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martedì 24 giugno 2025

Il Bosco delle opportunità: “No alla frammentazione, sì a una visione comune”


Con una lettera aperta indirizzata alla sindaca di Seveso, Alessia Borroni, il Laboratorio Parco Fluviale Valle del Seveso ha espresso preoccupazione per la decisione del Comune di non aderire al progetto sovracomunale del Parco Fluviale e di voler mantenere separata l’area del Bosco delle Querce dal nascente ambito di tutela naturalistica.

Una posizione definita “meritevole di confronto” dal Laboratorio, che rivendica con forza il valore strategico, ambientale e culturale dell’inserimento del Bosco in un progetto più ampio, capace di affrontare con visione sistemica le sfide ecologiche del presente.

La lettera sottolinea come, già nella delibera regionale del luglio 2024, il progetto del Parco Fluviale fosse stato riconosciuto come "strategico" per la rigenerazione del territorio. È proprio in questa direzione che il Laboratorio - promosso dall’Associazione Amici del Parco Nord - sollecita l’amministrazione sevesina a ripensare la propria scelta, evitando derive localistiche che rischiano di isolare l’area invece di valorizzarla.

In vista del cinquantesimo anniversario del disastro Icmesa del 1976, il Laboratorio propone di trasformare la memoria di quella tragedia in un motore per il rilancio ambientale. “Il Bosco delle Querce – si legge nella lettera – è un luogo nato dal dolore e dalla resilienza, simbolo della capacità di rinascita del territorio”. Ma per diventare pienamente risorsa per le generazioni future, ha bisogno di una cornice ampia, intercomunale e condivisa.

Senza mai cadere in toni polemici, il Laboratorio respinge l’idea che l’integrazione nel Parco Fluviale possa “cancellare l’identità locale”. Al contrario, essa la rafforza, collegando il patrimonio ambientale di Seveso a una rete più ampia, in grado di garantire una maggiore tutela, coerenza gestionale e visibilità.

Non si tratta - precisano - di “svendere” un bene prezioso, ma di investirlo di un nuovo significato, trasformandolo in laboratorio di innovazione ecologica per tutta l’area metropolitana.

Il messaggio finale è chiaro e costruttivo: il Laboratorio chiede alla Sindaca Borroni l’apertura di un confronto trasparente, per definire insieme una visione comune che onori la memoria storica e rilanci il territorio verso un futuro sostenibile.

Un invito al dialogo, più che una critica. Ma anche una sfida ad abbandonare logiche di chiusura in favore di una governance del verde più ambiziosa e collettiva.

La lettera aperta 


Gentile Sindaca Alessia Borroni, 
abbiamo letto con attenzione le sue dichiarazioni in merito alla scelta di non aderire al progetto del Parco Fluviale della Valle del Seveso e alla volontà di tenere separata l'area del Bosco delle Querce dal nascente ambito di tutela naturalistica. È una posizione che solleva interrogativi e merita un confronto aperto. 
Come Laboratorio Parco della Valle del Seveso sentiamo la responsabilità di rispondere pubblicamente, anche in considerazione del fatto che l'Associazione Amici del Parco Nord - promotrice del Laboratorio - è espressamente citata nella delibera regionale del luglio 2024 come soggetto proponente del progetto del Parco Fluviale del Seveso. È un riconoscimento importante, che ci impegna a promuovere un risultato in risposta ai problemi storici del territorio e capace di affrontare con urgenza le sfide ambientali e climatiche che ci troviamo di fronte.

Il Bosco delle Querce non è un'area qualsiasi. È un luogo nato dal dolore e dalla resilienza, simbolo della memoria collettiva, anche oltre i confini della città di Seveso, e testimonianza della capacità d' trasformare il disastro Icmesa in un progetto di rinascita. Proprio per questo riteniamo che oggi meriti una visione all'altezza delle sfide ambientali e culturali del nostro tempo.

Nel 2026 ricorreranno i cinquant'anni dal disastro Icmesa. Sarà un'occasione unica per fare del Bosco dele Querce il cuore di un progetto sovracomunale, capace di rigenerare il territorio e restituire al Seveso dignità, bellezza e funzione ecologica. Come accade già in altri contesti - basti pensare alla Villa Reale e al Parco di Monza, inseriti nel Parco Regionale della Valle del Lambro - anche qui è possibile mantenere autonomia gestionale e simbolica, entrando però in una cornice più ampia e condivisa.

Un parco intercomunale non cancella le identità locali. Al contrario, le valorizza, rafforzandole all'interno di un percorso di cooperazione, con l'obiettivo comune di migliorare la qualità dell'aria, proteggere il suolo e affrontare insieme l'emeraenza climatica. 
Non si tratta di "svendere" un bene prezioso, ma di investirlo di un nuovo significato, attraverso un progetto ambizioso e rispettoso delle capace di parlare non solo a Seveso, ma all'intero territorio della media Valle del Seveso.
 
Per questo le chiediamo di aprire un confronto sereno, con l'obiettivo di costruire insieme un futuro in cui la memoria sia motore di trasformazlone e non pretesto per l'isolamento. 

Restiamo a sua disposizione per ogni utile approfondimento e la ringraziamo fin d'ora per l'attenzione e la collaborazione. 
Con stima e fiducia, 
Arturo Calaminici, Coordinatore Laboratorio Parco Valle del Seveso 

  

lunedì 16 giugno 2025

Un parco per il futuro: il progetto del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso


L’11 giugno 2025 a Meda si è tenuta un’importante serata dedicata al progetto del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso, organizzata da Legambiente Seveso in collaborazione con diverse realtà ambientaliste del territorio e con il patrocinio dell’amministrazione comunale medese. Un evento che ha saputo mettere in luce la forza e la visione positiva di un'iniziativa che parla di tutela ambientale, rigenerazione territoriale, memoria e cittadinanza attiva.

Il progetto del Parco Fluviale, sostenuto da gruppi come Amici del Parco Nord, Legambiente Seveso, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda e Seveso Futura, si pone obiettivi concreti e lungimiranti: migliorare la qualità delle acque del Seveso, valorizzare e ampliare le aree naturalistiche residue, e promuovere una nuova cultura del territorio. Un tassello chiave è rappresentato dall’integrazione del Bosco delle Querce – luogo simbolico legato al disastro della diossina del 1976 – con il PLIS GruBrìa, creando così un’unità ambientale omogenea e coerente.

Le voci ascoltate a Meda – Arturo Calaminici (Amici Parco Nord), Federica Gorini (Vicepresidente Parco GruBrìa), Gemma Beretta (Legambiente Seveso), Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente) e Salvatore Scebba (Amici Parco Nord) – hanno delineato con precisione una visione realistica e ambiziosa: un parco che nasce dal basso, animato da cittadini e associazioni che da anni si battono per dare un futuro diverso e sostenibile alla Valle del Seveso. La configurazione proposta non è arbitraria ma fondata su dati ambientali, esigenze ecologiche e opportunità di rigenerazione che convergono nella logica di un corridoio verde ampio, connesso e funzionale, in grado di ricucire territori e comunità.

Il Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso non è un’astrazione: è già in cammino, supportato da petizioni, percorsi istituzionali avviati, e l’impegno attivo di chi ama davvero il proprio territorio. In questo senso, la partecipazione dell’amministrazione medese e la crescente attenzione di altri enti locali e regionali testimoniano la validità di un progetto che non cancella, ma anzi rafforza, la memoria e la specificità dei luoghi.

Una visione da rilanciare, non da temere

Mentre a Meda si costruisce, si dialoga e si progetta il futuro, l’amministrazione sevesina guidata dalla Sindaca Alessia Borroni ha scelto di sfilarsi dal percorso con una nota diffusa proprio in concomitanza con l’incontro dell’11 giugno. Una scelta non solo tempisticamente infelice, ma anche politicamente miope. La nota parla di una presunta “svendita del territorio”, alimentando paure e confusione con cifre infondate e richiami propagandistici al 50° anniversario del disastro dell’ICMESA.

Si tratta di un approccio che ignora i contenuti della proposta e le sue garanzie: il Bosco delle Querce non perderebbe né fondi né autonomia, ma verrebbe potenziato nella sua funzione ecologica e memoriale. L’idea che l’accorpamento con GruBrìa rappresenti una minaccia è una mistificazione, ben lontana dalla realtà illustrata da anni di lavoro congiunto tra amministrazioni, associazioni e tecnici.

Borroni e la sua maggioranza – espressione di un centrodestra che sembra difendere confini amministrativi anziché comunità e ambiente – si pongono in aperto contrasto con una parte significativa del territorio e della cittadinanza attiva. Ignorano l’opportunità storica di trasformare Seveso in protagonista di una rete ecologica regionale, preferendo lo scontro frontale e la narrazione della paura.

Il Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso rappresenta una delle più concrete risposte alle sfide ambientali e urbanistiche della Brianza nord-occidentale. È una visione costruita con passione, competenza e partecipazione, in grado di tenere insieme ambiente, memoria, qualità della vita e sviluppo sostenibile.

Sostenere il Parco Fluviale del Seveso significa credere in un futuro condiviso, in una rete ecologica resiliente, in un territorio che sa riconoscere la propria storia e costruire nuove possibilità. Ed è proprio su questa strada che i cittadini, le associazioni e le amministrazioni più illuminate stanno già camminando.

venerdì 18 aprile 2025

Un parco regionale “largo-largo” per affrontare le sfide ambientali della Brianza


Nel delicato processo di definizione del perimetro del futuro Parco Fluviale della Valle del Seveso, la voce di Arturo Calaminici, presidente dell’Associazione Amici del Parco Nord, emerge con chiarezza. Il suo intervento, pubblicato nella newsletter del Laboratorio Parco dellal Valle del Seveso di aprile, è un invito a non perdere l’occasione di pensare in grande. A disegnare confini che siano linee di visione, e non solo di delimitazione.

Il dibattito sul nascente parco ha conosciuto una svolta in occasione del Festival dell’Associazione, tenutosi lo scorso 6 aprile, quando, tra i rappresentanti istituzionali presenti, la dottoressa Federica Gorini del CdA del Parco del GruBrìa ha indicato come realistica l’ipotesi di arrivare entro un anno alla formale istituzione del nuovo ente.

Tre le condizioni che renderebbero questo obiettivo raggiungibile:

  • la volontà del Parco del GruBrìa di passare da PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) a Parco Regionale;
  • l’assenso del Parco regionale delle Querce a confluire nel nuovo soggetto;
  • una prima apertura della Regione Lombardia a superare la legge che finora impediva l’istituzione di nuovi parchi regionali.

Un’opportunità concreta, dunque. Ma per Calaminici non basta. Il suo monito è chiaro: attenzione a non ridurre tutto a un’operazione “pratico-inerte”, ovvero a un intervento tecnicamente impeccabile ma povero di visione.

“Se la silhouette del Parco che vogliamo è attillata e stretta, il fiume resta fuori. Se i collegamenti del parco col fiume non ci sono, allora parliamo di un altro parco”, scrive Calaminici.

Il rischio, secondo il presidente degli Amici del Parco Nord, è che ci si limiti a una riorganizzazione dei perimetri esistenti, escludendo dalla progettualità il fiume Seveso, i suoi corridoi ecologici, i legami con le città, e con essi le grandi questioni ambientali del nostro tempo: dissesto idrogeologico, cambiamento climatico, qualità dell’aria.


Serve invece un salto di scala, una spinta politica e culturale che renda il futuro Parco Fluviale un vero strumento di trasformazione del territorio metropolitano.

“Il Parco che vogliamo deve essere largo-largo, e comprendere tutto il territorio di cui aver cura, da rinaturalizzare e rendere permeabile.”

Il messaggio è chiaro: la regionalizzazione del GruBrìa e la fusione con il Parco delle Querce rappresentano un primo passo fondamentale, ma non sufficiente. Il tracciato del nuovo parco dovrà contenere non solo un territorio, ma una prospettiva, un impegno costante verso un ambiente più sano, connesso, resiliente.

Calaminici chiude il suo intervento con un invito che è anche una chiamata collettiva all’azione: tracciare confini che parlino di futuro. E farlo con coraggio, passo dopo passo, tenendo viva l’ambizione.

 

Questione di perimetro

di Arturo Calaminici
Tratto dalla Newsletter di aprile del Laboratorio Parco Fluviale del Seveso


Disegnare i confini del nascendo Parco Fluviale della Valle del Seveso è un’operazione delicata e decisiva; in essa, nella delimitazione del territorio, sono compresi sia le potenzialità che i rischi che vuole assumere il grande progetto del Parco.
Dall’incontro e dibattito tra i diversi soggetti istituzionali (Comuni, Regione, Parchi) presenti al Festival dell’Associazione Amici Parco Nord di domenica 6 aprile, è venuta, sul tema del profilo del Parco, della definizione del suo territorio possibile, una forte accelerazione. La dottoressa Federica Gorini, del Cda (Consiglio di amministrazione) del Parco del Grubria, infatti, ha vivacemente sostenuto che ora ci sono le speciali condizioni per arrivare entro un anno alla determinazione del territorio del Parco e quindi alla istituzione dello stesso. Una bella sfida! Per noi del Laboratorio un eccitante traguardo.
Quali sono queste speciali condizioni? Sono tre: la disponibilità, anzi il desiderio del Grubria di far parte del nuovo Parco Fluviale, passando così dallo status di Plis (parco locale) a quello di parco regionale, acquisendo quindi maggiore tutela e si spera maggiori mezzi; l’assenso del Parco regionale delle Querce di confluire nel nuovo grande parco, e con ciò, superando l’ostacolo posto dalla Regione, addirittura con una legge, che stabilisce l’impossibilità di istituire nuovi e ulteriori parchi regionali; e, infine o innanzitutto, la preliminare apertura della Regione a uno scenario di questo genere.
Come si configura una operazione siffatta? Certamente come un passaggio necessario e utile, ma in sé insufficiente e perfino rischioso. Se noi pensiamo che il Parco della Valle del Seveso debba limitarsi a una sostanziale sistemazione dell’esistente, disegnando un perimetro che solo bordeggi i summenzionati parchi del Grubria e delle Querce, allora si compirebbe, per fare il verso a una famosa locuzione sartriana, una operazione pratico-inerte, un intervento prevalentemente tecnico-burocratico. E dove ne andrebbe della nostra responsabilità, di tenere in ordine la “nostra casa”, dei nostri sogni e delle nostre ambizioni? Dove ne andrebbe delle ultime possibilità di sistemare il territorio più densamente urbanizzato d’Italia? Cosa ne sarebbe dei tre problemi che abbiamo sollevato, anche nel documento sul Nostro Punto di Vista: mettere riparo ai disastri idrogeologici, prevenire i mutamenti climatici, affrontare il risanamento ambientale delle città?
Se la silhouette del Parco che vogliamo è attillata e stretta, il fiume resta fuori; se i collegamenti del parco col fiume non ci sono, allora parliamo di un altro parco; se mancano le infrastrutture verdi di collegamento con le città, allora addio alla prevenzione delle isole di calore e al risanamento dell’aria delle aree urbane.
Il Parco che vogliamo deve essere invece largo-largo, e comprendere tutto il territorio di cui aver cura, da rinaturalizzare e rendere permeabile.  E quindi, per come noi la vediamo, battiamoci per questa operazione di regionalizzazione del Grubria e di fusione col parco delle Querce, e facciamola prima possibile, entro un anno speriamo. Ma sia il primo passo di un cammino che deve andare oltre. Il disegno del perimetro deve contenere questo passaggio, che in sé è una cosa magnifica, ma deve nel suo stesso segno grafico contenere l’ambizione e la necessità di una visione di lungo periodo, di un cammino da compiere con costanza, step by step.

venerdì 21 marzo 2025

Il Laboratorio del Seveso: associazioni ambientaliste della Brianza per il Parco Fluviale

Immagine tratta dal web

Da tempo si è costituito il Laboratorio del Seveso, un soggetto collegiale nato con l’obiettivo di promuovere la realizzazione del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso. L’iniziativa è frutto della volontà di diverse associazioni e gruppi civici impegnati nella tutela ambientale e nella valorizzazione del territorio, tra cui Associazione Amici Parco Nord, Legambiente Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda, attivamente coinvolti nei lavori del Laboratorio.

Nei mesi recenti, il Laboratorio ha svolto un intenso lavoro di definizione delle idee e strutturazione dello strumento atto a sostenere il progetto e a garantirne la realizzazione.

Dopo il primo Tavolo Concertativo Regionale del 16 gennaio 2025, il 22 febbraio 2025 l’assemblea ha approvato il documento "Il nostro punto di vista", che chiarisce la visione e gli obiettivi del Laboratorio rispetto alla creazione del Parco della Valle del Seveso. Questo documento è stato inoltrato all’assessore regionale al Territorio, Gianluca Comazzi, nonché agli amministratori comunali dei bacini del Seveso e del Lura, coinvolgendo sindaci, assessori e consiglieri comunali.

Dai gruppi di lavoro del Laboratorio sono emerse numerose proposte, che verranno presto sottoposte all’attenzione dell’assemblea.

Il 6 aprile 2025, in occasione del Festival degli Amici Parco Nord, sarà presente uno stand informativo per illustrare il progetto ai cittadini e distribuire materiali di presentazione del Parco della Valle del Seveso. Nel pomeriggio, è previsto un incontro pubblico con la partecipazione di amministratori regionali e comunali per discutere le prospettive e i passi successivi dell’iniziativa.

Si apre, dunque, una nuova fase caratterizzata da contatti diretti con la cittadinanza e con le comunità locali. Il successo della proposta del Parco dipenderà in larga parte dalla capacità di coinvolgere attivamente la popolazione, facendo leva sull’interesse e sull’attivismo dei cittadini per dare concretezza a questa ambiziosa idea.

Il documento "Il nostro punto di vista", redatto congiuntamente dall’Associazione Amici Parco Nord e dal Laboratorio Seveso, sottolinea l’importanza di una gestione territoriale integrata e sostenibile. La proposta del Parco Fluviale del Seveso ha avuto origine nell’aprile 2024, con l’approvazione della delibera regionale del 25 luglio 2024, che ne ha sancito ufficialmente l’avvio. La creazione del parco è vista come una risposta alle problematiche ambientali, territoriali e idrogeologiche che interessano il bacino del Seveso, in particolare alla crescente urbanizzazione e al rischio idrogeologico connesso.

Il documento identifica sei punti fondamentali per la realizzazione del Parco:

  1. Parco Unitario: Un’area protetta che si estenda lungo l’intero corso scoperto del Seveso, coinvolgendo la Città Metropolitana di Milano, la Provincia di Monza e Brianza e la Provincia di Como.
  2. Parco fluviale: Necessità di un piano di bonifica e risistemazione del fiume, attraverso interventi di chiusura degli scarichi abusivi, rinaturalizzazione delle sponde, creazione di aree di espansione per le piene e de-impermeabilizzazione delle zone limitrofe.
  3. Parco territoriale: Un progetto che ridisegni il territorio, connettendo le aree verdi esistenti e intervenendo sulle aree urbanizzate per migliorare la vivibilità.
  4. Parco e ambiente: Un’azione concreta per la riduzione dei gas serra, l’incremento delle aree boschive e la conversione di superfici impermeabili in aree filtranti per il drenaggio delle acque.
  5. Parco della città: Un’integrazione tra spazi verdi e contesto urbano per migliorare la qualità della vita e la salute pubblica.
  6. Parco della salute, della cultura e della bellezza: Un’area a servizio del benessere della popolazione, con un’attenzione particolare alla conservazione della biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

L’impegno del Laboratorio del Seveso si concentra ora sull’attivazione di una rete di relazioni tra istituzioni e cittadini, affinando il progetto attraverso il confronto con la comunità e le amministrazioni locali. Il Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso rappresenta una sfida ambiziosa ma necessaria per garantire un futuro più sostenibile al territorio e alle generazioni future.

mercoledì 12 febbraio 2025

Laboratorio Seveso: prosegue il percorso organizzativo e progettuale


Il Laboratorio Seveso è la struttura che si sono date diverse associazioni, gruppi civici e cittadini per sostenere la proposta di un nuovo parco regionale. Questo progetto mira a unire realtà come il Bosco delle Querce, il Plis GruBrìa e il Parco Nord, insieme ad alcune aree spondali del Seveso, per garantire una maggiore tutela a questi territori.

Il Laboratorio Seveso si appresta a un nuovo incontro fondamentale per il proprio percorso organizzativo e progettuale. Sabato 22 febbraio, alle ore 10, i membri del laboratorio si riuniranno presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord per un’Assemblea ricca di temi da discutere e decisioni da prendere.

Il percorso organizzativo del Laboratorio sta ormai giungendo a compimento. I quattro Gruppi di lavoro hanno individuato i rispettivi coordinatori, avviato le prime riunioni e iniziato a elaborare idee e proposte. Il processo operativo è avviato con successo. Inoltre, il Gruppo di Coordinamento ha già tenuto il primo incontro lo scorso 7 febbraio e si riunirà nuovamente il 14 febbraio, sempre nella sede degli Amici Parco Nord.

Uno dei punti centrali dell’Assemblea del 22 febbraio sarà la discussione sulla struttura interna del Laboratorio, basata su una proposta già esaminata dal Coordinamento. Si tratta di formalizzare quanto già sperimentato, con la possibilità di revisioni future in base alle necessità operative.

Altro tema cruciale sarà la sostenibilità economica del Laboratorio. Con l’attività dei Gruppi di lavoro in crescita, si rende necessario trovare risorse per supportare le iniziative emergenti. In una fase iniziale, ci si affiderà a contributi volontari, con l’obiettivo di creare le condizioni per accedere a finanziamenti più consistenti in futuro.

L’Assemblea avrà inoltre il compito di discutere e approvare un documento destinato al Tavolo di Concertazione regionale. Per garantire un contributo ampio e condiviso, i membri del Laboratorio potranno inviare suggerimenti e osservazioni fino a venerdì 14 febbraio, data della convocazione del Gruppo di Coordinamento. Quest’ultimo avrà il compito di armonizzare le proposte in un testo coeso da sottoporre all’Assemblea.

In poco più di due mesi il Laboratorio Seveso ha trasformato un’idea in un progetto concreto, alimentando speranze e prospettive per il Parco della Valle del Seveso. Grazie all’impegno e alla partecipazione attiva dei suoi membri, il progetto sta assumendo una forma sempre più definita e interessante.

Per informazioni, contatti e adesioni scrivere a: laboratorioseveso@gmail.com

sabato 1 febbraio 2025

Grande partecipazione all’incontro di "in-formazione" sul Parco della Valle del Seveso


Si è svolto oggi, sabato 1° febbraio 2025, un incontro di "in-formazione" dedicato al Parco della Valle del Seveso, un’iniziativa che ha visto una notevole partecipazione di cittadini, esperti e rappresentanti delle istituzioni.

L’evento ha avuto come obiettivo principale quello di approfondire le prospettive di sviluppo e tutela del Parco, sottolineando l’importanza di un’azione coordinata e condivisa tra le diverse realtà coinvolte.


Il messaggio chiave dell’incontro è stato chiaro: per la realizzazione di questa grande opera ambientale è fondamentale lavorare insieme, unendo forze e competenze. La creazione del Parco della Valle del Seveso rappresenta un’opportunità unica per migliorare la qualità ambientale del territorio, promuovendo la biodiversità e offrendo nuovi spazi verdi alla comunità.

Durante l’incontro sono stati illustrati i passi necessari per portare avanti il progetto e le modalità di coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni locali.

Per chi non ha potuto partecipare o desidera rivedere i momenti salienti dell’incontro, quì sotto è disponibile la registrazione. 

 

Per chiunque sia interessato a contribuire attivamente alla realizzazione del Parco della Valle del Seveso, è possibile prendere parte al Laboratorio e ai suoi gruppi di lavoro. Per informazioni e richieste di partecipazione, è possibile scrivere a: laboratorioseveso@gmail.com.

Un progetto ambizioso come questo richiede il supporto di tutti: cittadini, associazioni e istituzioni. Solo con una collaborazione attiva sarà possibile trasformare l’idea del Parco in una realtà concreta e sostenibile.

venerdì 10 gennaio 2025

Verso il Parco Fluviale e Territoriale del Seveso: al via il corso di In-Formazione su acque, territorio e governance


Un’opportunità per approfondire il tema della gestione delle risorse idriche e il futuro del territorio del Seveso: il corso di in-formazione “Acque, Territorio e Governance”, promosso dall’Associazione Amici Parco Nord e dal Laboratorio Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, prenderà il via il prossimo 18 gennaio 2025. L’iniziativa si articola in due incontri aperti al pubblico e completamente gratuiti, con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza nella costruzione del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

Calendario degli incontri

  • Sabato 18 gennaio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord, Viale Suzzani 273, Milano.
  • Sabato 1 febbraio 2025, dalle 9:30 alle 12:30, al Centro Visite del Bosco delle Querce, via Ada Negri, Seveso.

Il corso rappresenta un’occasione unica per:

  • Approfondire il concetto e l’applicazione del Contratto di Fiume, un innovativo strumento di pianificazione e gestione delle risorse idriche.
  • Esplorare le caratteristiche geologiche e geografiche della valle del Seveso.
  • Contribuire alla costruzione di un territorio resiliente ai cambiamenti climatici.
  • Analizzare il delicato equilibrio tra elementi naturali e artificiali, considerando il ruolo delle città, delle campagne e dei parchi.

Programma del corso

Modulo 1: Le acque e il Contratto di Fiume

Questo primo incontro si concentrerà sulla gestione idrica e sul Contratto di Fiume, trattando temi come la qualità delle acque, il rischio idraulico e la sostenibilità nella gestione delle piene.
Tra i relatori:

  • Mila Campanini (Responsabile Contratto di Fiume), che illustrerà la storia e il riconoscimento legislativo del Contratto di Fiume.
  • Dario Kian (funzionario Ersaf), che presenterà le azioni in corso nel sottobacino del Seveso.
  • Yuri Santagostino (Presidente CAP Holding), con un focus sulla resilienza territoriale attraverso una gestione sostenibile delle acque piovane.
  • Pierluigi Angiuoni (Associazione Amici Parco Nord), che discuterà il ruolo dei comuni nell’invarianza idraulica.

Modulo 2: Il Territorio

Il secondo incontro approfondirà temi legati all’uso del suolo, agli effetti del cambiamento climatico e alla pianificazione dei parchi, con particolare attenzione al Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.
Tra i relatori:

  • Alessia Borroni (Sindaca di Seveso), che racconterà l’esperienza del Parco delle Querce, simbolo di riscatto territoriale.
  • Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), che esplorerà i limiti della pianificazione locale e la necessità di una gestione integrata delle acque.
  • Marzio Marzorati (Presidente Parco Nord), con un intervento sul ruolo dei parchi nella tutela ambientale e della salute.
  • Luca Grimaldi (dirigente Ersaf), che discuterà l’importanza di Ersaf nella realizzazione del Parco Fluviale.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Circolo Lega Ambiente Laura Conti, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda, nell’ambito del progetto “Insieme per il Bosco” promosso dall’Associazione Fare di Meda.

La partecipazione al corso è gratuita e aperta a tutti gli interessati. Per informazioni, è possibile contattare gli organizzatori all’indirizzo e-mail laboratorioseveso@gmail.com

lunedì 25 novembre 2024

Verso un Parco Regionale del Seveso: un incontro tra associazioni e gruppi ambientalisti


Il 23 novembre 2024, presso la sede milanese dell’Associazione Amici Parco Nord, si è svolto un incontro cruciale che ha riunito numerosi gruppi e associazioni ambientaliste. L'obiettivo? Costituire un gruppo di lavoro collegiale per supportare la proposta di istituire il Parco Fluviale e Territoriale del Fiume Seveso. Questo primo confronto è stato descritto dai partecipanti come un momento di conoscenza reciproca e di scambio di idee in vista di un progetto ambizioso e di grande rilevanza per il territorio.

Le informazioni sono state tratte dal blog del gruppo Sinistra e Ambiente di Meda, che ha fornito dettagli sugli sviluppi e sulle finalità dell’iniziativa.


La proposta del nuovo parco: Bosco delle Querce, Plis Grubria, Parco Nord Milano e le aree del bacino Seveso

L’incontro si inserisce nel solco del convegno tenutosi il 26 ottobre 2024, evento che aveva visto la partecipazione di figure politiche e istituzionali. Il tutto è stato reso possibile grazie al precedente passo avanti rappresentato dall’approvazione unanime, il 25 luglio 2024, dell’Ordine del Giorno 692 da parte del Consiglio Regionale della Lombardia. Tale documento ha sancito il sostegno alla creazione del Parco Fluviale del Seveso, demandandone progettazione e realizzazione al Contratto di Fiume.

Il Parco Fluviale del Seveso non sarà una semplice iniziativa di riqualificazione fluviale. Come sottolineato dagli intervenuti, è fondamentale ampliare la portata della proposta. Non solo interventi idraulici, di naturalizzazione delle sponde e di purificazione delle acque, ma anche un’attenzione più ampia al territorio. "Serve una tutela unificata per le aree comprese nel bacino del Seveso, integrando il Bosco delle Querce, il PLIS GruBria e il Parco Nord Milano in un unico grande Parco Regionale", ha affermato Arturo Calaminici, storico rappresentante dell’Associazione Amici del Parco Nord.

Uno dei temi centrali dell'incontro è stata la necessità di costruire una visione comune tra le realtà ambientaliste coinvolte. I partecipanti hanno concordato sull’elaborazione di un Manifesto che definisca principi, finalità, obiettivi e metodi per guidare il processo. Questa piattaforma condivisa sarà essenziale non solo per garantire coerenza nelle azioni, ma anche per prepararsi al tavolo concertativo promesso dalla Regione Lombardia.

Sinistra e Ambiente-Impulsi, insieme a Legambiente Seveso e Seveso Futura, ha portato un contributo significativo al dibattito, illustrando la storia e le sfide legate al Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. "La memoria di questo luogo, segnato dalla tragedia della diossina e dalla successiva ricostruzione, deve diventare un patrimonio condiviso", ha sottolineato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente. L’associazione ha inoltre evidenziato le criticità legate alla costruzione dell’autostrada Pedemontana Lombarda e le attività in corso per ampliare i confini del parco.

L’incontro si è concluso con un impegno condiviso: continuare il confronto attraverso ulteriori appuntamenti, definendo nel dettaglio strategie e obiettivi per realizzare il Parco Fluviale e Territoriale del Seveso. I partecipanti hanno ribadito la necessità di agire in modo coordinato, mettendo in primo piano la tutela del territorio e la sua valorizzazione come bene comune.

domenica 17 novembre 2024

Parco Fluviale e Territoriale del Seveso: costruiamo insieme il futuro del nostro territorio

Immagini tratte dalla relazione presentata lo scorso 26 ottobre dal prof. Arturo Lanzani

Le associazioni del Nord Milano e della Brianza sono pronte a far sentire la propria voce in un importante progetto che unisce ambiente, territorio e partecipazione. Grazie alla proposta avanzata dall'Associazione Amici Parco Nord e accolta con unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia lo scorso 25 luglio, prende forma il progetto per la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

L'iniziativa, che ha già raccolto il sostegno di importanti istituzioni come la Città Metropolitana di Milano, la Provincia di Monza e Brianza, la Provincia di Como, il Comune di Milano e vari enti parco interessati, punta a valorizzare non solo il corso del fiume Seveso, ma anche l'intero bacino territoriale circostante. Durante il convegno pubblico del 26 ottobre, numerosi enti hanno espresso il loro interesse a contribuire al progetto, ritenendolo una risposta concreta alla necessità di affrontare le sfide climatiche e di tutela del territorio.


Tuttavia, gli organizzatori sottolineano che il solo appoggio istituzionale non è sufficiente per un'opera di tale portata. L’Associazione Amici Parco Nord invita quindi tutte le persone e le associazioni del Nord Milano, della Brianza e dei territori interessati a unirsi al progetto, apportando le proprie idee e competenze per costruire una risposta forte e condivisa.

Nasce così l’idea di un “Cantiere del Manifesto”, un gruppo di lavoro aperto e pluralistico che avrà il compito di redigere un documento strategico. Questo manifesto definirà i principi, gli obiettivi e i metodi per la realizzazione del Parco Fluviale, gettando le basi per un’iniziativa che mira a essere non solo ambientale ma anche sociale e culturale.


Il primo incontro per la costituzione del gruppo di lavoro è fissato per sabato 23 novembre 2024, dalle ore 10 alle 12, presso la sede dell’Associazione Amici Parco Nord, in Viale Suzzani 273, Milano. Sarà un’occasione di confronto aperto, dove ciascuno potrà portare il proprio contributo in autonomia e secondo le proprie competenze.

Le associazioni e i cittadini interessati a partecipare sono invitati a comunicare la propria adesione, sia all'incontro sia al gruppo di lavoro, contattando l'Associazione Amici Parco Nord. È il momento di unirsi per trasformare questa visione in realtà e rendere il Parco Fluviale del Seveso un modello di sostenibilità e coinvolgimento territoriale.

Per ulteriori informazioni e per aderire all’incontro:
Laboratorio Seveso - Parco Fluviale e Territoriale

Coordinatore Arturo Calaminici
Associazione Amici Parco Nord
Viale G. Suzzani, 273 - 20162 Milano
mail: associazioneamiciparconord@gmail.com

martedì 29 ottobre 2024

Un parco fluviale e territoriale nel medio bacino del fiume Seveso


a cura di Sinistra e Ambiente, Meda


Il 26 ottobre 2024, a Milano, presso l'Auditorium Teresa Sarti Strada, si è tenuto un interessante incontro a più voci sul tema della costituzione del "Parco Fluviale e Territoriale del Seveso", organizzato dall'Associazione Amici Parco Nord.

Hanno partecipato al convegno Raffaella Vimercati, Presidente dell'Associazione Amici Parco Nord; Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 di Milano; Gianfranco Cermelli e Daniela Gasparini dell'Associazione Amici Parco Nord; Arturo Lanzani, Presidente del Parco GruBria; Marzio Marzorati, Presidente del Parco Nord Milano; e, tra i contributi istituzionali, Gigi Ponti, Consigliere della Regione Lombardia; Francesco Vassallo, Vice Sindaco della Città Metropolitana di Milano; e Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi della Regione Lombardia. Come invitati, Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno seguito attentamente l'incontro.

LE BASI DEL CONFRONTO E DELLA PROPOSTA

Il 25 luglio 2024, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sostiene la proposta di creare il Parco Fluviale del Seveso, affidandone la progettazione e realizzazione al Contratto di Fiume.

Alla base della proposta c’è la necessità di potenziare i depuratori del bacino per migliorare la qualità delle acque e di intervenire sulla gestione delle sempre più frequenti piene dovute alla crisi climatica, puntando a incrementare le superfici drenanti e filtranti su tutto il bacino del Seveso.

La proposta di un Parco Fluviale e Territoriale, che richiederà un lungo percorso di confronto e atti amministrativi per concretizzarsi, apre alcune importanti opportunità. Tra queste, vi è l’obiettivo di considerare il fiume Seveso come una risorsa attraverso un progetto di rigenerazione ambientale e territoriale, accompagnato dalla creazione di un Parco Regionale che connetta aree simili in termini di conformazione e vocazione: spazi liberi residuali nel contesto urbanizzato, su cui intervenire per riqualificarli tramite piantumazioni, corridoi verdi e faunistici, piste ciclabili e appropriati interventi di ingegneria ambientale per creare spazi di naturalità.

IL SISTEMA DEI PARCHI NEL MEDIO BACINO DEL SEVESO

Nella parte del bacino del medio Seveso, in un territorio fortemente antropizzato, da Meda a Niguarda esiste un sistema di parchi costituito da:

  • Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce;
  • Parco Locale Sovracomunale GruBria;
  • Parco Regionale Nord Milano.

Nelle vicinanze di questi parchi vi sono aree da tutelare, composte da zone lungo il fiume Seveso e il suo affluente, il torrente Certesa/Tarò, nonché da spazi di connessione tra i due corsi d’acqua e le superfici dei tre parchi. Su questo tema, e sulla creazione di un Parco Fluviale in contesto metropolitano, ha contribuito Arturo Lanzani, urbanista e docente al Politecnico, nonché attuale Presidente del PLIS GruBria, illustrando la sua visione tramite una serie di slide.

 

 



L'AGGREGAZIONE DEI PARCHI ESISTENTI

La configurazione del Parco Fluviale e Territoriale del Fiume Seveso non potrà che essere un’aggregazione e una fusione dei parchi già esistenti, poiché la legge regionale non consente la creazione di nuove istituzioni. Naturalmente, l’ipotesi di aggregazione a un Parco Regionale esistente dovrà prevedere un congruo dimensionamento sia del personale sia dei fondi a disposizione della nuova entità per garantirne l’efficacia operativa.

Sarà necessario costituire un tavolo di concertazione che includa le strutture gestionali dei tre parchi, la Regione Lombardia, i comuni interessati, i gruppi e le associazioni, per avanzare proposte che definiscano anche possibili ampliamenti.

IL RUOLO DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA

Dopo questo convegno, è previsto un nuovo incontro dedicato alle associazioni e ai gruppi del territorio che desiderano contribuire all’avvio del progetto, valorizzando la loro conoscenza e il lavoro svolto sul campo. Questo lavoro collettivo dovrà tenere conto delle peculiarità di tutti i parchi coinvolti.

In particolare, per il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, simbolo e testimonianza del disastro della diossina del 1976, minacciato oggi dal progetto dell'Autostrada Pedemontana Lombarda che prevede il disboscamento di circa due ettari e l'abbattimento di circa 3.000 alberi, è fondamentale assicurare la continuità del suo ruolo di memoria attraverso il "Ponte della Memoria" e un progetto ambientale lungimirante per restituire questo bene alla collettività. Le associazioni ambientaliste locali si impegnano a proporre attività in linea con la storia del luogo, affinché questo patrimonio non venga disperso.

Il messaggio e l’esempio di costruzione della naturalità, uniti al costante impegno per mantenere viva la consapevolezza del danno ambientale e della necessità di rigenerazione operata nel contesto di Seveso e Meda, possono diventare un modello in una Brianza sempre più segnata dal cemento e dall'asfalto.

giovedì 21 aprile 2011

Parte da Bresso la difesa dei parchi lombardi


di Arturo Calaminici
Coordinatore del Comitato No Eliporto nel Parco Nord e dell’Associazione Amici Parco Nord

Mercoledì scorso, 13 aprile 2011, l’Associazione Amici Parco Nord e il Comitato No Eliporto hanno tenuto, nella sede dell’A.A.P.N. via Suzzani 273 Milano, una riunione alla quale hanno partecipato alcune altre associazioni, tra cui quella degli Amici del Parco Grugnotorto-Villoresi, quella del parco delle Groane e dell’Associazione Parchi del Vimercatese. Obiettivo dell’incontro, creare un Coordinamento di tutte le Associazioni parchi lombarde per contrastare con risoluta determinazione il progetto di legge regionale di modifica della legge 86 sui parchi.

Tale progetto di legge, fermato per ora in Commissione e che dovrebbe andare in discussione in Consiglio regionale a giugno, è nello stesso tempo una proposta debole e pericolosa. E’ insufficiente perché si limita a considerare il solo aspetto della gestione dei parchi; e pericolosa perché vorrebbe introdurre un modello di governance che accentrerebbe il potere e le decisioni nelle mani della Regione stessa, estromettendone di converso e di pari grado i Comuni.

In sintesi: al posto dei Consorzi dei Comuni ci sarebbero dei non meglio specificati Enti pubblici, nei quali la presenza della Regione sarebbe incombente e dominante. Infatti, nei Consigli di gestione dovrebbe farsi posto ad un componente regionale (non revocabile) su tre (o cinque) membri; il revisore sarebbe nominato dalla Regione e il direttore, scelto dal presidente, sarebbe tratto da un albo regionale di cui non vengono definiti i criteri di gestione. Con l’aggravante, in questo caso, di un rapporto siamese tra presidente e direttore, per cui il direttore sarebbe tenuto a seguire la sorte del presidente e quindi financo a dimettersi se il presidente dovesse interrompere per qualsiasi motivo il suo mandato. Addio autonomia della funzione tecnica e manageriale, il direttore praticamente sarebbe declassato ad uomo dello staff del presidente!

A quanto sopra si aggiunge, e questo ci sembra il cuore effettivo del problema - certamente delle nostre preoccupazioni- la modifica dell’art. 20 della legge 86. Leggiamo assieme il comma 1° dell’articolo 20 bis, quindi dell’articolo sostitutivo (Poteri di deroga e misure di compensazione): “L’ente gestore del parco, previo parere obbligatorio e vincolante della Giunta regionale, e sentiti gli enti interessati, può autorizzare, in deroga al regime proprio del parco, la realizzazione di opere pubbliche previste dalla legislazione nazionale, esclusivamente nel caso in cui non possano essere diversamente localizzate...”. Sembra molto chiaro!

Che fare? Saldare, questo ci pare il primo nostro compito, la risposta inevitabile dei Comuni, espropriati del loro ruolo, ma non dei loro quattrini (infatti continuerebbero a scucirne almeno per il 70% dei costi di gestione dei parchi), alla protesta delle associazioni ambientalistiche e dei cittadini. Farlo in fretta, prima che il progetto di legge arrivi in Consiglio regionale. A tale scopo, l’idea è di costruire un Coordinamento regionale che si raccordi con tutto il mondo ambientalistico e con la più vasta platea dei cittadini che vogliono difendere il territorio, il paesaggio e l’ambiente, cioè la nostra Regione e il nostro Paese.

Vogliamo dare solo qualche dato per avere l’idea dell’opera incessante di devastazione del territorio italiano e lombardo? Traggo i dati che seguono dal bellissimo libro di Salvatore Settis "Paesaggio Costituzione Cemento" Einaudi 2010. Dal 1956 al 2001, secondo i dati Istat, in Italia la superficie urbanizzata è cresciuta del 500%, il consumo di suolo è viaggiato al ritmo di 244.000 ettari l’anno; dal 1996 al 2006 i Comuni italiani hanno rilasciato permessi di costruire per 3,1 miliardi di mc (dato sottostimato perché non comprende le costruzioni abusive); ogni anno, per la sola edilizia residenziale, si costruiscono in media 22,3 mc per abitante; dal 1991 al 2001 l’incremento delle superfici urbanizzate rispetto all’incremento demografico è stato ben 37,5 volte superiore; in Lombardia e in Veneto ci approssimiamo a “situazioni di saturazione territoriale”.
In Lombardia che nel 1990-2005 ha ridotto del 18% la superficie agricola, le sole autostrade in costruzione o in progetto stanno distruggendo altri 2670 ettari di suolo: in totale 13 ettari al giorno, ogni anno una superficie pari alla città di Brescia.
La morfologia del territorio italiano lo rende notoriamente esposto a terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni e altre calamità, basta ricordare che negli anni 1999-2007 sono state censite in Italia 482.272 aree franose, quasi il 7% dell’intero territorio nazionale. Per concludere, l’Italia ha il più basso tasso di crescita demografica d’Europa, ma ha il più alto tasso di consumo di territorio.

Tornando al nostro problema, la proposta che rivolgiamo a tutti gli amici delle associazioni e dei parchi è, ripeto, coordiniamoci, organizziamoci, facciamo sentire forte e risoluta la nostra voce.

Appuntamento prossimo Mercoledì 4 maggio ore 18.30 nella sede dell’Associazione Amici Parco Nord Milano, via Suzzani 273, per: formalizzare la costituzione del coordinamento: firmare un documento che esprima chiaramente le critiche al progetto di legge e avanzi le nostre proposte; redigere un comunicato stampa da diffondere su tutti i mezzi di comunicazione possibili; organizzare iniziative di incontro, di festa e di mobilitazione pubblica.

Infine, lunedì scorso il Consiglio comunale di Bresso ha approvato quasi all’unanimità (hanno votato a favore otto Gruppi consiliari su nove, si è astenuto solo quello del Pdl) un Odg presentato dal sottoscritto (vedi sotto) perché può essere utile partire da un documento condiviso trasversalmente da (quasi) tutti gli schieramenti politici.

Per contatti: 335 8256015
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Documento
Ordine del Giorno relativo al progetto di legge regionale per la nuova organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifiche della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86.

Il Consiglio Comunale di Bresso
Premessa:
dopo quasi 30 anni dalla legge regionale lombarda istitutiva delle aree protette, la Regione Lombardia oggi dovrebbe essere nelle condizioni, culturali e sociali, di produrre una grande riforma: un testo unico, una legge quadro che transiti gli attuali consorzi dalla funzione di esclusiva “salvaguardia” delle aree protette, ad una funzione di “tutela e fruizione” delle stesse in sinergia con uno sviluppo sostenibile dei territori limitrofi.
 

L’aspettativa è stata delusa dal testo di questo nuovo progetto di legge. Ancora una ulteriore parziale modifica alla L.R. n. 86 del 1983 che ha come unico obiettivo quello di mettere mano alla governance, riconoscendo un ruolo centrale a Regione Lombardia a scapito dei Comuni, a cui viene comunque richiesta una partecipazione “economica” a copertura del 70% dei costi di bilancio.
 

Il  progetto di legge di riforma dei parchi licenziato dalla Giunta regionale è il potenziale grimaldello per il commissariamento politico dei parchi da parte della Regione e la conseguente mortificazione delle rappresentanze locali.
E’ molto pericolosa la sostituzione (ancorché prevista dalla legge finanziaria 2010 e ribadita dal decreto milleproroghe) degli attuali consorzi obbligatori, che hanno garantito per anni il contributo  di comuni e province alla vita dei parchi, con un non meglio precisato “ente di diritto pubblico”, di cui nessuno riesce a capire l’efficacia reale.
 

La pur giusta scelta di ridurre il numero dei componenti dei consigli di amministrazione, per risparmiare e razionalizzare i processi decisionali, evidenzia in controluce la volontà della Giunta Formigoni di mettere le mani sui parchi attraverso la nomina di un componente regionale (non revocabile) nei consigli di amministrazione e con l’istituzione di un albo regionale per i direttori di cui non si conoscono i criteri di gestione. Ancor meno convincente è l’idea di legare strettamente le sorti del direttore a quelle del presidente del parco. Il direttore, infatti, scelto dal presidente dall’albo, sarebbe poi costretto a seguirne il destino e, perfino, a dimettersi nel caso il presidente per qualsiasi ragione dovesse venir meno al suo incarico. Tutto ciò sottolinea la mortificazione dell’autonomia del ruolo tecnico-manageriale e la completa subordinazione al ruolo politico.
 

L’unica certezza, riguarda il fatto che con questa riforma il controllo della Regione sui parchi rischia di diventare pesante, senza nessun bilanciamento né cambiamenti sostanziali per quanto riguarda le risorse regionali e soprattutto in assenza di una prospettiva di gestione in grado di valorizzare il grande patrimonio verde della Lombardia.
Nessuno sforzo è stato compiuto per disegnare una prospettiva al passo coi tempi,  che permetta cioè ai parchi lombardi di divenire un reale fattore di sviluppo, mantenendo comunque netta e salda la tradizionale vocazione alla tutela dei territori. 
Sotto il profilo strategico, dunque, la montagna ha partorito un topolino.
 

E’ sconcertante che questo avvenga nella Regione che negli anni ‘80 ha emanato una normativa di tutela delle aree verdi all’avanguardia in Europa e presa ad esempio nel resto del Paese. Una legge che ha consentito di tutelare zone di grande pregio ambientale e vaste porzioni di territorio, spesso fortemente antropizzate. A distanza di quasi 30 anni le ragioni della tutela restano sostanzialmente intatte, si affacciano però nuove esigenze e prospettive dettate dalla consapevolezza che paesaggio, territorio e ambiente sono fortemente interconnessi e che la qualità dei luoghi è oggi un fattore di sviluppo della comunità regionale.
 

Per tutto ciò il Consiglio Comunale di Bresso chiede con forza alla Regione Lombardia:
-    il consolidamento delle tutele e dei  confini delle aree protette, per evitare ulteriori cementificazioni. A tale proposito si ricorda che ancora oggi l’avanzamento inarrestabile dell’urbanizzazione comporta una perdita di suolo libero di tredici ettari/giorno  in Lombardia e che, per la prima volta da secoli, la nostra regione ha visto scendere sotto la simbolica cifra del milione di ettari la superficie agraria utile;
-     un sistema di tutela dei territori verdi, di connessione tra parchi, di valorizzazione intelligente delle risorse ambientali e culturali; ed il mantenimento di un ruolo forte e decisivo delle comunità locali nella gestione e nelle decisioni sui loro territori;
-    la valorizzazione dei parchi in modo che nel futuro siano ancor di più luoghi di difesa della natura, del paesaggio, della cultura, della vivibilità delle città e della salute dei cittadini in una dialettica positiva con le esigenze dello sviluppo economico, dell’occupazione e dell’imprenditoria, dell’agricoltura, dell’esercizio della caccia e della pesca;
-    la rinuncia all’idea di centralismo regionale che traspare da tutta la legge, e, al contrario, il rafforzamento dei ruoli di comuni e province, in una vera strategia di sussidiarietà.
 

Solo a queste condizioni,  solo con un’idea strategica e innovativa, capace di unire ferma tutela e sviluppo intelligente dei territori, ha poi senso parlare di taglio dei consigli di amministrazione e di contenimento dei costi. In caso contrario, saremmo di fronte ad una controriforma mascherata: la Lombardia merita di più e meglio.

lunedì 11 aprile 2011

Nasce il coordinamento delle associazioni dei parchi a nord di Milano

L'Associazione "Amici Parco Nord" ha indetto una riunione a cui sono stati invitati i rappresentanti delle associazioni del Parco Grugnotorto-Villoresi, del Parco delle Groane e del Parco della Media Valle Lambro.
L'intenzione è quella di costituire un primo nucleo del coordinamento delle associazioni di tutti i parchi milanesi.

Tra le proposte quella di estendere a tutti i comuni un ordine del giorno a tutela dei vari parchi.

La riunione, aperta a tutte le associazioni interessate, è prevista per mercoledì 13 aprile 2011 alle ore 18.30 in via Suzzani, 273 - Milano

Info: arturocalaminici@tiscali.it