori delle Alpi;
  • via Vignazzola;
  • la rotatoria di via Capuana.
La risposta, dunque, contiene alcune informazioni sulle risorse disponibili e sugli interventi richiesti da Seveso, ma non chiarisce lo stato effettivo dei progetti, le eventuali modifiche rispetto alle previsioni iniziali e le tempistiche di attuazione. Nel quadro fornito da Pedemontana non trovano invece spazio le altre proposte di intervento avanzate dalle amministrazioni comunali. In particolare, Sinistra e Ambiente segnala che non vengono richiamate le richieste del Comune di Meda relative agli interventi di qualità ambientale, già oggetto di iniziative e deliberazioni dell'amministrazione. Anche questo aspetto contribuisce a evidenziare l'incompletezza delle informazioni fornite dalla società.

Depositi di terre, extracosti e prestiti: nessun aggiornamento

Sulle altre questioni sollevate dalle associazioni, la risposta di Pedemontana è molto più generica. Non vengono fornite informazioni sulle aree utilizzate come depositi di terre e sui relativi piani di ripristino, né sul campo base. Nessun aggiornamento viene comunicato sugli extracosti, sulla situazione economica complessiva dell'opera e sulle tranche dei finanziamenti attesi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Non viene fornito neppure un aggiornamento sul cronoprogramma rivisto. Per questi argomenti la società richiama i rapporti con gli enti e le istituzioni competenti, invitando le associazioni a rivolgersi direttamente a tali soggetti, che avrebbero piena visibilità sulle attività in corso.

Il ruolo delle associazioni e il diritto di conoscere

Nelle due comunicazioni Pedemontana non si dichiara disponibile a organizzare gli incontri richiesti. Per le Compensazioni Ambientali suggerisce di rivolgersi ai rappresentanti dei singoli Comuni, precisando che un proprio responsabile parteciperebbe a eventuali incontri informativi qualora fossero le amministrazioni comunali a promuoverli.

Per gli altri argomenti rinvia invece direttamente agli enti competenti. Le amministrazioni comunali hanno certamente un ruolo fondamentale nella definizione degli interventi di compensazione e nei rapporti istituzionali con la società concessionaria. Questo, tuttavia, non esaurisce il diritto delle associazioni e dei gruppi civici a chiedere informazioni, approfondimenti e momenti di confronto. Le questioni sollevate non riguardano soltanto le scelte dei singoli Comuni: investono anche le responsabilità di Pedemontana, l'avanzamento dei lavori, la gestione dei materiali contaminati, il rispetto delle prescrizioni e l'attuazione degli interventi previsti. Il rinvio ai Comuni o agli enti competenti non può quindi diventare una risposta generalizzata a richieste che chiamano direttamente in causa la società.

Le risposte ricevute confermano quanto sia necessario mantenere alta l'attenzione su questi temi. Il dato del 38% dei campioni che non ha raggiunto gli obiettivi di bonifica, la mancanza di informazioni analitiche dettagliate, le questioni ancora aperte sulle compensazioni e l'assenza di aggiornamenti su depositi di terre, extracosti e cronoprogramma sono elementi che richiedono ulteriori chiarimenti. Le associazioni non intendono sostituirsi alle amministrazioni comunali o agli enti preposti, ma rivendicano la possibilità di svolgere un ruolo autonomo di interlocuzione, controllo e informazione, anche attraverso la partecipazione ai tavoli di monitoraggio e un confronto periodico con i soggetti responsabili della realizzazione dell'opera. La trasparenza non può ridursi alla pubblicazione di documenti su un sito o al rinvio da un soggetto istituzionale all'altro. Occorre che le informazioni siano complete, comprensibili e aggiornate e che vi sia disponibilità a un confronto effettivo. È su questo terreno che le associazioni intendono continuare a esercitare la propria attività, mantenendo alta l'attenzione sull'impatto dell'infrastruttura e informando la cittadinanza su quanto sta avvenendo sul territorio.