lunedì 5 gennaio 2026

Un nuovo libro sulla vicenda del Monte San Primo


Un nuovo libro - da poco uscito in libreria - descrive la storia e la bellezza del monte San Primo - la montagna più alta del Triangolo Lariano -, ma parla anche del contestato progetto che prevede il ripristino dello sci a bassa quota nella località San Primo di Bellagio. Il libro si intitola San Primo – una montagna straordinaria, un progetto da riconsiderare (Chimera Editore); l’autrice è l’architetto Nunzia Rondanini, membro attivo del Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’.

Nel libro l’autrice riporta la sua esperienza personale, avendo frequentato fin da bambina la stessa località San Primo. La zona è nota fin dalla metà del secolo scorso come località sciistica, poi progressivamente caduta in abbandono, soprattutto a causa della crisi climatica che - dall’inizio degli anni 2000 - ha determinato una sicura diminuzione dell'innevamento naturale sul San Primo, fino a giungere alla definitiva chiusura dei vecchi impianti sciistici, oggi in stato di totale abbandono. Nella seconda parte il libro racconta del nuovo progetto - ipotizzato a partire dal 2022 - che prevede di riportare lo sci e l’innevamento artificiale sul San Primo. Come noto, il progetto è fortemente contrastato dal Coordinamento ‘Salviamo Il Monte San Primo’,  - formato da 39 associazioni – che ha raccolto oltre 4 mila firme contro il progetto stesso.

Di seguito la presentazione del nuovo libro.

Il monte San Primo è la cima più alta del Triangolo Lariano. Il monte e l’area a esso circostante costituiscono un ambiente di unica bellezza molto caro agli amanti della natura e dei paesaggi prealpini. Nel libro San Primo – una montagna straordinaria, un progetto da riconsiderare (Chimera Editore), l’autrice Nunzia Rondanini evoca vivacemente il mondo del San Primo, dai primi riferimenti storici agli anni del dopoguerra, fino ai tempi recenti.

Il libro descrive poi il contestato progetto - promosso dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio - inteso a “promuovere lo sviluppo” dell’area. Questo progetto include interventi altamente invasivi per l’ambiente montano, che altererebbero profondamente la natura dei luoghi. Tra l’altro, il piano prevede di realizzare tre piste sciistiche con relativi impianti di innevamento, che non solo danneggerebbero l’ambiente, ma, date le condizioni climatiche, non avrebbero alcuna sostenibilità economica a 1200 metri di altitudine.  

Rondanini riassume poi proposte alternative per il monte San Primo e del suo borgo che siano rispettose dell’ambiente ed economicamente viabili, ottimizzando il suo potenziale come luogo di rifugio naturale e di godimento escursionistico. Queste proposte alternative riflettono l’impegno del Coordinamento ‘Salviamo Il Monte San Primo’, un gruppo costituito da ben 39 associazioni della società civile che si sono mobilitate per riorientare una iniziativa sconsiderata. Il Coordinamento ha lanciato un appello che ha raccolto più di 4 mila firme certificate e recentemente ha presentato le proprie istanze alle Commissioni Territorio e Ambiente della Regione Lombardia.

San Primo – una montagna straordinaria, un progetto da riconsiderare”  è un libro chiaro e agile che interesserà gli amanti del San Primo e tutti coloro che auspicano uno sviluppo armonioso e responsabile delle nostre straordinarie montagne.

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