sabato 18 aprile 2026
Area ex Meroni di Erba: il Circolo Ambiente chiede chiarezza sulle verifiche ambientali
Il tema della possibile bonifica dei terreni nell’area ex Meroni di Erba torna al centro dell’attenzione pubblica. A sollevare la questione è il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che richiama quanto previsto dal Piano di Governo del Territorio (PGT) vigente del Comune.
Secondo quanto indicato nel PGT, per l’area dismessa di via Leopardi è stabilito che i titolari “dovranno prevedere, preliminarmente alla riconversione del sito, uno specifico Piano di indagine ambientale finalizzato a verificare la salubrità del luogo ai fini del giudizio di risanamento. Tale piano è finalizzato alla verifica della presenza o meno di contaminazioni e la conseguente necessità di attivare l’iter tecnico amministrativo di bonifica ... . La costruzione di nuove strutture sulle aree oggetto di bonifica è subordinata al completamento delle opere di risanamento e alla Certificazione di salubrità dell’area da parte dell’autorità competente”.
Nonostante queste indicazioni, il Circolo Ambiente evidenzia come nella Delibera di Giunta con cui è stato recentemente approvato il Piano Attuativo per la riqualificazione dell’ex Meroni non vi sia alcun accenno esplicito a tali obblighi. Solo nello schema di convenzione viene previsto che i titolari assumano alcuni impegni, tra cui quello di “presentare, entro 60 giorni dal termine delle opere di demolizione, il piano di caratterizzazione ambientale per l’eventuale bonifica delle aree”.
Il Circolo non nasconde le proprie preoccupazioni riguardo alle modalità con cui verranno condotte le verifiche ambientali. Per questo motivo ha richiesto al Comune una serie di informazioni, con l’obiettivo di ottenere la massima certezza che le verifiche previste corrispondano alla reale situazione di rischio ambientale dell’area, così come richiamato nel PGT vigente, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Nel dettaglio, sono state avanzate richieste precise all’amministrazione comunale: chiarimenti su come e in quali punti verranno eseguiti i campionamenti e le analisi; indicazioni sul tipo di verifiche e sulle modalità di validazione, dal punto di vista pubblico, delle indagini preliminari, dei campionamenti, delle analisi e dell’eventuale successivo Piano di bonifica.
A supporto di tali richieste, la lettera è stata inviata per conoscenza anche ad ARPA Lombardia, dipartimento di Como. Inoltre, il Circolo ha chiesto al Comune di ricevere, non appena disponibile, copia del Piano di caratterizzazione ambientale per l’eventuale bonifica, insieme agli esiti delle verifiche e delle validazioni effettuate dagli enti pubblici competenti, nonché la Certificazione di salubrità dell’area che sarà rilasciata dall’autorità competente.
A concludere l’intervento è Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente, che sottolinea: “Anziché pensare al ‘pergolato’ (che la Giunta ha chiesto che venga eseguita dal privato come ‘compensazione’), sarebbe meglio che il sindaco – che è il primo tutore della salute pubblica – si preoccupasse di far sapere alla collettività dove e come verranno realizzate le analisi sul terreno, per scongiurare ogni rischio di contaminazione ambientale. Ora attendiamo precise risposte dal Comune”.
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