mercoledì 28 gennaio 2026

1976–2026 | Disastro diossina | 1. L’ICMESA prima della nube


Nel 2026 ricorre il 50° anniversario del disastro diossina dell’ICMESA di Meda, una ferita ancora aperta nella storia ambientale, sociale e sanitaria della Brianza.
Il 10 luglio 1976 una nube tossica contenente diossina TCDD si diffuse su Seveso, Meda e i comuni limitrofi, segnando per sempre il territorio e la vita di migliaia di persone.

Quel disastro non fu però un evento improvviso né imprevedibile. Fu il punto di arrivo di oltre trent’anni di inquinamenti, omissioni, controlli insufficienti e scelte industriali compiute in spregio alla salute pubblica.
Ricostruire ciò che accadde prima del 1976 è quindi essenziale per comprendere davvero il significato di quella tragedia.

Con questa serie di pubblicazioni, Brianza Centrale avvia un percorso di memoria storica e civile, riprendendo e condividendo il lavoro di Sinistra e Ambiente di Meda, basato sulla ricerca documentale dello storico sevesino Massimiliano Fratter (Seveso. Memorie da sotto il Bosco, Ed. Auditorium, 2006), parte del progetto Ponte della Memoria.

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Prima puntata


L’ICMESA prima della nube


La prima puntata, che alleghiamo integralmente in PDF, ricostruisce la storia dell’ICMESA dal suo insediamento a Meda nel 1945 fino all’avvio della produzione del 2,4,6-triclorofenolo, intermedio per diserbanti e disinfettanti.

Dalla documentazione emerge che:

  • fin dall’inizio l’attività produttiva ebbe un impatto pesante su ambiente e salute;
  • si susseguirono segnalazioni sanitarie, proteste della popolazione, episodi di intossicazione e moria di bestiame;
  • le autorità intervennero più volte con diffide, ordinanze e prescrizioni, spesso disattese o rinviate;
  • l’ICMESA poté continuare a operare grazie a proroghe, carenze normative e controlli inefficaci.

Un quadro che mostra come, per oltre trent’anni, la fabbrica abbia operato in spregio alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente, creando le condizioni che portarono al disastro del 1976. 

 

 

La seconda puntata, di prossima pubblicazione, sarà dedicata all’impiantistica e alle lavorazioni per la produzione del triclorofenolo, scelte che condussero direttamente alla fuoriuscita della nube contenente diossina TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-para-diossina) del 10 luglio 1976.

Ricordare il disastro diossina significa interrogarsi su modelli di sviluppo, responsabilità d’impresa, ruolo delle istituzioni e diritto alla salute.
Per questo abbiamo già chiarito le ragioni dell'impegno affinché il cinquantenario sia memoria viva e veritiera, e non una ricorrenza rituale:

👉 Dal disastro diossina al Bosco delle Querce: 50 anni di memoria attiva

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