La frazione Meredo di Seveso rischia di trovarsi, suo malgrado, al centro di trasformazioni infrastrutturali decise altrove. Due interventi distinti – i lavori in corso della tangenziale Meda–Seregno legata a Pedemontana e il recente progetto approvato dal Comune di Seregno per la rotatoria di viale Nazioni Unite – potrebbero infatti produrre effetti significativi sul quartiere, se non verranno adottate per tempo misure efficaci per impedire o mitigare il traffico di attraversamento.
Il Meredo di Seveso è un abitato di dimensioni contenute, con una viabilità locale che ha sempre avuto una funzione prevalentemente residenziale e di collegamento interno. Le strade che lo attraversano non sono nate per sostenere flussi elevati né per svolgere il ruolo di corridoi alternativi tra grandi infrastrutture. Eppure, proprio la combinazione di nuove opere rischia di cambiare questo equilibrio.
![]() |
| In blu la tangenziale Meda-Seregno. In verde le strade locali che saranno interessate dai flussi di traffico verso Pedemontana |
La tangenziale Meda–Seregno, una volta completata, modificherà in modo rilevante i flussi di traffico sull’intero quadrante. A questo si aggiunge il fatto che alcuni svincoli della Pedemontana, come quello di Seveso, non consentono tutte le manovre, spingendo una parte del traffico a cercare percorsi alternativi sulla rete ordinaria. In questo scenario, l’asse Vignazzola–Meredo può diventare una scorciatoia “razionale” per chi si muove tra Seregno, Meda e la Pedemontana.
Il progetto della rotatoria di viale Nazioni Unite a Seregno, pensato per migliorare l’accessibilità e la sicurezza locale, si inserisce in questo quadro più ampio. Rendere più fluide alcune manovre e abbassare le attuali barriere alla percorrenza può avere effetti che vanno oltre il territorio comunale. Se non accompagnata da misure di governo del traffico, la maggiore permeabilità della rete potrebbe incentivare ulteriormente l’uso delle strade di Meredo come percorso di attraversamento, con ricadute dirette su un quartiere che non trae benefici da queste opere, ma ne subisce i costi.
Il rischio non è teorico. Più traffico significa maggiore rumore, peggioramento della qualità dell’aria, aumento dei pericoli per pedoni e ciclisti e una perdita complessiva di vivibilità. Effetti che, in un contesto residenziale come quello del Meredo di Seveso, si avvertono in modo immediato e profondo, anche con incrementi di flusso che altrove potrebbero sembrare marginali.
Per questo è fondamentale che si passi da una logica di interventi puntuali a una visione di area vasta. Quando si progettano infrastrutture di questo respiro, che incidono sui comportamenti di mobilità di interi territori, sarebbe non solo opportuno ma doveroso interpellare anche i Comuni sui quali questi interventi possono avere un impatto, diretto o indiretto. Non si tratta di rivendicare competenze, ma di praticare quella leale collaborazione istituzionale che dovrebbe essere alla base di ogni buona pianificazione.
Il Comune di Seveso, e in particolare i residenti della frazione Meredo, non possono trovarsi a gestire ex post gli effetti di decisioni assunte altrove. Le misure per impedire il traffico di attraversamento, per moderare le velocità, per tutelare la sicurezza e l’ambiente devono essere pensate e concordate prima che i flussi si consolidino, quando è ancora possibile governare i comportamenti e non solo subirli.

Nessun commento:
Posta un commento
Invitiamo gentilmente chi utilizza questo spazio per i commenti a rimanere in tema con il contenuto del post e a mantenere un linguaggio rispettoso, anche quando le opinioni sono diverse. Si informa che non verranno pubblicati commenti contenenti promozioni commerciali.