mercoledì 6 maggio 2026

Monte San Primo: interrogazione in Regione sul progetto sciistico, si chiede una revisione sostenibile


Il futuro del Monte San Primo torna al centro del dibattito politico regionale. Nelle scorse settimane è stata infatti presentata in Regione Lombardia un’interrogazione dai consiglieri Onorio Rosati e Angelo Orsenigo, con cui si chiede alla Giunta di valutare una revisione del progetto previsto per l’area.

Al centro della richiesta vi è la possibilità di escludere la realizzazione di nuovi impianti sciistici a bassa quota, orientando invece le risorse pubbliche verso interventi di riqualificazione ambientale, mobilità sostenibile, sviluppo della sentieristica e promozione del turismo lento.


L’interrogazione arriva a distanza di mesi dall’audizione del 15 ottobre 2025, quando il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” – composto da 39 associazioni – era stato ascoltato dalle Commissioni Ambiente e Territorio. In quella sede erano state evidenziate numerose criticità legate al progetto, in particolare rispetto agli impatti ambientali, climatici ed economici derivanti dalla costruzione di nuovi impianti sciistici tra i 1.100 e i 1.200 metri di quota.

Tra i punti più discussi, l’utilizzo dell’innevamento artificiale e la realizzazione di un bacino idrico dedicato, elementi considerati problematici in un contesto di crescente scarsità di risorse idriche e di cambiamento climatico. Il progetto complessivo prevede un finanziamento pubblico superiore ai 5 milioni di euro, circa la metà dei quali destinati proprio alle infrastrutture sciistiche.

Nel testo dell’interrogazione si sottolinea come la realizzazione di nuovi impianti comporterebbe interventi invasivi sul territorio, tra cui movimentazione del suolo, consumo di acqua ed energia e costruzione di infrastrutture di servizio, con potenziali ricadute negative sull’equilibrio ambientale dell’area.

Già durante il dibattito seguito all’audizione, diversi consiglieri regionali – inclusi esponenti della maggioranza – avevano espresso perplessità sulla sostenibilità del progetto nella sua componente sciistica, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti e di una possibile revisione. In quella fase era emersa anche la disponibilità ad avviare nuovi momenti di confronto con la Giunta e gli assessorati competenti.

A sei mesi di distanza, Rosati e Orsenigo tornano quindi a sollecitare una presa di posizione chiara da parte della Regione, chiedendo se si intenda promuovere una revisione progettuale coerente con le politiche di adattamento climatico e con una visione di sviluppo sostenibile delle aree montane.

L’attenzione si concentra ora sulla risposta della Giunta regionale, attesa nei prossimi giorni, che potrebbe segnare un passaggio decisivo per il futuro del Monte San Primo e per il modello di sviluppo turistico del territorio.

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