Il Circolo Ambiente replica all’avvocato di alcuni proprietari: «Ma quali diritti edificatori? Per la giurisprudenza urbanistica non esistono!»
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di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Abbiamo letto – con nemmeno tanta sorpresa – la lettera odierna dell’avvocato Chiara Citterio, intervenuta a tutela degli interessi privati di alcuni (non tutti) proprietari dei terreni di Cavagna. L’avvocato chiede che vengano mantenuti gli indici edificatori previsti dalla Variante al PGT adottata, altrimenti i proprietari potrebbero adire alle vie legali.
Ci chiediamo però su quali basi giuridiche, visto che la giurisprudenza in materia urbanistica è molto chiara nel non riconoscere alcun diritto edificatorio vigente basato unicamente sulle previsioni dei precedenti strumenti urbanistici.
È bene ribadire ancora una volta che il Consiglio comunale di ogni municipio è libero e sovrano nel definire l’attribuzione o la modifica delle destinazioni urbanistiche dei terreni. Se lo può fare – malauguratamente – passando terreni agricoli a edificabili, lo deve poter fare altrettanto liberamente – e senza precondizioni di alcun tipo – ritrasformando terreni edificabili in aree non edificabili, azzerando pertanto tutti gli indici di edificabilità pregressi.
Questo è quanto dice la giurisprudenza: i proprietari devono prenderne atto.
L’interesse collettivo della tutela del suolo e del paesaggio è sicuramente prevalente rispetto agli interessi privati, e lo è – a maggior ragione – nel caso di Cavagna, riconosciuta come zona di elevato valore storico e paesaggistico.
Lo ribadiamo insieme alle oltre 5.600 persone che hanno firmato la petizione: Cavagna deve essere salvata dal cemento!

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